PixInsight
Procedure Per Elaborazione
a cura di
Fabio Papa
Versione 1.2
Indice
1Il Programma......................................................................................................................................2
1.1 Introduzione...............................................................................................................................2
1.2 Interfaccia..................................................................................................................................2
1.3 L'approccio................................................................................................................................3
1.4 Procedure...................................................................................................................................3
2 Pre-processazione: darks e bias.........................................................................................................4
2.1 Configurazione per reflex digitali..............................................................................................4
2.2 Preparazione darks e bias...........................................................................................................5
2.3 Calibrazione immagini.............................................................................................................10
3 Da tante pose a una foto..................................................................................................................12
3.1 Conversione a colori: debayerizzazione..................................................................................12
3.2 Allineamento............................................................................................................................13
3.3 Somma (o media?)...................................................................................................................15
4 Elaborazione....................................................................................................................................16
4.1 Correzione cromatica...............................................................................................................16
4.2 Sviluppo (istogramma)............................................................................................................20
4.3 Correzione cromatica II...........................................................................................................23
4.4 Aumentare il colore: saturazione.............................................................................................24
4.5 Salvataggio finale....................................................................................................................28
5 Per utenti avanzati...........................................................................................................................29
5.1 Creare una maschera stellare...................................................................................................29
5.2 Migliorare I dettagli con I wavelet..........................................................................................31
5.3 Ancora wavelet: HDR..............................................................................................................33
5.4 Rimozione del rumore.............................................................................................................34
5.5Evidenziare le strutture oscure..................................................................................................35
6 Debayerizzazione?...........................................................................................................................36
6.1 Cos'è (chi è) questo Bayer?......................................................................................................36
6.2 Debayerizzazione.....................................................................................................................37
PixInsight – Procedure per Elaborazione 1
Il Programma Versione 1.2
1 Il Programma
1.1 Introduzione
PixInsight è un programma molto potente di elaborazione di immagini astronomiche. E' il
programma che uso personalmente in maniera ormai esclusiva, vale a dire che non uso alcun
altro programma per elaborare le mie foto. Questo è un bel traguardo, specialmente se penso a
quando dovevo utilizzare 3-4 programmi per ottenere il risultato finale.
Se posso permettermi un consiglio, date a questo programma una possibilità: di certo non sarà
facile all'inizio, ma vedrete in maniera concreta il miglioramento che potrà portarvi. Almeno,
per me è stato così.
1.2 Interfaccia
Illustrazione 1: L'interfaccia di PixInsight
Questa è la finestra che vi si parerà davanti quando aprirete il programma. Allarmante, vero?
In realtà, una volta imparato a conoscere, mi sento di definire PixInsight un programma “flui-
do”. Basta capire il suo modo di funzionare, e tutto riesce in maniera veloce ed efficiente.
Come ogni altro programma, la parte superiore è dedicata ai menu, dai quali si può accedere a
qualsiasi funzione del programma. Il fatto che io sceglierò strade diverse nel corso di questo
manuale avrà il solo scopo di illustrarvi metodi alternativi di trovare una funzione. Ma nel
menu, troverete sempre tutto quanto.
2 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Il Programma
Appena sotto al menu, troviamo le icone. Anche qui, niente di molto diverso dagli altri pro-
grammi. Passando il mouse su questa barra, ogni icona rivelerà il suo nome che, anche se ora
non ci dirà molto, in futuro tornerà molto utile.
Sulla sinistra troviamo invece qualcosa di molto particolare: una serie di scritte verticali che
se attraversate dal mouse, faranno apparire strane finestre. Capiremo come far funzionare la
maggior parte di queste. Per ora, basti dire che la loro funzione principale è di nuovo quella di
scorciatoie per accedere alle funzioni del programma.
Infine, la barra sottostante permette di visualizzare alcune informazioni sull'immagine aperta,
di scegliere quale immagine è quella attiva (nel caso ci fossero più immagini aperte contem-
poraneamente) e anche altre funzioni più avanzate che vedremo in seguito.
1.3 L'approccio
Per terminare questo paragrafo introduttivo, vorrei spendere due parole sull'approccio tenuto
da questo programma. I programmi di elaborazione astronomica si possono dividere in due
categorie, per quanto riguarda il modo di portare a termine il lavoro: quelli che lavorano in
memoria fino a che il lavoro non è finito, come DeepSkyStacker, e quelli che invece hanno
bisogno di salvare molti dati su disco, come Iris o, appunto, PixInsight.
Consiglio quindi di prepararsi anzitempo seguendo questi consigli:
• Tenete tutte le immagini originali così come sono stati scaricati dalla macchina foto-
grafica e/o CCD astronomico in una cartella che non userete per le elaborazioni.
• Create, in un posto facile da ricordare, una cartella temporanea dove PixInsight salverà
i progressi durante l'elaborazione.
• Non fatevi mai tentare ad elaborare le vostre foto direttamente nella cartella ove risie-
dono. Rischiate di cancellare o danneggiare le riprese, e tutti sappiamo quanto caro ci
costano...
1.4 Procedure
Questo manuale descriverà diverse procedure per ottenere una soddisfacente immagine finale,
a seconda del tipo di camera utilizzato.
Non è il santo graal dell'elaborazione: le cose qui descritte si possono fare in mille modi di-
versi. Non esiste quasi mai un solo modo di risolvere un problema, e oltretutto, l'autore del
programma è molto attivo nello sviluppo, per cui, col tempo, potrebbero anche essere creati
nuovi strumenti.
Al contrario, queste procedure dovrebbero essere viste come base da arricchire nel tempo. Vi
aiuteranno a capire come ragiona il programma, e vedrete che non sarà difficile creare le vo-
stre procedure personalizzate. A me succede continuamente...
PixInsight – Procedure per Elaborazione 3
Pre-processazione: darks e bias Versione 1.2
2 Pre-processazione: darks e bias
2.1 Configurazione per reflex digitali
Durante questa procedura convertiremo le nostre foto dal formato proprietario della macchina
fotografica a quello nativo di PixInsight. Durante questa conversione, il programma dovrà
eseguire alcune scelte che andremo a configurare.
Aprite lo strumento Format Explorer. Lo trovate nel menu View, nel sottomenu Explorer
Windows. Cliccate quindi due volte su DSLR_RAW. Impostate quindi come in figura. Ho
sottolineato in rosso le opzioni da modificare.
Illustrazione 2: Configurazione formato DSRL
4 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Pre-processazione: darks e bias
2.2 Preparazione darks e bias
Grazie alla potenza di questo programma, gli utilizzatori di macchine fotografiche possono
godere del miglior sistema di adattamento dei darks che esista. Grazie a questo sistema, è pos-
sibile scattare i darks in un momento diverso da quello della ripresa; il programma adatterà
automaticamente il dark alle differenti condizioni tramite alcuni algoritmi proprietari. Morale:
più tempo per noi per fotografare!
Vi consiglio quindi di dedicare alcune nottate (preferibilmente estive) al lavoro di “raccolta”
dei darks. Basta lasciare la macchina all'esterno a scattare in automatico. Vi consiglio un nu-
mero elevato di darks (20-30) a ISO 800, di durata uguale al massimo tempo di ripresa che in-
tendete utilizzare.
