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ARTE

Il documento analizza l'arte del Cinquecento, evidenziando le opere e le vite di artisti come Bramante, Leonardo, Raffaello e Michelangelo. Viene discusso il contesto storico e stilistico del Rinascimento, con particolare attenzione ai contributi di ciascun artista e alle loro innovazioni tecniche e compositive. Si sottolinea l'evoluzione dall'arte del Primo Rinascimento a quella del Manierismo, evidenziando come gli artisti siano diventati figure intellettuali di spicco.

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Il documento analizza l'arte del Cinquecento, evidenziando le opere e le vite di artisti come Bramante, Leonardo, Raffaello e Michelangelo. Viene discusso il contesto storico e stilistico del Rinascimento, con particolare attenzione ai contributi di ciascun artista e alle loro innovazioni tecniche e compositive. Si sottolinea l'evoluzione dall'arte del Primo Rinascimento a quella del Manierismo, evidenziando come gli artisti siano diventati figure intellettuali di spicco.

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GLI ARGOMENTI

ARGOMENTI ARTE

●​ parte introduttiva del 500


●​ BRAMANTE: la Vita, Cristo alla colonna, tempietto di San Pietro in Montorio, chiesa
di Santa Maria presso San Satiro.
●​ LEONARDO: La vita, l’Adorazione dei Magi (per lo stile), Il Cenacolo, la Gioconda
●​ RAFFAELLO: Vita, Madonna del Prato, lo sposalizio della vergine (confronto con
Perugino), La scuola di Atene (+introduzione alle stanze vaticane)
●​ MICHELANGELO: la Vita, la Pietá di San Pietro, David (da leggere da soli), Battaglia
di Cascina (per linguaggio), Volta cappella sistina, creazione d’adamo, Giudizio
Universale,
Bramante
chiesa di Santa Maria presso San satiro, dall’esterno manca uno spazio nel presbiterio,
oltre la cupola, per quanto riguarda l’armonia, quindi sulla scorta dell’esperienza pittorica che cosa fa?
Dà origine a un transetto con due navate, dove si incontrano due bracci, dando origine a una cupola,
non potendo costruire un’appendice crea un’illusione, una finzione, un braccio finto, (come pala San
Bernardino Piero della Francesca.) È uno spazio che non esiste, ma che dà origine a equilibrio,
armonia, per disegnarlo crea pilastri con arco a tutto sesto, volta a botte, con cassettoni, che
proseguono nella finzione, è un artificio prospettico che evidenzia capacità di Bramante. il tutto sulla
base dello stiacciato Donatello. A dare maggiore realismo sono gli effetti creati dagli oli luminosi, dai
fregi azzurri, dal cotto e dalla ricchezza varietà degli ornamenti, e ciò mostra che anche in questa fase
del proprio percorso artistico, Bramante vede ancora l’architettura, soprattutto con gli occhi del pittore.
Tempietto di San Pietro in Montorio, i committenti sono i reali di Spagna e l’edificio dovrà
essere eretto nel luogo in cui secondo la tradizione sarebbe stato martirizzato il corpo di Pietro. Esiste
già una chiesa (San Pietro in Montorio) con il suo cortile e in quel cortile è stato chiesto a Bramante di
costruire il tempietto. La pianta centrale, tra i modelli da citare c'è il tempio a Tholos, oppure il
tempio della sibilla a tripoli, o tempio di Ercole, sul lungo tevere. La pianta è circolare e l’edificio è
costituito da 3 settori fondamentali. La prima parte è la cella che prosegue nel
sottosuolo come cripta, fatta a incrostazione come quella romana. La cella ha
una pianta circolare, forma cilindrica. Il corpo centrale è organizzato su due
livelli e percorso esternamente e internamente da nicchie e da paraste che
scandiscono la superficie. La cella poi è sormontata nella parte superiore da
una cupola emisferica che si conclude con una lanterna.
La seconda architettura é un cilindro che ingloba la cella, circondata da
