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Elisa

Il progetto 'Mechanical Dream' di Elisa è uno spettacolo live che unisce le sue due anime artistiche, rock e melodica, presentato il 20 settembre all'Arena di Verona e in un breve tour. La produzione ha richiesto un notevole sforzo tecnico e organizzativo, coinvolgendo un centinaio di persone e una band esperta, per creare un'esperienza visiva e sonora unica. Nonostante la brevità delle date, il progetto rappresenta un'importante espressione artistica e un tentativo di affermarsi nel mercato musicale internazionale.

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Elisa

Il progetto 'Mechanical Dream' di Elisa è uno spettacolo live che unisce le sue due anime artistiche, rock e melodica, presentato il 20 settembre all'Arena di Verona e in un breve tour. La produzione ha richiesto un notevole sforzo tecnico e organizzativo, coinvolgendo un centinaio di persone e una band esperta, per creare un'esperienza visiva e sonora unica. Nonostante la brevità delle date, il progetto rappresenta un'importante espressione artistica e un tentativo di affermarsi nel mercato musicale internazionale.

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live

Elisa
Mechanical Dream

Un sogno, molto intenso e comples-


so: probabilmente questo è stato
per Elisa il progetto di “Mechanical
Dream”, uno show costruito per
esaurirsi in una data secca, all’Are-
na di Verona il 20 settembre scor-
so, poi andato in tour, sia pur bre-
vissimo. Doveva rappresentare
dal vivo le due anime dell’artista:
quella più rude, ritmica, rock, in-
dustriale, e quella più sognante,
dolce, melodica, vicina al bello
della natura.

Nello scorso mese di agosto


Elisa ha pubblicato negli Stati
Uniti il suo album americano,
“Dancing”, che le consente di
affacciarsi sul mercato statu-

ATesto e foto di Stefano Bonagura

26 BACKSTAGE • febbraio 2009


nerlo su: mesi e mesi di progettazione,
poi tutto si esaurisce in tre date, fai i sal-
ti mortali per starci dentro, anche eco-
nomicamente. Ho seguito tutto perso-
nalmente, mettendo su la struttura, fa-
cendo funzionare i vari pezzi.

Lo sforzo è ben visibile. È lecito chie-


dersi se, con sole tre date per ammor-
tizzare l’investimento, si può veramen-
te riuscire a starci dentro, ad andare al-
meno in pareggio.
FC È possibile, se no non staremmo qui,
non lo avremmo fatto, però lo sforzo è
nitense. Di fatto nel 2008 i suoi proget- F.O.H., dà precise indicazioni, finché non veramente enorme. Metti insieme tutto
ti sono stati concentrati sull’estero, con sale anche lei sul palco per completare il l’equipaggiamento tecnico, audio-luci-vi- Poi è sempre
questa breve ma enorme parentesi live sound-check, molto ma molto accura- deo, poi i ballerini, le ginnaste, la sceno- Elisa con il suo
estro, e quello
in terra italiana. to! Max Gelsi fa partire tutte le sequen- grafia. In realtà è tosto anche un tour che
della band, che
La band che accompagna Elisa in ze dal palco, quando ne ha bisogno apre fa una decina di stadi, figurati questo! creano; alla fine
“Mechanical Dream” è composta da (on/off) il suo talkback wireless per parla- L’unico gap che rimane fra gli italiani e gli non sono certo
Max Gelsi (direzione musicale, basso e re coi tecnici (se necessario, anche duran- stranieri è dato dal fatto che loro posso- i materiali che
impieghiamo
programmazione), Andrea Rigonat (chi- te lo show). Situazione tranquilla, nono- no realizzare delle produzioni che restano
a fare lo
tarre, programmazione), Andrea Fonta- stante la dimensione e la complessità del- attive per tre/sei mesi, un anno, girano il spettacolo
na (batteria, programmazione), Gianlu- lo spettacolo. Per questa produzione tut- mondo, mentre noi facciamo delle co-
ca Ballarin (tastiere, programmazione), ta italiana lavorano un centinaio di perso- se che quando va bene stanno in vita un
Nicole Pellicani e Silvia Smaniotto (cori). ne, come ci racconta Franco Comanduc- mese, al massimo uno e mezzo, il tem-
Questa band ha maturato una grande ci, direttore di produzione. po che ci vuole per fare un tour nei pala-
esperienza mista a familiarità al fianco sport d’Italia, 25 palazzi; di stadi al mas-
di Elisa: da anni ha raggiunto un gran- Una produzione imponente simo puoi farne 15 e son già tantissimi.
dissimo impatto sonoro, gira bella ton- Franco Comanducci Secondo me do- Questi sono i nostri numeri, questo è il
da e sicura. Durante il lungo sound- vrebbe essere apprezzato che noi italia- mercato che abbiamo.
check i musicisti chiamano Elisa “Il ni riusciamo a fare delle grandi cose che
capo”: si comincia nel primo po- poi stanno in vita per poco tempo, per- Per stare dietro a un sogno d’artista co-
meriggio con le coreografie (so- ché abbiamo un mercato che si esauri- me questo…
lo con le basi, verifica dei movi- sce velocemente. Qualsiasi produzione FC … Ci vuole tanta passione! Per esse-
menti dei 100 danzatori aggiun- straniera una cosa come questa l’avreb- re chiari: Elisa ed F&P Group hanno mes-
ti), poi arriva la band diretta da be realizzata più piccola di due terzi. È so a disposizione i mezzi per poter fare
Max Gelsi, s’affaccia Elisa, va uno sforzo enorme, prima per ideare un un’operazione del genere, con un impe-
a seguire le prove dal mixer progetto di questo genere, poi per te- gno straordinario. Tra quello che si vole-

