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STORIA MEDIEVALE

Il documento analizza la periodizzazione del Medioevo, evidenziando la sua inizio nel 476 con la caduta dell'Impero Romano e la sua fine convenzionale nel 1492 con la scoperta dell'America. Si discute la complessità del Medioevo, che non è omogeneo e può essere suddiviso in Alto, Basso e Medioevo centrale, e si sottolinea l'importanza del papato e delle fonti storiche per comprendere questo periodo. Infine, si esplorano le invasioni barbariche e le crisi interne che hanno contribuito al crollo dell'Impero Romano.

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STORIA MEDIEVALE

Il documento analizza la periodizzazione del Medioevo, evidenziando la sua inizio nel 476 con la caduta dell'Impero Romano e la sua fine convenzionale nel 1492 con la scoperta dell'America. Si discute la complessità del Medioevo, che non è omogeneo e può essere suddiviso in Alto, Basso e Medioevo centrale, e si sottolinea l'importanza del papato e delle fonti storiche per comprendere questo periodo. Infine, si esplorano le invasioni barbariche e le crisi interne che hanno contribuito al crollo dell'Impero Romano.

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STORIA MEDIEVALE

16/09

Periodizzare: creare segmenti, chiamati età e poi periodi della storia, individuando continuità e
rottura è funzionale allo studio e insegnamento della disciplina

476: inizia Medioevo. Deposizione Romolo Augusto (ultimo imperatore romano). 1492: fine
Medioevo (scoperta America). Ma momenti di passaggio lunghi, scoperta America ha cambiato
mondo, ma non in un giorno/anno. Ma usiamo date convenzionali.

Periodizzazione: atteggiamento mentale dello studio del passato. Non è moderna, ma usata
anche da antichi. Per mondo cristiano c’era un susseguirsi di 4 monarchie universali: assiro-
babilonese, persiana, macedone, romana

Romana: uomini medievali convinti di essere ancora parte dell’impero (che per loro si
concluderà con Versailles) e quindi dell’età romano-cristiana

Invece il nostro modo di dividere la storia è prodotto della riflessione dell’età moderna. 1666
George Horn, nell'immaginario della storia dell’uomo, la divide, pensando a un’età di mezzo tra
romana e sua contemporanea: medioevo, per lui 476 (caduta impero occidente) e 1453. Idea
perfezionata da tedesco Christoph Keller , autore di una Storia Universale, in cui immagina
seguente schema: antichità, medioevo (da Costantino a caduta)

Umanesimo italiano: idea che ci sia stata un’età greco romana dove vivono gli autori del
momento e in mezzo un brutto periodo (medioevo), conseguente a caduta mondo romano e
prima della ripresa dell’età dell’oro. Tanto che 1373 Petrarca parlerà di un tempo intermedio
(tempus medio).

Quindi visione/accezione negativa del medioevo, che non nasce oggi. Quindi periodizzazione
non passa più per ragioni culturali, ma sociali e politiche.

476-1492: periodizzazione accettata. Ma altre proposte:

• Grande storico 700, Muratori, si inventa una collana di fonti, e arrotonda dal 500 al 1500
(riferendosi al periodo di cui si occupa e facendolo coincidere con Medioevo), 500
inteso come area, non anno.
• Altri hanno proposto 410 (Roma devastata da Visigoti e saccheggiata), 565 (morte
Giustiniano, imperatore d’Oriente) o 622 (Pirenne, storico belga, scrisse Maometto e
Carlomagno: secondo lui mondo antico finisce quando Ottomani arrivano sul
Mediterraneo meridionale).

Date finali:

• 1216: morte Innocenzo III


• 1270: morte Luigi IX Francia
• 1348: peste nera
• 1485: avvento dei Tudor in Inghilterra
• 1517-19: ribellione di Lutero ed elezione di Carlo V
• 1453: caduta di Bisanzio
Ufficialmente 476-1453, ma date cambiano in base a punto di vista.

Ma si può realmente considerare omogenea una età che dura 1000 anni? No. Infatti,
suddivisione interna del Medioevo:

• Alto Medioevo (476-IX)


• Basso Medioevo (XI-1492)

Poi venuta fuori ulteriore divisione:

• Medioevo centrale (XI-XIII)

Una delle teorie sulla diffusione delle epoche storiche: Jacques Le Goff (1924-2014), che si
chiede se è davvero necessario dividere storia in periodi? Secondo lui Medioevo va dalla tarda
antichità (III-VII, non pone data, momento in cui crisi) fino fine XVIII (Rivoluzione francese). Dice
che in questo periodo non cambia nulla delle strutture di potere (aristocrazie feudali, ceti
poveri legati ad agricoltura etc), quindi età + lunga di quello che immaginiamo. Per lui
Rinascimento è tutto nel medioevo.

Comunque non esiste il medioevo in natura, lo abbiamo creato per studiare una storia.

Molti luoghi comuni tendono a caratterizzare Medioevo in senso negativo, come periodo buio
(arretratezza/inciviltà). Ma è un’età piena di luci: nascita università, riscoperta diritto romano.

STORIA MEDIEVALE, 18/09

Idea che un percorso politico istituzionale unitario c’è durante il Medioevo. Piccolo riassunto:

• Colonna centrale: eventi politici


- V: caduta Impero Romano, con deposizione Romolo augusto (476), inizio Medioevo.
La parte orientale però è parte Impero Romano che sopravvive. Con crollo sistema
romano: frammentazione: nascono regni romano-barbarici, realtà autonome e
indipendenti: che cercano equilibrio, lo stesso che era dato dall’Impero Romano.
Equilibrio che si baserà su dominazione di una delle realtà sulle altre: dominazione
Franca, che con forza militare superiore riesce ad ingrandire controllo territori
(conquistano Belgio, Francia, Germania, penisola italiana). Loro potere diventa un
termine di confronto anche per le altre entità. Rappresenta un nuovo punto di
equilibrio. Da questa nuova componente (che nasce Natale 800 con incoronazione
Carlo Magno) nascerà l’impero medievale, in cui si susseguono diverse dinastie.
Uno dei problemi del Medioevo centrale: potere del papa, che si ritiene centro del
potere universale

1250: muore ultimo grande imperatore (Federico II) e impero tedesco entra in crisi ed emergono
altre realtà che diventeranno le monarchie nazionali, non più disposte a riconoscere un nuovo
signore. Si spezza idea del potere imperiale.

Mentre non c’è + una monarchia in grado di tenere insieme Italia settentrionale, ma nascono
realtà comunali: città si organizzano autonomamente.

STORIA DEL PAPATO (altra colonna): anche nel medioevo il papato ha avuto un'evoluzione
impressionante. Da primi secoli a secoli centrali medioevo. Papa è vescovo di Roma e
successore di Pietro: ha quindi importanza maggiore rispetto ad altri vescovi, ma non ha
effettivo potere sugli altri membri ecclesiastici. Chiesa cristiana in primo millennio si organizza
in forma orizzontale. Vescovi hanno controllo loro territorio, per vicende oltre il territorio si
riuniscono vescovi di quell’area, se invece la questione riguarda tutta la cristianità si riuniscono
in concilio. Ma XI: papa comincia a sostenere di essere al vertice della gerarchia ecclesiastica
perché successore di Pietro. Ma teoria che fa fatica ad imporsi, a causa del rapporto con
autorità imperiale: imperatore ha mentalità vicina a imperatore romano: non disposto a
riconoscere a papa questa supremazia, anzi usa vescovi per scopi politici di controllo territorio,
quindi vuole tenerli legati a sé.

• Metà XI a Roma, si elabora con maggiore forza l’idea che il Papa è il titolare di tutti i
poteri, affidategli da dio: gestisce in prima persona potere spirituale. ma il papa
comincia a dire che anche il potere temporale apparterebbe al papa, ma troppo
impegnato in questioni spirituali assegna potere temporale a imperatori/re, che però
sono sotto controllo papa.
• Fine XI un papa come Gregorio VII queste cose le mette in pratica.
• XI-XII: Sviluppo gerarchia ecclesiastica
• Post morte Bonifacio VIII, Chiesa entra in crisi, e Chiesa spostata da Roma ad
Avignone (per 70 anni) per tornare a Roma 1077, poi scisma ed eletti 2 papi (per 40 anni
1 a Roma e 1 ad Avignone), poi per risolvere eletto un terzo papa.
Papato entra in crisi come punto di riferimento dell'Europa e come potere temporale.

NB: dopo morte Federico II (1250) mondo germanico entra in crisi, dettata da frammentazione
politica. I principi non vogliono + un imperatore, che non contano + nulla.

LE FONTI: storia ci offre strumento di analisi della realtà. Tutto ciò arriva tramite testimonianze
di diverso genere. Le + importanti:
• Testimonianze scritte (testamento, cronaca, leggi) siamo abituati a prenderle per vero,
ma attenzione:
- Anche testimonianze orali sono pericolose: si possono omettere o dimenticare
parti. Ma su essi abbiamo dei sistemi di protezione, ≠ scritti
- Quelli scritti siamo abituati a sancirle come vere. Ma non bisogna fidarsi
ciecamente, potrebbero mentire, essere state ricopiate male.
• Ma la scrittura è poco diffusa per difficoltà:
− Supporto: pergamena = pelle di animale conciata sostituisce il papiro (meno
resistente e di difficile reperimento) e anticipa diffusione carta
− Differenza tra lingua parlata e scritta: a scrivere sono solo ecclesiastici,
testimonianze di parte
− Assenza di un'istituzione scolastica diffusa
• Attenzione a modalità con cui ci avviciniamo a fonte scritta: bisogna controllare tutti
i documenti, perché i copisti potrebbero sbagliare. Quando lo storico usa la fonte, se a
stampa, deve servirsi di un’edizione affidabile, fatta da editori che seguirono un metodo
critico filologicamente corretto.
• Problema delle falsificazioni: ogni fonte racconta una verità particolare, il punto di
vista di chi ha scritto il documento.
• Fonti materiali:
- Archeologiche: murarie, sepolture, corredi
- Architettoniche: castelli e palazzi, chiese, strutture urbane

L’AVVENTO DEL CRISTIANESIMO: medioevo età profondamente religiosa.

• 380 editto di Tessalonica: Teodosio emana un decreto con cui cristianesimo diventa
religione di stato, unica possibile nel territorio imperiale. Riconosciuto come religione
ufficiale dell’impero nelle forme definite dal concilio Niceno del 325
• Impero Romano: situazione precedente a livello religioso e culturale era stata molto
tollerante: sincretismo religioso, ogni comunità si porta dietro propria religione. Impero
dà possibilità di seguire propria religione, purché non contro venerazione verso
imperatore
- Ma III sec: cristiani contro assolutismo imperiale, non accettano di tributarsi a culto
divino imperatore e di venerare un uomo, e cominciano ad essere perseguitati
• 313 editto di Milano: Costantino ammette Cristianesimo tra le religioni dell’impero
(concessione della libertà di culto)
- Lentamente cristianesimo penetra in ceti sociali + alti (élite)
• 325 Nicea:
▪ Concilio ecumenico in Anatolia (convocata da Costantino, pontifex maximus).
▪ Condanna Arianesimo (dottrina cristiana elaborata 320 da prete di Alessandria,
Ario, diffusasi in province orientali e ora giudicata eretica: eresia trinitaria (figlio
creato dal padre, quindi a lui subordinato, non eterno) + nel credo di Nicea il figlio è
generato ma non creato)
− Nell’arianesimo cristo è una figura minore: viene meno la sua funzione salvifica
− IV: vescovo ariano Ulfila traduce vangelo in lingua gotica (-≥ diffusione
arianesimo tra tribù germaniche: molti barbari vi aderiranno (concetto trinità +
semplice da comprendere)

PATRIARCATI: Cristianesimo dei primi secoli ha una struttura organizzativa orizzontale, basata
su vescovi e su diocesi. Maggiore prestigio e funzione guida a 5 patriarcati (vescovi delle città +
importanti): Roma, Costantinopoli, Gerusalemme, Alessandria, Antiochia. Membri aristocrazia
senatoria diventano vescovi.

Venerdì 19/09

L’IMPERO ROMANO: INVASIONI BARBARICHE NEL MEDITERRANEO

Impero Romano è sul mediterraneo. L’Italia è centrale: Roma assorbe le varietà. Su questi
territori arrivano popolazioni esterne ed entrano nella parte occidentale, impadronendosi della
terra e ottenendo anche dominio su uomini (concetto centrale in medioevo). Parte occidentale
impero crolla difronte a loro pressione.

• Barbar: dal greco, colui che non parlava greco e sembrava balbettare. Termine usato
per tutti gli estranei alla cultura greca. Questo elemento recepito in cultura latina:
barbaro è colui che viene dall’esterno (accezione negativa). La civiltà romana è in un
periodo di avanzamento impressionante. Si comincia però a usare il termine germanico,
secondo l’idea che ogni civiltà sia da porre sullo stesso piano. Ma NB: non tutti
appartengono a stesso ceppo, sono tribù di origine/lingua diversa. Ma sono mischiati
tutti insieme, c’è una compenetrazione culturale. Di conseguenza questi non sono solo
germani.
• Impero Romano: impero mediterraneo, nel suo momento di massima espansione
raggiunge i 50 milioni di abitanti.
− Organizzazione statale complessa e non perfetta, ma che funziona.
− Apparato burocratico e militare impressionante per gestire l’immenso territorio
− Si basa sul diritto romano
Impero + avanzato delle popolazioni che lo invadono: classe omogenea che vive nella
città, ma latifondisti (controllano terra): famiglie senatorie, che hanno rappresentanti in
senato e potere economico. Ma questo mondo entra in crisi per:
- Pressioni popolazioni esterne
- Motivi interni:
a) Rafforzamento dell’autorità imperiale ed estromissione aristocrazia senatoria
dal potere politico: si sentono meno coinvolti nelle attività militari. Arretramento
carriera militare: non + importante, cittadini non combattono +. Missione
militare di difesa delegata a popolazioni barbariche insediate nei territori
romani.
b) Crisi finanziaria (III-IV sec.): crisi economica comporta mancanza di autonomia
politica di uno stato, che dipende da fattori esterni se si affida economicamente
ad altri. Quando entra in crisi, non + possibilità di pagare eserciti: non riesco a
difendermi e diventano ostili
c) Territorio vasto non facile da governare in modo omogeneo: con imperatore
Teodosio (fine IV) si divide (non politicamente, ma amministrativamente) in 2
centri di potere (Occidente e Oriente). Si segna una frattura che accompagnerà
destini diversi delle 2 componenti. Crisi culturale. Crisi di Bisanzio: per difesa
confini e mantenimento ordine pubblico

Sfaldamento impero:

1) Difesa affidata quasi esclusivamente ad esercito barbarico (federati, avevano ricevuto


1/3 delle terre)
2) Risultato: 406-407: il limes (confine) renano viene attraversato da diversi gruppi di
germani
- Popolazioni barbariche sono nomadi, sfruttano territorio ma loro cultura non si basa
su agricoltura organizzata, ma di raccolta. Finché può esser sfruttato rimangono lì,
poi si spostano in altra area, finché arrivano al Danubio, in cui trovano un grosso
stato, dove si fermano e hanno a che fare con stili di vita migliori e diversi: civiltà.
Quando entrano nel confine romano diventano stanziali. È così che si formano
popoli germanici di cui parliamo noi: all’inizio si spostano, si dividono; quando
arrivano sul confine creano 2 aggregazioni: Franchi Salii e Tribali.
- Inizio 400 molti gruppi tribali sono riusciti a oltrepassare confine renano, senza
accordi. Gran parte Gallia sommersa da essi. Momento in cui si conclude questo
processo:
3) 476 Odoacre si rende conto che può prendere il potere e depone ultimo imperatore
dell’Impero (Romolo Augusto), ma Odoacre non assume titolo imperiale, rimanda
insegne imperiali a Zenone (imperatore d’oriente, a cui si dichiara sottoposto) e si fa
riconoscere il titolo di Patricius romanus da Zenone, e di Res Gentium (re delle genti,
perché dietro di lui ci sono molte tribù) da suoi soldati.

LA DIVISIONE (fine IV sec.)

Arrivano Unni, dalle pianure asiatiche, + violenta e organizzata, sottomettono/assimilano altre


tribù per aumentare loro numero. Unni schiacciano e spingono tribù costrette a varcare il
confine romano. La cultura romana aveva già avuto a che fare con queste popolazioni. Le aveva
chiamate germani, poi di volta in volta le tribù vengono identificate con nomi sempre + strani.

Comunque: instabilità gruppi tribali, che si aggregano/disgregano in continuazione, finché non


si fissano e creano un popolo. Assistiamo a caduta confine, e impossibilità di difenderlo. Unni
inizialmente spostatisi in area nord del Danubio.

UNNI: di etnia urgo-finnica, non germanica, che mette in movimento altri popoli IV-V. Gran
parte tribù che compongono questa aggregazione sono di origine mongola. Si aggregano in
steppe dell’Asia e si muovono in diverse direzioni. Alternano spedizioni di razzia a veri
trasferimenti. Premono sui Goti e li costringono a spostarsi verso occidente.

ATTILA: soprannome (“piccolo Var”). Organizza spedizione militare verso impero occidentale.
Ma sconfitto da Ezio ai Campi Catalaunici (nell’esercito romano sono presenti barbari
insediati nell’impero 50 anni prima): in battaglia muore Teodorico, re dei Visigoti. Dopo
sconfitta, Attila è nelle mani dell’esercito romano e si ritira nel suo accampamento. Ezio
avrebbe potuto attaccare l’accampamento, ma lascia che Attila si ritiri: Ezio ha capito che la
paura degli Unni tiene sottomessi popoli germanici che hanno invaso la Gallia, quindi li può
controllare. La sconfitta di Attila avrebbe fatto si che queste popolazioni si sarebbero
impadronite del territorio. Attila però torna ad occupare varie città dell’Italia settentrionale
(452 incontro sul Mincio con papa Leone I). 453: Attila muore. Sscontro per chi debba prendere
posto Attila.

Popolazioni germaniche costrette in alleanza, si sentono libere di muoversi in base a loro


interessi.

Cambiamenti strutturali nella vita delle popolazioni: schiacciate nel confine dell’impero,
costrette a stanziarsi (da una parte mare, dall’altra Unni). Si rendono conto dei vantaggi del
nuovo stile di vita. Quindi si stanziano.

Emerge ora la figura del re: una tribù nomade ha bisogno di un’autorità solo in momenti di
difficoltà. Ma quando diventano stanziali è necessaria una guida per organizzare/governare.

23/9

25/9

3 nuclei + importanti sono visigoti, ostrogoti e Franchi. C’è sempre lo stesso punto di partenza

OSTROGOTI: stanziati + a Oriente rispetto a visigoti. Quando arrivano gli Unni, assorbiti e
sottoposti ad essi. Quando muore Attila, il nucleo dominante esplode e Unni tornano indietro. I
satelliti aggregati al loro dominio tornano liberi e in movimento (li troviamo stanziati ancora in
Oriente)

Poi spinti da Imperatore d‘Oriente (che invogliano popolazioni che premono su confine
danubiano, a spostarsi verso occidente), promettendo loro incarichi e benefici. Questo
funziona anche con ostrogoti, che andranno verso penisola italiana, costituendo il regno goto.

• Ma 476 in Italia: Odoacre


− Generale germanico assoldato da romani a capo di reparti barbarici che
combattono per romani.
− Si è impadronito deponendo Romolo Augusto. Non ha assunto titolo di imperatore,
ma di Patricius Romanus (riconoscendo superiorità imperatore bizantino) e di Rex
Gentium
− Si comportò come gli altri capi barbarici quando occupavano territori occupati da
funzionari imperiali: confisca 1/3 delle terre (latifondi)
Intelligente: perché a fronte della sconfitta, i ceti dirigenti conservano un bel po’;
Ora i beni confiscati arricchiscono i capi delle famiglie delle nuove popolazioni, che
vengono subito poste sullo stesso piano delle grandi famiglie aristocratiche
romane. Mentre forza militare è nelle mani dei nuovi venuti (quindi Odoacre)
• Odoacre e compari: ariani (perché assorbiti da Unni precedentemente, in cui diffuso
arianesimo). Ma aspetto religioso non è punto di attrito con popolazioni preesistenti
• Monopolio armi assunto da Odoacre e compari
• Odoacre: occupa Italia e Dalmazia: Teodosio aveva posto Dalmazia nelle mani
d’occidente, ma quando occidente si era sfaldato, Dalmazia considerata sempre +
importante per mondo bizantino per:
1) Controllo Adriatico.
2) Dalmazia ricca di boschi, producono legname, fondamentale per bizantini per
costruzione navi

OSTROGOTI IN ITALIA

489 Zenone convince Teodorico (re ostrogoti) ad andare contro Odoacre e spostarsi verso
Italia. 489 Teodorico entra in penisola italiana tramite il Friuli.

• Esercito di Odoacre sconfitto a Verona 489, sull’Adda 490,


• Esercito Odoacre (insediato a Ravenna), assediato a Ravenna per 1 anno.
• 493 tentativo di accordo da parte di Teodorico di dividere potere in Italia. Organizzata
cena per sancire accordo, ma Teodorico uccide Odoacre (suoi uomini si erano resi
conto della debolezza di Odoacre e concordarono sua eliminazione)
• Ostrogoti si impadroniscono dell’Italia e creano un regno romano-germanico: regno
ostrogoto e Zenone riconosce la nuova situazione
▪ NB: ostrogoti con esercito di Teodorico: 25/30°000 armati. Popolazione: 100 mila. Si
vanno a insediare in area con popolazione di 100 mila persone (scarto evidente): in
alcune aree abbiamo presenza gota evidente, in altre nessun riferimento a goti
▪ Concentrati in alcune aree: pianura padana a nord del Po, Piceno, Sannio. Si
insediano in territorio Odoacre (anche Dalmazia). Da Provenza a Pannonia
▪ Minoranza numerica, che però mantiene dominio politico grazie a monopolio armi
▪ Sulla scia di Odoacre Teodorico mantiene titolo di Re dei goti, ma su popolazioni
latine assume titolo di Flavius (richiamo a imperatori antica Roma) Theodoricus
- Rimane idea germanica che il capo governi sui goti, non sui luoghi. Dominio su
persone, non su territorio, che può essere diverso di anno in anno

Esperimento di Teodorico in Italia: NON una volontà di FUSIONE (≠ da Franchi e Burgundi), ma


volontà di coesistere, di COMPLEMENTARITÀ:

▪ Capi esercito rimangono i goti: mantengono potere militare


▪ Funzionari pubblici preposti a governo delle popolazioni civili (prevalentemente latine)
sono estratti da famiglie senatorie sopravvissute
▪ Amministrazione della giustizia: tribunali separati per goti e latini
▪ Ripresa prestigio del senato (tutto romano-italico). Restituisce a famiglie senatorie una
parvenza di potere politico (non ha potere giurisdizionale, ma consultivo)
▪ Compare un consiglio del principe (Consistorium): ci sono capi militari (tutti goti) ma
anche grandi intellettuali latini (Boezio, Simmac), consultati dal re su situazioni
importanti

-≥ anche elemento latino valorizzato, nonostante potere rimanga a re e suoi capi militari, ma
coinvolti in decisioni anche esponenti della vecchia aristocrazia senatoria -≥ politica di
avvicinamento, non di oppressione.

ASPETTI DEL GOVERNO

▪ Fiscalità equilibrata (non opprimente come quella bizantina)


▪ Ripresa delle opere pubbliche: ricostruzione di strade. Risolvono problemi di viabilità,
trasporto, comunicazione e bonifiche, e di domanda di lavoro
▪ Contenimento dei Franchi e protezione visigoti: Ostrogoti percepiti come potenza:
diventano tutori dei visigoti (ora attaccati da Franchi). Franchi capendo forti Ostrogoti,
lasciano Guascogna (area francese) a visigoti
− Anche politica matrimoniale: Teodorico sposa sorella Clodoveo. Quindi accordo di
protezione a visigoti sancito con accordo matrimoniale
▪ Rapporto armonico con la Chiesa di Roma (benché ariani)

ROTTURA DELL’EQUILIBRIO

Ma questo processo si interrompe 523-24 quando a Bisanzio imperatore bizantino Giustino II


adotta provvedimenti negativi contro ariani nell’impero orientale

• Teodorico ed ostrogoti temono che Bisanzio possa attaccare Italia e riportare dominio
romano orientale su Italia e che latini non li avrebbero difesi
• Apertura di Teodorico verso latini si interrompe: diffidano ora degli intellettuali cattolici,
accusati di tradimento e di tenere relazioni con Bisanzio -≥ politica di repressione:
allontanati dal Consistorium esponenti di famiglie senatorie latine
− Giustiziati Albino (capo senato) e Boezio
− Cade in disgrazia il senato: 525 giustiziato senatore Simmaco
− Papa Giovanni I accusato di convivenza coi bizantini

FALLIMENTO DELLA COESISTENZA

Il tutto dura 3 anni (Teodorico muore 526) ma suoi successori continuano con questa politica.

• Reggenza assunta da figlia Teodorico (Amalasunta) per conto del figlio Atalarico
(ancora piccolo). Sposa Teodato (successore quindi Teodorico) per essere protetta

GUERRA GRECO-GOTICA

• 535 Giustiniano invia 2 eserciti (uno entra dal Friuli, uno in Sicilia) per riconquistare
penisola italiana: guerra geco-gotica (535-553), 20 anni, durante cui anche peste.
▪ I 2 generali bizantini Narsete e Belisario sconfiggono i Re goti, costretti a resa. Goti
perdono la loro identità: decimati, si fondono con romani, e scompaiono
▪ 554 Giustiniano promulga la Pragmatica Sanctio per riordinare l’Italia ridotta a
prefettura dell’Impero

Lunga guerra devastatrice: depressione economica + crisi demografica (per la peste)

565 muore Giustiniano

FRANCHI

Si muovono da Oriente e arrivano a ridosso confini romani tra III e IV d.C. Prima area
conquistata: tra Belgio e Francia settentrionale, l’Austrasia, regione del loro primo
insediamento in Europa. Da qui conquistano altre regioni. Con Carlo Magno si arriva a
conquistare territorio oltre Pirenei, Italia centro-settentrionale e alcune aree Germania

Carlo Magno: punto d’arrivo conquista franca. Assumerà titolo di imperatore nell’800 ma non è
assimilabile a Impero Romano (né qualitativamente né quantitativamente). Impero franco:
impero continentale; Impero Romano: mediterraneo.

Oltre confini franchi:

▪ Aree dipendenti: territori non conquistati, ma che riconoscono politicamente la


superiorità dei franchi (pagano tributi, promettono fedeltà a re)
▪ Aree che culturalmente (Inghilterra) guardano a mondo franco come esempio

Cartina ci fa capire crescita su tutta Europa centrale:

• Neustria: esperienza che si chiude senza battaglia: inglobano questo territorio in


maniera pacifica. Disponibilità Franchi ad accettare costumi e religioni con popoli
preesistenti rafforza loro presenza
• Aquitania: vecchio dominio dei visigoti, su cui Franchi premono da 500

LE ORIGINI

• III-IV d.C: gruppi tribali (si scompongono in base a circostanze; soprannominati con
nomi diversi*) che si aggregano sulle coste settentrionali (tra Germania e Danimarca, su
foci del Reno)
− *Ansivari, Brutteri, etc: probabilmente ogni tribù ha un nome, e a seconda della
tribù che prevale riconosciuti col suo nome
• Cominciano a federarsi tra loro: divisione in tribù comoda nello spostamento e
divisione territori conquistati; ma quando sono difronte a ostacolo dell’Impero,
cominciano a compattarsi; su 100 tribù 30 si confederano e prendono nome di Franchi,
che all’inizio sono divisi in 2 federazioni:
1) Franchi Salii: + forti (a nord, Belgio)
2) Franchi Ripuarii: in valle Mediana del Reno (abitano lungo le rive del fiume Reno)

Riunificazione di entrambe per creare unico popolo: Franchi, che potrebbe derivare da Wrang
(errante) e Frakkr (coraggioso)
• Fra le genti barbariche tra le + primitive/arretrate
• Saranno coloro detti Sassoni: chi si aggrega a Franchi all’inizio detti Franchi, gli altri si
sfaldano e avranno altri nomi (Sassoni),
• Franchi: inclinazione a simbiosi con altri popoli per evitare ostilità e assorbire loro cose
positive

STRUTTURA SOCIO-POLITICA

• Esercito popolare: tutti coloro in grado di portare le armi fanno parte dell’esercito
• Assemblea del popolo in armi prende le decisioni (diritti politici legati quindi ad armi)
• Organizzazione tribale: ogni tribù ha capo, ma nei momenti di difficoltà eleggono re
• Insediati tra Francia e Belgio: Gallia è quindi il naturale bacino di espansione
• Quando tribù diventano stanziali si perde idea del potere come capacità di comando su
un uomo su altri, sostituito da idea di potere esercitato su un territorio e suoi uomini.
Ma passaggio mai netto: idea che re domini anche su uomini rimarrà per tutto medioevo

CLODOVEO (muore 511)

Protagonista della 1° grande espansione. Federatore dell'Unione tra le 2 grandi fazioni


menzionate. All’inizio capo Franchi Salii. Proietta all’indietro il suo potere: nonno Meroveo
diventa capo eponimo della famiglia: dinastia iniziata da Clodoveo prenderà nome di Merovingi

26/9

30/9

LONGOBARDI

Longobardi fino 300 stanziati nel nord della Germania, poi scendono verso pianura Danubiana
e si insediano nella Pannonia poi si estinguono, ma ultimi a spostarsi vero occidente. Percorso
che tiene loro lontani da confini li fa essere di mentalità ≠ da cultura romana.

• Arrivano in Italia 568-9: si spostano tutti, entrando in pianura padana tramite Friuli.
• Tribù omogenee per cultura/lingua, ma inglobate alcune tribù minori durante percorso.
• Tra 150/200 mila persone. Bizantini pensano a scorreria, non si preoccupano e quindi
sono colti alla sprovvista e ciò favorisce loro spostamenti.
• Alle loro spalle si insediano gli Avari.
• Occupazione non uniforme della penisola: non esercito, ma reparti che partono in
direzioni diverse sotto guida duca; alcuni vanno verso sud occupando Italia centro-
meridionale, organizzando territorio e potere su 2 punti: Spoleto e Benevento
Cartina (parte in verde in mano bizantini):

• Parte in rosa in mano longobardi: divisi in ducati, affidati duchi, che condussero
longobardi all’occupazione

STRUTTURA SOCIO-POLITICA

Riflette storia di tutte le popolazioni germaniche e nomadi che diventano stanziali

• Gairethinx: assemblea dei liberi armati.


