5
5
Equazione 13
Il campo elettrico indotto dal movimento attraverso un campo magnetico statico è non
sinusoidale con uno spettro che si estende fino a 25 Hz. Pertanto occorre tener conto
delle componenti della frequenza presenti utilizzando il metodo del picco ponderato (cfr.
l’appendice D.3).
L’indice di esposizione per dB/dt è dato dalla seguente equazione basata su una funzione di
ponderazione dipendente dalla frequenza e correlata alla fase:
I Equazione 14
dove ¦Af¦ e θf sono l’ampiezza e la fase della componente spettrale alla frequenza f della
derivata temporale dell’induzione magnetica dB/dt e RLf è il livello di riferimento degli
effetti sensoriali alla stessa frequenza. La fase φf (il cosiddetto angolo di fase del filtro)
è una funzione della dipendenza della frequenza di RLf e ha i valori di 90°, 180° e 90°
sulle gamme di frequenza, rispettivamente, di 0-0,66 Hz, 0,66-8 Hz e 8-25 Hz, dove la
dipendenza della frequenza di RLf è di f 0, 1/f e f 0. I valori di fase della funzione di filtro per
dB/dt sono definiti nell’appendice delle linee guida dell’ICNIRP 2010 (ICNIRP, 2010) e spiegati
nell’appendice D.3.
148 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
Equazione 15
dove BlowAL,rms è il valore efficace del LA inferiore per l’induzione magnetica alla frequenza f e
è il RLf convertito per il dB/dt di picco a tale frequenza.
I Equazione 16
,
dove ¦Af ¦ e θf sono l’ampiezza e la fase della componente spettrale dB/dt alla frequenza f.
L’espressione tra parentesi nell’equazione 16 equivale a considerare il valore assoluto della
forma d’onda dB/dt (pertanto tutti i valori di dB/dt sono positivi). L’indice di esposizione è
dato allora dal valore di picco di questa forma d’onda diviso per 2,7 Ts-1.
Uno dei problemi più importanti che il datore di lavoro deve risolvere nello svolgimento della
valutazione di conformità è quello di dimostrare la precisione delle misurazioni e/o dei calcoli
(1) Il vero valore è intrinsecamente associato all’incertezza in quanto costituisce una stima basata su conoscenze e dati attuali.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 149
relativi a LA e VLE previsti dalla direttiva. Per raggiungere la sicurezza in tal senso occorre
identificare le fonti di incertezza, quantificarne l’influenza e dimostrare che tale influenza
rimane entro limiti accettabili.
Norme internazionali come la Guida ISO/IEC 98-3:2008 rappresentano una valida fonte
di suggerimenti pratici in materia di misurazione dell’incertezza; Cenelec e altri organismi
di normalizzazione hanno pubblicato norme che descrivono le varie opzioni di migliori
prassi atte ad affrontare l’incertezza nella comparazione delle grandezze di esposizione
elettromagnetica con i valori limite (cfr. l’appendice H).
Idealmente l’incertezza complessiva dovrebbe essere limitata rispetto alla differenza tra il
valore misurato e/o calcolato e il LA o il VLE. Se l’incertezza è molto elevata, la valutazione
di conformità o di non conformità di un valore di esposizione rispetto a un limite sarà meno
affidabile; potrebbe quindi essere auspicabile ripetere la valutazione usando metodi più
precisi e/o strumenti che riducano l’incertezza.
Per affrontare l’incertezza in una valutazione di conformità esistono due approcci generali
riconosciuti, ognuno dei quali presenta punti di forza e di debolezza. Il primo approccio è la
comparazione diretta o approccio del «rischio condiviso», in cui il valore misurato o calcolato
viene comparato direttamente con i LA o i VLE. Il secondo approccio è quello additivo, in cui
l’incertezza viene aggiunta al valore misurato o calcolato prima di compararlo con il LA o
il VLE del caso. Entrambi i metodi comportano un’attenta valutazione dell’incertezza, ma il
secondo, per sua natura, implica maggiore trasparenza.
0,8
0,6
0,4
0,2
0
0 50 100 150 200
Incertezza della misurazione (%)
Una volta identificate tutte le singole fonti di errore e quantificate le incertezze che ne
derivano si può calcolare l’effetto cumulativo seguendo le regole prestabilite che governano
la «propagazione dell’incertezza». Ciò consente di stimare l’incertezza complessiva associata
a una misura che può essere espressa come «intervallo di fiducia». La percentuale di fiducia
associata all’intervallo di fiducia si ottiene applicando un fattore di copertura k correlato a
una curva di probabilità a campana. Un k uguale a 1 corrisponde a una fiducia del 68 %, un
k = 2 al 95 %, un k = 3 al 99,7 %.
Valutare l’incertezza della misurazione può risultare complicato in molti ambienti di lavoro, in
cui non esiste un unico approccio applicabile a tutte le situazioni. Esistono però varie buone
pratiche comunemente accettate, come l’uso di strumenti che comportino una limitata
incertezza di misurazione e siano tarati in maniera riconducibile alle norme (ciò riduce l’errore
sistematico). È opportuno applicare tecniche di misurazione corrette: ripetere le misurazioni e
calcolare la media durante la valutazione può ridurre l’errore casuale.
Molte norme di prodotto Cenelec adottano tendenzialmente un approccio ibrido per cui una
misurazione può essere comparata direttamente con i valori limite, a condizione che non
sia superato un determinato livello massimo di incertezza. Se tale livello massimo viene
superato, l’incertezza è compresa direttamente nelle misurazioni o nei valori limite per
rendere più severi i criteri di conformità e compensare l’incertezza eccessiva.
Le norme tecniche offrono utili fonti di informazione sulla combinazione di diversi elementi
di incertezza allo scopo di produrre una stima complessiva. I bilanci di incertezza — che
possono rappresentare un utile strumento nella valutazione dell’incertezza per l’esposizione
ai campi elettromagnetici — vengono analizzati in varie norme di prodotto relative ai campi
elettromagnetici. Un buon esempio è offerto dalla EN 50413, una norma di misurazione di
default che può essere utilizzata in situazioni in cui non si disponga di norme specifiche per
settore tecnologico o industriale.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 151
Un esempio è quello degli errori associati al calcolo di una grandezza dosimetrica interna
come il SAR. Il valore del SAR presuppone di calcolare correttamente il campo elettrico
all’interno del corpo per quanto riguarda sia l’entità che la distribuzione del SAR. Se è
necessario mediare un valore spaziale di picco su una massa specifica come una regione
contigua di 10 g — come precisa l’allegato III della direttiva — qualora il SAR venga
calcolato, per esempio, su una massa cubica, si introducono degli errori. Se le condizioni
limite per la simulazione numerica non sono fissate in maniera corretta, si introducono
errori nella soluzione tramite il riflesso artefattuale del campo elettromagnetico nel dominio
computazionale. Inoltre la discretizzazione della soluzione, ossia la rappresentazione della
situazione dell’esposizione in masse cubiche, può generare errori a catena con conseguenti
gravi problemi per i calcoli della bassa frequenza.
Se il modello del corpo non è rappresentativo del lavoratore esposto in termini di anatomia,
postura, eccetera, è possibile introdurre errori nei risultati. Per esempio, un modello semplice
e omogeneo del corpo può produrre valori sensibilmente differenti di grandezze dosimetriche
interne, come i campi elettrici indotti e i SAR, rispetto ai calcoli effettuati con modelli
eterogenei anatomicamente realistici. Inoltre questi modelli umani semplici — se utilizzati in
simulazioni numeriche — possono produrre fenomeni artificiali come la comparsa di un SAR
massimo localizzato o di campi elettrici indotti all’interno del corpo (figura D26).
152 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
a comparazioni di risultati ottenuti usando altri metodi numerici per la stessa situazione di
esposizione. Se si ottengono risultati simili, ciò conferma la simulazione numerica usata
per una particolare configurazione di esposizione;
Campo
(a) (b) elettrico
Max
Min
(VM-1)
APPENDICE E.
EFFETTI INDIRETTI E LAVORATORI
PARTICOLARMENTE A RISCHIO
Correnti di contatto generate da campi variabili nel tempo < 110 MHz 6.2.2
a correnti di contatto.
È necessario prendere in considerazione anche qualsiasi altro effetto indiretto che potrebbe
verificarsi (cfr. la sezione E.1.6).
In generale gli effetti indiretti si verificano soltanto in circostanze specifiche, la cui esistenza
spesso si può agevolmente escludere in un particolare luogo di lavoro: ciò significa che
il rischio è già minimo. Talvolta la situazione potrebbe essere diversa, e in tal caso sarà
necessario effettuare una valutazione più dettagliata.
Dal 30 giugno 2001 tutte le attrezzature elettroniche mediche immesse sul mercato
o messe in servizio nell’Unione europea devono rispettare i requisiti essenziali della
direttiva concernente i dispositivi medici (93/42/CEE modificata). In realtà gran parte delle
apparecchiature messe in servizio dopo il 1o gennaio 1995 sono conformi alla direttiva
concernente i dispositivi medici.
I requisiti essenziali prevedono che i dispositivi devono essere progettati e fabbricati in modo
da eliminare o ridurre al minimo i rischi connessi con condizioni ambientali ragionevolmente
prevedibili, in particolare quelli connessi con i campi magnetici, le influenze elettriche esterne,
le scariche elettrostatiche.
a intensità di campo elettrico fino a 3 V/m a frequenze da 80 MHz a 2,5 GHz (i campi a
modulazione di ampiezza hanno di solito 1 kHz);
Sulla base di questi valori è possibile valutare il potenziale di interferenza con le attrezzature
mediche elettroniche.
La norma ammette altresì che raggiungere questi obiettivi di immunità sarebbe difficile per
le apparecchiature concepite per monitorare parametri fisiologici. Per tali apparecchiature
ammette quindi un’immunità inferiore, considerando che saranno prevedibilmente utilizzate
in ambienti a basso campo.
Una relazione tecnica europea (CLC/TR 50426) fornisce linee guida sulle valutazioni dei rischi
di innesco di dispositivi a filo esplodente. La relazione indica alcuni metodi per valutare il
rischio che il campo possa generare energia sufficiente per provocare un innesco.
