STORIA MEDIEVALE
STORIA MEDIEVALE
16/09
Periodizzare: creare segmenti, chiamati età e poi periodi della storia, individuando continuità e
rottura è funzionale allo studio e insegnamento della disciplina
476: inizia Medioevo. Deposizione Romolo Augusto (ultimo imperatore romano). 1492: fine
Medioevo (scoperta America). Ma momenti di passaggio lunghi, scoperta America ha cambiato
mondo, ma non in un giorno/anno. Ma usiamo date convenzionali.
Periodizzazione: atteggiamento mentale dello studio del passato. Non è moderna, ma usata
anche da antichi. Per mondo cristiano c’era un susseguirsi di 4 monarchie universali: assiro-
babilonese, persiana, macedone, romana
Romana: uomini medievali convinti di essere ancora parte dell’impero (che per loro si
concluderà con Versailles) e quindi dell’età romano-cristiana
Invece il nostro modo di dividere la storia è prodotto della riflessione dell’età moderna. 1666
George Horn, nell'immaginario della storia dell’uomo, la divide, pensando a un’età di mezzo tra
romana e sua contemporanea: medioevo, per lui 476 (caduta impero occidente) e 1453. Idea
perfezionata da tedesco Christoph Keller , autore di una Storia Universale, in cui immagina
seguente schema: antichità, medioevo (da Costantino a caduta)
Umanesimo italiano: idea che ci sia stata un’età greco romana dove vivono gli autori del
momento e in mezzo un brutto periodo (medioevo), conseguente a caduta mondo romano e
prima della ripresa dell’età dell’oro. Tanto che 1373 Petrarca parlerà di un tempo intermedio
(tempus medio).
Quindi visione/accezione negativa del medioevo, che non nasce oggi. Quindi periodizzazione
non passa più per ragioni culturali, ma sociali e politiche.
• Grande storico 700, Muratori, si inventa una collana di fonti, e arrotonda dal 500 al 1500
(riferendosi al periodo di cui si occupa e facendolo coincidere con Medioevo), 500
inteso come area, non anno.
• Altri hanno proposto 410 (Roma devastata da Visigoti e saccheggiata), 565 (morte
Giustiniano, imperatore d’Oriente) o 622 (Pirenne, storico belga, scrisse Maometto e
Carlomagno: secondo lui mondo antico finisce quando Ottomani arrivano sul
Mediterraneo meridionale).
Date finali:
Ma si può realmente considerare omogenea una età che dura 1000 anni? No. Infatti,
suddivisione interna del Medioevo:
Una delle teorie sulla diffusione delle epoche storiche: Jacques Le Goff (1924-2014), che si
chiede se è davvero necessario dividere storia in periodi? Secondo lui Medioevo va dalla tarda
antichità (III-VII, non pone data, momento in cui crisi) fino fine XVIII (Rivoluzione francese). Dice
che in questo periodo non cambia nulla delle strutture di potere (aristocrazie feudali, ceti
poveri legati ad agricoltura etc), quindi età + lunga di quello che immaginiamo. Per lui
Rinascimento è tutto nel medioevo.
Comunque non esiste il medioevo in natura, lo abbiamo creato per studiare una storia.
Molti luoghi comuni tendono a caratterizzare Medioevo in senso negativo, come periodo buio
(arretratezza/inciviltà). Ma è un’età piena di luci: nascita università, riscoperta diritto romano.
Idea che un percorso politico istituzionale unitario c’è durante il Medioevo. Piccolo riassunto:
1250: muore ultimo grande imperatore (Federico II) e impero tedesco entra in crisi ed emergono
altre realtà che diventeranno le monarchie nazionali, non più disposte a riconoscere un nuovo
signore. Si spezza idea del potere imperiale.
Mentre non c’è + una monarchia in grado di tenere insieme Italia settentrionale, ma nascono
realtà comunali: città si organizzano autonomamente.
STORIA DEL PAPATO (altra colonna): anche nel medioevo il papato ha avuto un'evoluzione
impressionante. Da primi secoli a secoli centrali medioevo. Papa è vescovo di Roma e
successore di Pietro: ha quindi importanza maggiore rispetto ad altri vescovi, ma non ha
effettivo potere sugli altri membri ecclesiastici. Chiesa cristiana in primo millennio si organizza
in forma orizzontale. Vescovi hanno controllo loro territorio, per vicende oltre il territorio si
riuniscono vescovi di quell’area, se invece la questione riguarda tutta la cristianità si riuniscono
in concilio. Ma XI: papa comincia a sostenere di essere al vertice della gerarchia ecclesiastica
perché successore di Pietro. Ma teoria che fa fatica ad imporsi, a causa del rapporto con
autorità imperiale: imperatore ha mentalità vicina a imperatore romano: non disposto a
riconoscere a papa questa supremazia, anzi usa vescovi per scopi politici di controllo territorio,
quindi vuole tenerli legati a sé.
• Metà XI a Roma, si elabora con maggiore forza l’idea che il Papa è il titolare di tutti i
poteri, affidategli da dio: gestisce in prima persona potere spirituale. ma il papa
comincia a dire che anche il potere temporale apparterebbe al papa, ma troppo
impegnato in questioni spirituali assegna potere temporale a imperatori/re, che però
sono sotto controllo papa.
• Fine XI un papa come Gregorio VII queste cose le mette in pratica.
• XI-XII: Sviluppo gerarchia ecclesiastica
• Post morte Bonifacio VIII, Chiesa entra in crisi, e Chiesa spostata da Roma ad
Avignone (per 70 anni) per tornare a Roma 1077, poi scisma ed eletti 2 papi (per 40 anni
1 a Roma e 1 ad Avignone), poi per risolvere eletto un terzo papa.
Papato entra in crisi come punto di riferimento dell'Europa e come potere temporale.
NB: dopo morte Federico II (1250) mondo germanico entra in crisi, dettata da frammentazione
politica. I principi non vogliono + un imperatore, che non contano + nulla.
LE FONTI: storia ci offre strumento di analisi della realtà. Tutto ciò arriva tramite testimonianze
di diverso genere. Le + importanti:
• Testimonianze scritte (testamento, cronaca, leggi) siamo abituati a prenderle per vero,
ma attenzione:
- Anche testimonianze orali sono pericolose: si possono omettere o dimenticare
parti. Ma su essi abbiamo dei sistemi di protezione, ≠ scritti
- Quelli scritti siamo abituati a sancirle come vere. Ma non bisogna fidarsi
ciecamente, potrebbero mentire, essere state ricopiate male.
• Ma la scrittura è poco diffusa per difficoltà:
− Supporto: pergamena = pelle di animale conciata sostituisce il papiro (meno
resistente e di difficile reperimento) e anticipa diffusione carta
− Differenza tra lingua parlata e scritta: a scrivere sono solo ecclesiastici,
testimonianze di parte
− Assenza di un'istituzione scolastica diffusa
• Attenzione a modalità con cui ci avviciniamo a fonte scritta: bisogna controllare tutti
i documenti, perché i copisti potrebbero sbagliare. Quando lo storico usa la fonte, se a
stampa, deve servirsi di un’edizione affidabile, fatta da editori che seguirono un metodo
critico filologicamente corretto.
• Problema delle falsificazioni: ogni fonte racconta una verità particolare, il punto di
vista di chi ha scritto il documento.
• Fonti materiali:
- Archeologiche: murarie, sepolture, corredi
- Architettoniche: castelli e palazzi, chiese, strutture urbane
• 380 editto di Tessalonica: Teodosio emana un decreto con cui cristianesimo diventa
religione di stato, unica possibile nel territorio imperiale. Riconosciuto come religione
ufficiale dell’impero nelle forme definite dal concilio Niceno del 325
• Impero Romano: situazione precedente a livello religioso e culturale era stata molto
tollerante: sincretismo religioso, ogni comunità si porta dietro propria religione. Impero
dà possibilità di seguire propria religione, purché non contro venerazione verso
imperatore
- Ma III sec: cristiani contro assolutismo imperiale, non accettano di tributarsi a culto
divino imperatore e di venerare un uomo, e cominciano ad essere perseguitati
• 313 editto di Milano: Costantino ammette Cristianesimo tra le religioni dell’impero
(concessione della libertà di culto)
- Lentamente cristianesimo penetra in ceti sociali + alti (élite)
• 325 Nicea:
▪ Concilio ecumenico in Anatolia (convocata da Costantino, pontifex maximus).
▪ Condanna Arianesimo (dottrina cristiana elaborata 320 da prete di Alessandria,
Ario, diffusasi in province orientali e ora giudicata eretica: eresia trinitaria (figlio
creato dal padre, quindi a lui subordinato, non eterno) + nel credo di Nicea il figlio è
generato ma non creato)
− Nell’arianesimo cristo è una figura minore: viene meno la sua funzione salvifica
− IV: vescovo ariano Ulfila traduce vangelo in lingua gotica (-≥ diffusione
arianesimo tra tribù germaniche: molti barbari vi aderiranno (concetto trinità +
semplice da comprendere)
PATRIARCATI: Cristianesimo dei primi secoli ha una struttura organizzativa orizzontale, basata
su vescovi e su diocesi. Maggiore prestigio e funzione guida a 5 patriarcati (vescovi delle città +
importanti): Roma, Costantinopoli, Gerusalemme, Alessandria, Antiochia. Membri aristocrazia
senatoria diventano vescovi.
Venerdì 19/09
Impero Romano è sul mediterraneo. L’Italia è centrale: Roma assorbe le varietà. Su questi
territori arrivano popolazioni esterne ed entrano nella parte occidentale, impadronendosi della
terra e ottenendo anche dominio su uomini (concetto centrale in medioevo). Parte occidentale
impero crolla difronte a loro pressione.
• Barbar: dal greco, colui che non parlava greco e sembrava balbettare. Termine usato
per tutti gli estranei alla cultura greca. Questo elemento recepito in cultura latina:
barbaro è colui che viene dall’esterno (accezione negativa). La civiltà romana è in un
periodo di avanzamento impressionante. Si comincia però a usare il termine germanico,
secondo l’idea che ogni civiltà sia da porre sullo stesso piano. Ma NB: non tutti
appartengono a stesso ceppo, sono tribù di origine/lingua diversa. Ma sono mischiati
tutti insieme, c’è una compenetrazione culturale. Di conseguenza questi non sono solo
germani.
• Impero Romano: impero mediterraneo, nel suo momento di massima espansione
raggiunge i 50 milioni di abitanti.
− Organizzazione statale complessa e non perfetta, ma che funziona.
− Apparato burocratico e militare impressionante per gestire l’immenso territorio
− Si basa sul diritto romano
Impero + avanzato delle popolazioni che lo invadono: classe omogenea che vive nella
città, ma latifondisti (controllano terra): famiglie senatorie, che hanno rappresentanti in
senato e potere economico. Ma questo mondo entra in crisi per:
- Pressioni popolazioni esterne
- Motivi interni:
a) Rafforzamento dell’autorità imperiale ed estromissione aristocrazia senatoria
dal potere politico: si sentono meno coinvolti nelle attività militari. Arretramento
carriera militare: non + importante, cittadini non combattono +. Missione
militare di difesa delegata a popolazioni barbariche insediate nei territori
romani.
b) Crisi finanziaria (III-IV sec.): crisi economica comporta mancanza di autonomia
politica di uno stato, che dipende da fattori esterni se si affida economicamente
ad altri. Quando entra in crisi, non + possibilità di pagare eserciti: non riesco a
difendermi e diventano ostili
c) Territorio vasto non facile da governare in modo omogeneo: con imperatore
Teodosio (fine IV) si divide (non politicamente, ma amministrativamente) in 2
centri di potere (Occidente e Oriente). Si segna una frattura che accompagnerà
destini diversi delle 2 componenti. Crisi culturale. Crisi di Bisanzio: per difesa
confini e mantenimento ordine pubblico
Sfaldamento impero:
UNNI: di etnia urgo-finnica, non germanica, che mette in movimento altri popoli IV-V. Gran
parte tribù che compongono questa aggregazione sono di origine mongola. Si aggregano in
steppe dell’Asia e si muovono in diverse direzioni. Alternano spedizioni di razzia a veri
trasferimenti. Premono sui Goti e li costringono a spostarsi verso occidente.
ATTILA: soprannome (“piccolo Var”). Organizza spedizione militare verso impero occidentale.
Ma sconfitto da Ezio ai Campi Catalaunici (nell’esercito romano sono presenti barbari
insediati nell’impero 50 anni prima): in battaglia muore Teodorico, re dei Visigoti. Dopo
sconfitta, Attila è nelle mani dell’esercito romano e si ritira nel suo accampamento. Ezio
avrebbe potuto attaccare l’accampamento, ma lascia che Attila si ritiri: Ezio ha capito che la
paura degli Unni tiene sottomessi popoli germanici che hanno invaso la Gallia, quindi li può
controllare. La sconfitta di Attila avrebbe fatto si che queste popolazioni si sarebbero
impadronite del territorio. Attila però torna ad occupare varie città dell’Italia settentrionale
(452 incontro sul Mincio con papa Leone I). 453: Attila muore. Sscontro per chi debba prendere
posto Attila.
Cambiamenti strutturali nella vita delle popolazioni: schiacciate nel confine dell’impero,
costrette a stanziarsi (da una parte mare, dall’altra Unni). Si rendono conto dei vantaggi del
nuovo stile di vita. Quindi si stanziano.
Emerge ora la figura del re: una tribù nomade ha bisogno di un’autorità solo in momenti di
difficoltà. Ma quando diventano stanziali è necessaria una guida per organizzare/governare.
23/9
25/9
3 nuclei + importanti sono visigoti, ostrogoti e Franchi. C’è sempre lo stesso punto di partenza
OSTROGOTI: stanziati + a Oriente rispetto a visigoti. Quando arrivano gli Unni, assorbiti e
sottoposti ad essi. Quando muore Attila, il nucleo dominante esplode e Unni tornano indietro. I
satelliti aggregati al loro dominio tornano liberi e in movimento (li troviamo stanziati ancora in
Oriente)
Poi spinti da Imperatore d‘Oriente (che invogliano popolazioni che premono su confine
danubiano, a spostarsi verso occidente), promettendo loro incarichi e benefici. Questo
funziona anche con ostrogoti, che andranno verso penisola italiana, costituendo il regno goto.
OSTROGOTI IN ITALIA
489 Zenone convince Teodorico (re ostrogoti) ad andare contro Odoacre e spostarsi verso
Italia. 489 Teodorico entra in penisola italiana tramite il Friuli.
-≥ anche elemento latino valorizzato, nonostante potere rimanga a re e suoi capi militari, ma
coinvolti in decisioni anche esponenti della vecchia aristocrazia senatoria -≥ politica di
avvicinamento, non di oppressione.
ROTTURA DELL’EQUILIBRIO
• Teodorico ed ostrogoti temono che Bisanzio possa attaccare Italia e riportare dominio
romano orientale su Italia e che latini non li avrebbero difesi
• Apertura di Teodorico verso latini si interrompe: diffidano ora degli intellettuali cattolici,
accusati di tradimento e di tenere relazioni con Bisanzio -≥ politica di repressione:
allontanati dal Consistorium esponenti di famiglie senatorie latine
− Giustiziati Albino (capo senato) e Boezio
− Cade in disgrazia il senato: 525 giustiziato senatore Simmaco
− Papa Giovanni I accusato di convivenza coi bizantini
Il tutto dura 3 anni (Teodorico muore 526) ma suoi successori continuano con questa politica.
• Reggenza assunta da figlia Teodorico (Amalasunta) per conto del figlio Atalarico
(ancora piccolo). Sposa Teodato (successore quindi Teodorico) per essere protetta
GUERRA GRECO-GOTICA
• 535 Giustiniano invia 2 eserciti (uno entra dal Friuli, uno in Sicilia) per riconquistare
penisola italiana: guerra geco-gotica (535-553), 20 anni, durante cui anche peste.
▪ I 2 generali bizantini Narsete e Belisario sconfiggono i Re goti, costretti a resa. Goti
perdono la loro identità: decimati, si fondono con romani, e scompaiono
▪ 554 Giustiniano promulga la Pragmatica Sanctio per riordinare l’Italia ridotta a
prefettura dell’Impero
FRANCHI
Si muovono da Oriente e arrivano a ridosso confini romani tra III e IV d.C. Prima area
conquistata: tra Belgio e Francia settentrionale, l’Austrasia, regione del loro primo
insediamento in Europa. Da qui conquistano altre regioni. Con Carlo Magno si arriva a
conquistare territorio oltre Pirenei, Italia centro-settentrionale e alcune aree Germania
Carlo Magno: punto d’arrivo conquista franca. Assumerà titolo di imperatore nell’800 ma non è
assimilabile a Impero Romano (né qualitativamente né quantitativamente). Impero franco:
impero continentale; Impero Romano: mediterraneo.
LE ORIGINI
• III-IV d.C: gruppi tribali (si scompongono in base a circostanze; soprannominati con
nomi diversi*) che si aggregano sulle coste settentrionali (tra Germania e Danimarca, su
foci del Reno)
− *Ansivari, Brutteri, etc: probabilmente ogni tribù ha un nome, e a seconda della
tribù che prevale riconosciuti col suo nome
• Cominciano a federarsi tra loro: divisione in tribù comoda nello spostamento e
divisione territori conquistati; ma quando sono difronte a ostacolo dell’Impero,
cominciano a compattarsi; su 100 tribù 30 si confederano e prendono nome di Franchi,
che all’inizio sono divisi in 2 federazioni:
1) Franchi Salii: + forti (a nord, Belgio)
2) Franchi Ripuarii: in valle Mediana del Reno (abitano lungo le rive del fiume Reno)
Riunificazione di entrambe per creare unico popolo: Franchi, che potrebbe derivare da Wrang
(errante) e Frakkr (coraggioso)
• Fra le genti barbariche tra le + primitive/arretrate
• Saranno coloro detti Sassoni: chi si aggrega a Franchi all’inizio detti Franchi, gli altri si
sfaldano e avranno altri nomi (Sassoni),
• Franchi: inclinazione a simbiosi con altri popoli per evitare ostilità e assorbire loro cose
positive
STRUTTURA SOCIO-POLITICA
• Esercito popolare: tutti coloro in grado di portare le armi fanno parte dell’esercito
• Assemblea del popolo in armi prende le decisioni (diritti politici legati quindi ad armi)
• Organizzazione tribale: ogni tribù ha capo, ma nei momenti di difficoltà eleggono re
• Insediati tra Francia e Belgio: Gallia è quindi il naturale bacino di espansione
• Quando tribù diventano stanziali si perde idea del potere come capacità di comando su
un uomo su altri, sostituito da idea di potere esercitato su un territorio e suoi uomini.
