FREUD
1. LA SCOPERTA DELL’INCONSCIO
DAL METODO CATARTICO ALLA SCOPERTA DEI MECCANISMI DI DIFESA
Il metodo catartico inventato appunto da Freud apre la strada la psicanalisi, perché
utilizzato non soltanto per curare i sintomi dell'isteria ma anche per scoprirne la
motivazione e il significato. L'idea era quella che la malattia si potesse guarire quando
le cause più profonde che l'avevano determinata sarebbero affiorate e il paziente
avesse compreso in modo consapevole quest'ultime. L'ipotesi iniziale è che le reazioni
emotive determinatesi in occasione di eventi traumatici abbiano trovato un
impedimento a manifestarsi, cioè siano rimaste prive di sfogo. Tali impulsi producono
sintomi patologici. Per “neutralizzare” questi ultimi e far sì che scompaiano, bisogna
riattivare il ricordo del fatto originario e rendere in tal modo possibile la libera
manifestazione degli impulsi a esso legati.
Bisogna quindi comprendere il motivo dell'oblio, per Freud esso subentra per la
particolare natura spiacevole dell'avvenimento stesso, che susciterebbe una
reazione di difesa da parte della persona interessata, portandola a eliminare dalla
coscienza, in modo inconsapevole, un ricordo per lei inaccettabile.
Partendo da ciò Freud allarga quest'ipotesi ad altre patologie nervose ed evidenzia
l'applicabilità del metodo catartico a casi più complessi rispetto a quelli isterici,
come nevrosi ossessive -una presenza ossessiva di un'immagine mentale.
Egli, quindi, arriva a dare una spiegazione alle patologie:
1. il soggetto vive un evento traumatico.
2. in lui si determina una reazione di difesa per la spiacevolezza della situazione,
che consiste nell'oblio del fatto stesso.
3. a causa di particolari circostanze, è impedito il deflusso della carica
emotiva, viene quindi negata la possibilità della sua normale espressione
attraverso gesti, parole o azioni.
4. l'energia rimasta inespressa determina la formazione dei sintomi: organici nei
casi di isteria; psichici nei casi di nevrosi ossessiva.
Riconosce quindi che esistono processi psichici non consapevoli: si può pensare al
fatto che esistono eventi traumatici che vengono dimenticati ma continuano ad agire
nella psiche dell'individuo, e alla teoria della rimozione, in base alla quale ci sono
eventi, pulsioni e tendenze che attivano una sorta di reazione di difesa inconsapevole,
che si desidera cancellarle.
ESEMPIO: Un esempio può essere una paziente segretamente innamorata del
cognato e quando la sorella morì a causa di una malattia assieme al dolore della
perdita c'era un sentimento di felicità al fatto di poter sposare l'uomo ma era talmente
mostruoso gioire per questa cosa che tale sentimento venne rimosso allora la ragazza
si ammalò manifestando sintomi estetici durante la terapia emerse il desiderio provato
nei confronti del cognato e la fantasia di sposarlo che era ha sfiorato dopo la morte
della sorella.
Egli, quindi, cambia l'intera visione della tradizionale della mente e del ruolo, che
veniva definito marginale, della coscienza.
Per capire meglio questo concetto egli si sottopone ad un'autoanalisi per approfondire
e cercare una conferma delle sue ipotesi. Per quattro anni esamina se stesso e
indaga sulla propria interiorità. Si concentra sul “perché”, “da dove” e “come” guarire
le nevrosi. Mette in luce il ruolo essenziale della sessualità nell'insorgenza della
patologia.
L'ipotesi freudiana è dettata dalla constatazione che, in tutti i casi da lui trattati con il
metodo catartico, i fatti dimenticati e rievocati grazie alle ipnosi risultano essere legati
alla sfera erotica. Arriva a credere che l'evento traumatico originario sia sempre
un'aggressione sessuale subita o esercitata nell'infanzia.
I SOGNI E GLI ATTI MANCATI
Freud individua una via per accedere al territorio dei contenuti inconsapevoli della
psiche, che indica come inconscio. Tale via è rappresentata dall'analisi dei sogni. Per
gli antichi i sogni erano presagi di eventi futuri. Per Freud i sogni sono sintomi di
qualcosa che riguardano il passato. Egli afferma che il sogno è l'espressione di un
desiderio. Il problema è che non sempre i sogni si prestano a un'interpretazione
semplice, anzi durante il sogno molto spesso i desideri vengono camuffati.
