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Leopardi

Il documento analizza l'opera di Giacomo Leopardi, in particolare le sue prime canzoni scritte tra il 1818 e il 1820, evidenziando il tono eroico e l'innovazione retorica del poeta. Leopardi si confronta con i grandi del passato, come Dante e Alfieri, esprimendo un forte desiderio di intervento e critica nei confronti della decadenza morale della sua epoca. Attraverso un linguaggio elevato e una struttura dialogica, Leopardi esplora temi di grandezza, sacrificio e la ricerca di ideali in un contesto contemporaneo privo di virtù.
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Il documento analizza l'opera di Giacomo Leopardi, in particolare le sue prime canzoni scritte tra il 1818 e il 1820, evidenziando il tono eroico e l'innovazione retorica del poeta. Leopardi si confronta con i grandi del passato, come Dante e Alfieri, esprimendo un forte desiderio di intervento e critica nei confronti della decadenza morale della sua epoca. Attraverso un linguaggio elevato e una struttura dialogica, Leopardi esplora temi di grandezza, sacrificio e la ricerca di ideali in un contesto contemporaneo privo di virtù.
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‘acura di ANDREA BATTSTINI EEE MARCO ANTONIO BAZZOCCHI > Dante GIUSEPPELEOOA > Petrara arewcorexa Li di > ennai eoparal ft SUROICH > Machine GiRCEARDO BRUSCAGL > ‘isto CISTEFANO05SA > aso CiMsrTE sR > Fosclo Gina PALUMBO > Leora slvntco avroosazzocch > anzont CIFRANCESCO DECISTOFARO > srevo shaearcestas > Montae ChAlBERTO CASADEI > Calvino Ciao BaRENGHH il Mulino Indice li esordi diun genio 7 1. Esercii erudite tadusioni: dali error» deal nth alla supremsaia deg antchi 8 2, Latentazioneautobiografics il Diario del primo amore (1817), ‘Ri dine dl saeco 181) 2 3. Poise mations I Deo ln ier alla pose romantia cla nace 7 4. Std eee 2 Caesaeone dead 1. Leann ” 2. Thtcmanzo inves hd 2 st le Sota ns some ae Esme sae | sak nee 4 Laghesieclavenone dette de Cot(835) amc apa a 1 endian eas seo 8 SoM 978683712524. CoS gin em Tad 2. 1824: prom pene pots dela posia ee Lepeine Ope mort o fered pete aiigg dec Sse Pe 4. 180 Tin l cerhuona dle Ope ‘Seelafomanonl veda sto wewsnhnoivedsioniiroeope 4. Temi eeeniche delle Operewe 9 wd La costruzione dei Canti 1. LECANZONT 11. Le canzoni del 1818-20 Al dil delle traduzionie dei vers giovanli,e dellelegia del dicembre del 1817 che poi si intiolera If primo amore, il 1818 @ anno in cui si apee la carrera poctica uffcile di Leopardi: ta settembre ottobre, dopo che hha incontrato pera prima volta di persona Pietro Giordani, scrive in pochi siomi (lui stesso dice diec o dodici) prima la canzone Allalia poi Sopra il ‘monumento di Dante che s preparava in Firenze, Entrambe le canzoni ~defi- nite «patriottche> dalla critica per illoro tema —vengono inviatea Giordani chelefastampare s Roma all fine dell'anno, con dedica a Vincenzo Monti Allinizio del 1819 Giordani scrive al giovane amico che le canzoni gicano per Roma «come fuoco elettico: tutti le vogliono, tutti ne sono invasati» (5 Febbraio). Nel febbraio del 1820, sempre in una decina di giomi, Leopardi compone laterea canzone, indirzzata al filologo gesuita bergemasco Angelo [Mai che aveva scoperto il De republic di Cicerone (Ad Angelo Mai guar : All liala, wv. 125-127, con un’espicita ripresa del poeta greco Simonide e del Foscolo dei Sepoler). Ma se il presente impedisce la visti counessa all’azione, il poeta pud offti- re se stesso come esempio di morte gloriosa: «L’armi, qua Parmi: io solo / Combatterd, procomberd sol io» (Al Ttalia, w, 37:38, dove il latinismo del verbo «procombere» indica etimologicamente 'atto del cadere in avanti del non riescono @ ritrovare grandezza negli esempi che l'ant slo mentre viva [finché vivrd] andré selamando intorno, / ia forma di eroismo che corrisponde consapevole di muoversi abilmente scoppia improvvisamente una velet sotto soto alla sicurezza con cui trai material che latradizione classica e moderna (oltre a Orazio e Petratca, i grandilirci del Seicento, Guidi, Filicaia © Chiabrera) gli mette a disposi- zione. Come ha notato Luigi Blasucci, ne deriva una specie di doppio aspet- to delle prime canzoni, da un lato le grandi evocazioni storiche condotte pet ticlevati che accompagna queste rievocazioni, dove sae all ribalta'o lirco che si mostra, commenta,interroga e si stupisce, ¢ diventa alla fine il vero protagonista dei componimenti. La forma retorica della domanda e dell’apostrofe potrebbe essere con- siderata proprio la base costruttiva di ogni componimento. All'Italia si apre appunto, come dchiaail titolo, con un’ apostofe alla nazione maltidots, © arriva poi a rievocate la sorte infelice dei soldat italiani che muoiono nella campagna di Russi al ordini det frances di qui si pass a rcordare,esa- tandolo, Pesempio antico del tecento guerreri spartani alle Termopili che invece, a differenza degli italiani di oggi, morirono per la patria («morendo si sottrasse da morte il santo stuolo», vv. 77-78, dove il paradosso indica la via virtuosascelta dag antichi);infne, nella terza pare, &il poeta greco Simo- nide di Ceo « entrare in scena per elevare un canto di lode ai soldat spartai, chiara controfigura classica del poeta moderne yosto come lui a procla- mareil suo sacrificio pera patria, e quindi cia della virci nell funzione evocatrce della po io pur con voi qui sotto, e molle / Fosse del sangue mio quest’ alma terra» (vv. 152-133). Lacostmumeneon Cam 31 La canzone dedicata al monumento di Dante si apre con un'ulteriore csortazione alla pat do ai grandi es grand nomint le tue contrade, / né v’ poi, originate dal tema del izzazione dell‘opere agli scultoriche si apprestano al lavoro, @ Dante stesso chiamato a testimone della miseria della nazione («Abi, da che lungo scempio / vedi afflitta cos ‘che di novo salisial para / mutato sei da quel che fosti canzone precedente — ai soldati che muoiono in Rus Jontani dalla patria esempio supremo di sactificio inutile ( silagna /la patra vostra, ma di chi vi spinse /¢ pugnar cont sempre amaramente piagna / e il suo col vostro lacrimar con! 171-175). La teiza canzone, quella dedicata ad Angelo Mai, viene scrtta da Leo- pardi a pitt di un anno di distanza dalle prime due, dopo la crisi dekI819, z durante le quale Leopardi compone i primi idilliesiawvicina alla letteratuca moderna (Chateaubriand, Goethe ¢ Madame'de Staél), cominciando a ela- borare le idee portanti del suo pensiero, Anche per questo la canzone ha una superficie ancora civile ma contiene un nucleo gi flosofico (Blasucci), © perlomeno una diagnosi flosofica del sentimento dellinflicita dellesi- stenza che si realizza nell'uso di undessico meno rigido e di una sintassi pid discorsive:soprattutto nella seconda parte del componimento. Lapertura della canzone riprende i tema che abbiamo gia visto del paragone tra la con- dizione dei modern e la grandezza degli antichi, espresso perd attraverso ‘una serie protratta di sei interrogative retoriche, con cui Leopardi invita Mai «non risvegliare dalle tombe gli antichi dal momento che la loro voce non Dud essere ascoltata in aquesto secol morto, al quale incombe / Tanta nebbia ditedio». Ancora una volta, sullesempio del Foscolo dei Sepolcr, dovrebbe essere la voce delle tombe a ridestace i viventi dallozio e a spingerli verso una virti definita efficacemente «rugginosa» (v. 25). Ma la Posizione dell’io lirico in questo caso sembra a un certo punto mutare e andare verso una 32_Coo02 forma di disperazione nuova: «lo son distrutto / Né schermo aleuno ho dal dolor, che scuro / M'e l'avvenire, ¢ tutto quanto io scerno [scorgo] / B tal che sogno efola / Fa pater la speranza» (vv. 34-38). A partire da questa con- siderszione si apre nella lirica una fratura ben precisa, con