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SOCIOLOGIA

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SOCIOLOGIA

1 - Émile Durkheim

Nacque nel 1858 nella regione dell'Alsazia-Lorena, da genitori ebrei (il padre era un
rabbino). E' considerato uno dei padri fondatori della sociologia, fondò la prima
rivista francese dedicata alla sociologia ovvero L'Année Sociologique.

I fatti sociali

Secondo Durkheim la società (che lui definisce “il sociale”) ha valore normativo,
ovvero ci impone delle regole, e coercitivo, cioè ci obbliga a rispettarle.

Durkheim si pone quindi lo scopo di definire la natura del sociale, concludendo che :

1. ogni individuo subisce una pressione che lo spinge ad aderire agli


“standard” della società

1. la mancata adesione comporta delle punizioni


2. queste pressioni sono già presenti nell'ambiente da prima dell'individuo

2. il sociale è un composto di plessi normativi che dobbiamo rispettare per non


essere puniti dalla società

1. i plessi normativi detti “fatti sociali”


2. la società è scientificamente inesistente, esistono i fatti sociali
3. i fatti sociali non sono oggetti ma vanno trattati come tali, in quanto
esistono concretamente e oppongono resistenza

Durkheim definisce i fatti sociali come “Modi di agire, modi di sentire, modi di
pensare”. Con “sentire” non si riferisce all'udito, ma bensì alle sensazioni inconsce
che proviamo.

DEFINIZIONE PERFETTA = DEFINIAMO FATTO SOCIALE OGNI MODO DI


FARE, PENSARE E SENTIRE CAPACE DI ESERCITARE UNA COSTRIZIONE
(VINCOLO, OBBLIGO) ESTERNA SULL'INDIVIDUO. ESSO E' ESTESO IN TUTTA
LA SOCIETA' ED E' INDIPENDENTE DALLE MANIFESTAZIONI INDIVIDUALI.
Durkheim ricerca la genesi dei fatti sociali

Ai suoi tempi le teorie piu' accreditate erano quelle di Locke, Rousseau e Hobbs.
Essi sostenevano che tutti dopo la nascita siamo allo “stato di natura” (uomini
primitivi), senza vincoli e tutti uguali. Allo stato di natura la nostra unica
preoccupazione è sopravvivere, e ciò genera guerre per le risorse. Di conseguenza,
gli esseri umani affidano a un potente il potere, affinché questo crei delle regole. Si
forma dunque un contratto, dove scambiano la libertà per la sicurezza.

Durkheim crede che questa teoria sia errata, poiché :

● il contratto necessita di un linguaggio


● il contratto necessita di risorse già esistenti

Di conseguenza, il contratto è il prodotto della società, non il contrario.

Ragionamento di Durkheim per risalire all'origine del fatto sociale :

1. le società moderne si sono evolute da quelle primitive piu' semplici, perciò è


necessario studiare queste ultime
2. studio dell'antropologia per creare un modello della società primitiva

Questo modello evidenzia che queste società :

● sono contenute (poche centinaia di individui circa)


● territorio limitato e omogeneo
● uso delle stesse tecniche di caccia/pesca... in tutta la comunità
● divisione in clan

Durkheim nota come il lavoro nei clan, eccetto per una divisione per età e sesso,
non è specializzato, quindi ogni individuo conosce ogni mansione. Questo comporta
una visione del mondo uniformata, accomunata da un uguale uso dell'ambiente. Il
fatto sociale ha quindi origine dall'ambiente esterno, che spinge gli individui
ad agire e pensare in un certo modo, creando una coscienza collettiva. Gli
individui sono convinti che i loro usi e costumi arrivino dall'alto, vengono
invece dall'ambiente (natura allucinatoria).
Evoluzione dei fatti sociali

Ragionamento di Durkheim per spiegare l'evoluzione nel tempo dei fatti sociali :

1. l'espansione demografica porta un cambiamento nell'uso delle risorse


2. si può incorrere quindi in una guerra civile (regressione sociale) o ci può
essere la cooperazione
3. la cooperazione porta alla specializzazione della società attraverso la
divisione del lavoro
4. la diversità della coscienza individuale aumenta mentre la coscienza collettiva
diventa piu' astratta (si concentra su valori morali, piuttosto che indicazioni
concrete (cacciare in un modo, costruire case in un modo...))

Per dimostrare la sua teoria, Durkheim presenta come prova la produzione giuridica,
osservando il diritto giuridico di una società come espressione del fatto sociale.
Osserva che :

● le società primitive conoscono solo il diritto penale, rivolto a punire la


trasgressione religiosa (nessuna riabilitazione, è una vendetta della società
● piu' la società si evolve e meno diritto penale produce, inoltre la religione
diventa meno importante
● Più la società si evolve e più si allarga il diritto restitutivo. Questo a funzione di
restituire integrità a una situazione rovinata da un attore sociale

Esempio : le multe risarciscono il disagio causato da un infrazione al codice della


strada, che ha causato disagi a altri autisti

Il diritto restitutivo è estraneo alla coscienza individuale e ha il compito di


organizzare le relazioni tra diverse sfere della società. Possiamo considerare il diritto
penale come “muto” perchè è già presente nella coscienza (tutti sappiamo che
omicidio, furti, violenza... vanno punite) e il restitutivo come “annunciato”.