- Chi porta armi ha voce nelle decisioni (= altri popoli germanici)
• Re elettivo, ma non necessario: eletto quando momento difficile o importante. Poi
quando diventano stanziali, re diventa stabile. Ma momento di passaggio difficoltoso:
quando muore Alboino, eleggono Clefi; ma quando muore (572-74) longobardi non ne
eleggono un altro e rimangono senza re per 10 anni: sufficiente il territorio occupato.
Conquista si ferma. Ma dopo 10 anni pensano sia un problema non avere un potere
centrale
• Potere supremo in mano a duchi che governano i territori e spesso entrano in conflitto
senza re. Per evitare conflitti interni, decidono di eleggere re
• Adottano quindi soluzione monarchia in pianta stabile
• Impianto sociale fondato sulle fare = gruppi parentali armati in movimento che si
insediano su territorio specifico da cui controllano e hanno potere su uno + ampio

AFFERMAZIONE DELLA MONARCHIA CENTRALE 584-615

• Affermazione di ducati che cercano sempre di essere autonomi dal re. Ducati: grandi
aree di stanziamento di una quota dell’esercito e quindi del popolo: concezione
personale del potere, legame di fedeltà tra re e duchi. Ma non sempre funziona.
• Timore di spedizioni bizantine di riconquista -≥ elezione unico re 584
- 584-615: Autari e Agilulfo potenziano il potere centrale e lo rendono irreversibile,
rafforzando presa economica del re sul territorio: costituzione di un fisco regio con
1/3 fisco ducale. Confisca del patrimonio pubblico a favore del re. Così si crea
territorio gestito direttamente dal re.

FINE VI sec: religione

Longobardi rimasti pagani, solo élite avevano accolto cristianesimo ariano. NB: divergenze
religiose non costituivano motivo per entrare in guerra (diversamente da come riporta
storiografia): non sono + ariani quando entrano in conflitto con Bisanzio

• Longobardi, VI: si convertono a cristianesimo cattolico: 653 re Ariberto abolisce


arianesimo, rendendo cristianesimo religione di stato
• VII costituzione di un regno stanziale, fondando la capitale (Rotari e Grimoaldo pongono
Pavia) + palazzo regio riconosciuto come sede della corte e di un governo centrale

EDITTO DI ROTARI 643


Re Rotari promulga leggi che regolamentano vita longobardi. Accostamento a mentalità
romana

a) Di carattere formale (legge messa per iscritto)


b) Scritto in latino (non + germanico): lingua che veicola il diritto (anche se i termini +
specifici della quotidianità sono germanici)
c) Quindi anche elementi del diritto romano assorbiti da mentalità longobarda
- Costituzione della faida (giustizia privata) sostituita dal guidrigildo (composizione in
denaro): danno quantificato e risarcito economicamente. Inoltre, danni calcolati in
base a condizione della persona (servo costa meno a risarcirlo che un aristocratico)

LIUTPRANDO (713-44)

Tra i re longobardi + importanti

• Rafforza la nozione di regno e potere centrale


• Promulga altre leggi. Apre a elementi di diritto romano e canonico
• Convertitisi ormai a cattolicesimo, si presenta come protettore delle chiese
- Sono cattolici!, quindi scontro famoso per cui Liutprando famoso, non di natura
religiosa!

Lui metterà in atto obiettivi di conquista: ormai bizantini non sono + interessati a intervenire
(solo Ravenna vogliono mantenere, Romagna), ma disinteressati a Lazio, Roma. In quella realtà
assunzione potere politico assunto da vescovo di Roma, cui comunità si stringe attorno a lui
per difendere loro territorio. E su Lazio e Ravenna Liutprando vuole mettere le mani, ma per
espandersi, non per ragioni religiose.

Liutprando cercherà di prendere Romagna e Lazio: tentativi che spesso si risolvono con
mediazione:

• Conquistata parte del Lazio, papa riesce a ottenere riconsegna territori e area con al
centro Sutri (bizantina): Liutprando restituisce Sutri al papa (non a imperatore
bizantino). 728 donazione di Sutri (Liutprando a Gregorio II)

Forse ora, quando riprendono conquiste da parte longobardi, a metà 700 realizzata la falsa
donazione di Costantino: documento secondo cui Costantino in punto di morte si sarebbe
rivolto a papa Silvestro I e sarebbe guarito grazie a mediazione Silvestro e grazie a Dio; quindi,
per ricompensare aiuto e papa gli donò la parte occidentale dell’impero

− Documento creato a tavolino per giustificare presenza del papa come titolare interessi
pubblici in Italia centrale e giustificare difesa territori Italia centrale.

Con successore Liutprando (il quale aveva espanso confini), Astolfo, la situazione peggiora:

• Astolfo 751 prende Ravenna. Entro 770 tutto l’Esarcato (prima comandato da un
Esarca, corrisponde a Romagna)
• Il papa preoccupato, si rivolge a Franchi (intervento 774 Carlo Magno)
RAPPORTO COL PAPATO

• 1° avvicinamento tra papato e regno franco: 754 Stefano II si rivolge a Pipino il Breve
(maggiordomo, poi re dei Franchi), che minaccia Longobardi, che restituiscono territori
• 773 nuova tensione papa (Adriano I e Carlo) VS longobardi. Carlo interviene in Italia.
esercito franco attraversa Alpi verso pianura padana. Intervento già preparato, nessuno
si frappone tra Carlo Magno e Capitale:
▪ 774 presa Pavia. Ultimo re longobardi (Desiderio) si è chiuso in città a difesa
dell’assedio. Unica parte ancora longobarda è quella veneta-friulana (con le altre
parti Carlo si era già messa in accordo: longobardi non volevano + sottostare a
Desiderio).
▪ Carlo acquisisce territorio longobardo come parte suo regno e la governa: diventa re
longobardo come Rex Francorum et Longobardorum
− Elite longobarda non sostituita (tranne friulana) ma rimane. Da ora aristocrazia
longobardo-franca, ma elementi franchi arrivano al potere solo tramite legami
matrimoniali

774 finisce regno indipendente dei longobardi in Italia.

PARENTESI

LA CONQUISTA

È una campagna militare, vera e propria invasione che entra in penisola italiana

• Conquista lunga (568/69-712): l’arrivo di Alboino e presa di potere di Liutprando (grossa


conquista all’inizio)
• Senza grandi battaglie campali:
− Assedi di città: popolazioni locali dotatesi di cinta
− Ma una volta assediata, germani non hanno capacità di conquistare una città,
quindi spesso accordi (col vescovo locale), grazie a cui vi è una lenta penetrazione
nel territorio
− Unica violenza: razzie e saccheggi

TERRITORI OCCUPATI

• Italia settentrionale, padana (a nord del Po): nuovo baricentro politico


• Emilia, Toscana, Ducato di Spoleto e Benevento
• Bizantini: mantengono controllo aree importanti per controllo del mare

STRUTTURE SOCIALI E POLITICHE

• Manca apporto delle vecchie élite (differenza con Franchi): longobardi hanno potere ma
non si legano con popolazioni sconfitte, con famiglie importanti. La vecchia aristocrazia
senatoria sopravvissuta scompare
• Classe senatoria, ridotta e colpita da eventi, si è rifugiata nei territori bizantini (in Italia o
Bisanzio)
• Distanza rispetto a gerarchie ecclesiastiche: non c’è capacità di comprensione
reciproca tra longobardi e vescovi distribuiti sul territorio, che rimangono legati a
dominazione bizantina e papa (che è mediazione tra popoli romani e Bisanzio)
− Religione non elemento di ostacolo: longobardi vivevano la religione con
superficialità. Era più una mentalità politica: longobardi non volevano dividere
potere.
• Ma fusione coi ceti medio-bassi.
• Ravenna e Roma, le capitali del mondo romano restano in territorio bizantino

FONTI

• Poche fonti scritte su longobardi. Conoscenze ipotetiche


• Fonti archeologiche adatte solo per ricostruire processi di medio-lungo periodo come la
crisi socioeconomica della penisola (inizio VI):
Per stato di guerra continuo da 535 (guerra greco-gotica) a inizio VII (Guerra bizantini-
longobardi)

FONTI SCRITTE

• Editto di Rotari
• Historia Longobardorum, Paolo Diacono (della corte Carlo Magno): ecclesiastico che
recupera tradizione orale del suo popolo e la mette per iscritto. Unica testimonianza
storica della storia del mondo longobardo

FASI CONQUISTA

• 568/69: attraversamento Alpi Giulie


• Occupazione Veneto: nell’area veneto-friulana 1° insediamento longobardo (così che
da dietro non arrivi nessuno): ducato del Friuli (area che difende Pavia nell’ultimo atto).
• I Bizantini resistono chiudendosi in fortezze e città murate dell’area alpina
• Primi 3 anni conquista veloce: presa Pavia
• 572 congiura contro Alboino (assassinato da moglie Rosmunda, a capo congiura)
sostenuta da bizantini
• Clefi 572-74 (successore) fa uccidere molti aristocratici romani, vuole chiudere tutti i
rapporti. Assassinato in congiura favorita da bizantini
• Conquista rallenta: non più fatta con esercito, ma per bande: esercito si frammenta*

ANARCHIA DUCALE 574-84

• *Capi militari (duchi) guidano conquista in direzioni ≠: conquistato territorio, diviso in


circoscrizioni sotto duchi
• Finisce anarchia ducale (i 10 anni senza re): 584 eletto re Autari: grosso della conquista
già fatta, anni successivi solo pochi territori
• VII: Agilulfo conquista Padova e Mantova
• VII: Rotari conquista Liguria e Veneto:

EDITTO DI ROTARI (643):

In Paolo Diacono grande interesse per conquista 500 e 700, e poi prima metà 800. 600 poche
informazioni. A questa lacuna del 600 risponde editto di Rotari

2/10

Approfondimento: EDITTO DI ROTARI

Promulgato 643, in occasione della conquista della Liguria, per dare garanzie a soldati e loro
famiglie: si cerca di rimuovere tutte le forme di giustizia privata (che erano causa di disgregazione
della popolazione e potevano danneggiare le famiglie dei soldati nel caso in cui tutti gli uomini
fossero morti in guerra) e si introduce la ricompensa monetaria; è scritto in latino, 388 capitoli, e
mette per iscritto leggi finora convenzionali e tramandate oralmente.

• Sancisce le basi del potere pubblico sul possesso della terra. Centrale è il concetto di "Curtis
regia", 3 significati: 1) le terre confiscate dal re, 2) le località in cui gli uomini del re
amministrano il suo territorio, sotto il comando di gastaldi,3) o il vero e proprio palazzo reale.

PUNIZIONE DEI REATI:

• Si cerca di porre fine alle vendette private (faida tra famiglie per riparare le offese ricevute),
sostituendole con un sistema di multe, che variavano in base a reato e persona offesa;
- Quidrigildo = prezzo di una persona
• Solo metà della multa andava versata al re, tranne che per i reati più gravi (omicidio) o
politici (ribellione), in cui tutta la multa data al re.
• Le multe potevano essere pagate in denaro o con la cessione di terre, che ampliavano il
patrimonio fondiario del re.
− Ciò permetteva di accrescere il potere del re, che poteva distribuire le terre tra uomini
fedeli (≥gasindi) e controllare più facilmente i territori (≥periferici).
− Ma col tempo questo meccanismo smette di funzionare perché i vari ufficiali cominciano
a usare i territori come se fossero propri, cedendoli a loro volta per crearsi una cerchia di
fedeli.

TRADIZIONE BARBARICA

• L’editto recupera parte della tradizione longobarda: nel prologo vengono elencati tutti i re
dall’epoca leggendaria fino a Rotari (non si sa quanto la lista sia affidabile).
• Ma il linguaggio (≥giuridico), risente della cultura romana: obiettivo dichiarato è il benessere
dei sudditi, la protezione dei deboli dalla sopraffazione dei potenti, il mantenimento della
pace e giustizia. Tutti concetti ripresi dal diritto romano;
• Ma Rotari dice di aver rinnovato le leggi precedenti (che erano orali) con l’aiuto di “antiqui
homines”, cioè membri delle famiglie che di generazione in generazione si tramandavano
oralmente le leggi.
• Inoltre, le nuove leggi promulgate da Rotari avrebbero ricevuto l’approvazione della
Gairethings, l’assemblea del popolo in armi, che a questo punto doveva essere più che altro
un’assemblea dei vari duchi, essendo complesso riunire tutto il popolo ora che era sparso per
tutta la penisola; non si sa quanto effettivamente fosse potente a questo punto l’assemblea, o
se questa dichiarazione di Rotari fosse più di natura formale.

LA FARA

• La base della società è la fara, in origine il gruppo parentale armato in movimento. È la


famiglia allargata
• Il capo conserva la piena disponibilità dei beni familiari, e l’eredità è garantita in parti uguali
a tutti i discendenti maschi (=Franchi).
• L’editto tutela l’uomo libero, il guerriero in armi

LA DONNA

• La posizione femminile è subordinata e marginale: vive sotto la tutela di un parente maschio


(padre, fratello, marito…)
• Non possiede beni propri e non può ereditare, ma le viene concesso un donativo in occasione
delle nozze;
• È tutelata nella sua integrità fisica, ma è una protezione a vantaggio del lignaggio di
appartenenza.

APPLICAZIONE

• Nella prima fase, le leggi di questo editto si applicavano solo ai Longobardi


• La popolazione italica continua a seguire il diritto romano, che era stato reintrodotto in Italia
dalla Prammatica Sanzio di Giustiniano.

Questa fonte viene criticata perché manca totalmente di prendere in considerazione alcune realtà:
quella cittadina, quelle delle comunità religiose… È una fonte che risponde alle necessità di una
società basata sul possesso fondiario e rispecchia una prima fase di completa separazione tra nuovi
venuti ed elementi indigeni.

L’IMPERO BIZANTINO

GIUSTINIANO (527-565): durante il suo regno, porta avanti una sistematica redazione del diritto
che porta alla redazione di un nuovo codice, il Corpus Iuris Civilis: dal 529 al 534 una commissione,
guidata dal giurista Triboniano, seleziona e riordina le norme e i pareri giuridici accumulate nei
secoli, organizzandole in:
▪ Istituzioni: trattato in latino sui fondamenti del diritto romano, destinato all’insegnamento;
▪ Codice: l’insieme delle leggi dei predecessori di Giustiniano dai tempi di Adriano;
▪ Novelle: le leggi promulgate da Giustiniano stesso, a cui col tempo si aggiungeranno quelle
dei suoi successori;
▪ Digesto: non leggi, ma raccolta di pareri e delle interpretazioni dei giuristi.

Col tempo, vengono redatti compendi e riassunti del codice, che riportano solo le leggi considerate
importanti e utili.

CAMPAGNE MILITARI

• Recupero del controllo esclusivo del Mediterraneo:


▪ Giustiniano sconfigge i Vandali 533
▪ Riconquista le regioni meridionali della penisola iberica
▪ Riannette l’Italia all’impero con la guerra greco-gotica (535-553).
• Ma i confini dell’impero sono continuamente minacciati dai Longobardi, Slavi e Avari, e a
Oriente dai Sassanidi.

Eraclio (610-641):

• Respinge gli Avari e riconquista l’Asia Minore, con la conseguente caduta dell’impero
Sassanide (sopravvalutato visto che Eraclio voleva solo riconquistare alcuni territori orientali,
ma la crisi causata dalle sue vittorie è riuscita a portare al collasso l’intero impero).
• Costantinopoli è ormai la capitale di un impero più greco che romano, in quanto a mentalità.

Per la vastità dell’impero, il territorio viene diviso in themi, governati da strateghi, con potere civile
e militare (segno di quanto la guerra e la difesa dei confini fosse importante in quel periodo).

ICONOCLASTIA

Ma si stava allargando il divario con Roma, visto che l’imperatore si faceva carico di risolvere anche i
conflitti religiosi (il patriarca di Costantinopoli è rimasto sotto l’influenza dell’imperatore, a
differenza di quello di Roma che ha acquistato potere quando è venuta a mancare la forza
dell’impero).

• 726: imperatore Leone III l’Isaurico afferma l’iconoclastia (distruzione delle immagini
sacre), per contrastare componenti idolatriche dei popoli barbari e la propaganda musulmana
che accusava i cristiani di idolatria: questa decisione non ha i risultati sperati e aggrava i
rapporti con Roma.
• Questa politica dura fino all’843, quando Teodora, imperatrice al posto del figlio troppo
giovane, dichiara legittimo il culto delle immagini; ma ormai si era aperto un solco
incolmabile: la Chiesa di Roma si era opposta all’iconoclastia, appoggiando rivolte
nell’esarcato di Ravenna e nell’Italia meridionale, e Bisanzio aveva risposto confiscando i
patrimoni pontifici e sottraendo alla giurisdizione ecclesiastica di Roma l’Illiria, l’Italia
meridionale e la Sicilia, che vennero affidate al patriarca di Costantinopoli.

L’Occidente bizantino è ormai in crisi

• Giustiniano aveva affidato all’esarca di Ravenna i poteri civili e militari, come in Sicilia, con
un governatore residente a Siracusa, e a Cartagine per l’Africa, la Sardegna e la Corsica. Ù
• L’arrivo dei Longobardi priva l’impero di molti territori; lo scarso interesse dell’impero
d’Oriente per i territori occidentali fa sì che molti ufficiali nell’esarcato e nel Lazio si leghino
al patriarca di Ravenna e al Papa, che concede loro terre spesso in enfiteusi (rimangono di
proprietà del papa, che le concede in uso a una famiglia per 33 anni o per 3 generazioni), e
che il dux Veneticorum, a capo di un ducato bizantino in veneto, acquisti sempre più potere.
• 827 musulmani sbarcano a Marsala. 902 conquistano tutta la Sicilia; l’ultima roccaforte
bizantina ad Occidente, Bari, viene conquistata dai Normanni nel 1071.

9/10

CRISI DELL’OCCIDENTE BIZANTINO

• SCISMA D’ORIENTE: 1054 chiesa ortodossa (ragioni politiche, culturali, religiose):


cristianità orientale va per conto suo e Bisanzio non riuscirà + a entrare in questioni
occidentali.
ESPANSIONE ISLAMICA

Presenza Islam nel Mediterraneo spezza unità mediterraneo e determina fine mondo antico.

• Islam:
a) Sunnita
b) Sciita

Fine medioevo mondo islamico e sua religione hanno una veloce e maggiore espansione. Post
750 conquiste limitate: razzie (donne/denaro) per sondare difese avversarie

MAOMETTO

• Islam = “sottomissione” (= affidarsi a Dio: Allah)


• Muslim = “coloro che si abbandonano nelle mani di Dio” (= credenti)
Si diffonde in penisola arabica, frammentata -≥ ≠ religioni: religione politeista fino VI sec
(ma in ogni tribù importante una specifica divinità)
• Italia settentrionale (in cui passano carovane, quindi contatti con mondo arabico): si
abbandona politeismo per monoteismo
− NB: per islam ci sono Profeti nella storia, Gesù solo uno di questi, Maometto è
l’ultimo e predica esistenza Dio (Allah), dicendo che lui è l’inviato di Dio.
• Maometto: giovane che abita alla Mecca (arabica), ricca. Qui c’è il clan dei Qurays:
gruppo dirigente, di cui Maometto un esponente. Ma comincia a predicare monoteismo:
ma chi è nel clan vuole stabilità: cambiamento religione creerebbe fratture con altre
zone e non permetterebbe commercio con esse (fonte ricchezze)
• 622, Ègira (“fuga”): abbandona La Mecca e si dirige a Medina (seguito da pochi), dove
predica e converte molte tribù -≥ ottiene forza militare: fa razzie alla Mecca -≥ anche qui
converte tribù.
• 632: La Mecca riammette Maometto che diventa punto di riferimento politico e religioso
della comunità arabica -≥ comincia guerra verso l’esterno
• Morto Maometto il potere va nelle mani di un Califfo: successori di Maometto (ma non
profeta come Maometto). Questo doveva essere parte del clan e scelto dal gruppo
dirigente.
• Islam si espande e ottiene terreno, ma non c’è sovrapposizione religiosa obbligatoria:
guerra santa/legale: obbligo fedeli a espandere fede monoteista, ma non imposizione,
ma possibilità di far conoscere fede. MA tributi + alti per i non convertiti (ma comunque
tasse minori di Bisanzio). Eserciti bizantini in battaglia si ritirano.
• 4 califfi (= “ben guidati”. Tutti legati a Maometto e suo clan per essere suoi
parenti/amici): Abu Bakr, Omar, Othman e Alì (sposo Fatima).
• Prime rotture: Medinesi, non sopportano egemonia della Mecca (si aspettavano di
essere egemoni, dal momento che avevano accolto Maometto) e si schierano dalla
parte di Alì, che diventa punto di riferimento dei Medinesi. Ma venne assassinato.
- Sostenitori di Alì: Sciiti (sci’a)
- Sunniti (lettura ortodossa del Corano e predicazioni Maometto)
• Gli Sciiti vengono perseguitati e sconfitti. Si rifugiano negli altopiani dell’Iran: qui si
impianta lo sci’a (Islam trasmesso da padre a figlio, per via genealogica)
• Morto Alì 661: sciiti scappati su altopiani Iran, a capo mondo musulmano si pongono gli
Omayydi (clan), che rivendicano parentela con Maometto e Alì.
Espansione da Samarcanda e penisola iberica. Spostano la capitale a Damasco (Siria),
capitale più centrata e più a nord.
• Arabi arrivano su mediterraneo: musulmani si dotano di flotte e lottano con bizantini
per mediterraneo. Nel convertirsi all'Islam: vantaggi economici, fiscali e si può entrare
nell’esercito (non c’è fiducia verso i non convertiti) e in classe dirigente.
• Sfera civile/politica/religiosa ha testi religiosi di riferimento:
− Corano: voce Allah così come rivolta a Maometto
− Sunna (= “tradizione”): scritta post morte Maometto con discorsi/pensieri
Maometto
• Sciiti diffusi in Iran. 750 Omayyadi (sunniti?) soppiantati da Abbasidi (Abul Abbas
discendente da no zio di Maometto). Capitale trasferita a Bagdad: centro commerciale
lungo la via dei grandi commerci delle spezie e vicino ad area iranana: si avvicinano così
a mondo sciita per conquistare loro terreno, ma spostando capitale più vicino
all’Oriente perdono contatti con Occidente.
Si formano aree autonome (Cariuan: Tunisia*), che fanno comodo anche al centro, e
verso esso non ostili. In esse nascono dinastie locali che trasmettono potere di padre in
figlio (Saraceni*). Ma esse fanno incursioni verso aree cristiane e mediterraneo -≥
pericolose per Occidente e si insediano in territori dove non ci sono difese:
- Emirato di Bari (842-871): abbattuto poi da Franchi-longobardi
• X sec: in Africa prendono potere i Fatimidi (discendenti di Fatima, ma che dicono di non
discendere da Alì (?)) (usuale allora rivendicare discendenza diretta con Maometto).
Essi rivendicano anche titolo di Califfi -≥ 2 califfati: Africa e Bagdad

TURCHI

• XI sec: sul mondo musulmano arrivano Turchi: di origine asiatica, più arretrati -≥
assorbono islam e sottomettono musulmani. Ma assumono potere politico e militare
(capo detto Sultano: rappresenta solo terreni a loro sottomessi), ma califfo continua a
mantenere potere religioso e ad essere a capo di tutto il mondo musulmano -≥
separano politica da religione.

SICILIA MUSULMANA

• 625-827: attacchi occasionali (arrivando dal mare)


• 827: inizio invasione
• 902: cade Taormina, ultima roccaforte bizantina
• 948: emirato siciliano (dinastia Kalbita), capitale è Palermo. Fino a:
• 1072: Normanni conquistano Palermo -≥ finisce indipendenza musulmana della Sicilia.

16/10

CARLO MAGNO
Espansione in Oriente: 772-791 campagne contro i Sassoni, 11 spedizioni crudeli e tribù
sconfitte e li costringe a conversione (Sassoni pagani) a cristianesimo, ma essi non lo
accettano (cristianesimo è strumento di controllo): accettare cristianesimo significherebbe
accettare Chiesa e vescovi, che creano legami con persone e possesso su terreni: significava
perdere identità sassone. Sui territori sassoni insediati galli. Mondo sassone inglobato in
mondo franco

Attività di evangelizzazione: create nuove strutture su territori conquistati

- Metropoli di Magonza e Colonia,


- Raccolta di decime (per spese della Chiesa), estesa a tutto il territorio del mondo
franco. Diocesi avrebbero bisogno di denaro per sostentamento, ma ce l’hanno già
grazie a terreni ricchi. Ma viene imposto che una percentuale di raccolto sia destinato a
Chiesa.

Carlo Magno si muove in tutte le direzioni.

• Bavari costretti a pagare tributo per riconoscere potere franchi: ma duca Tassilone III di
Baviera si ribella (soppresso da Magno + aumento tributo).
• Baviera e Friuli: base per spedizioni vittoriose contro gli Avari (di origine mongolica).
Bavari integrati, mentre Avari arretrano verso est e si disperdono tra gli Slavi.

Magno crea la marca orientale: Ostmark: avanposto franco che difende confini verso Oriente.

• Spedizioni contro Slavi fino 812: Slavi del nord stesso problema che arabi presentano al
sud. Eserciti franchi spediti e impegnati per difendere loro confine orientale. Slavi
hanno capito che non riescono a entrare in regno carolingio: retrocedono dal IX sec, e si
organizzano sul territorio, diventando stabili.
− Slavi guardano a mondo carolingio come mondo da imitare: infatti, nascono stati
sedentari e federati di Boemia e Croati.
• Da ‘70 dell’VIII sec interventi ispanici: attraversamento Pirenei: Magno capisce che
difesa fisica Pirenei non è sufficiente, perché incursioni continue che danneggiano sud
Francia. Vuole conquistare quindi parte oltre i Pirenei e costituire una marca ispanica e
darne il potere a uno dei principati locali musulmani (cuscinetto rispetto ad attacchi da
Cordova). Nel tornare indietro, e riattraversando Pirenei, esercito franco però aggredito
(secondo letteratura) da un esercito musulmano e Magno muore in queste circostanze.
Ma in realtà era un esercito Basco. Si stabilisce però marca ispanica
• Conquista del regno longobardo: 774. Fonti ci dicono che Magno concordato già con
mondo longobardo la spedizione di conquista, e che si dovette preoccupare solo
dell’assedio di Pavia, dove conservatori cercano di difendere autonomia del regno, ma
non abbastanza forti.
Non c’è sostituzione del ceto dirigente, a mantenere potere sono le antiche famiglie
longobarde. Carlo assume titolo di Rex francorum et longobardoum: come se su sua
testa poggiasse corona e riconoscesse autonomia a longobardi: ciò visibile anche nel
fatto che fa incoronare figlio Pipino come re d’Italia: non regno franco che si è allargato
(a differenza degli altri luoghi conquistati: Sassoni etc) ma regno longobardo visto come
autonomo. Ma completamente autonomo rimane Benevento, che i franchi non riescono
a sottomettere (che solo formalmente riconosce l’autorità franca, per evitare il
confronto, e Magno non ha forza di intervenire, quindi accetta)

GOVERNO DEL TERRITORIO

• 800 assume titolo di imperatore romano: per antichi è stesso impero di Augusto. Ma
ci sono differenze: è più piccolo e non è il Mediterraneo.
• Trovare struttura per governare vasto territorio: Magno non ha mai posto una capitale o
governo stabile.
a) Divide territorio in 200/300 contee: affidate a un conte (uomini a lui fidati).
b) Altri conti rimangono con lui a palazzo: conti paladini. Hanno potere militare,
amministrativo e giudiziario (presiedono i placiti: grandi assemblee in tribunale)
c) Alcuni conti hanno circoscrizioni + grandi e assumono titolo di Marchiones:
- Governano le marche, territori + ampi (di confine e frontiera), che devono
garantire prima difesa davanti ad attacco imprevisto (in attesa che arrivi esercito
regio). Per questo, hanno esercito + grande e maggiore stabilità economica.
- Alcune marche mantengono il nome di ducati: province affidate a un dux
• Conti e marchesi scelti tra vassalli del re (=funzionari di provata fedeltà)
− Rappresentano autorità pubblica non privata (non feudatari)
− Hanno una retribuzione: ampi terreni, ma mai concessi entro la marca che
governano (così non prendano potere tirannico o non reclamano territorio). Non si
vuole ricreare sistema feudale: quando conte muore, potere non passa al figlio (ciò
solo quando riusciranno a prevalere su potere regio. Ma non ora). Re non vuole che
loro potere si radichi in quel territorio.
• I MISSI DOMINICI: stretti collaboratori inviati dal re per controllare operato di
marchi/conti. Spesso uno è un vescovo e un altro un conte paladino.
• VASSI DOMINICI: gruppo di persone tra i sudditi che:
− Accompagnano il re
− Tra loro scelti i missi dominici
− Talvolta controllano aree non inquadrate
• Zone immunitarie: decide che alcune aree (soprattutto della Chiesa) debbano godere
dell’immunità: stanno dentro la contea, ma non dipendono dal conte, ma dall’
ecclesiastico per limitare potere conte. Magno ha capito che il conte spesso si può
trasformare in potere indipendente (soprattutto se governa aree lontane). Stesso potere
del conte, quindi, può essere in questi casi assunto da vescovi e abati
a) Vescovi e abati immuni da giurisdizione comitale
b) Vescovi e abati disponevano di agenti laici (spesso detti advocati: tutore degli
interessi materiali della diocesi e presiedono il placido), a cui delegati affari
amministrativi e giudiziari
• Ma impero non ha capitale: nel 794 fa costruire Acquisgrana e un palazzo come sede
dell’autorità regia. Ma non capitale operativa, non è da lì che opera il governo: Magno e
corte si spostano continuamente
• Abolizione carica di maggiordomo (maestro di palazzo): ma si circonda di persone a cui
affidati diversi compiti: idea che settori dell’amministrazione devono essere affidate a
figure diverse:
− Arcicappellano; camerario per amministrazione beni; apocrisario per cancelleria;
coppiere per vitto e bevande; siniscalco, conestabile
• Cultura: crea ad Aquisgrana una Scuola: Schola palatina (affidata ad Alcuino di York).

17/10

Quindi con Carlo Magno: governo centrale e controllo delle periferie. Aquisgrana capitale
fittizia: potere di sposta con spostamenti di Magno per manifestare suo potere sul territorio. Ma
questa capitale diventa centro culturale. Importanza cultura:

• Nasce Schola Palatina (dentro palazzo regio di Aquisgrana): arrivano a corte di


Aquisgrana i + grandi intellettuali. Scuola con discipline/personaggi di molti luoghi:
- Longobardo Paolo Diacono (Historia Longobardorum)
- Eginardo (biografo di Carlo Magno)
• Si diffonde aspetto didattico del fenomeno scolastico, in diversi centri monastici del
mondo franco: a York (che non è all’interno del mondo franco, ma aree esterne
guardano a mondo carolingio come a un esempio).
- Scuole monastiche
- Scuole vescovili: in ogni sede ecclesiastica si ha una scuola vescovile per il clero
• Capitolari (leggi) per regolare attività delle scuole: distinzione in:
- Arti del trivio (grammatica, retorica, dialettica)
- Arti del quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia, musica)
• In maniera spontanea, si sviluppano nei monasteri i centri scrittori: fondamentali per
conoscenza cultura medievale e classica (grazie ad essi ci arriva tutto ciò che abbiamo
del mondo classico, perché i monaci in essi hanno ricopiato i classici)
Questa attività di copiatura viene scritta con grafia semplice e standardizzata: Carolina
perché sviluppatasi durante regno Carlo Magno e si diffonde in tutta Europa.
• Eemergono le lingue volgari: si comincia a parlare con una lingua deformata rispetto a
lingua latina (ufficiale e scritta)
- 813, concilio vescovile di Tours: stabilisce che chierici devono predicare in rustica
romana lingua (lingua che in parte occidentale mondo franco si è sviluppata dopo
intreccio tra lingua latina e lingua franca) aut Theotistica.

