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PARTE II - Cinematica

La cinematica studia il moto dei corpi senza considerare le cause. La posizione di un corpo è relativa e definita rispetto a un sistema di riferimento, mentre i vettori rappresentano grandezze fisiche con direzione e modulo. Il documento esplora concetti come velocità, accelerazione, moto di caduta libera e moto circolare, fornendo anche esempi pratici di calcolo.

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PARTE II - Cinematica

La cinematica studia il moto dei corpi senza considerare le cause. La posizione di un corpo è relativa e definita rispetto a un sistema di riferimento, mentre i vettori rappresentano grandezze fisiche con direzione e modulo. Il documento esplora concetti come velocità, accelerazione, moto di caduta libera e moto circolare, fornendo anche esempi pratici di calcolo.

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dude anucienss PARTE II 2. CINEMATICA La cinematicaé quella parte della fisica che studiail moto dei corpi senza occuparsi delle cause che lo provocano 0 che ne modificano i caratteri. Nellambito della cinema- tica, il pitt sempice fra i sistemi fisici & quello schematiz- zabile come un punto materiale. Si dice che un sistema fisico & schematizzabile come punto materiale se le sue dimensioni lineari sono piccole rispetto alla precisione con cui ci interessa determinarne la posizione. Dunque, la, cinematica del punto materiale si occupa di descrivere come varia la posizione di un punto materiale via via che passa il tempo, Per fare questo é innanzitutto necessario dare la definizione della grandezza fisica posizione. 2.1La posizione La posizione di un corpo é nota quando sappiamo dove si trova. In uno spazio completamente vuoto, tutte le posizioni sarebbero tra loro equivalent. Percid la po- sizione & un concetto relativo: ha senso parlare della po- sizione di un corpo solo rispetto alla posizione di altri corpi che vengono presi come riferimento. Linsieme dei riferimenti scelti per individuare la posizione dei corpi che si trovano in una certa porzione di spazio viene detto un sistema di riferimento. Se un punto si muove nello spazio, il sistema di riferimento pud essere rappresentato da tre assi xy,znnon complanari intersecantisi in un punto assunto come origin, Figura 2.1 Sistema di assicoordinati ortogonali nello spazio 2.21 vettori Un vettore @ una grandezza che pud essere rappre- sentata da un segmento orientato: essa @ caratterizzata oltre che da una intensita o modulo anche da una dire- zione con verso. Per indicare che una grandezza fisica & una grandezza vettoriale, la indichiamo con una lettera con sovrapposto un trattino: ad esempio v. a) Somma di vettori collineari Due o pit vettori si dicono collineari se giacciono suuna stessa retta. Il vettore risultante dalladdizione di due vettori collineari ha direzione uguale a quella dei vettori componenti, verso concorde con quello dell'addendo pitt grande, modulo uguale alla somma algebrica dei moduli b) Somma di vettori concorrenti Se due vettori concorrenti a e b sono applicati in uno stesso punto P Ia loro risultante @ la diagonale di un pa- rallelogramma che ha per lati i vettori stessi. Se i vettori concorrenti addendi sono numerosi, sidefinisce la loro ri- sultante il vettore ottenuto nel seguente modo: si dispon- gono i vettori uno dopo Ialtro (il punto di applicazione dell'uno coincidente con lestremo libero del precedente) e si congiunge il punto di applicazione del primo con Testremo libero dell'ultimo. ‘inners D A Figura 2.2 Regola del parallelogrammo E’ spesso pitt comodo sommare o sottrarre i vettori analiticamente. Lo si pud fare scomponendo i vettori nelle loro componenti. II vettore A in figura pud essere pensato come il vettore risultante di due vettori: A, paral- leloall'asse x eA, parallelo allasse y: An Ax+ Ay ‘Ae A, sono le componenti di A. Se @ & l'angolo tra il vettore A eliasse x: FISICA (BUNTING, A cos 9 Asen9 VAg An vy! i 1 ' Ay A Ay nal Ax x Figura 2.3 Componenti di