Ma passaggio mai netto: idea che re domini anche su uomini rimarrà per tutto medioevo
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LONGOBARDI
Longobardi fino 300 stanziati nel nord della Germania, poi scendono verso pianura Danubiana
e si insediano nella Pannonia poi si estinguono, ma ultimi a spostarsi vero occidente. Percorso
che tiene loro lontani da confini li fa essere di mentalità ≠ da cultura romana.
• Arrivano in Italia 568-9: si spostano tutti, entrando in pianura padana tramite Friuli.
• Tribù omogenee per cultura/lingua, ma inglobate alcune tribù minori durante percorso.
• Tra 150/200 mila persone. Bizantini pensano a scorreria, non si preoccupano e quindi
sono colti alla sprovvista e ciò favorisce loro spostamenti.
• Alle loro spalle si insediano gli Avari.
• Occupazione non uniforme della penisola: non esercito, ma reparti che partono in
direzioni diverse sotto guida duca; alcuni vanno verso sud occupando Italia centro-
meridionale, organizzando territorio e potere su 2 punti: Spoleto e Benevento
Cartina (parte in verde in mano bizantini):
• Parte in rosa in mano longobardi: divisi in ducati, affidati duchi, che condussero
longobardi all’occupazione
STRUTTURA SOCIO-POLITICA
• Affermazione di ducati che cercano sempre di essere autonomi dal re. Ducati: grandi
aree di stanziamento di una quota dell’esercito e quindi del popolo: concezione
personale del potere, legame di fedeltà tra re e duchi. Ma non sempre funziona.
• Timore di spedizioni bizantine di riconquista -≥ elezione unico re 584
- 584-615: Autari e Agilulfo potenziano il potere centrale e lo rendono irreversibile,
rafforzando presa economica del re sul territorio: costituzione di un fisco regio con
1/3 fisco ducale. Confisca del patrimonio pubblico a favore del re. Così si crea
territorio gestito direttamente dal re.
Longobardi rimasti pagani, solo élite avevano accolto cristianesimo ariano. NB: divergenze
religiose non costituivano motivo per entrare in guerra (diversamente da come riporta
storiografia): non sono + ariani quando entrano in conflitto con Bisanzio
LIUTPRANDO (713-44)
Lui metterà in atto obiettivi di conquista: ormai bizantini non sono + interessati a intervenire
(solo Ravenna vogliono mantenere, Romagna), ma disinteressati a Lazio, Roma. In quella realtà
assunzione potere politico assunto da vescovo di Roma, cui comunità si stringe attorno a lui
per difendere loro territorio. E su Lazio e Ravenna Liutprando vuole mettere le mani, ma per
espandersi, non per ragioni religiose.
Liutprando cercherà di prendere Romagna e Lazio: tentativi che spesso si risolvono con
mediazione:
• Conquistata parte del Lazio, papa riesce a ottenere riconsegna territori e area con al
centro Sutri (bizantina): Liutprando restituisce Sutri al papa (non a imperatore
bizantino). 728 donazione di Sutri (Liutprando a Gregorio II)
Forse ora, quando riprendono conquiste da parte longobardi, a metà 700 realizzata la falsa
donazione di Costantino: documento secondo cui Costantino in punto di morte si sarebbe
rivolto a papa Silvestro I e sarebbe guarito grazie a mediazione Silvestro e grazie a Dio; quindi,
per ricompensare aiuto e papa gli donò la parte occidentale dell’impero
− Documento creato a tavolino per giustificare presenza del papa come titolare interessi
pubblici in Italia centrale e giustificare difesa territori Italia centrale.
Con successore Liutprando (il quale aveva espanso confini), Astolfo, la situazione peggiora:
• Astolfo 751 prende Ravenna. Entro 770 tutto l’Esarcato (prima comandato da un
Esarca, corrisponde a Romagna)
• Il papa preoccupato, si rivolge a Franchi (intervento 774 Carlo Magno)
RAPPORTO COL PAPATO
• 1° avvicinamento tra papato e regno franco: 754 Stefano II si rivolge a Pipino il Breve
(maggiordomo, poi re dei Franchi), che minaccia Longobardi, che restituiscono territori
• 773 nuova tensione papa (Adriano I e Carlo) VS longobardi. Carlo interviene in Italia.
esercito franco attraversa Alpi verso pianura padana. Intervento già preparato, nessuno
si frappone tra Carlo Magno e Capitale:
▪ 774 presa Pavia. Ultimo re longobardi (Desiderio) si è chiuso in città a difesa
dell’assedio. Unica parte ancora longobarda è quella veneta-friulana (con le altre
parti Carlo si era già messa in accordo: longobardi non volevano + sottostare a
Desiderio).
▪ Carlo acquisisce territorio longobardo come parte suo regno e la governa: diventa re
longobardo come Rex Francorum et Longobardorum
− Elite longobarda non sostituita (tranne friulana) ma rimane. Da ora aristocrazia
longobardo-franca, ma elementi franchi arrivano al potere solo tramite legami
matrimoniali
PARENTESI
LA CONQUISTA
È una campagna militare, vera e propria invasione che entra in penisola italiana
TERRITORI OCCUPATI
• Manca apporto delle vecchie élite (differenza con Franchi): longobardi hanno potere ma
non si legano con popolazioni sconfitte, con famiglie importanti. La vecchia aristocrazia
senatoria sopravvissuta scompare
• Classe senatoria, ridotta e colpita da eventi, si è rifugiata nei territori bizantini (in Italia o
Bisanzio)
• Distanza rispetto a gerarchie ecclesiastiche: non c’è capacità di comprensione
reciproca tra longobardi e vescovi distribuiti sul territorio, che rimangono legati a
dominazione bizantina e papa (che è mediazione tra popoli romani e Bisanzio)
− Religione non elemento di ostacolo: longobardi vivevano la religione con
superficialità. Era più una mentalità politica: longobardi non volevano dividere
potere.
• Ma fusione coi ceti medio-bassi.
• Ravenna e Roma, le capitali del mondo romano restano in territorio bizantino
FONTI
FONTI SCRITTE
• Editto di Rotari
• Historia Longobardorum, Paolo Diacono (della corte Carlo Magno): ecclesiastico che
recupera tradizione orale del suo popolo e la mette per iscritto. Unica testimonianza
storica della storia del mondo longobardo
FASI CONQUISTA
In Paolo Diacono grande interesse per conquista 500 e 700, e poi prima metà 800. 600 poche
informazioni. A questa lacuna del 600 risponde editto di Rotari
2/10
Promulgato 643, in occasione della conquista della Liguria, per dare garanzie a soldati e loro
famiglie: si cerca di rimuovere tutte le forme di giustizia privata (che erano causa di disgregazione
della popolazione e potevano danneggiare le famiglie dei soldati nel caso in cui tutti gli uomini
fossero morti in guerra) e si introduce la ricompensa monetaria; è scritto in latino, 388 capitoli, e
mette per iscritto leggi finora convenzionali e tramandate oralmente.
• Sancisce le basi del potere pubblico sul possesso della terra. Centrale è il concetto di "Curtis
regia", 3 significati: 1) le terre confiscate dal re, 2) le località in cui gli uomini del re
amministrano il suo territorio, sotto il comando di gastaldi,3) o il vero e proprio palazzo reale.
• Si cerca di porre fine alle vendette private (faida tra famiglie per riparare le offese ricevute),
sostituendole con un sistema di multe, che variavano in base a reato e persona offesa;
- Quidrigildo = prezzo di una persona
• Solo metà della multa andava versata al re, tranne che per i reati più gravi (omicidio) o
politici (ribellione), in cui tutta la multa data al re.
• Le multe potevano essere pagate in denaro o con la cessione di terre, che ampliavano il
patrimonio fondiario del re.
− Ciò permetteva di accrescere il potere del re, che poteva distribuire le terre tra uomini
fedeli (≥gasindi) e controllare più facilmente i territori (≥periferici).
− Ma col tempo questo meccanismo smette di funzionare perché i vari ufficiali cominciano
a usare i territori come se fossero propri, cedendoli a loro volta per crearsi una cerchia di
fedeli.
TRADIZIONE BARBARICA
• L’editto recupera parte della tradizione longobarda: nel prologo vengono elencati tutti i re
dall’epoca leggendaria fino a Rotari (non si sa quanto la lista sia affidabile).
• Ma il linguaggio (≥giuridico), risente della cultura romana: obiettivo dichiarato è il benessere
dei sudditi, la protezione dei deboli dalla sopraffazione dei potenti, il mantenimento della
pace e giustizia. Tutti concetti ripresi dal diritto romano;
• Ma Rotari dice di aver rinnovato le leggi precedenti (che erano orali) con l’aiuto di “antiqui
homines”, cioè membri delle famiglie che di generazione in generazione si tramandavano
oralmente le leggi.
• Inoltre, le nuove leggi promulgate da Rotari avrebbero ricevuto l’approvazione della
Gairethings, l’assemblea del popolo in armi, che a questo punto doveva essere più che altro
un’assemblea dei vari duchi, essendo complesso riunire tutto il popolo ora che era sparso per
tutta la penisola; non si sa quanto effettivamente fosse potente a questo punto l’assemblea, o
se questa dichiarazione di Rotari fosse più di natura formale.
LA FARA
LA DONNA
APPLICAZIONE
Questa fonte viene criticata perché manca totalmente di prendere in considerazione alcune realtà:
quella cittadina, quelle delle comunità religiose… È una fonte che risponde alle necessità di una
società basata sul possesso fondiario e rispecchia una prima fase di completa separazione tra nuovi
venuti ed elementi indigeni.
L’IMPERO BIZANTINO
GIUSTINIANO (527-565): durante il suo regno, porta avanti una sistematica redazione del diritto
che porta alla redazione di un nuovo codice, il Corpus Iuris Civilis: dal 529 al 534 una commissione,
guidata dal giurista Triboniano, seleziona e riordina le norme e i pareri giuridici accumulate nei
secoli, organizzandole in:
▪ Istituzioni: trattato in latino sui fondamenti del diritto romano, destinato all’insegnamento;
▪ Codice: l’insieme delle leggi dei predecessori di Giustiniano dai tempi di Adriano;
▪ Novelle: le leggi promulgate da Giustiniano stesso, a cui col tempo si aggiungeranno quelle
dei suoi successori;
▪ Digesto: non leggi, ma raccolta di pareri e delle interpretazioni dei giuristi.
Col tempo, vengono redatti compendi e riassunti del codice, che riportano solo le leggi considerate
importanti e utili.
CAMPAGNE MILITARI
Eraclio (610-641):
• Respinge gli Avari e riconquista l’Asia Minore, con la conseguente caduta dell’impero
Sassanide (sopravvalutato visto che Eraclio voleva solo riconquistare alcuni territori orientali,
ma la crisi causata dalle sue vittorie è riuscita a portare al collasso l’intero impero).
• Costantinopoli è ormai la capitale di un impero più greco che romano, in quanto a mentalità.
Per la vastità dell’impero, il territorio viene diviso in themi, governati da strateghi, con potere civile
e militare (segno di quanto la guerra e la difesa dei confini fosse importante in quel periodo).
ICONOCLASTIA
Ma si stava allargando il divario con Roma, visto che l’imperatore si faceva carico di risolvere anche i
conflitti religiosi (il patriarca di Costantinopoli è rimasto sotto l’influenza dell’imperatore, a
differenza di quello di Roma che ha acquistato potere quando è venuta a mancare la forza
dell’impero).
• 726: imperatore Leone III l’Isaurico afferma l’iconoclastia (distruzione delle immagini
sacre), per contrastare componenti idolatriche dei popoli barbari e la propaganda musulmana
che accusava i cristiani di idolatria: questa decisione non ha i risultati sperati e aggrava i
rapporti con Roma.
• Questa politica dura fino all’843, quando Teodora, imperatrice al posto del figlio troppo
giovane, dichiara legittimo il culto delle immagini; ma ormai si era aperto un solco
incolmabile: la Chiesa di Roma si era opposta all’iconoclastia, appoggiando rivolte
nell’esarcato di Ravenna e nell’Italia meridionale, e Bisanzio aveva risposto confiscando i
patrimoni pontifici e sottraendo alla giurisdizione ecclesiastica di Roma l’Illiria, l’Italia
meridionale e la Sicilia, che vennero affidate al patriarca di Costantinopoli.
• Giustiniano aveva affidato all’esarca di Ravenna i poteri civili e militari, come in Sicilia, con
un governatore residente a Siracusa, e a Cartagine per l’Africa, la Sardegna e la Corsica. Ù
• L’arrivo dei Longobardi priva l’impero di molti territori; lo scarso interesse dell’impero
d’Oriente per i territori occidentali fa sì che molti ufficiali nell’esarcato e nel Lazio si leghino
al patriarca di Ravenna e al Papa, che concede loro terre spesso in enfiteusi (rimangono di
proprietà del papa, che le concede in uso a una famiglia per 33 anni o per 3 generazioni), e
che il dux Veneticorum, a capo di un ducato bizantino in veneto, acquisti sempre più potere.
• 827 musulmani sbarcano a Marsala. 902 conquistano tutta la Sicilia; l’ultima roccaforte
bizantina ad Occidente, Bari, viene conquistata dai Normanni nel 1071.
9/10
Presenza Islam nel Mediterraneo spezza unità mediterraneo e determina fine mondo antico.
• Islam:
a) Sunnita
b) Sciita
Fine medioevo mondo islamico e sua religione hanno una veloce e maggiore espansione. Post
750 conquiste limitate: razzie (donne/denaro) per sondare difese avversarie
MAOMETTO
TURCHI
• XI sec: sul mondo musulmano arrivano Turchi: di origine asiatica, più arretrati -≥
assorbono islam e sottomettono musulmani. Ma assumono potere politico e militare
(capo detto Sultano: rappresenta solo terreni a loro sottomessi), ma califfo continua a
mantenere potere religioso e ad essere a capo di tutto il mondo musulmano -≥
separano politica da religione.
SICILIA MUSULMANA
16/10
CARLO MAGNO
Espansione in Oriente: 772-791 campagne contro i Sassoni, 11 spedizioni crudeli e tribù
sconfitte e li costringe a conversione (Sassoni pagani) a cristianesimo, ma essi non lo
accettano (cristianesimo è strumento di controllo): accettare cristianesimo significherebbe
accettare Chiesa e vescovi, che creano legami con persone e possesso su terreni: significava
perdere identità sassone. Sui territori sassoni insediati galli. Mondo sassone inglobato in
mondo franco
• Bavari costretti a pagare tributo per riconoscere potere franchi: ma duca Tassilone III di
Baviera si ribella (soppresso da Magno + aumento tributo).
• Baviera e Friuli: base per spedizioni vittoriose contro gli Avari (di origine mongolica).
Bavari integrati, mentre Avari arretrano verso est e si disperdono tra gli Slavi.
Magno crea la marca orientale: Ostmark: avanposto franco che difende confini verso Oriente.
• Spedizioni contro Slavi fino 812: Slavi del nord stesso problema che arabi presentano al
sud. Eserciti franchi spediti e impegnati per difendere loro confine orientale. Slavi
hanno capito che non riescono a entrare in regno carolingio: retrocedono dal IX sec, e si
organizzano sul territorio, diventando stabili.
− Slavi guardano a mondo carolingio come mondo da imitare: infatti, nascono stati
sedentari e federati di Boemia e Croati.
• Da ‘70 dell’VIII sec interventi ispanici: attraversamento Pirenei: Magno capisce che
difesa fisica Pirenei non è sufficiente, perché incursioni continue che danneggiano sud
Francia. Vuole conquistare quindi parte oltre i Pirenei e costituire una marca ispanica e
darne il potere a uno dei principati locali musulmani (cuscinetto rispetto ad attacchi da
Cordova). Nel tornare indietro, e riattraversando Pirenei, esercito franco però aggredito
(secondo letteratura) da un esercito musulmano e Magno muore in queste circostanze.
Ma in realtà era un esercito Basco. Si stabilisce però marca ispanica
• Conquista del regno longobardo: 774. Fonti ci dicono che Magno concordato già con
mondo longobardo la spedizione di conquista, e che si dovette preoccupare solo
dell’assedio di Pavia, dove conservatori cercano di difendere autonomia del regno, ma
non abbastanza forti.
Non c’è sostituzione del ceto dirigente, a mantenere potere sono le antiche famiglie
longobarde. Carlo assume titolo di Rex francorum et longobardoum: come se su sua
testa poggiasse corona e riconoscesse autonomia a longobardi: ciò visibile anche nel
fatto che fa incoronare figlio Pipino come re d’Italia: non regno franco che si è allargato
(a differenza degli altri luoghi conquistati: Sassoni etc) ma regno longobardo visto come
autonomo. Ma completamente autonomo rimane Benevento, che i franchi non riescono
a sottomettere (che solo formalmente riconosce l’autorità franca, per evitare il
confronto, e Magno non ha forza di intervenire, quindi accetta)
• 800 assume titolo di imperatore romano: per antichi è stesso impero di Augusto. Ma
ci sono differenze: è più piccolo e non è il Mediterraneo.
• Trovare struttura per governare vasto territorio: Magno non ha mai posto una capitale o
governo stabile.
a) Divide territorio in 200/300 contee: affidate a un conte (uomini a lui fidati).
b) Altri conti rimangono con lui a palazzo: conti paladini. Hanno potere militare,
amministrativo e giudiziario (presiedono i placiti: grandi assemblee in tribunale)
c) Alcuni conti hanno circoscrizioni + grandi e assumono titolo di Marchiones:
- Governano le marche, territori + ampi (di confine e frontiera), che devono
garantire prima difesa davanti ad attacco imprevisto (in attesa che arrivi esercito
regio). Per questo, hanno esercito + grande e maggiore stabilità economica.
