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Il documento fornisce linee guida non vincolanti per l'attuazione della direttiva 2013/35/UE sui campi elettromagnetici, evidenziando l'importanza di identificare le misure di prevenzione esistenti e i soggetti a rischio, inclusi lavoratori particolarmente vulnerabili. La valutazione dei rischi deve considerare sia gli effetti diretti che indiretti dei campi elettromagnetici, tenendo conto della gravità e della probabilità degli eventi pericolosi. Infine, si sottolinea l'importanza di documentare i risultati della valutazione e di attuare misure preventive in base alla gravità del rischio identificato.

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Il documento fornisce linee guida non vincolanti per l'attuazione della direttiva 2013/35/UE sui campi elettromagnetici, evidenziando l'importanza di identificare le misure di prevenzione esistenti e i soggetti a rischio, inclusi lavoratori particolarmente vulnerabili. La valutazione dei rischi deve considerare sia gli effetti diretti che indiretti dei campi elettromagnetici, tenendo conto della gravità e della probabilità degli eventi pericolosi. Infine, si sottolinea l'importanza di documentare i risultati della valutazione e di attuare misure preventive in base alla gravità del rischio identificato.

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38 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

5.3.2 Identificazione delle misure di prevenzione


e precauzionali esistenti
Nella maggior parte dei luoghi di lavoro sono già predisposte una serie di misure di
prevenzione e precauzione volte a eliminare o ridurre i rischi sul luogo di lavoro. Tali misure
potrebbero essere state attuate specificamente in relazione ai campi elettromagnetici. In
altri casi potrebbero essere state adottate in relazione ad altri pericoli, ma contribuiranno
anche a limitare l’accesso ai campi elettromagnetici.

Pertanto è importante identificare le misure di prevenzione e precauzione esistenti che


possono contribuire al processo di valutazione dei rischi.

5.3.3 Identificazione dei soggetti a rischio


È necessario identificare i soggetti che potrebbero subire danni a causa dei pericoli in
questione. Nel far questo è importante considerare tutti i lavoratori presenti sul luogo
di lavoro. Dovrebbe essere facile identificare coloro che svolgono attività lavorative o
utilizzano apparecchiature che generano forti campi elettromagnetici. È importante tuttavia
prendere in considerazione anche coloro che svolgono altre mansioni o lavorano con altre
apparecchiature, ma che potrebbero comunque essere esposti a campi elettromagnetici. Per
esempio la valutazione dei campi generati dalla postazione della saldatrice da banco a punti
nello studio del caso dell’officina (volume 2 della presente guida) dimostra che il campo è
più forte nella postazione dell’operatore ma a fianco dell’apparecchiatura. Se la saldatrice
si trova vicino a un passaggio, gli altri lavoratori di passaggio nell’area potrebbero essere
esposti a campi elettromagnetici di entità superiore a quella dell’operatore.

È altresì importante considerare i rischi cui sono esposti coloro che, pur non essendo
dipendenti, sono presenti sul luogo di lavoro, per esempio i visitatori, i tecnici addetti
all’assistenza, altri subcontraenti e fornitori.

5.3.4 Lavoratori particolarmente a rischio


È obbligatorio tener conto dei lavoratori particolarmente a rischio e la direttiva EMF identifica
specificamente quattro gruppi di lavoratori che rientrano in questa categoria (cfr. la tabella
3.1 per ulteriori dettagli):

a• lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili attivi;

a• lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili passivi;

a• lavoratori con dispositivi medici portati sul corpo;

a• lavoratrici in gravidanza.

I lavoratori che rientrano in uno di questi gruppi potrebbero essere esposti a maggiori rischi
derivanti dai campi elettromagnetici rispetto alla popolazione attiva e dovrebbero essere
oggetto di una specifica valutazione dei rischi (cfr. la seguente sezione [Link]) che potrebbe
indicare che il rischio rimane tollerabile, ma in altri casi potrebbe essere necessario adattare
le loro condizioni di lavoro per ridurre il rischio.
Sezione 2 — Decidere su eventuali ulteriori azioni 39

5.4 Fase 3 — Valutazione dei rischi e definizione


delle priorità

5.4.1 Valutazione dei rischi


La valutazione dei rischi può comportare diversi gradi di complessità: da un semplice
giudizio in base al quale il rischio viene definito basso, medio o alto a una raffinata analisi
quantitativa. Di norma una semplice valutazione sarà opportuna laddove i campi sono tutti
a un livello basso, per esempio se per tutte le attività e le apparecchiature tutte le colonne
della tabella 3.2 riportano un «No». Tuttavia, laddove i campi saranno prevedibilmente più
forti, la valutazione sarà probabilmente più complessa e potrebbe includere una valutazione
quantitativa per stabilire l’entità degli eventuali pericoli.

La valutazione dei rischi dovrà tener conto sia della gravità di un evento pericoloso che della
probabilità che tale evento si verifichi.

L’indice di gravità assegnato deve riflettere l’esito previsto dell’evento pericoloso. Nel luogo di
lavoro, le interazioni dei campi elettromagnetici possono dar luogo a una serie di esiti di diversa
gravità. Qui di seguito sono riportati alcuni esempi di risultati e livelli di gravità possibili. In
pratica la determinazione della gravità spetterà all’esperto incaricato della valutazione, anche
in funzione dell’intensità del campo accessibile e di altre circostanze locali.