febbraio 2009 • BACKSTAGE 27


per gentile concessione di Mamo Pozzoli
live

vamo utilizzare solo in-ear monitor, rea- è in perpetua evoluzione. È così, ci lavo-
lizzati da Phonaton, che suonano vera- ra tanto, non si ferma mai. Su “Mecha-
mente bene, isolano da –20 a –40 dB, a nical Dream” ha cominciato a lavorare ad
seconda dei tappi che metti dentro. Eli- aprile, tutti i giorni, con Max Gelsi, un’al-
sa usa i tappi da -40 dB, sente solo il suo tra persona uguale a lei. Da un punto di
monitoraggio. Questo ci ha permesso di vista tecnologico, siamo partiti dalla soli-
Da questa immagine va fare e quello che poi si è realizzato si è non usare più i side, che per questa pro- ta base, migliorandola. Poi è sempre Elisa
tridimensionale del set
trovato un punto di compromesso utile, duzione siamo stati obbligati a rimonta- con il suo estro, e quello della band, che
di “Mechanical Dream”
si comprendono bene i come accade per tutte le produzioni, che re sul palco perché i ballerini devono po- creano; alla fine non sono certo i materiali
tre livelli del palco e la alla fine devono far quadrare il cerchio. ter sentire per sapere cosa fare. In realtà che impieghiamo a fare lo spettacolo.
posizione degli schermi.
noi le prove musicali le abbiamo svolte
Quando parte lo show, s’inizia col vi- tutte senza side, accesi solamente all’ar- Elisa cosa vuole ascoltare nel suo in-ear
deo: un primo piano del volto di Elisa, in rivo dei ballerini; durante i sound-check, monitor?
bianco & nero, sugli efficacissimi scher- quando si aggiungono i side con gli in- EA Tutto! Ovviamente ci sono dei brani
mi semitrasparenti Barco che sono ap- ear monitor indossati si avverte una mi- nei quali il mix per la sala non è rispettato,
pesi sul palco, in movimento. nima aggiunta. Il problema rimane solo perché magari l’incontro tra la chitarra e il
Poi arriva la vera Elisa, sorpresa, sul pal- il microfono di Elisa, che prende tutto, piano potrebbe portarla fuori (intonazio-
co superiore: con una mazzata distrug- ma questo è il problema di tutti i micro- ne), brani in cui il pianoforte non c’è pro-
ge la sua immagine, a segnare un pun- foni: non ne ho mai trovato uno che non prio nel suo mix, però in linea di massima
to netto di ripartenza, un numero in sti- avesse rientri. Il Sennheiser SKM 935 tut- il suo monitor comprende tutti gli stru-
le musical, inizia il sogno, accenna una to sommato è quello che “soffre” meno menti, con alcune varianti. Siamo arrivati
Dovrebbe vecchia canzone americana, “Dream A di tutti; adesso dicono che dovrebbe ar- a questa soluzione un po’ alla volta: all’ini-
essere apprezzato Little Dream Of Me”, quasi più Madon- rivare un nuovo Sennheiser, tra cardioi- zio Elisa non aveva la batteria nell’in-ear
che noi italiani
riusciamo a fare na che Elisa. Inizia il concerto, con “To- de e ipercardioide, che dovrebbe miglio- (che isolava a –15 dB, per cui se le parlavi
delle grandi cose gether”: suono molto equilibrato sin dal rare ulteriormente la situazione. Nel mo- da vicino, lei ti sentiva, non è come adesso
che poi stanno in primo brano, voce di Elisa ben intelle- nitoraggio, sul mic di Elisa mettiamo solo che è completamente isolata, non ti sen-
vita per poco gibile. Appaiono per la prima volta sul una piccola compressione del banco Di- te proprio!), però era l’epoca in cui usava-
tempo
palco i 12 ballerini più cento danzato- GiCo, niente altro. mo ancora i side, per cui la botta le arriva-
ri vestiti di bianco, che marciano. Sin da va da lì. Un po’ alla volta ho messo dentro
questi primissimi minuti si capisce che lo Tu sei da sempre il responsabile tecni- cassa, rullante, ecc. Per non risultare fasti-
spettacolo è pieno zeppo di stimoli, an- co per Elisa. Con la pubblicazione del di- dioso, sulla batteria uso tanti riverberi. Gli
che molto veloci, immagini diverse, tut- sco negli Stati Uniti, con questo mega- altri musicisti hanno tutti un mix persona-
te curatissime, col suono tipico di Elisa. progetto italiano e poi col tour che farete lizzato: ognuno ha i suoi riferimenti (Rin-
nei club americani, hai percepito qualche go per esempio ha un charleston che non
Che cosa caratterizza cambiamento nel suono? hanno gli altri); Fontana suona in cuffia,
“Mechanical Dream”? EA Se conosci Elisa, sai che in 10 anni il ha il suo mixerino, si fa i suoi livelli (cassa,
Erick Anderson (monitor engineer) suono si è sempre evoluto, addirittura di rullante 1, rullante 2, mix drum completo
Era un anno che cercavamo qualco- concerto in concerto; ha modificato un over tom, mix band, Elisa separata, click e
sa per realizzare questo progetto: vole- po’ la maniera di arrangiare i brani, ma lei click spare delle basi).

