08 - RLS New
08 - RLS New
Un ruolo importante riguardo alla definizione e alla elezione o designazione del RLS è che
“deve avvenire in tutte le aziende, o unità produttive”. Si segnala che l’ampliamento della
nozione di lavoratore all’interno del [Link]. 81/2008 “si riverbera anche sul piano dell’elettorato
attivo e passivo per l’elezione dei RLS. Nelle unità produttive con meno di 15 dipendenti vi sarà
un’elezione diretta da parte dei lavoratori, o l’individuazione per più aziende nell’ambito
territoriale o del comparto produttivo. In quelle di dimensioni maggiori, invece, vi sarà la
designazione nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda o, in loro assenza, l’elezione
da parte dei lavoratori. Con ciò si conferma sostanzialmente la disciplina previgente, rispetto
alla quale era emerso che nelle aziende più piccole si privilegia la volontà diretta dei lavoratori,
Il Rappresentante dei Lavoratori per
la Sicurezza e il [Link]. 81/2008
Un ruolo importante riguardo alla definizione e alla elezione o designazione del RLS è che
“deve avvenire in tutte le aziende, o unità produttive”. Si segnala che l’ampliamento della
nozione di lavoratore all’interno del [Link]. 81/2008 “si riverbera anche sul piano dell’elettorato
attivo e passivo per l’elezione dei RLS. Nelle unità produttive con meno di 15 dipendenti vi sarà
un’elezione diretta da parte dei lavoratori, o l’individuazione per più aziende nell’ambito
territoriale o del comparto produttivo. In quelle di dimensioni maggiori, invece, vi sarà la
designazione nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda o, in loro assenza, l’elezione
da parte dei lavoratori. Con ciò si conferma sostanzialmente la disciplina previgente, rispetto
alla quale era emerso che nelle aziende più piccole si privilegia la volontà diretta dei lavoratori,
in quelle più grandi il collegamento con le organizzazioni sindacali”.
Sul termine “designazione”, utilizzato dalla norma, e sulla funzione del Rappresentante
territoriale per la sicurezza (RTLS) che “esercita le competenze del RLS con riferimento a tutte
le aziende o unità produttive del territorio o del comparto di competenza nelle quali non sia stato
eletto o designato il RLS (artt. 47 e 48, [Link]. 81/08)”. Il [Link]. 81/2008 “per specifici contesti
produttivi particolarmente complessi, in cui vi è compresenza di più imprese o cantieri, ha poi
introdotto la figura del RLS di sito produttivo (art. 49)”.
Ruolo, prerogative e irresponsabilità degli RLS
Si indica che in relazione alla figura del RLS “permangono alcune incertezze, legate ad una
serie di problemi, tra cui la natura della rappresentanza (che appare comunque necessaria),
l’ambito di riconoscimento del RLS, le sue modalità costitutive (rispetto a cui svolge un ruolo
essenziale la contrattazione collettiva), le sue prerogative e le tutele che gli sono assicurate”.
Il RLS è stato definito come ‘l’anello di congiunzione tra base e vertice aziendale’,
rappresentando, come «‘soggetto esponenziale’ degli interessi dei lavoratori», il vero cardine
della politica partecipativa della sicurezza.
Il [Link]. 81/2008 gli riconosce “funzioni consultive e propositive in materia preventiva, poteri di
controllo, segnalazione e ricorso, ma non poteri decisionali (art. 50)”.
In altri termini, in ottica partecipativa – continua il relatore – “il RLS deve essere sentito in merito
alle cautele da adottare, controlla e fa proposte sulla strategia preventiva aziendale, ma i suoi
pareri non sono vincolanti. Di conseguenza le decisioni finali saranno sempre prese dal datore
di lavoro e su di lui ricade la relativa responsabilità”.
