Statistic A
Statistic A
La statistica è una scienza dei dati, cioè un insieme di metodologie e tecniche per le
trattazioni quantitative dei fenomeni osservati nella realtà sociale, in natura, in
laboratorio o al computer. E’ applicabile in vari campi come la sociologia, la politica,
l’economia, la saluta pubblica e la medicina. L’analisi statistica si compone di alcune
fasi: la rilevazione, l’elaborazione, la trasformazione dei dati in info con i quali
supportare delle decisioni.
Inoltre la statistica può essere di due tipi, ovvero la statistica descrittiva, la quale
studia le caratteristiche della popolazione, e la statistica differenziale, la quale
utilizza la teoria della probabilità per estendere alla popolazione lo studio del
campione. In particolare la statistica descrittiva è formata da due fasi:
1. Formazione dei dati statistici
->formazione dei casi statistici (dopo aver individuato la popolazione, es gli
studenti di ECOAMM, cerco le caratteristiche da misurare, es opinione sulla
statistica)
->rilevazione
->spoglio dei dati
->preparazione dei dati in tabelle o Grafici
2. Trattamento matematico-statistico dei dati
1
I caratteri, legati al concetto di modalità, possono essere: qualitativi, cioè se sono
espressi da parole, verbi… (es scuole freq, province di nascita, quanto sei sportivo…)
e quantitativi, cioè se le modalità sono numeri. Inoltre quest’ultimi sono classificabili
in due categorie: discreti, cioè quando si contano, e continui, cioè quando si
misurano ad esempio il carattere “reddito di una persona”.
Come già affermato, dopo la formazione dei casi statistici c’è la rilevazione dei dati,
cioè quando si inseriscono i dati in una tabella. All’inizio di ogni colonna ci sono le
varabili, la prima colonna sono le unità statistiche e ogni riga corrisponde ad una
risposta del rispondente
2
Una volta rilevati i dati si passa allo spoglio dei dati, cioè riunire tutti i casi che
presentano la stessa modalità per un determinato carattere. In questa fase si
costruisce una tabella di frequenza, cioè una successione di modalità di un carattere
con le rispettive frequenze.
In particolare le frequenze sono il numero di unità che presentano una certa
modalità.
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Caso1: carattere qualitativo (o anche detto mutabile statistica).
Per il carattere A con le modalità a1, a2, aj…. as, la distribuzione di frequenza è una
coppia di valori {(aj;nj) j=1, .... S}
S è il numero di modalità di A e nj è la frequenza assoluta delle modalità (j elemento
generico)
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Caso2: caratteri quantitativi (o detti anche variabili statistiche)
->caratteri discreti
Esempio numerico:
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Esempio voto di maturità:
Ampiezza classi:
Caratteri quantitativi:
->continuo=l’ampiezza della classe è la lunghezza dell’intervallo della classe,
ampiezza= estremo superiore-estremo inferiore
->discreto= l’ampiezza è il numero di modalità presenti nella classe,
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ampiezza =estremo superiore-estremo inferiore +1
Distribuzioni di quantità
Successioni di modalità con le rispettive quantità (diverse dalle frequenze assolute).
Esempio:
A (carattere)= categoria albergo
X= numero di camere (quantitativo discreto)
Serie storiche
Sono successioni di un fenomeno in corrispondenza del carattere tempo.
Esempio: punti per squadra Inter nelle ultime 5 stagioni.
Serie territoriali
Sono successioni di un fenomeno in corrispondenza di divisioni territoriali.
Esempio:
carattere studiato=numero di ospedali pubblici (carattere quantitativo discreto su
scala di rapporti).
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I RAPPORTI STATISTICI
Si definisce rapporto statistico la divisione tra due dati, di cui almeno uno di natura
statistica. Si usano per eliminare l’eterogeneità tra i dati e renderli comparabili (ad
esempio si potrebbero utilizzare per confrontare un’azienda con un fatturato elevato
con una con un fatturato basso).
Vi sono vari tipi di rapporti statistici:
->rapporto di composizione o parte del tutto
->rapporto di densità
->rapporto di derivazione
->rapporto di coesistenza
->numeri indici (applicabili alle serie storiche)
Rapporto di composizione
E’ legato al rapporto tra una frequenza (o quantità) legata ad una modalità di un
carattere e la frequenza totale (o quantità totale).
Il rapporto non ha una unità di misura e serve per fare dei confronti.
