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Modulo 1 Parte I

Il documento tratta la storia e l'evoluzione dell'economia aziendale, partendo dalle origini della contabilità fino alla definizione moderna di economia aziendale come scienza che studia la gestione delle aziende. Viene evidenziata l'importanza delle risorse e della loro combinazione per soddisfare i bisogni umani, nonché le diverse tipologie di aziende in base a vari criteri. Infine, si distingue tra aziende di produzione e aziende di erogazione, sottolineando il loro ruolo nell'economia e la necessità di un equilibrio economico e finanziario per la loro sostenibilità.
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Modulo 1 Parte I

Il documento tratta la storia e l'evoluzione dell'economia aziendale, partendo dalle origini della contabilità fino alla definizione moderna di economia aziendale come scienza che studia la gestione delle aziende. Viene evidenziata l'importanza delle risorse e della loro combinazione per soddisfare i bisogni umani, nonché le diverse tipologie di aziende in base a vari criteri. Infine, si distingue tra aziende di produzione e aziende di erogazione, sottolineando il loro ruolo nell'economia e la necessità di un equilibrio economico e finanziario per la loro sostenibilità.
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ECONOMIA AZIENDALE MODULO 1

storia dell’economia aziendale:


➔ Dall’arte contabile all’economia aziendale

L’uomo, superati i bisogni primari, inizia a produrre beni e a scambiarli attraverso il baratto.
Nascono così i primi fenomeni economici e la necessità di registrare gli scambi, inizialmente
con segni e simboli, poi con registri.
I Fenici e gli Ebrei diffondono la pratica contabile, mentre nell’Impero romano i
rationatores gestiscono i conti pubblici e privati: da ratio deriva il termine “ragioniere”.

➔ Dal Medioevo al Rinascimento

Con il Rinascimento e l’espansione dei commerci, l’attività economica si organizza in


compagnie mercantili fondate sul capitale. Nel 1494 Luca Pacioli, con la Summa de
arithmetica, codifica il metodo della partita doppia, ponendo le basi della contabilità
moderna. La sua opera diffonde un sistema ordinato e razionale di registrazione delle
operazioni economiche.

➔ L’evoluzione della ragioneria (XVI–XIX secolo)

Nei secoli successivi, studiosi come Cotrugli, Cardano, Pietra e Flori approfondiscono le
tecniche contabili. Nell’Ottocento, con Cerboni e Besta, la ragioneria acquista dignità
scientifica:
• Cerboni elabora la teoria personalistica, centrata sui rapporti tra persone e diritti.
• Besta formula la teoria patrimoniale, che studia le variazioni del patrimonio e introduce
la ragioneria come scienza del controllo economico.

➔ Dalla ragioneria all’economia aziendale


Nel Novecento Gino Zappa unifica le dottrine di gestione, organizzazione e rilevazione,
fondando l’Economia aziendale, definita come:

la scienza che “studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle


aziende”.

La ragioneria diventa così parte integrante dell’analisi aziendale, con l’obiettivo principale di
determinare il reddito e comprendere il funzionamento economico delle organizzazioni

Nel corso dei secoli, quindi si è passati:

• dall’arte contabile (mera registrazione dei fatti economici),


• alla ragioneria (studio dei metodi e dei principi contabili),
• fino all’economia aziendale, che analizza in modo scientifico la gestione, organizzazione e
rilevazione delle aziende. In questo percorso si manifesta una continuità logica nello studio
del fenomeno aziendale, che evolve insieme alla società e all’economia
L’AZIENDA
L’economia aziendale è l’esito di un processo tipicamente italiano, derivante dal
protocapitalismo medievale. Definizioni:
“è la scienza che studia le condizioni di vita e le manifestazioni delle aziende,
ossia la scienza dell'amministrazione economica delle aziende»
(G. Zappa, 1926)

«è la scienza che studia le leggi delle condizioni di equilibrio delle aziende»