Si ricorda poi che l’RLS ha fra l’altro “il diritto di richiedere e di ricevere tempestivamente (dal
datore di lavoro), per l’espletamento della sua funzione, copia del DVR, anche su supporto
informatico, che può essere tuttavia consultato esclusivamente in azienda. Il RLS deve altresì
disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione,
nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l’esercizio delle funzioni e delle facoltà
riconosciutegli, non potendo subire alcun pregiudizio a causa dello svolgimento della propria
attività, a lui applicandosi le tutele legislative delle rappresentanze sindacali”.
riconosciutegli, non
riconosciutegli, non potendo
potendo subire alcun pregiudizio
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quindi, soggetto passivo del dovere di tutela delle condizioni di lavoro, tant’èvero
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come le responsabilità del RLS «altro non sono che responsabilità morali» poiché, inuna
come le responsabilità del RLS «altro non sono che responsabilità morali» poiché, in una
ricostruzione in chiave penalistica, va posto in luce come il RLS non
ricostruzione in chiave penalistica, va posto in luce come il RLS non sia in possesso di c.d. sia in possesso di c.d.
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professionale. In base ai princìpi generali, infatti, gli si potrà attribuire una
professionale. In base ai princìpi generali, infatti, gli si potrà attribuire una corresponsabilità, corresponsabilità,
qualora abbia
qualora abbia concorso
concorso con con ilil suo
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venendo meno alla segnalazione dei pericoli riscontrati”. riscontrati”.
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il rispetto della normativa antinfortunistica attraverso il suo potere gerarchico e di vigilanza”. E
il rispetto della normativa antinfortunistica attraverso il suo potere gerarchico e di vigilanza”. E
un problema, non risolto dal [Link]. 81/2008, è “se i due ruoli siano cumulabili nella stessa
un problema, non risolto dal [Link]. 81/2008, è “se i due ruoli siano cumulabili nella stessa
persona. La dottrina tende a esprimersi in senso negativo”.
persona. La dottrina tende a esprimersi in senso negativo”.
I datori di lavoro devono sì promuovere una cultura della salute e della sicurezza che incentivi
la partecipazione dei lavoratori, ma i lavoratori d’altro canto non dovrebbero limitare la loro
partecipazione a una collaborazione passiva e alla sola osservanza delle norme in materia di
sicurezza; per poter ottimizzare la protezione della propria salute e sicurezza, i lavoratori devono
invece sfruttare totalmente le opportunità di partecipazione che vengono offerte loro sul lavoro.
Quali potrebbero essere le modalità a disposizione dei lavoratori per esprimere le proprie
opinioni e partecipare in maniera attiva in tema di cultura della sicurezza? Molto semplicemente
nel porre domande, sollevare aspetti problematici e fornire suggerimenti nel corso di riunioni,
discussioni di squadra, durante sessioni formative, o in occasione di scambi diretti con
supervisori o dirigenti.
Ci si può mettere in gioco provando a partecipare a eventuali attività di consultazione, per
esempio contribuendo alla compilazione di sondaggi o griglie di consigli oppure prendendo parte
a concorsi sulla sicurezza, partecipare a test, ad esempio per la selezione di dispositivi di
protezione individuale, offrirsi di partecipare ad attività di sicurezza e salute sul lavoro
nell’ambito di gruppi di lavoro.
nel porre domande, sollevare aspetti problematici e fornire suggerimenti nel corso di riunioni,
discussioni di squadra, durante sessioni formative, o in occasione di scambi diretti con
supervisori o dirigenti.
Ci si può mettere in gioco provando a partecipare a eventuali attività di consultazione, per
esempio contribuendo alla compilazione di sondaggi o griglie di consigli oppure prendendo parte
a concorsi sulla sicurezza, partecipare a test, ad esempio per la selezione di dispositivi di
protezione individuale, offrirsi di partecipare ad attività di sicurezza e salute sul lavoro
nell’ambito di gruppi di lavoro.