Essendo che i sogni sono frutto di un'intensa attività psichica hanno bisogno di
essere interpretati, perché hanno un significato nascosto che occorre ricostruire con
tecniche adeguate.
Due livelli di significato nel sogno:
- il primo: appariscente è costituito dalla scena onirica così come esposta e
vissuta, ed è definito contenuto manifesto prende le sue immagini da
avvenimenti della nostra vita recente
- il secondo: il lato nascosto, l'insieme di tendenza idee e desideri inconsci che,
informa “travestita”, si esprimono attraverso la scena onirica, ed è definito
contenuto latente si riferisce a un tempo molto lontano dell'infanzia.
Nel sogno esistono quindi elementi che tendono a tradursi e a rivelarsi ma anche
un'attività chiamata censura che limita la loro possibilità di espressione: il sogno è il
risultato di un compromesso tra queste due forze. La difficoltà è che per accedere
al contenuto latente bisogna superare le barriere e le difese della psiche, questo è il
compito dell'analista.
Per Freud il sogno è il sintomo di desideri non realizzati desideri rimossi, tendenze,
ricordi o pulsioni percepiti come inaccettabili in quanto immorali, legati in genere alla
sfera della sessualità. Nei sogni i desideri vengono espressi non direttamente, ma
in una forma allusiva e simbolica, sono resi irriconoscibili. Per vincere il controllo
della coscienza il materiale onirico deve essere sottoposto a un trattamento
deformante che si definisce lavoro onirico. L'interpretazione dei sogni deve tener
conto dei vari processi di cui l’elaborazione onirica si serve per superare l'ostacolo
della censura; devono essere valutate anche le relazioni alle risposte fornite dai
pazienti di fronte alle sollecitazioni dell'analista, volte a creare delle connessioni tra
il sogno e gli elementi rimossi.
Freud inoltre approfondisce i meccanismi della memoria scopre che le stesse
forze operanti nei sintomi patologici e nei sogni possono essere riscontrate anche in
altri fenomeni che caratterizzano la vita psichica:
- i lapsus -errori involontari nel parlare o nello scrivere
- gli atti mancati -amnesie, falsi ricordi
segnali importanti di un conflitto interiore, dovuto alla rimozione di eventi
spiacevoli o inaccettabili
Individua in essi due fattori determinanti: la presenza di un'intenzione consapevole
e la tendenza inconscia. ESEMPIO: un professore che invece di dire e per me una
grande gioia dice per me è una grande noia descrivere i meriti del mio stimato
predecessore.
Lo psicanalista conclude dicendo che:
- l'origine dei lapsus e di tanti errori è da ricercarsi in cause inconsce: alcuni
elementi rimossi tendono a venire alla luce e incontrano l'opposizione della
censura, che ne trasfigura le sembianze rendendoli tollerabili per la coscienza
- Negli atti mancati errori nelle azioni o nel linguaggio che si compiono per
l'intervento di una tendenza inconsapevole che turba il normale
comportamento.
2. LA STRUTTURA DELLA PISCHE E LE NEVROSI
I DUE MODELLI DI DESCRIZIONE DELLA PSICHE
Per Freud la psiche è un'unità che comprende un certo numero di sottoinsiemi, cioè,
presenta delle zone distinte al proprio interno. Parliamo quindi di prima e seconda
topica.
La coscienza costituisce soltanto una piccola parte della sfera psichica
dell'essere umano, paragonata alla punta di un iceberg, in superficie. È la parte
consapevole della nostra personalità la funzione è quella di metterci in contatto
con il mondo esterno e di elaborare le nostre reazioni sulla base delle percezioni che
ne derivano sistema percezione-coscienza,
Troviamo il preconscio contenuti psichici latenti, cioè non presenti nella
coscienza, ma suscettibili di diventare consapevoli in qualsiasi momento.
Sotto c'è l'inconscio, in un grande “serbatoio” sotterraneo in cui vengono
confinati ricordi, desideri e impulsi che dovevamo dimenticare, perché avvertiti come
sconvenienti o immorali MA rimangono operativi nella psiche e si ripresentano
camuffati nei sogni.