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Rapporto di densità
E’ un rapporto “depurato” dal campo di osservazione (spazio, tempo…). Si elimina
l’influenza esercitata dal denominatore sulla grandezza al numeratore, rendendo
confrontabili dati che altrimenti rimarrebbero eterogenei.
Il rapporto di densità ha una sua unità di misura.
Esempio:
Rapporto di derivazione
E’ un rapporto tra x e y, dove y è la causa o il presupposto logico di x
Esempio:
Rapporto di coesistenza
E’ il rapporto tra dati statistici che coesistono. Solitamente viene utilizzato in
demografia.
Esempio:
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Il rapporto non ha unità di misura
Rapporti indici
Sono legati alla serie storica.
Definiamo:
->variazione assoluta di x dal tempo ts al tempo tj (con ts<tj): xj-xs (la variazione
assoluta ha la stessa unità di misura del carattere di x).
->variazione relativa di x da ts a tj (con ts<tj): (xj-xs)/xs= V j*s ( si legge variazione di j
rispetto a s).
Esempio:
X=valore di imputazione di un certo paese in milioni di euro
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Variazione assoluta di x dal 2020 al 2021:
x2021-x2020= 95,5-92,5= 3 milioni di euro (nel 2021 il valore di imputazione è
aumentato di 3 milioni di euro rispetto al 2020).
Variazione relativa di x dal 2020 al 2021:
(x2021-x2020) /x2020 = 3/92,5=0,0324 (rispetto al 2020 il valore delle imputazioni
nel 2021 è aumentato del 3,24%).
In generale se c’è il segno + è un aumento, mentre se c’è il segno – una diminuzione.
Sempre per quanto riguarda la variazione relativa: V j*s=(xj-xs)/xs= (xj/xs)-(xs/xs)
=(xj/xs)-1
xj/xs = Ij•s =è un numero indice: in particolare è il rapporto tra il valore di x al tempo
tj e il valore di x al tempo ts.
I numeri indici vengono classificati secondo due categorie:
->a base fissa: I j*0=xj/x0 per ogni j=0,…k
->a base mobile (cambia di anno in anno): Ij*j-1= xj/xj-1
Esempio numerico:
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V 2*0=I 2*0-1=1,04-1=0,004->da ciò si evince che rispetto al 2020 (t0), il fenomeno
è aumentato del 4% nel 2022 (t2). Inoltre rispetto al tempo t1 (2021) il fenomeno è
aumentato del 0,73% nel 2022.
Dimostrazione-> esiste una relazione tra i numeri indici a base mobile e a base fissa
DISTRIBUZIONI DI FREQUENZA
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Fr(aj)=nj/N per ogni j=1…,s
Esempio:
Posso calcolare solo per carattere ordinati: qualitativi su scala ordinale e quantitativi.
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Frequenze relative cumulate Fj
Fj=Cj/N per ogni j=1,…,s
50= sono gli studenti che hanno un’opinione al più neutra sulla statistica
Al più= (molto negativa +negativa +neutra)
40% degli studenti ha un’opinione che è al più negativa sulla statistica.
Proprietà:
1. F1=C1/N=n1/N=fr(a1)
2. Fs=Cs/N=N/N=1
Posso calcolarla solo per: caratteri qualitativi su scala ordinale e caratteri quantitativi.
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Proprietà:
Frequenze specifiche
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Solo per:
- Caratteri quantitativi discreti in classe
- Caratteri quantitativi continui in classe
Esempio:
distribuzione di frequenza degli alberghi di x(x=numero di stanze)
carattere quantitativo discreto
In questo caso ha una unità di misura (cm), mentre il carattere quantitativo discreto
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LE RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE
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Se devo fare un confronto tra due popolazioni diverse devo usare le frequenze
relative sull’asse delle y.
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E’ un grafico a bastoncino
20
Si valuti la frequenza delle unità con altezza da 170 a 176 cm - > nj associato a 179-
176 (176-170) x 4,5=27 Quanto vale nj per 164-176 cm? Area 2 e 3 ci sono già, la 1 si
fa -> (165-164) x 2 + 25 + 27 = 2 + 25 + 27= 54
LE MEDIE
Le medie sono rappresentate da un unico valore (es modalità/numero) che sintetizza
la distribuzione di un carattere.
Le medie più usate sono:
->moda: calcolabile per qualsiasi tipo di carattere
->mediana: calcolabile per caratteri almeno su scala ordinale (le modalità del
carattere devono esser per forza ordinabili ma non devono per forza essere
numeriche).