Ia quale Leopat- dipotrebbe anche alludere alla fine di una fase dei suoi studi e della sua vita. Da una parte cil filologo glorioso della sua scoperta, dall'altrail giovane poeta che lo esalta anche se & convinto che ormai niente pud far ritornare nel mondo la geandezza antia, B Angelo ebennato ingegno» che pud ancora permettersi un dialogo con gli antichi, che pud concepire lo studio come un colloquio con i grandi del passato. Leopardi, da parte sua, invece inizia un altro tipo di colloquio, invocando, mentre finge di rivolgersi al destinatario della canzone, alcuni grandi personaggi della gloria pass , wx. 155-158), Esempio, quinci, di una poesia tragica impossbile nel mondo moderno, zione eal coraggio. elemento di fascino di questa canzone cosi massa veloce, in stofain strofa il rapido passare del tempo ei progredire della 34_Cumoo2 la presenza al suo centro di una dichia- storia verso un punto finale buio, razione che afferma paradossalm moderno dal quale il poeta sta parlando. Insomma, la costruzione del canto sole spicgare da una parte come sé arsivati alla condizione atusle di mar tedei valor distanza dalla grandezza antica, ma dall'altra questa spiegazio- ne & condotta attraverso una serie di immagini e di girl improvvist di sintassi che devono far sentre, per contrapposizione, la forza di un'immaginazione moderna in lotta contto il vero. Il contrasto tra «verde «im tra ragione e sogno (0 illusione) costituise la base ci lunghi 4i Leopardi negli anni che seguono, ma qui gi il rapport viene posto con estrema semplicite chiarezza: «A noi ti vieta/ Il vero appena & giunto, / O caro immaginar; date s‘apparta / Nostra mente in eterno; allo stupendo / Poter tuo primo nesottreggono gli anni; / El conforto per dei noste affan nip (ev 100-105). 1.2, Le canzoni del 1821-22 Per capite bene il significato delle opere di Leopardi, soprattuto delle opere poetche, ® necesario seguire la loro composizione di anno in snno, facendo attenzione anche agli incrocie ai rapporti intern tra un testo e 'a- provato la profonda mutazione che lo porta diventare donando quello stato poetico di vicinanza con la natura e iniziando una ‘salto si mostra con- meditazione sul «vero» dominata dalla ragione. Ques crctamente nelle differenze tra la terza canzon ‘Tra ih1819% il 1820 Leopardi realizza alcuni de 2, pat. 2) e poi ritorna alla composizione di canzoni di intonazione impegna- tae classicheggiante, dove petd la presenza della meditazione si fa ancora pit esplicita. Non bisogna dimenticare anche che il 1821 8 un anno molto ricco di pensieri dello Zibaldone (1.853 pensieri, 'anno in cui Leopardi ne scrive di pit vicino solo al 1825 con 1.844 pensier). E questo significa che comunque la meditazione non impedisce la poesia, ¢ che la ragione in con- tinuo capporto con immaginazione, Da questo rapporto nascono poesie i cui contenuto meditativo si approfondisce sempre pid, ¢ largomento che Ucosmunoneon Gan 35 viene affrontato rimane comunque il legame tra vero cillusione, razionalita natura, -anzoni di questo periodo sono;Nellenozxe ls sorella Paolina e novembre 182 inet del genere wmano (luglio 1822), Per ragioni di contenuto molto spes- ‘earprenide in considerazione queste canzoni a coppie: e prime due, dove il tema ® quello della virti, poi la canzone di Bruto e quella di Saffo, dove alla virtisi aggiungono l'amore e la scelta del suicidio, Alla primavera el'bnno ai Patriarch, in cui si intecroga direttamente la natura recuperando io della sorella Paolina (che poi non sisposd) ®fondata su un paradosso molto forte e stridente. Come spesso avviene nella costruzione del discorso poetico leopardiano,i due livlli del ragionamento sembrano consequenziali, dal presente al passato, ma poi il secondo livello siritorce sul primo elo modifica: da una parte il poeta sembrailludersi che proprio le donne possano far rinascere l'esempio dell'antica viet, dallaltra in lui la consapevolezza che i tempi moderni non sono adatti afar exesce re uominieroici e che se anche nascesse un'anima grande sarebbe destinata allinf 1818 Leopardi aveva abbozzato un discorso esplicitamente edicato al tema dell'educazione, Dell’educare la giovent I discorso si articola in tre punti collegati come serpy saggi velocé: alinizo la sorela viene avvisata che se avr’ fig virtuosi la loro condizione sata infelice, perché Ia-virth oggi non viene riconosciuta 0 viene riconosciuta solo postuma; le tre strofe centrali'sono indirizzate alle donne in generale, considerate-come coloro che devono far crescere nei figli il coraggio ¢ amore per la viti, sullesempio di quanto facevano le donne ) « che provoca un piacere talmente acuto da confinare con J'annullamento sperienza ha condotto il soggetto-poetante. II primo ® uno spazio .¢delimitato, i secondo uno spazio dell immaginazione eiimitat. € due, nell'intencione del poet, sono ugualmente sensibil, perce- svolgimento del discorso poetico stesso. Anche per questo Zibaldone coevi alla serttura del canto possono illustra 'dea che Leopardi aveva dlfinfinito ma non riescono a spiegare PintensitA con cu il componi- 10, come dichiara Z. 167, che «csiste nell'uomo una facolta imaginative, la quale pud concepire le cose Videa dell'infi >, quando anche non pet altro» (Z. 185), Mae ia composizione del'dillio, Leopardi si afftetta a specifcare che I ‘pud conoscere o immaginare Pinfnito ma solo «!'indefinito» («Non solo la facolta Gonoscitiva, 0 quella di amare, ma neanche l'immaginativa & capace dell'infinito, o di concepire infintamente, ma solo dell’indefinito,e di conce- pire indefinitamente>) il piacere deriva proprio dal fatto che «anima non vvedendo i confini riceve Vimpressione di una specie d'infinita, e confonde Vindefinito coll’infinito, non perd comprende né concepisce effeitivamente nessuna infiniti» (Z, 472-473, 4 gennaio 1821). Il che dimostra che effett- ‘amente Fdilio contiene il resoconto di un‘esperienza unica, il racconto di un’illusione creata dal pensiero («io nel pensier mi fingo») che perd subito dopo lo stesso pensiero pud dimostrate vana, 0 periomeno non del tutto cor- rispondente alle sue esigenze. Tanto che ilragionamento procede rinnegando la sensazione di piacere connessa con Pinfinito e ne fa addirittura lorigine di tun fasidio: «Anai nelle immaginazion le pit vaghe e indefinite, e quindi le pitt sublimi e dilettevoli anima sente espressamente una certa angustia, una certa difficolt, un certo desiderio insuffciente, una impotenza decisa di ab- ‘bracciar tutta la misura di quella sua immaginazione, o concezione, 0 idea» Un ulteriore elemento di interesse del primo idillio @ il fatto che in un certo senso pone le premesse conoscitive su cui po ei altri idl torneranno con articchimenti di natura sentimentale e amorosa. Dopo aver aperto uno Lacostmumons 5 Camm a5 chire la sua confessio- specifici. Linfinito infatti non & sensi eal pensiero eal modo e214 del mondo reale, sta, che contiene parecchie riprese dell Infinito, ha ‘completamente nuovo nel panorama ottocenteaco, Nels Sent discos ia con la descrizione di un notturno dominato dala luce lunare («Dolce i veduta paesaggistice che non ha al- idilio precedente. Su que- il pensiero di una donna wente oggetto d'amore: il per la prima volta e con forza dirompente, dopo che il poeta ne aveva p ‘un componimento siovanile del 1817, 1! primo amore (come vedremo, Leopardi recuperera ‘questo componimento per l'edizione del 1851 dei Cant) Questa comparsa del motivo sentimentale & importantissima nellinsie- ‘me dell opera, Innanzitutto perché Leopardi riprende cosi elementi che si ‘rovano nella cultura europea a [ui contemporanea ma in forma natrativa {@tormenti del Werther di Goethe ad esempio, e il corrispondente italiano dell Ontis) eli traspone in struttue riche. E poi perché i Canti