Durkheim conclude inoltre che la società è legata in due forme di solidarietà :

1. meccanica, tipica delle società semplici, con uniformità tra gli individui
2. organica, tipica delle società moderne, con strutture molto diverse tra loro
integrate in un solo organismo
Secondo il sociologo quindi la struttura sociale genera la coscienza collettiva.
Tuttavia, il sociale non è una somma di coscienze, e presenta caratteristiche
ben diverse da quelle che sarebbero prodotte da una somma delle tali
(emergentismo). Di conseguenza, analizzando i singoli non possiamo
comprendere la natura del gruppo, poiché il gruppo agisce e pensa in modo
diverso da come agirebbero e penserebbero i singoli isolati.

Durkheim si chiede perchè e conclude che :

● l'aggregazione ci porta a realizzare che tutti ragioniamo allo stesso modo,


creando una forte percezione dell'identità
● la realtà allucinatoria ci porta a pensare che ciò derivi dall'alto
● gli individui realizzano un comune vissuto emotivo, ciò crea un rispetto
religioso della coscienza collettiva (si ammanta di sacralità)

Lo stato secondo Durkheim

Durkheim usa come metodo di paragone gli esseri viventi. Quando essi raggiungono
un alto livello di differenziazione sviluppano un'area cerebro spinale, con funzione di
pensiero e organizzazione. Allo stesso modo gli esseri umani hanno creato la figura
dello Stato, definito “nuova vita mentale”. Esso ha funzione di riflettere (specchiare e
pensare) la società, al fine di comunicare con le diverse sfere che compongono una
società moderna, poiché esse hanno una visione frammentata del sociale.

(Lo stato ha come scopo quello di pensare e di creare la società, andando a mettere
insieme tutte le visioni frammentate della società moderna andando a guidare il
percorso)

Secondo il sociologo, lo Stato ha fallito nel compito di mantenere viva la coscienza


collettiva, in quanto questa nello Stato ha matrice razionale e produce
rappresentazioni della vita fredde e prive di vita estranee all'individuo. In questo
modo, esso perde presa nelle coscienze individuali e si ha una disgregazione
sociale, che porta alla nascita di nicchie e subculture.

Invecchiando Durkheim prenderà visioni sempre più pessimistiche, affermando che


la modernità ha un destino “anomico”. Ciò significa che le regole non serviranno più
a interrogare le nostre coscienze ma saranno solo lacci e catene. Secondo il
sociologo questo fenomeno porterà alla nascita di una “società disciplinare”, dove si
obbedisce per paura di una punizione, priva di valore morale, pensata come tecnica.
L’origine della religione secondo Durkheim

Soprattutto nelle società semplici, la religione è il fulcro della coscienza collettiva. Al


tempo esistevano due definizioni di religione che il sociologo considerava entrambe
errate :

● Muller = la religione è l’espressione del soprannaturale -> la religione tratta


spesso eventi quotidiani concreti
● Tylor = la religione è un plesso di norme che regolano il rapporto uomo-dio ->
alcune religioni non hanno divinità, come il Buddismo

Definizione di Durkheim = la religione è un sistema solidale di credenze,


pratiche e oggetti relative a elementi sacri che unisce in una comunità morale
detta Chiesa tutti coloro che vi aderiscono.

Durkheim si serve quindi degli studi di Spencer e Gillen sulle tribu’ australiane per
comprendere l’origine della religione in queste società. In particolare cerca il primato
ontologico tra credenze, oggetti e pratiche.

Conclude che le pratiche sono le prime a nascere, secondo il seguente


ragionamento :

1. studiando i rituali Arunta nota la loro lunga durata e intensità


● si tratta di danze e rituali collettivi e coordinati
● il rituale è il centro dell’attenzione ed è dimostrazione della coesione
del gruppo
2. distingue lo scopo (funzione manifesta) e la funzione (funzione latente)
● la danza della pioggia ha scopo di favorire le piogge ma funzione di
dimostrare l’unione del gruppo
3. il rituale ha una funzione estetica, altera quindi la mente di chi vi partecipa
(produce una "effervescenza collettiva")
4. le coscienze si fondono assieme e gli individui si sentono trascinare da una
forza sconosciuta (l’individuo non si riconosce piu’)
5. il contatto con questa forza misteriosa rende il rituale sacro e produce
credenza del sacro

Durkheim commenta “[...] ognuno si sente trasportato in un altro mondo speciale


popolato da forze molto intense, in cui non puoi entrare senza essere galvanizzato
dalla frenesia. Come possono queste pratiche lunghe settimane non infondere la
convinzione dell’esistenza di due mondi incompatibili?."
Questa percezione del sacro, ci ricorda la realtà allucinatoria dei fatti sociali.