Un’altra relazione tecnica europea che può tornare utile è la CLC/TR 50404 che fornisce linee
guida sulla valutazione dei rischi e misure per evitare l’innesco di materiali esplosivi da parte
dell’elettricità statica.
a l’interazione di campi con schermature o parti metalliche nell’ambiente di lavoro, che può
provocare riscaldamento e pericoli termici;
a l’interazione di campi con l’elettronica e i sistemi di comando nel luogo di lavoro, che può
provocare interferenze e disfunzioni;
a l’interazione di campi con oggetti o componenti metallici indossati o portati vicino al corpo;
a lavoratrici in gravidanza.
I datori di lavoro devono essere consapevoli anche della possibilità di rischi particolari per
gruppi di lavoratori ancora non specificati (cfr. la sezione E.2.5).
È possibile che tali lavoratori non siano adeguatamente protetti dai LA e dai VLE definiti
dalla direttiva. Qualora i datori di lavoro individuino rischi potenziali per questi gruppi
di lavoratori, si dovrebbero fornire informazioni nel quadro della formazione iniziale del
personale e delle informazioni da dare ai visitatori del sito. In tale contesto bisognerebbe
anche incoraggiare questi lavoratori a segnalare la propria situazioni ai responsabili del sito,
affinché si possa effettuare una valutazione specifica dei rischi.
Esistono molti dispositivi attivi impiantabili negli esseri umani a scopi medici. Tra questi
ricordiamo:
a stimolatori cardiaci,
a defibrillatori,
a impianti cocleari,
a neurostimolatori,
In generale i dispositivi dotati di connettori per collegarsi con il paziente a scopo sensoriale
o di stimolazione sono normalmente più sensibili alle interferenze di quelli non dotati
di connettori. I connettori infatti formano un circuito che può accoppiarsi con il campo
elettromagnetico. Anche tra i dispositivi dotati di connettori, la sensibilità può variare
Sezione 5 — Materiale di riferimento 157
a seconda della funzione e dei meccanismi. I dispositivi progettati per captare segnali
neurofisiologici all’interno del corpo sono probabilmente i più vulnerabili alle interferenze, in
quanto sono progettati per essere sensibili alle minime variazioni di tensione sui connettori.
L’interazione con i campi può facilmente generare tali variazioni di tensione, ma l’entità della
tensione indotta dipende da lunghezza, tipo e posizione dei connettori all’interno del corpo. In
generale i dispositivi dotati di un connettore singolo che possono formare un circuito effettivo
di grandi dimensioni si accoppieranno con forza nel campo mentre i dispositivi bipolari sono
di solito meno sensibili poiché formano circuiti effettivi molto più piccoli.
Gli stimolatori cardiaci di norma incorporano un interruttore reed (un tipo di interruttore
magnetico) che può essere attivato da forti campi magnetici per trasferire il dispositivo da
«modalità a richiesta» a «modalità di stimolazione». Alcuni AIMD sono progettati per captare
radiofrequenze o segnali accoppiati induttivamente a fini di programmazione, mentre altri,
come gli impianti cocleari, possono utilizzare gli accoppiamenti induttivi come parte della
normale funzione. Tutti questi dispositivi sono progettati per essere sensibili ai campi esterni
e di conseguenza sono vulnerabili a interferenze in presenza di campi specifici.
Dal 1o gennaio 1995 tutti gli AIMD immessi sul mercato nell’Unione europea devono
rispettare i requisiti essenziali della direttiva 90/385/CEE (modificata) per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati Membri relative ai dispositivi medici impiantabili attivi: tra
gli altri, il requisito che i dispositivi siano progettati e fabbricati in modo da eliminare o
ridurre al minimo i rischi connessi con condizioni ambientali ragionevolmente prevedibili, in
particolare quelli connessi con i campi magnetici, le influenze elettriche esterne, le scariche
elettrostatiche.
In pratica i fabbricanti ottengono la conformità ai requisiti essenziali della direttiva AIMD
fabbricando i propri prodotti nel rispetto di un’appropriata norma armonizzata. Tra le norme
armonizzate pertinenti si annoverano l’EN45502-1 e la serie EN45502-2-X di norme
particolari. I requisiti relativi all’immunità in queste norme derivano dai livelli di riferimento
specificati nella raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, senza però tener conto della
media temporale per i campi a radiofrequenza e ipotizzando che il dispositivo sia impiantato
secondo buone prassi mediche.
Approccio di base
Innanzi tutto occorre accertare quali apparecchiature e attività sono presenti nel luogo di lavoro,
e se ci siano lavoratori che indossano AIMD. È opportuno osservare che non tutti i lavoratori
dichiarano di indossare AIMD, e l’esperienza dimostra che fino al 50 % dei dipendenti tende a non
fornire questa informazione per timore che possa influire sul loro lavoro. Il datore di lavoro dovrà
tener conto di questa riluttanza al momento in cui richiede questo tipo di informazione.
Se sono presenti soltanto apparecchiature e attività elencate nella colonna 1 della tabella 3.2,
di norma non saranno necessarie altre azioni, a meno che non si identifichi un lavoratore con un
AIMD particolarmente vulnerabile (cfr. la parte successiva).
Se non è possibile identificare lavoratori portatori di AIMD, in genere non saranno necessarie
altre azioni, ma i datori di lavoro devono continuare a vigilare nell’eventualità che nuovi
lavoratori o visitatori indossino AIMD o che lavoratori già in loco siano portatori di AIMD.
Una volta identificati i lavoratori portatori di AIMD, il datore di lavoro deve raccogliere il
maggior numero di informazioni possibile a proposito dei dispositivi. Il lavoratore deve
collaborare in questo processo e, se possibile, occorre avvalersi dell’assistenza di un medico
del lavoro e/o del medico curante del lavoratore in questione.
Se il dispositivo indossato dal lavoratore è più vecchio o il lavoratore è stato avvertito che il suo
AIMD è stato applicato in modo tale che sarà particolarmente vulnerabile, sarà necessario effettuare
una valutazione specifica. Questa dovrebbe basarsi sulle caratteristiche note del dispositivo.
In gran parte delle altre situazioni dovrebbe essere possibile effettuare una valutazione
generale, come si afferma di seguito. Se da ciò risultasse che le normali attività lavorative
potrebbero dar luogo a una condizione pericolosa, la soluzione più semplice in genere sarà
adeguare la postazione di lavoro o le attività lavorative. Se questo si rivelasse difficile, il
datore di lavoro potrebbe decidere di effettuare una valutazione specifica.
158 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
Avvertenze speciali
Tutti i pazienti portatori di AIMD ricevono avvertenze generali per evitare situazioni
che possano generare interferenze. Queste avvertenze devono essere seguite, ma non
influiscono sulla valutazione dei rischi basata sull’approccio di valutazione generale riportato
in appresso. Occasionalmente tuttavia ci sono i motivi medici per impiantare l’AIMD in
una configurazione non standard o per utilizzare impostazioni non standard, il che può
giustificare avvertenze speciali. Questo può anche verificarsi a causa delle condizioni cliniche
del paziente. Se si ricevono avvertenze speciali, sarà necessario effettuare una valutazione
specifica.
Valutazione generale
L’approccio della valutazione generale segue quello previsto dall’EN50527-1 e si basa sui
requisiti relativi all’immunità delle norme armonizzate per gli AIMD. L’interferenza pertanto
non dovrebbe verificarsi a condizione che i campi, diversi dai campi magnetici statici, non
superino i valori istantanei dei livelli di riferimento della raccomandazione (1999/519/CE)
del Consiglio. L’AIMD deve inoltre rimanere esente dall’influenza dei campi magnetici statici
inferiori a 0,5 mT.
Valutazione specifica
In alcune situazioni potrebbe essere necessario effettuare una valutazione specifica. Ciò si
verificherà probabilmente quando:
Se questi dispositivi sono fatti con materiali ferromagnetici, possono subire effetti di torsioni
e forze in presenza di forti campi magnetici statici. Dagli studi condotti finora non emergono
indicazioni che induzioni magnetiche statiche di 0,5 mT o inferiori esercitino effetti sufficienti
per creare pericoli per la salute (ICNIRP, 2009). Ciò è coerente con il LA specificato nella
direttiva relativa ai campi elettromagnetici per evitare interferenze con gli AIMD nei campi
magnetici statici.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 159
Nei campi variabili nel tempo, gli impianti metallici possono perturbare il campo elettrico
indotto nel corpo creando regioni localizzate di forti campi. Inoltre gli impianti metallici
potrebbero essere riscaldati induttivamente; le conseguenze sarebbero riscaldamento e
lesioni termiche dei tessuti circostanti. Alla fine ciò può causare il guasto dell’impianto.
Ci sono pochi dati su cui basare una valutazione dei rischi cui sono esposti coloro
che indossano impianti passivi. Un fattore da considerare è la frequenza dei campi
elettromagnetici poiché la penetrazione del campo nel corpo diminuisce all’aumentare della
frequenza, tanto che può esserci poca o nessuna interazione tra campi ad alta frequenza e
la maggior parte degli impianti, che sono collocati entro una massa di tessuto circostante.
Tuttavia in generale i dispositivi portati sul corpo non dovrebbero essere più sensibili degli
AIMD e i dispositivi che non sono programmati per captare parametri fisiologici potrebbero
essere meno sensibili di alcuni AIMD. Pertanto è sempre consigliabile contattare il
fabbricante per chiedere informazioni sull’immunità alle interferenze.
Vi sono prove inconfutabili che l’innalzamento della temperatura corporea della madre
influisce negativamente sull’esito della gravidanza, e che il sistema nervoso centrale,
apparentemente, è particolarmente vulnerabile. È stato concluso che la limitazione del
SAR mediato su tutto il corpo a 0,1 W/kg nelle donne in gravidanza dovrebbe fornire una
protezione adeguata (NRPB, 2004). Questa è simile al limite di base per l’esposizione alla
radiofrequenza di 0,08 W/kg specificato nella raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio.
Pertanto per gran parte dei datori di lavoro un approccio pragmatico sarebbe quello di
limitare l’esposizione delle lavoratrici in gravidanza, utilizzando i livelli di riferimento
contenuti nella raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio. Ciò dovrebbe fornire una
protezione adeguata sia alle alte che alle basse frequenze.
APPENDICE F.
