Edvard Munch
Munch ha un ruolo simile a quello di Matisse -> anticipatore delle avanguardie, in particolare
dell’Espressionismo.
Mentre Matisse lavorava in contemporanea all”avanguardia espressionista, Munch è
precursore dell’Espressionismo (difatti la sua opera più famosa, “L’urlo” rimonta al 1893);
opera Norvegia (dove nasce), quindi distante dalla Francia (centro culturale per eccellenza) e
dalla Germania (dove nasce l’Espressionismo). Si trasferirà ad Oslo dove vivrà con quello che
rimane della sua famiglia.
A inizio carriera era molto tradizionale, ma un viaggio a Parigi svolta il suo stile. Scopre le
opere di Van Gogh e Gauguin, iniziando a sperimentare.
La sua arte non rappresenta una visione della natura, ma una sua visione intima.
Non dipinge ciò che vede, ma ciò che ha visto -> dipinge ciò che filtra la memoria, ciò che
ha lasciato il segno.
Il vissuto personale (soprattutto i lutti) ha avuto una grande importanza nelle sue opere.
Alcuni eventi della sua vita lo hanno portato ad acquisire un’attitudine al pessimismo.
Kierkeegard fa parte della sua cultura ed è fortemente influenzato dalla filosofia
esistenzialista.
◦ La fanciulla malata
Rappresentazione della malattia della sorella minore
di Munch.
Rappresenta la sorella accompagnata da un familiare
(non la madre perché era già morta), e l’atteggiamento
dell’adulto è di rassegnazione (capo reclinato).
Interessante il modo in cui si rappresenta la scena ->
le pennellate sono molto indefinite, la situazione è
resa in maniera indecisa, come se stessimo guardando
la scena attraverso le lacrime che segnano il volto
dell’osservatore (oppure come se si guardasse la scena
attraverso una finestra segnata dalla poggia).
Spiccano i capelli e il biancore del volto -> testa
poggiata sul guanciale crea contrasto tra i colori.
La poltrona è come schiacciata sulla parete di fondo, questo per dare idea di uno spazio
angusto e soffocamento che porta alla malattia (simile a quella che vive la bambina).
Le pennellate sono corpose -> la matericità della pennellata è simile a quella di Van Gogh,
il colore è poco disteso.
◦ Sera nel corso Karl Johann
Critica all’ipocrisia della borghesia
(collegabile a seconda rivoluzione
industriale, critica già vista con Seurat in
“Un dimanche après-midi”).
La folla viene nella mostra direzione, tutti
camminano nello stesso senso, sono
abbigliati tutti allo stesso modo e i volti
sono tutti uguali -> processo di
omologazione e disumanizzazione (i volti
sono sgranati e allucinati, scheletri,
alienati, sembrano degli spettri, con uno
sguardo perso e ipnotico).
Però un personaggio è diverso rispetto al blocco della borghesia -> va controcorrente, nel
mezzo della strada (interpretabile come ritratto dell’artista).
Il personaggio isolato rappresenta il ruolo dell’artista nella società, chi va controcorrente
oer essere la voce fuori dal coro e viene emarginato di conseguenza.
Sul lato destro dello sfondo c’è una sagoma di un albero (ricorda il cipresso nella “Notte
Stellata”), ingantita e sembra una presenza quasi inquietante; dietro è presente un
edificio, il parlamento di Oslo, che ha le finestre gualle (connesso alla critica degli occhi
spalancati dei borghesi, una critica di tipo politico, il parlamento e la borghesia sono
collegati).
I colori sono cupi, le ombre viola e il cielo privo di nubi è comunque incombente -> tutti
questi elementi creano una sensazione di pesantezza.
◦ L’urlo
Rappresenta il tema dell’angoscia esistenziale.
Quest’opera è attuale ancora oggi -> per le
espressioni, per il tema dell’angoscia; c’è un forte
riconoscimento nella figura (anche perché
quest’ultima non è ben connotata in manier definita,
è una figura labile, non sappiamo il suo sesso, la sua
età; si può entrare in empatia con il soggetto ed è
per questo che l’osservatore è richiamato nel
quadro).
Munch descrive come banale il modo il cui è nato il
quadro -> stava percorrendo un ponte (ci troviamo
su un fiordo, ovvero una rientranza tipica della costa
norvegese, e siccome il tratto diventa troppo lungo
percorrendo il perimetro venivano costruiti dei
ponti) con degli amici nel momento del tramonto,
ma vive questo momento in maniera drammatica.
La sua angoscia esistenziale pervade la natura e la
trasforma (profonda connessione con il sublime
e il romanticismo, immedesimazione tra uomo e natura; opera in sintonia con la corrente
romantica per quanto riguarda il contenuto e il concetto uomo-natura).
La bocca è violacea, sembra una figura morta, e l’urlo si diffonde per tutta la natura,
modificando le forme della natura stessa -> il cielo si trasforma in lingue di fuoco e il mare
è raffigurato con forme sinuose che contrastano le linee rettilinee del ponte (ponte infinito,
non vediamo né l’inizio né la fine).
Nel ponte si mescolano colori caldi e colori freddi, mentre nel paesaggio c’è un forte contrasto
tra il cielo caldo e il freddo mare.
◦ La pubertà
L’artista interpreta in chiave pessimistica la fase di
transizione tra l’infanzia e l’età adulta.
La ragazza si vergogna del suo corpo, l’ombra ingigantita
alle sue spalle è la materializzazione della sua
inquietudine.
L’ambiente è molto essenziale.