Diritto costituzionale - Capitolo VI
L'organizzazione costituzionale in Italia
Questa spiegazione rielabora il capitolo VI in forma discorsiva e organica. L'obiettivo non e' fare un
riassunto schematico, ma costruire un testo che aiuti a capire e memorizzare i concetti: forma di governo
italiana, Governo, Parlamento, processo di bilancio e Presidente della Repubblica. Il contenuto segue tutti
i blocchi del capitolo, ma e' scritto con parole autonome, come guida di studio.
Metodo di studio
Il capitolo va letto come un unico discorso. Non descrive organi separati, ma spiega come gli organi costituzionali si
equilibrano tra indirizzo politico, rappresentanza, controllo e garanzia. Per padroneggiarlo, devi sempre chiederti:
chi decide, con quale legittimazione, con quali limiti e con quali responsabilita?
Mappa logica del capitolo
Il punto di partenza e' la forma di governo parlamentare. In Italia il Governo non riceve direttamente dal
popolo il potere di governare: deve ottenere e mantenere la fiducia delle Camere. Questo dato collega
subito Governo e Parlamento. Il Governo ha bisogno della maggioranza parlamentare; il Parlamento, a
sua volta, non e' solo luogo di discussione, ma sede in cui la maggioranza sostiene l'indirizzo politico e le
opposizioni controllano.
Il Presidente della Repubblica entra in questo equilibrio come organo di garanzia. Non governa al posto
del Governo, ma assicura il funzionamento del sistema: nomina il Presidente del Consiglio, puo sciogliere
le Camere, promulga le leggi, rinvia le leggi alle Camere, rappresenta l'unita nazionale. Il suo peso varia a
seconda della stabilita politica: quando il sistema dei partiti e' chiaro e la maggioranza e' solida, il suo
intervento si restringe; quando il sistema entra in crisi, il suo ruolo si espande.
Il bilancio e' il punto in cui la forma di governo diventa decisione concreta. Stabilire entrate e spese
significa decidere l'indirizzo politico dello Stato: quali diritti finanziare, quali servizi garantire, quali tasse
imporre, quanto debito assumere. Per questo il bilancio non e' solo tecnica contabile, ma cuore della
politica costituzionale.
Schema generale
Blocco Che cosa devi capire
Forma di governo Perche l'Italia e' un parlamentarismo a debole razionalizzazione e quanto contano partiti e
maggioranze.
Governo Come nasce, come resta unito, quali strumenti usa per attuare l'indirizzo politico.
Parlamento Come rappresenta, delibera, legifera, controlla e lavora nel bicameralismo paritario.
Bilancio Come entrate, spese, debito e vincoli europei condizionano la decisione politica.
Presidente della Repubblica Come opera da garante e come interviene nelle crisi del sistema.
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1. La forma di governo italiana
1.1. Parlamentarismo e debole razionalizzazione
La forma di governo italiana e' parlamentare. Significa che il Governo dipende politicamente dal
Parlamento: per esistere deve ottenere la fiducia delle Camere e per continuare a governare deve
conservarla. Il corpo elettorale elegge il Parlamento; il Governo nasce dentro il circuito parlamentare,
attraverso la nomina presidenziale e il voto di fiducia.
Il manuale insiste su un'espressione fondamentale: parlamentarismo a debole razionalizzazione. La
razionalizzazione del parlamentarismo consiste nell'inserire in Costituzione regole dirette a rendere piu
stabile il rapporto fiduciario e piu efficiente l'azione del Governo. In Italia questa razionalizzazione e'
debole perche la Costituzione prevede alcuni strumenti di stabilita, ma non costruisce un meccanismo
rigido. Non c'e', ad esempio, una sfiducia costruttiva come in Germania, dove il Parlamento puo far cadere
il Governo solo eleggendo contestualmente un nuovo capo del Governo.
Questa scelta deriva dal compromesso dell'Assemblea costituente. Da un lato vi era l'esigenza di evitare
governi deboli e instabili, perche l'esperienza dello Stato liberale aveva mostrato i rischi di un esecutivo
incapace di guidare il sistema. Dall'altro lato, dopo il fascismo, vi era la paura di concentrare troppo potere
nell'esecutivo. Il risultato fu una forma di governo parlamentare flessibile: il Governo deve essere
abbastanza forte da governare, ma sempre controllato dal Parlamento, dal Presidente della Repubblica e
dalla Costituzione.
Concetto da memorizzare
Debole razionalizzazione non significa assenza di regole. Significa che le regole costituzionali non bastano da sole
a garantire stabilita. La stabilita dipende anche dal sistema dei partiti, dalla legge elettorale, dalla coesione della
maggioranza e dalla capacita politica del Governo.
1.2. Rapporto di fiducia e maggioranza politica
Il rapporto di fiducia e' il legame politico-costituzionale tra Governo e Parlamento. Dopo la nomina e il
giuramento, il Governo deve presentarsi entro dieci giorni alle Camere per ottenere la fiducia. La fiducia e'
votata separatamente da Camera e Senato, con mozione motivata e voto per appello nominale. La
motivazione serve a chiarire su quale programma il Parlamento sostiene il Governo; l'appello nominale
serve a rendere pubblica la responsabilita dei parlamentari.
Non basta dire che il Governo ha la fiducia del Parlamento in astratto. Nella realta il Governo ha la fiducia
di una maggioranza politica. Questa maggioranza sostiene il programma del Governo, ne approva gli atti
principali e gli consente di restare in carica. La forma di governo parlamentare funziona quindi attraverso il
rapporto tra Governo e maggioranza, mentre l'opposizione svolge funzioni di critica, controllo e alternativa
politica.
La mozione di sfiducia e' lo strumento con cui una Camera puo revocare la fiducia. Deve essere motivata,
firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera interessata e non puo essere discussa
immediatamente. Questa disciplina vuole evitare crisi improvvise e irresponsabili. Nella prassi, pero, i
Governi italiani sono caduti raramente per una sfiducia formale: piu spesso la crisi nasce da rotture
politiche interne alla maggioranza, dimissioni del Presidente del Consiglio o mutamenti nei rapporti tra
partiti.
Va distinta la fiducia iniziale dalla questione di fiducia. La fiducia iniziale serve a far nascere politicamente
il Governo. La questione di fiducia, invece, e' uno strumento usato durante la legislatura: il Governo
collega la propria permanenza in carica all'approvazione di un determinato testo. In questo modo
compatta la maggioranza, accelera i lavori parlamentari e limita il potere emendativo. Lo strumento e'
politicamente molto forte perche trasforma il voto su un atto in un voto sulla sopravvivenza del Governo.
Fiducia, sfiducia, questione di fiducia
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Istituto Funzione Effetto
Fiducia iniziale Verifica che il Governo abbia una Il Governo puo operare pienamente.
maggioranza.
Mozione di sfiducia Revoca il sostegno politico al Governo. Il Governo deve dimettersi.
Questione di fiducia Il Governo rende decisivo un voto Se il voto e' contrario, si apre la crisi.
parlamentare.
1.3. Societa, sistema politico e forma di governo reale
La Costituzione disciplina la forma di governo, ma la forma di governo reale dipende anche dalla societa e
dal sistema politico. Un testo costituzionale puo funzionare in modo diverso a seconda di come sono
organizzati i partiti, di quanto sono stabili le coalizioni, di come opera la legge elettorale e di quanto il corpo
elettorale e' frammentato.
Per questo il manuale distingue tra modello costituzionale e rendimento concreto del sistema. Lo stesso
parlamentarismo puo produrre governi stabili se esistono partiti coesi e maggioranze chiare; puo produrre
governi deboli se i partiti sono molti, divisi e costretti a coalizioni instabili. La forma di governo italiana e'
stata condizionata per decenni dal pluralismo dei partiti e dalla difficolta di costruire alternanza piena.
1.4. Multipartitismo esasperato e centralita dei partiti
Nella prima fase repubblicana il sistema politico italiano e' stato caratterizzato da multipartitismo e da
governi di coalizione. Il Governo non era normalmente il risultato diretto di una scelta elettorale tra due
alternative nette, ma nasceva da trattative tra partiti dopo le elezioni. I partiti determinavano la
composizione della maggioranza, la distribuzione dei ministeri, il programma e spesso anche la durata del
Governo.