Caratteristiche del Sacro

Il sacro è :

1. prodotto = prodotto dalla coscienza collettiva


2. sovrapposto = l’aura sacra si posa su un oggetto
● questa aura è contagiosa in quanto contagia gli altri oggetti che ci
vengono a contatto (in maniera sempre piu’ debole)

Il male presenta anch’esso le stesse caratteristiche

I clan delle società primitive utilizzavano dei totem come simboli di riconoscimento
(tatuaggi, dipinti sulle case). Essi diventano sacri creando la religione totemica, dove
il simbolo del clan diventa mezzo per classificare la realtà (carattere e personalità di
un clan rispecchiato dal totem; elementi naturali assegnati ai clan in base al totem)

Secondo Durkheim, il tempo religioso è periodico, in quanto la ripetizione dei rituali ci


ricorda la nostra appartenenza all’altra realtà. Veniamo esposti ai simboli
(comunicazione emotiva varia) dal sociale, hanno funzione di rituali mobili (crocifissi,
bandiere…).

Forme del rituale

Ci sono due forme di rituale :

1. positivo = produce il sacro (comunione, consacrazione)


2. negativo = preparatori al sacro (acqua santa entrando in chiesa)

I rituali sono sacrificali, in quanto o il fedele si sacrifica per il Dio, o il Dio per il fedele.
Ciò rappresenta il legame tra religione e società. Per Durkheim infatti non può
esistere società senza religione e viceversa.

Destino della società secondo Durkheim

Abbiamo già parlato della società anomica, dove le norme non parlano alle
coscienze ma sono solo autoritarie punizioni.
schema delle punizioni positiva negativa

modo incentivazione deterrenza

mezzo soldi potere

modo persuasione attivazione

mezzo influenza impegno al valore

Le punizioni possono avere effetti sull’ambiente del sanzionato (carcere, multe,


castigo) oppure possono avere effetti sullo stato mentale. In una società anomica le
sanzioni si concentreranno sull’ambiente.

Come siamo arrivati a questo?.

La scomparsa del rituale porta le religioni a scomparire dalla sfera pubblica (viviamo
solo nel tempo profano). Ciò porta alla diffusione dell’individualismo, dove :

● la coscienza collettiva tutela il benessere dei singoli


● il diritto penale tutela al massimo grado i singoli

La diffusione dell’individualismo secondo Durkheim ci porta su due strade possibili


per il futuro :

1. dopo il caso Dreyfus, nota come gli intellettuali (che secondo il sociologo
incarnano la moralità futura) difendano il capitano.
● di conseguenza, conclude che il futuro avrà una società che tutela i
singoli contro la collettività
● in questo tipo di società, la collettività viene sfruttata dai singoli per i
loro scopi, di conseguenza la società si frammenta in enclavi
accomunati dallo stile di vita
2. il suo studio sul suicidio lo porta a cocludere che l’uomo è duplex, ovvero ha
una parte che regola gli impulsi e desideri del singolo (energetica) e una che
lo frena e controlla al fine di stare nella società (ordinatrice)
a. osserva che i suicidi sono un fatto sociale regolare in tutta europa e ne
distingue due tipi :
i. altruistico = parte ordinatrice, tutela la comunità (piloti kamikaze,
suicidi dei nazisti in carcere)
ii. egoico = parte energetica, dovuta alla disposizione dei valori
personali
b. nota che il suicidio egoico è tipico dei paesi protestanti in quanto la loro
c. religione li costringe a affrontare da soli i propri peccati, causando
enorme peso sulle coscienze
d. diffusione del suicidio anomico = la perdità della collettività causata
dall’individualismo porta un grande squilibrio dell’homo duplex. La
parte personale di conseguenza diventa ingestibile e la resilienza in
caso di crisi economiche e catastrofi naturali diventa inesistente

2 - Erving Goffman

Nacque in Canada da genitori russi ma si naturalizzò americano. Sviluppò un


metodo teorico influenzato dal metodo empirico, a causa del suo dottorato di ricerca
a Chicago. In questa università infatti, a causa dell’enorme e veloce espansione
demografica della città, per studiare la sociologia si utilizzava un metodo empirico
che analizzava i problemi sociali (sociologia urbana).

Deritualizzazione della società

Secondo Durkheim il rituale aveva abbandonato la società, ma Goffman conclude


che egli la stesse cercando nel posto sbagliato. Egli infatti cercava ancora nelle
piazze e nelle chiese.

Goffman sostiene invece che il rituale si sposti in spazi piu’ ristretti con la
ritualizzazione delle interazioni faccia a faccia, in banalità come ordinare un caffè o
mettersi in coda alle poste,

Il rituale dell’interazione

Interazione è tutto ciò che accade di sociologicamente rilevante quando due o più
individui sono in compresenza, ovvero in una situazione dove possono percepire la
coscienza altrui.

Quando interagiscono i soggetti non possono fare a meno di costruirsi una faccia,
termine che in seguito trasformerà in self. La costruzione di questo self avviene nella
back region (retroscena), mentre la sua “presentazione” avviene nella ribalta. Questi
due elementi sono separati da sottili membrane presenti in tutta la vita sociale.
Inoltre, costruire una faccia, è inevitabile e universale al fine di vivere in società
(Watzlawick sosteneva che è impossibile non comunicare).