Tabella 5.3 — Esempi degli esiti e dei livelli di gravità possibili derivanti dalle
interazioni dei campi elettromagnetici sul luogo di lavoro

Esito Gravità
Sensazioni di vertigini e nausea Lieve
Percezione di lampi di luce (fosfeni)
Formicolio o dolore (stimolazione nervosa)
Lieve aumento della temperatura dei tessuti
Disturbi uditivi da microonde

Propulsione di oggetti ferromagnetici in campi magnetici statici Seria


Interferenza con dispositivi medici impiantabili
Aumenti considerevoli della temperatura dei tessuti

Accensione di atmosfere infiammabili Fatale


Innesco di detonatori

La valutazione della probabilità dovrà tener conto di una serie di fattori come l’accesso al
campo e la natura delle mansioni svolte. Spesso l’accesso a forti campi elettromagnetici
è limitato per altri motivi, come pericoli di natura meccanica o elettrica. In tali circostanze
non sarà necessario applicare ulteriori restrizioni. Analogamente, la valutazione della
probabilità dovrebbe tener conto del processo di lavoro. Un forno a induzione può,
ad esempio, funzionare a pieno regime durante la fase di riscaldamento iniziale, ma
solitamente in questa parte del ciclo i lavoratori non si trovano in stretta prossimità del forno.
Successivamente, dopo la fusione della carica, il forno può funzionare a regime ridotto, e
pertanto l’entità del campo sarà assai inferiore.
La valutazione dei rischi dovrà tener conto di eventuali misure di prevenzione e precauzionali
già in vigore (cfr. la sezione 5.3.2).
I campi elettromagnetici potrebbero comportare rischi — derivanti da interazioni dirette e
indirette — che sarà opportuno valutare separatamente. Inoltre alcuni lavoratori potrebbero
essere particolarmente a rischio (cfr. la precedente sezione 5.3.4), e questi rischi dovranno
essere appositamente valutati.
40 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

Nota bene: valutazione dei rischi


La valutazione dei rischi non è necessariamente complessa e i datori di lavoro
possono avvalersi della tabella 3.2 per decidere in merito al grado di dettaglio
necessario. La valutazione dovrà tener conto sia della gravità dell’evento pericoloso
che della probabilità che tale evento si verifichi.

[Link] Effetti diretti

La valutazione dei rischi derivanti dalle interazioni dirette dei campi elettromagnetici con
i lavoratori dovrà tener conto delle caratteristiche dei campi magnetici accessibili. I fattori
principali che influiscono sull’entità di un pericolo sono la frequenza o le frequenze e
l’intensità del campo. Tuttavia, possono rivelarsi importanti anche altri fattori come la forma
d’onda, l’uniformità spaziale e le variazioni nel tempo dell’intensità del campo.

In tale aspetto della valutazione è essenziale stabilire se i lavoratori potrebbero subire


esposizioni superiori ai VLE (cfr. il capitolo 6). Qualora i valori limite di esposizione non
possano essere superati, non vi sarà pericolo di effetti diretti.

In generale, per campi variabili nel tempo con frequenze comprese tra 1 Hz e 6 GHz, non
è facile misurare o calcolare i VLE; quasi sempre per i datori di lavoro sarà più opportuno
valutare se i campi accessibili superano i livelli di azione (LA) previsti per gli effetti diretti. Se
i livelli di azione non sono superati, è impossibile che siano superati i VLE.

La direttiva EMF non impone ai datori di lavoro di effettuare calcoli o misurazioni per
verificare che i livelli di azione non siano superati, a meno che risulti impossibile ottenere
tale informazione in altra maniera. Molti datori di lavoro riscontreranno che per tutte le loro
attività e apparecchiature, tutte e tre le colonne della tabella 3.2 riportano un «No». In tal
caso i livelli di azione non saranno superati, neanche nel caso di attività o apparecchiature
multiple nelle immediate vicinanze. Anche qualora le attività o le apparecchiature non siano
elencate nella tabella 3.2, le informazioni a conferma del fatto che i livelli di azione non sono
stati superati possono essere reperibili altrove (cfr. il capitolo 7).

Qualora i datori di lavoro non siano in grado di dimostrare la conformità ai LA o ai VLE sulla
base di informazioni facilmente reperibili, possono effettuare una valutazione più dettagliata
(cfr. il capitolo 8) oppure prendere in considerazione la possibilità di adottare misure che
limitino l’accesso ai campi in questione (cfr. il capitolo 9).

[Link] Effetti indiretti

I campi elettromagnetici possono comportare rischi per la sicurezza e la salute, derivanti


dall’interazione con oggetti presenti nel campo. La direttiva EMF impone di valutare anche
questi rischi separatamente dai rischi derivanti dagli effetti diretti.

La direttiva relativa ai campi elettromagnetici individua una serie di effetti indiretti che può
essere necessario valutare:

a• interferenza con apparecchiature e dispositivi medici elettronici (compresi stimolatori


cardiaci e altri impianti o dispositivi medici portati sul corpo);

a• rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici statici;

a• innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);

a• incendi ed esplosioni dovuti all’accensione di materiali infiammabili da scintille prodotte da


campi indotti, correnti di contatto o scariche elettriche;

a• correnti di contatto.
Sezione 2 — Decidere su eventuali ulteriori azioni 41

Molti di questi effetti indiretti si produrranno in situazioni specifiche; di conseguenza, quasi


sempre, i datori di lavoro dovranno in primo luogo considerare la probabilità che tali rischi si
verifichino sul loro luogo di lavoro.

La direttiva EMF definisce i LA per aiutare i datori di lavoro a valutare i rischi per due di
questi effetti indiretti: il rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici
statici e le correnti di contatto. Se i LA non vengono superati il rischio è basso e non sono
necessarie misure di prevenzione e precauzionali aggiuntive.

Per i rimanenti effetti indiretti non ci sono LA, ma le norme europee forniscono ulteriori
orientamenti per la valutazione dei rischi. Questo aspetto viene trattato in maniera più
approfondita nell’appendice E della presente guida.

[Link] Lavoratori particolarmente a rischio

Per i lavoratori particolarmente a rischio (cfr. la tabella 3.1) la valutazione è di solito più
complessa. È possibile che i LA per gli effetti diretti non garantiscano una protezione
adeguata a questi lavoratori, rendendo necessaria una valutazione separata.

I lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili o dispositivi medici indossati sul corpo
talvolta ricevono informazioni specifiche sui livelli di sicurezza dell’intensità di campo. In questo
caso tali informazioni costituiranno criteri di valutazione e dovranno quindi essere anteposte
a qualsiasi altra informazione più generale eventualmente disponibile. Per esempio, la
valutazione relativa a un portatore di pacemaker, analizzata nello studio del caso dei dispositivi
al plasma a radiofrequenza (RF) (volume 2) si avvale dei dati del fabbricante.

Laddove non siano disponibili informazioni specifiche per i dispositivi medici impiantabili
o i dispositivi medici indossati sul corpo, e per le lavoratrici in gravidanza i datori di lavoro
devono far riferimento agli orientamenti contenuti nell’appendice E della presente guida.