->media aritmetica: calcolabile solo per caratteri quantitativi
La moda
Per calcolarla richiede solo la presenza di una distribuzione di frequenza, si può
calcolare sempre ed è la modalità con la frequenza più elevata
Esempio con un carattere qualitativo su scala ordinale:
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Invece per i caratteri quantitativi in classi bisogna prima trovare la classe modale,
ovvero la classe che ha la frequenza specifica più elevata. Una volta trovata la classe,
trovo la moda come il valore centrale della classe: moda= (es+ei)/2.
Esempio:
La mediana
La mediana deve essere calcolata per caratteri con una scala almeno ordinale,
tuttavia però è importante non confondere la posizione con il valore della mediana
(es se il carattere è l’altezza in cm dei miei compagni la mediana è ad esempio
l’altezza di Nicolò non Nicolò).
Esempio:
Spezzata di graduazione
X(1), X(2),…,X(i),…,X(n). Ad esempio la spezzata di graduazione esprime X(i) in
funzione di i.
Esempio:
In generale graficamente:
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Possiamo utilizzare la spezzata di graduazione per trovare la mediana=X(N+1/2) con
N generico:
->se N è dispari esiste già la posizione intera
->se N è pari allora N+1/2 è una posizione non intera quindi si applica la formula
della spezzata di graduazione.
Pos(Me)=N+1/2=N/2 +1/2
Me=X(N/2 + ½)
Se applico la formula della spezzata di graduazione con i=N/2 e h=1/2:
Q1=primo quartile
Pos(Q1) = N+1/4 e Q1=X(N+1/4)
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Q2=secondo quartile
Pos(Q2) = (N+1/4)*2= N+1/2 e Q2=Me=X(N+1/2)
Q3=terzo quartile
Pos(Q3)=(N+1/4)*3 e Q3=X((N+1/4) * 3)
Decili
I decimi sono nove e dividono gli N valori ordinari in dieci gruppi equinumerosi.
D3=X(3*N+1/10)
D5=Me=X(5*N+1/10)=X(N+1/2)=Q2
Percentili
Divide le N unità in 100 gruppi equinumerosi
Pos (Ci)=(N+1/100) *i
Ci=X(i*N+1/100) dove i=1,…,99
Esempio generico:
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La mediana nel caso di distribuzioni di frequenza
1) Carattere qualitativo su scala ordinale
26
Pos (Me)=151+1/2=76
Dato che 76 cade fra le posizioni 47 e 84 la mediana è mediocre
Il 50% degli spettatori ha dato un giudizio al più pari (minore o uguale) a mediocre
Me=? Pos(Me)=N+1/2=100+1/2=50,5
La classe mediana: 7|-|9
Come faccio a trovare la mediana? “spacchettamento della classe mediana”, quindi
trovo la frequenza specifica: fj=nj/aj della 3 classe: a3=9-7+1=3 e nj=36
Quindi f3=36/3=12
La media aritmetica
La media aritmetica può essere calcolata solo per caratteri quantitativi.
1) Media aritmetica per distribuzione di unità:
dati N valori x1,x2,…,xi,….,xN si definisce media aritmetica la seguente quantità:
Dimostrazione:
33
2) Proprietà di minimo della media aritmetica
La media aritmetica minimizza la somma degli scarti al quadrato da un valore o polo
di riferimento
Dimostrazione:
34
Nel caso di una distribuzione di frequenza
Dimostrazione:
35
esempio: N=500 pacchi, x= peso in quintali
4) Proprietà di M1
Se i valori di un carattere x vengono trasformati linearmente nei valori di un carattere
Y secondo la seguente relazione
Yi=a+b per Xi (j=1,…,N) con a e b costanti
Allora tra le medie aritmetiche dei 2 caratteri sussiste la stessa relazione
M1(Y)= a+b per M1(x)
Dimostrazione:
36
Casi particolari della quarta proprietà
Esempio: N= 4 consumatori
X= durata in giorni di una confezione di pasta pasta 500 gr
37
Quanto vale il consumo complessivo dei 4 consumatori in un mese?
Media geometrica
Dati N valori: x1,x2,…,xN tali che xi>0 con i =1,…,N
Definiamo la media geometrica
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Utilizzo la Mo(x) per trovare la media dei numeri indice a base mobile che lascia
invariato il numero indice a base fissa:
Esempio: un’associazione vuole verificare come è stato l’andamento dei suoi iscritti
durante 5 anni, cioè dal 2016 al 2022.