peristasi di colonne elevata dal suono tramite una serie di gradini. Le colonne
sono 16 di ordine tuscanico, evoluzione del primo ordine, ordine più sobrio e
elementare. Sulle colonne c'è la trabeazione, formata da architrave, fregio
(dove ci sono fasce verticali i triglifi, e nel mezzo settori in cui c’erano
decorazioni, nelle metope i simboli richiamano la figura di Pietro, croce ecc), e
cornice. Sulla trabeazione c’e una balaustra (balcone). Lungo il peristilio ci sono dei cassettoni,
richiami espliciti a modelli antichi. Ha in sé bellezza, armonia, ma è una proposta nuova e inedita.
ASPETTO COMPOSITIVO= È un modello di perfezione, l’architettura classica viene organizzata sulla
base di rapporti tra le varie parti che sono in relazione tra di loro dando luogo ad armonia e bellezza. Il
tempio dalla base alla cornice misura “a”. Da cornice a cupola “a”. altezza cupola metà di “a”.
La lanterna si chiama così perché dovrebbe dare luce, qui non ha questa funzione ma rende più
armonioso l’edificio, lo allunga, c'è più equilibrio.
MODELLO SCELTO= La pianta centrale in età paleocristiana serviva per il battistero o per i
martiria. (esempio Ercole) Bramante sceglie questo modello perché intende esaltare la figura di
martire ma contemporaneamente, anche la dimensione eroica.
RIFLESSIONE IDEA INIZIALE= l’idea era che il cortile doveva essere circolare e dovevano esserci
16 colonne, il cortile doveva essere in armonia con il tempio, proiezione concava di esso. Avrebbe
dilatato, accolto, mentre ora compresso.
Cristo alla Colonna,
Gesù è legato a un pilastro di pietra grigia decorato con motivi vegetali [Link] suo corpo è
trattato in maniera fiamminga, l’incarnato realistico, come la corda che il cinge il collo,
la pelle del braccio destro lascia affiorare le vene, e nel braccio sinistro le carni si
comprimono, le ombre e la luce proveniente da sinistra esaltano la modellazione
anatomica, la barba e i capelli, ricchi di riflessi luminosi, come gli occhi chiari, richiamano
l’attenzione sul volto rigato di lacrime di un uomo afflitto e [Link] paesaggio con
rocce acque minutamente dipinto oltre il vago della finestra, dalla quale penetra la luce,
che illumina il calice d’oro è appoggiato sul davanzale, e emerge la grande competenza
anatomica e i dettagli che riprende da i fiamminghi.
L’ARTE DEL 500,
●​ Primo rinascimento: 1401-1490
●​ Rinascimento Maturo: 1490-1520 = “maturo” perché giungano a maturazione le istanze del
primo rinascimento. O “medio”, perché è nel mezzo tra i due. O “classico” perché il richiamo
al mondo antico e ai suoi ideali si fa compiuto, interesse per la cultura greco-lontana.
Policleto, Fidia aveva il fine di realizzare bellezza ideale, come nel rinascimento. Ci sono
anche alcune scoperte di grandi monumenti classici. Ci sono tratti basilari che informano tutta
l’arte, non regionali. Riscoperta compiuta dell’uomo, avvenuta tramite due canali: piano
anatomico, e sentimenti.
●​ Manierismo: 1520-1590. Vengono meno quegli ideali di armonia, di bellezza ideale.
Inquietudine, dinamiche interiori, instabilità, esprime drammi che artisti si trovano a vivere.
L’orizzonte più vasto (Americhe). Sono gli anni della riforma protestante, lutero ecc.
Finisce il rinascimento maturo in concomitanza con la morte di Raffaello o il sacco di Roma.
(1520/1527). Morte di Raffaello, figura più alta del rinascimento, è uno spartiacque. Dal punto di vista
artistico, ideali di armonia, bellezza, proporzione conoscono la loro maturazione (gia primo
rinascimento). E l’artista diventa un intellettuale consapevole del proprio ruolo e peso, prima era un
artigiano, intenditori di cultura ora. Diventano star. Questo fenomeno avviene soprattutto in Italia, i