Il self deve in qualche modo essere confermato dall’altro attraverso un gesto di


riconoscimento (ad esempio un saluto, complimento, un invito) al fine di mantenere
vivo il self. Sempre Watzlawick sosteneva che il disconoscimento (ignorare,
interrompere il prossimo) causa enormi sofferenza mentale a chi la subisce.
Ipotesi di Goffman = nel retroscena costruiamo un self elaborando elementi forniti
dalla società sul buon costume, sul vestiario… . Di conseguenza, per costruire la
nostra identità abbiamo una libertà limitata.

Violazione e difesa del self

La profanazione del self può avvenire in tre modi secondo Goffman :

● gaffe = frase offensiva detta involontariamente (imbarazzo)


● profanazione strutturale = il contesto evidenzia i problemi del self che
abbiamo costruito
● profanazione volontaria = pettegolezzi se rivolti al pubblico, offese se
all'interessato, trasformano il gioco di faccia in un gioco di faccia aggressivo

Per difendere il nostro self, adottiamo dei meccanismi di difesa :

● regole difensive
○ elusione = evitiamo di prendere posizione in questione scabrose
○ modestia = evitiamo di apparire presuntuosi per non deludere le
aspettative, secondo goffman è un investimento al fine di ricavare
riconoscimento
● regole protettive
○ elusione = non menzioniamo i fatti spiacevoli altrui per riservatezza o
gentilezza, bambini e pazzi spesso ignorano questa regola.

A volte avvengono degli incidenti che rompono queste regole e attivano di


conseguenza il rituale correttivo (sfida, offerta e accettazione). In caso di incidente
grave, che modifica le condizioni ambientali, questo rituale è inutile ma avviene
egualmente (ad esempio quando una cameriera ti rovescia addosso il caffè).

Nel caso in cui il rituale di correzione venga rifiutato, si passa al gioco di faccia
aggressivo, dove l’obbiettivo è la profanazione del self altrui attraverso l’uso di un
self conflittuale. Questo tipo di gioco è molto rischioso :

● chi lo apre lo deve vincere, pena l’umiliazione


● chi vince genera imbarazzo non solo nei coinvolti ma anche nelle persone
vicine
Una delle barriere fondamentali alla difesa dell’interazione è la noblesse obblige,
ovvero la modestia di chi ha il prestigio nei confronti di chi non lo detiene.

La natura della deferenza

Teniamo a mente ciò che dice Durkheim sui rituali, ovvero i tipi negativi/positivi e le
modalità di coinvolgimento nell’effervescenza collettiva.

Goffman distingue due tipi di regole che vengono osservate nell’interazione :

● sostanziali = con senso pratico (limiti di velocità, codice penale)


● cerimoniali = non hanno un senso pratico (galateo)

Nelle regole di cerimoniali il sociologo distingue altre due tipologie :

● di deferenza = espressione simbolica del rispetto che abbiamo per un


individuo e le sue relazioni, opere e oggetti. Rappresenta una sorta di inchino
al ruolo sociale (ma è presente anche tra pari) e non possiamo darcela da soli
(anche se può essere pretesa come nell’esercito). E’ rappresentata da gesti
semplici sufficienti a mostrare deferenza
○ discrezione = dare prova all’altro che siamo consci dei limiti della sua
sfera personale (spazio personale, vale anche per le relative opere,
oggetti e relazioni) e che non la intendiamo violare
■ studiando pazienti schizofrenici che subivano regolarmente
questa violazione, nota che essi rispondono in termini
cerimoniali (offese mirate) e conclude che i pazzi osservano la
deferenza a scopo di ferire l’altro
○ presentazione = comunicazione all’altro dell’accettazione della sua
immagine positiva (saluti, inviti, complimenti), più utilizzo questa forma
di deferenza e meno discreto sarò, e viceversa.
● di contegno = capacità di frenare le emozioni e i desideri mostrando calma e
equilibrio, essenziale per ottenere la fiducia altrui. Ogni situazione richiede un
diverso tipo di contegno (viene declinato man mano che ci avviciniamo alle
sfere intime), che viene preparato nel retroscena al fine di ottenere deferenza
(e questo rappresenta un rituale)
○ certe professioni provano “contegno patologico”, ovvero il
mantenimento del self lavorativo in situazioni errare (“fa il carabiniere
anche a tavola”)
Goffman conclude che il self è un costrutto sociale che costruiamo in base alla
situazione e di conseguenza non ne esiste uno solo ma molteplici. Non esiste un self
autentico, ma la sua autenticità è data dalla molteplicità.