Differenze tra inconscio e preconscio: nel primo ci sono elementi psichici rimossi
dunque allontanati in modo permanente dalla coscienza, a meno che non
subentrano particolari situazioni(terapia). Nel secondo ci sono invece elementi
dimenticati soltanto momentaneamente
Per spiegare meglio la formazione della psiche introduce un altro modello, descritto
nella seconda topica, per chiarire il problema delle collocazioni di fenomeni quali la
rimozione e la censura, che appartengono sia all'inconscio che al preconscio-
cosciente. Con la seconda topica la psiche umana viene distinta in:
- Es: rappresenta la vita pulsionale, a carattere inconscio e risulta estraneo
all'io “impersonale”, pur influenzando profondamente la vita consapevole.
Sono forze istintive che si agitano dentro di noi. Non conosce né il bene né
il male, ma asseconda soltanto la tendenza a soddisfare immediatamente i
bisogni e il desiderio; è fondamentalmente inconscio.
- Super io: è la coscienza morale, l'insieme di divieti e delle prescrizioni che
sono stati impartiti dal mondo e che noi abbiamo introiettato, assumendoli
come modello ideale di comportamento. È in parte cosciente, in quanto
rappresenta un modello che l'io ha di fronte a sé, in parte inconscia, in quanto
alcuni elementi che la compongono derivano da processi di cui non siamo
consapevoli.
- Io: parte organizzata della psiche, al compito della mediazione e della
sintesi delle altre due componenti contrapposte della personalità. Dall'io
dipende la sfera delle azioni, gli impulsi dell'es, per realizzarsi e trovare a
pagamento nella realtà, devono sottostare alla sua opera di “filtro”. Presenta
alcuni aspetti inconsci, quelli che presiedono al meccanismo della censura di
alcune tendenze avvertite come inaccettabili e della loro conseguente
rimozione. L'io deve fare i conti con tre severi padroni, poiché all'Es e al
Super-io si aggiunge il mondo esterno. L’Io si sente quindi minacciato da tre
pericoli e sviluppa angoscia.
LA CURA DEI DISTURBI PSICHICI
La struttura conflittuale della psiche è all'origine delle nevrosi: l'io non sempre riesce
a mantenere un equilibrio. La nevrosi è appunto uno dei principali squilibri o
disturbi della psiche. L'individuo si dice normale quando riesce a comporre le
spinte contraddittori presenti in lui, arrivando ad un compromesso tra loro riesci
a dare piccole soddisfazioni alle pulsioni dell'es senza però andare contro alle norme
del super-io. ESEMPIO: matrimonio cura dei figli, lato positivo della società di
incanalare la pulsione sessuale.
Quando le pulsioni dell'es sono troppo forti e il suo periodo troppo debole, l'equilibrio
non si raggiunge e l'individuo sviluppa comportamenti condannati dalla società come
immorali. Al contrario il super-io può prendere il sopravvento e rimuovere il desiderio e
che le richieste dell'es siano confinate nell'inconscio, da dove riemergono generando i
sintomi nevrotici.
La psiche è quindi il luogo dove avviene una battaglia tra istinti che vorrebbero
sprigionarsi liberamente ma c'è un'autorità che li reprime, si capisce meglio il
significato dei sintomi, che sono proprio i segnali della presenza di tale conflitto.
Come il sogno, il lapsus è l'atto mancato, il sintomo è il risultato di un
compromesso fra le contrastanti istanze che agiscono nella psiche: i sintomi
esprimono le pulsioni proibite, ma in un modo velato è irriconoscibile.
Uno dei metodi utilizzati per decifrare e interpretare il linguaggio dell'inconscio è
quello delle libere associazioni i pazienti sono esortati a raccontare tutto ciò
che viene loro in mente in relazione a ciascuno dei singoli elementi del sogno, dei
lapsus, degli atti mancati e dei sintomi; tali elementi vengono isolati e scorporati dal
complesso coerente del racconto. Il soggetto deve lasciar scorrere le immagini,
abbandonandosi alle associazioni mentali, riferendone i significati con massima
sincerità. Il terapeuta ha il compito di innescare il processo ideativo, offrendo
alcuni spunti da cui pazienti devono partire riferendo le connessioni immaginative
suscitate. Grazie a ciò è possibile eludere le difese dell'io di fronte all'insorgere delle
pulsioni dell'es in modo da avere accesso alle regioni nascoste dell'inconscio
senza correre alle minacce punitive del super io.