protagonisti sono Bramante, Leonardo, Michelangelo e Raffaello. incarnano l’artista duttile, si
occupano di vari ambiti. È una stagione insuperabile.
Leonardo da vinci
lo Stile, (adorazione dei Magi)
Gli viene commissionata dagli agostiniani di San Donato a Scopeto. Ci permette di capire i vari punti
sullo stile di Leonardo. Partendo da come lo spazio viene costruito, e
viene costruito con la prospettiva (la cogliamo nello sfondo con gli
edifici diroccati costruiti perfettamente con la prospettiva lineare).
La prospettiva suggerisce la profondità di spazio, che viene
suggerita anche tramite la prospettiva aerea, termine che deriva
dagli strati d’aria che si interpongono tra l'osservatore e l’oggetto (ciò
che sta lontano risulta sfocato, diluito, con colori freddi, visibile
nell’opera “vergine delle rocce"). Le figure sono costruite dal punto di
vista anatomico in maniera impeccabile (conduce studi di anatomia
per cui viene anche processato) e sono collocate in posizioni
particolari. Le figure suggeriscono un grande realismo dato dai
sentimenti.
Questa capacità va sotto il nome di “Poetica degli affetti”, vuol dire essere in grado di suggerire quello
che una persona prova (meraviglia per il bambino nel caso dell’opera). Un altro elemento, sugli effetti
di luci e ombre, abbiamo lo “Sfumato leonardesco”, consiste in passaggi chiaroscurali molto delicati e
raffinati, sfumato complesso. Abbiamo poi il connubio tra immagini ideali con la cura per il
particolare, [ prato costellato da fiori (annunciazione) ]. Poi abbiamo la scelta della posizione della
luce: la luce viene da dietro, abbiamo un Controluce evidente. Lo sfondo è più luminoso e le figure si
stagliano su quest’ultimo. Abbiamo poi un accentuato dinamismo.
il Cenacolo,
È un’opera rovinata dal punto di vista delle tinte perché Leonardo utilizzò delle tinte alternative e
sperimentali. Si trova sulla parete del convento milanese di Santa Maria delle grazie, e si presenta
come se fosse uno spazio ulteriore rispetto a quello esistente, infatti Leonardo crea proprio
un’illusione prospettica, uno spazio sopraelevato. Il momento
raffigurato è quello in cui Gesù ha appena annunciato la
celebre frase “in verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà” .
Dal punto di vista compositivo, le linee confluiscono tutte nel
viso di Cristo, nel soffitto troviamo i cassettoni e sono presenti
tre aperture sul retro. Il tavolo è messo per il lungo, ma le figure
sono tutte su un di un lato, dalla stessa parte del tavolo. Dal
punto di vista della composizione, i personaggi sono tutti
raggruppati per tre, e possono essere messi dentro un
triangolo, Cristo stesso ha forma triangolare. Cristo prefigura
un Cristo sofferente. Alla sua sinistra abbiamo la triade di
Pietro, Giovanni e Giuda, e Giuda viene inserito in un gruppo importante, infatti Leonardo mette in
evidenza un momento in cui Giuda non è condannato a priori. abbiamo pietro, che sussurra. A destra
di Cristo abbiamo Tommaso, Giacomo maggiore, Filippo, che sono invece più consapevoli, mentre le
figure nell’angolo a destra discorrono in maniera animata.
E in particolare, in quest’opera è evidente la poetica degli affetti, in quanto la reazione degli apostoli
testimonia a ciò che questi ultimi provano dinanzi a quella frase. Per quanto riguarda la mensa,
abbiamo la natura morta, del pesce, e lo sfondo oltre le aperture ci indica una zona con dei laghi.
Evidente Inoltre è il controluce.
la Gioconda,
IL SOGGETTO, si tratta di una dama al balcone. Il corpo è ruotato di ¾ , le mani sono sovrapposte, il
viso ruota in direzione opposta rispetto al corpo. Indossa un abito del tempo. Indossa uno scialle
sulle spalle e un velo sulla testa e oltre al soggetto abbiamo un
esteso paesaggio alpino, solcato da fiumi e laghi.

