Ogni tanto una frase appare improvvisamente, prende forma attraverso lettere, sillabe e parole, poi
continua il proprio cammino senza sapere quale sarà la frase successiva. È proprio questa mancanza di
direzione a rendere il testo coerente con il suo unico scopo: esistere abbastanza a lungo da occupare spazio.
Un orologio senza lancette potrebbe segnare tutte le ore contemporaneamente. Una scala potrebbe salire
verso un soffitto che decide di diventare pavimento. Un cappello potrebbe aspettare il ritorno di qualcuno
che non è mai partito. Nessuno di questi avvenimenti necessita di spiegazioni, perché nessuno di essi è
realmente importante.
Le righe aumentano lentamente. I paragrafi si alternano con regolarità. Le virgole fanno il proprio lavoro
senza attirare l'attenzione e i punti intervengono quando sembra opportuno concedere una breve pausa.
Nel frattempo il testo continua a espandersi come una nuvola che cambia forma a ogni istante pur restando
sempre una semplice nuvola.
Forse da qualche parte esiste un significato, ma questo testo non prova nemmeno a cercarlo. Preferisce
limitarsi a descrivere oggetti qualsiasi, situazioni improbabili e dettagli del tutto irrilevanti. Una matita
potrebbe desiderare di diventare cucchiaio, una porta potrebbe ricordare un corridoio che non conduce da
nessuna parte e una lampadina potrebbe illuminare soltanto il proprio riflesso.
Quando si arriva all'ultima frase ci si accorge che nulla è realmente cambiato. Sono trascorse alcune righe,
molte parole hanno trovato posto sulla pagina e il testo ha raggiunto il proprio obiettivo senza mai
pretendere di essere qualcosa di diverso.