Tornando al manicomio, Goffman nota che alcune invasioni dello spazio personale
hanno lo scopo di generare contegno (vestire, lavare). Conclude quindi che
rinnegare il proprio contegno fisico (igiene) subirà il trattamento riservato ai pazzi. Di
conseguenza, essere individui nella società è un fatto sociale, in quanto non
rispettare le implicite regole di contegno provoca una sanzione. “chi non
mantiene e si rifiuta di mantenere una corretta apparenza pagherà il prezzo
della dignità”

Confronto con Durkheim = concludiamo che il sacro adesso è il self altrui (l’individuo)
e mantiene le caratteristiche del sacro di Durkheim ;

● rituale negativo -> discrezione + retroscena, rituale positivo -> presentazione


+ ribalta
● le regole cerimoniali sono il centro endogeno al gruppo
● deferenza contagiosa
● l’effervescenza collettiva è frenata dal contegno

Analogamente al sacro anche l’interazione è suscettibile al cambiamento nel corso


del tempo. Essa può infatti essere alterata da interventi politici (segregazionismo,
obblighi come il velo in iran) oppure da infrazioni sistematiche (hippie, sit in)

L’Imbarazzo

L’imbarazzo è provocato dalla presenza di due self nello stesso momento, come ad
esempio con un adolescente che viene visto dai suoi amici con i genitori. La
presenza di due self provoca i seguenti effetti :

● non capiamo che contegno mantenere


● non esistendo una rappresentazione coerente del self, il self non esiste

Per impedire disagi ci sono le regole di protezione/difesa, meccanismi di riparazione


e segregazione (allontanano le diverse sfere della vita)

Durante l’interazione, mostriamo un contegno al fine di ottenere deferenza, se il mio


contegno non è adeguato, non ho più un self da rappresentare e non potrò dare
deferenza all’altro, che allo stesso modo non avrà un self da rappresentare.
Conclusione

L’interazione sociale ha una finalità rituale ovvero la costruzione del self e avviene in
uno spazio tutelato dalle influenze della struttura sociale anche grazie alla noblesse
obblige. Inoltre, il contegno agisce da filtro per le emozioni scorrette per una
particolare interazione.

Allo stesso modo secondo Georg Simmel nella socievolezza, fingiamo di essere tutti
uguali e ugualmente stimati, ignorando i rispettivi status. Simmel si riferiva però
solamente alle conversazioni della sociologia industriale, mentre Goffman estende
queste regole a tutte le interazioni.
4 - Pierre Bourdieu

Nasce nei Pirenei nel 1930 da una famiglia molto umile. Dopo la laurea in Filosofia
parte per il servizio militare in Algeria, rimanendo molto colpito dalla società locale.
Lavora quindi all’università di Algeri mentre studia la Cabilia, una regione molto
povera.

Si pone l'obiettivo di studiare le disuguaglianze, notando come esistano


pacificamente nella società.

Considerazione Metodologica

Bourdieu sostiene che uno studio su un qualunque oggetto debba essere effettuato
in una condizione scolastica, ovvero rimanendo esterni al nostro oggetto di studio
osservandolo da distante.

Si verifica con due due condizioni :

1. cesura epistemologica (usciamo dalla situazione)


2. condizioni sociali favorevoli (isolamento, fondi, classe sociale)

E’ fondamentale allontanarsi dalla situazione in quanto la vita quotidiana è piena di


urgenze, ovvero stimoli e dilemmi che risolviamo e dobbiamo risolvere rapidamente
(istantaneamente, senza pensarci).

Spesso i ricercatori in questo processo si scordano di essersi distaccati, non


riuscendo a comprendere la spontaneità delle azioni dei soggetti.

Teoria dell’homo duplex

Il principale problema della rimozione dalla coscienza della condizione scolastica è


dato dal dualismo dell’uomo, che è diviso in due lati :

1. soggettivismo = individualista, la società è costruita dal libero agire dei


soggetti
2. oggettivismo = la libertà individuale è solo un’illusione, la struttura della
società ci spinge ad agire in certi modi
Secondo Bourdieu la società è un ibrido di questi due elementi, libertà e costrizione
esistono quindi insieme. Elabora quindi una teoria mista formata da 3 elementi

1 - HABITUS

L’habitus è un capitale disposizionale che costituisce il principio non scelto di tutte le


scelte, viene acquisito in un processo inconscio dove interiorizziamo la struttura
sociale.

Quando un individuo nasce è subito collocato in una classe sociale, di cui apprende
le disposizioni sociali tramite insegnamento delle persone a lui vicine. I genitori
daranno stimoli e messaggi diversi al figlio in base al loro lavoro, ricchezza,
collocazione geografica… . Ad esempio, il figlio di due operai del nord est
sicuramente avrà obiettivi, atteggiamenti e interessi diversi dal figlio di due medici
milanesi.

L’habitus ci spinge quindi inconsciamente verso una direzione specifica.

L’individuo rappresenta quindi l’incarnazione della sua classe sociale, e molto


probabilmente quando avrà una sua famiglia ne riprodurrà le caratteristiche. Inoltre,
quando ci troviamo nel nostro habitus, non svolgiamo azioni ma pratiche sociali.

Lo stesso habitus può portare alla formazione di figure diverse, in questo caso si
parla di habitus omologhi. Ad esempio :

1. immagina due ragazze entrambe cresciute in un contesto borghese e


cattolico
2. entrambe frequentano il liceo classico
3. entrambe a 19 anni viaggiano in africa centrale per una missione presso un
villaggio povero
4. al ritorno, una delle due colpita dalla miseria vista decide di frequentare
medicina, l’altra per lo stesso motivo decide invece di diventare una suora

MECCANISMO DI INTERIORIZZAZIONE

Bourdieu conclude che l’habitus viene trasmesso maggiormente attraverso la pratica


e per via inconscia, il linguaggio del corpo ne è il primo veicolo.

