I CITTADINI DELL’UNIONE EUROPEA E LA TUTELA DEI DIRITTI
“Nell’articolo sono presentati i diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini dell’Unione europea.”
CHE COSA SIGNIFICA ESSERE CITTADINI DELL’UNIONE EUROPEA?
Essere cittadini dell’Unione europea significa essere titolari di una serie di diritti di cui spesso i diretti interessati
ignorano la portata, i vantaggi se non addirittura l’esistenza, tanto che non sempre li esercitano o li rivendicano nel
momento in cui vengono disattesi o violati. È importante, invece, acquisire la consapevolezza che in tema di diritti
ogni persona che appartiene all’Unione, pur nella diversità derivante dalla nazionalità, è uguale a tutte le altre
dell’Unione. E se ognuno diventa consapevole della propria identità, l’Unione europea acquisterà maggiore forza e
prestigio. A causa della crisi economica e delle scelte imposte dalle istituzioni europee, in questi ultimi tempi
l’Unione ha perso in parte il consenso dei cittadini: anche se l’austerità ha generato malcontento, non si devono
disconoscere o ignorare le ricadute positive sui cittadini europei derivanti dall’adesione all’Unione, tra cui dominano
“i diritti”. Anche se non tutti i 500 milioni di persone che vivono nei 28 Paesi dell’Unione ne sono pienamente
consapevoli, i diritti aggiuntivi che derivano dall’essere membri dell’Ue sono numerosi e di notevole rilievo. E,
proprio per partecipare attivamente alla vita democratica dell’Unione ed esercitare appieno i propri diritti, i cittadini
europei devono conoscerli meglio.
COME E DOVE SI INDIVIDUANO I DIRITTI DEI CITTADINI DELL’UNIONE EUROPEA?
I diritti che derivano dalla cittadinanza europea sono contenuti in via prioritaria nella Carta dei diritti fondamentali
dell’Unione europea. La Carta europea dei diritti, approvata al vertice di Nizza e diventata parte integrante del
Trattato di Lisbona (1° dicembre 2009), oltre a porre sullo stesso piano i diritti fondamentali della persona (civili,
politici, economici e sociali) riconosce anche i cosiddetti diritti di quarta generazione come i diritti sulla genetica
(divieto di pratiche biogenetiche, di clonazione riproduttiva ecc.) e i diritti dei disabili, dei bambini, degli anziani,
ignorati o scarsamente tutelati nelle costituzioni nazionali del secondo dopoguerra Nella Carta europea si tratta di
dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia: questi sono i Capi in cui la Carta è suddivisa e da
questi valori scaturisce una molteplicità di diritti riconosciuti concretamente nella legislazione europea e in quelle
nazionali. Così, mentre i diritti umani vengono rivisti e ampliati alla luce del progresso scientifico e tecnologico, viene
presa in considerazione anche la condizione del cittadino europeo (Capo V - Cittadinanza) richiamando diritti già
enunciati nella normativa comunitaria come la libertà di circolazione e soggiorno e introducendone di nuovi, come il
diritto a una buona amministrazione. Al riguardo, è riconosciuto ai cittadini europei il diritto di elettorato attivo (diritto
di voto) e passivo (diritto di candidarsi) alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali dello Stato
dell’Ue in cui risiedono, il diritto di godere in uno Stato terzo della protezione diplomatica e consolare di un qualsiasi
Stato dell’Unione, nonché il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo su una materia di competenza
comunitaria. Ma i cittadini europei viaggiano, lavorano, studiano, acquistano beni e servizi, soggiornano nei diversi
Paesi dell’Unione e, anche per questo, sono tutelati e devono essere informati in merito ai diritti che spettano loro in
queste situazioni.
CHE COSA È PREVISTO PER...
