Modulo 1 Parte I
Modulo 1 Parte I
L’uomo, superati i bisogni primari, inizia a produrre beni e a scambiarli attraverso il baratto.
Nascono così i primi fenomeni economici e la necessità di registrare gli scambi, inizialmente
con segni e simboli, poi con registri.
I Fenici e gli Ebrei diffondono la pratica contabile, mentre nell’Impero romano i
rationatores gestiscono i conti pubblici e privati: da ratio deriva il termine “ragioniere”.
Nei secoli successivi, studiosi come Cotrugli, Cardano, Pietra e Flori approfondiscono le
tecniche contabili. Nell’Ottocento, con Cerboni e Besta, la ragioneria acquista dignità
scientifica:
• Cerboni elabora la teoria personalistica, centrata sui rapporti tra persone e diritti.
• Besta formula la teoria patrimoniale, che studia le variazioni del patrimonio e introduce
la ragioneria come scienza del controllo economico.
La ragioneria diventa così parte integrante dell’analisi aziendale, con l’obiettivo principale di
determinare il reddito e comprendere il funzionamento economico delle organizzazioni
In altri termini: l’uomo è mosso da bisogni, per soddisfarli usa dei FATTORI, cioè usa
IL CAPITALE, modificando la realtà per adeguarla ai suoi bisogni.
L’economia appunto reperisce ed usa fattori per ottenere OUTPUT ( cose, beni, servizi ecc)
che soddisfano il bisogno: cioè l’economia genera nuovo valore ( maggiore degli input
utilizzati per produrre gli output). Dal momento che le risorse sono limitate, esse vanno
combinate bene per non perdere valore e guadagno.
Nasce quindi una competizione tra le scelte più vantaggiose nell’uso di risorse che
porta ad una specializzazione del lavoro ad una sempre maggiore complessità della
produzione e cio’ porta alla creazione delle AZIENDE
➔ l’azienda è il tipico strumento necessario per svolgere attività economica
LE RISORSE
Le risorse di un’azienda sono dette “ fattori economici”, e devono essere adeguatamente
equilibrate al fine di creare più valore di quello consumato durante la produzione.
La scelta delle risorse deve avvenire tenendo conto di convenienza, disponibilità, modalità di
produzione e vendita. In generale, le risorse che caratterizzano l’azienda sono riconducibili a
due grandi categorie:
• CAPITALE: - capitale finanziario ( cioè denaro)
- capitale materiale (cioè “ cose” )
• LAVORO (capitale umano)
Occorre ricercare la loro più efficace combinazione per il conseguimento di un prefissato
scopo: ovvero creare (aumentare) valore delle risorse. Le particolari risorse che
utilizza l’azienda, rende la stessa un fenomeno sociale. La combinazione delle risorse avviene
all'interno dell’azienda, che può essere considerata appunto il “luogo” tipico della
combinazione delle risorse, cioè luogo delle scelte economiche per la creazione del
valore.
• Le risorse limitate sono suscettibili di differenti impieghi = possono essere differentemente
combinate (attraverso scelte economiche)
• Le scelte concernono la convenienza, le opportunità, le modalità utilizzo
• In campo economico (produttivo) la combinazione di risorse può avvenire in una struttura
complessa = «AZIENDA
RIASSUMENDO:L’uomo istituisce l’AZIENDA ( termine con in sè il significato di “ fare”/
agire”per soddisfare propri bisogni
Acquisisce una autonoma rilevanza economica e sociale, cioè non dipende da colui che
l’ha creata, è un soggetto autonomo distinto dal suo creatore
Altra importante caratteristica delle aziende è la loro permanenza nel [Link] si
ottiene con lo svolgimento dell’attività (combinazione di risorse umane e materiali)in un
contesto ambientale in grado di generare ricchezza/valore.
➔ l’economia politica: dottrina economica che studia fenomeni complessivi e che ricerca
connessioni economiche negli aggregati sociali. Studia come funzionano i sistemi economici
nel loro insieme: analizza fenomeni come la produzione, il consumo, l’inflazione, la
disoccupazione, il commercio internazionale e le politiche economiche dello Stato. Si
concentra su concetti macro (l’economia di un paese) e micro (il comportamento di famiglie e
imprese).