Nota bene: aspetti di cui tener conto


Al momento di valutare i rischi derivanti dai campi elettromagnetici, i datori di lavoro
devono considerare i rischi connessi a effetti diretti e indiretti. Alcuni lavoratori
possono essere particolarmente esposti ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici
(cfr. la tabella 3.1) e anche di questo aspetto occorre tener conto.

5.5 Fase 4 — Decisioni sulle azioni preventive


Una volta individuati i rischi, occorre anzitutto chiedersi se sia possibile eliminarli. Sarebbe
possibile ridurre l’intensità di campo a un livello che non presenti rischi, oppure è possibile
impedire l’accesso al campo?

Ove possibile, le decisioni relative alle azioni preventive dovrebbero essere adottate nelle
fasi di progettazione o acquisto di nuovi processi o apparecchiature.

Il capitolo 9 della presente guida offre orientamenti sulle misure di protezione e prevenzione
adottabili per ridurre al minimo i rischi derivanti dai campi elettromagnetici. La protezione
collettiva dovrebbe sempre prevalere sulla protezione individuale.
42 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

5.6 Fase 5 — Attuazione delle misure


Qualora risulti necessario intervenire, è importante definire le priorità dell’attuazione di
misure di protezione e prevenzione. La priorità deve essere di norma stabilita in base
all’entità del rischio e alla gravità dell’esito del potenziale evento pericoloso. Talvolta
potrebbe essere impossibile attuare rapidamente tutte le nuove misure. In tal caso occorrerà
decidere se introdurre alcune misure temporanee che consentano di proseguire il lavoro fino
all’attuazione di misure di prevenzione permanenti. In alternativa si può decidere di bloccare
il lavoro fino all’introduzione delle nuove misure.

5.7 Documentazione della valutazione dei rischi


È importante registrare i risultati della valutazione dei rischi. Nell’ambito di tale procedura
occorre individuare gli elementi essenziali della valutazione dei rischi, tra cui i pericoli
individuati, i lavoratori potenzialmente esposti ai rischi e l’esito della valutazione. Si dovrà
anche registrare l’eventuale presenza di lavoratori particolarmente a rischio. Devono essere
documentate le prescrizioni relative a eventuali nuove misure di prevenzione e precauzionali,
così come le disposizioni per il riesame ulteriore della valutazione.

5.8 Monitoraggio e esame della valutazione dei rischi


È importante esaminare periodicamente la valutazione dei rischi per verificarne
l’adeguatezza, nonché l’efficacia delle misure di protezione e prevenzione. Tale esame
deve tener conto dei risultati degli eventuali controlli di routine sulle condizioni delle
apparecchiature, poiché qualunque deterioramento potrebbe incidere sulle conclusioni della
valutazione dei rischi. È indispensabile riesaminare la valutazione dei rischi anche nel caso di
cambiamento delle apparecchiature in uso o di modifica delle procedure di lavoro.

I datori di lavoro devono inoltre tenere a mente che la situazione dei lavoratori può
cambiare. Per esempio a un lavoratore può essere impiantato un dispositivo medico, oppure
una lavoratrice può rimanere incinta. Un simile cambiamento dovrà comportare una revisione
della valutazione dei rischi per verificarne l’adeguatezza.

Qualora i lavoratori subiscano un’esposizione temporanea superiore ai LA inferiori per i campi


magnetici (tabella B2 dell’allegato II della direttiva EMF) oppure ai VLE relativi agli effetti
sensoriali, possono comparire alcuni sintomi temporanei, tra cui:

a• vertigini e nausea provocati dall’esposizione a campi magnetici statici e a bassa


frequenza;

a• percezioni sensoriali come lampi di luce (fosfeni) o lievi alterazioni delle funzioni cerebrali
provocate dall’esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza;

a• percezioni sensoriali come «disturbi uditivi da microonde» provocate, in condizioni


specifiche, dall’esposizione a campi a radiofrequenza pulsata (cfr. la sezione B5).

Qualora i lavoratori evidenzino questi sintomi, il datore di lavoro dovrà rivedere, e se


necessario aggiornare, la valutazione dei rischi, adottando eventualmente ulteriori misure di
protezione e prevenzione.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 43

Sezione 3

VALUTAZIONI
DI CONFORMITÀ
44 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

6. USO DEI VALORI LIMITE


DI ESPOSIZIONE E DEI LIVELLI
DI AZIONE

Come illustrato nel capitolo 2, l’esposizione ai campi elettromagnetici può produrre effetti
diversi a seconda della frequenza dei campi. Per questa ragione la direttiva EMF prevede
valori limite di esposizione (VLE) per:

a• effetti non termici (0-10 MHz) nell’allegato II;

a• effetti termici (100 kHz-300 GHz) nell’allegato III.

Ne consegue che generalmente, prima di scegliere il VLE corretto, è necessario conoscere la


frequenza (o le frequenze) del campo elettromagnetico. Si noti che le due gamme di valori
si sovrappongono. Di conseguenza nella gamma di frequenza intermedia (100 kHz-10 MHz)
possono prodursi effetti sia termici che non termici: occorre quindi tener conto di entrambi i VLE.

Per le frequenze comprese tra 1 Hz e 6 GHz, i VLE sono definiti in termini di grandezze
presenti nel corpo che non possono essere misurate o calcolate facilmente. La direttiva
EMF definisce anche livelli di azione (LA) fissati in termini di grandezze di campo esterne,
rilevabili con relativa facilità tramite misurazioni o calcoli. Questi LA sono ottenuti dai VLE
sulla base di ipotesi prudenziali, e pertanto la conformità ai LA pertinenti garantisce sempre
la conformità al VLE corrispondente. Tuttavia è possibile mantenere la conformità al VLE pur
avendo superato un LA. Questo aspetto viene approfondito nella sezione 6.1. La figura 6.1
illustra il processo per stabilire se occorre valutare la conformità ai LA oppure ai VLE.