Questa situazione produceva un parlamentarismo di mediazione. Il Parlamento era molto importante come
luogo di rappresentanza dei partiti, ma il Governo dipendeva da equilibri politici spesso fragili. Da qui
derivavano crisi frequenti, rimpasti, cambiamenti di maggioranza e governi di durata limitata. La
Costituzione non imponeva instabilita; semplicemente lasciava spazio a un sistema politico che, per sua
struttura, tendeva alla frammentazione.
1.5. Dal sistema multipolare alla tendenza bipolare
Dagli anni Novanta il sistema politico italiano cambia profondamente. Le trasformazioni dei partiti, le
riforme elettorali e la crisi dei vecchi equilibri spingono verso una logica tendenzialmente bipolare:
coalizioni contrapposte, indicazione di un leader, maggiore aspettativa di alternanza. L'obiettivo era
rendere piu chiaro il rapporto tra voto popolare, maggioranza parlamentare e Governo.
Questo passaggio pero non ha prodotto un modello stabilizzato una volta per tutte. La tendenza bipolare si
e' alternata a fasi di frammentazione, governi tecnici, larghe intese e maggioranze atipiche. Il dato da
ricordare e' che la forma di governo italiana resta parlamentare: anche quando la campagna elettorale
sembra personalizzare la scelta del Governo, giuridicamente il Governo nasce solo se ottiene la fiducia
delle Camere.
1.6. Formazione della coalizione
La coalizione puo formarsi prima o dopo le elezioni. Se si forma prima, gli elettori possono individuare piu
chiaramente quale programma e quale leadership sostengono. Se si forma dopo, il Governo nasce da
trattative parlamentari successive al voto. In entrambi i casi, cio che conta giuridicamente e' la fiducia
parlamentare: senza fiducia, nessun accordo politico puo reggere come Governo costituzionale.
La formazione della coalizione incide anche sul ruolo del Presidente della Repubblica. Se dalle elezioni
emerge una maggioranza chiara, il Presidente ha minori margini politici e nomina il leader in grado di
ottenere la fiducia. Se invece il risultato e' incerto, il Presidente svolge consultazioni piu complesse, puo
conferire incarichi esplorativi o mandati a personalita capaci di verificare una possibile maggioranza.
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1.7. Crisi di Governo
La crisi di Governo e' la situazione in cui viene meno la possibilita per il Governo di continuare a esercitare
l'indirizzo politico. Puo essere parlamentare o extraparlamentare. E' parlamentare quando deriva da un
voto formale contrario delle Camere: sfiducia o voto negativo su una questione di fiducia. E'
extraparlamentare quando nasce fuori da un voto formale, ad esempio per rottura della coalizione,
dimissioni del Presidente del Consiglio o perdita di sostegno da parte di un partito decisivo.
Le crisi extraparlamentari sono state molto frequenti nella storia italiana. Per renderle trasparenti, il
Presidente della Repubblica puo invitare il Governo dimissionario a parlamentarizzare la crisi, cioe a
presentarsi alle Camere. In questo modo si chiarisce pubblicamente chi sostiene e chi non sostiene piu il
Governo. Dopo le dimissioni, il Presidente della Repubblica verifica se esiste una nuova maggioranza; se
non esiste, puo sciogliere le Camere.
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2. Il Governo
2.1. Definizione
Il Governo e' l'organo costituzionale titolare dell'indirizzo politico e amministrativo. Non coincide con la sola
amministrazione, perche decide gli obiettivi politici generali; ma non coincide neppure con il solo
Presidente del Consiglio, perche e' un organo complesso composto da Presidente del Consiglio, ministri e
Consiglio dei ministri.
Il Governo ha una doppia dimensione. Da un lato e' organo politico: elabora il programma, dirige la
maggioranza, propone leggi, decide la linea del Paese. Dall'altro lato e' vertice dell'amministrazione
statale: attraverso i ministri orienta l'azione dei ministeri e assicura che l'amministrazione operi in coerenza
con l'indirizzo politico.
2.2. Le regole giuridiche essenziali sul Governo
La Costituzione contiene poche regole, ma decisive. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente
del Consiglio; su proposta di questo nomina i ministri; i membri del Governo giurano prima di assumere le
funzioni; entro dieci giorni il Governo deve presentarsi alle Camere per la fiducia; la fiducia e la sfiducia
sono votate con mozione motivata e appello nominale.
Queste regole mostrano l'equilibrio del sistema. La nomina e' presidenziale, ma il Governo vive solo se ha
fiducia parlamentare. Il Presidente della Repubblica non sceglie liberamente un Governo di sua fiducia
personale: deve individuare una soluzione capace di ottenere la fiducia delle Camere. Il Parlamento non
nomina direttamente il Governo, ma ne decide la legittimazione politica attraverso la fiducia.
2.3. Unita e omogeneita del Governo
Uno dei problemi principali del Governo e' mantenere unita e omogeneita. Il Governo e' composto da piu
ministri, spesso espressione di partiti diversi. Senza un principio di coordinamento, ogni ministero
potrebbe agire come centro autonomo di potere, mettendo in crisi l'indirizzo politico complessivo.
L'art. 95 Cost. risolve il problema con tre principi. Primo: il Presidente del Consiglio dirige la politica
generale del Governo. Secondo: mantiene l'unita dell'indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e
coordinando l'attivita dei ministri. Terzo: i ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio
dei ministri e individualmente degli atti dei loro dicasteri.
Questa disciplina evita sia un Governo puramente collegiale, in cui il Presidente del Consiglio sarebbe
solo un primus inter pares senza forza di direzione, sia un Governo puramente monocratico, in cui i
ministri sarebbero semplici esecutori. Il modello italiano e' intermedio: il Presidente coordina e dirige, il
Consiglio decide collegialmente, i ministri conservano responsabilita nei rispettivi settori.
Art. 95 Cost. in chiave di studio
Principio Significato
Direzione del Presidente del Serve a dare unita politica all'azione governativa.
Consiglio
Responsabilita collegiale I ministri rispondono insieme degli atti del Consiglio dei ministri.
Responsabilita individuale Ogni ministro risponde degli atti del proprio ministero.
Coordinamento Evita che i ministeri agiscano come poteri separati.
2.4. La formazione del Governo
La formazione del Governo e' regolata in parte dalla Costituzione e in parte da prassi costituzionali. La
Costituzione indica chi nomina chi; la prassi indica come si arriva alla scelta della persona incaricata. Il
procedimento inizia di solito dopo le elezioni o dopo una crisi di Governo.
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2.4.1. Consultazioni e incarico
Il Presidente della Repubblica svolge consultazioni con i Presidenti delle Camere, gli ex Presidenti della
Repubblica, i gruppi parlamentari e le forze politiche. Lo scopo non e' fare una trattativa politica personale,
ma capire quale soluzione possa ottenere la fiducia delle Camere. Le consultazioni sono tanto piu semplici
quanto piu chiaro e' il risultato politico; sono piu complesse quando non esiste una maggioranza evidente.
Terminata questa fase, il Presidente conferisce l'incarico a una personalita che prova a formare il
Governo. L'incaricato accetta normalmente con riserva: non e' ancora Presidente del Consiglio, ma
verifica se riesce a costruire programma, maggioranza e lista dei ministri. Se il tentativo riesce, scioglie la
riserva; se fallisce, rimette l'incarico.
2.4.2. Lista dei ministri, nomina e giuramento
Quando l'incaricato scioglie positivamente la riserva, propone la lista dei ministri. Il Presidente della
Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri. La proposta dei ministri
spetta al Presidente del Consiglio incaricato, ma nella realta e' condizionata dai partiti della coalizione,
dagli equilibri politici e dalle valutazioni del Capo dello Stato.
Dopo la nomina, Presidente del Consiglio e ministri prestano giuramento. Con il giuramento il Governo
entra in carica, ma non e' ancora pienamente legittimato politicamente: deve presentarsi entro dieci giorni
alle Camere per ottenere la fiducia. Fino alla fiducia, il Governo puo compiere gli atti necessari, ma la
pienezza dell'indirizzo politico arriva con il voto favorevole delle Camere.