- Alcune marche mantengono il nome di ducati: province affidate a un dux
• Conti e marchesi scelti tra vassalli del re (=funzionari di provata fedeltà)
− Rappresentano autorità pubblica non privata (non feudatari)
− Hanno una retribuzione: ampi terreni, ma mai concessi entro la marca che
governano (così non prendano potere tirannico o non reclamano territorio). Non si
vuole ricreare sistema feudale: quando conte muore, potere non passa al figlio (ciò
solo quando riusciranno a prevalere su potere regio. Ma non ora). Re non vuole che
loro potere si radichi in quel territorio.
• I MISSI DOMINICI: stretti collaboratori inviati dal re per controllare operato di
marchi/conti. Spesso uno è un vescovo e un altro un conte paladino.
• VASSI DOMINICI: gruppo di persone tra i sudditi che:
− Accompagnano il re
− Tra loro scelti i missi dominici
− Talvolta controllano aree non inquadrate
• Zone immunitarie: decide che alcune aree (soprattutto della Chiesa) debbano godere
dell’immunità: stanno dentro la contea, ma non dipendono dal conte, ma dall’
ecclesiastico per limitare potere conte. Magno ha capito che il conte spesso si può
trasformare in potere indipendente (soprattutto se governa aree lontane). Stesso potere
del conte, quindi, può essere in questi casi assunto da vescovi e abati
a) Vescovi e abati immuni da giurisdizione comitale
b) Vescovi e abati disponevano di agenti laici (spesso detti advocati: tutore degli
interessi materiali della diocesi e presiedono il placido), a cui delegati affari
amministrativi e giudiziari
• Ma impero non ha capitale: nel 794 fa costruire Acquisgrana e un palazzo come sede
dell’autorità regia. Ma non capitale operativa, non è da lì che opera il governo: Magno e
corte si spostano continuamente
• Abolizione carica di maggiordomo (maestro di palazzo): ma si circonda di persone a cui
affidati diversi compiti: idea che settori dell’amministrazione devono essere affidate a
figure diverse:
− Arcicappellano; camerario per amministrazione beni; apocrisario per cancelleria;
coppiere per vitto e bevande; siniscalco, conestabile
• Cultura: crea ad Aquisgrana una Scuola: Schola palatina (affidata ad Alcuino di York).
17/10
Quindi con Carlo Magno: governo centrale e controllo delle periferie. Aquisgrana capitale
fittizia: potere di sposta con spostamenti di Magno per manifestare suo potere sul territorio. Ma
questa capitale diventa centro culturale. Importanza cultura:
CARLO RIFORMATORE: grande uomo di governo che organizza sia struttura amministrativa
anche economica. Emana i Capitolari, normative che regolano diverse discipline. Aspetto
religioso: non è il papa a intervenire su questioni ecclesiastiche, ma Carlo Magno:
Controllo dell’economia:
• Separazione tra terre allodiali (proprietà privata) e terre beneficiarie: terre concesse n
beneficio sono di proprietà di chi la dona (rimane nel Patrizio regio se è del re, ma data
in uso a chi la riceve: feudatario). Ma quando viene abolito il feudalesimo che fine
fanno? Patrimoni pubblico (perché del re), ma famiglia feudataria l’ha curato a lungo:
quindi 2/3 terre concesse al feudatario, 1/3 incamerata da patrimonio comunale.
- Col passare delle generazioni, talvolta terreno passa a figlio alla morte del padre,
per volere re, che vede figlio con uguali capacità -≥ sistema feudale diventa
patologico e alcuni figli reclamano in eredità il terreno.
Allora, si sostituisce il terreno col denaro, ma così manca il concetto di beneficio e
onori: io ti do perché tu mi dai, ti do un terreno, così che lo coltivi.
Si spezza legame e famiglie acquistano potere e non rispondono + a ordini re
• Capitulare de villis: le ville sono i vecchi latifondi, che hanno al centro una corte ed
edifici in cui vivono famiglia proprietario e schiavi. La villa è l’intera proprietà. Carlo si
rende conto che questi grandi latifondi regi appartengono al re, ma i potentati locali li
reclamano. E vista la difficoltà di gestione di questi territori emana il Capitulare de
villis (legge), per uniformare potere e organizzazione terreni: quadro di gestione dei
terreni che deve essere applicato dappertutto: ordinata gestione delle curtes del regio
fisco
• Provvedimenti contro l‘usura e per calmierare i prezzi dei generi alimentari
• Regolate le imposte dirette (es: pedaggi per i diritti di transito)
• Combatte lo strapotere dei latifondisti: da una parte Magno deve mantenere sotto
controllo latifondisti da cui fuoriescono militari (quindi offre concessioni) ma cerca di
controllarli, perché loro strapotere potrebbe portare a disgregazione dello stato.
RIFORMA MONETARIA:
INCORONAZIONE IMPERIALE
21/10
Come si passa da questo grande contenitore imperiale del regno dei franchi a recuperare il
titolo imperiale? Fine VIII, potere nelle mani di Irene, che governa per conto del figlio piccolo,
ma non ne assume tutela, ma assume per sé il titolo di imperatrice. Non viene riconosciuta:
trono considerato vacante.
Papa diventa punto di riferimento, e sostenuto da potere carolingi. Natale 800: Magno
incoronato imperatore romano, cui primo ruolo è difensore della Chiesa. Probabilmente questo
gesto fu concordato.
In mentalità di Magno sopravvive qualcosa di negativo che deriva da mentalità franca: idea
patrimoniale del potere, che Carlo può dividere tra i propri eredi.
• Lo divide tra i suoi 3 figli: Pipino, Carlo, Ludovico. Ma quando muore (814), solo
Ludovico (il PIO: perché dedito a religione) è vivo: non si verifica sua volontà.
- Ludovico (nell’ipotesi di Carlo) viene mandato in Aquitania (+ cristianizzata e -
militarizzata). Guidò eserciti contro musulmani. Ma uomo di pace
Unico rimasto in vita, diventa II imperatore romano dopo il padre.
- Pipino era diventato re d’Italia. Ma alla sua morte, regno longobardo affidato a
Bernardo e anche Ludovico, ma subordinato. Longobardi cercheranno sempre +
autonomia e Bernardo diventa capo di questa tendenza.
Si arriverà a uno scontro, vinto da Ludovico. 817: sostituisce nobiltà: vecchie
famiglie longobarde che avevano fagocitato ribellione vengono eliminate e arrivano
famiglie franche che cominciano a prendere posizioni ai vertici della politica.
LUDOVICO IL PIO
• Governo lungo, 814-840, Impero rimane unito nelle sue mani (scomparsi altri eredi),
unica accezione: Bernardo che si ribella, ma sconfitto e imprigionato in un monastero.
• Persona tranquilla e che dà molta importanza ad aspetto religioso e spirituale e si
circonda di personaggi ecclesiastici/di cultura che vengono dall’Aquitani
• Tranquillità esterna e interna: non vuole allargare l’impero. Consiglieri di Carlo Magno
sostituiti da quelli di Ludovico:
- Importante consigliere: Aniane: monaco benedettino (vero fondatore dei
benedettini, lo riforma e grazie a ciò si diffonde in tutto mondo franco e grazie ad
esso cristianizzazioni aree franche e tedesche)
• 816: rinuncia a nominare abati e vescovi (fino ad ora era re dei franchi a nominarli,
tranne quelle di chiese privati)
• 824: Constitutio romana (promulgata da Lotario, figlio Ludovico, su consenso del
padre): vincola consacrazione papale al giuramento di fedeltà dell’imperatore: libertà
nella scelta del vescovo di Roma, ma prima che esso adempia a sue funzioni, deve
giurare fedeltà a imperatore.
- Papa comunque ha cominciato ad assumere sempre + potere
• 817 Ordinatio Imperii: tramite essa Ludovico si immagina divisione dell’impero:
− Ludovico il Germanico: regioni orientali (tedesche)
− Pipino: regioni occidentali (franche)
− Primogenito Lotario (che governerà insieme al padre e le regioni centrali)
Immagina regno collegiale con una strutturazione gerarchica: sopra c’è Lotario, gli
altri 2 hanno posizione minoritaria.
• 825: Ludovico rimane vedovo e si risposa con principessa sassone, esponente della
parte + militarizzata: Giuditta. Influenzato da questo matrimonio, sostituisce consiglieri
della sua corte (tranquilli e + propensi a religione), con consiglieri provenienti da
aristocrazia sassone e con interessi tipici dell'aristocrazia militare del nord.
Ciò dato da insoddisfazione che queste famiglie provavano rispetto a politica imperiale:
non + guerre di conquista, non potevano guadagnare da esse e costrette a dividere
patrimoni con figli. Questi spingono Ludovico verso una rigermanizzazione: maggiore
attenzione per controllo della terra, aspetti militari e sfruttamento latifondi.
Ma non è un cambiamento dato dalla moglie, ma lui che perso un po' il potere trova
appoggio da germani, che lo spingono a matrimonio e a rigermanzzazione.
• Morto Ludovico, la forza di questi principati locali è talmente forte, che i successori di
Ludovico faranno fatica ad imporsi realmente
• Dal II matrimonio di Ludovico è nato Carlo il Calvo. Nonostante divisione immaginata
da Ludovico, Carlo il Calvo era ormai prediletto dalla corte
• Nasce conflitto tra i 3 figli: Ludovico e Carlo si alleano e sconfiggono Lotario nella
battaglia di Fontenoy (841).
− Loro alleanza sancita da incontro dei 2 eserciti a Strasburgo, dove recitano
giuramenti che sanciscano nascita della lingua tedesca e francese, perché esercito
Francia orientale e Germania giurano alleanza in francese e in tedesco (ognuno
giura nella lingua dell’altro, perché è l’altro che deve capire cosa sto dicendo: solo
in questo modo può esserci fiducia per il patto).
• 843: trattato di Verdun, che tripartisce territorio (ma non volontà di Ludovico il pio)
1) Franchi orientali (Ludovico)
2) Franchi occidentali (Carlo il Calvo)
3) Lotario mantiene titolo imperiale le aree centrali: ma non gli va bene, perché gli altri
2 hanno 2 comunità e territori compatti che spingono verso alleanza, a lui lasciata
striscia piccola ed eterogenea, senza interessi comuni.
Ulteriori frammentazioni:
Contrasti:
• 875: muore Ludovico II, Carlo il Calvo in Italia riceve la corona imperiale a Pavia
• Ludovico Germanico tentò invano di invadere i territori di Calvo
• 876: muore Ludovico il Germanico, Carlo il Calvo invade la parte orientale, respinto da
Ludovico il Giovane (figlio Ludovico il Germanico)
Tutta ciò indebolisce impero carolingio. Morto Carlo il Calvo 877, abbiamo uno dei suoi figli,
• 882 rimane l'unico carolingio in vita, ma nascono principati locali che hanno forza sul
territorio. Ciò conseguenza del fatto che i re non riescono a tenere insieme il territorio e
sono essi a organizzare esercito e a decidere i re
• Carlo il Grosso deposto da assemblea dei franchi orientali (tedeschi: non avevano
accettato che potere tornasse a una persona) e poi anche dai franchi occidentali
(francesi: perché lui incapace, incursioni dei normanni) nell’888
• Regno di Germania sarà sotto Arnolfo di Carinzia (nipote di Ludovico il germanico).
• In Francia scelto come re Oddone, conte di Parigi (famiglia dei Robertingi, che hanno
potere radicato. Re non hanno più la forza di far fronte a incursioni dall’esterno e
famiglie si mettono d'accordo per eleggere un esponente delle loro famiglie).
• La corona italica è assunta da Berengario marchese del Friuli (scelto dai potentati
locali). Ungari e Magiari entrano dal Friuli, ma Berengario non riesce a respingerli
• Le corone finiscono nelle mani di principi territoriali, dotati di ampie clientele
vassallatiche, adatti alla difesa
Alla morte dell’ultimo carolingio (888), ci sono aree indipendenti: regno di Germania, di Francia,
di Borgogna, d'Italia, di Provenza
23/10
• Ungheresi a sud: in grado di devastare porzioni di terreni anche lontano da loro zone.
Magiari arrivano in Pannonia e Borgogna, scendono in penisola italiana fino a Puglia.
Spedizioni molto simili a musulmani. Devastano pianura padana e Italia centrale, poi
tornano indietro con prigionieri e bottino. Una caratteristica che accomuna Normanni,
musulmani e ungheresi: velocità con cui approdano, devastano e scappano. Ungheresi:
cavalleria leggera con velocità impressionante. Difficile (come accaduto per
musulmani) costringerli allo scontro militare e fermarli. Non sono espansioni di
conquista, ma razzie. Velocità è la loro arma forte.
• Dal mediterraneo arrivano incursioni da parte musulmani (grande conquista fino 700,
poi solo incursioni e razzie)
• A nord Slavi, non insediamento stanziale, ma devastano ricche pianure coltivate dei
Germani
Singole monarchie (ora impero frammentato in regni) devono far fronte e non sono in grado di
dare garanzia di sicurezza
• I POPOLI DEL NORD: si muovono da penisola scandinava (fonti latine vedono in essi
unitarietà, ma differenza) su un naviglio veloce e leggero. Si presentano al mondo
carolingio sotto aspetti diversi in base alle esigenze. Inizio:
a) Commercianti (portano loro prodotti, pellicce etc), aspetto tranquillo
b) Pirateria navale: su mari del nord (bacino importante per i commerci). Devastatori
e razziatori, ma anche conquistatori dove riescono a insediarsi stabilmente
Mete/obiettivi: Inghilterra, grandi pianure Europa orientale, Francia del nord
c) Conquista militare
• In base a chi li vede arrivare, definiti con NOMI diversi:
a) Vichinghi: ≥ vik (baia, abitanti delle baie) o ≥ vikingr (predoni marittimi). nome
usato per quelli che vanno verso ovest (isole britanniche, atlantico)
b) Normanni: uomini del nord. Nella Francia settentrionale.
c) Vareghi = var (giuramento, Varingr: persone legate da giuramento di reciproca
difesa e resistenza). Da Russia, Bielorussia e Ucraina (sud-est)
• Origini geografiche di queste popolazioni sono diverse: gruppi di determinate posizioni
geografiche si muovono in Inghilterra, pianure orientali, Francia settentrionale.
• Sono dotati di una grande prestanza fisica e capacità militari, diventano anche
mercenari spesso (ben pagati e apprezzati da potenze con cui entrano a contatto).
Spesso vichinghi hanno la meglio: riescono a conquistare parte occidentale Inghilterra.
Obiettivo + importante raggiunto: Francia settentrionale, che con loro prenderà nome di
Normandia, importante perché Inghilterra mai incorporata nel mondo carolingio e
frammentata al suo interno. MA difficile prendere mondo carolingio: seppur
frammentato, ben organizzato. Chi governa deve dare garanzia: ma nessuno riesce a
porre argine a incursioni vichinghe
NORMANDIA: Prendono quindi il controllo stabile di una zona della Neurasia (poi detta
Normandia): Carlo il Semplice capisce che unico modo per fermare incursioni: concessione di
una terra ai normanni in beneficio (re concede parte del demanio regio in cambio di fedeltà e
forza militare).
• Rollone si accorda con Carlo, che gli concede parte della Neurasia, in cambio di
fedeltà e difesa della Francia da altre incursioni barbariche.
▪ 911 Rollone, capo normanno di origine norvegese viene inquadrato come conte (poi
duca) nel regno dei Franchi occidentali (da Carlo il Semplice).
Normanni apparentemente vincitori, ma inglobati in mondo carolingio (gli viene
richiesta conversione a cristianesimo)
• Il conte di Parigi, si sforza per frenare incursioni, diventa rappresentante degli interessi
dei grandi principati territoriali (11/12), che si erano accorti che un re debole fa comodo
così non li controlla, ma serve un capo che li guidi. Quindi scelto conte di Parigi come
dinastia regnante in Francia.
• Interessante perché dalla Normandia partiranno espansioni di conquista e tentativo di
assimilare regno franco a Inghilterra: 1066 Guglielmo duca di Normandia occupa
Inghilterra
• IX-X vanno verso est e risalgono corsi d’acqua. Si comportano come commercianti (o
impongono loro presenza) o come colonizzatori: sfruttano popolazioni slave, ponendosi
come padroni del territorio e sottomettendoli con le armi.
• Arrivano con navi molto veloci: detti rus (rematori)
• Fondano principati (Kiev) che costituiranno il 1° nucleo della Russia.
I POPOLI DELL’EST: l'Europa carolingia ha raggiunto un confine molto spostato verso est,
quindi arrivati a contatto con mondo slavo:
MAGIARI: alla fine del IX nuova invasione di popolazione ugrofinnica: i Magiari o Ungari dalle
regioni del Don e del Volga si stanziano in Pannonia sotto la guida del principe Arpàd. Premono
su mondo tedesco con devastazioni continue, finché su mondo tedesco si imporrà dinastia di
principi locali di Sassonia, che li fermerà.
• Con Ottone I di Sassonia magiari sconfitti nel 955 a Lechfeld. Da qui magiari capiscono
che non sono forti militarmente, inferiori rispetto a mondo tedesco.
− Ugualmente in Francia contro slavi: consolidati i confini
• Ottone I 962: assume titolo di romano imperatore: riesce a intervenire contro incursioni
magiari e slavi. Sposta confine mondo tedesco, che grazie a lui cerca di espandersi.