(A. Amaduzzi, 1977)
➔ In definitiva,con essa si forniscono strumenti concettuali e principi generali per la gestione
delle aziende:
L’Economia Aziendale: funzione
Con la scienza economico-aziendale si vogliono fornire i principi generali e gli strumenti
concettuali che, pur nella loro astrattezza, sono applicabili per la concreta
amministrazione delle aziende nella loro varie fattispecie
NB: specificità italiane nella creazione di una scienza economico-aziendale.
- L’AZIENDA
La scienza economica riguarda la totalità delle istituzioni che svolgono l'attività umana in
campo economico. Tale attività è finalizzata ad uno scopo:
l’appagamento dei bisogni umani.
La necessità di appagamento deriva dalla scarsità dei mezzi a disposizione di fronte alla
molteplicità dei bisogni umani. L’azienda viene quindi creata per soddisfare
BISOGNI UMANI.
La vita degli individui è caratterizzata dal sorgere di bisogni (ed aspirazioni) e dalla ricerca del
loro appagamento, infatti I bisogni motivano i nostri comportamenti e condizionano le scelte.
Per appagare bisogni sono necessarie risorse/beni di qualunque specie
PROBLEMA:
• I bisogni sono illimitati, per numero, specie e ricorrenza
• Le risorse (beni), necessarie per appagare i primi, sono limitate

Si tratta allora di fare delle scelte (decisioni) di convenienza economica

In altri termini: l’uomo è mosso da bisogni, per soddisfarli usa dei FATTORI, cioè usa
IL CAPITALE, modificando la realtà per adeguarla ai suoi bisogni.

L’economia appunto reperisce ed usa fattori per ottenere OUTPUT ( cose, beni, servizi ecc)
che soddisfano il bisogno: cioè l’economia genera nuovo valore ( maggiore degli input
utilizzati per produrre gli output). Dal momento che le risorse sono limitate, esse vanno
combinate bene per non perdere valore e guadagno.
Nasce quindi una competizione tra le scelte più vantaggiose nell’uso di risorse che
porta ad una specializzazione del lavoro ad una sempre maggiore complessità della
produzione e cio’ porta alla creazione delle AZIENDE
➔ l’azienda è il tipico strumento necessario per svolgere attività economica

LE RISORSE
Le risorse di un’azienda sono dette “ fattori economici”, e devono essere adeguatamente
equilibrate al fine di creare più valore di quello consumato durante la produzione.
La scelta delle risorse deve avvenire tenendo conto di convenienza, disponibilità, modalità di
produzione e vendita. In generale, le risorse che caratterizzano l’azienda sono riconducibili a
due grandi categorie:
• CAPITALE: - capitale finanziario ( cioè denaro)
- capitale materiale (cioè “ cose” )
• LAVORO (capitale umano)
Occorre ricercare la loro più efficace combinazione per il conseguimento di un prefissato
scopo: ovvero creare (aumentare) valore delle risorse. Le particolari risorse che
utilizza l’azienda, rende la stessa un fenomeno sociale. La combinazione delle risorse avviene
all'interno dell’azienda, che può essere considerata appunto il “luogo” tipico della
combinazione delle risorse, cioè luogo delle scelte economiche per la creazione del
valore.
• Le risorse limitate sono suscettibili di differenti impieghi = possono essere differentemente
combinate (attraverso scelte economiche)
• Le scelte concernono la convenienza, le opportunità, le modalità utilizzo
• In campo economico (produttivo) la combinazione di risorse può avvenire in una struttura
complessa = «AZIENDA
RIASSUMENDO:L’uomo istituisce l’AZIENDA ( termine con in sè il significato di “ fare”/
agire”per soddisfare propri bisogni

Acquisisce una autonoma rilevanza economica e sociale, cioè non dipende da colui che
l’ha creata, è un soggetto autonomo distinto dal suo creatore
Altra importante caratteristica delle aziende è la loro permanenza nel [Link] si
ottiene con lo svolgimento dell’attività (combinazione di risorse umane e materiali)in un
contesto ambientale in grado di generare ricchezza/valore.

In definitiva l’azienda è l’ istituto economico o l’aspetto economico di un istituto (l’


azienda non deve sempre avere scopi di guadagno, ad es. può essere considerato tale anche il
comune ) finalizzato al soddisfacimento di bisogni umani e destinato a durare nel tempo.
L'azienda opera sempre all’interno dell’attività economica, con tale termine si intende il
reperimento, uso e consumo della ricchezza per generare qualcosa. L’obiettivo non è generare
soldi ma la soddisfazione dei bisogni, infatti GLI OGGETTI HANNO VALORE IN QUANTO
NECESSARI A SODDISFARE I BISOGNI. Possiamo definire a questo punto 2 campi della
scienza economica che si completano reciprocamente:

➔ l’economia politica: dottrina economica che studia fenomeni complessivi e che ricerca
connessioni economiche negli aggregati sociali. Studia come funzionano i sistemi economici
nel loro insieme: analizza fenomeni come la produzione, il consumo, l’inflazione, la
disoccupazione, il commercio internazionale e le politiche economiche dello Stato. Si
concentra su concetti macro (l’economia di un paese) e micro (il comportamento di famiglie e
imprese).
➔ l’economia aziendale: studia le singole unità economiche (cioè le aziende) nel loro
funzionamento e nella loro gestione. Studia come funzionano le singole imprese: si occupa di
gestione, organizzazione, contabilità, bilancio, marketing e strategie aziendali.
UNA POSSIBILE CLASSIFICAZIONE DELLE VARIE DEFINIZIONI(G. FERRERO)

ELEMENTI DELL’AZIENDA
Requisiti che deve avere un’azienda:
- struttura, inteso come complesso di risorse umane, fattori ed energie in costante divenire e
che deve gestire in maniera equilibrata le risorse e che è in rapporto con l’esterno.
- una funzione sociale, cioè è una realtà che è manifestazione della volontà umana e che
diviene luogo di combinazione di risorse
- carattere duraturo
- agisce in piena autonomia rispetto ad altre istituzioni economiche-sociali
Da queste caratteristiche derivano gli elementi dell’azienda:
• Oggetto economico: l’oggetto dell’azienda è ovviamente l’attività economica nelle
sue diversità e nelle sue forme; tale attività si esplica in 3 principali funzioni:
- produzione
- scambio
- consumo
Va precisato che l'attività economica non è fine a se stessa, ma ha conseguenze di ordine
sociale (azienda come istituto di ordine socio-economico). In generale l’azienda è
sistema di operazioni compiute operando scelte di convenienza «economica» (risorse
rappresentate da capitale e lavoro organizzate per svolgere attività economica).
L’attività economica è ovviamente quella caratteristica dell’azienda.
• Composizione sistemica, dinamica, aperta: si tratta di una realtà complessa, in
continuo divenire, formata da molteplici elementi, in cui tutte le parti sono tra loro
continuamente coordinate nel rapporto bidirezionale con l’ambiente esterno.
Infatti l’azienda è dinamica e sempre in rapporto di scambio con il contesto di cui è parte.
• Finalismo: Si tratta di una vera concezione teleologica dell’azienda che parte da Gino
Zappa che considera il soddisfacimento dei bisogni umani, mediante la produzione e il
consumo di ricchezza, la finalità dell’operato di un’azienda.
Altri autori, però, offrono visioni diverse:
• G. Ferrero (1968): l’azienda è uno strumento dell’uomo e ne condivide il fine, cioè il
soddisfacimento dei bisogni umani.
• E. Giannessi (1961): pur riconoscendo la funzione strumentale dell’azienda, le attribuisce
una propria autonomia e identità, affermando che il suo scopo è il perdurare nel tempo.
In ogni caso, anche se può perseguire obiettivi diversi, il fine ultimo dell’attività aziendale
rimane l’uomo e i suoi bisogni.
L’azienda è quindi uno strumento di creazione di ricchezza, il luogo in cui si combinano i
fattori produttivi per ottenere beni e servizi dotati di valore, perché utili al soddisfacimento
delle necessità umane.

• Rispetto delle condizioni di equilibrio economico e finanziario: L’azienda è


destinata a perdurare nel tempo, il vincolo per la duratura è il rispetto di un costante
equilibrio tendenziale e dinamico di tipo finanziario ed economico.
- equilibrio economico: riguarda dinamiche consumi- reintegro di ricchezze dei processi
gestionali
- equilibrio finanziario: riguarda le correlazioni tra i flussi di natura monetaria/finanziaria
generati dallo svolgimento dell’attività.
Eventuali disarmonie nelle due dinamiche possono seriamente pregiudicare la vita aziendale.
L’equilibrio di tali condizioni concorrono al corretto funzionamento dell’unità aziendale.
Sono 2 dinamiche che non vanno intese in senso statico, ma dinamico, cioè si configurano
come continua ricerca in una realtà soggetta a cambiamenti.