In Cabilia, Bourdieu nota che gli uomini camminano a testa alta e con il petto in fuori
mentre le donne camminano con fare raccolto. Osservando che nella società
osservata gli uomini esercitano la professione di commercianti/politici e le donne
hanno invece ruoli di cura, conclude che il corpo è una metafora della società.

Le prime cose che l’habitus ci insegna sono la postura e la camminata. Il corpo è


quindi una pars totalis, una parte che riflette tutto.

Secondo Bourdieu ciò che viene interiorizzato attraverso l’habitus è invisibile e


difficile da notare, inoltre è pressoché impossibile da scordare. Questo perché
l’insegnamento inizia nell’infanzia da parte dell’habitus piu’ influente ovvero la
“l’habitus di classe” trasmesso dalla famiglia.

SOCIOLOGO E HABITUS

Anche il sociologo ovviamente ha un habitus attraverso il quale osserva la società.


Di conseguenza è necessaria un oggettivazione partecipante, ovvero deve
identificare le strutture del suo habitus che influenzano il suo lavoro.

2 - IL CAMPO

Secondo Bourdieu le società moderne si articolano in campi, ovvero dei sistemi di


relazioni oggettive tra posizioni. Queste posizioni sono dei ruoli che portano con loro
delle aspettative normative, ad esempio : da un capotreno ci si aspetta che guidi il
treno, non che mi faccia un caffè. Inoltre, esse si differenziano in base alla quantità
di capitale (potere) di cui dispongono.

Con il termine oggettivo si intende invece qualcosa che esiste nella realtà, a
prescindere dall’interpretazione degli individui.

I soggetti nel campo, “giocano” per accaparrarsi la “posta in gioco”, che sarà
incomprensibile a una persona proveniente da un altro campo. Quando questo
premio perde per noi il suo significato, ecco che usciamo dal gioco. Inoltre, nel
campo c’è della diversità in quanto ogni persona avrà un diverso habitus.

Coloro che giocano vengono definiti da Bourdieu “illusi” ovvero convinti del valore
del premio, ma anche “in-ludus” cioè investiti nel gioco.
I soggetti concorrenti mostrano interesse verso la materia. Bourdieu definisce
l’interesse come la possibilità di cogliere differenze. Ad esempio, una persona che
non ascolta rap non vedrà alcuna differenza tra i vari artisti.

Bourdieu trova quindi dei modi per delimitare empiricamente un campo :

1. osservare i confini = ci saranno dei confini difesi da dei guardiani, che


cercheranno di tenere gli estranei fuori
a. ciò avviene screditando le azioni delle reclute, ad esempio, un nuovo
poeta si sentirà dire dai veterani “la tua non è poesia”
b. l’ammissibilità viene invece valutata attraverso le exis corporea
2. relazione tra habitus e campo = dai nostri habitus avvertiamo la posta in gioco
dei vari campi
a. è l’habitus che filtra ciò che può o non può essere di nostro interesse in
base agli elementi che lo influenzano

Il soggetto inserito in un campo distante dal suo habitus, andrà ad alterare


quest’ultimo?.

Il campo può influenzare gli elementi forniti dagli habitus gerarchicamente più bassi,
ma non potrà mai scardinare gli insegnamenti dell’habitus di classe. Dentro un
campo comunque, gli habitus sono socializzati dall’habitus di campo, che ci fornisce
le regole del gioco.

TEMA DEL CAMBIAMENTO

I campi sono autonomi e connessi tra di loro ma hanno funzionamento diverso, ciò fa
sì che vadano ad irritarsi reciprocamente. Per irritazione intendiamo la metabolizza-
zione di un campo di influenze di un altro, ma attraverso i suoi meccanismi.

E’ la somma di diversi habitus con l’irritazione a produrre il cambiamento sociale.

Bourdieu giunge a questa conclusione analizzando il caso di Flaubert :

1. nota come nel 1800 l’arte è dualizzata tra arte finanziata dai borghesi e scritta
da borghesi e arte Bohème, dove gli artisti erano in povertà e scrivevano per il
popolo.
2. Flaubert è figlio di ricchissimi borghesi (padre medico) ma sentendosi
oscurato dal fratello si distacca dalla famiglia e dalla borghesia, e finalizza le
sue opere allo scandalo di quest’ultima.
3. le sue opere non sono quindi finalizzate ad intrattenere i borghesi, ma
neanche ad intrattenere i poveri, si tratta infatti di arte per l’arte. Ciò
rappresenta un cambiamento nel mondo dell’arte.
4. Bourdieu conclude che egli non era veramente distaccato dalla borghesia a
causa del suo habitus di classe, che continuava a manifestarsi nel suo odio
contro i Bohemien.
5. Conclude che il cambiamento accade quando le irritazioni esterne
vanno a creare degli effetti nel campo, ma ci sarà bisogno di un
individuo dall’habitus favorevole per farlo avvenire.