ORIENTAMENTI SULLA RISONANZA
MAGNETICA
L’esposizione di pazienti e volontari a campi elettromagnetici nello scanner non rientra nel
campo di applicazione della direttiva relativa ai campi elettromagnetici. La distribuzione
del campo elettromagnetico nello scanner è dettata essenzialmente da considerazioni di
efficienza e qualità dell’immagine della scansione. Inoltre i fabbricanti cercano di ridurre
al minimo i campi di dispersione all’esterno dello scanner, riducendo così l’esposizione del
personale che lavora intorno all’apparecchiatura. I campi magnetici statici possono superare
i livelli di azione (LA) per gli effetti indiretti (cfr. il capitolo 6). Inoltre, in alcune circostanze,
i lavoratori potrebbero comunque essere esposti a campi superiori a un valore limite di
esposizione (VLE) (cfr. la tabella F1). Tuttavia la derivazione del VLE prevede un margine di
sicurezza, per cui l’esposizione superiore al VLE può non produrre effetti nei lavoratori. Viene
considerato sicuro esporre abitualmente pazienti e volontari a campi intensi all’interno di uno
scanner RMI (ICNIRP 2004, 2009).
Il valore dell’RMI come tecnologia essenziale nel settore sanitario è ampiamente riconosciuto
e l’articolo 10 della direttiva relativa ai campi elettromagnetici concede una deroga
condizionale all’obbligo di rispettare i valori limite di esposizione. Questi orientamenti sono
stati elaborati in consultazione con le parti interessate del settore RMI per offrire assistenza
pratica — in caso di necessità — ai datori di lavoro che devono ottenere la conformità a
queste condizioni. Gli operatori sanitari che offrono servizi RMI hanno accesso a esperti in
materia di radiografia, radiologia e fisica medica che dovrebbero essere tutti consultati per
ottenere la conformità. I fabbricanti e gli istituti di ricerca hanno a disposizione esperti con lo
stesso tipo di competenze e devono a loro volta consultarli.
a campi magnetici statici — la maggioranza dei sistemi usati in ambito clinico opera a 1,5
o 3 T, benché i sistemi aperti preferiti per procedure di intervento operino normalmente a
induzioni magnetiche inferiori (0,2-1 T); un ridotto numero di scanner a campo elevato —
usati essenzialmente a fini di ricerca — opera fino a 9,4 T;
a campi magnetici gradiente a bassa frequenza — gli scanner usano tre gradienti ortogonali
che vengono accesi e spenti in rapida successione per generare informazioni posizionali
relative ai segnali RM misurati. Si tratta di forme d’onda pulsate complesse che variano
a seconda del tipo di scansione effettuata. Le forme d’onda pulsate equivalgono a
frequenze nella regione 0,5-5 kHz;
< 2 m/s equivalente a <3 T/s 0,05 V/m (rms) (VLE relativi agli effetti Vertigini e nausea
0,3 V/m (pk) nel cervello oppure 2 V/m sensoriali)
(pk) nel corpo 0,8 V/m (rms) (VLE relativi agli effetti
sanitari)
Campi gradiente
Campi a radiofrequenza
42, 64, 128, 300 MHz 0,4 W/kg Sensazioni di calore e sudore a
Il SAR riferito a tutto il corpo, limitato a < esposizioni > 2 W/kg
4 W/kg in isocentro, corrisponde a un SAR
riferito a tutto il corpo
< 0,4 W/kg per metà all’interno
< 0,1 W/kg all’apertura
* Dati forniti da COCIR. Ulteriori dati sull’esposizione dei lavoratori sono reperibili in Stam, 2014.
Tutti gli scanner RMI destinati alla diagnosi e/o alla terapia di esseri umani e immessi sul
mercato o messi in servizio nell’Unione europea a partire dal 30 giugno 2001 devono
rispettare i requisiti essenziali della direttiva concernente i dispositivi medici (93/42/CEE), tra
cui il requisito generale di non compromettere la sicurezza e la salute degli utilizzatori ed
eventualmente di terzi. I fabbricanti hanno l’obbligo di scegliere soluzioni di progettazione e
costruzione che tengano conto del progresso tecnologico ed eliminino o riducano i rischi nella
misura del possibile. Per aiutare i fabbricanti a ottenere la conformità ai requisiti essenziali
e su mandato della Commissione europea, il Comitato europeo di normazione elettrotecnica
(Cenelec) ha pubblicato una norma di prodotto per le apparecchiature di risonanza
magnetica destinate alla diagnosi medica (EN60601-2-33).
Poiché l’esposizione dei lavoratori che non hanno bisogno di avvicinarsi all’apertura dello
scanner sarà sempre conforme, non è necessario valutarla. La valutazione dell’esposizione
per i lavoratori che devono avvicinarsi all’apertura o entrare nella cavità dello scanner sarà
complessa. Richiede infatti una conoscenza dettagliata della distribuzione spaziale dei campi
all’interno e all’esterno dello scanner oltre a una comprensione del modo in cui il personale
si muove in relazione allo scanner mentre svolge il proprio lavoro; ciò dipende molto da tipo
di mansioni da adempiere. Inoltre le valutazioni, in linea di principio, dovrebbero basarsi
su tecniche di modellizzazione numerica, per poter comparare direttamente le esposizioni
con i VLE. Queste valutazioni vanno al di là della capacità di gran parte delle istituzioni che
svolgono procedure di routine con la RMI.
Per fornire informazioni sulle esposizioni dei lavoratori derivanti da una serie di procedure
tipiche e diversi tipi di apparecchiature, la Commissione europea ha finanziato una
valutazione in quattro impianti di risonanza magnetica di paesi diversi. Questo progetto
dettagliato ha valutato i movimenti e le posizioni del personale durante le diverse procedure,
oltre alla mappatura dei campi e alla dosimetria computazionale (Capstick e al., 2008). I
risultati di questo studio e di altri precedenti (riveduti in Stam, 2008) sono di tipo informativo,
benché le conclusioni dettagliate debbano essere trattate con una certa cautela. I risultati
riguardano la precedente direttiva relativa ai campi elettromagnetici e utilizzano diverse
metriche di esposizione. Inoltre sono limitati a un numero relativamente ridotto di scanner e
di scenari di esposizione. Le analisi recenti dimostrano che i VLE possono essere superati in
alcune circostanze (Stam, 2014; McRobbie, 2012).
I dati relativi alle misurazioni per i campi gradiente devono essere trattati con particolare
cautela giacché in molti casi i livelli di azione dell’attuale direttiva relativa ai campi
elettromagnetici sono meno restrittivi di quelli discussi nei precedenti studi sull’esposizione.
In generale, la comparazione con i livelli di azione dà luogo a una prudente valutazione
relativa all’uso dei VLE, così che quest’ultima è preferibile, ma generalmente richiede una
certa esperienza in materia di dosimetria computazionale complessa.
Per tutti gli scanner a basso campo (che operano a meno di 2 T) e la maggioranza di
procedure di routine con scanner che operano al di sopra di 2 T, le esposizioni a campi
magnetici statici saranno conformi ai VLE sensoriali. Per tutte le altre procedure che
utilizzano scanner che operano fino a 8 T, le esposizioni a campi magnetici statici saranno
conformi ai VLE relativi a effetti sanitari.
Il movimento attraverso i forti campi magnetici statici prodotti da scanner RMI induce
nei tessuti del corpo campi elettrici che possono superare i VLE specificati nella direttiva
relativa ai campi elettromagnetici. A velocità di movimento normali, questo avviene soltanto
nella cavità dello scanner e a breve distanza dall’apertura (generalmente a non più di 1
m sulla base delle informazioni disponibili). Si tratta di un problema particolare durante la
preparazione del paziente, che può comportare complessi movimenti rotatori della testa
dell’operatore.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 163
Per la maggioranza delle procedure di routine l’esposizione al campo gradiente non supererà
né i VLE relativi agli effetti sensoriali né i VLE relativi agli effetti sanitari. Tuttavia, per una
numero abbastanza limitato di procedure, se i lavoratori devono avvicinarsi all’apertura
dello scanner (normalmente a meno di 1 m), potrebbe verificarsi il superamento del VLE,
mentre per un numero assai ridotto i VLE probabilmente saranno superati, soprattutto se il
lavoratore dovrà piegarsi nello scanner. Le esposizioni effettive dipenderanno da una serie di
fattori, tra cui il numero di gradienti simultaneamente attivi e le caratteristiche del gradiente;
con l’imaging ad alta velocità che solitamente genera esposizioni superiori. La tabella F2
illustra esempi di procedure che rientrano in ciascuna categoria.
I VLE a radiofrequenza sono mediati nel tempo su un periodo di sei minuti e le esposizioni
saranno generalmente conformi quando un lavoratore deve piegarsi in uno scanner (per
esempio per monitorare un paziente), a condizione che questo duri soltanto pochi minuti.
Spesso anche esposizioni più lunghe sono conformi.
ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate tutte le misure tecniche e/o
organizzative;
iv) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro, delle attrezzature di lavoro o
delle procedure di lavoro;
v) il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono sempre protetti dagli effetti nocivi
per la salute e dai rischi per la sicurezza, assicurando in particolare che siano seguite
le istruzioni per l’uso in condizioni di sicurezza fornite dal fabbricante ai sensi della
direttiva 93/42/CEE del Consiglio concernente i dispositivi medici.
164 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
Rischio di Procedura
supera-
mento dei
VLE
Alto Collocamento del guidafilo (scansione in tempo reale)
Tecniche di intervento come la RMI cardiovascolare interventistica
RMI funzionale (stimolazione fisica del paziente all’interno dello scanner)
Aggiustamento degli elettrodi dell’EEG (attività di ricerca)
Medio Anestesia generale (stretto monitoraggio delle condizioni del paziente durante
la scansione)
Test cardiaco sotto sforzo (stretto monitoraggio delle condizioni del paziente
durante la scansione)
Pulizia /controllo delle infezioni all’interno dello scanner (nessuna scansione)
Sostegno psicologico al bambino durante la scansione (l’operatore rimane
all’esterno dello scanner ma entro 1 m dall’apertura)
Basso Scansioni di routine (il personale non è presente nella stanza dello scanner)
Biopsia (il paziente non è nello scanner/nessuna scansione)
Somministrazione manuale dell’agente di contrasto (nessuna scansione)
Occorre osservare che la deroga si applica soltanto in relazione ai VLE, allo scopo di
prevenire gli effetti diretti dei campi elettromagnetici sugli esseri umani. Altri pericoli possono
insorgere dal funzionamento di apparecchiature RMI che potrebbero dar luogo a rischi per
la sicurezza con esiti potenzialmente gravi. Gli operatori devono garantire che questi siano
gestiti in maniera adeguata. Questi altri pericoli possono includere interferenze con:
a rumore,
a elio liquido.
RMI (secondo le stime il 97 % circa) non prevede la presenza di personale in queste posizioni
durante la scansione.