Lavoro simile anche per i bias: l'unica cosa che cambia è il tempo di posa che dovrà essere il
più breve possibile. Per la mia 40D è 1/4000 di secondo. Scattatene molti, anche una cinquan-
tina.
Questi numerosi files vanno quindi trasformati in due solamente: il master dark e il master
bias. Vediamo di seguito come fare.
Conversione formato
Convertiamo tutti i darks nel formato immagine nativo del programma, il .fit. Per farlo,
utilizzeremo lo strumento BatchFormatConversion; per aprirlo, cliccate sul menu
Script, poi nel sotto menu Utilities, e infine su BatchFormatConversion.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 5
Pre-processazione: darks e bias Versione 1.2
Illustrazione 3: Strumento BatchFormatConversion
Cliccate sul pulsante Add e scegliete i vostri darks; questi verranno elencati nella grossa
area centrale denominata Input Images.
Clicchiamo poi sul pulsante Select del riquadro Output Directory per scegliere la cartel-
la di destinazione. Ricordate nell'introduzione quando vi parlavo della cartella tempora-
nea facile da ricordare? Specificatela qui.
Nell'ultimo riquadro Output File Options, andiamo a scrivere “.fit” nel campo Output
extension e scegliamo 16-bit integer nel menu a tendina Sample format.
Clicchiamo infine su OK. Quel che otterremo, al termine dell'elaborazione, è di avere
tanti files quanti sono i nostri darks all'interno della nostra cartella temporanea, ma nel
formato nativo di PixInsight.
6 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Pre-processazione: darks e bias
Preparazione master
Ora che PixInsight può operare sui nostri darks, creeremo il master dark, ossia quell'im-
magine rappresentativa del rumore della nostra camera, e che verrà in seguito sottratto
dalle nostre foto per liberarle dal rumore.
Apriamo lo strumento ImageIntegration. Lo trovate nel menu Process, nella sezione
ImageIntegration.
Illustrazione 4: Strumento ImageIntegration
Questo strumento richiede diverse personalizzazioni per integrare i darks, poiché nor-
malmente si usa per l'elaborazione delle immagini normali, come vedremo più avanti.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 7
Pre-processazione: darks e bias Versione 1.2
Clicchiamo innanzitutto su Add Files e scegliamo le immagini che troviamo nella car-
tella temporanea: saranno quelle appena convertite nel passo precedente. Le immagini
verranno elencate nello strumento in alto.
Impostate le opzioni di questo strumento come nelle due figure seguenti. Ho sottolinea-
to in rosso le opzioni da cambiare rispetto a quelle preimpostate. Nota: alcune sezioni si
aprono cliccando sul simbolo con le due frecce verso il basso. Allo stesso modo, potete
poi richiuderle per recuperare spazio, cliccando sulle due frecce verso l'alto.
Illustrazione 5: Opzioni da impostare (parte 1)
8 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Pre-processazione: darks e bias
Illustrazione 6: Opzioni da impostare (parte 2)
Una volta impostato lo strumento, possiamo eseguirlo cliccando sul cerchietto blu in
basso a sinistra.
Questo procedimento durerà parecchio tempo, specialmente se avete molti darks. Una
finestra detta “Console” verrà aperta e vi informerà di quello che il programma sta fa-
cendo. Il linguaggio è abbastanza complesso: guardate solo ogni tanto se cambia per sa-
pere se il computer è ancora “vivo”...
Al termine si aprirà la vostra immagine finale più altre due finestre che rappresentano i
pixel rigettati. Le immagini si chiameranno integration, rejection_low e
rejection_high. Potete chiudere senza problemi le due rejection e salvate integration col
nome [Link]. Accettate quel che viene proposto nella finsetra FITS options.
Questo è il famoso master dark. Visto che lo terrete per parecchio tempo, conservatela
con cura da qualche parte nel vostro disco fisso.
Ora ripetete lo stesso procedimento per i bias. Ricordate, prima di procedere, di svuo-
tare la cartella temporanea, giusto per non sbagliare.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 9
Pre-processazione: darks e bias Versione 1.2
2.3 Calibrazione immagini
Ora che abbiamo creato i nostri master dark e master bias, siamo pronti per applicarli alle no-
stre foto. Ma prima di procedere, dobbiamo convertire anche queste ultime nel formato nativo
.fit di PixInsight. Potete seguire la procedura Conversione formato descritta per i dark e i
bias visto che è esattamente la stessa. Vi ricordo sempre di svuotare la cartella temporanea
prima di procedere!
Apriamo quindi lo strumento Image Calibration. Lo trovate nel menu Process, nel sottome-
nu ImageCalibration. In figura vedete come si presenta.
Illustrazione 7: Lo strumento Image Calibration
Iniziate a vedere una certa continuità nell'interfaccia? Spero di si!
Cliccando sul pulsante Add Files andiamo a cercare le nostre foto. Se avete seguito la proce-
dura, dovreste trovarle nella cartella temporanea. Le foto verranno elencate nella parte in alto.
10 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Pre-processazione: darks e bias
Dobbiamo poi specificare la cartella di destinazione. Clicchiamo sulla piccola freccia blu a
destra del campo Output directory; consiglio di scegliere sempre la solita cartella tempora-
nea. Per non fare confusione, PixInsight può rinominare i nuovi files affinché non sovrascri-
vano i precedenti. Vi suggerisco di inserire, nel campo Prefix, una serie di caratteri che renda-
no facile il riconoscimento. Normalmente uso “_CAL_”: il carattere _ fa si che windows
elencherà i files per primi nei passi seguenti, una comodità non da poco. Inoltre, potete elimi-
nare il contenuto del campo Postfix, che viene impostato in automatico.
Nei campi Master Bias e Master Dark dobbiamo inserire i nostri master dark e bias, sempre
cliccando sulla piccola freccia blu per cercarli. Infine, disattiviamo, se attivi, Overscan e Ma-
ster Flat.
Lanciamo infine il procedimento cliccando sul solito cerchietto blu in fondo a sinistra. Dopo
un po'. Avremo nella nostra cartella temporanea una nuova copia di tutte le nostre immagini,
corretta, si spera, dal rumore di fondo prodotto dal CCD.
Se volete, potete anche rimuovere le immagini che non iniziano per “_CAL_” nella cartella
temporanea, poiché ormai non servono più e sprecano spazio sul disco fisso.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 11
Da tante pose a una foto Versione 1.2
3 Da tante pose a una foto
Questa parte prevede che abbiate una serie di foto provenienti da un CCD a colori, oppure da una
reflex digitale con la calibrazione già effettuata.
Le foto a colori sono caratterizzate dalla matrice di bayer, che si presenta come una retinatura
che copre l'intera area dell'immagine. In PixInsight ci sono alcuni procedimenti specifici per tra-
sformare questa retinature nel colore definitivo. Per questo motivo, l'elaborazione delle foto a co-
lori è molto diversa da quelle provenienti da sensori in bianco e nero.