39
La media quadratica
Dati N valori x1,x2,xN la media quadratica è=
40
Si nota che M-1< M0 < M1 < M2 (i < sono tutti con l’uguale) e questo risultato è
sempre vero infatti c'è un ordinamento tra le medie M-1< M0 < M1 < M2 (con
l’uguale) e ciascuna di queste medie gode della proprietà di internalità. L'uguaglianza
vale quando x(1)=x(2)=......=x(N), tutti uguali.
se al posto delle medie avessimo avuto le classi di valori (xj-1, xj] ->valore centrale
della classe
Esempio: M-1, M0, M1, M2
41
LA VARIABILITA’
Esempio: ci sono due gruppi
->A (NA=6)
->B (NB=6)
42
INTERVALLI DI VARIAZIONE
1)campo di variazione
XN-X1
Interpretazione: è la lunghezza dell’intervallo che contiene il 100% dei valori (ovvero
la totalità dei valori).
Controllo i requisiti: se X1=X2=…=XN allora Xn-X1=0 quindi primo requisito verificato
Se XN-X1=0 allora Xn=X1 quindi X1=X2=…=Xi=…=XN quindi secondo
requisito verificato
E’ un indice semplice ma poco usato perché si basa solo sui valori X1 e XN ignorando i
valori nelle altre unità nel mezzo.
2) differenza interquartile (DI)
DI=Q3-Q1
La DI è la lunghezza dell’intervallo che contiene il 50% dei valori centrali
3)differenza interdecile
D9-D1
E’ la lunghezza dell’intervallo che contiene il 90% delle osservazioni centrali
->il primo requisito è soddisfatto
->il secondo requisito non è soddisfatto
43
Indici basati su uno scostamento medio
Questi indici misurano |xi-m|
Scostamento medio semplice da m1
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Lo scarto quadratico medio verifica i due requisiti?
->se x1=x2=..XN allora lo scarto quadratico è uguale a 0?
se x1=x2=….=xN allora M1(x)=x1=x2=…..=xN
Allora:
45
46
47
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2)proprietà della varianza
E’ conosciuta come scomposizione della varianza.
Esempio: se ho k gruppi
49
50
Devianza nei gruppi
Varianza totale
51
La varianza totale dei salari è dovuta:
->per l’11,97% dalla varianza nei gruppi.
->per l’88,03% dalla varianza fra i gruppi.
La variabilità dei salari è dovuta:
->per l’11,97% dalla variazione dei salari all’interno dei gruppi.
->per l’88,03% dalla variazione dei salari medi tra i gruppi.
1)caso: nei gruppi abbiamo valori identici ma i valori sono diversi da gruppo a
gruppo.
Esempio:
Questo è il caso di massima omogeneità nei gruppi (cioè assenza di variabilità nei
gruppi) ma eterogeneità fra gruppi.
52
2)caso: nei gruppi i valori sono diversi ma le medie dei gruppi sono identiche.
Indici basati sulle differenze dei valori fra loro->sono le differenze medie
L’obiettivo è quello di misurare quanto i valori di x differiscono tra loro. Li
misureremo come una media aritmetica delle differenze tra i valori (in valore
assoluto).
Esempio:
53
->sulla diagonale principale, gli elementi sono pari a zero |xi-xj| dove xi=xj
->è una matrice simmetrica rispetto alla diagonale principale |xi-xj|=|xj-xi|. Gli
elementi in posizione (i,j) sono identici agli elementi in posizione (j,i).
->i valori della matrice sono o positivi o uguali a zero.
Proprietà della matrice quadrata
->sulla diagonale principale i valori sono tutti pari a 0.
-> è una matrice simmetrica rispetto alla diagonale principale.
->è semidefinita positiva perché tutti gli elementi sono maggiori-uguali di 0.
Osservazioni su S
->S non cambia se ordiniamo i valori
->per trovare S ho usato una matrice simmetrica rispetto alla diagonale principale
54
Se ordino i valori nella parte della matrice che si trova sotto la diagonale principale:
Esempio (continuazione):
55
Esempio:
Formula facilitata:
Esempio continuazione:
56
Schema riassuntivo:
57
Gli indici che studiamo sono basati sugli scarti relativi rispetto ad una media:
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INEGUAGLIANZA (CONCENTRAZIONE)
Si applica ai caratteri trasferibili. I caratteri trasferibili sono quei caratteri per i quali
ha senso trasferire parte del valore del carattere tra tutte le unità statistiche (ad
esempio X: reddito dell’individuo/famiglia).
