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Akhenaton, noto come il Faraone Eretico, tentò di instaurare il primo esperimento di monoteismo nell'Antico Egitto, sostituendo il culto di Amon con quello di Aton e fondando una nuova capitale, Akhetaton. La sua riforma religiosa e artistica, caratterizzata da un naturalismo innovativo, portò a una rivoluzione culturale, ma anche a un deterioramento della situazione politica ed economica. Dopo la sua morte, il clero di Tebe restaurò il culto tradizionale, cancellando ogni traccia del suo regno e condannando la sua memoria all'oblio.

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Akhenaton, noto come il Faraone Eretico, tentò di instaurare il primo esperimento di monoteismo nell'Antico Egitto, sostituendo il culto di Amon con quello di Aton e fondando una nuova capitale, Akhetaton. La sua riforma religiosa e artistica, caratterizzata da un naturalismo innovativo, portò a una rivoluzione culturale, ma anche a un deterioramento della situazione politica ed economica. Dopo la sua morte, il clero di Tebe restaurò il culto tradizionale, cancellando ogni traccia del suo regno e condannando la sua memoria all'oblio.

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Introduzione: Il Faraone Eretico

Nella millenaria storia dell'Antico Egitto, poche figure hanno suscitato tanto
fascino e controversia quanto Amenhotep IV, meglio conosciuto come Akhenaton.
Salito al trono intorno al 1353 a.C. durante la XVIII dinastia, in un periodo di
massimo splendore economico e militare, questo sovrano decise di spezzare il
millenario ordine religioso (la Maat) per imporre una riforma che molti storici
considerano il primo esperimento di monoteismo (o monolatria) della storia
umana.

La Rottura con il Clero di Tebe


Fino a quel momento, il dio Amon, il "Celato", e il suo potentissimo clero a
Tebe detenevano un potere economico e politico quasi pari a quello del faraone.
Amenhotep IV comprese che l'influenza dei sacerdoti minacciava l'autorità reale.
Nel quinto anno del suo regno, il sovrano compì il passo definitivo:

Cambiò il proprio nome in Akhenaton ("Colui che è utile ad Aton").

Dichiarò Aton, il disco solare visibile, come l'unica e sola divinità suprema.

Ordinò la chiusura dei templi di Amon, la confisca dei loro immensi beni e la
cancellazione del nome di Amon dai monumenti di tutto il Paese.

La Fondazione di Akhetaton: La Città del Sole


Per dare concretezza alla sua rivoluzione, il faraone abbandonò Tebe e fondò una
nuova capitale dal nulla, nel medio Egitto: Akhetaton ("L'Orizzonte di Aton"),
l'odierna Tell el-Amarna. Costruita in tempi record grazie all'uso di piccoli
blocchi di pietra standardizzati (talatat), la città era un'oasi di palazzi,
templi a cielo aperto (dove i raggi di Aton potevano toccare direttamente le
offerte) e quartieri residenziali.

Insieme alla grande sposa reale, la celebre e carismatica regina Nefertiti,


Akhenaton si propose come l'unico intermediario tra l'umanità e il dio,
eliminando la necessità della casta sacerdotale.

Il Realismo di Amarna: Una Rivoluzione Artistica


La rivoluzione non fu solo religiosa, ma investì radicalmente l'arte.
Abbandonate le rigidità canoniche dell'arte egizia tradizionale, lo stile di
Amarna si distinse per un naturalismo esasperato, quasi grottesco:

Il faraone veniva rappresentato con un cranio allungato, labbra carnose, ventre


prominente e fianchi larghi.

Per la prima volta, la famiglia reale veniva mostrata in scene di tenera


intimità: il re che bacia le figlie o che stringe la mano di Nefertiti.

Il Crollo e la Damnatio Memoriae


L'esperimento, tuttavia, era fragile. Concentrato sul culto solare e sulla vita
ad Amarna, Akhenaton trascurò la politica estera, perdendo territori strategici
in Siria e Palestina sotto la pressione degli Ittiti. Alla sua morte (circa nel
1336 a.C.), il Paese era sull'orlo del collasso economico e sociale.

Il suo successore (e probabile figlio), il giovanissimo Tutankhaton, fu


costretto dal restaurato clero tebano a cambiare nome in Tutankhamon e a
riportare la capitale a Tebe. Akhetaton fu abbandonata al deserto, e i
successivi faraoni della XIX dinastia cercarono di cancellare ogni traccia
dell'eresia: il nome di Akhenaton fu rimosso dalle liste reali, i suoi templi
abbattuti e la sua memoria condannata all'oblio, fino a quando l'archeologia
moderna non ne ha svelato il mito

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