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Interfaccia USB

L’Universal Serial BUS (USB) è uno standard di comunicazione seriale che consente di collegare personal
computer con differenti periferiche (tastiere, mouse, modem, stampanti, scanner, webcam, joystick,
altoparlanti, ...) e altre apparecchiature elettroniche (strumenti di misura, PLC, schede elettroniche come
Arduino, Raspberry PI, ...).

L’Universal Serial BUS è nato come standard industriale nel 1995, promossa da un consorzio di produttori
composto da Microsoft, IBM, Compaq, Digital, NEC e Northern Telecom.

L’interfaccia USB impiega come connessione un singolo cavo composto da una coppia di conduttori e per
mezzo di speciali moltiplicatori di porte (HUB) si può costruire una struttura su sette livelli, alla quale
tramite gli HUB è possibile collegare e far lavorare contemporaneamente un elevato numero di periferiche.

I connettori utilizzati per l'interfacciamento sono standardizzati. Lo schema del connettore della porta di
comunicazione USB è riportato in figura 1.

Figura 1. Schema del connettore della porta di comunicazione USB.

Fausto Maria Ferri, Nuovo Corso di tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici, Vol. 2, © Ulrico Hoepli
Editore S.p.A., 2023
Nel tempo si sono succeduti vari standard che hanno via via migliorato la velocità di connessione
supportata (tabella 1).

Standard USB Velocità di Note


trasferimento

1.0 1,5 Mbit/s Mouse, tastiere, dispositivi lenti


1.1 12 Mbit/s in modalità full speed
2.0 480 Mbit/s
3.0 5.0 Gbit/s

Tabella 1. Velocità di comunicazione dei vari standard USB

Le elevate velocità raggiunte dalle ultime versioni rendono compatibile questo tipo di interfaccia con quella
firewire che garantisce una banda passante di 100 Mbit/s, ma presentando una minore complessità
circuitale.

Il BUS USB, oltre alla trasmissione dei dati garantisce anche l’alimentazione delle periferiche a cui è in grado
di erogare, ad una tensione di 5V, una corrente di 500 mA. È quindi possibile alimentare piccole periferiche
senza dover utilizzare alimentatori esterni.
Nelle applicazioni proposte nel testo abbiamo sfruttato questa caratteristica della connessione per
alimentare le schede Arduino e Raspberry PI.
Se si utilizza un HUB passivo, cioè non dotato di alimentazione propria, i dispositivi connessi non possono
assorbire più di 100 mA.

Le limitazioni del BUS sono dunque dovute alla contemporaneità delle trasmissioni da parte di più
periferiche collegate.

Ad una porta USB è possibile collegare fino a 127 dispositivi. Il PC rappresenta il gestore dello scambio dei
dati attraverso il BUS; esso agisce come Master, mentre le altre periferiche agiscono come Slave.

Le specifiche tecniche indicano che è possibile realizzare una rete USB che comprende fino a 5 HUB attivi e
che la lunghezza del cavo che collega due periferiche non deve superare i cinque metri.

Lo standard USB offre i seguenti vantaggi:


• costi di connessione bassi viste le elevate velocità di trasferimento dati che si possono utilizzare
(USB 2.0 High Speed e USB 3.0);
• si possono connettere le periferiche di espansione del PC in modo semplice e rapido;
• risparmio energetico in quanto è molto semplice sconnettere le periferiche non utilizzate.
• si possono collegare a caldo le periferiche, quindi non è necessario spegnere il computer per
realizzare la connessione fra PC e periferica;
• mediante lo standard per la telefonia TAPI, è possibile collegare tramite USB dei modem standard o
ISDN e realizzare servizi telefonici quali fax, centralini o servizi di segreteria telefonica;
• piena funzionalità per dati audio e video compressi in tempo reale;
• flessibilità del protocollo per modalità sincrone nel trasferimento dati e asincrone per l’invio i
messaggi;
• protocollo che gestisc in modo automatico gli errori;
• segnalazione di periferica guasta;
• permette una facile integrazione nella tecnologia dei dispositivi (schede Arduino);
• standard di interfaccia veloce nella comunicazione con la periferica;
• è estremamente facile da usare per gli utenti:
Fausto Maria Ferri, Nuovo Corso di tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici, Vol. 2, © Ulrico Hoepli
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• offre il vantaggio di utilizzare un unico modello standard per cavi e connettori;
• identificazione autonoma delle periferiche, mappatura e configurazione automatica delle funzioni;
• allocazione dinamica e riconfigurazione delle periferiche collegate;
• si adatta ad un’ampia gamma di lavori e applicazioni con dispositivi con larghezza di banda da pochi
kbit/s a molti Mbit/s;
• supporto di trasferimento sincrono e asincrono sullo stesso cavo;
• connessione multipla: supporta operazioni concorrenti di molti dispositivi;
• supporta il collegamento di 127 periferiche;
• bus autoalimentato per periferiche prive di alimentazione;
• supporta trasferimenti multipli di dati e messaggi fra Host e dispositivo;
• tollera dispositivi compositi di diverse funzioni.

Una periferica USB può essere collegata in qualsiasi momento, anche con il computer acceso. Il sistema
operativo è in grado di riconoscere istantaneamente quando una nuova periferica viene collegata. È
tuttavia consigliabile, prima di collegare il dispositivo per la prima volta al computer, installare i driver
forniti con la periferica: dopo questa operazione la periferica è pronta per essere
accesa e configurata.

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Topologia della rete di collegamenti USB
In qualsiasi sistema USB esiste soltanto un Host, in genere un personal computer. Il controllore dell’Host, il
RootHUB, formato da una combinazione di hardware e di software, è integrato all’interno del sistema per
gestire uno o più punti di connessione.
L'architettura di connessione può prevedere che le periferiche esterne siano connesse direttamente al
RootHUB oppure ad un HUB collegato, a sua volta, al RootHUB (figura 2).

Figura 2. Schema di connessione tra periferiche e HUB.

L’HUB è, quindi, l'elemento chiave dell’architettura PLUG & PLAY che provvede alla diramazione dei punti di
connessione USB e si incarica di semplificare la connessione delle periferiche USB rendendo il sistema
complesso e robusto.

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Gli HUB sono in grado di riconoscere che è stata connessa l'interfaccia USB di un nuovo dispositivo e di
attivarla in modo automatico. Ogni porta d’uscita può essere configurata in modo indipendentemente
scegliendo, ad esempio, una velocità di trasmissione alta o bassa.

L’HUB è formato di 2 porzioni: l’HUB Controller e l’HUB Repeater. Il ripetitore (repeater) è un protocollo
che opera tra la porta sorgente e la porta finale e possiede anche un supporto hardware per gestire il reset
o la sospensione dell’attività. Il controllore (controller) invece, per permettere la comunicazione da o verso
l’Host, provvede all’attivazione dei registri di interfaccia. L’HUB definisce i segnali di stato e di controllo che
permettono all’Host di configurarlo e di controllarlo.

Funzioni
La funzione è un dispositivo USB in grado di trasmettere o ricevere dati o di controllare operazioni che si
svolgono sul BUS. Le funzioni rappresentano le periferiche (una connessione ISDN, un joystick digitale, uno
speaker, ...) che hanno il compito di aumentare la capacità del sistema di elaborare dati e servizi.
Si segnala che in un dispositivo si possono implementare anche più funzioni (dispositivo composito).

L’Host vede la connessione come un HUB al quale sono collegati permanentemente dei dispositivi.
La funzione contiene informazioni che descrivono le capacità e i prerequisiti della periferica, che
permettono all'Host di configurarla correttamente.

La configurazione comporta l’allocazione della bandwidth USB nonché la selezione specifica di funzioni o
opzioni.

Sono, quindi, funzioni:


• un dispositivo localizzatore come il mouse, la lavagnetta o la penna luminosa;
• un dispositivo di input come la stessa tastiera;
• un dispositivo di output come la stampante;
• un adattore telefonico come l’ISDN

Come opera la connessione USB?