Per valutare il rischio sarà fondamentale determinare se il personale deve accedere alle aree in
cui i VLE possono essere superati (solitamente entro 1 m dall’apertura). Durante le operazioni di
routine e la cura del paziente, gli operatori vi accedono, ma solitamente non quando il sistema
effettua la scansione. Se il personale deve avvicinarsi entro 1 m dall’apertura, i movimenti lenti
dovrebbero essere sufficienti a mantenere i campi elettrici indotti dal movimento al di sotto dei
VLE rilevanti. L’esame della tabella F2 e dei dati sull’esposizione pubblicati (cfr. la sezione F.2)
dovrebbe aiutare i datori di lavoro a decidere quali possibili procedure potrebbero dar luogo a
esposizioni — derivanti dai campi gradiente — che superino i VLE.
Se possibile il personale deve evitare di accedere alla cavità dello scanner (cfr. la sezione
F6.4). Si noti tuttavia che quando il personale deve accedere alla cavità dello scanner per
attività quali il controllo delle infezioni, i campi gradiente e i campi a radiofrequenza sono
disabilitati, per cui è necessario considerare soltanto le esposizioni derivanti dal campo
magnetico statico. Come si è detto nella sezione F.2, per gli scanner che operano con
induzioni magnetiche fino a 8 T, i VLE relativi agli effetti sanitari non saranno superati. Se si
adottano misure per informare i lavoratori e scongiurare rischi per la sicurezza, è accettabile
superare temporaneamente i VLE relativi agli effetti sensoriali.
Le misure tecniche destinate a limitare i campi all’interno della cavità dello scanner sono
inerenti alla sua progettazione e costruzione, insieme alle modalità operative tese a limitare
l’output. I fabbricanti sviluppano e migliorano continuamente le proprie apparecchiature,
ivi comprese le misure tese a limitare i campi per garantire il rispetto delle prescrizioni
sancite dalla direttiva concernente i dispositivi medici. Sulla base di queste prescrizioni
di conformità, al momento della fabbricazione e dell’installazione, le misure tecniche
incorporate negli scanner rappresentano lo stato dell’arte. La modifica di post-installazione
dell’apparecchiatura di RM sarebbe tecnicamente complessa e di solito richiederebbe una
rivalutazione per quanto riguarda la conformità alla direttiva concernente i dispositivi medici,
che generalmente va al di là della capacità delle istituzioni operative.
I datori di lavoro che operano gli scanner RMI devono seguire le raccomandazioni fornite
nelle sezioni F5 e F6 qui di seguito.
166 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
alle aree in cui il rischio di esposizione superiore ai VLE è più alto. In generale gran parte
degli impianti RMI è dotata già di un sistema di restrizioni di accesso basato su altri pericoli
(cfr. l’elenco a punti contenuto nella sezione F.3). L’approccio descritto di seguito si basa sulle
proposte di buone prassi pubblicate altrove e sviluppa gli approcci esistenti nel contesto
della direttiva EMF.
L’accesso all’area dovrà essere soggetto a restrizioni, possibilmente tramite una porta ad
accesso controllato, indicata con segnalazioni appropriate. Saranno necessarie disposizioni
organizzative per controllare l’accesso all’area (cfr. la seguente sezione F6).
Il gradiente spaziale del campo magnetico è al suo livello massimo nell’area più prossima
all’apertura dello scanner. I campi gradiente in quest’area possono essere così forti da creare
un rischio di superamento dei VLE durante il funzionamento dello scanner. Quest’area pertanto
dev’essere identificata su una pianta esposta nel locale dello scanner. L’area identificata
sarà definita in base al campo più restrittivo tra il campo a gradiente spaziale e quello a
gradiente commutato, solitamente su indicazione del fabbricante. Qualora queste specifiche
informazioni non siano disponibili (se si tratta di un vecchio scanner, per esempio) si dovrebbe
di default identificare un’area entro un raggio di 1 m dall’apertura (misurato dall’asse centrale)
che dovrebbe essere adeguata. La pianta dovrebbe avvertire i lavoratori sui principali rischi
cui sono esposti quando lavorano in quest’area. I lavoratori non devono accedere all’area
identificata a meno che non sia necessario per l’adempimento delle loro mansioni, e non
devono rimanere nell’area più a lungo del necessario. Il personale che deve accedere all’area
identificata deve muoversi con sufficiente lentezza per evitare gli effetti nocivi.
Occorre prevedere anche disposizioni per il controllo dell’accesso al di fuori del normale
orario di lavoro (per esempio l’accesso del personale di pulizia, di sicurezza, dei vigili del
fuoco e del personale addetto alla manutenzione dell’edificio).
Lo screening dovrà estendersi anche agli oggetti introdotti nell’area per garantire che gli
articoli ferromagnetici siano contrassegnati con la dicitura «idoneo per la RM» (MR Safe)
o «compatibile con la RM a determinate condizioni» (MR Conditional) a seconda dei casi.
Il controllo deve avvenire in base alle procedure locali.
Se altri lavoratori, come i membri del personale di pulizia, di sicurezza, dei vigili del fuoco e
del personale addetto alla manutenzione dell’edificio devono accedere all’area ad accesso
controllato, dovranno ricevere un’adeguata formazione di sensibilizzazione per quanto
riguarda le aree cui devono accedere, anche se non così dettagliata come quella destinata al
personale RM.
In caso di scansione attiva con la presenza di lavoratori vicino o all’interno del cilindro, questi
possono subire gli effetti della stimolazione dei nervi periferici. Gli scanner moderni sono progettati
in modo da limitare la stimolazione dei nervi periferici per la maggior parte delle persone, ma
gli individui più sensibili possono comunque subire alcuni effetti e devono conoscere i sintomi in
modo da poter adottare le azioni necessarie a limitare tali effetti. Se i lavoratori avvertono degli
effetti derivanti dall’esposizione, questi devono essere segnalati ai dirigenti dell’impianto che, se
necessario, dovranno aggiornare la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione.
Gli effetti diretti sui lavoratori potrebbero generare rischi per la sicurezza di altri. Per esempio
le vertigini o i disturbi visivi subiti dai lavoratori in seguito a un movimento rapido attraverso
un campo statico potrebbero influire sulla capacità di fornire cure appropriate al paziente.
In molti casi approcci semplici come il controllo a distanza (per esempio utilizzando uno
specchio) possono essere utilizzati per il monitoraggio dei pazienti durante le scansioni
o l’ispezione della cavità dello scanner. Allo stesso modo strumenti con manici lunghi
potrebbero essere adatti per alcune procedure di pulizia. L’uso ragionevole di questi approcci
ridurrà al minimo la necessità che questi lavoratori entrino nello scanner.
APPENDICE G.
DISPOSIZIONI DI ALTRI TESTI
DELL’UNIONE EUROPEA
Il TFUE (precedentemente noto come trattato di Roma) fornisce la base legislativa delle
direttive discusse di seguito.
La direttiva quadro prevede l’introduzione di singole direttive, che forniscono ulteriori dettagli
sul modo per raggiungere gli obiettivi della direttiva quadro in situazioni specifiche. La direttiva
Sezione 5 — Materiale di riferimento 171
relativa ai campi elettromagnetici è soltanto una delle molte direttive che integrano le
prescrizioni generali della direttiva quadro. Alcune di queste altre direttive potrebbero avere una
certa rilevanza per le attività con i campi elettromagnetici e sono brevemente trattate di seguito.
Per informazioni definitive su una qualsiasi di queste direttive, si prega di fare riferimento alle
direttive stesse, alla legislazione attuativa nazionale e a qualsiasi guida ufficiale reperibile.
Quando l’uso di una determinata attrezzatura di lavoro può presentare rischi specifici, il datore
di lavoro prende le misure necessarie affinché l’uso dell’attrezzatura di lavoro sia riservato
ai lavoratori all’uopo incaricati e in caso di riparazione, trasformazione o manutenzione, i
lavoratori interessati siano qualificati in maniera specifica per svolgere detti compiti.
Le prescrizioni minime per la segnaletica sono riportate dettagliatamente negli allegati alla
direttiva.
le lavoratrici che potrebbero trovarsi in una di queste situazioni sono informate dei risultati
della valutazione e di tutte le misure da adottare. Qualora i risultati della valutazione
segnalino l’esistenza rischi, il datore di lavoro deve evitarli modificando le condizioni di
lavoro, assegnando la lavoratrice in questione ad altre mansioni o dispensandola dal lavoro.
I datori di lavoro devono effettuare una valutazione dei rischi che tenga conto in modo
particolare dei rischi dovuti a mancanza di esperienza, assenza di consapevolezza dei rischi
esistenti o virtuali e al fatto che lo sviluppo dei giovani non è ancora completato. I datori
di lavoro devono attuare le misure necessarie per la protezione della sicurezza e della
salute dei giovani. La valutazione deve essere effettuata prima che i giovani comincino il
loro lavoro e ad ogni modifica di rilievo delle condizioni di lavoro. I giovani lavoratori e i loro
rappresentanti devono essere informati dell’esito della valutazione e delle misure adottate.
Tali questioni sono state inizialmente affrontare con l’adozione del nuovo approccio alla
regolamentazione dei prodotti, che ha sancito i seguenti principi:
Sezione 5 — Materiale di riferimento 173
a le specifiche tecniche dei prodotti che rispettano i requisiti essenziali vengono definite in
norme armonizzate;
a i prodotti fabbricati nel rispetto delle norme armonizzate godono di una presunzione di
conformità ai corrispondenti requisiti essenziali;
Il nuovo approccio adesso è stato sostituito dal nuovo quadro legislativo, che ha riveduto e
consolidato alcuni aspetti del sistema precedente.
Questo sistema della legislazione dei prodotti consente di regolamentare ampi gruppi di
prodotti che condividono requisiti essenziali. Fino a oggi nell’ambito di questo sistema sono
state approvate 27 direttive, ma per la sicurezza dei campi elettromagnetici nel luogo di
lavoro sono rilevanti soltanto alcune, che vengono trattate di seguito.
Ai sensi delle direttive bassa tensione, il materiale elettrico non deve compromettere, in
caso di installazione e di manutenzione non difettose e di utilizzazione conforme alla sua
destinazione, la salute e la sicurezza delle persone e degli animali domestici o dei beni.
Di particolare rilevanza per questa guida, c’è la disposizione in base alla quale è prevista
l’adozione di misure tecniche al fine di garantire che il materiale non produca radiazioni che
possano causare un pericolo.