• Dinastia carolingia incapace di dare risposta a incursioni; data quindi da nuove dinastie:
duchi di Sassonia, Francia etc. Per questo esse diventeranno le famiglie centrali
dell'Europa centrale
TRASFROMAZIONI
Momento di assedio continuo della Francia carolingia, porterà a trasformazioni interne: società
si organizza per dare risposta a problemi.
no potere pubblico consceso dal re). Ma questi funzionari cominciano a esercitare potere con
autonomia e hanno potere personale sul territorio, di cui re ha bisogno per governare (non
dipendono più da potere regio), e anche arruolamento delle truppe diventano personali (si
creano tanti piccoli eserciti. Potere regio diminuirà: per accontentare queste persone
concederà autonomie e territori:
• Conti: funzionari pubblici pagati da re con beneficio e terre (mai in luogo dove
governano, per evitare troppo potere). Ma ora queste famiglie a capo cominciano a
radicare proprio potere nei loro territori da loro governati, aumentando proprio potere.
• cominciano ad emergere dentro contee personaggi minori che controllano spazi di terra
minori (vie importanti, territori fertili): custodes castri, che diventano padroni di un
castello e sul territorio circostante esercitano poteri pubblici (riscossione imposte,
amministrano giustizia) - potere non + nelle mani del re e del governo centrale, ma si
frantuma e distribuisce sul territorio
• conti cominciano ad essere tali perché ereditano potere e titolo dal padre: mentre Carlo
spostava conti e difficilmente stessa contea data a figlio di un conte (sempre per evitare
che potere si radicasse sul territorio) -≥ si creano poteri sul territorio che non dipendono
+ da volontà re, quindi servizio in cambio della fedeltà, scompare. Tutto indebolisce
potere centrale.
NUOVI REGNI
FRANCIA:
• 988, deposto Carlo il Grosso ≥ Robertingi: primi a far fronte a minaccia Normanni.
Questi si alternano con dinastia carolingia. Anche qui nasce idea che re debba essere
eletto. Sono i 12 grandi personaggi a decidere sorti del reno (principati locali).
• 911 Carlo il Semplice (Carolingio) cde la Normandia
• 987 eletto Ugo Capeto (perché indossava toga, con nome simile), esponente Capetingi.
Re di Francia ora discendenti da questa famiglia, che riesce a dare risposta a problemi
(Normanni).
ITALIA
REGNUM TEUTONICUM:
NUOVE INVASIONI X-XI: diverse da quelle del IV-V che avevano portato a fine mondo romano.
Mai persone nomadi che si spostano, ma devastazioni: non + nuovo popolo che si insedia, ma
località minacciate da incursioni, che non provocano trasformazioni radicali. Campagne
cominciano a spopolarsi: processo di ritorno dentro alle città. Spuntano castelli sul territorio:
castello significa fortificazione di un intero borgo. Tendenza determinata da aggressioni
esterne, per difendersi.
Popolo che si posta e arriva in Pannonia. Nel momento dello stanziamento il re ha avuto
potere. Si insediano ad Arpad.
NORMANNI:
I POTERI SIGNORILI
Ma per i feudi minori, questo riconoscimento arriverà molto + tardi: constitutio de feudis 1037
(Corrado II di Franconia).
Autorità regia continuerà a diminuire a vantaggio dei poteri locali e di periferia. Quando un duca
e marchese muore, figlio ne eredita potere senza avere il consenso del re.
11/11 II MODULO
IMPERO E PAPATO
IL PRIMATO DI PIETRO
• In Italia alcune sedi (es Ravenna) non erano disposte a fare passo indietro rispetto a
Chiesa di Roma -≥ in Italia, accanto alla sede romana quasi pari prestigio avevano
chiese di Milano e Ravenna
Chiesa ha organizzazione orizzontale: i vescovi sono i più importanti, ma fatica ad
accettare che tra questi ce ne sia uno più importante, il successore di Pietro, il papa
• Della stessa autonomia da Roma godevano le chiese nazionali: quella tedesca era
cresciuta a stretto contatto con potere temporale -≥ Germania: non guarda a chiesa di
Roma
− Reichschirke: chiesa imperiale, collabora con re nel governo della popolazione
− Quando papa Gregorio VII vuole porre titolo di Papa all’apice della gerarchia
ecclesiale, cercherà di rompere questo legame
INIZIO XI SECOLO
DINASTIA DI FRANCONIA
▪ 1024 Enrico II, debole, muore senza eredi diretti. Va scelto nuovo imperatore: si aprono
lotte intestine. Poi eletto Corrado, duca di Franconia (parente dinastia sassone), area
del primo insediamento dei franchi. Corrado diventa re di Germania, ma non ha forza di
imporsi su altri duchi
FAZIONI ROMANE
• Benedetto IX, eletto 1033, insediato a Roma. Ma romani si ribellano e cede la carica a
Giovanni Graziano, Gregorio VI
• Mentre Crescenzi eleggono Silvestro III (1045) (che però è fuori Roma), in seguito ai
disordini del 1044 che avevano determinato l’allontanamento di Benedetto IX
-≥ 2 pontefici. Ma Benedetto ci ripensa, dicendo che non si può vendere potere vescovile -≥ 3
pontefici (eletti per elezioni politiche o perché hanno acquistato carica) -≥ in papato
confluiscono tutte tensioni contemporanee politiche -≥ debolezza e crisi Chiesa.
A tutto ciò si accosta fenomeno delle Chiese private: possibilità di costituire chiese donando
possedimenti agricoli alla Chiesa, ottenendo potere di nominare vescovi della chiesa. Tutto ciò
influisce su morale del clero, che dipende economicamente da altri
-≥ clero corrotto e lascivo. Mondo profano: non si acquisisce ruolo spirituale per vocazione,
ma per potere. Problema morale che svilisce ruolo ecclesiastici, anche nella formazione:
• Funzionale a ruolo che si deve ricoprire, ma se non serve (divento ecclesiale perché
padre mi ha dato titolo), conseguenze politiche:
• -≥ potere politico si serve di loro per loro educazione, formazione, buonissima
Ma se al vertice della chiesa ho imbecilli (perché non hanno formazione, ma pagano per
il titolo) non utili
Primo tentativo di riforma portato avanti da imperatori della dinastia di Franconia:
1046 concilio di Sutri: Enrico III, duca di Franconia, scende a Roma e li depone tutti e 3 e
impone il suo cappellano Clemente II -≥ quando c’è imperatore, è lui che decide sorti papato.
ENRICO III
Con lui vengono a Roma intellettuali ed ecclesiastici, che tenteranno riforme morali, capendo
per salvare il clero è necessario spezzare qualsiasi legame con potere temporale e imperatore.
Perché se è imperatore a nominare vescovi, farò in modo di piacere a lui (quindi meriti politici,
non spirituali)
13/11
Si comincia a parlare della libertà della Chiesa: sua autonomia rispetto ad altri poteri
• 1° tentativo riformatore nasce all’estero, poi comincia a formarsi a Roma una parte
riformatrice: parte romana legata ancora a famiglie romane VS partito riformista, che
non ha più bisogno di protezione imperiale
Non situazione facile: morto Enrico III, problema di successione; grandi famiglie cercano di
riprendere controllo Chiesa romana
• 1073: Debrando di Soana eletto papa come Gregorio VII, ma per acclamazione
popolare, non da cardinali. Lui accetta (fanno regole si sentono autorizzati a
infrangerle). Diventa leader del movimento riformatore romanoche: riforma gregoriana
Storici francesi (poi europei) hanno sempre definito riforma della Chiesa come riforma
gregoriana: ma tale solo la riforma che fa lui.
Infatti, le riforme comunque poste sotto questo nome ma a lui successive, dicono cose
che Gregorio non avrebbe mai accettato.
GREGORIO VII
Suo obiettivo è porre Papa al vertice e come ultimo referente del potere temporale (potere viene
da Dio, e papa poi delega quello temporale a imperatore). Capisce necessità di staccare
gerarchie ecclesiastiche da subordinazione a gerarchie imperiali.
• 1074 condanna investitura: vescovo finora investito da imperatore, che cede terreni
suoi in cambio di lealtà, creando legame tra vescovo e imperatore (che è al vertice,
perché è lui che cede terreno)
Ora papa vieta a imperatore di cedere investiture e a vescovi di non accettare.
• 1075: Dictatus papae: copiato nel registro delle lettere di Gregorio VII
▪ Pone papa al vertice della gerarchia ecclesiastica e subordina l’autorità laica
• Enrico IV reagisce a divieto investiture + prime scomuniche (persona esclusa da
comunità dei fedeli. Sua anima destinata a dannazione eterna) dei vescovi tedeschi
(suoi collaboratori). Enrico minaccia di intervenire militarmente in Italia + 1076 convoca
concilio vescovi Italia meridionale per fare deporre papa.
• Gregorio VII scomunica imperatore
Germania (≥Sassonia): continua rivolta dei principi contro re di Germania per avere autonomia
Enrico IV scende in Italia, mentre Gregorio VII si muove verso Germania, dove convocata
assemblea principi tedeschi in cui richiesta sua presenza per deporre Enrico IV, il quale scende
in Italia: arriva in Pianura Padana. Papa ha paura e torna indietro, chiede protezione al castello
di Canossa, sotto Matilde di Canossa (marchesa di Toscana). Enrico IV arriva al castello
(1077): chiede (scomunicato) perdono al papa. Papa impone condizioni (penitenza per 3 giorni
e 3 notti davanti al castello prima di essere accolto, al freddo). Enrico accetta.
Papa: perdono importante per un cristiano, e lui l’ha promesso se imperatore avesse fatto
penitenza. E, anche spinto da Matilde (grande sostenitrice di Gregorio VII), concede perdono a
imperatore: perché per fedele dell’epoca importante armonia tra impero e papato.
ora però suo viaggio in Germania non ha più senso: papa torna a Roma, e principi si sentono
abbandonati. Azione papa vista come tradimento, Enrico IV recupera controllo area tedesca e
sconfigge sassoni: torna a fare quello di prima, elegge vescovi.
CANOSSA: se vista strumentalmente, Enrico cristiano, gli pesa la scomunica. Canossa vista
come sconfitta, ma in realtà grande vittoria diplomatica: aiuta Enrico a recuperare potere su
Germania
DICTATUS PAPAE
GREGORIO VII: così si è posto all’apice della gerarchia ecclesiastica e ha ottenuto potere
temporale.
Ma Enrico rientrato in Germania ha ripreso a fare benefici a vescovi, in conflitto con papa. Papa
ricomincia a scomunicare vescovi: Enrico convoca nuovamente (1080, Bressanone) concilio di
vescovi dalla sua parte (tedeschi e lombardi): depongono Gregorio ed eleggono a papa
l’arcivescovo di Ravenna Wiberto (Ravenna e altre erano restie ad accettare governo papa),
con nome Clemente III
• Vasta letteratura libellistica: traccia di una rinnovata importanza e interesse per il diritto
romano, perché ricorso ad esso. Scontro tra fine XI e inizio XII.
• Lotta durante cui la Chiesa getta le basi della monarchia papale
Enrico V: si scontra nuovamente con mondo tedesco. Papato continua ad avere problemi:
famiglie a Roma vogliono avere potere su scelta papa:
• 1122, concordato di Worms: tra Enrico V (figlio Enrico IV) e papa Callisto II. In questo
scontro, impero e papato si sono logorati e scontrati. La realtà cerca strade autonome
(nel vuoto di governo, le città devono organizzarsi: nascono monarchie).
▪ Cedimento di una parte e dall’altra: riconosciuto ruolo imperatore con funzione di
controllo e garanzia su scelta vescovi/abati; Inoltre, in Germania investitura può
avvenire anche prima della consacrazione (imperatore può porre vescovo non
ancora consacrato a capo della città, con potere su beni Chiesa in quel territorio)
▪ Mentre nelle altre parti dell’impero vescovo concreto, poi se imperatore vuole può
affidargli parti da governare.
▪ Sconfitta ideologia gregoriana. Con questo finisce lotta per le investiture
Ma 1125: Enrico V muore senza eredi diretti: problema di successione (ancora non regole:
imperatore eletto da principi, poi incoronato a Roma, ma spesso imperatore forte ancora in vita
faceva eleggere il figlio come re di Germania, così che alla sua morte diventasse imperatore). Si
contendono Federico di Svevia (parente dinastia franca da parte di madre), e ? -≥ guerra
civile.
1152 eletto Federico Barbarossa (figlio del duca di Svevia), ma sua madre è esponente dell’altra
famiglia (Baviera), a cui lui + legato. Diventa re di Germania.
14/11
Anche imperatore vuole riforma della chiesa, ma solo perché vuole strumento ecclesiastico
buono e forte. Per Enrico III: riforma è restaurazione (riportare clero a comportamenti corretti,
ma subordinato a impero). Ma poi si capisce che una vera riforma non può prescindere da
separazione netta tra potere temporale e spirituale: perché uffici temporali distolgono vescovi
da loro compiti
− Riforma della Chiesa: non è 1, si susseguono. Con Gregorio VII sorge idea di autonomia
della Chiesa dal potere temporale: libertas ecclesiae
Matilde si ritrova in questo contesto intricato, ha vocazioni spirituali forti e si sente vicina a
Gregorio VII. Ma sente anche la necessità dell’impero: vuole coniugare le 2 grandi realtà, senza
arrivare allo scontro
Ma Papato sembra rafforzatosi: potere imperiale viene disarticolato, mentre da ora il papa
diventa vero vertice della gerarchia ecclesiastica, e comincia a organizzare suo potere
L’IMPERO
1) Regno di Germania: divisa in principati dinastici. Duchi: finché politica imperiale non
compromette loro interessi stanno buoni, ma quando imperatore ha bisogno di +
risorse finanziarie/militari, si tirano indietro, si ribellano.
Infatti, imperatore non riesce a fare in Germania ciò che re di Francia fa in Francia:
partendo da posizione di debolezza, re di Francia riesce a imporre suo potere su tutto
territorio; in Germania no perché rimangono forti poteri locali dei principati*
(Comunque, legati a imperatore da un vincolo feudale)
2) Regno d’Italia (stesso problema della Germania*): si affermano autonomie cittadine:
nascita comuni che non riconoscono autorità centralizzata
3) Regno di Borgogna: area che sente molto l’influenza del mondo francese e vede
affermazione della monarchia francese.
Anche in Borgogna quindi imperatore farà fatica a imporre sua autorità.
4) Unica via politica in cui successo mondo tedesco: espansione verso Oriente/mondo
slavo: ampliamento confini fino a Sassoni; germanizzazione della regione; egemoni sui
regni orientali (Polonia, Ungheria etc). Forte egemonia culturale di influenza del mondo
tedesco sullo slavo
DINASTIE
Si apre scontro tra duchi di Svevia (imparentati con dinastia di Franconia) VS alleanza tra
bavaresi e duchi di Sassonia (quelli che furono a favore di Rodolfo di Svevia)****. Si esce da
questo scontro intestino nel 1152 con elezione di Barbarossa:
Difronte a crisi impero (che fallisce come contenitore di potere), emergono monarchie
feudali*, che si trasformeranno in nazionali (stati europei moderni). In tutta Europa tranne in
Italia centro-settentrionale, in cui emergono i comuni*. *2 risposte a crisi del potere imperiale.
LE MONARCHIE NAZIONALI
FRANCIA
Ci sono grandi potentati regionali (10/12), nelle mani di principi importanti che di volta in volta
si mettono d'accordo su chi debba fare il re. Si alterna perché si vuole re debole, che non
contrasti autonomia potere principi (= Germania)
Ma potere re di Francia si estenderà su tutto il territorio francese: fenomeno lungo che si avvia X
e terminerà XI, con la fine della guerra dei 100 anni. Le tappe di questo fenomeno:
Ma anche Italia meridionale, Sicilia, Ungheria, Spagna: processo uguale a Francia e Inghilterra.
Fenomeno che riguarda tutta l'Europa, tranne Itala e Germania. Caratteristiche del fenomeno:
MONARCHIA FRANCESE
• Luigi IV e Luigi VII (1137-1180): riconosciuti come re di Francia proprio perché deboli e
non preoccupano. Ma avviano processo di accentramento del potere.
− Si presentano come garanti della pace e giustizia
− Freno all’aristocrazia feudale:
− Consenso dei vescovi e dei ceti mercantili: presentandosi come difensori pace e
giustizia difendono interessi del:
1) Ceto borghese (che si arricchisce con commerci), che lo appoggiano
economicamente (perch sanno che lui sta andando contro potentati locali
2) Ecclesiastici, il cui potere economico e terreni erano garantiti da forza del
sovrano, perché principi locali aspiravano a mettere mani su beni della chiesa
• Filippo II Augusto (soprannome che indica sua forza) re di Francia (1180-1223): riesce
ad affermare forza del potere centrale, tramite tecniche già fatte da padre e nonno:
- Si appoggia alle forze cittadine per contrastare quelle feudali e signorili
- Problema: territorio finisce nelle mani di un’unica dinastia inglese, con una grande
quantità di territori.
- 1066 Guglielmo il Conquistatore conquista Inghilterra, come feudatario del re di
Francia ed è re d’Inghilterra. Dinastia di Guglielmo si estingue senza eredi e potere
finisce nelle mani dei conti d’Angiò, che avendo sposato la figlia dell’ultimo duca di
Normandia re di Inghilterra diventa re d’Inghilterra e Normandia
Per una serie di matrimoni, questa nuova dinastia, dinastia dei Plantageneti (dinastia francese
che ha messo mani su Inghilterra) si scontra con altra famiglia imparentata con ultimo re
d’Inghilterra. Nasce contesa tra 2 pretendenti, vincono gli Angiò (Pantageneti), che ottengono
parte Francia (già loro) e Inghilterra.