➔ l’economia aziendale: studia le singole unità economiche (cioè le aziende) nel loro
funzionamento e nella loro gestione. Studia come funzionano le singole imprese: si occupa di
gestione, organizzazione, contabilità, bilancio, marketing e strategie aziendali.
UNA POSSIBILE CLASSIFICAZIONE DELLE VARIE DEFINIZIONI(G. FERRERO)
ELEMENTI DELL’AZIENDA
Requisiti che deve avere un’azienda:
- struttura, inteso come complesso di risorse umane, fattori ed energie in costante divenire e
che deve gestire in maniera equilibrata le risorse e che è in rapporto con l’esterno.
- una funzione sociale, cioè è una realtà che è manifestazione della volontà umana e che
diviene luogo di combinazione di risorse
- carattere duraturo
- agisce in piena autonomia rispetto ad altre istituzioni economiche-sociali
Da queste caratteristiche derivano gli elementi dell’azienda:
• Oggetto economico: l’oggetto dell’azienda è ovviamente l’attività economica nelle
sue diversità e nelle sue forme; tale attività si esplica in 3 principali funzioni:
- produzione
- scambio
- consumo
Va precisato che l'attività economica non è fine a se stessa, ma ha conseguenze di ordine
sociale (azienda come istituto di ordine socio-economico). In generale l’azienda è
sistema di operazioni compiute operando scelte di convenienza «economica» (risorse
rappresentate da capitale e lavoro organizzate per svolgere attività economica).
L’attività economica è ovviamente quella caratteristica dell’azienda.
• Composizione sistemica, dinamica, aperta: si tratta di una realtà complessa, in
continuo divenire, formata da molteplici elementi, in cui tutte le parti sono tra loro
continuamente coordinate nel rapporto bidirezionale con l’ambiente esterno.
Infatti l’azienda è dinamica e sempre in rapporto di scambio con il contesto di cui è parte.
• Finalismo: Si tratta di una vera concezione teleologica dell’azienda che parte da Gino
Zappa che considera il soddisfacimento dei bisogni umani, mediante la produzione e il
consumo di ricchezza, la finalità dell’operato di un’azienda.
Altri autori, però, offrono visioni diverse:
• G. Ferrero (1968): l’azienda è uno strumento dell’uomo e ne condivide il fine, cioè il
soddisfacimento dei bisogni umani.
• E. Giannessi (1961): pur riconoscendo la funzione strumentale dell’azienda, le attribuisce
una propria autonomia e identità, affermando che il suo scopo è il perdurare nel tempo.
In ogni caso, anche se può perseguire obiettivi diversi, il fine ultimo dell’attività aziendale
rimane l’uomo e i suoi bisogni.
L’azienda è quindi uno strumento di creazione di ricchezza, il luogo in cui si combinano i
fattori produttivi per ottenere beni e servizi dotati di valore, perché utili al soddisfacimento
delle necessità umane.
TIPOLOGIE DI AZIENDE
Nel linguaggio comune si è soliti parlare di:
1.1 aziende pubbliche
1.2 aziende private,
a seconda che il soggetto proprietario sia pubblico o privato.
2.1 aziende profit
2.2 aziende non profit,
a seconda che puntino o meno a remunerare l’investimento del proprietario, non hanno
quindi l’obiettivo di ottenere un utile.
3.1 aziende individuali
3.2 aziende societarie,
a seconda della forma giuridica prescelta.
4.1 grandi aziende
4.2medie aziende
4.3 aziende piccole (anche micro aziende)
a seconda della dimensione raggiunta (spesso commisurata al numero dei dipendenti oppure
al fatturato).
5.1 aziende nazionali
5.2 aziende multinazionali,
a seconda dell’estensione dell’attività.
Ma la fondamentale distinzione tra aziende è quella tra:
- aziende di produzione: definite comunemente imprese; sono quelle che realizzano un
processo di produzione che permette trasformazioni e scambi sul mercato e l’ottenimento di
un profitto economico.
- aziende di erogazione: si caratterizzano per l’attuazione di un processo di consumo o in
generale di erogazione della ricchezza che viene distribuita per il soddisfacimento dei bisogni.
Vengono comunemente chiamate aziende di consumo, in esse l’aspetto erogativo è
predominante rispetto a quello economico del mercato.
