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Il documento tratta delle condizioni di lavoro in presenza di campi magnetici statici, evidenziando l'importanza di limitare l'esposizione per prevenire effetti sensoriali come vertigini e nausea. Viene discusso l'uso di valori limite ed equazioni per calcolare l'indice di esposizione, tenendo conto delle incertezze nelle misurazioni e dei metodi per affrontarle. Infine, si sottolinea la necessità di seguire buone pratiche e norme internazionali per garantire la conformità e la sicurezza nell'ambiente di lavoro.

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Il documento tratta delle condizioni di lavoro in presenza di campi magnetici statici, evidenziando l'importanza di limitare l'esposizione per prevenire effetti sensoriali come vertigini e nausea. Viene discusso l'uso di valori limite ed equazioni per calcolare l'indice di esposizione, tenendo conto delle incertezze nelle misurazioni e dei metodi per affrontarle. Infine, si sottolinea la necessità di seguire buone pratiche e norme internazionali per garantire la conformità e la sicurezza nell'ambiente di lavoro.

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Sezione 5 — Materiale di riferimento 147

D.4.2 Condizioni di lavoro normali


In condizioni di lavoro normali, le restrizioni sull’esposizione derivante dal movimento in
campi magnetici statici si basano su effetti sensoriali come vertigini, nausea e fosfeni.
Lo spettro dei campi indotti dal movimento si estende fino a 25 Hz e dev’essere preso in
considerazione nella selezione dei VLE relativi agli effetti sensoriali (allegato II, tabella
A3 della direttiva relativa ai campi elettromagnetici) e delle restrizioni di base dell’ICNIRP
(tabella D9). In generale è opportuno comparare le esposizioni con i LA inferiori (allegato
II, tabella B2 della direttiva relativa ai campi elettromagnetici) e con i livelli di riferimento
dell’ICNIRP (tabella D9).

Ridurre al minimo l’effetto di vertigini


Il verificarsi di effetti sensoriali come vertigini e nausea, dovuti a movimenti nel campo
magnetico statico, può essere ridotto al minimo muovendosi il più lentamente possibile
all’interno del campo. Pertanto per ridurre al minimo la probabilità di vertigini e nausea, la
variazione dell’induzione magnetica ∆B su un periodo di tre secondi non deve superare 2 T.

Equazione 13

Ridurre al minimo i fosfeni


Per ridurre al minimo la sensazione di fosfeni, occorre utilizzare i VLE relativi agli effetti
sensoriali (allegato II, tabella A3) e le restrizioni di base (tabella D9) per l’intensità di
campo elettrico interno Ei. Dal momento che l’intensità di campo elettrico interno non si può
determinare facilmente, di solito è più opportuno valutare la conformità in base ai livelli di
riferimento (tabella D9) e alla derivata temporale dei LA inferiori (allegato II, tabella B2).

Il campo elettrico indotto dal movimento attraverso un campo magnetico statico è non
sinusoidale con uno spettro che si estende fino a 25 Hz. Pertanto occorre tener conto
delle componenti della frequenza presenti utilizzando il metodo del picco ponderato (cfr.
l’appendice D.3).

L’indice di esposizione per dB/dt è dato dalla seguente equazione basata su una funzione di
ponderazione dipendente dalla frequenza e correlata alla fase:

I Equazione 14

dove ¦Af¦ e θf sono l’ampiezza e la fase della componente spettrale alla frequenza f della
derivata temporale dell’induzione magnetica dB/dt e RLf è il livello di riferimento degli
effetti sensoriali alla stessa frequenza. La fase φf (il cosiddetto angolo di fase del filtro)
è una funzione della dipendenza della frequenza di RLf e ha i valori di 90°, 180° e 90°
sulle gamme di frequenza, rispettivamente, di 0-0,66 Hz, 0,66-8 Hz e 8-25 Hz, dove la
dipendenza della frequenza di RLf è di f 0, 1/f e f 0. I valori di fase della funzione di filtro per
dB/dt sono definiti nell’appendice delle linee guida dell’ICNIRP 2010 (ICNIRP, 2010) e spiegati
nell’appendice D.3.
148 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

Al momento di applicare la suddetta equazione per calcolare l’indice di esposizione per


dB/dt, è necessario tener presente che i livelli di riferimento per i dB/dt di picco sono forniti
solo al di sotto di 1 Hz. Al di sopra di 1 Hz sono forniti LA (allegato II, tabella B2) come valori
efficaci (rms) di induzione magnetica, ma non come derivate temporali. È comunque possibile
usare questi LA per calcolare l’RLf equivalente per i dB/dt di picco superiori a 1 Hz:

Equazione 15

dove BlowAL,rms è il valore efficace del LA inferiore per l’induzione magnetica alla frequenza f e
è il RLf convertito per il dB/dt di picco a tale frequenza.

D.4.3 Condizioni di lavoro controllate


Come si è detto nella precedente sezione D.4.2, il campo elettrico indotto comprende
componenti con frequenze che giungono fino a 25 Hz; tale circostanza dev’essere presa in
considerazione nella scelta dei pertinenti VLE relativi agli effetti sanitari (allegato II, tabella
A2) e delle restrizioni di base più adeguate (tabella D9). Anche in questo caso sarà in
generale più opportuno comparare le esposizioni con i LA superiori (allegato II, tabella B2) e
con i livelli di riferimento relativi agli effetti sanitari (tabella D9).

Prevenzione della stimolazione dei nervi periferici


Per la prevenzione della stimolazione dei nervi periferici, sia le restrizioni di base dell’ICNIRP
sia i VLE relativi agli effetti sanitari limitano l’intensità di campo elettrico interno Ei a 1,1
Vm-1. I corrispondenti livelli di riferimento dell’ICNIRP e la derivata temporale dei LA superiori
hanno un valore di 2,7 Ts-1. Poiché sia il livello di riferimento che la derivata temporale del
LA superiore sono costanti al di sopra della gamma di frequenza in questione, l’indice di
esposizione si ottiene sommando le componenti spettrali alle frequenze fino a 25 Hz senza
una ponderazione spettrale dell’ampiezza (la fase di filtro è posta a zero per tutte le
componenti spettrali), ma tenendo conto delle fasi delle componenti spettrali di dB/dt:

I Equazione 16
,

dove ¦Af ¦ e θf sono l’ampiezza e la fase della componente spettrale dB/dt alla frequenza f.
L’espressione tra parentesi nell’equazione 16 equivale a considerare il valore assoluto della
forma d’onda dB/dt (pertanto tutti i valori di dB/dt sono positivi). L’indice di esposizione è
dato allora dal valore di picco di questa forma d’onda diviso per 2,7 Ts-1.

D.5 Considerazioni in materia d’incertezza


Lo scopo di una misurazione o di un calcolo è di determinare il «vero valore» (1) della
grandezza in esame; qualsiasi deviazione è attribuibile all’incertezza.

La direttiva impone ai datori di lavoro di tenere conto dell’incertezza e di registrarla


nell’ambito della valutazione generale dell’esposizione. Ai sensi dell’articolo 4, la
«valutazione tiene conto delle incertezze riguardanti la misurazione o il calcolo, quali errori
numerici, modellizzazione delle sorgenti, geometria del modello anatomico e proprietà
elettriche dei tessuti e dei materiali, determinate secondo le buone prassi pertinenti».

Uno dei problemi più importanti che il datore di lavoro deve risolvere nello svolgimento della
valutazione di conformità è quello di dimostrare la precisione delle misurazioni e/o dei calcoli

(1) Il vero valore è intrinsecamente associato all’incertezza in quanto costituisce una stima basata su conoscenze e dati attuali.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 149

relativi a LA e VLE previsti dalla direttiva. Per raggiungere la sicurezza in tal senso occorre
identificare le fonti di incertezza, quantificarne l’influenza e dimostrare che tale influenza
rimane entro limiti accettabili.

Norme internazionali come la Guida ISO/IEC 98-3:2008 rappresentano una valida fonte
di suggerimenti pratici in materia di misurazione dell’incertezza; Cenelec e altri organismi
di normalizzazione hanno pubblicato norme che descrivono le varie opzioni di migliori
prassi atte ad affrontare l’incertezza nella comparazione delle grandezze di esposizione
elettromagnetica con i valori limite (cfr. l’appendice H).

Idealmente l’incertezza complessiva dovrebbe essere limitata rispetto alla differenza tra il
valore misurato e/o calcolato e il LA o il VLE. Se l’incertezza è molto elevata, la valutazione
di conformità o di non conformità di un valore di esposizione rispetto a un limite sarà meno
affidabile; potrebbe quindi essere auspicabile ripetere la valutazione usando metodi più
precisi e/o strumenti che riducano l’incertezza.

Per affrontare l’incertezza in una valutazione di conformità esistono due approcci generali
riconosciuti, ognuno dei quali presenta punti di forza e di debolezza. Il primo approccio è la
comparazione diretta o approccio del «rischio condiviso», in cui il valore misurato o calcolato
viene comparato direttamente con i LA o i VLE. Il secondo approccio è quello additivo, in cui
l’incertezza viene aggiunta al valore misurato o calcolato prima di compararlo con il LA o
il VLE del caso. Entrambi i metodi comportano un’attenta valutazione dell’incertezza, ma il
secondo, per sua natura, implica maggiore trasparenza.

È possibile usare combinazioni diverse dei due approcci, e la scelta di un approccio


particolare dipende probabilmente da fattori quali prassi e usi nazionali o circostanze
dell’esposizione. L’effetto dei diversi approcci è illustrato nella figura D25. Approcci differenti
possono essere giustificabili qualora l’incertezza non sia eccessivamente ampia, sulla base
del fatto che i LA e i VLE derivano da restrizioni che comprendono fattori di riduzione per
garantire un margine di «sicurezza» sufficiente, tale da prevenire effetti sensoriali e sanitari.

D.5.1 Le incertezze riguardanti le misurazioni


L’incertezza in qualsiasi regime di misurazione deriva di solito da una combinazione di
fattori, tra cui l’errore sistematico relativo alle caratteristiche dello strumento di misurazione
e l’errore casuale che può derivare dal modo in cui la misurazione stessa viene effettuata.
È importante notare che le potenziali fonti di errore possono essere identificate, così come
è possibile quantificare l’incertezza massima associata a ciascuna fonte. In generale le
stime quantitative dell’incertezza si effettuano in due modi. Possono essere derivate da
una valutazione statistica di letture ripetute (valutazione di tipo A), oppure possono essere
stimate usando una varietà di altre informazioni come l’esperienza passata, certificati
di taratura, specifiche del fabbricante, informazioni pubblicate, calcoli e buon senso
(valutazione di tipo B).
150 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

Figura D25 — Comparazione di approcci diversi per affrontare l’incertezza.


La linea blu illustra l’effetto dell’incertezza ignorata. La linea rossa illustra
l’effetto dell’applicazione dell’approccio additivo. La linea verde illustra un
esempio di approccio del «rischio condiviso»: in questo caso il valore misurato
è comparato direttamente a condizione che l’incertezza sia inferiore al 50 %;
se l’incertezza supera questo valore si passa all’approccio additivo. La linea
gialla illustra un approccio del «rischio condiviso» di tipo alternativo: quando
l’incertezza supera il 50 % si applica un approccio additivo da quel punto in poi
Livello di azione effettivo (unità arbitrarie)

0,8

0,6

0,4

0,2

0
0 50 100 150 200
Incertezza della misurazione (%)

Una volta identificate tutte le singole fonti di errore e quantificate le incertezze che ne
derivano si può calcolare l’effetto cumulativo seguendo le regole prestabilite che governano
la «propagazione dell’incertezza». Ciò consente di stimare l’incertezza complessiva associata
a una misura che può essere espressa come «intervallo di fiducia». La percentuale di fiducia
associata all’intervallo di fiducia si ottiene applicando un fattore di copertura k correlato a
una curva di probabilità a campana. Un k uguale a 1 corrisponde a una fiducia del 68 %, un
k = 2 al 95 %, un k = 3 al 99,7 %.

Valutare l’incertezza della misurazione può risultare complicato in molti ambienti di lavoro, in
cui non esiste un unico approccio applicabile a tutte le situazioni. Esistono però varie buone
pratiche comunemente accettate, come l’uso di strumenti che comportino una limitata
incertezza di misurazione e siano tarati in maniera riconducibile alle norme (ciò riduce l’errore
sistematico). È opportuno applicare tecniche di misurazione corrette: ripetere le misurazioni e
calcolare la media durante la valutazione può ridurre l’errore casuale.

Molte norme di prodotto Cenelec adottano tendenzialmente un approccio ibrido per cui una
misurazione può essere comparata direttamente con i valori limite, a condizione che non
sia superato un determinato livello massimo di incertezza. Se tale livello massimo viene
superato, l’incertezza è compresa direttamente nelle misurazioni o nei valori limite per
rendere più severi i criteri di conformità e compensare l’incertezza eccessiva.

In generale i valori di incertezza massima consentiti nelle misurazioni dei campi


elettromagnetici sono dello stesso ordine di grandezza dei valori di accuratezza e precisione
ottenibili con i tipi di apparecchiature di misurazione e procedure di taratura comunemente
in uso.

Le norme tecniche offrono utili fonti di informazione sulla combinazione di diversi elementi
di incertezza allo scopo di produrre una stima complessiva. I bilanci di incertezza — che
possono rappresentare un utile strumento nella valutazione dell’incertezza per l’esposizione
ai campi elettromagnetici — vengono analizzati in varie norme di prodotto relative ai campi
elettromagnetici. Un buon esempio è offerto dalla EN 50413, una norma di misurazione di
default che può essere utilizzata in situazioni in cui non si disponga di norme specifiche per
settore tecnologico o industriale.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 151

Nell’applicazione di una gamma di incertezza ammissibile occorre garantire che l’esposizione


del lavoratore non superi i LA o i VLE della direttiva. Come recita l’articolo 5 della direttiva
«I lavoratori non sono esposti a valori superiori ai VLE relativi agli effetti sanitari e ai VLE
relativi agli effetti sensoriali a meno che non sussistano le condizioni di cui all’articolo
10, paragrafo 1, lettera a) o c) o all’articolo 3, paragrafi 3 e 4. Allorché, nonostante i
provvedimenti presi dal datore di lavoro i VLE relativi agli effetti sanitari e i VLE relativi agli
effetti sensoriali sono superati, il datore di lavoro adotta misure immediate per riportare
l’esposizione al di sotto dei VLE».

D.5.2 Incertezze riguardanti i calcoli dell’esposizione


Per quanto riguarda i calcoli dell’esposizione interna ed esterna, se i modelli non vengono
elaborati correttamente le fonti di errore numerico possono essere numerose. Quindi è
importante analizzare l’incertezza associata alla dosimetria. Le varie fonti di incertezza
possono essere raggruppate nelle tre categorie descritte nelle seguenti sezioni.

D.5.2.1 Incertezze relative ai metodi numerici

Un esempio è quello degli errori associati al calcolo di una grandezza dosimetrica interna
come il SAR. Il valore del SAR presuppone di calcolare correttamente il campo elettrico
all’interno del corpo per quanto riguarda sia l’entità che la distribuzione del SAR. Se è
necessario mediare un valore spaziale di picco su una massa specifica come una regione
contigua di 10 g — come precisa l’allegato III della direttiva — qualora il SAR venga
calcolato, per esempio, su una massa cubica, si introducono degli errori. Se le condizioni
limite per la simulazione numerica non sono fissate in maniera corretta, si introducono
errori nella soluzione tramite il riflesso artefattuale del campo elettromagnetico nel dominio
computazionale. Inoltre la discretizzazione della soluzione, ossia la rappresentazione della
situazione dell’esposizione in masse cubiche, può generare errori a catena con conseguenti
gravi problemi per i calcoli della bassa frequenza.

D.5.2.2 Incertezze relative al modello del dispositivo


elettromagnetico

Per simulare una situazione di esposizione, è necessario costruire un modello rappresentativo


del dispositivo che produce il campo elettromagnetico. In questi casi è possibile introdurre
errori nella soluzione se dimensioni, posizione, potenza, caratteristiche di emissione, eccetera,
del dispositivo sono rappresentate in maniera scorretta. La posizione del dispositivo è
particolarmente importante quando la sorgente del campo è vicina al corpo, poiché il campo
prodotto da molti dispositivi si riduce rapidamente con l’aumentare della distanza.

D.5.2.3 Incertezze relative al modello del corpo umano

Se il modello del corpo non è rappresentativo del lavoratore esposto in termini di anatomia,
postura, eccetera, è possibile introdurre errori nei risultati. Per esempio, un modello semplice
e omogeneo del corpo può produrre valori sensibilmente differenti di grandezze dosimetriche
interne, come i campi elettrici indotti e i SAR, rispetto ai calcoli effettuati con modelli
eterogenei anatomicamente realistici. Inoltre questi modelli umani semplici — se utilizzati in
simulazioni numeriche — possono produrre fenomeni artificiali come la comparsa di un SAR
massimo localizzato o di campi elettrici indotti all’interno del corpo (figura D26).
152 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

Tra le prassi raccomandate per attenuare le imprecisioni nel calcolo di grandezze


dosimetriche segnaliamo:

a• comparazioni di risultati ottenuti usando altri metodi numerici per la stessa situazione di
esposizione. Se si ottengono risultati simili, ciò conferma la simulazione numerica usata
per una particolare configurazione di esposizione;

a• comparazioni di risultati numerici con misurazioni. Le simulazioni di grandezze di campo


esterno come le intensità di campo elettrico e magnetico dovrebbero essere comparate
con valori misurati, se questi esistono, per convalidare il modello della sorgente del campo
elettromagnetico;

a• comparazioni dei risultati di organizzazioni diverse (comparazioni interlaboratorio).


Le comparazioni di risultati numerici con altri dati pubblicati per configurazioni di
esposizione identiche o analoghe possono fornire ai valutatori un grado più elevato di
fiducia nella validità dei risultati ottenuti;

a• prove di convergenza. I metodi numerici usati per calcolare le grandezze dosimetriche


interne nel corpo sono spesso di natura iterativa (per esempio il metodo FDTD, il metodo
SPFD, il metodo FEM eccetera) e quindi solitamente convergono verso una soluzione.
Se convergenza e stabilità di una soluzione sono poco soddisfacenti, è assai probabile
che i risultati ottenuti dalla simulazione non siano precisi.

Figura D26 — Distribuzione del campo elettrico indotto derivante


dall’esposizione a un campo elettrico esterno a 50 Hz con (a) un modello
umano eterogeneo di elevata qualità, risoluzione 2 mm; (b) un modello umano
omogeneo di bassa qualità, risoluzione 16 mm. L’uso di modelli umani omogenei
di bassa qualità e bassa risoluzione può introdurre errori nei valori calcolati

Campo
(a) (b) elettrico
Max

Min
(VM-1)

Nota bene: incertezza


Tutti i calcoli e le misurazioni sono soggetti a incertezze, che vanno sempre
quantificate e prese in considerazione al momento di interpretare i risultati.
L’approccio all’incertezza varia a seconda della legislazione e della prassi nazionale;
spesso comporta un approccio del «rischio condiviso», benché alcune autorità possano
esigere l’impiego di un approccio additivo.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 153

APPENDICE E.
EFFETTI INDIRETTI E LAVORATORI
PARTICOLARMENTE A RISCHIO

La direttiva EMF impone ai datori di lavoro di prendere in considerazione, nelle valutazioni


dei rischi, sia gli effetti indiretti sia i lavoratori particolarmente a rischio. Tuttavia, a parte le
tre eccezioni elencate nella successiva tabella E1 (cfr. per ulteriori dettagli la sezione 6.2),
la direttiva non offre livelli di azione (LA) o altri elementi di guida su quelle che possono
definirsi condizioni di campo sicure. La presente appendice approfondisce ulteriormente
le difficoltà che si incontrano nella definizione delle condizioni di campo sicure e offre altri
elementi di guida ai datori di lavoro che devono valutare i rischi di tali situazioni.

Tabella E1 — LA previsti per gli effetti indiretti con riferimenti incrociati


ad altri dettagli della presente guida

LA previsti per gli effetti indiretti Sezione


Interferenza con dispositivi medici impiantabili attivi da parte di campi magnetici 6.2.1
statici

Rischio di attrazione e propulsivo derivante da campi magnetici statici 6.2.1

Correnti di contatto generate da campi variabili nel tempo < 110 MHz 6.2.2

E.1 Effetti indiretti


Gli effetti indiretti si producono allorché un oggetto presente in un campo elettromagnetico
diviene causa di un pericolo per la sicurezza o la salute. La direttiva EMF identifica cinque
effetti indiretti che devono essere presi in considerazione in ogni valutazione dei rischi:

a• interferenze con apparecchiature e dispositivi medici elettronici;

a• rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici statici;

a• innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);

a• accensione di atmosfere infiammabili;

a• correnti di contatto.

È necessario prendere in considerazione anche qualsiasi altro effetto indiretto che potrebbe
verificarsi (cfr. la sezione E.1.6).

In generale gli effetti indiretti si verificano soltanto in circostanze specifiche, la cui esistenza
spesso si può agevolmente escludere in un particolare luogo di lavoro: ciò significa che
il rischio è già minimo. Talvolta la situazione potrebbe essere diversa, e in tal caso sarà
necessario effettuare una valutazione più dettagliata.