L'Host interroga ciclicamente le periferiche connesse (scheduling) e invia un pacchetto dati (token ring) che
contiene i seguenti parametri:
• tipo di transizione;
• direzione della transizione;
• indirizzo della periferica USB interessata alla transizione;
• endpoint number, indica la sorgente o la destinazione dei dati trasmessi sul bus.

Ogni dispositivo connesso riceve il pacchetto dati da cui decodifica l'indirizzo per stabilire se è interessato
alla comunicazione. Nel caso, stabilisce il verso della stessa e si attiva la comunicazione fra Host e la
periferica. La codifica utilizzata per trasmettere i dati è la NRZI (Non Return to Zero Inverted) che prevede
che i cambiamenti di stato logico rappresentano il livello logico '1', mentre la permanenza dello stato logico
rappresentano il livello logico '0'.

Il bus USB prevede che si possano inviare alcune segnalazioni dirette per attivare le seguenti funzioni:
• Reset, l'Host resetta la periferica collegata;
• Suspend, l'Host forza la periferica collegata a non rispondere al traffico dati;
• Resume. L'Host ripristina l'operatività della periferica connessa;
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• End of Packet, segnala la fine del pacchetto dati.

Caratteristiche del BUS USB


La catena USB ha origine nell’HUB principale (root HUB) che si trova in genere è integrato nella nella scheda
madre (motherboard) del Personal computer (PC).
Questo HUB è composto da due porte e costituisce la cima della piramide di connessione da cui si diramerà
poi la rete vera e propria (figura 3).

Figura 3. Topologia della rete USB.

La configurazione più semplice prevede la connessione diretta di una periferica a una delle due porte del
RootHUB, per esempio la tastiera o il monitor. Talvolta questi dispositivi possiedono un altro HUB che
permette di collegare, per esempio, la stampante al monitor.
Quasta caratteristica del bus USB lo distingue dal bus SCSI, che è composto da un singolo BUS che collega
fra loro tutte le periferiche a partire dal controller. Il bus USB invece si può assimilare a un collegamento
punto-punto: i segnali che partono dal RootHUB possono raggiungere direttamente le periferiche o altri
HUB.

Un problema che si potrebbe rilevare è la creazione di una catena di connessioni con nodi, cioè, i cavi che
escono ad un HUB rientrano in uno degli HUB posti, nella struttura piramidale, più a monte.
L'inconveniente viene in parte controllato dai produttori delle apparecchiature elettroniche collegando i
cavi USB in modo fisso alla periferica conferendo, così, una maggiore robustezza intrinseca all'architettura
di rete, rendendo l’uso delle periferiche più semplice senza possibilità, da parte degli utenti meno esperti,
di compiere errori di connessione.
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Valutazione della connessione USB

Il BUS USB, come ogni rete, trova una limitazione nella massima distanza che può intercorrere fra il
RootHUB e l’ultima periferica connessa, che non può superare fra ognuno dei sette livelli possibili i 5 metri,
quindi in totale i 35 m. La stessa regola (massimo 5 m) deve essere applicata anche alle periferiche
collegate. Si deduce, quindi, che con questo standard si possono raggiungere distanze significative (figura
4).

figura 4 HUB USB.

Non esistono particolari limitazioni all’utilizzo degli HUB; le limitazioni sono date dalla massima corrente
erogabile che è limitata a meno di 100 mA per le periferiche passive, cioè prive di alimentazione (tastiere,
mouse, alcuni tipi di scanner). Le periferiche che richiedono un assorbimento maggiore richiedono un
alimentatore esterno. Un’alternativa è data dagli USB attivi che sono in grado di fornire la corrente
richiesta.

Secondo lo standard è possibile realizzare una rete USB che comprende fino a 5 USB attivi.

Tutte le reti hanno di bisogno, per funzionare correttamente, di utilizzare resistenze di terminazione o
terminatori. I terminatori vengono quindi utilizzati nelle reti Ethernet così come sulle linee ISDN e sui BUS
SCSI. Il ruolo dei terminatori è quello di chiudere il circuito su entrambi i capi del cavo per impedire che il
segnale si rifletta sul cavo stesso provocando interferenze con altri segnali trasmessi. Riveste una
particolare importanza quando i dati sono trasmessi a velocità elevate.
Anche il bus USB utilizza dei terminatori, che però sono integrati nelle periferiche e negli HUB.