CARLO RIFORMATORE: grande uomo di governo che organizza sia struttura amministrativa
anche economica. Emana i Capitolari, normative che regolano diverse discipline. Aspetto
religioso: non è il papa a intervenire su questioni ecclesiastiche, ma Carlo Magno:

• Strutture ecclesiastiche private restano, ma:


− Tutto il territorio inquadrato nelle strutture diocesane
− Ripartizioni interna: le pievi (non parrocchie), uniche che possono amministrare i
sacramenti sul territorio
• Personalità del diritto: mondo franco è etnicamente variopinto (franchi, longobardi
etc): le componenti si portano dietro diverse identità giuridiche, e ognuno (secondo
legge franca) ha diritto di essere giudicato in base alle proprie leggi.

Controllo dell’economia:

• Separazione tra terre allodiali (proprietà privata) e terre beneficiarie: terre concesse n
beneficio sono di proprietà di chi la dona (rimane nel Patrizio regio se è del re, ma data
in uso a chi la riceve: feudatario). Ma quando viene abolito il feudalesimo che fine
fanno? Patrimoni pubblico (perché del re), ma famiglia feudataria l’ha curato a lungo:
quindi 2/3 terre concesse al feudatario, 1/3 incamerata da patrimonio comunale.
- Col passare delle generazioni, talvolta terreno passa a figlio alla morte del padre,
per volere re, che vede figlio con uguali capacità -≥ sistema feudale diventa
patologico e alcuni figli reclamano in eredità il terreno.
Allora, si sostituisce il terreno col denaro, ma così manca il concetto di beneficio e
onori: io ti do perché tu mi dai, ti do un terreno, così che lo coltivi.
Si spezza legame e famiglie acquistano potere e non rispondono + a ordini re
• Capitulare de villis: le ville sono i vecchi latifondi, che hanno al centro una corte ed
edifici in cui vivono famiglia proprietario e schiavi. La villa è l’intera proprietà. Carlo si
rende conto che questi grandi latifondi regi appartengono al re, ma i potentati locali li
reclamano. E vista la difficoltà di gestione di questi territori emana il Capitulare de
villis (legge), per uniformare potere e organizzazione terreni: quadro di gestione dei
terreni che deve essere applicato dappertutto: ordinata gestione delle curtes del regio
fisco
• Provvedimenti contro l‘usura e per calmierare i prezzi dei generi alimentari
• Regolate le imposte dirette (es: pedaggi per i diritti di transito)
• Combatte lo strapotere dei latifondisti: da una parte Magno deve mantenere sotto
controllo latifondisti da cui fuoriescono militari (quindi offre concessioni) ma cerca di
controllarli, perché loro strapotere potrebbe portare a disgregazione dello stato.

RIFORMA MONETARIA:

• In questo momento in Europa occidentale circolano ≠ monete: battute in mondo


bizantino e arabo. Valore all’epoca dipendeva da peso, materiale (non nominale)
- Limitata circolazione di monete straniere (arabe, bizantine)
- Limitata circolazione zecche (perché con diversi materiali e quindi pesa di più, ma
materiali meno pregiati magari)
- Superare il monometallismo aureo (presenza solo d’oro: buono solo per beni di
lusso) -≥ coniate sia monete d’argento e bronzo, per usarle nella vita quotidiana.
Talvolta per transazioni locali si ritorna al baratto, ma moneta non scompare mai:
baratto utile per scambi locali, non per commercio a distanza.
- Coniata una moneta di conto: moneta che non circola direttamente, ma serve
come multiplo delle altre monete in circolazione -≥ solidum (=12 denari)

INCORONAZIONE IMPERIALE

• 774 conquista regno d’Italia


• 781 Adriano I incorona Pipino (figlio Magno), re d’Italia
Mantiene separato governo longobardo rispetto ad altri territori sottomessi
• Papa ottiene Lazio, Sabina, Tuscia meridionale
• 795 Carlo libera Leone III prigioniero dell’aristocrazia romana
• 797 a Bisanzio difficoltà dinastia: morte imperatore, suo figlio Costantino VI non ancora
età per assumere potere: l’imperatrice vedova Irene fa deporre figlio Costantino VI e si
fa nominare basileus (imperatrice) (ma per l’Occidente la presenza di una donna al
titolo imperiale non è possibile e quindi considera l’impero vacante)
• Quindi Costantino ha donato impero d’occidente al papa (andando in Oriente), ma per
ora è vacante, quindi considerandolo vacante:
• Natale 800: incoronazione imperiale a Roma di Carlo Magno. Obiettivi:

21/10

Come si passa da questo grande contenitore imperiale del regno dei franchi a recuperare il
titolo imperiale? Fine VIII, potere nelle mani di Irene, che governa per conto del figlio piccolo,
ma non ne assume tutela, ma assume per sé il titolo di imperatrice. Non viene riconosciuta:
trono considerato vacante.

Papa diventa punto di riferimento, e sostenuto da potere carolingi. Natale 800: Magno
incoronato imperatore romano, cui primo ruolo è difensore della Chiesa. Probabilmente questo
gesto fu concordato.

In mentalità di Magno sopravvive qualcosa di negativo che deriva da mentalità franca: idea
patrimoniale del potere, che Carlo può dividere tra i propri eredi.

• Lo divide tra i suoi 3 figli: Pipino, Carlo, Ludovico. Ma quando muore (814), solo
Ludovico (il PIO: perché dedito a religione) è vivo: non si verifica sua volontà.
- Ludovico (nell’ipotesi di Carlo) viene mandato in Aquitania (+ cristianizzata e -
militarizzata). Guidò eserciti contro musulmani. Ma uomo di pace
Unico rimasto in vita, diventa II imperatore romano dopo il padre.
- Pipino era diventato re d’Italia. Ma alla sua morte, regno longobardo affidato a
Bernardo e anche Ludovico, ma subordinato. Longobardi cercheranno sempre +
autonomia e Bernardo diventa capo di questa tendenza.
Si arriverà a uno scontro, vinto da Ludovico. 817: sostituisce nobiltà: vecchie
famiglie longobarde che avevano fagocitato ribellione vengono eliminate e arrivano
famiglie franche che cominciano a prendere posizioni ai vertici della politica.

LUDOVICO IL PIO
• Governo lungo, 814-840, Impero rimane unito nelle sue mani (scomparsi altri eredi),
unica accezione: Bernardo che si ribella, ma sconfitto e imprigionato in un monastero.
• Persona tranquilla e che dà molta importanza ad aspetto religioso e spirituale e si
circonda di personaggi ecclesiastici/di cultura che vengono dall’Aquitani
• Tranquillità esterna e interna: non vuole allargare l’impero. Consiglieri di Carlo Magno
sostituiti da quelli di Ludovico:
- Importante consigliere: Aniane: monaco benedettino (vero fondatore dei
benedettini, lo riforma e grazie a ciò si diffonde in tutto mondo franco e grazie ad
esso cristianizzazioni aree franche e tedesche)
• 816: rinuncia a nominare abati e vescovi (fino ad ora era re dei franchi a nominarli,
tranne quelle di chiese privati)
• 824: Constitutio romana (promulgata da Lotario, figlio Ludovico, su consenso del
padre): vincola consacrazione papale al giuramento di fedeltà dell’imperatore: libertà
nella scelta del vescovo di Roma, ma prima che esso adempia a sue funzioni, deve
giurare fedeltà a imperatore.
- Papa comunque ha cominciato ad assumere sempre + potere
• 817 Ordinatio Imperii: tramite essa Ludovico si immagina divisione dell’impero:
− Ludovico il Germanico: regioni orientali (tedesche)
− Pipino: regioni occidentali (franche)
− Primogenito Lotario (che governerà insieme al padre e le regioni centrali)
Immagina regno collegiale con una strutturazione gerarchica: sopra c’è Lotario, gli
altri 2 hanno posizione minoritaria.
• 825: Ludovico rimane vedovo e si risposa con principessa sassone, esponente della
parte + militarizzata: Giuditta. Influenzato da questo matrimonio, sostituisce consiglieri
della sua corte (tranquilli e + propensi a religione), con consiglieri provenienti da
aristocrazia sassone e con interessi tipici dell'aristocrazia militare del nord.
Ciò dato da insoddisfazione che queste famiglie provavano rispetto a politica imperiale:
non + guerre di conquista, non potevano guadagnare da esse e costrette a dividere
patrimoni con figli. Questi spingono Ludovico verso una rigermanizzazione: maggiore
attenzione per controllo della terra, aspetti militari e sfruttamento latifondi.
Ma non è un cambiamento dato dalla moglie, ma lui che perso un po' il potere trova
appoggio da germani, che lo spingono a matrimonio e a rigermanzzazione.
• Morto Ludovico, la forza di questi principati locali è talmente forte, che i successori di
Ludovico faranno fatica ad imporsi realmente
• Dal II matrimonio di Ludovico è nato Carlo il Calvo. Nonostante divisione immaginata
da Ludovico, Carlo il Calvo era ormai prediletto dalla corte
• Nasce conflitto tra i 3 figli: Ludovico e Carlo si alleano e sconfiggono Lotario nella
battaglia di Fontenoy (841).
− Loro alleanza sancita da incontro dei 2 eserciti a Strasburgo, dove recitano
giuramenti che sanciscano nascita della lingua tedesca e francese, perché esercito
Francia orientale e Germania giurano alleanza in francese e in tedesco (ognuno
giura nella lingua dell’altro, perché è l’altro che deve capire cosa sto dicendo: solo
in questo modo può esserci fiducia per il patto).
• 843: trattato di Verdun, che tripartisce territorio (ma non volontà di Ludovico il pio)
1) Franchi orientali (Ludovico)
2) Franchi occidentali (Carlo il Calvo)
3) Lotario mantiene titolo imperiale le aree centrali: ma non gli va bene, perché gli altri
2 hanno 2 comunità e territori compatti che spingono verso alleanza, a lui lasciata
striscia piccola ed eterogenea, senza interessi comuni.

Ulteriori frammentazioni:

• 855 muore Lotario I, sua fascia divisa tra 3 figli:


1) regno italico assieme a titolo imperiale affidato al figlio primogenito Ludovico II
- Spedizioni contro musulmani
- controllo della grande aristocrazia che governava penisola italiana.
2) Carlo ebbe la Provenza e il bacino del Rodano
3) Lotario II area settentrionale (Lotaringia): alla sua morte (senza avere figli, nel 869)
spartita tra Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico.

Contrasti:

• 875: muore Ludovico II, Carlo il Calvo in Italia riceve la corona imperiale a Pavia
• Ludovico Germanico tentò invano di invadere i territori di Calvo
• 876: muore Ludovico il Germanico, Carlo il Calvo invade la parte orientale, respinto da
Ludovico il Giovane (figlio Ludovico il Germanico)

Tutta ciò indebolisce impero carolingio. Morto Carlo il Calvo 877, abbiamo uno dei suoi figli,

• Suo figlio Ludovico il balbo ha la Francia


• 3 figli di Ludovico il Germanico:
1) Carlomanno Baviera e pannonia
2) Ludovico il Giovane Franconia e Sassonia e Turingia
3) Carlo il Grosso Svevia e Lorena

Carlo il Grosso (ultimo figlio di Ludovico il germanico) diventa imperatore (881):

• 882 rimane l'unico carolingio in vita, ma nascono principati locali che hanno forza sul
territorio. Ciò conseguenza del fatto che i re non riescono a tenere insieme il territorio e
sono essi a organizzare esercito e a decidere i re
• Carlo il Grosso deposto da assemblea dei franchi orientali (tedeschi: non avevano
accettato che potere tornasse a una persona) e poi anche dai franchi occidentali
(francesi: perché lui incapace, incursioni dei normanni) nell’888
• Regno di Germania sarà sotto Arnolfo di Carinzia (nipote di Ludovico il germanico).
• In Francia scelto come re Oddone, conte di Parigi (famiglia dei Robertingi, che hanno
potere radicato. Re non hanno più la forza di far fronte a incursioni dall’esterno e
famiglie si mettono d'accordo per eleggere un esponente delle loro famiglie).
• La corona italica è assunta da Berengario marchese del Friuli (scelto dai potentati
locali). Ungari e Magiari entrano dal Friuli, ma Berengario non riesce a respingerli
• Le corone finiscono nelle mani di principi territoriali, dotati di ampie clientele
vassallatiche, adatti alla difesa

Alla morte dell’ultimo carolingio (888), ci sono aree indipendenti: regno di Germania, di Francia,
di Borgogna, d'Italia, di Provenza

23/10

Crisi interna + attacchi esterni. LE NUOVE INVASIONI

• Ungheresi a sud: in grado di devastare porzioni di terreni anche lontano da loro zone.
Magiari arrivano in Pannonia e Borgogna, scendono in penisola italiana fino a Puglia.
Spedizioni molto simili a musulmani. Devastano pianura padana e Italia centrale, poi
tornano indietro con prigionieri e bottino. Una caratteristica che accomuna Normanni,
musulmani e ungheresi: velocità con cui approdano, devastano e scappano. Ungheresi:
cavalleria leggera con velocità impressionante. Difficile (come accaduto per
musulmani) costringerli allo scontro militare e fermarli. Non sono espansioni di
conquista, ma razzie. Velocità è la loro arma forte.
• Dal mediterraneo arrivano incursioni da parte musulmani (grande conquista fino 700,
poi solo incursioni e razzie)
• A nord Slavi, non insediamento stanziale, ma devastano ricche pianure coltivate dei
Germani

Singole monarchie (ora impero frammentato in regni) devono far fronte e non sono in grado di
dare garanzia di sicurezza

I 3 popoli che aggrediscono l’ex impero di Carlo Magno

• I POPOLI DEL NORD: si muovono da penisola scandinava (fonti latine vedono in essi
unitarietà, ma differenza) su un naviglio veloce e leggero. Si presentano al mondo
carolingio sotto aspetti diversi in base alle esigenze. Inizio:
a) Commercianti (portano loro prodotti, pellicce etc), aspetto tranquillo
b) Pirateria navale: su mari del nord (bacino importante per i commerci). Devastatori
e razziatori, ma anche conquistatori dove riescono a insediarsi stabilmente
Mete/obiettivi: Inghilterra, grandi pianure Europa orientale, Francia del nord
c) Conquista militare
• In base a chi li vede arrivare, definiti con NOMI diversi:
a) Vichinghi: ≥ vik (baia, abitanti delle baie) o ≥ vikingr (predoni marittimi). nome
usato per quelli che vanno verso ovest (isole britanniche, atlantico)
b) Normanni: uomini del nord. Nella Francia settentrionale.
c) Vareghi = var (giuramento, Varingr: persone legate da giuramento di reciproca
difesa e resistenza). Da Russia, Bielorussia e Ucraina (sud-est)
• Origini geografiche di queste popolazioni sono diverse: gruppi di determinate posizioni
geografiche si muovono in Inghilterra, pianure orientali, Francia settentrionale.
• Sono dotati di una grande prestanza fisica e capacità militari, diventano anche
mercenari spesso (ben pagati e apprezzati da potenze con cui entrano a contatto).
Spesso vichinghi hanno la meglio: riescono a conquistare parte occidentale Inghilterra.
Obiettivo + importante raggiunto: Francia settentrionale, che con loro prenderà nome di
Normandia, importante perché Inghilterra mai incorporata nel mondo carolingio e
frammentata al suo interno. MA difficile prendere mondo carolingio: seppur
frammentato, ben organizzato. Chi governa deve dare garanzia: ma nessuno riesce a
porre argine a incursioni vichinghe

NORMANDIA: Prendono quindi il controllo stabile di una zona della Neurasia (poi detta
Normandia): Carlo il Semplice capisce che unico modo per fermare incursioni: concessione di
una terra ai normanni in beneficio (re concede parte del demanio regio in cambio di fedeltà e
forza militare).

• Rollone si accorda con Carlo, che gli concede parte della Neurasia, in cambio di
fedeltà e difesa della Francia da altre incursioni barbariche.
▪ 911 Rollone, capo normanno di origine norvegese viene inquadrato come conte (poi
duca) nel regno dei Franchi occidentali (da Carlo il Semplice).
Normanni apparentemente vincitori, ma inglobati in mondo carolingio (gli viene
richiesta conversione a cristianesimo)

• Il conte di Parigi, si sforza per frenare incursioni, diventa rappresentante degli interessi
dei grandi principati territoriali (11/12), che si erano accorti che un re debole fa comodo
così non li controlla, ma serve un capo che li guidi. Quindi scelto conte di Parigi come
dinastia regnante in Francia.
• Interessante perché dalla Normandia partiranno espansioni di conquista e tentativo di
assimilare regno franco a Inghilterra: 1066 Guglielmo duca di Normandia occupa
Inghilterra

LA RUSSIA: Normanni su pianure Europa orientale

• IX-X vanno verso est e risalgono corsi d’acqua. Si comportano come commercianti (o
impongono loro presenza) o come colonizzatori: sfruttano popolazioni slave, ponendosi
come padroni del territorio e sottomettendoli con le armi.
• Arrivano con navi molto veloci: detti rus (rematori)
• Fondano principati (Kiev) che costituiranno il 1° nucleo della Russia.

I POPOLI DELL’EST: l'Europa carolingia ha raggiunto un confine molto spostato verso est,
quindi arrivati a contatto con mondo slavo:

• SLAVI: idea etnica discutibile (basata su affinità linguistica)


▪ Ma confusi con elementi non slavi (Avari, Bulgari, Magiari)
▪ Aggregati tribali seminomadi che migrano dalla regione dei Carpazi
• VIII-IX: razziano, ma quando costretti allo scontro campale, mondo carolingio vince e
quindi ad esso assimilatisi e influenzati da esso fondano regni stabili (Serbia, Croazia,
Boemia (inquadrata poi come ducato nel regno ottoniano) a sud; Polonia a nord)

MAGIARI: alla fine del IX nuova invasione di popolazione ugrofinnica: i Magiari o Ungari dalle
regioni del Don e del Volga si stanziano in Pannonia sotto la guida del principe Arpàd. Premono
su mondo tedesco con devastazioni continue, finché su mondo tedesco si imporrà dinastia di
principi locali di Sassonia, che li fermerà.

• Con Ottone I di Sassonia magiari sconfitti nel 955 a Lechfeld. Da qui magiari capiscono
che non sono forti militarmente, inferiori rispetto a mondo tedesco.
− Ugualmente in Francia contro slavi: consolidati i confini
• Ottone I 962: assume titolo di romano imperatore: riesce a intervenire contro incursioni
magiari e slavi. Sposta confine mondo tedesco, che grazie a lui cerca di espandersi.
• Dinastia carolingia incapace di dare risposta a incursioni; data quindi da nuove dinastie:
duchi di Sassonia, Francia etc. Per questo esse diventeranno le famiglie centrali
dell'Europa centrale

TRASFROMAZIONI

Momento di assedio continuo della Francia carolingia, porterà a trasformazioni interne: società
si organizza per dare risposta a problemi.

• Incastellamento: nascono castelli. Con governo centrale non in grado di difendere


popoli e con incursioni da parte esterna, unico modo di difendersi: castelli. Centri si
dotano di mura.
• La società italiana si rimilitarizza per difendersi (come altre società)

24/10 (da riguardare)

• Mondo franco: a capo di esso si porranno i Capetingi.


• Mondo tedesco: duchi di Sassonia, e si organizza con ducati che hanno origine etnica
(bavari, slavi etc), si organizza un regno a parte ma rimangono differenze. Emerge qui
idea che re è figura elettiva: deve essere eletto e scelto dall’esercito (ma in realtà
eserciti costruiti dai re parti, e duchi)
• Area italiana: non emerge figura capace di contrastare aggressioni che vengono
dall’esterno (problema principale, ma non unico: anche tenere insieme principati
indipendenti. Monarchia francese riuscirà a risolvere questo problema, mentre mondo
tedesco non ci riuscirà mai. In Italia non avviene: Italia non riuscirà a riottenere
unitarietà). Qui no. Emerge dinastia capace di imporsi su altre dinastie e dare risposta a
incursioni esterne: Magiari devastano pianura padana e scendono nella penisola
(incendiano monte cassino); dall’altra parte musulmani che vengono dal mediterraneo,
e attaccano coste tirreniche e Sicilia e costituiscono teste di ponte: accampamento
stabile, punti forti da cui partivano musulmani quando erano forti. Emirato di Bari,
Taranto, Calabria: questi governati per un certo periodo da musulmani.
Ma Italia non ha potere per contrapporsi: crisi interna ed esterna

no potere pubblico consceso dal re). Ma questi funzionari cominciano a esercitare potere con
autonomia e hanno potere personale sul territorio, di cui re ha bisogno per governare (non
dipendono più da potere regio), e anche arruolamento delle truppe diventano personali (si
creano tanti piccoli eserciti. Potere regio diminuirà: per accontentare queste persone
concederà autonomie e territori:

• Conti: funzionari pubblici pagati da re con beneficio e terre (mai in luogo dove
governano, per evitare troppo potere). Ma ora queste famiglie a capo cominciano a
radicare proprio potere nei loro territori da loro governati, aumentando proprio potere.
• cominciano ad emergere dentro contee personaggi minori che controllano spazi di terra
minori (vie importanti, territori fertili): custodes castri, che diventano padroni di un
castello e sul territorio circostante esercitano poteri pubblici (riscossione imposte,
amministrano giustizia) - potere non + nelle mani del re e del governo centrale, ma si
frantuma e distribuisce sul territorio
• conti cominciano ad essere tali perché ereditano potere e titolo dal padre: mentre Carlo
spostava conti e difficilmente stessa contea data a figlio di un conte (sempre per evitare
che potere si radicasse sul territorio) -≥ si creano poteri sul territorio che non dipendono
+ da volontà re, quindi servizio in cambio della fedeltà, scompare. Tutto indebolisce
potere centrale.

NUOVI REGNI

FRANCIA:

• 988, deposto Carlo il Grosso ≥ Robertingi: primi a far fronte a minaccia Normanni.
Questi si alternano con dinastia carolingia. Anche qui nasce idea che re debba essere
eletto. Sono i 12 grandi personaggi a decidere sorti del reno (principati locali).
• 911 Carlo il Semplice (Carolingio) cde la Normandia
• 987 eletto Ugo Capeto (perché indossava toga, con nome simile), esponente Capetingi.
Re di Francia ora discendenti da questa famiglia, che riesce a dare risposta a problemi
(Normanni).

ITALIA

• REGNUM ITALICUM: diviso in 2 aree di influenza


− Berengario del Friuli
− Guido di Spoleto
• 926-946 Ugo di Provenza (suo figlio Lotario II sposa Adelaide di Borgogna)
• 950 Berengario II d’Ivrea
• 962: Ottone I sposa Adelaide di Borgogna: controlla alcune aree (regno di Germania,
Borgogna e d’Italia: vasta area) + ruolo di protettore della Chiesa e papato + potere
universale (idea che potere temporale affidato da dio a imperatore, quindi sta a lui
decidere chi altri debbano governare

REGNUM TEUTONICUM:

• Peso dei grandi ducati: Sassonia, Svevia, Baviera, Lotaringia, Franconia.


Conquistati da Carlo Magno finiscono per essere compresi in un unico regno.
questi ducati però sono ampiamente autonomi.
• Ottone I di Sassonia 936-973 re di Germania e Italia. Sconfigge

NUOVE INVASIONI X-XI: diverse da quelle del IV-V che avevano portato a fine mondo romano.
Mai persone nomadi che si spostano, ma devastazioni: non + nuovo popolo che si insedia, ma
località minacciate da incursioni, che non provocano trasformazioni radicali. Campagne
cominciano a spopolarsi: processo di ritorno dentro alle città. Spuntano castelli sul territorio:
castello significa fortificazione di un intero borgo. Tendenza determinata da aggressioni
esterne, per difendersi.

Incursioni portano trasformazioni:

• Normanni si insediano in mondo franco, ne assorbono istituzioni e religione


• 1066 Guglielmo il Conquistatore
• XI: Altavilla in Iltalia meridionale
• non è esercito ufficiale a partire verso mediterraneo, ma bande di cavalieri che
partono da Normandia per fare pellegrinaggio in località a cui Normanni
particolarmente legati. Si adatttanoa raltà dei posti in base a condizioni (a volte
diventano predoni). Spesso in queste bande militari ci sono esponenti minori di
famiglie che non hanno particolare potere territoriale, avviati a carriera militare o
ecclesiastica che non hanno territorio da governare: arrivano in Italia meridionale.
Assoldano mercenari: costruiscono dominio normanno e conquistano sempre +
territorio, finché non metteranno le mani sull’Italia meridionale: doppio territorio
articolato su 2 grandi famiglie. Ma 2 cose:
1) Confine settentrionale e Calabria rimangono fuori da queste conquiste

Popolo che si posta e arriva in Pannonia. Nel momento dello stanziamento il re ha avuto
potere. Si insediano ad Arpad.

− Di lì insediamenti stagionali (rapide scorrerie: schiavi) e impongono tributi a


popolazioni assoggettate
− Arrivano dappertutto: 924 saccheggiano Pavia
− Pianura padana, Sassonia, Lorena
Ottone riesce a sconfiggerli, organizzando esercito che si adegua a modo di combattere di
Ungheresi: combattono a cavallo (invenzione staffe da parte Ungheresi). Ottone organizza
un reparto di cavalleria leggera (non + pesante). Impone cessazione incursioni su territorio
tedesco.

• 955 Ottone I vince a Lechfeld: patti tra magiari e re Germania



• 1001 conversione di re Stefano di Ungheria

NORMANNI:

• 1066 conquista dell’Inghilterra


• XI: conquista sud Italia

I POTERI SIGNORILI

Asperto determinato da pressioni che derivano da eterno. Quando re comincia a indebolirsi, si


sviluppano poteri autonomi dei signori. Uno ei sintomi dell’autonomia: ereditarietà del potere.
Proprio perché signori diventati potenti, ottengono concessione dell’ereditarietà del potere
(quando conte, marchese muore mentre a servizio del re (per ora SOLO in questo caso), titolo
passa a figlio). Ottenuta quindi ereditarietà dei feudi e degli uffici con Capitolare di Quierzy 877
(Carlo il Calvo)

Ma per i feudi minori, questo riconoscimento arriverà molto + tardi: constitutio de feudis 1037
(Corrado II di Franconia).

Autorità regia continuerà a diminuire a vantaggio dei poteri locali e di periferia. Quando un duca
e marchese muore, figlio ne eredita potere senza avere il consenso del re.

11/11 II MODULO

IMPERO E PAPATO

• Poteri universali: entrambi pretendono di esercitare potere derivante da Dio (teocratico)


e su tutta l’umanità -≥ scontro impero e papato caratterizza secoli centrali Medioevo
• IMPERO: non + quello di Magno, ma mentalità sempre uguale, che deriva da Augusto
• PAPATO XI: diventa più potente. Finora tutti i papi erano subordinati a imperatore:
deboli politicamente; ma anche spiritualmente: riconosciuto da tutti, ma grandi
decisioni (dogmi) affrontate con concili (regionali e provinciali se riguardano piccole
aree).
Ma da metà XI le cose cambiano radicalmente: nasce il papa come vertice della
piramide gerarchica della Chiesa e titolare del potere temporale: potere spirituale e
temporale viene dato da Dio al Papa, che esercita direttamente quello spirituale, e
delega il temporale a principi, che lui può deporre
• Imperatore di questo periodo porrà teoria diversa: sempre teocrazia (potere viene da
Dio), Dio attribuisce potere spirituale a Papa e temporale a Impero

IL PRIMATO DI PIETRO

• In Italia alcune sedi (es Ravenna) non erano disposte a fare passo indietro rispetto a
Chiesa di Roma -≥ in Italia, accanto alla sede romana quasi pari prestigio avevano
chiese di Milano e Ravenna
Chiesa ha organizzazione orizzontale: i vescovi sono i più importanti, ma fatica ad
accettare che tra questi ce ne sia uno più importante, il successore di Pietro, il papa
• Della stessa autonomia da Roma godevano le chiese nazionali: quella tedesca era
cresciuta a stretto contatto con potere temporale -≥ Germania: non guarda a chiesa di
Roma
− Reichschirke: chiesa imperiale, collabora con re nel governo della popolazione
− Quando papa Gregorio VII vuole porre titolo di Papa all’apice della gerarchia
ecclesiale, cercherà di rompere questo legame

GERMANIA in questo periodo:

• Emerge dinastia dei duchi di Sassonia


▪ Ottone I (962-973) re nel 990, sconfigge 955 Ungheresi nella battaglia di Lechfeld;
961 re d’Italia (sconfigge re Berengario II); 962 imperatore: titolo attribuito
solitamente a chi aveva regno d’Italia perché + vicino a Roma (quindi poteva
proteggere Chiesa), titolo che fino ad allora era stato della dinastia carolingia*
▪ Germania divisa in ducati grossi: ogni duca controllava suo territorio e titolare del
potere economico e militare. Re eletti ma contano poco (Padre di Ottone I, Enrico,
delegava potere a duchi).
Ma necessità di una guida per frenare incursioni slave, magiari -≥ Ottone I ha grande
forza militare, sconfigge incursioni e sottopone duchi -≥ comincia a riemergere
potere re sopra ducati*. Con lui titolo d’imperatore ha potere e assume ruolo
rilevante come imperatore d’Italia meridionale e Germania
▪ Ottone passa al figlio Ottone II (967-983): l’impero ricostruito: Ottone II cerca di
allargare confini verso sud. Scende in Italia meridionale e affronta esercito
saraceno, ma sconfitto 982 in Calabria dai musulmani di Sicilia e morirà 983
▪ Prende potere il figlio Ottone III (996-1001): ancora bambino, tutelato da nonna
Adelaide di Borgogna e la mamma Teofano (bizantina).
Ottone III: progetto di restaurazione imperiale: renovatio imperii (rilancio
dell’impero e del titolo imperiale: vuole restaurare un ordine universale). Pensa a
romanizzazione impero tedesco e creazione di una vera capitale.
- Pensava a Roma come capitale -≥ incide su scelta vescovi e papa Italiani
- Ma presenza in territorio italiano, implica assenza in territorio tedesco

INIZIO XI SECOLO

▪ 1002 morte Ottone III -≥ fine del suo progetto ambizioso


▪ Imperatore Enrico IV di Baviera (cugino Ottone III) ultimo della dinastia di Sassonia
▪ 1003 muore Silvestro II: papato torna in mano famiglie romane (Crescenzi e
Tuscolani)

DINASTIA DI FRANCONIA

▪ 1024 Enrico II, debole, muore senza eredi diretti. Va scelto nuovo imperatore: si aprono
lotte intestine. Poi eletto Corrado, duca di Franconia (parente dinastia sassone), area
del primo insediamento dei franchi. Corrado diventa re di Germania, ma non ha forza di
imporsi su altri duchi

-≥ debolezza: impero sottoposto a duchi; papato: sottoposto ad aristocrazia

FAZIONI ROMANE

2 famiglie si contendono il potere, all’inizio hanno la meglio i Tuscolani:

• Benedetto IX, eletto 1033, insediato a Roma. Ma romani si ribellano e cede la carica a
Giovanni Graziano, Gregorio VI
• Mentre Crescenzi eleggono Silvestro III (1045) (che però è fuori Roma), in seguito ai
disordini del 1044 che avevano determinato l’allontanamento di Benedetto IX

-≥ 2 pontefici. Ma Benedetto ci ripensa, dicendo che non si può vendere potere vescovile -≥ 3
pontefici (eletti per elezioni politiche o perché hanno acquistato carica) -≥ in papato
confluiscono tutte tensioni contemporanee politiche -≥ debolezza e crisi Chiesa.