G.3.2 Macchine
Le macchine messe a disposizione sul mercato dell’Unione europea sono oggetto delle
prescrizioni della direttiva «Macchine» (2006/42/CE). In termini generali, la direttiva si
applica a qualsiasi insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, equipaggiato
o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento. Eccezion fatta per le
macchine per il sollevamento, le attrezzature azionate esclusivamente dalla forza umana
o animale non rientrano nel campo d’applicazione della direttiva. Vi sono varie esclusioni e
aggiunte a questo ampio campo d’applicazione.
Ai sensi della direttiva relativa ai dispositivi di protezione individuale questi ultimi possono
essere immessi sul mercato e in servizio soltanto se assicurano la salute e la sicurezza
degli utilizzatori, quando siano trattati debitamente e utilizzati conformemente all’impiego.
I dispositivi di protezione individuale non devono compromettere la salute e la sicurezza di
altre persone, di animali domestici o di beni.
La direttiva relativa alla sicurezza generale dei prodotti prevede che questi non presentino
alcun rischio, oppure presentino unicamente rischi minimi, compatibili con l’impiego del
prodotto e considerati accettabili (nell’osservanza di un livello elevato di tutela della salute e
della sicurezza). Queste disposizioni si applicano in tutte le condizioni di uso ragionevolmente
prevedibili, compresa l’installazione, la messa in servizio, l’installazione e la manutenzione.
direttiva è stata rifusa di recente con la nuova direttiva 2014/30/UE relativa alla compatibilità
elettromagnetica che entrerà in vigore il 20 aprile 2016; la direttiva vigente sarà abrogata
a partire dalla stessa data. Qualsiasi attrezzatura immessa sul mercato prima del 20 aprile
2016 e conforme alla direttiva 2004/108/CE potrà continuare a essere messa a disposizione
sul mercato dopo tale data. Ci sono eccezioni specifiche al campo di applicazione delle
direttive, tra cui le apparecchiature che rientrano nel campo di applicazione della direttiva
riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione (cfr.
G3.3) e le apparecchiature aeronautiche. Le prescrizioni sulla compatibilità elettromagnetica
per gli aeromobili sono trattate dal regolamento (CE) n. 216/2008, mentre i veicoli a quattro e
più ruote sono trattati dal regolamento (CE) n. 661/2009.
Poiché i limiti di base sono fissati essenzialmente in termini di grandezze interne nel corpo
che non possono essere facilmente misurate, la raccomandazione del Consiglio fissa anche
un sistema di livelli di riferimento definiti in termini di grandezze di campo esterno che
possono essere valutate più facilmente. I livelli di riferimento si ottengono dai limiti di base
utilizzando approcci conservativi così che, a condizione che il livello di riferimento non sia
superato, i limiti di base corrispondenti non saranno superati. Tuttavia, poiché la derivazione
dei livelli di riferimento si basa sulle ipotesi peggiori, è spesso possibile superare i livelli
di riferimento e comunque non superare i limiti di base. Da questo punto di vista i livelli
di riferimento sono concettualmente equivalenti ai livelli di azione utilizzati nella direttiva
relativa ai campi elettromagnetici.
Nell’applicare i sistemi dei limiti di base e dei livelli di riferimento, agli Stati membri è stato
raccomandato di considerare i rischi e i vantaggi delle tecnologie che producono campi
elettromagnetici. Agli Stati membri è stato altresì raccomandato di fornire informazioni alla
popolazione per promuovere e valutare le ricerche pertinenti agli effetti sanitari dei campi
elettromagnetici.
APPENDICE H.
NORME EUROPEE E INTERNAZIONALI
Le norme tecniche sui campi elettromagnetici sono state elaborate da organismi come
la Commissione elettrotecnica internazionale (CEI), il Comitato europeo di normazione
elettrotecnica (Cenelec) e altre autorità di normalizzazione.
Il Cenelec pubblica anche norme di prodotto armonizzate a varie direttive sui prodotti (cfr.
la sezione G.3). Gli elenchi delle norme armonizzate a ciascuna direttiva sui prodotti sono
pubblicati nella sezione imprese del sito web della Commissione europea. Fabbricanti e
fornitori possono utilizzare tali norme per dimostrare la conformità ai requisiti di sicurezza
in materia di campi elettromagnetici. Quando un’apparecchiatura è destinata al pubblico
ed è conforme ai livelli di sicurezza più rigorosi richiesti per tali apparecchiature, allora,
a condizione che nessun’altra apparecchiatura sia in uso, il luogo di lavoro è considerato
conforme alla raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio.
Come si è detto, le norme di volta in volta elaborate rientrano in generale in una delle due
seguenti tipologie: norme sull’emissione e norme sull’esposizione.
Si noti che queste norme si riferiscono alla valutazione di singole apparecchiature, mentre
la direttiva relativa ai campi elettromagnetici riguarda l’esposizione dei lavoratori a tutte
le sorgenti. È possibile che l’esposizione a più di una sorgente di per sé appena conforme
produca un’esposizione personale combinata superiore a un LA o a un VLE. In generale,
tuttavia, i campi elettromagnetici diminuiscono rapidamente con la distanza; pertanto,
Sezione 5 — Materiale di riferimento 177
Nell’ambito del Cenelec il lavoro sullo sviluppo di nuove norme per la valutazione
dell’esposizione viene portato avanti dal comitato tecnico CLC/TC106X: Campi
elettromagnetici nell’ambiente umano. I progressi nell’elaborazione delle nuove norme
possono essere seguiti nella sezione TC106X del sito del Cenelec.
178 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
APPENDICE I.
RISORSE
I.1 Consultive/regolamentari
Italia Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro [Link]
Lituania Ufficio del lavoro, ministero della Sicurezza sociale e del lavoro [Link]/en
Paesi Bassi Istituto nazionale per la Sanità pubblica e l’ambiente (RIVM) [Link]
Romania Istituto nazionale di ricerca e sviluppo sulla sicurezza sul lavoro [Link]
Slovacchia Ministero del Lavoro, degli affari sociali e della famiglia [Link]/en
Slovenia Ministero del Lavoro, della Famiglia e degli Affari sociali [Link]
Paese Documenti
Belgio Ordinanza n. 7 relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, Gazzetta ufficiale
n. 88, 1999
Finlandia Toimintamalli RF-kenttien aiheuttamissa tapaturmaisissa ylialtistumistilanteissa, Tommi Alanko, Harri Lindholm,
Soile Jungewelter, Maria Tiikkaja, Maila Hietanen (2013), ISBN 978-952-261-349- 3 (PDF, FI),
ISBN 978-952-261-393-6 (PDF, EN)
Turvallinen työskentely tukiasemien lähellä, Tommi Alanko, Maila Hietanen (2006), ISBN (vihko) 951-802-707-2,
ISBN (PDF) 951-802-708-0
Työntekijöiden altistuminen tukiasemien radiotaajuisille kentille, Tommi Alanko, Maila Hietanen, Patrick von
Nandelstadh (2006), ISBN 951-802-667-X, ISSN 1458-9311
INRS, Exposition des travailleurs aux risques dus aux champs électromagnétiques, Guide d’évaluation des risques
Hannah Heinrich (2007). Assessment of non-sinusoidal, pulsed, or intermittent exposure to low frequency
electric and magnetic fields, Health Physics, 92, (6)
Grecia Μετρησεις στατικου µαγνητικου πεδιου στα πλαισια της ασφαλειας προσωπικου στους χωρους του πυρηνικου
µαγνητικου συντονισµου (NMR), 5 Τακτικό Εθνικό Συνέδριο Μετρολογίας, Εθνικό Ίδρυµα Ερευνών, Αθήνα, 9-10
Μαΐου 2014
Sezione 5 — Materiale di riferimento 181
Lituania Norme di igiene lituane (HN) 110: 2001, Il campo elettromagnetico con
frequenza da 50 Hz nei luoghi di lavoro. Valori ammissibili dei
parametri e requisiti di misurazione e lavoro n. 660/174 del 21 dicembre 2001
Norme di igiene lituane (HN) 80: 2011, Il campo elettromagnetico nei luoghi di lavoro e nell’ambiente in cui
viviamo. Valori ammissibili dei parametri e dei requisiti di misurazione nella zona di radiofrequenza da 10 kHz a
300 GHZ, approvati per ordine del ministro della Salute e n. V-199 del 2 marzo 2011.
Norme per determinare i livelli ammessi di intensità di campo elettrostatico nei luoghi di lavoro approvati per
ordine del ministro della Salute e n. 28 del 18 gennaio 2001.
Lussemburgo Conditions d’exploitation pour les émetteurs d’ondes électromagnétiques à haute fréquence, ITM-CL 179.4
Polonia EU Directive, ICNIRP Guidelines and Polish Legislation on Electromagnetic Fields, International Journal of
Occupational Safety and Ergonomics (JOSE), 12(2), 125–136
Romania Monitorul oficial al Romaniei anul 175 (XIX) — Nr. 645, Vineri, 21 septembrie 2007
APPENDICE J.
GLOSSARIO E ABBREVIAZIONI
J.1 Glossario
A prova di avaria Una componente a prova di avaria è tale per cui l’eventuale guasto non aumenta il pericolo, ossia
garantisce una condizione di sicurezza. In modalità di guasto, il sistema è reso non operativo o non
pericoloso.
Commissione Organismo composto da esperti scientifici indipendenti che si propone di diffondere informazioni
internazionale per la e consulenza sui potenziali pericoli per la salute derivanti dall’esposizione alle radiazioni non
protezione dalle radiazioni ionizzanti.
non ionizzanti (ICNIRP)
Controllo tecnico Misure di sicurezza che fanno parte della progettazione tecnica e che dovrebbero essere utilizzate
come il principale metodo per ridurre l’esposizione alle radiazioni. Uno strumento fisico per evitare
l’accesso alle radiazioni.
Corrente di contatto La corrente elettrica che fluisce al contatto tra un individuo e un oggetto conduttore caricato dal
campo elettromagnetico.
Densità di corrente La corrente elettrica o il flusso di carica elettrica attraverso un mezzo conduttore, come un tessuto, per
unità di area della sezione trasversale. Unità di grandezza: ampere per metro quadro. Simbolo: A/m2
Densità di potenza Potenza della radiazione incidente sull’unità di area di una superficie (Wm-2)
Deroga La revoca parziale di una legge o di un regolamento in particolari circostanze
Dielettrico Un isolante elettrico che può essere polarizzato con l’applicazione di un campo elettrico
Dipolo Un’antenna composta da un conduttore filare con il cavo connettore al centro.
