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Nozioni Preliminari: Notazioni

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Nozioni preliminari

Sommario. In questo capitolo fissiamo le notazioni più importanti che saranno usate
in questo libro e richiamiamo alcuni risultati di analisi matematica che ricorreran-
no di frequente. Definiamo quindi la nozione di somma per una famiglia infinita di
numeri reali indicizzata da un insieme generico, discutendone le proprietà.

Notazioni
Dato un insieme Ω e due suoi sottoinsiemi A, B ⊆ Ω , useremo le notazioni standard

A ∪ B := {ω ∈ Ω : ω ∈ A o ω ∈ B} ,
A ∩ B := {ω ∈ Ω : ω ∈ A e ω ∈ B} ,
Ac := {ω ∈ Ω : ω ∈ A} ,
A \ B := A ∩ Bc ,
A  B := (A \ B) ∪ (B \ A) = (A ∪ B) \ (A ∩ B) ,
dove il simbolo “:=” indica una definizione. Le nozioni di unione e intersezione si
estendono in modo naturale a una famiglia arbitraria (Ai )i∈I di sottoinsiemi di Ω :

Ai := {ω ∈ Ω : ∃i ∈ I tale che ω ∈ Ai } ,
i∈I

Ai := {ω ∈ Ω : ∀i ∈ I si ha che ω ∈ Ai } .
i∈I

Con un piccolo abuso di terminologia, diremo che un’unione i∈I Ai è disgiunta se
gli eventi (Ai )i∈I sono a due a due disgiunti, ossia se Ai ∩ A j = 0/ per ogni i = j (nel
seguito, per brevità, scriveremo semplicemente disgiunti).
Useremo spesso la proprietà distributiva dell’intersezione rispetto all’unione:
 
A ∪ B ∩ C = (A ∩C) ∪ (B ∩C) ,
Caravenna F., Dai Pra P.: Probabilità. Un’introduzione attraverso modelli e applicazioni.
Unitext – La Matematica per il 3+2 67
DOI 10.1007/978-88-470-2595-0_0, © Springer-Verlag Italia 2013
2 Nozioni preliminari

e le leggi di De Morgan:

(A ∪ B)c = Ac ∩ Bc , (A ∩ B)c = Ac ∪ Bc ,

che valgono, più in generale, per famiglie arbitrarie di insiemi:


 
  
Ai ∩ C = Ai ∩C ,
i∈I i∈I
 c  c
   
Ai = Aci , Ai = Aci .
i∈I i∈I i∈I i∈I

Indicheremo con N := {1, 2, 3, . . .} i numeri naturali, zero escluso; quando vor-


remo includerlo, useremo la notazione N0 := {0, 1, 2, . . .}. Adotteremo le notazioni
standard per i numeri interi, razionali e reali, indicati rispettivamente con Z, Q e R,
e porremo R+ := [0, ∞) = {x ∈ R : x ≥ 0}.
Diremo che un numero x ∈ R è positivo se x ≥ 0 e strettamente positivo se x > 0;
analogamente, diremo che x è negativo se x ≤ 0 e strettamente negativo se x < 0.
Si noti che con queste convenzioni 0 è sia positivo sia negativo. La parte positiva e
negativa di un numero x ∈ R sono definite rispettivamente da

x+ := max{x, 0} , x− := − min{x, 0} = max{−x, 0} ,

così che x+ , x− ≥ 0 e x = x+ − x− . Il valore assoluto di x è dato da |x| = x+ + x− .


Utilizzeremo gli aggettivi “crescente” e “decrescente” in senso debole: una fun-
zione f : R → R è crescente (risp. decrescente) se per ogni x ≥ y si ha f (x) ≥ f (y)
(risp. f (x) ≤ f (y)). Una funzione costante è dunque sia crescente sia decrescente.
Il prodotto cartesiano A × B di due insiemi A e B è l’insieme delle coppie ordinate
(a, b) con a ∈ A e b ∈ B. Si definisce analogamente il prodotto di più di due insiemi.
Indicheremo con An il prodotto A × . . . × A (n volte), per n ∈ N.
Ricordiamo che un insieme A si dice numerabile se è in corrispondenza biunivoca
con N, cioè se esiste una applicazione f : A → N iniettiva e suriettiva.
Dato un insieme finito A, ne denoteremo col simbolo |A| la cardinalità, cioè il
numero dei suoi elementi, e scriveremo |A| < ∞ per indicare che l’insieme è finito.
Dato un insieme generico Ω , per ogni sottoinsieme A ⊆ Ω è definita la funzione
1A : Ω → R, detta indicatrice di A, che vale 1 su A e 0 su Ac :

1 se x ∈ A
1A (x) := . (0.1)
0 se x ∈ A

In altri contesti, questa funzione è detta caratteristica e indicata con χA . In probabilità


è prassi indicare con “funzione caratteristica” un oggetto diverso (che non descrive-
remo in questo libro), pertanto ci atterremo alla terminologia probabilistica “funzione
indicatrice” e alla notazione 1A .
Somme infinite 3

Alcuni richiami di analisi matematica


Data una successione di numeri reali (an )n∈N , la serie ∑∞
n=1 an è definita come il li-
mite della successione delle somme parziali (sN := ∑Nn=1 an )N∈N , quando tale limite
esiste in R ∪ {±∞}. Ricordiamo che per ogni a ∈ R si ha

1 < +∞ se a > 1
∑ na = +∞ se a ≤ 1
, (0.2)
n=1

come si mostra, ad esempio, confrontando la serie con un opportuno integrale.