A tutto ciò si accosta fenomeno delle Chiese private: possibilità di costituire chiese donando
possedimenti agricoli alla Chiesa, ottenendo potere di nominare vescovi della chiesa. Tutto ciò
influisce su morale del clero, che dipende economicamente da altri

1) Simonia: compravendita cariche ecclesiastiche. Se sono disposto a spendere denaro


per carica ecclesiastica, cercherò di recuperare denaro investito (sottraendomi a
compiti spirituali)
2) Nicolaismo (o concubinato): ecclesiastici potevano vivere con donne, avere una
famiglia. Problema: se ho una famiglia, mie energie e risorse dovranno dividersi tra cura
Chiesa e famiglia, e se Chiesa ha beni territoriali, io li userò per sostenere Chiesa e
famiglia e se muoio sarò tentato di darli a nipoti -≥ estrazione parti territorio Chiesa a
favore dei laici

-≥ clero corrotto e lascivo. Mondo profano: non si acquisisce ruolo spirituale per vocazione,
ma per potere. Problema morale che svilisce ruolo ecclesiastici, anche nella formazione:

• Funzionale a ruolo che si deve ricoprire, ma se non serve (divento ecclesiale perché
padre mi ha dato titolo), conseguenze politiche:
• -≥ potere politico si serve di loro per loro educazione, formazione, buonissima
Ma se al vertice della chiesa ho imbecilli (perché non hanno formazione, ma pagano per
il titolo) non utili
Primo tentativo di riforma portato avanti da imperatori della dinastia di Franconia:

1046 concilio di Sutri: Enrico III, duca di Franconia, scende a Roma e li depone tutti e 3 e
impone il suo cappellano Clemente II -≥ quando c’è imperatore, è lui che decide sorti papato.

ENRICO III

Con lui vengono a Roma intellettuali ed ecclesiastici, che tenteranno riforme morali, capendo
per salvare il clero è necessario spezzare qualsiasi legame con potere temporale e imperatore.
Perché se è imperatore a nominare vescovi, farò in modo di piacere a lui (quindi meriti politici,
non spirituali)

• Il sentimento anti-simoniaco di trasformerà In 2° metà XI in condanna di qualsiasi


ingerenza dei laici nella gestione delle Chiese.
Ma per ora il processo è guidato da Enrico III e non prevede l’esclusione dei laici dalle
Chiesa

Ora tutti pontefici irreprensibili a livello morale:

• Post morte Clemente II (1047), dopo Damaso, eletto da Enrico III:


• *Leone IX (1048-1054): avvia la riforma. Papa comincia a riacquistare indipendenza,
perché Enrico va via da Roma. Avvio di riforma morale viene dettato da scelte
imperatore quindi (Enrico III, che ha profonde istanze spirituali) che elegge primi
pontefici che avviano questa riforma, che inizialmente è morale, poi punta anche a
staccarsi dal potere temporale
▪ *Gruppo di intellettuali, che comprendono la necessità di riforma dei costumi del
clero. Ciascuno darà apporto: Stefano IX, ma soprattutto:
• Nicolò II (vescovo di Firenze): 1059, decretum in electione papae: regola procedure di
elezione del papa, riservata ai soli cardinali vescovi delle 7 diocesi romane (che fanno
proposta), ai cardinali preti e ai cardinali diaconi del clero romano (che devono
approvarla) (con esclusione laici e imperatore)
▪ 1° volta che si dice che papa va eletto da cardinali:
Inoltre, il fatto che vescovo di Roma scelto diversamente (rispetto a elezione altri
vescovi) decreta sua importanza maggiore. Dopo che tutti vescovi approvano,
acclamato al popolo -≥ nessun laico deve intervenire e interferire su decisione
▪ Istituisce il principio della comunicazione alla corte imperiale
▪ Papa può essere eletto fuori Roma e può essere stato vescovo di altre diocesi
▪ 2 versioni: 1 favorevole a sede Apostolica + 1 più vicina a istanze imperiali

13/11

Si comincia a parlare della libertà della Chiesa: sua autonomia rispetto ad altri poteri
• 1° tentativo riformatore nasce all’estero, poi comincia a formarsi a Roma una parte
riformatrice: parte romana legata ancora a famiglie romane VS partito riformista, che
non ha più bisogno di protezione imperiale

Non situazione facile: morto Enrico III, problema di successione; grandi famiglie cercano di
riprendere controllo Chiesa romana

• 1073: Debrando di Soana eletto papa come Gregorio VII, ma per acclamazione
popolare, non da cardinali. Lui accetta (fanno regole si sentono autorizzati a
infrangerle). Diventa leader del movimento riformatore romanoche: riforma gregoriana
Storici francesi (poi europei) hanno sempre definito riforma della Chiesa come riforma
gregoriana: ma tale solo la riforma che fa lui.
Infatti, le riforme comunque poste sotto questo nome ma a lui successive, dicono cose
che Gregorio non avrebbe mai accettato.

GREGORIO VII

Suo obiettivo è porre Papa al vertice e come ultimo referente del potere temporale (potere viene
da Dio, e papa poi delega quello temporale a imperatore). Capisce necessità di staccare
gerarchie ecclesiastiche da subordinazione a gerarchie imperiali.

• 1074 condanna investitura: vescovo finora investito da imperatore, che cede terreni
suoi in cambio di lealtà, creando legame tra vescovo e imperatore (che è al vertice,
perché è lui che cede terreno)
Ora papa vieta a imperatore di cedere investiture e a vescovi di non accettare.
• 1075: Dictatus papae: copiato nel registro delle lettere di Gregorio VII
▪ Pone papa al vertice della gerarchia ecclesiastica e subordina l’autorità laica
• Enrico IV reagisce a divieto investiture + prime scomuniche (persona esclusa da
comunità dei fedeli. Sua anima destinata a dannazione eterna) dei vescovi tedeschi
(suoi collaboratori). Enrico minaccia di intervenire militarmente in Italia + 1076 convoca
concilio vescovi Italia meridionale per fare deporre papa.
• Gregorio VII scomunica imperatore

Germania (≥Sassonia): continua rivolta dei principi contro re di Germania per avere autonomia

Enrico IV scende in Italia, mentre Gregorio VII si muove verso Germania, dove convocata
assemblea principi tedeschi in cui richiesta sua presenza per deporre Enrico IV, il quale scende
in Italia: arriva in Pianura Padana. Papa ha paura e torna indietro, chiede protezione al castello
di Canossa, sotto Matilde di Canossa (marchesa di Toscana). Enrico IV arriva al castello
(1077): chiede (scomunicato) perdono al papa. Papa impone condizioni (penitenza per 3 giorni
e 3 notti davanti al castello prima di essere accolto, al freddo). Enrico accetta.

Papa: perdono importante per un cristiano, e lui l’ha promesso se imperatore avesse fatto
penitenza. E, anche spinto da Matilde (grande sostenitrice di Gregorio VII), concede perdono a
imperatore: perché per fedele dell’epoca importante armonia tra impero e papato.
ora però suo viaggio in Germania non ha più senso: papa torna a Roma, e principi si sentono
abbandonati. Azione papa vista come tradimento, Enrico IV recupera controllo area tedesca e
sconfigge sassoni: torna a fare quello di prima, elegge vescovi.

CANOSSA: se vista strumentalmente, Enrico cristiano, gli pesa la scomunica. Canossa vista
come sconfitta, ma in realtà grande vittoria diplomatica: aiuta Enrico a recuperare potere su
Germania

DICTATUS PAPAE

1) Provvedimenti riguardanti il potere spirituale:


a) Solo papa ha diritto universale
b) Solo lui può deporre o reinsediare vescovi. Papa comincia a metter mano su
gerarchia ecclesiastica
c) In qualunque concilio il suo legato, anche se di grado minore, ha autorità superiore
a quella dei vescovi e può emanare sentenza di deposizione contro di loro (perché,
delegato dal papa, lo incarna in quel momento)
d) Gli è permesso di trasferire vescovi
e) Sua sentenza non può essere modificata da alcuno, ma può interferire su sentenze
di altre autorità (potere giurisdizionale)*
f) Non può essere giudicato da nessuno
2) Temporale*:
a) Solo lui può usar le insegne imperiali (è lui che lo delega, ma ancora non si arriva a
dire ciò)
b) A lui è permesso deporre imperatore: ora Papa ha potere temporale
c) Può sciogliere dalla fedeltà i sudditi dei principi iniqui (provvedimento alternativo a
scomunica: papa può sciogliere sudditi da giuramento di fedeltà giurato a principe,
anche senza che questo principe abbia ricevuto scomunica)

GREGORIO VII: così si è posto all’apice della gerarchia ecclesiastica e ha ottenuto potere
temporale.

Ma Enrico rientrato in Germania ha ripreso a fare benefici a vescovi, in conflitto con papa. Papa
ricomincia a scomunicare vescovi: Enrico convoca nuovamente (1080, Bressanone) concilio di
vescovi dalla sua parte (tedeschi e lombardi): depongono Gregorio ed eleggono a papa
l’arcivescovo di Ravenna Wiberto (Ravenna e altre erano restie ad accettare governo papa),
con nome Clemente III

• Ora, forte, Enrico IV scende in Italia con Clemente e assedia Roma.


• Gregorio si rifugia a Castel Sant’Angelo, non riesce a resistere ad assedio e approfitta
dei Normanni, che vogliono contrastare tedeschi, perché se no ottengono potere su
area meridionale. Normanni portano Gregorio a Salerno, dove morirà 1085
• Clemente ed Enrico hanno preso potere su capitale. Reimpostata linea tradizionale:
imperatore ha imposto papa.

Quando parliamo di questi scontri parliamo di LOTTA PER LE INVESTITURE

• Vasta letteratura libellistica: traccia di una rinnovata importanza e interesse per il diritto
romano, perché ricorso ad esso. Scontro tra fine XI e inizio XII.
• Lotta durante cui la Chiesa getta le basi della monarchia papale

Enrico V: si scontra nuovamente con mondo tedesco. Papato continua ad avere problemi:
famiglie a Roma vogliono avere potere su scelta papa:

• 1122, concordato di Worms: tra Enrico V (figlio Enrico IV) e papa Callisto II. In questo
scontro, impero e papato si sono logorati e scontrati. La realtà cerca strade autonome
(nel vuoto di governo, le città devono organizzarsi: nascono monarchie).
▪ Cedimento di una parte e dall’altra: riconosciuto ruolo imperatore con funzione di
controllo e garanzia su scelta vescovi/abati; Inoltre, in Germania investitura può
avvenire anche prima della consacrazione (imperatore può porre vescovo non
ancora consacrato a capo della città, con potere su beni Chiesa in quel territorio)
▪ Mentre nelle altre parti dell’impero vescovo concreto, poi se imperatore vuole può
affidargli parti da governare.
▪ Sconfitta ideologia gregoriana. Con questo finisce lotta per le investiture

Ma 1125: Enrico V muore senza eredi diretti: problema di successione (ancora non regole:
imperatore eletto da principi, poi incoronato a Roma, ma spesso imperatore forte ancora in vita
faceva eleggere il figlio come re di Germania, così che alla sua morte diventasse imperatore). Si
contendono Federico di Svevia (parente dinastia franca da parte di madre), e ? -≥ guerra
civile.

1152 eletto Federico Barbarossa (figlio del duca di Svevia), ma sua madre è esponente dell’altra
famiglia (Baviera), a cui lui + legato. Diventa re di Germania.

14/11

• Matilde funge spesso da mediatore tra papato e impero. Ha una mentalità di


restaurazione di potere del grande feudatario. Governa una grande circoscrizione

Anche imperatore vuole riforma della chiesa, ma solo perché vuole strumento ecclesiastico
buono e forte. Per Enrico III: riforma è restaurazione (riportare clero a comportamenti corretti,
ma subordinato a impero). Ma poi si capisce che una vera riforma non può prescindere da
separazione netta tra potere temporale e spirituale: perché uffici temporali distolgono vescovi
da loro compiti

− Riforma della Chiesa: non è 1, si susseguono. Con Gregorio VII sorge idea di autonomia
della Chiesa dal potere temporale: libertas ecclesiae
Matilde si ritrova in questo contesto intricato, ha vocazioni spirituali forti e si sente vicina a
Gregorio VII. Ma sente anche la necessità dell’impero: vuole coniugare le 2 grandi realtà, senza
arrivare allo scontro

- PICCOLO EPISODIO MANCATO: quando i principi sassoni (Germania) si ribellano a


Enrico IV col sostegno di Gregorio VII, il candidato è Rodolfo di Svevia. Questa elezione
sarebbe dovuta avvenire in una grande assemblea a cui avrebbe dovuto partecipare
anche Gregorio VII (ma tutto ciò viene spezzato dall’episodio di Canossa).
Ma poi mondo sassone elegge comunque Rodolfo, che viene però sconfitto subito
- Quando Enrico assolto dalla scomunica rientra in Germania e molti vescovi/principi
hanno problema: loro interesse era stare da parte imperatore, ma loro erano uomini di
chiesa. Stanno in mezzo. Quando Papa perdona Enrico: ribelli rimangono isolati e
vengono sconfitti militarmente (con Rodolfo) ed Enrico riprende potere in Germania.
Ora è abbastanza forte e può preoccuparsi dell’Italia: convoca concilio di Bressanone,
fa deporre Gregorio VII e fa eleggere come nuovo papa Clemente III

Ma Papato sembra rafforzatosi: potere imperiale viene disarticolato, mentre da ora il papa
diventa vero vertice della gerarchia ecclesiastica, e comincia a organizzare suo potere

L’IMPERO

Esce da questa situazione in grande difficoltà. Consiste in 3 REGNI:

1) Regno di Germania: divisa in principati dinastici. Duchi: finché politica imperiale non
compromette loro interessi stanno buoni, ma quando imperatore ha bisogno di +
risorse finanziarie/militari, si tirano indietro, si ribellano.
Infatti, imperatore non riesce a fare in Germania ciò che re di Francia fa in Francia:
partendo da posizione di debolezza, re di Francia riesce a imporre suo potere su tutto
territorio; in Germania no perché rimangono forti poteri locali dei principati*
(Comunque, legati a imperatore da un vincolo feudale)
2) Regno d’Italia (stesso problema della Germania*): si affermano autonomie cittadine:
nascita comuni che non riconoscono autorità centralizzata
3) Regno di Borgogna: area che sente molto l’influenza del mondo francese e vede
affermazione della monarchia francese.
Anche in Borgogna quindi imperatore farà fatica a imporre sua autorità.
4) Unica via politica in cui successo mondo tedesco: espansione verso Oriente/mondo
slavo: ampliamento confini fino a Sassoni; germanizzazione della regione; egemoni sui
regni orientali (Polonia, Ungheria etc). Forte egemonia culturale di influenza del mondo
tedesco sullo slavo

• Accentramento regio non riesce in Germania


• Principi elettivo impedisce l’affermarsi di una dinastia
• Potere reale solo nei territori della famiglia regnante
• Grandi ducati: Sassonia, Svevia, Baviera, Lorena, Boemia
• Numerose marche
• Neppure Barbarossa riesce

DINASTIE

• Sassonia 962-1024: confine orientale


− Ottone I, II, III: ricreazione dell’impero, tentativo di allargarne confini (fermando
pressioni dal mondo slavo e ungherese + espandendosi in Italia)
• Franconia (1024-1125):
− Enrico III (riforma della Chiesa in funzione dell’interesse dell’impero)
− Enrico IV: scontro con Gregorio VII (poi concordato di Worms 1122)
− Enrico V: morte 1125, interrompe sua dinastia

Si apre scontro tra duchi di Svevia (imparentati con dinastia di Franconia) VS alleanza tra
bavaresi e duchi di Sassonia (quelli che furono a favore di Rodolfo di Svevia)****. Si esce da
questo scontro intestino nel 1152 con elezione di Barbarossa:

• Svevia (1138-1254): scontro con comuni. 1152 eletto Federico I Barbarossa


- Acquisizione del Regno di Sicilia
▪ ****Quindi, proprio mentre Impero (per scontro con papato e per perdita progressiva
della sua influenza in Borgogna e Italia) è debole, si apre scontro dinastico che durerà
27 anni: guerra civile tra pretendenti della dinastia bavarese e della dinastia Sveva
▪ Re di Germania perde progressivamente il potere: Barbarossa però avvia riforma di
restaurazione imperiale che lo porterà a contrarsi con principi tedeschi e comuni
italiani

Difronte a crisi impero (che fallisce come contenitore di potere), emergono monarchie
feudali*, che si trasformeranno in nazionali (stati europei moderni). In tutta Europa tranne in
Italia centro-settentrionale, in cui emergono i comuni*. *2 risposte a crisi del potere imperiale.

LE MONARCHIE NAZIONALI

Declinno dei poteri universali, rafforzamento delle monarchie nazionali

FRANCIA

Ci sono grandi potentati regionali (10/12), nelle mani di principi importanti che di volta in volta
si mettono d'accordo su chi debba fare il re. Si alterna perché si vuole re debole, che non
contrasti autonomia potere principi (= Germania)

Ma potere re di Francia si estenderà su tutto il territorio francese: fenomeno lungo che si avvia X
e terminerà XI, con la fine della guerra dei 100 anni. Le tappe di questo fenomeno:

▪ Aggressione normanni a nord Francia e incapacità re carolingio di difendere.


Uno dei capisaldi rispetto ad aggressioni normanne è il conte di Parigi (Robertingi: per
questo per 1 secolo corona francese passa ora a un Carolingio ora a un Robertingio)
- 885-886 Assedio normanno di Parigi, difesa da Eudes (conte di Parigi)
- Ma quando deposto Carlo il Grosso (887), viene scelto esponente dinastia dei conti
di Parigi. Alternanza va avanti per un secolo
- 916 Carlo il Semplice (Carolingio) concede Neustria (Normandia) a Rollone (capo
normanno)
• Ma 987 oscillazione corona francese cessa: eletto re di Francia Ugo Capeto (conte di
Parigi, esponente Robertingi) (detto Capeto perché usava il capete: mantello).
− Con lui inizia processo di rafforzamento; da qui famiglia dei Robertingi riuscirà a
costruire una vera nazione francese. Processo che si concluderà 1337-1453 (fine
guerra dei 100 anni).
• La Francia come la vediamo oggi esce fuori dalla guerra dei 100 anni

Processo simile in INGHILTERRA:

• Inghilterra moderna nasce nel 1066 con la conquista di Guglielmo il Conquistatore,


duca di Normandia, che sbarca in Inghilterra e sconfigge re del momento
• Ma processo lungo, che si completa dopo la guerra delle 2 rose (1455-85); Inghilterra
che non trova + espansione sul continente e si isola ed espande sul mare

CARATTERISTICHE DEL FENOMENO (creazione delle monarchie nazionali)

Ma anche Italia meridionale, Sicilia, Ungheria, Spagna: processo uguale a Francia e Inghilterra.
Fenomeno che riguarda tutta l'Europa, tranne Itala e Germania. Caratteristiche del fenomeno:

▪ Ridimensionamento del potere della grande nobiltà feudale


− Potere centrale si afferma solo quando riesce a ridurre autonomia principati
▪ Ascesa di nuovi ceti sociali (borghesia, piccola nobiltà).
− Importante perché si appoggia a questi ceti sociali (che non vogliono potere
politico, ma amministrativo, a differenza dell’ aristocrazia feudale), in funzione
anti aristocratica
▪ Ampliamento della base territoriale della Corona:
− Monarchia francese parte da territorio ristretto, quindi prime risorse sicure su
cui può contare sono quelle della sua famiglia, le altre deve contrattarle con gli
altri principi (se essi li chiamo in guerra e non si presentano è un problema). Più
è grande territorio famiglia, + si ha possibilità di imporsi su altri principi
▪ Centralizzazione amministrativa: creazione di governi centrali, sempre + articolati
e con competenze specifiche. Personale specifico e competente
▪ Potenziamento dell'organizzazione fiscale: capacità di riscuotere le imposte (non
solo di imporle) grazie ad amministrazione potenziata, esercito e governo centrale
forte e personale competente
▪ Formazione di eserciti permanenti: si passa da esercito feudale (armati del re che
i principi mettono a disposizione) ad esercito governato dal centro, pagato, che
risponde solo a volontà del re (non a principi)
▪ Formazione di una lingua nazionale

MONARCHIA FRANCESE

AFFERMAZIONE dei CAPETINGI: in 40 anni (con Filippo II Augusto, 1180-1223) territorio


famiglia di Filippo si è allargato a dismisura, grazie a suoi successi

• Luigi IV e Luigi VII (1137-1180): riconosciuti come re di Francia proprio perché deboli e
non preoccupano. Ma avviano processo di accentramento del potere.
− Si presentano come garanti della pace e giustizia
− Freno all’aristocrazia feudale:
− Consenso dei vescovi e dei ceti mercantili: presentandosi come difensori pace e
giustizia difendono interessi del:
1) Ceto borghese (che si arricchisce con commerci), che lo appoggiano
economicamente (perch sanno che lui sta andando contro potentati locali
2) Ecclesiastici, il cui potere economico e terreni erano garantiti da forza del
sovrano, perché principi locali aspiravano a mettere mani su beni della chiesa
• Filippo II Augusto (soprannome che indica sua forza) re di Francia (1180-1223): riesce
ad affermare forza del potere centrale, tramite tecniche già fatte da padre e nonno:
- Si appoggia alle forze cittadine per contrastare quelle feudali e signorili
- Problema: territorio finisce nelle mani di un’unica dinastia inglese, con una grande
quantità di territori.
- 1066 Guglielmo il Conquistatore conquista Inghilterra, come feudatario del re di
Francia ed è re d’Inghilterra. Dinastia di Guglielmo si estingue senza eredi e potere
finisce nelle mani dei conti d’Angiò, che avendo sposato la figlia dell’ultimo duca di
Normandia re di Inghilterra diventa re d’Inghilterra e Normandia

Per una serie di matrimoni, questa nuova dinastia, dinastia dei Plantageneti (dinastia francese
che ha messo mani su Inghilterra) si scontra con altra famiglia imparentata con ultimo re
d’Inghilterra. Nasce contesa tra 2 pretendenti, vincono gli Angiò (Pantageneti), che ottengono
parte Francia (già loro) e Inghilterra.

Nasce scontro tra 2 dinastie e Filippo, che capisce di avere come feudatario uno che ha parte
Francia e Inghilterra, convoca (fine XII-inizio XIII) in giudizio Giovanni Senzaterra (re
d’Inghilterra):

▪ Giovanni non si presenta: condannato in contumacia e privato di tutti i suoi beni


▪ Così Filippo avvia una campagna militare e riconquista diversi territori
▪ 1214 a Bouvines si scontrano re di Francia e d’Inghilterra: Giovanni sconfitto e perde
tutti questi territori (grave perdita anche economica).
- Non a caso 1215 Giovanni emana la Magna Charta Libertatum
- Bouvines determina anche gli alleati: con Giovanni combatte Ottone IV di Prussia
(rappresentante mondo guelfo tedesco); con Filippo combatte Federico II (in quel
momento solo re di Sicilia, ma sconfitta dell’avversario gli apre potere in Germania)
18/11

Scontro tra papato e impero per lotta delle investiture (già visto), ma avranno altri 2 scontri:

1) Federico Barbarossa VS comuni


2) Scontro tra papi XIII secolo e Federico II

Queste 2 potenze sono così coinvolte in questo scontro che non si rendono conto che il
controllo della realtà politico-sociale sta sfuggendo loro di mano: rafforzamento delle
monarchie feudali (che diventano nazionali) + fenomeno comunale in Italia centro-
settentrionale (che cerca di risolvere mancanza di governo di imperatore e papato)

Monarchie: re titolare del potere, al di sotto 10/12 principati territoriali che sono diventati
protagonisti della realtà militare, ma sono tenuti a fedeltà verso il re, che gli ha dato terre

▪ Piccola parentesi sul convincimento sbagliato della piramide feudale: al vertice re e


signori che devono fedeltà a lui e che sotto hanno vassalli che devono loro fedeltà.
Visione semplificata mai esistita nella realtà.
Problema: per reggersi questo sistema feudale occorrono: 1) forza di chi sta al vertice;
2) fedeltà di chi sta alla base.
Ma ciò viene meno perché: 1) re perdono forza e capacità di comando (governo centrale
si indebolisce) e principi ne approfittano; 2) fedeltà viene meno: tengo fedeltà a chi mi
ha concesso qualcosa (re), ma spesso principi possono ricevere qualcosa anche da
qualcun altro, a quel punto sono tenuti a 2 fedeltà, che possono entrare in conflitto.
E quando un principe deve schierarsi, non si schiera con nessuno o non sceglie il re.

In questa situazione di estrema debolezza delle monarchie, quella francese ne esce


proponendo 2 processi (già con Luigi VII e VIII):

1) Rafforzamento del potere centrale: governo con ministri delegati a seguire i rami
diversi dell’amministrazione (non più fusi): ciò fornisce al re uno strumento forte
2) Creare rete di funzionari distribuita sul territorio per controllare periferie (aree +
lontane da capitale)

Ma passo + importante fatto da FILIPPO II AUGUSTO: molti principati francesi stanno finendo
nelle mani della stessa famiglia (dei plantageneti, conti d’Angiò che a metà XII sono diventati re
d’Inghilterra: grande forza perché controllano anche la metà occidentale della Francia). Filippo
deve combattere un principe + forte del re di Francia. Riesce (organizzando esercito,
appoggiato da borghesia (che gli dà denaro in cambio di protezione per commerciare senza
dazi) e da vescovi/abati) a sconfiggere gli eserciti di Giovanni Senzaterra in battaglia:

▪ Battaglia di Bouvines 1214: Giovanni rinuncia a territori inglesi


- MA NB: non esiste ancora Inghilterra e Francia, è tutto grande contenitore governato
dalla stessa famiglia (baroni inglesi sono baroni francesi trapiantati in Francia, ma
mantengono feudi francesi)
Ecco perché sconfitta di Bouvines distruttiva per Giovanni: suoi uomini perdono
anche feudi in Francia. Ciò causa grosse perdite economiche -≥ rivolta contro
Giovanni, che poi concede la Magna Charta
Con Filippo II Augusto si passa da monarchia debole e territorio ristretto con avversario che
controlla metà territorio francese a monarchia che ha ripreso controllo diretto di tanti territori,
ora affidati a principi fedeli al re (la ≥ parte sono membri famiglia). Ora Plantageneti hanno solo
territorio della Guascogna.

Momenti del processo di sviluppo, avviati con Luigi VI/VII e perfezionati da Filippo II:

▪ Superamento della frammentazione signorile (e rivitalizzazione dell’economia


monetaria e delle attività commerciali)
▪ Eliminazione (momentanea) del pericolo inglese
▪ Emergono organi di governo centralizzati e specializzati:
− Consiglio del re
− Parlamento (già prima di Filippo): inizialmente assemblea in cui radunati grandi
feudatari ed ecclesiastici, poi da II metà del 300 aperta anche al popolo.
Non ha funzione legislativa, ma consultiva: re convoca parlamento quando ha
bisogno di un consiglio (modo per coinvolgere). Spesso funzioni giudiziarie (quando
deve giudicare ecclesiastici e principi, per giudizi politici).
− Camera dei conti: si occupa solo di questioni economiche.
▪ Sovrapposizione della burocrazia regia al territorio: accresciute possibilità
finanziarie consentono di mantenere i funzionari pubblici: rafforzamento del controllo
delle periferie con una rete di funzionari. Rivoluzione nomi dei funzionari e dei loro
compiti:
− Fino XII funzionari detti prevosti e posti dove il potere del re viene accettato.
Amministrano i beni demaniali ma anche funzioni giurisdizionali: amministravano
tribunali regi e questioni militari
− Da fine XII nuove figure: balivi (≥ compito amministrativo) e senescalchi (militare)
stipendiati (denaro, non + solo feudo), a capo di circoscrizioni amministrative stabili

LUIGI IX IL SANTO (1226-1270) : 2° in questa triade di grandi sovrani (1°: Filippo II Augusto)

Quando diventa re, a gestire il potere è madre e consiglio di grandi principi assunto dal padre in
attesa che lui riesca ad assumere da solo il potere. In questa prima fase:

➢ Conquista delle regioni meridionali: mascherata sotto l’ombra di una crociata.