E.1.1 Interferenze con apparecchiature e dispositivi medici


elettronici
I campi elettromagnetici possono provocare interferenze con il corretto funzionamento delle
apparecchiature mediche elettroniche così come possono interferire con qualsiasi altra
attrezzatura elettronica. Tuttavia, poiché tali attrezzature possono avere una funzione vitale
per le cure mediche, le conseguenze delle interferenze possono essere gravi.
154 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

Dal 30 giugno 2001 tutte le attrezzature elettroniche mediche immesse sul mercato
o messe in servizio nell’Unione europea devono rispettare i requisiti essenziali della
direttiva concernente i dispositivi medici (93/42/CEE modificata). In realtà gran parte delle
apparecchiature messe in servizio dopo il 1o gennaio 1995 sono conformi alla direttiva
concernente i dispositivi medici.

I requisiti essenziali prevedono che i dispositivi devono essere progettati e fabbricati in modo
da eliminare o ridurre al minimo i rischi connessi con condizioni ambientali ragionevolmente
prevedibili, in particolare quelli connessi con i campi magnetici, le influenze elettriche esterne,
le scariche elettrostatiche.

In pratica i fabbricanti ottengono la conformità ai requisiti essenziali della direttiva


concernente i dispositivi medici fabbricando i propri prodotti nel rispetto di un’appropriata
norma armonizzata. Per quanto riguarda l’immunità alle interferenze, la norma principale è
la EN60601-1-2, benché anche norme particolari possano contenere prescrizioni in materia.
Benché i requisiti essenziali per l’immunità ai campi elettromagnetici siano identiche
nella direttiva concernente i dispositivi medici e nella direttiva per il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati Membri relative ai dispositivi medici impiantabili attivi (cfr. di seguito),
l’interpretazione nelle norme armonizzate non lo è. Le versioni di EN60601-1-2, fino
all’edizione 3 inclusa (2007) prescrivono che le funzioni essenziali dell’apparecchiatura non
devono essere compromesse dall’esposizione a:

a• campi magnetici a frequenza industriale fino 3 A/m (3,8 µT);

a• intensità di campo elettrico fino a 3 V/m a frequenze da 80 MHz a 2,5 GHz (i campi a
modulazione di ampiezza hanno di solito 1 kHz);

a• per le apparecchiature di sostegno vitale l’immunità all’intensità di campo elettrico tra


80 MHz e 2,5 GHz è aumentata a 10 V/m.

Sulla base di questi valori è possibile valutare il potenziale di interferenza con le attrezzature
mediche elettroniche.

L’edizione 4 (2014) di EN60601-1-2 affronta il problema della coerenza tra la direttiva


concernente i dispositivi medici e la direttiva per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati Membri relative ai dispositivi medici impiantabili attivi. Essa impone al fabbricante di
prevedere ambienti adatti per l’uso e rende più rigorosi i livelli di immunità per i dispositivi da
utilizzare nell’assistenza sanitaria domestica.

La norma ammette altresì che raggiungere questi obiettivi di immunità sarebbe difficile per
le apparecchiature concepite per monitorare parametri fisiologici. Per tali apparecchiature
ammette quindi un’immunità inferiore, considerando che saranno prevedibilmente utilizzate
in ambienti a basso campo.

E.1.2 Rischi propulsivi di oggetti ferromagnetici in campi


magnetici statici
In forti campi magnetici statici, gli oggetti ferromagnetici possono subire potenti forze
attrattive, tali da muovere gli oggetti stessi. In determinate circostanze tale movimento può
costituire un rischio propulsivo. Il rischio di movimento dipende da una serie di fattori, tra cui
il gradiente del campo magnetico, la massa e la forma dell’oggetto e il materiale con cui è
fabbricato.

La direttiva relativa ai campi elettromagnetici prevede un LA di 3 mT per evitare il rischio


propulsivo di oggetti ferromagnetici nel campo periferico di forti sorgenti magnetiche
statiche (> 100 mT).

E.1.3 Innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori)


È risaputo che in determinate circostanze campi elettromagnetici possono determinare
l’innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori). Questo effetto dipende dalla presenza
Sezione 5 — Materiale di riferimento 155

nel luogo di lavoro di dispositivi elettro-esplosivi insieme a intensità di campo sufficienti a


innescarli. Di conseguenza tale problema difficilmente si presenterà nella maggior parte dei
luoghi di lavoro, ma alcuni datori di lavoro (per esempio nel settore della difesa) dovrebbero
tenerne conto.

Dal momento che i dispositivi elettro-esplosivi possono costituire un rischio anche in


assenza di forti campi elettromagnetici, il loro stoccaggio e uso sono di solito rigorosamente
controllati, con limitazioni sulle attività che possono aver luogo in prossimità, compresa la
generazione di campi elettromagnetici.

Una relazione tecnica europea (CLC/TR 50426) fornisce linee guida sulle valutazioni dei rischi
di innesco di dispositivi a filo esplodente. La relazione indica alcuni metodi per valutare il
rischio che il campo possa generare energia sufficiente per provocare un innesco.

Un’altra relazione tecnica europea che può tornare utile è la CLC/TR 50404 che fornisce linee
guida sulla valutazione dei rischi e misure per evitare l’innesco di materiali esplosivi da parte
dell’elettricità statica.

E.1.4 Incendi ed esplosioni dovuti all’accensione di materiali


infiammabili
È assodato che l’interazione di campi elettromagnetici con oggetti può provocare scintille
che hanno la capacità di accendere atmosfere infiammabili. Dal momento che per tale
effetto sono necessarie sia un’atmosfera infiammabile che intensità di campo sufficienti ad
accenderla, è improbabile che tale problema si presenti nella maggior parte dei luoghi di
lavoro, ma i datori di lavoro di alcuni settori dovrebbero tenerne conto.
Le atmosfere infiammabili possono essere a rischio di accensione da parte di una serie
di sorgenti; pertanto, l’approccio consueto consiste nell’identificare le aree in cui tali
atmosfere possono sussistere, ponendo poi limitazioni sulle attività che si possono svolgere
in queste aree. Fra tali limitazioni rientrano di solito restrizioni alla generazione di campi
elettromagnetici nell’area.
Una relazione tecnica europea (CLC/TR 50427) fornisce linee guida sulle valutazioni dei rischi
di accensione involontaria di atmosfere infiammabili da parte di campi elettromagnetici
a radiofrequenza. La relazione propone approcci per valutare l’energia che si può estrarre
dal campo comparandola con l’energia richiesta per accendere diverse classi di materiali
infiammabili.
Un’altra relazione tecnica europea che può tornare utile è la CLC/TR 50404 che fornisce linee
guida sulla valutazione dei rischi e misure per evitare l’accensione di atmosfere infiammabili
da parte dell’elettricità statica.

E.1.5 Correnti di contatto


Il contatto tra una persona e un oggetto conduttore in un campo elettromagnetico, in cui uno
dei due sia collegato a terra e l’altro no, può generare un flusso di corrente a terra attraverso
il punto di contatto. Ciò può provocare scosse o ustioni.

La direttiva relativa ai campi elettromagnetici specifica i LA per la corrente di contatto


miranti a evitare scosse dolorose. La persona che tocca l’oggetto può comunque percepire
l’interazione con le correnti di contatto al di sotto dei LA. Benché ciò non sia pericoloso
può essere comunque sgradevole; può essere ridotto al minimo seguendo i suggerimenti
contenuti nella sezione 9.4.8.

E.1.6 Effetti indiretti non specificati


È necessario prendere in considerazione anche qualsiasi altro effetto indiretto che potrebbe
verificarsi. Tra le interazioni da considerare ricordiamo:
156 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

a• l’interazione di campi con schermature o parti metalliche nell’ambiente di lavoro, che può
provocare riscaldamento e pericoli termici;

a• l’interazione di campi con l’elettronica e i sistemi di comando nel luogo di lavoro, che può
provocare interferenze e disfunzioni;

a• l’interazione di campi con oggetti o componenti metallici indossati o portati vicino al corpo;

a• l’interazione di campi con componenti o apparecchiature elettroniche indossate o portate


vicino al corpo.

E.2 Lavoratori particolarmente a rischio


La direttiva relativa ai campi elettromagnetici identifica quattro gruppi di lavoratori che
possono essere particolarmente sensibili ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici nel
luogo di lavoro:

a• lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili attivi (AIMD);

a• lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili passivi;

a• lavoratori con dispositivi medici portati sul corpo;

a• lavoratrici in gravidanza.

I datori di lavoro devono essere consapevoli anche della possibilità di rischi particolari per
gruppi di lavoratori ancora non specificati (cfr. la sezione E.2.5).

È possibile che tali lavoratori non siano adeguatamente protetti dai LA e dai VLE definiti
dalla direttiva. Qualora i datori di lavoro individuino rischi potenziali per questi gruppi
di lavoratori, si dovrebbero fornire informazioni nel quadro della formazione iniziale del
personale e delle informazioni da dare ai visitatori del sito. In tale contesto bisognerebbe
anche incoraggiare questi lavoratori a segnalare la propria situazioni ai responsabili del sito,
affinché si possa effettuare una valutazione specifica dei rischi.

E.2.1 Lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili


attivi (AIMD)
E.2.1.1 Contesto

Esistono molti dispositivi attivi impiantabili negli esseri umani a scopi medici. Tra questi
ricordiamo:

a• stimolatori cardiaci,

a• defibrillatori,

a• impianti cocleari,

a• impianti al tronco encefalico,

a• protesi dell’orecchio interno,

a• neurostimolatori,

a• pompe per l’infusione di farmaci,

a• codificatori della retina.

In generale i dispositivi dotati di connettori per collegarsi con il paziente a scopo sensoriale
o di stimolazione sono normalmente più sensibili alle interferenze di quelli non dotati
di connettori. I connettori infatti formano un circuito che può accoppiarsi con il campo
elettromagnetico. Anche tra i dispositivi dotati di connettori, la sensibilità può variare
Sezione 5 — Materiale di riferimento 157

a seconda della funzione e dei meccanismi. I dispositivi progettati per captare segnali
neurofisiologici all’interno del corpo sono probabilmente i più vulnerabili alle interferenze, in
quanto sono progettati per essere sensibili alle minime variazioni di tensione sui connettori.
L’interazione con i campi può facilmente generare tali variazioni di tensione, ma l’entità della
tensione indotta dipende da lunghezza, tipo e posizione dei connettori all’interno del corpo. In
generale i dispositivi dotati di un connettore singolo che possono formare un circuito effettivo
di grandi dimensioni si accoppieranno con forza nel campo mentre i dispositivi bipolari sono
di solito meno sensibili poiché formano circuiti effettivi molto più piccoli.
Gli stimolatori cardiaci di norma incorporano un interruttore reed (un tipo di interruttore
magnetico) che può essere attivato da forti campi magnetici per trasferire il dispositivo da
«modalità a richiesta» a «modalità di stimolazione». Alcuni AIMD sono progettati per captare
radiofrequenze o segnali accoppiati induttivamente a fini di programmazione, mentre altri,
come gli impianti cocleari, possono utilizzare gli accoppiamenti induttivi come parte della
normale funzione. Tutti questi dispositivi sono progettati per essere sensibili ai campi esterni
e di conseguenza sono vulnerabili a interferenze in presenza di campi specifici.
Dal 1o gennaio 1995 tutti gli AIMD immessi sul mercato nell’Unione europea devono
rispettare i requisiti essenziali della direttiva 90/385/CEE (modificata) per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati Membri relative ai dispositivi medici impiantabili attivi: tra
gli altri, il requisito che i dispositivi siano progettati e fabbricati in modo da eliminare o
ridurre al minimo i rischi connessi con condizioni ambientali ragionevolmente prevedibili, in
particolare quelli connessi con i campi magnetici, le influenze elettriche esterne, le scariche
elettrostatiche.
In pratica i fabbricanti ottengono la conformità ai requisiti essenziali della direttiva AIMD
fabbricando i propri prodotti nel rispetto di un’appropriata norma armonizzata. Tra le norme
armonizzate pertinenti si annoverano l’EN45502-1 e la serie EN45502-2-X di norme
particolari. I requisiti relativi all’immunità in queste norme derivano dai livelli di riferimento
specificati nella raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, senza però tener conto della
media temporale per i campi a radiofrequenza e ipotizzando che il dispositivo sia impiantato
secondo buone prassi mediche.

E.2.1.2 Guida alla valutazione

Approccio di base
Innanzi tutto occorre accertare quali apparecchiature e attività sono presenti nel luogo di lavoro,
e se ci siano lavoratori che indossano AIMD. È opportuno osservare che non tutti i lavoratori
dichiarano di indossare AIMD, e l’esperienza dimostra che fino al 50 % dei dipendenti tende a non
fornire questa informazione per timore che possa influire sul loro lavoro. Il datore di lavoro dovrà
tener conto di questa riluttanza al momento in cui richiede questo tipo di informazione.

Se sono presenti soltanto apparecchiature e attività elencate nella colonna 1 della tabella 3.2,
di norma non saranno necessarie altre azioni, a meno che non si identifichi un lavoratore con un
AIMD particolarmente vulnerabile (cfr. la parte successiva).

Se non è possibile identificare lavoratori portatori di AIMD, in genere non saranno necessarie
altre azioni, ma i datori di lavoro devono continuare a vigilare nell’eventualità che nuovi
lavoratori o visitatori indossino AIMD o che lavoratori già in loco siano portatori di AIMD.

Una volta identificati i lavoratori portatori di AIMD, il datore di lavoro deve raccogliere il
maggior numero di informazioni possibile a proposito dei dispositivi. Il lavoratore deve
collaborare in questo processo e, se possibile, occorre avvalersi dell’assistenza di un medico
del lavoro e/o del medico curante del lavoratore in questione.

Se il dispositivo indossato dal lavoratore è più vecchio o il lavoratore è stato avvertito che il suo
AIMD è stato applicato in modo tale che sarà particolarmente vulnerabile, sarà necessario effettuare
una valutazione specifica. Questa dovrebbe basarsi sulle caratteristiche note del dispositivo.

In gran parte delle altre situazioni dovrebbe essere possibile effettuare una valutazione
generale, come si afferma di seguito. Se da ciò risultasse che le normali attività lavorative
potrebbero dar luogo a una condizione pericolosa, la soluzione più semplice in genere sarà
adeguare la postazione di lavoro o le attività lavorative. Se questo si rivelasse difficile, il
datore di lavoro potrebbe decidere di effettuare una valutazione specifica.
158 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

AIMD più vecchi


Impianti attivi più vecchi, precedenti al 1o gennaio 1995, potrebbero non vantare la stessa
immunità alle interferenze da campi elettromagnetici dei dispositivi moderni. Non è chiaro
quanti di questi dispositivi più vecchi siano ancora in circolazione. Le batterie che alimentano
gli AIMD hanno una vita limitata e l’intero dispositivo e alcuni suoi elementi possono essere
sostituiti insieme alle batterie. Per esempio è prassi normale con gli stimolatori cardiaci sostituire
il generatore di impulsi insieme alle batterie, benché altri elementi come i connettori solitamente
rimangono al proprio posto. Gli stimolatori cardiaci costituiscono ancora la maggioranza degli
impianti e questo era certamente vero prima del 1995. È improbabile che sugli stimolatori
cardiaci più vecchi influiscano i campi magnetici statici inferiori a 0,5 mT, campi elettrici a bassa
frequenza inferiori a 2 kV/m, e campi magnetici a bassa frequenza inferiori a 20 µT.

Avvertenze speciali
Tutti i pazienti portatori di AIMD ricevono avvertenze generali per evitare situazioni
che possano generare interferenze. Queste avvertenze devono essere seguite, ma non
influiscono sulla valutazione dei rischi basata sull’approccio di valutazione generale riportato
in appresso. Occasionalmente tuttavia ci sono i motivi medici per impiantare l’AIMD in
una configurazione non standard o per utilizzare impostazioni non standard, il che può
giustificare avvertenze speciali. Questo può anche verificarsi a causa delle condizioni cliniche
del paziente. Se si ricevono avvertenze speciali, sarà necessario effettuare una valutazione
specifica.

Valutazione generale
L’approccio della valutazione generale segue quello previsto dall’EN50527-1 e si basa sui
requisiti relativi all’immunità delle norme armonizzate per gli AIMD. L’interferenza pertanto
non dovrebbe verificarsi a condizione che i campi, diversi dai campi magnetici statici, non
superino i valori istantanei dei livelli di riferimento della raccomandazione (1999/519/CE)
del Consiglio. L’AIMD deve inoltre rimanere esente dall’influenza dei campi magnetici statici
inferiori a 0,5 mT.

Valutazione specifica
In alcune situazioni potrebbe essere necessario effettuare una valutazione specifica. Ciò si
verificherà probabilmente quando:

a• i lavoratori sono portatori di AIMD più vecchi (cfr. sopra);

a• ai lavoratori sono state comunicate avvertenze speciali;

a• è difficile adeguare la postazione di lavoro o le attività lavorative per garantire che


l’esposizione non superi i livelli di riferimento di cui alla raccomandazione 1999/519/CE del
Consiglio.

Ulteriori informazioni sulle valutazioni specifiche sono contenute nell’allegato A dell’EN50527 1.


Altre linee guida sono reperibili nel documento dell’associazione dell’Assicurazione tedesca contro
gli infortuni BGI/GUV-I 5111.

E.2.2 Lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili


passivi
Vari impianti medici possono essere metallici. Tra questi si annoverano protesi articolari,
chiodi, piastre, viti, clip chirurgiche, clip per aneurisma, stent, protesi valvolari cardiache, anelli
per annuloplastica, impianti contraccettivi e casi di AIMD e otturazione dentali.

Se questi dispositivi sono fatti con materiali ferromagnetici, possono subire effetti di torsioni
e forze in presenza di forti campi magnetici statici. Dagli studi condotti finora non emergono
indicazioni che induzioni magnetiche statiche di 0,5 mT o inferiori esercitino effetti sufficienti
per creare pericoli per la salute (ICNIRP, 2009). Ciò è coerente con il LA specificato nella
direttiva relativa ai campi elettromagnetici per evitare interferenze con gli AIMD nei campi
magnetici statici.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 159

Nei campi variabili nel tempo, gli impianti metallici possono perturbare il campo elettrico
indotto nel corpo creando regioni localizzate di forti campi. Inoltre gli impianti metallici
potrebbero essere riscaldati induttivamente; le conseguenze sarebbero riscaldamento e
lesioni termiche dei tessuti circostanti. Alla fine ciò può causare il guasto dell’impianto.

Ci sono pochi dati su cui basare una valutazione dei rischi cui sono esposti coloro
che indossano impianti passivi. Un fattore da considerare è la frequenza dei campi
elettromagnetici poiché la penetrazione del campo nel corpo diminuisce all’aumentare della
frequenza, tanto che può esserci poca o nessuna interazione tra campi ad alta frequenza e
la maggior parte degli impianti, che sono collocati entro una massa di tessuto circostante.

Il riscaldamento induttivo sufficiente a provocare lesioni termiche ai tessuti circostanti


dipenderà dall’estrazione di una potenza sufficiente dal campo. Questo subirà l’influenza
delle dimensioni e della massa dell’impianto nonché della forza e della frequenza del
campo accessibile. Tuttavia, la conformità alla raccomandazione (1999/519/CE) del
Consiglio dovrebbe fornire un’adeguata protezione, mentre campi più forti potrebbero essere
giustificabili in alcune circostanze.

E.2.3 Lavoratori con dispositivi medici portati sul corpo


I dispositivi medici portati sul corpo rientrano nel campo di applicazione della direttiva
concernente i dispositivi medici (93/42/CEE modificata). Pertanto, in mancanza di informazioni
più specifiche, le considerazioni relative alla valutazione sono uguali a quelle dell’interferenza
con altre attrezzature mediche elettroniche di cui si è parlato nella sezione E.1.1.

Tuttavia in generale i dispositivi portati sul corpo non dovrebbero essere più sensibili degli
AIMD e i dispositivi che non sono programmati per captare parametri fisiologici potrebbero
essere meno sensibili di alcuni AIMD. Pertanto è sempre consigliabile contattare il
fabbricante per chiedere informazioni sull’immunità alle interferenze.

E.2.4 Lavoratrici in gravidanza


Sono stati segnalati effetti nocivi derivanti dall’esposizione materna a campi magnetici
a bassa frequenza. Nel complesso tuttavia le prove di un’associazione tra tali effetti e
l’esposizione a campi a bassa frequenza sono ritenute molto deboli (ICNIRP, 2010). Un
gruppo di esperti ha dichiarato che lo sviluppo del sistema nervoso in utero potrebbe essere
vulnerabile ai campi elettrici indotti variabili nel tempo (NRPB, 2004). Lo stesso gruppo ha
concluso che la limitazione dell’intensità dei campi elettrici indotti a circa 20 mV/m dovrebbe
fornire una protezione adeguata allo sviluppo del sistema nervoso in utero. È stato calcolato
che questo risultato è possibile rispettando i livelli di riferimento per i campi a bassa
frequenza specificati dalla raccomandazione (1999/519/CE) del Consiglio.

Vi sono prove inconfutabili che l’innalzamento della temperatura corporea della madre
influisce negativamente sull’esito della gravidanza, e che il sistema nervoso centrale,
apparentemente, è particolarmente vulnerabile. È stato concluso che la limitazione del
SAR mediato su tutto il corpo a 0,1 W/kg nelle donne in gravidanza dovrebbe fornire una
protezione adeguata (NRPB, 2004). Questa è simile al limite di base per l’esposizione alla
radiofrequenza di 0,08 W/kg specificato nella raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio.