Nasce scontro tra 2 dinastie e Filippo, che capisce di avere come feudatario uno che ha parte
Francia e Inghilterra, convoca (fine XII-inizio XIII) in giudizio Giovanni Senzaterra (re
d’Inghilterra):
Scontro tra papato e impero per lotta delle investiture (già visto), ma avranno altri 2 scontri:
Queste 2 potenze sono così coinvolte in questo scontro che non si rendono conto che il
controllo della realtà politico-sociale sta sfuggendo loro di mano: rafforzamento delle
monarchie feudali (che diventano nazionali) + fenomeno comunale in Italia centro-
settentrionale (che cerca di risolvere mancanza di governo di imperatore e papato)
Monarchie: re titolare del potere, al di sotto 10/12 principati territoriali che sono diventati
protagonisti della realtà militare, ma sono tenuti a fedeltà verso il re, che gli ha dato terre
1) Rafforzamento del potere centrale: governo con ministri delegati a seguire i rami
diversi dell’amministrazione (non più fusi): ciò fornisce al re uno strumento forte
2) Creare rete di funzionari distribuita sul territorio per controllare periferie (aree +
lontane da capitale)
Ma passo + importante fatto da FILIPPO II AUGUSTO: molti principati francesi stanno finendo
nelle mani della stessa famiglia (dei plantageneti, conti d’Angiò che a metà XII sono diventati re
d’Inghilterra: grande forza perché controllano anche la metà occidentale della Francia). Filippo
deve combattere un principe + forte del re di Francia. Riesce (organizzando esercito,
appoggiato da borghesia (che gli dà denaro in cambio di protezione per commerciare senza
dazi) e da vescovi/abati) a sconfiggere gli eserciti di Giovanni Senzaterra in battaglia:
Momenti del processo di sviluppo, avviati con Luigi VI/VII e perfezionati da Filippo II:
LUIGI IX IL SANTO (1226-1270) : 2° in questa triade di grandi sovrani (1°: Filippo II Augusto)
Quando diventa re, a gestire il potere è madre e consiglio di grandi principi assunto dal padre in
attesa che lui riesca ad assumere da solo il potere. In questa prima fase:
1270: Luigi IX il Santo muore nella crociata. Era credente, convinto che anche ruolo del
monarca occidentale sia assicurare protezione Terrasanta, quindi tenta di conquistare
Terrasanta. Ne aveva organizzata già una. 1270 ne organizza un’altra: dalla Francia per andare
in Terrasanta, fa tappa in Italia meridionale. Re di Sicilia suo fratello lo appoggia e lo
accompagna. Ma prima di partire problema: Sicilia consente di controllare passaggi con
l’Oriente (tramite canale di Sicilia), approfittando del cambiamento di dinastia dell’Italia
meridionale il governatore di Tunisi si era rifiutato di pagare le imposte (simbolo sua
sottomissione a Sicilia) quando dinastia era cambiata. Carlo d’Angiò (perso controllo su
Tunisia) vuole dirottare crociata su Tunisi. Ma esercito francese (che arrivò prima del siciliano)
accampato su Tunisi venne colpito da peste: muore anche Luigi IX, che è sul campo col figlio
Luigi III, che torna subito in Francia per ottenere il trono. Processione per riportare spoglie di
Luigi in Francia.
Figlio di Luigi IX è Filippo III, cui figlio è Filippo IV il Bello. Continua rafforzamento del potere
centrale e affinamento dell’apparato burocratico. Durante Filippo IV il Bello:
20/11
Morto Bonifacio, papato controllava monarchia francese, si sposta infatti ad Avignone. Altro
momento importante di Filippo il Bello:
• Processo contro templari: lui è in guerra e servono soldi. Prende soldi da clero e ordine
dei Templari: ordine cavalleresco nato per difendere Terra Santa. Ordini cavallereschi
arricchitisi perché gestiscono reti commerciali con Oriente, per difendere quei territori.
Aprirono ponte tra Occidente e Oriente e si insediano in Francia.
Filippo fa muovere contro l’ordine accuse (mentalità medievale: sull’accusato riversate
anche accuse inverosimili, per creare alone negativo sulla persona) e viene tirato in
ballo pontefice (a cui ordine risponde). Ma Clemente V (papa che non può dire no a
Filippo) decide di sciogliere l’ordine prima della fine del processo, così che a templari e
loro beni sia consentito di entrare negli altri ordini cavallereschi. Ciò in tutti i territori
francesi, tranne che per il tesoro nel tempio dei templari a Parigi, che viene preso dal re
Il papa ritiene chiuso suo impegno. Ma Filippo fa portare avanti processo contro comandanti
dell’ordine, condannati a morte e poi giustiziati 1312-14.
Quasi tutto il territorio di Francia è ora controllato dal re Filippo. Ma processo si ferma per
difficoltà dinastiche:
3 fasi:
1) Fino 1360: inglesi sbarcano in Normandia verso sud devastando territori francesi.
Arrivano in Guascogna, si reimbarcano, tornano in Inghilterra, dove svernano. Momenti
di scontro: Francia cerca di bloccarli e in alcuni momenti anche scontri campali:
a) Crecy, 1346
b) Poitieres, 1356: prigioniero re Giovanni di Francia (nuovo ramo: Capetingi-Valois) e
costretto a firmare pace nel 1360: pace di Bretigny (tregua di non combattimento):
in cambio di Giovanni, monarchia francese riconosceva a Inghilterra tutti territori su
suolo francese conquistati da inglesi
In entrambi francesi sconfitti. Ma inglesi puntano su guerra a distanza (scagliare
frecce)
2) Ricomincia. Francia approfitta della tregua per riorganizzarsi: intanto muore Giovanni e
sale al trono Carlo V, che riorganizza forze esercito. Conflitto riprende con Carlo VI.
Fase di scontro. Situazione francese peggiora: Carlo colpito da malattia mentale, che lo
rende pericoloso nella gestione del potere.
Durante il suo regno il partito francese di chi voleva combattere si spacca: fratello del re
(duca d’Orleans) e duca di Borgogna non si mettono d’accordo: entrambi vogliono
essere sostituti di Carlo VI -≥ 2 partiti: Armagnati (sostenitore principale di Orleans era
Armagnate) VS Borgognoni (Borgogna), che si alleano con inglesi:
▪ Azincourt 1415: francesi sconfitti. Cavalleria pesante non riuscirà mai ad avere la
meglio
3) Trattato di Troys, 1420: segna resa francesi. Carlo VI cede a inglesi: riconosce come
suo erede Enrico V d’Inghilterra (ma a Carlo VI concesso di rimanere re fino alla sua
morte; pi solo dopo passa corona francese a re d’Inghilterra). Morto Carlo VI re
d'Inghilterra diventa re di Francia. Carlo VI ha un figlio, Carlo VII Delfino
▪ Arriva Giovanna d’Arco: donna di umili origine. Si presenta a Delfino e dice di aver
ricevuto da Cristo l’incarico di salvare la Francia. Gli crede e affida un’armata, con
cui lei riesce a ottenere la liberazione di Orleans (assediata da inglesi).
Convinti di avere come guida una persona mandata a loro da Dio -≥ francesi
riacquistano fiducia e riprendono a combattere.
1430 Giovanna catturata da Borgognoni e consegnata a inglesi, che la faranno
condannare da tribunale ecclesiastico, che la condannerà di eresia
▪ Non riconosciuto accordo precedente e Carlo VII nominato re
▪ Fase conclusiva guerra: inglesi in difficoltà ed eserciti francesi riescono a
recuperare tutto il territorio francese
▪ Battaglia di Castiglione, 1453 (vicino a Borgogna): ultimo conflitto. Inglesi si
reimbarcano e tornano indietro. In tutta la storia del contenzioso tra inglesi e
Capetingi e borgognoni: Castiglione sempre rimasta a inglesi, ma ora sottratto.
▪ A inglesi rimane solo Cattles, poi recuperata da francesi 1540
Guerra provoca problemi sociali: situazione ceti lavoratori è difficile (mandati in guerra, inoltre
essa richiede risorse economiche) -≥ 2 grandi rivolte in territorio francese:
1) Borghesia parigina guidata da sindaco di Parigi, che sente peso tasse: Etienne Marcel,
ucciso da nobili 1358. Rivolta repressa da milizie feudali (non voluto dal re)
2) Rivolta popolo nelle campagne: Jacquerie, 1358. Per presenza continua dell’esercito
inglese
1154: diventa re d’Ighilterra Enrico II plantageneto (ha sposato esponente dinastia duchi di
Normandia). Viene dalla Francia, quindi conosce suo sistema di rafforzamento e capisce che
Inghilterra deve fare la stessa cosa: non può lasciare che piccoli potentati inglesi prendano
potere. Rafforzamento del potere regio:
Politica di rafforzamento che prosegue anche con figli Enrico II: si blocca nel 1215 (prima
anche re Riccardo Cuor di leone: come uomo di stato viene meno a compiti. Decide di guidare
assedio di un castello, esponendosi in 1° persona: una freccia lo colpisce e uccide. Non ha
contribuito a rafforzamento potere regio Inghilterra).
Giovanni (fratello di Riccardo I Cuor di Leone) diventa re: non educato per essere re, né
capacità.
• Giovanni 1214 sconfitto a Bouvines dal re di Francia: simbolo crisi monarchia inglese.
• 1215: opposizione baronale al rafforzamento del potere. Società inglese si rivolge al re
per ottenere libertà/privilegi: compromesso 1215 con Magna Carta Libertatum
▪ Consenso dei magnati per le nuove imposte
▪ Collegio di 25 baroni per vigilare sul rispetto dei patti. Chiamato consiglio della
rivoluzione; perché se re non mantiene accordi, essi chiamano paese a rivolta
contro re, non per destituirlo ma per imporgli di togliere tassa non approvata)
▪ Magnum consilium: assemblea dei grandi baroni che partecipa alla gestione del
potere (parlamento)
▪ Habeas corpus: nessuno può incarcerare senza volere del re.
• Competizione tra potere regio e potere baronale: rivolte
-≥ subito dopo aver firmato, Giovanni si rivolge a Papa Clemente III, dicendo di essere stato
costretto a firmare: papa dice che accordo non è valido, quindi re non lo rispetta.
Problema in Inghilterra + grave: post sconfitta si apre conflitto interno, guerra delle 2 rose:
Lancaster e Tudor (2 rami dinastia plantageneta che si scontra per trono): 1 rosa rossa, 1
bianca. 30 anni: fine conflitto con fine di entrambi i rami. Figlio Lancaster e marito Tudor: Enrico
VII Tudor.
Quindi ricambio continuo delle famiglie al potere: ciò non permette a famiglia di radicare il
proprio potere.
Conflitto intestino che porta a una maggiore crisi della monarchia: rafforzamento potere
centrale francese non lo vedremo in Inghilterra a causa di ostacoli: Magna carta (tratta pace
con baroni), guerra dei 100 anni e dei 30 anni.
Inghilterra comprende di non potersi espandere sul continente, ma di poterlo fare sul mare: nel
400 comincerà a farlo.
21/11
25/11
FENOMENO COMUNALE: nelle città italiane del centro-nord le soluzioni di governo adottate
sono originali rispetto al contesto generale (papato e impero hanno potere su popolo; si
affermano monarchie nazionali) e rispetto al passato e futuro. 3 caratteristiche:
Problemi:
1) Lotte cittadine: scontro interno tra fazioni, per presa di potere a livello locale. Scontri
armati che si chiudevano con massacri o esilio fazione risultata perdente: a Bologna
1274 Albertazzi espulsi da città in 5000. Scontro che porta problemi d'instabilità
dell’ordine pubblico e volontà di vendetta + perdita di forza delle forze umane quando
così tante persone vengono cacciate. quando situazione ingestibile a livello di ordine
pubblico e personale: facile che arrivi uomo forte che dà garanzie di tranquillità.
Quindi spesso si sviluppa fenomeno signorile: un signore prende in mano situazione
perché forte e ricco, e pone fine a scontri.
Meno ragione di contendere il potere, tramite questa modalità organizzativa. Ma scontro tra
cittadini per decisioni importanti in assemblea.
Nelle città, tutte sedi di diocesi, emerge la figura del vescovo che dal X sec. Rappresenta
sempre più un punto di riferimento e assume una carica di rappresantività unica che va oltre
l'esercizio del potere dei cittadini
VESCOVO: vicino al vescovo un gruppo di cives (vassalli, destinatari di benefici vescovili) che
amministrano beni della chiesa, costituiscono un gruppo di interesse coinvolto nell’azione di
governo e finiscono col detenere funzioni pubbliche: riscossione delle imposte,
amministrazione pubblica e della giustizia -≥ venuto meno potere regio, va sostituito: vescovo +
persone intorno a lui
− Conte: detentore potere pubblico, abbandona città quando città prende vigore. Suo
potere si sviluppa soprattutto in territori di campagna.
ORGANI
• 1° testimonianza a Pisa 1081; in realtà a Ravenna già prima carica simile (che si occupa
di porti e questioni marittime. Non veri e propri consoli)
• Idea che magistratura debba essere composta da almeno 2 persone (non potere
concentrato in uno solo), poi tutte città adottano 2 consoli, perché funziona.
• Durata carica: 2 consoli con mandato di 1 anno. Città quindi si organizzano, si danno
organismi che consentono partecipazione popolare e magistrature
Necessario è il controllo della diocesi (contado): confini visibili. Tutte le città tentano di
controllare territorio fino confine propria diocesi -≥ si aprono scontri quando confini incerti.
CRISI PAPATO E IMPERO: tutto ciò accade con facilità, perché impero/imperatore non ci sono
in Italia dal 1125 al 1153, perché tedeschi discutono per decidere chi sia re di Germania, quindi
non vengono in Italia.
• Eletto 1152, appartiene a duchi di Svevia, ma sua madre è del partito opposto: Giuditta
di Baviera. Fazione sveva in difficoltà, quindi lui sostenuto da famiglia della madre
(Baviera). Chiude periodo di guerra intestina in Germania.
• 1153 accordo di Costanza con papa Eugenio III: papa va lì per cercare aiuto da parte
imperatore -≥ accordo: papa gli garantisce incoronazione imperiale a Roma (chiuso
discorso in Germania), Federico s'impegna a risolver la questione romana e porre fine al
comune romano (con le armi) e a questione normanni (sui confini).
• Papato non si fida e chiede a Barbarossa intervento contro Normanni. 1154 Federico
scende in Italia, prende la corona di re d'Italia, convoca dieta (grande assemblea
potere), a Roncaglia: per 1° volta anche rappresentanti comunali partecipano.
• 1155 catturato e consegnato papa Arnaldo da Brescia: eretico, che ritiene che papato
non debba avere potere temporale -≥ ideologo del fenomeno comunale a Roma.
• Dissapori tra imperatore e popolo romano: Federico entra a Roma (dopo cattura di
Arnaldo) e si incorona imperatore, poi risale verso nord
− 2 anni dopo in documento ufficiale dell’impero, lui si identifica come Imperatore del
Sacro romano Impero (1° a usare termine sacro associato a imperatore)
• 1158 torna in Italia, II dieta di Roncaglia: politica economica fiscale in funzione del
programma politico di restauro del potere imperiale:
1) Constitutio de regalibus
2) Definisce funzioni imperatore: amministrazione + esercizio della giustizia (spesso pene
erano pecuniarie: tutte comportano un'entrata per imperatore) + riscossione del fodro
(quando imperatore attraversa territorio, quel territorio deve pagare spese del suo
viaggio; ma ora tassa costante, non + occasionale: tutte pagano, indipendentemente se
imperatore è lì o meno) + facoltà di costruire fortificazioni
-≥ autonomia comunale viene minata alla base perché molte cose le vengono vietate.
26/11
Constitutio de regalibus promulgata nella 2° dieta di Roncaglia: richiede che gli sia ridato
diritto regio sottratto da comuni (Regalie: riscossioni di carattere non permanente). Tutela e
recupero dei diritti regi (ora sotto potere comuni), soprattutto quelli che comportano entrate
finanziarie importanti:
Tutto ciò apre scontro comuni VS imperatore: ciò fa capire anche grado di autonomia che città
hanno acquisito (da 30/40 anni) -≥ mentalità radicata: mondo tedesco non capisce questa
autonomia, per lui è mancanza di ordine; 2 ideologie completamente diverse
COMUNI CONSOLARI
• All’inizio ottengono potere gruppi sociali legati al vescovo (aristocrazia feudale,
mercanti, professionisti): aristocrazia consolare, perché in esse scelte consoli
• ISTITUZIONI:
▪ Consoli
▪ Assemblea (generale dei cittadini: consiglio maggiore): sceglievano consoli,
decisioni + importanti (soprattutto legate a guerra), imposizione nuove tasse o
aumento delle imposte.
− Consiglio minore: assemblee ristrette (membri scelti da assemblee): affianca
console, si occupa di questioni + importanti
Momento dello scontro contro impero: forze cittadine compatte per lottare. Ma ciò svanisce
dopo la pace di Costanza: fratture all’interno dell’aristocrazia
• Nuove famiglie si sono arricchite: ma ora ceto medio comincia a sentirsi escluso: prima
no, perché ceto dirigente rappresentava gli interessi pubblici; ma cominciano a
emergere interessi diversi quando comune si amplia e la varietà delle professioni si
amplia e ceto dirigente non è + in grado di rispondente a loro interessi.
All’inizio cercano di chiederlo: nasce associazione delle arti e dei mestieri: loro
rappresentanti chiedono che loro interessi vegano difesi da ceto dirigenti.
Lotta tra nobiltà e popolo: ora (prima crisi interne aristocrazia) problema sociale:
• Organizzazione parallela a quella ufficiale: struttura creata da popolo che opera
contemporaneamente e ha a capo il capitano del popolo -≥ 2 strutture di governo
contrapposte.
• Alla fine, organizzazione del popolo prende il sopravvento e assume governo città:
aristocrazia sconfitta e lentamente emarginata. Capitano del popolo va a sostituire
podestà; consigli rimangono ma all'interno ora fascia centrale opera
• Ma tendenza ad escludere l’aristocrazia: fine XIII emanano leggi anti-magnatizie, che
fanno perdere ad aristocratici potere politico, a cui non possono + partecipare
− Liberazione dei servi, 1256, Bologna: città stanno crescendo, necessitano di
manodopera: ci sono famiglie che hanno latifondi, in cui servi: persone addette a
lavorazione dei campi, semiliberi. L’amministrazione comunale libera ora 6000
servi, per crescere demograficamente, e per aumentare risorse umane; si crea
manodopera a costo + basso: se si mettono 6000 operatori, maggiore diponibilità di
manodopera si abbassa stipendio riconosciuto a salariati.