Il confronto con i LA o i VLE contribuisce al processo di valutazione dei rischi. Se non è


possibile dimostrare la conformità ai LA, i datori di lavoro possono decidere di effettuare
una valutazione in base ai VLE, che però si rivelerà probabilmente più complessa e pertanto
più costosa. In molti casi sarà possibile applicare misure supplementari per garantire la
conformità ai LA o ai VLE. Una volta che abbia dimostrato la conformità, o abbia esaurito
tutte le possibili opzioni di misure supplementari, il datore di lavoro dovrà continuare il
processo di valutazione dei rischi (cfr. il capitolo 5).

La valutazione completa dell’esposizione dei lavoratori e il confronto con i VLE possono


rivelarsi assai complessi ed esulano dal campo di applicazione della presente guida.
L’appendice D della guida fornisce ulteriori informazioni sulle valutazioni. Tuttavia lo scopo
principale delle informazioni presentate in questo capitolo è illustrare il funzionamento
pratico del sistema dei VLE e dei LA, affinché i datori di lavoro possano decidere se
determinarli autonomamente o rivolgersi a uno specialista.

La direttiva definisce una serie di LA differenti, alcuni dei quali applicabili simultaneamente.
I LA riguardano gli effetti diretti o indiretti. Alle basse frequenze, i campi elettrici e magnetici
possono essere considerati indipendenti (la cosiddetta «approssimazione quasi-statica») ed
entrambi inducono campi elettrici nel corpo. Pertanto alle basse frequenze esistono LA per i
campi elettrici e magnetici. Ci sono anche LA per la corrente di contatto.

Con l’aumentare della frequenza, i campi provocano un accoppiamento più intenso e


l’interazione con il corpo si modifica, producendo una deposizione di energia che a sua volta
provoca effetti termici. Per queste frequenze ci sono LA per i campi elettrici e magnetici. A
frequenze superiori a 6 GHz, esiste un LA supplementare per la densità di potenza, che è
correlato all’intensità dei campi elettrici e magnetici. Ci sono anche LA per le correnti indotte
attraverso gli arti, a loro volta correlati agli effetti termici, e per le correnti di contatto. Il
sistema dei LA è illustrato nella figura 6.2.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 45

Figura 6.1 — Processo per stabilire se occorre valutare la conformità ai LA


oppure ai VLE

Inizio della
valutazione

Campo
B statico? SÌ

NO

Effettuare
Sorgente molto una valutazione Ulteriori misure
Ulteriori misure di rispetto ai VLE
protezione e/o localizzata distante SÌ di protezione
pochi centimetri (figura 6.8) e/o prevenzione
prevenzione
dal corpo?

NO

Effettuare
una valutazione
rispetto ai LA previsti
per gli effetti diretti C’è conformità
(figura 6.4) ai VLE?

SÌ NO SÌ

Effettuare
una valutazione
rispetto ai LA previsti Si possono
C’è conformità ai per gli effetti indiretti adottare misure
LA per gli effetti SÌ
(figura 6.6) supplementari?
diretti?

NO
NO

Preferenze C’è conformità


SÌ per misure ai LA per gli
supplementari? effetti indiretti?

NO

NO SÌ

Valutazione
completa
Tornare alla
valutazione
dei rischi
46 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

Figura 6.2 — Gamma di frequenze cui sono applicabili diversi LA

Campi magnetici, effetti non termici


(LA inferiore/superiore relativo agli arti)

Campi elettrici, effetti non termici


(LA inferiore/superiore)

Correnti di contatto, effetti non termici

Campi magnetici, effetti termici

Campi elettrici, effetti termici

Correnti di contatto,
effetti termici

Correnti attraverso gli arti,


effetti termici
1 Hz 10 Hz 100 Hz 1 kHz 100 kHz 10 MHz 100 MHz 10 GHz 100 GHz
Frequenza

Le barre blu indicano gli effetti non termici e quelle rosse indicano gli effetti termici. Ove
la gamma di frequenza è evidenziata in verde, è obbligatoria la conformità ai valori per gli
effetti non termici (campo elettrico, campo magnetico e correnti di contatto) e gli effetti
termici (campo elettrico e magnetico).

I VLE e i relativi LA si basano sugli orientamenti pubblicati dalla Commissione internazionale


per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP). Questi orientamenti, che si possono
consultare all’indirizzo [Link] (cfr. la sezione Risorse nell’appendice I), forniscono
ulteriori informazioni sul fondamento logico di questi valori.

La direttiva EMF prevede che gli Stati membri recepiscano i VLE nella propria legislazione
nazionale; i datori di lavoro sono pertanto giuridicamente vincolati a rispettarli. La direttiva EMF
contiene disposizioni che consentono alla Commissione di rivedere i LA in caso di necessità.

Nota bene: livelli di azione e valori limite di esposizione


Per gran parte dei datori di lavoro sarà più semplice dimostrare la conformità ai
livelli di azione che ai valori limite di esposizione, anche se le distanze di conformità
possono essere maggiori per i primi. Sono inoltre specificati i livelli di azione
per alcuni effetti indiretti (ma non per tutti). I livelli di azione e i valori limite di
esposizione di norma non garantiscono una protezione sufficiente ai lavoratori
particolarmente a rischio.

6.1 Livelli di azione previsti per gli effetti diretti


Come si è rilevato in precedenza, i LA per gli effetti diretti sono stati ricavati dai
corrispondenti VLE usando tecniche di modellizzazione informatica e ipotizzando le
interazioni più pessimistiche. Ciò significa che la conformità ai LA garantisce sempre la
conformità ai corrispondenti VLE. Tuttavia, in molte situazioni sarà possibile superare il LA
e mantenere comunque la conformità al VLE corrispondente. La relazione tra LA e VLE è
illustrata nella figura 6.3. Per quasi tutti i datori di lavoro, in quasi tutte le situazioni, i LA
previsti per gli effetti diretti offrono un metodo relativamente semplice per dimostrare la
conformità ai VLE corrispondenti.

Tutti i LA sono definiti per campi non alterati dalla presenza del corpo del lavoratore.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 47

Se non è possibile dimostrare la conformità ai LA, i datori di lavoro possono scegliere se


attuare misure di protezione e prevenzione, oppure valutare direttamente la conformità
ai VLE. Nel prendere tale decisione, i datori di lavoro non dovranno dimenticare che la
valutazione effettuata in base ai VLE potrebbe comunque sfociare nell’obbligo di attuare
misure di protezione e prevenzione.