2.5. Rapporti tra gli organi del Governo
Il Governo e' formato da organi necessari e organi eventuali. Sono necessari il Presidente del Consiglio, i
ministri e il Consiglio dei ministri. Il Presidente del Consiglio dirige e coordina; i ministri guidano i dicasteri
o svolgono funzioni senza portafoglio; il Consiglio dei ministri assume le decisioni principali dell'indirizzo
politico governativo.
Il Consiglio dei ministri e' la sede della collegialita. Delibera sui disegni di legge governativi, sui
decreti-legge, sui decreti legislativi, sui regolamenti governativi, sulle questioni essenziali di politica
interna, europea e internazionale. Il Presidente del Consiglio non puo sostituire interamente il Consiglio,
ma ne dirige i lavori e garantisce che l'azione dei ministri resti coerente.
2.6. Unita dell'indirizzo politico e amministrativo
Indirizzo politico significa scelta degli obiettivi generali: quale programma attuare, quali priorita perseguire,
quali riforme proporre, come allocare le risorse. Indirizzo amministrativo significa orientare l'apparato
pubblico affinche realizzi quegli obiettivi nel rispetto della legge. L'art. 95 collega i due piani: il Governo
non deve solo decidere la linea politica, ma anche assicurare che l'amministrazione la realizzi.
Questa unita non autorizza il Governo a violare l'imparzialita amministrativa. L'amministrazione deve
essere orientata da obiettivi politici legittimi, ma deve operare secondo legalita, imparzialita e buon
andamento. Per questo il sistema moderno distingue tra indirizzo politico, affidato agli organi politici, e
gestione amministrativa, affidata ai dirigenti.
2.7. Presidenza del Consiglio dei ministri
La Presidenza del Consiglio e' la struttura organizzativa che supporta il Presidente del Consiglio. Nel
tempo ha assunto crescente importanza perche molte politiche pubbliche richiedono coordinamento
interministeriale: rapporti con l'Unione europea, protezione civile, sicurezza, digitalizzazione,
programmazione economica, poteri sostitutivi, grandi emergenze.
La crescita della Presidenza non trasforma automaticamente il Presidente del Consiglio in un capo
dell'esecutivo di tipo presidenziale. Tuttavia rafforza il suo ruolo di coordinamento e rende piu concreto il
compito di mantenere l'unita dell'indirizzo politico e amministrativo.
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2.8. Organi governativi non necessari
Accanto agli organi necessari vi sono organi non necessari, creati dalla legge o dalla prassi: vicepresidenti
del Consiglio, ministri senza portafoglio, sottosegretari, viceministri, comitati interministeriali, Consiglio di
gabinetto. Questi organi servono a distribuire funzioni, coordinare politiche e rappresentare equilibri politici
interni alla coalizione.
Il punto da ricordare e' che gli organi non necessari non possono alterare la struttura costituzionale del
Governo. Possono aiutare il funzionamento dell'esecutivo, ma non sostituiscono il Presidente del
Consiglio, i ministri e il Consiglio dei ministri.
2.9. Strumenti per attuare l'indirizzo politico
Il Governo attua l'indirizzo politico attraverso strumenti diversi. Il primo e' l'iniziativa legislativa: molte leggi
importanti nascono da disegni di legge governativi. Il secondo e' l'uso degli atti aventi forza di legge:
decreti-legge e decreti legislativi. Il terzo e' la questione di fiducia, che consente al Governo di vincolare la
maggioranza su testi essenziali. Il quarto e' la direzione dell'amministrazione statale.
Il manuale evidenzia la tendenza del Governo a diventare sempre piu centrale nella produzione normativa.
La complessita delle decisioni, i tempi stretti, i vincoli europei e la necessita di attuare programmi organici
spingono verso un ruolo legislativo forte dell'esecutivo. Questo fenomeno viene spesso indicato come
crescita del Governo legislatore.
2.10. Settori della politica governativa
Tra i settori principali della politica governativa rientrano politica di bilancio, politica estera, politica
europea, politica militare e sicurezza. La politica di bilancio e' centrale perche senza risorse non si attua
alcun programma. La politica estera e' condotta dal Governo, anche se alcuni trattati richiedono
autorizzazione parlamentare. La politica europea vede il Governo rappresentare l'Italia nelle sedi
dell'Unione, ma con obblighi di informazione e raccordo con il Parlamento.
La politica militare e di sicurezza mostra un equilibrio particolare tra Governo, Parlamento e Presidente
della Repubblica. La Costituzione ripudia la guerra di aggressione, attribuisce alle Camere la
deliberazione dello stato di guerra e al Presidente il comando delle Forze armate come funzione di
garanzia. Nella pratica, molte decisioni operative sono governative, ma devono restare entro i limiti
costituzionali e parlamentari.
2.11. Governo e pubblica amministrazione
Il rapporto tra Governo e pubblica amministrazione e' essenziale. I ministri sono insieme organi politici e
vertici dei ministeri. Tuttavia lo Stato contemporaneo non funziona piu come una catena gerarchica totale
in cui il ministro decide ogni atto amministrativo. La distinzione moderna separa indirizzo politico e
gestione: gli organi politici fissano obiettivi e direttive; i dirigenti adottano gli atti concreti e rispondono dei
risultati.
Questa separazione serve a proteggere l'imparzialita dell'amministrazione e a evitare che ogni decisione
tecnica sia politicizzata. Allo stesso tempo, l'amministrazione non e' autonoma rispetto alla politica: deve
realizzare gli obiettivi fissati dagli organi democraticamente responsabili, nei limiti della legge.
2.12. Principi costituzionali sull'amministrazione
I principi costituzionali dell'amministrazione sono fondamentali. Il principio di legalita significa che
l'amministrazione puo agire solo nei casi, nei modi e per i fini previsti dalla legge. Il principio di imparzialita
impone di trattare i cittadini senza favoritismi e senza discriminazioni. Il buon andamento richiede
efficienza, efficacia, economicita e adeguatezza dell'azione amministrativa.
Il concorso pubblico serve a garantire imparzialita e competenza nell'accesso agli uffici. La responsabilita
dei funzionari evita che l'amministrazione sia un potere irresponsabile. Il principio di sussidiarieta,
soprattutto nella sua dimensione verticale e orizzontale, orienta la distribuzione delle funzioni tra livelli di
governo e valorizza l'iniziativa dei cittadini quando svolgono attivita di interesse generale.
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2.13. Organi ausiliari
Gli organi ausiliari sono organi che aiutano Parlamento e Governo con funzioni consultive, di controllo o di
iniziativa. Il CNEL ha funzioni di consulenza e iniziativa legislativa in materie economico-sociali, anche se
nella pratica ha avuto un ruolo limitato. Il Consiglio di Stato svolge funzioni consultive e giurisdizionali
amministrative. La Corte dei conti controlla la gestione finanziaria pubblica e svolge funzioni giurisdizionali
contabili. L'Avvocatura dello Stato assiste e difende le amministrazioni statali.
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3. Il Parlamento
3.1. Struttura del Parlamento
3.1.1. Bicameralismo paritario
Il Parlamento italiano e' formato da Camera dei deputati e Senato della Repubblica. Il tratto decisivo e' il
bicameralismo paritario, o perfetto: le due Camere hanno le stesse funzioni fondamentali. Entrambe
danno e revocano la fiducia al Governo; entrambe approvano le leggi; entrambe partecipano al controllo
politico.
Il bicameralismo paritario ha una logica di garanzia e ponderazione: una legge deve essere approvata
nello stesso testo da entrambe le Camere. Il limite e' l'appesantimento del procedimento. Se una Camera
modifica il testo, questo deve tornare all'altra, producendo la cosiddetta navette. Inoltre, se le maggioranze
nelle due Camere sono diverse, la formazione e la stabilita del Governo diventano piu difficili.
3.1.2. Parlamento in seduta comune
Il Parlamento in seduta comune non e' una terza Camera. E' un organo collegiale composto da deputati e
senatori che si riunisce solo nei casi previsti dalla Costituzione. Tra le funzioni principali vi sono l'elezione
del Presidente della Repubblica, l'elezione di cinque giudici costituzionali, l'elezione di un terzo dei
componenti del Consiglio superiore della magistratura e la messa in stato d'accusa del Presidente della
Repubblica.
