2
2
È altresì importante considerare i rischi cui sono esposti coloro che, pur non essendo
dipendenti, sono presenti sul luogo di lavoro, per esempio i visitatori, i tecnici addetti
all’assistenza, altri subcontraenti e fornitori.
a lavoratrici in gravidanza.
I lavoratori che rientrano in uno di questi gruppi potrebbero essere esposti a maggiori rischi
derivanti dai campi elettromagnetici rispetto alla popolazione attiva e dovrebbero essere
oggetto di una specifica valutazione dei rischi (cfr. la seguente sezione [Link]) che potrebbe
indicare che il rischio rimane tollerabile, ma in altri casi potrebbe essere necessario adattare
le loro condizioni di lavoro per ridurre il rischio.
Sezione 2 — Decidere su eventuali ulteriori azioni 39
La valutazione dei rischi dovrà tener conto sia della gravità di un evento pericoloso che della
probabilità che tale evento si verifichi.
L’indice di gravità assegnato deve riflettere l’esito previsto dell’evento pericoloso. Nel luogo di
lavoro, le interazioni dei campi elettromagnetici possono dar luogo a una serie di esiti di diversa
gravità. Qui di seguito sono riportati alcuni esempi di risultati e livelli di gravità possibili. In
pratica la determinazione della gravità spetterà all’esperto incaricato della valutazione, anche
in funzione dell’intensità del campo accessibile e di altre circostanze locali.
Tabella 5.3 — Esempi degli esiti e dei livelli di gravità possibili derivanti dalle
interazioni dei campi elettromagnetici sul luogo di lavoro
Esito Gravità
Sensazioni di vertigini e nausea Lieve
Percezione di lampi di luce (fosfeni)
Formicolio o dolore (stimolazione nervosa)
Lieve aumento della temperatura dei tessuti
Disturbi uditivi da microonde
La valutazione della probabilità dovrà tener conto di una serie di fattori come l’accesso al
campo e la natura delle mansioni svolte. Spesso l’accesso a forti campi elettromagnetici
è limitato per altri motivi, come pericoli di natura meccanica o elettrica. In tali circostanze
non sarà necessario applicare ulteriori restrizioni. Analogamente, la valutazione della
probabilità dovrebbe tener conto del processo di lavoro. Un forno a induzione può,
ad esempio, funzionare a pieno regime durante la fase di riscaldamento iniziale, ma
solitamente in questa parte del ciclo i lavoratori non si trovano in stretta prossimità del forno.
Successivamente, dopo la fusione della carica, il forno può funzionare a regime ridotto, e
pertanto l’entità del campo sarà assai inferiore.
La valutazione dei rischi dovrà tener conto di eventuali misure di prevenzione e precauzionali
già in vigore (cfr. la sezione 5.3.2).
I campi elettromagnetici potrebbero comportare rischi — derivanti da interazioni dirette e
indirette — che sarà opportuno valutare separatamente. Inoltre alcuni lavoratori potrebbero
essere particolarmente a rischio (cfr. la precedente sezione 5.3.4), e questi rischi dovranno
essere appositamente valutati.
40 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
La valutazione dei rischi derivanti dalle interazioni dirette dei campi elettromagnetici con
i lavoratori dovrà tener conto delle caratteristiche dei campi magnetici accessibili. I fattori
principali che influiscono sull’entità di un pericolo sono la frequenza o le frequenze e
l’intensità del campo. Tuttavia, possono rivelarsi importanti anche altri fattori come la forma
d’onda, l’uniformità spaziale e le variazioni nel tempo dell’intensità del campo.
In generale, per campi variabili nel tempo con frequenze comprese tra 1 Hz e 6 GHz, non
è facile misurare o calcolare i VLE; quasi sempre per i datori di lavoro sarà più opportuno
valutare se i campi accessibili superano i livelli di azione (LA) previsti per gli effetti diretti. Se
i livelli di azione non sono superati, è impossibile che siano superati i VLE.
La direttiva EMF non impone ai datori di lavoro di effettuare calcoli o misurazioni per
verificare che i livelli di azione non siano superati, a meno che risulti impossibile ottenere
tale informazione in altra maniera. Molti datori di lavoro riscontreranno che per tutte le loro
attività e apparecchiature, tutte e tre le colonne della tabella 3.2 riportano un «No». In tal
caso i livelli di azione non saranno superati, neanche nel caso di attività o apparecchiature
multiple nelle immediate vicinanze. Anche qualora le attività o le apparecchiature non siano
elencate nella tabella 3.2, le informazioni a conferma del fatto che i livelli di azione non sono
stati superati possono essere reperibili altrove (cfr. il capitolo 7).