Il processo per la selezione dei livelli di azione previsti per gli effetti diretti è illustrato dal
diagramma di flusso di cui alla figura 6.4.

Figura 6.3 — Rappresentazione schematica che illustra la relazione tra i valori


limite di esposizione e i livelli di azione

Maggiori rischi
Sono richieste misure per la salute
di prevenzione e la sicurezza VLE
relativi
agli effetti
È necessaria una sanitari
valutazione effettuata
Livello, durata e tipo dell’esposizione

rispetto ai VLE
LA
Solo esposizione superiori
temporanea Effetti sensoriali
Rischio crescente

Sono necessarie del campo (per


informazioni/ esempio fosfeni,
formazione di microshock)
sensibilizzazione
Limitare le scariche di
scintille per i campi E VLE
relativi
agli effetti
sensoriali
LA
È necessaria una valutazione inferiori
per i lavoratori particolarmente
a rischio Raccomandazione
del Consiglio
48 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

6.1.1 Livelli di azione del campo elettrico (1 Hz-10 MHz)


La direttiva EMF definisce due LA per campi elettrici a bassa frequenza, un LA inferiore e
un LA superiore. Il concetto di LA superiori e inferiori è illustrato nella precedente figura
6.3. La conformità al LA inferiore consente di non superare i VLE applicabili evitando altresì
fastidiose scariche di scintille nell’ambiente di lavoro.

Figura 6.4 — Diagramma di flusso per la selezione dei livelli di azione previsti
per gli effetti diretti («Allegato» si riferisce agli allegati della direttiva
sui campi elettromagnetici)

Dalla
figura 6.1 Allegato III,
tabella B 1

NO Fare
riferimento
all’allegato II,
Ci sono tabella B 1
frequenze Ci sono Allegato III,
< 10 MHz? frequenze tabella

< 110 MHz? B 2 LA
SÌ Valutare la
conformità al
LA inferiore NO

Fare riferimento
all’allegato II,
tabella B 2 Ci sono
Conforme al SÌ frequenze
LA inferiore? > 10 MHz?

NO NO
Tutte le
frequenze Le misure
> 300 Hz previste dall’articolo NO
3A sono state Tornare
SÌ attuate? alla figura 6.1
NO Valutare la
SÌ conformità al
Valutare la LA superiore
conformità al
LA superiore

Valutare la
L’esposizione conformità al
è temporanea? LA inferiore/
superiore

NO

Valutare la Valutare la
L’esposizione conformità al LA conformità al LA
è temporanea? SÌ
relativo agli arti relativo agli arti

NO

Se l’intensità dei campi elettrici non supera il LA inferiore, nessuno dei VLE applicabili verrà
superato. Tuttavia, se l’intensità di campo elettrico supera il LA inferiore, la conformità al LA
superiore non sarà di per sé sufficiente a evitare le fastidiose scariche di scintille. In questa
situazione pertanto è necessario adottare ulteriori misure tecniche, organizzative, e se
opportuno, di protezione individuale per limitare le scariche di scintille.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 49

6.1.2 Livelli di azione del campo magnetico (1 Hz-10 MHz)


La direttiva EMF definisce tre LA per campi magnetici a bassa frequenza: LA inferiore, LA
superiore e LA relativo agli arti.

I LA inferiori derivano dai VLE relativi agli effetti sensoriali (cfr. la sezione 6.3.1): tale
conformità assicura sia la conformità ai VLE relativi agli effetti sensoriali sia ai VLE relativi
agli effetti sanitari. I LA inferiori hanno lo stesso valore dei LA superiori per le frequenze
superiori a 300 Hz.

La conformità ai LA superiori garantisce la conformità ai VLE relativi agli effetti sanitari, da


cui derivano, ma non assicura la conformità ai VLE relativi agli effetti sensoriali a frequenze
inferiori a 300 Hz. La direttiva EMF consente il superamento dei LA inferiori, a condizione
di poter dimostrare che i VLE relativi agli effetti sensoriali non vengono superati, o che
comunque l’eventuale superamento è soltanto temporaneo. Tuttavia i VLE relativi agli effetti
sanitari non devono essere superati. Inoltre i lavoratori devono essere informati in merito alla
comparsa di sensazioni e sintomi temporanei. Qualora si denuncino sintomi temporanei, il
datore di lavoro deve adottare, se necessario, azioni tese ad aggiornare la valutazione dei
rischi e le misure di prevenzione.

La conformità ai LA relativi agli arti garantirà la conformità ai VLE relativi agli effetti sanitari
da cui derivano. I LA relativi agli arti tengono conto dell’accoppiamento più debole del campo
negli arti e di conseguenza sono meno restrittivi dei LA superiori. L’utilizzo dei LA relativi agli
arti sarebbe giustificato soltanto qualora l’esposizione del corpo ad un’intensità di campo
sia improbabile. Il loro utilizzo pertanto sarebbe giustificato nel caso di un lavoratore che
manipoli uno strumento che genera campi elettromagnetici, ma non se lo strumento è tenuto
vicino al corpo durante l’utilizzo (figura 6.5). Se si effettua la valutazione dell’esposizione
degli arti sulla base del livello di azione relativo agli arti, sarebbe prassi normale valutare
anche l’esposizione del corpo sulla base del LA inferiore o superiore, a seconda dei casi.

Figura 6.5 — Lavoratore con un utensile elettrico tenuto vicino al corpo.


In questa situazione l’esposizione del corpo e degli arti è simile e la conformità
ai LA inferiori/superiori è restrittiva
50 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

6.1.3 Livelli di azione del campo elettrico e magnetico


(100 kHz-300 GHz)
Per le frequenze comprese tra 100 kHz e 6 GHz, la direttiva EMF definisce i LA per l’intensità
di campo elettrico e l’induzione magnetica che derivano dai VLE relativi agli effetti sanitari.
Poiché i VLE corrispondenti sono valori mediati nel tempo, il quadrato del LA dev’essere
mediato su un periodo di sei minuti.