3.1.3. Regolamenti parlamentari
I regolamenti parlamentari disciplinano l'organizzazione e il funzionamento di ciascuna Camera. Sono fonti
autonome, approvate da ciascuna Camera a maggioranza assoluta. Attraverso i regolamenti si
stabiliscono tempi di discussione, poteri dei gruppi, organizzazione delle commissioni, strumenti di
controllo e regole del procedimento legislativo.
I regolamenti sono importanti perche danno forma concreta alla vita parlamentare. Una Costituzione puo
riconoscere il ruolo del Parlamento, ma sono i regolamenti a determinare quanto spazio hanno Governo,
maggioranza e opposizione nel lavoro quotidiano.
3.1.4. Presidenti, Uffici di Presidenza, gruppi
Ogni Camera elegge il proprio Presidente. Il Presidente dirige i lavori, interpreta il regolamento, garantisce
l'ordine delle sedute e rappresenta la Camera. L'Ufficio di Presidenza svolge funzioni organizzative e
amministrative. I gruppi parlamentari sono la proiezione dei partiti dentro le Camere: organizzano i
parlamentari, partecipano alla programmazione dei lavori e incidono sulla composizione degli organi
parlamentari.
I gruppi sono essenziali per capire il Parlamento contemporaneo. Il singolo parlamentare ha un mandato
libero, ma la vita parlamentare e' organizzata in larga parte attraverso i gruppi. Essi collegano
rappresentanza, partiti, maggioranza e opposizione.
3.1.5. Commissioni e Giunte
Le commissioni parlamentari possono essere permanenti o temporanee, monocamerali o bicamerali. Le
commissioni permanenti sono specializzate per materia e svolgono un ruolo decisivo nel procedimento
legislativo e nel controllo. Possono esaminare disegni di legge, ascoltare soggetti esterni, svolgere
indagini conoscitive e, in certi casi, approvare direttamente una legge.
Le Giunte hanno funzioni particolari: si occupano di regolamento, elezioni, autorizzazioni, immunita e
questioni interne. Non vanno confuse con le commissioni: le commissioni lavorano soprattutto sul merito
politico-legislativo; le Giunte curano funzioni di garanzia interna e regolarita istituzionale.
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3.2. Funzionamento del Parlamento
3.2.1. Durata e regole decisionali
La legislatura dura cinque anni, salvo scioglimento anticipato. Alla scadenza delle Camere opera la
prorogatio: le Camere scadute continuano a esercitare i poteri fino alla riunione delle nuove, per evitare
vuoti istituzionali. Diversa e' la proroga, possibile solo in caso di guerra: essa allunga la durata delle
Camere oltre il termine normale.
Per deliberare validamente occorre il numero legale, cioe la presenza della maggioranza dei componenti,
salvo diverse regole. Le deliberazioni sono prese di regola a maggioranza dei presenti. Il voto oggi e'
normalmente palese; il voto segreto e' eccezionale e riguarda materie in cui si vuole proteggere la liberta
individuale del parlamentare.
3.2.2. Come lavora il Parlamento
Il Parlamento lavora attraverso sedute d'aula, commissioni, programmi, calendari e ordini del giorno. La
programmazione dei lavori serve a stabilire quali argomenti trattare e con quali tempi. Qui si vede il
rapporto tra maggioranza, opposizione e Governo: la maggioranza vuole realizzare il programma;
l'opposizione vuole discutere, controllare e rendere visibili le alternative.
La pubblicita dei lavori e' un principio importante. Il Parlamento deve essere visibile ai cittadini, perche la
rappresentanza democratica richiede controllo pubblico. Resoconti, sedute pubbliche, trasmissioni e
documenti parlamentari servono a rendere conoscibile l'attivita delle Camere.
3.2.3. Prerogative parlamentari
Le prerogative parlamentari non sono privilegi personali. Sono garanzie poste a tutela della funzione
parlamentare. L'insindacabilita protegge i parlamentari per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio
delle funzioni. Significa che un parlamentare non puo essere chiamato a rispondere davanti a un giudice
per un voto o un'opinione collegati all'attivita parlamentare.
Le immunita relative ad alcuni atti giudiziari servono a impedire che iniziative penali o investigative siano
usate per condizionare l'attivita parlamentare. Non significano impunita generale: il parlamentare resta
soggetto alla legge penale, ma certi atti richiedono autorizzazione della Camera di appartenenza.
3.2.4. Interna corporis
Gli interna corporis indicano gli atti interni delle Camere, tradizionalmente sottratti al controllo esterno.
L'idea di fondo e' proteggere l'autonomia parlamentare. Tuttavia questa autonomia non puo diventare
arbitrio: le Camere sono autonome, ma restano dentro la Costituzione. Il problema e' trovare l'equilibrio tra
autonomia parlamentare e tutela dei principi costituzionali.
3.3. Funzione legislativa
3.3.1. Funzione legislativa e forma di governo
La funzione legislativa appartiene al Parlamento, ma nella forma di governo contemporanea il Governo ha
un ruolo molto forte nella produzione delle leggi. Molti testi sono di iniziativa governativa; spesso il
Governo usa decreti-legge, decreti legislativi, maxiemendamenti e questione di fiducia. Per questo
bisogna distinguere tra titolarita costituzionale della funzione legislativa e ruolo politico effettivo nella
produzione normativa.
3.3.2. Procedimento legislativo: nozioni di base
Il procedimento legislativo e' la sequenza di atti che porta alla formazione della legge. Le fasi essenziali
sono: iniziativa, esame, approvazione dello stesso testo da entrambe le Camere, promulgazione da parte
del Presidente della Repubblica, pubblicazione ed entrata in vigore. Finche Camera e Senato non
approvano lo stesso testo, la legge non esiste.
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3.3.3. Iniziativa legislativa
L'iniziativa legislativa e' il potere di presentare un progetto di legge. Spetta al Governo, a ciascun
parlamentare, al popolo mediante proposta sottoscritta dal numero richiesto di elettori, ai Consigli regionali
e al CNEL nei limiti delle sue attribuzioni. Nella pratica, l'iniziativa governativa ha un peso particolare
perche il Governo dispone di apparati tecnici, informazioni e controllo della maggioranza.
3.3.4. Approvazione delle leggi
L'approvazione puo seguire procedimenti diversi. Nel procedimento ordinario la commissione esamina il
testo in sede referente e poi l'aula discute e vota. In alcuni casi la commissione puo operare in sede
deliberante, approvando direttamente la legge, salvo materie escluse e possibilita di richiamare il testo in
aula. Esistono anche forme intermedie, come la sede redigente.
Il punto decisivo e' il bicameralismo paritario: il testo deve essere approvato identico da entrambe le
Camere. Se una Camera modifica anche una sola parte, il testo torna all'altra. Questo meccanismo
garantisce doppia deliberazione, ma puo rallentare il processo legislativo.
3.3.5. Promulgazione
Dopo l'approvazione parlamentare, la legge e' promulgata dal Presidente della Repubblica. La
promulgazione non e' un atto meramente meccanico: il Presidente verifica la regolarita costituzionale e
puo rinviare una volta la legge alle Camere con messaggio motivato. Se le Camere approvano di nuovo, il
Presidente deve promulgare, salvo ipotesi estreme di attentato alla Costituzione.
3.4. Funzione parlamentare di controllo
Il Parlamento controlla il Governo e l'amministrazione. Il controllo e' essenziale perche il Governo, pur
sostenuto dalla maggioranza, deve rispondere politicamente del proprio operato. Il controllo e' esercitato
sia dalla maggioranza, che verifica l'attuazione del programma, sia dall'opposizione, che critica, denuncia
e propone alternative.
3.4.1. Atti di indirizzo e controllo
Interrogazioni e interpellanze servono a chiedere informazioni o spiegazioni al Governo. Mozioni,
risoluzioni e ordini del giorno servono a orientare politicamente l'azione governativa. Questi strumenti non
hanno tutti la stessa forza giuridica, ma hanno grande valore politico perche rendono pubblico il rapporto
tra Parlamento e Governo.
3.4.2. Inchieste parlamentari
Le commissioni d'inchiesta sono strumenti di conoscenza e controllo. Possono essere istituite su materie
di pubblico interesse e procedono con poteri simili a quelli dell'autorita giudiziaria. La loro finalita non e'
emettere sentenze, ma acquisire informazioni, accertare responsabilita politiche e proporre interventi.
