MODULO 4 - SINTASSI
Sintassi
è il livello di analisi che si occupa della struEura delle frasi: l’oggeEo di studio è come si combinano
fra loro le parole e come sono organizzate in frasi; regola la formazione e la struEura delle frasi e
dei loro cos8tuen8
Frase
—> è una forma linguis8ca indipendente non compresa in una forma linguis8ca maggiore, unità
formata da soggeEo e predicato, sequenza di parole di senso compiuto
—> è un’en8tà linguis8ca che funziona come unità comunica8va, c’è cos8tuisce un messaggio o
blocco comunica8vo autosufficiente nella comunicazione verbale
—> con8ene una predicazione, cioè un’affermazione riguardo a qualcosa, l’aEribuzione di una
qualità o un modo di essere o di agire di un’en8tà
—> è espressa aEraverso almeno un predicato o aEraverso frasi nominali = frasi senza verbo
(predicato
nominale), es buona questa torta! —> funzionano da messaggi autosufficien8 e contengono
pur sempre
una predicazione
• Frase semplice: unica proposizione/clausola, un solo predicato, deEa quindi proposizione
• Frase complessa (periodo): più proposizioni, più predica8, una frase principale/reggente e più
frasi dipenden8/coordinate/subordinate
L’analisi della stru?ura delle frasi
Il principio generale impiegato per l’analisi delle frasi è anch’esso basato, come per la fonologia e
morfologia, sulla scomposizione o segmentazione —> la frase si va a cos8tuire in pezzi via via più
piccoli che sono i cos'tuen' della frase.
Analisi dei cos'tuen' immedia': individua diversi soEolivelli di analisi e i cos8tuen8 che si isolano
a ciascun soEolivello —> si vanno ad effeEuare dei tagli che individuano i cos8tuen8 di ogni
soEolivello, dunque il criterio mediante il quale aEuare la scomposizione è anche in questo caso la
prova di commutazione
es. il primo taglio si aEua confrontando la frase con un'altra più semplice ma che abbia la stessa
struEura —> ci consente di individuare i cos8tuen8 immedia8 della frase stessa, possiamo poi via
via mo8vare i successivi tagli sino ad arrivare alle parole, termine ul8mo minimo di per8nenza
della sintassi. Date le frasi:
se mio cugino ha comprato una macchina nuova
Gianni legge
quest’ul8ma ha come cos8tuen8 immedia8 Gianni e legge, dal che si ricava che la frase di partenza
ha come cos8tuen8 immedia8 mio cugino (che svolge lo stesso ruolo di Gianni) e ha comprato una
macchina nuova (che ha lo stesso ruolo di legge)
Sintagma
L’analisi in cos8tuen8 immedia8 individua tre diversi soEolivelli di analisi sintaOca: soEolivello
delle frasi, dei sintagmi e delle singole entrate lessicali (le parole). Il più importante è quello dei
sintagmi (o gruppi).
Sintagmi: cos8tuen8 minimi della sintassi, si trovano a metà strada tra la parola e la frase, sono
gruppi di parole che vengono iden8fica8 come cos8tuen8 immedia8 di una frase unita da legami di
dipendenza. I sintagmi sono costrui8 aEorno ad una:
• testa: unità minima che da sola può funzionare da sintagma e che se eliminata causa la perdita
della natura sintagma8ca del gruppo di parole
Tipi di sintagma (dipendono dalla categoria della testa):
• Sintagma nominale (SN): la testa è un nome (N) oppure un pronome (PRO)
• Sintagma verbale (SV): la testa è un verbo (es. soggeEo soOnteso)
• Sintagma aggeOvale (SAgg): la testa è un aggeOvo (es. molto bello)
• Sintagma avverbiale (SAvv): la testa è un avverbio (es. abbastanza rapidamente)
• Sintagma preposizionale (SPrep) : la testa è una preposizione che non può essere usata come
sintagma, quindi regge il sintagma nominale che introduce (es. parto per Parigi)
Test di cos'tuenza: u8lizza8 per esplicitare il raggruppamento delle parole in cos8tuen8 sintaOci
1. Mobilità/movimento: le sequenze spostabili senza alterare il significato della frase sono
generalmente dei compos8 sintaOci e non singole parole
2. Enunciabilità in isolamento/isolabilità: un cos8tuente può essere usato in isolamento, ad
esempio come risposta ad una domanda
3. Scissione: si applica trasformando una frase semplice in una frase scissa ponendo il cos8tuente
tra “è” e “che” (è…che)
4. Coordinabilità: le congiunzioni “e” ed “o” non possono unire qualsiasi parola o gruppo di
parole, ma solo quelle che sono anche dei cos8tuen8 e che appartengono alla stessa categoria
lessicale o sintagma8ca
Alberi e'che?a' o sintagma'ci
—> permeEe di rendere visibilmente la struEura della frase sia nel suo sviluppo lineare sia nei
rappor8 gerarchici che si instaurano fra i cos8tuen8. È composto da: nodi (qualsiasi elemento
cos8tuente iden8ficato all’interno della frase) e rami (biforcazioni dei nodi). Un albero è
l’indicatore sintagma'co della frase.