Le somme parziali della serie geometrica (a partire da 0 o da 1) sono note:
N
1 − xN+1 N
x(1 − xN )
∑ xn = 1−x
, ∑ xn = 1−x
, ∀x ∈ R \ {1} , (0.3)
n=0 n=1

come si dimostra facilmente per induzione. Segue in particolare che


∞ ∞
1 x
∑ xn = 1−x
, ∑ xn = 1−x
, ∀x ∈ R con |x| < 1 . (0.4)
n=0 n=1

Entrambe queste serie valgono +∞ se x ≥ 1, mentre esse non sono definite se x ≤ −1


(la successione delle somme parziali non ha limite).
Ricordiamo le serie di Taylor delle funzioni esponenziale e logaritmo:

xn
ex = ∑ n! ∀x ∈ R , (0.5)
n=0

xn
log(1 + x) = ∑ (−1)n+1 n ∀x ∈ (−1, 1] , (0.6)
n=1

dove il simbolo n! (“n fattoriale”) è richiamato nel Paragrafo 1.2.4.


Ricordiamo inoltre le seguenti formule esplicite per la somma dei numeri interi
da 1 a n e dei loro quadrati, che si dimostrano facilmente per induzione:
n
n(n + 1) n
n(n + 1)(2n + 1)
∑k = 2
, ∑ k2 = 6
, ∀n ∈ N . (0.7)
k=1 k=1

Somme infinite
Per definire la somma di una famiglia di numeri reali (ai )i∈I indicizzata da un insie-
me infinito I generico, anche più che numerabile e senza un ordinamento, si procede
nel modo seguente. Nel caso speciale di una famiglia (ai )i∈I a termini positivi, ossia
ai ≥ 0 per ogni i ∈ I, la somma ∑i∈I ai è sempre ben definita come l’estremo superiore
di tutte le possibili somme finite degli elementi ai :

∑ ai := sup
A⊆I, |A|<∞ j∈A
∑ aj ∈ [0, +∞] .
i∈I

Si noti che ∑i∈I ai può assumere il valore +∞.


4 Nozioni preliminari

Nel caso generale di una famiglia (ai )i∈I di numeri reali, non necessariamente
positivi, diremo che tale famiglia ammette somma se almeno una delle due som-
me ∑i∈I a+ −
i , ∑i∈I ai è finita (si osservi che sono entrambe somme a termini positivi,
dunque sono sempre ben definite). In tal caso, la somma ∑i∈I ai è definita da

∑ ai := ∑ a+i − ∑ a−i ∈ [−∞, +∞] . (0.8)


i∈I i∈I i∈I

Si noti che ogni famiglia con tutti i termini positivi, o tutti negativi, ammette somma.
Se una famiglia (ai )i∈I ammette somma e se ∑i∈I ai ∈ (−∞, +∞), diremo che la
famiglia ammette somma finita. Chiaramente ciò accade se e solo se entrambe le som-
me ∑i∈I a+ −
i e ∑i∈I ai sono finite, il che è equivalente a ∑i∈I |ai | < ∞, per la proprietà
di linearità richiamata più sotto.
Sottolineiamo che, per una famiglia (an )n∈N indicizzata dai numeri naturali, ossia
per una successione, la nozione di ammettere somma finita corrisponde alla conver-
genza assoluta della serie corrispondente, ossia ∑∞ n=1 |an | < ∞.
Osservazione 0.1. La definizione data di somma infinita ∑i∈I ai si può estendere sen-
za alcuna modifica al caso in cui gli elementi della famiglia (ai )i∈I appartengano alla
retta reale estesa R := [−∞, +∞], con l’ovvia convenzione che una somma di ele-
menti di [0, +∞] vale +∞ non appena almeno uno degli addendi vale +∞. 
Osservazione 0.2. L’insieme degli indici I può anche essere infinito più che numera-
bile, ma se la famiglia (ai )i∈I ammette somma finita, ossia se ∑i∈I |ai | < ∞, gli indici
dei termini non nulli sono necessariamente un insieme finito o numerabile. Infatti, per
ogni ε > 0 fissato, i termini tali che |ai | > ε sono in numero finito (in caso contrario
si mostra facilmente che ∑i∈I |ai | = ∞). Scrivendo quindi