LO STILE= Per quanto riguarda lo stile la figura umana è indagata


dal punto di vista anatomico in maniera impeccabile. Abbiamo una
prospettiva lineare e aerea, infatti si nota allo sfumato
(specialmente nel viso e nel sorriso abbiamo questo effetto
indefinito). Evidente é l’effetto del controluce, e l’attenzione ai
dettagli (specialmente nell’abito, nei capelli eccetera).

SIMBOLI= per quanto riguarda l’anatomia, e la geologia, riflettono le


ricerche che lui ha puntato sul suo diario. Chi è la donna raffigurata
non è Monnalisa probabilmente, ma una donna di rubino, in
particolare Felice Brandani. infatti, Giuliano de’ Medici, in esilio da
Urbino, avrebbe chiesto il ritratto dell’amante, da lasciare al figlio
perché far si che a quest’ultimo rimanga il ritratto della madre che
sarebbe destinata a morire precocemente. Anche Giuliano però muore e quindi il ritratto, a cui
continuerà a lavorare, viene portato in Francia da cui poi sarà anche rubato e riportato in Italia, e
questo è l’evento che la rende celebre. Altra ipotesi è che si tratti di sua madre o di lui al femminile.
Raffaello
Madonna del Prato, grazie a una lettera raccomandazione della
sorella del duca di Urbino (giovanna feltria), si sposta a Firenze,
raccomanda alla repubblica di accoglierlo. A firenze é un soggiorno breve,
ma incontro fondamentale: Leonardo, lo vede di persona. Una delle tante
pitture con soggetto Madonna con Bambino. Oggi al belvedere di Vienna.
C'è un controluce, la prospettiva data dallo sfumato e i colori, alla
leonardo, sfumato più dolce, leggero. La postura richiama la forma
triangolare, e le torsioni contrapposte della gioconda (viso e torso in due
direzioni diverse).
Abbiamo Maria seduta presumibilmente su uno scoglio, riota busto e viso in
due direzioni diverse, con le braccia sostiene Gesù, anche lui in torsioni. In
ginocchio, San giovannino, cugino, che gli porge un bastoncino che
all’apice ha una croce (attributo del battista). Sul piano anatomico cogliamo lo studio di
Michelangelo, da lui infatti prende le competenze anatomiche, come i colori. Paesaggio lacustre
sullo sfondo, colori freddi, montagne, lago. Poi dettagli testimoniano la cura dei fiamminghi,
papaveri, e fragole. Abbiamo bellezza ideale e armonia totale.

Lo Sposalizio della Vergine, Perugino è collaboratore di Perugino che la accoglie nella sua
bottega. Siamo nel 1504, Raffaello è giovane. Ci dice Vasari, “ha preso il
meglio da chi ha incontrato, ne ha fatto raccolta e ha dato vita a un
linguaggio superlativo, personale e alto”. Il primo incontro è con Perugino,
cosa c'è di nuovo e prende?
PRENDE= estrema grazia e eleganza dell’artista, la bellezza dei colori,
bellezza ideale “bello ideale”.
(la prospettiva, l’interesse per il particolare dei fiamminghi, li ha presi a
Urbino).
DIVERSO= In raffaello la sensazione è che le figure siano meglio
armonizzate con il contesto, quella di perugino sono tutte assemblate in
primo piano, formano una linea precisa, invece il Raffaello abbiamo una
disposizione molto più armoniosa. Le figure sono anche più dinamiche,
meno bloccate e ingessate. Sullo sfondo, il monumento di Raffaello è più
dettagliato, più perfetto, si approssima al cerchio e nel formato dell’opera é
meglio inserito. Maggiore proporzione e armonia, attenzione maggiore per il particolare, pose più
plausibili. Nel fregio del tempio abbiamo la sua firma “Raffaello Urbinate 1504”