La difficoltà principale sta nel fatto che quelle stesse forze che hanno portato alla
rimozione, cioè alla segregazione dei ricordi spiacevoli in qualche luogo oscuro della
psiche, creano una forte resistenza del soggetto alla cura. Si tratti infatti di un
inconsapevole desiderio di conservare nell'oblio quelle rappresentazioni
potenzialmente pericolose.
Le libere associazioni dovrebbero rilevare qualcosa degli elementi rimossi perché e
come attratto verso il complesso degli elementi rimossi, i quali, essendo connotati da
una forte valenza emotiva, svolgono quasi la funzione di un campo
gravitazionale per le altre rappresentazioni mentali.
L'attività di interpretazione, analista, si avvale anche di connotati relativi alle loro
esperienze affettive. Sono importanti anche tutte quelle cose che non si dicono le
lacune e le incertezze, tutti quegli aspetti che rilevano sospette interferenze e
resistenze inconsapevoli. La materia su cui si sviluppa l'analisi è pertanto
prevalentemente linguistica, l'analista deve considerare tutto l'insieme delle
espressioni della persona, che costituiscono un messaggio criptato di cui è
indispensabili operare un'interpretazione. Lo psicoanalista decostruisce ogni verità e
convinzione appartenenti, al fine di allargare i confini della coscienza, di ampliare
il suo dominio riconquistando territori perduti dell'inconscio. È un'attività che
richiede tempo ed è molto importante il contesto in cui vengono svolte le sedute.
Infatti, il paziente viene sempre messo a proprio agio in un ambiente tranquillo e
invitato a sdraiarsi, a rilassarsi e a raccontare senza censura qualsiasi cosa anche dei
ricordi più lontani apparentemente meno significativi. Si stabilisce un patto medico e
pazienti. L'obiettivo è quello di vincere la rimozione e di far emergere gli elementi
inconsapevoli dell'inconscio della patologia. Importante è la positiva interazione che
si instaura tra i due soggetti chi Freud chiama transfert: dovuta dal fatto che il
paziente carente a livello effettivo dopo le prime sedute acquista fiducia nel proprio
medico, sviluppando sentimenti di amore nei suoi confronti; un trasporto emotivo
che riproduce quello provato per le figure genitoriali. Tale circostanza è favorevole per
un buon esito dell'analisi, perché il soggetto collabora molto di più assumendo
inconsapevolmente il compito della guarigione, perché appunto non vuole deludere il
medico al compito di non farsi coinvolgere personalmente dai sentimenti, ma
utilizzarli al fine di risolvere il suo conflitto interiore.
3. LA TEORIA DELLA SESSUALITÀ
Alla base della teoria di Freud tutto ha un carattere prevalentemente erotico.
Ovviamente questa idea non è stata presa bene dai suoi contemporanei, diffidenti di
un'ipotesi così rivoluzionaria. La novità era appunto nella convinzione che la
sessualità non vada ristretta ai rapporti tra adulti, cioè alla comune esperienza
dell'amore di coppia finalizzato alla procreazione, ma che rivesta un significato molto
più ampio, coinvolgendo anche la sfera, finora considerato innocente dell'infanzia. La
sessualità risulta essere il movente principale dell'agire umano.
Lo scandalo sta appunto nel fatto che la società di allora aveva una visione della
sessualità molto ristretta. Freud invece afferma che l'istinto sessuale è un insieme di
pulsioni che presenta caratteri specifici e che tende al piacere e alla soddisfazione
indipendentemente dal soggetto e dalla finalità verso cui è comunemente rivolto. La
pulsione sessuale è una forza autonoma e originaria che subisce uno sviluppo nel
corso della vita individuale, nella quale viene indirizzata fino a fissarsi, nel periodo
della pubertà, verso svariati oggetti e finalità definite normali. Qualsiasi variazione
rispetto alla norma è dovuta dal fatto che nel corso della sua evoluzione può essere
spinto per varie ragioni a rivolgersi a un oggetto differente.