3.1 Conversione a colori: debayerizzazione
La prima cosa da fare è eliminare questa retinatura e ottenere i colori veri e propri. Per farlo,
apriamo lo strumento BatchDeBayer. Lo trovate nel menu Script, nella sottosezione Utili-
ties. Come sempre, vi mostro la schermata standard.
Illustrazione 8: Strumento Batch Debayer
Chi ha seguito la procedura per macchine digitali reflex noterà una certa somiglianza con lo
strumento di conversione dei formati. In effetti, trovo che la somiglianza tra i vari strumenti
sia uno dei tanti punti di forza del programma.
12 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Da tante pose a una foto
Tramite il pulsante Add andiamo a scegliere le nostre foto che verranno aggiunte nella lista,
nella parte alta della finestra.
Nel riquadro Debayer Options, impostiamo Super Pixel nel menu a tendina Debayer Method.
Nota importante: questa opzione riduce l'area finale dell'immagine ad un quarto rispetto a
quella dichiarata dal costruttore, ossia dimezza sia la larghezza che l'altezza dell'immagine fi-
nale. Se invece lasciamo l'impostazione Bilinear, questo non accade. Consiglio comunque
l'opzione Super Pixel in quanto è l'unica rappresentazione al 100% matematica dei colori ori-
ginali. Se volete una spiegazione tecnica in più, consultate il capitolo 6 di questo manuale.
Nel menu a tendina Bayer / Mosaic Pattern bisogna specificare il tipo di matrice di bayer pre-
sente nella nostra camera CCD. La maggior parte delle macchine reflex usa quella preimpo-
stata, RGGB. E' un settaggio che dovrebbe andar bene nella maggior parte dei casi. Se il set-
taggio non è corretto, vedrete delle immagini con una forte dominante. Nel caso, consultate il
manuale tecnico della vostra camera per scoprire il settaggio giusto.
Nel riquadro Output Directory, infine, impostiamo la solita cartella temporanea tramite il pul-
sante Select. Clicchiamo poi su Execute per lanciare la procedura. Al termine, avremo le no-
stre immagini a colori, caratterizzate dalla scritta “debayer” di fronte al nome, per poterle fa-
cilmente riconoscere.
3.2 Allineamento
Dobbiamo ora allineare le nostre immagini. Apriamo lo strumento StarAlignment, che trova-
te nel menu Process, nel sottomenu ImageRegistration.
Illustrazione 9: Strumento StarAlignment
PixInsight – Procedure per Elaborazione 13
Da tante pose a una foto Versione 1.2
Innanzitutto dobbiamo dare al programma un'immagine da usare come riferimento; le altre
immagini verranno tutte allineate a questa. Consiglio quindi di scegliere un'immagine tempo-
ralmente centrale rispetto al totale delle nostre riprese. Ad esempio, se abbiamo eseguito 10
pose del nostro oggetto, suggerisco di prendere la quinta. In questo modo, anche se abbiamo
avuto fenomeni di spostamento, come rotazione di campo o flessioni, l'area da ritagliare, cioè
quella non in comune fra le varie foto, sarà ridotta al minimo.
Per scegliere l'immagine di riferimento, impostiamo il menu a tendina a destra di Reference
Image al valore File e clicchiamo sulla piccola freccia blu. Il nome del file verrà scritto a sini-
stra.
Clicchiamo poi sul pulsante Add Files e scegliamo tutte le foto, inclusa quella presa come ri-
ferimento. Verranno tutte elencate a sinistra, nello spazio grande. Abbiate cura di scegliere le
foto giuste, quelle con la scritta debayer in testa!
Abbiamo, anche in questo strumento, la possibilità di “appendere” una parola all'inizio del
nome dei files che verranno creati, come per la calibrazione. Suggerisco di impostare “_AL_”
nel parametro Prefix, per indicare che queste immagini sono allineate, e di togliere quel che
c'è nel parametro Postfix.
Infine, in Output Directory impostiamo la solita cartella temporanea con la freccina blu.
Lanciamo quindi la procedura con il cerchietto blu in basso a sinistra. Nella cartella tempora-
nea troveremo ancora una volta una copia per ogni immagine, con la parola “_AL_” all'inizio
del nome del file.
Accelerare il processo
Come potrete vedere, lanciando in questo modo lo strumento, le foto verranno allineate
ma in un tempo molto lungo. La causa è l'altissimo numero di stelle che vengono rileva-
te. C'è la possibilità di limitare questo numero per accelerare il processo.
Nella finestra dello strumento, aprite la sezione Star Matching, ed impostate il parame-
tro Maximum stars a 100. Per farlo, dovrete prima cliccare almeno una volta sulla pic-
cola freccina che punta in alto, in modo da sostituire la scritta <Auto> presente con un
numero, es. 1. Poi, potrete scrivere liberamente il numero che desiderate.
Provate quindi a rilanciare la procedura. L'algoritmo selezionerà le 100 stelle più lumi-
nose e utilizzerà solo queste nei complicati calcoli di allineamento.
Questo accorgimento serve solo ad accelerare le cose. Se avete tempo, lasciate pure per-
dere. Diciamo che è una possibilità in più per gli utenti avanzati (smanettoni).
14 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Da tante pose a una foto
3.3 Somma (o media?)
Il passo successivo è quello comunemente chiamato somma, ma più per una mancanza della
lingua italiana in materia che per altro. Infatti, l'operazione che andremo ad eseguire è tutt'al-
tro che una somma, ma una serie di complicati algoritmi matematici verranno impiegati per
mettere assieme le nostre immagini e formarne una finale.
Apriamo lo strumento ImageIntegration. Lo trovate nel menu Process, sottomenu ImageIn-
tegration. E' lo stesso strumento utilizzato per integrare i dark e i bias, come spiegato nel capi-
tolo 2. Evito quindi di riproporre la stessa immagine e vi spiego solamente come impostare le
varie opzioni, che paradossalmente sono meno rispetto alla volta precedente.
Innanzitutto clicchiamo sul pulsante Add Files e scegliamo le nostre immagini. Ancora una
volta fate attenzione ai nomi: dobbiamo scegliere le immagini elaborate in precedenza. Se
avete seguito i miei consigli, avranno tutte un “_AL_” davanti al nome.
Apriamo la sezione Pixel Rejection (1). Nel parametro Rejection algorithm dobbiamo impo-
stare quale formula matematica utilizzare. Non preoccupatevi, di seguito vi fornisco una pic-
cola guida:
• Se avete meno di 10 immagini, scegliete Percentile Clipping
• Se avete tra 10 e 15 immagini, scegliete Sigma Clipping
• Se avete più di 15 immagini, scegliete Winsorized Sigma Clipping
Abbiamo già finito! Il lavoro più importante è anche il più semplice! Dovete solo cliccare sul
solito cerchietto blu per lanciare la procedura. Quel che otterremo sono tre immagini aperte
contemporaneamente nel programma, chiamate integration, rejection_low e rejection_high.
Potete chiudere le due rejection. Quella chiamata “integration” è la vostra immagine finale.
Piuttosto buia, vero? Non preoccupatevi. E' tutto normale!
