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L'Italia

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La Prima guerra mondiale scoppia nel 1914 ed è uno degli eventi più importanti del Novecento.

Le cause principali della guerra sono 4:


1)​ il nazionalismo: ogni nazione europea sviluppa un forte senso di orgoglio nazionale e spesso entra in
rivalità con le altre. Questo porta gli Stati a voler primeggiare, conquistare nuovi territori e difendere le
proprie zone di influenza.
2)​ L'imperialismo: le grandi potenze europee, come Francia, Gran Bretagna e Germania, competono per
espandere i propri imperi coloniali in Africa e in Asia, aumentando così le tensioni internazionali.
3)​ Il militarismo: si crede molto nella forza degli eserciti e nella strategia militare, tanto che gli Stati investono
enormi risorse negli armamenti. Un esempio è la corsa agli armamenti tra Gran Bretagna e Germania per
la costruzione di navi da guerra sempre più moderne.
4)​ Il sistema delle alleanze: l'Europa è divisa in due blocchi contrapposti, la Triplice Intesa, formata da
Francia, Regno Unito e Russia, e la Triplice Alleanza, composta da Germania, Austria-Ungheria e Italia.
A queste tensioni si aggiunge la situazione dei Balcani, una zona molto instabile dove la Serbia, sostenuta dalla
Russia, entra spesso in contrasto con l'Austria-Ungheria.

La scintilla che fa esplodere il conflitto arriva il 28 giugno 1914 a Sarajevo. L'arciduca Francesco Ferdinando, erede
al trono austro-ungarico, e sua moglie Sofia vengono assassinati dal nazionalista serbo Gavrilo Princip.
L'Austria-Ungheria accusa la Serbia e le dichiara guerra. A quel punto il sistema delle alleanze provoca una reazione
a catena che coinvolge rapidamente tutta l'Europa.

Da una parte si schierano gli Imperi Centrali, formati da Germania e Austria-Ungheria, ai quali si aggiungono
successivamente l'Impero Ottomano e la Bulgaria. Dall'altra parte si schiera la Triplice Intesa, composta da Francia,
Gran Bretagna e Russia.

●​ All'inizio del conflitto la Germania cerca di sconfiggere velocemente la Francia attraverso il Piano
Schlieffen, ma viene fermata nella battaglia della Marna. La guerra di movimento si trasforma così in una
lunga guerra di trincea: Le trincee sono lunghi fossati nei quali i soldati vivono in condizioni terribili, tra
fango, freddo, fame, malattie, topi e continui bombardamenti. Molti soffrono anche di gravi traumi
psicologici causati dagli orrori della guerra.
●​ La Prima guerra mondiale è anche la prima grande guerra moderna. Vengono utilizzate nuove armi come
mitragliatrici, gas tossici, lanciafiamme, carri armati, aerei e sottomarini. Inoltre è una guerra totale,
perché coinvolge non solo gli eserciti ma anche le industrie e la popolazione civile. Le donne sostituiscono
spesso gli uomini nelle fabbriche e nei campi, contribuendo allo sforzo bellico.
●​ Sul fronte orientale la Germania combatte contro la Russia e ottiene importanti vittorie, come quella di
Tannenberg. Nel 1915 si apre anche il fronte dei Dardanelli, dove la Gran Bretagna tenta senza successo di
colpire l'Impero Ottomano.

L’Italia: Quando la guerra scoppia, l'Italia decide inizialmente di rimanere neutrale, nonostante faccia parte della
Triplice Alleanza. Il governo sostiene infatti che l'Austria-Ungheria sia stata l'aggressore e che quindi non esista
alcun obbligo di intervenire. Nel paese si apre un acceso dibattito tra neutralisti e interventisti.

