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Tasso

Torquato Tasso, nato nel 1544, è un importante poeta italiano che ha evoluto la sua visione della letteratura, passando da un approccio inclusivo a uno più esclusivo, mirato alla verità filosofica. Le sue opere principali includono il poema epico 'La Gerusalemme liberata', che affronta la prima crociata, e 'Aminta', una favola pastorale che segna l'inizio della tragicommedia. La sua scrittura è caratterizzata da un linguaggio magnifico e da una complessa interazione tra elementi epici e romanzeschi, riflettendo una profonda meditazione sulla verità e sulla moralità.

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Tasso

Torquato Tasso, nato nel 1544, è un importante poeta italiano che ha evoluto la sua visione della letteratura, passando da un approccio inclusivo a uno più esclusivo, mirato alla verità filosofica. Le sue opere principali includono il poema epico 'La Gerusalemme liberata', che affronta la prima crociata, e 'Aminta', una favola pastorale che segna l'inizio della tragicommedia. La sua scrittura è caratterizzata da un linguaggio magnifico e da una complessa interazione tra elementi epici e romanzeschi, riflettendo una profonda meditazione sulla verità e sulla moralità.

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Torquato Tasso

Introduzione
Quella di Tasso è una strenua difesa del valore della parola letteraria nel più ampio sistema dei
saperi. Si possono riconoscere due fasi significativamente diverse della sua carriera letteraria:
una prima fase, nella quale Tasso pensa una letteratura che attraverso il velo seducente della
finzione coinvolga ed educhi I lettori, dunque l'atteggiamento verso il pubblico è inclusivo; una
seconda fase in cui persegue l'obiettivo di una letteratura che ambisce a farsi espressione diretta
della verità filosofica, con un atteggiamento che diventa invece esclusivo.

Vita e opere
● Torquato Tasso nasce a Sorrento nel 1544. A causa del padre è costretto a girare l'Italia.
● Nel 1562 dà alla stampa a Venezia il poema cavalleresco Rinaldo. L'opera è incentrata sul racconto della gioventù dell'eroe
Rinaldo, della sua formazione, quindi una sorta di prequel. Nella lettera che introduce il poema vi è una presa di distanza netta
dalla narrativa di Ariosto e dei suoi imitatori, manifestando una prudente adesione a un canone selezionato di modelli antichi
sulla scorta di una lettura non passiva della Poetica di Aristotele, il nome della rivendicazione del diletto quale elemento
essenziale del discorso letterario. Si possono notare le varie soluzioni improntate all' epica classica, come il racconto di
un'unica vicenda narrativa e la scelta di ridurre al minimo la presenza esplicita del narratore nel tessuto del testo. Resta invece
ancorato alla tradizione cavalleresca il ritratto dell'eroe protagonista, secondo modalità proprie del racconto arturiano.
● Elaborati tra il 1562 e il 1564 sono i Discorsi dell'arte poetica. Un trattato al cui centro vi è la definizione delle regole del nuovo
poema epico cavalleresco. La riflessione tassiana si concentra sul difficile tentativo di mediare le forme assunte dal poema
moderno e le regole della poetica aristotelica. Egli propone un compromesso che, tenendo conto delle istanze del poema
antico, potesse garantire la presenza degli elementi più rappresentativi del moderno romanzo cavalleresco. Il trattato è
articolato in tre libri, dedicati rispettivamente alle categorie retoriche dell'inventio, della dispositio e dell’elocutio. Vengono
trattate la scelta del miglior soggetto per un poema eroico, le strategie narrative e la ricerca di uno stile magnifico. il principio
che secondo tasto deve guidare la scelta della materia è il verosimile: il poeta deve trattare un argomento vero, storicamente
fondato, ma lontano dalla memoria dei lettori, così da consentirgli la licenza di innestare alcuni inserti di fantasia. La soluzione
che propone è quella di agganciare il meraviglioso ai principi della religione cristiana. Egli dunque adotta la formula della
cosiddetta “unità mista”, ciò di un racconto centrato su una sola storia, ma tiene l'insieme accolgono una serie più articolata di
altri episodi, in cui gli elementi sono legati tra loro da un nesso necessario in una ideale molteplicità nell'unità. Lo stile è più
adeguato è quello magnifico, dunque lo stile epico deve assorbire le latitudini retoriche stilistiche del linguaggio lirico e del
linguaggio grave e tragico.
● Nel 1565 vengono stampati tredici sonetti tassiani, all'interno di un'antologia intitolata Rime di diversi poeti toscani, seguiti poi
nel 1567 da una raccolta più ampia di 42 testi, inserita nelle Rime degli accademici eterei. Tasso dichiara la fiducia nella base
sostanzialmente retorica della poesia ma riconosce nel panorama contemporaneo un ruolo centrale alla figura di Giovanni Della
Casa. Questi testi costituiscono una prima prova di una lingua lirica che abilmente si misura con i modelli canonici, Petrarca e
Bembo, ma che intende superarli attraverso il ricorso proprio all'esempio dellacasiano.
● Nel 1565 tasto entra al servizio del cardinale Luigi d'Este e la corte diviene vero e proprio luogo ideale del suo mondo letterario.
● Nel 1571 Passa al servizio del Duca Alfonso II e diventa un cortigiano stipendiato. Questi anni sono contraddistinti da una
straordinaria felicità creativa.
● Nel 1573 compone l’Aminta, una favola pastorale con un significativo rinnovamento della recente tradizione, da un lato
inquadrando il racconto all'interno di ben più ortodosse coordinate aristoteliche di marca tragica e dall'altro complicando il gioco
di riferimenti intersessuali con il mondo letterario classico. Tasso apre la strada così al genere misto, la tragicommedia. Nella
favola, articolata in cinque atti, si riflette sulla liceità della passione amorosa, narrando la storia della giovane Ninfa Silvia e il
pastore Aminta. Si tratta quasi di una raffinata riscrittura della storia d'amore di Piramo e Tisbe raccontata da Ovidio nelle
Metamorfosi. Il vero centro dell'opera si deve cogliere proprio nel felice mescolarsi di due generi diversi, con le loro
contrapposte in modalità strutturanti, la tragedia e la commedia. Si viene disegnando una conflittuale contrapposizione tra la
natura edenica dei tempi remoti e la corruzione della condizione umana dovuta alla cultura, alle regole, che costituiscono una
violenta censura alla libera espressione della sensualità. Il finale lieto si carica anche di sottili tensioni che disegnano questo
percorso di formazione sentimentale come un approdo al mondo adulto di due giovani protagonisti ma anche come un'ambigua
armonia.
● Nella seconda metà degli anni Settanta i rapporti di tasso con la corte Estense si fanno via via più difficili e tesi, soprattutto per
le sue incertezze in materia di fede religiosa. Nel marzo 1579 viene fatto rinchiudere da Alfonso II nell'ospedale di Sant'Anna a
Ferrara dando così avvio a una reclusione forzata dalla quale il poeta si libererà solo nel 1586.
● La prigionia di Sant'Anna spinge Tasso a moltiplicare le occasioni di scrittura, tanto con lettere quanto con rime di carattere
encomiastico. Il genere dialogico è inteso da Tasso e ne definisce le linee essenziali nel discorso dell'arte del dialogo, del 1585,
come una rappresentazione teatralizzata di un conversare mirato a esporre punti di vista dottrinali e intellettuali. Nei dialoghi
non si persegue la ricerca del vero ma si insiste a ribadire il carattere probabilistico di ogni verità. All'interno dei dialoghi
compare quasi sempre la figura dello stesso Tasso che si cela dietro la maschera del cosiddetto Forastiero Napolitano.
● Nel luglio del 1586 per intercessione di Vincenzo Gonzaga, principe di Mantova, Tasso abbandona la reclusione di Sant'Anna.
● Prosegue un'intensa attività letteraria ma con una diversa idea di letteratura. Senza ricercare il coinvolgimento emotivo del
pubblico il poeta deve innanzitutto farsi portavoce di verità filosofiche e teologiche.
● Tasso aveva iniziato a lavorare a una tragedia terminata nel 1587, il Re Torrismondo. Articolata nei canonici cinque atti la
tragedia tassiana adotta un soggetto non usuale, una storia del nord Europa. Se il soggetto della tragedia è ripreso da fonti
storiche, è però decisiva l'influenza dei modelli classici, su tutti l’Edipo re di Sofocle per il tema dell'incesto. Tuttavia Il tema
principale è il dissidio tra amicizie e libera affermazione di sé, tra le leggi dell'Onore e quelle dell'amore.
● Avviata nel 1588 è completata nel 1593 è la Gerusalemme conquistata una rielaborazione del poema accompagnato da un
parallelo lavoro di ridefinizione dei principi teorici avviato nel 1587 con i discorsi del poema eroico. Vi è un ripensamento
decisivo degli assetti complessivi del discorso letterario, il nome del nuovo rapporto che Tasso stabilisce tra il discorso poetico
e la verità, con il risultato che viene ridotto il margine concesso al poeta per introdurre finzioni. Tasso non modifica il soggetto
del poema ma agisce invece sulla struttura narrativa. Sono significative anche alcune aggiunte per imitare l'Iliade omerica. Si
trova inoltre la volontà di arricchire il poema con parti teologicamente impegnative, per le quali tasso attinge alla letteratura
patristica e alla filosofia neoplatonica. Dunque la vicenda diventa sempre più astrattamente metafisica.
● Già negli ultimi anni della prigionia Tasso aveva avviato un progetto di risistemazione delle rime. L'intenzione era quella di
suddividere le rime in libri monograficamente dedicati a singoli temi, più in particolare quello amoroso, encomiastico e spirituale.
Questo segna la rottura definitiva con il modello del canzoniere petrarchesco. Inoltre decide di accompagnare le rime con un
autocommento.
● Iniziato sul finire degli anni Ottanta e ultimato nel 1594 è il poema Il mondo creato. Il soggetto del poema è il racconto della
creazione del mondo, basato sulla Genesi. Ricorre all’endecasillabo sciolto ed è articolato in sette giornate, in cui viene
tratteggiata la vicenda della creazione del mondo per dedicarsi poi all'uomo. Lo scopo della poesia è quello di farsi rivelazioni e
spiegazioni della complessa multiformità del mondo, illustrata attraverso la forza della parola.

La Gerusalemme liberata
➢ I primi abbozzi del poema risalgono al 1559-1560. Verso il 1575 sappiamo che il poema era compiuto aveva raggiunto una
prima forma stabile, tanto che lo stesso tasto si sottopone alla cosiddetta revisione Romana, che lo impegnerà fino al 1576.
➢ Nel 1565 Tasso decide di avviare la composizione di un poema epico dedicato al racconto della prima crociata (1095-1099). Si
tratta di un fatto storico di cui si conservava una memoria collettiva, non però così puntuale da impedire all'autore di intervenire
con inserti inventati. La scelta della prima crociata permette a Tasso anche di interpretare un soggetto illustre, e di ancorare
così il tema delle armi, proprio della tradizione cavalleresca, a quello dell'ideologia religiosa.
➢ Il soggetto del poema è calato in un campo di forze tra loro contrastanti, per cui la guerra tra bene e male si combatte, quasi
con una struttura ad anelli concentrici, su tre diversi livelli: nell'animo di ogni uomo, tra gli eserciti cristiani e musulmani e tra Dio
e le forze del male. A creare gli impedimenti non sono solo gli eserciti musulmani e le forze demoniache ma anche i nemici
interiori nell'animo dei Cavalieri cristiani.
➢ Il narratore presenta il protagonista della vicenda come un esercito mosso dalla fede guidato dal capitano Goffredo di Buglione,
e la loro missione è la liberazione del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
➢ All'unità del racconto di una sola impresa militare, guidata da un eroe principale, vengono però contrapposti elementi che
rappresentano la varietà e la dimensione multiforme del reale. Saranno in particolare gli errori dei Cavalieri, la presenza del
tema amoroso e di quello del meraviglioso a movimentare la narrazione, garantendo una curvatura drammatica e patetica del
racconto.
➢ La letteratura assolve per Tasso una chiara funzione conoscitiva: è una sorta di medicina che garantisce la salvezza morale e
spirituale del lettore, da cui è efficace è dovuta però la capacità di saper abilmente ingannare. La verità è quel succo amaro che
può essere interiorizzato solamente attraverso i soavi liquori, le funzioni, la parte essenziale della poesia.
➢ Tasso opera nel poema una attenta mediazione tra gli elementi epici di marca classica e quelli di natura più propriamente
romanzesca.
➢ Vi è l'inserimento del tema amoroso nel poema, un ingrediente fondamentale del moderno romanzo cavalleresco, l'amore è
però presentato come una forza negativa, a servizio delle forze che si oppongono alla missione di soldati cristiani. Questo viene
incarnato dal personaggio di Armida.
➢ Un'ulteriore manifestazione del complesso mondo dell'Eros della Liberata è il gioco delle azioni che si stabilisce tra il cavaliere
cristiano Tancredi e le eroine musulmane Clorinda ed Erminia. Una sorta di triangolazione imperfetta, grazie alla quale prende
forma la rappresentazione di una continua frustrazione del desiderio.
➢ Fondamentale è poi il cosiddetto meraviglioso, la dimensione magica e soprannaturale, uno degli elementi piacevoli
indispensabili a un moderno poema epico. Il meraviglioso viene ricondotto all'interno della contrapposizione che fonda il poema
il conflitto cioè tra il bene e il male, tra le forze di Dio e quelle dell'inferno. Non a caso i momenti di svolta decisiva del racconto
sono segnati dagli interventi soprannaturali verticali.
➢ Un ruolo centrale ha il capitano dell'esercito Goffredo di buglione, qui nel poema spetta il compito di disciplinare gli errori morali
dei suoi soldati. Goffredo è dunque l'incarnazione del paradigma etico alla luce del quale si giudicano gli altri campioni cristiani,
che nel confronto con il capitano denunciano i loro limiti e le loro debolezze.
➢ Su un piano complementare si colloca la figura di Rinaldo che nel corso del poema attraversa le fasi di una sorta di romanzo di
formazione per divenire il perfetto cavaliere, con il passaggio da un indisciplinato incontenibile amore per la gloria personale a
una compressione del significato più profondo, collettivo e sacro della sua missione.
➢ I valori tradizionali della cavalleria, come la cortesia, sono risemantizzati in nome di un ordine morale nuovo: la cavalleria come
espressione di una civiltà e di una cultura moderna.
➢ Per quanto riguarda lo stile Tasso tende al magnifico, attraverso soluzioni linguistiche e sintattiche non consuete. In virtù di
questo principio la scelta delle parole che tasto opera nella liberata privilegia i termini peregrini, rari, che conferiscono al poema
uno stile a tratti oscuro. è determinante una sintassi indirizzata verso costruzioni che privilegiano i legami di senso rispetto alla
esplicita connessione logica, che definisce una costruzione del dettato parlar disgiunto, uno stile che privilegia un legame
implicito e asindetico più che espresso da particelle coordinative o subordinative esplicite. sul piano delle tecniche narrative
Tasso opera delle scelte mirate a generare un coinvolgimento immersivo del lettore nelle vicende, una sorta di piena adesione
emotiva al racconto. Il narratore compare assai raramente ma la sua presenza è al tempo stesso pervasiva, si tratta di un
narratore passionato che partecipa in prima persona alle emozioni di tutti i personaggi.

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