Dispositivi a filo esplodente Un detonatore che utilizza la corrente elettrica per vaporizzare un filo: la scossa e il calore che ne
derivano innescano la detonazione del materiale esplosivo circostante.
Dosimetria Il calcolo o la valutazione della deposizione di energia nel corpo umano
Elettrolisi industriale Un processo utilizzato su larga scala in cui la corrente elettrica stimola una reazione chimica
altrimenti non spontanea
Evento ragionevolmente Il verificarsi di un evento che, in determinate circostanze, può essere previsto in modo
prevedibile sufficientemente accurato, e la cui probabilità o frequenza non è bassa né molto bassa
Fattore di rischio Il prodotto della probabilità che si verifichi un evento pericoloso e dell’esito o del pericolo che ne
deriva come risultato
Fosfeni Lampi di luce percepiti da una persona senza che la luce sia incidente agli occhi
Frequenza Il numero di cicli per tempo unitario di un’oscillazione. Simbolo: f unità di misura: Hz
Indice di esposizione L’esposizione osservata divisa per il valore limite. Se l’indice di esposizione è inferiore a uno,
l’esposizione è conforme
Induzione L’induzione (elettromagnetica) è la produzione di tensione attraverso un conduttore elettrico esposto
a un campo magnetico variabile nel tempo
Interblocco (cfr. interblocco Un dispositivo meccanico, elettrico o d’altro tipo, il cui scopo è di prevenire il funzionamento delle
di sicurezza) apparecchiature in determinate condizioni
Interblocco di sicurezza Un dispositivo meccanico, elettrico o d’altro tipo, il cui scopo è di prevenire il funzionamento delle
apparecchiature in determinate condizioni
Ispezione con particelle Un metodo per rilevare incrinature e altri difetti in un materiale magnetico utilizzando la potenza
magnetiche magnetica e i campi magnetici
Joule L’unità di misura dell’energia, equivalente al lavoro svolto esercitando la forza di un newton per una
distanza di un metro. Simbolo: J
Lunghezza d’onda La distanza tra punti simili su cicli successivi di un’onda. Unità di misura: metro; simbolo: m
Sezione 5 — Materiale di riferimento 183
Misure amministrative Misure di sicurezza diverse dalle misure tecniche, quali: il controllo principale, la formazione in
materia di sicurezza e i cartelli di pericolo.
Norma di prodotto Documento che specifica le caratteristiche essenziali di un prodotto consentendo l’uniformità della
fabbricazione e l’interoperabilità
Norma tecnica Documento che specifica un approccio standardizzato a un processo
Ortogonale Ad angolo retto (90 gradi)
Pericolo Una cosa che può provocare un danno a persone, patrimonio o ambiente.
Radiazione di Una radiazione elettromagnetica spesso definita come una radiazione con frequenze tra 100 kHz e
radiofrequenza 300 GHz
Radiazione La radiazione elettromagnetica è una forma di radiazione che ha componenti del campo elettrico
elettromagnetica e magnetico, che possono essere descritte come onde che si propagano alla velocità della luce. In
alcune circostanze si può ritenere che la radiazione elettromagnetica esista sotto forma di particelle
chiamate fotoni.
Radiazioni non ionizzanti Radiazioni che non producono ionizzazione nel tessuto biologico. Tra gli esempi si annoverano le
radiazioni ultraviolette, la luce, i raggi infrarossi e le radiazioni di radiofrequenza
Ricetrasmettitori Un dispositivo di comunicazione portatile bidirezionale che opera su bande di frequenza non
autorizzate. La dizione più formale è quella di ricetrasmettitore portatile
Rischio La probabilità di lesione o danno
Risonanza magnetica Una tecnica medica di generazione di immagini che utilizza i campi magnetici e i campi
elettromagnetici ad alta frequenza per produrre immagini dettagliate del corpo
Sinusoidale Variante in modo tale da poter essere rappresentato dalla funzione trigonometrica seno
Spettro elettromagnetico Lo spettro elettromagnetico è la gamma di tutte le possibili frequenze della radiazione
elettromagnetica. Lo spettro varia dalle onde corte come i raggi x, a radiazioni visibili, fino alle
radiazioni a maggiore lunghezza d’onda delle microonde, della televisione e delle onde radio.
Tensione L’unità di misura della differenza di potenziale elettrico, simbolo: V
Trasmissione Il passaggio della radiazione attraverso un mezzo. Se non tutta la radiazione è assorbita, quella
che attraversa si considera trasmessa. Dipende dalla lunghezza d’onda, dalla polarizzazione,
dall’intensità di radiazione e dal materiale trasmittente
Watt L’unità di energia, equivalente a un joule di energia al secondo Simbolo: W
Wi-Fi Un sistema per collegare apparecchiature elettroniche come i computer a una rete di comunicazione
locale utilizzando la comunicazione di radiofrequenza.
J.2 Abbreviazioni
AM Modulazione di ampiezza
EI Indici di esposizione
FD Differenze finite
HF Alta frequenza
IR Infrarossi
LA Livello di azione
LF Bassa frequenza
MF Media frequenza
RC Resistore-capacità
RF Radiofrequenza
SA Assorbimento specifico
TI Tecnologie dell’informazione
TV Televisione
UV Ultravioletti
Decisione Pone una domanda per guidare l’utente indicando la scelta tra
due percorsi alternativi, contrassegnati con sì e no
È stata dimostrata
la conformità?
APPENDICE K.
BIBLIOGRAFIA
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of OHSAS 18001. PHSAS 18002:2000.
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environments with high magnetic flux densities», Ann Occup Hyg, Vol. 58, n. 5,
pagg. 529 541.
188 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
APPENDICE L.
DIRETTIVA 2013/35/UE
29.6.2013 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 179/1
I
(Atti legislativi)
DIRETTIVE
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROä direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1,
PEA, della direttiva 89/391/CEE) (3), i soggetti interessati, in
particolare quelli del settore medico, hanno manifestato
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in parä serie preoccupazioni sul potenziale impatto dell’attuaä
ticolare l’articolo 153, paragrafo 2, zione di tale direttiva sull’utilizzazione di procedure meä
diche basate sulla diagnostica per immagini. Sono state
inoltre espresse preoccupazioni in merito all’impatto della
vista la proposta della Commissione europea, direttiva su talune attività industriali.
considerando quanto segue: (5) La direttiva 2004/40/CE è stata modificata dalla direttiva
2008/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (4),
(1) a norma del trattato, il Parlamento europeo e il Consiglio con l’effetto di posporre di quattro anni i termini per il
possono adottare, mediante direttive, disposizioni miä recepimento della direttiva 2004/40/CE, e successivaä
nime per promuovere miglioramenti, in particolare, delä mente dalla direttiva 2012/11/UE del Parlamento euroä
l’ambiente di lavoro, al fine di garantire un più elevato peo e del Consiglio (5), con l’effetto di posporre tali terä
livello di protezione della salute e della sicurezza dei mini per il recepimento al 31 ottobre 2013. Ciò è avveä
lavoratori. È necessario che tali direttive evitino di imä nuto al fine di consentire alla Commissione di presentare
porre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici tali da una nuova proposta e ai co-legislatori di adottare una
ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e medie nuova direttiva basata su dati più recenti e precisi.
imprese.
(2) L’articolo 31, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondaä (6) La direttiva 2004/40/CE dovrebbe essere abrogata e doä
mentali dell’Unione europea sancisce che ogni lavoratore vrebbero essere adottate misure più adeguate e proporä
ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose. zionate per la protezione dei lavoratori dai rischi collegati
ai campi elettromagnetici. Tale direttiva non affrontava il
(3) A seguito dell’entrata in vigore della direttiva 2004/40/CE problema degli effetti a lungo termine, compresi i possiä
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile bili effetti cancerogeni dell’esposizione a campi elettrici,
2004, sulle disposizioni minime di salute e di sicurezza magnetici ed elettromagnetici che variano nel tempo, per
relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti i quali non si dispone attualmente di prove scientifiche
dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (diciottesima concludenti in grado di stabilire una relazione causale. La
presente direttiva mira a trattare tutti gli effetti biofisici
(1) GU C 43 del 15.2.2012, pag. 47.
(2) Posizione del Parlamento europeo dell’11 giugno 2013 (non ancora (3) GU L 159 del 30.4.2004, pag. 1.
pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del (4) GU L 114 del 26.4.2008, pag. 88.
20 giugno 2013. (5) GU L 110 del 24.4.2012, pag. 1.
L 179/2 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 29.6.2013
diretti e gli effetti indiretti noti provocati dai campi eletä (12) La riduzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici
tromagnetici, non solo al fine di assicurare la salute e la può essere realizzata in maniera più efficace attraverso
sicurezza di ciascun lavoratore considerato individualä l’applicazione di misure preventive fin dalla progettazione
mente, ma anche a creare per tutti i lavoratori nelä delle postazioni di lavoro, nonché dando la priorità al
l’Unione una piattaforma minima di protezione, evitando momento della scelta delle attrezzature, dei procedimenti
nel contempo possibili distorsioni della concorrenza. e dei metodi di lavoro, alla riduzione dei rischi alla fonte.
Disposizioni relative alle attrezzature e ai metodi di laä
voro contribuiscono quindi alla protezione dei lavoratori
che ne fanno uso. È tuttavia necessario evitare la dupliä
(7) La presente direttiva non affronta le ipotesi di effetti a cazione delle valutazioni, nel caso in cui le attrezzature di
lungo termine derivanti dall’esposizione a campi elettroä lavoro rispettino i requisiti del pertinente diritto delä
magnetici, dal momento che non si dispone attualmente l’Unione sui prodotti, che stabilisce livelli più rigorosi
di prove scientifiche accertate dell’esistenza di una relaä di sicurezza rispetto a quelli previsti dalla presente diretä
zione causale. È tuttavia opportuno che, qualora tali tiva. Ciò consente in molti casi una semplificazione delle
prove scientifiche accertate emergano, la Commissione valutazioni.
valuti gli strumenti più adeguati per affrontare tali effetti
e, per mezzo della sua relazione sull’attuazione pratica
della presente direttiva, riferisca in merito al Parlamento
europeo e al Consiglio. Nel fare ciò, la Commissione (13) È opportuno che i datori di lavoro si adeguino ai proä
dovrebbe tener conto, in aggiunta al contributo approä gressi tecnici e alle conoscenze scientifiche per quanto
priato ricevuto dagli Stati membri, dei più recenti studi riguarda i rischi derivanti dall’esposizione ai campi eletä
disponibili e delle nuove conoscenze scientifiche derivanti tromagnetici, in vista del miglioramento della sicurezza e
dai dati in tale ambito. della protezione della salute dei lavoratori.