... soggiornare in un Paese dell’Unione “Ogni cittadino ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel
territorio degli Stati membri” (art. 45). Per soggiornare in un Paese dell’Unione, se il soggiorno è inferiore a tre mesi,
in genere è sufficiente essere muniti di un documento d’identità. Soltanto in alcuni Paesi è necessario comunicare,
entro breve tempo, la propria presenza alle autorità competenti. Durante il soggiorno il cittadino ospite deve essere
trattato come i cittadini nazionali (per esempio può frequentare regolarmente gli studi). Se il soggiorno in uno Stato
membro supera i tre mesi per motivi di lavoro, l’interessato deve iscriversi presso le autorità competenti e ottenere
l’attestato di iscrizione, che ha validità illimitata. Le stesse condizioni sono riservate ai pensionati. Se, invece, si
tratta di uno studente, egli, oltre a ottenere l’attestato di iscrizione, deve anche disporre di un reddito sufficiente e di
un’assicurazione sanitaria. Nel caso in cui il soggiorno duri ininterrottamente per cinque anni, è possibile ottenere il
permesso di soggiorno permanente. ... lavorare in un Paese dell’Unione diverso dal proprio La possibilità di circolare
liberamente per motivi di lavoro entro i confini dell’Unione europea è uno dei diritti principali di cui godono i cittadini
europei. Per lavorare in un Paese dell’Unione diverso da quello di appartenenza non è necessario richiedere alcun
permesso, ma la situazione cambia in relazione all’attività professionale svolta: un lavoro dipendente, qualunque sia
il tipo di contratto, può essere svolto senza alcuna preclusione; un lavoro autonomo può essere esercitato soltanto
se si tratta di un’attività stabile. In ogni caso il lavoratore deve ricevere lo stesso trattamento previsto per i lavoratori
nazionali. ... studiare in un qualunque Paese dell’Unione I giovani studenti hanno diritto di frequentare in un
qualsiasi Stato dell’Ue la classe corrispondente a quella che avrebbero frequentato nel proprio Paese, dopo che
sono stati riconosciuti i certificati scolastici nazionali. Anche agli studenti universitari è consentito accedere a
qualsiasi università dell’Unione; essi, in genere, ricevono lo stesso trattamento degli studenti locali, a parte il
superamento di un eventuale esame di lingua e l’impossibilità di ottenere prestiti e borse di mantenimento, a meno
che non vivano nel Paese da almeno cinque anni. ... fare acquisti nell’Unione e on line I cittadini dell’Unione europea
sono protetti da regole uniformi anche quando fanno i loro acquisti per i quali vige una regola generale: il
consumatore per lo stesso prodotto deve pagare lo stesso prezzo in ogni Paese dell’Unione e ha diritto a una
garanzia di due anni durante i quali l’oggetto deve essere riparato o sostituito dal venditore. Una norma specifica,
contenuta nel Codice dei diritti on line, riguarda gli acquisti di beni e servizi tramite Internet. Tra i diritti contenuti nel
Codice alcuni hanno un particolare rilievo, come il diritto a trovare on line informazioni chiare e complete sul
prodotto o sul servizio, sulle caratteristiche del contratto (per esempio garanzie commerciali, servizi di assistenza,
diritto di recesso) nonché sulle modalità di pagamento. ... viaggiare in qualunque Paese dell’Unione Anche per i
viaggi sia in treno sia in aereo, i passeggeri sono tutelati da una serie di norme. Per i viaggi a mezzo ferrovia i
viaggiatori sono tutelati con rimborsi o altri servizi sostitutivi, in particolare per ritardi superiori a un’ora o per
soppressione dei treni (Regolamento Ce 1371/2007). Per i viaggi in aereo, invece, i diritti dei passeggeri sono
contenuti nella Carta dei diritti del passeggero al quale, in caso di overbooking o negato imbarco, di cancellazione
del volo e ritardo prolungato, è riconosciuto il diritto al rimborso, alla compensazione pecuniaria, all’assistenza o
all’imbarco su un volo alternativo.
COME E DA CHI SONO TUTELATI I DIRITTI DEI CITTADINI DELL’UNIONE EUROPEA?
I cittadini dell’Unione per la tutela dei loro diritti possono rivolgersi al mediatore europeo e alla Corte europea dei
diritti dell’uomo. È possibile rivolgersi al mediatore europeo quando il cittadino ritiene che le istituzioni europee non
abbiano operato con la dovuta diligenza e reputa di essere stato vittima di irregolarità o ritardi amministrativi, abuso
di potere e discriminazioni. La denuncia al mediatore europeo deve essere indirizzata a Strasburgo dove il
mediatore ha sede. Se, invece, viene violato uno dei diritti fondamentali e il cittadino, dopo essersi rivolto alla
giustizia nazionale, non ha trovato soddisfazione, può ricorrere alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il ricorso alla
Corte, che ha sede a Strasburgo, non può essere diretto verso una persona, ma verso uno Stato e soltanto se
questo ha ratificato la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. La sentenza della Corte è
vincolante e lo Stato condannato non solo non deve più violare lo stesso diritto, ma deve risarcire la persona che ha
fatto ricorso nel caso abbia subìto un danno.