Le Stanze vaticane: Giunto a Roma nel 1508, Raffaello è coinvolto nella decorazione
delle Stanze per opera di Giulio II, che vuole rinnovarle. Le stanze di cui si occupó sono 4: la
Stanza della Segnatúra (celebre per la Scuola di Atene), la stanza dell’Incendio di Borgo, la
stanza di Costantino e la stanza di Eliodóro. Di solito le opere si trovavano sopra scaffali con
libri per cui il tema è affine a quello del libro sotto. (nel caso della scuola di atene abbiamo
libri filosofici) . Il nome delle stanze dipende dall’opera più importante che ospitano.
La Scuola di Atene:
SCELTA COMPOSITIVA: È presente una linea orizzontale che corrisponde alla testa dei due
personaggi divide l’opera in due parti, e altre due linee in corrispondenza dei due pilastri
dell’architettura. Questo dà origine a un rapporto di ⅔ , che riflette il rapporto musicale, per cui
conferisce all’opera armonia e bellezza.
ARCHITETTURA: Il convegno dei grandi dotti del mondo antico avviene in uno spazio architettonico
grande ed aulico. Nello sfondo si intravede un grande
arco di trionfo, poi incontriamo un grande edificio cha
una pianta a croce composta da due bracci (uno
trasversale e uno longitudinale) coperti da una volta a
botte con cassettoni ottagonali e a rombo (che richiamano
la basilica di Massenzio). Dove i bracci si incontrano
abbiamo degli elementi chiamati pennacchi e la
presenza di una possibile cupola, è possibile che questa
cupola non sia chiusa, in corrispondenza dei bracci è
aperta. quindi potrebbe essere un edificio in costruzione
(quindi potrebbe alludere alla Nuova San Pietro in
costruzione) o un edificio diruto.
I PERSONAGGI: abbiamo i grandi dotti del mondo antico. Al centro abbiamo Platone (che indica con
il dito il cielo pensando al mondo delle idee) e Aristotele (con la sua opera in mano e il dito verso il
basso ad indicare una dimensione più terrena). Platone é il ritratto di Leonardo da Vinci. A
sinistra,mentre dibatte in maniera animata, è raffigurato Socrate e sempre sul lato sinistro, con
pampini in testa e un libro aperto, abbiamo Epicuro. Adagiato (quasi in ginocchia) e concentrato sulla
stesura del suo contratto c'è Pitagora, mentre in zona centrale appoggiato su un macigno c'è
Eraclito, seduto e appoggiato su un blocco di marmo, arcigna, che rappresenta Michelangelo.
(atteggiamento spigoloso e introverso, anatomia tipiche) Questa figura fu aggiunta solo in seguito
alla scoperta della cappella sistina. In una posizione insolita più o meno al centro c'è Diogene,
abbandonato sugli scalini. Scorrendo invece abbiamo Euclide, che è intento a tracciare un percorso in
una lavagnetta, che invece è Bramante. Nell’angolo a destra si intravede, con un suo collega,
Raffaello, che ci guarda.
Michelangelo
Volta della Cappella Sistina
Siamo nel 1508, e Giulio II
chiede a Michelangelo di
dipingere la volta della
Cappella Sistina. Ci lavora
dal 1508-1512. Era già
dipinta, sulle pareti laterali ci
avevano lavorato grandi del
400, come Perugino,
Botticelli, e la volta si
presentava anch'essa dipinta con un cielo stellato. A Michelangelo viene chiesto di intervenire sulla
volta tramite un complesso programma iconografico imperniato sul Vecchio Testamento, inteso
come anticipazione di quello nuovo e del ruolo della Chiesa cattolica romana. É il primo affresco che
dipinge, fa arrivare aiuti da firenze ma a un certo punto va avanti da solo, impresa affrontata da un
unico uomo, le dimensioni sono impressionanti: 13,4 x 40m. Il dipinto è organizzato con un criterio
ancora “tradizionale”, sul soffitto simula un’architettura, quindi un illusione architettonica, ci sono
degli arconi che scandiscono la superficie, che sono tagliati longitudinalmente da una cornice.
Abbiamo infatti una divisione in 3 fasce. Sulle pareti dipinge le lunette (porzioni semicircolari,