Come prima cosa bisogna ordinare le unita secondo il valore di x (dal più piccolo al
più grande):
Casi estremi:
->equiripartizione: le N unità hanno lo stesso reddito [x1=M, x2=M ,…., xN=M]
->massima ineguaglianza: tutto il reddito T è posseduto da una sola unità [x1=0, x2=0,
…,xi=0, xN=T]
In entrambi i casi sappiamo che:
Definizioni
->reddito cumulato fino alla i-esima unità:
In particolare quando:
59
->media aritmetica del gruppo inferiore
Esempio:
Si dimostra che:
INDICE DI BONFERRONI
Si basa sul confronto tra Mi--(x) e M
60
Esempio 1:
N=6 percettori di reddito
X=reddito individuale in migliaia di euro
T=960
M=960/6=160
La media del gruppo inferiore, quando i=z, è pari al 28,13% della media di tutta la
popolazione
61
Esempio 3 massima ineguaglianza
N=5, T=80, M=80/5=16
INDICI DI ZENGA
Si basa sul confronto tra Mi– e Mi+
Nota:
Tornando all’esempio 1:
INDICE DI GINI
Si basa:
->frequenza relativa del gruppo inferiore i/N
->quota relativa del reddito del gruppo inferiore (Qi(x)/T)=L(i/N)è una funzione L
che dipende da i e N
63
L’indice G(x) (indice di Gini) viene calcolato come media aritmetica di P(i/N)
Esercizio:
N=6 e x=reddito in migliaia di euro, M=160
64
Esercizio:
N=5 e N=6, x=reddito in migliaia di euro
Equiripartizione
Esempio:
Massima concentrazione
N=5, M=16, T=80
65
Ricapitolando:
66
In effetti M(y) = bM(x) allora Mi-(y)=bMi-(x) e Mi+(y)=bMi+(x)
Il requisito si chiama non invarianza (vuol dire che cambia) alla traslazione.
68
ASIMMETRIA
Definizione
Dati i valori xi e xj (di una variabile quantitativa) con xj>xi, questi valori sono
simmetrici a un altro valore M se vale una certa proprietà, cioè xi<M<xj.
Se vale M-xi=xj-M
69
xi e xj sono simmetrici rispetto ad M se M è la semisomma di xi e xj (M=(xj+xi)/2)
Esempio
xi=1 xj=9
-voglio valutare l’asimmetria puntuale rispetto ad M=3
A(M)=9+1- 2*3=10-6=4 siamo in presenza di una asimmetria positiva
-voglio valutare l’asimmetria puntuale rispetto a M=7
A(M)=9+1-2*5=10-10=0 allora xi=1 e xj=9 sono simmetrici rispetto ad M=5
70
Dati x(1)......x(j)....x(N) questi sono simmetrici rispetto ad M se ciascuna delle coppie
x(j);x(N-j+1) j=1....N è simmetrica rispetto ad M:
-Se anche un'unica Aj(M)≠0 allora non ci sarebbe simmetria (quindi saremmo nel
caso di asimmetria).
71
-Se vi è una prevalenza di Aj(M)>0 allora avremo un'asimmetria positiva.
-Se vi è una prevalenza di Aj(M)<0 allora avremo una asimmetria negativa.
Seconda parte:
Se N valori ordinati sono simmetrici rispetto ad M allora M=Mi
Se N valori ora sono simmetrici rispetto ad M allora Aj(M)=xj+x(N-j+1)-2M=0 per ogni
J=1,…,N
72
Se mettiamo insieme i risultati delle due parti del teorema:
M=Me e M=M1->M=Me=M1
73
Dato che le asimmetrie puntuali (rispetto ad M=16) non tutte sono uguali a zero,
allora non c’è simmetria tra i 7 valori rispetto ad M=16.
Me=16
M1=112/7=16
INDICI DI ASIMMETRIA
->di verso (direzione di asimmetria)
->di intensità (di quanto i valori sono asimmetrici rispetto ad M)
Come scelgo M?
-se scelgo M=M1 allora indice sarà sempre M1(A(M1))=0, quindi non è una scelta
buona.