diventeran- no, negli anni successivi (soprattutto tra il 1831 c il 1832), anche un libro sullamore, un amore rappresentato perd sempre con esplicite implicazioni filosofche, un amore vssuto e ragionato nello stesso tempo (cfr cap.2, per 3). Ora, con un gio velocissimo di pensieto, Leopardi sirivolg alla donna che sta dormendo e che & inconsapevole di aver causato in Iui una ferita amorosa profonda («Tu dorm.) gid non sai né pensi / Quanta piaga 1m'apristi in mezzo al petton, v 7-10). Ma subito,e altrettanto improwisa- ‘mente, Leopardi mette in scena un ter20 personaggio, un personaggio che si trova ben presente nelle canzoni del 1821-22, la natura cioé, considerata qui come causa unica di infelicta assoluta: «io questo ciel, che si benigno / Apparein vista a salutarm’affaccio, /EV'antica natura onnipossente, che mi baldone e nelle Operete tail 1823 e il 1824, Ora pera il poeta non si ferma su questa ida, la sorpassa velocementee worm al pensero della donna, che no di festa, mn io, non gi, chlo speri/al penser ti ricorto», etizione del pronome personale e della negazione, e le colineano il sentimen- to di esclusione provato dal sogget donna e 'essere perscguitati dalla natura si trovano sullo stesso piano (come troveremo, a due anni di distanza, nella canzone L'ultinno canto di Soff, ella primavera del 1822), ‘Ma il discorso non si limita a questa presa di coscienza del dolore ¢ si sposta su un altro motivo di meditazione, quello che potremmo deinire il tema del tempo che cancella ogni traccia dell'uomo. A introdutre i tema & ~ come awveniva nel'Tnfinito ~ una peroszione sonora, una di quelle per iddone Leopardi definisce «vaghe», cio indefinite, ¢ illusione di piacere. «Ahi, per la via / Odo noa lunge 7 Dellartigian, che riede a tarda notte, / Dopo i sollazz, al suo povero ostello;/ E fieramente mi si stringe il core, / A pensar come EE quasi orma non lascia» (ov. 24-28). Leopardi, con tun passaggio molt sintetico, non spiega perché i canto udito di lontano pprovoca in lui il dolore per la fine di ogni cosa. Questo nesso & chiro se si pensa alldillio sll'infinito: un suono, udito in una dimensione indistinta come quella del buio notturno, senza che se ne conosca la fonte, rievoca pr affinta idea di eterno («e mi sovvien Ieterno, / E le morte stagioni, © la presente / E viva, e il suon di lei, aveva scritto nell Dnfinito) e Videa di ‘temo si connette al pensiero che tutto cid che & umano & destinato a 4e se ne porta il tempo / Ogni umano accidente» (wv, 3233). Lattenzione i Leopardi per i giorni di festa, per gli anniversari, per i momenti privile- siati nelloscorrere uniforme del tempo, & connessa sempre a questo doppio movimento dellimmaginazione e del pensiero che la tinnega: il giorno di fesca produce un piacereillusorio, da 'illusione di un tempo che si rinnova, mma in realth& destinato a finite come tutti li altri giomni nell uniformia e nelP oblio (questo tipo di meditazione arrivera fino a una delle Opereste pitt Lrcosmuponcon Camm 47 importanticfamose, il Dialogo di un venditore d'almanacch edi un passegge- re, lusione & connessa al senso di rinnovamento che 'uomo prova a ogni inizio di anno nuovo). Al dolore per Ia fine di ogni cosa umana consegue poi, con un altro audacissimo passaggio ¢ in modo inaspettato, il motivo, gia presente nelle canzoni, [Link] per la-fine-della-grandezza-degli hie della loro fama: «Or dov’@ il suono / Di que’ popoli antichi? Or tri avi famosi ¢ il grande impero / Di quella Roma, ccT'armi, il fregorio / Che n’and® per la terra assoluto, il mondo & fermo e impassibile («Tutto @ pace esilenzio, posa / mondo, pitt di loro non siragiona», w. 38-39) il che significa che ‘quella grande virti @ morta: tra le righe Leopardi riprende anche se in un contesto completamente diverso- il tema morale della decadenza del mon- do contemporaneo presente nelle e: ‘A questo punto, con un ultimo e innanzitutto perché ~ come ha gia spiegato nel Discorso di poesia romantica (cfc. cap. 1, pat. 3) ~ la fanciullezza& epoca del dominio dellimmaginazione sulla rai citamente autobiografica ¢ricea ni) romanzeschi che in altri canti a seguire verranno ripresi e at Allora saltiamo indietro, tel passato, viene rievocata la «prima eti, quando il poeta aspettava ebra- ‘mosamente il di festivo» e poi, nella notte che seguiva, provava lo stesso do- lore che prova ora, Il tema della disillusione ¢ dell’infelicita torna a chiudere il componimento, con la riprese, effcacissima, della percezione di un suono nella notte, un secondo canto (dopo quello precedente dell’«artigian») che viene evocato dentro il canto composto dal poeta, ¢ ne rende intensa pro- prio la natura di «canto» moderno e poetico: «ed ala tarda notte / Un canto che sudia per li sentieri / Lontanando morire a poco a poco, / Gia simil- ‘mente mi stringeva il core» (vv. 43-46). La sensazione del suone lontano, la sensazione dell’indefinito cioé del piacere, si ribalta ora nella premonizione del destino doloroso del soggetto che racconta, 48 coma? copardi opera sui materia dell Tnfinto per costruire un secondo 10 pi esplicito e aurobiografico, ma anche flosofico e meditai vv, cio® antico nelle premesse (il notturmo, la rievocazione della donna) ma modemno poi nello svolgimento (il passare del tempo, il dolore delle creatu- 1, a fine di ogni cosa). fatto importante, ¢ cioe si presenta col titolo, prima versione si intitola La Ricordanza ed &ci-soli 14 ve 5). Ancora una volta la me : particolare della luna che domina la notte e che il poeta guarda intensamen- te dalla sommita del colle. Questa visione riporta ad una visione passata, nell'anno precedente, che si atuava perd nel medesimo modo. I! poeta di- chiara che nel presente e nel passato la sua condizione la stessa, e che suoi ‘occhi sono ed erano copert di lacrime: «che travagliosa / Era mia vit: ed né cangia stile, / O mia diletta luna». Eppute uno spazio per un minimo dippiacere, e questo & dato proprio dalla «ticordanz, In un secondo tempo Leopardi vuole perd accentuare 'importanza del ricordo nella vita umana c aggiunge (wv 13-14) che anche nellepoca della giovinezza, quando la me- oria breve ele speranze sono molte, é ugualmente gradito il zicordo del pure se quel dolore continua. Dopo questa aggiunta I'idillio smagini sovrapposte del ricordo: il primo til ricordo vicino che lega un anno al'altro, il secondo 2 un ticordo pitt lontano, per cui si fosse gi finita («Oh come grato occorre / Nel ‘Anche se in pochi versi, Leopardi tiesce cosi a riore. Cela mostra al presente nel passe tempo lo spazio di un presente ma vi aggiunge una considerazione che sposts to. E apre cosi nello scorrere uniforme e doloroso secondo tempo, il tempo ciclico eillusorio del ricordo, che pud essere meso ‘in rapporto col tempo ciclico della luna, non a caso spettatrice invocata fin dal titolo edefinta con due attibuti che esprimono affettviti: «raziosa» «diet. Lacostaszone oa Cun 49 Molto pit esplicitamente narrativi sono i due idl che seguono, I! sogno La vita solitaria, anch'essi sviluppo di nuclei implicati in quanto abbiamo visto. I sogno infatti mette in scena il possibile colloquio con la donna che nella Sera del dé di festa era lontana e indifferente, ma questa figuta fei- rine, presente ora solo nello spazio del sogno, si rivela in real morta, & cil simulacro di colei che amore / Prima insegnommi, e poi lasciommi in pianto» (ws 7-8) Il dialogo avviene allora tra due amanti della separazione, e sembra permeato di izai colloqui tra morte vivi, ma dialogo paradossale che Leopardi poi mostreri in turta la sua forza comica nell’operetta dedicata a Federico Ruysch e alle sue mummie (cfr. cap. 3, par. 2). E potremmo vedere in questo colloquio tra due amanti la drammatizzazione di quanto poi ddtammatica nel componimento si alternano le battute del