ricordano una mezza luna), in corrispondenza delle aperture, e sempre in corrispondenza di queste
ultime abbiamo le vele (sorta di cunei che assomigliano a vele gonfie). Alcune scene hanno un campo
maggiore, altre più ristretto, perché su dei piedistalli ci sono degli ignudi che fanno da cornice. Il ricco
racconto sul piano iconografico prevede riferimenti ai personaggi del vecchio Testamento. (profeti e
sibille importanti perché avrebbero anticipato la venuta di cristo che manda Pietro a roma che fonda la
chiesa). Lungo la fascia centrale, abbiamo al principio Dio che separa in maniera energica la luce
dalle tenebre, poi Dio che crea il sole, la luna e le stelle. Come terza scena abbiamo Dio che separa la
terra dalle acque, con un gesto perentorio, la quarta è la creazione di adamo, posizionata quasi al
centro, poi abbiamo la creazione di eva, il peccato originale, la cacciata dal paradiso terrestre, il
sacrificio di Noè, il diluvio universale e infine l'ebbrezza di Noè.
la Creazione d’Adamo,
Dio padre sta giungendo rapido con uno stuolo di angeli attorno a lui, che lo incorniciano, è in una
posizione oltremodo dinamica, viso di profilo e capelli mossi dal vento. La forma del drappo che
include gli angeli e Dio Padre riproduce la forma del cervello, proprio per evidenziare che tutto avviene
tramite la sapienza e grandezza divina. Le figure attorno a lui sarebbero cherubini, che nel vecchio
testamento fanno rumore, se li tocchi ti bruciano, emanano luce e energia, tradotti in pittura come
giovani ragazzini con ali di rondine
variopinte. La sensazione è che sia una
sorta di macchine volanti. Dio Padre
allunga il braccio destro con un gesto
famosissimo, il dito indice, e non tocca
Adamo e sull’altro lato, in una terra
ancestrale, dove c'è solo una lingua di
verde, abbiamo Adamo disteso, che
con il suo corpo perfetto, inizia a
prendere consapevolezza della propria
fisicità, si solleva facendo perno sul
gomito, ruota il busto e il viso di profilo, allunga il braccio sinistro che non è teso ma molto morbido.
L’energia vitale, la vita viene iniettata da Dio. La perfezione è estrema e la bellezza è una bellezza
ideale, il corpo perfetto di Adamo rappresenta il passo noto della genesi che dice che Dio creó l’uomo a
sua immagine e somiglianza. Questa perfezione corrisponde alla perfezione di Dio.
Giudizio Universale,
gli viene commissionato da Clemente VII de Medici, e la realizza
20 anni dopo la Creazione di Adamo, dal 1536 al 1541. Non c'è
più l'architettura ma l’intera parete si presenta come una finestra
spalancata nell'ultimo instante della vicenda umana che è il
Giudizio Universale. É arrivata la fine dei tempi e che cosa
succede? (parallelismo con la Battaglia centauri e figura di
Apollo). Esattamente sul lasso della composizione troviamo
Cristo giudice che non è più quella figura gracile della pietà ma è
una figura oltremodo gigantesca. Compie un gesto perentorio,
solleva il braccio destro da un lato e l’altro, che abbassa, lo
spinge verso il basso. É come se fosse un vigile urbano, da un
lato dà l'idea di sollevare mentre dall’altro dà l’idea di far
sprofondare. Il suo viso severo e serio si rivolge sul lato sinistro,
lato dei dannati, ed è uno sguardo di condanna. Invece Maria si
rannicchia quasi, guarda sul lato destro nel lato degli eletti, ma è
una figura piccola rispetto a gesù e pare pure lei impaurita dal
frangente, dal momento. Attorno a Cristo e Maria, dietro ai quali
c'è una bolla di fuoco che li pone in controluce, ci sono le schiere
celesti con il primo piano dei santi più famosi: tra questi Pietro
che consegna le chiavi.
Sotto, sempre al centro, un gruppo di angeli suona le trombe del
giudizio universale. Nell’opera la divisione è netta, a destra i
dannati e a sinistra gli eletti.