Oltre a segnalare infortuni mancati o qualsiasi altro evento che possa essere ritenuto poco
sicuro, o che rappresenta un ostacolo all’attività lavorativa, possono anche provare a esporsi
proponendo idee per eventuali miglioramenti, partecipare alle attività organizzate da costoro
(riunioni, survey,ecc.), valutare l’opportunità di candidarsi al ruolo di rappresentanti dei
lavoratori, contribuire alla diffusione di notizie sulla salute e sicurezza mediante articoli da
pubblicare nella newsletter aziendale (se presente).
Infine, sarebbe un comportamento lodevole da parte di qualsiasi lavoratore “maturo” offrirsi
come un buon esempio per i neoassunti e aiutare questi ultimi negli aspetti della loro attività
lavorativa correlati alla salute e alla sicurezza, impiegando le conoscenze e competenze
acquisite in tema di comportamenti sicuri.
Direzione centrale
Direzione rapporto
centrale rapportoassicurativo
assicurativo
Sovrintendenza sanitaria centrale
Sovrintendenza sanitaria centrale
Circolare n. 13
Circolare n. 13
Roma, 3 aprile 2020
Al Roma,
Dirigente 3 aprile
generale vicario2020
La circolare in questione è unAi
primo attoResponsabili
applicativo didelle disposizioni
tutte normative
le Strutture centrali e
Al Dirigente generale vicario
territoriali
dell’articolo
La circolare 34, commi 1èe un
in questione 2 e dell’articolo
primo atto 42 applicativo
commi 1 e 2 del Decreto-legge
delle 17
disposizioni normative
Ai Responsabili di tutte le Strutture centrali e
e p.c.
marzo 2020, n. 18 (il c.d. “Cura a: Organi
Italia), istituzionali
territoriali
al momento in corso di discussione per
dell’articolo 34, commi 1 e 2 e dell’articolo 42della
Magistrato commiCorte 1dei
e2 deldelegato
conti Decreto-legge 17
l’approvazione definitiva in Parlamento. all'esercizio del controllo
marzo E’
2020,
ovvio n. 18questo
come (il c.d. e p.c.
“Cura
riguardasse in a:
Italia), Organi
primis istituzionali
allemomento
Organismo
addette e gliinaddetti
indipendente corsodeidic.d.
di valutazione discussione per
della
performance
Magistrato della Corte dei conti delegato
“servizi essenziali” (che hanno Comitatiaconsultivi
continuato lavorare provinciali
senza soluzioni di
l’approvazione definitiva in Parlamento. all'esercizio del controllo
continuità), ma a nostro avviso anche coloro che abbiano
Organismo lavorato primadidel
indipendente valutazione della
E’ ovvio come questo riguardasse in primis le addette e gli addetti dei c.d.
blocco totale introdotto nel mese di marzo, performance
Oggetto: e i dipendenti e le dipendenti delle
“serviziaziende
essenziali” (chead di
che continuano hanno
effettuare le Comitati
continuato
prestazioni consultivi
aper
in forzalavorare provinciali
diil deroghe senza
particolari soluzioni di
Sospensione dei termini prescrizione e decadenza conseguimento delle
prestazioni Inail. Tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus
a livelloma
territoriale.
continuità),
(SARS- CoV-2)a nostro avviso
in occasione anche
di lavoro. coloro
Decreto-l 17 che abbiano
2020, . 18 lavorato prima del
potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie,
blocco totale
Una
Oggetto: introdotto
attenzione nel poi,
particolare, mese diprestata
viene marzo, e i dipendenti
ai lavoratori e alle
C .eA le dipendenti
lavoratrici
ID-19 del
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commisanitario,
settore 1 e 2; articolo 42 registrato
che ha commi 1 e 2.
un gran numero di contagi e malattie dovuto
aziende che
Sospensione continuano
dei
proprio alla termini
maggiore
ad effettuare
di prescrizione
esposizione
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al rischio ede alla
in forza
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mancanza delle il deroghe particolari
conseguimento
opportune delle
a prestazioni
livellomisure Inail.