dialogo, che cul- tminano nel momento in cui il poeta ottene il permesso di baciare la mano destra della donna, vero apice dei sensi con cui Leopardi sembra avvicinarsi al epatetico» dei romantici (ma sotto sotto si sente anche la memoria del famoso frammento sulla gelosia di Saffo}: «Or mentre / Di baci la icopro, e affannosa / Dolcezza palpitando all'anelante / Seno la stingo, disudore i volto / Ferveva ei petto, nelle fauci stava / La voce, al guardo trabsllava il siomo» (vv 81-86). Lapidaria e macabra la conclusione, pronunciata dalle labbra dilei che sottolinea la sua condizione di cadavere e impossibilita del congiungimento sia del corpo sia della mente: agit scordi, o caro, / Disse, che di belta son fata ignuda? (..] Nostre misere menti e nostre salme / Son dlisgiunte in eterno» (vv, 88-89 ¢ 92-93). La vita solitaria, ultimo deg idl, ne condensa moki motivi eli orga nizea in un quadro abbastanza regolare, una specie di racconto che va dal sorgere del giorno alla no termina ancora una volta con la presenza amica dela luna. Leopardi vuol rappresentare la preferenza per una vita a [Link] Ja natura in opposizione alla vita cittadina, nella consapevolez- ‘ache comunque la natura ® ormai indifferente ai dolori dell'uomo: «E tu pur volai/ Dai miseri lo sguardo; ¢ tu, sdegnando / Le sciagure e gli affanni, alla reina / Felicia servi, o natura» (wv. 17-20). C’e perd da aggiungere, ed & tun fatto importante, che Pdilio viene scrito alla fine dell’escate del 1821, € 50 _Cuono102 che subito dopo, tra ottobre eil dicembre, Leopardi compone tre grand canroni: Nelle nozze dela sorella Peolina, A un vincitore nel pallone, Bruto canzoni dove la presenza della morte, ¢ eddirittura la se no espressamente evocate. questo il poeta, dopo aver ribadito che la natura non mostra verso di ta, afferma, con una sentenza tipica dello stile delle canzoni: «questo cupo pensiero di morte segue la descrizione di un c della natura che spinge in una nuova direzione|'dea di scops Il poeta rappresenta un quadro naturale nell sole, quando il mondo sembra fermarsi: «Ed e vento, / Enon onda incresparsi, enon cicala / Ss é ‘voce o moro / Da presso cuta di negazioni indica uno stato assoluto che pud garantire al poeta la possibilta di dimenticare se prio dolore, come se di nuovo annegassenell'infnito senza perd nessun piacere del pensiero ma con I’aderenza del corpo alla quietesuperiore della natura: «Ond’io quasi me stesso e il mondo obblio / Sedendo immoto; «gid mi par che sciolte / Giaccian le membra mie, né spirto 0 senso / Pid le commova,¢ lor quiete antica / Co’ silenzi del loco si confonda» (wx 34-38). Qui dunque non ci sono pit passion, il pensiero messo da parte ¢ la natura dlventa un luogo dove sperimentare uno stato di riposo mortuatio (le quie- te delle membea 2 definita «antica» proprio perché sembia rsalire a tempi immemorabili,¢ 'aggettivo fa parte di quelli che Leopardi definisce «parole poeticissimes, in quanto evocano sensazioni vaste e indistinte). Improvvisamente Leopardi porta il discorso in un'altra direzione, In contrasto con il pensiero di morte troviamo la tievocazione dell'amore, vi- sto perd come passione ormai impossibile ¢ ontana (conseguentemente al- amore impossibile che abbiamo visto nella Sera de d di festa e nel Sogo): «Amore, amore, assai ung volasti/ Dal petto mio, che fu si caldo un giomno, delusione amorosa, anche se poi il poete vuole lasciare uno spazio per il Lcostaunone pei Camn 51 ticordo e rievoca il momento in cu entrd giovane sulla «scena del mondo», pieno di speranze e di de ion giovanil 2 qui importante per. zone dei Cant, sop anil vedremo, Leopardi lo recupereri in molte altre ‘negli anni trenta, fino al famoso Amore e morte (bisogna abituarsi a leggere i Cant in questo si- sché sono un'opera dove non viene ‘enunciato un pensiero unico, ma ogni idea @ ripresa e modificata, di com- posizione in composizione, in modo tale che si creano degli effetti di riprese continue ¢ di modificazioni molto sfumate ma precise del pensiero. I Canti sono un‘opera in movimento proprio perché seguono il movimento di un pensiero e di un vita), itil diventano ora la forma nuova della poesia leopardiana in quan- to riaprono, dopo che nelle canzoni sembrava perduto per sempre, lo spazio ddiuna rinata illusione che non & pit la viett degli antichi ma il piacere della mente ¢ del cuore dei modern, La vite soltaria infati, dopo che ha dichia- rato per sempre finito il empo dell'amore, ne riafferma perd la presenzaal- Vinterno del ricordo («Mi sovvien del tempo / Che i scendesti in sen», wy, 43-44). E poi, come se il legame con la possibilita di amare non dovesse mai interrompersi, Leopardi rivendica la posibiltidi svegliare il cuore nei mo ‘menti in cui scorge il volto di una fanciulla nella campagna o ascolta, cammi- ‘nando in citi di notte, i canto femminle che proviene da lontane stanze ‘ello ale espicitamente dedicatoil poeta si ivolge con tono amiche- vole ¢ affettuoso alla luna, chiamandola « testimone della sua condizione. ‘Ancora una volta, come allnizo del canto, ritoma lopposizione tra chi vive nella ett, ¢ di notte compic azioni malvage (elnfestoscende / I raggio tuo tra macchie ¢ balze o dentro / A desert edific, in su Pacciaro [il pugnale] Del pallido ladron», w. 75-78), el poeta che invece ha scelto di rifugirsi nel paesaggio naturale e accoglie con piacere a vista della luna: «A me sem- pre benigno il tuo cospetto / Sari per queste piagge, ove non altro / Che 52_Gorowo2 lieti collie spaziosi campi / M'apri alla vista» (vv. 92-99). Ora la luna non assai contento / Se core e lena a sospirar m'avanza» (vw. 104-107). Li ‘appresenta cost la condizione dell'uomo moderno che pur avendo perso il rapporto con la natura che provavano gli antichi pu ritornare ad essa at traverso la solitudine ¢ ritrovate il piacere che sembravafinito, come spiega lo Zibaldone nel pensiero del 23 agosto 1821: «la natura ele cose inanims che non mostea «alcuna benché scarsa pieti» nel chiamara a testimone nel finale, quasi tesa partecipe di una pur minima ri - prima alla natura che i occupa solo della «reina / Flic cio’ degli uomini felici, e poi alla luna «benigna / Delle notti 15) che sembra rimediare cosi le negligenze della natura. Ma tutte le contraddizioni interne all’idillio dimostrano il rivolgimento di idee che avviene in Leopardi nella seconda parte del 1821, testimoniato poi dai pensieti dello Zibaldone intorno al relativismo del pensiero, relativism che travolge anche l'idea di natura come principio immutabile. La crisi filosofica che si percepisce all’interno degli idilli si riflette poi, come abbiamo visto, nel gruppo delle grandi canzoni del 1821-22. 