Salviamola cliccando sul menu File, e cliccando su Save As..., e scegliamo un luogo appro-
priato. Io, personalmente, continuo ad usare la cartella temporanea, ma a questo punto si lavo-
rerà sempre e solo con quest'immagine, quindi potete benissimo scegliere un'altra locazione.
Nel prossimo capitolo ci occuperemo finalmente di quello che, nell'immaginario comune, do-
vrebbe essere l'unica cosa da fare, ovvero l'elaborazione vera e propria!
PixInsight – Procedure per Elaborazione 15
Elaborazione Versione 1.2
4 Elaborazione
L'immagine che abbiamo di fronte è il frutto di procedimenti puramente matematici e, come ave-
te avuto modo di vedere, senza molte possibilità di interagire. Le cose stanno per cambiare in
modo radicale: da qui, c'è poco che sia automatico o che vada fatto sempre nella stessa maniera,
percui questo manuale prenderà ora più le sembianze di un libro di consigli, ma sempre guidan-
dovi per quanto mi sarà possibile.
4.1 Correzione cromatica
Le prime operazioni saranno relative alla correzione del fondo cielo e del bilanciamento del co-
lore. Per motivi squisitamente tecnici, vanno eseguite con i dati ancora lineari. Non possiamo,
cioè, applicare istogrammi o curve, altrimenti alcuni strumenti smettono di funzionare nella ma-
niera ottimale. Ma come possiamo lavorare su un'immagine quasi nera? PixInsight ci viene in
aiuto con uno strumento apposito.
Apriamo ScreenTransferFunction; lo trovate nel menu Process, nel sottomenu IntensityTran-
sformation. Si aprirà una piccola finestra:
Illustrazione 10: Strumento ScreenTransferFunction
Sembra molto complesso, ma in realtà non lo è, almeno non nel modo in cui lo useremo noi.
Cliccate sul quadratino con una A in mezzo e guardate il risultato. Sorprendente vero? Quel che
è successo è che il programma ha applicato un istogramma automatico sulla foto. L'effetto è però
solo visivo: l'immagine è ancora lineare e non viene modificato nulla. Questo strumento è perfet-
to per poter vedere dove si lavora.
Ora dobbiamo portare a termine due compiti: l'eliminazione di eventuali gradienti nel fondo cie-
lo, dovuti ad esempio all'inquinamento luminoso, e la calibrazione dei colori, con la rimozione di
eventuali dominanti.
Partiamo da queste ultime. Di seguito vi mostro un tipico caso di dominante verde, molto fre-
quente con le camere a colori in quanto, ogni quattro pixels, la matrice di bayer ne propone ben 2
verdi.
16 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Elaborazione
Illustrazione 11: Tipica dominante verde
La dominante è facile da riconoscere: sembra di guardare attraverso un filtro verde. Solo le parti
rosa della nebulosa si salvano, ma tutto il resto è verde. PixInsight ha uno strumento fantastico
per correggere questo difetto.
Aprite SCNR; lo trovate nel menu Process, sottomenu NoiseReduction. La finestra è veramente
minimale.
Illustrazione 12: Strumento SCNR
La preimpostazione va benissimo nel nostro caso: in Color to remove è impostato il verde, che
sarà il colore dominante da rimuovere. Gli altri valori vanno bene come sono. Ora, cliccate sul
quadratino blu e... stupitevi! Questo è decisamente uno degli strumenti migliori di PixInsight!
Salvate poi l'immagine prima di continuare.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 17
Elaborazione Versione 1.2
Ora che abbiamo modificato la nostra immagine, torniamo a cliccare sul quadratino con la A
dentro nello strumento ScreenTransferFunction. L'istogramma automatico verrà aggiornato.
Nel caso preso in esame qui, non ho presenza di gradienti nel cielo, ma spesso può capitare di
averne. Per cui, vi mostro un altro strumento molto valido, ma meno automatico, per correggere
questo problema.
Aprite DynamicBackgroundExtraction; lo trovate nel menu Process, nel sottomenu Back-
groundModelization. Appena aperto, cliccate sulla vostra foto: apparirà una croce nel centro del-
l'immagine, segno che lo strumento l'ha “catturata”. Quindi, iniziamo a cliccare sul fondo cielo:
ogni volta che clicchiamo, apparirà una crocetta. Cerchiamo di piazzare 6-7 crocette per ogni
quarto di immagine, avendo cura di evitare stelle e oggetto. Alla fine, dovreste ottenere qualcosa
di simile a questo:
Illustrazione 13: Strumento DynamicBackgroundExtraction in funzione
Come vedete, ho cercato di distribuire le croci nella maniera più uniforme possibile. Sono anche
andato a piazzarne un paio nella zona scura della nebulosa. Questo è effettivamente un po' ri-
schioso: occorre conoscere bene la nebulosa per sapere dove cliccare.
Terminata questa fase, torniamo alla finestra dello strumento e apriamo la sezione Target Image
Correction; nel menu a tendina Correction impostiamo Subtraction e attiviamo l'opzione Re-
place target image.
Lanciamo infine la procedura cliccando sulla virgoletta verde in basso. Quel che otterremo può
variare a seconda dei casi; quasi sempre l'immagine sembra peggiorare, ma non preoccupatevi:
bisogna solo aggiornare l'istogramma automatico cliccando sulla nostra immagine per renderla
attiva e poi sul quadratino con la A nello strumento ScreenTransferFunction.
E' apparsa anche una nuova immagine, denominata integration_background. Provate a selezio-
narla e a cliccare di nuovo sul quadratino con la A. Quel che vedete è il gradiente che avevate
nella vostra immagine, e che è stato appena rimosso. E' un'esagerazione, ovviamente, dovuta al-
18 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Elaborazione
l'istogramma automatico. Però, consultare quest'immagine è utile perché ci permette di vedere se
abbiamo tolto qualche parte significativa dell'immagine: se per esempio vedessimo qui dentro
parte di M42, dovremmo preoccuparci!
Posto che tutto sia andato bene, chiudiamo DynamicBackgroundExtraction, confermando la ri-
chiesta che appare. Spariranno sia la croce che tutte le crocette dalla nostra immagine. Chiudia-
mo anche l'altra immagine con il gradiente e salviamo la nostra immagine prima di procedere.
Ci rimane solo una cosa da fare: correggere eventuali sbilanciamenti del colore. Apriamo lo stru-
mento ColorCalibration: lo trovate nel menu Process, nel sottomenu ColorCalibration.
Illustrazione 14: Strumento ColorCalibration
Vedremo solo la modalità veloce di utilizzo di questo strumento. Per la modalità più avanzata vi
rimando più avanti nella sezione apposita.
Nelle due sezioni White Reference e Background Reference, mettiamo la nostra immagine nel
campo Reference image cliccando sulla freccina blu, e nelle finestra che si apre, selezionando la
nostra immagine dal menu a tendina.
