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Ogni testo possiede un inizio, uno sviluppo e una conclusione, almeno nella maggior parte dei casi.

Questo
testo, invece, utilizza queste tre parti soltanto come punti di riferimento teorici, senza preoccuparsi troppo
di costruire un vero percorso. Le parole si susseguono con ordine apparente, le frasi mantengono una
struttura regolare e i paragrafi sembrano organizzati secondo una logica precisa, ma il contenuto continua a
rimanere volontariamente privo di qualsiasi messaggio rilevante. L'obiettivo non è raccontare una storia, né
descrivere un fatto realmente accaduto, bensì riempire spazio attraverso una lunga sequenza di periodi che
procedono con calma, senza fretta e senza particolari cambiamenti di direzione.

Immaginiamo una stazione ferroviaria nella quale nessun treno arriva e nessun treno parte. I binari sono
perfettamente puliti, gli orologi sembrano funzionare regolarmente e gli altoparlanti emettono annunci che
nessuno ascolta davvero. Le panchine sono occupate da viaggiatori immaginari che osservano il vuoto con
grande attenzione, come se da un momento all'altro dovesse comparire qualcosa di straordinario. Tuttavia
non accade assolutamente nulla. Le persone continuano ad aspettare senza un motivo preciso e il tempo
sembra procedere con una lentezza sorprendente, quasi impercettibile.

Poco distante esiste un giardino nel quale ogni albero possiede una forma diversa dall'altro. Alcuni hanno
tronchi perfettamente diritti e rami che disegnano figure geometriche improbabili. Altri sembrano piegarsi
lentamente verso il terreno pur rimanendo incredibilmente stabili. Le foglie cambiano colore senza seguire il
ritmo delle stagioni e il prato mantiene sempre la stessa tonalità di verde, indipendentemente dalla luce del
giorno. Tutto appare ordinario e insolito nello stesso momento, senza che questo provochi alcuna
conseguenza particolare.

Una strada attraversa il giardino e conduce verso una collina molto bassa, talmente bassa da sembrare quasi
una semplice ondulazione del terreno. Chi decide di percorrerla scopre che il panorama rimane identico
dall'inizio alla fine del cammino. Nessun edificio compare all'orizzonte, nessun animale attraversa il sentiero
e nessun suono interrompe il silenzio. È una passeggiata che non porta a nulla di specifico, ma proprio per
questo riesce a proseguire senza difficoltà. Ogni passo è uguale al precedente e prepara semplicemente
quello successivo.

In mezzo al prato compare improvvisamente una sedia di legno. Non è collocata vicino a un tavolo, non
guarda verso un paesaggio particolare e non sembra appartenere a nessuno. Rimane lì con assoluta
naturalezza, come se fosse sempre stata presente. Poco più avanti appare una scala che conduce verso una
piccola piattaforma sospesa a pochi centimetri dal terreno. Salire oppure non salire produce esattamente lo
stesso risultato. La piattaforma non offre una vista migliore, non permette di raggiungere altri luoghi e non
nasconde alcun segreto. Esiste semplicemente perché aggiunge qualche dettaglio in più alla descrizione.

Nel frattempo il cielo continua a cambiare lentamente sfumatura. Le nuvole assumono forme che ricordano
oggetti comuni, ma appena si prova a identificarle sembrano modificarsi nuovamente. Un momento
ricordano una barca, quello successivo assomigliano a una montagna, poi diventano semplicemente nuvole
come tutte le altre. Anche questo fenomeno non richiede alcuna spiegazione. È sufficiente osservarlo per
qualche istante prima di proseguire la lettura.

Le frasi continuano a riempire la pagina con estrema regolarità. Alcune descrivono oggetti ordinari, altre
introducono situazioni improbabili e altre ancora si limitano a collegare tra loro elementi completamente
casuali. Nessun passaggio rappresenta davvero un momento fondamentale, perché il testo non possiede un
vero punto culminante. Tutto mantiene la stessa importanza relativa, dall'inizio fino alle ultime righe.

Si potrebbe immaginare anche un lago perfettamente circolare nel quale il riflesso del cielo non coincide
mai con il cielo reale. Guardando verso l'acqua si vedrebbero nuvole differenti, colori diversi e forse perfino
un sole collocato in una posizione impossibile. Nessuno sembra notare questa particolarità e chiunque passi
accanto al lago continua il proprio cammino senza fermarsi troppo a lungo. È soltanto un altro dettaglio che
contribuisce ad allungare il racconto senza modificarne la sostanza.
Arrivati a questo punto il testo ha ormai costruito una lunga successione di immagini che non conducono
verso alcuna conclusione significativa. Ogni nuovo periodo continua il lavoro del precedente, aggiungendo
caratteri, parole e righe al documento. La pagina diventa progressivamente più piena, il numero delle frasi
aumenta con regolarità e il lettore può proseguire senza il timore di perdere informazioni importanti,
perché non esistono informazioni davvero importanti da ricordare.

Infine compare una conclusione che svolge semplicemente il proprio compito formale. Non vengono rivelati
misteri nascosti, non viene spiegato il significato delle immagini descritte e non viene proposta alcuna
morale. Le ultime parole si affiancano alle precedenti con la stessa tranquillità con cui erano iniziate molte
righe prima. Il testo termina così, lasciando dietro di sé una lunga sequenza di frasi ordinate, continue e
perfettamente inutili, costruite unicamente per occupare spazio sulla pagina e rendere il documento più
lungo senza aggiungere alcun contenuto realmente significativo.

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