3.4.3. Parlamento e Unione europea
L'integrazione europea ha modificato il ruolo del Parlamento. Molte decisioni rilevanti nascono in sede
europea; per questo il Parlamento deve intervenire nella fase ascendente, controllando la formazione della
posizione italiana, e nella fase discendente, partecipando all'attuazione degli obblighi europei. Questo
raccordo serve a evitare che l'indirizzo europeo sia gestito solo dal Governo.
3.5. Processo di bilancio tra Governo e Parlamento
3.5.1. Finanza pubblica nella Costituzione
Il processo di bilancio e' il luogo in cui si decide la distribuzione delle risorse pubbliche. La Costituzione
contiene principi fondamentali: capacita contributiva e progressivita del sistema tributario, riserva di legge
per le prestazioni patrimoniali imposte, equilibrio di bilancio, copertura finanziaria delle leggi.
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3.5.2. Entrate e spese pubbliche
Le entrate pubbliche derivano soprattutto dai tributi. L'art. 53 Cost. stabilisce che tutti devono concorrere
alle spese pubbliche in ragione della capacita contributiva e che il sistema tributario e' informato a criteri di
progressivita. La progressivita non e' solo una scelta tecnica: e' uno strumento di eguaglianza sostanziale,
perche distribuisce il carico fiscale in modo piu intenso su chi ha maggiore capacita economica.
Le spese pubbliche servono a finanziare funzioni, servizi, diritti sociali, investimenti e apparati. Ogni scelta
di spesa implica una scelta politica. Per questo la legge di bilancio e' uno degli atti piu importanti del
rapporto tra Governo e Parlamento.
3.5.3. Governance economica europea
La finanza pubblica nazionale e' condizionata dalle regole europee. I vincoli su deficit, debito,
programmazione e sorveglianza multilaterale incidono sul contenuto della legge di bilancio. Il Parlamento
conserva il potere di approvare il bilancio, ma lo esercita dentro un quadro di regole sovranazionali che
limitano le scelte disponibili.
3.5.4. Riforma del 2012 ed equilibrio di bilancio
La riforma costituzionale del 2012 ha modificato l'art. 81 Cost. introducendo il principio dell'equilibrio tra
entrate e spese. Non si tratta di un pareggio contabile rigido in ogni momento: l'equilibrio deve tenere
conto delle fasi del ciclo economico. Il ricorso all'indebitamento e' consentito solo nei casi previsti, ad
esempio per eventi eccezionali, e con procedure rafforzate.
3.5.5. Ciclo di bilancio
Il ciclo di bilancio e' l'insieme degli atti attraverso cui si programma, approva e controlla la finanza
pubblica. Comprende documenti programmatici, previsioni economiche, confronto con le istituzioni
europee, disegno di legge di bilancio, approvazione parlamentare, rendiconto e controlli. Il Governo ha un
ruolo centrale nella predisposizione, ma il Parlamento conserva la decisione finale.
3.5.6. Copertura finanziaria
Ogni legge che comporta nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte. Questo e' il
principio di copertura finanziaria. Serve a evitare che il Parlamento approvi diritti, interventi o benefici
senza indicare le risorse necessarie. La copertura e' quindi un limite alla legislazione di spesa e uno
strumento di responsabilita finanziaria.
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4. Il Presidente della Repubblica
4.1. Capo dello Stato e forma di governo
Il Presidente della Repubblica e' il Capo dello Stato e rappresenta l'unita nazionale. Non e' il capo del
Governo e non e' un organo di indirizzo politico ordinario. E' un organo di garanzia, collocato in posizione
di equilibrio tra gli altri poteri. La sua funzione e' assicurare continuita, rispetto della Costituzione e corretto
funzionamento della forma di governo.
Il suo ruolo e' spesso definito a poteri variabili o a fisarmonica. Quando il sistema politico funziona, il
Governo ha una maggioranza chiara e il Parlamento opera regolarmente, il Presidente esercita funzioni di
garanzia con minore incidenza politica. Quando invece il sistema e' instabile, le maggioranze sono incerte
o le crisi sono complesse, il Presidente assume un ruolo piu visibile nella ricerca di soluzioni
costituzionalmente praticabili.
4.2. Elezione del Presidente della Repubblica
Il Presidente e' eletto dal Parlamento in seduta comune integrato da delegati regionali. Nei primi tre
scrutini serve la maggioranza dei due terzi; dal quarto scrutinio basta la maggioranza assoluta. Il quorum
alto nei primi scrutini mira a favorire una scelta ampia, non puramente maggioritaria. Il mandato dura sette
anni, piu della legislatura, per garantire continuita e indipendenza dalla maggioranza politica del momento.
Puo essere eletto ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni e goda dei diritti civili e politici. La
carica e' incompatibile con qualsiasi altra. La durata settennale e la modalita di elezione confermano che il
Presidente non e' espressione diretta del Governo, ma organo di garanzia dell'intero ordinamento.
4.3. Controfirma ministeriale
La controfirma ministeriale e' un elemento centrale. Gli atti del Presidente devono essere controfirmati dai
ministri proponenti o competenti; senza controfirma non sono validi. La controfirma trasferisce la
responsabilita politica sul Governo e rende possibile l'irresponsabilita del Presidente.
Il significato della controfirma cambia secondo il tipo di atto. Negli atti sostanzialmente governativi, la
decisione e' del Governo e il Presidente esercita un controllo di legittimita e garanzia. Negli atti
sostanzialmente presidenziali, la decisione e' del Presidente e la controfirma ha funzione di controllo e
assunzione formale di responsabilita. Negli atti complessi, come nomina del Presidente del Consiglio e
scioglimento delle Camere, il contenuto deriva da una cooperazione tra Presidente e Governo.
4.4. Irresponsabilita del Presidente
Il Presidente non e' politicamente responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni. Non puo
essere sfiduciato dal Parlamento e non risponde politicamente davanti al Governo. Questa irresponsabilita
e' coerente con il suo ruolo di garanzia: se fosse politicamente responsabile davanti alla maggioranza,
perderebbe indipendenza.
La responsabilita giuridica e' prevista solo per alto tradimento e attentato alla Costituzione. In questi casi il
Parlamento in seduta comune puo metterlo in stato d'accusa e giudica la Corte costituzionale in
composizione integrata. Per gli atti estranei all'esercizio delle funzioni, il problema e' diverso: il Presidente
resta soggetto alla responsabilita comune, ma la tutela della carica impone cautele sulla procedibilita
durante il mandato.
4.5. Soluzione delle crisi: nomina del Presidente del Consiglio
Nelle crisi di Governo il Presidente della Repubblica svolge un ruolo decisivo. Dopo le dimissioni del
Governo, svolge consultazioni per verificare se esiste una maggioranza in Parlamento. Se esiste,
conferisce l'incarico a una personalita capace di formare un Governo. Se non esiste, valuta lo scioglimento
delle Camere.
Il Presidente non puo imporre un Governo privo di fiducia parlamentare. Tuttavia, quando il quadro politico
e' incerto, puo orientare la soluzione scegliendo tempi, incarichi esplorativi, mandati e personalita in grado
di costruire una maggioranza. La sua discrezionalita cresce quando i partiti non riescono a esprimere una
Capitolo VI - Spiegazione integrale | p. 13
soluzione chiara.
4.6. Scioglimento anticipato delle Camere
Lo scioglimento anticipato e' uno dei poteri piu delicati del Presidente. Sciogliere significa interrompere la
legislatura e restituire la parola agli elettori. La Costituzione prevede che il Presidente possa sciogliere una
o entrambe le Camere, sentiti i loro Presidenti, ma non negli ultimi sei mesi del mandato, salvo che questi
coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.
Lo scioglimento non e' un potere arbitrario. In una forma parlamentare deve essere collegato
all'impossibilita di formare una maggioranza o al venir meno del funzionamento politico del Parlamento.
Prima di sciogliere, il Presidente verifica se esistono soluzioni alternative: nuovo Governo nella stessa
legislatura, maggioranza diversa, Governo tecnico o di scopo, ritorno alle Camere per chiarire la crisi.
4.6.1. Dati costituzionali e sistema politico
La Costituzione lascia margini interpretativi perche non elenca in modo rigido i casi di scioglimento.
Questo fa si che il sistema politico conti molto. In un sistema bipolare con maggioranze chiare, lo
scioglimento puo apparire come esito naturale della rottura della maggioranza. In un sistema frammentato,
il Presidente puo cercare altre maggioranze parlamentari prima di tornare al voto.
4.6.2. Esperienza italiana
L'esperienza italiana mostra che lo scioglimento e' stato usato in modi diversi a seconda delle fasi
politiche. Talvolta ha chiuso legislature ormai prive di maggioranza; talvolta e' stato evitato attraverso la
formazione di nuovi Governi. Il dato da ricordare e' che lo scioglimento e' sempre un atto di garanzia
costituzionale, ma con forte rilievo politico.
4.6.3. Dopo lo scioglimento: ordinaria amministrazione
Dopo lo scioglimento, il Governo resta in carica per il disbrigo degli affari correnti. L'ordinaria
amministrazione non significa immobilita assoluta, ma gestione limitata: il Governo evita scelte politiche di
ampio respiro, salvo atti necessari, urgenti o dovuti. La ratio e' rispettare il momento elettorale e non
impegnare eccessivamente il futuro Parlamento.
4.7. Atti formalmente e sostanzialmente presidenziali
Gli atti del Presidente possono essere classificati in base al rapporto tra forma e sostanza. Sono
formalmente presidenziali tutti gli atti emanati dal Presidente. Ma non tutti sono sostanzialmente
presidenziali, cioe decisi nel contenuto dal Presidente. Alcuni sono sostanzialmente governativi, perche il
contenuto e' deciso dal Governo. Altri sono complessi, perche richiedono una cooperazione tra Presidente
e Governo.
Tipi di atti presidenziali
Tipo Contenuto deciso da Esempi
Sostanzialmente Presidente Messaggi alle Camere, rinvio delle leggi, nomina di
presidenziali senatori a vita, nomina di giudici costituzionali.
Sostanzialmente Governo Decreti-legge, decreti legislativi, regolamenti, atti
governativi amministrativi governativi.
Complessi o duumvirali Presidente e Governo Nomina del Presidente del Consiglio, scioglimento
anticipato delle Camere.
4.8. Atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativi
Molti atti sono emanati dal Presidente ma decisi dal Governo. In questi casi il Presidente svolge un
controllo di legalita costituzionale, puo chiedere chiarimenti e puo esercitare moral suasion, ma non
sostituisce il proprio indirizzo politico a quello del Governo. La controfirma qui ha il suo significato piu
tipico: il ministro assume la responsabilita dell'atto.
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La promulgazione delle leggi e l'emanazione degli atti normativi governativi mostrano bene questo
equilibrio. Il Presidente non e' un notaio passivo, ma nemmeno un organo di indirizzo politico alternativo.
Controlla che l'atto non presenti vizi evidenti o contrasti gravi con la Costituzione; se necessario, rinvia o
chiede una nuova valutazione.
4.9. Presidente del Consiglio supremo di difesa e del CSM
Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio supremo di difesa e il Consiglio superiore della
magistratura. In queste funzioni non diventa capo politico della difesa ne capo della magistratura. La sua
presidenza serve a garantire equilibrio, coordinamento istituzionale e indipendenza degli organi.
Nel CSM, in particolare, la presenza del Presidente della Repubblica rafforza la garanzia dell'autonomia e
indipendenza della magistratura. Nel Consiglio supremo di difesa, il Presidente esercita una funzione di
raccordo tra garanzia costituzionale, indirizzo politico governativo e responsabilita parlamentare.
4.10. Supplenza del Presidente della Repubblica
Quando il Presidente non puo adempiere le sue funzioni, opera la supplenza del Presidente del Senato.
La supplenza puo riguardare impedimenti temporanei o situazioni piu gravi. Se l'impedimento e'
permanente, si procede all'elezione di un nuovo Presidente. Il supplente deve esercitare i poteri con
prudenza, perche non ha la stessa legittimazione del Presidente eletto.
Approfondimenti e raccordi per padroneggiare il capitolo
Questa parte serve a trasformare le nozioni in padronanza. Il capitolo VI e' complesso perche non basta
sapere le definizioni: bisogna capire come gli organi si muovono insieme. Governo, Parlamento e
Presidente della Repubblica sono collegati da rapporti giuridici e politici. Il Governo ha bisogno della
fiducia parlamentare; il Parlamento e' sede della rappresentanza ma anche luogo in cui si organizza la
maggioranza; il Presidente della Repubblica non dirige l'indirizzo politico, ma interviene per garantire
continuita e legalita costituzionale.
A. Perche la forma di governo italiana non si capisce solo dagli articoli
Una delle idee piu importanti del capitolo e' che la forma di governo non coincide con il solo testo
costituzionale. La Costituzione stabilisce gli organi, le competenze essenziali, il rapporto di fiducia, la
nomina del Governo, i poteri del Presidente della Repubblica e le regole fondamentali del Parlamento.
Tuttavia non decide da sola se i Governi saranno stabili o instabili, se il Presidente del Consiglio sara
politicamente forte o debole, se il Parlamento sara dominato dal Governo o se avra un ruolo piu
autonomo.
Questi risultati dipendono dal sistema politico. Se esistono due coalizioni compatte, una legge elettorale
che produce una maggioranza chiara e partiti disciplinati, il Governo tende a essere piu stabile e il
Presidente del Consiglio piu forte. Se invece i partiti sono molti, divisi e necessari per formare coalizioni
fragili, il Governo dipende da continue mediazioni e il Presidente del Consiglio ha meno capacita di
direzione. Ecco perche il manuale insiste su partiti, coalizioni, multipartitismo e crisi: non sono storia
politica marginale, ma elementi che spiegano il funzionamento reale della Costituzione.
La forma di governo italiana non e' presidenziale perche il Governo non e' eletto direttamente dal popolo e
il Presidente della Repubblica non e' capo dell'esecutivo. Non e' neppure semipresidenziale, perche il
Presidente della Repubblica non ha un indirizzo politico proprio fondato su elezione diretta. E'
parlamentare perche il Governo dipende dalla fiducia delle Camere. Pero e' un parlamentarismo flessibile,
nel quale la Costituzione lascia molto spazio alla prassi.
Formula efficace
All'esame puoi dire: la forma di governo italiana e' parlamentare a debole razionalizzazione; il suo rendimento
concreto dipende non solo dalle norme costituzionali, ma anche dal sistema dei partiti, dalle coalizioni e dalla legge
elettorale.
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B. Fiducia e responsabilita politica: il nucleo del parlamentarismo
Il rapporto di fiducia e' il centro del parlamentarismo. La fiducia non e' un atto simbolico: e' il meccanismo
che trasforma un Governo nominato dal Presidente della Repubblica in un Governo politicamente
legittimato davanti alle Camere. La nomina presidenziale, da sola, non basta. Il Governo deve presentare
un programma e ottenere un voto favorevole. Da quel momento puo attuare l'indirizzo politico, ma resta
esposto al controllo parlamentare.
La responsabilita politica va distinta dalla responsabilita giuridica. Il Governo puo non aver commesso
alcun illecito e tuttavia perdere la fiducia per ragioni politiche: cambio di maggioranza, dissenso sul
programma, rottura tra partiti, fallimento di una riforma. La responsabilita politica consiste nel dover
rispondere davanti alle Camere della propria linea di governo. Se la maggioranza viene meno, il Governo
non ha piu la base politica per continuare.
La questione di fiducia rafforza il Governo perche costringe la maggioranza a scegliere: approvare il testo
o aprire una crisi. Ma questo rafforzamento ha un costo. Se usata spesso, la questione di fiducia riduce lo
spazio della discussione parlamentare e limita la possibilita di modificare i testi. Per questo e' uno
strumento importante per capire la trasformazione del parlamentarismo: formalmente il Parlamento resta il
legislatore, ma politicamente il Governo puo guidare in modo molto incisivo l'agenda parlamentare.
C. Le crisi di Governo: non sono tutte uguali
Per memorizzare le crisi bisogna distinguere tre piani. Primo: la causa della crisi. Puo essere un voto
parlamentare contrario, una frattura nella coalizione, dimissioni del Presidente del Consiglio, esito
elettorale che rende politicamente superata la maggioranza, oppure impossibilita di approvare atti
essenziali come la legge di bilancio. Secondo: la forma della crisi. Puo essere parlamentare se nasce da
un voto formale, oppure extraparlamentare se nasce fuori dalle Camere. Terzo: la soluzione. Puo nascere
un nuovo Governo nella stessa legislatura, oppure si puo arrivare allo scioglimento anticipato.