- ad esse si aggiunge una terza classe che comprende quella categoria di aziende che al
processo erogativo puro affiancano attività produttive. Si parla di aziende miste o
composte.
• Tre possibili criteri distintivi:
1- l’attività (melius, la funzione) economica svolta
2- lo scopo:
➔ le aziende di produzione hanno come scopo lo svolgimento di un processo produttivo per il
perseguimento di un profitto
➔ le aziende di erogazione hanno come scopo la soddisfazione diretta dei bisogni dei
destinatari dell’attività
3- la destinazione (o meno) al mercato:
➔ aziende che producono per il mercato (A. di produzione o Imprese)
➔ aziende che producono per il consumo (A. di erogazione)
Una notazione: l’azienda nel diritto italiano: Art. 2082 c.c. Imprenditore:
E’ imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della
produzione o dello scambio di beni o di servizi
➔ Tre figure di imprenditore: - commerciale (art. 2195 c.c.)
- piccolo imprenditore (art. 2083 c.c.)
- imprenditore agricolo (2135 c.c.)
Art. 2555 Azienda: L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per
l’esercizio dell’impresa. NB. Non viene definita l’«impresa»
Come si è visto il codice civile definisce l’imprenditore e non l’impresa. Per definire le forme di
impresa dobbiamo prima trattare i concetti di soggetto giuridico e soggetto economico,
figure che a volte possono coincidere.
➔ SOGGETTO GIURIDICO
Soggetto nel nome del quale l’attività aziendale viene svolta e a cui sono riferiti i diritti e i
doveri inerenti all’attività, è colui che risponde dell’attività.
Persona giuridica → è un insieme organizzato di persone e beni che:
• svolge un’attività lecita (cioè non contraria alla legge);
• ha un’attività socialmente rilevante (utile alla collettività);
• viene riconosciuta dallo Stato come soggetto di diritto (cioè capace di avere diritti e doveri
come una persona fisica).
La persona giuridica ha un patrimonio proprio, distinto da quello dei suoi fondatori
o membri.
➔ Ciò significa che i beni dell’ente non si confondono con quelli delle persone che lo hanno
creato o che ne fanno parte.
2. Moderna: visto come stakeholder* i cui interessi vengono tutelati nelle scelte aziendali.
L'azienda è vista come insieme di stakeholder; cioè l’insieme degli stakeholder interessati
all’azienda. L’azienda viene vista come “centro di interessi”, cioè un'istituzione in cui
convergono interessi diversi e di vari portatori, da considerare:
Quindi si può concepire il soggetto economico come insieme di persone a favore delle quali
l’azienda è istituita e retta.
*stakeholder= “portatore di interesse”, cioè chi ha interesse nella gestione dell’azienda.
DIVERSO DALLO STOKEHOLDER, che è il portatore di capitale.
Tuttavia, la responsabilità resta solo al titolare dell’impresa. Deve essere costituita con
atto pubblico o scrittura privata autenticata, in cui si indicano:
• l’attività svolta;
• i familiari partecipanti;
• il grado di parentela;
• la quota di partecipazione agli utili.
• COLLETTIVE: con il contratto di società due o più persone (persone fisiche, associazioni,
enti ecc), conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un'attività economica, allo
scopo di dividerne gli utili (art. 2247 c.c.).
Quindi si caratterizzano per il fatto che l’iniziativa imprenditoriale appartiene a più soggetti
mossi dal medesimo fine di conseguire un vantaggio economico, cioè un profitto.
- il soggetto giuridico coincide con quello economico solamente quando le persone, che hanno
dato vita all'impresa collettiva, ne hanno anche la rappresentanza nei confronti dei diversi
interlocutori;
- ciò non si verifica quando all'impresa stessa viene riconosciuta la personalità giuridica.
In sede di stipulazione del contratto, necessità che i soci stabiliscano l'oggetto sociale,
ossia l'attività o le attività di natura economica che essi intendono svolgere.
Un elemento fondamentale del contratto di società è il conferimento da parte dei soci,
che consiste nell'apporto dei mezzi necessari per l'attuazione dell'oggetto sociale e
viene impiegato come fondo comune vincolato alla destinazione dell'attività (patrimonio
sociale). Può essere rappresentato dal denaro, dai beni in proprietà, dai beni in godimento,
dai crediti, dalla propria opera e in via generale, anche se con qualche limitazione per le
società di capitali, da qualsiasi diritto o bene che abbia un proprio valore economico
Lo scopo che caratterizza il contratto di società è il perseguimento del lucro, ossia la
produzione di utili che, dopo l'approvazione del rendiconto o del bilancio (art. 2423 e ss. cod.
civ.), vengono ripartiti tra i vari soci.