− XIII, Francia meridionale: diffusasi eresia catara (eresia del cristianesimo) in tutti
gli strati sociali: 1) prevede presenza di 2 principi Universali (cristianesimo: principio
del bene domina su tutto; male non legato a esso; per catari: principi del bene e del
male hanno stessa forza, si scontrano); 2) non accetta gerarchia della chiesa
Monarchia francese si rende conto che questa situazione offre l’occasione per
assumere controllo militare del mezzogiorno della Francia: interviene militarmente
contro i Catari (albigesi), appoggiato da papa Innocenzo III, e occupa il mezzogiorno
▪ 1229 porta a termine la Crociata albigese bandita contro i Catari nel 1208 da
Innocenzo III: Mezzogiorno finisce sotto controllo reale del re
▪1246 matrimonio di Carlo d’Angiò (fratello minore di Luigi IX il Santo) con Beatrice
di Provenza (contea che fa parte dell’impero), 4° figlia del conte Raimondo
Berengario IV, morto senza eredi maschi. Allora il feudo passa a Carlo d’Angiò, che
diventa conte di Provenza, che comincia ad entrare nell’orbita francese
- Carlo d’Angiò, quando tutto territorio francese viene recuperato da inglesi,
ottiene quei principati. Aveva quindi grandi risorse finanziarie e militari già
prima, ma poi le accresce con la Provenza.
Poi guarda a impero bizantino, vuole costruire impero nel mediterraneo
occidentale, ma non ci riuscirà: guerra del Vespro in Sicilia lo spezza
Inoltre, gli Angioini nell’Italia meridionale diventano riferimento dei guelfi
nell’Italia settentrionale (2° metà 200 quelle famiglie si baseranno su di lui per
scontrarsi contro ghibellini, che lui sosterrà mandando risorse e militari)
➢ 1256 Jean de Blanot: Rex Franciae in regno suo princeps est, nam in temporalibus
superiorem non recognoscit* (nelle questioni temporali non riconosce nessun
superiore, nemmeno il papa)
− La Monarchia francese sotto di lui assume controllo diretto della Francia
meridionale: rafforzamento ideologico dell’idea di monarchia. Qui si elabora una
dottrina*. Questa mentalità sarà così forte che porterà allo scontro tra Bonifacio VIII
e Filippo il Bello su 2 questioni: 1) fiscale (re ha bisogno di soldi e va a prenderli
nelle chiese); 2) vescovo accusato di alto tradimento e portato in un tribunale
regio, ma per papa deve essere giudicato da uno ecclesiastico

1270: Luigi IX il Santo muore nella crociata. Era credente, convinto che anche ruolo del
monarca occidentale sia assicurare protezione Terrasanta, quindi tenta di conquistare
Terrasanta. Ne aveva organizzata già una. 1270 ne organizza un’altra: dalla Francia per andare
in Terrasanta, fa tappa in Italia meridionale. Re di Sicilia suo fratello lo appoggia e lo
accompagna. Ma prima di partire problema: Sicilia consente di controllare passaggi con
l’Oriente (tramite canale di Sicilia), approfittando del cambiamento di dinastia dell’Italia
meridionale il governatore di Tunisi si era rifiutato di pagare le imposte (simbolo sua
sottomissione a Sicilia) quando dinastia era cambiata. Carlo d’Angiò (perso controllo su
Tunisia) vuole dirottare crociata su Tunisi. Ma esercito francese (che arrivò prima del siciliano)
accampato su Tunisi venne colpito da peste: muore anche Luigi IX, che è sul campo col figlio
Luigi III, che torna subito in Francia per ottenere il trono. Processione per riportare spoglie di
Luigi in Francia.

FILIPPO IV IL BELLO (1285-1314)

Figlio di Luigi IX è Filippo III, cui figlio è Filippo IV il Bello. Continua rafforzamento del potere
centrale e affinamento dell’apparato burocratico. Durante Filippo IV il Bello:

• -≥ Rafforzamento della monarchia (tramite burocrazia)


• Piccola guerra dei 100 anni (1295-) (chiamata così perché anticipa motivazioni guerra
dei 100 anni): nuovo scontro con Inghilterra per ragioni dinastiche
− Monarchia inglese aveva recuperato territori della Francia centro-meridionale.
Filippo capisce che deve bloccare questo processo e dichiara guerra all’Inghilterra
1295 per il controllo della Guienna (Francia meridionale)
▪ Conquista della Guienna (Aquitania). Ma altre ambizioni: vuole allargare dominio ai
Paesi Bassi, ma:
▪ Difficoltà nelle Fiandre: resistenza principi e borghesia di quei territori
- Fiandre ora sono il terminale economico della produzione lanifera inglese.
Inghilterra ha grande allevamento di ovini, che implica produzione di molta lana,
nella cui lavorazione l’industria inglese non è specializzata; allora lana è
esportata nelle Fiandre, dove lavorata; poi reimportata in Inghilterra o distribuita
nell'Europa continentale.
- Quando Filippo minaccia conquista Fiandre, chi si arricchisce in questo modo
(borghesia), teme (sapendo dissapori tra Inghilterra e Francia) che questo
legame si possa spezzare: borghesia Fiandre quindi interviene
- Unico luogo in cui Filippo viene sconfitto
▪ Ma riesce a contrastare inglesi e a riconquistare molti territori
• Imposizione tasse al clero senza permesso del papa: continuo stato di guerra in cui si
trova Filippo IV, comporta l’aumento della pressione fiscale sul territorio francese, ma
ciò non basta, così sia Filippo che Edoardo d’Inghilterra prendono soldi ecclesiastici.
Papa confisca e blocca il regime delle decime (tassazione a favore del clero). Gran
parte quella tassazione rimanevano a ecclesiastici, altra all’imperatore.
- Accadeva spesso, ma di solito si chiedeva permesso del papa. Ma qui non si fa: ora
re di Francia non riconosce nessun’altra autorità dentro Francia
• Reazione di Bonifacio VIII: 1296 re di Francia e Inghilterra scomunicati. Re Inghilterra
ferma le confische, mentre Filippo apre conflitto ideologico: Bonifacio convinto (su scia
Gregorio VII) che tutto potere spetti al papa e chi governa deve farlo nei suoi interessi,
perché è a re che delega potere.
• Crisi sanato perché papa non vuole chiudere i ponti, ma poi si riapre altro conflitto:
• 1301 arresto del vescovo di Pamiers (qui siamo in momento in cui papi cominciano a
scegliere i vescovi): accusato di lesa maestà e re di Francia vuole farlo giudicare da
tribunale regio. Papa scomunica re di Francia*
• *Che convoca 1302 assemblea in parlamento parigino (Stati generali) e manda a papa
un mandato affinché si discolpi davanti al popolo francese.
• Bonifacio VIII, bolla 1302: Unam Sanctam: rivendica pienezza potere del papa su tutti
• 1303 Re di Francia manda suo collaboratore a Papa ad Anagni. Ma prima nel Lazio
incontra chi era contro Bonifacio VIII, crea un esercito di cavalieri e va ad Anagni, dove
cattura Bonifacio, che per 3 giorni rimane nelle sue mani. Ma in realtà sarebbe dovuto
andare solo per dare un mandato che gli ultimava di venire in Francia
- Tra questi anche Sciarra Colonna. NB: non è avvenuto alcuno schiaffo
• Filippo esce vittorioso. Bonifacio muore qualche mese dopo. Filippo impone a papa
successivo un processo contro la memoria di Bonifacio VIII
• Processo ai templari: ordine cavalleresco ricchissimo

20/11
Morto Bonifacio, papato controllava monarchia francese, si sposta infatti ad Avignone. Altro
momento importante di Filippo il Bello:

• Processo contro templari: lui è in guerra e servono soldi. Prende soldi da clero e ordine
dei Templari: ordine cavalleresco nato per difendere Terra Santa. Ordini cavallereschi
arricchitisi perché gestiscono reti commerciali con Oriente, per difendere quei territori.
Aprirono ponte tra Occidente e Oriente e si insediano in Francia.
Filippo fa muovere contro l’ordine accuse (mentalità medievale: sull’accusato riversate
anche accuse inverosimili, per creare alone negativo sulla persona) e viene tirato in
ballo pontefice (a cui ordine risponde). Ma Clemente V (papa che non può dire no a
Filippo) decide di sciogliere l’ordine prima della fine del processo, così che a templari e
loro beni sia consentito di entrare negli altri ordini cavallereschi. Ciò in tutti i territori
francesi, tranne che per il tesoro nel tempio dei templari a Parigi, che viene preso dal re

Il papa ritiene chiuso suo impegno. Ma Filippo fa portare avanti processo contro comandanti
dell’ordine, condannati a morte e poi giustiziati 1312-14.

Quasi tutto il territorio di Francia è ora controllato dal re Filippo. Ma processo si ferma per
difficoltà dinastiche:

• Filippo avrà 4 figli maschi, ma morti dopo poco senza figli.


Così ramo principale dei Capetingi (dinastia regnante in Francia) si è estinto

Chi deve fare il re di Francia?

• SI candida il re d’Inghilterra della famiglia dei Plantageneti, legati a Capetingi tramite


matrimoni: Edoardo I d’Inghilterra aveva sposato la sorella di Filippo IV (figlio di Filippo
III re di Francia); suo figlio Edoardo II aveva sposato Isabella (figlia Filippo), e loro figlio
è Edoardo III, che rivendica trono di Francia.
• Filippo VI di Valois (figlio di Carlo di Valois, a sua volta fratello di Filippo IV il Bello),
Capetingio: candidato dell’aristocrazia francese, che vuole acquisire controllo della
corte parigina mettendo un suo uomo
• Si apre conflitto: Inghilterra dichiara guerra a Francia

GUERRA DEI 100 ANNI (1337-1453). 3 cause:

1) Dinastiche: Edoardo III d’Inghilterra ritiene di avere diritto su corona francese


2) Metà dei territori francesi appartenenti a inglesi ma tornati con Filippo IV a Francia
Inghilterra non può permettere che Francia metta le mani sui centri d’armi inglesi

3 fasi:

1) Fino 1360: inglesi sbarcano in Normandia verso sud devastando territori francesi.
Arrivano in Guascogna, si reimbarcano, tornano in Inghilterra, dove svernano. Momenti
di scontro: Francia cerca di bloccarli e in alcuni momenti anche scontri campali:
a) Crecy, 1346
b) Poitieres, 1356: prigioniero re Giovanni di Francia (nuovo ramo: Capetingi-Valois) e
costretto a firmare pace nel 1360: pace di Bretigny (tregua di non combattimento):
in cambio di Giovanni, monarchia francese riconosceva a Inghilterra tutti territori su
suolo francese conquistati da inglesi
In entrambi francesi sconfitti. Ma inglesi puntano su guerra a distanza (scagliare
frecce)
2) Ricomincia. Francia approfitta della tregua per riorganizzarsi: intanto muore Giovanni e
sale al trono Carlo V, che riorganizza forze esercito. Conflitto riprende con Carlo VI.
Fase di scontro. Situazione francese peggiora: Carlo colpito da malattia mentale, che lo
rende pericoloso nella gestione del potere.
Durante il suo regno il partito francese di chi voleva combattere si spacca: fratello del re
(duca d’Orleans) e duca di Borgogna non si mettono d’accordo: entrambi vogliono
essere sostituti di Carlo VI -≥ 2 partiti: Armagnati (sostenitore principale di Orleans era
Armagnate) VS Borgognoni (Borgogna), che si alleano con inglesi:
▪ Azincourt 1415: francesi sconfitti. Cavalleria pesante non riuscirà mai ad avere la
meglio
3) Trattato di Troys, 1420: segna resa francesi. Carlo VI cede a inglesi: riconosce come
suo erede Enrico V d’Inghilterra (ma a Carlo VI concesso di rimanere re fino alla sua
morte; pi solo dopo passa corona francese a re d’Inghilterra). Morto Carlo VI re
d'Inghilterra diventa re di Francia. Carlo VI ha un figlio, Carlo VII Delfino
▪ Arriva Giovanna d’Arco: donna di umili origine. Si presenta a Delfino e dice di aver
ricevuto da Cristo l’incarico di salvare la Francia. Gli crede e affida un’armata, con
cui lei riesce a ottenere la liberazione di Orleans (assediata da inglesi).
Convinti di avere come guida una persona mandata a loro da Dio -≥ francesi
riacquistano fiducia e riprendono a combattere.
1430 Giovanna catturata da Borgognoni e consegnata a inglesi, che la faranno
condannare da tribunale ecclesiastico, che la condannerà di eresia
▪ Non riconosciuto accordo precedente e Carlo VII nominato re
▪ Fase conclusiva guerra: inglesi in difficoltà ed eserciti francesi riescono a
recuperare tutto il territorio francese
▪ Battaglia di Castiglione, 1453 (vicino a Borgogna): ultimo conflitto. Inglesi si
reimbarcano e tornano indietro. In tutta la storia del contenzioso tra inglesi e
Capetingi e borgognoni: Castiglione sempre rimasta a inglesi, ma ora sottratto.
▪ A inglesi rimane solo Cattles, poi recuperata da francesi 1540

Guerra provoca problemi sociali: situazione ceti lavoratori è difficile (mandati in guerra, inoltre
essa richiede risorse economiche) -≥ 2 grandi rivolte in territorio francese:

1) Borghesia parigina guidata da sindaco di Parigi, che sente peso tasse: Etienne Marcel,
ucciso da nobili 1358. Rivolta repressa da milizie feudali (non voluto dal re)
2) Rivolta popolo nelle campagne: Jacquerie, 1358. Per presenza continua dell’esercito
inglese

Anche queste risolve mettono in difficoltà la Francia


MONARCHIA INGLESE

1154: diventa re d’Ighilterra Enrico II plantageneto (ha sposato esponente dinastia duchi di
Normandia). Viene dalla Francia, quindi conosce suo sistema di rafforzamento e capisce che
Inghilterra deve fare la stessa cosa: non può lasciare che piccoli potentati inglesi prendano
potere. Rafforzamento del potere regio:

• Pacificazione e recupero castelli demaniali: invia uomini fidati


• Collaborazione con ecclesiastici e baroni (classe dirigente); assemblee generali:
coinvolti nelle decisioni.
• Sistema di controllo delle periferie: territorio inglese diviso in contee (circoscrizioni
amministrative), in cui sceriffo (mantiene pace, custodisce castelli) e giudici regi
itineranti
• Amministrazione della giustizia: contee radunate in regioni, in ciascuna coppia di
giudici, che ricevono accuse e fanno giustizia; organizzano assemblee giudiziarie per
conto del re: se qualcuno non si sente tutelato da giustizia del conte, può richiedere
giustizia del re: solo il giudice del re può incarcerare: momento di distinzione tra potere
giudiziario (che può arrestare) ed esecutivo (che spetta solo al re: mettere in galera).
• Irrobustimento degli organi centrali (curia regis): ministeri che si occupano di
amministrazione (giudiziario, religioso): specializzazione nelle istituzioni di governo
(cancellerie, tesoriere etc)

Politica di rafforzamento che prosegue anche con figli Enrico II: si blocca nel 1215 (prima
anche re Riccardo Cuor di leone: come uomo di stato viene meno a compiti. Decide di guidare
assedio di un castello, esponendosi in 1° persona: una freccia lo colpisce e uccide. Non ha
contribuito a rafforzamento potere regio Inghilterra).

Giovanni (fratello di Riccardo I Cuor di Leone) diventa re: non educato per essere re, né
capacità.

• Giovanni 1214 sconfitto a Bouvines dal re di Francia: simbolo crisi monarchia inglese.
• 1215: opposizione baronale al rafforzamento del potere. Società inglese si rivolge al re
per ottenere libertà/privilegi: compromesso 1215 con Magna Carta Libertatum
▪ Consenso dei magnati per le nuove imposte
▪ Collegio di 25 baroni per vigilare sul rispetto dei patti. Chiamato consiglio della
rivoluzione; perché se re non mantiene accordi, essi chiamano paese a rivolta
contro re, non per destituirlo ma per imporgli di togliere tassa non approvata)
▪ Magnum consilium: assemblea dei grandi baroni che partecipa alla gestione del
potere (parlamento)
▪ Habeas corpus: nessuno può incarcerare senza volere del re.
• Competizione tra potere regio e potere baronale: rivolte

-≥ subito dopo aver firmato, Giovanni si rivolge a Papa Clemente III, dicendo di essere stato
costretto a firmare: papa dice che accordo non è valido, quindi re non lo rispetta.

• 1° guerra dei baroni (1215-17): baroni si ribellano, re costretto a rifirmare.


• 2° rivota dei baroni (1264-1267): a chiamare baroni alla rivolta è Simone di Monfort.
Cattura re e suo figlio (Lui cognato del re: vuole imporgli di rispettare accordi, ma re non
si piega). Figlio del re scappa, organizza esercito: 1267 scontro, Monfort sconfitto.

GUERRA DEI 100 ANNI: decreta fallimento conquista inglese su continente

Problema in Inghilterra + grave: post sconfitta si apre conflitto interno, guerra delle 2 rose:
Lancaster e Tudor (2 rami dinastia plantageneta che si scontra per trono): 1 rosa rossa, 1
bianca. 30 anni: fine conflitto con fine di entrambi i rami. Figlio Lancaster e marito Tudor: Enrico
VII Tudor.

Quindi ricambio continuo delle famiglie al potere: ciò non permette a famiglia di radicare il
proprio potere.

Conflitto intestino che porta a una maggiore crisi della monarchia: rafforzamento potere
centrale francese non lo vedremo in Inghilterra a causa di ostacoli: Magna carta (tratta pace
con baroni), guerra dei 100 anni e dei 30 anni.

Inghilterra comprende di non potersi espandere sul continente, ma di poterlo fare sul mare: nel
400 comincerà a farlo.

21/11

25/11

FENOMENO COMUNALE: nelle città italiane del centro-nord le soluzioni di governo adottate
sono originali rispetto al contesto generale (papato e impero hanno potere su popolo; si
affermano monarchie nazionali) e rispetto al passato e futuro. 3 caratteristiche:

1. Partecipazione popolare alla gestione del potere: anche popolo partecipa ad


assemblee (dove prese decisioni + importanti), ma non donne, poveri e salariati (lavori
pesanti, esclusi anche da vita sociale comune), emarginati.
In ultima fase vogliono partecipare anche piccoli produttori, che verranno coinvolti.
2. Rotazione delle cariche: podestà, capitani, non possono mai avere mandato continuo
(max 1 anno), perché potere non si radichi).
3. Sindacato: deve rendere conto di come ha speso soldi; se spesi male viene chiamato a
risarcire il danno

Problemi:

1) Lotte cittadine: scontro interno tra fazioni, per presa di potere a livello locale. Scontri
armati che si chiudevano con massacri o esilio fazione risultata perdente: a Bologna
1274 Albertazzi espulsi da città in 5000. Scontro che porta problemi d'instabilità
dell’ordine pubblico e volontà di vendetta + perdita di forza delle forze umane quando
così tante persone vengono cacciate. quando situazione ingestibile a livello di ordine
pubblico e personale: facile che arrivi uomo forte che dà garanzie di tranquillità.
Quindi spesso si sviluppa fenomeno signorile: un signore prende in mano situazione
perché forte e ricco, e pone fine a scontri.

Meno ragione di contendere il potere, tramite questa modalità organizzativa. Ma scontro tra
cittadini per decisioni importanti in assemblea.

EVOLUZIONE DEL FENOMENO COMUNALE:

Nelle città, tutte sedi di diocesi, emerge la figura del vescovo che dal X sec. Rappresenta
sempre più un punto di riferimento e assume una carica di rappresantività unica che va oltre
l'esercizio del potere dei cittadini

VESCOVO: vicino al vescovo un gruppo di cives (vassalli, destinatari di benefici vescovili) che
amministrano beni della chiesa, costituiscono un gruppo di interesse coinvolto nell’azione di
governo e finiscono col detenere funzioni pubbliche: riscossione delle imposte,
amministrazione pubblica e della giustizia -≥ venuto meno potere regio, va sostituito: vescovo +
persone intorno a lui

− Conte: detentore potere pubblico, abbandona città quando città prende vigore. Suo
potere si sviluppa soprattutto in territori di campagna.

• Quando questo gruppo di potere comincia, assumono potere ma lo fanno nell’interesse


di tutti. Coniuratio concordia: patto stipulato tra n limitato di cittadini, ma
nell’interesse di tutti: grande consenso intorno a organizzazione spontanea. Gruppo di
famiglie importanti, ma nessuna autorità superiore ha consentito questo;
Ecco perché serve vescovo: protezione politica e unici che riescono a mediare verso
l’esterno
• Lentamente questa realtà si struttura e si dà delle cariche. Personaggi a cui affidato
potere: CONSOLI (ci fanno capire che nato comune)
• 1115: distrutta rocca imperiale (da ribellione bolognese), simbolo potere regio a
Bologna
• 1116 chiesto perdono a imperatore: glielo concede e dà loro privilegi, creando spazio a
mercato bolognese e dice che chi non avrebbe rispettato queste disposizioni avrebbe
pagato una multa (metà a imperatore, metà a bolognesi) -≥ indizio che una comunità si
è organizzata: imperatore nel documento fa fatica a riconoscerla, ma è nata.

Comune nasce per occupare un vuoto venuto meno.

ORGANI

• La comunità cittadina viene coinvolta nell’azione politica, militare e di governo:


▪ Assemblee fatto in piazza davanti a Chiesa: n° alto di partecipanti. Chi si sentiva di
dover partecipare, poteva farlo.
In alcune città chiamato Parlamentum, in altre arenga, ma erano assemblee
popolari. Usate SOLO per questioni importanti.
▪ Cominciano a nascere consigli: assemblee ristrette, per questioni minori. Materie
demandate a questi consigli cambiano da città a città.
− Tutte le città partono da condizioni più disparate, poi quando si nota che una
soluzione funziona in una città, adottata da tutte; come succede per:

CONSOLATO: potere fiscale, giudiziario, esecutivo. Comparsa dei consoli:

• 1° testimonianza a Pisa 1081; in realtà a Ravenna già prima carica simile (che si occupa
di porti e questioni marittime. Non veri e propri consoli)

CONSOLI: in alcune città sono 2, 6, in una addirittura 22.

• Idea che magistratura debba essere composta da almeno 2 persone (non potere
concentrato in uno solo), poi tutte città adottano 2 consoli, perché funziona.
• Durata carica: 2 consoli con mandato di 1 anno. Città quindi si organizzano, si danno
organismi che consentono partecipazione popolare e magistrature

Necessario è il controllo della diocesi (contado): confini visibili. Tutte le città tentano di
controllare territorio fino confine propria diocesi -≥ si aprono scontri quando confini incerti.

CRISI PAPATO E IMPERO: tutto ciò accade con facilità, perché impero/imperatore non ci sono
in Italia dal 1125 al 1153, perché tedeschi discutono per decidere chi sia re di Germania, quindi
non vengono in Italia.

• Autonomia città italiane da 1081 a 1135.


• 1122-1153: instabile equilibrio papato-impero;
− Momento di crisi per impero: morte Enrico V (1125)
− Papato: scisma 1130
− Anche quando impero scompare, forze locali cercano potere e si sollevano VS papa
1143: ribellione della popolazione romanica, contro papa ma anche contro fazioni
aristocratiche che vogliono dominare.
1143 nasce Comune Romano: unica nascita comunale testimoniata come nascita
consapevole. Papato non riesce + a dominare Roma, perché si afferma comune

FEDERICO BARBAROSSA (1152-1190)

• Eletto 1152, appartiene a duchi di Svevia, ma sua madre è del partito opposto: Giuditta
di Baviera. Fazione sveva in difficoltà, quindi lui sostenuto da famiglia della madre
(Baviera). Chiude periodo di guerra intestina in Germania.
• 1153 accordo di Costanza con papa Eugenio III: papa va lì per cercare aiuto da parte
imperatore -≥ accordo: papa gli garantisce incoronazione imperiale a Roma (chiuso
discorso in Germania), Federico s'impegna a risolver la questione romana e porre fine al
comune romano (con le armi) e a questione normanni (sui confini).
• Papato non si fida e chiede a Barbarossa intervento contro Normanni. 1154 Federico
scende in Italia, prende la corona di re d'Italia, convoca dieta (grande assemblea
potere), a Roncaglia: per 1° volta anche rappresentanti comunali partecipano.
• 1155 catturato e consegnato papa Arnaldo da Brescia: eretico, che ritiene che papato
non debba avere potere temporale -≥ ideologo del fenomeno comunale a Roma.
• Dissapori tra imperatore e popolo romano: Federico entra a Roma (dopo cattura di
Arnaldo) e si incorona imperatore, poi risale verso nord
− 2 anni dopo in documento ufficiale dell’impero, lui si identifica come Imperatore del
Sacro romano Impero (1° a usare termine sacro associato a imperatore)
• 1158 torna in Italia, II dieta di Roncaglia: politica economica fiscale in funzione del
programma politico di restauro del potere imperiale:
1) Constitutio de regalibus
2) Definisce funzioni imperatore: amministrazione + esercizio della giustizia (spesso pene
erano pecuniarie: tutte comportano un'entrata per imperatore) + riscossione del fodro
(quando imperatore attraversa territorio, quel territorio deve pagare spese del suo
viaggio; ma ora tassa costante, non + occasionale: tutte pagano, indipendentemente se
imperatore è lì o meno) + facoltà di costruire fortificazioni

-≥ autonomia comunale viene minata alla base perché molte cose le vengono vietate.

26/11

Constitutio de regalibus promulgata nella 2° dieta di Roncaglia: richiede che gli sia ridato
diritto regio sottratto da comuni (Regalie: riscossioni di carattere non permanente). Tutela e
recupero dei diritti regi (ora sotto potere comuni), soprattutto quelli che comportano entrate
finanziarie importanti:

1) Riscossioni di tributi e dazi su merci, una delle colonne portanti dell’economia


comunale. Ma imperatore dice che queste sono tasse che spettano a lui
3) Amministrazione della giustizia: anche ritorno economico (≥ parte pene imposte erano
pecuniarie, non carcere, anche quando danni privati: parte del denaro/multa andava a
risarcire danno, parte invece finiva in casse Stato)
4) Controllo delle vie di comunicazione terrestri e fluviali
5) Emissione di monete: città non può avere propria zecca che distribuisce monete senza
controlli
6) Chiamata alle armi e il diritto di costruire fortificazioni: segni autonomia comuni, ma
imperatore non lo accetta e pone fine a questa autonomia
7) Diritto di muovere guerra e promuovere leghe cittadine: città non possono allearsi o
muovere guerre contro altre città
8) Divieto di alienare le terre feudali senza il consenso imperiale

Tutto ciò apre scontro comuni VS imperatore: ciò fa capire anche grado di autonomia che città
hanno acquisito (da 30/40 anni) -≥ mentalità radicata: mondo tedesco non capisce questa
autonomia, per lui è mancanza di ordine; 2 ideologie completamente diverse

BARBAROSSA: 6 SPEDIZIONI IN ITALIA


1. 1154-55: si fa incoronare a Roma e reprime comune romano, consegnando papa
Arnaldo da Brescia
2. 1158 torna in Italia: tenta di (con 2° dieta di Roncaglia) ripristinare diritti regi
− Ribellione città italiane del centro nord: assedia e distrugge Crema (1160); ma no
grosso effetto; ma Milano (1162), che sta estendendo sua egemonia su tutta l’area
lombarda, importante per crescita demografica/economica, viene assediata e
distrutte fortificazioni. Gesto simbolico importante, ma effetto contrario: città del
nord invece di spaventarsi e chiedere accordo, pensano che se nemmeno Milano
(forte) riuscita a difendersi da lui, ci vuole una forza maggiore: cercano alleanze -≥ si
formano leghe:
3. 1163: opposizione lega veronese
4. 1166-7 lega lombarda. Barbarossa torna in Italia, vede la lega e torna in Germania (per
controllare anche situazione tedesca).
▪ 1168 Lega lombarda: sfida imperatore costruendo una città (che non poteva essere
fondata senza autorizzazione imperatore: per 2° dieta Roncaglia): Alessandria, dato
nome di Alessandro III, papa di quel momento che appoggiò richiesta autonomia
comunale, per paura che imperatore rafforzasse suo potere
5. 1174-7:
▪ Assedia Alessandria (74-75): ma non riesce a conquistarla
▪ 1176: battaglia di Legnano: esercito imperatore sconfitto, Barbarossa cade da
cavallo e scompare per 3 giorni, mentre parte del suo esercito riesce a rientrare a
Pavia. Lo si crede morto, ma dopo 3 giorni si presenta. Si prepara a raggiungere
Pavia per raggiungere moglie, con esercito di 3000 cavalieri. Si trova di fronte
esercito di 12000 fanti milanesi. Capisce che non può vincere con forza delle armi.
▪ 1177: tregua di 6 anni a Venezia
▪ 1183 a Costanza si incontrano rappresentanti del comune (con papa e Sicilia) e
dell’imperatore. Accordo: imperatore riconosce alla lega le regalie/autonomia di
governo e le consuetudines (norme che regolano attività quotidiana dei comuni);
i consoli (scelti da città) sono investiti dall’imperatore per la carica, ma i comuni
godono di perfetta autonomia;
Ma in cambio comuni devono versare una cifra annua all’imperatore e giurare
fedeltà a imperatore. Accordo funziona e ha benefici per l’impero
6. 1186: matrimonio Enrico VI (figlio Barbarossa) e Costanza d’Altavilla (figlia di Guglielmo
II, principessa dinastia normanna di Sicilia) nel duomo di Milano -≥ situazione
normalizzata.

Comuni usciti vincitori: riconoscimento imperiale della loro autonomia.

ORGANIZZAZIONE DEL COMUNE: COME SI EVOLVE LA STRUTTURA DI POTERE E GOVERNO


CITTTADINO?

COMUNI CONSOLARI
• All’inizio ottengono potere gruppi sociali legati al vescovo (aristocrazia feudale,
mercanti, professionisti): aristocrazia consolare, perché in esse scelte consoli
• ISTITUZIONI:
▪ Consoli
▪ Assemblea (generale dei cittadini: consiglio maggiore): sceglievano consoli,
decisioni + importanti (soprattutto legate a guerra), imposizione nuove tasse o
aumento delle imposte.
− Consiglio minore: assemblee ristrette (membri scelti da assemblee): affianca
console, si occupa di questioni + importanti

Momento dello scontro contro impero: forze cittadine compatte per lottare. Ma ciò svanisce
dopo la pace di Costanza: fratture all’interno dell’aristocrazia

Si passa a 2° fase: COMUNE PODESTARILE (fino 1250, morte di Federico II)

• Sempre gruppo di famiglie aristocratiche, ma frattura interna al gruppo dirigente in tutte


città del centro nord. Si creano 2 fazioni, modi di vedere, rappresentati sempre da 2
consoli (anch’essi quindi fratturati e incapaci di proporre un'idea politica unitaria).
• Post pace di costanza: estromissione del vescovo: si adotta Podestà, magistrato unico
che sostituisce consoli, chiamato dall’esterno quindi imparziale: ma spesso passaggio
confuso (in alcune città un podestà esterno e un console, 2 consoli e un podestà etc.).
Città si scambiano podestà continuamente: ma sono le fazioni vincenti che lo
decidono, quindi podestà non imparziale; ma allora perché questa soluzione?
- Serve un vertice, consoli troppo caotici
- Esterno perché cittadino interno avrebbe dovuto demandare interessi propri per
governare -≥ nascono quindi i tecnici della politica: podestà, politico di mestiere
(con formazione giuridica, competenze militari etc.)
- Podestà si spostava di città in città di anno in anno, i migliori vengono richiamati.
Suoi compiti: fa eseguire le decisioni dei consigli, amministra giustizia, leggi,
progredisce la conquista del contado
• Sedi proprie dell’amministrazione cittadina (edifici pubblici)
• Statuti

Fase detta anche PODESTARILE-CONSIGLIARE: perché podestà è scelto da assemblea


cittadina, che collabora con lui

A Firenze primo regime del comune popolare:

3° FASE: COMUNE POPOLARE

• Nuove famiglie si sono arricchite: ma ora ceto medio comincia a sentirsi escluso: prima
no, perché ceto dirigente rappresentava gli interessi pubblici; ma cominciano a
emergere interessi diversi quando comune si amplia e la varietà delle professioni si
amplia e ceto dirigente non è + in grado di rispondente a loro interessi.
All’inizio cercano di chiederlo: nasce associazione delle arti e dei mestieri: loro
rappresentanti chiedono che loro interessi vegano difesi da ceto dirigenti.
Lotta tra nobiltà e popolo: ora (prima crisi interne aristocrazia) problema sociale:
• Organizzazione parallela a quella ufficiale: struttura creata da popolo che opera
contemporaneamente e ha a capo il capitano del popolo -≥ 2 strutture di governo
contrapposte.
• Alla fine, organizzazione del popolo prende il sopravvento e assume governo città:
aristocrazia sconfitta e lentamente emarginata. Capitano del popolo va a sostituire
podestà; consigli rimangono ma all'interno ora fascia centrale opera
• Ma tendenza ad escludere l’aristocrazia: fine XIII emanano leggi anti-magnatizie, che
fanno perdere ad aristocratici potere politico, a cui non possono + partecipare
− Liberazione dei servi, 1256, Bologna: città stanno crescendo, necessitano di
manodopera: ci sono famiglie che hanno latifondi, in cui servi: persone addette a
lavorazione dei campi, semiliberi. L’amministrazione comunale libera ora 6000
servi, per crescere demograficamente, e per aumentare risorse umane; si crea
manodopera a costo + basso: se si mettono 6000 operatori, maggiore diponibilità di
manodopera si abbassa stipendio riconosciuto a salariati.
− Bologna: Ordinamenti sacratissimi, 1284 (elenchi di famiglie che non possono
accedere)
− Ordinamenti di giustizia 1293, Firenze: popolo grasso (borghesia ricca) VS popolo
minuto (artigiani etc): pesa il numero, e popolo minuto prende il sopravvento e
assimila popolo grasso e vecchia aristocrazia, creando i magnati.
• Cambiamento di cariche: capitano del popolo sostituito dal gonfaloniere
• Fase in cui maggiore partecipazione nella gestione del potere: popolazione cresciuta +
in fase precedente solo alcune famiglie.