TIPOLOGIE DI AZIENDE
Nel linguaggio comune si è soliti parlare di:
1.1 aziende pubbliche
1.2 aziende private,
a seconda che il soggetto proprietario sia pubblico o privato.
2.1 aziende profit
2.2 aziende non profit,
a seconda che puntino o meno a remunerare l’investimento del proprietario, non hanno
quindi l’obiettivo di ottenere un utile.
3.1 aziende individuali
3.2 aziende societarie,
a seconda della forma giuridica prescelta.
4.1 grandi aziende
4.2medie aziende
4.3 aziende piccole (anche micro aziende)
a seconda della dimensione raggiunta (spesso commisurata al numero dei dipendenti oppure
al fatturato).
5.1 aziende nazionali
5.2 aziende multinazionali,
a seconda dell’estensione dell’attività.
Ma la fondamentale distinzione tra aziende è quella tra:
- aziende di produzione: definite comunemente imprese; sono quelle che realizzano un
processo di produzione che permette trasformazioni e scambi sul mercato e l’ottenimento di
un profitto economico.
- aziende di erogazione: si caratterizzano per l’attuazione di un processo di consumo o in
generale di erogazione della ricchezza che viene distribuita per il soddisfacimento dei bisogni.
Vengono comunemente chiamate aziende di consumo, in esse l’aspetto erogativo è
predominante rispetto a quello economico del mercato.

- ad esse si aggiunge una terza classe che comprende quella categoria di aziende che al
processo erogativo puro affiancano attività produttive. Si parla di aziende miste o
composte.
• Tre possibili criteri distintivi:
1- l’attività (melius, la funzione) economica svolta
2- lo scopo:
➔ le aziende di produzione hanno come scopo lo svolgimento di un processo produttivo per il
perseguimento di un profitto
➔ le aziende di erogazione hanno come scopo la soddisfazione diretta dei bisogni dei
destinatari dell’attività
3- la destinazione (o meno) al mercato:
➔ aziende che producono per il mercato (A. di produzione o Imprese)
➔ aziende che producono per il consumo (A. di erogazione)

Aziende di produzione (o imprese) e aziende di erogazione: differenze


IMPRESE
• Svolgono processi di produzione per lo scambio sul mercato
• Tali processi conducono indirettamente alla soddisfazione di
bisogni umani
• L’equilibrio è valutato come capacità di creare nuova ricchezza economica(sostenibile)
• Normalmente il capitale di pieno rischio apportato va remunerato
AZIENDE DI EROGAZIONE
• Svolgono processi di produzione per l’erogazione di ricchezza
• Tali processi conducono direttamente alla soddisfazione di bisogni umani
• L’equilibrio è valutato in termini di opportunità di sopportare costi per certi benefici sociali
• Non vi è la necessità di remunerare il capitale investito (dotazione)

Una notazione: l’azienda nel diritto italiano: Art. 2082 c.c. Imprenditore:
E’ imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della
produzione o dello scambio di beni o di servizi
➔ Tre figure di imprenditore: - commerciale (art. 2195 c.c.)
- piccolo imprenditore (art. 2083 c.c.)
- imprenditore agricolo (2135 c.c.)
Art. 2555 Azienda: L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per
l’esercizio dell’impresa. NB. Non viene definita l’«impresa»
Come si è visto il codice civile definisce l’imprenditore e non l’impresa. Per definire le forme di
impresa dobbiamo prima trattare i concetti di soggetto giuridico e soggetto economico,
figure che a volte possono coincidere.

➔ SOGGETTO GIURIDICO
Soggetto nel nome del quale l’attività aziendale viene svolta e a cui sono riferiti i diritti e i
doveri inerenti all’attività, è colui che risponde dell’attività.
Persona giuridica → è un insieme organizzato di persone e beni che:
• svolge un’attività lecita (cioè non contraria alla legge);
• ha un’attività socialmente rilevante (utile alla collettività);
• viene riconosciuta dallo Stato come soggetto di diritto (cioè capace di avere diritti e doveri
come una persona fisica).
La persona giuridica ha un patrimonio proprio, distinto da quello dei suoi fondatori
o membri.
➔ Ciò significa che i beni dell’ente non si confondono con quelli delle persone che lo hanno
creato o che ne fanno parte.

➔ Conseguenze del Riconoscimento Giuridico


[Link]à dei beni: I beni appartengono alla persona giuridica, non ai singoli
componenti.
[Link]à limitata: I creditori della persona giuridica non possono rivalersi sui
beni personali dei membri; la loro responsabilità si limita alla quota conferita (cioè a ciò che
hanno versato all’ente).
[Link] patrimoniali interni:Possono esistere rapporti economici e contratti tra la
persona giuridica e i suoi componenti (es. stipendi, affitti, ecc.).
[Link] volontà della persona giuridica non si esprime direttamente, ma tramite i suoi organi
(ad esempio: presidente, consiglio di amministrazione, assemblea, ecc.), che agiscono a suo
nome.
➔Il soggetto giuridico può essere:
- una persona fisica ( es. commercialista; risponde col patrimonio, anche personale)
- una persona giuridica ( es. associazioni; cioè un soggetto astratto a cui la legge assegna
rilevanza giuridica di fronte terzi).
La P.G. risponde con il “patrimonio” assegnatole da soggetti fisiche che l’hanno generata (che
così limitano la loro responsabilità economica a quanto apportato). La P.G. è tipica delle
società di capitali.
➔ SOGGETTO ECONOMICO :Il soggetto economico; 2 teorie:

1. Classica (maggiormente seguita): come colui o coloro (persona fisica o gruppo di


persone) che detengono il comando:- ha pieno potere volitivo e strategico
- formula le scelte e indirizza le decisioni
Il fatto di avere controllo direzionale dell’azienda non implica necessariamente
l’assunzione del rischio patrimoniale. Il primo requisito del soggetto economico è la volontà di
governare l’attività aziendale, quindi colui che anche se proprietario si disinteressa della
gestione aziendale non potrà mai essere soggetto economico.
Deve anche avere:
- capacità tecniche e competenze che rendono la gestione aziendale un agire concreto
finalizzato al mantenimento delle condizioni di equilibrio economico e finanziario

- controllo generale e particolare della gestione.


Nota bene: Non sempre si identifica con il soggetto giuridico.

2. Moderna: visto come stakeholder* i cui interessi vengono tutelati nelle scelte aziendali.
L'azienda è vista come insieme di stakeholder; cioè l’insieme degli stakeholder interessati
all’azienda. L’azienda viene vista come “centro di interessi”, cioè un'istituzione in cui
convergono interessi diversi e di vari portatori, da considerare:

2.1Proprietario/soci: mirano ad una congrua remunerazione e alla durabilità del proprio


investimento.
2.2 Il management: interessato alla gestione e al successo dell'azienda.
2.3 I dipendenti: interessati a conoscere la capacità dell’impresa a creare ricchezza ed a
verificare il processo distributivo della stessa.
2.4 lo Stato: per il prelievo fiscale e la socialità dell'azienda.
2.5 i fornitori : al fine di conoscere l'andamento patrimoniale finanziario ed economico,
quale garanzia della regolare soddisfazione delle intercorse relazioni.
2.6 i consumatori-clienti: che intendono valutare la congruità dei prezzi, nonché la politica
di produzione seguita dall'azienda.
2.7 i finanziatori: interessati alle capacità reddituali ed al potenziamento patrimoniale
dell'azienda, ponendo particolare attenzione alle prospettive economiche e finanziarie.
2.8 la collettività: che vuole a conoscere l'incidenza in termini sociali dell'attività di
gestione.
Tutti questi soggetti, a diverso titolo, intervengono (direttamente o indirettamente) nelle
decisioni aziendali, che comunque sono in concreto assunte da chi detiene il comando.

Quindi si può concepire il soggetto economico come insieme di persone a favore delle quali
l’azienda è istituita e retta.
*stakeholder= “portatore di interesse”, cioè chi ha interesse nella gestione dell’azienda.
DIVERSO DALLO STOKEHOLDER, che è il portatore di capitale.

Soggetto giuridico ed economico: rapporti : Dalle precedenti definizioni si evince che:

1. Soggetto giuridico ed economico possono coincidere. Si pensi a una impresa


individuale, dove il proprietario (soggetto giuridico) è anche colui che prende le decisioni
(soggetto economico).
2. Soggetto giuridico ed economico non coincidono. Si pensi al caso di una personalità
giuridica. Poiché il soggetto economico è sempre una persona fisica, in questo caso si ha una
separazione fra i due soggetti.
NB: questo è molto rilevante. Perché gli effetti delle decisioni del soggetto economico
ricadono sul soggetto giuridico.
LE SOCIETÀ
Le imprese possono essere:
• INDIVIDUALI: l’attività è svolta da un unico soggetto, il titolare dell'impresa, che può
avvalersi dell'ausilio di collaboratori, anche familiari, oppure di dipendenti.
Le imprese individuali svolgono la loro attività sotto un proprio nome commerciale (ditta).
Nelle imprese di piccole dimensioni (come le imprese individuali) le figure di soggetto
giuridico e soggetto economico coincidono:
➔ cioè la stessa persona è sia titolare dei diritti e doveri giuridici, sia colui che prende le
decisioni economiche.
Il Codice Civile non fornisce una definizione diretta di impresa, ma la collega alla figura
dell’imprenditore (art. 2082 c.c.), definito come:
“Colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine
della produzione o dello scambio di beni o servizi.”

