STATO
Lo stato è un ente sovrano e ha il compito di
• produrre servizi pubblici:
- sociali (che lo possono offrire anche i privati)
- istituzionali (che lo può offrire solo lo stato)
•garantisce la crescita stabile dell’economia tramite l’attuazione di una politica economica
•la redistribuzione del reddito.
Lo stato agisce per il benessere della comunità, quindi non ha fini di lucro
SERVIZI PUBBLICI:
lo stato fornisce servizi che il mercato non è in grado di fornire.
I bisogni pubblici non hanno prezzo, quindi sono forniti gratuitamente dallo stato, ma lo stato, per
poterli finanziare, preleva il denaro necessario dalle imposte e dalle tasse.
Per poter scegliere i servizi da offrire, lo stato valuta quale è il migliore in relazione alla necessità e
all’importanza.
GARANZIA DI UNA CRESCITA STABILE:
lo stato ha un ruolo importante nel creare le condizioni di una crescita equilibrata, soprattutto
dopo la crisi del ’29-’32, intervenendo con una politica economica: fissando regole, tutelare la
sicurezza…
REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO:
lo stato interviene per correggere le più gravi ingiustizie fra i cittadini, che attentano ai diritti
umani dalle libertà personali.
ENTRATE E SPESE DELLO STATO:
ENTRATE:
•imposte dirette: vengono versate direttamente dalle famiglie e dalle imprese in relazione al
reddito
•imposte indirette: riscosse dallo stato nel momento in cui si effettuano scambi sul mercato.
(imposte dirette > imposte indirette)
•contributi sociali, entrate diverse
SPESE:
•prestazioni sociali (migliora la vita della società) e consumi collettivi
•spese correnti: esauriscono la loro funzione una volta sostenute
•spese in conto capitale: che riguardano la produzione e svolgono la loro funzione nel medio e
lungo periodo
(prestazioni sociali > altre spese)
DISAVANZO:
il DISAVANZO è la differenza tra le spese pubbliche e le entrate totali.
finire in avanzo non è un bene perché ciò significa che lo stato ha soldi pubblici non utilizzati,
invece è un bene se per esempio si finisce in pareggio.
il DEBITO PUBBLICO sono prestiti che lo stato chiede ai privati cedendo dei titoli pubblici (BOT o
CCT), lo stato pagherà periodicamente degli interessi e alla scadenza rimborsa i prestiti.
DALLO STATO GENDARME AL WELFARE STATE
Per gli economisti lo stato aveva compiti limitati come intervenire solo per la protezione delle
persone e dei beni e offrire beni pubblici indispensabili, ma dal secondo dopoguerra i poteri del
governo si sono ampliati aggiungendo:
• la regolamentazione economica (insieme di leggi promulgate a sostegno della crescita del
sistema)
• l’assicurazione dei diritti della persona
• l’intervento per correggere gli squilibri tra i redditi dei cittadini
• la protezione dell’ambiente per uno sviluppo sostenibile (pEr Un MoNdO pIù PuLiTo)
Queste competenze sono tipiche dello stato sociale, ovvero uno stato democratico che garantisce
i diritti e la giustizia sociale.
CRISI FISCALE DEL WELFARE STATE
Lo stato, per poter offrire dei servizi ha bisogno di entrate sufficienti per garantirli, ma la spesa
pubblica risulta costantemente in aumento e questo crea una crisi fiscale, aggravata anche
dall’evasione fiscale che in Italia è molto diffusa.
Per poter alleggerire la spesa pubblica, si favorisce, con delle agevolazioni fiscali, tutte quelle
iniziative di volontariato che costituiscono bassi costi.
RAGIONI STORICHE DELL’INTERVENTO DELLO STATO:
il governo ha deciso di far intervenire lo stato nell’economia per precise ragioni:
- per salvare le grandi imprese in crisi che dopo la crisi economica del 1929-32 ha
causato il fallimento di molte imprese provocando un aumento della disoccupazione
- ritardo nello sviluppo capitalistico: l’Italia ha sostenuto con i capitale pubblico per
l’industria, dato che c’era uno scarso debito privato e gli imprenditori non volevano
rischiare il proprio capitale
- per la presenza di idee non favorevoli al libero mercato:
LA POLITICA ECONOMICA:
lo stato per raggiungere i suoi obiettivi di politica economica dispone della
- politica industriale: insieme di interventi pubblici con lo scopo di orientare lo sviluppo
industriale e creare nuove condizioni per lo sviluppo delle imprese.
