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Divina Commedia

La 'Divina Commedia' di Dante Alighieri narra il viaggio del poeta attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, iniziando con la sua smarrimento nella selva oscura e l'incontro con Virgilio. Attraverso vari cerchi dell'Inferno, Dante incontra diverse anime e riflette sulle conseguenze dei peccati, mentre Virgilio lo guida verso la salvezza. Il poema esplora temi di giustizia divina, redenzione e la ricerca della verità attraverso l'amore e la grazia.

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La 'Divina Commedia' di Dante Alighieri narra il viaggio del poeta attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, iniziando con la sua smarrimento nella selva oscura e l'incontro con Virgilio. Attraverso vari cerchi dell'Inferno, Dante incontra diverse anime e riflette sulle conseguenze dei peccati, mentre Virgilio lo guida verso la salvezza. Il poema esplora temi di giustizia divina, redenzione e la ricerca della verità attraverso l'amore e la grazia.

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Divina Commedia

Canto I
TEMPO: giovedì e venerdì santo del 1300
LUOGO: la selva oscura, con ai suoi margini un dolce pendio e poi un monte illuminato dal
sole
PERSONAGGI: Virgilio, Dante

➢ Dante si smarrisce nella selva del peccato: giunto a metà della vita, Dante si allontana
dalla via del bene, appesantito dal sonno dell'indifferenza e della pigrizia spirituale →
periodo di corruzione morale = smarrimento in una selva insidiosa.
→ narra questa esperienza per mostrare il prodigio della Grazia e della Provvidenza sempre
premurosa verso ogni uomo. Vedendo il colle che si eleva ai bordi della selva illuminato dai
raggi del sole, Dante riacquista la speranza, dopo una notte intera di lotta con le tenebre del
peccato, come un naufrago che intravede ormai la proda e torna a credere nella salvezza.

➢ L'incontro con le tre fiere → ostacolano la sua ascesa al colle; una lonza (allegoria della
sensualità), minaccia Dante ma non si abbatte rincuorato dall'alba e dalla primavera, poi
arriva un leone (allegoria della superbia), e una lupa (allegoria della cupidigia e dell’avidità),
lo convince di essere debole → ritorna con fatica sul percorso

➢ L'incontro con Virgilio → il poeta latino Virgilio (allegoria della ragione) → D. è


riconoscente verso di lui e gli chiede aiuto

➢ La profezia del veltro → Virgilio mette in guardia Dante dalla cupidigia, che rende l’uomo
schiavo, desideroso di denaro e possesso → unico ostacolo per D.: veltro, restauratore
morale e civile che, bramoso di sapienza, amore e virtù, riuscirà a cacciarla → D. cambia
strada e attraversa i tre regni dell'oltretomba per liberarsi dal peccato e raggiungere la
Grazia. Guida: Virgilio + Beatrice lo conduce poi alla beatitudine del Paradiso

Canto II
TEMPO: venerdì santo 1300
LUOGO: leggero pendio al limite della selva oscura
PERSONAGGI: Virgilio, Dante

➢ Invocazione alle Muse → D. invoca le Muse per affrontare l’Inferno

➢ Dubbi e timori di Dante → solo certi personaggi, come Enea e San Paolo hanno potuto
affrontare, giustificati dai fini religiosi e storici

➢ Virgilio e Beatrice → mentre V. era nel Limbo, relegato dalla giustizia divina, Beatrice
preoccupata offrì il suo aiuto

➢ L'intercessione delle tre donne benedette → Beatrice gli ha svelato come il destino e la
salvezza di Dante fossero stati voluti dalla Vergine Maria e da s. Lucia → l'avevano convinta
a soccorrere il poeta che tanto l'aveva amata e che per questo amore si era elevato dalla
mediocrità morale e artistica
➢ Esortazione di Virgilio e inizio del viaggio → Virgilio dice a Dante di non preoccuparsi per
questa rivelazione → intraprende il viaggio, affidandosi a Virgilio

