Elisa
Elisa
Elisa
Mechanical Dream
vamo utilizzare solo in-ear monitor, rea- è in perpetua evoluzione. È così, ci lavo-
lizzati da Phonaton, che suonano vera- ra tanto, non si ferma mai. Su “Mecha-
mente bene, isolano da –20 a –40 dB, a nical Dream” ha cominciato a lavorare ad
seconda dei tappi che metti dentro. Eli- aprile, tutti i giorni, con Max Gelsi, un’al-
sa usa i tappi da -40 dB, sente solo il suo tra persona uguale a lei. Da un punto di
monitoraggio. Questo ci ha permesso di vista tecnologico, siamo partiti dalla soli-
Da questa immagine va fare e quello che poi si è realizzato si è non usare più i side, che per questa pro- ta base, migliorandola. Poi è sempre Elisa
tridimensionale del set
trovato un punto di compromesso utile, duzione siamo stati obbligati a rimonta- con il suo estro, e quello della band, che
di “Mechanical Dream”
si comprendono bene i come accade per tutte le produzioni, che re sul palco perché i ballerini devono po- creano; alla fine non sono certo i materiali
tre livelli del palco e la alla fine devono far quadrare il cerchio. ter sentire per sapere cosa fare. In realtà che impieghiamo a fare lo spettacolo.
posizione degli schermi.
noi le prove musicali le abbiamo svolte
Quando parte lo show, s’inizia col vi- tutte senza side, accesi solamente all’ar- Elisa cosa vuole ascoltare nel suo in-ear
deo: un primo piano del volto di Elisa, in rivo dei ballerini; durante i sound-check, monitor?
bianco & nero, sugli efficacissimi scher- quando si aggiungono i side con gli in- EA Tutto! Ovviamente ci sono dei brani
mi semitrasparenti Barco che sono ap- ear monitor indossati si avverte una mi- nei quali il mix per la sala non è rispettato,
pesi sul palco, in movimento. nima aggiunta. Il problema rimane solo perché magari l’incontro tra la chitarra e il
Poi arriva la vera Elisa, sorpresa, sul pal- il microfono di Elisa, che prende tutto, piano potrebbe portarla fuori (intonazio-
co superiore: con una mazzata distrug- ma questo è il problema di tutti i micro- ne), brani in cui il pianoforte non c’è pro-
ge la sua immagine, a segnare un pun- foni: non ne ho mai trovato uno che non prio nel suo mix, però in linea di massima
to netto di ripartenza, un numero in sti- avesse rientri. Il Sennheiser SKM 935 tut- il suo monitor comprende tutti gli stru-
le musical, inizia il sogno, accenna una to sommato è quello che “soffre” meno menti, con alcune varianti. Siamo arrivati
Dovrebbe vecchia canzone americana, “Dream A di tutti; adesso dicono che dovrebbe ar- a questa soluzione un po’ alla volta: all’ini-
essere apprezzato Little Dream Of Me”, quasi più Madon- rivare un nuovo Sennheiser, tra cardioi- zio Elisa non aveva la batteria nell’in-ear
che noi italiani
riusciamo a fare na che Elisa. Inizia il concerto, con “To- de e ipercardioide, che dovrebbe miglio- (che isolava a –15 dB, per cui se le parlavi
delle grandi cose gether”: suono molto equilibrato sin dal rare ulteriormente la situazione. Nel mo- da vicino, lei ti sentiva, non è come adesso
che poi stanno in primo brano, voce di Elisa ben intelle- nitoraggio, sul mic di Elisa mettiamo solo che è completamente isolata, non ti sen-
vita per poco gibile. Appaiono per la prima volta sul una piccola compressione del banco Di- te proprio!), però era l’epoca in cui usava-
tempo
palco i 12 ballerini più cento danzato- GiCo, niente altro. mo ancora i side, per cui la botta le arriva-
ri vestiti di bianco, che marciano. Sin da va da lì. Un po’ alla volta ho messo dentro
questi primissimi minuti si capisce che lo Tu sei da sempre il responsabile tecni- cassa, rullante, ecc. Per non risultare fasti-
spettacolo è pieno zeppo di stimoli, an- co per Elisa. Con la pubblicazione del di- dioso, sulla batteria uso tanti riverberi. Gli
che molto veloci, immagini diverse, tut- sco negli Stati Uniti, con questo mega- altri musicisti hanno tutti un mix persona-
te curatissime, col suono tipico di Elisa. progetto italiano e poi col tour che farete lizzato: ognuno ha i suoi riferimenti (Rin-
nei club americani, hai percepito qualche go per esempio ha un charleston che non
Che cosa caratterizza cambiamento nel suono? hanno gli altri); Fontana suona in cuffia,
“Mechanical Dream”? EA Se conosci Elisa, sai che in 10 anni il ha il suo mixerino, si fa i suoi livelli (cassa,
Erick Anderson (monitor engineer) suono si è sempre evoluto, addirittura di rullante 1, rullante 2, mix drum completo
Era un anno che cercavamo qualco- concerto in concerto; ha modificato un over tom, mix band, Elisa separata, click e
sa per realizzare questo progetto: vole- po’ la maniera di arrangiare i brani, ma lei click spare delle basi).