3, FIRENZE 1831:LA PRIMA EDIZIONE DEI CANTI © 1118318 Panno in cui Leopardi congeda la prima vera raccolta delle sue yrdare che precede un’ mne bolognese dei Versi del 1826, meno ricordata ma importante per due ragioni:innanzitutto perché Lacosmuaone a Gum 53 questa @la prima forma con cui compaiono riunitialcuni dei componimenti Jeopardiani che entreranno nei Canti dopo cinque anni, e poi perché questo 2 il primo momento in cui Leopardi inizia a pensare a una raccolta delle sue v.69), aT sa, tu certo» (v.73), «Mille cose satu, mille dscopri» (v.77) «Mat per certo / giovinetta immortal, conosct il cutto» (wv. 98:95). ; Ldimmip rvolto ala luna &eipreso nella strofaquinta al. 129 per la stesarichiestatvola al gregge, che rappresenta i punto oppesto rope to a quello lunar: il gregge & portatore di un ingenuo non sapere me in questo suo non sapere &sottintso il privlegio di nan concscere la non ano dct alle bese quto pont io cone stain ctico «Se tu parlarsapessi, io chiederein, non comtemplato al momento delle dominde alla ne), eo pia in quanto esporcin gern innalzamento cosinico della strofa precedente, interamente pervasa dallo Sguardo del pastore rivolto verso ao, Inlie, enellaserofaquara si pale di un movimento perptuo — quello degli asti come chive di un sepreto universal (adi tanti mot / ogni celeste, ogni terrena cosa, gicando sense parte della luna, 62_Cumoo2 formal alla staticita apparente data dalle ripetizioni e dai parallelism cor risponde un movimento di riprese che percorre tuto il sistema delle strofe. Nella seconda strofa immagine allegorica del «vecchierel bianco» esprime Tidea di an movimento frenetica (acorze via, corte, anela, (..] senea posa 6 ristoro») il cui seopo & del tutto vano: «infin ch’arriva / Cola dove la via E dove il tanto affaticar fu volto: / Abisso orrido, immenso, / Ovi pre- pitando, il tutto obblia> (wv. 32-36), Nella quinta strofa, invece, la quiete hel pastore potrebbe con: con lesue beste divente subito causa di tedio: «Bd io pur seggo sovra 'ebe, all’ombra,/ E un fastidio m'ingombra La mente, ed uno spron quasi mi punge / Si che, sedendo, pid che mai son lunge / Da trovar pace ¢ loco» (wv. 117-121). Dunque la corsa affannosa del vecchierello, immagine della «sventura» del vivere, trova corrispondenza, al contrario, nell'ozioinfelice del pastore, e cosi le strofe seconda e terza sono alluse e rovesciate dalla quinta, insieme alla quale fanno da comice al quadro cosmico della quarta, prima di terminare il canto con una topost allinflicita: «, te, Tutti gli esseri che nascono sono ugualmente fanesto a chi nasce il i natale>(v. 143). La quiete dopo la tempestae Il sabato del villaggio sono i timenti con cui si chiudono i Canti del 1831 (Leopardi li fa precedere dal Canto notturno anche se questo viene composto pochi mesi dopo). Iegame col ragionamento del pastore & costituito dal rapporto trail piacere ei sent- ‘mento della noia che i due cantiaffrontano in modo parallelo: la continuita della noia si interrompe appena dopo che é passato un momento spiacevole (i ritorno del sole dopo la tempesta) oppure subito prima che si realizi un momento piacevole (il sabato che precede il giorno di festa). Ne derivano due immagini del piacere complementar: «piacer figlio affanno» (w. 32 della Quiete), «Questo di sett 8 il pit gra ien di speme e di sivian (vw. 38-39 del Sabato). Cosi come complementare & le costruzione dei due cant: nel primo ritorna il sole dopo la tempesta cl pacsesiripopola dei suoiabitanti che esprimono la nuota felicia soprattutto di sensazio- Lxcosmuziont oa Cam 63 umido cielo, / Con lopra in man, cantando,/ 1-13; «E l'erbaiuol rinnova / Di sentiero in sentiero / Igrido giornaliero», 18; «E, dalla via corrente, odi lontano / Tintinnio di sonagli», wv. 22. 1el secondo invece viene descritto il momentu della sera, quando tutti gli abitanti del paese pensano al piacere del giorno che seguir (anche qui predominano i suoni: «Or la squill tono ironico, quasi sarcastico, con jue quad di vita colet- tiva, apparentemente du idilli ma sempre con valore allegorico. Nel primo il poeta nota che i doni della natura agli uomini consistono semplicemente a siivolge in prima [Link] giovane che deve ancora entrare nella vita esattamente come le due donne morte dei componimenti precedent elo invita a godcze questo che @ I'unico momento di vera gioia, dopo di che la festa vera sari ‘meno piacevole (con esplicito sarcasmo i poeta conclude: «Alto diti non vo'; mala tua festa /Chanco tard a venie non ti sia graven), Dopo le interrogazioni senza tisposta del pastore, sembra quasi che Leopardi abbia voluto chiudere con queste due immagini di fe renteeillusoria la raccolta del 1831, giocando su un sapere collettivo, quasi popolate,¢ facendone I'unica risposta possibile ai grandi dubbi metaisici del suo pensiero, Ancora una volta a dominare @ immagine della vita come a momentaneamente da cre, Le immagini di vita flice dei due canti si ribaltano velocemente in sentenze negative, dove il poeta compere in prima persona anche se non parla pit della sua condizione ma di una condizione universale eediun dolore esteso all'umanita 4, 1A GINESTRA ELA VERSIONE DEFINITIVA DEI CANTH (1835) SAA CINISTRA ELA VERSIONE DEFINITIVA DEI GANTI (1835) _ ‘Vediamo un elenco di quelle che sono le novita pia silevanti nella strut- ‘ura delledizione definitiva dei Cant, la napoletana del 1835 seguita poi da 64 Curm.02 «quella, pi completa, che Leopard non fece in tempo a vedere ma fa reali zata nel_1845 dal'amico Antonio Ranieri su sua espressa volonta. 1. passaggio tr primo amore 'Infinto &mediato da un nuove testo acemnieran, Il. passer solitario, sala cui data di composizione permangano mmol dubbi (ce chi dice 1831, cio® lepoca del ciclo fiorentino, e c chi artivainvece al 1835, cio? al soggiotno napoletano). 2, Tra la Vita solitaria e Alla sua Donne si inserisce un nuovo testo, om 1 1832 0 nel 1835, Consalvo, ya tcenltener ermine pi pn deceptions Lael dopo la tempest I sabata del illajgio ma troviamo un nuovo ciclo di canti amorosi Ul pensiero dominante, Amore e Morte, A se stesso, Aspasia), 0 meglio una Junga meditazione filosofica sullamiore. Seguotio poi dite canzoni dedicate alla morte di giovani donne, definite «sepolcral Sopra au bassorilievo antico sepolerale, Sopra il ritatto di una bella donna), quindi un componimento Palinodia al lella produzione (tra cui due traduzioni dal greco questo punto i Camti del 1835 sono un'opera per ‘molt aspetti diversa ¢ pit complessa della raccolta del 1831: ciclo amoroso rato dall'esperienza di Firenze (dove Leopardi si reca, invitato da un gruppo i amici intellettuali, ¢ dove conosce Antonio Re e l'ultima sezione filosofica dominata dalla lunga e complessa meditazione della Ginestra pprofondiscono i due asperti oppost dellsprazione leopardiana, quello ptivato, di scavo interior, e quello dedicato invece a problemi pit! ampi, di tipo esistenziale e morale. Ma procediamo con ordine esaminando tutti i nuovi componimenti 2g- sium. {Ul pasero solitario,innansituto, che nella sua apparente sempl sce da sempre per la critica un enigma, proprio per la diffic ‘con certezza il momento di composizione. L’elemento | del canto sia nel modo con cui Leopardi rappresenta se stesso in rapporto al cpussero so tmomento che quando srve il pocaaalmeno 32 ani (oadaieura 36) & Lcostmuzove ne Camm 65 fuori luogo pensare che corrisponda a realta la condizione giovanile con cui si descrive: «Sollazzo e tso, / Dela novella eta dolce famiglia, /E te german fratello} di giovinezza, amore, / Sospiro acerbo de’ provett giorni [dell eta awvanzata] / Nan curo, io non $0 comes (ov. 18-22). In altre parole bisogna ipotizzare che Leopardi finga, nel paragonarc la sua condizione a quella del passero, di trovarsi a vivere una infelice epoca giovanile, durante la quale pensa a cosa suecederd una volta entrato nell’ta adulta. Ma perché Leoper ddiha avuto bisogno di ticorrere a questa invenzione,alterando i dati della sua biografi? Innanzitutto vanno consideratilegami che he il canto con gli idili che seguono, ¢ con canti ancora pit lontani come Le ricordanze, Il mo- tivo del'esclusione del poeta dalla festa del paese e dalla flicta degli alti («La gioventi del loco / Lascia le case e per le vie sispande; /E mira p> w.33-35) & presente nell'dilio La sera del d di festa, cosi come Ia descrizione della primavera e del pacsaggio chi nella Vita solitaria, mentre daltra ps legge una considerazione sul gi e quind rivolge verso se stesso in senso negativo tutte le energie che lo por tavano allazione e alla felcita,facendolo diventare «misantropo di se stesso cil suo maggior nemico», Probabilmente nell’ideare il componimento Leo- i pensava di poter rendere pit salda con esso la linea autobiografica del libro, calcolando con attenzione questo sistema di riprese e anticipazioni, Pur non essendo un idilio il Passero contiene, soprattut ‘ma parte, clementi di atmosfera illic ‘memoria che poi viene consolidato nelle Ricordanze ma & gid presente in alcuni iil (si ricord a correzione eui viene sotroposto Alla una, che non a aso si intitola nella prima versione La ricordanza). Ma un secondo tema del canto, pid sotterraneo, @ quello connesso allatto del vedere e allo sguardo: «Tu pensoso in disparte il tutto miri», si dice al v.12 riferito al passero, e questa 2 la carattetistica che lo rende simile al poeta. Infati, nella scena seguente, viene descrita la fine del giomo di festa, durante il quale a gio- ventt del paese esce di casa e scende nelle srade «E mira ed é mirata,e in cor allegra»: in questa reciprocita degli sguardirsiede dunque un piacere tipico delleta giovani. Il poeta non condivide perd questo piacere, ¢ in- fate i suoi occhi non vengono ricambiati da nessun altro sguardo 66 Csmro.02 Licolpisce invece il raggio del sole al tramonto, che indica gia la fine della siovinezza into il guardo / Steso nellaria aprica/ Mi ere il Sol che tra lontani monti,/ Dopo giorno sereno, 7 Cadendo si dilegua, ¢ par che diea / Che la beata gioventi vien menos (wv. 3 incapaci di in un futuro di cui il poeta sa pentirommi, ¢ spesso, / Ma sconsolato, volgerommi in ‘Liimmagine del tramonto e del vuoto preannuncia anche, a grande distanza, mnmagine portante dell ultimo componimenta scritto da Leopardi, I! ta ‘monto della luna, dove a una enon ilsol,alasciare privo deli sa lice paesaggio e, allegoricamente, la vita umana mortal, poi che la bella 7 Giovinezza spari, non si colora / D’altra luce giammai, né dala autor», ‘wy, 63-65). Insomma, con il Passero Leopardi non solo inventa un'immagine della propria giovinezza dalla posizione dell’ epoca matura in cui si trova ma costttce un tet che funziona da raczordofondamentle nel tema di immagini poctant delintero libro. Il Pensiero dominante apre un ciclo di dell'amore, composti dal 1831 al 1854 tra ro canti dedicati al tema enze € Napoli (dove il poeta rca di an clima favorevole per dalla passione del poe- ‘componimento con il nome dell’etera grecs n che in questo nuovo ciclo amoroso la disposizione non segue la cronologia ‘compositiva, perché il poeta descrive direttamente solo nel canto finale episodio del suo innamoramento, ¢ precedono invece due canti di discus- sione intorno all'amore con un breve canto di disperazione rivolto al pro- co forme diverse nel!dillo I! Sogro. Leopardi non inserisce per® questo componimento nel ciclo ma lo sposta alla fine degli iil, tra la Vita solitariae la canzone amorosa Alla sua Dona, in una posi- ione simile a quella del Passero solitario, cioé come punto di connessione tra una zona e Paltra della raccolta, La scena drammatica eappresenta il Lacosmuzone oa\Cam 67 siovane Consalvo, «disdegnoso un tempo del suo destino», in punto di morte, abbandonato da tutti tranne che dalla bellissima Elvira che sa di anche se non ne ha mai a cesplicita dichiarazione. inrazione d’amore in punto di morte rientra in uno deli stereotipi del melodramma ottocentesco, ¢ infatiil canto ebbe molto suecesso pubblico di quel secolo (un nome per tutti quello di De Sanctis). Ma la si- 4 presentarsiin sogno mail giovane a rivelare il suo segreto e morire, e non @ i gesto del toccare il braccio che realizza un desidetio impossibile ma un bacio sensuale che unisce, dopo anni di silenzio, Elvira € Consalvo: «quel volto celeste, e quella bocca, / Gia tanto desiata, e per molt'anni / Argomento di sogno e di sospiro, / Dolcemente appressando al volto afftto / E scolorato dal mortale affanno, / Pit baci e pi, tutta benigna ein vist ss le convulge labbra / Del trepido, rapito amante impresse» (w. 67-74). Ma& proprio sul piacere provecato dal bacio che si innestano, atraverso il discorso di Consalvo, due temi fondamentai, ancora una volta collegati con alti cantie quindi da considerare come due iltema di amore e morte («Due cose belle ha il mondo: / Amore ww. 99-100) che verra sviluppato nel componimento omonimo, ¢ a vita e anche la vecchisie, grazie alf'illusione del ricordo ( (vv. 27-31), Amore ¢ Morte sono le divinitirspeeulari-di Lacostavzowr on Gun 69 citare «il piacer maggior» che si ciulla», v, 10) capace di porre fine arriva ora alla pena, ae del nulla, Ma questo desi 1on proviene da debol nai, Leopardi sottolinea che dove Amote fa Ja, come nella dottrina dello stlnove, capace di indurre anche negli umili la comprensione della «gentilezza del mori». Non si tratta di un annullamen- todifrontcall'oggetto amato, quanto invece di altezzad’animo, di corageio, 4 un ezoismo di cu si fa testimone lo stesso poets. Eli infatti, nell ultima ‘0, invoca in prima persona la morte («Bella Morte», v. 98, con ‘ma nello stesso tempo si rap- delicato e sensibile, espresso soprattutto nellimmagine che chiude il canto, dove il sopraggiungere della morte @ rappresentato (il tono fa pensare al bacio funebre di Consalvo) come un dolce addormentarsi: «Solo aspettar sereno / Quel di ch’io pieghi addormentato il volto / Nel tuo virgineo seno» (wv. 122-124), 11 coraggio connesso all'inaamoramento e al pensiero amoroso e l'etoi ‘smo obile che-nasee quando amore diventa desidetio di morte ‘preparano Fanalisi dellintetioriti che troviamo nei due canti successivi: A se stesso, improwviso raggelarsi fronte alla delusione d’amore, ¢ Aspasia, dove 'innamoramento viene ‘vers ow Foscant auauioveca DIAREA UMANISTICA 70 Curnoo2 possibile. Ne deriva la presa d'atto [Link]'inutilita di ogni aspetto dell’esistere, la bestemmia rivolta contro ogni forza che regge il destino uma- 10/ Poter che, ascoso, a comun danno impera, / E Vinfinita vanita del tutto» (vv. 13-16). La caratteristica formale pit evidente del componimento & di utilizzare parole che indicano brevissime che spezzano il verso el pil spazio per termini indefiniti, pur presenti ma privi dell’eco diillusione che in precedenza hanno avuto nella raccolta. Sempre», «eterno», dellamore che abbia immagine di nature ronica (I! primo amore, Alla sua Donna come supremaillusione ¢ sogno che compare nella solitudine (La vita so il potere assoluto del pensiero amoroso, all'eroismo connesso al ento amoroso. La presenza di Aspasia viene evocata,al'nizio del ¢traverso un meccanismo della memoria connesso alla sensazione del profumo. Anche questa donna, come altre nei canti, ¢ legata alla vita della natura, el poeta dice esplicitamente che ® il profumo dei fri afar tomate alla mente la prima volta in cui vide Aspasia, nei suoi appartamenti borghesi «Ti rdorati de’ novelli fiori / Di primavera» (v. 15), vestita di color viola, sdraiata su preziose pelli. Qui troviamo I'immagine di volutta femminile pitt intenss di tutti i Cant#, anche se Leopardi la sposta abilmente sulrapporto tra Aspasia ei suo fig: «quando tu, dota/ Alletatie,fervidi sonant / Bac scoccavi nelle curve labbra / De’ tuoi bambini, il niveo colo intanto / Porgendo, e lor di tue cagioniignari / Con la man leggiadissima stringevi / Al seno ascoso € desiato» (vv. 20-26). I particolari del corpo di Aspasia (il collo, le mani, il sen ituisconc unica concreta presenza visto: Aspasia si colloca al polo op- Lrcostmumene on Cam 71 posto rispetto alla Donna irrappresentabile della canzone del 1824. Subito siinesca ll motivo del pensicro amoroso come raggiungimento di uno stato sublime: «Apparve / Novo ciel, nova terra, ¢ quasi un raggio / Divino al ppensier micm (ve. 26-28), Ma Leopardi vuole recuperare anche la sua visione platonizzante del- amore, ¢ metterla vicino a questa nuova esperienza dei sensi. Cosi aggiun- ze subito che colui che viene colpito dalle frecce dellamore (dice di aver sofferto per due anni «ululando» come un animale i forma nella mente una «amorosa idea» (v.39) in tutto e per tutto uguae alla donna reale che crede di amare. Lamore nasce proprio