di Tutela
protezione
territoriale. infortunistica
e dei relativi DPI. nei casi accertati di infezione da coronavirus
(SARS-
E’ CoV-2)
necessarioin anche
occasione
Quadro normativo
di lavoro.
ribadire, in questa Decreto-l
premessa, che 17 l’aspetto di2020,
tutela . 18
individuale edel
potenziamento indennitario/risarcitorio
Servizio sanitario(come abbiamo
nazionale sempre
e di constatato
sostegno nella
economico per famiglie,
Decreto
nostra storia legislativo 23
contrattuale epoi, febbraio
di assistenza) 2000, n. 38:
rappresenta Disposizioni in materia di
Una attenzione particolare,
assicurazione viene
contro gli infortuni prestata
sul lavoro ai un
e le malattie
importanteC
lavoratori easpetto
professionali, alle
a lavoratrici
ID-19
norma .A del
34,
per il ruolo di rappresentanza generale e specifica della Cgil all’interno dei sistemi
Comitatiaconsultivi
“servizi essenziali” (che hanno continuato lavorare provinciali
senza soluzioni di
continuità), ma a nostro avviso anche coloro che abbiano lavorato prima del
blocco totale introdotto nel mese di marzo, e i dipendenti e le dipendenti delle
Oggetto:
aziende che continuano
Sospensione ad di
dei termini effettuare le prestazioni
prescrizione in forza
e decadenza per diil deroghe particolari
conseguimento delle
a prestazioni Inail. Tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus
livello territoriale.
(SARS- CoV-2) in occasione di lavoro. Decreto-l 17 2020, . 18
potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie,
Una attenzione particolare, poi, viene prestata ai lavoratori Ce alle lavoratrici
ID-19 .A del
34,
commisanitario,
settore 1 e 2; articolo 42 registrato
che ha commi 1 e 2.
un gran numero di contagi e malattie dovuto
proprio alla maggiore esposizione al rischio ed alla mancanza delle opportune
misure di protezione e dei relativi DPI.
E’ necessario anche ribadire, in questa premessa, che l’aspetto di tutela
Quadro normativo
individuale e indennitario/risarcitorio (come abbiamo sempre constatato nella
Decreto
nostra storia legislativoe 23
contrattuale febbraio 2000,
di assistenza) n. 38: un
rappresenta Disposizioni
importantein materia
aspetto di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma
per il ruolo di rappresentanza generale e specifica della Cgil all’interno dei sistemi
55, 1, 17 1999, .144 . A 12.
di prevenzione aziendale in tutti i contesti. Il bilanciamento degli interessi e le
eventualiDecreto del Ministro
scelte aziendali del lavoro
rispetto e delle
a misure politiche
di maggior sociali
tutela di concerto con il
(apertura/chiusura
Mi i dell ec ia e delle fi a e del 27 febb ai 2019: Nuove tariffe
dell’attività, modifiche ed innovazioni organizzative, adozione dei protocolli anti
contagioprofessionali
previsti dall’accordo
delle gestioniGoverno-Imprese-Sindacati
I , A , del 14, Amarzo u.s.)
sono fortemente legati all’impianto normativo , 1,
e regolamentare 1121,
che si andrà via
30
via determinando, 2018,
oltre che.145elementi
. indispensabili da conoscere bene e da
utilizzare nella protezione
Delibera più efficace
del Consiglio possibile
dei ministri di lavoratrici
31 gennaio 2020: e lavoratori
D in una
stato di
contingenza emergenza
sanitaria in conseguenza
e storica del rischio
straordinaria e nellasanitario
relativa connesso all'insorgenza
negoziazione alla
di patologie
quale siamo derivanti
chiamati. Questo dasoprattutto
agenti virali in
trasmissibili .
forza del fatto che la cosiddetta fase
di “ripresa” produttiva continuerà a porci davanti questioni difficili ed ineludibili.