Canto III
TEMPO: venerdì santo 1300
LUOGO: Antinferno → buia campagna senza alternarsi del giorno e della notte, dove scorre
Acheronte, fiume invernale, privo di vita e attraversato dalle anime
PERSONAGGI: Virgilio, Dante, Caronte

➢ La porta dell'Inferno → nell'Inferno si entra tramite una porta, con un'iscrizione che dice
che quel luogo di pena è eterno (punizione divina per peccatori) → V. lo introduce nel regno
del male e del dolore, dove soffrono le anime senza più speranza di salvezza

➢ L'Antinferno e gli ignavi → D. sente i lamenti degli ignavi: insieme agli angeli rimasti
neutrali nello scontro tra Lucifero e Michele, cacciati dal Paradiso e rifiutati dall'Inferno → si
trovano nell'Antinferno, in una condizione così spregevole da invidiare gli altri dannati:
seguono una bandiera, nudi e punti da mosconi e vespe; il loro sangue, che si mescola alle
lacrime, nutre luridi vermi → Dante riconosce molti e, in particolare, l'anima di “colui che fece
per viltade il gran rifiuto”

➢ Sulle rive dell'Acheronte → altra massa di dannati: peccatori in attesa di essere traghettati
sull'Acheronte e di giungere all’Inferno. Presto giunge Caronte, un vecchio laido, che
annuncia alle anime la partenza per l'Inferno → urla a D. di allontanarsi, ma V. lo fa calmare

➢ Caronte traghetta le anime → le anime bestemmiando si accostano alla riva e salgono


sulla barca → Virgilio dice a Dante che le parole di Caronte sono un’involontaria profezia di
salvezza → mentre la barca parte, sulla riva si ammassano altri dannati → terremoto e
fulmine → Dante si spaventa e sviene, come l’uomo quando è vinto dal sonno

Canto IV
TEMPO: venerdì santo 1300
LUOGO: primo cerchio → suddiviso in due zone diverse:
1. oscurità, solo sospiri dolorosi delle anime
2. spazio illuminato da un fuoco e un castello con spiriti magni al suo interno
PERSONAGGI: Virgilio, Dante e altri

➢ La discesa nel Limbo → Virgilio guida Dante nella discesa al Limbo, dove ci sono gli spiriti
giusti che non conobbero la fede cristiana (NO salvezza). Qui scese Cristo per riscattare le
anime degli Ebrei che credettero alla venuta del Messia.

➢ L'incontro con i sommi poeti → spiriti di quattro poeti (Omero, Ovidio, Orazio e Lucano) li
accolgono

➢ Il castello degli spiriti magni → i poeti giungono al castello degli spiriti magni (che si
distinsero per meriti e fama); oltre le sette cerchia di mura: verde prato con anime dei sommi
personaggi del passato, la loro vista emoziona Dante → D. e V. escono dal castello e dal
Limbo e riprendono il cammino
Canto V
TEMPO: venerdì santo 1300
LUOGO: secondo cerchio → lussuriosi, privo di luce, con molto vento
PERSONAGGI: Virgilio, Dante, Paolo e Francesca e altri

➢ Minosse, il giudice infernale → D. e V. scendono al secondo girone dei lussuriosi, alla sua
guardia sta Minosse che assegna alle anime il giudice infernale → avvisa Dante (non in
peccato) di stare attento alla strada che percorre e di non fidarsi di Virgilio → V. lo calma,
con la stessa frase usata per Caronte

➢ Il girone dei lussuriosi → entrano nel luogo dei lussuriosi, travolti da una bufera → schiera
di anime incuriosisce Dante e Virgilio elenca alcuni di questi lussuriosi: Semiramide e altre
donna e uomini della mitologia e della storia (Didone, Cleopatra, Elena la cui bellezza ha
scatenato la guerra di Troia, Achille, Paride. Tristano)

➢ L'incontro con Paolo e Francesca → Paolo e Francesca, uniti nell’eternità, procedono


insieme e sono più leggere al vento → Dante parla con loro ed esse si fermano → la donna
ricorda la città natale, Ravenna, e parla del suo innamoramento, dopo la morte del marito
Gianciotto, geloso e vendicativo