oltre agli alberi esiste anche la parentesizzazione —> ogni parentesi aperta e chiusa corrisponde a
un soEolivello di analisi sintaOca. Le parentesi possono anche essere, per maggior precisione,
numerate o e8cheEate con gli opportuni simboli di categoria (es. (3(2(1una)1)2)
(2(1macchina)1(1nuova)1)2)3: (F(SN Gianni)(SV corre)
un sintagma può avere al suo interno un altro sintagma:
A
A, C —> nodi ramifican8
(dominano almeno 2 nodi)
B C
D, E —> cos8tuen8 fratelli
(domina8 dallo stesso nodo e
E pos8 sullo stesso piano
D
• Determinan8 (SDet/Det): ar8coli determina8, indetermina8, numerali, aggeOvi dimostra8vi
(tuEo ciò che occorre davan8 a un nome e svolge la funzione di determinare il referente da esso
indicato)
Funzioni sinta6che
—> riguardano i ruoli dei sintagmi nella struEura sintaOca della frase
• sogge?o: chi fa l’azione
• predicato verbale: l’azione
• ogge?o: chi subisce l’azione
ulteriori complemen8 defini8 sulla base del loro valore seman8co
le funzioni sintaOche sono spesso marcate morfologicamente dalla morfologia di caso o di
accordo
Le funzioni sintaOche vengono assegnate a parte da schemi valenziali o stru?ure argomentali che
cos8tuiscono il punto di partenza della struEurazione delle frasi. Quando dobbiamo enunciare
qualcosa par8amo dalla selezione di un verbo —> quel verbo è associato a delle valenze o
argomen'
Stru?ura argomentale della frase
• argomen' del verbo: aEan8 o elemen8 sintaOci che ruotano aEorno al verbo (sintagma
verbale) e che a loro volta possono cos8tuire ulteriori sintagmi, sono elemen8 imprescindibili ed
essenziali per il completamento della frase
Ques8 argomen8 rientrano nel conceEo di valenza verbale —> numero di argomen8/aEan8/
elemen8 valenziali che sono essenziali per completare un dato verbo, ques8 possono essere
esplicita8 o possono rimanere implici8 (satura8 o non satura8)
verbi zerovalenti/avalenti 0 argomenti verbi impersonali (meteorologici)
verbi monovalenti 1 argomento (soggetto) verbi inaccusativi o erogativi
(verbi intransitivi)
verbi bivalenti 2 argomenti (sogg + compl verbi transitivi (possono avere un
diretto/ogg) argomento inespresso/non
esplicitato, e quindi la posizione
valenziale si dice non essere
saturata)
verbi trivalenti 3 argomenti (sogg + compl diretto verbi “di dire” o “di dare”
compl indiretto)
verbi tetravalenti 4 o più argomenti (sogg + compl (tradurre, spostare, vendere …)
dir + compl indir + compl indir …)
Argomen' del verbo (se non satura8 si indicano con Ø):
• Prima valenza/argomento: soggeEo
• Seconda valenza: complemento oggeEo (sempre insieme al verbo nell’albero sintagma8co)
• Circostanziali/circostan8: oggeO indireO
Elemen8 circostanziali della frase: ampliamen8 facolta8vi che non alterano la struEura di
base della frase, non necessariamente servono a completare l’azione espressa dal verbo
(determinazioni temporali, loca8ve…), e godono di maggiore libertà di posizione rispeEo ai
cos8tuen8 argomentali (es. l’altroieri sono stato a teatro, sono stato a teatro l’altroieri,
sono stato l’altroieri a teatro); non essendo direEamente implica8 dal significato del verbo,
non fanno parte delle funzioni sintaOche fondamentali
—> i verbi mantengono sempre la loro valenza (es mangio la pasta di Diego —> mangio rimane un
verbo bivalente perché “di diego” è un elemento circostanziale, aggiun8vo, non necessario)
Frasi complesse o combinazioni di frasi
Una frase complessa è l’unione di più fasi semplici che si legano tra di loro con il meccanismo della:
• Coordinazione: le proposizioni sono accostate senza rappor8 di dipendenza, gerarchicamente
sullo stesso livello della reggente
• Subordinazione: le proposizioni sono legate da un rapporto gerarchico, di dipendenza,
gerarchicamente più basse rispeEo alla reggente
Si classificano in base al punto di aEacco alla proposizione principale
Si dis8nguono in esplicite (verbo espresso in modo finito) e implicite (verbo espresso in modo
infinito)
Tipi di subordinate:
1. Subordinate rela've: modificano dei cos8tuen8 nominali (SN – N), si legano sempre a un
nome o pronome testa di un sintagma nominale, si dis8nguono in:
• Rela8ve apposi8ve: che aggiungono un’informazione in merito alla componente nominale
del cos8tuente o sintagma (es. ho visto Giovanni che 8 saluta (che 8 saluta si lega a Giovanni,
il complemento oggeEo))
• Rela8ve restriOve: che delimitano o circoscrivono il campo d’azione del nome a cui si stanno
riferendo (da informazioni più specifiche, “quale?”, di un gruppo solo alcuni) (es. ho
incontrato il ragazzo che sta uscendo con tua sorella, ho visto la alessia che hai conosciuto
ieri))
2. Subordinate avverbiali: aggiungono un’informazione di 8po causale, concessiva, temporale,
ipote8ca o finale a quella che è la proposizione reggente (es. Maria si è faEa male sciando
(“mentre sciava” mi da un’informazione al tempo), vado al mare anche se non so nuotare
(“anche se” mi introduce una subordinata concessiva), mangio affinché io mi sazi (“affinché io
mi sazi” sub avverbiale esplicita))
3. Subordinate argomentali: sos8tuiscono un cos8tuente nominale, sono tali le subordinate
comple8ve e le interroga8ve indireEe
• Subordinate comple've: cos8tuiscono un argomento del verbo della frase principale
• Interroga've indire?e: corrispondono a domande si/no, deEe polari
Frasi subordinate:
• Rela8ve: modificano un cos8tuente nominale e hanno un nome come testa
• Avverbiali/circostanziali: modificano l’intera frase da cui dipendono
• Argomentali: riempiono una valenza del predicato verbale
Comple8ve
- SoggeOve (andranno a riempire l’argomento soggeEo); mi disturba che mi cambino
sempre aula (sub. argomentale, comple8va , soggeOva, esplicita), mi piacerebbe avere un
orario regolare (idem, ma implicita)
- OggeOve (andranno a riempire l’argomento compl direEo/ogg); vorrei che venisse il sole
(soggeEo non saturato + sub argomentale, comple8va, oggeOva, esplicita)
- Oblique (andranno a riempire l’argomento compl indireEo); abbiamo bisogno di essere
lascia8 tranquilli (sub. argomentale, comple8va, obliqua, implicita).
Interroga8ve indireEe
Funzioni sinta6che ≠ ruoli seman'ci
Ruolo seman'co: il modo in cui il referente di ogni sintagma contribuisce e partecipa all’evento
rappresentato dalla frase (analizzata dal punto di vista seman8co). Bisogna spostarsi dalla
considerazione della frase come struEura sintaOca, generata da uno schema valenziale, ma
guardarla come la rappresentazione di una scena o un evento, in cui i diversi elemen8 presen8
hanno una certa relazione gli uni con gli altri in termini di che cosa succede nella scena. L frase si
configura globalmente come una sorta di scena nella quali aEori o personaggi o en8tà presen8
interpretano delle par8 —> le par8 svolte sono i ruoli seman'ci/ruoli tema'ci/funzioni
seman'che/ruoli theta
La funzione sinta6ca di un dato elemento all’interno della frase (soggeEo, verbo, etc) non sempre
coincide col ruolo seman8co dello stesso elemento, infaO uno stesso elemento può assumere
aspeO diversi in base alla prospeOva dalla quale lo si analizza (es. sintaOco o seman8co)
Esempio di Filmore: John suona la baEeria – John si è ammalato
Sul fronte sintaOco soggeEo = primo argomento (John)
Sul piano seman8co nella seconda frase il soggeEo è in realtà colui che subisce l’azione (paziente)
e non colui che la svolge (agente)
es. —> nella frase passiva il soggeEo ha il ruolo di paziente
es. il veleno fu ingerito da Giulie?a
• il veleno —> soggeEo (sul piano sintaOco), paziente (sul piano dei ruoli seman8ci)
• da GiulieEa —> compl indireEo (sul piano sintaOco), agente (sul piano dei ruoli seman8ci)
Ruoli seman'ci (o tema8ci) rivedibili dai vari elemen8 della frase (da analizzare seman8camente):
• Agente (agire): en8tà animata che dà intenzionalmente inizio a un’azione, può coincidere col
soggeEo sintaOco (es Lucia calcia il pallone)
• Paziente (pa8re): en8tà che subisce passivamente l’azione dell’agente (es. Lucia calcia il pallone)
• Esperiente/sperimentatore: en8tà che sperimenta uno stato psico-fisico (es. Paolo è molto felice
della proposta)
• Beneficiario: en8tà che trae beneficio da un evento (es. Manuela prepara un dolce per Elia)
• Strumento: en8tà non animata aEraverso cui si realizza un’azione (senza la quale non si può
realizzare l’azione) (es. la tormenta ha infranto i vetri; Jane ha aperto con la sua chiave)
• Des'nazione: en8tà verso la quale si dirige l’aOvità espressa dal predicato, o che cos8tuisce la
meta di uno spostamento (es. Luisa parte per le vacanze)
altri ruoli seman8ci:
• Località: ruolo seman8co dell’en8tà in cui sono situa8 spazialmente l’azione, lo stato, il processo
(es. Gianni abita in campagna)
• Provenienza: ruolo seman8co dell’en8tà dalla quale un’en8tà si muove in relazione all’aOvità
espressa dal predicato (es. Luisa preleva i soldi dal conto)
• Dimensione: ruolo seman8co dell’en8tà che indica una determinata estensione nel tempo, nello
spazio, nella massa (Luisa pesa cinquanta chili)
• Comita'vo: ruolo seman8co dell’en8tà che partecipa all’aOvità svolta dall’agente (es. Luisa ha
discusso la tesi con il professore)
Stru?ura pragma'co-informa'va
Dal valore con cui le frasi possono essere usate nella comunicazione e di ciò che il parlante vuol
fare producendole, si dis8nguono 5 8pi di frase:
• dichiara've —> fanno un’affermazione generica (Luisa va a Milano)
• interroga've —> pongono una domanda (marcate dall’intonazione o da parole par8colari) (Chi
va a Milano?)
totali o polari —> con risposta si/no
parziali o aperte —> a risposta libera
• esclama've —> esprimono un’esclamazione (Luisa va a Milano!)
• iussive o impera've —> esprimono un ordine (Vai a Milano!)
• o?a've —> esprimono un desiderio, un auspicio (che Luisa vada a Milano …)
Dal punto di vista dell’informazione veicolata, all’interno di una data frase informa8va,
generalmente si possono iden8ficare due blocchi informa8vi:
• Tema (topic): ciò su cui verte l’affermazione, contestualizzazione del contenuto, informazione già
nota, primo blocco informa8vo; en8tà aEorno la quale si predica qualcosa, ciò su cui si fa
l’affermazione
generalmente nelle frasi con struEura non marcata tema, soggeEo e agente tendono a
coincidere e a trovarsi in prima posizione
• Rema (comment): predicazione innova8va ed effeOva dell’informazione che va veicolata,
secondo blocco informa8vo, ha più informazioni; l’informazione che viene data a proposito del
tema
es. ieri ho mangiato un gelato
• ieri —> tema/topic
• ho mangiato un gelato —> rema/comment
es. ho mangiato con Luca
• ho mangiato —> tema/topic
• con Luca —> rema/comment (è un informazione nuova)
es. Luisa va a Milano
• Luisa —> tema/topic
• va a Milano —> rema/comment
Ordine non marcato dei cos'tuen' frasali
Nella frasi con struEura non marcata , le frasi normali, il tema sta sempre a sinistra della frase e il
rema/focus a destra (SVO)
es. ho perso la palla
Marcatezza: ordine più complesso e meno naturale in una determinata lingua sulla base della
posizione preferenziale degli elemen8 di una frase, i cos8tuen8 vengono mossi tramite meccanismi
di dislocazione per oEenere un ordine non preferenziale e spostare il focus su un dato cos8tuente
• Focus: punto di maggiore salienza informa8va di una frase, 8picamente rientra nel rema, in
alcune lingue può essere determinato dall’intonazione, il parlante aEribuisce un picco di
dinamismo comunica8vo (es. curva intona8va enfa8ca)
Meccanismi di dislocazione (la prosodia è fondamentale per il supporto del marcato):
• Dislocazione a sinistra: tema8zzazione dell’oggeEo (generalmente posto a destra in posizione
rema8ca), che viene portato in posizione iniziale e viene ripreso da un cli8co coreferenziale
(pronomi cli8ci: lo, la, le, li…) (es. un topo lo insegue un ga%o) —> simile alla costruzione passiva
Dislocazione di un’intera clausola
• Dislocazione a destra: il focus informa8vo viene spostato in periferia destra della frase ed è
an8cipato una un cli8co referenziale (come una sorta di ripensamento, 8pico del parlato) (es. lo
vuole un caffè?)
• Frasi scisse: costruite su modelli “è…che…”, meEendo in evidenza il focus della frase all’interno
di una frase pseudorela8va (es. è il ga%o che insegue il topo); se l’elemento mandato al primo
membro è soggeEo, al posto di che si può u8lizzare a (es. è Gianni ad aver rubato la palla = è
Gianni che ha rubato la palla)
Prospe6ve di analisi sinta6ca/frasale
possiamo analizzare una frase secondo 4 prospeOve che permeEono di comprendere la struEura:
• ProspeOva configurazionale: rela8va alla struEura in cos8tuen8 (Gianni corre = SN + SV)
• ProspeOva sintaOca: rela8va alle funzioni sintaOche (analisi logica) (Gianni corre = SOGG +
PRED VERB)
• ProspeOva seman8ca: rela8va ai ruoli seman8ci (Gianni corre = AGENTE + AZIONE)
• ProspeOva pragma8co-informa8va: rela8va all’ar8colazione in tema/rema (Gianni corre = TEMA
+ REMA)
Altre caraEeris8che che si muovono a cavallo tra la sintassi e la seman8ca trasale:
• Diatesi: opposizione tra frasi aOve e passive
La frase passiva porta l’oggeEo ad essere tema della frase (no dislocazione, no cli8co), e
l’unico 8po di frasi passivizzabili sono quelle con il verbo transi8vo (Marco mangia la mela ->
la mela è mangiata da Marco)
Verbi intransi8vi: verbi inaccusa8vi (chiedono come ausiliare il verbo essere), verbi inerga8vi
(chiedono come ausiliare il verbo avere)
• Modalità frasale: differenziazione tra 8pi di frasi sul fronte prosodico
Frasi dichiara8ve: andamento intona8vo neutro o discendente (Lucia parla francese)
Frasi interroga8ve: andamento intona8vo ascendente (Lucia parla francese?)
- Totali/polari —> sì/no
- Parziali
Frasi impera8ve: andamento intona8vo ascendente-discendente (Lucia parla francese!)
• Polarità frasale: caraEeris8ca frasale che differenzia frasi afferma8ve e nega8ve
Frase posi8va: polarità posi8va
Frase nega8va: polarità nega8va (le frasi con polarità nega8va in tuEe le lingue si basano su
specifiche struEure che le dis8nguono (in ita meEo non, in inglese ausiliare + not))
Gramma'ca genera'va
La gg è legata a Chomsky e si innesta sulla concezione che vede il linguaggio verbale come un
sistema cogni8vo specifico e innato. Una gg è una gramma8ca che intende predire in maniera
esplicita le frasi possibili di una lingua. Il ruolo centrale è svolto dalla sintassi, la parte interna della
lingua, che accoppia ed interpreta significa8 e significan8, le par8 esterne della lingua
Il linguaggio verbale è concepito come un sistema cogni8vo, specifico del genere umano, cos8tuito
dall’insieme di conoscenze mentali che consentono a un parlante na8vo di produrre messaggi
verbali nella propria lingua —> l’insieme di tali conoscenze è chiamato competenza:
1. è en'tà interna alla mente umana
2. è inconscia —> in grado di giudicare se una produzione linguis8ca sia acceEabile o no
basandosi sulle proprie intuizioni
3. è individuale —> va intesa come l’insieme delle conoscenze linguis8che interiorizzate di un
singolo parlante
4. è innata —> appar8ene al corredo gene8co della specie umana
Lo scopo della gg è quello di esplicitare aEraverso regole e principi, l’insieme di intuizioni che
cos8tuisce la conoscenza implicita.
La gg mira a costruire una Gramma'ca Universale —> definire esplicitamente l’insieme delle
capacità linguis8che innate che cos8tuiscono la facoltà del linguaggio degli esseri umani.
I componen8 della gramma8ca sono:
• lessico —> parole con il loro significato e le loro proprietà, compresi gli intorni sintaOci in cui
possono comparire
• regole —> governano gli aspeO della gramma8ca e descrivono il meccanismo di formazione
delle frasi
sono di solito regole di riscri?ura a struEura sintagma8ca —> hanno forma generale
X —> Y+X, si va quindi a costruire un indicatore sintagma8co a par8re dal nodo iniziale
operazione fondi = unire le categorie Y e Z in una categoria di livello superiore X
- regole ricorsive: nell’uscita della regola (a destra della frecceEa) è contenuto di nuovo il simbolo
di categoria che rappresenta l’entrata della regola (a sinistra) (es. SN —> SN + SPrep)
- regole contestuali: contengono una/e si possono applicare solo nei contes8 specifica8 da
quanto viene formalizzato dopo la barra; la linea orizzontale indica il contesto locale, cioè la
posizione in cui sta alla categoria interessata dalla regola, tuEo ciò prima e dopo della linea
indica le caraEeris8che o proprietà che devono avere gli elemen8 che stanno prima o dopo tale
posizione perché la regola si possa applicare (es. V —> legge/[+Um.] ___)
traO —> indica8 tra parentesi quadre, sono traO morfologici o sintaOci, riguardan8
caraEeris8che morfosintaOche degli elemen8 [+Masch.], o traO seman8ci riguardan8 i
proprietà ineren8 del significato delle parole [+Um.] = essere umano
—> i traO cos8tuiscono le so?ocategorizzazioni che danno luogo a "restrizioni di selezione",
cioè specificano quali elemen8 della classe designata dal simbolo di categoria siano
combinabili con un determinato altro elemento.
Le regole generano una frase —> ogni frase ha quindi assegnato un indicatore sintagma8co che ne
rappresenta la struEura e ne determina il significato globale, l’interpretazione. Ci sono però frasi
che pur mantenendo la stessa iden8ca forma ammeEono due o più interpretazioni. Per risolvere
questo problema è stata introdoEa una dis8nzione tra:
• stru?ura superficiale —> forma sintaOca della frase così come appare, com’è rappresentata
dagli indicatori sintagma8ci
• stru?ura profonda —> struEura che la frase ha a un livello più profondo, retrostante la forma di
superficie, dove avviene la reale interpretazione della frase; è l’organizzazione struEurale astraEa
dietro ogni frase che rappresenta gli effeOvi rappor8 seman8ci e sintaOci che danno conto della
sua interpretazione
—> quando c’è questo problema di omonimia si traEa di una stessa frase con un’unica struEura
profonda, che verrà tradoEa in struEura superficiale in due modi diversi
Campi della stru?ura astra?a
la struEura astraEa generale di una frase è composta da tre stra8, ciascuno dei quali dota8 di
diversi soEolivelli:
• SV —> ha una testa lessicale, è il camp dove vanno a collocarsi le entrate lessicali selezionate
(interfaccia tra sintassi e seman8ca)
• SFless (sintagma flessionale) —> ha una testa funzionale, è il campo dove vanno a collocarsi gli
elemen8 che aEualizzano la frase con le necessarie marcature (interfaccia tra sintassi e
morfologia)
• SComp (sintagma del complementatore) —> ha una resta funzionale, è il campo dove vanno a
collocarsi gli elemen8 che segnalano come la frase vada intesa (interfaccia tra sintassi e
pragma8ca)
Linguis'ca cogni'va
—> non c’è nulla di par8colare e specifico nella capacità linguis8ca. La lingua traduce in maniere
simboliche le conceEualizzazioni fondamentali dell’'agire dell’uomo e va descriEa e spiegata come
parte integrante di una struEura psicologica complessiva unitaria. Pertanto, le struEura
gramma8cali sono anzituEo struEure semi8che, basate sull’esperienza umana. È opposta a quella
chomskyana secondo cui la capacità linguista è specifica , con struEure cogni8ve in parte proprie e
una struEurazione autonoma che fa parte dei caraEeri inna8 dell’homo sapiens sapiens.
—> in questo quadro si sviluppa l’idea che l’unità primaria della grama8ca è la costruzione: ogni
schema sintaOco cos8tuito da un’aggregazione o combinazione di parole, dotata di una
struEurazione interna, che compare frequentemente nell’uso e reca un par8colare valore
seman8co e pragma8co.
Tes'
• testo —> livello al di sopra dell’unità frase, è una combinazione di frasi più il contesto in cui essa
funziona da unità comunica8va
• contesto (o cotesto) —> sia il contesto linguis8co (parte di comunicazione verbale che precede e
eventualmente segue il testo in oggeEo) sia il contesto extralinguis8co (la situazione specifica in
cui la combinazione di frasi è prodoEa)
Linguis'ca testuale
• pronominalizzazione —> impiego e comportamento dei pronomi (personali)
• anafore —> elemen8 per la cui interpretazione è necessario far riferimento al contesto
linguis8co precedente
• catafora —> fenomeno opposto per cui occorre far riferimento al contesto linguis8co seguente
• deissi —> proprietà di una parte dei segni linguis8ci di indicare cose o elemen8 presen8 nella
situazione extralinguis8ca, in maniera tale che l’interpretazione specifica di ciò a cui il segno si
riferisce dipende interamente dalla situazione di enunciazione
deissi personale: codifica il riferimento al parlante, all’interlocutore e alle terze persone e ha
come centro il parlante stesso (la esprimono i pronomi personali, le persone verbali, i
possessivi)
deissi spaziale: codifica le posizioni delle en8tà chiamate in causa rispeEo al luogo in cui si
trovano i partecipan8 all’interazione (dimostra8vi, avverbi di luogo, verbi come andare e
venire, espressioni come a destra, in alto)
- deiOci prossimali —> indicano prossimità, vicinanza, rispeEo all’origine del riferimento
spaziale, cioè chi sta parlando
- deiOci distali —> indicano distanza
deissi temporale: codifica e specifica la localizzazione degli even8 nel tempo rispeEo al
momento dell’enunciazione (avverbi oggi, ieri, tempi verbali o sintagmi dieci anni, due mesi)
deissi sociale: per designare gli elemen8 “allocu8vi”, usa8 per codificare le relazioni sociali dei
partecipan8 all’interazione, come in italiano i pronomi tu e lei
• ellissi —> mancanza od omissione, in una frase, di elemen8 che sarebbero indispensabile per
dare luogo a una struEura trasale completa, recuperabili dal contesto linguis8co
Un ruolo rilevante nella struEurazione dei tes8 sono i segnali discorsivi —> elemen8 esterni alla
struEurazione sintaOca della frase che svolgono il compito di esplicitare l’ar8colazione interna del
discorso (allora, senH, guardi). Meccanismi anaforici e segnali discorsivi contribuiscono a conferire
coesione al testo, is8tuendovi una rete di collegamen8 al di là dei confini delle singole frasi
MODULO 5 - SEMANTICA, LESSICO E PRAGMATICA
Seman'ca
—> parte della linguis8ca che si occupa del significato, ovvero l’informazione veicolata da un segno
o elemento linguis8co. Definire e analizzare il significato è difficile, ma si può comunque dire che
esistono due modi per concepirlo:
• significato come conce?o —> immagine creata dalla nostra mente corrispondente a qualcosa
che esiste all’esterno della lingua
• significato come operazione —> è funzione dell’uso che si fa dei segni; accomuna i contes8
d’impiego di un segno e ne permeEe l’uso appropriato; la totalità dei contes8 in cui può
comparire