Per queste ragioni sarà necessario continuare a seguire ed incalzare con
opportuni suggerimenti e richieste l’azione amministrativa e regolamentare
dell’Istituto, che dovrà necessariamente concretizzarsi in ulteriori atti di
dettaglio, e porre particolare attenzione a quei casi particolari che si
determineranno, soprattutto e come analizzeremo più avanti, in situazione di
eziologia causale individuata come dubbia o non afferente al lavoro, o che
saranno oggetto di negoziazione INPS-INAIL. Una ultima notazione introduttiva
è da dedicarsi anche alla valutazione positiva del provvedimento legislativo in
questione, che prova ad affrontare la questione fondamentale della tutela degli
infortuni a causa COVID, ed alle dichiarazioni del presidente Bettoni in merito
alla circolare; le rivendicazioni della Cgil, avanzate da anni, nel senso di una
azione più inclusiva dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro
che includa tutte le figure ancora non coperte dalla stessa e dalla tutela
dell’Istituto stesso, pare siano finalmente entrate a pieno titolo nel dibattito fra
addetti ai lavori e nell’attenzione dell’opinione pubblica.
azione più inclusiva dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro
che includa tutte le figure ancora non coperte dalla stessa e dalla tutela
dell’Istituto stesso, pare siano finalmente entrate a pieno titolo nel dibattito fra
addetti ai lavori e nell’attenzione dell’opinione pubblica.
In questo caso particolare, essa vale in via di presunzione semplice, ossia senza
le necessarie procedure anamnestiche e diagnostiche che sono previste nei casi
che affronteremo più avanti. Sempre per presunzione semplice, la tutela vale
anche nei confronti degli operatori ed operatrici esposti al contatto col pubblico
(a titolo esemplificativo lavoratori che operano in front-office, alla cassa, addetti
alle vendite o banconisti, personale non sanitario operante all’interno degli
ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, operatori del trasporto
infermi, ecc…). La circolare però non chiarisce ad un livello sufficiente di dettaglio
se la presunzione valga (come sarebbe ovvio) per tutti i settori la cui attività è
stata dichiarata essenziale dal governo attraverso i noti provvedimenti ed è
dovuta proseguire, e per tutti quei lavoratori che operano in aziende che sono
state autorizzate a proseguire l’apertura attraverso deroghe “opportunamente”
previste.
Un problema al quale sarà ancor più necessario porre attenzione quando ulteriori
aperture e riprese di attività si consentiranno, sia pur nel permanere di potenziali
situazioni di esposizione a rischio.
E non sembrano neanche esaustive e soddisfacenti le indicazioni contenute ai
seguenti capoversi: “In base alle istruzioni per la trattazione dei casi di malattie
infettive e parassitarie, la tutela assicurativa si estende, infatti, anche alle ipotesi
in cui l’identificazione delle precise cause e modalità lavorative del contagio si
presenti problematica. Ne discende che, ove l’episodio che ha determinato il
contagio non sia noto o non possa essere provato dal lavoratore, né si può
comunque presumere che il contagio si sia verificato in considerazione delle
mansioni/lavorazioni e di ogni altro elemento che in tal senso deponga,
l’accertamento medico-legale seguirà l’ordinaria procedura privilegiando
essenzialmente i seguenti elementi: epidemiologico, clinico, anamnestico e
circostanziale…”. Questo perché la mancanza di chiarezza e certezza (che
probabilmente sarà fornita in ulteriori comunicazioni e man mano che sussisterà
un contenzioso su cui si esprimerà la magistratura) delle norme e della
regolamentazione lascerà una qualche libertà interpretativa ed uno spazio al
transito di molti infortuni COVID nel sistema INPS, e ad un certo numero di
mancati riconoscimenti come si può osservare (e come abbiamo più volte
denunciato come Cgil) anche in epoca precedente a questa emergenza.
circostanziale…”. Questo perché la mancanza di chiarezza e certezza (che
probabilmente sarà fornita in ulteriori comunicazioni e man mano che sussisterà
un contenzioso su cui si esprimerà la magistratura) delle norme e della
regolamentazione lascerà una qualche libertà interpretativa ed uno spazio al
transito di molti infortuni COVID nel sistema INPS, e ad un certo numero di
mancati riconoscimenti come si può osservare (e come abbiamo più volte
denunciato come Cgil) anche in epoca precedente a questa emergenza.