- politica fiscale: che ha lo scopo di assicurare l’adempimento compiti dello stato. La
politica fiscale si divide in:
• politica fiscale espansiva in cui le spese sono maggiori delle entrate
• politica fiscale restrittiva in cui le entrate sono maggiori delle spese
- politica monetaria: controlla le variabili monetarie, combatte l’inflazione, stabilizza lo
scambio estero e favorisce lo sviluppo.
SISTEMI ECONOMICI:
- SISTEMA LIBERISTA:
1. è lo stato che fa rispettare le regole dell’economia, ma non si intromette e non
tutela nessuno (Adam Smith)
2. È presente il principio della libertà di iniziativa privata, in cui ogni soggetto
economico è libero di intraprendere ogni iniziativa legale e può rispondere in modo
autonomo alle tre domande principali, è presente la proprietà privata sui messi di
produzione, c’è l’astensione da parte dello stato nell’economia, infatti lo stato ha il
solo scopo di offrire solo servizi istituzionali.
3. I problemi economici fondamentali sono risolti dall’ economia creando un
equilibrio tra i diversi soggetti
Limiti: non tutela le classi sociali più deboli, si affermano i sindacati in difesa dei
lavoratori (il primo sindacato fu la Trade Unions inglese del 1800)
- SISTEMA COLLETTIVISTA: sistema ispirato a Karl Marx
1. Lo stato è il proprietario dei mezzi di produzione, infatti viene abolita la proprietà
privata per garantire il benessere collettivo e non quello individuale, quindi viene
fatto prevalere l’interesse pubblico e non quello privato
2. Le risposte alle domande principali vengono effettuate dallo stato, attraverso la
pianificazione economica, in cui si pianifica la produzione economica, dettando
regole che le famiglie e le imprese devono obbligatoriamente rispettare
Limiti: non c’è il miglioramento tecnologico
- SISTEMA DI ECONOMIA MISTA:
1. Chiamato anche sistema di economia di intervento, in cui lo sviluppo regolare e
continuo del sistema economico può essere garantito solo da una serie di
interventi dello stato. (Keyns)
2. In questo sistema c’è una elevata spesa pubblica
3. Nell’economia mista è presente una normativa a tutela dei lavoratori, quindi i
sindacati partecipano per ottenere gli obiettivi della politica economica.
4. In questo sistema c’è la programmazione pluriennale della spesa pubblica, mirando
ad aumentare le entrate dello stato e condizionare in modo positivo i compiti dello
stato
5. Il compito dello stato è quello di intervenire per la protezione delle persone sotto
ogni aspetto
6. Lo stato e il mercato convivono, ciascuno con propri compiti e al servizio di
un’organizzazione che ha al centro le famiglie.
BISOGNI ECONOMICI
Il bisogno economico è il desiderio di disporre di un mezzo che viene ritenuto idoneo al
raggiungimento di determinati fini
Caratteristiche:
- illimitatezza: non si può porre un limite ai bisogni economici
- saziabilità: con il soddisfacimento graduale del bisogno, la sua intensità decresce fino al
completo soddisfacimento
- soggettività: variano di persona in persona
- risorgenza: il bisogno risorge a distanza di brevi o lunghi periodi
- complementarietà: i bisogni sorgono in diverse combinazioni, quindi non possono
essere soddisfatti singolarmente
classificazione:
- primari e secondari
- individuali e collettivi
BENI ECONOMICI
Mezzo ritenuto idoneo per il soddisfacimento di bisogni economici
I beni economici sono caratterizzati dalla scarsità, cioè che sono limitati rispetto al fabbisogno
Classificazione dei beni:
in base alla funzione:
- di consumo
- strumentali
in base alla modalità di soddisfacimento:
- durevoli
- non durevoli
in base alla disponibilità nel tempo:
- presenti
- futuri
in base ai soggetti che lo utilizzano:
- individuali
- collettivi
in base ai loro rapporti:
- complementari
- concorrenti
RICCHEZZA, PATRIMONIO REDDITO
RICCHEZZA: insieme delle risorse, beni e servizi atti a soddisfare i bisogni
La ricchezza può essere considerata:
- sotto l’aspetto statico (determinato momento di tempo) che costituisce il
PATRIMONIO, appartiene a un solo soggetto ed è la fotografia di tutti gli elementi attivi
e passivi di carattere patrimoniale.
- Sotto l’aspetto dinamico (arco di tempo) che costituisce il REDDITO, è un flusso di beni
ed è il compenso derivanti dall’impego dei fattori produttivi
Il reddito e il patrimonio possono definirsi sia a livello individuale che a livello nazionale, definito
REDDITO NAZIONALE, che viene analizzato facendo la media, così da capire come si deve operare
per migliorare il benessere collettivo e per calibrare la politica economica (es. dando bonus alle
famiglie)