Pertanto per gran parte dei datori di lavoro un approccio pragmatico sarebbe quello di
limitare l’esposizione delle lavoratrici in gravidanza, utilizzando i livelli di riferimento
contenuti nella raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio. Ciò dovrebbe fornire una
protezione adeguata sia alle alte che alle basse frequenze.

E.2.5 Lavoratori non specificati particolarmente a rischio


I datori di lavoro devono essere consapevoli che potrebbero esserci gruppi di lavoratori non
specificati particolarmente a rischio, come lavoratori che assumono farmaci particolari per
note patologie mediche.
160 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

APPENDICE F.
ORIENTAMENTI SULLA RISONANZA
MAGNETICA

La risonanza magnetica (RMI) è un’importante tecnologia medica divenuta essenziale per la


diagnosi e la cura e rappresenta un prezioso strumento per la ricerca medica. È una tecnica
ampiamente utilizzata nell’Unione europea con decine di milioni di scansioni ogni anno, e
comporta l’esposizione deliberata di pazienti o volontari a forti campi elettromagnetici per
generare immagini dettagliate tra cui la mappa del metabolismo cerebrale e la relativa
attività. Benché complementare ad altre tecnologie per immagini come la tomografia
computerizzata (TC), la RMI ha il vantaggio di non comportare l’esposizione a radiazioni
ionizzanti e di non avere noti effetti di lungo periodo sulla salute.

L’esposizione di pazienti e volontari a campi elettromagnetici nello scanner non rientra nel
campo di applicazione della direttiva relativa ai campi elettromagnetici. La distribuzione
del campo elettromagnetico nello scanner è dettata essenzialmente da considerazioni di
efficienza e qualità dell’immagine della scansione. Inoltre i fabbricanti cercano di ridurre
al minimo i campi di dispersione all’esterno dello scanner, riducendo così l’esposizione del
personale che lavora intorno all’apparecchiatura. I campi magnetici statici possono superare
i livelli di azione (LA) per gli effetti indiretti (cfr. il capitolo 6). Inoltre, in alcune circostanze,
i lavoratori potrebbero comunque essere esposti a campi superiori a un valore limite di
esposizione (VLE) (cfr. la tabella F1). Tuttavia la derivazione del VLE prevede un margine di
sicurezza, per cui l’esposizione superiore al VLE può non produrre effetti nei lavoratori. Viene
considerato sicuro esporre abitualmente pazienti e volontari a campi intensi all’interno di uno
scanner RMI (ICNIRP 2004, 2009).

Il valore dell’RMI come tecnologia essenziale nel settore sanitario è ampiamente riconosciuto
e l’articolo 10 della direttiva relativa ai campi elettromagnetici concede una deroga
condizionale all’obbligo di rispettare i valori limite di esposizione. Questi orientamenti sono
stati elaborati in consultazione con le parti interessate del settore RMI per offrire assistenza
pratica — in caso di necessità — ai datori di lavoro che devono ottenere la conformità a
queste condizioni. Gli operatori sanitari che offrono servizi RMI hanno accesso a esperti in
materia di radiografia, radiologia e fisica medica che dovrebbero essere tutti consultati per
ottenere la conformità. I fabbricanti e gli istituti di ricerca hanno a disposizione esperti con lo
stesso tipo di competenze e devono a loro volta consultarli.

F.1 Progettazione e costruzione di apparecchiature RMI


Gli scanner RMI sono progettati per generare un complesso ambiente elettromagnetico
all’interno della cavità dell’apparecchiatura, con tre componenti principali:

a• campi magnetici statici — la maggioranza dei sistemi usati in ambito clinico opera a 1,5
o 3 T, benché i sistemi aperti preferiti per procedure di intervento operino normalmente a
induzioni magnetiche inferiori (0,2-1 T); un ridotto numero di scanner a campo elevato —
usati essenzialmente a fini di ricerca — opera fino a 9,4 T;

a• campi magnetici gradiente a bassa frequenza — gli scanner usano tre gradienti ortogonali
che vengono accesi e spenti in rapida successione per generare informazioni posizionali
relative ai segnali RM misurati. Si tratta di forme d’onda pulsate complesse che variano
a seconda del tipo di scansione effettuata. Le forme d’onda pulsate equivalgono a
frequenze nella regione 0,5-5 kHz;

a• campi a radiofrequenza applicati alla frequenza Larmor, che dipende dalla


induzione magnetica statica (62-64 MHz e 123-128 MHz per scanner da 1,5 T
e rispettivamente 3 T).
Sezione 5 — Materiale di riferimento 161

Tabella F1 — Comparazione delle esposizioni dei lavoratori derivanti dalla RMI


con valori limite ed effetti che ne derivano

Esempio di esposizione dei Valori limite Effetti segnalati


lavoratori*
Campo magnetico statico

1,0 T, 1,5 T, 3,0 T, 7,0 T 2 T, 8 T Vertigini in assenza di movimento

< 2 m/s equivalente a <3 T/s 0,05 V/m (rms) (VLE relativi agli effetti Vertigini e nausea
0,3 V/m (pk) nel cervello oppure 2 V/m sensoriali)
(pk) nel corpo 0,8 V/m (rms) (VLE relativi agli effetti
sanitari)

Campi gradiente

100-1500 Hz 0,8 V/m (rms) Formicolio, dolore o contrazione


Limitate dai valori del sistema nervoso muscolare se vengono superati i limiti
periferico del paziente che corrispondono della modalità controllata per il sistema
a valori stimati per dB/dt e campi elettrici nervoso periferico.
indotti rms nel cervello e nel tronco I lavoratori RMI non hanno mai
In normali posizioni del paziente segnalato effetti sul sistema nervoso
< 40 T/s (rms) = 4 V/m nel cervello centrale; risultano segnalazioni dagli
< 40 T/s (rms) = 8 V/m nel tronco operatori TMS a valori > 500 T/s oppure
Nelle peggiori posizioni accessibili per i > 50 100 V/m
lavoratori in intervento
< 120 T/s (pk) = 8 V/m nel cervello
< 40 T/s (pk) = 2 V/m nel tronco

Campi a radiofrequenza

42, 64, 128, 300 MHz 0,4 W/kg Sensazioni di calore e sudore a
Il SAR riferito a tutto il corpo, limitato a < esposizioni > 2 W/kg
4 W/kg in isocentro, corrisponde a un SAR
riferito a tutto il corpo
< 0,4 W/kg per metà all’interno
< 0,1 W/kg all’apertura
* Dati forniti da COCIR. Ulteriori dati sull’esposizione dei lavoratori sono reperibili in Stam, 2014.

Tutti gli scanner RMI destinati alla diagnosi e/o alla terapia di esseri umani e immessi sul
mercato o messi in servizio nell’Unione europea a partire dal 30 giugno 2001 devono
rispettare i requisiti essenziali della direttiva concernente i dispositivi medici (93/42/CEE), tra
cui il requisito generale di non compromettere la sicurezza e la salute degli utilizzatori ed
eventualmente di terzi. I fabbricanti hanno l’obbligo di scegliere soluzioni di progettazione e
costruzione che tengano conto del progresso tecnologico ed eliminino o riducano i rischi nella
misura del possibile. Per aiutare i fabbricanti a ottenere la conformità ai requisiti essenziali
e su mandato della Commissione europea, il Comitato europeo di normazione elettrotecnica
(Cenelec) ha pubblicato una norma di prodotto per le apparecchiature di risonanza
magnetica destinate alla diagnosi medica (EN60601-2-33).

La versione attuale della norma EN60601-2-33 comprende l’obbligo per i fabbricanti


di fornire informazioni sulla distribuzione spaziale dei campi (informazioni normalmente
reperibili nei manuali degli scanner). Queste informazioni sono disponibili per tutti i sistemi
RM e dovrebbero servire a tutti i datori di lavoro per identificare le aree in cui i VLE possono
essere superati. Inoltre gli scanner devono fornire informazioni sull’output del gradiente e sul
tasso di assorbimento specifico di energia (SAR) a radiofrequenza prima di iniziare ciascuna
scansione. Gli scanner devono anche essere dotati di salvaguardie che proteggano dalle
esposizioni eccessive. È possibile che gli obblighi menzionati in questo paragrafo non si
applichino alle apparecchiature più vecchie (le cosiddette apparecchiature «ereditate»).
162 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

F.2 L’esposizione del lavoratore durante la RMI


nel settore sanitario
Gli scanner RMI sono progettati per generare campi forti ma rigorosamente controllati
all’interno della cavità dello scanner, riducendo al minimo i campi di dispersione all’esterno
della superficie occupata dall’apparecchiatura. Pertanto i campi si riducono molto
rapidamente con la distanza dall’apertura dello scanner, generando solitamente alti gradienti
spaziali del campo vicino allo scanner e campi assai più deboli a distanze maggiori. Le prove
disponibili fanno pensare che soltanto il lavoro all’interno della cavità dello scanner o nelle
immediate vicinanze dell’apertura genererà esposizioni superiori ai VLE.

Poiché l’esposizione dei lavoratori che non hanno bisogno di avvicinarsi all’apertura dello
scanner sarà sempre conforme, non è necessario valutarla. La valutazione dell’esposizione
per i lavoratori che devono avvicinarsi all’apertura o entrare nella cavità dello scanner sarà
complessa. Richiede infatti una conoscenza dettagliata della distribuzione spaziale dei campi
all’interno e all’esterno dello scanner oltre a una comprensione del modo in cui il personale
si muove in relazione allo scanner mentre svolge il proprio lavoro; ciò dipende molto da tipo
di mansioni da adempiere. Inoltre le valutazioni, in linea di principio, dovrebbero basarsi
su tecniche di modellizzazione numerica, per poter comparare direttamente le esposizioni
con i VLE. Queste valutazioni vanno al di là della capacità di gran parte delle istituzioni che
svolgono procedure di routine con la RMI.

Per fornire informazioni sulle esposizioni dei lavoratori derivanti da una serie di procedure
tipiche e diversi tipi di apparecchiature, la Commissione europea ha finanziato una
valutazione in quattro impianti di risonanza magnetica di paesi diversi. Questo progetto
dettagliato ha valutato i movimenti e le posizioni del personale durante le diverse procedure,
oltre alla mappatura dei campi e alla dosimetria computazionale (Capstick e al., 2008). I
risultati di questo studio e di altri precedenti (riveduti in Stam, 2008) sono di tipo informativo,
benché le conclusioni dettagliate debbano essere trattate con una certa cautela. I risultati
riguardano la precedente direttiva relativa ai campi elettromagnetici e utilizzano diverse
metriche di esposizione. Inoltre sono limitati a un numero relativamente ridotto di scanner e
di scenari di esposizione. Le analisi recenti dimostrano che i VLE possono essere superati in
alcune circostanze (Stam, 2014; McRobbie, 2012).

I dati relativi alle misurazioni per i campi gradiente devono essere trattati con particolare
cautela giacché in molti casi i livelli di azione dell’attuale direttiva relativa ai campi
elettromagnetici sono meno restrittivi di quelli discussi nei precedenti studi sull’esposizione.
In generale, la comparazione con i livelli di azione dà luogo a una prudente valutazione
relativa all’uso dei VLE, così che quest’ultima è preferibile, ma generalmente richiede una
certa esperienza in materia di dosimetria computazionale complessa.

F.2.1 Esposizione relativa ai VLE


F.2.1.1 Campi magnetici statici

Per tutti gli scanner a basso campo (che operano a meno di 2 T) e la maggioranza di
procedure di routine con scanner che operano al di sopra di 2 T, le esposizioni a campi
magnetici statici saranno conformi ai VLE sensoriali. Per tutte le altre procedure che
utilizzano scanner che operano fino a 8 T, le esposizioni a campi magnetici statici saranno
conformi ai VLE relativi a effetti sanitari.

F.2.1.2 Movimento attraverso campi magnetici statici

Il movimento attraverso i forti campi magnetici statici prodotti da scanner RMI induce
nei tessuti del corpo campi elettrici che possono superare i VLE specificati nella direttiva
relativa ai campi elettromagnetici. A velocità di movimento normali, questo avviene soltanto
nella cavità dello scanner e a breve distanza dall’apertura (generalmente a non più di 1
m sulla base delle informazioni disponibili). Si tratta di un problema particolare durante la
preparazione del paziente, che può comportare complessi movimenti rotatori della testa
dell’operatore.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 163

F.2.1.3 Campi gradiente

Per la maggioranza delle procedure di routine l’esposizione al campo gradiente non supererà
né i VLE relativi agli effetti sensoriali né i VLE relativi agli effetti sanitari. Tuttavia, per una
numero abbastanza limitato di procedure, se i lavoratori devono avvicinarsi all’apertura
dello scanner (normalmente a meno di 1 m), potrebbe verificarsi il superamento del VLE,
mentre per un numero assai ridotto i VLE probabilmente saranno superati, soprattutto se il
lavoratore dovrà piegarsi nello scanner. Le esposizioni effettive dipenderanno da una serie di
fattori, tra cui il numero di gradienti simultaneamente attivi e le caratteristiche del gradiente;
con l’imaging ad alta velocità che solitamente genera esposizioni superiori. La tabella F2
illustra esempi di procedure che rientrano in ciascuna categoria.

F.2.1.4 Campi a radiofrequenza

I VLE a radiofrequenza sono mediati nel tempo su un periodo di sei minuti e le esposizioni
saranno generalmente conformi quando un lavoratore deve piegarsi in uno scanner (per
esempio per monitorare un paziente), a condizione che questo duri soltanto pochi minuti.
Spesso anche esposizioni più lunghe sono conformi.

F.3 Deroga in materia di RMI


Il valore della RMI come tecnologia essenziale nel settore sanitario è ampiamente
riconosciuto e l’articolo 10 della direttiva EMF concede una deroga non discrezionale, ma
condizionale, all’obbligo di rispettare i valori limite di esposizione. La deroga si applica alle
esposizioni dei lavoratori connesse all’installazione, al controllo, all’uso, allo sviluppo e alla
manutenzione degli apparecchi per la risonanza magnetica (RMI) o alla ricerca correlata
purché siano soddisfatte le condizioni seguenti:

i) la valutazione del rischio effettuata conformemente all’articolo 4 ha dimostrato che i


VLE sono superati;

ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate tutte le misure tecniche e/o
organizzative;

iii) le circostanze giustificano debitamente il superamento del VLE;

iv) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro, delle attrezzature di lavoro o
delle procedure di lavoro;

v) il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono sempre protetti dagli effetti nocivi
per la salute e dai rischi per la sicurezza, assicurando in particolare che siano seguite
le istruzioni per l’uso in condizioni di sicurezza fornite dal fabbricante ai sensi della
direttiva 93/42/CEE del Consiglio concernente i dispositivi medici.
164 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

Tabella F2 — Rischio di superamento dei VLE rilevanti relativi all’esposizione


al campo gradiente durante diverse indagini RMI

Rischio di Procedura
supera-
mento dei
VLE
Alto Collocamento del guidafilo (scansione in tempo reale)
Tecniche di intervento come la RMI cardiovascolare interventistica
RMI funzionale (stimolazione fisica del paziente all’interno dello scanner)
Aggiustamento degli elettrodi dell’EEG (attività di ricerca)

Medio Anestesia generale (stretto monitoraggio delle condizioni del paziente durante
la scansione)
Test cardiaco sotto sforzo (stretto monitoraggio delle condizioni del paziente
durante la scansione)
Pulizia /controllo delle infezioni all’interno dello scanner (nessuna scansione)
Sostegno psicologico al bambino durante la scansione (l’operatore rimane
all’esterno dello scanner ma entro 1 m dall’apertura)

Basso Scansioni di routine (il personale non è presente nella stanza dello scanner)
Biopsia (il paziente non è nello scanner/nessuna scansione)
Somministrazione manuale dell’agente di contrasto (nessuna scansione)

Occorre osservare che la deroga si applica soltanto in relazione ai VLE, allo scopo di
prevenire gli effetti diretti dei campi elettromagnetici sugli esseri umani. Altri pericoli possono
insorgere dal funzionamento di apparecchiature RMI che potrebbero dar luogo a rischi per
la sicurezza con esiti potenzialmente gravi. Gli operatori devono garantire che questi siano
gestiti in maniera adeguata. Questi altri pericoli possono includere interferenze con:

a• dispositivi medici impiantabili attivi o passivi,

a• dispositivi medici portati sul corpo,

a• attrezzature mediche elettroniche,

a• impianti medici o cosmetici.

Altri pericoli comprendono inoltre:

a• rischio propulsivo derivante dal movimento di materiali ferromagnetici in un forte campo


magnetico,

a• rumore,

a• elio liquido.

F.4 Rispettare le condizioni della deroga


Questa sezione offre orientamenti ai datori di lavoro per valutare la loro conformità alle
condizioni della deroga.

F.4.1 Valutazioni del rischio per determinare l’eventuale


superamento dei VLE
Il capitolo 5 offre orientamenti specifici sulla valutazione dei rischi nell’ambito della direttiva
relativa ai campi elettromagnetici. L’apparecchiatura per la risonanza magnetica si avvale di
campi forti per produrre immagini e pertanto c’è spesso il rischi di un superamento dei VLE.
Tuttavia, generalmente l’intensità di campo elettrico supererà i VLE soltanto all’interno dello
scanner o molto vicino all’apertura (cfr. la sezione F.1) e la maggior parte delle procedure
Sezione 5 — Materiale di riferimento 165

RMI (secondo le stime il 97 % circa) non prevede la presenza di personale in queste posizioni
durante la scansione.

Poiché la valutazione delle esposizioni generalmente va al di là della capacità di gran parte


delle istituzioni che svolgono procedure di routine con la RMI, è accettabile fare riferimento
ai dati pubblicati e alle informazioni disponibili sull’esposizione prevista di cui sono corredati
i sistemi di scanner.

Per valutare il rischio sarà fondamentale determinare se il personale deve accedere alle aree in
cui i VLE possono essere superati (solitamente entro 1 m dall’apertura). Durante le operazioni di
routine e la cura del paziente, gli operatori vi accedono, ma solitamente non quando il sistema
effettua la scansione. Se il personale deve avvicinarsi entro 1 m dall’apertura, i movimenti lenti
dovrebbero essere sufficienti a mantenere i campi elettrici indotti dal movimento al di sotto dei
VLE rilevanti. L’esame della tabella F2 e dei dati sull’esposizione pubblicati (cfr. la sezione F.2)
dovrebbe aiutare i datori di lavoro a decidere quali possibili procedure potrebbero dar luogo a
esposizioni — derivanti dai campi gradiente — che superino i VLE.

Se possibile il personale deve evitare di accedere alla cavità dello scanner (cfr. la sezione
F6.4). Si noti tuttavia che quando il personale deve accedere alla cavità dello scanner per
attività quali il controllo delle infezioni, i campi gradiente e i campi a radiofrequenza sono
disabilitati, per cui è necessario considerare soltanto le esposizioni derivanti dal campo
magnetico statico. Come si è detto nella sezione F.2, per gli scanner che operano con
induzioni magnetiche fino a 8 T, i VLE relativi agli effetti sanitari non saranno superati. Se si
adottano misure per informare i lavoratori e scongiurare rischi per la sicurezza, è accettabile
superare temporaneamente i VLE relativi agli effetti sensoriali.

F.4.2 Applicazione di misure tecniche e organizzative


che rispecchino lo stato dell’arte
F.4.2.1 Misure tecniche

Le misure tecniche destinate a limitare i campi all’interno della cavità dello scanner sono
inerenti alla sua progettazione e costruzione, insieme alle modalità operative tese a limitare
l’output. I fabbricanti sviluppano e migliorano continuamente le proprie apparecchiature,
ivi comprese le misure tese a limitare i campi per garantire il rispetto delle prescrizioni
sancite dalla direttiva concernente i dispositivi medici. Sulla base di queste prescrizioni
di conformità, al momento della fabbricazione e dell’installazione, le misure tecniche
incorporate negli scanner rappresentano lo stato dell’arte. La modifica di post-installazione
dell’apparecchiatura di RM sarebbe tecnicamente complessa e di solito richiederebbe una
rivalutazione per quanto riguarda la conformità alla direttiva concernente i dispositivi medici,
che generalmente va al di là della capacità delle istituzioni operative.

In linea di principio sarebbe possibile scegliere parametri operativi (come le caratteristiche


del gradiente o l’intensità del campo a radiofrequenza) per ridurre le esposizioni quando il
personale dev’essere presente nella cavità o vicino all’apertura dello scanner. In pratica tuttavia
la selezione dei parametri operativi dello scanner è regolata essenzialmente da esigenze e
procedure cliniche che comportano che il personale debba piegarsi nello scanner (per esempio
procedure di intervento); spesso si tratterà di procedure che richiedono scansioni veloci con
conseguenti alte esposizioni. È pertanto improbabile che vi sia un sufficiente margine di
manovra per ridurre le esposizioni mediante questo approccio, ma laddove possibile, i radiografi
devono selezionare scansioni più lente ed esposizioni derivanti da radiofrequenze inferiori se
è probabile che il personale si avvicini allo scanner. Tuttavia, la selezione delle impostazioni
corrette per lo scanner deve sempre avvenire alla luce di criteri clinici.