1. Il Trattato di Nizza e il Trattato di Lisbona sono importanti perché nella Carta europea dei diritti, approvata al vertice di
Nizza e diventata parte integrante del Trattato di Lisbona, sono contenuti in via prioritaria i diritti che derivano dalla
cittadinanza europea. La Carta europea dei diritti pone sullo stesso piano i diritti fondamentali della persona e
riconosce anche i cosiddetti diritti di quarta generazione come i diritti sulla genetica e i diritti dei disabili, dei
bambini, degli anziani.
2. Il Parlamento europeo è attualmente composto da 751 deputati di cui 76 italiani e rappresenta in totale circa 500
milioni di persone. I deputati al Parlamento europeo si riuniscono in gruppi politici e sono organizzati non già per
nazionalità bensì per affinità politiche. Vi sono attualmente 7 gruppi politici al Parlamento europeo. Un gruppo
politico è composto da un numero minimo di 25 deputati e rappresenta almeno un quarto degli Stati membri. Il
Parlamento europeo esercita, come ogni Parlamento nazionale, tre poteri fondamentali: il potere legislativo, il
potere di bilancio e quello di controllo democratico sull'esecutivo. Le competenze del Parlamento europeo sono
aumentate con il Trattato di Lisbona, in vigore dal 1° dicembre 2009.
3. è riconosciuto ai cittadini europei il diritto di godere in uno Stato terzo della protezione diplomatica e consolare di
un qualsiasi Stato dell’Unione. Art. 46 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: Ogni cittadino
dell'Unione gode, nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non è
rappresentato, della tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni
dei cittadini di detto Stato.
4. Per soggiornare in un Paese dell’Unione, se il soggiorno è inferiore a tre mesi, è solitamente sufficiente essere muniti
di un documento d’identità e durante il soggiorno il cittadino ospite deve essere trattato come i cittadini nazionali.
Se il soggiorno in uno Stato membro supera i tre mesi per motivi di lavoro, l’interessato deve iscriversi presso le
autorità competenti e ottenere l’attestato di iscrizione, che ha validità illimitata. Se, invece, si tratta di uno studente,
egli, oltre a ottenere l’attestato di iscrizione, deve anche disporre di un reddito sufficiente e di un’assicurazione
sanitaria. Nel caso in cui il soggiorno duri ininterrottamente per cinque anni, è possibile ottenere il permesso di
soggiorno permanente. Un lavoro dipendente, qualunque sia il tipo di contratto, può essere svolto senza alcuna
preclusione, mentre un lavoro autonomo può essere esercitato soltanto se si tratta di un’attività stabile. In ogni caso
il lavoratore deve ricevere lo stesso trattamento previsto per i lavoratori nazionali.
5. I cittadini dell’Unione europea sono protetti da regole anche quando fanno i loro acquisti, per i quali vige una regola
generale: il consumatore per lo stesso prodotto deve pagare lo stesso prezzo in ogni Paese dell’Unione e ha diritto a
una garanzia di due anni durante i quali l’oggetto deve essere riparato o sostituito dal venditore. Una norma
specifica, contenuta nel Codice dei diritti on line, riguarda gli acquisti di beni e servizi tramite Internet. Tra i diritti
contenuti nel Codice alcuni hanno un particolare rilievo, come il diritto a trovare on line informazioni chiare e
complete sul prodotto o sul servizio, sulle caratteristiche del contratto nonché sulle modalità di pagamento.
6. I cittadini dell’Unione possono rivolgersi al mediatore europeo e alla Corte europea dei diritti dell’uomo. È possibile
rivolgersi al mediatore europeo quando il cittadino ritiene che le istituzioni europee non abbiano operato con la
dovuta diligenza e reputa di essere stato vittima di irregolarità o ritardi amministrativi, abuso di potere e
discriminazioni.
7. La Carta europea dei diritti oltre a porre sullo stesso piano i diritti fondamentali della persona (civili, politici,
economici e sociali) riconosce anche i cosiddetti diritti di quarta generazione come i diritti sulla genetica (divieto di
pratiche biogenetiche, di clonazione riproduttiva ecc.) e i diritti dei disabili, dei bambini, degli anziani, ignorati o
scarsamente tutelati nelle costituzioni nazionali del secondo dopoguerra.
8. Per quanto riguarda il diritto a una buona amministrazione, è riconosciuto ai cittadini europei il diritto di elettorato
attivo (diritto di voto) e passivo (diritto di candidarsi) alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali
dello Stato dell’Ue in cui risiedono.