Lanciamo la procedura cliccando sul quadratino blu. E' probabile che l'immgine non cambi di
molto; questo è normale poiché, togliendo i gradienti nel passo precedente, il programma esegue
già una calibrazione di massima. Per essere sicuri del risultato, clicchiamo ancora sul quadratino
con la A dello strumento ScreenTransferFunction. Se tutto va bene, possiamo dichiarare chiusa
la pratica del bilanciamento iniziale. Salviamo l'immagine.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 19
Elaborazione Versione 1.2
4.2 Sviluppo (istogramma)
Da qui in avanti non ci interessa più la linearità dell'immagine, percui ne modificheremo l'in-
tensità per “tirare fuori” quel che ci interessa vedere. Dobbiamo quindi disattivare l'istogram-
ma automatico fornito dallo strumento ScreenTransferFunction, cliccando sull'icona a forma
di crocicchio nell'angolo in basso a destra dello strumento stesso. L'immagine dovrebbe torna-
re subito buia.
Apriamo lo strumento HistogramTransformation; lo trovate nel menu Process, nel sottome-
nu IntensityTransformations. Questo è lo strumento più potente del programma, e richiede
una breve descrizione prima di procedere. Ho evidenziato in colori diversi le parti salienti di
questo strumento.
Illustrazione 15: Strumento HistogramTransformation
20 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Elaborazione
Partiamo dalla parte sottolineata in azzurro, dove in figura c'è la scritta integration; appena
aprite lo strumento vedrete la scritta <No View Selected>; cliccateci sopra e selezionate la vo-
stra immagine, che dovrebbe, appunto, chiamarsi integration. Se vi capitasse di aver aperte
più foto, tramite questo menu potete scegliere su quale lavorare.
Le due parti contrassegnate dal quadrato verde sono i due istogrammi; attualmente sono ugua-
li, ma come vedremo poi, quello più in basso è quello su cui lavoriamo, e l'altro mostra un'an-
ticipazione di come verrà se confermiamo le modifiche.
La sezione viola mostra quanti pixel hanno perso il proprio valore perchè “tagliati” dalle im-
postazioni attuali che abbiamo specificato. Quelli in alto sono quelli scuri, in ombra, e gli altri
quelli in luce. Il significato di tutto questo vi sarà più chiaro appena inizieremo a lavorare.
Infine, il piccolo cerchietto giallo mostra il pulsante da premere per avere la finestra di pre-
view, ossia dove possiamo vedere in tempo reale cosa stiamo combinando sulla nostra foto.
Clicchiamolo subito, e vi apparirà la vostra immagine in una finestra più grande.
Gli strumenti che useremo per lavorare sono solo due: nel quadrato verde più in basso, ci sono
dei triangolini che puntano verso l'alto. Sono tre, due alle estremità sinistra e destra, ed uno in
centro. Noi useremo solo quello di sinistra e quello in centro. Lasciate assolutamente stare
quello di destra.
Iniziamo a trascinare quello centrale verso sinistra. Come prima regolazione, arrivate circa in
corrispondenza della parte destra della nostra curva, come mostrato in figura.
Illustrazione 16: Prima regolazione
Noterete che l'istogramma più in alto cambia, e nella finestra di preview la vostra immagine
risulterà schiarita. La regolazione non sarà soddisfacente, ma non preoccupatevi: non cercate
di ottenere subito il massimo, ma procedete per gradi.
Clicchiamo sul quadratino blu per applicare in maniera definitiva la nostra prima correzione.
Orrore! Appena fatto questo, l'immagine si schiarisce troppo! Non preoccupatevi! E' una par-
ticolarità del programma: l'ultima regolazione rimane memorizzata e viene riapplicata subito.
Se fate caso, il triangolino centrale è rimasto nella posizione dove l'avevamo messo. Lo stru-
mento va resettato, prima di continuare. Cliccate sul crocicchio nell'angolo in basso a destra. I
triangolini si riposizioneranno come all'inizio.
La nostra seconda mossa è quella di trascinare verso destra il triangolino di sinistra. Bisogna
però fare più attenzione: non dobbiamo assolutamente superare il picco nel grafico. Per stare
tranquilli, stiamogli alla larga, come in figura.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 21
Elaborazione Versione 1.2
Illustrazione 17: Seconda regolazione
Noterete che il triangolino centrale si sposta, rimanendo sempre al centro dello spazio tra gli
altri due triangolini. Noterete inoltre che la nostra immagine, stavolta, diventa più scura. In
particolare, diventa più scuro lo sfondo, ma non l'oggetto principale. Come prima, clicchiamo
sul quadratino blu, e poi sul crocicchio in basso a destra.
A questo punto, ripetiamo lo spostamento del triangolino centrale, e poi torniamo a spostare
quello di sinistra. Continuiamo fino a che l'immagine non ci soddisfa. Non c'è una regola pre -
cisa per sapere quando smettere, ma alcune regole da tenere bene a mente:
• L'istogramma non deve mai essere tagliato. Deve iniziare a sinistra dal basso e termi-
nare a destra sempre in basso. Se il grafico termina un po' più in alto rispetto alla base,
state perdendo dettagli.
• Quando muovete il triangolino centrale, controllate di non “bruciare” i dettagli più lu-
minosi.
• Analogamente, quando muovete quello di sinistra, cercate di non “soffocare” i dettagli
più tenui.
Il grafico che volete ottenere è largo quasi quanto tutta la larghezza. Eccone un esempio:
Illustrazione 18: Istogramma finale
Come potete vedere, la parte finale del grafico finisce a zero. Fate attenzione: anche se i valori
sono molto bassi, tutto conta. Se non siete sicuri, piuttosto rimanete conservativi, e guardate
sempre l'immagine nel preview come riferimento. In fondo, quello è il risultato!
Al termine, salvate l'immagine.
22 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Elaborazione
4.3 Correzione cromatica II
Può capitare, come in questo caso, che la correzione cromatica fatta all'inizio non sia stata
sufficiente, o che vediate qualcosa che non va nell'immagine. Dal grafico, quest'effetto si nota
bene, perchè i tre picchi dei tre colori base non coincidono. Dovrebbero? Nella maggior parte
dei casi si.
Se l'oggetto da voi fotografato non occupa tutta l'area dell'immagine, come succede di solito,
il picco rappresenta il fondo cielo. Se al contrario l'oggetto occupa quas tutta la foto, non ap-
plicate nulla di questo paragrafo: rischiereste di fare più danno.
Il fondo cielo dovrebbe essere nero, senza dominanti. Per cui, basta allineare i tre colori e il
gioco è fatto. Ed è anche piuttosto semplice!
Nello strumento HistogramTransformation, sotto al titolo della nostra immagine, ci sono tre
pulsanti chiamati R, G e B con relativo quadratino colorato. Cliccando su uno di questi, gli al-
tri colori vengono eliminati, e noi opereremo solo su quello rimasto visibile.
Per non rischiare di perdere dettagli, bisogna prendere come riferimento il picco che è rimasto
più a sinsitra, e “tirare” sopra di lui gli altri due. Nel mio esempio, il riferimento sarà il blu,
che quindi non toccheremo.
Cliccheremo invece sul pulsante R, e muoveremo il triangolino di sinistra fino a chè il picco
rosso non coinciderà con il blu.
Illustrazione 19: Correzione del colore rosso
PixInsight – Procedure per Elaborazione 23
Elaborazione Versione 1.2
Ora il picco blu e quello rosso coincidono. Ripetiamo anche per il verde e poi clicchiamo sul
quadratino blu. Successivamente resettiamo lo strumento con il crocicchio in basso a destra.