− Bologna: Ordinamenti sacratissimi, 1284 (elenchi di famiglie che non possono
accedere)
− Ordinamenti di giustizia 1293, Firenze: popolo grasso (borghesia ricca) VS popolo
minuto (artigiani etc): pesa il numero, e popolo minuto prende il sopravvento e
assimila popolo grasso e vecchia aristocrazia, creando i magnati.
• Cambiamento di cariche: capitano del popolo sostituito dal gonfaloniere
• Fase in cui maggiore partecipazione nella gestione del potere: popolazione cresciuta +
in fase precedente solo alcune famiglie.
Morto Federico Barbarossa, prende trono Enrico VI (figlio): morto giovane. Si apre vuoto in
gestione potere imperiale e per 20 anni Italia settentrionale non ha + vincoli con nessuno. 1220
Federico II (nipote Barbarossa): vuole indietro le regalie, si riapre conflitto con comuni per 30
anni, comuni vinceranno. Morto Federico non ci sarà autorità superiore a comuni.
EUROPA
CONSISTENZA DEMOGRAFICA: grandi città e metropoli sono Parigi, Firenze, Milano nel 1300,
con circa 100°000 abitanti; Grand e Bruge 60/70°000: ricchissime. 2 tentativi di creare in
Francia e Spagna dei comuni
28/11
Da fine 200, alcune città ottengono grande potere (Milano) e abbandonano modello comunale
per signorie: signore potente militarmente ed economicamente e per legami con mondo
cittadino: ottiene consenso, prende potere in città (spesso senza coprire incarichi).
In Europa la situazione è radicalmente diversa. Ci sono casi rari in cui in Europa le città si
ribellano, ma non si arriva a grande autonomia delle città italiane. 2 esempi in cui concessa
autonomia alla città:
- NB: Pace Costanza insiste nel conferire ai comuni ribelli ciò che l'imperatore aveva già
ceduto ad altri
Con pace di Costanza comuni parte dell’impero mettevano a disposizione loro truppe per
impero. Imperatore concede regalie e funzioni pubbliche a città e in cambio professano fedeltà
a imperatore, vincolando magistrato ad autorità superiore.
II fase di crisi: con pace Costanza impero sta riprendendo controllo dell’Italia del nord. Impero
fa passo indietro e va a rimettere mani su Italia settentrionale. Poi riscompare di nuovo*
presenza imperiale in Italia: ora consoli non devono più giurare fedeltà a nessuno.
*Questo perché impero entra in crisi: città ritornano ad essere sciolte da potere imperatore. Da
questa 2° fase l’impero non si riprenderà più e da qui le città sono effettivamente indipendenti;
In questo momento città stanno finendo in mani dei signori: persone potenti che garantiscono
armonia cittadina che comune non riesce ad assicurare perché lotta tra fazioni sconfina
sempre nella potenza armata. Diventa priorità la serenità; perciò si rinuncia a vantaggi
comunali per avere una situazione stabile.
- Signore impone la sua volontà ma viene meno problema del cambio di governo: non si
combatte + per il potere
POST MORTE DI FEDERICO BARBAROSSA: FEDERICO II E IL REGNO DI SICILIA
Muore Federico Barbarossa nella crociata per liberare Gerusalemme (confiscata ai musulmani
con I crociata, poi tornata in loro mani): caduto dentro il fiume durante l’attraversamento
Potere passa al figlio Enrico VI (muore 1197: avrà potere reale solo per 6 anni. Ma imperatore
che ha avuto + forza nella storia imperiale del medioevo)
Enrico VI di Svevia aveva sposato Costanza d’Altavilla; nell'Italia meridionale nel 1191 muore
l’ultimo re legittimo della dinastia normanna degli Altavilla (Guglielmo II, nipote Costanza)
senza eredi legittimi.
Enrico VI può quindi rivendicare trono di Sicilia. La nobiltà e baroni normanni dell'Italia
meridionale non si fidano di questo imperatore tedesco e pensano sia meglio mantenere
autonomia rispetto a impero ed eleggono Tancredi d’Altavilla.
Enrico VI: per prima volta abbiamo dopo tempo quasi tutta la penisola nelle mani di una sola
persona. Ma 1197 muore Enrico e Costanza muore 1198.
Unico figlio sarà Federico, nato nel 1194: Costanza si sta spostando da nord al regno di Sicilia
(parto avviene in una tenda davanti a chiesa sotto piazza principale di Iesi: si volevano testimoni
del fatto che figlio fosse nato da lei). Ma quando Enrico muore, Federico ha solo 3 anni. 1198
muore Costanza: lui ha 4 anni.
• Costanza (avversa a tedeschi, ultimi esponente Altavilla e vuole salvezza regno di
Sicilia, quindi pensa a garantire al figlio il regno di Sicilia) dà tutela di Federico a:
− Papa Innocenzo III: ha perso domini in Italia centrale e comprende che deve
sganciare le due potenze dell’Italia del nord e sud e assume tutela di Federico II,
garantendogli in maggiore età il regno di Sicilia; ma come imperatore (e quindi re
d’Italia) punta su Ottone IV, figlio di Enrico il Giovane (famiglia avversaria a Svevi).
Mette quindi questi 2 contenitori in mano a 2 persone diverse: a Ottone IV di Prussia
fa promettere che non reclamerà mai potere su Italia meridionale (che non fa parte
dell’impero, ottenuto con armi da Enrico VI).
• Ottone IV pensa ad affermarsi in Germania dove opera Filippo di Svevia (fratello Enrico
VI), che non riconosce autorità di Ottone -≥ conflitto intestino: una parte Germania
(meridionale) non riconosce autorità di Ottone.
• Innocenzo III approfitta per recuperare aree Italia centrale finite in mani uomini Enrico VI
(uomini e cavalieri tedeschi messi lì da imperatore) con le armi. Successo
• Innocenzo tutela Federico
• In Italia meridionale si apre lotta politica: alfieri tedeschi organizzano spedizioni:
Guglielmo riesce a entrare a Palermo in palazzo reale e mette mani su Federico (10
anni), che rivendica sua regalità come figlio dell’imperatore morto.
• 1208 compie 14 anni: età giuridicamente valida per assumere una corona. Viene
incoronato re di Sicilia: vuole recuperare antichi possedimenti della famiglia (regno
d'Italia, di Germania, la corona imperiale). Ma Innocenzo III vuole tenere separate nord
e sud.
• Ma muore Filippo di Svevia e viene meno lo scontro in Germania: Ottone IV prende
potere e si interessa a Italia padana poi regno di Sicilia, che dice che fa parte d’impero.
• Ottone si rivela pericoloso: allora Innocenzo appoggia le mire di Federico II su regno di
Germania: ma gli fa promettere che una volta ottenuta Germania e impero,
abbandonerà Sicilia e si disinteresserà di questioni italiane (soprattutto meridionali).
• 1212 eletto re di Germania, ma fittizio, ancor potere in mano Ottone.
• 1214 battaglia di Bouvines: scontro francesi e inglesi: Filippo II Augusto sconfigge
Giovanni Senzaterra e recupera controllo di regno di Francia. Ma sul campo di battaglia
esercito inglese costituito da uomini tedeschi di Ottone IV
Sconfitta di Bouvines pesa per Ottone IV
• Ottone IV perde sostenitori e principi ecclesiastici che si schierano con Federico II.
Ottone, isolato, prima di morire manda insegne imperiali a Federico.
• Grazie a Battaglia di Bouvines Federico consolida sua presenza in Germania.
• Federico riconosciuto come re dei romani anche da Innocenzo III. Pensa di mantenere
sua promessa con Innocenzo affidando regno di Sicilia a suo figlio Enrico VII.
• Innocenzo III muore 1216: scompare con sua morte l’ostacolo: promesse lui le aveva
fatte a Innocenzo III (promessa non si fa a istituzione ma a persona: elemento tipico
della mentalità medievale)
• 1226 a Cremona convoca una dieta: rivendica poteri imperiali, le regalie, i diritti regi.
Pretende di imporre suoi uomini a comando delle città dell’Italia settentrionale.
• Ma città rifiutano potere imperiale e fondano una II lega cittadina nel 1226/27: città +
importanti dell'Italia padana (Milano, Brescia) VS imperatore
• Scontro militare: 1236-7 eserciti imperiali vincono spesso (es: a Cortenuova 1237)
• Federico convinto di aver chiuso unione: ha dimorato di avere forza militare maggiore a
chiunque altro
• Rivendica regalie (diritti regi) e immagina struttura piramidale per il governo dell’Italia
settentrionale: al vertice il regno d’Italia (settentrionale), affidato a viceré Enzo (figlio, re
di Sardegna (sposò nobile sarda)); regno diviso in 9 Vicariati generali provinciali,
ciascuno governato da vicario scelto da governatore. Per città + importanti nominati
ufficiali imperiali (capitani o podestà mandati direttamente da imperatore)
• 1231: costituzioni di Melfi (corpo normativo di leggi volute da Federico II come re di
Sicilia): riorganizzazione del regno che viene suddiviso in giustizierati (province), al
vertice di ciascuno giustiziere (uomo fidato). In esse anche tutele alle donne.
Ma l’Italia comunale non ci sta: città continuano a ribellarsi, con appoggio papa (Perché
Federico, nonostante le promesse, controlla nord e sud).
Scomparso il figlio maggiore, allora Corrado IV (figlio legittimo) fatto eleggere re di Germania
(titolo imperiale è elettivo, ma Federico convoca principi tedeschi chiamandoli a elezioni, ma
loro non possono eleggere altro che Corrado -≥ quindi di fatto si passa da impero elettivo a
dinastica). Ma potere continua ad essere nelle mani di Federico, che opera in confini pontefici
senza accordo con papa. Parte crociata accordandosi con sultano per tenere libero transito di
pellegrini cristiani che vogliono visitare Gerusalemme
SCONTRO MILITARE
• 1245: Innocenzo IV (papa) convoca concilio a Lione con accuse di eresie contro
Federico II, che viene deposto e scomunicato nel 1245.
• Consenso imperatore cade.
• 1247 imperatore assedia Parma, fedele a imperatore, ma qui c’erano i rossi ghibellini
imparentati coi genovesi. Si convince che Parma sta per passare agli avversari, allora la
assedia (47-48): fa costruire una città provvisoria (per gestire l’assedio), di legno a
ridosso di Parma, chiamata Vittoria. Mentre lui è in battuta di caccia fuori Vittoria, un
gruppo di parmensi dà fuoco a Vittoria. Sconfitta di Vittoria 1247-48.
• Altre sconfitte: 1 maggio 1249 sconfitta a Fossalta (modenesi alleati con Federico VS
bolognesi. A Modena a capo esercito c’è Enzo). Battaglia prende brutta piega per
imperiali, che quindi si ritirano verso Modena, mentre Enzo cerca di rallentare attacco
bolognese, ma fatto prigioniero e portato a Bologna (dove muore 1272)
Sconfitte impressionanti in ultimi anni di vita di Federico dimostrano incapacità impero di porsi
con la forza su città Italia padana. Morte Federico II: impero entra in crisi, non avrà + forza di
operare in Italia. Post 1250 imperatore incoronato solo nel 1312 (Enrico VII di Lussemburgo) -≥
per 70 anni crisi impero, di cui approfitteranno città italiane per consolidare loro autonomia.
Dipendenza da un impero diventa solo teorico.
Fenomeno comunale ha ora trovato sua consacrazione Grazie a questo II scontro con impero.
NB: Federico II: re di Germania 14-15 (dopo Bouvines), ma incoronato imperatore solo nel 1220
(da papa Onorio III)
2/12
Le difficoltà arrivano in Italia: non si fida di collaboratori stretti in Italia; in fase finale di Federico
II, incarceramento Pier de le Vigne (cancelliere di Federico II): accusato di alto tradimento e
incarcerato. Segno che potere si sta sgretolando. Fede muore 1250, in un momento di grave
difficoltà e sconfitta
EREDITÀ DI FEDERICO II
• Regno di GERMANIA: (imperatore) figlio Corrado IV, no problemi, già eletto a 14 anni.
Ora deve preoccuparsi di scendere in Italia per essere eletto re d'Italia e accordarsi con
papa per essere eletto imperatore.
• Re d’ITALIA: problema, quando Federico muore ha problemi con papato, che lo
proclamò l’anticristo, quindi sua discendenza vista male.
• Corrado scende in Italia per assicurarsi eredità Italia meridionale (lui unico erede e
titolare di eredità di Fede II).
• In Sicilia ora sta operando un vicario, figlio illegittimo di Federico, Manfredi, che si
prepara a scontrarsi con Corrado per il suo dominio: ma è evidente differenza di forza,
Manfredi fa passo indietro. Per 4 anni, quindi, diventa re di Sicilia Corrado IV, che però
non ottiene titolo imperiale (non ha forza sufficiente)
Corrado muore 1254: problema: ha solo 1 figlio maschio piccolo, Corradino, non ancora stato
eletto re dei romani. Si aprono lotte per il potere e Corradino non ha forza per imporsi. Madre si
sposa con un conte di Turinge (con feudo tra Friuli e Austria), decidono di tenere in disparte
Corradino per proteggerlo.
Con morte Corrado IV, Germania esce da controllo degli Svevi (che perdono controllo su
Germania): GRANDE INTERREGNO, periodo tra morte re ed elezione di un re successivo (di
fatto ce ne sono 2 ora, ma nessuno in grado di governare Germania, eletti da tedeschi)
- NB: quindi scontro non è Imperatore VS città italiane: alcune città stanno con lui
− Quando Ghibellini toscani vogliono distruggere Firenze (centro Guelfi), sarà Farinata
degli Uberti (capo ghibellini fiorentini) a non far distruggere la città, ma a farla
semplicemente passare nel campo ghibellino
− A Montaperti c’è anche il comandante in campo che è un barone di Manfredi inviato lì
per combattere
Manfredi con ghibellini prende il sopravvento: minaccia ancora + grande per il papato. Papi
cominciano a cercare principe esterno a penisola italiana che sia in grado di introdurre forza e
denaro per sconfiggere Manfredi:
• Carlo d’Angiò (fratello di Luigi IX, Francia. Ha ottenuto Angiò, poi sposò duchessa di
Provenza e diventa conte di Provenza): ma dice di no al papa Clemente IV, che si rivolge
a Riccardo di Cornovaglia (principe inglese), che rifiuta.
• Carlo d’Angiò alla fine accetta la proposta e raccoglie un’armata (con cavalieri ≥
francesi e provenzali).
• Suo esercito evita aree controllate da ghibellini e compie lungo percorso. Sbarca a
Roma con moglie, dove esercito (ingrandito da guelfi raccolti durante percorso) e re si
incontrano (Natale 1265). Varca confine regno di Sicilia
• 1266 battaglia di Benevento: Manfredi viene ucciso
• Carlo d'Angiò si impossessa del regno di Sicilia e condanna a morte collaboratori della
corte di Manfredi. Ma inizialmente Carlo mantiene lo stato della situazione, non
interviene su amministrazione, controllo feudi e baroni di Manfredi
• Si cerca di convincere Corradino (ora 14 anni, pronto ad assumere ruolo politico di
erede, nipote legittimo di Federico II) a subentrare: organizza esercito e scende in Italia,
e forze ghibelline si cristallizzano intorno a lui, creando esercito e tenta di entrare nel
regno dall’Abruzzo. Carlo lo raggiunge con suo esercito: si fronteggiano per 1 settimana
• Battaglia di Tagliacozzo 1268: Corradino sconfitto, si sgancia da battaglia, sale su
barca perché al largo flotta pisana (città ghibellina che aveva accompagnato sua
discesa a Napoli) ma preso prigioniero e consegnato a Carlo d’Angiò, che fa imbastire
processo di alto tradimento contro di lui (considerato quindi come se fosse suddito del
regno di Sicilia): condannato a morte e decapitato a Napoli
• Si spegne così la dinastia sveva
Quindi Italia meridionale ora in mani Carlo d’Angiò. Ma prima e dopo Tagliacozzo diversi baroni
si sono ribellati in Calabria e Abruzzo: pensando (con l’arrivo di Corradino) di sostenere il
ritorno della dinastia Hohenstaufen. Carlo elimina molti feudatari, a cui sequestra feudi,
consegnati a cavalieri francesi (che combatterono con lui). In sedi vescovili inseriti elementi
francesi.
• Rivolta del Vespro, 1282: città di Palermo si ribella contro francesi. Ribelli eliminano
parti francesi e prendono controllo città. Rivolta si estende a tutta l’isola e a sostegno
dei ribelli interviene re d’Aragona, Pietro III
- È tutto preparato: Carlo d’Angiò conquista Italia meridionale, ma suo obiettivo finale
non è quello: è trampolino per conquista Oriente.
- 1204 IV crociata: concorda con Venezia per avere passaggio per conquistare Zara:
conquista così impero bizantino, travolto da crociata, imperatore fugge in parte
asiatica impero e parte europea impero bizantino finisce in mano veneziana,
cavalieri francesi e italiani (si sfalda). Anni ‘60 dall’Anatolia la dinastia bizantina
riconquista Grecia, ma ormai dimostrata debolezza bizantina.
- Quindi Carlo d'Angiò vuole riconquistare impero bizantino. Prepara grande flotta, fa
rassegna militare in province per sapere quanti militari ogni feudatario può dare
all'esercito regio
- Ma Aragona sta subendo questo eccessivo protagonismo degli Angioini, anche a
livello commerciale. Carlo d'Angiò come conte di Provenza ha controllo su
Marsiglia (grande centro del commercio mediterraneo); Aragonesi controllano porto
di Barcellona (altro terminale importante). Quindi progetto di Carlo del controllo sul
mediterraneo, avrebbe cacciato da commercio i Barcellonesi, ecco perché
aragonesi hanno interessi economici, ma anche interessi dinastici, perché Pietro III
d'Aragona ha sposato Costanza, figlia di Manfredi (legame quindi familiare e diritto
dinastico). Quindi, Pietro III interviene
- Ma Pietro III per non destare sospetti aveva fatto sapere che avrebbe preparato
Crociata. E quando Palermitani si ribellano interviene a loro favore.