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Foto Lorenzo Ortolani

Addentrandoci nello show, oltre ai suoni Il passaggio dall’analogico te molte scelte tecniche, insieme ai suoi
e alle luci, risaltano le belle immagini che al digitale più stretti collaboratori (in questo caso la
commentano alcuni brani, per esem- Fino a qualche anno fa Elisa voleva ener- band, Max Gelsi in primis, cui va il merito
pio i punti luce e le piume di “Rock Your gia, un suono grezzo, rock, analogico. di aver partorito molte delle idee di que-
Soul”, oppure l’idea degli alberi uma- Al mixer di sala, sin quasi dagli inizi del- sto show, con Ringo, Fontana e Ballarin).
nizzati (sono i danzatori che si muovo- la carriera, Elisa ha sempre avuto Mauri-
no) per “It Is What It Is”, con lo splendi- zio Maggi, ad eccezione del tour teatra- Com’è avvenuto il passaggio dal Midas
do contrasto viola/arancio delle luci. C’è le di “Lotus”, dove al mixer c’era Mar- Heritage 3000 analogico al DiGiCo, il
tanta carne al fuoco, le situazioni cam- co Monforte (col quale Maggi si alterna tuo principale strumento di lavoro?
biano velocemente. Per “Time Machi- spesso alla regia audio di diversi concer- MM Già l’anno scorso, per il tour inver-
ne” comincia ad attivarsi il palco rialza- ti). Questo vuol dire che Maurizio cono- nale “Soundtrack”, poi per quello estivo
to, Elisa björkeggia un po’ con tanto di sce la storia del suono dell’artista. (con formazione allargata, archi, percus-
mascherina e ventaglio, Andrea Fonta- sioni, ecc.) avevamo utilizzato i D5 DiGi-
na in “Mad World” si sposta sul suo kit Maurizio Maggi (F.O.H. engineer) So- Co, anche per il monitoraggio. Nella par-
Yamaha elettronico. Prima cover: Elisa al no più di dieci anni che Eli è “in pista” e te estiva invece abbiamo utilizzato un
pianoforte, per “Wuthering Heights” di sicuramente ha raggiunto una maturi- Cadac per il monitoraggio e un D5 per la
Kate Bush, voce pazzesca, intonazione tà artistica riconosciuta, perennemente sala. Mah …sai , di questi tempi le scelte
perfetta, brano coreografato intensa- in evoluzione. È sempre stata attenta alle sono spesso motivate anche da sempli-
mente da Luca Tommassini, molto cal- sonorità e alla parte tecnica, sia nei dischi ci congiunture fra produzione e service,
do e coinvolgente. Che direbbe Kate? sia dal vivo, dove ha curato personalmen- oppure dalla disponibilità. Nel caso spe-
Abbraccerebbe Elisa!
Dopo tanto romanticismo, un cambia-
mento radicale: Elisa indossa una tu-
ta in latex nera e parte un medley rock
tostissimo, lingue di fuoco (luce) rendo-
no il tutto ancor più forte. Dopo questa
tirata rock di circa 20 minuti, un break
poetico, “Severed Gardens”, firmato da
Jim Morrison, recitato dalla voce di Eli-
per gentile concessione di Mamo Pozzoli