un vettore Se A eB sono due vettorila cui somma il vettore C, la componente xi C (y di C) uguale alla somma delle com- ponentixdi Ae B(y di AeB): ©)Differenza di due vettori La differenza D fra due vettori ae b (D = a-b) & definito come la somma del vettore a e del vettore-b. 4) Prodotto scalare di due vettori Dati due vettori ae b si definisce il prodotto scalare a+b + a= abcos0 dove 0 & langolo compreso. Se a eb sono fra loro ortogonali,allora il prodotto scalare & null. €) Prodotto vettoriale di due vettori Si definisce prodotto vettoriale axb di due vettori, il vet- tore che ha come modulo la quantita absen®, come dire- zione quella ortogonale al piano individuato da ae be come verso quello da cui si vede ruotare a verso. come a+ 2.3 Legge oraria di un punto materiale Per individuare la posizione Pdi un [Link] un certo istante si danno le coordinate x2 di P rispetto alla terna cartesiana Figura 2.4 Sistema di riferimento Se il punto si muove, le coordinate mutano col pas- sare del tempo, per cui scriveremo; x=x(t) y= yt) z=x(t) Si chiama legge oraria l'insieme delle relazioni che esprimono in funzione del tempo le coordinate della posizione dal punto in movimento. La traettoria é costi- tuita dallinsieme delle posizioni occupate dal punto col, trascorrere del tempo. Una prima classificazione del mo- vimento viene fatta in base alla traettoria: si parla infatti di moto rettilineo, circolare, ellittico, ecc. secondoché la, traettoria sia, rispettivamente, un tratto di retta, una cir- conferenzao un ellisse. 2.4 Velocita ed accelerazione La velocita scalare media in un certo intervallo di tempo é data dal rapporto fra lo spazio percorso in tale in- tervallo di tempo e l'intervallo di tempo stesso. eG As 4% At Se il valore della velocita scalare media vm(tyt) non varia comunque si scelgano gli istanti t, et, il moto di dice uniforme e si chiama velocita scalare il rapporto tra lo, spazio percorso in un qualsiasi intervallo di tempo e lin- tervallo di tempo stesso Yn los 4) Listante ty0 viene detto istante iniziale e se indi- chiamo con s, !ascissa della posizione che il punto in mo- vimento occupa a tale istante si ottiene la legge oraria del Seil motonon é uniforme ha senso parlare di velocit’ istantanea, cio’ la velocit ad un dato istante, Se si con- didera un intervallo di tempo infinitamente piccolo At, tanto piccolo che all'interno di esso la velocita pud rite- nersi costante, e se indichiamo con As la corrispondente distanza percorsa, allora il valore della velocita istantanea sara data dalla relazione: s/t Lunita di misura della velocit& nel S..@ il m/s. Molto spesso la misura della velocita viene data in chilometri allfora (1m/s = 3,6Km/h). Solo nel moto rettilineo uni- forme la velocita é costante; in ogni altro moto la velocit& varia, Si parlera di moto accelerato o vario. Supponiamo di conoscere la velocita v(t) in funzione del tempo. Si defi- nisce accelerazione media nell'intervallo di tempo (tt; t =ty+ At) la quantita vettoriale vi) = va) ra) Wo) _ =” = fy ‘rinse Luunita di misura dell'accelerazione nel sistema Si. m/s? Se laccelerazione media @ nulla comunque si scel- ‘gano gli istanti t e ty, il moto é rettilineo uniforme. Se Yaccelerazione media ¢ un vettore costante indipendente- ‘mente dagli istantit et, il moto viene chiamato unifor- memente accelerato. In tal caso, ponendo t,=0 e v,=v(0), siottiene dove s(t) lo spazio percorso nell'intervallo di tempo (0). noltre v- v% a t s(t) % sono relazioni utili per calcolare il tempo impiegato e lo spazio corrispondentemente percorso in un moto uni- formemente accelerato quando la velocita passa dal va- lore iniziale v, al valore v. In un moto vario qualunque, seconsideriamo la variazione di velocita Av che si verifica nellintervallo di tempo infinitamente piccolo At, si pud parlare di accelerazione istantanea: a, = Av/At. 2.5 Moto di caduta libera dei corpi Uncorpolasciato libero di muoversi sotto l'azione del. suo peso si muove con accelerazione costante (nei limiti in cui si pud ignorare la resistenza dell'aria e la varia- zione del peso con Valtezza del corpo rispetto al suolo). Tale moto viene chiamato moto di caduta libera; la sua accelerazione é l'accelerazione di gravita g il cui valore & approssimativamente 9,8m/s*, L'accelerazione g & verti- cale e diretta verso il basso. In un sistema di riferimento cartesiano ortogonale xy.z con Tasse 2 verticale e orien- tato verso Ialto, il moto si svolge lungo 'assez con leggi: v.