L’habitus di Flaubert lo poneva in una posizione di distacco sia dai borghesi che dai
Bohemien (non era povero), di conseguenza è riuscito a intravedere l’opportunità di
creare una nuova forma d’arte.

Negli anni 90 le influenze dell’hip-hop hanno irritato il mondo del metal, ma solo
band dal favorevole habitus (che ascoltavano hip-hop ma suonano in band metal)
sono riuscite a intravedere il terreno per la formazione di un nuovo genere musicale.

3 - IL CAPITALE

Il capitale è la disponibilità di risorse guadagnate attraverso il lavoro e che ci portano


un guadagno (Marx). Bourdieu ne distingue tre categorie :

● capitale economico = denaro


● capitale culturale = ha tre diverse forme :
○ istituzionalizzato = titoli di studio
○ oggettivato = sapere in una forma concreta (libri, quadri, macchinari)
○ incorporato = necessario per l’uso di capitale culturale oggettivato,
coincide con l’habitus e nasce dalle esperienze (leggere molto, saper
programmare)
● capitale sociale = plesso di rapporti che un soggetto può attivare in suo aiuto,
può convertire capitale economico in capitale culturale e viceversa

All’interno del campo più aumenta uno dei due capitali e più l’altro diminuisce. Ad
esempio, un professore esperto nel campo della raffinazione petrolifera avrà capitale
culturale superiore rispetto al direttore di un impianto di raffinazione, ma minore
capitale economico
Tutti i campi sono alimentati dallo scorrere del capitale, che stabilisce la gerarchia al
loro interno in base al capitale totale (verticale), ma anche in base alla quantità
individuale dei due tipi di capitale (orizzontale).

4 - IL CAPITALE SIMBOLICO

Bourdieu si stupisce del fatto che l’ingiusto ordine della società si trasmetta
pacificamente attraverso le generazioni, concludendo che ci deve essere una tacita
complicità tra dominanti e dominati. Ciò che ci spinge ad accettare silenziosamente
la dominazione è il capitale simbolico.

Ne studia i meccanismi attraverso l’osservazione del fenomeno dei Khammes in


Cabilia :

1. Il Khammes, un contadino in rovina, instaura un rapporto detto


“Khammessato” con il suo padrone. Egli diventa quindi un suo bracciante
2. Il Khammes viene spogliato dei suoi averi e si trasferisce alla casa del
padrone per lavorare, che in cambio gli fornisce vitto, alloggio e protezione
3. Diventa un rapporto di parentela simbolica, il Khammes viene considerato dal
padrone come un suo cugino
a. discutono insieme del lavoro nei campi, il padrone organizza il suo
matrimonio
4. L'asimmetria della relazione diventa invisibile quando il dominato si convince
di essere parte della famiglia del dominante, che cerca di inculcargli questa
visione aiutato dai proverbi popolari
5. Il simbolico ha quindi un potere eufemizzante, che dà un senso ad un
rapporto di forza sproporzionato

Il capitale simbolico fornisce quindi una redditività basata su criteri ingiustificabili e


ingiustificati, alimentato da un investimento. Nelle società moderne, diverse quindi
dalla società Cabila, è a disposizione dei ruoli sociali in quantità diverse in base alla
posizione gerarchica del suddetto ruolo

Il capitale simbolico è quindi la capacità di stabilire una gerarchia e farla


rispettare, che nasce dalla combinazione dei tre capitali precedentemente
analizzati. Inoltre, queste gerarchie sono spesso già presenti nell’inconscio di
ognuno.

Viene espresso anche tramite la exis corporea, che è diversa tra dominanti e
dominati. In piu’, il nostro corpo ci forza a non sfidare le gerarchie, generando
emozioni come l’imbarazzo e la paura quando osiamo attaccare un forte. La
coscienza viene quindi censurata dal capitale simbolico, attraverso il corpo.

5 - IL RUOLO DELLA SCUOLA

Secondo Bourdieu è la banca centrale del capitale simbolico, in quanto diffonde e


legittima le strutture di dominio. Infatti, le disuguaglianze tra gli studenti vengono
giustificate dal rendimento scolastico.

Bourdieu nota che gran parte degli studenti che abbandonano o vengono espulsi
dalle scuole provengono dalle famiglie con scarso capitale culturale. Di
conseguenza, conclude che ciò che ha penalizzato questi studenti non è stata la
mancanza di abilità, ma la mancanza di un habitus favorevole. Viene quindi
evidenziata una disparità degli strumenti a disposizione.

E’ quindi la scuola la causa della riproduzione della gerarchia sociale.

La scuola inoltre legittima le gerarchie decise in precedenza, ad esempio, nell’esame


di cultura americana della stanford university degli anni 80 era prevista la lettura di
testi scritti solo da maschi bianchi europei, nonostante la popolazione universitaria
fosse molto variegata.