{i ∈ I : ai = 0} = {i ∈ I : |ai | > 1n } , (0.9)
n∈N

segue che l’insieme {i ∈ I : ai = 0} è unione numerabile di insiemi finiti, dunque è


finito oppure numerabile. 
Osservazione 0.3. Supponiamo che una famiglia (ai )i∈I abbia un insieme numera-
bile di termini non nulli (sarà il caso tipico che incontreremo). Essi possono allora
essere elencati in una successione (ain )n∈N , ma la scelta di tale successione (ossia
dell’ordine in cui elencare i termini non nulli) è arbitraria.
Se la famiglia (ai )i∈I ammette somma (finita o infinita), in particolare se i termini
sono tutti positivi o tutti negativi, la somma ∑i∈I ai coincide con la serie ∑∞
n=1 ain =
limN→∞ ∑Nn=1 ain , la quale dunque non dipende dal modo di scegliere la successione
(ain )n∈N (e fornisce un modo operativo di calcolare la somma ∑i∈I ai ).
Questo non è più vero se la famiglia (ai )i∈I non ammette somma: ordinamenti di-
versi della successione (ain )n∈N possono produrre valori diversi della serie ∑∞n=1 ain ,
o anche serie che non convergono. Questa è la ragione per cui occorre cautela nel
definire la somma di una famiglia infinita (ai )i∈I quando non c’è un ordinamento ca-
nonico dell’insieme degli indici I (o, in presenza di un ordinamento, quando si vuole
che la somma non dipenda dall’ordine in cui vengono elencati i termini).
Somme infinite 5

Un esempio classico è dato dalla famiglia (ai := (−1)i 1i )i∈N . La serie corrispon-
dente è convergente: infatti, per la relazione (0.6),

(−1)i N
(−1)i
∑ i
:= lim ∑
N→∞ i
= − log 2 .
i=1 i=1

Ciononostante, la famiglia non ammette somma, secondo le definizioni date: infatti


1 1
∑ a+i = ∑ = +∞ , ∑ a−i = ∑ = +∞ ,
i∈N i∈2N i i∈N i∈2N0 +1 i

avendo indicato con 2N e 2N0 + 1 rispettivamente i numeri pari e dispari. In effet-


ti, in questo caso è possibile mostrare che, scegliendo un opportuno riordinamento
(ain )n∈N della famiglia, si può far convergere la serie corrispondente ∑∞
n=1 ain verso
un arbitrario numero reale prefissato! 

Enunciamo alcune proprietà importanti delle somme infinite, di cui faremo uso
frequente. Le dimostrazioni non sono difficili, ma i dettagli sono piuttosto noiosi: il
lettore interessato li può trovare nell’Appendice A.1.
Cominciamo con la linearità: se le famiglie (ai )i∈I e (bi )i∈I ammettono somma
finita, per ogni α , β ∈ R la famiglia (α ai + β bi )i∈I ammette somma finita e si ha

∑(α ai + β bi ) = α ∑ ai +β ∑ bi .
i∈I i∈I i∈I

Questa relazione vale anche se le famiglie sono positive, senza richiedere che am-
mettano somma finita, purché α , β ≥ 0.
Quindi la monotonia: se le due famiglie (ai )i∈I e (bi )i∈I ammettono somma (finita
o infinita) e sono tali che ai ≤ bi per ogni i ∈ I, allora

∑ ai ≤ ∑ bi .
i∈I i∈I

Descriviamo infine una proprietà, nota come somma a blocchi , che corrisponde a
una generalizzazione dell’associatività di somme finite. Supponiamo che la famiglia
(ai )i∈I ammetta somma e sia (I j ) j∈J una partizione di I, ossia

I= Ij , I j ∩ Ik = 0/ per j = k .
j∈J

Allora, per ogni j ∈ J fissato, la sottofamiglia (ai )i∈I j ammette somma; ponendo s j :=
∑i∈I j ai , anche la famiglia (s j ) j∈J ammette somma (come famiglia in [−∞, +∞], si
veda l’Osservazione 0.1) e si ha

∑ ai = ∑ sj = ∑ ∑ ai . (0.10)
i∈I j∈J j∈J i∈I j
6 Nozioni preliminari

Come caso particolare, un 


insieme prodotto I = E × F può 
essere partizionato
in modo naturale come I = x∈E {x} × F, oppure come I = y∈F E × {y}. Di con-
seguenza, se la famiglia (ai )i∈I = (ax,y )(x,y)∈E×F ammette somma, vale la seguente
versione discreta del teorema di Fubini-Tonelli:

∑ ax,y = ∑ ∑ ax,y = ∑ ∑ ax,y . (0.11)


(x,y)∈E×F x∈E y∈F y∈F x∈E

Questa relazione si estende al caso in cui I = E1 × . . . × En sia il prodotto cartesiano


di un numero finito di insiemi.

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