(8) Dovrebbero essere stabilite prescrizioni minime, laä (14) Poiché la presente direttiva è una direttiva particolare ai
sciando quindi agli Stati membri la facoltà di mantenere sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva
o di adottare disposizioni più favorevoli in materia di 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concerä
protezione dei lavoratori, in particolare fissando valori nente l’attuazione di misure volte a promuovere il miä
inferiori per i livelli di azione (LA) o i valori limite di glioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori
esposizione (VLE) per i campi elettromagnetici. L’attuaä durante il lavoro (1), quest’ultima si applica al settore
zione della presente direttiva non dovrebbe tuttavia giuä dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici
stificare un regresso rispetto alla situazione esistente in fatte salve disposizioni più rigorose e/o specifiche conteä
ciascuno Stato membro. nute nella presente direttiva.
(9) È opportuno che un sistema di protezione contro i campi (15) Le grandezze fisiche, i VLE e i LA di cui alla presente
elettromagnetici si limiti a definire, senza entrare troppo direttiva sono basati sulle raccomandazioni della Comä
nel dettaglio, gli obiettivi da raggiungere, i principi da missione internazionale per la protezione dalle radiazioni
rispettare e i valori fondamentali da utilizzare onde perä non ionizzanti (ICNIRP) e dovrebbero essere considerati
mettere agli Stati membri di applicare le prescrizioni in conformità dei concetti sviluppati dall’ICNIRP, salvo
minime in modo equivalente. che la presente direttiva non disponga diversamente.
(17) Qualora divenisse necessario apportare modifiche di naä funzionamento di dispositivi medici quali protesi metalliä
tura puramente tecnica agli allegati, la Commissione doä che, stimolatori cardiaci e defibrillatori, impianti cocleari
vrebbe operare in stretta collaborazione con il Comitato e di altro tipo o dispositivi medici portati sul corpo. I
consultivo per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro problemi di interferenza, in particolare per quanto riä
istituito dalla decisione del Consiglio del 22 luglio guarda gli stimolatori cardiaci, possono verificarsi a livelli
2003 (1). inferiori rispetto ai LA e dovrebbero pertanto essere ogä
getto di adeguate precauzioni e misure protettive,
(18) In casi eccezionali, qualora lo richiedano imperativi moä
tivi d’urgenza, come possibili rischi imminenti per la HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dalla loro
esposizione ai campi elettromagnetici, dovrebbe essere
CAPO I
data la possibilità di ricorrere alla procedura d’urgenza
per gli atti delegati adottati dalla Commissione. DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
(19) Conformemente alla dichiarazione politica congiunta deä
gli Stati membri e della Commissione sui documenti Oggetto e ambito di applicazione
esplicativi del 28 settembre 2011 (2), gli Stati membri 1. La presente direttiva, che è la ventesima direttiva particoä
si sono impegnati ad accompagnare, in casi debitamente lare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva
motivati, la notifica delle loro misure di recepimento con 89/391/CEE, stabilisce prescrizioni minime di protezione dei
uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli lavoratori contro i rischi per la loro salute e la loro sicurezza
elementi di una direttiva e le parti corrispondenti degli che derivano, o possono derivare, dall’esposizione ai campi eletä
strumenti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda tromagnetici durante il lavoro.
la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmisä
sione di tali documenti sia giustificata.
2. L’ambito di applicazione della presente direttiva include
tutti gli effetti biofisici diretti e gli effetti indiretti noti, provocati
(20) Un sistema comprendente VLE e LA, ove applicabile, dai campi elettromagnetici.
dovrebbe essere considerato come uno strumento volto
a facilitare il raggiungimento di un alto livello di proteä
zione contro gli effetti nocivi per la salute e i rischi per la 3. I valori limite di esposizione (VLE) stabiliti nella presente
sicurezza che possono derivare dall’esposizione ai campi direttiva riguardano soltanto le relazioni scientificamente accerä
elettromagnetici. Tuttavia, un siffatto sistema può entrare tate tra effetti biofisici diretti a breve termine ed esposizione ai
in conflitto con specifiche condizioni in talune attività, campi elettromagnetici.
quali l’uso della tecnica della risonanza magnetica nel
settore medico. È pertanto necessario tenere conto di
tali condizioni particolari. 4. L’ambito di applicazione della presente direttiva non inä
clude le ipotesi di effetti a lungo termine.
b) «effetti biofisici diretti», effetti provocati direttamente nel g) «livelli di azione (LA)», livelli operativi stabiliti per semplifiä
corpo umano dalla presenza di un campo elettromagnetico, care il processo di dimostrazione della conformità ai pertiä
tra cui: nenti VLE o, eventualmente, per prendere le opportune miä
sure di protezione o prevenzione specificate nella presente
direttiva.
i) effetti termici, quali il riscaldamento dei tessuti attraverso
l’assorbimento di energia dai campi elettromagnetici nel
tessuto; Nell’allegato II si usa la seguente terminologia in materia di
livelli di azione:
ii) siano evitate eccessive scariche di scintille e correnti di iii) siano adottate misure in conformità dell’articolo 5, paraä
contatto (allegato II, tabella B3) attraverso le misure speä grafo 9, in caso di sintomi temporanei ai sensi della
cifiche di protezione di cui all’articolo 5, paragrafo 6, lettera a) di tale paragrafo, nonché
nonché
iv) siano state fornite ai lavoratori informazioni sulle situaä
iii) siano state fornite ai lavoratori informazioni sulle situaä zioni di cui all’articolo 6, lettera f).
zioni di cui all’articolo 6, lettera f);
CAPO II
b) i LA inferiori per i campi magnetici (allegato II, tabella B2), OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO
ove giustificato dalla prassi o dal processo, compreso nella
testa e nel tronco, durante il turno di lavoro, purché non Articolo 4
siano superati i VLE relativi agli effetti sensoriali (allegato II, Valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione
tabella A3), oppure
1. Nell’assolvere gli obblighi di cui all’articolo 6, paragrafo 3,
e all’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE, il datore
i) il superamento dei VLE relativi agli effetti sensoriali sia di lavoro valuta tutti i rischi per i lavoratori derivanti da campi
solamente temporaneo; elettromagnetici sul luogo di lavoro e, se del caso, misura o
calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti
i lavoratori.
ii) non siano superati i VLE relativi agli effetti sanitari (alleä
gato II, tabella A2);
Fatti salvi l’articolo 10 della direttiva 89/391/CEE e l’articolo 6
della presente direttiva, tale valutazione può essere resa pubblica
iii) siano adottate misure in conformità dell’articolo 5, paraä su richiesta, in conformità della pertinente legislazione delä
grafo 9, in caso di sintomi temporanei, ai sensi della l’Unione o nazionale. In particolare, qualora nel corso di tale
lettera a) di tale paragrafo, nonché valutazione siano trattati i dati personali dei lavoratori, la pubä
blicazione rispetta la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo
iv) siano state fornite ai lavoratori informazioni sulle situaä e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle
zioni di cui all’articolo 6, lettera f). persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali,
nonché alla libera circolazione di tali dati (1) e le leggi nazionali
degli Stati membri che recepiscono tale direttiva. A meno che
4. In deroga ai paragrafi 2 e 3, l’esposizione può superare: non sussista un interesse pubblico prevalente alla divulgazione,
le autorità pubbliche in possesso di una copia della valutazione
possono respingere una richiesta di accesso alla valutazione o di
a) i VLE relativi agli effetti sensoriali (allegato II, tabella A1) pubblicazione della stessa, qualora tale divulgazione pregiudichi
durante il turno di lavoro, ove giustificato dalla prassi o la tutela degli interessi commerciali del datore di lavoro, comä
dal processo, purché: presi quelli relativi alla proprietà intellettuale. I datori di lavoro
possono rifiutare di divulgare o pubblicare la valutazione alle
i) il loro superamento sia solamente temporaneo; medesime condizioni, in conformità della pertinente legislazione
dell’Unione o nazionale.
ii) non siano superati i VLE relativi agli effetti sanitari (alleä 2. Ai fini della valutazione di cui al paragrafo 1 del presente
gato II, tavola A1); articolo, il datore di lavoro individua e valuta i campi elettroä
magnetici sul luogo di lavoro, tenendo conto delle pertinenti
iii) siano state prese misure specifiche di protezione in conä guide pratiche di cui all’articolo 14 e di altre norme od orienä
formità dell’articolo 5, paragrafo 7; tamenti pertinenti stabiliti dallo Stato membro interessato, inä
cluse banche dati sull’esposizione. In deroga agli obblighi inä
combenti sul datore di lavoro a norma del presente articolo, il
iv) siano adottate misure in conformità dell’articolo 5, paraä datore di lavoro ha inoltre diritto di tener conto, se del caso, dei
grafo 9, in caso di sintomi temporanei, ai sensi della livelli di emissione e di altri dati appropriati relativi alla sicuä
lettera b) di tale paragrafo, nonché rezza forniti per le attrezzature dal fabbricante o dal distribuä
tore, in conformità del pertinente diritto dell’Unione, inclusa la
valutazione dei rischi, ove applicabile alle condizioni di esposiä
v) siano state fornite ai lavoratori informazioni sulle situaä zione sul luogo di lavoro o sul luogo di installazione.
zioni di cui all’articolo 6, lettera f);
3. Se non è possibile stabilire con certezza il rispetto dei VLE
b) i VLE relativi agli effetti sensoriali (allegato II, tabella A3 e sulla base di informazioni facilmente accessibili, la valutazione
allegato III, tabella A2) durante il turno di lavoro, ove giuä dell’esposizione è effettuata sulla base di misurazioni o calcoli.
stificato dalla prassi o dal processo, purché: In tal caso la valutazione tiene conto delle incertezze riguardanti
la misurazione o il calcolo, quali errori numerici, modellizzaä
zione delle sorgenti, geometria del modello anatomico e proä
i) il loro superamento sia solamente temporaneo;
prietà elettriche dei tessuti e dei materiali, determinate secondo
le buone prassi pertinenti.
ii) non siano superati i VLE relativi agli effetti sanitari (alleä
gato II, tabella A2 e allegato III, tabelle A1 e A3); (1) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
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4. La valutazione, la misurazione e il calcolo di cui ai paraä 7. Il datore di lavoro deve essere in possesso di una valutaä
grafi 1, 2 e 3 del presente articolo sono programmati ed effetä zione dei rischi a norma dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera a),
tuati da servizi o persone competenti a intervalli idonei, tenendo della direttiva 89/391/CEE e precisare quali misure devono esä
conto degli orientamenti forniti a norma della presente direttiva sere adottate a norma dell’articolo 5 della presente direttiva. La
e alla luce in particolare delle disposizioni relative alle compeä valutazione dei rischi puòincludere i motivi per cui il datore di
tenze richieste (persone o servizi) e alla consultazione e alla lavoro ritiene che la natura e l’entità dei rischi connessi con i
partecipazione dei lavoratori di cui agli articoli 7 e 11 della campi elettromagnetici non rendono necessaria una valutazione
direttiva 89/391/CEE. I dati ottenuti dalla valutazione, misuraä dei rischi piùdettagliata. La valutazione dei rischi è regolar ä
zione o calcolo dei livelli di esposizione sono conservati in una mente aggiornata, in particolare se vi sono stati notevoli mutaä
forma rintracciabile idonea a consentirne la successiva consulä menti che potrebbero averla resa obsoleta, oppure se i risultati
tazione, secondo la legislazione e la prassi nazionali. della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 8 mostrano che
essa è necessaria.