sa (registrata), belle immagini e testo


che scorre sugli schermi. Poi è la volta di
una seconda cover, “What’s Up” (4 Non
Blondes), con Elisa alla chitarra acustica.
Ce n’è veramente per tutti gusti…
Da questa ricostruzione frontale è possibile vedere lo spostamento, l’apertura degli schermi
Barco MiTRIX, che lasciano libera la vista del palco B, quella che il set designer Mamo Pozzoli ha
definito come una sorta di soffitta, dove vengono eseguiti i brani più sognanti di tutto il concerto.

febbraio 2009 • BACKSTAGE 29


live

cifico, prima utilizzavamo mixer analogici mo numero di canali usati finiresti maga- Nicola Marozzi (12 + 12 & 4 + 4), all’Are-
per avere propriamente un sound analo- ri per trovare qualche layer sotto, uso dei na di Verona Daniele Tramontani, mentre
gico, in seguito la complessità della par- processori esterni. Nello specifico in que- le date di Roma e Milano (indoor) le ha se-
te musicale ci ha spinto a utilizzare ban- sto show (con oltre 110 ch in ingresso) guite Orlando Ghini (16 +16 front & 8 + 4
chi digitali per usufruire delle memorie di ho utilizzato per le voci un paio di Man- side, più qualche front-fill dV-DOSC). An-
scena: una scena di memoria per ogni ley Voxbox, per le ritmiche un Brunetti che i racks drive dell’impianto erano diver-
brano, ogni snapshot richiama tutti i pa- Par 400 (su cassa e rullante) e Aphex Stu- si tutte le volte …e questo non ha certo
rametri, comprese le patch. dio Dominator (sul basso). Come effet- aiutato a star tranquilli prima dello show.
ti esterni dispongo di T.C. System 6000 e
Segui la dinamica e il suono in generale Delay 2290, Yamaha SPX 2000. Il suono dal F.O.H.
modificando manualmente le scene? Al DatchForum di Milano ho sentito
MM Sì, abbastanza: mi piace suonare Qual è la catena sulla voce di Elisa? Micro- un’ottima pressione, suono bilanciato, vo-
con la band e seguire le dinamiche che fono Sennheiser SKM 935 e poi? ce presente, senza essere affaticante.
genera, salvo per quei brani che preve- MM Molto semplice: mic input del- MM Ti ringrazio. Indubbiamente le ca-
dono comunque un balance scelto e ap- lo splitter digitale, canale DiGiCo, insert ratteristiche del sistema V-DOSC aiutano
provato direttamente da Elisa e Max. Manley Voxbox, più un ulteriore limiting molto, soprattutto nella distribuzione del
con Waves L2. programma sonoro ovunque. I sistemi Li-
Attualmente usi eq-filtri-effetti outboard? ne Array in generale permettono questa
MM Li uso sempre. È mia abitudine trat- Per controllare gli inevitabili rientri nel mi- facilità di distribuzione del segnale, senza
tare alcuni canali di strumenti, diciamo crofono di Elisa cosa fai? affaticare chi sta vicino e raggiungendo
“principali”, con qualcosa di esterno. MM Niente, la seguo a vista! Ogni brano con una buona pressione sonora anche
Forse potrebbe non essercene nemmeno ha una piccolissima differenza di eq, det- chi è seduto lontano dallo stage.
bisogno, ma anche solo per avere sem- tata dalla particolare dinamica del canto,
Il mixer digitale
utilizzato da Maurizio
pre in vista e a portata di mano proprio spesso seguito a mano. Poi serve… un Nel programma del concerto ho nota-
Maggi per la sala. quel canale, che a causa del grandissi- po’ di fortuna! to che viene indicato il Surround, che mi
è sembrato utilizzato in un solo punto
Com’è composto il sistema? dello show.
MM Nel corso di questo originalissimo MM Il segnale Surround era stato pensa-
mini tour, per motivi che non sono dipe- to e progettato per l’Arena di Verona, per-
si da nessuno, ci siamo trovati a lavorare ché inizialmente doveva esserci solo quel-
con differenti configurazioni del P.A. e con l’evento. L’Arena si presta particolarmente
differenti P.A. Men: per esempio a Pesaro alla dislocazione di punti Surround, aven-
(per l’allestimento dello spettacolo e la da- do spalti in alto, che sovrastano tutto il
ta zero) ha seguito e configurato il sistema pubblico.