Per frequenze superiori a 6 GHz, la direttiva EMF definisce i LA per l’intensità del campo
elettrico, l’induzione magnetica e la densità di potenza. Il LA per la densità di potenza
dev’essere mediato su una superficie esposta di 20 cm2, a condizione che la massima
densità di potenza nello spazio mediata su 1 cm2 non superi di 20 volte i LA. Anche i LA per
la densità di potenza sono mediati nel tempo, su un periodo di sei minuti per frequenze fino
a 10 GHz, e su un periodo di 68/f1,05 minuti per frequenze superiori (dove f è la frequenza
in GHz). Oltre questo limite, il tempo medio diminuisce all’aumentare della frequenza,
riflettendo un calo della profondità di penetrazione.

Per le frequenze superiori a 6 GHz, i LA per l’intensità di campo elettrico e l’induzione


magnetica derivano dai VLE di densità di potenza. Pertanto, benché la direttiva relativa ai
campi elettromagnetici non lo indichi esplicitamente, per coerenza le condizioni della media
spaziale e temporale per i LA devono applicarsi anche a [LA(E)]2 e [LA(B)]2 a frequenze
superiori a 6 GHz.

6.1.4 Livelli di azione per corrente indotta attraverso gli arti


(10-110 MHz)
La direttiva EMF specifica i LA per l’intensità di corrente della radiofrequenza indotta
attraverso gli arti di un lavoratore esposto a un campo a radiofrequenza. Poiché questo LA
riguarda il riscaldamento dei tessuti, il quadrato del LA dev’essere mediato su un periodo di
sei minuti.

6.2 Livelli di azione previsti per gli effetti indiretti


La direttiva EMF specifica i LA per offrire protezione da alcuni effetti indiretti associati ai
campi elettromagnetici. Il processo per la selezione dei livelli di azione previsti per gli effetti
indiretti è illustrato dal diagramma di flusso di cui alla figura 6.6.

6.2.1 Livelli di azione del campo magnetico statico


Un LA di 0,5 mT viene specificato per limitare l’interferenza con la funzione di dispositivi
medici impiantabili attivi. La direttiva relativa ai campi elettromagnetici prevede anche un
LA di 3 mT per limitare il rischio propulsivo nel campo periferico da sorgenti ad alta intensità
(> 100 mT).

6.2.2 Livelli di azione per le correnti di contatto


(fino a 110 MHz)
La direttiva EMF specifica i LA per le correnti di contatto stazionarie per limitare il rischio di
scosse elettriche o ustioni quando una persona tocca un oggetto conduttore in un campo
elettromagnetico e uno dei due non è collegato a terra.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 51

Figura 6.6 — Diagramma di flusso per la selezione dei livelli di azione previsti
per gli effetti indiretti («Allegato» si riferisce agli allegati della direttiva
sui campi elettromagnetici)

Dalla
figura 6.1

Ci sono
campi magnetici NO
statici?

Tutte le
Allegato II, frequenze SÌ
tabella B4 > 110 MHz?

SÌ NO

I campi Ci sono
sono variabili frequenze Allegato II,
SÌ tabella B3
nel tempo? < 10 MHz?

NO NO

Ci sono
frequenze Allegato III,
SÌ tabella B2
> 100 kHz?

NO

Tornare
alla
figura 6.1

6.3 Valori limite di esposizione

6.3.1 Valori limite di esposizione relativi agli effetti sensoriali


e sanitari
La direttiva relativa ai campi elettromagnetici definisce VLE separati per gli effetti sensoriali
e sanitari (figura 6.7). I VLE relativi agli effetti sensoriali si applicano soltanto a specifiche
gamme di frequenza (0-400 Hz e 0,3-6 GHz). Per le basse frequenze, la percezione del
campo si verifica a livelli di esposizione inferiori a quelli in cui si registrano effetti per la
salute. Il VLE relativo agli effetti sensoriali (per quanto riguarda gli effetti termici) ha lo
scopo di evitare i «disturbi uditivi da microonde» che si verificano soltanto in determinate
condizioni (cfr. l’appendice B). Al contrario i VLE relativi agli effetti sanitari si applicano a tutte
le frequenze. In generale è ammesso il superamento temporaneo dei VLE relativi agli effetti
sensoriali, per brevi periodi, purché vengano soddisfatte alcune condizioni.
52 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

Figura 6.7 — Gamma di frequenze nell’ambito della quale vengono utilizzati


diversi VLE

Campi elettrici indotti,


effetti sanitari non termici

Campi elettrici indotti,


effetti sensoriali non termici

SAR + S, Tasso di assorbimento specifico Densità


effetto sanitario termico (SAR) di potenza
(S)

Assorbimento specifico (SA),


effetto uditivo sensoriale

1 Hz 10 Hz 100 Hz 1 kHz 100 kHz 10 MHz 100 MHz 10 GHz 100 GHz
Frequenza

Le barre blu indicano gli effetti non termici e quelle rosse indicano gli effetti termici.

6.3.2 Valori limite di esposizione (0-1 Hz)


I VLE per la gamma di frequenza tra 0-1 Hz sono definiti in termini di induzione magnetica
esterna (tabella A1 dell’allegato II della direttiva EMF). I VLE relativi agli effetti sensoriali
sono fissati per evitare vertigini e altri effetti legati alla percezione. Questi derivano
soprattutto da campi elettrici indotti nei tessuti quando il corpo si muove in un forte campo
magnetico statico, benché sia dimostrato che possono verificarsi in assenza di movimento.
Pertanto per un ambiente di lavoro controllato in cui il movimento nel campo è limitato e
i lavoratori sono adeguatamente informati, potrebbe essere ammesso un superamento
temporaneo dei VLE relativi agli effetti sensoriali a condizione che ciò sia giustificato dalla
prassi o dalla procedura. In questo caso le esposizioni non devono superare i VLE relativi agli
effetti sanitari.

6.3.3 Valori limite di esposizione (1 Hz-10 MHz)


I VLE nella gamma di frequenza 1 Hz-10 MHz sono definiti in termini di campi elettrici interni
indotti nel corpo (tabella A2 e tabella A3 dell’allegato II della direttiva EMF).

Per le frequenze fino a 400 Hz ci sono sia VLE relativi agli effetti sensoriali, sia VLE relativi
agli effetti sanitari. I VLE relativi a effetti sensoriali sono destinati alla prevenzione dei
fosfeni retinici e di modifiche minori e transitorie delle funzioni cerebrali. Di conseguenza si
applicano soltanto ai tessuti del sistema nervoso centrale nella testa del lavoratore esposto.