Qualora i datori di lavoro non siano in grado di dimostrare la conformità ai LA o ai VLE sulla
base di informazioni facilmente reperibili, possono effettuare una valutazione più dettagliata
(cfr. il capitolo 8) oppure prendere in considerazione la possibilità di adottare misure che
limitino l’accesso ai campi in questione (cfr. il capitolo 9).
La direttiva relativa ai campi elettromagnetici individua una serie di effetti indiretti che può
essere necessario valutare:
a correnti di contatto.
Sezione 2 — Decidere su eventuali ulteriori azioni 41
La direttiva EMF definisce i LA per aiutare i datori di lavoro a valutare i rischi per due di
questi effetti indiretti: il rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici
statici e le correnti di contatto. Se i LA non vengono superati il rischio è basso e non sono
necessarie misure di prevenzione e precauzionali aggiuntive.
Per i rimanenti effetti indiretti non ci sono LA, ma le norme europee forniscono ulteriori
orientamenti per la valutazione dei rischi. Questo aspetto viene trattato in maniera più
approfondita nell’appendice E della presente guida.
Per i lavoratori particolarmente a rischio (cfr. la tabella 3.1) la valutazione è di solito più
complessa. È possibile che i LA per gli effetti diretti non garantiscano una protezione
adeguata a questi lavoratori, rendendo necessaria una valutazione separata.
I lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili o dispositivi medici indossati sul corpo
talvolta ricevono informazioni specifiche sui livelli di sicurezza dell’intensità di campo. In questo
caso tali informazioni costituiranno criteri di valutazione e dovranno quindi essere anteposte
a qualsiasi altra informazione più generale eventualmente disponibile. Per esempio, la
valutazione relativa a un portatore di pacemaker, analizzata nello studio del caso dei dispositivi
al plasma a radiofrequenza (RF) (volume 2) si avvale dei dati del fabbricante.
Laddove non siano disponibili informazioni specifiche per i dispositivi medici impiantabili
o i dispositivi medici indossati sul corpo, e per le lavoratrici in gravidanza i datori di lavoro
devono far riferimento agli orientamenti contenuti nell’appendice E della presente guida.
Ove possibile, le decisioni relative alle azioni preventive dovrebbero essere adottate nelle
fasi di progettazione o acquisto di nuovi processi o apparecchiature.
Il capitolo 9 della presente guida offre orientamenti sulle misure di protezione e prevenzione
adottabili per ridurre al minimo i rischi derivanti dai campi elettromagnetici. La protezione
collettiva dovrebbe sempre prevalere sulla protezione individuale.
42 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
I datori di lavoro devono inoltre tenere a mente che la situazione dei lavoratori può
cambiare. Per esempio a un lavoratore può essere impiantato un dispositivo medico, oppure
una lavoratrice può rimanere incinta. Un simile cambiamento dovrà comportare una revisione
della valutazione dei rischi per verificarne l’adeguatezza.
a percezioni sensoriali come lampi di luce (fosfeni) o lievi alterazioni delle funzioni cerebrali
provocate dall’esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza;
Sezione 3
VALUTAZIONI
DI CONFORMITÀ
44 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
Come illustrato nel capitolo 2, l’esposizione ai campi elettromagnetici può produrre effetti
diversi a seconda della frequenza dei campi. Per questa ragione la direttiva EMF prevede
valori limite di esposizione (VLE) per:
Per le frequenze comprese tra 1 Hz e 6 GHz, i VLE sono definiti in termini di grandezze
presenti nel corpo che non possono essere misurate o calcolate facilmente. La direttiva
EMF definisce anche livelli di azione (LA) fissati in termini di grandezze di campo esterne,
rilevabili con relativa facilità tramite misurazioni o calcoli. Questi LA sono ottenuti dai VLE
sulla base di ipotesi prudenziali, e pertanto la conformità ai LA pertinenti garantisce sempre
la conformità al VLE corrispondente. Tuttavia è possibile mantenere la conformità al VLE pur
avendo superato un LA. Questo aspetto viene approfondito nella sezione 6.1. La figura 6.1
illustra il processo per stabilire se occorre valutare la conformità ai LA oppure ai VLE.
La direttiva definisce una serie di LA differenti, alcuni dei quali applicabili simultaneamente.
I LA riguardano gli effetti diretti o indiretti. Alle basse frequenze, i campi elettrici e magnetici
possono essere considerati indipendenti (la cosiddetta «approssimazione quasi-statica») ed
entrambi inducono campi elettrici nel corpo. Pertanto alle basse frequenze esistono LA per i
campi elettrici e magnetici. Ci sono anche LA per la corrente di contatto.