L’ Azienda è definita (art. 2555 c.c.)come:“Il complesso di beni organizzati


dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa
L’impresa è l’attività economica;
➔ L’azienda è lo strumento operativo (insieme di beni e risorse) usato per svolgere tale
attività.
➔ L’imprenditore si riconosce per tre elementi fondamentali:
[Link] dell’attività economica → produzione o scambio di beni/servizi.
2. carattere della professionalità → attività svolta in modo abituale e continuativo, non
occasionale.
[Link] → presenza di una struttura coordinata di persone e beni, con attività di
gestione e direzione. Giuridicamente vengono individuati diversi tipi di imprese e di
imprenditori. In base all’oggetto si parla di:

1) Imprenditore agricolo (art. 2135 c.c.)


Esercita attività legate alla coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di bestiame, o
trasformazione e vendita di prodotti agricoli.
Non è obbligato a:
• iscriversi nel registro delle imprese (solo facoltativo, in una sezione speciale);
• tenere scritture contabili;
• sottostare al fallimento in caso di insolvenza.
2) Imprenditore commerciale (art. 2195 c.c.)
Svolge un’attività industriale o commerciale, diretta alla produzione di beni e servizi, ad
esempio:
• produzione di beni o servizi; • intermediazione nella circolazione dei beni;
• trasporti; • attività bancaria o assicurativa.

È obbligato a: • iscriversi nel registro delle imprese;


• tenere le scritture contabili;
• può fallire in caso di insolvenza.
In base alla dimensione dell’impresa si distingue 3) il piccolo imprenditore (art. 2083
c.c.); es. artigiano, coltivatore diretto, piccolo commerciante, o chi lavora con l’aiuto della
propria famiglia.
È esonerato da:
• tenuta delle scritture contabili;
•in caso di insolvenza non può essere sottoposto a procedura fallimentare
•Deve comunque iscriversi in una sezione speciale del registro delle imprese.

📌 Differenza principale: il piccolo imprenditore ha una struttura semplice e dimensioni


ridotte rispetto all’imprenditore commerciale. La scelta di costituire un’impresa individuale
dipende dalla semplicità della sua costituzione. È la forma più semplice di impresa, gestita da
una sola persona, e ha una serie di vantaggi:
- facile da costituire;
- gestione flessibile: elasticità strategica e operativa
- minori vincoli burocratici e contabili.
Svantaggio principale:
• l’imprenditore ha responsabilità illimitata → risponde con tutto il suo patrimonio
personale dei debiti dell’impresa, e quindi tutte le conseguenze dell’azione dell’impresa, sia
positive, che NEGATIVE, ricadono unicamente sul titolare.
Una forma particolare di impresa individuale è l’impresa familiare (art. 230-bis c.c.),
nella quale l’attività è svolta dall’imprenditore con l’aiuto dei familiari, che intervengono
nell’amministrazione dell’azienda anche se la responsabilità rimane al proprietario.

I familiari:● partecipano alla gestione ordinaria senza la necessità di consultazione o


comunicazione con gli altri familiari
● hanno diritto a una quota di utili;
●possono votare per decisioni importanti ([Link], cessazione dell’attività).

Tuttavia, la responsabilità resta solo al titolare dell’impresa. Deve essere costituita con
atto pubblico o scrittura privata autenticata, in cui si indicano:
• l’attività svolta;
• i familiari partecipanti;
• il grado di parentela;
• la quota di partecipazione agli utili.

• COLLETTIVE: con il contratto di società due o più persone (persone fisiche, associazioni,
enti ecc), conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un'attività economica, allo
scopo di dividerne gli utili (art. 2247 c.c.).
Quindi si caratterizzano per il fatto che l’iniziativa imprenditoriale appartiene a più soggetti
mossi dal medesimo fine di conseguire un vantaggio economico, cioè un profitto.
- il soggetto giuridico coincide con quello economico solamente quando le persone, che hanno
dato vita all'impresa collettiva, ne hanno anche la rappresentanza nei confronti dei diversi
interlocutori;
- ciò non si verifica quando all'impresa stessa viene riconosciuta la personalità giuridica.

La società è una forma, disciplinata dalla legge, di esercizio collettivo dell'impresa.