I VLE relativi agli effetti sanitari si applicano a tutte le frequenze comprese tra 1 Hz e 10
MHz e sono destinati a prevenire la stimolazione dei nervi centrali e periferici. Pertanto questi
VLE si applicano a tutti i tessuti del corpo del lavoratore esposto.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 53

6.3.4 Valori limite di esposizione (100 kHz-300 GHz)


Per le frequenze comprese tra 100 kHz e 6 GHz, il grado di riscaldamento derivante
dall’esposizione dipende dal tasso di assorbimento di energia nei tessuti. Questo è definito
dal tasso di assorbimento specifico di energia (SAR) utilizzato per specificare i VLE relativi
agli effetti sanitari, con valori diversi per le esposizioni dell’intero corpo e le esposizioni
localizzate (tabella A1 dell’allegato III della direttiva EMF). I valori relativi al corpo intero
offrono protezione da stress termico e da colpi di calore e sono applicati al SAR mediato su
tutto il corpo. I valori localizzati offrono protezione da lesioni termiche di tessuti specifici e
sono applicati al SAR su 10 g di tessuto contiguo (o connesso). Sia il SAR riferito a tutto il
corpo, sia il SAR localizzato sono mediati su un periodo di sei minuti.

Per le frequenze nella gamma compresa tra 300 MHz e 6 GHz ci sono anche VLE relativi
agli effetti sensoriali destinati alla prevenzione dei «disturbi uditivi da microonde» provocati
dall’esposizione a campi pulsati (tabella A2 dell’allegato III della direttiva relativa ai campi
elettromagnetici). Questi sono specificati in termini di assorbimento specifico (SA) mediato su
10 g nella testa.

La penetrazione dei campi elettromagnetici nel corpo diminuisce con la frequenza nella
gamma della radiofrequenza, per frequenze superiori a 6 GHz il campo è pertanto assorbito
soprattutto sulla superficie del corpo. Ciò significa che per queste frequenze è assai più
importante limitare la densità di potenza sulla superficie del corpo che non il tasso di
assorbimento di energia in una massa di tessuto. La densità di potenza è mediata su
20 cm2, rispettando il limite della massima densità mediata su una superficie di 1 cm2. Per
frequenze nella gamma compresa tra 6 e 10 GHz la densità di potenza è mediata su un
periodo di sei minuti. Oltre questo limite, il tempo medio diminuisce all’aumentare della
frequenza, riflettendo il calo della profondità di penetrazione (tabella A3 dell’allegato III della
direttiva relativa ai campi elettromagnetici).

6.4 Deroghe
L’articolo 10 della direttiva relativa ai campi elettromagnetici concede una deroga
condizionale all’articolo 3 (VLE e LA) in tre situazioni. L’articolo 10 non incide sull’obbligo
generale del datore di lavoro, previsto dall’articolo 5, paragrafo 1, in base al quale egli
adotta le misure necessarie per garantire che i rischi derivanti dai campi elettromagnetici sul
luogo di lavoro siano eliminati o ridotti al minimo.

La prima deroga, concernente l’uso della risonanza magnetica (RMI) nel settore sanitario,
è non discrezionale. Le rimanenti deroghe sono a discrezione degli Stati membri.
54 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

Figura 6.8 — Diagramma di flusso per la selezione dei VLE

Dalla
figura 6.1 Tutte le Allegato III,
frequenze NO tabella A3
< 6 GHz?

NO SÌ

Ci sono Le Le
esposizioni esposizioni Ci sono
frequenze
< 10 MHz? sono SÌ riguardano SÌ frequenze
localizzate? soltanto < 6 GHz?
gli arti?

SÌ NO NO
NO
Ci sono Allegato III, Allegato III, Allegato III,
tabella A1 tabella A1 tabella A1
SÌ frequenze
(SAR riferito a
< 1 Hz? (SAR riferito a (SAR riferito
tutto il corpo) testa e tronco)
agli arti)

NO
Allegato II,
tabella A1 I campi
di frequenza La testa
Allegato II, superiore a SÌ è esposta?
300 MHz sono
tabella A2 NO pulsati?

SÌ SÌ SÌ Tornare alla
Presenza Presenza figura 6.1
di frequenze di frequenze
> 1Hz? > 100 kHz? Allegato III, NO
tabella A2

NO NO

6.4.1 Deroga in materia di RMI


L’esposizione connessa all’installazione, al controllo, all’uso, allo sviluppo, alla manutenzione
degli apparecchi per la risonanza magnetica (RMI) per i pazienti nel settore sanitario o alla
ricerca in materia può superare i VLE purché siano soddisfatte le condizioni seguenti:

i) la valutazione dei rischi ha dimostrato che i VLE sono superati;

ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate tutte le misure tecniche e/o
organizzative;

iii) le circostanze giustificano debitamente il superamento del VLE;

iv) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro, delle apparecchiature di
lavoro o delle procedure di lavoro;

v) il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono comunque protetti dagli effetti nocivi
per la salute e i rischi per la sicurezza, assicurando in particolare che siano applicate le
istruzioni per l’uso in condizioni di sicurezza fornite dal fabbricante.

Ulteriori orientamenti ai datori di lavoro sulla conformità alla deroga in materia di RMI sono
contenuti nell’appendice F della presente guida.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 55

6.4.2 Deroga in ambito militare


Gli Stati membri possono autorizzare l’attuazione di sistemi di protezione equivalenti per il
personale che lavora presso impianti militari operativi o che partecipa ad attività militari,
purché si evitino gli effetti nocivi per la salute e i rischi per la sicurezza.