Inizio della
valutazione
Campo
B statico? SÌ
NO
Effettuare
Sorgente molto una valutazione Ulteriori misure
Ulteriori misure di rispetto ai VLE
protezione e/o localizzata distante SÌ di protezione
pochi centimetri (figura 6.8) e/o prevenzione
prevenzione
dal corpo?
NO
Effettuare
una valutazione
rispetto ai LA previsti
per gli effetti diretti C’è conformità
(figura 6.4) ai VLE?
SÌ NO SÌ
Effettuare
una valutazione
rispetto ai LA previsti Si possono
C’è conformità ai per gli effetti indiretti adottare misure
LA per gli effetti SÌ
(figura 6.6) supplementari?
diretti?
NO
NO
NO
NO SÌ
Valutazione
completa
Tornare alla
valutazione
dei rischi
46 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
Correnti di contatto,
effetti termici
Le barre blu indicano gli effetti non termici e quelle rosse indicano gli effetti termici. Ove
la gamma di frequenza è evidenziata in verde, è obbligatoria la conformità ai valori per gli
effetti non termici (campo elettrico, campo magnetico e correnti di contatto) e gli effetti
termici (campo elettrico e magnetico).
La direttiva EMF prevede che gli Stati membri recepiscano i VLE nella propria legislazione
nazionale; i datori di lavoro sono pertanto giuridicamente vincolati a rispettarli. La direttiva EMF
contiene disposizioni che consentono alla Commissione di rivedere i LA in caso di necessità.
Tutti i LA sono definiti per campi non alterati dalla presenza del corpo del lavoratore.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 47
Il processo per la selezione dei livelli di azione previsti per gli effetti diretti è illustrato dal
diagramma di flusso di cui alla figura 6.4.
Maggiori rischi
Sono richieste misure per la salute
di prevenzione e la sicurezza VLE
relativi
agli effetti
È necessaria una sanitari
valutazione effettuata
Livello, durata e tipo dell’esposizione
rispetto ai VLE
LA
Solo esposizione superiori
temporanea Effetti sensoriali
Rischio crescente
Figura 6.4 — Diagramma di flusso per la selezione dei livelli di azione previsti
per gli effetti diretti («Allegato» si riferisce agli allegati della direttiva
sui campi elettromagnetici)
Dalla
figura 6.1 Allegato III,
tabella B 1
NO Fare
riferimento
all’allegato II,
Ci sono tabella B 1
frequenze Ci sono Allegato III,
< 10 MHz? frequenze tabella
SÌ
< 110 MHz? B 2 LA
SÌ Valutare la
conformità al
LA inferiore NO
SÌ
Fare riferimento
all’allegato II,
tabella B 2 Ci sono
Conforme al SÌ frequenze
LA inferiore? > 10 MHz?
NO NO
Tutte le
frequenze Le misure
> 300 Hz previste dall’articolo NO
3A sono state Tornare
SÌ attuate? alla figura 6.1
NO Valutare la
SÌ conformità al
Valutare la LA superiore
conformità al
LA superiore
Valutare la
L’esposizione conformità al
è temporanea? LA inferiore/
superiore
SÌ
NO
Valutare la Valutare la
L’esposizione conformità al LA conformità al LA
è temporanea? SÌ
relativo agli arti relativo agli arti
NO
Se l’intensità dei campi elettrici non supera il LA inferiore, nessuno dei VLE applicabili verrà
superato. Tuttavia, se l’intensità di campo elettrico supera il LA inferiore, la conformità al LA
superiore non sarà di per sé sufficiente a evitare le fastidiose scariche di scintille. In questa
situazione pertanto è necessario adottare ulteriori misure tecniche, organizzative, e se
opportuno, di protezione individuale per limitare le scariche di scintille.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 49
I LA inferiori derivano dai VLE relativi agli effetti sensoriali (cfr. la sezione 6.3.1): tale
conformità assicura sia la conformità ai VLE relativi agli effetti sensoriali sia ai VLE relativi
agli effetti sanitari. I LA inferiori hanno lo stesso valore dei LA superiori per le frequenze
superiori a 300 Hz.