@) = %. - gt 2.) = 2% + Vodt 2 ee, 2 Distinguiamo due c a) Vo, = -Voat=0 a velocita v9 diretta verso il basso. Dalla prima equazione segue che la velocita scalare v,(t) dimi- nuisce (cresce in modulo) al crescere di t. Nel caso par- ticolare in cui v.,=0, il corpo raggiunge il suolo dopo un ‘tempot econ modulo della velocita dati dalle relazioni: Tempo di caduta: ¢ = g Modulo della velocita finale:v = 2gz b) V,=Vp > 0a t=0 la velocita vq @ diretta verso l'alto, {n tal caso la velocita scalare v,(t) diminuisce col passare del tempo e si annulla allistante t dato dalla relazione: t=vole La quota raggiunta sara: 2=V/ 2g 2.6 Moto parabolico di caduta libera Consideriamo il moto di un corpo lanciato con velo- cita v, dallorigine del sistema di riferimento: lasse x sia disposto orizzontalmente e sia a T'inclinazione di va ri- spetto tale asse. Arco di parabola Figura 2.5 Traettoria parabolica in ‘un moto di caduta libera Le relazioni hanno la forma: x(t) = (vacosat a(t) = (v,sena)t-1/2gt? Eliminandot, otteniamo lequazione della traettoria che @ una parabola con lasse verticale diretto verso il basso: z= xtana- gx? / 2V,icosta 1 tempo di volo, cio’ il tempo che intercorre tra Tistante di lancio e l'istante di arrivo del corpo al suolo & dato da: 2V,sena/g mentre la gittata, cio® la distanza dalla posizione ini- ziale di lancio del punto in cui il corpo torna al suolo @ data dalla relazione: gittata = (v,? /g) sen2a 2.7 Moto circolare Un punto si muove di moto circolare uniforme se la traettoria descritta @ una circonferenza ela velocita sca- lare & costante. Considerato sopra la circonferenza un si- stema di ascisse curvilinee s con origine nel punto A, vale Ia legge oraria del moto uniforme: s(t)=s, + vt moto circolare uniforme é periodico con periodo T=2nR/v dove R & il raggio della circonferenza, mentre la fre- quenza sara vev/2nR=1/T SICA (SUNTINY, Figura 2.6 Moto circolare Unlaltra grandezza frequentemente usata 2 la velo- citd angolare (= W/R= 2nv=A8/ At dove A0 @ langolo che arco di lunghezza As sottende al centro della circonferenza; quindi w misura la velocit& con cui varia Yangolo @ formato dal vettore OP con I'asse diriferimento. L'unita di misura nel $1. della velocita an- golare & rad/s. In un moto circolare uniforme 'accelera- zione é centripeta e ha modulo costante [al = v?/R = oR. 2.8 ESERCITAZIONE Esercizion.1 Una barca a vela ha come coordinate (xy)=(100m,200m). Dopo 2min essa ha le cordinate (x2y2)=(120m,210m). Quali sono le componenti, in mo- dulo e direzione della sua velocité media per questo inter- vallo di tempo di 2min? iniziali Soluzione: Vemeiin = Xp-X, /'8 = 120- 100m /2 min = 10 m/min Vymaan = ¥p-¥, /4*210-200m /2min = 5 m/min 10.02 + 5.02 = v125 = V sonia = ¥ (Ve meaia)® + (Vy meaia)® WN, 5/10 = 0.500 Esercizion.2 Una palla viene lanciata in aria con la velocita iniziale di S0m/s, sotto un angolo di 37° rispetto allorizzontale. Si trovi il tempo totale trascorso dalla palla in aria e la distanza orizzontale totale percorsa, usando Vapprossima- zione g=10m/s?. Soluzione: Le componenti del vettore velocita iniziale sono: eee risolvendo rispetto al tempo t con v,=0. Il risultato é: t= (30m/s) /(10 m/s) = 3,05 {tempo totale che la palla trascorre in aria @ il doppio Il tempo totale che la palla trascorre in aria é quindi i quello impiegato per raggiungere il punto piivalto. Questo 65, Poiché la palla si muove orizzontalmente con velocittco- tempo si pué calcolare con la relazione: stante di 40m/s la distanza orizzontale percorsa & (40m/s) py -Bt = 3Om/s - (1Om/st)t x(6s) = 240m.

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