- Aragonesi sbarcano nell’isola, Angioini tentano resistenza a Messina, ma presa
Messina. 1282 Angioini perdono controllo Sicilia, ma no episodio isolato (aragonesi
non si fermano allo stretto, vogliono riconquistare regno di Sicilia intero). Si apre
scontro armato e risalita aragonesi verso nord, arrivando fino a Salerno.
• -≥ Guerra del Vespro, 1282/3-1302
• Pace di Caltabellotta, 1302: 1° tregua che porrà fine agli scontri. Angioni non riescono
quindi nemmeno a riconquistare mondo orientale.
• Si creeranno 2 regi: Regno di Sicilia dell’isola di Sicilia controllato da Aragonesi e regno
di Sicilia dell’Italia continentale (detto Regno di Napoli) agli Angioini. Nel 400, con
estinzione Angioni, aragonesi di Sicilia rimetteranno mani su parte continentale del
regno e si ricostituirà l’unità del regno di Sicilia, da parte di Alfonso I di Aragona.
- In cartina scritto Regno di Trinacria, perché pace di Caltabellotta stabilisce che
Sicilia rimanga indipendente sotto figlio cadetto della dinastia d’Aragona (non
quindi governato da Giacomo, figlio di Pietro d’Aragona), Federico III di Sicilia. Alla
sua morte Sicilia sarebbe dovuta tornare ad Angioini, ma Federico lascia regno a
figlio e si riapre scontro. Ma Alfonso d’Aragona risale con l’esercito e nel 1440
riconquista Napoli.
- Ma papa dice che non può, è il papa a dover dare titolo di imperatore, allora Alfonso
chiama Lorenzo Valla per dimostrare che il documento di Costantino (su cui si
basava papa) è falso. Lorenzo lo dimostra.
1300: stato chiesa: papa ad Avignone, papato perde terreno + frammentazione Italia
settentrionale: molti comuni tra 200-300 finiscono in mano signorie. Finisce partecipazione al
controllo del potere tipico delle città comunali e per porre fine a lotte tra fazioni si impongono
poteri signorili: personaggio chiamato in città o impostosi con la forza per risolvere scontri, se
riesce a passare il potere al figlio alla sua morte, allora siamo in una signoria
GRANDE INTERREGNO
Cosa succede nell’impero post morte Federico II? guarda cartina slide
• 1245 concilio di Lione: Innocenzo IV scomunica e depone Federico II, nonostante lui
mantenga il potere, ma molte rivolte e sconfitte lo indeboliscono
• In Germania avversari di Federico eleggono un anti-re un principe territoriale, che non
riuscirà a dare fastidio a Corrado IV, figlio di Federico e in quel momento re di Germania:
▪ 1246 Enrico raspe langravio di Turingia anti-re
▪ 1247 (morto Enrico di Turingia) elezione dell’anti-re Guglielmo d’Olanda
▪ 1254-56 Guglielmo poi riconfermato re dei Romani/dei Germani anche post morte
Corrado IV
• 1250 morte di Federico II
• Morto Guglielmo d’Olanda (1256), 1257 il collegio dei principi elettori (7) viene
convocato per eleggere successore, ma si divide (4/4) tra i candidati: principe inglese
cadetto Riccardo di Cornovaglia (senza basi in Germania) e Alfonso X re di Castiglia.
Ciò avviene perché prima si riuniscono in 4 ed eleggono Riccardo; giorni dopo gli altri 3
rimasti fuori si riuniscono + re di Boemia (che vota entrambi).
• Grande interregno: nessuno in grado di operare in area tedesca, nessun potere
centrale
− NB: il ristretto gruppo di 7 elettori emerge post morte Guglielmo (1256): 3 elettori
ecclesiastici (Arcivescovi di Magonza, Treviri, Colonia); 4 laici (Re di Boemia, Conte
palatino di Renania, Duca di Sassonia, Margravio di Brandeburgo)
− I principi elettori non vogliono potere centrale forte: hanno eletto 2 principi lontani
non in grado di intervenire in questione tedesca.
− Ciò crea caos: guerreggiano tra loro per questioni ereditarie, di confini, etc.
• Si esce da ciò con compromesso: eletto Rodolfo d’Asburgo (1273-1291): conte
Asburgo, principe debole ma tedesco, ma non avrà mai forza per imporre forza su
autonomia dei singoli principi. Sa che deve avere base territoriale, quindi abbandona
Italia e crea base territoriale sua famiglia. Quando si estingue dinastia feudale ed
eliminati feudi area austriaca, essi tornano in mano corona e nomina sua figlio Alberto
duca d’Austria. Asburgo mettono mani su Austria e cominciano a diventare potenti.
4/12
Non principe forte. Governa Germania fino 1291. Grade intelligenza politica: capisce che non
deve distrarsi in politiche esterne da mondo tedesco e che ha bisogno di base territoriale + forte
per avere basi militari ed economiche. Dissoluzione patrimoni pubblico in Germania in questo
periodo: in Germania 2 demani pubblici: 1) Castelli di Germania; 2) Castelli e terre che
appartengono a imperatore, a demanio pubblico. Ora principi territoriali si sono appropriati di
tutto e ora serve base forte a Rodolfo.
Ma anche fallimenti:
Ma forza raggiunta evidente a sua morte, 1291: principi si riuniscono per eleggere successore.
Lui avrebbe sperato il figlio Alberto, con potenza territoriale che può minacciare altri principi
(ha già base di partenza per accentrare potere). Allora principi scelgono un principe debole:
Comincia a combattere per impadronirsi con la forza di principati per avere forza consistente,
ma ciò lo indebolisce. Diventa un principe di caos e continua guerra intestina.
• Si scontra anche con Bonifacio VIII, che gli rimprovera di essersi alleato con il principe
di Inghilterra Edoardo contro Filippo IV re di Francia (nemico di Bonifacio, ma prende la
palla al balzo, mostrandosi come colui che vuole la pace). Adolfo combatte per principe
di Inghilterra, e papa si presenta come difensore della Francia.
Ghibellini però si schierano da parte figura che reclama il titolo imperiale (cioè Enrico) e Guelfi
non sono convinti. Enrico arriva a Milano e si fa incoronare re d’Italia (a Milano ora Visconti,
ghibellini; i Della Torre, guelfi, cacciati). Impone a Visconti di far rientrare i Della Torre: vuole
pace. Visconti accettano.
Eletto 1314; duca di Baviera. Suo regno caratterizzato da scontro con papato di Avignone.
− 1303 muore Bonifacio VIII; 1305 eletto papa francese che si stabilisce ad Avignone,
1309 (fino 1377 sede pontificia in Francia meridionale)
− Questo spostamento crea problemi
− Rimane aperto contenzioso con impero: papato oppostosi a Enrico di Lussemburgo
NB: Germania: indebolimento regio e imperatore; dall’altra parte impero tedesco non vuole +
che proprio governatore dipenda da papato
• Scontro dialettico/di propaganda con papa Giovanni XXII (attuale papa d’Avignone):
1) 24 maggio 1324 appello. Sachsenhausen:
▪ Denuncia papa di essere nemico pace: con sua sete di potere temporale fa
cadere cristianità nelle guerre intestine; se si facesse affari suoi, imperatore
garantirebbe pace
▪ Insignificante la pretesa papale di confermare elezione imperiale
▪ In caso di contestazione (non concordanza nella scelta dei principi elettori
durante elezione re/imperatore) necessario il responso delle armi: scontro
armato (mentalità medievale: volontà divina interverrà facendo vincere la parte
che deve regnare). Se principi non concordi, dunque non deve intervenire papa
(come papa pretendeva)
− Si cerca di escludere papa da questioni tedesche
▪ Papa diceva: quando non c’è imperatore, potere imperiale spetta al papa,
perché non incorona nessuno, quindi potere rimane nelle mani del superiore
dell'imperatore.
− Questo significa però che papa sarebbe intervenuto in Italia in aree che non
sono pontificie.
− Con questo appello però, Vacante l’impero, la Reggenza spetta al conte
Palatino (uno dei principi elettori) e non al papa
▪ Appello al concilio generale: la cristianità è governata da papa che tradisce suoi
dogmi, portando divisione e guerra, è il diavolo, eretico. Deve essere deposto.
Questo documento viene fatto da imperatore che alcuni mesi dopo promulga una legge in cui ci
sono le stesse parole dei principi tedeschi (dunque non posizione isolata, ma accolta da
mondo tedesco e imperatore)
Scontro per tutto medioevo tra le 2 istituzioni, perché tendono ad attrarsi, mentre ora si
allontanano
Ma al papa rimase riservata l'incoronazione imperiale da cui dipende diritto di portare titolo di
imperatore.
Quindi Ormai impero diventa solo regno di Germania, che ormai il re non guarda + (ma si
preoccupa solo di territori della sua famiglia)
10 gennaio 1356: BOLLA D’ORO (legge impero che per 1° volta prende atto del caos in cui
avvengono elezioni del re di Germania e si pongono quindi norme)
• 1409: per 1° volta in documento ufficiale compare titolazione Sacro impero dei romani
della nazione germanica (Sacro romano impero con Barbarossa, dopo Carlo Magno)
• 400: con termine Impero si indica ormai solo l’area tedesca
LA TEOCRAZIA PAPALE
• 1° pontefice a definire il papa come vicario di Cristo sulla terra e successore di San
Pietro. Potere papa deriva direttamente da Dio.
• Argomentazione a sostegno: siccome chiesa è responsabile della salvezza delle anime
di tutti, è il papa a dover governare tutta la cristianità
• Diventa papa dopo morte Enrico VI di Svevia (crisi in area tedesca: si apre conflitto tra
sostenitori casa di Svevia e di Baviera), impero vacante: Federico II (figlio erede) non
può assumere potere, la madre lo affida a Innocenzo III (che approfitta della situazione
a vantaggio della chiesa), che gli garantirà potere su regno di Sicilia, ma appoggia in
impero Ottone di Brunswick (figlio di Enrico il Leone. Duca di Baviera e Sassonia). In
Germania fratello imperatore defunto, Filippo di Svevia cerca di reclamare delle parti.
INNOCENZO III:
5/12
Dopo la sua morte, nel 1220 Onorio III incorona Federico II imperatore, il rapporto con questo
papa è pacifico. Con il papa successivo il rapporto si guasta. Quando Federico II si scontra con
comuni, papi si schierano con comuni (per paura potere imperatore su Italia) Torniamo ad
avere papi importanti alla fine del secolo:
Niccolò III (1277 - 1280) (aka Giangaetano Orsini, viene da grande famiglia romana): criticato
da Dante con l'accusa di nepotismo e di preoccuparsi solo degli interessi della propria famiglia
(in realtà, i papi nel medioevo avevano bisogno di una cerchia di persone fedeli in posizioni
importanti, e i familiari a cui affidavano le cariche erano comunque persone preparate;
comunque era una pratica condivisa da più papi). Inoltre, lui favorisce sua famiglia perché sa
che può contare su essa nel momento del bisogno;
Niccolò IV (1288 - 1292): Girolamo Masci, ex generale dei francescani, cardinale vescovo di
Palestrina; non venendo da grande famiglia romana si appoggia ai Colonna (avversari
predecessore), donandogli i beni delle altre famiglie ricche decadenti.
• Alla sua morte, si apre un lungo conclave (1292-94), con il collegio cardinalizio ormai
diviso tra coloro che appoggiavano il re di Napoli e quelli più distanti;
• Alla fine di esso eletto l’eremita Celestino V (Pietro del Morrone) 1294.
− Influenza del re di Napoli, Carlo II d‘Angiò: sta tornando da Francia verso sud e va a
parlare con cardinali (conclave è a Perugia); va in Abruzzo e parla con Morrone, che
scrive lettera a cardinali, che lo eleggono papa. Coincidenze?
− Agosto 94 eletto, ma 13 dicembre 1294 rinuncia al papato. Non andrà mai a Roma,
ma seguirà Carlo II a Napoli, dove va a vivere a Castel nuovo, controllato da re e
cardinali; di fatto è prigioniero di Carlo d’Angiò
− Ipotesi susseguitesi nel tempo su rinuncia al papato di Celestino V: Bonifacio gli
parlava da finestra come fosse Dio per convincerlo a rinunciare al papato. Ma
probabilmente la responsabilità di Bonifacio è che gli abbia detto, in seguito a
richiesta se si poteva fare, che era possibile rinunciare al papato
Suo successore eletto Bonifacio VIII (Benedetto Caetani): giurista, esponente di una piccola
famiglia nobile di Anagni, i Caetani, a cui dona ricchezze e terre (perché capisce di dover
rafforzare sua famiglia), al punto che arrivano ad eguagliare potenza degli Orsini e dei Colonna
(alla morte di Bonifacio, Colonna e Caetani si scontrano per 100 anni).
Filippo IV il Bello (1303) manda suo collaboratore a Roma per consegnare un mandato al papa,
affinché si presenti al parlamento parigino per essere giudicato. Provocazione: va in un luogo
dove papa dovrebbe avere pieno potere. Riunisce cavalieri ed entra nel castello di Anagni:
oltraggio di Anagni, in cui saccheggiano palazzi del papa. Ma papa difeso da popolo, e portato dai
Rossini a Roma e protetto. Bonifacio VIII muore a Roma 11 ottobre 1303
Con la sua morte inizia la crisi della Chiesa: conclave diviso in 2 (pro re di Francia VS pro
Bonifacio), compromesso: eletto Benedetto XI (1303-4), resta papa solo per 1 anno
- Dante lo accusa di aver trasformato la Chiesa in meretrix magna per il rapporto col re
di Francia. L'Italia si scaglia dunque contro di lui accusandolo di avere abbandonato
Roma
- Ma pressione da parte di Filippo solo i primi anni, perché poi quando Filippo muore la
Francia entra in crisi e non ha + potere per controllare papa
Elementi positivi:
Necessaria, dunque, una valutazione equilibrata del papato avignonese (1309-77): elementi
positivi ci sono, non prescinde dalla chiara influenza francese ma evidenzia:
Nell'ultima fase della crisi avignonese, la rapacità dei vicari pontifici causa una rivolta in molte
città dei territori pontifici, spinte dai milanesi e fiorentini alleati. Si parla di:
Guerra degli 8 santi: perché fiorentini eleggono 8 magistrati (gli 8 di guerra) che si occupino
della guerra, subito scomunicati dal papa. Guerra senza episodi militari grandi, ma indebolisce
Italia.
▪ Papa interviene con mercenari. 1376 assediata per 9 mesi Ascoli-Piceno: ascolani si
ribellano contro papa Gregorio XI, che si rinchiude in rocca di Ascoli, dove assediato.
Papa chiede intervento della regina Giovanna d’Angiò e suo esercito circonda Ascoli.
▪ 1377 Gregorio XI rientra a Roma (per controllare situazione meglio).
▪ Bologna manda rappresentante da papa ad Avignone per trovare accordo e liberarsi dei
mercenari: papa concede tregua e Gregorio chiede a cardinale a capo dei suoi mercenari
(Roberto di Ginevra) di spostarli a Cesena
▪ Mercenari si ritirano a Cesena, unica città a non essersi ribellata al papa. Qui scoppia uno
scontro che porta a massacro popolazione: eccidio di Cesena 1377.
- Ci fu anche un massacro di Faenza
▪ Bologna affretta trattative di pace: luglio 1377 firma pace separata
▪ Papa ad Avignone accoglie diverse città arrese senza punirle; ma non accetta resa di
Firenze. Molte città rientrano sotto dominio pontificio e papa recupera consenso.
Stipulati accordi con città anche dopo morte papa:
- Marzo 78 trattative con Sarzana
- 28 luglio 1378 pace di Tivoli con Firenze
▪ Marzo 1378, alla morte del papa, si riunisce un conclave a Roma*: eletto papa
napoletano che per anni è stato ad Avignone, Urbano VI.
- Post morte Gregorio, c’è quindi tentativo di tornare a Roma
- NB: personaggio + potente in area francese, fratello del re, Luigi d’Angiò cerca di
consigliare a Gregorio XI di non rientrare a Roma ma restare ad Avignone, dove
dinastia francese lo può aiutare (controllare). Italiani spingono invece a farlo tornare
a Roma. Momento di indecisione. Gregorio viene a Roma, ma marzo 1378 appunto
muore
NB: truppe mercenarie porta a guerra diversa da guerre precedenti: prima non coinvolgevano i
civili (perché significa sterminare persone utili a produzione o attività), ma qui si. Nel medioevo
guerra ridotta a militari; ma con guerra dei 100 anni fanno ingresso nella guerra le truppe
mercenarie
9/12
*Morto papa, bolle pontificia (ormai ha 100 anni) regola elezione: aspettare 10 giorni post
morte per riunirsi, per consentire a tutti i cardinali di raggiungere Roma (elezione deve essere
fatta in luogo morte Papa: Roma).
Trapela dal conclave la voce che si era eletto il cardinale di Bari; ma con nome simile c’era un
cardinale francese odiato da italiani: equivoco: popolo irrompe a palazzo vaticano e cardinali
scappano. Ma tutto avvenuto dopo elezioni: elezione avvenuta senza pressioni
Giorni dopo papa consacrato. Cardinali sicuri di riuscire a tenerlo sotto controllo. Presto è
evidente che non è così: dimostra temperamento:
▪ Rimanda tutti gli ecclesiastici (che si erano raccolti a Roma o ad Avignone per ottenere
favori dal papa) nelle loro diocesi
▪ Scontenta i cardinali che gli chiedevano favori
▪ Cardinali avevano tentato di farlo tornare ad Avignone: si rifiuta di tornarci.
▪ In questo periodo i cardinali (anche grazie al potere acquisito nel periodo avignonese
dalle famiglie cardinalizie francesi post morte Bonifacio), si comportano come se
avessero lo stesso potere del papa: durante l'estate lasciano Roma (dopo averlo chiesto
al papa) e si riuniscono a Fondi (dove hanno protezione militare), prima i cardinali
francesi, poi gli italiani (che all’inizio non vogliono partecipare, ma poi entrano nella
speranza di essere nominati papi).