La conformità ai LA relativi agli arti garantirà la conformità ai VLE relativi agli effetti sanitari
da cui derivano. I LA relativi agli arti tengono conto dell’accoppiamento più debole del campo
negli arti e di conseguenza sono meno restrittivi dei LA superiori. L’utilizzo dei LA relativi agli
arti sarebbe giustificato soltanto qualora l’esposizione del corpo ad un’intensità di campo
sia improbabile. Il loro utilizzo pertanto sarebbe giustificato nel caso di un lavoratore che
manipoli uno strumento che genera campi elettromagnetici, ma non se lo strumento è tenuto
vicino al corpo durante l’utilizzo (figura 6.5). Se si effettua la valutazione dell’esposizione
degli arti sulla base del livello di azione relativo agli arti, sarebbe prassi normale valutare
anche l’esposizione del corpo sulla base del LA inferiore o superiore, a seconda dei casi.
Per frequenze superiori a 6 GHz, la direttiva EMF definisce i LA per l’intensità del campo
elettrico, l’induzione magnetica e la densità di potenza. Il LA per la densità di potenza
dev’essere mediato su una superficie esposta di 20 cm2, a condizione che la massima
densità di potenza nello spazio mediata su 1 cm2 non superi di 20 volte i LA. Anche i LA per
la densità di potenza sono mediati nel tempo, su un periodo di sei minuti per frequenze fino
a 10 GHz, e su un periodo di 68/f1,05 minuti per frequenze superiori (dove f è la frequenza
in GHz). Oltre questo limite, il tempo medio diminuisce all’aumentare della frequenza,
riflettendo un calo della profondità di penetrazione.
Figura 6.6 — Diagramma di flusso per la selezione dei livelli di azione previsti
per gli effetti indiretti («Allegato» si riferisce agli allegati della direttiva
sui campi elettromagnetici)
Dalla
figura 6.1
Ci sono
campi magnetici NO
statici?
SÌ
Tutte le
Allegato II, frequenze SÌ
tabella B4 > 110 MHz?
SÌ NO
I campi Ci sono
sono variabili frequenze Allegato II,
SÌ tabella B3
nel tempo? < 10 MHz?
NO NO
Ci sono
frequenze Allegato III,
SÌ tabella B2
> 100 kHz?
NO
Tornare
alla
figura 6.1
1 Hz 10 Hz 100 Hz 1 kHz 100 kHz 10 MHz 100 MHz 10 GHz 100 GHz
Frequenza
Le barre blu indicano gli effetti non termici e quelle rosse indicano gli effetti termici.
Per le frequenze fino a 400 Hz ci sono sia VLE relativi agli effetti sensoriali, sia VLE relativi
agli effetti sanitari. I VLE relativi a effetti sensoriali sono destinati alla prevenzione dei
fosfeni retinici e di modifiche minori e transitorie delle funzioni cerebrali. Di conseguenza si
applicano soltanto ai tessuti del sistema nervoso centrale nella testa del lavoratore esposto.
I VLE relativi agli effetti sanitari si applicano a tutte le frequenze comprese tra 1 Hz e 10
MHz e sono destinati a prevenire la stimolazione dei nervi centrali e periferici. Pertanto questi
VLE si applicano a tutti i tessuti del corpo del lavoratore esposto.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 53
Per le frequenze nella gamma compresa tra 300 MHz e 6 GHz ci sono anche VLE relativi
agli effetti sensoriali destinati alla prevenzione dei «disturbi uditivi da microonde» provocati
dall’esposizione a campi pulsati (tabella A2 dell’allegato III della direttiva relativa ai campi
elettromagnetici). Questi sono specificati in termini di assorbimento specifico (SA) mediato su
10 g nella testa.
La penetrazione dei campi elettromagnetici nel corpo diminuisce con la frequenza nella
gamma della radiofrequenza, per frequenze superiori a 6 GHz il campo è pertanto assorbito
soprattutto sulla superficie del corpo. Ciò significa che per queste frequenze è assai più
importante limitare la densità di potenza sulla superficie del corpo che non il tasso di
assorbimento di energia in una massa di tessuto. La densità di potenza è mediata su
20 cm2, rispettando il limite della massima densità mediata su una superficie di 1 cm2. Per
frequenze nella gamma compresa tra 6 e 10 GHz la densità di potenza è mediata su un
periodo di sei minuti. Oltre questo limite, il tempo medio diminuisce all’aumentare della
frequenza, riflettendo il calo della profondità di penetrazione (tabella A3 dell’allegato III della
direttiva relativa ai campi elettromagnetici).
6.4 Deroghe
L’articolo 10 della direttiva relativa ai campi elettromagnetici concede una deroga
condizionale all’articolo 3 (VLE e LA) in tre situazioni. L’articolo 10 non incide sull’obbligo
generale del datore di lavoro, previsto dall’articolo 5, paragrafo 1, in base al quale egli
adotta le misure necessarie per garantire che i rischi derivanti dai campi elettromagnetici sul
luogo di lavoro siano eliminati o ridotti al minimo.