Addentrandoci nello show, oltre ai suoni Il passaggio dall’analogico te molte scelte tecniche, insieme ai suoi
e alle luci, risaltano le belle immagini che al digitale più stretti collaboratori (in questo caso la
commentano alcuni brani, per esem- Fino a qualche anno fa Elisa voleva ener- band, Max Gelsi in primis, cui va il merito
pio i punti luce e le piume di “Rock Your gia, un suono grezzo, rock, analogico. di aver partorito molte delle idee di que-
Soul”, oppure l’idea degli alberi uma- Al mixer di sala, sin quasi dagli inizi del- sto show, con Ringo, Fontana e Ballarin).
nizzati (sono i danzatori che si muovo- la carriera, Elisa ha sempre avuto Mauri-
no) per “It Is What It Is”, con lo splendi- zio Maggi, ad eccezione del tour teatra- Com’è avvenuto il passaggio dal Midas
do contrasto viola/arancio delle luci. C’è le di “Lotus”, dove al mixer c’era Mar- Heritage 3000 analogico al DiGiCo, il
tanta carne al fuoco, le situazioni cam- co Monforte (col quale Maggi si alterna tuo principale strumento di lavoro?
biano velocemente. Per “Time Machi- spesso alla regia audio di diversi concer- MM Già l’anno scorso, per il tour inver-
ne” comincia ad attivarsi il palco rialza- ti). Questo vuol dire che Maurizio cono- nale “Soundtrack”, poi per quello estivo
to, Elisa björkeggia un po’ con tanto di sce la storia del suono dell’artista. (con formazione allargata, archi, percus-
mascherina e ventaglio, Andrea Fonta- sioni, ecc.) avevamo utilizzato i D5 DiGi-
na in “Mad World” si sposta sul suo kit Maurizio Maggi (F.O.H. engineer) So- Co, anche per il monitoraggio. Nella par-
Yamaha elettronico. Prima cover: Elisa al no più di dieci anni che Eli è “in pista” e te estiva invece abbiamo utilizzato un
pianoforte, per “Wuthering Heights” di sicuramente ha raggiunto una maturi- Cadac per il monitoraggio e un D5 per la
Kate Bush, voce pazzesca, intonazione tà artistica riconosciuta, perennemente sala. Mah …sai , di questi tempi le scelte
perfetta, brano coreografato intensa- in evoluzione. È sempre stata attenta alle sono spesso motivate anche da sempli-
mente da Luca Tommassini, molto cal- sonorità e alla parte tecnica, sia nei dischi ci congiunture fra produzione e service,
do e coinvolgente. Che direbbe Kate? sia dal vivo, dove ha curato personalmen- oppure dalla disponibilità. Nel caso spe-
Abbraccerebbe Elisa!
Dopo tanto romanticismo, un cambia-
mento radicale: Elisa indossa una tu-
ta in latex nera e parte un medley rock
tostissimo, lingue di fuoco (luce) rendo-
no il tutto ancor più forte. Dopo questa
tirata rock di circa 20 minuti, un break
poetico, “Severed Gardens”, firmato da
Jim Morrison, recitato dalla voce di Eli-
per gentile concessione di Mamo Pozzoli
cifico, prima utilizzavamo mixer analogici mo numero di canali usati finiresti maga- Nicola Marozzi (12 + 12 & 4 + 4), all’Are-
per avere propriamente un sound analo- ri per trovare qualche layer sotto, uso dei na di Verona Daniele Tramontani, mentre
gico, in seguito la complessità della par- processori esterni. Nello specifico in que- le date di Roma e Milano (indoor) le ha se-
te musicale ci ha spinto a utilizzare ban- sto show (con oltre 110 ch in ingresso) guite Orlando Ghini (16 +16 front & 8 + 4
chi digitali per usufruire delle memorie di ho utilizzato per le voci un paio di Man- side, più qualche front-fill dV-DOSC). An-
scena: una scena di memoria per ogni ley Voxbox, per le ritmiche un Brunetti che i racks drive dell’impianto erano diver-
brano, ogni snapshot richiama tutti i pa- Par 400 (su cassa e rullante) e Aphex Stu- si tutte le volte …e questo non ha certo
rametri, comprese le patch. dio Dominator (sul basso). Come effet- aiutato a star tranquilli prima dello show.
ti esterni dispongo di T.C. System 6000 e
Segui la dinamica e il suono in generale Delay 2290, Yamaha SPX 2000. Il suono dal F.O.H.
modificando manualmente le scene? Al DatchForum di Milano ho sentito
MM Sì, abbastanza: mi piace suonare Qual è la catena sulla voce di Elisa? Micro- un’ottima pressione, suono bilanciato, vo-
con la band e seguire le dinamiche che fono Sennheiser SKM 935 e poi? ce presente, senza essere affaticante.