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Foto Lorenzo Ortolani

Sono stati montati tre cluster (due si- no rivelate vitali per la realizzazione pra- zioni analogamente articolate, che per-
de L-R e un Rear), ognuno formato da tica dell’idea. Dobbiamo ringraziare i ra- mette di collegare in sinc tutte le strut-
due sub K-array KS4 e da una testa K- gazzi della HP Sound Equipment di San ture. On stage, per precauzione, c’è un
array KH4. Ogni cluster aveva una man- Piero a Sieve (FI), in particolare Massi- sistema ProTools, comandato dal tastie-
data dal mixer (della configurazione Sur- mo Ferrati, Alessandro Tatini e Francesco rista Gianluca Ballarin, che permette (ol-
round), una sorta di L-R main, L-R side e Maffei, per il supporto e la disponibilità tre ad avere un sistema spare comple-
rear, più ovviamente i sub. nell’allestire l’impianto K-array. to) anche di effettuare autonomamen-
In Arena il posizionamento era ideale, te eventuali prove musicali.
sovrastante e abbastanza lontano anche Durante lo show tu mandi le sequenze
dal pubblico seduto in alto, sulle ultime dal F.O.H.: da che macchina partono e Tornando all’intensa scaletta musicale,
file degli spalti, per cui il programma pre- cosa contengono, in generale? “Calling You” (dal film “Bagdad Café”) e
vedeva interventi Surround durante di- MM Le sequenze sono controllate e ge- “Almeno tu nell’universo” sono due al-
versi brani. Per le date di Roma (PalaLot- stite in sala con l’ausilio di due rack “cu- tri punti molto alti dello show, infinita-
tomatica) e di Milano (DatchForum) in- stomizzati”, che contengono di base 2 mente più semplici visivamente di tut-
vece ci siamo adattati a posizionamenti + 2 Mackie HDR 24, più qualche altro to quanto il resto. “Almeno tu…” è un
praticamente in mezzo alla gente sedu- accessorio che permette la sincronizza- trionfo di blu, cielo, universo, pochi sti-
ta in alto, con conseguente scomodità zione con tutte le strutture (band mu- moli, precisissimi. Sembrerebbe un po’
d’ascolto per alcune parti musicali. Pro- sicale-video contributi-regia video in di- scontato, banale, ma non lo è.
I side K-array utilizzati
prio per questo a Roma e Milano ho ri- retta-regia luci-servizi vari). In pratica per “Mechanical Dream”:
dotto gli effetti Surround, limitandoli ad questo diventa il cuore dello show. Di Set design, luci e regia nonostante l’ingombro
estremamente limitato,
alcuni interventi di sicura resa. Va sotto- base c’è una generazione di sincronismi dello spettacolo la resa è eccellente,
lineato che l’estrema compattezza e la via Time Code e Midi Time Code, realiz- Per realizzare questo spettacolone Elisa bassi corposi e e medio-
alti precisi, al servizio in
potente resa sonora, rispetto alle dimen- zata con un sistema personalizzato da ha contattato diversi collaboratori. Con questo caso dei ballerini
sioni e al peso del sistema K-array, si so- me, già collaudato in altri tour e situa- Luca Tommassini (coreografo)tu hai co- dello spettacolo.

PERSONALE TECNICO AZIENDE


Produzione: Franco Comanducci, Giulio Koelliker, Backliner chitarre-tastiere: Raffaele Marchetti Management: Asile E.M. Corporation
Simone Antoniucci Backliner batterie-basso: Alessandro Fabbri Produzione: F&P Group; Asile E.M. Corporation
Assistente di produzione: Gioia D’Onofrio Backliner stage B: Martina Zanetti Video: Event Management (Daniele Parazzoli,
F.O.H. engineer: Maurizio Maggi Light & set designer, datore luci: Mamo Pozzoli Luca Brozzi, Marcello Cottone, Salvatore Ieraci,
Responsabili audio: Daniele Tramontani, Nicola Responsabile luci: Marco Franchini Alfredo Farina, Alex Limones, Giuseppe Ragusa,
Marozzi Assistente mixer luci: Alessio Dorini Andes Cornejo).
Tecnici P.A.: Fabrizio De Amicis, Filippo Lattanzi Tecnici luci: Rossano Zambardino, Audio e Luci: Nuovo Service
Coordinatore audio e luci: Angelo Camporese Nicola Visentini, Davis Laurino, Livio Lo Faro Scenografia e Rigging: Techne Coop
Monitor engineer: Erick “monsieur” Anderson Contenuti e regia video: Marino Cecada, Gruppi elettrogeni: CME Eventi
Assistente monitor: Massimo Tabai Adriana Bidin
Backliner Elisa: Michele Russotto Regia camere: Andrea Sivini.