Ai sensi dell'art. 2247 cod. civ., essa è definita come:
un contratto con cui "due o più persone conferiscono beni o servizi per
l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili"

Elementi essenziali del contratto di società:


A) La pluralità di persone (eccezioni)
B) i conferimenti dei soci (capitale)
C) l’esercizio in comune di un’attività economica (mezzo)
D) la partecipazione agli utili (fine, con eccezioni)
Cioè si costituisce una società quando più persone creano un capitale comune per lo
svolgimento di un’attività economica con lo scopo di dividersi gli utili.

In sede di stipulazione del contratto, necessità che i soci stabiliscano l'oggetto sociale,
ossia l'attività o le attività di natura economica che essi intendono svolgere.
Un elemento fondamentale del contratto di società è il conferimento da parte dei soci,
che consiste nell'apporto dei mezzi necessari per l'attuazione dell'oggetto sociale e
viene impiegato come fondo comune vincolato alla destinazione dell'attività (patrimonio
sociale). Può essere rappresentato dal denaro, dai beni in proprietà, dai beni in godimento,
dai crediti, dalla propria opera e in via generale, anche se con qualche limitazione per le
società di capitali, da qualsiasi diritto o bene che abbia un proprio valore economico
Lo scopo che caratterizza il contratto di società è il perseguimento del lucro, ossia la
produzione di utili che, dopo l'approvazione del rendiconto o del bilancio (art. 2423 e ss. cod.
civ.), vengono ripartiti tra i vari soci.
Per gli imprenditori non conta solo la massificazione degli utili, ma anche il “lasciare un
segno” (v. Cucinelli, Armani ecc).
La porzione di partecipazione agli utili o alle perdite venga commisurata all'entità dei loro
conferimenti, lasciando però alle parti ampia facoltà di fissare regole di ripartizione.
Si possono distinguere le società in due categorie in base al regime di responsabilità dei soci e
all'acquisizione o meno della personalità giuridica: a) le società di persone
b) le società di capitali.

LE SOCIETÀ DI PERSONE

Si caratterizzano per la prevalenza dell’ordine“personale”rispetto a quello patrimoniale


e al capitale apportato. Si ricorre a questa forma societaria:
• Per organizzazioni non troppo complesse
• Numero limitato di soci
• Partecipazione attiva dei soci all’attività
• Scarsa esigenza circolazione delle quote
➔ Caratteristiche comuni
• Costituzione per atto pubblico o scrittura privata autenticata
• Assenza di personalità giuridica
• Il soggetto giuridico sono i singoli soci (che assumono anche la veste di norma di
soggetto economico).
• Responsabilità illimitata dei soci (ognuno risponde con il proprio patrimonio).
• Responsabilità solidale dei soci (ognuno risponde per l’intero).
• Autonomia patrimoniale imperfetta (dotate di un proprio capitale con vincolo di
destinazione) e diritto di escussione del patrimonio
• Amministrazione congiunta o disgiunta dei soli soci.
• Non c’è obbligo di pubblicazione del bilancio
➔ Tipologie: 1) LA SOCIETÀ SEMPLICE
2) LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO
3) LA SOCIETÀ IN ACCOMANDATA SEMPLICE
1. LA SOCIETÀ SEMPLICE (S.S; “non commerciali”):
Costituisce lo schema giuridico più elementare e si caratterizza per lo svolgimento di attività
non commerciali. Si tratta di piccole organizzazioni con pochi soci che partecipavano
attivamente.
Si costituiscono più facilmente ( anche senza notaio ) e non vi sono persone giuridiche ( in
quanto sono i soci stessi ad esserlo ).Generalmente non sono anonime, ma la società prende
nome dai soci, ed è specificato di chi è la società.
Quindi è molto importante l’elemento personale.