F.4.2.2 Misure organizzative

I datori di lavoro che operano gli scanner RMI devono seguire le raccomandazioni fornite
nelle sezioni F5 e F6 qui di seguito.
166 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

F.4.3 Circostanze che giustificano debitamente


il superamento dei VLE
Le circostanze che giustificano debitamente il superamento dei VLE dipendono da particolari
applicazioni. Per la diagnosi e il trattamento, la necessità di effettuare particolari procedure
sarà sempre una questione di pertinenza clinica. Laddove le procedure coinvolgano lavoratori
che accedono all’area intorno all’apertura identificata sulla pianta (cfr. la seguente sezione
F5.3), il datore di lavoro deve consultare i professionisti sanitari competenti per vedere se
esistono altri mezzi accettabili per raggiungere lo scopo auspicato, tenendo conto delle
esigenze cliniche e della sicurezza del paziente.

I fabbricanti devono tener conto di simili considerazioni al momento di organizzare il proprio


lavoro, soprattutto della necessità di garantire che l’apparecchiatura generi immagini della
qualità adeguata all’uso clinico. Gli istituti di ricerca devono seguire un processo analogo a
quello adottato nelle cure dirette dei pazienti, tenendo conto della qualità dei dati ottenuti e
della sicurezza dei volontari.

F.4.4 Caratteristiche del luogo di lavoro, delle


apparecchiature di lavoro o delle prassi lavorative
I datori di lavoro devono osservare il contenuto della precedente sezione F1 e seguire le
raccomandazioni fornite nelle seguenti sezioni F5 e F6.

F.4.5 Protezione dei lavoratori e uso sicuro


Come risulta dalla sezione F.1, le apparecchiature RMI conformi alla norma EN60601-2-33
incorporano misure di salvaguardia per proteggere da esposizioni eccessive. Tuttavia, se
vengono superati i VLE vi è il rischio che i lavoratori più sensibili ai campi possano subirne gli
effetti. Per questo motivo è importante che i lavoratori cui viene richiesto di accedere all’area
ad accesso controllato (cfr. la sezione F5.1) ricevano informazioni sulle possibili conseguenze
dell’esposizione, per poterle riconoscere qualora si verifichino e adottare le azioni necessarie
a limitare l’esposizione in maniera adeguata. Tutti questi eventi devono essere segnalati al
direttore dell’unità o alla persona responsabile che deve adottare le azioni adeguate.

Gli scanner RMI sono componenti complesse e altamente tecniche dell’apparecchiatura


medica o di ricerca e gli operatori ricevono una formazione molto ampia. Le apparecchiature
incorporano numerosi sistemi di sicurezza che comprendono misure di salvaguardia per
proteggere da esposizioni eccessive, nonché sistemi di allarme automatici. Dal momento
che i datori di lavoro dispongono di sistemi per garantire che gli operatori utilizzino le
apparecchiature secondo le istruzioni del fabbricante e prestino attenzione ai sistemi di
allarme automatici, l’apparecchiatura dovrebbe essere sicura per i pazienti e i lavoratori ai
sensi della direttiva concernente i dispositivi medici (93/42/CEE).

F.4.6 Lavoratrici in gravidanza


Quando una lavoratrice annuncia di essere incinta, il datore di lavoro deve rivedere la
propria valutazione dei rischi per accertare che sia adatta allo scopo. Se occorre apportare
alcuni cambiamenti, è necessario effettuare una valutazione dei rischi specifica. Ulteriori
orientamenti sono contenuti nel capitolo 5 e nell’appendice E della presente guida.

F.5 Organizzazione dell’impianto RMI


Le istituzioni possono ridurre al minimo l’esposizione del lavoratore adottando un approccio
articolato all’organizzazione degli impianti RMI e in particolare suddividendo l’area a seconda
dell’entità dei campi che probabilmente si incontreranno. Ciò facilita la restrizione di accesso
Sezione 5 — Materiale di riferimento 167

alle aree in cui il rischio di esposizione superiore ai VLE è più alto. In generale gran parte
degli impianti RMI è dotata già di un sistema di restrizioni di accesso basato su altri pericoli
(cfr. l’elenco a punti contenuto nella sezione F.3). L’approccio descritto di seguito si basa sulle
proposte di buone prassi pubblicate altrove e sviluppa gli approcci esistenti nel contesto
della direttiva EMF.

F.5.1 Area ad accesso controllato


L’EN60601-2-33 definisce il concetto di area ad accesso controllato e specifica che un’area
di questo tipo sarà necessaria per qualsiasi apparecchiatura RMI che generi un campo di
dispersione superiore a 0,5 mT all’esterno della sua copertura fissata in modo permanente,
o che non sia conforme al livello di interferenza elettromagnetica specificato dalla norma
EN60601-1-2. Di conseguenza la designazione di «Area ad accesso controllato» è già una
pratica corrente nel settore sanitario.

Nell’area ad accesso controllato esiste un rischio di interferenza con i dispositivi medici


impiantabili attivi e altre apparecchiature mediche. Ci sono anche rischi di attrazione dei
materiali ferromagnetici o di torsioni su tali materiali.

L’accesso all’area dovrà essere soggetto a restrizioni, possibilmente tramite una porta ad
accesso controllato, indicata con segnalazioni appropriate. Saranno necessarie disposizioni
organizzative per controllare l’accesso all’area (cfr. la seguente sezione F6).

F.5.2 Locale dello scanner


L’accesso al locale dello scanner dev’essere limitato ai lavoratori che devono essere presenti
per esigenze operative. Coloro che accedono al locale vi possono rimanere soltanto per il
periodo necessario all’adempimento delle proprie mansioni.

Il gradiente spaziale del campo magnetico è al suo livello massimo nell’area più prossima
all’apertura dello scanner. I campi gradiente in quest’area possono essere così forti da creare
un rischio di superamento dei VLE durante il funzionamento dello scanner. Quest’area pertanto
dev’essere identificata su una pianta esposta nel locale dello scanner. L’area identificata
sarà definita in base al campo più restrittivo tra il campo a gradiente spaziale e quello a
gradiente commutato, solitamente su indicazione del fabbricante. Qualora queste specifiche
informazioni non siano disponibili (se si tratta di un vecchio scanner, per esempio) si dovrebbe
di default identificare un’area entro un raggio di 1 m dall’apertura (misurato dall’asse centrale)
che dovrebbe essere adeguata. La pianta dovrebbe avvertire i lavoratori sui principali rischi
cui sono esposti quando lavorano in quest’area. I lavoratori non devono accedere all’area
identificata a meno che non sia necessario per l’adempimento delle loro mansioni, e non
devono rimanere nell’area più a lungo del necessario. Il personale che deve accedere all’area
identificata deve muoversi con sufficiente lentezza per evitare gli effetti nocivi.

F.5.3 Struttura del locale dello scanner


Il locale dello scanner dev’essere progettato in modo da evitare, per quanto possibile, che
il personale debba lavorare in prossimità dell’apparecchiatura. Pertanto le apparecchiature
per l’anestesia e le altre apparecchiature trasportabili devono essere collocate il più
lontano possibile dallo scanner, a condizione che ciò sia compatibile con le buone prassi
mediche. Allo stesso modo, la somministrazione di farmaci e agenti di contrasto dev’essere
automatizzata, se possibile, anche se ciò potrebbe non essere sempre una procedura sicura:
occorre seguire il parere medico. L’infusione manuale è spesso considerata un’alternativa
più sicura per i pazienti giovani o molto malati, ma la decisione spetta sempre al
personale medico.
168 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

F.6 Organizzazione del lavoro

F.6.1 Area ad accesso controllato


All’area ad accesso controllato si applicano disposizioni organizzative appropriate che
devono essere documentate. Un membro del personale in posizione gerarchica superiore,
come il tecnico di radiologia responsabile, è responsabile della supervisione diretta delle
attività lavorative nell’area.

Il personale medico e i visitatori che si trovano nell’area ad accesso controllato devono


essere soggetti alla supervisione continua di un lavoratore RM.

Un elemento fondamentale delle disposizioni sarà lo screening per l’identificazione dei


soggetti a rischio per la presenza di impianti attivi o passivi, o di altri fattori di rischio come
body piercing o tatuaggi ad alto contenuto di ferro. Si tratta in pratica degli stessi criteri di
screening utilizzati per i pazienti e gli operatori.

Occorre prevedere anche disposizioni per il controllo dell’accesso al di fuori del normale
orario di lavoro (per esempio l’accesso del personale di pulizia, di sicurezza, dei vigili del
fuoco e del personale addetto alla manutenzione dell’edificio).

Lo screening dovrà estendersi anche agli oggetti introdotti nell’area per garantire che gli
articoli ferromagnetici siano contrassegnati con la dicitura «idoneo per la RM» (MR Safe)
o «compatibile con la RM a determinate condizioni» (MR Conditional) a seconda dei casi.
Il controllo deve avvenire in base alle procedure locali.

F.6.2 Formazione del personale


I membri del personale che devono lavorare nell’area ad accesso controllato devono seguire
una formazione sulla sicurezza in relazione alle apparecchiature RMI. La formazione deve
riguardare:

a• i possibili effetti del movimento in un forte campo magnetico statico;

a• gli effetti dei gradienti di campo commutati potenti;

a• gli effetti dei campi a radiofrequenza;

a• il rischio propulsivo di oggetti derivante dall’attrazione di materiali ferromagnetici e rischi


di torsioni su tali materiali;

a• il rischio di interferenza con i dispositivi medici impiantabili attivi;

a• il rischio di interferenza con apparecchiature mediche elettroniche;

a• l’importanza delle restrizioni di accesso e dello screening di persone od oggetti che


accedono all’area ad accesso controllato;

a• l’importanza di muoversi lentamente intorno allo scanner e al suo interno;

a• la distribuzione spaziale dei campi intorno allo scanner;

a• altri pericoli, tra cui il rumore e i gas criogenici;

a• le procedure di evacuazione nel caso dello spegnimento anomalo di un magnete


superconduttore;

a• la procedure nelle situazioni di emergenza.

Di norma la formazione dev’essere adattata all’impianto specifico e quindi fornita all’interno


dell’azienda da persone che possiedono le conoscenze e l’esperienza adeguate. Gli organismi
professionali europei competenti probabilmente saranno chiamati a fornire ulteriori
orientamenti sui bisogni formativi.
Sezione 5 — Materiale di riferimento 169

Se altri lavoratori, come i membri del personale di pulizia, di sicurezza, dei vigili del fuoco e
del personale addetto alla manutenzione dell’edificio devono accedere all’area ad accesso
controllato, dovranno ricevere un’adeguata formazione di sensibilizzazione per quanto
riguarda le aree cui devono accedere, anche se non così dettagliata come quella destinata al
personale RM.

F.6.3 Locale dello scanner


Il personale che deve accedere all’area intorno all’apertura identificata sulla pianta dovrà
muoversi con sufficiente lentezza affinché gli effetti transitori siano accettabili. Sulla
restrizione del movimento in campi magnetici statici sono stati pubblicati orientamenti
aggiuntivi (ICNIRP, 2014) che vengono trattai più in dettaglio nella sezione D.4. Il personale
dovrà essere consapevole degli effetti dei campi a gradiente e di quanto sia importante non
avvicinarsi all’interno dell’area identificata sulla pianta, se non è indispensabile ai fini della
procedura svolta; il personale inoltre non dovrà rimanere nell’area più a lungo del necessario.

In caso di scansione attiva con la presenza di lavoratori vicino o all’interno del cilindro, questi
possono subire gli effetti della stimolazione dei nervi periferici. Gli scanner moderni sono progettati
in modo da limitare la stimolazione dei nervi periferici per la maggior parte delle persone, ma
gli individui più sensibili possono comunque subire alcuni effetti e devono conoscere i sintomi in
modo da poter adottare le azioni necessarie a limitare tali effetti. Se i lavoratori avvertono degli
effetti derivanti dall’esposizione, questi devono essere segnalati ai dirigenti dell’impianto che, se
necessario, dovranno aggiornare la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione.

Gli effetti diretti sui lavoratori potrebbero generare rischi per la sicurezza di altri. Per esempio
le vertigini o i disturbi visivi subiti dai lavoratori in seguito a un movimento rapido attraverso
un campo statico potrebbero influire sulla capacità di fornire cure appropriate al paziente.

F.6.4 Accesso allo scanner


Il personale deve ricevere istruzioni di non entrare nella cavità dello scanner a meno che non
sia assolutamente necessario. L’ingresso nella cavità dello scanner, per esempio per pulirlo o
per offrire sostegno psicologico al paziente, dev’essere ridotto al minimo necessario per portare
a termine la mansione. Il personale deve chiedersi se la procedura sia necessaria o se sia
possibile raggiungere lo stesso obiettivo senza entrare. Il personale che non conosce gli effetti
del movimento in forti campi magnetici statici può essere esposto a un rischio più elevato.

In molti casi approcci semplici come il controllo a distanza (per esempio utilizzando uno
specchio) possono essere utilizzati per il monitoraggio dei pazienti durante le scansioni
o l’ispezione della cavità dello scanner. Allo stesso modo strumenti con manici lunghi
potrebbero essere adatti per alcune procedure di pulizia. L’uso ragionevole di questi approcci
ridurrà al minimo la necessità che questi lavoratori entrino nello scanner.

Se è indispensabile che il personale entri nello scanner, i campi gradiente e a radiofrequenza


devono essere disabilitati, a meno che non siano strettamente necessari. Se i campi
gradiente sono necessari devono, se possibile, essere limitati a un unico gradiente e a una
lenta velocità di acquisizione di scansioni per limitare l’entità delle esposizioni. Allo stesso
modo, se sono necessari campi a radiofrequenza, devono essere tenuti alla potenza minima
necessaria per raggiungere l’obiettivo.

F.7 La RMI nell’ambiente della ricerca


È noto che nell’ambiente della ricerca il lavoro è meno di routine e necessariamente il lavoratore
opera più vicino allo scanner. Tuttavia, in generale dovrebbe essere possibile seguire i principi
generali delineati in precedenza per la scansione dei pazienti adeguandoli, se necessario, al
fine di soddisfare le prescrizioni specifiche della ricerca. Consigli dettagliati sul funzionamento
in condizioni di sicurezza della RMI nell’ambiente della ricerca sono stati elaborati dalla
International Society of Magnetic Resonance in Medicine (Calamante e al., 2014).
170 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

APPENDICE G.
DISPOSIZIONI DI ALTRI TESTI
DELL’UNIONE EUROPEA

G.1 Base giuridica della legislazione europea


Il diritto europeo è fondato su tre trattati fondamentali:

a• il trattato sull’Unione europea (TUE);

a• il trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE);

a• il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica.

Il TFUE (precedentemente noto come trattato di Roma) fornisce la base legislativa delle
direttive discusse di seguito.

G.2 Direttive in materia di sicurezza e salute


Il TFUE fissa l’obiettivo di fissa l’obiettivo di promuovere il miglioramento dell’ambiente di
lavoro, per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori. Per favorire il raggiungimento di
questo obiettivo, prevede l’introduzione di direttive che fissino prescrizioni minime.

G.2.1 Direttiva quadro


Nel 1989 è stata introdotta in questo settore, come direttiva generale, la direttiva quadro
(89/391/CEE). La direttiva quadro fissa i principi generali di prevenzione e protezione dei
lavoratori in relazione agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali. Impone alcuni
obblighi ai datori di lavoro in relazione a:

a• valutazione dei rischi (cfr. il capitolo 5);

a• prevenzione dei rischi (cfr. il capitolo 9);

a• disposizioni in materia di pronto soccorso, lotta antincendio, evacuazione dei lavoratori e


azioni nel caso di pericolo grave e immediato;

a• tenere elenchi degli infortuni;

a• informazione, partecipazione e formazione dei lavoratori;

a• sorveglianza sanitaria secondo gli usi e le prassi nazionali;

a• protezione dei gruppi particolarmente a rischio.

La direttiva quadro impone inoltre alcuni obblighi ai lavoratori, per:

a• utilizzare in modo corretto le attrezzature, le sostanze e l’attrezzatura di protezione


individuale;

a• segnalare immediatamente al datore di lavoro qualsiasi situazione che possa costituire un


pericolo grave e immediato così come qualsiasi difetto rilevato nei sistemi di protezione;

a• contribuire assieme al datore di lavoro all’attuazione delle misure in materia di protezione


della sicurezza e della salute.

La direttiva quadro prevede l’introduzione di singole direttive, che forniscono ulteriori dettagli
sul modo per raggiungere gli obiettivi della direttiva quadro in situazioni specifiche. La direttiva
Sezione 5 — Materiale di riferimento 171

relativa ai campi elettromagnetici è soltanto una delle molte direttive che integrano le
prescrizioni generali della direttiva quadro. Alcune di queste altre direttive potrebbero avere una
certa rilevanza per le attività con i campi elettromagnetici e sono brevemente trattate di seguito.
Per informazioni definitive su una qualsiasi di queste direttive, si prega di fare riferimento alle
direttive stesse, alla legislazione attuativa nazionale e a qualsiasi guida ufficiale reperibile.

G.2.2 Direttiva relativa ai requisiti minimi di sicurezza


e di salute per l’uso delle attrezzature di lavoro
da parte dei lavoratori durante il lavoro
La direttiva relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso delle attrezzature
di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro (2009/104/CE) obbliga i datori di lavoro
a garantire che le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori siano sicure e
adeguate al luogo di lavoro in cui devono essere usate. La direttiva inoltre impone ai datori
di lavoro l’obbligo di garantire il mantenimento in buone condizioni delle attrezzature di
lavoro affinché durante il loro uso esse rimangano a un livello tale da soddisfare i requisiti
previsti. Il datore di lavoro deve effettuare verifiche e/o collaudi al fine di assicurarne
l’installazione corretta e il buon funzionamento, e deve metterne a verbale i risultati.

Quando l’uso di una determinata attrezzatura di lavoro può presentare rischi specifici, il datore
di lavoro prende le misure necessarie affinché l’uso dell’attrezzatura di lavoro sia riservato
ai lavoratori all’uopo incaricati e in caso di riparazione, trasformazione o manutenzione, i
lavoratori interessati siano qualificati in maniera specifica per svolgere detti compiti.

I datori di lavoro provvedono affinché i lavoratori dispongano di informazioni relative alle


condizioni di impiego delle attrezzature di lavoro, alle situazioni anormali prevedibili e ai
rischi cui sono esposti. I lavoratori devono ricevere una formazione adeguata.

G.2.3 Direttiva relativa alle prescrizioni minime di sicurezza


e di salute per i luoghi di lavoro
La direttiva 89/654/CEE relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi
di lavoro obbliga i datori di lavoro a offrire un luogo di lavoro sicuro, pulito e soggetto a
regolare manutenzione.

G.2.4 Direttiva recante le prescrizioni minime per la


segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro
Ai sensi della direttiva 92/58/CEE recante le prescrizioni minime per la segnaletica di
sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro, il datore di lavoro deve prevedere l’esistenza
di una segnaletica di sicurezza e/o di salute quando i rischi non possono essere evitati o
limitati. I lavoratori e i loro rappresentanti devono ricevere istruzioni in merito al significato
della segnaletica e alle azioni da adottare allorché la segnaletica è esposta.

Le prescrizioni minime per la segnaletica sono riportate dettagliatamente negli allegati alla
direttiva.

G.2.5 Direttiva concernente l’attuazione di misure volte


a promuovere il miglioramento della sicurezza
e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti,
puerpere o in periodo di allattamento
Ai sensi della direttiva 92/85/CEE concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il
miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere
o in periodo di allattamento, i datori di lavoro devono valutare i rischi per la salute e la
sicurezza derivanti dall’esposizione a una serie di agenti fisici, biologici e chimici, comprese
le radiazioni non ionizzanti. Le lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento e
172 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

le lavoratrici che potrebbero trovarsi in una di queste situazioni sono informate dei risultati
della valutazione e di tutte le misure da adottare. Qualora i risultati della valutazione
segnalino l’esistenza rischi, il datore di lavoro deve evitarli modificando le condizioni di
lavoro, assegnando la lavoratrice in questione ad altre mansioni o dispensandola dal lavoro.

La direttiva inoltre accorda tutela alle lavoratrici in gravidanza, in base all’indicazione


medica, affinché queste non siano obbligate a svolgere un lavoro notturno, concede il diritto
al congedo di maternità e garantisce protezione dal licenziamento connesso alla gravidanza
o al congedo di maternità.

G.2.6 Direttiva relativa alla protezione dei giovani sul lavoro


La direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro istituisce un sistema
di protezione per tutte le persone di età inferiore a 18 anni. Fatte salve alcune eccezioni,
gli Stati membri devono vietare il lavoro dei bambini soggetti a obblighi scolastici a tempo
pieno (e in ogni caso che non abbiano ancora compiuto 15 anni).

I datori di lavoro devono effettuare una valutazione dei rischi che tenga conto in modo
particolare dei rischi dovuti a mancanza di esperienza, assenza di consapevolezza dei rischi
esistenti o virtuali e al fatto che lo sviluppo dei giovani non è ancora completato. I datori
di lavoro devono attuare le misure necessarie per la protezione della sicurezza e della
salute dei giovani. La valutazione deve essere effettuata prima che i giovani comincino il
loro lavoro e ad ogni modifica di rilievo delle condizioni di lavoro. I giovani lavoratori e i loro
rappresentanti devono essere informati dell’esito della valutazione e delle misure adottate.