Ciò evidenziava quindi la presunta superiorità culturale delle opere scritte da questo
tipo di autori.
BERGER e LUCKMAN

Idea di Berger e Luckman iniziano le loro teorie una da durkhaim e una da weber

1) Non esiste società senza individui (durkhaim)


2) Il senso è produttore di mondi ma gli uomini trovano anche il senso nel mondo
(weber)

Il sociale ha un’influenza sulla produzione del sapere, la sociologia della conoscenza


si intendono fonti di sapere che sono alte/colte in ambito accademico

Però loro definiscono un'altra forma di conoscenza che non riguarda in ambito
accademico, un sapere più orizzontale ovvero una forma che ha che fare con agire
quotidiano che è una forma di conoscenza collettiva

Quando parliamo di costruzione sociale è lo studio di come viene prodotto il senso


del mondo e Berger e Luckman lo affrontano con la sociologia della conoscenza

Per capire il senso del testo di Berger e Luckman indaghiamo tre questioni:

1) Struttura della realtà quotidiana e gli strumenti che abbiamo per


percepirla

Noi percepiamo il mondo attraverso la nostra coscienza e intenzioniamo attraverso


essa ovvero la rivolgiamo all’attenzione di un qualsivoglia oggetto che può essere
sia interiore che esteriore.

Siamo capaci d’intenzionare e per questo siamo capaci anche di costruire realtà che
non coincidono necessariamente con la realtà quotidiana, ad esempio se ci troviamo
nella sala di un film siamo coinvolti da esso e per questo ci troviamo in una realtà
alternativa, quando usciremo dalla sala torneremo alla realtà quotidiana. Questa
realtà alternativa che costruiamo sono in realtà piccole isole, ma che hanno poca
influenza perché alla fine ritorniamo sempre alla realtà del quotidiano che si impone,
che domina.

La realtà quotidiana è costituita dalla routine/abitudini che noi abbiamo da soli come
soggetti noi intratteniamo abitudini però anche con gli altri e la nostra azione si
coordina con quella di innumerevoli altri attraverso clichè che si ripetono
continuamente, tutti viviamo in un mondo comune, tutti condividiamo la stessa realtà
e quando gli altri non condividono più la mia realtà è il caso della malattia mentale.
Ci sono due dispositivi che fanno modo che la realtà si imponga:

1) Linguaggio (poiché tutti possediamo lo stesso linguaggio)


2) Tempo (la giornata è scandita da fasi nel tempo ma anche lo spazio, però
nello spazio al contrario del tempo ci si può muovere. Il tempo opera una
sorta di costrizione nei nostri confronti perché non possiamo tornare in dietro
nel tempo, dovrò organizzare la mia vita scandendo il tempo, stabilendo degli
obbiettivi da raggiungere in determinate tempistiche)

Nella realtà quotidiana percepiamo la presenza dell’altro possiamo farlo in diversi


modi ma il modo più diretto è interazione faccia a faccia che coincide per Berger e
Luckman con la definizione che ne diede Goffman.

Nell’interazione faccia a faccia i mondi dell’altro mi sono direttamente accessibili


grazie al campo di espressione che è il corpo dell’altro, quindi esiste un corpo esiste
un live ovvero un corpo espressivo in quel momento che mi permette di essere
interpretato.

Ci possono essere errori di interpretazione che possono essere chiariti poi con il
linguaggio.

Noi generalmente abbiamo pregiudizi/stereotipi sugli altri che con interazione faccia
a faccia vengono smentiti, il linguaggio essendo pubblico rimane continuamente
nella realtà, mantiene in vita la realtà al di là del passare del tempo

2) Processi e dinamiche di costruzione della realtà quotidiana

Esiste una distanza tra uomo e ambiente tutti gli impulsi che provengono
dall’ambiente non fanno agire in una maniera specifica.

Uomo non agisce in maniera specifica perché è sottosviluppato è slegato dal proprio
ambiente e deve dargli un senso per agirci, modifichiamo ambiente in base alle
nostre esigenze che vengono definite in base al nostro senso, si crea un vuoto
all’interno dell’ambiente che viene colmato dal senso

Inoltre uomo ha corpo e ha un rapporto col corpo, quindi il mio corpo non coincide
totalmente col mio essere, da un lato ha un corpo ma dall’altro lo posseggo lo
manipolo e gli do un senso, questo elemento rappresenta il distacco nel rapporto
che uomo intrattiene con ambiente.

- Com’è possibile che il quotidiano sia cosi stabile?


L’uomo mantiene fisso il senso con cui riempie il vuoto che intrattiene con ambiente
e questo processo prende il nome di abitualizzazione ovvero la conferma costante
della condotta che ha senso, creata da noi che non cambiamo

Abitualizzazione, produce una normalizzazione e quando questa normalizzazione


non riguarda soltanto me ma anche il rapporto che ho con un altro insieme a me
questo processo prende il nome di istituzionalizzazione

Chi infrange un comportamento istituzionale interrompe la routine e si crea


disordine, la persona che lo fa viene definita deviante, quando istituzione entra nella
storia perché si tramanda, siamo davanti al rischio della reificazione ovvero ritenere
che quello sia unico modo giusto per fare le cose e ci si dimentica che le istituzioni
sono il risultato dell’agire reciproco degli uomini e del comune accordo
dell’attribuzione di senso

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