5. In occasione della valutazione dei rischi a norma dell’arä
ticolo 6, paragrafo 3, della direttiva 89/391/CEE, il datore di
lavoro presta particolare attenzione ai seguenti elementi: Articolo 5
Disposizioni miranti a eliminare o a ridurre i rischi
a) i VLE relativi agli effetti sanitari, i VLE relativi agli effetti
sensoriali e i LA di cui all’articolo 3 e agli allegati II e III 1. Tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di
della presente direttiva; misure per controllare la produzione di campi elettromagnetici
alla fonte, il datore di lavoro adotta le misure necessarie per
garantire che i rischi derivanti dai campi elettromagnetici sul
b) la frequenza, il livello, la durata e il tipo di esposizione, luogo di lavoro siano eliminati o ridotti al minimo.
inclusa la distribuzione nel corpo del lavoratore e nello spaä
zio del luogo di lavoro;
La riduzione dei rischi derivanti dall’esposizione ai campi eletä
c) eventuali effetti biofisici diretti; tromagnetici si basa sui principi generali di prevenzione di cui
all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 89/391/CEE.
d) eventuali effetti sulla salute e la sicurezza dei lavoratori espoä
sti a rischi particolari, segnatamente coloro che recano diä
spositivi medici impiantati attivi o passivi (quali stimolatori 2. Sulla base della valutazione dei rischi di cui all’articolo 4,
cardiaci) o dispositivi medici portati sul corpo (quali le qualora i pertinenti LA di cui all’articolo 3 e agli allegati II e III
pompe insuliniche) e le lavoratrici incinte; siano superati, a meno che la valutazione effettuata a norma
dell’articolo 4, paragrafi 1, 2 e 3 dimostri che i pertinenti VLE
non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla
e) eventuali effetti indiretti;
sicurezza, il datore di lavoro definisce e attua un programma
d’azione che deve includere misure tecniche e/o organizzative
f) l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per intese a prevenire esposizioni superiori ai VLE relativi agli effetti
ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici; sanitari e ai VLE relativi agli effetti sensoriali, che tenga conto in
particolare:
g) informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza
sanitaria di cui all’articolo 8;
a) di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposiä
zione ai campi elettromagnetici;
h) informazioni fornite dal fabbricante delle attrezzature;
i) altre informazioni disponibili pertinenti relative a salute e b) della scelta di attrezzature che emettano campi elettromaä
sicurezza; gnetici meno intensi, tenuto conto del lavoro da svolgere;
f) degli opportuni programmi di manutenzione delle attrezzaä 7. Nel caso in cui trovi applicazione l’articolo 3, paragrafo 3
ture di lavoro, dei sistemi, dei luoghi e delle postazioni di bis, lettera a), sono adottate misure di protezione specifiche,
lavoro; quali il controllo dei movimenti.
g) della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postaä 8. I lavoratori non sono esposti a valori superiori ai VLE
zioni di lavoro; relativi agli effetti sanitari e ai VLE relativi agli effetti sensoriali
a meno che non sussistano le condizioni di cui all’articolo 10,
paragrafo 1, lettera a) o c) o all’articolo 3, paragrafi 3 e 4.
h) della limitazione della durata e dell’intensità dell’esposizione; Allorché, nonostante i provvedimenti presi dal datore di lavoro
nonché in applicazione della presente direttiva, i VLE relativi agli effetti
sanitari e i VLE relativi agli effetti sensoriali sono superati, il
i) della disponibilità di adeguati dispositivi di protezione indiä datore di lavoro adotta misure immediate per riportare l’espoä
viduale. sizione al di sotto dei VLE. Il datore di lavoro individua e regiä
stra le cause del superamento dei VLE relativi agli effetti sanitari
e dei VLE relativi agli effetti sensoriali e modifica di conseguenza
3. Sulla base della valutazione dei rischi di cui all’articolo 4, le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo
il datore di lavoro definisce e attua un programma d’azione che superamento. Le misure di protezione e prevenzione modificate
comprenda misure tecniche e/o organizzative intese a prevenire sono conservate in una forma rintracciabile idonea per consenä
qualsiasi rischio per i lavoratori esposti a rischi particolari e tirne la successiva consultazione, secondo la legislazione e la
qualsiasi rischio dovuto a effetti indiretti di cui all’articolo 4. prassi nazionali.
4. Oltre a fornire le informazioni di cui all’articolo 6 della 9. Nel caso in cui trovi applicazione l’articolo 3, paragrafi 3 e
presente direttiva, il datore di lavoro, a norma dell’articolo 15 4, nel caso in cui sia segnalata dal lavoratore la comparsa di
della direttiva 89/391/CEE, adatta le misure di cui al presente sintomi temporanei, il datore di lavoro aggiorna, se necessario,
articolo alle esigenze dei lavoratori esposti a rischi particolari e, la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione. I sintomi
se del caso, alle valutazioni dei rischi individuali, in particolare temporanei possono comprendere:
per quanto riguarda i lavoratori che hanno dichiarato di essere
muniti di dispositivi medici impiantati attivi o passivi, quali gli
a) percezioni ed effetti sensoriali nel funzionamento del sistema
stimolatori cardiaci, o dispositivi medici portati sul corpo (quali
nervoso centrale nella testa causati da campi magnetici che
le pompe insuliniche) o le lavoratrici incinte che hanno inforä
variano nel tempo; nonché
mato il datore di lavoro della loro condizione.
(1) GU L 245 del 26.8.1992, pag. 23. f) alla possibilità di sintomi e sensazioni temporanei dovuti a
(2) GU L 393 del 30.12.1989, pag. 18. effetti nel sistema nervoso centrale o periferico;
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g) alle circostanze alle quali i lavoratori hanno diritto a una a) l’esposizione può superare i VLE se è connessa all’installazioä
sorveglianza sanitaria; ne, al controllo, all’uso, allo sviluppo, alla manutenzione
degli apparecchi per la risonanza magnetica (RMI) per i paä
zienti nel settore sanitario o alla ricerca correlata, purché
h) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo i rischi
siano soddisfatte tutte le condizioni seguenti:
derivanti dall’esposizione;
i) ai lavoratori esposti a rischi particolari di cui all’articolo 4, i) la valutazione del rischio effettuata conformemente all’arä
paragrafo 5, lettera d bis), e all’articolo 5, paragrafi 3 e 4, ticolo 4 ha dimostrato che i VLE sono superati;
della presente direttiva.
ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate
Articolo 7 tutte le misure tecniche e/o organizzative;
Consultazione e partecipazione dei lavoratori
La consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro iii) le circostanze giustificano debitamente il superamento
rappresentanti hanno luogo in conformità dell’articolo 11 della del VLE;
direttiva 89/391/CEE.
iv) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro,
CAPO III delle attrezzature di lavoro o delle pratiche di lavoro, e
DISPOSIZIONI VARIE
La possibilità di sottoporsi a tale controllo o sorveglianza è i) la valutazione del rischio effettuata conformemente all’arä
messa a disposizione durante le ore scelte dal lavoratore e i ticolo 4 ha dimostrato che i VLE sono superati;
relativi costi non sono a carico di quest’ultimo.
ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate
Articolo 9 tutte le misure tecniche e/o organizzative;
Sanzioni
Gli Stati membri prevedono l’applicazione di sanzioni adeguate iii) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro,
in caso di violazione della normativa nazionale adottata ai terä delle attrezzature di lavoro o delle pratiche di lavoro, e
mini della presente direttiva. Le sanzioni devono essere effettive,
proporzionate e dissuasive.
iv) il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono sempre
protetti contro gli effetti nocivi per la salute e i rischi per
Articolo 10 la sicurezza, avvalendosi in particolare di norme e orienä
tamenti comparabili, più specifici e riconosciuti a livello
Deroghe internazionale.
1. In deroga all’articolo 3, ma fatto salvo l’articolo 5, paraä
grafo 1, si applicano le seguenti disposizioni: (1) GU L 169 del 12.7.1993, pag. 1.
29.6.2013 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 179/9
2. Gli Stati membri informano la Commissione in merito a 4. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne
ogni deroga ai sensi del paragrafo 1, lettere b) e c), e indicano la dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiä
relativa giustificazione nella relazione di cui all’articolo 15. glio.
DISPOSIZIONI FINALI
3. Qualora, in caso di modifiche di cui ai paragrafi 1 e 2,
imperativi motivi d’urgenza lo richiedano, la procedura di cui Articolo 14
all’articolo 13 si applica agli atti delegati adottati ai sensi del Guida pratica
presente articolo.
Al fine di agevolare l’attuazione della presente direttiva, la Comä
missione mette a disposizione guide pratiche non vincolanti
Articolo 12 almeno sei mesi prima del 1o luglio 2016. Tali guide devono
riferirsi, in particolare, alle questioni seguenti:
Esercizio della delega
1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commisä
sione alle condizioni stabilite nel presente articolo. a) la determinazione dell’esposizione tenendo conto delle
norme europee o internazionali appropriate, ivi compresi: