SINTASSI
Dal punto di vista scientifico l'obiettivo dello studio sintattico è qualcosa di alto livello, si tratta di capire i
meccanismi astratti attraverso i quali sappiamo generare tutte e sole le frasi grammaticali. Ci domandiamo
quali sono le conoscenze innate che ci consentono di mettere le parole in una certa maniera in modo che la
sequenza di parole sia accettata dagli altri parlanti e abbiano un significato.
La dipendenza dalla struttura
Il significato di una frase è la conseguenza (anche) dell’organizzazione delle parole in blocchi (= costituenti)
intermedi:
Maria guarda il bambino con gli occhiali
Nonostante abbiano lo stesso ordine,
l'organizzazione ci porta ad avere due frasi
con significati diversi.
Maria vede il nipote di Gianni e Lucia
Le unità di base della sintassi: i sintagmi
Sintagma: un insieme di elementi, caratterizzati da:
- avere una funzione sintattica unitaria nella frase. Nella prima interpretazione di “Maria vede il
nipote di Gianni e Lucia” si nota che è tutto compatto perché è un intero complemento
oggetto
- avere un elemento che conferisce all’intero gruppo la funzione sintattica che questo ha nella
frase (testa), elemento che ha una rilevanza maggiore
>>> ogni parte del discorso/classe grammaticale può costruire un proprio sintagma
So che Maria guarda il bambino con gli occhiali
Es.:
[MariaN = sintagma del Nome
[ilD bambino = sintagma del Determinante
[guardaV il bambino = sintagma del Verbo
[conP gli occhiali = sintagma della Preposizione
[cheC Maria guarda il ragazzo .... = sintagma del Complementatore
So che Paola ha letto il manuale di storia
Quando si fanno analisi sintattiche immaginiamo che le parole pronunciate per ultime (a destra)
corrispondano ai pezzi di struttura di base messi per primi, mentre quelle pronunciate per prima siano posti
alla fine dei pezzi di struttura di base.
→ si mette nel mirino questo elemento, quindi il sintagma preposizionale da informazioni riguardo il manuale
[che C[Paola]N[hafless[lettoV[ilD [manualeN[di [storia]SN]SP]SN]SV][Link]]]SC
Sintagmi e costituenti: la ‘riscrittura’
La frase si organizza intorno a (blocchi di) sintagmi, unità intermedie tra il sintagma e la frase, che
chiamiamo costituenti:
I test di costituenza
I test di costituenza sono lo strumento fondamentale per individuare i sintagmi e i costituenti di una frase
(=come capiamo a quale gruppo sintattico appartiene una parola/un sottogruppo? = come dividiamo
una frase in costituenti?)
il poliziotto catturò il ladro a mezzanotte
1) Test di movimento: CI dice in sostanza quali sono le porzioni della parola che fanno blocco unitario,
verificando se spostando una o più parole all'interno della frase si ottengono frasi grammaticali
*il catturò il ladro a mezzanotte poliziotto
catturò il ladro a mezzanotte il poliziotto
>>> [il poliziotto] è un sintagma quindi si può spostare ma tutto insieme perché è un blocco unitario,
[poliziotto] da solo no
2) Test di enunciabilità in isolamento: mettere nel mirino una porzione della frase e verificare se si può isolare
tramite una domanda
Chi ha catturato il ladro? il poliziotto
“Chi” deve avere come risposta qualcosa di preciso quindi *il/*il poliziotto ha non sono
plausibili
3) Test di coordinabilità: si utilizza la congiunzione coordinativa “e” per mettere sullo stesso piano unità
sintattiche che devono essere perforza dello stesso tipo
*il poliziotto ha catturato il ladro e a mezzanotte
il poliziotto ha catturato il ladro e il complice
>>> [il ladro] e [a mezzanotte] sono sintagmi ‘diversi’, cioè appartengono a livelli diversi della frase
4) Test di ripresa: lo si fa usando i pronomi personali, elementi linguistici che vengono pronunciati al posto di
sintagmi, non necessariamente nominali
a) Il poliziotto ha catturato il ladro. Il passante lo ha indicato
>>> [il ladro] è un sintagma
b) Il poliziotto ha catturato il ladro. Anche il carabiniere
>>> [ha catturato [il ladro]] è un costituente unitario
5) Test della frase scissa: frasi di questo tipo non sono delle vere relative anche se usano “che”, ma servono
a focalizzare gli elementi che stanno a sinistra dell’espressione “che”
*è poliziotto che ha catturato il ladro
>>> [il poliziotto] è un sintagma perché funziona nella frase grammaticale
I test di costituenza permettono di identificare tanto unità più piccole, quanto costituenti più complessi, a loro volta
articolati al proprio interno. Si tratta sempre di sintagmi, ma con struttura interna più ricca.
Verso la struttura della frase: struttura dei sintagmi e ricorsività – il modulo “X-barra”
Il linguaggio umano è organizzato in modo che tutte le frasi partano sempre con una stessa base
(1) pochi centimetri sotto (alla) la finestra
sotto: testa di un sintagma preposizionale (PP), se non ci fosse questo sintagma non si potrebbe precisare la
collocazione del vaso nello spazio
come è modificato?
- da ‘(alla) finestra’: completa l’informazione
- e da ‘pochi cm’: specifica un’altra informazione
(2) un famoso scrittore di libri sulla crisi ha intervistato il rettore
scrittore: testa di un sintagma nominale (NP)
come è modificato?
- da ‘di libri (sulla crisi)’, che completa l’informazione
- e da ‘(un) famoso’, che specifica un’altra informazione
(3) un famoso scrittore di libri sulla crisi ha intervistato il rettore
- [di libri], che è complemento del NP con testa ‘scrittore’, ha come
complemento [sulla crisi]
- il v. ‘intervistare’ è testa di un VP (sintagma verbale) che è modificato:
a) dal suo complemento [il rettore]
b) e dal costituente [un famoso scrittore di libri sulla crisi]
quindi:
1) tutti i sintagmi hanno struttura uguale: una testa, un modificatore complemento (a dx), un modificatore
specificatore (a sn);
2) la relazione tra testa e modificatore è asimmetrica: quella con il complemento è più immediata e diretta
3) I sintagmi si reggono l’uno con l’altro (ricorsività)
La struttura della frase
Ogni frase di qualunque lingua è il risultato di una serie ordinata di operazioni di creazione di sintagmi, e
successivamente di costituenti, dove la sintassi (seguendo principi universali):
- prescrive come produrre sintagmi a partire dalle loro teste
- come fondere più sintagmi in costituenti
- stabilisce l’ordine gerarchico in cui i costituenti vengono assemblati
- mette a disposizione una struttura unitaria per TUTTI i sintagmi, qualunque sia la loro testa:
il modulo X’
XP = [ Z [X’] ] = [ Z [ X [Y] ] ]
Il modulo X-barra
XP = [Z [X’] ] = [Z [X [Y] ] ]
Il sintagma di cui X è testa si crea perché X proietta (= trasmette, trasferisce) le sue proprietà:
- dapprima a un livello X’, fondendosi con un elemento alla sua destra (complemento)
- poi a un livello superiore e massimale XP, fondendosi a un altro elemento alla sua sinistra
(specificatore)
Es.
pochi centimetri sotto (alla) la finestra
X: sotto
Y: (alla) finestra
Queste si fondono insieme in X’ per poi fondersi a ↴
Z: pochi centimetri
Perché X-barra?
Offre il vantaggio di
- poter usare una struttura uguale per tutti i sintagmi
- iterabile (ogni XP è il complemento di quello più a sn.)
- l’idea di una proiezione binaria cattura gerarchie profonde: ad es.:
1) [il bambino]SD [mangia]V [la mela]SD
2) Test di ripresa: ‘anche Gianni’
>> [mangia [la mela] ]V’ è un’unità intermedia, il primo livello della proiezione del SV
(sintagma del verbo)
>> [il bambino] ne è lo specificatore
(Vedo) [ [ i bambini] ]DP [ [leggereV [i libri]NP]V’]SV
La costruzione della frase
Per costruire una frase passiamo attraverso “fasi” ben precise, e in un ordine prestabilito dalla Grammatica
Universale; ogni “fase” corrisponde a una, o spesso più proiezioni, relative ad alcuni ambiti specifici della
frase:
Verb Phrase: sintagma del verbo: mappatura in strutture sintattiche dei legami semantici tra verbo e elementi
nominali – la testa che proietta è il (morfema lessicale del) verbo
Inflection Phrase: sintagma della flessione: attribuisce alla predicazione realizzata in VP di tutte le
informazioni flessive – la testa sono gli elementi funzionali (ausiliari, do support...)
Complementizer Phrase: sintagma del complementatore: inserisce l’evento proiettato da IP in un contesto (di
frase o di contesto) - la testa sono vari elementi (ad es. i complementatori come che)
La struttura generale della frase
I tre ‘campi’ sono gerarchizzati: CP regge IP, IP regge VP, quindi :
1) ciascuno di essi funziona come complemento di quello elaborato successivamente;
2) nell’ordine lineare della frase, le informazioni elaborate nelle prime fasi di derivazione si trovano nella
parte destra della frase
VP: testa = radice del V;
modificatori = NP/DP, avverbi,
frasi
IP: testa = morfemi flessivi del
V; modificatori = NP/DP,
avverbi
CP: testa = congiunzioni;
modificatori = IP, NP/DP, wh-,
particelle
Il sintagma del verbo (VP)
Funzione del VP: nel VP (= SV, Sintagma del verbo) le relazioni semantiche tra il verbo e gli elementi più
direttamente legati a esso vengono ‘tradotte’ (=mappate, rappresentate, proiettate...) in informazioni
sintattiche, ovvero diventano istruzioni per l’ordine delle parole.
Cosa succede nel VP?:
1) Si inserisce la testa verbale = si inserisce la RADICE del verbo, cioè, il verbo senza morfologia flessiva,
che porta solo informazioni semantiche (“Mangerebbero” la flessione è condizionata da qualcosa, sono
quindi informazioni in più che si “appiccicano” nel momento in cui costruiamo il sintagma della flessione)
2) Si ‘sceglie’ con quali elementi nominali completarlo, e li si colloca nella posizione appropriata
Occorre quindi capire
(a) la struttura semantica del verbo: di quali elementi ‘ha bisogno’ per esprimere tutto il suo significato?
(valenza)
(b) come si classificano gli elementi che si legano al verbo? In “Mangiare” ce qualcosa/qualcuno che mangia
e qualcosa/qualcuno che viene mangiato, quindi la differenza tra i due (argomenti/circostanziali)
(c) come vengono riconosciuti dalla sintassi? (ruoli tematici)
(d) come vengono disposti all’interno del sintagma verbale? (struttura argomentale)
Per potere gestire le differenze tra le tre proprieta l'unica opzione è spostare gli elementi all'interno del VP
La valenza
Quanti elementi nominali occorrono per realizzare le proprietà semantiche del V (= perché il V esprima il suo
significato)?
- Zerovalenti: (piove), esprimono da soli un significato compiuto, tali sono tutti i verbi
impersonali
- Monovalenti: dormire, accadere…,richiedono la presenza di un argomento che ci dica chi
compie l’azione; tali sono i verbi intransitivi (Io corro)
- Bivalenti: rompere, scrivere (1)...completano il loro significato con due argomenti, il primo è il
soggetto e il secondo argomento sarà o un complemento oggetto o un complemento
indiretto. (Elena ha salutato Gianni)
- Trivalenti: dare, scrivere (2), mandare…, completano il loro significato con tre argomenti.
(Elena ha dato un libro a Gianni)
Alcuni problemi della teoria della valenza:
> come rendiamo conto di verbi che possono essere usati come monovalenti (Gianni scrive solo di sera),
come bivalenti (Gianni scrive un romanzo) o trivalenti (Gianni scrive una lettera a sua cugina)? Verbi diversi o
lo stesso verbo?
> come spieghiamo la variazione tra lingue? Per es. piove (zerov.) ma ingl. it rains, ven. a piove...
Argomenti e circostanziali
Chiamiamo argomenti solo gli elementi nominali (DP/NP, ma anche frasi intere -soggettive/oggettive) che
sono indispensabili per realizzare la valenza del verbo; quelli non indispensabili sono circostanziali
Maria scrive ogni mattina una lettera a suo padre
È accaduta una disgrazia in cantiere
La bottiglia è stata rotta per il varo della nave
Il timore della neve inquieta Gianni a causa del pericolo
Il generale ordina l’attacco
il generale ordina di attaccare
il generale ordina che i soldati attacchino