Morto Federico Barbarossa, prende trono Enrico VI (figlio): morto giovane. Si apre vuoto in
gestione potere imperiale e per 20 anni Italia settentrionale non ha + vincoli con nessuno. 1220
Federico II (nipote Barbarossa): vuole indietro le regalie, si riapre conflitto con comuni per 30
anni, comuni vinceranno. Morto Federico non ci sarà autorità superiore a comuni.

EUROPA

A livello demografico ed economico molte aree vedono crescita:

• Fiandre (per manifatture tessili, lana, città ricche e popolate)


• Germania del nord: lega anseatica (Brema, Amburgo, Lubecca) gestisce monopolio sul
traffico nel mare del nord. Controllano traffici: navi possono passare solo con loro
autorizzazione
• Francia meridionale: emergono città come Marsiglia, una delle protagoniste dei traffici
commerciali mediterranei

CONSISTENZA DEMOGRAFICA: grandi città e metropoli sono Parigi, Firenze, Milano nel 1300,
con circa 100°000 abitanti; Grand e Bruge 60/70°000: ricchissime. 2 tentativi di creare in
Francia e Spagna dei comuni
28/11

Da fine 200, alcune città ottengono grande potere (Milano) e abbandonano modello comunale
per signorie: signore potente militarmente ed economicamente e per legami con mondo
cittadino: ottiene consenso, prende potere in città (spesso senza coprire incarichi).

- Milano finisce in mano Visconti, braccio armato di Milano

In Europa la situazione è radicalmente diversa. Ci sono casi rari in cui in Europa le città si
ribellano, ma non si arriva a grande autonomia delle città italiane. 2 esempi in cui concessa
autonomia alla città:

1) Spagna, Sahagun : qui il signore è un abate. Ma interviene qualcuno che rimettere


ordine con forza delle armi
2) Laon, in Piccardia, (111): vescovo (signore della città investito dal re) ha bisogno di
denaro nel 1111 e vende questo dominio/signoria a magistrature cittadine e città
acquista autonomia. Cittadini si organizzano e creano magistrature per esercitare
potere. Ma 1112 vescovo cambia idea e città si ribella: vescovo ucciso. Interviene
esercito regio e reprime rivolta. 1128 re concede carta di autonomia al comune e
consente loro di autogovernarsi: ma devono risponde e pagare tasse al re.
-≥ Questo è il massimo di autonomia che riescono a ottenere città europee

- NB: Pace Costanza insiste nel conferire ai comuni ribelli ciò che l'imperatore aveva già
ceduto ad altri

Con pace di Costanza comuni parte dell’impero mettevano a disposizione loro truppe per
impero. Imperatore concede regalie e funzioni pubbliche a città e in cambio professano fedeltà
a imperatore, vincolando magistrato ad autorità superiore.

II fase di crisi: con pace Costanza impero sta riprendendo controllo dell’Italia del nord. Impero
fa passo indietro e va a rimettere mani su Italia settentrionale. Poi riscompare di nuovo*
presenza imperiale in Italia: ora consoli non devono più giurare fedeltà a nessuno.

*Questo perché impero entra in crisi: città ritornano ad essere sciolte da potere imperatore. Da
questa 2° fase l’impero non si riprenderà più e da qui le città sono effettivamente indipendenti;

In questo momento città stanno finendo in mani dei signori: persone potenti che garantiscono
armonia cittadina che comune non riesce ad assicurare perché lotta tra fazioni sconfina
sempre nella potenza armata. Diventa priorità la serenità; perciò si rinuncia a vantaggi
comunali per avere una situazione stabile.

- Signore impone la sua volontà ma viene meno problema del cambio di governo: non si
combatte + per il potere
POST MORTE DI FEDERICO BARBAROSSA: FEDERICO II E IL REGNO DI SICILIA

Federico Barbarossa: matrimoni del figlio Enrico con Costanza d’Altavilla.

− IMPERO ora: regno di Germania, regno di Borgogna, regno d’Italia

Muore Federico Barbarossa nella crociata per liberare Gerusalemme (confiscata ai musulmani
con I crociata, poi tornata in loro mani): caduto dentro il fiume durante l’attraversamento

Potere passa al figlio Enrico VI (muore 1197: avrà potere reale solo per 6 anni. Ma imperatore
che ha avuto + forza nella storia imperiale del medioevo)

- Federico Barbarossa approfondimento: poco prima battaglia di Legnano richiese


contingenze armate da Germania a suo cugino Enrico il Leone (duca di Baviera) e al
duca di Sassonia. Esercito di Enrico il Leone parte da Cuma e arriva a Vienna ma torna
indietro e quindi a Federico i rinforzi non arrivano. Quindi rifiuto da parte di un suddito,
feudatario (per 3 mesi feudatario di solito deve prestare servizio in cambio dei benefici:
dopo i 3 mesi deve venire pagato) che avrebbe dovuto portare forze a imperatore: Enrico
non va e dopo Legnano e accordo di Venezia, Federico rientra in Germania convoca a
rispondere in tribunale Enrico il Leone, che scappa in Inghilterra abbandonando suoi
feudi e vengono confiscati, ed Enrico condannato per alto tradimento in contumacia.
- Quindi Germania è in mani di Barbarossa; Italia settentrionale è stata normalizzata da
accordi di Costanza: imperatore ottiene fedeltà e riconoscimento e versamenti in
cambio di regalie. Quindi sotto imperatore Italia settentrionale

Enrico VI di Svevia aveva sposato Costanza d’Altavilla; nell'Italia meridionale nel 1191 muore
l’ultimo re legittimo della dinastia normanna degli Altavilla (Guglielmo II, nipote Costanza)
senza eredi legittimi.

Enrico VI può quindi rivendicare trono di Sicilia. La nobiltà e baroni normanni dell'Italia
meridionale non si fidano di questo imperatore tedesco e pensano sia meglio mantenere
autonomia rispetto a impero ed eleggono Tancredi d’Altavilla.

• Enrico 1190 interviene militarmente in Italia meridionale e viene sconfitto.


• Ma Tancredi muore 1194: Enrico ritenta conquista militare e ci riesce; in questi anni ha
fatto anche politica di convincimento con aristocrazia settentrionale del regno.
• 1194 Enrico VI diventa anche re di Sicilia: contro l’Europa centrale a nord e Italia
meridionale; le aree interne (dominio pontificio) finiscono sotto controllo di Enrico VI,
che nomina un marchese di Ancona, di Spoleto, di Romagna. Prende militarmente
possesso di questi territori: a Papa rimane Roma e Lazio su Tirreno.

Enrico VI: per prima volta abbiamo dopo tempo quasi tutta la penisola nelle mani di una sola
persona. Ma 1197 muore Enrico e Costanza muore 1198.

Unico figlio sarà Federico, nato nel 1194: Costanza si sta spostando da nord al regno di Sicilia
(parto avviene in una tenda davanti a chiesa sotto piazza principale di Iesi: si volevano testimoni
del fatto che figlio fosse nato da lei). Ma quando Enrico muore, Federico ha solo 3 anni. 1198
muore Costanza: lui ha 4 anni.
• Costanza (avversa a tedeschi, ultimi esponente Altavilla e vuole salvezza regno di
Sicilia, quindi pensa a garantire al figlio il regno di Sicilia) dà tutela di Federico a:
− Papa Innocenzo III: ha perso domini in Italia centrale e comprende che deve
sganciare le due potenze dell’Italia del nord e sud e assume tutela di Federico II,
garantendogli in maggiore età il regno di Sicilia; ma come imperatore (e quindi re
d’Italia) punta su Ottone IV, figlio di Enrico il Giovane (famiglia avversaria a Svevi).
Mette quindi questi 2 contenitori in mano a 2 persone diverse: a Ottone IV di Prussia
fa promettere che non reclamerà mai potere su Italia meridionale (che non fa parte
dell’impero, ottenuto con armi da Enrico VI).
• Ottone IV pensa ad affermarsi in Germania dove opera Filippo di Svevia (fratello Enrico
VI), che non riconosce autorità di Ottone -≥ conflitto intestino: una parte Germania
(meridionale) non riconosce autorità di Ottone.
• Innocenzo III approfitta per recuperare aree Italia centrale finite in mani uomini Enrico VI
(uomini e cavalieri tedeschi messi lì da imperatore) con le armi. Successo
• Innocenzo tutela Federico
• In Italia meridionale si apre lotta politica: alfieri tedeschi organizzano spedizioni:
Guglielmo riesce a entrare a Palermo in palazzo reale e mette mani su Federico (10
anni), che rivendica sua regalità come figlio dell’imperatore morto.
• 1208 compie 14 anni: età giuridicamente valida per assumere una corona. Viene
incoronato re di Sicilia: vuole recuperare antichi possedimenti della famiglia (regno
d'Italia, di Germania, la corona imperiale). Ma Innocenzo III vuole tenere separate nord
e sud.
• Ma muore Filippo di Svevia e viene meno lo scontro in Germania: Ottone IV prende
potere e si interessa a Italia padana poi regno di Sicilia, che dice che fa parte d’impero.
• Ottone si rivela pericoloso: allora Innocenzo appoggia le mire di Federico II su regno di
Germania: ma gli fa promettere che una volta ottenuta Germania e impero,
abbandonerà Sicilia e si disinteresserà di questioni italiane (soprattutto meridionali).
• 1212 eletto re di Germania, ma fittizio, ancor potere in mano Ottone.
• 1214 battaglia di Bouvines: scontro francesi e inglesi: Filippo II Augusto sconfigge
Giovanni Senzaterra e recupera controllo di regno di Francia. Ma sul campo di battaglia
esercito inglese costituito da uomini tedeschi di Ottone IV
Sconfitta di Bouvines pesa per Ottone IV
• Ottone IV perde sostenitori e principi ecclesiastici che si schierano con Federico II.
Ottone, isolato, prima di morire manda insegne imperiali a Federico.
• Grazie a Battaglia di Bouvines Federico consolida sua presenza in Germania.
• Federico riconosciuto come re dei romani anche da Innocenzo III. Pensa di mantenere
sua promessa con Innocenzo affidando regno di Sicilia a suo figlio Enrico VII.
• Innocenzo III muore 1216: scompare con sua morte l’ostacolo: promesse lui le aveva
fatte a Innocenzo III (promessa non si fa a istituzione ma a persona: elemento tipico
della mentalità medievale)

SCONTRO CON I COMUNI


Successore di Innocenzo III, Onorio III incorona nel 1220 Federico II come imperatore
(consacrazione del pontefice). Federico si organizza. Problema: Italia settentrionale.

• 1226 a Cremona convoca una dieta: rivendica poteri imperiali, le regalie, i diritti regi.
Pretende di imporre suoi uomini a comando delle città dell’Italia settentrionale.
• Ma città rifiutano potere imperiale e fondano una II lega cittadina nel 1226/27: città +
importanti dell'Italia padana (Milano, Brescia) VS imperatore
• Scontro militare: 1236-7 eserciti imperiali vincono spesso (es: a Cortenuova 1237)
• Federico convinto di aver chiuso unione: ha dimorato di avere forza militare maggiore a
chiunque altro
• Rivendica regalie (diritti regi) e immagina struttura piramidale per il governo dell’Italia
settentrionale: al vertice il regno d’Italia (settentrionale), affidato a viceré Enzo (figlio, re
di Sardegna (sposò nobile sarda)); regno diviso in 9 Vicariati generali provinciali,
ciascuno governato da vicario scelto da governatore. Per città + importanti nominati
ufficiali imperiali (capitani o podestà mandati direttamente da imperatore)
• 1231: costituzioni di Melfi (corpo normativo di leggi volute da Federico II come re di
Sicilia): riorganizzazione del regno che viene suddiviso in giustizierati (province), al
vertice di ciascuno giustiziere (uomo fidato). In esse anche tutele alle donne.

Ma l’Italia comunale non ci sta: città continuano a ribellarsi, con appoggio papa (Perché
Federico, nonostante le promesse, controlla nord e sud).

Scomparso il figlio maggiore, allora Corrado IV (figlio legittimo) fatto eleggere re di Germania
(titolo imperiale è elettivo, ma Federico convoca principi tedeschi chiamandoli a elezioni, ma
loro non possono eleggere altro che Corrado -≥ quindi di fatto si passa da impero elettivo a
dinastica). Ma potere continua ad essere nelle mani di Federico, che opera in confini pontefici
senza accordo con papa. Parte crociata accordandosi con sultano per tenere libero transito di
pellegrini cristiani che vogliono visitare Gerusalemme

SCONTRO MILITARE

• 1245: Innocenzo IV (papa) convoca concilio a Lione con accuse di eresie contro
Federico II, che viene deposto e scomunicato nel 1245.
• Consenso imperatore cade.
• 1247 imperatore assedia Parma, fedele a imperatore, ma qui c’erano i rossi ghibellini
imparentati coi genovesi. Si convince che Parma sta per passare agli avversari, allora la
assedia (47-48): fa costruire una città provvisoria (per gestire l’assedio), di legno a
ridosso di Parma, chiamata Vittoria. Mentre lui è in battuta di caccia fuori Vittoria, un
gruppo di parmensi dà fuoco a Vittoria. Sconfitta di Vittoria 1247-48.
• Altre sconfitte: 1 maggio 1249 sconfitta a Fossalta (modenesi alleati con Federico VS
bolognesi. A Modena a capo esercito c’è Enzo). Battaglia prende brutta piega per
imperiali, che quindi si ritirano verso Modena, mentre Enzo cerca di rallentare attacco
bolognese, ma fatto prigioniero e portato a Bologna (dove muore 1272)

Sconfitte impressionanti in ultimi anni di vita di Federico dimostrano incapacità impero di porsi
con la forza su città Italia padana. Morte Federico II: impero entra in crisi, non avrà + forza di
operare in Italia. Post 1250 imperatore incoronato solo nel 1312 (Enrico VII di Lussemburgo) -≥
per 70 anni crisi impero, di cui approfitteranno città italiane per consolidare loro autonomia.
Dipendenza da un impero diventa solo teorico.

Fenomeno comunale ha ora trovato sua consacrazione Grazie a questo II scontro con impero.

NB: Federico II: re di Germania 14-15 (dopo Bouvines), ma incoronato imperatore solo nel 1220
(da papa Onorio III)

2/12

MANFREDI E CARLO D’ANGIÒ

• NB: Regno di Germania da forza potere centrale si indebolisce; regno di Francia al


contrario. Difficile percorso di accentramento in Germania, quando avviato, re di
Germania scende in Italia e si indebolisce (sempre così)

Le difficoltà arrivano in Italia: non si fida di collaboratori stretti in Italia; in fase finale di Federico
II, incarceramento Pier de le Vigne (cancelliere di Federico II): accusato di alto tradimento e
incarcerato. Segno che potere si sta sgretolando. Fede muore 1250, in un momento di grave
difficoltà e sconfitta

EREDITÀ DI FEDERICO II

• Regno di GERMANIA: (imperatore) figlio Corrado IV, no problemi, già eletto a 14 anni.
Ora deve preoccuparsi di scendere in Italia per essere eletto re d'Italia e accordarsi con
papa per essere eletto imperatore.
• Re d’ITALIA: problema, quando Federico muore ha problemi con papato, che lo
proclamò l’anticristo, quindi sua discendenza vista male.
• Corrado scende in Italia per assicurarsi eredità Italia meridionale (lui unico erede e
titolare di eredità di Fede II).
• In Sicilia ora sta operando un vicario, figlio illegittimo di Federico, Manfredi, che si
prepara a scontrarsi con Corrado per il suo dominio: ma è evidente differenza di forza,
Manfredi fa passo indietro. Per 4 anni, quindi, diventa re di Sicilia Corrado IV, che però
non ottiene titolo imperiale (non ha forza sufficiente)

Corrado muore 1254: problema: ha solo 1 figlio maschio piccolo, Corradino, non ancora stato
eletto re dei romani. Si aprono lotte per il potere e Corradino non ha forza per imporsi. Madre si
sposa con un conte di Turinge (con feudo tra Friuli e Austria), decidono di tenere in disparte
Corradino per proteggerlo.

Con morte Corrado IV, Germania esce da controllo degli Svevi (che perdono controllo su
Germania): GRANDE INTERREGNO, periodo tra morte re ed elezione di un re successivo (di
fatto ce ne sono 2 ora, ma nessuno in grado di governare Germania, eletti da tedeschi)

• Con morte Corrado 1254, Manfredi prende controllo su Italia Meridionale: si fa


incoronare re di Sicilia (contro volontà papa, che cerca di far invadere luogo da guelfi)
MANFREDI: diventa punto di riferimento delle forze ghibelline (che sempre avevano cercato
protezione imperatore contro papa) in Italia. Figlio imperatore che mostra di preoccuparsi della
sorte dei comuni, non per ideologia (Manfredi non aspirerà mai a corona imperiale), ma capisce
che per sconfiggere papa su Italia meridionale deve avere sostegno da nord Italia. Li sostiene
inviando uomini militari e denaro, grazie a cui ghibellini in molti comuni itliani del nord riescono
ad avere sopravvento (soprattutto a Firenze)

- NB: quindi scontro non è Imperatore VS città italiane: alcune città stanno con lui

Grande scontro in mondo toscano tra ghibellini/senesi VS guelfi/fiorentini: 1260 battaglia di


Montaperti, sconfitti i guelfi/fiorentini, costretti ad abbandonare Firenze.

− Quando Ghibellini toscani vogliono distruggere Firenze (centro Guelfi), sarà Farinata
degli Uberti (capo ghibellini fiorentini) a non far distruggere la città, ma a farla
semplicemente passare nel campo ghibellino
− A Montaperti c’è anche il comandante in campo che è un barone di Manfredi inviato lì
per combattere

Manfredi con ghibellini prende il sopravvento: minaccia ancora + grande per il papato. Papi
cominciano a cercare principe esterno a penisola italiana che sia in grado di introdurre forza e
denaro per sconfiggere Manfredi:

• Carlo d’Angiò (fratello di Luigi IX, Francia. Ha ottenuto Angiò, poi sposò duchessa di
Provenza e diventa conte di Provenza): ma dice di no al papa Clemente IV, che si rivolge
a Riccardo di Cornovaglia (principe inglese), che rifiuta.
• Carlo d’Angiò alla fine accetta la proposta e raccoglie un’armata (con cavalieri ≥
francesi e provenzali).
• Suo esercito evita aree controllate da ghibellini e compie lungo percorso. Sbarca a
Roma con moglie, dove esercito (ingrandito da guelfi raccolti durante percorso) e re si
incontrano (Natale 1265). Varca confine regno di Sicilia
• 1266 battaglia di Benevento: Manfredi viene ucciso
• Carlo d'Angiò si impossessa del regno di Sicilia e condanna a morte collaboratori della
corte di Manfredi. Ma inizialmente Carlo mantiene lo stato della situazione, non
interviene su amministrazione, controllo feudi e baroni di Manfredi
• Si cerca di convincere Corradino (ora 14 anni, pronto ad assumere ruolo politico di
erede, nipote legittimo di Federico II) a subentrare: organizza esercito e scende in Italia,
e forze ghibelline si cristallizzano intorno a lui, creando esercito e tenta di entrare nel
regno dall’Abruzzo. Carlo lo raggiunge con suo esercito: si fronteggiano per 1 settimana
• Battaglia di Tagliacozzo 1268: Corradino sconfitto, si sgancia da battaglia, sale su
barca perché al largo flotta pisana (città ghibellina che aveva accompagnato sua
discesa a Napoli) ma preso prigioniero e consegnato a Carlo d’Angiò, che fa imbastire
processo di alto tradimento contro di lui (considerato quindi come se fosse suddito del
regno di Sicilia): condannato a morte e decapitato a Napoli
• Si spegne così la dinastia sveva

Quindi Italia meridionale ora in mani Carlo d’Angiò. Ma prima e dopo Tagliacozzo diversi baroni
si sono ribellati in Calabria e Abruzzo: pensando (con l’arrivo di Corradino) di sostenere il
ritorno della dinastia Hohenstaufen. Carlo elimina molti feudatari, a cui sequestra feudi,
consegnati a cavalieri francesi (che combatterono con lui). In sedi vescovili inseriti elementi
francesi.

• Francesizzazione delle strutture del regno


• Aumento fiscalità: Carlo ha bisogno di denaro (guerra dispendiosa) anche per rimettere
in moto amministrazione del regno: aumenta/inserisce nuove tasse.
• Sicilia: trasferisce capitale da Palermo a Napoli, + centrale e migliore per controllare
confini settentrionali (+ pericolosi)

Questi provvedimenti creano problemi dappertutto:

• Rivolta del Vespro, 1282: città di Palermo si ribella contro francesi. Ribelli eliminano
parti francesi e prendono controllo città. Rivolta si estende a tutta l’isola e a sostegno
dei ribelli interviene re d’Aragona, Pietro III
- È tutto preparato: Carlo d’Angiò conquista Italia meridionale, ma suo obiettivo finale
non è quello: è trampolino per conquista Oriente.
- 1204 IV crociata: concorda con Venezia per avere passaggio per conquistare Zara:
conquista così impero bizantino, travolto da crociata, imperatore fugge in parte
asiatica impero e parte europea impero bizantino finisce in mano veneziana,
cavalieri francesi e italiani (si sfalda). Anni ‘60 dall’Anatolia la dinastia bizantina
riconquista Grecia, ma ormai dimostrata debolezza bizantina.
- Quindi Carlo d'Angiò vuole riconquistare impero bizantino. Prepara grande flotta, fa
rassegna militare in province per sapere quanti militari ogni feudatario può dare
all'esercito regio
- Ma Aragona sta subendo questo eccessivo protagonismo degli Angioini, anche a
livello commerciale. Carlo d'Angiò come conte di Provenza ha controllo su
Marsiglia (grande centro del commercio mediterraneo); Aragonesi controllano porto
di Barcellona (altro terminale importante). Quindi progetto di Carlo del controllo sul
mediterraneo, avrebbe cacciato da commercio i Barcellonesi, ecco perché
aragonesi hanno interessi economici, ma anche interessi dinastici, perché Pietro III
d'Aragona ha sposato Costanza, figlia di Manfredi (legame quindi familiare e diritto
dinastico). Quindi, Pietro III interviene
- Ma Pietro III per non destare sospetti aveva fatto sapere che avrebbe preparato
Crociata. E quando Palermitani si ribellano interviene a loro favore.
- Aragonesi sbarcano nell’isola, Angioini tentano resistenza a Messina, ma presa
Messina. 1282 Angioini perdono controllo Sicilia, ma no episodio isolato (aragonesi
non si fermano allo stretto, vogliono riconquistare regno di Sicilia intero). Si apre
scontro armato e risalita aragonesi verso nord, arrivando fino a Salerno.
• -≥ Guerra del Vespro, 1282/3-1302
• Pace di Caltabellotta, 1302: 1° tregua che porrà fine agli scontri. Angioni non riescono
quindi nemmeno a riconquistare mondo orientale.
• Si creeranno 2 regi: Regno di Sicilia dell’isola di Sicilia controllato da Aragonesi e regno
di Sicilia dell’Italia continentale (detto Regno di Napoli) agli Angioini. Nel 400, con
estinzione Angioni, aragonesi di Sicilia rimetteranno mani su parte continentale del
regno e si ricostituirà l’unità del regno di Sicilia, da parte di Alfonso I di Aragona.
- In cartina scritto Regno di Trinacria, perché pace di Caltabellotta stabilisce che
Sicilia rimanga indipendente sotto figlio cadetto della dinastia d’Aragona (non
quindi governato da Giacomo, figlio di Pietro d’Aragona), Federico III di Sicilia. Alla
sua morte Sicilia sarebbe dovuta tornare ad Angioini, ma Federico lascia regno a
figlio e si riapre scontro. Ma Alfonso d’Aragona risale con l’esercito e nel 1440
riconquista Napoli.
- Ma papa dice che non può, è il papa a dover dare titolo di imperatore, allora Alfonso
chiama Lorenzo Valla per dimostrare che il documento di Costantino (su cui si
basava papa) è falso. Lorenzo lo dimostra.

1300: stato chiesa: papa ad Avignone, papato perde terreno + frammentazione Italia
settentrionale: molti comuni tra 200-300 finiscono in mano signorie. Finisce partecipazione al
controllo del potere tipico delle città comunali e per porre fine a lotte tra fazioni si impongono
poteri signorili: personaggio chiamato in città o impostosi con la forza per risolvere scontri, se
riesce a passare il potere al figlio alla sua morte, allora siamo in una signoria

CRISI DELL’IMPERO: IL DECLINO DELL’IMPERO

GRANDE INTERREGNO

Cosa succede nell’impero post morte Federico II? guarda cartina slide

• 1245 concilio di Lione: Innocenzo IV scomunica e depone Federico II, nonostante lui
mantenga il potere, ma molte rivolte e sconfitte lo indeboliscono
• In Germania avversari di Federico eleggono un anti-re un principe territoriale, che non
riuscirà a dare fastidio a Corrado IV, figlio di Federico e in quel momento re di Germania:
▪ 1246 Enrico raspe langravio di Turingia anti-re
▪ 1247 (morto Enrico di Turingia) elezione dell’anti-re Guglielmo d’Olanda
▪ 1254-56 Guglielmo poi riconfermato re dei Romani/dei Germani anche post morte
Corrado IV
• 1250 morte di Federico II

COLLEGIO DEI PRINCIPI ELETTORI

• Morto Guglielmo d’Olanda (1256), 1257 il collegio dei principi elettori (7) viene
convocato per eleggere successore, ma si divide (4/4) tra i candidati: principe inglese
cadetto Riccardo di Cornovaglia (senza basi in Germania) e Alfonso X re di Castiglia.
Ciò avviene perché prima si riuniscono in 4 ed eleggono Riccardo; giorni dopo gli altri 3
rimasti fuori si riuniscono + re di Boemia (che vota entrambi).
• Grande interregno: nessuno in grado di operare in area tedesca, nessun potere
centrale
− NB: il ristretto gruppo di 7 elettori emerge post morte Guglielmo (1256): 3 elettori
ecclesiastici (Arcivescovi di Magonza, Treviri, Colonia); 4 laici (Re di Boemia, Conte
palatino di Renania, Duca di Sassonia, Margravio di Brandeburgo)
− I principi elettori non vogliono potere centrale forte: hanno eletto 2 principi lontani
non in grado di intervenire in questione tedesca.
− Ciò crea caos: guerreggiano tra loro per questioni ereditarie, di confini, etc.
• Si esce da ciò con compromesso: eletto Rodolfo d’Asburgo (1273-1291): conte
Asburgo, principe debole ma tedesco, ma non avrà mai forza per imporre forza su
autonomia dei singoli principi. Sa che deve avere base territoriale, quindi abbandona
Italia e crea base territoriale sua famiglia. Quando si estingue dinastia feudale ed
eliminati feudi area austriaca, essi tornano in mano corona e nomina sua figlio Alberto
duca d’Austria. Asburgo mettono mani su Austria e cominciano a diventare potenti.

4/12

RODOLFO D’ASBURGO (1273-91)

• FINE DEL GRANDE INTERREGNO

Non principe forte. Governa Germania fino 1291. Grade intelligenza politica: capisce che non
deve distrarsi in politiche esterne da mondo tedesco e che ha bisogno di base territoriale + forte
per avere basi militari ed economiche. Dissoluzione patrimoni pubblico in Germania in questo
periodo: in Germania 2 demani pubblici: 1) Castelli di Germania; 2) Castelli e terre che
appartengono a imperatore, a demanio pubblico. Ora principi territoriali si sono appropriati di
tutto e ora serve base forte a Rodolfo.

• Si disinteressa dell’Italia: restituisce territori italiani al papa, tramite accordo: si cedono


formalmente assieme a diritto pubblico (su area romagnola)
• Ristabilisce ordine amministrativo e pace in Germania
• Crea base territoriale compatta per sua famiglia: ducati di Austria, Stiria, Carinzia. Si è
estinta famiglia che governa questi territori, dunque rientrano nel demanio regio.
Rodolfo avrebbe potuto gestirlo direttamente mandando ufficiali, ma li cede al figlio.

Ma anche fallimenti:

• Tentativo di assicurare la successione dinastica (anche per indebolire la forza dei


principi, cui potere era di eleggere re). Ma: non ottiene consenso del papa + ostilità
principi + non riesce a imporre nei principati di Sassonia e Baviera (quasi indipendenti) il
suo potere in modo stabile.

Ma forza raggiunta evidente a sua morte, 1291: principi si riuniscono per eleggere successore.
Lui avrebbe sperato il figlio Alberto, con potenza territoriale che può minacciare altri principi
(ha già base di partenza per accentrare potere). Allora principi scelgono un principe debole:

ADOLFO DI NASSAU (1292-98):


• Indubbie capacità militari, ma privo di un’adeguata base territoriale. Anche lui avrebbe
voluto fare ciò fatto da Rodolfo, ma non ha occasione di un feudo grosso che
improvvisamente diventa disponibile.
• Si disinteressa dell’Italia, assorbito da vicende tedesche

Comincia a combattere per impadronirsi con la forza di principati per avere forza consistente,
ma ciò lo indebolisce. Diventa un principe di caos e continua guerra intestina.