G.2.7 Direttiva relativa alle prescrizioni minime in materia di


sicurezza e salute per l’uso da parte dei lavoratori di
attrezzature di protezione individuale durante il lavoro
Ai sensi della direttiva (89/656/CEE) relativa alle prescrizioni minime in materia di sicurezza
e salute per l’uso da parte dei lavoratori di attrezzature di protezione individuale durante il
lavoro, i datori di lavoro devono garantire che le attrezzature di protezione individuale siano
impiegate quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente evitati da mezzi
tecnici od organizzativi. Le attrezzature di protezione individuale devono essere conformi alle
disposizioni dell’UE in materia di progettazione e costruzione e devono:

a• essere adeguate ai rischi, senza comportare di per sé un rischio maggiore;

a• rispondere alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;

a• tener conto delle esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore;

a• poter essere adattate, a seconda della necessità, all’utilizzatore.

Le attrezzature di protezione individuale debbono essere fornite a titolo gratuito ai lavoratori,


assicurandone il buon funzionamento e le condizioni igieniche. Il datore di lavoro deve
effettuare una valutazione per accertarne l’idoneità e, se necessario, la compatibilità con le
altre attrezzature di protezione individuale.

I lavoratori devono essere adeguatamente formati nell’uso di qualsiasi attrezzatura di


protezione individuale loro assegnata.

G.3 Direttive sui prodotti


Il TFUE vieta restrizioni quantitative sul commercio tra gli Stati membri dell’Unione europea
o misure che abbiano simili effetti. La giurisprudenza ha stabilito che le restrizioni alla libera
circolazione dei prodotti nell’Unione europea possono essere giustificate soltanto sulla base
della non conformità a «requisiti essenziali». Questo a sua volta ha indotto la necessità di
definire l’espressione «requisiti essenziali» e a standardizzare la valutazione di conformità.

Tali questioni sono state inizialmente affrontare con l’adozione del nuovo approccio alla
regolamentazione dei prodotti, che ha sancito i seguenti principi:
Sezione 5 — Materiale di riferimento 173

a• l’armonizzazione legislativa dovrebbe limitarsi ai requisiti essenziali che i prodotti immessi


sul mercato UE devono soddisfare per beneficiare della libera circolazione all’interno
dell’UE;

a• le specifiche tecniche dei prodotti che rispettano i requisiti essenziali vengono definite in
norme armonizzate;

a• i prodotti fabbricati nel rispetto delle norme armonizzate godono di una presunzione di
conformità ai corrispondenti requisiti essenziali;

a• l’applicazione di norme armonizzate o di altro tipo rimane volontaria e il fabbricante può


sempre applicare altre specifiche tecniche per soddisfare i requisiti, assumendosi però
l’onere di dimostrare che tali specifiche tecniche rispondono alle esigenze dei requisiti
essenziali.

Il nuovo approccio adesso è stato sostituito dal nuovo quadro legislativo, che ha riveduto e
consolidato alcuni aspetti del sistema precedente.

Questo sistema della legislazione dei prodotti consente di regolamentare ampi gruppi di
prodotti che condividono requisiti essenziali. Fino a oggi nell’ambito di questo sistema sono
state approvate 27 direttive, ma per la sicurezza dei campi elettromagnetici nel luogo di
lavoro sono rilevanti soltanto alcune, che vengono trattate di seguito.

G.3.1 Materiale elettrico


Il materiale elettrico messo a disposizione sul mercato dell’Unione europea è oggetto delle
prescrizioni della direttiva 2006/95/CE «bassa tensione». La direttiva è stata rifusa nel 2014,
allorché gli Stati membri hanno dovuto introdurre una legislazione nazionale per attuare
la nuova direttiva 2014/35/UE «bassa tensione» entro il 20 aprile 2016. Salvo specifiche
eccezioni, le direttive bassa tensione si applicano al materiale elettrico che opera a corrente
alternata tra 50 e 1 000 V oppure a corrente continua tra 75 e 1 500 V.

Ai sensi delle direttive bassa tensione, il materiale elettrico non deve compromettere, in
caso di installazione e di manutenzione non difettose e di utilizzazione conforme alla sua
destinazione, la salute e la sicurezza delle persone e degli animali domestici o dei beni.
Di particolare rilevanza per questa guida, c’è la disposizione in base alla quale è prevista
l’adozione di misure tecniche al fine di garantire che il materiale non produca radiazioni che
possano causare un pericolo.

G.3.2 Macchine
Le macchine messe a disposizione sul mercato dell’Unione europea sono oggetto delle
prescrizioni della direttiva «Macchine» (2006/42/CE). In termini generali, la direttiva si
applica a qualsiasi insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, equipaggiato
o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento. Eccezion fatta per le
macchine per il sollevamento, le attrezzature azionate esclusivamente dalla forza umana
o animale non rientrano nel campo d’applicazione della direttiva. Vi sono varie esclusioni e
aggiunte a questo ampio campo d’applicazione.

La direttiva macchine ha lo scopo di garantire che le macchine non rappresentino un rischio


per la sicurezza e la salute. Esistono specifiche disposizioni per garantire che le emissioni
indesiderabili di radiazioni siano eliminate o ridotte a livelli che non producono effetti negativi
sulle persone. Le emissioni di radiazioni non ionizzanti durante la regolazione, il funzionamento
e la pulitura devono essere ridotte a livelli che non producono effetti negativi sulle persone.

I fabbricanti delle macchine devono corredare le istruzioni che accompagnano la macchina


con informazioni sui rischi residui. Essi inoltre hanno l’obbligo di fornire informazioni sulle
probabili emissioni di radiazioni non ionizzanti se queste possono provocare danni alle
persone, per esempio ai portatori di dispositivi medici impiantabili.
174 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

G.3.3 Apparecchiature radio


Le apparecchiature radio immesse sul mercato dell’Unione europea sono oggetto delle
prescrizioni della direttiva 1999/5/CE riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature
terminali di telecomunicazione. Tuttavia, a partire dal 13 giugno 2016, questa direttiva sarà
abrogata e sostituita con la direttiva 2014/53/UE sulle apparecchiature radio. In virtù del regime
transitorio, le apparecchiature radio conformi alla direttiva 1999/5/CE potranno comunque
essere immesse sul mercato fino al 13 giugno 2017. La direttiva sulle apparecchiature
radio si applica a tutte le apparecchiature progettate per trasmettere, emettere e/o ricevere
intenzionalmente onde radio al fine di radiocomunicazione e/o radiodeterminazione (utilizzando
onde radio per determinare la posizione, la velocità o altre caratteristiche di un oggetto oppure
informazioni relative a tali proprietà). La direttiva riguardante le apparecchiature radio e le
apparecchiature terminali di telecomunicazione ha un campo di applicazione più ampio e, per
esempio, include anche qualsiasi apparecchiatura per le connessioni a una rete pubblica.
Per quanto riguarda la salute e la sicurezza, entrambe le direttive incorporano le stesse
prescrizioni delle direttive bassa tensione (cfr. la sezione G.3.1) ma senza alcuna restrizione
sui limiti di tensione.

G.3.4 Apparecchiature mediche


Le apparecchiature elettroniche mediche immesse sul mercato dell’Unione europea sono
soggette alle prescrizioni della direttiva 93/42/CEE concernente i dispositivi medici o della
direttiva 90/385/CEE relativa ai dispositivi medici impiantabili attivi. Entrambe le direttive
sono trattate più dettagliatamente nelle sezioni E2.1.1 (direttiva sui dispositivi medici
impiantabili attivi) e E2.3 (direttiva sui dispositivi medici).

G.3.5 Dispositivi di protezione individuale


I dispositivi di protezione individuale immessi sul mercato dell’Unione europea sono oggetto
delle prescrizioni della direttiva 89/686/CE relativa ai dispositivi di protezione individuale. Fatte
salve specifiche esclusioni, si intende per dispositivo di protezione individuale qualsiasi dispositivo
o articolo destinato a essere indossato o tenuto da una persona affinché essa sia protetta nei
confronti di uno o più rischi che potrebbero metterne in pericolo la salute e la sicurezza.

Ai sensi della direttiva relativa ai dispositivi di protezione individuale questi ultimi possono
essere immessi sul mercato e in servizio soltanto se assicurano la salute e la sicurezza
degli utilizzatori, quando siano trattati debitamente e utilizzati conformemente all’impiego.
I dispositivi di protezione individuale non devono compromettere la salute e la sicurezza di
altre persone, di animali domestici o di beni.

G.3.6 Sicurezza generale dei prodotti


Lo scopo della direttiva 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti è di
garantire la sicurezza dei prodotti destinati ai consumatori. Se tali prodotti rientrano
nell’ambito del nuovo approccio o delle direttive del nuovo quadro legislativo, le prescrizioni
della specifica direttiva solitamente avranno la precedenza rispetto a quelle della direttiva
relativa alla sicurezza generale dei prodotti. Benché lo scopo della direttiva relativa alla
sicurezza generale dei prodotti sia di proteggere i consumatori, essa si applica ai prodotti
acquistati per essere utilizzati da un’azienda, a condizione che il prodotto sia destinato
all’uso dei consumatori.

La direttiva relativa alla sicurezza generale dei prodotti prevede che questi non presentino
alcun rischio, oppure presentino unicamente rischi minimi, compatibili con l’impiego del
prodotto e considerati accettabili (nell’osservanza di un livello elevato di tutela della salute e
della sicurezza). Queste disposizioni si applicano in tutte le condizioni di uso ragionevolmente
prevedibili, compresa l’installazione, la messa in servizio, l’installazione e la manutenzione.

G.3.7 Compatibilità elettromagnetica


Le apparecchiature che possono generare perturbazioni elettromagnetiche o subirne gli effetti
e vengono immesse sul mercato o messe in servizio nell’Unione europea sono soggette
alle prescrizioni della direttiva 2004/108/CE relativa alla compatibilità elettromagnetica. La
Sezione 5 — Materiale di riferimento 175

direttiva è stata rifusa di recente con la nuova direttiva 2014/30/UE relativa alla compatibilità
elettromagnetica che entrerà in vigore il 20 aprile 2016; la direttiva vigente sarà abrogata
a partire dalla stessa data. Qualsiasi attrezzatura immessa sul mercato prima del 20 aprile
2016 e conforme alla direttiva 2004/108/CE potrà continuare a essere messa a disposizione
sul mercato dopo tale data. Ci sono eccezioni specifiche al campo di applicazione delle
direttive, tra cui le apparecchiature che rientrano nel campo di applicazione della direttiva
riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione (cfr.
G3.3) e le apparecchiature aeronautiche. Le prescrizioni sulla compatibilità elettromagnetica
per gli aeromobili sono trattate dal regolamento (CE) n. 216/2008, mentre i veicoli a quattro e
più ruote sono trattati dal regolamento (CE) n. 661/2009.

La direttiva relativa alla compatibilità elettromagnetica non contiene alcuna disposizione


che riguarda specificamente la tutela della salute e della sicurezza delle persone. Tuttavia
prevede la limitazione delle perturbazioni elettromagnetiche per evitare interferenze con
altre apparecchiature, e la necessità che l’apparecchiatura disponga di un livello di immunità
alle perturbazioni, ossia l’idoneità dell’apparecchiatura a funzionare nell’ambiente previsto
senza deterioramento in presenza di una perturbazione Queste prescrizioni possono avere
implicazioni per la sicurezza in relazione ad alcuni effetti indiretti.

G.4 Raccomandazione del Consiglio europeo


Per proteggere la popolazione, il Consiglio dell’Unione europea ha approvato una
raccomandazione relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi
elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz (raccomandazione1999/519/CE). La raccomandazione
fornisce un quadro per proteggere i cittadini dagli effetti negativi certi sulla salute, che
possono derivare dall’esposizione ai campi elettromagnetici. Non contempla la protezione
dei lavoratori.

La raccomandazione del Consiglio non è vincolante ma fissa un sistema di limiti di base,


grandezze che non devono essere superate e che sono concettualmente equivalenti ai VLE
utilizzati nella direttiva relativa ai campi elettromagnetici.

Poiché i limiti di base sono fissati essenzialmente in termini di grandezze interne nel corpo
che non possono essere facilmente misurate, la raccomandazione del Consiglio fissa anche
un sistema di livelli di riferimento definiti in termini di grandezze di campo esterno che
possono essere valutate più facilmente. I livelli di riferimento si ottengono dai limiti di base
utilizzando approcci conservativi così che, a condizione che il livello di riferimento non sia
superato, i limiti di base corrispondenti non saranno superati. Tuttavia, poiché la derivazione
dei livelli di riferimento si basa sulle ipotesi peggiori, è spesso possibile superare i livelli
di riferimento e comunque non superare i limiti di base. Da questo punto di vista i livelli
di riferimento sono concettualmente equivalenti ai livelli di azione utilizzati nella direttiva
relativa ai campi elettromagnetici.

Nell’applicare i sistemi dei limiti di base e dei livelli di riferimento, agli Stati membri è stato
raccomandato di considerare i rischi e i vantaggi delle tecnologie che producono campi
elettromagnetici. Agli Stati membri è stato altresì raccomandato di fornire informazioni alla
popolazione per promuovere e valutare le ricerche pertinenti agli effetti sanitari dei campi
elettromagnetici.

La raccomandazione del Consiglio invita inoltre la Commissione europea a contribuire alla


protezione della popolazione. La Commissione è stata invitata ad adoperarsi per stabilire le
norme europee a sostegno del sistema di protezione già descritto, a incoraggiare la ricerca
per studiare gli effetti a lungo e a breve termine dell’esposizione ai campi elettromagnetici,
promuovere il raggiungimento di un consenso internazionale in materia e occuparsi delle
materie oggetto della presente raccomandazione.

Il sistema di protezione descritto dalla raccomandazione del Consiglio è stato diffusamente


adottato come quadro di protezione della popolazione. In particolare i livelli di riferimento
specificati dalla raccomandazione del Consiglio sono stati utilizzati come base per la
gestione dell’esposizione di molte aree accessibili al pubblico. Inoltre i livelli di riferimento
sono stati utilizzati per informare lo sviluppo di norme per l’immunità elettromagnetica di
dispositivi medici impiantabili attivi.
176 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

APPENDICE H.
NORME EUROPEE E INTERNAZIONALI

Le norme tecniche sui campi elettromagnetici sono state elaborate da organismi come
la Commissione elettrotecnica internazionale (CEI), il Comitato europeo di normazione
elettrotecnica (Cenelec) e altre autorità di normalizzazione.

Il Cenelec ha già elaborato una serie di norme sull’esposizione professionale concernenti la


valutazione dei campi elettromagnetici. Queste norme tuttavia erano state elaborate per
stabilire la conformità rispetto alla precedente direttiva relativa ai campi elettromagnetici. Di
conseguenza le norme del 2013 o precedenti non dovrebbero essere impiegate per valutare
la conformità alla vigente direttiva relativa ai campi elettromagnetici.

Alcune norme esistenti consentono però di valutare la conformità rispetto alla


raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio. Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 6, della
direttiva relativa ai campi elettromagnetici, i datori di lavoro non hanno l’obbligo di effettuare
la valutazione dell’esposizione nei luoghi di lavoro aperti al pubblico per i quali sia già
stata effettuata una valutazione tale da dimostrare la conformità alla raccomandazione
1999/519/CE del Consiglio. Tale clausola è valida a condizione che le esposizioni cui sono
sottoposti i lavoratori siano le stesse vigenti per la popolazione e siano esclusi rischi per la
salute e la sicurezza.

Il Cenelec pubblica anche norme di prodotto armonizzate a varie direttive sui prodotti (cfr.
la sezione G.3). Gli elenchi delle norme armonizzate a ciascuna direttiva sui prodotti sono
pubblicati nella sezione imprese del sito web della Commissione europea. Fabbricanti e
fornitori possono utilizzare tali norme per dimostrare la conformità ai requisiti di sicurezza
in materia di campi elettromagnetici. Quando un’apparecchiatura è destinata al pubblico
ed è conforme ai livelli di sicurezza più rigorosi richiesti per tali apparecchiature, allora,
a condizione che nessun’altra apparecchiatura sia in uso, il luogo di lavoro è considerato
conforme alla raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio.

Come si è detto, le norme di volta in volta elaborate rientrano in generale in una delle due
seguenti tipologie: norme sull’emissione e norme sull’esposizione.

a• Le norme di emissione riguardano le emissioni generate dall’apparecchiatura e consentono


ai fabbricanti di dimostrare che il campo emesso da un prodotto non supera un certo
limite. Tale limite è costituito di solito dai LA o dai VLE della direttiva relativa ai campi
elettromagnetici, oppure dai valori indicati nella raccomandazione 1999/519/CE del
Consiglio. È importante notare che queste valutazioni si basano sul presupposto che le
apparecchiature siano usate conformemente alla loro destinazione. Se l’apparecchiatura non
viene usata conformemente alla sua destinazione, la valutazione può non essere valida.

a• Le norme di valutazione dell’esposizione offrono generalmente uno strumento


standardizzato per valutare le esposizioni in particolari settori e per particolari tipi di
tecnologia. Le valutazioni condotte sul luogo di lavoro dovrebbero esaminare il modo in cui
l’apparecchiatura è usata e coprire tutti gli aspetti del lavoro svolto con l’apparecchiatura,
comprese la pulizia e la manutenzione.

In generale, le norme sull’emissione mirano a garantire che l’esposizione complessiva


all’emissione prodotta da un’apparecchiatura sia talmente bassa che l’uso, anche in
prossimità di altri dispositivi che emettano campi elettromagnetici, non provochi un
superamento dei limiti di esposizione.

Si noti che queste norme si riferiscono alla valutazione di singole apparecchiature, mentre
la direttiva relativa ai campi elettromagnetici riguarda l’esposizione dei lavoratori a tutte
le sorgenti. È possibile che l’esposizione a più di una sorgente di per sé appena conforme
produca un’esposizione personale combinata superiore a un LA o a un VLE. In generale,
tuttavia, i campi elettromagnetici diminuiscono rapidamente con la distanza; pertanto,
Sezione 5 — Materiale di riferimento 177

ove le apparecchiature, siano ampiamente distanziate, i campi che ne risultano saranno


normalmente conformi.

Il Cenelec sta attualmente elaborando nuove norme tecniche miranti a garantire la


conformità all’attuale direttiva relativa ai campi elettromagnetici. Tali norme verranno
pubblicate non appena saranno state approvate, ma probabilmente ci vorrà del tempo prima
che venga completata una serie esauriente di norme. Tuttavia, chiunque abbia necessità di
effettuare una valutazione dovrebbe accertare la disponibilità di una norma corrispondente
all’attuale direttiva relativa ai campi elettromagnetici.