febbraio 2009 • BACKSTAGE 31


live

Foto Lorenzo Ortolani


firmato anche la regia, ma prima ti sei di persone di cui si fida e a cui dà sostan- schermi, questo palco di due piani pren-
occupato di disegnare il set e le luci. Co- zialmente carta bianca. Una volta definito de vita: si notano molto nettamente li-
me hai tradotto il sogno di Elisa nel pro- il concept, mi ha permesso di lavorare in nee verticali e orizzontali tracciate dal-
getto che vediamo? autonomia: ci tenevamo aggiornati men- la luce, pennellate di colore, molto più
Mamo Pozzoli (light e set designer) silmente, per capire come procedevano i morbide di tutto il resto, tutto condito
Tieni conto che sono due anni che colla- lavori, da lei capivo la parte musicale, io le con una gran quantità d’immagini video
boro con Elisa, un’artista di talento ecce- facevo vedere i miei disegni, le evoluzioni ben selezionate, elaborate appositamen-
zionale, con la quale si riesce bene a la- che stavo pensando, in feedback con tut- te. È un puzzle enorme, tanti elemen-
vorare, in perfetta sintonia. Lei ha molte ti gli altri soggetti interessati e coinvolti. È ti messi insieme, senza neanche parlare
È uno
spettacolo idee chiare: voleva fare questo concerto, stato un vero work in progress: nell’arco per ora delle coreografie, dei 12 balleri-
concepito che andasse oltre gli standard tradiziona- di quattro mesi siamo riusciti a dare for- ni, dei 100 danzatori aggiunti e recluta-
per essere li, mischiasse elementi diversi (stimoli dal ma a questo “sogno meccanico”. Quello ti ogni volta in loco, della partecipazione
rappresentato musical, elementi coreografici, visivi, ecc.), che si può vedere dal vivo è il frutto della della Squadra Nazionale Italiana di Gin-
poche volte,
non un progetto più articolato del normale, collaborazione di più soggetti: l’idea base nastica Ritmica (8 ginnaste, che arricchi-
itinerante strutturato per fare solo uno o comunque è partita da Elisa, poi ognuno ci ha mes- scono ulteriormente lo spettacolo).
pochi eventi, come poi abbiamo fatto. In so del suo. MP Elisa voleva fare questo “sogno”,
sostanza è uno spettacolo concepito per che unisse le sue due personalità mu-
essere rappresentato poche volte, non iti- Il set è costituito da un primo piano ab- sicali. Mettere insieme in un disegno
nerante. Così avremmo potuto pensare bastanza tradizionale, con questi veli questi due concetti per me non è sta-
a una produzione piuttosto grande, che mobili luminosi e trasparenti che fanno to facile: ovviamente bisogna lavorare
non dovesse avere caratteristiche adatte a la differenza, come fossero dei tulle elet- con tecnologie evolute, quelle che or-
viaggiare, con tempi rapidi di allestimen- tronici. Al piano di sopra, come se fos- mai utilizziamo quotidianamente, pe-
to, ecc. Elisa mi ha detto subito come vo- se il secondo piano di un appartamen- rò mantenendo in un certo qual modo
leva strutturare lo show, dopodiché lei ha to, c’è un secondo set, più piccolo del un sapore vintage, piuttosto grezzo. Di-
questa capacità eccezionale di circondarsi primo. Quando si accendono le luci, gli segnando il set mi sono posto l’obiet-

Foto Lorenzo Ortolani

32 BACKSTAGE • febbraio 2009


All’interno di questo sogno, qual è il pez-
zo di tecnologia che in termini illumino-
tecnici caratterizza di più la produzione?
MP Qui presentiamo per la prima vol-
ta in Italia un prodotto francese che si
chiama Jarag-5 della Chromlech, che
in realtà nella sua semplicità è una co-
sa… non so dire se è troppo avanti o
troppo indietro: sono delle colonne
che sembrano dei grossi blinder, degli
chassis con 25 lampade l’uno dimme-
rabili singolarmente. In tutto ne ho 24,
per cui stiamo parlando di 600 ch dim-
mer… una cosa abbastanza impegnati-
va, che viene gestita attraverso la con-
solle GrandMa, con degli effetti grafici.
per gentile concessione di Mamo Pozzoli