➔ L’ATTO COSTITUTIVO NON è vincolato dalla legge ad alcuna forma determinata, salvo casi
specifici
➔ è prevista L’ISCRIZIONE in sezioni speciali del registro delle imprese, per una funzione di
certificazione anagrafica e di pubblicità
➔ l’amministrazione della società spetta a CIASCUN SOCIO DISGIUNTAMENTE dagli altri;
ogni socio è quindi legittimato a porre in essere qualsiasi atto di gestione
➔ ciò vale a meno che nell’atto costitutivo non sia prevista un’amministrazione congiuntiva.
In questo caso i soci devono manifestare un consenso unanime o, se previsto, il consenso della
maggioranza, per l’effettuazione di una qualsiasi operazione
Inoltre va specificato che i soci SI CONOSCONO, hanno rapporti e relazioni tra loro e non
sono sostituibili, cioè il sostituto di 1 socio non sarà mai come il primo, proprio per
l’importanza della personalità.
➔ la rappresentanza spetta a qualunque socio amministratore con competenze estese a tutti
gli atti che rientrano nell’oggetto sociale
➔ Ogni singolo socio ha RESPONSABILITÀ ILLIMITATA E SOLIDALE:
- “illimitata”: in quanto ogni socio risponde alle obbligazioni sociali con tutto il suo
patrimonio; non vi è autonomia patrimoniale, cioè il patrimonio della società non è
nettamente scisso da quello di ogni socio.
- “solidale”: si risponde ai creditori per tutti i soci (es. mi chiama un creditore, ma siamo 3
soci allora pago per tutti e 3 i soci).
➔ Sono tenute a redigere un rendiconto della situazione contabile interna, ma NON A
PUBBLICARE IL BILANCIO.

LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO( S.N.C.):Riferimenti normativi: artt. 2291–2312 c.c.

➔ Atto costitutivo
Deve essere redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata (art. 2296 c.c.) e
deve contenere i requisiti essenziali previsti dalla legge, ovvero:
• Ragione sociale → deve includere il nome di almeno un socio.
• Oggetto sociale → attività che la società intende svolgere.
• Sede legale. • Durata della società. • Soci amministratori.
• Conferimenti e i valori loro attribuitegli
• Norme per la ripartizione di utili e perdite (art. 2295 c.c.).
La società deve essere iscritta nel Registro delle Imprese; Se non iscritta, è considerata
società irregolare → nei rapporti con i terzi si applicano le regole della società semplice
Per quanto riguarda l’amministrazione il codice civile rinvia alle disposizioni
disciplinanti la società semplice. In base alle norme della società semplice:
•Ogni socio può amministrare disgiuntamente, salvo diverso accordo nell’atto costitutivo.
•Gli amministratori devono tenere i libri e le scritture contabili previste dall’art. 2214 c.c.
( hanno l’obbligo di farlo, e ciò li differenzia dalle società semplici).

il Capitale sociale è formato dal valore monetario conferimenti dei soci (in denaro beni
prestazioni).
•Può essere modificato (aumentato o ridotto) con modifica dell’atto costitutivo.
•Utili non possono essere distribuiti se ci sono perdite → prima devono essere reintegrate o
ridotte proporzionalmente al capitale.

3. LA SOCIETÀ IN ACCOMANDITA SEMPLICE( S.A.S.):

Riferimenti normativi: artt. 2313–2324 c.c.


La S.a.s. è una società di persone che si distingue per la presenza di due categorie di soci
con ruoli e responsabilità, obblighi e prerogative diversi:

1. Soci accomandatari: mettono il loro capitale ma ha diritto di amministrazione.


• Hanno il potere di amministrare e rappresentare la società.
• Rispondono illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali nei
confronti di terzi (cioè anche con il proprio patrimonio personale).
• Hanno gli stessi diritti e doveri dei soci della società in nome collettivo (S.n.c.).
👉 In sintesi: gestiscono e rischiano tutto.

2. Soci accomandanti: “rischia solo”; cioè mette capitale ma non ha diritto di


amministrazione.
• Non possono amministrare la società (cioè non prendono decisioni gestionali).
• Rispondono solo nei limiti della quota conferita, quindi hanno responsabilità limitata.
• Non possono compiere atti di amministrazione o rappresentanza, altrimenti
perdono il beneficio della responsabilità limitata e diventano illimitatamente responsabili.
Possono però:
• Agire in nome della società solo con procura speciale, oppure
• Sotto la direzione degli accomandatari, per singoli atti.
👉 In sintesi: rischiano solo il capitale investito, ma non possono gestire.
n.b. sono privi di potere decisionale autonomo: non possono autonomamente compiere atti di
rappresentazione o amministrazione interna, pena la perdita della responsabilità limitata.
Va detto che è possibile però per l’accomodante di compiere e concludere affari in nome della
società ( per proc speciali o sotto la direzioni degli accomandatari per i singoli atti).

3. Disciplina generale: La disciplina della S.a.s. segue quella della società in nome
collettivo (S.n.c.) per: • Costituzione e iscrizione al registro imprese
• Conferimenti
• Amministrazione dei soci accomandatari
• Tenuta delle scritture contabili

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