Nell’ambito del Cenelec il lavoro sullo sviluppo di nuove norme per la valutazione
dell’esposizione viene portato avanti dal comitato tecnico CLC/TC106X: Campi
elettromagnetici nell’ambiente umano. I progressi nell’elaborazione delle nuove norme
possono essere seguiti nella sezione TC106X del sito del Cenelec.
178 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

APPENDICE I.
RISORSE

I.1 Consultive/regolamentari

I.1.1 Unione europea

Paese Organizzazione Sito web


Austria Bundesministerium für Arbeit, Soziales und Konsumentenschutz [Link]/site

Belgio Servizio pubblico federale Occupazione, lavoro e dialogo sociale [Link]

Bulgaria Centro nazionale di sanità pubblica e analisi [Link]/en

Cipro Ministero del Lavoro e della sicurezza sociale [Link]

Croazia Ministero del Lavoro e del sistema pensionistico [Link]

Danimarca Autorità danese per l’ambiente di lavoro [Link]

Estonia Ispettorato estone del lavoro [Link]

Finlandia Ministero della Salute e degli affari sociali [Link].fi

Francia Ministère du travail, de l’emploi, e du dialogue social [Link]

Germania Ministero federale del Lavoro e degli affari sociali [Link]

Grecia Ministero del Lavoro e degli affari sociali [Link]

Irlanda Autorità competente per la salute e la sicurezza [Link]

Italia Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro [Link]

Lettonia Ispettorato statale del lavoro della Repubblica di Lettonia [Link]

Lituania Ufficio del lavoro, ministero della Sicurezza sociale e del lavoro [Link]/en

Lussemburgo Inspection du travail e des mines [Link]/de/[Link]

Malta Autorità competente per la sicurezza e la medicina del lavoro [Link]

Paesi Bassi Istituto nazionale per la Sanità pubblica e l’ambiente (RIVM) [Link]

Polonia Istituto centrale per la tutela del lavoro [Link]

Portogallo Autoridade para as Condiçôes de Trabalho [Link]

Regno Unito "Servizio per la sanità e la sicurezza "[Link]


Sanità pubblica, Inghilterra" [Link]/government/organisations/
public-health-england"

Repubblica ceca Ministero del Lavoro e degli affari sociali [Link]/cs

Romania Istituto nazionale di ricerca e sviluppo sulla sicurezza sul lavoro [Link]

Slovacchia Ministero del Lavoro, degli affari sociali e della famiglia [Link]/en

Slovenia Ministero del Lavoro, della Famiglia e degli Affari sociali [Link]

Spagna Istituto nazionale per la sicurezza e l’igiene sul lavoro [Link]

Svezia Autorità svedese per l’ambiente di lavoro [Link]

Ungheria Istituto di nazionale di ricerca radiobiologica [Link]


Sezione 5 — Materiale di riferimento 179

I.1.2 Organizzazioni internazionali

Organizzazione Sito web


Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non [Link]
ionizzanti

Organizzazione mondiale della sanità [Link]

Confederazione europea dei sindacati [Link]

Alleanza europea per la salute pubblica [Link]

Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro [Link]

Commissione internazionale di medicina del lavoro [Link]

I.2 Associazioni di categoria

Organizzazione Sito web


Consiglio dei datori di lavoro europei delle industrie [Link]
metalmeccaniche e affini

Associazione dei costruttori europei di autoveicoli [Link]

Euro Chlor [Link]

Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione di energia [Link]


elettrica — ENTSO-E

Comitato europeo di coordinamento dell’industria radiologica, [Link]


elettromedica e informatica nel settore sanitario (COCIR)

Sindacato dell’industria dell’elettricità — Eurelectric [Link]


180 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

I.3 Documenti di orientamento nazionale

Paese Documenti
Belgio Ordinanza n. 7 relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, Gazzetta ufficiale
n. 88, 1999

Danimarca Decreto n. 559 su «La prestazione lavorativa»


Decreto n. 513 che modifica il decreto n. 559 su «La prestazione lavorativa»
Ikke-ioniserende stråling, Vejledning om ikke-ioniserende stråling med frekvenser under 300 GHz D.6.1.1, Maj 2002

At-Vejledning, Arbejdsstedets Indretning — A.1.8, Gravide og ammendes arbejdsmiljø

Estonia Töökeskkonna füüsikaliste ohutegurite piirnormid ja ohutegurite parameetrite mõõtmise kord

Finlandia Toimintamalli RF-kenttien aiheuttamissa tapaturmaisissa ylialtistumistilanteissa, Tommi Alanko, Harri Lindholm,
Soile Jungewelter, Maria Tiikkaja, Maila Hietanen (2013), ISBN 978-952-261-349- 3 (PDF, FI),
ISBN 978-952-261-393-6 (PDF, EN)

Sydäntahdistimen häiriötön toiminta työympäristön sähkömagneettisissa kentissä, Maria Tiikkaja, Maila


Hietanen, Tommi Alanko, Harri Lindholm (2012), ISBN 978-952-261-212-0 (print)
ISBN 978-952-261-213-7 (pdf, FI), ISBN 978-952-261-295-3 (pdf, EN)

Turvallinen työskentely tukiasemien lähellä, Tommi Alanko, Maila Hietanen (2006), ISBN (vihko) 951-802-707-2,
ISBN (PDF) 951-802-708-0

Sähkömagneettiset kentät työympäristössä — Opaskirja työntekijöiden altistumisen arvioimiseksi, Maila


Hietanen, Patrick von Nandelstadh, Tommi Alanko, ISBN 951-802-614-9, ISSN 1458-9311

Työntekijöiden altistuminen tukiasemien radiotaajuisille kentille, Tommi Alanko, Maila Hietanen, Patrick von
Nandelstadh (2006), ISBN 951-802-667-X, ISSN 1458-9311

Sydäntahdistinpotilaan työhön paluun tukeminen — Sähkömagneettisten häiriöriskien hallinta, Maria Tiikkaja,


Maila Hietanen, Tommi Alanko ja Harri Lindholm (2012), ISBN 978-952-261-204-5 (nid.)
ISBN 978-952-261-205-2 (PDF)

Francia Hygiène e sécurité du travail no 233 Décembre 2013 (Saldatura a resistenza)

INRS, Exposition des travailleurs aux risques dus aux champs électromagnétiques, Guide d’évaluation des risques

Germania BGV B11, Unfallverhütungsvorschri, Elektromagnetische Felder

BGR B11, Berufsgenossenschaliche Regel, Elektromagnetische Felder

BGI 5011, Beurteilung magnetischer Felder von Widerstandsschweißeinrichtungen

BGI/GUV-I 5111, Beeinflussung von Implantaten durch


elektromagnetische Felder

IFA Report 4/2013, Elektromagnetische Felder an handgeführten Mittelfrequenz-/Inverter-Punktschweißzangen

IFA-Report 5/2011, Elektromagnetische Felder an Anlagen, Maschinen und


Geräten

IFA-Report 2/2009, Electromagnetic fields at handheld spot-welding guns

Hannah Heinrich (2007). Assessment of non-sinusoidal, pulsed, or intermittent exposure to low frequency
electric and magnetic fields, Health Physics, 92, (6)

BMAS-Forschungsbericht FB 400-E, Electromagnetic fields at workplace, ISSN


0174-4992

Grecia Μετρησεις στατικου µαγνητικου πεδιου στα πλαισια της ασφαλειας προσωπικου στους χωρους του πυρηνικου
µαγνητικου συντονισµου (NMR), 5 Τακτικό Εθνικό Συνέδριο Μετρολογίας, Εθνικό Ίδρυµα Ερευνών, Αθήνα, 9-10
Μαΐου 2014
Sezione 5 — Materiale di riferimento 181

Lettonia Atgādne par elektromagnētisko lauku, Aktualizēts [Link] jūnijā

Lituania Norme di igiene lituane (HN) 110: 2001, Il campo elettromagnetico con
frequenza da 50 Hz nei luoghi di lavoro. Valori ammissibili dei
parametri e requisiti di misurazione e lavoro n. 660/174 del 21 dicembre 2001

Norme di igiene lituane (HN) 80: 2011, Il campo elettromagnetico nei luoghi di lavoro e nell’ambiente in cui
viviamo. Valori ammissibili dei parametri e dei requisiti di misurazione nella zona di radiofrequenza da 10 kHz a
300 GHZ, approvati per ordine del ministro della Salute e n. V-199 del 2 marzo 2011.

Norme per determinare i livelli ammessi di intensità di campo elettrostatico nei luoghi di lavoro approvati per
ordine del ministro della Salute e n. 28 del 18 gennaio 2001.

Lussemburgo Conditions d’exploitation pour les émetteurs d’ondes électromagnétiques à haute fréquence, ITM-CL 179.4

Polonia EU Directive, ICNIRP Guidelines and Polish Legislation on Electromagnetic Fields, International Journal of
Occupational Safety and Ergonomics (JOSE), 12(2), 125–136

Exposure of Workers to Electromagnetic Fields. A Review of Open Questions on Exposure Assessment


Techniques, International Journal of Occupational Safety and Ergonomics (JOSE), 15(1), 3–33

Romania Monitorul oficial al Romaniei anul 175 (XIX) — Nr. 645, Vineri, 21 septembrie 2007

I.4 Documenti di orientamento per l’industria

Organizzazione Documento di orientamento


Euro Chlor Electromagnetic Fields in the Chlorine Electrolysis Units: Health Effects, Recommended Limits, Measurement
Methods and Possible Prevention Actions. HEALTH 3. Terza edizione, 2014
182 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

APPENDICE J.
GLOSSARIO E ABBREVIAZIONI

J.1 Glossario

A prova di avaria Una componente a prova di avaria è tale per cui l’eventuale guasto non aumenta il pericolo, ossia
garantisce una condizione di sicurezza. In modalità di guasto, il sistema è reso non operativo o non
pericoloso.
Commissione Organismo composto da esperti scientifici indipendenti che si propone di diffondere informazioni
internazionale per la e consulenza sui potenziali pericoli per la salute derivanti dall’esposizione alle radiazioni non
protezione dalle radiazioni ionizzanti.
non ionizzanti (ICNIRP)
Controllo tecnico Misure di sicurezza che fanno parte della progettazione tecnica e che dovrebbero essere utilizzate
come il principale metodo per ridurre l’esposizione alle radiazioni. Uno strumento fisico per evitare
l’accesso alle radiazioni.
Corrente di contatto La corrente elettrica che fluisce al contatto tra un individuo e un oggetto conduttore caricato dal
campo elettromagnetico.
Densità di corrente La corrente elettrica o il flusso di carica elettrica attraverso un mezzo conduttore, come un tessuto, per
unità di area della sezione trasversale. Unità di grandezza: ampere per metro quadro. Simbolo: A/m2
Densità di potenza Potenza della radiazione incidente sull’unità di area di una superficie (Wm-2)
Deroga La revoca parziale di una legge o di un regolamento in particolari circostanze
Dielettrico Un isolante elettrico che può essere polarizzato con l’applicazione di un campo elettrico
Dipolo Un’antenna composta da un conduttore filare con il cavo connettore al centro.
Dispositivi a filo esplodente Un detonatore che utilizza la corrente elettrica per vaporizzare un filo: la scossa e il calore che ne
derivano innescano la detonazione del materiale esplosivo circostante.
Dosimetria Il calcolo o la valutazione della deposizione di energia nel corpo umano
Elettrolisi industriale Un processo utilizzato su larga scala in cui la corrente elettrica stimola una reazione chimica
altrimenti non spontanea
Evento ragionevolmente Il verificarsi di un evento che, in determinate circostanze, può essere previsto in modo
prevedibile sufficientemente accurato, e la cui probabilità o frequenza non è bassa né molto bassa
Fattore di rischio Il prodotto della probabilità che si verifichi un evento pericoloso e dell’esito o del pericolo che ne
deriva come risultato
Fosfeni Lampi di luce percepiti da una persona senza che la luce sia incidente agli occhi
Frequenza Il numero di cicli per tempo unitario di un’oscillazione. Simbolo: f unità di misura: Hz
Indice di esposizione L’esposizione osservata divisa per il valore limite. Se l’indice di esposizione è inferiore a uno,
l’esposizione è conforme
Induzione L’induzione (elettromagnetica) è la produzione di tensione attraverso un conduttore elettrico esposto
a un campo magnetico variabile nel tempo
Interblocco (cfr. interblocco Un dispositivo meccanico, elettrico o d’altro tipo, il cui scopo è di prevenire il funzionamento delle
di sicurezza) apparecchiature in determinate condizioni
Interblocco di sicurezza Un dispositivo meccanico, elettrico o d’altro tipo, il cui scopo è di prevenire il funzionamento delle
apparecchiature in determinate condizioni
Ispezione con particelle Un metodo per rilevare incrinature e altri difetti in un materiale magnetico utilizzando la potenza
magnetiche magnetica e i campi magnetici
Joule L’unità di misura dell’energia, equivalente al lavoro svolto esercitando la forza di un newton per una
distanza di un metro. Simbolo: J
Lunghezza d’onda La distanza tra punti simili su cicli successivi di un’onda. Unità di misura: metro; simbolo: m
Sezione 5 — Materiale di riferimento 183

Misure amministrative Misure di sicurezza diverse dalle misure tecniche, quali: il controllo principale, la formazione in
materia di sicurezza e i cartelli di pericolo.
Norma di prodotto Documento che specifica le caratteristiche essenziali di un prodotto consentendo l’uniformità della
fabbricazione e l’interoperabilità
Norma tecnica Documento che specifica un approccio standardizzato a un processo
Ortogonale Ad angolo retto (90 gradi)
Pericolo Una cosa che può provocare un danno a persone, patrimonio o ambiente.
Radiazione di Una radiazione elettromagnetica spesso definita come una radiazione con frequenze tra 100 kHz e
radiofrequenza 300 GHz
Radiazione La radiazione elettromagnetica è una forma di radiazione che ha componenti del campo elettrico
elettromagnetica e magnetico, che possono essere descritte come onde che si propagano alla velocità della luce. In
alcune circostanze si può ritenere che la radiazione elettromagnetica esista sotto forma di particelle
chiamate fotoni.
Radiazioni non ionizzanti Radiazioni che non producono ionizzazione nel tessuto biologico. Tra gli esempi si annoverano le
radiazioni ultraviolette, la luce, i raggi infrarossi e le radiazioni di radiofrequenza
Ricetrasmettitori Un dispositivo di comunicazione portatile bidirezionale che opera su bande di frequenza non
autorizzate. La dizione più formale è quella di ricetrasmettitore portatile
Rischio La probabilità di lesione o danno
Risonanza magnetica Una tecnica medica di generazione di immagini che utilizza i campi magnetici e i campi
elettromagnetici ad alta frequenza per produrre immagini dettagliate del corpo
Sinusoidale Variante in modo tale da poter essere rappresentato dalla funzione trigonometrica seno
Spettro elettromagnetico Lo spettro elettromagnetico è la gamma di tutte le possibili frequenze della radiazione
elettromagnetica. Lo spettro varia dalle onde corte come i raggi x, a radiazioni visibili, fino alle
radiazioni a maggiore lunghezza d’onda delle microonde, della televisione e delle onde radio.
Tensione L’unità di misura della differenza di potenziale elettrico, simbolo: V
Trasmissione Il passaggio della radiazione attraverso un mezzo. Se non tutta la radiazione è assorbita, quella
che attraversa si considera trasmessa. Dipende dalla lunghezza d’onda, dalla polarizzazione,
dall’intensità di radiazione e dal materiale trasmittente
Watt L’unità di energia, equivalente a un joule di energia al secondo Simbolo: W
Wi-Fi Un sistema per collegare apparecchiature elettroniche come i computer a una rete di comunicazione
locale utilizzando la comunicazione di radiofrequenza.

J.2 Abbreviazioni

AIMD Dispositivo medico impiantabile attivo

AM Modulazione di ampiezza

BSS Norme fondamentali di sicurezza

Cenelec Comitato europeo di normazione elettrotecnica

DECT Sistema digitale europeo di telecomunicazioni senza filo

DVD Disco digitale versatile

EI Indici di esposizione

ELF Frequenza estremamente bassa

EMF Campi elettromagnetici

ERP Potenza effettiva (o equivalente) irradiata

FD Differenze finite

FDTD Differenze finite nel dominio del tempo


184 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

FEM Metodo degli elementi finiti

HF Alta frequenza

ICNIRP Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non


ionizzanti

IR Infrarossi

LA Livello di azione

LF Bassa frequenza

MF Media frequenza

MFR Norma delle frequenze multiple

OiRA Strumento interattivo online per la valutazione dei rischi

RC Resistore-capacità

RF Radiofrequenza

RFID Identificazione a radiofrequenza

RMI Risonanza magnetica

RMN Risonanza magnetica nucleare

RMS Valore efficace (valore quadratico medio)

SA Assorbimento specifico

SAR Tasso di assorbimento specifico di energia

SHF Banda centimetrica

SNC Sistema nervoso centrale

SPFD Metodo delle differenze finite nel potenziale scalare

STD Shaped time domain

TETRA Apparecchiature radio terrestri collegate

TI Tecnologie dell’informazione

TV Televisione

UHF Frequenza ultra alta

UV Ultravioletti

VHF Altissima frequenza

VLE Valore limite di esposizione

VLF Bassissima frequenza

WBSAR Valore del SAR mediato su tutto il corpo

WLAN Rete locale senza fili

WPM Metodo del picco ponderato


Sezione 5 — Materiale di riferimento 185

J.3 Simboli del diagramma di flusso

Tabella J3 — Simboli del diagramma di flusso utilizzati nella guida

Simbolo Descrizione Significato in questa guida


Fine Indica l’inizio e la fine della procedura
Leggere i capitoli 1-3
della presente guida

Decisione Pone una domanda per guidare l’utente indicando la scelta tra
due percorsi alternativi, contrassegnati con sì e no
È stata dimostrata
la conformità?

Processo Indica il processo da intraprendere per procedere


Leggere i capitoli 4-8

Connettore di fine Utilizzati per collegarsi a un altro diagramma di flusso.


Effettuare una valu-
pagina Sono contrassegnati con colori diversi per indicare i punti di
tazione rispetto ai LA ingresso e di uscita.
previsti per gli effetti
diretti (figura 6.4)

Preparazione Indica all’utente che deve intraprendere il lavoro preparatorio


per questa sezione del diagramma di flusso. Fa riferimento
Fare riferimento a una casella contrassegnata con un colore diverso.
all’allegato II,
tabella B2
186 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

APPENDICE K.
BIBLIOGRAFIA

K.1 Capitolo 5 — Valutazione dei rischi nell’ambito


della direttiva relativa ai campi elettromagnetici
Forschungs Bericht 400-E, Electromagnetic fields at workplaces — A new scientific approach
to occupational health and safety. ISSN 0174-4992.

Occupational Health and Safety Management Systems — Guidelines for the implementation
of OHSAS 18001. PHSAS 18002:2000.

K.2 Capitolo 9 — Misure di protezione e prevenzione


ISO (International Organization for Standarization) (2011) Graphical symbols — Safety
colours and safety signs — Registered safety signs. ISO7010.

Melton, G., and Shaw, R. (2014), Electromagnetic fields in the welding environment, RR1018,
HSE, London.

K.3 Capitolo 11 — Rischi, sintomi e sorveglianza


sanitaria
Alanko, T., Lindholm, H., Jungewelter, S., Tiikkaja, M., and Hietanen, M. (2014), Operating
model for managing accidental overexposure to RF- fields, Helsinki, Finnish Institute of
Occupational Health. ISBN 978-952-261-393-6.

K.4 Appendice D — Valutazione dell’esposizione


De Santis, V., Chen, X.L., Laakso, I., and Hirata, A. (2013), «On the issues related to compliance
of LF pulsed exposures with safety standards and guidelines», Phys Med Biol, Vol. 58, pagg.
8597-8607.

Heinrich, H. (2007), «Assessment of non-sinusoidal, pulsed, or intermittent exposure to low


frequency electric and magnetic fields», Health Phys, Vol. 92, n. 6, pagg. 541-546.

HVBG (2001), Accident Prevention Regulation Electromagnetic Fields. BGVB11


[Link]

ICNIRP (1998), «Linee guida per la limitazione dell’esposizione a campi elettrici e magnetici
variabili nel tempo ed a campi elettromagnetici (fino a 300GHz)», Health Phys, Vol. 74, n. 4,
pagg. 494-522.

ICNIRP (2010), «Linee guida per la limitazione dell’esposizione a campi elettrici e magnetici
variabili nel tempo (1 Hz-100 kHz)», Health Phys, Vol. 99, n. 6, pagg. 818-836.

ICNIRP (2014), «ICNIRP guidelines for limiting exposure to electric fields induced by
movement of the human body in a static magnetic field and by time-varying magnetic fields
below 1 Hz», Health Phys, Vol. 106, n. 3, pagg. 418-425.

ISO/IEC Guide 98-3:2008, Uncertainty of measurement — Part 3: Guide to the expression of


uncertainty in measurement (GUM:1995).
Sezione 5 — Materiale di riferimento 187

Jokela, K. (2000), «Restricting exposure to pulsed and broadband magnetic fields», Health
Phys, Vol. 79, n. 4, pagg. 373-88.

K.5 Appendice E — Effetti indiretti e lavoratori


particolarmente a rischio
Associazione dell’Assicurazione tedesca contro gli infortuni (2012) Beeinflussung von
implantaten durch elektromagnetische felder. BGI/GUV-I 5111.

NRPB (2004), «Review of the scientific evidence for limiting exposure to electromagnetic
fields (0-300GHz)», Documents of the NRPB, Vol. 15, N. 3.

K.6 Appendice F — Risonanza magnetica


Calamante, F., Faulkner, WH Jr, Ittermann, B., Kanal, E., Kimbrell, V., Owman, T., Reeder, S.B.,
Sawyer, A.M., Shellock, [Link] van den Brink, J.S. on behalf of the ISMRM Safety Committee
(2014), «MR system operator: minimum requirements for performing MRI in human subjects
in a research setting», Journal of Magnetic Resonance Imaging, doi:10.1002/jmri.24717.

Capstick, M., McRobbie, D., Hand, J., Christ, A., Kühn, S., Hansson Mild, K., Cabot, E., Li, Y.,
Melzer, A., Papadaki, A., Prüssmann, K., Quest, R., Rea, M., Ryf, S., Oberle, M., and Kuster, N.
(2008), «An investigation into occupational exposure to electromagnetic fields for personnel
working with and around medical magnetic resonance imaging equipment», Project Report
VT/2007/017.

Cenelec (2010), Apparecchi elettromedicali — Parte 2-33: Prescrizioni particolari per la


sicurezza e le prestazioni fondamentali relative agli apparecchi a risonanza magnetica per
diagnostica medica. EN60601-2-33.

ICNIRP (2004), «Medical magnetic resonance (MR) procedures: protection of patients», Health
Phys, Vol. 87, pagg. 197 216.

ICNIRP (2009), «Amendment to the ICNIRP “statement on medical magnetic resonance (MR)
procedures: protection of patients”» Health Phys, Vol. 97, n. 3, pagg. 259-261.

McRobbie, DW (2012), «Occupational exposure in MRI», Br J Radiol, Vol. 85, pagg. 293-312.

MRI Working Group (2008), Using MRI safely — practical rules for employees, RIVM,
Bilthoven, Netherlands.

Stam, R. (2008), The EMF Directive and protection of MRI workers, RIVM Report
610703001/2008, RIVM, Bilthoven, Netherlands.

Stam, R. (2014), «The revised electromagnetic fields directive and worker exposure in
environments with high magnetic flux densities», Ann Occup Hyg, Vol. 58, n. 5,
pagg. 529 541.
188 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

APPENDICE L.
DIRETTIVA 2013/35/UE
29.6.2013 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 179/1

I
(Atti legislativi)

DIRETTIVE

DIRETTIVA 2013/35/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO


del 26 giugno 2013
sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (ventesima direttiva particolare ai sensi
dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) e che abroga la direttiva 2004/40/CE

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROä direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1,
PEA, della direttiva 89/391/CEE) (3), i soggetti interessati, in
particolare quelli del settore medico, hanno manifestato
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in parä serie preoccupazioni sul potenziale impatto dell’attuaä
ticolare l’articolo 153, paragrafo 2, zione di tale direttiva sull’utilizzazione di procedure meä
diche basate sulla diagnostica per immagini. Sono state
inoltre espresse preoccupazioni in merito all’impatto della
vista la proposta della Commissione europea, direttiva su talune attività industriali.