L’effetto va visto: è di grandissimo impat-


to, in certi momenti sembrano delle lin-
gue di fuoco, di luce.
MP Hanno una potenza incredibile, de-
vo usarli con parsimonia, li ho limita-
ti al 70% della potenza, altrimenti ab-
bagliano troppo, anche perché monta-
Una visione totale del lighting plot elaborato da Mamo Pozzoli per lo show di Elisa. ti in questa configurazione sono pro-
prio dritti, puntati contro il pubblico. Pe-
tivo di lasciare tutto a vista, di non ca- dedicata alle coreografie, un secondo li- rò li uso solo per 18 minuti in tutto lo
Tecnologie
muffare niente, per cui abbiamo una vello, leggermente ribassato rispetto al show, nell’ottica di quello che dicevo
evolute [...] però
struttura imponente che non fa nulla main stage. Inoltre c’è un terzo livello, prima: ci sono diversi strati, c’è un med- mantenendo in un
per nascondersi. Così è, la vedi. L’idea un vero e proprio palco B, di nuovo con ley rock che dura 18’ e lì quest’oggetto certo qual modo
era quella di creare più livelli orizzonta- le postazioni per tutti i musicisti al piano luminoso esce fuori in maniera dirom- un sapore vintage,
piuttosto
li. Ci sono ben tre livelli: un main stage superiore, che vuole dare un’idea di sof- pente, dopo fa solo qualche piccola ap-
grezzo
(palco A), le cui proporzioni sono parec- fitta, mansarda, dove si svolge la par- parizione di contorno. In quel momen-
chio inusuali, perché è profondo solo 4 te più sognante, colorata e analogica di to tutto quello che prima è successo al
m e largo 20 m, i musicisti sono qua- tutto lo spettacolo; quello che succede piano superiore cessa di esistere, si en-
si allineati, quella è la zona dedicata al- là sopra o è seminascosto dagli schermi, tra in una nuova fase del sogno, quel-
la performance della band; poi c’è una oppure è completamente palesato, gli la più elettronica e rock, gli schermi si
parte avanzata, una sorta di proscenio, schermi si aprono e permettono la visio- alzano e permettono di scoprire stavol-
con delle alette laterali, che è la zona ne integrale del palco B. ta non delle persone ma delle luci, degli

febbraio 2009 • BACKSTAGE 33


live

Foto Lorenzo Ortolani


elementi scenografici industriali (ingra- biscono sul palco: non volevo accentua- di essere il più rigoroso possibile: mi so-
Il mio
lavoro è fatto naggi, ruote, ecc.), realizzati da una dit- re quest’impressione di disordine, an- no reso conto che c’era troppa ricchez-
di passione e ta di Viareggio, Fratelli Cinquini, carristi che se non mi dispiace che visivamente za sul palco, visivamente c’era bisogno
anche di molto bravi, che hanno costruito la sce- ce ne sia un po’, perché uno degli obiet- di tirare un po’ indietro. Le luci doveva-
errori nografia della parte superiore e gli in- tivi è dare l’idea di una cosa industriale. no fare principalmente il loro lavoro: illu-
granaggi a vista. Quando guardi il palco devi avere l’im- minare. Mentre c’è un’altra parte delle
pressione di guardare uno spettacolo ric- luci che è destinata a stupire, a fare del-
I tulle elettronici sono molto efficaci. co, ho voluto fortemente che le luci fos- le grafiche, gran parte del parco luci vie-
MP Naturalmente sono video-LED, mo- sero rigorose e ordinate. Tutto è gioca- ne utilizzato per illuminare tutto quello
dello semitrasparente, Barco MiTRIX, to in orizzontale, le barre sono le Tho- che succede sul palco. Ho 32 spot che
passo 24 mm, con una risoluzione adat- mas Pixeline 1044, che utilizzo in ma- essenzialmente fanno dei gran piazzati!
ta a mandare immagini live, grafica, niera molto dinamica, proprio perché la Dopodiché sono abbastanza d’accordo
quello che stiamo facendo noi. È un pro- parte che fanno le teste mobili è un po- con te: il rischio che corriamo ogni vol-
Dai registratori digitali dotto con delle caratteristiche di traspa- chino più statica. È il mio modo di lavo- ta è di essere ridondanti, di trasmettere
Mackie HDR 24 presenti renza importanti, che in certe occasioni rare: non fare tanti movimenti o situazio- questa ridondanza.
nella postazione
F.O.H. partono tutte
sfrutto parecchio. ni molto veloci e dinamiche coi motoriz-
le sequenze (vocali, zati, preferisco che la parte dinamica sia Le immagini che vanno sui Barco le man-
ritmiche, tastiere)
Il resto dell’equipaggiamento luci è molto delegata visivamente a oggetti grafici. In da la regia video?
programmate per il
“sogno meccanico”. più tradizionale. Sono molto belle le bar- questo caso il LED mi aiuta molto. MP Sì, io ho supervisionato la parte vi-
Dal palco Max Gelsi re orizzontali. sual, non mi sono occupato dei conte-
con il suo talkback
wireless (realizzato da MP Ho voluto fare un disegno linea- Dopo la prima data, adesso continui a im- nuti e della narrazione perché in questa
Michele Russotto su re e semplice, perché lo spettacolo in sé provvisare? occasione il lavoro era molto complesso
base Sennheiser, con
un interruttore on/off)
è molto articolato, complicato, ci sono i MP No, no, non c’è improvvisazione, ov- e ho preferito che ci fosse una squadra
comanda le partenze. musicisti e tante altre persone che si esi- viamente è tutto programmato, però è dedicata a svolgere questo compito. Na-
vero che io nell’arco di tre date ho fat- turalmente abbiamo lavorato insieme,
to dei cambiamenti e oggi anche duran- sui colori, sulle sensazioni, sulle emozio-
te le prove ho fatto delle modifiche, ma ni. La mia parte di regia è più legata al-
questo fa parte del mio lavoro la posizione dei musicisti, ai vari sposta-
menti, ai legami fra un brano e l’altro,
In certi momenti dello spettacolo si ha mentre Luca Tommassini ha coordina-
persino la netta sensazione di troppa to tutti i movimenti in scena, le coreo-
carne al fuoco, troppe cose, che rischia- grafie, i movimenti di Elisa, mentre io ho
no di farti perdere il filo, la concentrazio- fatto da collante nel determinare i movi-
ne su quello che accade. menti degli schermi, quali cose succedo-
MP È per questo motivo che ho cercato no sopra, quali sotto.