Quel che dovreste aver ottenuto è un grafico simile a questo:
Illustrazione 20: Istogramma corretto
Come vedete, non ho fatto coincidere esattamente la punta dei picchi, ma più che altro ho alli-
neato il fronte di salita. Ad ogni modo, di nuovo non esiste una regola precisa. Il consiglio è
sempre lo stesso: mentre regolate la posizione dei colori, guardate la vostra immagine e fer-
matevi quando vi soddisfa.
Come sempre, salviamo l'immagine.
4.4 Aumentare il colore: saturazione
Il colore risulta ancora un po' spento. E' un'altra situazione tipica in astro fotografia. PixIn-
sight ci aiuta anche stavolta. Useremo lo strumento delle curve per aumentare il contrasto. Se
però applicassimo questo contrasto a tutta l'immagine, otterremmo un fondo cielo colorato
che non è realmente appagante. Per cui, maschereremo le parti scure dell'immagine e agiremo
solo su quelle più chiare: le stelle di fondo e l'oggetto inquadrato.
Partiamo estraendo la luminanza della nostra immagine. Cliccate sul menu Image, poi sul sot-
tomenu Extract e infine su Luminance. Verrà creata una nuova immagine, denominata inte-
gration_L, in bianco e nero.
Prendendo la seguente figura come guida, trascinate con il mouse cliccando sulla zona verde
spostandola sulla zona rossa.
24 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Elaborazione
Illustrazione 21: Trascinate dalla verde alla rossa
Una volta fatta questa operazione, la nostra immagine sarà mascherata in colore rosso. Non
preoccupatevi, è solo una questione di visualizzazione. Non chiudete la nuova immagine, ser-
ve al programma per proseguire.
A questo punto, apriamo lo strumento CurvesTransformation; lo trovate nel menu Process,
nel sottomenu IntensityTransformations.
Cliccate subito sull'icona marcata in rosso per attivare la finestra di preview, come abbiamo
già fatto per la regolazione dell'istogramma. In questa finestra, nel menu a tendina Quality in
basso a destra, impostate -3. Questo fa si che la qualità dell'immagine nella finestra di preview
sia più scadente, ma renderà le successive regolazioni più semplici. Del resto, dobbiamo solo
valutare il colore.
Tornando nella finestra dello strumento, cliccate sull'icona S, presente sotto al grafico sulla
destra.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 25
Elaborazione Versione 1.2
Illustrazione 22: Strumento CurvesTransformation
Ora dobbiamo impostare una curva che migliori i colori. Vi consiglio di procedere così: tra-
scinate le linea bianca prendendola a circa 2/3 della sua lunghezza partendo da sinistra, e tira-
tela verso l'alto fino a poco più della metà dell'altezza del grafico. Per spiegarmi meglio, nella
prossima figura ho marcato in verde il punto da cui partire e in rosso il punto in cui portare la
curva.
26 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Elaborazione
Illustrazione 23: Come trascinare la curva
Al termine, dovreste ottenere una curva simile a questa:
Illustrazione 24: Curva da ottenere
Noterete, nella finestra di preview, un certo aumento del colore. Cliccate sul quadratino blu
per applicare la correzione alla foto. Come per l'istogramma, una volta applicato l'effetto, lo
strumento rimarrà impostato con la nostra correzione, che verrà quindi subito riapplicata una
seconda volta. A differenza dell'istogramma, però, questa potrebbe essere una buona cosa. Se
l'immagine che c'è nel preview vi piace, applicate di nuovo con il quadratino blu. Fermatevi
quando i colori vi soddisfano.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 27
Elaborazione Versione 1.2
Chiudiamo le curve e la schermata di preview. La nostra immagine è ancora soggetta alla ma-
schera, quindi è prevalentemente rossa. Clicchiamo sul menu Mask, e poi su Remove Mask
per toglierla.
Se non siete più tanto contenti del bilanciamento dei colori, potete riaprire l'istogramma e re-
golare i colori come abbiamo fatto in precedenza, utilizzando i pulsanti R, G e B per ottenere
il bilanciamento che più vi piace.
4.5 Salvataggio finale
La nostra immagine dovrebbe ora essere soddisfacente. Possiamo salvarla ancora nel
formato .fit usato fin'ora, ma in pochi riuscirebbero a vederla; questo formato ha infatti il pre-
gio di mantenere intatti tutti i dati che ci servono per l'elaborazione, ma ha anche lo svantag-
gio della scarsa compatibilità.
Possiamo però salvare l'immagine in altri formati direttamente da PixInsight. Basta andare nel
menu File, selezionare Save as... e scegliere il formato che ci interessa. A seconda della nostra
scelta, potrebbe apparire un'ulteriore finestra che ci consente di modificare i parametri di con-
versione.
Se ad esempio scegliamo JPEG, molto diffuso e pratico per mostrare le foto agli amici, ci ver-
ranno prima richieste un paio di conferme, poiché andremo a perdere alcune informazioni sal-
vando in questo formato, e infine apparirà la seguente finestra:
Illustrazione 25: Opzioni di conversione in JPEG
Non è necessario variare alcun parametro; semplicemente cliccando su OK, l'immagine verrà
salvata. Ma se qualche utente più avanzato vuole ottenere un'immagine migliore a discapito
della dimensione, potrebbe portare il cursore Quality fino a 100.
Questo conclude la procedura guidata. Nel prossimo capitolo descriverò alcuni strumenti
avanzati del programma che, dopo aver fatto pratica, possono essere integrati per creare la vo-
stra procedura personalizzata.
28 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Per utenti avanzati
5 Per utenti avanzati
In questo capitolo illustrerò alcuni aspetti del programma che sono un po' più difficili da usare,
oppure che si applicano solo a casi particolari, per cui non li ho inseriti nella procedura guidata.
5.1 Creare una maschera stellare
PixInsight può creare molto rapidamente delle maschere per il campo stellato. L'utilizzo di si-
mili maschere è molto vario. Diciamo che le stelle hanno caratteristiche normalmente molto
diverse dagli oggetti che andremo a fotografare e pertanto, si comporteranno in maniera diver-
sa. Spesso, capiterà che usando uno strumento nel tentativo di migliorare il soggetto principa-
le, andremo a peggiorare le stelle. Per questo, a volte è necessario proteggerle, ed è qui che
entra in gioco la maschera.
Per creare la maschera, apriamo lo strumento StarMask; lo trovate nel menu Process, nel sot-
tomenu MaskGeneration.
Illustrazione 26: Strumento StarMask
Si, lo so, sembra molto complesso. Per questo è il primo strumento della parte avanzata. In
generale, comunque, PixInsight presenta molte opzioni, ma quelle veramente utili sono, fortu-
natamente, di meno.
In questo caso, a fare la vera differenza è il primo parametro, Threshold; alzando questo valo-
re la nostra maschera presenterà meno stelle, e viceversa. In genere, dovrete sperimentare.
