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Ci sono testi che nascono con una direzione precisa e altri che preferiscono non avere alcuna direzione

fin
dall’inizio. Questo appartiene chiaramente alla seconda categoria. Non cerca di arrivare a un punto, non
costruisce una trama e non introduce elementi che possano essere considerati fondamentali. Si limita
invece a procedere con calma, aggiungendo parole una dopo l’altra, come se ogni frase fosse
semplicemente il proseguimento inevitabile della precedente. Non esiste un obiettivo nascosto, non esiste
un messaggio da decifrare e non esiste una conclusione che debba sorprendere il lettore. Tutto si svolge in
modo lineare, costante e deliberatamente privo di variazioni significative.

Immaginiamo un paesaggio completamente pianeggiante che si estende fino all’orizzonte senza incontrare
ostacoli. Non ci sono montagne, non ci sono costruzioni particolarmente alte e non ci sono elementi che
possano interrompere la continuità visiva. L’erba cresce in modo uniforme e sembra muoversi solo quando il
vento decide di manifestarsi per pochi istanti. Anche il vento, però, appare come un fenomeno occasionale,
quasi distratto, che attraversa il paesaggio senza lasciare tracce evidenti. Tutto resta sostanzialmente
identico a se stesso, indipendentemente dal passare del tempo.

Lungo questo spazio si trova una strada che sembra essere stata tracciata più per abitudine che per
necessità. La superficie è liscia, senza buche evidenti e senza segni particolari che ne indichino l’usura. Non
è chiaro da dove inizi né dove finisca, perché entrambe le informazioni non sembrano rilevanti all’interno di
questa descrizione. Chiunque la percorra potrebbe avere l’impressione di muoversi, ma il paesaggio
circostante cambia così poco da rendere il movimento quasi impercettibile. Ogni passo si somiglia al
precedente e prepara semplicemente il successivo senza introdurre alcuna variazione significativa.

A un certo punto appare un insieme di oggetti distribuiti in modo apparentemente casuale. Una panchina
isolata, una lanterna spenta, un cartello senza scritte e una piccola struttura che potrebbe essere un riparo
oppure semplicemente un elemento decorativo. Nessuno di questi oggetti svolge una funzione precisa. Non
indicano direzioni, non forniscono informazioni e non suggeriscono alcuna storia. Esistono soltanto come
presenza fisica all’interno del paesaggio, contribuendo a renderlo leggermente meno vuoto senza
modificarne la natura complessiva.

Più avanti si intravede una linea di alberi disposti con una regolarità che potrebbe sembrare intenzionale,
anche se non lo è necessariamente. I tronchi sono simili tra loro, le chiome hanno forme quasi ripetitive e le
ombre che proiettano sul terreno cambiano solo leggermente con il passare del tempo. Non ci sono animali
visibili tra i rami e non si odono suoni particolarmente distinti. L’intera area appare come sospesa in una
condizione di quiete costante, dove nulla sembra avere urgenza di accadere.

Continuando lungo il percorso si incontra un piccolo specchio d’acqua. La sua superficie è talmente calma da
riflettere il cielo in modo quasi perfetto. Ogni tanto una lieve increspatura rompe questa uniformità, ma il
movimento dura pochissimo e la superficie ritorna immediatamente alla sua condizione iniziale. Non esiste
una spiegazione per la presenza di questo specchio d’acqua, così come non esiste una necessità di trovarla.
Fa parte del paesaggio esattamente come tutti gli altri elementi descritti.

Le frasi continuano a susseguirsi con lo stesso ritmo regolare dall’inizio alla fine. Alcune sono leggermente
più lunghe, altre più brevi, ma tutte condividono la stessa funzione: aggiungere ulteriori righe al testo senza
modificarne la struttura complessiva. Non esistono punti di svolta, non esistono momenti cruciali e non
esistono eventi che possano cambiare la direzione della narrazione, perché una direzione precisa non è mai
stata definita.

In lontananza si nota una lieve variazione del terreno, una sorta di ondulazione appena percettibile che
potrebbe essere interpretata come una collina molto bassa oppure semplicemente come una variazione
casuale del paesaggio. Salendo su questa leggera inclinazione si ottiene la stessa vista che si avrebbe
rimanendo alla base. Nulla cambia in modo significativo, e questa assenza di cambiamento sembra essere
una caratteristica costante dell’intero ambiente.
Ogni elemento presente contribuisce alla costruzione di un insieme che non ha bisogno di evolversi. Non c’è
trasformazione, non c’è sviluppo e non c’è una conclusione narrativa nel senso tradizionale del termine. Il
testo continua semplicemente a esistere fino al momento in cui decide di fermarsi, e anche questo avviene
senza alcuna enfasi particolare. Le ultime parole si collocano accanto alle precedenti senza introdurre
differenze sostanziali, lasciando il testo in uno stato di completezza puramente formale, dove la fine non
rappresenta una chiusura significativa ma soltanto l’ultima aggiunta a una lunga sequenza di frasi costruite
unicamente per occupare spazio in modo ordinato e continuo.

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