34 BACKSTAGE • febbraio 2009


Per quanto riguarda le luci, ci so- dei tecnici americani. Faremo 17
no dei sincronismi esatti con la date in 5 settimane, da fine ot-
musica? tobre a fine novembre, due tap-
MP Tra audio e video sì, con me pe in Canada, quindici negli Stati
no. Per me non sarebbe stato co- Uniti, viaggiando con un bus.
modo avere un MIDI o un SMP- MM Sono molto contento di par-
TE che guida tutto: il mio lavoro è tecipare a questo tour, non tanto
fatto di passione e anche di errori. perché è nei locali americani, ma
Questo è il mio modo di “suona- soprattutto perché è un ritorno al-
re”. Alla prima data di Verona ab- la dimensione club, con musicisti e
biamo reso al 50%, il pubblico è artista al meglio della forma, pura
rimasto entusiasta, però abbiamo energia. Non abbiamo fatto nes-
sbagliato parecchio. Quella sera io suna richiesta particolare: usere-
mi sono emozionato, un’emozio- mo ciò che troveremo residente
ne che non avrei mai provato se nei vari club. È un’esperienza già
avessi avuto un SMPTE che mi en- fatta in passato: la trovo sempre
trava ed avessi dovuto semplice- molto formativa.
mente controllare quello che face-
va la macchina. Con quale spirito e quali aspettati-
ve si affronta un tour di questo ti-
Il Tour negli USA po, con un mercato live tutto da
Terminato il “sogno”, si riparte conquistare?
dopo pochi giorni, stavolta per gli MM Per esperienza diretta e quella
Stati Uniti, per un tour nei locali di amici che operano all’estero con
americani, spazi non troppo gran- artisti italiani, si è verificato spesso
di (massimo mille posti), una mis- un senso di stupita delusione della
sione a quanto sembra piuttosto parte tecnica trovata in loco. Mi
agile e leggera. spiego: si va in America, patria del-
EA Tutti i materiali che ci portia- lo show business, ma spesso le
mo dietro stanno in tre soli bauli: condizioni di lavoro, le attrezzature
solo strumenti personali, rullan- e l’assistenza tecnica che ti fanno
te, piatti, pedali, chitarre e bas- trovare sono parecchio al di sotto
si, alcuni effetti, una cosa ancora di ogni aspettativa… Personalmen-
più piccola che se facessimo lo- te mi aspetto di fare le nostre per-
cali in Italia. P.A. del posto, batte- formance al meglio, con passione
ria, tastiere, ampli lo stesso. Sia- ed energia… ma arrangiandosi!
mo in pochi: Elisa, band, Mauri- Con Erick ho condiviso parecchie
zio ed io. I ragazzi monteranno esperienze “estreme”: non ci spa-
tutto insieme a me, con l’aiuto venta nulla!

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