L'istinto sessuale come forza indipendente da un oggetto e da una finalità permette a
Freud di individuare nelle persone tre ambiti: sessualità normale, perversione e
nevrosi a seconda dell'evoluzione dell'istinto sessuale, che può incorrere in
condizioni che ne modificano il corso.
LIBIDO un'energia specifica che può subire variazioni nei diversi momenti
dello sviluppo, che può indirizzarsi a oggetti o affinità molteplici e differenti.
La versione dinamica dell'istinto sessuale, generalmente intesa come ricerca di
piacere e appagamento, fa sì che si inizia a esplorare un nuovo periodo che è quello
dell'infanzia e di comprendere un aspetto che non era mai stato esplorato dalla
psicologia ovvero la sessualità dei bambini. Per Freud anche nell'infanzia sono
attive le pulsioni erotiche definisce il bambino un “perverso polimorfo”.
PERVERSO poiché la sua pulsione sessuale non tende alla procreazione e neppure
al soddisfacimento della genitalità. I neonati provano piacere erotico nella suzione
della mammella e nel contatto con il calore del corpo materno. POLIMORFO si riferisce
al fatto che i bambini provano piacere attraverso varie parti del corpo,
sostanzialmente sono tre:
- fase orale; il piacere è rappresentato dalla suzione e la zona erogena si
identifica con la bocca
- fase anale; 1-3 anni circa, la zona erogena è costituita dall'ano, con le
connesse funzioni corporali
- fase genitale; fine del terzo anno, la zona erogena è rappresentata dagli
organi sessuali: si distingue in una genitale in senso stretto e una fase fallica
il bimbo diviene consapevole del possesso del pene e diventa oggetto di
attrazione, ma anche di paura per la sua perdita. Anche la bambina subisce una
forma di complesso di castrazione, poiché è attratta dal pene e ne vive la
mancanza come una colpa.
- dopo la fase fallica c'è un periodo di latenza che va dai 5/6 anni- pubertà in
cui si assiste a un'interruzione o inibizione della sessualità
- con la pubertà, la sessualità ritorna a esplodere si consolida definitivamente il
primato erogeno della sfera genitale.
COMPLESSO DI EDIPO Il particolare sentimento che unisce il bambino e la
bambina ai genitori, si manifesta durante la fase fallica e si presenta come un
attaccamento erotico dei bambini verso un genitore di sesso opposto.
- Il maschio sviluppa sentimenti ostili verso il padre, considerato come un
rivale e desidera avere la madre tutta per sé.
- La femmina si sente attratta verso il padre da un analogo sentimento di
amore, che tende a escludere la madre.
Nell'indicare il complesso, cioè la costellazione di emozioni a carattere sessuale si
ispira alla tragedia è di Edipo Re di Sofocle sventure dell'eroe greco a cui il destino,
aveva riservato la triste sorte di sposare la madre e uccidere il padre. Secondo
Freud l'orrore che l'essere umano prova deriva dal fatto che, in ognuno di noi, sono
presenti nella fase infantile analoghi desideri avvertiti come inaccettabili e fonte di
conflittualità interiore.
Il complesso di Edipo riveste una funzione essenziale, ogni individuo deve
superarlo per poter maturare, cioè, raggiungere uno stato adulto e una sessualità
serena, infatti deve spostare ciò verso una meta esterna e deve riconciliarsi con l'altro
genitore. Coloro che non riescono a superarlo si portano dietro per tutta la vita un
ambiguo senso di colpa e oscura e nostalgie, che impediscono di vivere una sessualità
matura e soddisfacente.
4. L’INTERPRETAZIONE PSICOANALITICA DELLA CIVILTÀ
Le ultime opere sono dedicate allo studio della società, dell’antropologia e della
morale. Freud estende ai fenomeni sociali i principi scoperti a proposito dello sviluppo
psicosessuale dell’individuo. Si concentra principalmente sul totemismo, tipico delle
popolazioni cosiddette “primitive”. In tali forme di organizzazione sociale, i
componenti di una comunità sono divisi in tante unità caratterizzate da un
totem, cioè, nella maggior parte dei casi, un animale sacro. Il legame totemico si
tramanda per via materna e rappresenta un vincolo più forte di quello familiare.