genera, salvo per quei brani che preve- MM Molto semplice: mic input del- MM Ti ringrazio. Indubbiamente le ca-
dono comunque un balance scelto e ap- lo splitter digitale, canale DiGiCo, insert ratteristiche del sistema V-DOSC aiutano
provato direttamente da Elisa e Max. Manley Voxbox, più un ulteriore limiting molto, soprattutto nella distribuzione del
con Waves L2. programma sonoro ovunque. I sistemi Li-
Attualmente usi eq-filtri-effetti outboard? ne Array in generale permettono questa
MM Li uso sempre. È mia abitudine trat- Per controllare gli inevitabili rientri nel mi- facilità di distribuzione del segnale, senza
tare alcuni canali di strumenti, diciamo crofono di Elisa cosa fai? affaticare chi sta vicino e raggiungendo
“principali”, con qualcosa di esterno. MM Niente, la seguo a vista! Ogni brano con una buona pressione sonora anche
Forse potrebbe non essercene nemmeno ha una piccolissima differenza di eq, det- chi è seduto lontano dallo stage.
bisogno, ma anche solo per avere sem- tata dalla particolare dinamica del canto,
Il mixer digitale
utilizzato da Maurizio
pre in vista e a portata di mano proprio spesso seguito a mano. Poi serve… un Nel programma del concerto ho nota-
Maggi per la sala. quel canale, che a causa del grandissi- po’ di fortuna! to che viene indicato il Surround, che mi
è sembrato utilizzato in un solo punto
Com’è composto il sistema? dello show.
MM Nel corso di questo originalissimo MM Il segnale Surround era stato pensa-
mini tour, per motivi che non sono dipe- to e progettato per l’Arena di Verona, per-
si da nessuno, ci siamo trovati a lavorare ché inizialmente doveva esserci solo quel-
con differenti configurazioni del P.A. e con l’evento. L’Arena si presta particolarmente
differenti P.A. Men: per esempio a Pesaro alla dislocazione di punti Surround, aven-
(per l’allestimento dello spettacolo e la da- do spalti in alto, che sovrastano tutto il
ta zero) ha seguito e configurato il sistema pubblico.
Sono stati montati tre cluster (due si- no rivelate vitali per la realizzazione pra- zioni analogamente articolate, che per-
de L-R e un Rear), ognuno formato da tica dell’idea. Dobbiamo ringraziare i ra- mette di collegare in sinc tutte le strut-
due sub K-array KS4 e da una testa K- gazzi della HP Sound Equipment di San ture. On stage, per precauzione, c’è un
array KH4. Ogni cluster aveva una man- Piero a Sieve (FI), in particolare Massi- sistema ProTools, comandato dal tastie-
data dal mixer (della configurazione Sur- mo Ferrati, Alessandro Tatini e Francesco rista Gianluca Ballarin, che permette (ol-
round), una sorta di L-R main, L-R side e Maffei, per il supporto e la disponibilità tre ad avere un sistema spare comple-
rear, più ovviamente i sub. nell’allestire l’impianto K-array. to) anche di effettuare autonomamen-
In Arena il posizionamento era ideale, te eventuali prove musicali.
sovrastante e abbastanza lontano anche Durante lo show tu mandi le sequenze
dal pubblico seduto in alto, sulle ultime dal F.O.H.: da che macchina partono e Tornando all’intensa scaletta musicale,
file degli spalti, per cui il programma pre- cosa contengono, in generale? “Calling You” (dal film “Bagdad Café”) e
vedeva interventi Surround durante di- MM Le sequenze sono controllate e ge- “Almeno tu nell’universo” sono due al-
versi brani. Per le date di Roma (PalaLot- stite in sala con l’ausilio di due rack “cu- tri punti molto alti dello show, infinita-
tomatica) e di Milano (DatchForum) in- stomizzati”, che contengono di base 2 mente più semplici visivamente di tut-
vece ci siamo adattati a posizionamenti + 2 Mackie HDR 24, più qualche altro to quanto il resto. “Almeno tu…” è un
praticamente in mezzo alla gente sedu- accessorio che permette la sincronizza- trionfo di blu, cielo, universo, pochi sti-
ta in alto, con conseguente scomodità zione con tutte le strutture (band mu- moli, precisissimi. Sembrerebbe un po’
d’ascolto per alcune parti musicali. Pro- sicale-video contributi-regia video in di- scontato, banale, ma non lo è.
I side K-array utilizzati
prio per questo a Roma e Milano ho ri- retta-regia luci-servizi vari). In pratica per “Mechanical Dream”:
dotto gli effetti Surround, limitandoli ad questo diventa il cuore dello show. Di Set design, luci e regia nonostante l’ingombro
estremamente limitato,
alcuni interventi di sicura resa. Va sotto- base c’è una generazione di sincronismi dello spettacolo la resa è eccellente,
lineato che l’estrema compattezza e la via Time Code e Midi Time Code, realiz- Per realizzare questo spettacolone Elisa bassi corposi e e medio-
alti precisi, al servizio in
potente resa sonora, rispetto alle dimen- zata con un sistema personalizzato da ha contattato diversi collaboratori. Con questo caso dei ballerini
sioni e al peso del sistema K-array, si so- me, già collaudato in altri tour e situa- Luca Tommassini (coreografo)tu hai co- dello spettacolo.