Ecco cosa accade utilizzando la nostra immagine di M42 e tenendo i parametri di default
dopo aver cliccato sul quadratino blu:
PixInsight – Procedure per Elaborazione 29
Per utenti avanzati Versione 1.2
Illustrazione 27: Maschera stellare con parametri standard
Le stelle sono state rilevate con buona precisione. Notate anche come il programma abbia ac-
curatamente evitato l'oggetto principale, M42. L'autore di PixInsight si è dato molta pena per
“accordare” strumenti come questo, per cui i parametri proposti non sono niente male.
Per applicare la nostra maschera, basta seguire l'esempio del paragrafo 4.4.
30 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Per utenti avanzati
5.2 Migliorare I dettagli con I wavelet
Può capitare che a causa di vari fattori, come fuoco non perfetto, condizioni precarie di seeing
o altri disturbi, l'immagine non sia così precisa come vorremmo. I wavelets sono una tecnolo-
gia che può aiutare, in alcuni casi. Prendiamo sempre la nostra immagine di test, e apriamo lo
strumento AtrousWaveletTransform; lo trovate sotto il menu Process, nel sottomenu Wave-
lets.
Illustrazione 28: Strumento
ATrousWaveletTransform
Questo strumento è molto complesso e si presta a un sacco di utilizzi. Di nuovo, il mio consi-
glio è di sperimentare il più possibile.
Il funzionamento è, più o meno, il seguente: l'immagine viene divisa per dimensione dei detta-
gli. Il layer n.1 rappresenta i particolari più fini, mentre l'ultimo layer denominato R rappre-
senta quelli più vasti. Modificando il parametro Bias per un determinato layer, possiamo evi-
denziare o nascondere un livello di dettaglio piuttosto che un'altro.
Nel nostro esempio, nella nebulosità ci sono contrasti molto tenui che, se venissero evidenzia-
ti lievemente, potrebbero aumentare la qualità percepita. Guardate, per esempio, cosa succede
impostando 0.200 nel layer 1 0.150 nel numero 2 e 0.100 nel numero 3. Attiverò anche il pa-
rametro Deringing che evita la formazione di rumore.
PixInsight – Procedure per Elaborazione 31
Per utenti avanzati Versione 1.2
Illustrazione 29: Risultato del wavelet
Notate come il dettaglio della nebulosa sia aumentato. E' apparso anche un po' di rumore,
quindi potrebbe essere necessario applicare uno strumento antirumore, come vedremo più
avanti.
Ho anche applicato la maschera generata nel paragrafo precedente, invertendola per protegge-
re le stelle dall'azione dei wavelet, che possono evidenziarle troppo scambiandole per detta-
glio dell'oggetto principale. L'ho invertita perchè altrimenti, applicandola diretta, avrebbe avu-
to l'effetto opposto: avremmo lavorato solo sulle stelle. Per invertirla basta andare nel menu
Mask e selezionare Invert Mask. La zona rossa a questo punto coprirà solo le stelle.
Un ultimo cenno di prudenza: il risultato su certi oggetti, come questo, può far sorgere facili
entusiasmi: invece, questo non è uno strumento che si presta a tutti gli oggetti. Usatelo con
cautela, ed esaminate attentamente il risultato, magari avvalendovi dell'aiuto di una persona
esterna. A volte, credendo di migliorare, si esagera!
32 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Per utenti avanzati
5.3 Ancora wavelet: HDR
Questo strumento è ancora più potente del precedente, ma vi avviso subito: è ancora meno uti-
lizzabile. Solo pochi oggetti sono adatti a trarne giovamento.
L'utilizzo è quello di riprendersi i dettagli della nebulosa quando questa viene sovraesposta.
L'esempio pratico di M42 calza a pennello: cercheremo di vedere qualcosa in più della zona
centrale saturata. Apriamo lo strumento HDRWaveletTransform. Lo trovate nel menu Pro-
cess, nel sottomenu Wavelets.
Illustrazione 30: Strumento HDRWaveletTransform applicato con parametri standard
Nell'immagine di destra, ho applicato lo strumento con i parametri che vedete qui sotto. Come
potete vedere, alcune zone prima “bruciate” sono state “sanate”. Questo strumento non vuole
assolutamente sostituire le pose multiple, ma se la camera di ripresa ha sufficiente dinamica, a
volte può aiutare molto.
Illustrazione 31: I settaggi usati per l'esempio
PixInsight – Procedure per Elaborazione 33
Per utenti avanzati Versione 1.2
5.4 Rimozione del rumore
Nell'elaborazione delle foto astronomiche, anche quando i darks sono fatti bene, prima o poi
s'incontra il nemico numero 1: il rumore di fondo. PixInsight ci viene incontro con uno stru-
mento veramente ben fatto. Apriamo ACDNR; lo trovate nel menu Process, nel sottomenu
NoiseReduction.
Illustrazione 32: Strumento ACDNR con esempio di utilizzo
In figura vedete la schermata dello strumento a sinistra con i parametri standard impostati. Ho
applicato lo strumento così com'è alla nostra immagine di M42: come potete notare, ancora
una volta i parametri preimpostati sono studiati dall'autore in modo ammirevole.
Alcuni suggerimenti sull'utilizzo dei parametri:
• Il più importante è StdDev, che è una diretta rappresentazione della “forza” applicata.
Riducendo verso lo zero, l'effetto diminuisce, altrimenti il rumore viene attenuato di
più con maggiore perdita di dettaglio. Suggerimento ancora più preciso: il valore di
0.90 impostato va bene per le reflex digitali, mentre per CCD dedicati suggerisco un
valore più basso, attorno a 0.45-0.50.
• Il parametro Luminance mask può essere attivato per lavorare solo sulle parti meno
luminose, tipicamente il fondo cielo. Da usare quando non riuscite a decidere tra un
valore elevato o meno di StdDev.
• Nelle situazioni di basso rumore, cliccando sul tab Chrominance e disattivando il pa-
rametro Apply qui contenuto possiamo disabilitare completamente la riduzione del ru-
more nel colore. Questo fa si che lo strumento lavori in modo ancor più subdolo e
meno appariscente. Da usare solo con CCD dedicati in situazioni di rumore davvero
lieve.
Una volta trovati i vostri parametri e applicato lo strumento, vi consiglio di riesaminare l'isto-
gramma: di norma va riaggiustato per ottimizzare il risultato.
34 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Per utenti avanzati
5.5 Evidenziare le strutture oscure
Molti oggetti del profondo cielo sono solcati da strutture di polveri oscure che formano a vol-
te veri e propri disegni. A causa della natura delle esposizioni usate in astrofotografia, soprat-
tutto la loro lunghezza, spesso queste strutture non sono bene in evidenza, ma risultano un po'
schiarite. Se si vuole tentare di evidenziarle, è possibile usare DarkStructureEnhance. Lo
trovate nel menu Script, nel sottomenu Utilities.
Illustrazione 33: Script DarkStructureEnhancer
Questo script è quasi completamente automatizzato, come si può vedere dalla scarsità di para-
metri. Non sarà quindi possibile avere il controllo di quali strutture evidenziare.
Per il resto, l'unico parametro che mi sento di mettere in evidenza è Iterations: equivale al
numero di volte che lo script verrà applicato, con l'effetto di scurire sempre di più le strutture.
