MASACCIO
Può essere considerato il vero fondatore della pittura della nuova era (Rinascimento)
Le innovazioni prospettiche elaborate dal Brunelleschi vengono tradotte in chiave pittorica da Masaccio, che per
produrre un convincente effetto tridimensionale:
- Usa il punto di fuga e la griglia proporzionale impostata dal Brunelleschi nella prospettiva centrale.
- Dà forza espressiva e solidità volumetrica ai suoi personaggi. Sulla diretta discendenza di Giotto compatta
forme e volumi ma ha straordinaria cura all’aspetto della commozione.
- I suoi personaggi abitano lo spazio, lo occupano tridimensionalmente, lo soffrono, lo esplorano muovendosi
al suo interno.
- Per la prima volta un ombra vera, reale, compare nella pittura dell’Occidente.
E’ un “ombra portata”, secondo la definizione scientifica: è quella che un solido proietta sulle superfici
circostanti. Ed è perciò che dà l’impressione che i corpi abbiano una massa, che siano reali.
Per rappresentare le emozioni (il dolore, la disperazione, l’incredulità) il pittore sperimenta gesti e posture: braccia
che si tendono in avanti quasi a misurare le distanze tra il corpo e le cose che lo circondano; teste che si voltano da
un lato o dall’altro per stabilire contatto visivo con altre figure o altri momenti della narrazione; panneggi spessi con
pieghe così profonde da sembrare scolpite.
Mette al centro della pittura l’uomo, concepisce i corpi come corpi vivi e non come rappresentazioni, li racchiude in
uno spazio misurabile e, con il nuovo strumento della prospettiva, a crea la profondità, trova, nella pittura, la terza
dimensione. Oggi diremmo, a dipingere in 3D.
Trittico di San Giovenale
Opera precoce, non riesce ancora a riempire in modo efficace lo spazio con i corpi dei personaggi ancora rigidi e
bizantineggianti.
La scatola prospettica ottenuta con il trono della Vergine deve essere equilibrata dai due angeli inginocchiati se no
avrebbe l’effetto di “aprirsi”
Polittico di Pisa
Scopre l’uso del panneggio per costruire volumi: avvalendosi di una più matura consapevolezza luministica modula i
chiari e gli scuri articolando i mantelli e riempendoli di corpi che palpitano di vita.
L’intensità emotiva è conferita anche ai personaggi minori.
Crocefissione
Masaccio rappresenta il dramma della morte di Gesù
sfruttando la forza espressiva delle masse cromatiche,
del colore, composte dai tre personaggi: Maria,
Giovanni e Maddalena.
Alla gestualità intensa ma contenuta di Maria e
Giovanni si contrappone quella esplosiva di Maddalena,
è la manifestazione umana della disperazione di fronte
alla maorte.
Decorazione della Cappella Brancaccio, Masolino e Masaccio
Peccato originale (Masolino) Cacciata dall’Eden (Masaccio)
Alle figure sottili ed eleganti di Masolino, atteggiate in pose composte e gesti eleganti, si contrappongono le possenti
volumentrie di Masaccio, che trasforma i volti dei protagonisti in maschere tragiche.
Non c’è più la grazia in queste figure condannate dal peccato. Avanzano faticosamente verso un destino di
sofferenza proiettando a terra le lunghe ombre dei propri corpi, mentre l’angelo dalle ali rosse brandisce una spada
che minaccia vendetta.
Il tributo
Masaccio compone uno spazio sobrio ed essenziale: sul lato destro con edifici regolari e compatti costruiti secondo le
leggi della prospettiva e favorire la fuga prospettica verso il fondo; sul lato sinistro con montagne che sembrano
modellate come fossero di argilla. La luce proveniente da destra proietta a terra le ombre dei personaggi.
Stupefacente è la resa volumetrica e la caratterizzazione dei personaggi. Accentua la fisicità dei personaggi che
sembrano statue trasferite nello spazio illusorio della pittura.
Trinità di Santa Maria Novella 1427
E’ universalmente ritenuta una delle opere fondamentali per
la nascita del Rinascimento nella storia dell'arte. In essa si
trovano tutti i principali contenuti della cultura umanistica e si
ha una perfetta sintesi tra pittura, scultura e architettura. Si
tratta dell'ultima opera conosciuta dell'artista, morto a soli 27
anni.
Il soggetto è una Trinità con Dio Padre, lo Spirito Santo,
simboleggiato dalla colomba, e il Cristo crocifisso. Ai lati della
croce la Madonna e san Giovanni Battista.
Più in basso, inginocchiati su un gradino, come si usava, i due
donatori Berto di Bartolomeo del Banderaio e sua moglie.
Al di sotto della scena sacra c'è un altare, sotto il quale giace
uno scheletro. Sul fondo compare l' iscrizione: ”io fu già quel
che voi sete.. e quel che son voi anco sarete".
Il tutto, rappresentato, ad affresco, dentro un edificio
dall’architettura rinascimentale.
Tutto l’affresco obbedisce alle regole della "prospettiva
lineare con un unico punto di fuga".
E questa è una regola assolutamente nuova.
In questo affresco convivono mirabilmente il senso volumetrico e il senso dello spazio, tutto unificato da un unico
punto di vista che coincide con il punto in cui realmente gli osservatori guardano la scena affrescata. L’effetto è
quello di creare l’illusione ottica che oltre la parete ci siano altri spazi in realtà inesistenti. In pratica chi guarda
questo affresco ha l’illusione che il muro sia sfondato da un vano, coperto con una volta a cassettoni, nel quale sono
collocati il crocefisso, con la Madonna e san Giovanni alla base e con Dio posto su un rialzo superiore a sostenere il
Lo sviluppo dello spazio architettonico è congruente con questo punto di vista, ma lo devono essere anche le figure
inserite in questo spazio, le quali devo essere rappresentate di scorcio, cioè da sotto in su. Anche in questo Masaccio
si mostra un grande innovatore, in quando, dopo i tentativi trecenteschi di Giotto, è probabilmente il primo pittore a
capire l’importanza dello scorcio, e a tentare una rappresentazione della figura umana da altri punti di vista che non
sia sempre quello canonico del guardare le persone alla loro stessa altezza.
L’altare in basso, contenente lo scheletro, ci ricorda
la caducità della vita umana, destinata, come lo
scheletro, alla morte e al disfacimento. La scena
superiore è invece una metafora del come
conquistare la vita eterna. I due committenti
inginocchiati su un gradino esterno alla scena
(quindi nello spazio reale della vita terrena e non in
quello mistico della Trinità), attraverso la preghiera,
e con l’intercessione della Madonna e dei santi,
possono aspirare alla salvezza eterna.