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Esiste un momento in cui una frase inizia, prosegue con assoluta tranquillità e termina senza aver realmente

detto qualcosa di importante. Questo è uno di quei momenti. Le parole si susseguono con un ordine
apparente, costruiscono periodi che sembrano avere una direzione, ma in realtà avanzano senza una meta
precisa. Ogni riga è semplicemente una riga che segue quella precedente, ogni periodo conclude il proprio
percorso solo per lasciare spazio a quello successivo. Non c'è un messaggio nascosto, non esiste una
conclusione sorprendente e non è previsto alcun colpo di scena.

Un paragrafo può iniziare parlando di una strada immaginaria, continuare descrivendo un vento che non
soffia davvero e terminare ricordando un orologio che non misura il tempo. Tutti questi elementi convivono
senza creare un significato particolare. L'importante è che le parole occupino spazio, che le lettere formino
parole e che le parole costruiscano frasi. Il risultato finale è semplicemente una successione ordinata di
caratteri che riempiono una pagina, poi un'altra, e ancora quella successiva.

In un luogo indefinito, una pietra osservava un albero che probabilmente non esisteva. L'albero, dal canto
suo, ignorava completamente la presenza della pietra e continuava a essere un albero immaginario, con
rami immaginari e foglie altrettanto immaginarie. Poco distante, una nuvola decideva di non decidere nulla,
restando sospesa sopra un prato che cambiava colore senza alcun motivo. Ogni dettaglio aggiunto rende la
scena leggermente più lunga, ma non necessariamente più interessante.

Talvolta le parole sembrano voler suggerire una riflessione. Ad esempio si potrebbe pensare che il silenzio
abbia un colore, oppure che un cerchio desideri diventare un quadrato. Tuttavia queste idee non vengono
sviluppate e rimangono sospese come semplici possibilità. La loro funzione è unicamente quella di occupare
alcune righe in più, senza pretendere di lasciare un'impressione duratura.

Le stagioni si alternano secondo una logica nota, ma in questo testo potrebbero anche comparire tutte nello
stesso pomeriggio. Un fiocco di neve potrebbe atterrare accanto a una foglia autunnale mentre un raggio
estivo illumina una pozzanghera primaverile. Nessuno si stupisce, perché non esiste una regola da
rispettare. L'ordine e il disordine convivono con la stessa naturalezza.

A questo punto il testo continua semplicemente perché può farlo. Una frase segue l'altra, un periodo
rincorre quello precedente e ogni parola trova il proprio posto senza chiedersi il motivo. È possibile leggere
tutto con attenzione oppure scorrere rapidamente fino alla fine: il risultato non cambia. Nulla viene
dimostrato, nulla viene contestato e nulla viene risolto. Tutto rimane esattamente come prima, con l'unica
differenza che lo spazio disponibile si riduce lentamente grazie all'accumularsi delle lettere.

Infine arriva una conclusione che non conclude davvero. Potrebbe sembrare l'inizio di qualcosa, oppure la
fine di qualcos'altro, ma in realtà rappresenta soltanto l'ultimo tratto di un percorso costruito senza uno
scopo preciso. Le parole terminano, il testo si arresta e la pagina rimane riempita, soddisfacendo il solo
obiettivo di esistere per qualche riga in più, senza alcuna pretesa di significato particolare.

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