●​ Tra i neutralisti ci sono la maggioranza dei socialisti, i cattolici e i liberali guidati da Giovanni Giolitti. I
socialisti considerano la guerra un conflitto voluto dalle grandi potenze capitalistiche; i cattolici, guidati
da papa Benedetto XV, la definiscono una "inutile strage"; Giolitti ritiene invece che l'Italia non sia pronta
ad affrontare una guerra così costosa e che molte rivendicazioni territoriali possano essere ottenute con la
diplomazia.
●​ Tra gli interventisti troviamo invece i nazionalisti, che vedono nella guerra uno strumento per rendere
l'Italia una grande potenza, gli irredentisti, che vogliono liberare Trento e Trieste dal dominio austriaco, e
gli interventisti democratici, che considerano il conflitto il completamento del Risorgimento. Tra le figure
più importanti ci sono Gabriele D'Annunzio e Benito Mussolini, che passa dal socialismo
all'interventismo e viene espulso dal Partito Socialista.
-​ Nel frattempo il governo guidato da Antonio Salandra e il ministro degli Esteri Sidney Sonnino trattano
segretamente con le potenze dell'Intesa. Il 26 aprile 1915 viene firmato il Patto di Londra, con il quale
Francia, Gran Bretagna e Russia promettono all'Italia il Trentino, l'Alto Adige, Trieste e altri territori in
cambio dell'ingresso in guerra. Con l'appoggio del re Vittorio Emanuele III, l'Italia entra in guerra il 24
maggio 1915.

Sul fronte italiano il generale Luigi Cadorna guida numerose offensive sul fiume Isonzo, ma senza ottenere risultati
decisivi e con enormi perdite umane.
Nel 1916 si combattono alcune delle battaglie più sanguinose del conflitto, come Verdun e lo Jutland. Sul fronte
italiano gli austriaci organizzano anche la Strafexpedition, cioè una spedizione punitiva contro l'Italia.

Il 1917 è l'anno decisivo della guerra. In Russia scoppiano due rivoluzioni: quella di Febbraio provoca la caduta
dello zar Nicola II, mentre quella di Ottobre porta al potere Lenin e i bolscevichi. Poco dopo la Russia esce dalla
guerra firmando il trattato di Brest-Litovsk.
●​ Nello stesso anno entrano in guerra gli Stati Uniti. Il presidente Wilson decide di intervenire soprattutto a
causa della guerra sottomarina indiscriminata condotta dalla Germania e per difendere gli interessi
economici americani legati all'Intesa.
●​ Sempre nel 1917 l'Italia subisce la grave sconfitta di Caporetto, dove le truppe austro-ungariche e
tedesche costringono l'esercito a una lunga ritirata fino al fiume [Link] questa disfatta il generale
Cadorna viene sostituito da Armando Diaz, che riorganizza l'esercito e migliora il morale dei soldati.

Nel 1918 la situazione si ribalta a favore dell'Intesa grazie anche all'arrivo delle truppe americane. Sul fronte
italiano l'esercito ottiene una vittoria decisiva nella battaglia di Vittorio Veneto. L'Austria-Ungheria firma
l'armistizio il 4 novembre 1918 e poco dopo si arrende anche la Germania. La guerra termina dopo aver causato
milioni di morti e feriti.

Nel 1919 si apre la Conferenza di Parigi. Il presidente americano Wilson presenta i Quattordici Punti, basati
sull'autodeterminazione dei popoli, sulla riduzione degli armamenti e sulla cooperazione internazionale. Per
mantenere la pace viene creata la Società delle Nazioni.

Il trattato più importante è il Trattato di Versailles, che impone dure condizioni alla Germania. Essa viene
considerata responsabile della guerra, perde territori e colonie, deve ridurre drasticamente il proprio esercito e
pagare pesanti riparazioni economiche. Accanto a Versailles vengono firmati anche altri trattati, come
Saint-Germain con l'Austria e Trianon con l'Ungheria.

La Prima guerra mondiale provoca la fine degli imperi tedesco, austro-ungarico, russo e ottomano. Inoltre lascia
profonde tensioni economiche, sociali e politiche che favoriscono l'ascesa dei totalitarismi e preparano il terreno alla
Seconda guerra mondiale. In Italia si diffonde anche il mito della vittoria mutilata, cioè la convinzione di non aver
ottenuto tutti i territori promessi nonostante la vittoria.

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