La prima deroga, concernente l’uso della risonanza magnetica (RMI) nel settore sanitario,
è non discrezionale. Le rimanenti deroghe sono a discrezione degli Stati membri.
54 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
Dalla
figura 6.1 Tutte le Allegato III,
frequenze NO tabella A3
< 6 GHz?
NO SÌ
Ci sono Le Le
esposizioni esposizioni Ci sono
frequenze
< 10 MHz? sono SÌ riguardano SÌ frequenze
localizzate? soltanto < 6 GHz?
gli arti?
SÌ NO NO
NO
Ci sono Allegato III, Allegato III, Allegato III,
tabella A1 tabella A1 tabella A1
SÌ frequenze
(SAR riferito a
< 1 Hz? (SAR riferito a (SAR riferito
tutto il corpo) testa e tronco)
agli arti)
NO
Allegato II,
tabella A1 I campi
di frequenza La testa
Allegato II, superiore a SÌ è esposta?
300 MHz sono
tabella A2 NO pulsati?
SÌ SÌ SÌ Tornare alla
Presenza Presenza figura 6.1
di frequenze di frequenze
> 1Hz? > 100 kHz? Allegato III, NO
tabella A2
NO NO
ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate tutte le misure tecniche e/o
organizzative;
iv) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro, delle apparecchiature di
lavoro o delle procedure di lavoro;
v) il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono comunque protetti dagli effetti nocivi
per la salute e i rischi per la sicurezza, assicurando in particolare che siano applicate le
istruzioni per l’uso in condizioni di sicurezza fornite dal fabbricante.
Ulteriori orientamenti ai datori di lavoro sulla conformità alla deroga in materia di RMI sono
contenuti nell’appendice F della presente guida.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 55
ii) tenuto conto dello stato dell’arte, sono state applicate tutte le misure tecniche e/o
organizzative;
iii) si è tenuto conto delle caratteristiche del luogo di lavoro, delle attrezzature di lavoro
o delle procedure di lavoro;
iv) il datore di lavoro dimostra che i lavoratori sono comunque protetti dagli effetti
nocivi per la salute e i rischi per la sicurezza, avvalendosi in particolare di norme
e orientamenti comparabili, più specifici e riconosciuti a livello internazionale.
56 Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici — Volume 1
Benché le informazioni fornite dai fabbricanti possano offrire una soluzione semplice al
problema della valutazione dell’esposizione, i datori di lavoro devono utilizzarle con una
certa cautela. I fabbricanti forniscono informazioni sui campi elettromagnetici associati
alle proprie apparecchiature per diversi motivi. Per esempio un fabbricante potrebbe
fornire informazioni sull’intensità di campo generata dall’apparecchiatura perché il campo
è importante per il suo funzionamento e dunque fa parte delle caratteristiche tecniche. Le
informazioni possono essere fornite anche per dimostrare il rispetto delle prescrizioni in
materia di compatibilità elettromagnetica delle direttive europee sui prodotti (cfr. l’appendice
G). Benché queste informazioni possano essere rilevanti per le questioni di sicurezza legate
alle interferenze, non sarebbero utili ai fini della valutazione dell’esposizione.
Le informazioni più utili dal punto di vista del datore di lavoro riguarderebbero la valutazione
dell’esposizione tipica del lavoratore durante l’utilizzo normale dell’apparecchiatura
e l’indicazione del modo in cui il campo diminuisce con la distanza. In alternativa
un’indicazione delle intensità di campo relative ai livelli di azione nelle diverse zone
accessibili intorno all’apparecchiatura consentirebbe ai datori di lavoro di valutare essi stessi
la conformità durante l’uso.
Sezione 3 — Valutazioni di conformità 57
Per esempio la norma armonizzata vigente per le prove di conformità della saldatrice
raccomanda di misurare i campi a 20 cm dal cavo di saldatura, il che consente misurazioni
più agevolmente riproducibili. Tuttavia nell’utilizzo quotidiano il cavo può essere a contatto
con il corpo del lavoratore e in prossimità dei tessuti sensibili nella testa del lavoratore.
La figura 7.1 illustra il caso di una pistola per saldatura a punti tenuta vicina al corpo del
lavoratore, ad una distanza inferiore ai 20 cm previsti. È chiaro che questo problema sarà
affrontato nelle future edizioni della norma.
0,25
0,00
[V m-1]
NB: L’esempio in questa figura ha un puro valore illustrativo e non dev’essere estrapolato per
situazioni specifiche.