➢ Francesca racconta il proprio dramma amoroso → Dante è turbato pensando al loro


amore concluso in modo tragico e chiede a Francesca di parlare della passione → ricorda il
giorno in cui l'amore, da segreto sospiro, divenne realtà, il bacio di Paolo, ma diede anche
inizio alla tragedia → il canto giunge al culmine della tensione, Dante turbato perde i sensi

Canto VI
TEMPO: venerdì santo 1300
LUOGO: terzo cerchio → golosi, pioggia di acqua sporca, neve e grandine cade sulla terra
PERSONAGGI: Virgilio, Dante, Ciacco e Cerbero

➢ Il girone dei golosi e il mostro Cerbero → Dante riprende i sensi e sotto una pioggia mista
a tempesta vede conflitti nel fango → golosi. A custodia del girone c'è un demonio deforme e
trifauce: Cerbero → appena li vede: spettacolo di inutile furore, finché Virgilio, con una
manciata di terra, riesce a calmarlo e a entrare nel cerchio.

➢ Ciacco: l'invettiva politica e la profezia → solo uno dei golosi riesce a sollevarsi, ma il suo
viso è sporco di fango: egli è Ciacco, fiorentino, noto per il vizio della gola → Dante prova
dolore per lui, ma vuole conoscere la sorte di Firenze → Ciacco gliene parla: le parti si
succederanno al governo fino a quando i Neri riusciranno a prevalere e per i Bianchi e Dante
non resterà che l'esilio e la rovina. Non ci sono più le vecchie tradizioni, ma solo vizio
(avarizia, superbia e invidia)

➢ Il congedo da Ciacco e il destino finale delle anime → Dante scopre che per Farinata,
Mosca, Tegghiaio, lacopo Rusticucci, Arrigo i meriti politici non sono valsi a guadagnare loro
la salvezza e anch'essi sono nell'Inferno → Ciacco chiede di essere ricordato nel dolce
mondo e si immerge nel fango → Virgilio ricorda a Dante che Ciacco si ridesterà
nuovamente nel giorno del giudizio universale per sentire la definitiva condanna di Cristo e
dice a Dante che per le anime dopo il giudizio il supplizio sarà ancora maggiore
N.B. sia nell'Inferno, nel Purgatorio e nel Paradiso: concezione politica + tutti sono
concentrici
Inferno: Firenze
Purgatorio: Italia → Sordello da Goito (poeta accusato e condannato per aver cospirato
contro il governo)
Paradiso: Mondo / Impero (Giustiniano → Corpus Iuris Civilis → si cresce in importanza)

Canto VII
TEMPO: sabato santo 1300
LUOGO: quarto cerchio, definito lacca → avari e prodighi, fossa vasta vigilata da Pluto;
quinto cerchio → iracondi e accidiosi, palude Stigia, pozza di acque nere e fangose
PERSONAGGI: Virgilio, Dante e Pluto

➢ Nel cerchio degli avari e prodighi → Pluto, il demone custode del quarto cerchio, assale
con grida Dante ma Virgilio lo zittisce dichiarando la volontà divina → scendono dagli avari e
prodighi → grande flotta di dannati, divisa tra avari e prodighi, fa rotolare grandi massi in
senso opposto, scontrandosi gli uni contro gli altri; tra gli avari ci sono molti uomini di Chiesa

➢ La Fortuna → Virgilio spiega che cosa sia la Fortuna: creata da Dio, dispensa i beni di volta
in volta a diversi popoli, secondo il volere divino (imprevedibile per l’uomo)

➢ La palude Stigia → Dante e Virgilio seguono le acque di una fonte bollente, nella palude
Stigia: quinto cerchio infernale → gli iracondi che si picchiano e mordono a vicenda + sotto il
fango: accidiosi, i cui sospiri fanno gorgogliare la superficie. I due poeti giungono ai piedi di
una torre.

Canto VIII
TEMPO: sabato santo 1300
LUOGO: quinto cerchio e mura della città di Dite, Virgilio e Dante intravedono di lontano le
torri di una città infuocata e giungono sotto le porte vigilate da molti diavoli
PERSONAGGI: Virgilio, Dante, Filippo Argenti, Flegias (che sorveglia il quinto cerchio) e
demoni

➢ Incontro con il diavolo Flegias → si avvicina la barca di Flegias, convinto di avere di fronte
nuove anime da portare al supplizio, ma Virgilio gli svela la volontà divina e lo convince a
portarli oltre la palude

➢ Sulla palude Stigia: incontro con Filippo Argenti → mentre la barca è in mezzo alla
palude, un dannato apostrofa Dante → Filippo Argenti, fiorentino arrogante e iracondo, che
scarica la sua rabbia contro la barca → cacciato da Virgilio → altri dannati gli si lanciano
contro

➢ La città di Dite: i diavoli negano il passo a Dante → si avvicinano alle mura e alle torri
fiammeggianti di Dite → sbarcano ma i diavoli non lasciano passare Dante, Viriglio turbato
dal loro rifiuto consola Dante e annuncia l'arrivo di un intervento divino
Canto IX
TEMPO: sabato santo 1300
LUOGO: sesto cerchio → eretici, entrati nella città di Dite, Virgilio e Dante sono in una vasta
pianura con molte tombe con fuochi che le fanno diventare calde
PERSONAGGI: Virgilio, Dante e altri

➢ In attesa del Messo celeste → Virgilio rassicura Dante: egli lo saprà guidare fino al fondo
dell'Inferno, poiché già vi è sceso in un'altra occasione.

➢ Le Furie → Megera, Aletto e Tisifone compaiono su un'altra torre → si graffiano il petto


invocando l'arrivo di Medusa perché impietriscono i visitatori inopportuni → Virgilio fa voltare
Dante e gli chiude gli occhi

➢ L'arrivo del Messo celeste → arriva dalla palude Stigia un angelo dall'aspetto imperioso e
sdegnato → apre la porta di Dite e rimprovera i diavoli per la loro opposizione alla volontà
divina → si allontana senza guardare i due poeti

➢ Il cerchio degli eresiarchi → dentro le mura, Dante si trova in una campagna con molti
sepolcri con coperchi sollevati e fiamme + lamenti delle anime dannate → Virgilio spiega che
si tratta degli eretici, raggruppati per setta e gravità della colpa

Canto X
TEMPO: sabato santo 1300
LUOGO: sesto cerchio
PERSONAGGI: Virgilio, Dante, Farinata degli Uberti, Cavalcante de’ Cavalcanti, Federico II,
Ottaviano degli Ubaldini

➢ L'incontro con Farinata degli Uberti → D. chiede a V. se può intrattenersi con una di
quelle anime → una di queste sente l’accento toscano e gli chiede di fermarsi → Farinata
inizia un colloquio con Dante (interpretazione delle lotte tra guelfi e ghibellini)

➢ Cavalcante de' Cavalcanti → dialogo interrotto da Cavalcante de' Cavalcanti che ha


riconosciuto Dante → chiede perché è assente suo figlio Guido, degno, secondo il padre, di
compiere anche lui (ingegnoso) quel viaggio → Dante spiega di non essere stato scelto per i
meriti poetici ma per la Grazia divina che Guido ha sdegnato → frainteso da Cavalcante che
capisce che il figlio è morto → cade nella tomba

➢ Riprende il dialogo con Farinata → Farinata riprende l'argomento politico e si lamenta che
i suoi non siano stati in grado di tornare a Firenze (stessa sorte di Dante) → annuncia al
poeta l’esilio (vittima dell’odio dei fiorentini contro di lui e la sua famiglia) → Dante gli ricorda
che nella battaglia di Montaperti hanno vinto (tinto di rosso sangue le acque del torrente
Arbia), ma Farinata ricorda il convegno di Empoli (per suo merito, Firenze fu salva) →
confronto sugli eventi politici concluso e Dante vuole sapere come fanno di dannati a
conoscere perché sembra non possiedano nozione del presente → essi conoscono il futuro,
ma non il presente (padre di Guido è potuto cadere nello spiacevole errore)

➢ Altri eretici → D. vede che tra epicurei ci sono anche Federico II e il cardinale Ottaviano
degli Ubaldini. Le parole di Farinata hanno sconvolto Dante, Virgilio lo invita però ad
attendere la verità sul suo futuro da Beatrice in Paradiso → giunti nella pianura del sesto
cerchio

Canto XIII
TEMPO: sabato santo 1300
LUOGO: settimo cerchio, girone 2º → violenti contro se stessi (suicidi e scialacquatori),
boschi senza sentieri, con alberi senza foglie, con nidi delle brutte Arpie
PERSONAGGI: Virgilio, Dante e altri

➢ La selva dei suicidi → sulla sponda del fiume, dove Dante è stato traghettato con l'aiuto di
Nesso, si estende la selva dei suicidi, dove ci sono le Arpie → voci lamentose, ma è difficile
vedere qualcuno → Virgilio lo invita a rompere una fronda per rendersi conto della pena cui
sono sottoposti i suicidi → una voce lo rimprovera

➢ L'incontro con Pier della Vigna → un'anima prigioniera di un pruno si presenta: Pier della
Vigna: segretario di Federico II, sospettato di tradimento, vittima dell'invidia di corte,
incapace di vincere l'onta → morte

➢ La condizione dei suicidi → Pier della Vigna descrive la pena dei suicidi: le loro anime
precipitano nel settimo cerchio dove diventano alberi e pasto per le Arpie. Non possono mai
ricongiungersi con il corpo e, dopo la resurrezione finale, le spoglie senza vita saranno
appese ai rami di quegli alberi

➢ Gli scialacquatori → dalla parte sinistra sopraggiungono, nudi e graffiati, due scialacquatori
→ tentano di superare la selva per salvarsi da cagne affamate. Il senese Lang invoca
l’annullamento della pena, deriso dal compagno lacopo da Sant'Andrea che tenta di
nascondersi in un cespuglio → le cagne lo raggiungono

➢ Un suicida fiorentino → Virgilio accompagna Dante vicino al cespuglio → sentono i lamenti


del suicida che vi è prigioniero e il suo invito a raccogliere le fronde (è un fiorentino che si è
dato la morte nell'intimità della casa)

Canto XIV
TEMPO: sabato santo 1300
LUOGO: settimo cerchio, girone 3º → violenti contro Dio (bestemmiatori), landa circondata
dalla selva dei suicidi, costituita da sabbione infuocato su cui cade fuoco
PERSONAGGI: Virgilio, Dante, Capaneo

➢ Sul sabbione infuocato → Dante e Virgilio giungono nel terzo girone dei violenti: un
pianoro sabbioso su cui piove fuoco, che tormenta i dannati → puniti i violenti usurai contro
Dio: bestemmiatori, sodomiti

➢ Incontro con Capaneo → un dannato inveisce sarcasticamente contro Giove:


bestemmiatore Capaneo (osò sfidare il re degli dei) → Virgilio lo rimprovera: la sua rabbia
impotente è la giusta punizione al suo disdegno contro Dio

➢ Il Veglio di Creta e i fiumi infernali → osservando un fiumicello rossastro che scorre dalla
selva dei suicidi, Virgilio spiega a Dante la natura dei fiumi dell'oltretomba → mito del Veglio
di Creta: una figura gigantesca formata di diversi metalli, dalle cui giunture gocciola un rivo
di lacrime verso il centro della terra → si formano l'Acheronte, lo Stige, il Flegetonte e il lago
di Cocito.

Canto XIX
TEMPO: sabato santo 1300
LUOGO: ottavo cerchio, bolgia 3ª → simoniaci, la pareti e il fondo della boglia sono rocciosi,
nella pietra ci sono fori regolari, molto profondi con ognuno i peccatori che hanno ricoperto
nella Chiesa una stessa carica
PERSONAGGI: Virgilio, Dante, Niccolò III

➢ La bolgia dei simoníaci → Dante affronta con dolore e rabbia il vizio della simonia (che
scardina totalmente la Chiesa) → giunti alla sommità del ponte sulla terza bolgia, i due poeti
possono scorgere sul fondo e lungo le pareti di roccia, fenditure e fori di uguali dimensioni,
da cui escono le gambe dei dannati capovolti, i cui piedi si muovono con forza, bruciati dalla
fiamma → una fiamma arde di più e Dante la nota → Virgilio lo accompagna per fargli
vedere i guasti di questo vizio, sostenendogli le braccia → giungono alla tomba di Niccolò III,
un papa simoniaco

➢ Il dialogo fra Dante e il papa Niccolò III → Dante ha interpellato il dannato → Niccolò III
confonde Dante con Bonifacio (che doveva venire dopo di lui) e gli rinfaccia la colpa della
simonia, quella stessa che lo ha per sempre perduto → Dante dissolve il malinteso, Niccolò
III rivela la sua identità, la colpa e il genere di punizione che lo tormenta e ricorda che in
quella tomba giungerà anche il papa Clemente V (compromesso con Filippo il Bello e
trasportato la curia pontificia ad Avignone)

➢ Invettiva di Dante contro la corruzione papale → Dante va contro la condotta di Niccolò


III e dei papi simoniaci che hanno prostituito la Chiesa loro affidata, avverando così la
profezia dell'Apocalisse. Causa di corruzione: cattivo uso dei papi del potere temporale, nato
con la donazione di Costantino a papa Silvestro

➢ Virgilio e Dante si allontanano → le parole di Dante scuotono Niccolò III e suscitano


l'approvazione di Virgilio che lo riprende sulle braccia → raggiunto il ponte, lo lascia e
appare la quarta bolgia degli indovini

Canto XXVI
TEMPO: sabato santo 1300
LUOGO: ottavo cerchio, bolgia 8ª → consiglieri fraudolenti (usano intelligenza per frode e
inganno), immersa nel silenzio e avvolta da fitta tenebra con fiamme che nascondo le anime
dei dannati
PERSONAGGI: Virgilio, Dante, Ulisse, Diomede

➢ Invettiva di Dante contro Firenze → cinque ladri conosciuti nella precedente bolgia sono
fiorentini → tessuto sociale cittadino compromesso dalle nuove aspirazioni materialistiche →
Dante prevede un triste futuro per Firenze (per invidia e rancore)
➢ La bolgia dei consiglieri fraudolenti: Ulisse e Diomede → i due poeti risalgono, ma la via
è ardua → D. prova sofferenza vedendo il fondo della bolgia illuminato da molte fiammelle
(come lucciole estive nella notte), ognuna che nasconde un'anima di un peccatore e lo
avvolge (come il carro di fuoco che avvolse il profeta Elia quando fu rapito in cielo) →
incuriosito da una fiamma che ha la punta bipartita: Ulisse e Diomede (agguato teso alla
città di Troia con il cavallo di legno, inganno fatto ad Achille per riportarlo in guerra, sacrilego
furto della statua di Atena Dante) → chiede di potersi intrattenere con loro, Virgilio lo prega
di non parlare, sarà lui a condurre il dialogo

➢ Il racconto di Ulisse → Virgilio ricorda i suoi meriti per avere scritto dei due eroi nelle
Eneide e Ulisse racconta l'ultima impresa che l'ha condotto alla morte: finita la prigionia
presso la maga Circe, si rimise in viaggio verso mare aperto, perché voleva conoscere
nuove terre anziché tornare in patria → NO rotta sicura → dopo aver toccato le coste della
Spagna e dell'Africa, giunsero stanchi alle colonne d'Ercole, confine del mondo allora
conosciuto → Ulisse disse ai compagni si seguire la virtù e la conoscenza e non solo l'istinto
di conservazione → varcato lo stretto di Gibilterra, navigarono nell'oceano ignoto e
arrivarono all'equatore → in lontananza apparve la montagna del Paradiso terrestre → un
turbine colpì l'imbarcazione che, sbattuta dal vento della vendetta divina, si inabissò nel
mare, ponendo fine al volo

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