PROTAGORA (schema)
490 a.C. – Abdera – Formazione influenzata da Eraclito – Scuola in diverse città e molte volte
ad Atene – Accusa di empietà – Opere: Ragionamenti demolitori (Sulla verità), Antilogie + altri
scritti di cui rimangono solo frammenti.
L’uomo è la misura di tutte le cose, delle cose che sono in quanto sono e delle cose che non sono
in quanto non sono
Uomo inteso nel senso di uomo particolare, di specie e di gruppo sociale a cui appartiene
singolo
Uomo specie
società-comunità
Umanismo
è misura di tutte Questa teoria è una forma di Fenomenismo
Relativismo
oggetti
le cose realtà
valori
Relativismo culturale come riconoscimento della molteplicità di valori che presiedono alle
diverse civiltà umane.
L’utile come criterio di scelta (utile visto come utilità dimostrata storicamente per l’individuo
per la comunità per la specie. – In questa visione è implicito il rischio di legittimare soltanto
dell’utile dei potenti)
Visione storica come progresso e non come decadenza (precedente), attraverso il passaggio
dall’animalità alle tecniche, mediante le quali il mondo viene trasformato a proprio vantaggio.
La tecnica di tutte le tecniche è la politica, cioè l’arte di vivere insieme nelle città
GORGIA di Lentini (schema)
485 a.C. in Sicilia – probabilmente muore a 109 anni a Larissa, in Tessaglia. Discepolo di
Empedocle. Opere: Sul non essere o sulla natura, Encomio di Elena (fra le altre).
Impensabilità e inesprimibilità dell’essere:
- nulla esiste (nel senso che l’essere non è logicamente e ontologicamente pensabile)
- se anche qualcosa esiste, non è conoscibile dall’uomo
- se anche è conoscibile, è incomunicabile agli altri
In questo modo Gorgia colpisce al cuore l’equazione pensiero=essere=linguaggio, perché
sostiene che il pensiero non rispecchia necessariamente la realtà, tanto che pensiamo spesso
l’inesistente. Per lo stesso motivo, in ogni caso, non potremmo spiegare la realtà con il
linguaggio.
Scetticismo metafisico e gnoseologico: a differenza dei tempi moderni in cui lo scetticismo
metafisico corrisponde ad un alto valore della ragione e della conoscenza per quanto riguarda
il mondo empirico, il suo è anche scetticismo gnoseologico: sganciati da essere e verità, anche
il linguaggio e il pensiero perdono il loro valore.
Il linguaggio diventa forza ammaliatrice che permette il dominio degli stati d’animo
Visione tragica della vita, vista come qualcosa di fondamentalmente irrazionale e misterioso:
le azioni degli uomini sono rette da circostanze, menzogne, passioni e ignoto destino, il che, in
un certo senso, rende gli uomini incolpevoli, in pugno a qualcos’altro. Elena è “senza colpa”.
Per Protagora e Gorgia, degli dei non siamo in grado di sapere né se sono, né come sono: è la
prima professione filosofica di agnosticismo. Crizia sostiene che gli dei sono una sorta di
polizia segreta inventata per controllare le coscienze.
Il problema della legge:
Contrasto fra legge di natura e legge umana
Protagora: poiché l’uomo nasce con le tecniche (prima è animale), allora la legge umana è
valida quanto quella di natura e deve essere seguita, perché le tecniche nascono per il
miglioramento della comunità e le leggi, quindi, seguono il criterio dell’utile per la comunità.
Ippia di Elide: la legge naturale è immutabile e valida in qualsiasi paese e quella umana è
mutevole, quindi la prima è valida: ne deriva cosmopolitismo e egualitarismo.
Antifonte: radicalizzazione della teoria di Ippia. La legge naturale è l’unica vera, quella
umana è opinabile, se non addirittura falsa. La legge naturale è per lui la tendenza umana
verso il giovevole e la concordia. Ancora più marcato il cosmopolitismo e l’eguaglianza.
Trasimaco di Calcedonia: la giustizia maschera e nasconde l’interesse dei potenti e non è
altro che l’utile del più forte.
Crizia: le leggi sono solo paraventi attraverso cui i potenti tutelano i propri interessi
Callicle: la legge di natura è il diritto del più forte e le leggi sono state inventate dai deboli che
non potrebbero sopravvivere e curare i propri interessi secondo la legge di natura
Licofrone e Alcimadante: tutti gli uomini sono uguali per natura.
La distinzione fra legge di natura e legge umana è una grande eredità della sofistica.
Il problema del linguaggio:
Se in Protagora ancora il linguaggio è vincolato ad un criterio (quello dell’utile), in Gorgia,
perso ogni criterio di giudizio, il linguaggio diventa suggestione e la parola può tutto (si passa
dalle antilogie, che sono un sano esercizio contro l’assolutismo e il dogmatismo, alla retorica,
che è arte di dominare attraverso la parola. In questo modo anche la politica tende a ridursi in
retorica)
In Eraclito il logos è: legge divina, universale e eterna, è verità e può essere compresa da chi si
spinge oltre le apparenze
Nei sofisti il logos è: strumento di persuasione svincolato dalla realtà in quanto frutto di una
convenzione
Ancora oggi è vivo il dibattito sull’origine naturale o convenzionale del linguaggio.
Fine della sofistica: l’eristica
arte di vincere l’avversario confutando le sue affermazioni senza alcun riguardo per
l’intrinseca verità o falsità concettuale: la filosofia si impoverisce risolvendosi esclusivamente
nella retorica.