Per gli imprenditori non conta solo la massificazione degli utili, ma anche il “lasciare un
segno” (v. Cucinelli, Armani ecc).
La porzione di partecipazione agli utili o alle perdite venga commisurata all'entità dei loro
conferimenti, lasciando però alle parti ampia facoltà di fissare regole di ripartizione.
Si possono distinguere le società in due categorie in base al regime di responsabilità dei soci e
all'acquisizione o meno della personalità giuridica: a) le società di persone
b) le società di capitali.
LE SOCIETÀ DI PERSONE
➔ L’ATTO COSTITUTIVO NON è vincolato dalla legge ad alcuna forma determinata, salvo casi
specifici
➔ è prevista L’ISCRIZIONE in sezioni speciali del registro delle imprese, per una funzione di
certificazione anagrafica e di pubblicità
➔ l’amministrazione della società spetta a CIASCUN SOCIO DISGIUNTAMENTE dagli altri;
ogni socio è quindi legittimato a porre in essere qualsiasi atto di gestione
➔ ciò vale a meno che nell’atto costitutivo non sia prevista un’amministrazione congiuntiva.
In questo caso i soci devono manifestare un consenso unanime o, se previsto, il consenso della
maggioranza, per l’effettuazione di una qualsiasi operazione
Inoltre va specificato che i soci SI CONOSCONO, hanno rapporti e relazioni tra loro e non
sono sostituibili, cioè il sostituto di 1 socio non sarà mai come il primo, proprio per
l’importanza della personalità.
➔ la rappresentanza spetta a qualunque socio amministratore con competenze estese a tutti
gli atti che rientrano nell’oggetto sociale
➔ Ogni singolo socio ha RESPONSABILITÀ ILLIMITATA E SOLIDALE:
- “illimitata”: in quanto ogni socio risponde alle obbligazioni sociali con tutto il suo
patrimonio; non vi è autonomia patrimoniale, cioè il patrimonio della società non è
nettamente scisso da quello di ogni socio.
- “solidale”: si risponde ai creditori per tutti i soci (es. mi chiama un creditore, ma siamo 3
soci allora pago per tutti e 3 i soci).
➔ Sono tenute a redigere un rendiconto della situazione contabile interna, ma NON A
PUBBLICARE IL BILANCIO.
➔ Atto costitutivo
Deve essere redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata (art. 2296 c.c.) e
deve contenere i requisiti essenziali previsti dalla legge, ovvero:
• Ragione sociale → deve includere il nome di almeno un socio.
• Oggetto sociale → attività che la società intende svolgere.
• Sede legale. • Durata della società. • Soci amministratori.
• Conferimenti e i valori loro attribuitegli
• Norme per la ripartizione di utili e perdite (art. 2295 c.c.).
La società deve essere iscritta nel Registro delle Imprese; Se non iscritta, è considerata
società irregolare → nei rapporti con i terzi si applicano le regole della società semplice
Per quanto riguarda l’amministrazione il codice civile rinvia alle disposizioni
disciplinanti la società semplice. In base alle norme della società semplice:
•Ogni socio può amministrare disgiuntamente, salvo diverso accordo nell’atto costitutivo.
•Gli amministratori devono tenere i libri e le scritture contabili previste dall’art. 2214 c.c.
( hanno l’obbligo di farlo, e ciò li differenzia dalle società semplici).
il Capitale sociale è formato dal valore monetario conferimenti dei soci (in denaro beni
prestazioni).
•Può essere modificato (aumentato o ridotto) con modifica dell’atto costitutivo.
•Utili non possono essere distribuiti se ci sono perdite → prima devono essere reintegrate o
ridotte proporzionalmente al capitale.
3. Disciplina generale: La disciplina della S.a.s. segue quella della società in nome
collettivo (S.n.c.) per: • Costituzione e iscrizione al registro imprese
• Conferimenti
• Amministrazione dei soci accomandatari
• Tenuta delle scritture contabili