Per gli altri parametri occorre solo sperimentare. Non perderete molto tempo, in quanto lo
script viene eseguito piuttosto velocemente. Sotto, riporto un esempio del suo utilizzo.
Illustrazione 34: A sinistra, le strutture sono evidenziate
PixInsight – Procedure per Elaborazione 35
Debayerizzazione? Versione 1.2
6 Debayerizzazione?
Si, si scrive proprio cosi. E' una traduzione da un termine tecnico inglese, come accade molto
spesso in campi tecnici come l'astrofotografia. Ma di cosa si tratta? Perchè questa complicazio-
ne? Quali sono le varianti e che impatto hanno sulle nostre immagini?
6.1 Cos'è (chi è) questo Bayer?
Non esiste modo di catturare in maniera digitale un'immagine a colori. Ad oggi, non siamo in
grado di produrre un sensore che percepisca, oltre alla quantità, anche la lunghezza d'onda, e
quindi il colore, della luce che lo colpisce. All'ora come si spiegano le centinaia di modelli di
fotocamere a colori? Devono tutte ringraziare Bayer, che è una persona, e la sua matrice.
L'unico modo che conosciamo di formare un'immagine digitale a colori è riprendendo la sce-
na in 3 riprese, ciascuna con un filtro di colore elementare rosso, verde e blu. Ricomponendo
opportunamente queste 3 immagini, ne otteniamo una a colori. Eppure, le nostre fotocamere
fanno tutto in un colpo solo. Grazie alla matrice di bayer.
In parole povere, questa matrice è un filtro composito. Alcuni pixel del nostro sensore avran-
no dinnanzi un filtro rosso, alcuni uno verde ed altri uno blu, ma contemporaneamente! L'im-
magine risultante è così:
Illustrazione 35: Immagine di una stella e della sua compagna con matrice di
Bayer
36 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Debayerizzazione?
6.2 Debayerizzazione
Il formato bayerizzato contiene tutte le informazioni per ricostruire un'immagine a colori, ma
deve subire un procedimento altrimenti, come si vede dalla foto, risulta inguardabile. Questo
procedimento è detto debayerizzazione, proprio a causa del fatto che toglie l'effetto bayer.
Ci sono diversi metodi per ottenere un'immagine da una matrice di bayer. Ma ce n'è solo uno
veramente fedele: il cosiddetto Super Pixel. Ma andiamo con ordine. Analizziamo la nostra
immagine bayerizzata, specificamente prendiamo 4 pixel adiacenti a caso:
Come vedete, abbiamo le informazioni dei tre colori di base, quindi possiamo ricostruire qua-
l'era, in questa zona, il colore originale. Ma dovremo sacrificare 4 pixels per farne 1 colorato
correttamente.
Se ripetiamo questa operazione per tutta l'area dell'immagine, otterremo una foto con un quar-
to della risoluzione rispetto al totale del nostro sensore. Lo ripeto: questo è l'unico metodo
scientifico per ricostruire il colore. Ed è, a mio parere, l'unico che dovrebbe essere usato in
astrofotografia.
Eppure, le fotocamere a colori da 10Mpixels producono immagini colorate con quella risolu-
zione. Come mai? Forse i sensori sono in realtà da 30Mpixels? Assurdo! No, la spiegazione è
che c'è un imbroglio! Alcune informazioni vengono inventate. Non a caso, certo: seguendo
alcuni algoritmi che ipotizzano quali fossero i colori dei pixels che vengono a mancare duran-
te la debayerizzazione.
Per rimanere nel seminato, analizziamo l'unica alternativa al Super Pixel proposta da PixIn-
sight: Bilinear. L'immagine ottenuta tramite Super Pixel viene riscalata alla dimensione origi-
nale del nostro sensore, e per riempire i valori dei nuovi pixels, viene utilizzato un algoritmo
di interpolazione bilineare. E' un'operazione matematica piuttosto complessa, ma possiamo
approssimarne il risultato dicendo che i pixel mancanti vengono riempiti con valori simili a
quelli adiacenti.
Il risultato è una sorta di effetto di sfocatura quando si guarda l'immagine al 100%. Ecco spie-
gato il motivo per cui quando si guardano le foto delle vacanze all 100% sembra sempre di
non essere a fuoco perfettamente. Allora si ripara non guardando mai le foto al 100%, o ma-
gari scalandole ad una dimensione più contenuta. Si arriva a questo schema assurdo:
1. La foto viene scattata con la matrice di Bayer a piena risoluzone (es. 3000x2000)
2. Super Pixel la converte correttamente a colori riducendola a un quarto (1500x1000)
3. Bilinear la riscala “inventando” informazioni e sfocandola (3000x2000)
4. Noi la reputiamo fuori fuoco e quindi la riscaliamo (1500x1000)
Mi sembra molto più semplice tenere direttamente Super Pixel, non vi pare?
PixInsight – Procedure per Elaborazione 37
Debayerizzazione? Versione 1.2
6.3 Dark, bias e flats
Una particolare menzione va fatta per la calibrazione di queste immagini bayerizzate. Come
avrete visto dalla mia procedura di esempio, la sottrazione di dark, bias ed eventualmente flats
viene fatta prima di debayerizzare le immagini.
Questa pratica si rende necessaria proprio per evitare le possibili e nefaste influenze di algorit-
mi di ricostruzione come il bilinear. Infatti, introducendo informazioni non reali ma calcolate,
il dark perderebbe la sua efficacia, perchè andremmo a sottrarre informazioni arbitrarie.
6.4 Un esempio
Per capire meglio, ecco un paio di immagini per spiegarvi la differenza.
Illustrazione 36: Super Pixel e Bilinear a confronto con zoom 100%
Queste due foto sono zoomate al 100%. Ovviamente, quella debayerizzata tramite Bilinear è
più grande, ma notate come le stelle presentino molte imperfezioni. Sono imperfezioni pre-
senti anche a causa del non perfetto inseguimento, ma possiamo notare come quella di sini-
stra, debayerizzata con Super Pixel, faccia un bel lavoro a nascondere queste brutture. La foto
di destra difficilmente verrà presentata a questo livello di zoom, quindi le informazioni in più
non ci aiutano per nulla.
38 PixInsight – Procedure per Elaborazione
Versione 1.2 Debayerizzazione?
Illustrazione 37: Una volta aggiustato lo zoom, sono indistinguibili
Se però zoomiamo all'indietro l'immagine più grande, non ci sono più differenze. Tutti quei
dati che appesantiscono l'immagine (esattamente quattro volte tanto), l'elaborazione e lo spa-
zio occupato su disco, e che sono pure “inventati”, nell'utilizzo pratico non servono a nulla
nemmeno dal punto di vista visivo.
6.5 Quindi, quale scegliere?
La scelta, per me, è evidente. Non utilizzo altro metodo che Super Pixel da anni.
Il dubbio può venire vedendo che anche alcuni astrofotografi di fama usano bilinear o altri
metodi che restituiscono la piena risoluzione. Ma molto spesso queste foto vengono presenta-
te in stampe di piccolissime dimensioni, che nascondono comunque i difetti.
A voi la scelta!
PixInsight – Procedure per Elaborazione 39