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti


nazionali,
(4) La Commissione ha esaminato attentamente gli argoä
menti dei soggetti interessati e, dopo alcune consultazioä
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1), ni, ha deciso di riconsiderare in modo approfondito alä
cune disposizioni della direttiva 2004/40/CE, sulla base
previa consultazione del Comitato delle regioni, di nuove informazioni scientifiche fornite da esperti di
fama internazionale.
deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (2),

considerando quanto segue: (5) La direttiva 2004/40/CE è stata modificata dalla direttiva
2008/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (4),
(1) a norma del trattato, il Parlamento europeo e il Consiglio con l’effetto di posporre di quattro anni i termini per il
possono adottare, mediante direttive, disposizioni miä recepimento della direttiva 2004/40/CE, e successivaä
nime per promuovere miglioramenti, in particolare, delä mente dalla direttiva 2012/11/UE del Parlamento euroä
l’ambiente di lavoro, al fine di garantire un più elevato peo e del Consiglio (5), con l’effetto di posporre tali terä
livello di protezione della salute e della sicurezza dei mini per il recepimento al 31 ottobre 2013. Ciò è avveä
lavoratori. È necessario che tali direttive evitino di imä nuto al fine di consentire alla Commissione di presentare
porre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici tali da una nuova proposta e ai co-legislatori di adottare una
ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e medie nuova direttiva basata su dati più recenti e precisi.
imprese.

(2) L’articolo 31, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondaä (6) La direttiva 2004/40/CE dovrebbe essere abrogata e doä
mentali dell’Unione europea sancisce che ogni lavoratore vrebbero essere adottate misure più adeguate e proporä
ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose. zionate per la protezione dei lavoratori dai rischi collegati
ai campi elettromagnetici. Tale direttiva non affrontava il
(3) A seguito dell’entrata in vigore della direttiva 2004/40/CE problema degli effetti a lungo termine, compresi i possiä
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile bili effetti cancerogeni dell’esposizione a campi elettrici,
2004, sulle disposizioni minime di salute e di sicurezza magnetici ed elettromagnetici che variano nel tempo, per
relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti i quali non si dispone attualmente di prove scientifiche
dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (diciottesima concludenti in grado di stabilire una relazione causale. La
presente direttiva mira a trattare tutti gli effetti biofisici
(1) GU C 43 del 15.2.2012, pag. 47.
(2) Posizione del Parlamento europeo dell’11 giugno 2013 (non ancora (3) GU L 159 del 30.4.2004, pag. 1.
pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del (4) GU L 114 del 26.4.2008, pag. 88.
20 giugno 2013. (5) GU L 110 del 24.4.2012, pag. 1.
L 179/2 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 29.6.2013

diretti e gli effetti indiretti noti provocati dai campi eletä (12) La riduzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici
tromagnetici, non solo al fine di assicurare la salute e la può essere realizzata in maniera più efficace attraverso
sicurezza di ciascun lavoratore considerato individualä l’applicazione di misure preventive fin dalla progettazione
mente, ma anche a creare per tutti i lavoratori nelä delle postazioni di lavoro, nonché dando la priorità al
l’Unione una piattaforma minima di protezione, evitando momento della scelta delle attrezzature, dei procedimenti
nel contempo possibili distorsioni della concorrenza. e dei metodi di lavoro, alla riduzione dei rischi alla fonte.
Disposizioni relative alle attrezzature e ai metodi di laä
voro contribuiscono quindi alla protezione dei lavoratori
che ne fanno uso. È tuttavia necessario evitare la dupliä
(7) La presente direttiva non affronta le ipotesi di effetti a cazione delle valutazioni, nel caso in cui le attrezzature di
lungo termine derivanti dall’esposizione a campi elettroä lavoro rispettino i requisiti del pertinente diritto delä
magnetici, dal momento che non si dispone attualmente l’Unione sui prodotti, che stabilisce livelli più rigorosi
di prove scientifiche accertate dell’esistenza di una relaä di sicurezza rispetto a quelli previsti dalla presente diretä
zione causale. È tuttavia opportuno che, qualora tali tiva. Ciò consente in molti casi una semplificazione delle
prove scientifiche accertate emergano, la Commissione valutazioni.
valuti gli strumenti più adeguati per affrontare tali effetti
e, per mezzo della sua relazione sull’attuazione pratica
della presente direttiva, riferisca in merito al Parlamento
europeo e al Consiglio. Nel fare ciò, la Commissione (13) È opportuno che i datori di lavoro si adeguino ai proä
dovrebbe tener conto, in aggiunta al contributo approä gressi tecnici e alle conoscenze scientifiche per quanto
priato ricevuto dagli Stati membri, dei più recenti studi riguarda i rischi derivanti dall’esposizione ai campi eletä
disponibili e delle nuove conoscenze scientifiche derivanti tromagnetici, in vista del miglioramento della sicurezza e
dai dati in tale ambito. della protezione della salute dei lavoratori.

(8) Dovrebbero essere stabilite prescrizioni minime, laä (14) Poiché la presente direttiva è una direttiva particolare ai
sciando quindi agli Stati membri la facoltà di mantenere sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva
o di adottare disposizioni più favorevoli in materia di 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concerä
protezione dei lavoratori, in particolare fissando valori nente l’attuazione di misure volte a promuovere il miä
inferiori per i livelli di azione (LA) o i valori limite di glioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori
esposizione (VLE) per i campi elettromagnetici. L’attuaä durante il lavoro (1), quest’ultima si applica al settore
zione della presente direttiva non dovrebbe tuttavia giuä dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici
stificare un regresso rispetto alla situazione esistente in fatte salve disposizioni più rigorose e/o specifiche conteä
ciascuno Stato membro. nute nella presente direttiva.

(9) È opportuno che un sistema di protezione contro i campi (15) Le grandezze fisiche, i VLE e i LA di cui alla presente
elettromagnetici si limiti a definire, senza entrare troppo direttiva sono basati sulle raccomandazioni della Comä
nel dettaglio, gli obiettivi da raggiungere, i principi da missione internazionale per la protezione dalle radiazioni
rispettare e i valori fondamentali da utilizzare onde perä non ionizzanti (ICNIRP) e dovrebbero essere considerati
mettere agli Stati membri di applicare le prescrizioni in conformità dei concetti sviluppati dall’ICNIRP, salvo
minime in modo equivalente. che la presente direttiva non disponga diversamente.

(10) Al fine di proteggere i lavoratori esposti ai campi eletä


(16) Al fine di assicurare che la presente direttiva resti aggiorä
tromagnetici è necessario effettuare un’efficace ed effiä
nata, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere
ciente valutazione dei rischi. Tale obbligo dovrebbe tutä
di adottare atti conformemente all’articolo 290 del tratä
tavia essere proporzionale alla situazione esistente sul
tato sul funzionamento dell’Unione europea per apporä
luogo di lavoro. È quindi opportuno definire un sistema
tare modifiche puramente tecniche agli allegati della preä
di protezione in grado di raggruppare rischi diversi in un
sente direttiva che riflettano l’adozione di regolamenti e
modo semplice, che contempli una graduazione, così da
direttive nel settore dell’armonizzazione tecnica e della
risultare facilmente comprensibile. Di conseguenza, il riä
standardizzazione e del progresso tecnico, delle modifiä
ferimento a un certo numero di indicatori e di situazioni
che delle più pertinenti norme o specifiche e delle nuove
standard, da fornire tramite orientamenti pratici, può
scoperte scientifiche concernenti i rischi derivanti dai
utilmente aiutare i datori di lavoro a rispettare i propri
campi elettromagnetici, e inoltre adeguare i LA. È di
obblighi.
particolare importanza che durante i lavori preparatori
la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a
livello di esperti. Nella preparazione e nell’elaborazione
(11) Gli effetti indesiderati sul corpo umano dipendono dalla degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere
frequenza del campo elettromagnetico o della radiazione alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei
cui esso è esposto. È quindi opportuno che i sistemi di documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiä
limitazione dell’esposizione dipendano da modelli di freä glio.
quenza e di esposizione, per proteggere adeguatamente i
lavoratori esposti ai campi elettromagnetici. (1) GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1.
29.6.2013 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 179/3

(17) Qualora divenisse necessario apportare modifiche di naä funzionamento di dispositivi medici quali protesi metalliä
tura puramente tecnica agli allegati, la Commissione doä che, stimolatori cardiaci e defibrillatori, impianti cocleari
vrebbe operare in stretta collaborazione con il Comitato e di altro tipo o dispositivi medici portati sul corpo. I
consultivo per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro problemi di interferenza, in particolare per quanto riä
istituito dalla decisione del Consiglio del 22 luglio guarda gli stimolatori cardiaci, possono verificarsi a livelli
2003 (1). inferiori rispetto ai LA e dovrebbero pertanto essere ogä
getto di adeguate precauzioni e misure protettive,
(18) In casi eccezionali, qualora lo richiedano imperativi moä
tivi d’urgenza, come possibili rischi imminenti per la HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dalla loro
esposizione ai campi elettromagnetici, dovrebbe essere
CAPO I
data la possibilità di ricorrere alla procedura d’urgenza
per gli atti delegati adottati dalla Commissione. DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1
(19) Conformemente alla dichiarazione politica congiunta deä
gli Stati membri e della Commissione sui documenti Oggetto e ambito di applicazione
esplicativi del 28 settembre 2011 (2), gli Stati membri 1. La presente direttiva, che è la ventesima direttiva particoä
si sono impegnati ad accompagnare, in casi debitamente lare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva
motivati, la notifica delle loro misure di recepimento con 89/391/CEE, stabilisce prescrizioni minime di protezione dei
uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli lavoratori contro i rischi per la loro salute e la loro sicurezza
elementi di una direttiva e le parti corrispondenti degli che derivano, o possono derivare, dall’esposizione ai campi eletä
strumenti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda tromagnetici durante il lavoro.
la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmisä
sione di tali documenti sia giustificata.
2. L’ambito di applicazione della presente direttiva include
tutti gli effetti biofisici diretti e gli effetti indiretti noti, provocati
(20) Un sistema comprendente VLE e LA, ove applicabile, dai campi elettromagnetici.
dovrebbe essere considerato come uno strumento volto
a facilitare il raggiungimento di un alto livello di proteä
zione contro gli effetti nocivi per la salute e i rischi per la 3. I valori limite di esposizione (VLE) stabiliti nella presente
sicurezza che possono derivare dall’esposizione ai campi direttiva riguardano soltanto le relazioni scientificamente accerä
elettromagnetici. Tuttavia, un siffatto sistema può entrare tate tra effetti biofisici diretti a breve termine ed esposizione ai
in conflitto con specifiche condizioni in talune attività, campi elettromagnetici.
quali l’uso della tecnica della risonanza magnetica nel
settore medico. È pertanto necessario tenere conto di
tali condizioni particolari. 4. L’ambito di applicazione della presente direttiva non inä
clude le ipotesi di effetti a lungo termine.

(21) Tenuto conto delle specificità delle forze armate e per


consentirne un funzionamento e un’interoperabilità effetä La Commissione tiene sotto osservazione i più recenti sviluppi
tivi, anche in esercitazioni militari internazionali congiunä scientifici. Qualora emergano dati scientifici accertati in merito
te, è opportuno che gli Stati membri siano in grado di agli effetti a lungo termine ipotizzati, la Commissione valuta
attuare sistemi di protezione equivalenti o più specifici, un’adeguata risposta politica, compresa, se del caso, la presenä
ad esempio norme concordate a livello internazionale, tazione di una proposta legislativa che riguardi tali effetti. Meä
come gli standard NATO, purché si evitino effetti nocivi diante la relazione sull’attuazione pratica della presente direttiva
per la salute e rischi per la sicurezza. di cui all’articolo 15, la Commissione tiene informati il Parlaä
mento europeo e il Consiglio in materia.

(22) È opportuno che i datori di lavoro siano tenuti ad assiä


curare che i rischi derivanti dai campi elettromagnetici 5. La presente direttiva non riguarda i rischi derivanti dal
sul luogo di lavoro siano eliminati o ridotti al minimo. È contatto con conduttori sotto tensione.
tuttavia possibile che, in casi specifici e in circostanze
debitamente giustificate, i VLE stabiliti nella presente diä 6. Fatte salve le disposizioni più rigorose o più specifiche
rettiva siano superati solo in via temporanea. In tal caso i contenute nella presente direttiva, la direttiva 89/391/CEE conä
datori di lavoro dovrebbero prendere le misure necessarie tinua ad applicarsi integralmente all’intero settore di cui al paraä
per ripristinare quanto prima il rispetto dei VLE. grafo 1.

(23) Un sistema in grado di garantire un elevato livello di Articolo 2


protezione dagli effetti nocivi per la salute e dai rischi
per la sicurezza che possono derivare dall’esposizione ai Definizioni
campi elettromagnetici dovrebbe tenere debito conto deä Ai fini della presente direttiva s’intende per:
gli specifici gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari
ed evitare i problemi d’interferenza ovvero effetti sul
a) «campi elettromagnetici», campi elettrici statici, campi maä
(1 )GU C 218 del 13.9.2003, pag. 1. gnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici
(2) GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14. variabili nel tempo con frequenze sino a 300 GHz;
L 179/4 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 29.6.2013

b) «effetti biofisici diretti», effetti provocati direttamente nel g) «livelli di azione (LA)», livelli operativi stabiliti per semplifiä
corpo umano dalla presenza di un campo elettromagnetico, care il processo di dimostrazione della conformità ai pertiä
tra cui: nenti VLE o, eventualmente, per prendere le opportune miä
sure di protezione o prevenzione specificate nella presente
direttiva.
i) effetti termici, quali il riscaldamento dei tessuti attraverso
l’assorbimento di energia dai campi elettromagnetici nel
tessuto; Nell’allegato II si usa la seguente terminologia in materia di
livelli di azione:

ii) effetti non termici, quali la stimolazione di muscoli, nervi


od organi sensoriali. Questi effetti possono essere danä i) per i campi elettrici, per «LA inferiori» e «LA superiori»
nosi per la salute mentale e fisica dei lavoratori esposti. s’intendono i livelli connessi a misure specifiche di proä
Inoltre la stimolazione degli organi sensoriali può comä tezione o prevenzione stabilite nella presente direttiva,
portare sintomi temporanei quali vertigini o fosfeni che nonché
possono generare disturbi temporanei o influenzare le
capacità cognitive o altre funzioni cerebrali o muscolari
e che pertanto possono influire negativamente sulla caä ii) per i campi magnetici, per «LA inferiori» s’intendono i
pacità di un lavoratore di lavorare in modo sicuro (rischi livelli connessi ai VLE relativi agli effetti sensoriali e per
per la sicurezza); nonché «LA superiori» i livelli connessi ai VLE relativi agli effetti
sanitari.

iii) correnti attraverso gli arti;


Articolo 3
Valori limite di esposizione e livelli di azione
c) «effetti indiretti», effetti provocati dalla presenza di un ogä
getto in un campo elettromagnetico che possono divenire la 1. Le grandezze fisiche concernenti l’esposizione ai campi
causa di un rischio per la sicurezza o la salute, quali: elettromagnetici sono indicate nell’allegato I. I VLE relativi agli
effetti sanitari, i VLE relativi agli effetti sensoriali e i LA sono
riportati negli allegati II e III.
i) interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettroä
nici (compresi stimolatori cardiaci e altri impianti o diä
spositivi medici portati sul corpo); 2. Gli Stati membri dispongono che il datore di lavoro assiä
curi che l’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici sia
limitata ai VLE relativi agli effetti sanitari e ai VLE relativi agli
ii) rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi effetti sensoriali di cui all’allegato II, per gli effetti non termici, e
magnetici statici; di cui all’allegato III, per gli effetti termici. Il rispetto dei VLE
relativi agli effetti sanitari e dei VLE relativi agli effetti sensoriali
deve essere dimostrato ricorrendo alle pertinenti procedure di
valutazione dell’esposizione di cui all’articolo 4. Qualora l’espoä
iii) innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);
sizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici superi il VLE, il
datore di lavoro adotta misure immediate in conformità dell’arä
ticolo 5, paragrafo 8.
iv) incendi ed esplosioni dovuti all’accensione di materiali
infiammabili provocata da scintille prodotte da campi
indotti, correnti di contatto o scariche elettriche; nonché 3. Ai fini della presente direttiva, ove sia dimostrato che i
pertinenti LA di cui agli allegati II e III non sono superati, si
considera che il datore di lavoro rispetta i VLE relativi agli effetti
v) correnti di contatto; sanitari e i VLE relativi agli effetti sensoriali. Qualora l’esposiä
zione superi i LA, il datore di lavoro adotta misure in conforä
mità dell’articolo 5, paragrafo 2, a meno che la valutazione
d) «valori limite di esposizione (VLE)», valori stabiliti sulla base effettuata in conformità dell’articolo 4, paragrafi 1, 2 e 3, dimoä
di considerazioni biofisiche e biologiche, in particolare gli stri che non sono superati i pertinenti VLE e che possono essere
effetti diretti acuti e a breve termine scientificamente accerä esclusi rischi per la sicurezza.
tati, ossia gli effetti termici e l’elettrostimolazione dei tessuti;

In deroga al primo comma, l’esposizione può superare:


e) «VLE relativi agli effetti sanitari», VLE al di sopra dei quali i
lavoratori potrebbero essere soggetti a effetti nocivi per la
salute, quali il riscaldamento termico o la stimolazione del a) i LA inferiori per i campi elettrici (allegato II, tabella B1), ove
tessuto nervoso o muscolare; giustificato dalla prassi o dal processo, purché non siano
superati i VLE relativi agli effetti sensoriali (allegato II, tabella
A3), oppure
f) «VLE relativi agli effetti sensoriali», VLE al di sopra dei quali i
lavoratori potrebbero essere soggetti a disturbi temporanei
delle percezioni sensoriali e a modifiche minori delle funä i) non siano superati i VLE relativi agli effetti sanitari (alleä
zioni cerebrali; gato II, tabella A2);
29.6.2013 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 179/5

ii) siano evitate eccessive scariche di scintille e correnti di iii) siano adottate misure in conformità dell’articolo 5, paraä
contatto (allegato II, tabella B3) attraverso le misure speä grafo 9, in caso di sintomi temporanei ai sensi della
cifiche di protezione di cui all’articolo 5, paragrafo 6, lettera a) di tale paragrafo, nonché
nonché
iv) siano state fornite ai lavoratori informazioni sulle situaä
iii) siano state fornite ai lavoratori informazioni sulle situaä zioni di cui all’articolo 6, lettera f).
zioni di cui all’articolo 6, lettera f);
CAPO II
b) i LA inferiori per i campi magnetici (allegato II, tabella B2), OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO
ove giustificato dalla prassi o dal processo, compreso nella
testa e nel tronco, durante il turno di lavoro, purché non Articolo 4
siano superati i VLE relativi agli effetti sensoriali (allegato II, Valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione
tabella A3), oppure
1. Nell’assolvere gli obblighi di cui all’articolo 6, paragrafo 3,
e all’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE, il datore
i) il superamento dei VLE relativi agli effetti sensoriali sia di lavoro valuta tutti i rischi per i lavoratori derivanti da campi
solamente temporaneo; elettromagnetici sul luogo di lavoro e, se del caso, misura o
calcola i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti
i lavoratori.
ii) non siano superati i VLE relativi agli effetti sanitari (alleä
gato II, tabella A2);
Fatti salvi l’articolo 10 della direttiva 89/391/CEE e l’articolo 6
della presente direttiva, tale valutazione può essere resa pubblica
iii) siano adottate misure in conformità dell’articolo 5, paraä su richiesta, in conformità della pertinente legislazione delä
grafo 9, in caso di sintomi temporanei, ai sensi della l’Unione o nazionale. In particolare, qualora nel corso di tale
lettera a) di tale paragrafo, nonché valutazione siano trattati i dati personali dei lavoratori, la pubä
blicazione rispetta la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo
iv) siano state fornite ai lavoratori informazioni sulle situaä e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle
zioni di cui all’articolo 6, lettera f). persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali,
nonché alla libera circolazione di tali dati (1) e le leggi nazionali
degli Stati membri che recepiscono tale direttiva. A meno che
4. In deroga ai paragrafi 2 e 3, l’esposizione può superare: non sussista un interesse pubblico prevalente alla divulgazione,
le autorità pubbliche in possesso di una copia della valutazione
possono respingere una richiesta di accesso alla valutazione o di
a) i VLE relativi agli effetti sensoriali (allegato II, tabella A1) pubblicazione della stessa, qualora tale divulgazione pregiudichi
durante il turno di lavoro, ove giustificato dalla prassi o la tutela degli interessi commerciali del datore di lavoro, comä
dal processo, purché: presi quelli relativi alla proprietà intellettuale. I datori di lavoro
possono rifiutare di divulgare o pubblicare la valutazione alle
i) il loro superamento sia solamente temporaneo; medesime condizioni, in conformità della pertinente legislazione
dell’Unione o nazionale.