Quello che approfondisce è il modo in cui si comportano nei confronti del totem. Ad
esempio, è vietato dare la caccia ad animali della stessa specie. Il legame totemico è
finalizzato soprattutto a evitare rapporti tra consanguinei, perché implica la proibizione
di sposare donne appartenenti allo stesso gruppo totemico e dunque impedisce
legami di tipo incestuoso.
Al totemismo è legato il concetto di tabù, cioè tutti quegli aspetti del totem con cui
non è appropriato entrare in contatto perché ritenuti sacri. Freud conclude che, se
esistono proibizioni così rigide e regole così ferree è perché in esse si esprime la
repressione di pulsioni molto forti. Il Totem e il tabù sono le origini di tutte quelle
norme sociali, morali e religiose create dagli esseri umani per proteggersi da
impulsi considerati inaccettabili.
Freud ricostruisce la storia che avrebbe portato, un’ipotetica <<orda
primitiva>>, alla formazione dell’organizzazione totemica. In questa orda c’era
un capo molto forte che dominava su donne e figli. I figli, invidiosi, si ribellarono
uccidendolo. Dopo la morte del padre, presero il sopravvento sentimenti di rispetto e
di soggezione verso di lui, e fu introdotto il divieto di approfittare delle donne e
l’obbligo di venerare la vittima, trasformata in un totem. Di fronte ad esso, divenuto
simbolo dell’autorità, nessuno avrebbe mai dovuto perpetrare nuovamente il delitto
originario, considerato nefasto. In questo modo sarebbero nate la morale e la
religione, con il significato di giustificare i divieti.
Per esorcizzare le tendenze aggressive, si sarebbe istituito un banchetto
simbolico, in cui un animale emblema del totem paterno veniva divorato dalla
collettività, al fine di sfogare l’impulso represso. Nella formulazione dell’ipotesi
dell’orda primitiva, Freud mira a individuare le tendenze che si trovano all’origine
della società, le quali sono le medesime che agiscono nello sviluppo psicosessuale
dell’individuo.
Per Freud, gli esseri umani ricercano soprattutto la felicità, ovvero l’assenza di dolore
e il soddisfacimento dei propri bisogni. La vita individuale, infatti, è mossa dal
principio del piacere, cioè la tendenza a realizzare immediatamente i propri
desideri. È il principio che domina la vita infantile → es. il bambino che vuole il latte, e
non ricevendolo subito, trova un’alternativa, ovvero si succhia il dito.
Tale principio si scontra con il principio di realtà, che esige spesso un differimento
dell’appagamento del piacere, la sua subordinazione a determinate azioni o anche
la rinuncia alla soddisfazione di alcune tendenze per soddisfarne altre implica, un
esame della realtà, che spesso può essere causa di infelicità. Il principio di realtà ci
limita e ci procura più sofferenza che piacere.
Quanto più la società è civilizzata, tanto più siamo destinati all’infelicità, in quanto
maggiori sono le forze repressive. L’uomo primitivo si trovava in condizioni migliori
perché poteva soddisfare più liberamente i propri istinti.
L’essere umano, vivendo in una collettività, deve mettere un freno alle proprie
pulsioni, considerate egoistiche e asociali: infatti, se venissero manifestate, non si
potrebbe realizzare una società. La civiltà è dunque indispensabile, anche se,
inevitabilmente, è fonte di repressione.
Per arginare le pulsioni socialmente negative, la società si affianca alla figura
paterna nell’opera educativa: contribuisce a rendere più efficace il Super-Io
privato attraverso un Super-Io sociale, che deve rafforzare la severità del primo. Gli
adulti trovano un argine ai propri impulsi nell’accettazione delle leggi della società,
mentre i bambini in quelle dei loro genitori.
La morale appare come l’effetto dell’imposizione sociale. Freud ritiene che essa vada
accettata o almeno considerata un disagio necessario: chi non fosse disposto a
sottostare alle norme etiche socialmente determinate, perderebbe l’amore e il
rispetto da parte del prossimo.
La morale comune va assecondata per paura di essere esclusi, puniti, emarginati. Si
parla quindi dell’antagonismo tra felicità individuale ed esigenze dell’ordine
sociale. Freud segnala pertanto all’individuo moderno i problemi connessi con lo
sviluppo della civiltà, pur riconoscendone la necessità.