Procedure
In questa sezione si ribadiscono le procedure ordinariamente valide e previste
per il riconoscimento dell’infortunio e delle malattie professionali, con particolare
attenzione rispetto alla trasmissione telematica dei certificati e dalle modalità di
redazione necessarie per gli stessi.
Molto positiva appare inoltre l’indicazione fornita alle sedi territoriali che
riportiamo di seguito: “…è opportuno adottare ogni misura proattiva per
l’acquisizione delle denunce da parte dei datori di lavoro, con l’eventuale
documentazione sanitaria allegata, evitando comportamenti improntati al rigore
letterale delle disposizioni normative… si raccomanda alle Strutture territoriali la
massima disponibilità nel rispondere ai quesiti che dovessero pervenire in ordine
a dubbi o difficolta relativi alla compilazione delle denunce da parte dei datori di
lavoro, nonché, alla luce della situazione emergenziale di valutare in favore del
datore di lavoro e dell’infortunato…” Questo ci pare in linea con le responsabilità
sociali che il momento emergenziale e difficile assegna alla responsabilità degli
attori istituzionali ed alle PA.
La notazione finale del capitolo, però, che rimanda ad altre istruzioni tecniche
successive che saranno inviate direttamente alle strutture territoriali Inail,
appare però non sufficientemente esaustiva e potenzialmente problematica.
Casi di dubbia competenza INAIL/INPS
Un intero capitolo della circolare 13 è dedicato a questa rilevante questione, che
ad onor del vero è stata storicamente presente nella gestione ordinaria delle
pratiche per infortunio e malattia professionale, tanto di essere stata oggetto di
apposita circolare esplicativa di entrambi gli istituti (circolare Inail n. 47/Inps n.
69 del 2 aprile 2015).
A questo proposito, l’Inail ribadisce che provvederà ad inviare a Inps tutti i casi
di malattia professionale non riconducibile in maniera diretta all’epidemia
COVID, ma soggiunge inoltre una disposizione più problematica e
potenzialmente dannosa per gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici dei
settori coinvolti:
“…si segnala, inoltre, che per quanto riguarda gli eventi lesivi afferenti ai
lavoratori per i quali non spetta l’indennità di malattia ai sensi della suddetta
convenzione, quali per esempio lavoratori assicurati nella speciale gestione per
conto dello stato, lavoratori autonomi, lavoratori addetti ai servizi domestici e
familiari, etc., laddove venga escluso il contagio in occasione di lavoro, la tutela
Inail non è dovuta ed è esclusa la segnalazione del caso per l’attribuzione della
competenza all’Inps.” E’ ovvio, quindi, che bisognerà prestare molta attenzione
a come questa previsione sarà attuata nel dettaglio, e bisognerà seguire
pedissequamente ogni singolo caso e lavoratore in fase di tutela, prestandosi
ovviamente questo profilo di copertura particolarmente arduo nell’iter di
riconoscimento.
Itinere
La norma che possiamo giudicare come positiva e che è contenuta in questa
sezione, è quella relativa all’equiparazione del mezzo privato al mezzo pubblico
(che potrebbe essere troppo affollato e quindi luogo per occasione di contagio)
dovendo recarsi al lavoro. Come è noto il mezzo pubblico è quello privilegiato
per il riconoscimento in sede INAIL: la disposizione è di favore per i lavoratori
che rappresentiamo e fornisce loro una maggiore possibilità di protezione.