6.4.3 Deroga generale


Gli Stati membri possono consentire il temporaneo superamento dei VLE in settori specifici
o per attività specifiche che esulano dall’ambito di applicazione delle altre due deroghe, a
condizione che le circostanze siano debitamente giustificate. Perché le circostanze siano
debitamente giustificate, si devono soddisfare le seguenti condizioni:

i) la valutazione dei rischi ha dimostrato che i VLE sono superati;

ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate tutte le misure tecniche e/o
organizzative;

iii) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro, delle attrezzature di lavoro
o delle procedure di lavoro;

iv) il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono comunque protetti dagli effetti
nocivi per la salute e i rischi per la sicurezza, avvalendosi in particolare di norme
e orientamenti comparabili, più specifici e riconosciuti a livello internazionale.
56 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1

7. USO DELLE BANCHE DATI


E DEI DATI DEI FABBRICANTI
RELATIVI ALLE EMISSIONI

Le informazioni sull’esposizione possono essere comunicate dai fabbricanti delle


apparecchiature. Inoltre alcuni enti governativi, organismi professionali o associazioni
di categoria possono sviluppare e aggiornare banche dati di valutazioni generiche
dell’esposizione. Se queste informazioni sono disponibile e pertinenti, i datori di lavoro
avranno a disposizione il mezzo più semplice per dimostrare la conformità alla direttiva
relativa ai campi elettromagnetici. Di conseguenza, prima di considerare l’opportunità di
valutare l’esposizione mediante misurazioni o calcoli, la maggior parte dei datori di lavoro
valuterà sicuramente questa opzione.

7.1 Utilizzare le informazioni fornite dai fabbricanti


È importante che i datori di lavoro capiscano che le loro responsabilità, ai sensi della direttiva
EMF, riguardano l’esposizione complessiva del lavoratore piuttosto che la sua esposizione
ad un elemento particolare dell’apparecchiatura. La valutazione pertanto dovrà tener conto
dell’esposizione derivante da tutte le sorgenti dell’ambiente di lavoro. Per contro, laddove i
fabbricanti forniscono informazioni, queste riguarderanno la specifica apparecchiatura prodotta.

Per la maggior parte di tipologie di apparecchiature l’intensità di campo diminuisce molto


rapidamente con la distanza dalla sorgente (cfr. figura 3.2). Ciò significa che in molti
casi l’esposizione del lavoratore sarà dovuta a una o, nel peggiore dei casi, ad alcune
apparecchiature nelle immediate vicinanze della postazione di lavoro. Di conseguenza
i datori di lavoro hanno interesse a disporre delle informazioni sul modo in cui i campi si
riducono con la distanza dall’apparecchiatura. Nella valutazione dell’apporto delle diverse
sorgenti all’esposizione del lavoratore, il datore di lavoro non deve dimenticare i campi
generati da impianti ausiliari come cavi di alimentazione, alimentatori e commutatori.

Benché le informazioni fornite dai fabbricanti possano offrire una soluzione semplice al
problema della valutazione dell’esposizione, i datori di lavoro devono utilizzarle con una
certa cautela. I fabbricanti forniscono informazioni sui campi elettromagnetici associati
alle proprie apparecchiature per diversi motivi. Per esempio un fabbricante potrebbe
fornire informazioni sull’intensità di campo generata dall’apparecchiatura perché il campo
è importante per il suo funzionamento e dunque fa parte delle caratteristiche tecniche. Le
informazioni possono essere fornite anche per dimostrare il rispetto delle prescrizioni in
materia di compatibilità elettromagnetica delle direttive europee sui prodotti (cfr. l’appendice
G). Benché queste informazioni possano essere rilevanti per le questioni di sicurezza legate
alle interferenze, non sarebbero utili ai fini della valutazione dell’esposizione.

Le informazioni più utili dal punto di vista del datore di lavoro riguarderebbero la valutazione
dell’esposizione tipica del lavoratore durante l’utilizzo normale dell’apparecchiatura
e l’indicazione del modo in cui il campo diminuisce con la distanza. In alternativa
un’indicazione delle intensità di campo relative ai livelli di azione nelle diverse zone
accessibili intorno all’apparecchiatura consentirebbe ai datori di lavoro di valutare essi stessi
la conformità durante l’uso.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 57

Nota bene: informazioni provenienti dalle banche dati e dai fabbricanti


Se sono disponibili informazioni provenienti da banche dati o fornite dai fabbricanti,
i datori di lavoro potranno dimostrare la conformità in maniera assai più semplice
di quanto avverrebbe se dovessero effettuare una valutazione specifica. I fornitori di
macchinari hanno l’obbligo giuridico di assicurare che le emissioni dei loro macchinari
non siano pericolose per le persone (cfr. appendice H). Essi hanno inoltre l’obbligo di
fornire informazioni sui rischi residui e le probabili emissioni che possono provocare
danni alle persone, per esempio ai portatori di dispositivi medici impiantabili.

7.1.1 Base della valutazione del fabbricante


Alcuni fabbricanti possono pubblicare le valutazioni delle loro apparecchiature, effettuate
secondo procedure standardizzate. Molte norme di misurazione, tuttavia, riguardano le
emissioni più che l’esposizione umana. Queste norme sulle emissioni vengono elaborate
per fornire procedure standardizzate per le prove di laboratorio del livello dei campi
elettromagnetici prodotti da tipi particolari di dispositivi elettrici. Riguardano specificamente
il valore di campo in un punto determinato e sono utili per comparare diversi dispositivi o
apparecchi. Tuttavia possono essere di utilità limitata per valutare l’esposizione relativa ai
LA o ai VLE nel caso di un normale utilizzo.

Per esempio la norma armonizzata vigente per le prove di conformità della saldatrice
raccomanda di misurare i campi a 20 cm dal cavo di saldatura, il che consente misurazioni
più agevolmente riproducibili. Tuttavia nell’utilizzo quotidiano il cavo può essere a contatto
con il corpo del lavoratore e in prossimità dei tessuti sensibili nella testa del lavoratore.
La figura 7.1 illustra il caso di una pistola per saldatura a punti tenuta vicina al corpo del
lavoratore, ad una distanza inferiore ai 20 cm previsti. È chiaro che questo problema sarà
affrontato nelle future edizioni della norma.

Figura 7.1 — Distribuzione del campo elettrico indotto in un modello umano


in seguito all’esposizione a una pistola per saldatura a punti portatile (PSW).
In questo esempio la sorgente del campo elettromagnetico si trova a una
distanza dal corpo notevolmente inferiore a 20 cm
Campo elettrico
indotto
1,7-0,5

0,25

0,00

[V m-1]

NB: L’esempio in questa figura ha un puro valore illustrativo e non dev’essere estrapolato per
situazioni specifiche.

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