●​ I DANNATI, a destra, lo sguardo di Cristo nei loro confronti è serio e di condanna. Tentano di salire al
cielo ma vengono cacciati via in malo modo, calci e pugni, dalle schiere celesti e recuperati dai diavoli. In
basso c'è una scena interamente dantesca, infatti abbiamo Caronte, che con il suo remo “invita” i
dannati a scendere dalla barca, e ad attenderli c'è Minosse, avvolto dal serpente con le orecchie d’asino.
Dietro di lui si intravede un altro, con bagliori di fuoco, verso cui vengono condotte le anime. Notiamo
anche la grotta dei dannati al centro. I visi sono atterriti.

●​ GLI ELETTI, a sinistra, emergono dal sottosuolo e vengono aiutati a salire verso il cielo, presi per mano e
sospinti dagli angeli. Questo lato coincide con quello in cui cristo solleva il braccio verso l’alto e Maria li
guarda compassionevole ma anche molto seria.

In corrispondenza delle lunette, che erano state dipinte già da Michelangelo che abbatte i suoi affreschi, abbiamo
degli angeli che portano la croce, la corona di spine, una colonna e una lancia, dove viene flagellato e con cui
viene trafitto. Sono i SIMBOLI DELLA PASSIONE, che vengono agitati come emblema del trionfo della vita sulla
morte.
I corpi non sono più corpi ideali, siamo nel manierismo, il rinascimentale centrale è oramai finito, siamo al di là di
quel confine (sacco di roma, controriforma), questi eventi traumatici hanno mutato l’animo di michelangelo che
non ha più certezze assolute, lui stesso si sente in bilico, per cui le opere che dipinge, i personaggi risentono di
questa inquietudine, instabilità, dramma che pervade in generale l’arte di quel tempo. Lo stesso michelangelo si
presenta nell’opera, in una straordinaria e drammatica visione. Si tratta di un santo, scuoiato, e quella pelle
penzolante riporta in anamorfosi il viso di Michelangelo. É Michelangelo che si sente sospeso. Deformazione del
viso, anche con il noto naso con rigonfiamento (cazzotto giardino di San Marco da suo collega).

All’indomani della controriforma il giudizio universale venne ritenuto, con queste figure svestite, poco idoneo ai
canoni e quindi c'è la proposta di abbatterlo. Si trova la soluzione di apporre delle braghe, viene coinvolto
un’artista passato alla storia come “braghettone”, dipinge sulle opere di Michelangelo. Durante il restauro, finito
nel 1994, ci fu anche una polemica sui colori, si pensava a colori poco vividi, invece il restauro porta alla luce
colori molto più luminosi, per cui si grida al danneggiamento di Michelangelo.
.
Linguaggio di Michelangelo, (Opera: battaglia di Cascina)
Interesse per la figura umana= la figura umana è ideale,
per Michelangelo l’artista deve ricavare la natura come
facevano gli antichi ma in maniera ideale, depurando la
natura da ciò che non è ritenuto bello. Questa
rappresentazione vista sotto la prospettiva religiosa
rappresenta la grandezza e bontà di Dio. Riprendendo il
principio “kalos kai agatos”, "ciò che é bello é anche
buono”. La figura umana pare monumentale.
Anatomie= Un ruolo determinante lo hanno le anatomie,
espresse in maniera precisa e vigorosa, e per esaltarli i
corpi sono sempre colti in tensioni contrapposte. Il dinamismo un altro elemento, l’espressività.
Questa lastra giovanile è una sorta di programma per tutta la vita. (Giudizio universale: Apollo=Cristo,
posa, torsione simili, 1503-1536)