• Si scontra anche con Bonifacio VIII, che gli rimprovera di essersi alleato con il principe
di Inghilterra Edoardo contro Filippo IV re di Francia (nemico di Bonifacio, ma prende la
palla al balzo, mostrandosi come colui che vuole la pace). Adolfo combatte per principe
di Inghilterra, e papa si presenta come difensore della Francia.

Re di Germania ha bisogno di papa per essere incoronato imperatore; Bonifacio lo promette


sempre, ma ogni volta rimprovera il candidato di turno. I principi tedeschi non ne possono + di
Adolfo (scontri porta lui), quindi si rivolgono a:

ALBERTO D’ASBURGO (1298-1308): governa un territorio compatto, 3 ducati che compongono


l’Austria. Eletto re, Alberto porta armi contro suo rivale:

• Battaglia 1298 in Germania: Adolfo sconfitto e ucciso a Gollheim. Principi eleggono


(confermano) Alberto d’Asburgo unanimi (figlio di Rodolfo) come re di Germania
• Alberto cerca contatto con papa per essere riconosciuto ed incoronato
• Prima papa aveva rimproverato Adolfo (per non incoronarlo) dicendo che creava troppo
caos e combatteva troppo; ora rimprovera Alberto per avere ucciso suo predecessore,
ma continua a promettere incoronazione imperiale (papa non può farsi nemici: Francia
e Filippo il Bello sono suoi nemici e deve tenersi paesi alleati)
− Quindi scontro con Bonifacio VIII (illegalità del processo elettorale, ribellione e
uccisione del suo signore, il Papa rivendica il potere imperiale)
− NB: Alberto non riuscirà mai ad avere incoronazione imperiale
• 1303: Alberto per ottenere riconoscimento papale fa dichiarazione e pubblica la
promisio di Norimberga: accoglie tutte le richieste del papa in cambio della promessa
dell'incoronazione imperiale (netta affermazione della supremazia del potere spirituale
del papa). Ma Bonifacio muore 1303.
• 1308 Alberto ucciso dal nipote Giovanni di Svevia

ENRICO VII DI LUSSEMBURGO (1308-13)

Riuscirà ad avere incoronazione imperiale. I 7 principi elettori eleggono nuovo re di Germania:

• 3 pretendenti: Carlo di Valois (fratello di Filippo IV il Bello. Vuole allargare egemonia


francese verso Germania), Federico il Bello d’Asburgo (figlio di Alberto d’Asburgo.
Famiglia forte: problema per autonomia degli altri principi, che non lo vogliono), Enrico
di Lussemburgo (debole, fratello è nel concilio dei principi elettori)
• Eletto Enrico: scende in Italia e viene incoronato imperatore. Dopo elezione a re di
Germania, manda lettera agli altri re e papa e dice: come tutte le schiere celesti servono
un solo Dio, così tutti gli uomini, ordinati in province e regni, devono essere sottoposti
ad un solo monarca (la + convinta affermazione del potere universale dell’imperatore)
• Scende in Italia (≠ da altri 3 che si disinteressano della questione italiana): pensa che se
lui ottiene Italia, con quelle forze riesce a riottenere potere centrale in Germania.
In Italia si presenta come padre di tutti e come portatore della pace dopo scontri tra
guelfi/ghibellini, che combattono ora per l'affermazione del potere in sede locale (non +
differenza tra la fazione che combatte per papa e quella per imperatore)

Ghibellini però si schierano da parte figura che reclama il titolo imperiale (cioè Enrico) e Guelfi
non sono convinti. Enrico arriva a Milano e si fa incoronare re d’Italia (a Milano ora Visconti,
ghibellini; i Della Torre, guelfi, cacciati). Impone a Visconti di far rientrare i Della Torre: vuole
pace. Visconti accettano.

• Scontro guelfi-ghibellini: uscito a caccia Enrico, i Visconti approfittano e massacrano i


guelfi (Della Torre). Enrico viene informato da messaggero, ma non viene fatto rientrare.
Finiscono il massacro e poi riaprono le porte all'importatore. Ma ormai guelfi non si
fideranno + di Enrico; ma lui non può + punire ghibellini perché sa che non ha + dialogo
con guelfi. Quindi da imparziale, diventa il capo dei ghibellini.
• Avversari: Clemente V (rinuncia a farlo incoronare imperatore con sua approvazione),
Filippo il Bello, Roberto d’Angiò (re di Napoli, si oppone a sua discesa verso sud. Poi
istituito processo presso corte imperiale contro di lui: Roberto d’Angiò dichiarato
traditore e condannato a morte in contumacia. Perché era feudo dell'impero).
• Enrico assedia Firenze poi va a Roma con esercito
• 1312 Roma: incoronato imperatore da cardinali di famiglia ghibellina in San Giovanni in
Lalterano (controllato dai Colonna, ghibellini) (non da papa e non in San Pietro)
• Risale verso Firenze per pregare esercito per avventarsi contro Angioini per regno di
Sicilia. Organizza spedizione; ma morte prematura per malaria a Siena, 1313

Fallimento sua politica

LUDOVICO IL BAVARO (1314-46)

Eletto 1314; duca di Baviera. Suo regno caratterizzato da scontro con papato di Avignone.

− 1303 muore Bonifacio VIII; 1305 eletto papa francese che si stabilisce ad Avignone,
1309 (fino 1377 sede pontificia in Francia meridionale)
− Questo spostamento crea problemi
− Rimane aperto contenzioso con impero: papato oppostosi a Enrico di Lussemburgo

NB: Germania: indebolimento regio e imperatore; dall’altra parte impero tedesco non vuole +
che proprio governatore dipenda da papato

• Scontro dialettico/di propaganda con papa Giovanni XXII (attuale papa d’Avignone):
1) 24 maggio 1324 appello. Sachsenhausen:
▪ Denuncia papa di essere nemico pace: con sua sete di potere temporale fa
cadere cristianità nelle guerre intestine; se si facesse affari suoi, imperatore
garantirebbe pace
▪ Insignificante la pretesa papale di confermare elezione imperiale
▪ In caso di contestazione (non concordanza nella scelta dei principi elettori
durante elezione re/imperatore) necessario il responso delle armi: scontro
armato (mentalità medievale: volontà divina interverrà facendo vincere la parte
che deve regnare). Se principi non concordi, dunque non deve intervenire papa
(come papa pretendeva)
− Si cerca di escludere papa da questioni tedesche
▪ Papa diceva: quando non c’è imperatore, potere imperiale spetta al papa,
perché non incorona nessuno, quindi potere rimane nelle mani del superiore
dell'imperatore.
− Questo significa però che papa sarebbe intervenuto in Italia in aree che non
sono pontificie.
− Con questo appello però, Vacante l’impero, la Reggenza spetta al conte
Palatino (uno dei principi elettori) e non al papa
▪ Appello al concilio generale: la cristianità è governata da papa che tradisce suoi
dogmi, portando divisione e guerra, è il diavolo, eretico. Deve essere deposto.

Questo documento viene fatto da imperatore che alcuni mesi dopo promulga una legge in cui ci
sono le stesse parole dei principi tedeschi (dunque non posizione isolata, ma accolta da
mondo tedesco e imperatore)

2) Allora Giovanni XXII scomunica imperatore con l’accusa di aver sostenuto i


fraticelli (branche francescani che si richiamano a povertà originaria della chiesa) e
gli eretici Visconti di Milano (rappresentanti dell’anticristo sulla terra)
- Francescani fanno 3 voti: castità, povertà e obbedienza. Francescani 2 parti:
molti sostengono che chiesa debba essere povera (problema tra papato e
mondo francescano).
- In questo problema intervengono nemici del papa che si schierano a favore dei
fraticelli e accusano chiesa di essere troppo ricca

• 1328 incoronazione imperiale a Roma in S. Giovanni Laterano da parte dei


rappresentanti del popolo romano (tra cui Sciarra Colonna)
• Papa proclama crociata contro l'imperatore; chi combatterà con lui otterrà indulgenza
• A Roma imperatore commette errore: depone il papa post scomunica e fa eleggere
papa antipapa (Nicolò V) da un’assemblea di laici convocata da imperatore.

Scontro per tutto medioevo tra le 2 istituzioni, perché tendono ad attrarsi, mentre ora si
allontanano

KURVEREIN VON RHENSE


• 16 luglio 1338, 6 principi elettori (assente Giovanni di Boemia) dichiarano: chi viene
eletto dai principi elettori Re dei Romani non ha bisogno della nomina,
approvazione, conferma o consenso della sede apostolica per amministrare i beni
ed esercitare i diritti dell’Impero o per assumere il titolo regio (stessa cosa detta con
l’appello del 1324) -≥ troncato legame che c’era tra titolo imperiale e papato

Ma al papa rimase riservata l'incoronazione imperiale da cui dipende diritto di portare titolo di
imperatore.

• 1338 Licet iuris: costituzione imperiale che fa propria la dichiarazione di Rhense: il


potere imperiale deriva direttamente da Dio (mentre quello del papa dipende dal
Concilio)

CARLO IV DI BOEMIA (1346-1378)

• 1346 5 principi elettori depongono Ludovico (troppe ribellioni) ed eleggono Carlo di


Boemia (nipote di Enrico VII di Lussemburgo)
• Si fa riconfermare re di Germania alla morte di Ludovico (1349) e scende in Italia per
farsi incoronare in accordo col Papa
• Grande programma di sviluppo per la Boemia:
− Elevazione di Praga ad arcivescovato e sua trasformazione in grande capitale
europea (università 1346, sviluppo artistico e culturale)
− Accrescimento dei beni controllati dalla famiglia
• Scarso interesse per Germania e Italia
• Massimiliano d’Asburgo: dice che Carlo è stato come una peste, perché si concentrò
solo su Boemia.

Quindi Ormai impero diventa solo regno di Germania, che ormai il re non guarda + (ma si
preoccupa solo di territori della sua famiglia)

10 gennaio 1356: BOLLA D’ORO (legge impero che per 1° volta prende atto del caos in cui
avvengono elezioni del re di Germania e si pongono quindi norme)

• 30 articoli per fissare norme trasmissione dignità imperiale:


▪ Elezione a maggioranza
▪ 7 principi elettori (3 ecclesiastici e 4 laici): lo erano già, ma solo per tradizione non
per norma
▪ Territorio e titolo degli elettori non possono essere smembrati e passano al
primogenito (gli altri principati si smembravano a ogni generazione per dividerli tra
figli maschi). In caso di estinzione, l’imperatore designa un nuovo elettore;
Non così per la Boemia: se si estingue, il popolo Boemo si riunisce in assemblea e
sceglie il nuovo re (da qui si vede sua predilezione per Boemia)
▪ Aquisgrana luogo esclusivo dell’incoronazione
▪ Fusione regno e impero: elettori re sono elettori imperatore (non serve +
incoronazione papa, re è automaticamente anche imperatore)
▪ Obbligo per figli elettori di studiare (oltre latino e tedesco) anche italiano e ceco
(lingua di Praga e Boemia)
• Solo XVI Bolla d’oro riconosciuta come legge fondamentale dell’Impero.
In quel momento disconosciuta da tutti tranne da Boemia
• Regno di Germania definito ora Imperium/Regnum Teutonicum (fusione regno e
impero)
• Con successori Carlo IV identificazione perfetta dell’impero con la Germania

Importante tra i successori di Carlo IV è Sigismondo di Lussemburgo, che recupera ruolo


universale con la convocazione del concilio di Costanza (1414-18) che supererà scisma 1417

• 1409: per 1° volta in documento ufficiale compare titolazione Sacro impero dei romani
della nazione germanica (Sacro romano impero con Barbarossa, dopo Carlo Magno)
• 400: con termine Impero si indica ormai solo l’area tedesca

• Dal 1438 imperatore è Alberto II d'Asburgo. Asburgica fino a campagne napoleoniche.


Ma governano solo di fatto, perché governano solo il territorio della propria famiglia, per
il resto sono principes Inter pares con gli altri principi.
• 1806 Francesco II d’Asburgo rinuncia al titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero
per assumere quello di Imperatore d’Austria.

LA TEOCRAZIA PAPALE

▪ Fin ora scisma: tra papa eletto da Pierleoni e Frangipane.


▪ Papa vuole imporsi sia sopra gerarchia ecclesiastica sia a capo del potere
imperiale. Ma finisce di essere preda delle forze locali
▪ Con Gregorio VII papato ottiene consapevolezza della sua potenza, come
riferimento politico e religioso della cristianità.
▪ Si apre percorso che attraverso altri pontefici arriva fino a Bonifacio che dirà che a
papa spettano tutti i poteri

TEOCRAZIA: sistema di governo che attribuisce l'esercizio dell’autorità temporale alla


gerarchia ecclesiastica, con preminenza su ogni altra forma di potere. Si sviluppa in secolo tra
Innocenzo III e Bonifacio VIII

Dopo Gregorio VII, fondamentale è INNOCENZO III (1198-1216)

• 1° pontefice a definire il papa come vicario di Cristo sulla terra e successore di San
Pietro. Potere papa deriva direttamente da Dio.
• Argomentazione a sostegno: siccome chiesa è responsabile della salvezza delle anime
di tutti, è il papa a dover governare tutta la cristianità
• Diventa papa dopo morte Enrico VI di Svevia (crisi in area tedesca: si apre conflitto tra
sostenitori casa di Svevia e di Baviera), impero vacante: Federico II (figlio erede) non
può assumere potere, la madre lo affida a Innocenzo III (che approfitta della situazione
a vantaggio della chiesa), che gli garantirà potere su regno di Sicilia, ma appoggia in
impero Ottone di Brunswick (figlio di Enrico il Leone. Duca di Baviera e Sassonia). In
Germania fratello imperatore defunto, Filippo di Svevia cerca di reclamare delle parti.

INNOCENZO III:

• Consacra Ottone 1209, dopo che promise di non reclamare Italia;


• Innocenzo III così riesce a riprendere controllo di Lazio, Spoleto, Marche, Toscana
meridionale. Per questo considerato fondatore dello Stato pontificio
• 1212 Federico II re di Germania (1208 re di Sicilia, perché instaura rapporti con Italia del
nord per poi prendersi Sicilia; Innocenzo capito di non poterlo ostacolare, lo appoggia)
• 1215 Innocenzo III convoca IV concilio ecumenico lateranense a Roma

1215 IV CONCILIO LATERANENSE, in cui:

• Disposizioni contro eretici (catari (Francia meridionale) e valdesi)


• Ribadito il primato papale sulle altre sedi patriarcali e al vertice della gerarchia
ecclesiastica
• Uniformate le regole degli ordini religiosi sull’esempio dei Cistercensi (e divieto di nuove
regole)
• Decisioni relative agli ebrei (loro concesso di esercitare l’usura, con moderazione)

5/12

Papa Innocenzo III (1198 - 1216): appoggia Federico II

Dopo la sua morte, nel 1220 Onorio III incorona Federico II imperatore, il rapporto con questo
papa è pacifico. Con il papa successivo il rapporto si guasta. Quando Federico II si scontra con
comuni, papi si schierano con comuni (per paura potere imperatore su Italia) Torniamo ad
avere papi importanti alla fine del secolo:

Niccolò III (1277 - 1280) (aka Giangaetano Orsini, viene da grande famiglia romana): criticato
da Dante con l'accusa di nepotismo e di preoccuparsi solo degli interessi della propria famiglia
(in realtà, i papi nel medioevo avevano bisogno di una cerchia di persone fedeli in posizioni
importanti, e i familiari a cui affidavano le cariche erano comunque persone preparate;
comunque era una pratica condivisa da più papi). Inoltre, lui favorisce sua famiglia perché sa
che può contare su essa nel momento del bisogno;

• 1278 amplia i territori pontifici, ottenendo da Rodolfo d'Asburgo la restituzione della


Romagna e Bologna (fino 1859 questi i confini);
• Fa ricostruire il Laterano e la Scala Santa + fa sistemare il colle Vaticano con la
costruzione di un palazzo a ridosso della chiesa di San Pietro; costruisce camminamento
di Castel Sant’Angelo (per creare luogo di protezione per papa)
• Vieta a stranieri di ricoprire cariche civili a Roma, per limitare il potere di Carlo d'Angiò,
che era diventato re di Sicilia (perché vuole il Medio Oriente per costruire impero
mediterraneo) e poi senatore di Roma e i cui uomini stavano ottenendo cariche
importanti in diversi comuni guelfi, perché lui diventa punto di riferimento dei guelfi
dell’Italia settentrionale (e tutta l’Italia comunale finisce nelle mani dei guelfi grazie
anche a suo aiuto economico)
- Papato dunque sta perdendo controllo. Niccolò capisce e cerca di porre proprio
dominio e rendersi indipendente e quindi emana ciò
- Dunque, scaduto mandato di Carlo d’Angiò, non si possono + ricoprire cariche

Morto Niccolò III, eletto papa:

Niccolò IV (1288 - 1292): Girolamo Masci, ex generale dei francescani, cardinale vescovo di
Palestrina; non venendo da grande famiglia romana si appoggia ai Colonna (avversari
predecessore), donandogli i beni delle altre famiglie ricche decadenti.

• Alla sua morte, si apre un lungo conclave (1292-94), con il collegio cardinalizio ormai
diviso tra coloro che appoggiavano il re di Napoli e quelli più distanti;
• Alla fine di esso eletto l’eremita Celestino V (Pietro del Morrone) 1294.
− Influenza del re di Napoli, Carlo II d‘Angiò: sta tornando da Francia verso sud e va a
parlare con cardinali (conclave è a Perugia); va in Abruzzo e parla con Morrone, che
scrive lettera a cardinali, che lo eleggono papa. Coincidenze?
− Agosto 94 eletto, ma 13 dicembre 1294 rinuncia al papato. Non andrà mai a Roma,
ma seguirà Carlo II a Napoli, dove va a vivere a Castel nuovo, controllato da re e
cardinali; di fatto è prigioniero di Carlo d’Angiò
− Ipotesi susseguitesi nel tempo su rinuncia al papato di Celestino V: Bonifacio gli
parlava da finestra come fosse Dio per convincerlo a rinunciare al papato. Ma
probabilmente la responsabilità di Bonifacio è che gli abbia detto, in seguito a
richiesta se si poteva fare, che era possibile rinunciare al papato

Suo successore eletto Bonifacio VIII (Benedetto Caetani): giurista, esponente di una piccola
famiglia nobile di Anagni, i Caetani, a cui dona ricchezze e terre (perché capisce di dover
rafforzare sua famiglia), al punto che arrivano ad eguagliare potenza degli Orsini e dei Colonna
(alla morte di Bonifacio, Colonna e Caetani si scontrano per 100 anni).

• Arricchimento porta a scontro coi Colonna, 1297-8:


▪ 1297 i Colonna attaccano sulla via Appia carrozze che trasportano denaro per il
papa da Anagni, denaro per compare terre a cui interessati anche i Colonna;
▪ Papa depone i 2 cardinali Colonna; i capi laici della famiglia sono convocati davanti
al papa (a rispondere delle loro azioni), che richiede loro di restituire il denaro e
consegnarsi al papa. Colonna scappano nei loro castelli.
▪ Bonifacio predica la crociata contro i Colonna che, assediati nei loro castelli, sono
costretti a fuggire: Bonifacio ha il controllo del Lazio.
• Scontro col re di Francia Filippo il Bello:
▪ 1296: scontro per la tassazione del clero (re di Francia aveva bisogno di denaro, e
fa leva su tasse clero). Bonifacio reagisce con bolla della Clericis laicos, contro la
tassazione dei beni della Chiesa. Nascono accuse e scomuniche, poi riavvicinamento
▪ Un vescovo francese di Bonifacio accusato da re di Francia per alto tradimento e
portato in tribunale regio; papa reagisce e dice che ecclesiastici devono essere
giudicati da Tribunali ecclesiastici -≥ scontro ideologico: universalismo papale VS
potere francese entro i confini francesi.
Questo scontro raggiunge il vertice nel 18 novembre 1302 con l’Unam Sanctam,
(bolla pubblicata da papa. Massima espressione della dottrina della supremazia
pontificia): ribadisce l’assoluta supremazia del papa nella Chiesa (ideologia iniziata
con Gregorio VII, portata avanti da Innocenzo III, conclusa da Bonifacio):
1) Sacramenti amministrati da chiesa, perché è essa a garantire via salvezza
2) Papa non solo successore di Pietro, ma vicario di Cristo
3) Detentore sia del potere spirituale, sia di quello temporale, che delega a
imperatore/re e che dunque è subordinato a quello spirituale (papa)
4) Stabilisce che gli ecclesiastici giudicano i laici, gli ecclesiastici sono giudicati dai loro
superiori, ma il papa può essere giudicato per i suoi errori solo da Dio.

Filippo IV il Bello (1303) manda suo collaboratore a Roma per consegnare un mandato al papa,
affinché si presenti al parlamento parigino per essere giudicato. Provocazione: va in un luogo
dove papa dovrebbe avere pieno potere. Riunisce cavalieri ed entra nel castello di Anagni:
oltraggio di Anagni, in cui saccheggiano palazzi del papa. Ma papa difeso da popolo, e portato dai
Rossini a Roma e protetto. Bonifacio VIII muore a Roma 11 ottobre 1303

LA CRISI DEI PPOTERI UNIVERSALI: LA CRISI DEL PAPATO

Con la sua morte inizia la crisi della Chiesa: conclave diviso in 2 (pro re di Francia VS pro
Bonifacio), compromesso: eletto Benedetto XI (1303-4), resta papa solo per 1 anno

CLEMENTE V: 1304-5 conclave di Perugia, e Carlo II d'Angiò influenza l'elezione


dell'arcivescovo di Bordeaux (città in Francia ma legata anche a monarchia inglese). Filippo il
Bello riesce a trattenere il papa in Francia con manovre: eletto a Perugia, viene incoronato a
Lione, per poi tornare a Bordeaux e poi a Poitiers e poi a spostarsi ad Avignone nel 1309 (va nel
convento dei Domenicani).

- Dante lo accusa di aver trasformato la Chiesa in meretrix magna per il rapporto col re
di Francia. L'Italia si scaglia dunque contro di lui accusandolo di avere abbandonato
Roma
- Ma pressione da parte di Filippo solo i primi anni, perché poi quando Filippo muore la
Francia entra in crisi e non ha + potere per controllare papa

Quando muore nel 1314 questo papa francese:

LA SEDE APOSTOLICA IN FRANCIA: papato spostato ad Avignone, Francia ha preso il


sopravvento. Il conclave successivo dura 2 anni:

• Conclave di Carpentras (1314-16): Giovanni XXII, già vescovo di Avignone (si


scontrerà con Ludovico il Bavaro). Sposta sede pontificia da convento domenicani di
Avignone a sede vescovile di Avignone (ma ancora la permanenza ad Avignone
provvisoria);
• Con Benedetto XII e Clemente II si costruisce il palazzo dei papi ad Avignone e nel
1348 il papa acquista il territorio di Avignone (provvisorio Avignone, ma si comincia a
pensare che si fermerà qui il papa);
• Innocenzo VI fa costruire una nuova cerchia di mura. La situazione inizia a diventare
definitiva;
• Urbano V tenta di tornare a Roma: 1367 torna a Roma per 3 anni; ma ormai è devastata
dalle lotte tra Colonna, Orsini e Caetani. Trova sede in cui non intromettersi in scontri
locali. Ma fallisce questo e i prossimi tentativi di tornare a Roma, perché papa non riesce
+ a controllare Roma.

Elementi negativi più criticati della permanenza ad Avignone sono:

1) L'influenza di Filippo il Bello 1285-1314, evidente in:


▪ Assoluzione per i fatti di Anagni
▪ Creazione di 9 cardinali francesi (e 1 inglese)
▪ Reintegrazione dei cardinali Colonna
▪ Autorizzazione dal papa a percepire le decime ecclesiastiche per 5 anni
▪ 1306 annullamento Clericis laicos
▪ Permanenza in Francia
▪ Processo contro memoria Bonifacio VIII e templari
▪ 1308 sostegno all'elezione di Carlo di Valois come re di Germania
1) Decadenza dell'autorità papale in Italia, visto che i papi mandano vicari (spesso loro
parenti) incapaci di comprendere la situazione italiana -≥ nipoti a capo dei rettorati e
nomina di vicari incapaci e rapaci
2) Origine dei papi: papi di questo periodo sono quasi sempre di origine francese

Elementi positivi:

1) Clemente V evita la condanna di Bonifacio VIII e dei templari


2) Canonizza Celestino V (sua santità vista come implicito riconoscimento della validità
della rinuncia), ma probabilmente volontà di Filippo IV il Bello.
3) Conferma la dottrina della superiorità del papato con la Pastoralis Cura del 1313
(quello che per Bonifacio VIII era un progetto politico (qui parole vuote), che lo spinse
ad intervenire in ≠ questioni politiche in Italia e altrove; lui convinto e cerca di applicare
questa sua idea; per i successivi papi è una questione puramente formale, non sono
veramente in grado di imporre la loro superiorità).

Necessaria, dunque, una valutazione equilibrata del papato avignonese (1309-77): elementi
positivi ci sono, non prescinde dalla chiara influenza francese ma evidenzia:

− Sviluppo della Chiesa francese


− Papato riesce a sottrarsi al controllo della nobiltà romana (si formano presto delle
famiglie cardinalizie francesi)
− Creazione di un apparato burocratico-amministrativo (≥fiscale), esemplare per le
monarchie romane
− Rafforzamento del potere papale nella gerarchia ecclesiastica (sceglie i vescovi e gli
arcivescovi d’ora in poi: chiese locali perdono dunque questa facoltà)
− Organizzato governo centrale con cancelleria, camera apostolica e penitenzieria
− Papi dotati di solida formazione giuridica: riformeranno il diritto canonico
▪ Alle Decretali di Gregorio IX e al Liber sextus di Bonifacio VIII, si aggiungono le
Clementine e le Extravaganti di Giovanni XXII
▪ Il cardinale spagnolo Albornoz 1353-55, riesce a recuperare il controllo di Lazio,
Spoleto e Marche grazie ad alleanze (≥ grazie ad appoggio Malatesta).

La crisi del papato medievale conosce 2 momenti:

1) Da morte Bonifacio VIII-papato avignonese


2) Grande scisma

Nell'ultima fase della crisi avignonese, la rapacità dei vicari pontifici causa una rivolta in molte
città dei territori pontifici, spinte dai milanesi e fiorentini alleati. Si parla di:

Guerra degli 8 santi: perché fiorentini eleggono 8 magistrati (gli 8 di guerra) che si occupino
della guerra, subito scomunicati dal papa. Guerra senza episodi militari grandi, ma indebolisce
Italia.

▪ Papa interviene con mercenari. 1376 assediata per 9 mesi Ascoli-Piceno: ascolani si
ribellano contro papa Gregorio XI, che si rinchiude in rocca di Ascoli, dove assediato.
Papa chiede intervento della regina Giovanna d’Angiò e suo esercito circonda Ascoli.
▪ 1377 Gregorio XI rientra a Roma (per controllare situazione meglio).
▪ Bologna manda rappresentante da papa ad Avignone per trovare accordo e liberarsi dei
mercenari: papa concede tregua e Gregorio chiede a cardinale a capo dei suoi mercenari
(Roberto di Ginevra) di spostarli a Cesena
▪ Mercenari si ritirano a Cesena, unica città a non essersi ribellata al papa. Qui scoppia uno
scontro che porta a massacro popolazione: eccidio di Cesena 1377.
- Ci fu anche un massacro di Faenza
▪ Bologna affretta trattative di pace: luglio 1377 firma pace separata
▪ Papa ad Avignone accoglie diverse città arrese senza punirle; ma non accetta resa di
Firenze. Molte città rientrano sotto dominio pontificio e papa recupera consenso.
Stipulati accordi con città anche dopo morte papa:
- Marzo 78 trattative con Sarzana
- 28 luglio 1378 pace di Tivoli con Firenze
▪ Marzo 1378, alla morte del papa, si riunisce un conclave a Roma*: eletto papa
napoletano che per anni è stato ad Avignone, Urbano VI.
- Post morte Gregorio, c’è quindi tentativo di tornare a Roma
- NB: personaggio + potente in area francese, fratello del re, Luigi d’Angiò cerca di
consigliare a Gregorio XI di non rientrare a Roma ma restare ad Avignone, dove
dinastia francese lo può aiutare (controllare). Italiani spingono invece a farlo tornare
a Roma. Momento di indecisione. Gregorio viene a Roma, ma marzo 1378 appunto
muore
NB: truppe mercenarie porta a guerra diversa da guerre precedenti: prima non coinvolgevano i
civili (perché significa sterminare persone utili a produzione o attività), ma qui si. Nel medioevo
guerra ridotta a militari; ma con guerra dei 100 anni fanno ingresso nella guerra le truppe
mercenarie

9/12

GRANDE SCISMA D’OCCIDENTE 1378-1417

*Morto papa, bolle pontificia (ormai ha 100 anni) regola elezione: aspettare 10 giorni post
morte per riunirsi, per consentire a tutti i cardinali di raggiungere Roma (elezione deve essere
fatta in luogo morte Papa: Roma).

▪ Cardinali si riuniscono 7 aprile nel Palazzo Vaticano.