ii) non siano superati i VLE relativi agli effetti sanitari (alleä 2. Ai fini della valutazione di cui al paragrafo 1 del presente
gato II, tavola A1); articolo, il datore di lavoro individua e valuta i campi elettroä
magnetici sul luogo di lavoro, tenendo conto delle pertinenti
iii) siano state prese misure specifiche di protezione in conä guide pratiche di cui all’articolo 14 e di altre norme od orienä
formità dell’articolo 5, paragrafo 7; tamenti pertinenti stabiliti dallo Stato membro interessato, inä
cluse banche dati sull’esposizione. In deroga agli obblighi inä
combenti sul datore di lavoro a norma del presente articolo, il
iv) siano adottate misure in conformità dell’articolo 5, paraä datore di lavoro ha inoltre diritto di tener conto, se del caso, dei
grafo 9, in caso di sintomi temporanei, ai sensi della livelli di emissione e di altri dati appropriati relativi alla sicuä
lettera b) di tale paragrafo, nonché rezza forniti per le attrezzature dal fabbricante o dal distribuä
tore, in conformità del pertinente diritto dell’Unione, inclusa la
valutazione dei rischi, ove applicabile alle condizioni di esposiä
v) siano state fornite ai lavoratori informazioni sulle situaä zione sul luogo di lavoro o sul luogo di installazione.
zioni di cui all’articolo 6, lettera f);
3. Se non è possibile stabilire con certezza il rispetto dei VLE
b) i VLE relativi agli effetti sensoriali (allegato II, tabella A3 e sulla base di informazioni facilmente accessibili, la valutazione
allegato III, tabella A2) durante il turno di lavoro, ove giuä dell’esposizione è effettuata sulla base di misurazioni o calcoli.
stificato dalla prassi o dal processo, purché: In tal caso la valutazione tiene conto delle incertezze riguardanti
la misurazione o il calcolo, quali errori numerici, modellizzaä
zione delle sorgenti, geometria del modello anatomico e proä
i) il loro superamento sia solamente temporaneo;
prietà elettriche dei tessuti e dei materiali, determinate secondo
le buone prassi pertinenti.
ii) non siano superati i VLE relativi agli effetti sanitari (alleä
gato II, tabella A2 e allegato III, tabelle A1 e A3); (1) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
L 179/6 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 29.6.2013

4. La valutazione, la misurazione e il calcolo di cui ai paraä 7. Il datore di lavoro deve essere in possesso di una valutaä
grafi 1, 2 e 3 del presente articolo sono programmati ed effetä zione dei rischi a norma dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera a),
tuati da servizi o persone competenti a intervalli idonei, tenendo della direttiva 89/391/CEE e precisare quali misure devono esä
conto degli orientamenti forniti a norma della presente direttiva sere adottate a norma dell’articolo 5 della presente direttiva. La
e alla luce in particolare delle disposizioni relative alle compeä valutazione dei rischi puòincludere i motivi per cui il datore di
tenze richieste (persone o servizi) e alla consultazione e alla lavoro ritiene che la natura e l’entità dei rischi connessi con i
partecipazione dei lavoratori di cui agli articoli 7 e 11 della campi elettromagnetici non rendono necessaria una valutazione
direttiva 89/391/CEE. I dati ottenuti dalla valutazione, misuraä dei rischi piùdettagliata. La valutazione dei rischi è regolar ä
zione o calcolo dei livelli di esposizione sono conservati in una mente aggiornata, in particolare se vi sono stati notevoli mutaä
forma rintracciabile idonea a consentirne la successiva consulä menti che potrebbero averla resa obsoleta, oppure se i risultati
tazione, secondo la legislazione e la prassi nazionali. della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 8 mostrano che
essa è necessaria.
5. In occasione della valutazione dei rischi a norma dell’arä
ticolo 6, paragrafo 3, della direttiva 89/391/CEE, il datore di
lavoro presta particolare attenzione ai seguenti elementi: Articolo 5
Disposizioni miranti a eliminare o a ridurre i rischi
a) i VLE relativi agli effetti sanitari, i VLE relativi agli effetti
sensoriali e i LA di cui all’articolo 3 e agli allegati II e III 1. Tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di
della presente direttiva; misure per controllare la produzione di campi elettromagnetici
alla fonte, il datore di lavoro adotta le misure necessarie per
garantire che i rischi derivanti dai campi elettromagnetici sul
b) la frequenza, il livello, la durata e il tipo di esposizione, luogo di lavoro siano eliminati o ridotti al minimo.
inclusa la distribuzione nel corpo del lavoratore e nello spaä
zio del luogo di lavoro;
La riduzione dei rischi derivanti dall’esposizione ai campi eletä
c) eventuali effetti biofisici diretti; tromagnetici si basa sui principi generali di prevenzione di cui
all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 89/391/CEE.
d) eventuali effetti sulla salute e la sicurezza dei lavoratori espoä
sti a rischi particolari, segnatamente coloro che recano diä
spositivi medici impiantati attivi o passivi (quali stimolatori 2. Sulla base della valutazione dei rischi di cui all’articolo 4,
cardiaci) o dispositivi medici portati sul corpo (quali le qualora i pertinenti LA di cui all’articolo 3 e agli allegati II e III
pompe insuliniche) e le lavoratrici incinte; siano superati, a meno che la valutazione effettuata a norma
dell’articolo 4, paragrafi 1, 2 e 3 dimostri che i pertinenti VLE
non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla
e) eventuali effetti indiretti;
sicurezza, il datore di lavoro definisce e attua un programma
d’azione che deve includere misure tecniche e/o organizzative
f) l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per intese a prevenire esposizioni superiori ai VLE relativi agli effetti
ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici; sanitari e ai VLE relativi agli effetti sensoriali, che tenga conto in
particolare:
g) informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza
sanitaria di cui all’articolo 8;
a) di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposiä
zione ai campi elettromagnetici;
h) informazioni fornite dal fabbricante delle attrezzature;

i) altre informazioni disponibili pertinenti relative a salute e b) della scelta di attrezzature che emettano campi elettromaä
sicurezza; gnetici meno intensi, tenuto conto del lavoro da svolgere;

j) sorgenti multiple di esposizione;


c) delle misure tecniche per ridurre l’emissione dei campi eletä
)k esposizione simultanea a campi di frequenza diversa. tromagnetici, incluso se necessario l’uso di dispositivi di siä
curezza, schermatura o di analoghi meccanismi di protezione
della salute;
6. Non è necessario che la valutazione dell’esposizione sia
effettuata nei luoghi di lavoro aperti al pubblico se è già stata
effettuata una valutazione in conformità delle disposizioni relaä
tive alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi d) di misure appropriate di delimitazione e di accesso, quali
elettromagnetici, se sono rispettate le restrizioni ivi specificate segnali, etichette, segnaletica al suolo, barriere, al fine di
per i lavoratori e se sono esclusi i rischi per la salute e la limitare o controllare l’accesso;
sicurezza. Si ritiene che tali condizioni siano soddisfatte solo
qualora le attrezzature destinate al pubblico siano utilizzate
conformemente alla loro destinazione e alla normativa delä e) in caso di esposizione a campi elettrici, delle misure e proä
l’Unione sui prodotti, che stabilisce livelli di sicurezza piùrigo ä cedure volte a gestire le scariche di scintille e le correnti di
rosi rispetto a quelli previsti dalla presente direttiva, e non sia contatto mediante strumenti tecnici e mediante la formaä
utilizzata nessun’altra attrezzatura. zione dei lavoratori;
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f) degli opportuni programmi di manutenzione delle attrezzaä 7. Nel caso in cui trovi applicazione l’articolo 3, paragrafo 3
ture di lavoro, dei sistemi, dei luoghi e delle postazioni di bis, lettera a), sono adottate misure di protezione specifiche,
lavoro; quali il controllo dei movimenti.

g) della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postaä 8. I lavoratori non sono esposti a valori superiori ai VLE
zioni di lavoro; relativi agli effetti sanitari e ai VLE relativi agli effetti sensoriali
a meno che non sussistano le condizioni di cui all’articolo 10,
paragrafo 1, lettera a) o c) o all’articolo 3, paragrafi 3 e 4.
h) della limitazione della durata e dell’intensità dell’esposizione; Allorché, nonostante i provvedimenti presi dal datore di lavoro
nonché in applicazione della presente direttiva, i VLE relativi agli effetti
sanitari e i VLE relativi agli effetti sensoriali sono superati, il
i) della disponibilità di adeguati dispositivi di protezione indiä datore di lavoro adotta misure immediate per riportare l’espoä
viduale. sizione al di sotto dei VLE. Il datore di lavoro individua e regiä
stra le cause del superamento dei VLE relativi agli effetti sanitari
e dei VLE relativi agli effetti sensoriali e modifica di conseguenza
3. Sulla base della valutazione dei rischi di cui all’articolo 4, le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo
il datore di lavoro definisce e attua un programma d’azione che superamento. Le misure di protezione e prevenzione modificate
comprenda misure tecniche e/o organizzative intese a prevenire sono conservate in una forma rintracciabile idonea per consenä
qualsiasi rischio per i lavoratori esposti a rischi particolari e tirne la successiva consultazione, secondo la legislazione e la
qualsiasi rischio dovuto a effetti indiretti di cui all’articolo 4. prassi nazionali.

4. Oltre a fornire le informazioni di cui all’articolo 6 della 9. Nel caso in cui trovi applicazione l’articolo 3, paragrafi 3 e
presente direttiva, il datore di lavoro, a norma dell’articolo 15 4, nel caso in cui sia segnalata dal lavoratore la comparsa di
della direttiva 89/391/CEE, adatta le misure di cui al presente sintomi temporanei, il datore di lavoro aggiorna, se necessario,
articolo alle esigenze dei lavoratori esposti a rischi particolari e, la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione. I sintomi
se del caso, alle valutazioni dei rischi individuali, in particolare temporanei possono comprendere:
per quanto riguarda i lavoratori che hanno dichiarato di essere
muniti di dispositivi medici impiantati attivi o passivi, quali gli
a) percezioni ed effetti sensoriali nel funzionamento del sistema
stimolatori cardiaci, o dispositivi medici portati sul corpo (quali
nervoso centrale nella testa causati da campi magnetici che
le pompe insuliniche) o le lavoratrici incinte che hanno inforä
variano nel tempo; nonché
mato il datore di lavoro della loro condizione.

b) effetti di campi magnetici statici, quali vertigini e nausea.


5. Sulla base della valutazione dei rischi di cui all’articolo 4, i
luoghi di lavoro in cui è probabile che i lavoratori siano esposti
a campi elettromagnetici che superino i LA sono indicati con Articolo 6
un’apposita segnaletica a norma degli allegati II e III e della
direttiva 92/58/CEE del Consiglio, del 24 giugno 1992, recante Informazione e formazione dei lavoratori
le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di Fatti salvi gli articoli 10 e 12 della direttiva 89/391/CEE, il
salute sul luogo di lavoro (nona direttiva particolare ai sensi datore di lavoro garantisce che i lavoratori che potrebbero esä
dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (1). Le sere esposti ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici sul
aree in questione sono inoltre identificate e l’accesso alle stesse è luogo di lavoro e/o i loro rappresentanti ricevano le informaä
limitato in maniera opportuna. Nel caso in cui l’accesso a tali zioni e la formazione necessarie in relazione al risultato della
aree sia adeguatamente ristretto per altri motivi e i lavoratori valutazione dei rischi di cui all’articolo 4 della presente direttiva,
siano informati sui rischi derivanti dai campi elettromagnetici, con particolare riguardo:
non è necessario installare segnaletica e restrizioni di accesso
specifici per i campi elettromagnetici.
a) alle misure adottate in applicazione della presente direttiva;

6. Nel caso in cui trovi applicazione l’articolo 3, paragrafo 3,


lettera a), sono adottate misure di protezione specifiche, quali la b) all’entità e al significato dei VLE e dei LA, nonché ai possibili
formazione dei lavoratori a norma dell’articolo 6 e l’uso di rischi associati e alle misure preventive adottate;
strumenti tecnici nonché la protezione individuale, per esempio
la messa a terra degli oggetti di lavoro, il collegamento dei c) agli eventuali effetti indiretti dell’esposizione;
lavoratori con gli oggetti di lavoro (collegamento equipotenziaä
le) nonché, se del caso e a norma dell’articolo 4, paragrafo 1,
lettera a), della direttiva 89/656/CEE del Consiglio, del 30 noä d) ai risultati della valutazione, della misurazione o del calcolo
vembre 1989, relativa alle prescrizioni minime in materia di dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici effettuati a
sicurezza e salute per l’uso da parte dei lavoratori di attrezzature norma dell’articolo 4 della presente direttiva;
di protezione individuale durante il lavoro (terza direttiva parä
ticolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1 della direttiva
e) alle modalità per individuare e segnalare gli effetti negativi
89/391/CEE) (2), l’impiego di scarpe isolanti, guanti e indumenti
dell’esposizione per la salute;
protettivi.

(1) GU L 245 del 26.8.1992, pag. 23. f) alla possibilità di sintomi e sensazioni temporanei dovuti a
(2) GU L 393 del 30.12.1989, pag. 18. effetti nel sistema nervoso centrale o periferico;
L 179/8 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 29.6.2013

g) alle circostanze alle quali i lavoratori hanno diritto a una a) l’esposizione può superare i VLE se è connessa all’installazioä
sorveglianza sanitaria; ne, al controllo, all’uso, allo sviluppo, alla manutenzione
degli apparecchi per la risonanza magnetica (RMI) per i paä
zienti nel settore sanitario o alla ricerca correlata, purché
h) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo i rischi
siano soddisfatte tutte le condizioni seguenti:
derivanti dall’esposizione;

i) ai lavoratori esposti a rischi particolari di cui all’articolo 4, i) la valutazione del rischio effettuata conformemente all’arä
paragrafo 5, lettera d bis), e all’articolo 5, paragrafi 3 e 4, ticolo 4 ha dimostrato che i VLE sono superati;
della presente direttiva.
ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate
Articolo 7 tutte le misure tecniche e/o organizzative;
Consultazione e partecipazione dei lavoratori
La consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro iii) le circostanze giustificano debitamente il superamento
rappresentanti hanno luogo in conformità dell’articolo 11 della del VLE;
direttiva 89/391/CEE.
iv) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro,
CAPO III delle attrezzature di lavoro o delle pratiche di lavoro, e
DISPOSIZIONI VARIE

Articolo 8 v) il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono sempre


protetti dagli effetti nocivi per la salute e dai rischi per la
Sorveglianza sanitaria sicurezza, assicurando in particolare che siano seguite le
1. Ai fini della prevenzione e della diagnosi precoce di quaä istruzioni per l’uso in condizioni di sicurezza fornite dal
lunque effetto negativo per la salute imputabile all’esposizione a fabbricante ai sensi della direttiva 93/42/CEE del Consiä
campi elettromagnetici, un’adeguata sorveglianza sanitaria è efä glio, del 14 giugno 1993, concernente i dispositivi meä
fettuata a norma dell’articolo 14 della direttiva 89/391/CEE. La dici (1);
documentazione medica e la relativa disponibilità sono garantite
in conformità del diritto e/o delle prassi nazionali.
b) gli Stati membri possono autorizzare l’attuazione di un siä
stema di protezione equivalente o più specifico per il persoä
2. Conformemente alle legislazioni e prassi nazionali, i risulä nale che lavora presso impianti militari operativi o che parä
tati della sorveglianza sanitaria sono conservati in forma idonea tecipa ad attività militari, ivi compreso a esercitazioni militari
per consentirne la consultazione in un momento successivo nel internazionali congiunte, purché si evitino gli effetti nocivi
rispetto delle prescrizioni in materia di riservatezza. I singoli per la salute e i rischi per la sicurezza;
lavoratori hanno, su richiesta, accesso ai loro dati medici perä
sonali.
c) gli Stati membri possono autorizzare, in circostanze debitaä
mente giustificate e soltanto per il periodo in cui rimangano
Nel caso in cui un lavoratore segnali effetti indesiderati o inatä tali, il superamento temporaneo dei VLE in settori specifici o
tesi sulla salute oppure in cui sia rilevata un’esposizione supeä per attività specifiche che esulino dall’ambito di applicazione
riore ai VLE, il datore di lavoro garantisce che un controllo delle lettere a) e b). Ai fini della presente disposizione per
medico o una sorveglianza sanitaria individuale adeguati siano «circostanze debitamente giustificate» si intendono circoä
fornite al lavoratore o ai lavoratori interessati, conformemente stanze che soddisfino le seguenti condizioni:
alla legislazione e alla prassi nazionali.

La possibilità di sottoporsi a tale controllo o sorveglianza è i) la valutazione del rischio effettuata conformemente all’arä
messa a disposizione durante le ore scelte dal lavoratore e i ticolo 4 ha dimostrato che i VLE sono superati;
relativi costi non sono a carico di quest’ultimo.
ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate
Articolo 9 tutte le misure tecniche e/o organizzative;
Sanzioni
Gli Stati membri prevedono l’applicazione di sanzioni adeguate iii) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro,
in caso di violazione della normativa nazionale adottata ai terä delle attrezzature di lavoro o delle pratiche di lavoro, e
mini della presente direttiva. Le sanzioni devono essere effettive,
proporzionate e dissuasive.
iv) il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono sempre
protetti contro gli effetti nocivi per la salute e i rischi per
Articolo 10 la sicurezza, avvalendosi in particolare di norme e orienä
tamenti comparabili, più specifici e riconosciuti a livello
Deroghe internazionale.
1. In deroga all’articolo 3, ma fatto salvo l’articolo 5, paraä
grafo 1, si applicano le seguenti disposizioni: (1) GU L 169 del 12.7.1993, pag. 1.
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2. Gli Stati membri informano la Commissione in merito a 4. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne
ogni deroga ai sensi del paragrafo 1, lettere b) e c), e indicano la dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiä
relativa giustificazione nella relazione di cui all’articolo 15. glio.

Articolo 11 5. L’atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 11 entra in


vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno
Modifiche tecniche degli allegati sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui
1. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti esso è stato loro notificato, o se, prima della scadenza di tale
delegati conformemente all’articolo 12 riguardo alle modifiche termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno inä
degli allegati o quelle di natura puramente tecnica, al fine di: formato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni.
Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlaä
mento europeo o del Consiglio.
a) tener conto dell’adozione di regolamenti e direttive in mateä
ria di armonizzazione tecnica e standardizzazione riguarä
danti la progettazione, la costruzione, la fabbricazione o la Articolo 13
realizzazione di attrezzature e/o luoghi di lavoro; Procedura d’urgenza
1. Gli atti delegati adottati ai sensi del presente articolo enä
b) tener conto del progresso tecnico, dell’evoluzione delle trano in vigore immediatamente e si applicano finché non siano
norme o specifiche più pertinenti e delle nuove conoscenze sollevate obiezioni conformemente al paragrafo 2. La notifica
scientifiche relative ai campi elettromagnetici; dell’atto delegato al Parlamento europeo e al Consiglio illustra i
motivi del ricorso alla procedura d’urgenza che devono riguarä
dare la salute e la protezione dei lavoratori.
c) adeguare i LA qualora esistano nuovi dati scientifici e purché
i datori di lavoro continuino a essere vincolati dai VLE esiä
stenti menzionati negli allegati II e III. 2. Il Parlamento europeo o il Consiglio possono sollevare
obiezioni a un atto delegato secondo la procedura di cui all’arä
ticolo 12, paragrafo 5. In tal caso, la Commissione abroga l’atto
2. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti immediatamente a seguito della notifica della decisione con la
delegati conformemente all’articolo 12, al fine di inserire nell’alä quale il Parlamento europeo o il Consiglio hanno sollevato
legato II gli orientamenti dell’ICNIRP per limitare l’esposizione ai obiezioni.
campi elettrici indotti dal movimento del corpo umano in un
campo magnetico statico e da campi magnetici che variano nel
tempo al di sotto di 1 Hz, non appena essi siano disponibili. CAPO IV

DISPOSIZIONI FINALI
3. Qualora, in caso di modifiche di cui ai paragrafi 1 e 2,
imperativi motivi d’urgenza lo richiedano, la procedura di cui Articolo 14
all’articolo 13 si applica agli atti delegati adottati ai sensi del Guida pratica
presente articolo.
Al fine di agevolare l’attuazione della presente direttiva, la Comä
missione mette a disposizione guide pratiche non vincolanti
Articolo 12 almeno sei mesi prima del 1o luglio 2016. Tali guide devono
riferirsi, in particolare, alle questioni seguenti:
Esercizio della delega
1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commisä
sione alle condizioni stabilite nel presente articolo. a) la determinazione dell’esposizione tenendo conto delle
norme europee o internazionali appropriate, ivi compresi:

2. Il potere di adottare atti delegati di cui all’articolo 11 è


conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a — i metodi di calcolo per la valutazione dei VLE,
decorrere dal 29 giugno 2013. La Commissione elabora una
relazione sulla delega di poteri al più tardi nove mesi prima — la media spaziale dei campi elettrici e magnetici esterni,
della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è
tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che
il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale — orientamenti per il trattamento delle incertezze di misuä
proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun razione e di calcolo,
periodo.

b) orientamenti per la dimostrazione della conformità in relaä


3. La delega di potere di cui all’articolo 11 può essere revoä zione a tipi particolari di esposizione non uniforme in situaä
cata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiä zioni specifiche, sulla base di una dosimetria consolidata;
glio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi
specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno sucä
cessivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale c) la descrizione del «metodo del picco ponderato» per i campi
dell’Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa di bassa frequenza e della sommatoria dei campi multi-freä
non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore. quenza per i campi di alta frequenza;

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