La crisi parlamentare e' piu lineare: le Camere negano la fiducia o approvano la sfiducia. La crisi
extraparlamentare e' piu frequente e piu delicata perche avviene fuori da un voto formale. In questi casi il
Presidente della Repubblica puo chiedere di parlamentarizzare la crisi, cioe di portarla davanti alle
Camere. La parlamentarizzazione non e' una formalita inutile: serve a rendere visibili le responsabilita
politiche e a evitare che la crisi si consumi solo nelle segreterie dei partiti.
Quando il Governo si dimette, non scompare immediatamente. Resta in carica per gli affari correnti fino
alla nomina del nuovo Governo. Questo garantisce continuita dello Stato. Tuttavia un Governo
dimissionario deve limitarsi agli atti necessari, urgenti o dovuti, evitando scelte politiche di lunga durata
salvo necessita.
D. Il Governo come organo complesso
Dire che il Governo e' organo complesso significa che non e' formato da una sola persona. Al suo interno
convivono tre centri necessari: Presidente del Consiglio, ministri e Consiglio dei ministri. Il Presidente del
Consiglio garantisce direzione e coordinamento; i ministri dirigono settori dell'amministrazione; il Consiglio
dei ministri esprime la collegialita dell'organo. La difficolta e' tenere insieme queste tre dimensioni.
Se prevalesse solo la collegialita, il Governo rischierebbe di diventare un insieme di ministri senza guida.
Se prevalesse solo il Presidente del Consiglio, il modello si avvicinerebbe a un premierato forte non
previsto espressamente dalla Costituzione. Se prevalessero solo i singoli ministri, ogni dicastero
diventerebbe un centro separato. L'art. 95 cerca un equilibrio: direzione del Presidente, decisione
collegiale del Consiglio, responsabilita individuale dei ministri.
La forza reale del Presidente del Consiglio dipende pero anche dalla politica. Un Presidente sostenuto da
un partito forte o da una coalizione compatta puo dirigere con maggiore efficacia. Un Presidente che deve
mediare tra molti partiti ha meno forza. Anche qui torna l'idea centrale: la Costituzione offre la cornice, ma
la politica determina il rendimento concreto.
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E. Governo e normazione: perche si parla di Governo legislatore
Il Parlamento e' titolare della funzione legislativa, ma nella pratica il Governo ha assunto un ruolo
normativo molto forte. Questo avviene per piu ragioni. Il Governo dispone di informazioni tecniche e
apparati ministeriali; deve attuare rapidamente il programma; deve rispettare scadenze europee; deve
affrontare emergenze; controlla spesso la maggioranza parlamentare. Per questo presenta molti disegni di
legge e usa strumenti come decreto-legge, decreto legislativo e questione di fiducia.
Il decreto-legge consente al Governo di intervenire in casi straordinari di necessita e urgenza, ma deve
essere convertito dal Parlamento. Il decreto legislativo presuppone una legge di delega con principi e
criteri direttivi. Entrambi mostrano che il Governo puo produrre norme primarie, ma sempre dentro un
circuito parlamentare. Il problema costituzionale nasce quando questi strumenti diventano ordinari e
riducono troppo il ruolo deliberativo delle Camere.
La questione di fiducia su maxiemendamenti e testi complessi e' un altro segnale della centralita
governativa. Il Parlamento formalmente vota, ma spesso il margine di modifica e' ridotto. Questo non
significa che il Parlamento sia irrilevante, ma che la forma di governo contemporanea tende a spostare
l'iniziativa politica verso l'esecutivo.
F. Pubblica amministrazione: perche e' dentro il capitolo sul Governo
La pubblica amministrazione e' trattata nel capitolo sul Governo perche il Governo non fa solo politica in
senso stretto: deve anche assicurare che l'apparato amministrativo realizzi le decisioni. Un programma
politico resta astratto se non viene tradotto in atti amministrativi, bandi, servizi, controlli, provvedimenti e
gestione delle risorse.
La distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa e' essenziale. Gli organi politici stabiliscono
obiettivi, priorita e direttive; i dirigenti amministrativi adottano gli atti concreti. Questo modello serve a
combinare democrazia e imparzialita: la politica decide gli obiettivi perche risponde agli elettori;
l'amministrazione gestisce in modo imparziale perche deve servire l'interesse pubblico, non il partito di
governo.
Legalita, imparzialita e buon andamento sono i tre principi da collegare sempre. Legalita:
l'amministrazione non agisce liberamente, ma sulla base della legge. Imparzialita: non deve favorire amici,
partiti, categorie o interessi particolari. Buon andamento: deve funzionare bene, con efficienza, efficacia e
uso razionale delle risorse.
G. Il Parlamento non e' solo legislatore
Un errore frequente e' ridurre il Parlamento alla funzione legislativa. In realta il Parlamento svolge almeno
quattro funzioni: rappresentanza, legislazione, indirizzo-controllo e garanzia. Rappresenta il corpo
elettorale; approva le leggi; controlla il Governo; partecipa a funzioni costituzionali come elezione del
Presidente della Repubblica, giudici costituzionali e componenti del CSM.
La rappresentanza parlamentare e' libera. L'art. 67 Cost. stabilisce che ogni membro del Parlamento
rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Questo significa che il
parlamentare non e' giuridicamente obbligato a seguire ordini del partito o degli elettori. Nella pratica i
gruppi parlamentari e i partiti esercitano una forte influenza, ma il divieto di mandato imperativo resta una
garanzia costituzionale.
Il bicameralismo paritario deve essere studiato non solo come regola procedurale, ma come elemento che
incide sulla forma di governo. Poiche entrambe le Camere danno la fiducia, il Governo deve avere
maggioranza in entrambe. Poiche entrambe approvano le leggi nello stesso testo, il procedimento puo
rallentare. Il bicameralismo, quindi, rafforza la garanzia ma puo indebolire l'efficienza decisionale.
H. Commissioni, gruppi e programmazione: il Parlamento concreto
Il Parlamento non lavora solo nell'aula. Gran parte dell'attivita passa attraverso commissioni e gruppi. Le
commissioni consentono un esame specializzato delle materie: bilancio, giustizia, affari costituzionali,
esteri, lavoro, sanita e cosi via. I gruppi organizzano la presenza politica dei partiti e incidono su
calendario, tempi e composizione degli organi.
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La programmazione dei lavori e' decisiva perche il tempo parlamentare e' una risorsa politica. Chi controlla
l'agenda decide quali temi discutere prima, quali rinviare, quanto spazio dare agli emendamenti e quanto
tempo lasciare all'opposizione. Per questo i regolamenti parlamentari sono importanti: trasformano principi
generali in regole concrete di funzionamento.
Le commissioni in sede deliberante mostrano come il procedimento legislativo possa semplificarsi. Invece
di passare sempre dall'aula, alcune leggi possono essere approvate direttamente in commissione.
Tuttavia questo non e' possibile per tutte le materie e resta la possibilita di richiamare il testo in aula. La
ragione e' chiara: semplificare si puo, ma non a costo di svuotare il ruolo dell'assemblea sulle decisioni piu
importanti.
I. Prerogative parlamentari: garanzie della funzione, non privilegi
Le prerogative parlamentari vanno spiegate bene per evitare un equivoco. Non sono privilegi personali
concessi ai parlamentari per metterli sopra la legge. Sono garanzie funzionali: proteggono l'indipendenza
del Parlamento da pressioni esterne, soprattutto giudiziarie o politiche. La loro giustificazione sta nella
funzione rappresentativa.
L'insindacabilita copre opinioni e voti dati nell'esercizio delle funzioni. Non copre qualsiasi dichiarazione
fatta da un parlamentare nella vita privata o politica generale. Occorre un collegamento funzionale con
l'attivita parlamentare. Le autorizzazioni relative a limitazioni della liberta personale o ad alcuni atti
investigativi servono a impedire iniziative strumentali, ma non cancellano la responsabilita penale.
Gli interna corporis completano l'autonomia parlamentare. Le Camere devono poter organizzare i propri
lavori senza interferenze continue di altri poteri. Tuttavia l'autonomia non puo legittimare violazioni evidenti
della Costituzione. Il tema e' delicato perche mette in tensione autonomia parlamentare e controllo di
costituzionalita.