il David,
la Pietà,
Nella bottega secondo il racconto avrebbe scolpito un cupido
dormiente, che avrebbe destato grande interesse per la
perfezione e la bellezza. Un mercante, che vendeva opere
moderne per opere antiche, porta a roma questa scultura e
viene acquistata da un importante cardinale della curia romana.
Ne rimane colpito ma ne intuisce la frode, tuttavia é interessato
a chi l’ha scolpito e arriva a Roma per questo motivo. Questo
cardinale gli chiede di scolpire una statua per la sua tomba in
Santa Petronilla, vuole una pietà perché tema idoneo per la
sepoltura, non andrà lì la statua ma verrà portata a San Pietro.
Questo fa capire l’impatto di quest’opera. Ci lavora nel 96.
SCELTA COMPOSITIVA= Richiama il modello della gioconda. La
forma è piramidale, o triangolare, infatti possiamo racchiudere il gruppo scultoreo all'interno di un
triangolo.
INDAGINE SOGGETTO=
●​ MARIA= È seduta su uno scoglio, ha le gambe appoggiate su due livelli distinti infatti le
ginocchia non sono allineate (questo darà luogo a un comportamento di riflesso di Cristo).. Il
viso è leggermente piegato in avanti, in testa ha un velo, é serio, occhi socchiusi, sta
contemplando. Con la mano destra sostiene il corpo del figlio, c'è una mediazione di un
drappo, non lo tocca direttamente, con la mano sinistra compie un gesto, é come se
allargasse il braccio, con il quale palesa il dramma che vive. Per far sì che noi partecipiamo al
suo dolore. L’abito che porta presente delle pieghe molto scavate e profonde e sul busto una
banda attraversa l’abito in maniera molto decisa, dove troviamo la firma di Michelangelo (si
narra che entrando di sera in san pietro usi in dibattito di fronte a quell'opera, disquisivano
sull’autore e secondo due dotti lo scultore era di Milano, del nord, a quel punto Michelangelo
prende lo scalpello e scrive Michelangelo Buonarroti, è un autoriconoscimento della propria
grandezza).
●​ CRISTO, adagiato sulle ginocchia di Maria, deposto dalla croce, glielo hanno collocato sulle
ginocchia. Il viso é piegato e riverso all’indietro, notiamo la quasi disarticolazione del collo, il
pomo d’adamo è in grande evidenza per questo. Lei sostiene il busto non la testa. Il braccio
destro è sollevato a motivo del braccio di Maria e scende, precipita, come corpo di defunto, e
cade, ma la discesa è interrotta da una piega dell’abito di Maria, le dita si incastrano e
rallentano questa caduta. Impressione più drammatica. Il busto è piegato in due a motivo del
fatto che una parte poggia sul ginocchio destro, mentre le gambe e gli altri sul sinistro, quindi
il bacino si inserisce in questo avvallamento. La mano e il braccio destro si trovano in
posizione quasi orizzontale tra la gamba di maria. Poiché la gamba di Maria è inclinata, le
gambe non sono allineate, un piede è sospeso e l’altro tocca terra.

QUESTIONE ETÀ= È molto giovane e la giovinezza ha riflesso simbolico infatti rappresenta la purezza
di Maria, e come madre ma figlia a sua volta. Il corpo di cristo in proporzione rispetto a Maria è piccolo,
per una serie di questioni: è come se tornasse bambino in grembo a Maria, grandezza materna, la
dimensione enorme della maternità.
TRATTAMENTO SUPERFICI= la carne sembra vera carne, liscia e levigata. Il panneggio ha la
consistenza di un panno, le pieghe sono proprie di un abito mentre il masso su cui sta Maria sembra
più roccia del marmo stesso, fessure, rigidità. Il masso simbolicamente rappresenta il calvario.

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