− Qui cardinali affermano di essere stati costretti a nominare Urbano VI dalle
sommosse popolari (l'unica nota è quella scoppiata DOPO la nomina di Urbano VI,
quando, per un malinteso, i romani pensano sia stato eletto un funzionario di
Avignone preposto alla riscossione delle imposte, particolarmente odiato), e che
dunque l'elezione non sia valida (perché fatta per paura: nulla):
▪ ALLORA eleggono Roberto di Ginevra, nipote del re di Francia, cardinale francese
(imparentato con Capetingi) (responsabile della strage della popolazione di Cesena: li
aveva convinti a riaprire le porte per fare entrare i mercenari e trovare una tregua), con
il nome di Clemente VII.
▪ 2 papi: è già successo in passato, ma durato poco; ora lo scisma durerà 40 anni
Cosa succede:
1) Via facti (scontro militare): Urbano ha dalla sua parte italiani; ma nessuno dei 2 riesce a
prevalere, anche perché Clemente VII preferisce ritirarsi in Francia ad Avignone il prima
possibile, e lo farà subito: Urbano si stanzia a Roma, Clemente ad Avignone (ecco perché
le 2 obbedienze dette romana e avignonese)
2) Via iuris (contemporanea alla 1°): si chiedono i pareri di giuristi, ma quelli italiani non
riconoscono che ci sia stata violenza durante la prima elezione (danno ragione a
Urbano), i francesi sostengono l'opposto.
3) Via concilii: proposta da docenti universitari di Parigi: bisogna riunire il concilio perché
decida chi ha ragione; ma il concilio può essere convocato solo dal papa e nessuno dei 2
è disposto a mettere in discussione la sua legittimità.
Alla morte dei 2 papi, i rispettivi collegi cardinalizi eleggono i loro successori: Gregorio XII a
Roma e Benedetto XIII ad Avignone. Europa è stremata da questa divisione:
▪ Alcuni cardinali romani e alcuni avignonesi riuniscono un concilio a Pisa nel 1409 (per
stabilire quale posizione fosse corretta), guidato dal cardinale Baldassarre Cossa. Si
decide di deporre i 2 papi ed eleggere Alessandro V (Pietro Filango)
▪ Ma nessuno dei 2 papi si fa da parte -≥ 3 papi: Alessandro V si trasferisce a Bologna, ma
muore qui nel 1410;
- NB: questo concilio nominato 3° obbedienza, obbedienza pisana
▪ Obbedienza pisana elegge proprio Baldassarre Cossa, come Giovanni XXIII*.
*Molti si schierano con lui, pur di superare la crisi, perfino Francia e Inghilterra
▪ Soluzione concilio giusta, ma organizzata male: si cerca di riorganizzare un concilio che
sia stavolta generale (che partecipino tutti), non parziale come quello di Pisa: si ottiene
l'adesione del re di Germania Sigismondo di Lussemburgo (ultimo imperatore
d’occidente con ruolo universale), che convoca il concilio con l'approvazione di
Giovanni XXIII (papa che in quel momento ha consenso ≥) (che si reca al concilio con
giuristi e esperti italiani, convinto di dover essere riconosciuto come il papa legittimo).
▪ -≥ Riunito il concilio (rappresentanza permanente delle comunità dei fedeli) a
Costanza, sotto la protezione imperiale, si capisce che problema è scisma, ma è sintomo
dei problemi del clero: bisogna riformare la Chiesa (costumi + organizzazione): 1414
al 1418.
1) Le votazioni, su proposta dei francesi, avvengono non per testa (altrimenti
vincerebbero gli italiani (la ≥anza), determinati a fare riconoscere Giovanni XXIII),
ma per nazioni, con 5 voti: francese, tedesca, italiana, inglese, e poi spagnola.
2) 1415 emanato il decreto Haec Sancta: stabilisce superiorità del concilio (quando
riunito) rispetto al papa: si decide che tutti e 3 i papi devono farsi da parte per il
bene della Chiesa, non potendo chiarire chi abbia ragione.
− Gregorio XII accetta, viene rinominato cardinale dal concilio e diventa legato
pontificio nelle Marche;
− Benedetto XIII si rifiuta, poi dice di accettare solo se viene riconosciuto che solo
lui, in quanto ultimo cardinale nominato prima dello scisma, ha il diritto di
nominare il papa successivo. Alla fine, viene abbandonato anche dalla monarchia
spagnola;
− Giovanni XXIII (convinto di dover andare a Costanza per essere conosciuto
come papa universale della chiesa): cerca di scappare, viene imprigionato,
chiede perdono e viene reintegrato come cardinale.
3) 9 ottobre 1417 emanato il decreto Frequens: stabilisce che il concilio debba essere
convocato dal papa a scadenza fissa per prendere in mano la gestione delle Chiesa e
proseguire la riforma (deve essere convocato ogni tot anni, non solo in casi
eccezionali)
4) 11 novembre 1417 eletto Ottone Colonna come Martino V.
Il concilio rimane aperto fino al 1418, per tentare di portare avanti la riforma della Chiesa, ma
né questo né i successivi ci riusciranno. L'incapacità della Chiesa di riformarsi da sola è
evidente:
• Martino V convoca il concilio a Basilea nel 1431 (in applicazione del Frequens), ma in
ritardo rispetto a quanto stabilito
• Suo successore Eugenio IV (avverso al conciliarismo) cerca di spostare il concilio a
Ferrara 1438 per controllarlo meglio: alcuni membri del concilio si rifiutano, vengono
scomunicati dal papa, allora depongono il papa.
• Si apre nuova fase dello scisma ed eleggono come antipapa Felice V di Savoia (ultimo
antipapa della storia. Abdica 1449). II scisma d’occidente (ma breve). Ma ci fa capire
che problemi dentro la Chiesa non sono stati risolti.
− Durante questo 2° scisma, l'imperatore bizantino si reca a Roma per chiedere l'aiuto
del papa e cristiani d’occidente contro i Turchi che minacciano Costantinopoli,
promettendo di sottomettersi all'autorità del pontefice di Roma*: ma questi aiuti
non arriveranno mai e Costantinopoli cadrà nel 1453.
− *A Ferrara (1439) poi a Firenze: riunificazione con la chiesa ortodossa
Questa incapacità della Chiesa di riformarsi porterà al protestantesimo e alla divisione della
cristianità dell'Europa del Nord.
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MONOGRAFICO
• Fa riflessioni che riprende da March Bloch, Riflessioni di uno storico sulle false notizie
della guerra, 1921
• Finalità militari portano alla fabbricazione di notizie non corrispondenti alla realtà
− Studio della storia ci aiuta a studiare la realtà, ma va capita da tutti i punti di vista.
− Durante conflitto nascono notizie false di propaganda per creare problemi all’avversario
− Problema dei falsi del medioevo: molte documentazioni/notizie sono false
Ma Bloch, rispetto al falso ci dice che se un documento è falso non è vero che va messo da parte
perché non può dirmi nulla: può dirmi nulla rispetto a ciò che esso contiene, ma può essere utile
e dirmi motivi per cui costruito un falso, la situazione, il contesto etc. Quindi anche il falso va
studiato
− Bloch: ”un falso non ci dice nulla su ciò che avrebbe voluto attestare, ma ci rivela molto
sull’ambiente che lo ha prodotto
− Del medioevo circola a noi una visione negativa, distorta. Ma tutto ciò ci dice molto sulle
mentalità di chi le diffonde e assorbe
MEDIA
Rispetto all’età di Bloch, oggi il panorama dei media è radicalmente cambiato:
Diventa + difficile chiarire la realtà: grazie soprattutto alla 3° fase, la divulgazione storica
malfatta consente il radicamento di false credenze nella memoria collettiva
NB: non esistono epoche sbagliate. Ma dire medievale è diventato modo per dire qualcosa di
negativo, senza senso.
MEDIOEVO:
• Gli storici non sono più punti di riferimento della società contemporanea nemmeno in
merito alle fake news
• La scienza storica si afferma dal XVII con la serrata critica delle fonti:
− Acta sanctorum = fonti agiografiche (avviata dal gesuita belga Bolland 1643)
− De re diplomatica = fonti documentarie edite da Jean Mabillon 1681
• Nel corso del 900 il ruolo pubblico della storia è stato confinato entro le aule
universitarie
PROSUMER
Compito dello storico (che deve essere obiettivo, non imparziale) è ribadire che le fonti vanno
cercate secondo una metodologia scientifica, che prevede verifiche, confronti, contestazioni.
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PREMESSA
• Uso diffusissimo di luoghi comuni, di una descrizione negativa del periodo medievale.
Non nasce oggi, ma nel momento del medioevo stesso, quando umanisti guardano a
medioevo (passato recente) come periodo intermedio tra loro e periodo classico
• Questa visione negativa del medioevo è iniziata nel 700, ma oggi nessuno storico si
avvicinerebbe a studio epoca medievale con preconcetti di partenza
• Ma ormai questa idea negativa del medioevo è penetrata nella società e organi di
comunicazione
- Dilatazione pressione te della capacità di comunicare e così si è amplificata visione
negativa del medioevo
• Quasi sempre questa visione negativa deriva da luoghi comuni e modi di dire penetrati
nel discorso ma che oggi noi sappiamo essere sbagliati:
- Es: medioevo come età della violenza (anche accreditato da studiosi). Ma oggi
sappiamo che la violenza (c’era) ma non era nella quotidianità
- Es: evocazione minacciosa dei e coli bui, di un imminente ritorno al medioevo
(inteso come epoca segnata da arretratezza, terrore, barbarie)
• Dunque, quasi sempre si tratta di cliché basati su falsità, privi di fondamento
storiografico. Ricostruzioni che non si basano su risultati ricerca storica.
• Troppo spesso giornalisti e comunicatori fanno riferimento al medioevo in modo
sbagliato
- Es: quando danno notizie di assedio: ”assedio medievale” (quando invece assedio
medievale seguiva tecniche, obiettivi e mentalità diversi: oggi significa chiudere una
città e bombardarla; nel medioevo serviva per evitare ingresso e non si colpivano
mai civili (per motivi religiosi e ideologici (bambini uccisi non hanno senso)))
- Spesso stesse figure presentate in maniera opposta nello stesso giornale. Uguale per
medioevo: in una pagina troviamo medioevo rappresentato come castelli,
principesse etc e medioevo rappresentato come negativo, terrore nella pagina
successiva
Problema non è giornalista che parla di medioevo; problemi è quando parlano di tutto tranne
del medioevo e dentro i fenomeni attuali mettono riferimenti a medioevo per loro negativo
perché ricostruito su base informazioni sbagliate e preconcetti
• Dilaga un uso giornalistico dei luoghi comuni medievali (senza che essi ci ragionino), che
a sua volta lo fa dilagare nella concezione comune. Non a caso in ambienti universitari lo
stile giornalistico ha una accezione negativa).
- Quindi da una parte chiusura del mondo accademico verso stile giornalistico;
dall’altra parte storici universitari non fanno qualcosa per uscire con testi più
leggibili e comprensibili, oltre a ricerche fatte (a differenza inglesi e francesi che
hanno fatto ricerche storiografiche e le hanno tradotte in un linguaggio +
accessibile)
• Infatti, l‘Accademia dibatte sul perché libri e articoli scritti da giornalisti sono + letti di
quelli scritti da storici di professione.
• Capostipite Indro Montanelli, ma oggi anche professionisti della storia godono di un
ampio successo di pubblico (es. Barbero)
IL PROBLEMA
IL LABORATORIO ITALIANO
Tutto questo avviene in Italia in maniera più accentuata, ma gli stereotipi sul medioevo sono
diffusi in tutte le società legate al medioevo: quindi città e paesi dell’Europa occidentale (a
cominciare dalle Americhe)
• Cosa possiamo fare? Ci mettiamo alla caccia dell’errore? No, atteggiamento sterile
• Non (si) vuole andare a caccia di errori, ma cercare di capire le circostanze culturali e
ideologiche che determinano questo slittamento di significato.
Prende questi esempi per riflettere su ciò che sta accadendo e vedere se nella categoria
dei giornalisti si può intervenire per invertire questa tendenza e pretendere da essi
maggiore aggiornamento storico, così che quando usano riferimenti a storia siano più
corretti e attendibili.
Considerato che oggi (grazie a informatica e internet e media) le info vengono trasmesse
in tempo reale e ad un pubblico immenso
• Di qui il titolo di Medi(chiocciola)evo
MEDIEVALISMO
• Glauco M. Cantarella: «Il Medioevo è un tempo strano … una realtà storica lontana
da noi, benché si possa pensare di averla quotidianamente tutt’intorno a noi: una
realtà sotterranea, un tempo/spazio sommerso … una dimensione storica ancora
poco conosciuta, spesso soltanto specchio deformante del nostro presente: ‘cose da
Medioevo’ si dice, come se quelle cose non appartenessero ai giorni nostri: insomma,
un comodo falso bersaglio che ci risparmia la fatica di interrogarci su passato e
presente e di coglierne differenze e continuità».
• Noi inventiamo un’epoca e la riempiamo di cose che noi crediamo accadute, ma sono
falsità (cavaliere, principessa etc)
- anche in positivo abbiamo pregiudizi sul medioevo
QM
Gli storici professionisti, che guardano al passato attraverso un processo critico, hanno
cominciato a capire l’importanza del medievalismo (e la necessità di non lasciare il campo libero
agli apprendisti stregoni)
Tendenza a studiare il medioevo. Tendenza che in Italia ha trovato una buona base di studio in
“Quaderni medievali”, creata 1976 (rivista semestrale di medievistica, fondata da Giosué
Musca) dove c‘era una rivista di storia medievale chiamata l’Altro Medioevo, curata da Raffaele
Licinio. Anni ’70 si comincia a riflettere su ciò perché ci si rende conto che società si sta
appropriando del medioevo, dandone idea (positiva o negativa) sbagliata
• 1983 convegno San Gimignano: Il sogno del Medioevo. Il revival del medioevo nelle
culture contemporanee
• Eco, Dieci modi di sognare il Medioevo: carrellata di modi in cui il Medioevo è stato
pensato nei secoli successivi
- Rivisitazione ironica
- Luogo barbarico
- Medioevo romantico
- Medioevo dei Rerum Italicorum Scriptores
SINTESI ECO:
CARPEGNA FALCONIERI
•Vecchia definizione del medievalismo = nostalgia per i tempi lontani del Medioevo
(unica ancora presente in molti dizionari)
•Dal 2010 in poi: visione del Medioevo elaborata dopo il Medioevo.
•2022 sito ISIME propone una voce per illustrare l’istituzione del primo Centro di
studi e ricerche italiano espressamente dedicato al tema
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Il discorso negativo sul medioevo comincia già con Petrarca, cogli umanisti. Ma questa mentalità
che viene superata dagli studiosi nel ’700 (quando si esplorano gli archivi, si studia), che
scalzano elementi di fantasia. Si crea coscienza critica dello storico: oggi nessuno storico
parlerebbe del medioevo come epoca negativa rispetto ad altre: è un’epoca storica come le altre
questo però è rimasto nel campo della ricerca storica e scientifica. Nella cultura generale e
mentalità comune è rimasta idea del medioevo come negativa, epoca del regresso, a cui
possiamo affidare tutti i mali possibili.
− Questo medioevo diventa un alibi: cose cattive le facevano nel medioevo, noi non le
facciamo queste cose. Mentre II G.M. È stata una cosa terribile a livello umano
Queste cose le abbiamo fatte noi, mentre dire che è come nel medioevo è dire che queste
cose non le facciamo
− Paragoniamo la guerra al medioevo, quando nel medioevo non c‘era la tecnologia usata
oggi, le stragi terribili di oggi, l’ideologia di oggi (oggi civili coinvolti e uccisi, nel
medioevo impensabile, solo a partire da guerra dei 100 anni)
• Problema oggi: capacità di comunicare tra loro che è maggior rispetto al passato. Una
volta idea del medioevo come negativo era limitato, oggi no; a causa dei mass media
questo pensiero è dilagato ed è diventato concezione comune
- Quindi: mass media importanti nella formulazione di un’idea di Medioevo post-
medievale perché trasmettono all’opinione pubblica informazioni che influenzano il
modo di percepire il passato
− Serve una formazione superiore in cui mettere insieme conoscenza e studio del docente
− Inoltre tramite il medioevo noi ci deresponsabilizziamo: se il passato ha introdotto la
ghigliottina e noi la usiamo, non siamo rimasti fermi al 700; il 700 ci ha dato uno
strumento e sta a noi scegliere se usarlo. Se lo usiamo è nostra responsabilità, non è
“cosa da medioevo”
Altro problema:
NB: cap 4/5 approfondimento sull’ambiente. Ciò che noi facciamo oggi all’ambiente spesso
viene indicato come ritorno al medioevo; ma loro avevano condizione migliore alla nostra
Si è creato settore di studi che studia il medievalismo: studia medioevo per come è stato
percepito e formato nel corso dell’età moderna
• Da oltre un secolo, nella critica storica, il termine Medioevo non ha più un’accezione
negativa.
• Invece, è ancora molto usata nel linguaggio giornalistico e nel linguaggio divulgativo (col
significato di involuzione verso la barbarie, regressione della civiltà, ritorno al periodo
medievale).
• Il web amplifica questa situazione:
− Massa caotica di appassionati (non sempre preparati)
− Accademici e specialisti che fanno fatica a muoversi sul web (anche per non lasciarsi
coinvolgere in estenuanti battibecchi)
LO STORICO INTERNAUTA
• A volte, sullo stesso organo di informazione troviamo sia contenuti apologetici, sia
denigratori sul Medioevo:
− Ad esempio articoli su rievocazioni medievali o località turistiche («tuffo nel Medioevo»,
«gioiello medievale», «splendido borgo medievale») e articoli che descrivono il
Medioevo come anticamera dell’Inferno (medioevo e medievale diventa sinonimo di
reazionario, retrogrado, tradizionalista, integralista, oscurantista)
IPOCONDRIA MEDIATICA
Cercando su motore ricerca (google) l’uso della parola medioevo nella sezione news nel corso del
2020, viene fuori una prima selezione molto significativa: