Telemachia (I-IV)
Telemaco, il figlio di Odisseo, era ancora un bambino quando suo padre partì per la Guerra di Troia.
Al momento in cui la narrazione dell'Odissea ha inizio, dieci anni dopo la fine guerra, Telemaco è
ormai un uomo di circa vent'anni e condivide la casa paterna a Itaca con la madre Penelope e un
gruppo di nobili locali arroganti, i Proci, che intendono convincere Penelope ad accettare la
scomparsa del marito come ormai definitiva e, di conseguenza, a scegliere tra loro un nuovo marito;
la donna ha promesso che lo farà solo quando avrà finito di tessere un sudario per il suocero Laerte,
ma ogni notte disfa la tela tessuta durante il giorno.
Pieter Lastman 1619 - Alte Pinakothek, Monaco di Baviera
La dea Atena, protettrice di Odisseo, in un momento in cui il dio del mare Poseidone, suo nemico
giurato, si è allontanato dall'Olimpo, discute del destino dell'eroe con il re degli dei, Zeus. Quindi,
assunte le sembianze di uno straniero di nome Mente, va da Telemaco e lo esorta a partire al più
presto alla ricerca di notizie del padre. Telemaco gli offre ospitalità e insieme assistono alle
gozzoviglie serali dei proci, mentre il cantastorie Femio recita per loro un poema. Penelope si
lamenta del testo scelto da Femio, ovvero il "Ritorno da Troia"[2], perché le ricorda il marito
scomparso, ma Telemaco si oppone alle sue lamentele.
Il mattino seguente Telemaco convoca un'assemblea dei cittadini di Itaca e chiede loro di fornirgli
una nave ed un equipaggio. Sciolta l'assemblea senza aver ottenuto nulla, Telemaco è raggiunto
da Mentore, che gli promette la nave e i compagni. Così, all'insaputa della madre, Telemaco fa vela
verso la casa di Nestore, il più venerabile dei guerrieri greci che avevano partecipato alla guerra di
Troia e che aveva fatto ritorno nella sua Pilo. Da qui, accompagnato dal figlio di Nestore, Pisistrato,
si dirige via terra verso Sparta, dove incontra Menelao ed Elena, che si sono alla fine riconciliati. I
due gli raccontano che erano riusciti a fare ritorno in Grecia dopo un lungo viaggio durante il quale
erano passati anche per l'Egitto: lì, sull'isola incantata di Faro, Menelao aveva incontrato il vecchio
dio del mare Proteo che gli aveva detto che Ulisse era prigioniero della misteriosa ninfa Calipso.
Telemaco viene così a conoscenza anche del destino del fratello di Menelao, Agamennone, re
di Micene e capo dei greci sotto le mura di Troia, che era stato assassinato dopo il suo ritorno a casa
da sua moglie Clitemnestra con la complicità dell'amante Egisto.
Arrivo di Odisseo sull'isola dei Feaci (V-VIII)
Odisseo nella casa di Alcinoo, di Francesco Hayez (1813; Napoli, Galleria di Capodimonte).
Intanto, dopo svariate peripezie che dobbiamo ancora apprendere, Odisseo ha trascorso appunto gli
ultimi sette anni prigioniero sulla lontana isola di Ogigia, ospite della bellissima ninfa Calipso.
Quest'ultima è innamorata perdutamente di Odisseo: il messaggero degli dei Ermes la convince però
a lasciarlo andare e Odisseo si costruisce a questo scopo una zattera. La zattera, dato che il dio del
mare Poseidone gli è nemico, fa inevitabilmente naufragio, ma egli riesce a salvarsi a nuoto
toccando alla fine terra a Scheria sulla cui riva, nudo ed esausto, cade addormentato. Il mattino
dopo, svegliatosi udendo delle risa di ragazze, vede la giovane Nausicaa che era andata sulla
spiaggia spinta da Atena a giocare a palla con le sue ancelle. Odisseo le chiede così aiuto, ed ella lo
esorta a chiedere l'ospitalità dei suoi genitori Arete e Alcinoo, re dei Feaci. Questi lo accolgono
amichevolmente senza nemmeno, dapprima, chiedergli chi sia.
L’eroe resta parecchi giorni con Alcìnoo, partecipa ad alcune gare atletiche ed ascolta il cieco
cantore Demodoco esibirsi nella narrazione di due antichi poemi: il primo narra di un altrimenti
poco noto episodio della guerra di Troia, "La lite tra Odisseo ed Achille", il secondo è il divertente
racconto della storia d'amore tra due dèi dell'Olimpo, Ares e Afrodite. Odisseo chiede a Demodoco
di continuare a cantare della guerra di Troia: questi racconta dello stratagemma del cavallo di Troia,
episodio nel quale Odisseo aveva svolto la parte dell'indiscusso protagonista. Incapace di dominare
le emozioni suscitate dall'aver rivissuto quei momenti, Odisseo finisce per rivelare la sua identità ed
inizia a narrare l'incredibile storia del suo ritorno da Troia.