L. Il procedimento legislativo come percorso da raccontare
Per rispondere bene sul procedimento legislativo bisogna raccontarlo come un percorso. Si parte
dall'iniziativa: qualcuno presenta un progetto di legge. Poi il progetto viene assegnato a una commissione.
La commissione lo esamina, puo modificarlo e riferire all'aula. L'aula discute, vota articoli ed
emendamenti, poi vota il testo finale. Lo stesso procedimento deve compiersi anche nell'altra Camera,
perche il testo deve essere identico.
Dopo l'approvazione conforme di entrambe le Camere, interviene il Presidente della Repubblica con la
promulgazione. La promulgazione attesta che la legge e' stata approvata e ne ordina la pubblicazione, ma
include anche un controllo di garanzia. Il Presidente puo rinviare la legge alle Camere con messaggio
motivato. Questo rinvio non e' un veto assoluto: se le Camere riapprovano, la legge deve essere
promulgata, salvo situazioni estreme.
Quindi il procedimento legislativo collega tre esigenze: rappresentanza, perche decidono le Camere;
efficienza, perche il Governo spesso guida l'iniziativa; garanzia, perche il Presidente controlla prima della
promulgazione. Questo collegamento e' piu importante della memorizzazione meccanica delle fasi.
M. Bilancio: il punto in cui i diritti incontrano le risorse
Il bilancio e' costituzionalmente importante perche molti diritti costano. Sanita, istruzione, previdenza,
assistenza, trasporti, sicurezza, giustizia e investimenti richiedono risorse. Decidere il bilancio significa
decidere quali diritti e servizi finanziare e in quale misura. Per questo il bilancio e' una decisione politica
centrale.
L'art. 53 Cost. collega il finanziamento della spesa pubblica alla capacita contributiva. Non tutti
contribuiscono nello stesso modo astratto, ma secondo la propria forza economica. La progressivita del
sistema tributario serve a rendere il prelievo coerente con l'eguaglianza sostanziale. L'art. 23 aggiunge
che nessuna prestazione patrimoniale puo essere imposta se non in base alla legge: e' una garanzia
contro imposizioni arbitrarie.
L'art. 81, dopo la riforma del 2012, impone l'equilibrio di bilancio. Questo principio non cancella la politica,
ma la vincola. Governo e Parlamento possono scegliere come usare le risorse, ma devono considerare
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sostenibilita, copertura finanziaria, ciclo economico, vincoli europei e debito pubblico. Il bilancio diventa
cosi il luogo in cui si confrontano democrazia, diritti, responsabilita finanziaria e integrazione europea.
N. Presidente della Repubblica: garanzia, non neutralita passiva
Il Presidente della Repubblica non e' un organo politicamente neutro nel senso di irrilevante. E' neutrale
rispetto alla competizione tra maggioranza e opposizione, ma non e' passivo. La sua funzione di garanzia
gli consente di intervenire quando occorre tutelare la Costituzione, assicurare il funzionamento delle
istituzioni, evitare crisi senza sbocco e richiamare gli organi ai propri doveri.
La formula dei poteri a fisarmonica e' utile perche spiega la variabilita del ruolo presidenziale. Se il sistema
politico e' stabile, il Presidente esercita poteri in modo piu sobrio. Se il sistema e' frammentato o bloccato,
il Presidente diventa piu attivo nelle consultazioni, negli incarichi, nella valutazione dello scioglimento e
nella ricerca di soluzioni di governo. Non perche cambi la Costituzione, ma perche cambiano le condizioni
politiche.
La controfirma serve proprio a mantenere il Presidente fuori dall'indirizzo politico quotidiano. Se un atto e'
governativo, il Governo se ne assume la responsabilita. Se un atto e' presidenziale, la controfirma
impedisce che il Presidente agisca fuori dal circuito istituzionale. In entrambi i casi la controfirma e' uno
strumento di equilibrio.
O. Come collegare tutto in un discorso unico
Il discorso complessivo puo essere costruito cosi: la Costituzione italiana sceglie una forma parlamentare,
ma non irrigidisce eccessivamente il rapporto tra Governo e Parlamento. Il Governo nasce con nomina
presidenziale e fiducia parlamentare; la sua stabilita dipende dalla maggioranza politica; la sua azione si
svolge attraverso indirizzo politico, atti normativi e direzione amministrativa. Il Parlamento rappresenta il
popolo, sostiene o controlla il Governo, approva le leggi e decide il bilancio. Il Presidente della Repubblica
garantisce che tutto questo avvenga nel rispetto della Costituzione.
Se impari questa catena, ogni domanda del capitolo diventa gestibile. Una domanda sul Governo richiama
la fiducia e il Parlamento. Una domanda sul Parlamento richiama la maggioranza e il Governo. Una
domanda sul Presidente richiama le crisi e la garanzia. Una domanda sul bilancio richiama Governo,
Parlamento, diritti, entrate, spese e vincoli europei. Il capitolo, quindi, non e' una somma di argomenti: e' la
spiegazione del funzionamento della Repubblica parlamentare italiana.
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Come memorizzare il capitolo
Per padroneggiare il capitolo, non studiare gli organi come schede isolate. Devi costruire una catena
logica. Primo: l'Italia ha una forma di governo parlamentare, quindi il Governo dipende dalla fiducia delle
Camere. Secondo: la stabilita del Governo dipende dal sistema dei partiti e dalla maggioranza politica.
Terzo: il Governo attua l'indirizzo politico, ma il Parlamento rappresenta, legifera e controlla. Quarto: il
bilancio e' il momento in cui l'indirizzo politico diventa scelta finanziaria. Quinto: il Presidente della
Repubblica garantisce il corretto funzionamento del sistema, soprattutto nelle crisi.
Catena logica da ripetere all'esame
Passaggio Idea essenziale
Forma di governo Il Governo vive della fiducia parlamentare.
Sistema politico Partiti e coalizioni determinano stabilita o crisi.
Governo Dirige indirizzo politico e amministrativo.
Parlamento Rappresenta, approva le leggi e controlla il Governo.
Bilancio Trasforma il programma politico in scelte di entrata e spesa.
Presidente Garantisce equilibrio, continuita e rispetto della Costituzione.
Errori da evitare
• Dire che il Presidente della Repubblica sceglie liberamente il Governo: deve individuare una soluzione
capace di ottenere la fiducia.
• Confondere fiducia iniziale, mozione di sfiducia e questione di fiducia.
• Pensare che il Presidente del Consiglio sia automaticamente forte come un premier presidenziale.
• Dimenticare il bicameralismo paritario: entrambe le Camere danno fiducia e approvano lo stesso testo
legislativo.
• Ridurre il Parlamento alla sola funzione legislativa: svolge anche controllo, indirizzo, inchiesta e raccordo
con l'UE.
• Trattare il bilancio come materia tecnica: e' una decisione politica e costituzionale.
• Confondere atti formalmente presidenziali e atti sostanzialmente presidenziali.
Domande probabili
• Che cosa significa parlamentarismo a debole razionalizzazione?
• Come funziona il rapporto di fiducia?
• Qual e' la differenza tra mozione di sfiducia e questione di fiducia?
• Quali sono le fasi di formazione del Governo?
• Qual e' il ruolo del Presidente del Consiglio secondo l'art. 95 Cost.?
• Che cosa sono gli organi governativi non necessari?
• Che cosa significa bicameralismo paritario?
• Come funziona il procedimento legislativo ordinario?
• Quali sono gli strumenti di controllo parlamentare?
• Perche il bilancio e' centrale nella forma di governo?
• Che cosa ha introdotto la riforma costituzionale del 2012 sull'art. 81 Cost.?
• Qual e' il ruolo del Presidente della Repubblica nelle crisi di Governo?
• Che cosa significa controfirma ministeriale?
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• Come si distinguono gli atti presidenziali?
• Quando opera la supplenza del Presidente della Repubblica?
Avvertenza finale
Questo testo e' una spiegazione integrale rielaborata per lo studio: contiene i concetti essenziali e i passaggi
importanti del capitolo, ma non riproduce letteralmente il manuale. Va usato per capire, ripetere e collegare gli
istituti.
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