dalla confusione tra cid. che & sensible e cid che & immaginat amor, che affanni intensi, / Che indicibii 31> (wv. 63-66). Lo sdoppiament amettere in contrasto le due As che sea trattitorna a presentarsi come un fanta- I genere mano), quella reale vive tele altre donne, Nell'ultima parte del componimento perd Leopardi non rinuncia# esibire, come negli alts canti di questo ciclo amoroso, il suo stato di uomo che si é umiliato per amore che ora, passata quella condizione di infelice serviti, vive una vita buia a lui sorridendo di piacere peril coraggio con cui ha scoperto gli inganni e affronta la propria solitudine («Qui neghittoso immobile giacendo, / I mar laterra eil ciel mito esortido», vw. 111-112). Con i canto dell'amore finite Leopardi siescecosi a rappresentare insic- ‘me due stat oppost della sua vita interiore, dove 'intensita dell'amore e dei sensi possono convivere con il voto e il aulla della disilusione, senza che il soggetto si abbandoni alla nostalgia peril passatoo alla consolazione det privat In Aspasia converge una delle linee tematiche fondamentali , quella dedicata all'analisi dll'amore, che si icongiunge qui alla linea delferoismo e sllusione che risale alla canzone Brufo minore Inoltre, dal punto di vista della meditazione filosofica, il eanto contiene an- 72_carno102 che una perfeta analisi della divisione ta cid che viene prodotto dai sensi ‘ova nella mente il che porta a conclusioni nuove sul tema finito,cio® di quanto é concepibile dalla mente dell' womo in rapporto verso. Alla finc Leopardi deve ammettere che i sensi sono inganni, e che questi inganni, tra cui domine l'amote, non flesso di forze cosmiche ost all'uomo (Brioschi). Anche per questo il disprezzo, nel canto precedente, viene rivolto innanzitutto ver 0 se stesso («Disprezza te, la natura»), perché & nel soggetto senziente che si ripercuote la malvagita della natura I! pensiero @ ora «dominante»:riesce a considerare con freddezza sia leilusioni che il vero, diventa padrone di sé guardandosi come da fuoti, donna che ha ama traddizioni della natura sia interne che esterme all'uomo. Iniia qui ultima grande fase della poesia leopardiana La volonta di svelare gli inganni della natura che abbiamo trovato negli ultimi canti si ripercuote nelle due canzoni definite sepolcrali» perché am- bedue ispirate « monumenti funebri che rafigurano giovani donne moxte Leopardi affronta con determinazione alcuni nuovi problemi sotto forma di domande poste direttamente alla natura: se la morte & un danno perché colpire con essa vittime giovani ¢ innocent? E se & invece un bene perché far soffrite tui coloro che rimangono in vita e piangono la perdita dei loro mati? E se la bellez @ il pit grande dono concesso ai mortal perch la morte la sfigura con la sua opera devastatrice? La prima canzone ha un lungo ttelo: Sopra ux basso rilievo antco sepol- crale, dove una giovane morta &rappresentatain ato di partre, accomiatandosi i Git questo titolo deserve Ia cena dell sbbandono funebre che poi sitrasforma in ragionamento nel canto. Leopardisi ivolge in prima persona alla donna defunta ed esprime in toni quasi afertuos il suo pensiero: forse era meglio non nascere, ma una volta nati, quando ci si trove nel pieno della bellezza, & crudele essere sottratt ai propr cat (il motivo della morte imma- una nuova direzione, non si i di un dolore privato del poeta ma di un dolore universale). Poi il iscorso viene indirizzato direttamente alla natura, definita «madre temuta « pianta» e «ilaudabil maraviglia, cio’ cosa che produce stupore ma che ‘non si pud apprezaare. Tl poeta pone una domanda atraverso duc ipotesi: se lamorte prematuraé un danno per chi muore perché la natura permette che awenga in esseri innocenti? E se al contratio & un bene perché la natura la rende inconsolabile sopra i ? In questo modo Leopardi vuole correggere cio’ sia unica difesa data agli uomini contro Se cosi fosse, uomo dovrebbe concepire come felice la meta finale della vita, e non im- maginarsela tetra, velata di panni neri, «spaventosa in 73). Udiva- So si apre tra razionalitie sentimenti, ambedue necessari all'uomo. Infatt, anche se razionalmente chiunque riconosce nel morire la fine delle sventure dellesistere, nessuno pud desiderare la morte di chi ama e trattenersi dal dolore del compiangerlo. Leopardi porge poi aire domande alla natura, ma conclude che a lei non pud importarené il bene néil male degli womini: la conelusione logica che sitrova anche al centro delle opereite La canzone Sopra il rtratto di una bella donna scolpito nel monumen- ‘o sepolerale della medesima affronta, sempre in termini netti e domande incisive, il rapporto tra la bellezza in quanto pensiero supremo concesso all'uomo, ela distruzione della bellezza provocata dalla morte: come pud 4a mente umana concepire questi estremi? Leopardi mette in opposizione i due estremi del suo discorso, ls bellezzae il disfacimento, legati proprio dall'immagine del monumento sepolerale: «Su lossae ilfango / Immobil- mente collocato invano, / Muto, mirando dell’etadi il volo, / Sta, di me- moria solo /E di dolor custode, il simulacro / Della corsa belti» (vv. 2-7). AA fronteggiarsi sono i due aspetti opposti della bellezza corporea ¢ della decomposizione della materia vivente. I passaggio dalluno allaltro & per il poeta il «Misterio eterno dell’esser nostro» (wv. 22-23: una interrogazio: ne simile sul passaggio tr dialogo tra Federico Ruysch ele sue mummie). Ancora una volta 'accento viene posto sullistantanei Ia bellezza geandeggia quasi angelico diventa a del sublime, cio’ del rapporto tra la mente uinana e la vastita dell universo, acquista ora una pardi elabora une immagine specifi inite nel pensiero dell'uomo, per cui lo spirito sente di muoversi come dentro un mare «cl una tipresa molto specifica dallidillio dedicato all’ $0, arcano» (2 ma basta una 74_ camo? Sotto altra forma st ripropone leto che demina nel canto di Aspasia, ma un ema filosofico ci Ilo sfondo si sente anche 10a Leopardi, cod il problema della materia che pens qui svluppato attraverso immagine contrast che richiamano la cul- | sciolti (279) con eui Leopardi ‘sto componimento si poi da, eleva un elogio esagerato, in toni sublimi vicino a quella delle ope: entusiasta (model promulgate dalle gazzet: canapé, sgabelli e mense, menstrua beta [cio® asperti del Progresso. Lacosmmource Comm 75 insu le braccia accoglie / La levatrice!» (wv, 135- clogiiperbolici si senre ¢ divertendosi, cos la natura appena vede compiuta, sua opera la disfa,utlizzando per nuove opere la materia usata, Inv ‘womini, che non possono conoscere le ragioni di questo gioco, cercano di Dreservare se stessi: «La natura crudel, fanciulloinvito [la natura & ci 'un bambino invincible, i paregone & molt intenso proprio perché m « confronto la potenza della natura con le condizione del bambino], / ‘suo eapriccio adempie, e senza posa / Distruggendo e formando I» (wv. 1704172). Alla fine Leopardi coinvolge anche ses (cdl proprio petto/ Esplorat che ti val?», w. 235-236) edi cantare invece i bisogni della nuova epoca e le sue speranze. Con una nuova impennata di areasmo Leopardi innalza cos un inno al secolo nuovo e ai nuov n / spatiscon Yombre, ed una / i Orba la notte resta» (wv. 1 fa viprende con esattezza l'immagine e 'applica alla ‘umana, dalla quale si allontanano, finita la giovineaza, le wsembianze / dei 76 _carmo1o2 dilettosiinganni», coe di quegli inganni dei sensi ¢ dellimmaginazione er Leopardi I'unico piacere della vita. La terza steofa 4 sembrd troppo mite abbendonare gli uomini alla chiaia, durante la quale il desiderio rimane forte ma la speranza muore € aumentano le pene senza pit nessuna traccia di piacere. Linserimento di iderazione sul male rappresentato dalla vecchiaia rimanda ad particolare al