▪ Popolo riunito fuori dal palazzo Vaticano chiede un papa romano o almeno italiano:
vogliono garanzie che papa resti a Roma, e sanno che cardinali non sono d'accordo col
ritorno a Roma.
▪ Non viene eletto nessuno dei 4 cardinali italiani (per problemi di età/città di
provenienza), ma cardinali accolgono richiesta ed eleggono un napoletano, Bartolomeo
Prignano, arcivescovo di Bari, membro della curia pontificia che per 13 anni è stato ad
Avignone, molto legato a cardinali francesi (a cui doveva sua carriera): Urbano VI, che i
cardinali/francesi pensano di poter controllare;
- Conclave post morte Gregorio: su 23 cardinali, 14 da Francia meridionale
- Elezione fatta 2 volte, riconfermata. Lui è esterno al conclave
- Sembrano quindi tutti d’accordo. Lui dice sì

Trapela dal conclave la voce che si era eletto il cardinale di Bari; ma con nome simile c’era un
cardinale francese odiato da italiani: equivoco: popolo irrompe a palazzo vaticano e cardinali
scappano. Ma tutto avvenuto dopo elezioni: elezione avvenuta senza pressioni

Giorni dopo papa consacrato. Cardinali sicuri di riuscire a tenerlo sotto controllo. Presto è
evidente che non è così: dimostra temperamento:

▪ Rimanda tutti gli ecclesiastici (che si erano raccolti a Roma o ad Avignone per ottenere
favori dal papa) nelle loro diocesi
▪ Scontenta i cardinali che gli chiedevano favori
▪ Cardinali avevano tentato di farlo tornare ad Avignone: si rifiuta di tornarci.
▪ In questo periodo i cardinali (anche grazie al potere acquisito nel periodo avignonese
dalle famiglie cardinalizie francesi post morte Bonifacio), si comportano come se
avessero lo stesso potere del papa: durante l'estate lasciano Roma (dopo averlo chiesto
al papa) e si riuniscono a Fondi (dove hanno protezione militare), prima i cardinali
francesi, poi gli italiani (che all’inizio non vogliono partecipare, ma poi entrano nella
speranza di essere nominati papi).
− Qui cardinali affermano di essere stati costretti a nominare Urbano VI dalle
sommosse popolari (l'unica nota è quella scoppiata DOPO la nomina di Urbano VI,
quando, per un malinteso, i romani pensano sia stato eletto un funzionario di
Avignone preposto alla riscossione delle imposte, particolarmente odiato), e che
dunque l'elezione non sia valida (perché fatta per paura: nulla):
▪ ALLORA eleggono Roberto di Ginevra, nipote del re di Francia, cardinale francese
(imparentato con Capetingi) (responsabile della strage della popolazione di Cesena: li
aveva convinti a riaprire le porte per fare entrare i mercenari e trovare una tregua), con
il nome di Clemente VII.
▪ 2 papi: è già successo in passato, ma durato poco; ora lo scisma durerà 40 anni

Cosa succede:

▪ I 2 pontefici si scomunicano a vicenda


− Dunque, per 40 anni i fedeli non sanno se hanno ricevuto i sacramenti validi da un
prete che potesse darli; problema morale e religioso pesante

Altri aspetti toccati da scisma sono politici, sociali etc:

▪ Monarchie, ordini religiosi, università sono chiamati a schierarsi, con l'obbedienza


romana o con quella avignonese, non per ragioni religiose, ma politiche:
− Francia si schiera con Clemente VII (legato a Capetingi), che torna ad Avignone
− Inghilterra (in guerra con Francia) si schiera con Urbano VI
− Scozia (in lotta con l'Inghilterra) si schiera con Clemente VII
→ EUROPA spaccata in 2
− Impero con Urbano VI, poiché molti principati dell’impero appoggiano lui
− Ordini religiosi si spaccano: domenicani italiani si schierano con Urbano VI
(Bologna loro centro), domenicani francesi (a Tolosa centro) con Clemente VII
− Università: italiana con Urbano; parigina (inizio imparziale) per ordine del re si
schierano con Clemente, chi non è d’accordo cacciato: a Parigi cacciati studenti
tedeschi, che rientrano in patria e chiedono costruzione di centri di studio. Momento
in cui nascono università tedesche
− Regno di Sicilia degli Angiò prima si schiera contro Urbano VI, che aveva offeso la
regina Giovanna, poi passa dalla sua parte dopo che il papa appoggia l'elezione
dell'esponente di un ramo cadetto della dinastia, Carlo III

Soluzioni che si tentano:

1) Via facti (scontro militare): Urbano ha dalla sua parte italiani; ma nessuno dei 2 riesce a
prevalere, anche perché Clemente VII preferisce ritirarsi in Francia ad Avignone il prima
possibile, e lo farà subito: Urbano si stanzia a Roma, Clemente ad Avignone (ecco perché
le 2 obbedienze dette romana e avignonese)
2) Via iuris (contemporanea alla 1°): si chiedono i pareri di giuristi, ma quelli italiani non
riconoscono che ci sia stata violenza durante la prima elezione (danno ragione a
Urbano), i francesi sostengono l'opposto.
3) Via concilii: proposta da docenti universitari di Parigi: bisogna riunire il concilio perché
decida chi ha ragione; ma il concilio può essere convocato solo dal papa e nessuno dei 2
è disposto a mettere in discussione la sua legittimità.
Alla morte dei 2 papi, i rispettivi collegi cardinalizi eleggono i loro successori: Gregorio XII a
Roma e Benedetto XIII ad Avignone. Europa è stremata da questa divisione:

▪ Alcuni cardinali romani e alcuni avignonesi riuniscono un concilio a Pisa nel 1409 (per
stabilire quale posizione fosse corretta), guidato dal cardinale Baldassarre Cossa. Si
decide di deporre i 2 papi ed eleggere Alessandro V (Pietro Filango)
▪ Ma nessuno dei 2 papi si fa da parte -≥ 3 papi: Alessandro V si trasferisce a Bologna, ma
muore qui nel 1410;
- NB: questo concilio nominato 3° obbedienza, obbedienza pisana
▪ Obbedienza pisana elegge proprio Baldassarre Cossa, come Giovanni XXIII*.
*Molti si schierano con lui, pur di superare la crisi, perfino Francia e Inghilterra
▪ Soluzione concilio giusta, ma organizzata male: si cerca di riorganizzare un concilio che
sia stavolta generale (che partecipino tutti), non parziale come quello di Pisa: si ottiene
l'adesione del re di Germania Sigismondo di Lussemburgo (ultimo imperatore
d’occidente con ruolo universale), che convoca il concilio con l'approvazione di
Giovanni XXIII (papa che in quel momento ha consenso ≥) (che si reca al concilio con
giuristi e esperti italiani, convinto di dover essere riconosciuto come il papa legittimo).
▪ -≥ Riunito il concilio (rappresentanza permanente delle comunità dei fedeli) a
Costanza, sotto la protezione imperiale, si capisce che problema è scisma, ma è sintomo
dei problemi del clero: bisogna riformare la Chiesa (costumi + organizzazione): 1414
al 1418.
1) Le votazioni, su proposta dei francesi, avvengono non per testa (altrimenti
vincerebbero gli italiani (la ≥anza), determinati a fare riconoscere Giovanni XXIII),
ma per nazioni, con 5 voti: francese, tedesca, italiana, inglese, e poi spagnola.
2) 1415 emanato il decreto Haec Sancta: stabilisce superiorità del concilio (quando
riunito) rispetto al papa: si decide che tutti e 3 i papi devono farsi da parte per il
bene della Chiesa, non potendo chiarire chi abbia ragione.
− Gregorio XII accetta, viene rinominato cardinale dal concilio e diventa legato
pontificio nelle Marche;
− Benedetto XIII si rifiuta, poi dice di accettare solo se viene riconosciuto che solo
lui, in quanto ultimo cardinale nominato prima dello scisma, ha il diritto di
nominare il papa successivo. Alla fine, viene abbandonato anche dalla monarchia
spagnola;
− Giovanni XXIII (convinto di dover andare a Costanza per essere conosciuto
come papa universale della chiesa): cerca di scappare, viene imprigionato,
chiede perdono e viene reintegrato come cardinale.
3) 9 ottobre 1417 emanato il decreto Frequens: stabilisce che il concilio debba essere
convocato dal papa a scadenza fissa per prendere in mano la gestione delle Chiesa e
proseguire la riforma (deve essere convocato ogni tot anni, non solo in casi
eccezionali)
4) 11 novembre 1417 eletto Ottone Colonna come Martino V.

Il concilio rimane aperto fino al 1418, per tentare di portare avanti la riforma della Chiesa, ma
né questo né i successivi ci riusciranno. L'incapacità della Chiesa di riformarsi da sola è
evidente:
• Martino V convoca il concilio a Basilea nel 1431 (in applicazione del Frequens), ma in
ritardo rispetto a quanto stabilito
• Suo successore Eugenio IV (avverso al conciliarismo) cerca di spostare il concilio a
Ferrara 1438 per controllarlo meglio: alcuni membri del concilio si rifiutano, vengono
scomunicati dal papa, allora depongono il papa.
• Si apre nuova fase dello scisma ed eleggono come antipapa Felice V di Savoia (ultimo
antipapa della storia. Abdica 1449). II scisma d’occidente (ma breve). Ma ci fa capire
che problemi dentro la Chiesa non sono stati risolti.
− Durante questo 2° scisma, l'imperatore bizantino si reca a Roma per chiedere l'aiuto
del papa e cristiani d’occidente contro i Turchi che minacciano Costantinopoli,
promettendo di sottomettersi all'autorità del pontefice di Roma*: ma questi aiuti
non arriveranno mai e Costantinopoli cadrà nel 1453.
− *A Ferrara (1439) poi a Firenze: riunificazione con la chiesa ortodossa

Questa incapacità della Chiesa di riformarsi porterà al protestantesimo e alla divisione della
cristianità dell'Europa del Nord.

11/12

MONOGRAFICO

Aiuto a riflettere su Medioevo e come esso rappresentato dai media.

PREFAZIONE DI MARINA GAZZINI

• Fa riflessioni che riprende da March Bloch, Riflessioni di uno storico sulle false notizie
della guerra, 1921
• Finalità militari portano alla fabbricazione di notizie non corrispondenti alla realtà
− Studio della storia ci aiuta a studiare la realtà, ma va capita da tutti i punti di vista.
− Durante conflitto nascono notizie false di propaganda per creare problemi all’avversario
− Problema dei falsi del medioevo: molte documentazioni/notizie sono false

Ma Bloch, rispetto al falso ci dice che se un documento è falso non è vero che va messo da parte
perché non può dirmi nulla: può dirmi nulla rispetto a ciò che esso contiene, ma può essere utile
e dirmi motivi per cui costruito un falso, la situazione, il contesto etc. Quindi anche il falso va
studiato

− Bloch: ”un falso non ci dice nulla su ciò che avrebbe voluto attestare, ma ci rivela molto
sull’ambiente che lo ha prodotto
− Del medioevo circola a noi una visione negativa, distorta. Ma tutto ciò ci dice molto sulle
mentalità di chi le diffonde e assorbe

MEDIA
Rispetto all’età di Bloch, oggi il panorama dei media è radicalmente cambiato:

a) Old media: scrittura a stampa


b) Mass media: telegrafo, radio, cinema, tv, telefono analogico. Si allarga panorama degli
organi che diffondono informazione
c) Self media: telefono cellulare, internet, realtà virtuale

Diventa + difficile chiarire la realtà: grazie soprattutto alla 3° fase, la divulgazione storica
malfatta consente il radicamento di false credenze nella memoria collettiva

- Prima per trasmettere errore bisognava leggere un libro, giornale


- Oggi invece la chiacchiera si diffonde radicalmente
- Ugualmente si è diffusa una visione sbagliata del medioevo: una volta notizie su esso
diffuse solo da ceto colto e professionista, oggi completamente diverso

CONCETTI PRELIMINARI ELABORATI DAGLIESPERTI DELLA COMUNICAZIONE

• Disinformation: informazione falsa non per errore, ma perché volutamente tale


• Misinformation: propagazione non intenzionale di info false. Condivisione di info false
da parte di persone non necessariamente consapevoli di tale falsità (per
irresponsabilità, ignoranza, superficialità etc)
• Malinformation: informazione vera, ma diffusa con intenti malevoli per creare
scompiglio facendo emergere informazioni nascoste che mirano a suscitare reazioni
emotive, prima fra tutte l’indignazione (usare una verità per colpire/fare del male a
qualcuno)
- Ma nessuno userebbe questa categoria nei confronti del medioevo

NB: non esistono epoche sbagliate. Ma dire medievale è diventato modo per dire qualcosa di
negativo, senza senso.

MEDIOEVO:

• Epoca che ha conosciuto falsificazioni di ogni genere


• Nell’era digitale è vittima soprattutto di misinformation: info sbagliate circolano e
negative senza intenzione: non voglio parlarne male ma sono convinto che nel medioevo
quelle cose esistevano e si crea una convinzione generale
- Ogni errore che oggi facciamo ci si riferisce al medioevo (anche se essi nel medioevo
nessuno li avrebbe fatti
• Risultato: medioevo è oggetto di una rappresentazione che non corrisponde alla realtà
storica a causa della stratificazione di fantasie, pregiudizi, interpretazioni storiografiche
sbagliate (ormai superate dagli storici ma dure a morire)
• Altro problema: storico professionista è responsabile perché non vuole scendere
nell'agone e rimane tutto in ambito accademico. Ma in realtà lo storico parla con
studenti, li istruisce e poi loro stanno nel mondo
− problema: pubblico adulto, che non crede, soprattutto quando si dice che storia si
studia su fonti e loro studio
− I dati permettono di ricostruire la realtà

IL RUOLO DELLO STORICO

• Gli storici non sono più punti di riferimento della società contemporanea nemmeno in
merito alle fake news
• La scienza storica si afferma dal XVII con la serrata critica delle fonti:
− Acta sanctorum = fonti agiografiche (avviata dal gesuita belga Bolland 1643)
− De re diplomatica = fonti documentarie edite da Jean Mabillon 1681
• Nel corso del 900 il ruolo pubblico della storia è stato confinato entro le aule
universitarie

UNA SOCIETÀ SEMPRE PIÙ SCHIACCIATA SUL PRESENTE

• Pregiudizio di conferma: nella ricerca di una spiegazione si tende a credere a quella


che conferma l’idea pregressa che già si aveva in mente
- Noi otteniamo informazioni che sembrano venirci in maniera causale, ma ci vengono
mandate da qualcuno (algoritmo), che tendono a confermare ciò che pensiamo noi.
Ci arrivano informazioni aderenti a cose che pensiamo, mai completamente opposte
- Questo porta a non essere più stimolati ad avere un confronto con chi la pensa
diversamente. Perché si pensa di avere ragione, e non ci si interessa né di vedere
l’altra faccia della medaglia né di mettersi in discussione o cercare la verità più vera
• Distorsione cognitiva: cercare, interpretare e ricordare informazioni che confermano
credenze pre-esistenti, trascurando le prove contrarie anche se evidenti, in modo da
perdere visione obiettiva della realtà

PHANTOM ZEIT THEORIE

• Il medioevo è vittima anche di disinformazione e cattiva informazione


- Vengono fuori teorie da parte di persone che non hanno alcuna esperienza di storia
ma pretendono di saperne e poterne parlare
• -≥ Si è arrivati ad affermare (matematici, ingegneri) che il medioevo non sia mai esistito
e che sia un'invenzione della Chiesa cattolica e degli organismi politici occidentali che
avrebbero inserito nel calendario dell’umanità periodi storici mai esistiti
− Teoria tedesca del tempo fantasma: idea che la chiesa abbia inventato la storia
per giustificare proprio ruolo e presenza.
Teoria del tempo fantasma: Ottone III di Sassonia e papa Silvestro II (vissuti in realtà
VII) avrebbero inventato 350 anni di storia per collocare il loro governo nell’anno
1000
Oppure storia invenzione occidentale x giustificare l’importanza dell’Europa

PROSUMER

• Fantasie facilmente smascherabili, ma che trovano credito grazie a 3° ondata dei


media, dominata dai prosumer
• Prosumer: termine coniato da Alvin Toffler per indicare soggetti sono al tempo
stesso produttori e consumatori di informazione
• E i social media vivono di numeri, quindi info diventa + appetibile quanto + viene
apprezzata, condivisa, appetibile. Media impongono quindi la pubblicazione di
quanto risulta + condivisibile, non importa se sia attendibile o meno
− Meccanismo che affossa medioevo: se parlo di esso correttamente non attraggo
stessa attenzione. Inoltre, c’è sempre bisogno di dire che qualcuno è più cattivo
di noi, sempre meglio pensare di essere buoni
• Le informazioni non vengono selezionate in base a principi di autorevolezza e
affidabilità delle fonti, ma in base ad aspettative di un determinato pubblico di
riferimento = informazioni + gradite/soddisfacenti in base a ricerche
precedentemente condotte
• Più un’accusa cavalca emozioni moderne, più viene recepita e fatta propria

Compito dello storico (che deve essere obiettivo, non imparziale) è ribadire che le fonti vanno
cercate secondo una metodologia scientifica, che prevede verifiche, confronti, contestazioni.

12/12

PREMESSA

• Uso diffusissimo di luoghi comuni, di una descrizione negativa del periodo medievale.
Non nasce oggi, ma nel momento del medioevo stesso, quando umanisti guardano a
medioevo (passato recente) come periodo intermedio tra loro e periodo classico
• Questa visione negativa del medioevo è iniziata nel 700, ma oggi nessuno storico si
avvicinerebbe a studio epoca medievale con preconcetti di partenza
• Ma ormai questa idea negativa del medioevo è penetrata nella società e organi di
comunicazione
- Dilatazione pressione te della capacità di comunicare e così si è amplificata visione
negativa del medioevo
• Quasi sempre questa visione negativa deriva da luoghi comuni e modi di dire penetrati
nel discorso ma che oggi noi sappiamo essere sbagliati:
- Es: medioevo come età della violenza (anche accreditato da studiosi). Ma oggi
sappiamo che la violenza (c’era) ma non era nella quotidianità
- Es: evocazione minacciosa dei e coli bui, di un imminente ritorno al medioevo
(inteso come epoca segnata da arretratezza, terrore, barbarie)
• Dunque, quasi sempre si tratta di cliché basati su falsità, privi di fondamento
storiografico. Ricostruzioni che non si basano su risultati ricerca storica.
• Troppo spesso giornalisti e comunicatori fanno riferimento al medioevo in modo
sbagliato
- Es: quando danno notizie di assedio: ”assedio medievale” (quando invece assedio
medievale seguiva tecniche, obiettivi e mentalità diversi: oggi significa chiudere una
città e bombardarla; nel medioevo serviva per evitare ingresso e non si colpivano
mai civili (per motivi religiosi e ideologici (bambini uccisi non hanno senso)))
- Spesso stesse figure presentate in maniera opposta nello stesso giornale. Uguale per
medioevo: in una pagina troviamo medioevo rappresentato come castelli,
principesse etc e medioevo rappresentato come negativo, terrore nella pagina
successiva

Problema non è giornalista che parla di medioevo; problemi è quando parlano di tutto tranne
del medioevo e dentro i fenomeni attuali mettono riferimenti a medioevo per loro negativo
perché ricostruito su base informazioni sbagliate e preconcetti

LA FABBRICA DEI LUOGHI COMUNI

• Dilaga un uso giornalistico dei luoghi comuni medievali (senza che essi ci ragionino), che
a sua volta lo fa dilagare nella concezione comune. Non a caso in ambienti universitari lo
stile giornalistico ha una accezione negativa).
- Quindi da una parte chiusura del mondo accademico verso stile giornalistico;
dall’altra parte storici universitari non fanno qualcosa per uscire con testi più
leggibili e comprensibili, oltre a ricerche fatte (a differenza inglesi e francesi che
hanno fatto ricerche storiografiche e le hanno tradotte in un linguaggio +
accessibile)
• Infatti, l‘Accademia dibatte sul perché libri e articoli scritti da giornalisti sono + letti di
quelli scritti da storici di professione.
• Capostipite Indro Montanelli, ma oggi anche professionisti della storia godono di un
ampio successo di pubblico (es. Barbero)

IL PROBLEMA

Il problema da analizzare non è rappresentato da giornalisti o canali specializzati, che si


occupano sistematicamente di questioni storiche, ma quello di giornalisti che fanno
abitualmente riferimento al medioevo anche quando si occupano di cose che col medioevo non
hanno nulla a che vedere, perché i loro cliché vengono passivamente recepiti da un pubblico
inconsapevole

IL LABORATORIO ITALIANO

Tutto questo avviene in Italia in maniera più accentuata, ma gli stereotipi sul medioevo sono
diffusi in tutte le società legate al medioevo: quindi città e paesi dell’Europa occidentale (a
cominciare dalle Americhe)

• Ma più diffuso in Italia lo stereotipo negativo del medioevo, ma interessante, perché


Italia è il paese + strettamente legato al medioevo
• Gli stereotipi italiani sono particolarmente significativi perché si manifestano in un
mondo che ha conservato ancora tracce pesanti del Medioevo
• E i giornalisti sono i principali artefici di questo imprinting
- Che si discuta di un disegno di legge contro l’omotransfobia, di contratti di lavoro, di
festival di Sanremo
- Qualunque occasione in Italia diventa occasione per parlare di ritorno al medioevo
come ritorno all'oscurantismo religioso, all’arretratezza.
- ”Medioevo” e “medievale”: quasi sempre associati, nel discorso pubblico, a qualcosa
di reazionario, integralista, tradizionalista, oscurantista
• Questa concezione di medioevo è così diffusa, che alcuni dizionari ne danno come
definizione la seguente (che viene ormai accolta):
− Dizionario Sabatini Coletti: Atteggiamento, comportamento anacronistico, retrivo:
cose da medioevo (oltre alla definizione storiografica)

CACCIA ALLO STRAFALCIONE?

• Cosa possiamo fare? Ci mettiamo alla caccia dell’errore? No, atteggiamento sterile
• Non (si) vuole andare a caccia di errori, ma cercare di capire le circostanze culturali e
ideologiche che determinano questo slittamento di significato.
Prende questi esempi per riflettere su ciò che sta accadendo e vedere se nella categoria
dei giornalisti si può intervenire per invertire questa tendenza e pretendere da essi
maggiore aggiornamento storico, così che quando usano riferimenti a storia siano più
corretti e attendibili.
Considerato che oggi (grazie a informatica e internet e media) le info vengono trasmesse
in tempo reale e ad un pubblico immenso
• Di qui il titolo di Medi(chiocciola)evo

MEDIEVALISMO

Tendenza oggi di moda

▪ Definizione Treccani: «Secondo la storiografia più aggiornata, la trattazione e la


rappresentazione del Medioevo e dei suoi contenuti storici, compresi i modi della sua
ricezione, così come si sono realizzate e susseguite a partire dalla conclusione
dell’epoca medievale. Anche, l’odierna disciplina che, nell’àmbito degli studi di
medievistica, si occupa di tali temi»
→ Quindi, Medievalismo: medioevo visto nelle epoche successive al Medioevo.
Quindi non studio del medioevo (medialistica), ma disciplina che studia come gli
uomini delle epoche successive hanno guardato al Medioevo
▪ Brando aggiunge: è lo studio del processo continuato di creazione del Medioevo nella
società post-medievale: medioevo mai esistito, ma creato a tavolino (in video games,
serie tv, cinema: in positivo e negativo)

UNA RILETTURA (SPESSO) NEGATIVA

• Glauco M. Cantarella: «Il Medioevo è un tempo strano … una realtà storica lontana
da noi, benché si possa pensare di averla quotidianamente tutt’intorno a noi: una
realtà sotterranea, un tempo/spazio sommerso … una dimensione storica ancora
poco conosciuta, spesso soltanto specchio deformante del nostro presente: ‘cose da
Medioevo’ si dice, come se quelle cose non appartenessero ai giorni nostri: insomma,
un comodo falso bersaglio che ci risparmia la fatica di interrogarci su passato e
presente e di coglierne differenze e continuità».
• Noi inventiamo un’epoca e la riempiamo di cose che noi crediamo accadute, ma sono
falsità (cavaliere, principessa etc)
- anche in positivo abbiamo pregiudizi sul medioevo

QM

Gli storici professionisti, che guardano al passato attraverso un processo critico, hanno
cominciato a capire l’importanza del medievalismo (e la necessità di non lasciare il campo libero
agli apprendisti stregoni)

Tendenza a studiare il medioevo. Tendenza che in Italia ha trovato una buona base di studio in
“Quaderni medievali”, creata 1976 (rivista semestrale di medievistica, fondata da Giosué
Musca) dove c‘era una rivista di storia medievale chiamata l’Altro Medioevo, curata da Raffaele
Licinio. Anni ’70 si comincia a riflettere su ciò perché ci si rende conto che società si sta
appropriando del medioevo, dandone idea (positiva o negativa) sbagliata

UMBERTO ECO: SOGNARE IL MEDIOEVO

• 1983 convegno San Gimignano: Il sogno del Medioevo. Il revival del medioevo nelle
culture contemporanee
• Eco, Dieci modi di sognare il Medioevo: carrellata di modi in cui il Medioevo è stato
pensato nei secoli successivi
- Rivisitazione ironica
- Luogo barbarico
- Medioevo romantico
- Medioevo dei Rerum Italicorum Scriptores

SINTESI ECO:

• Riconducibili a 2 modi di sognare il Medioevo:


1) Sfruttandolo come periodo storico che suscita interesse per le caratteristiche di
rimescolamento (delle popolazioni), transizione, pluralità. Versione progressista del
medioevo (come la definisce Eco): medioevo che si confronta e si mischia con tutto
- Luogo comune che Medioevo accoglieva completamente e non ci furono vere e
proprie invasioni nel mondo romano
2) Basato sul paradigma mistificato che vede il Medioevo immobile, fideista, nostalgico,
reazionario, dogmatista
→ 2 modi non scientifici di guardare al Medioevo.

CARPEGNA FALCONIERI

Ha aggiunto 5 altri modi di sognare il Medioevo

− Medioevo d’autore: grandi autori della musica si sono rivolti a medioevo,


immaginandone uno loro (Battiato, De André)
− Medioevo plurale (Social Network: chiunque tratteggia un proprio Medioevo
− Medioevo della banalità politica e del populismo (per dialogare con la pancia della
gente)
− Medioevo del mercato (prodotti commerciali)
− Medioevo del labirinto medievalista: riflessione prodotta in seno agli studi medievali

LA MUTAZIONE DEL SIGNIFICATO

•Vecchia definizione del medievalismo = nostalgia per i tempi lontani del Medioevo
(unica ancora presente in molti dizionari)
•Dal 2010 in poi: visione del Medioevo elaborata dopo il Medioevo.
•2022 sito ISIME propone una voce per illustrare l’istituzione del primo Centro di
studi e ricerche italiano espressamente dedicato al tema

16/12

Il discorso negativo sul medioevo comincia già con Petrarca, cogli umanisti. Ma questa mentalità
che viene superata dagli studiosi nel ’700 (quando si esplorano gli archivi, si studia), che
scalzano elementi di fantasia. Si crea coscienza critica dello storico: oggi nessuno storico
parlerebbe del medioevo come epoca negativa rispetto ad altre: è un’epoca storica come le altre

questo però è rimasto nel campo della ricerca storica e scientifica. Nella cultura generale e
mentalità comune è rimasta idea del medioevo come negativa, epoca del regresso, a cui
possiamo affidare tutti i mali possibili.

− Questo medioevo diventa un alibi: cose cattive le facevano nel medioevo, noi non le
facciamo queste cose. Mentre II G.M. È stata una cosa terribile a livello umano
Queste cose le abbiamo fatte noi, mentre dire che è come nel medioevo è dire che queste
cose non le facciamo
− Paragoniamo la guerra al medioevo, quando nel medioevo non c‘era la tecnologia usata
oggi, le stragi terribili di oggi, l’ideologia di oggi (oggi civili coinvolti e uccisi, nel
medioevo impensabile, solo a partire da guerra dei 100 anni)

IL LESSICO DEI MASS MEDIA

• Problema oggi: capacità di comunicare tra loro che è maggior rispetto al passato. Una
volta idea del medioevo come negativo era limitato, oggi no; a causa dei mass media
questo pensiero è dilagato ed è diventato concezione comune
- Quindi: mass media importanti nella formulazione di un’idea di Medioevo post-
medievale perché trasmettono all’opinione pubblica informazioni che influenzano il
modo di percepire il passato
− Serve una formazione superiore in cui mettere insieme conoscenza e studio del docente
− Inoltre tramite il medioevo noi ci deresponsabilizziamo: se il passato ha introdotto la
ghigliottina e noi la usiamo, non siamo rimasti fermi al 700; il 700 ci ha dato uno
strumento e sta a noi scegliere se usarlo. Se lo usiamo è nostra responsabilità, non è
“cosa da medioevo”

Altro problema:

• Se guardo a passato in maniera scorretta e ricostruisce un passato falso, si scivola verso


ricostruzione falsa del passato, perché davanti a una realtà storicamente data, la
trasformo affinché sia conforme a ciò che dico
• Pericolo: si prestano molto a manipolazioni (anche genuine, dettate da fantasia o
suggestioni)

Quindi, social amplificano

• Subentra anche capacità di comunicare: non importa contenuto, ma di come lo espongo;


se sono bravo a parlare attraggo credibilità e persone

NB: cap 4/5 approfondimento sull’ambiente. Ciò che noi facciamo oggi all’ambiente spesso
viene indicato come ritorno al medioevo; ma loro avevano condizione migliore alla nostra

Si è creato settore di studi che studia il medievalismo: studia medioevo per come è stato
percepito e formato nel corso dell’età moderna

STORIA E SENSO COMUNE NELL’ERA WEB

• Da oltre un secolo, nella critica storica, il termine Medioevo non ha più un’accezione
negativa.
• Invece, è ancora molto usata nel linguaggio giornalistico e nel linguaggio divulgativo (col
significato di involuzione verso la barbarie, regressione della civiltà, ritorno al periodo
medievale).
• Il web amplifica questa situazione:
− Massa caotica di appassionati (non sempre preparati)
− Accademici e specialisti che fanno fatica a muoversi sul web (anche per non lasciarsi
coinvolgere in estenuanti battibecchi)

LO STORICO INTERNAUTA

• Il web rappresenta un interessante campo di studi


• Per tanti storici i giornalisti e i cittadini medi sono accomunati da ignoranza (per cui è inutili
perdere tempo con loro)
• Così rinunciano a comprendere come il racconto della storia viene recepito nella cultura di
massa.
• Individuare gli stereotipi (presenti anche sui manuali) che portano a errori interpretativi

TRA APOLOGIA E DENIGRAZIONE

• A volte, sullo stesso organo di informazione troviamo sia contenuti apologetici, sia
denigratori sul Medioevo:
− Ad esempio articoli su rievocazioni medievali o località turistiche («tuffo nel Medioevo»,
«gioiello medievale», «splendido borgo medievale») e articoli che descrivono il
Medioevo come anticamera dell’Inferno (medioevo e medievale diventa sinonimo di
reazionario, retrogrado, tradizionalista, integralista, oscurantista)

IPOCONDRIA MEDIATICA

Cercando su motore ricerca (google) l’uso della parola medioevo nella sezione news nel corso del
2020, viene fuori una prima selezione molto significativa:

• Giustizia da medioevo: ora fascicolo penale telematico


• Allevamento di visoni verso la chiusura: … luoghi da Medioevo.
• «i pregiudizi anti-gay sono da Medioevo»
• «Donna disinvolta? Sentenza da Medioevo su stupro»
• Studentessa di Farmacia alla Federico II: «Condizioni da Medioevo, aiutateci!»
• Coronavirus. Verdone: nel 2020 situazione manzoniana, da Medioevo.

RICHARD UTZ (medievista nordamericano di origine tedesca)

• Bisogna riconnettersi con il pubblico (riabbassare il ponte levatoio)


• «INTERVENIRE AGGRESSIVAMENTE SUI MEDIA» in caso di evidentissime
manipolazioni politiche
• ovviamente aggressività costruttiva»
• Brando: «peccato che mass media e politici siano allergici alle reprimende»

ELIMINARE IL MEDIOEVO DAL VOCABOLARIO

• Massimo Montanari ha proposto di eliminare la parola Medioevo dal vocabolario («una


conquista intellettuale») visto che è quasi impossibile ripulire la storia dai luoghi comuni.
• Altri storici ritengono che non spetti all’accademia rettificare le informazioni errate
pubblicate sui media.
• Brando: «la conoscenza del modo in cui si scrive di storia dovrebbe diventare un pilastro della
professione giornalistica».

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