-un candidato ragionevole per M può essere Me infatti M1(A(Me))=2(M1-Me)=
2M1-2Me
74
2) M1(A(Me))=2(M1-Me)<0 le asimmetrie puntuali negative prevalgono sulle
asimmetrie positive M1<Me
75
Indice del verso di asimmetria nel caso di una distribuzione di frequenza
INTERPOLAZIONE
Divisa in:
->interpolazione per punti noti
->interpolazione fra punti noti
76
Esempio:
77
Quali sono i limiti dell’interpolazione per punti noti
->il numero di parametri alfa 0, alfa 1, deve coincidere con il numero dei punti noti,
altrimenti non posso risolvere il sistema.
-> Si applica a pochi punti noti, altrimenti l’andamento diventa molto irregolare.
78
A che cosa serve l’interpolazione fra punti noti?
-descrivere l’andamento di fondo della nuvola dei punti
-fare previsioni di y per x>x(N) oppure per x<x(1)
-fare delle stime della y per un valore di x che appartenga a [x(1);x(N)]
Problemi da risolvere:
La scelta della funzione dipende dalla nuvola dei punti del grafico, oppure da teorie
esistenti.
79
Gli scarti sono definiti->valore osservato di y-valore
Quello che vorrei trovare è una f (x,x0,…,xk) in modo tale che il totale degli errori sia il
più piccolo possibile.
Vengono introdotte due distanze per misurare gli scarti:
Noi dovremmo trovare alfa0, alfa1….,alfak che minimizzano la somma degli scarti
(errori) al quadrato->metodo dei minimi quadrati
Noi useremo f di una retta, quindi stimeremo i parametri di una retta ai minimi
quadrati (retta M. Q).
Definizione
80
Esempio:
N=4
81
Interpretare questi parametri:
->alfa0^=8,2780 (dal punto di vista geometrico è l’intercetta della retta)
Quando x=0 allora y^=8,2780
->alfa1^=0,454 (dal punto di vista geometrico è la pendenza della retta)
Se x aumenta di una unità, allora “mi aspetto” che y aumenti di 0,454 unità.
Nota:
Esempio:
82
Osservazione:
83
La media aritmetica dei valori previsti dal modello (dalla retta a M.Q) è uguale alla
media aritmetica dei valori osservati.
->zi=yi-y^i M1(z)=0
84
Cov(z,x)=0 zi=yi-y^i
85
->approccio basato sullo studio dei residui
yi-y^i
86
Esercizio:
87
88
Esempio:
89
DISTRIBUZIONI BIVARIATE
Esempio:
N=20. A=priorità B=giudizio
90
1->cliente ha dichiarato che la sua priorità è l’assistenza ed ha dato un giudizio
buono
4->clienti hanno dichiarato di avere come priorità la qualità e hanno dato un giudizio
sufficiente
8->clienti hanno dato un giudizio sufficiente
10->clienti hanno dichiarato che la loro priorità era la qualità
Genericamente
91
FREQUENZE RELATIVE
92
Esempio:
Distribuzioni parziali di B
->distribuzione parziale di B per A=prezzo
93
->distribuzione parziale di B per A=assistenza
Distribuzioni parziali di A
->distribuzione parziale di A per B=scarso
94
->distribuzione parziale di A per B=buono
Definizioni
->definisco la frequenza condizionata di B dato A
Con j=1,…,c e i=1,…,r
95
->definisco la frequenza condizionata di A dato B=bi
96
Distribuzioni parziali/condizionate di Y
A= non c’è il parcheggio
Distribuzione marginale di Y
Ricapitolando
97
Definizioni
98
Indipendenza in media
Il carattere Y è indipendente in media dal carattere A se tutte le medie parziali di Y
coincidono tra loro e sono coincidenti con la media marginale (totale) di Y:
Osservazioni:
1) Non è un concetto simmetrico, se Y è indipendente in media da A questo non
implica che A sia indipendente in media da Y
2) L’indipendenza in distribuzione implica l’indipendenza in media
Dimostrazione:
99
Misure di dipendenza in media
100
Recap
101
Esempio:
102
Metodo indiretto
103
CONCORDANZA
Siamo in presenza X e Y quantitativi
104
In questo caso la retta interpolante ha una pendenza negativa
Nel caso b i punti sul grafico non hanno una relazione lineare tra loro (relazione
parabolica).
105
PROPRIETA’ COVARIANZA
1) Se X e Y (entrambi quantitativi) sono indipendenti in distribuzione allora
Cov(X,Y)=0 (non è vero il contrario).
Esempio:
106
Dimostrazione:
4)
107
Osservazioni quarta proprietà:
108
Proprietà di r
Dimostrazione proprietà 3:
109
Recap:
Esempio:
110
Continuazione esempio….
111