Pastero solitario che si conclude proprio con eta sul suo futuro di vecchio incapace di godere iferimento alla memoria, E nndo naturale, spiegando che dalla luce del sole nascente, mente la (ow. 63-65). Ancora una vo natura (come nella canzone A stanel tono freddo e quasi sce «e soprattutto nel fatto che la luna, qui protagonista per raccolta, non costituisce pid una presenza vicina all'uomo (come nella can zone di Bruto, oneldilio All lane, o anche nel lungo Canto notturt), sma semplicemente un espetto della natura che rende ancor pit evidente la condizione infeliceinsita nel vivere Con La ginestr,o il fore del deserio Leopardi compons il suo canto pil esteso (517 versi ete strofe di endecasllabi e settenari)e pit importante dal punto di deinen oven ‘canto in cuiio del si mette in rapporto con la comuniti deg uomini e tenta di tin posable forma di convivenza eve peri futuro. Ma anche in questo. caso la via scelta non & assolutamente scontata né facile e passa attraverso ‘una lunge serie di immagini e di gii concettusli. Innanzitutto va notato che iltitolo del canto riportail nome di un fiore, come sre i contiene 'espressione con cui nel libro & spesso indicat ‘pliore dhs vitaumena, lagovinezza (edel arid via unico fren, dice 48 del- E questo fioce viene dizettamente chiamato in causa dal poe- iio che alla fine del suo lungo ragionamento, proprio perché @la Lcosmuzore oe Com 77 le» (v.34), alenta» (cioé flessbile, v.297), «saggia» (x. 314), a tacchiudere in sé 'esempio che il poeta vuole proporre alla comunita futura degli uomini, io? un atteggiamento né di superbia né di presunzione nei confronti della ‘natura ma di paziente adattamento ¢ resistenza (cosi troviamo una nuova versione della critica continua allantropocenttismo delle Operette. La se- conda immagine che domina @ quella del vulcano (il «formidabil monte / Sterminator Vesevo>, il Vesuvio che Leopardi conosce bene perché abita in una villa sulle sue pendici), che simboleggia il potere di *2, capace di azzerare improwisamente ogni grandezza umana cosi come in passato ha eb citaantiche di Pompei ed Ercolano. ‘0, con una ripresa circolare, rendono compatto del discorso che si muove continuamente tra cue piani-tem- icoperte di lava il passato€ il tempo della geandezza di imperi che la lava ha ricoperto. Il bersaglio polemico su i fonda il discorso & di nuovo la presunzione di coloro che credono nella perferibiltd e nel progresso, colt attraverso la citazione di un verso del cugino Terenzio Mamiani che Leopardi include alla fine della prima strofa: «Dipin /Son dell'umana gente / Le magnifiche sort ¢ progressive» (vs, 4-51). Nella seconda e nella terza strofa si acuiscono i toni polemici del poeta contro i propri contemporanei, che non riescono pitt « guardare in facca il vero e hanno rivéleo le spalle agi insegnamen- 1 dela ragione (cio® al materilismo di origine illumi volta, come n Itimi canti amorosi, Leopardi afferma |importanza di un atteggiamento di coraggio anche nel mezzo della sofferenza. Lucreaio 2 il pocta antico che viene ricordato implicitamente: «Nobil natura é quella / Che a sollevar s'ardisce / Gli occhi mortali incontra / Al comun fato, e che ‘con franca lingua, / Nulla al ver detraendo, / Confessa il mal che ci fu dato in sorte, /E i basso stato efrale» (vy, L11-L17). Fa parte di questo eroismo anche il riconoscimento della natura come vera nemica (ade” dre di part edi voler matrigna», vs, 124-125), di fronte ag quale unica soluzione possibile per gli uomini 2 di riunirsi insi vero amor» e di interrompere le lotte fraricide. Nella quartastrofa improv- visamente il discorso si proietta in una dimensione cosmica, come se il poeta somo Leopardi usa immagine di un formicaio: a natura non ge un fo di quanto ne abbia per quelle delle formiche. ‘mo la deserzione delle rovine di Pompei appena foplia di alloo (cioé la. seguente Scherzo &invece un piccolo componimentointorn arte Poetica, dove Leopardi sembragiocare con la sua stesta ides di poesia mo deena. I poet ai quando, da bambino, decise di porsi al serviaio delle Musee visi oficina dove si compongono i vers. Alla ua ichiesta dt trumento con cu tadizionalmente si perfezio. Mus gi isponde che si@ consumata eche manea il tempo per rifarla. Il che indica appx possbilitd di ragpiungere la Perfezione della poesia antics, la presadtto; perdscherzose; della distan 23 dai grandi dl due brevi componimenti sul destino degli uominie sul destino della ‘Poesia sembrano concludere in tono pid leggero, 'ampia racoltadomvinata da 7 ie restringersi dl discorso intomo a nuclei sempre collate sovrapposti Segue petd ancora un cola sezione di Fran recuperati dl passto che poet ler tiprendere aleuni momenti de pastore Alceta racconta ll'amico ', darante un sogno spaventoso, allacaduta della luna #00 poi alcuni versi (KXXVED est jnnamorato cammina in mezzo alla tempesta piangendo la mill fammento successivo (i XXXTX) dove una fanctla temporale improvviso che la fa morire dalla paura versi dalla giovanile cantica Apprestamento della mort enti sono traduzioni dal greco di Simonide, entrambi il 1823 ¢ il 1824, i primo dedicato al tema dei mali innumece iscono gli uomini (molto vicino al contensito del Dislogo della ‘ur Islandese), mentre il secondo ha per tema la caducita della ile con un invito a godere i piaceri del presente senza confidare i sett testi sono di tipo molto diverso dalla Ginestra ¢ hanno notato come le duc traduzioni da Simonide possano ia del poeta greco che compare nella prima can iuderebbe circolarmente. Si pud anche inearc, come comun denominatore a quasi tutti feamment, i tema giovanili, duc dei quali molto rima tempo nella sua stessa poesia, accentuando il contrasto conil grande canto della Ginestra. In conch ambedue messi Tespressione atistica primitiva che dietro di Omero, Anche per que raccordo tra un componimentoe I'altro ma nello stesso tempo ogni singola parte ha una sua specificta, data dal metro, dalla lingua, dallo stil, ma so pratt dla stron immagini ch o, da Dante a Saffo i figure (da donne immaginarie mi (dallio del poeta al panto cirante dl omantico Conia folitresportta alent) La prodotta soprattutto dal movimento interno del pensiero, dalla che hanno valore morale e filosofco, dalla correzione a sistema dei concetti central: piacere, umagine, vero, ecc. Se si leggono i ema di opposizioni edi contra- bro, dal 1826 al 1831 al 1835 ¢ pisce come la poesia timette di continuo in discussione tute le idee che Leopard sperimentae exra di rendeechiarenello Zibaldone La tensione tra ragione c immaginazione, da cui parte tutto il discorso poetico leopardiano, continua a produrre effetti vitali nel cuore di quella poesia che, patadossalmente, per il suo stesso autore dovrebbe essere im- possibile nel mondo modero. > La prosa contro la poesia 1. LO ZIBALDONE: IL SISTEMA DEL PENSIERO Per affrontare la lettura dello Zibaldone bisogna tener presen awertenze important, Innanzitutto lo Zibaldone non @ un’opera verta assolute e definitive, ma sempre vist in rapporto a quan stesso tema si dice prima e dopo la loro stesura. Lo Zibaldone movimento ¢ le sfumature del pensiero, e qu tiassumendali li si rende pid poveri in quanto spesso contengono gli stessi clementi etorii della serittura poetia on prosa. A tutto questo va aggiun to che lo Zibaldone conticne spesso idee ¢ meditazioni che sono necessarie pet capire le due opere maggioti di Leopardi, i Canti ele Operette, anche s¢ molto spesso (lo abbiamo gid visto) il pensiero riprende, commenta ma anche modifica, a distanza di tempo, qualcosa che la poesia o la prosa aveva, affermato. i possono dare cosi due casi divers: 0 un’idea viene elaborata prima nelle opere poetiche e in prosae poi ipresa nello Zibaldone, 0 lo Zi-

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