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Usi alternativi della connessione USB
Gli HUB per USB possono essere utilizzati oltre che per la trasmissione dati anche come chiavi di sicurezza
(Hardlock) che sono utilizzate dai produttori di software per proteggersi dalla riproduzione illegale dei loro
prodotti (figura 5).

Figura 5. Chiave di sicurezza (Hardlock)

La chiave è una periferica USB che può essere inserita nel RootHUB o in qualsiasi porta USB. Il software che
si vuole proteggere ricerca all’interno del BUS USB, il dispositivo e, se presente, riceve i codici di
autorizzazione per abilitare l’esecuzione del programma.

Alternative all’interfaccia USB


Come alternativa al bus USB si possono utilizzare le interfacce FireWire e WLAN (Wireless Local Area
Network).

L'interfaccia FireWire segue lo standard IEEE - P1394 e può trasmettere dati fino ad una velocità di 100, 200
o 400 Mbit/s (figura 6).

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Figura 6. Interfaccia Firewire

Questo tipo di interfaccia è particolarmente costoso e pertanto non è molto diffuso. Ha trovato un
interessante campo di applicazione nel settore dei video e della fotografia digitale, nella riproduzione dei
segnali televisivi.
La FireWire supporta fino a 63 periferiche organizzate in una rete non ciclica e permette una
comunicazione "peer-to-peer" tra i dispositivi, che, quindi, possono comunicare tra loro senza dover
utilizzare il computer come arbitro.

Un filmato digitale di una videocamera digitale su un hard disk esterno può quindi essere trasferito senza
l'intervento del computer. Come l'interfaccia USB supporta il collegamento a caldo e la presenza di più Host
tramite una gestione degli IP software.
Una connessione FireWire può, quindi, essere utilizzata per creare una rete locale tra due computer
quattro volte più veloce di una normale rete Ethernet a 100 Mbit/s.

Il cavo FireWire supporta fino a 45 Watt e è quindi in grado di alimentare la maggior parte dei dispositivi
portatili.
Una connessione FireWire 400 opera ad una velocità di trasferimento dati standardizzata di 100, 200, o 400
Mbit/s (attualmente 98,304, 196,608, o 393,216 Mbit/s, usualmente indicati come S100, S200, e S400).
La lunghezza del cavo di connessione fra le periferiche è limitata a 4,5 metri. È possibile, interponendo dei
dispositivi che provvedono a rigenerare il segnale, collegare in cascata fino a 16 cavi per arrivare a una
lunghezza massima consentita di 72 metri.

Una connessione FireWire 800 (standard IEEE 1394b) innalza la velocità della connessione a 786,432 Mbit/s
ed è retrocompatibile col connettore a 6 pin della FireWire 400.
Le specifiche dello standard IEEE 1394b prevedono anche la possibilità di realizzare una connessione in fibra
ottica lunga fino a 100 metri con una velocità di trasferimento di 3.2 Gbit/s. La modalità di trasferimento
S100 supportava cavi schermati di classe 5 lunghi fino a 100 metri.
Le nuove specifiche 1394c estendono questa caratteristica anche alla comunicazione a S800.

Le interfacce WLAN basate su reti tipo Wi-Fi (specifiche IEEE 802.111) e Bluetooth sono state trattate nel
volume 3 cap.22.

Fausto Maria Ferri, Nuovo Corso di tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici, Vol. 2, © Ulrico Hoepli
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Conclusioni
La tecnologia USB, grazie alle sue caratteristiche di robustezza e di costo, è stata integrata nei sistemi
operativi più diffusi così da spingere i produttori di hardware a progettare e realizzare apparecchiature che
la utilizzano largamente. Il BUS USB non verrà sostituito nel breve periodo.

Fausto Maria Ferri, Nuovo Corso di tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici, Vol. 2, © Ulrico Hoepli
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