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Il capitolo segue Pat mentre si prepara per un progetto accademico e interagisce con i suoi amici, tra cui Gon e Poom. Pat ha una relazione segreta con Pran, che vive nello stesso condominio, e si preoccupa delle conseguenze sociali della loro amicizia in un ambiente non sempre accettante. La tensione romantica tra Pat e Pran cresce, ma viene interrotta da un amico di Pran che arriva inaspettatamente.

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Il capitolo segue Pat mentre si prepara per un progetto accademico e interagisce con i suoi amici, tra cui Gon e Poom. Pat ha una relazione segreta con Pran, che vive nello stesso condominio, e si preoccupa delle conseguenze sociali della loro amicizia in un ambiente non sempre accettante. La tensione romantica tra Pat e Pran cresce, ma viene interrotta da un amico di Pran che arriva inaspettatamente.

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CAPTOLO 12

PAT

"Come sta andando il tuo progetto?"

Martedì pomeriggio, mi sto rilassando al piano terra dell'edificio della facoltà , devo scrivere
l'articolo su uno degli argomenti principali del progetto, entro mezzanotte.
Gon è appena tornato dalla caffetteria e ha messo sul tavolo le polpette di pesce fritto.
tolgo le gambe appoggiate sull'altra sedia, gli occhi incollati allo schermo del laptop.

"Ha bisogno di un ripasso"


"Giusto, che palle"
"è normale", rispondo senza lamentarmi.

Il progetto di Pran sembra talmente complesso ,che, a confronto il chiedere di piu del
professore è nulla.
"Non ha mangiato?"
"no. Mi sono alzato tardi, ho passato tutta la notte su questi fogli. Non l'hai finito , vero? Lo
sapevo"
"un minuto ed è fatto", rido masticando la gomma.
"Come sei calmo e felice. Ti sei davvero trovato qualcuna?"
"Perché? Con una faccia come la mia non posso avere qualcuno?"
"Non si tratta della tua faccia ma della tua personalità ", Gon ridacchia e mi da una spinta alla
testa.
Non mi interessa. "Chi è? Non me la presenti? A proposito, sai coccolare qualcuno? Di solito te
ne lamenti"
"La mia ragazza non è una persona esigente. Sono io quello appiccicoso."
"TU? Bhe vorrei poterti vedere con la tua ragazza"

"E' un momento esclusivo" Faccio l'occhiolino e Gon ride.


Qualche istante dopo, Jor e alcuni dei ragazzi si uniscono a noi.
Uno di loro è Poom, il capo della sezione accademica dello stesso anno.

"Pat, la giornata dello sport è nelle prossime due settimane. Sarai il nostro giocatore di
basket? "
"Perchè non scegli tra i junior?"
"L'ho fatto ma abbiamo bisogno di più persone. Entra in squadra, la prima partita è contro
architettura."
"Probabilmente schiereranno i loro assi. Chi potrebbe batterli se non tu?"
"Ah si?" Scoppio una bolla con la gomma "Finisci il mio compito e lo faccio"
Alzo il sopracciglio verso il secchione quattrocchi. Poom fa un sospiro mentre gli altri ragazzi
scuotono la testa.
"Sei un idiota Pat"
"Devi darmi qualcosa in cambio"
Poom esita, ma alla fine annuisce.
"Inviami il file"
"Scade a mezzanotte"
"Va bene, scriverò il mio nome sulla mail"

Whoa, questo teppista. Da quanto è diventato cosi malvagio? Mi alzo, gli blocco il collo con il
braccio e gli scompiglio i capelli.
Poom mi colpisce la schiena così forte che devo liberarlo.
"Perchè voi due non vi sposate e basta?"
"Merda, mi è venuta la pelle d'oca" impreco e mi allontano di qualche passo. Poom si aggiusta
gli occhiali e mi guarda torvo.
"Anche se Pat è bello non uscirò con lui. E' uno stronzo"
"Cos'è che hai detto?" Gli do una gomitata dolcemente "A chi stai dando dello stronzo eh?"
"Ehi , quello è Pran?" Jor interviene mentre continuo a prendere in giro Poom.
Pran sta camminando lungo il sentiero opposto con Waiyakorn. Solo loro due. Appoggio il
gomito sulla spalla del capo sezione dell'accademia nel momento in cui il ragazzo che ho preso
a fissare gira la testa da questa parte.
I nostri occhi si incontrano, quindi gli rivolgo un sorriso, alzo il sopracciglio e gli mando un
bacio.
Il destinatario del bacio distoglie lo sguardo e accelera il passo senza dire una parola. Il suo
amico sembra terrorizzato e lo segue come una papera.
"Ehi, oggi non ci ha fatto una smorfia"
Dal momento in cui sono tutti concentrati sull'altra persona, posso sorridergli quanto voglio.
Quando mi giro e incontro lo sguardo di Gon, mi allontano con la scusa di voler fumare.
"Vengo con te"
"Ti lascio il mio portatile Jor" dico, e mi avvio dietro l'edificio, la nostra area fumatori.
"Questi idioti continuano a prendere in giro te e Poom. Non sei arrabbiato?"
I miei occhi seguono il fumo bianco che fluttua nell'aria, mentre appoggio la schiena contro il
muro di cemento scrostato. C'è una lunga crepa sopra, la prova che è lì da molto tempo.
Gon di accovaccia, scuote via la cenere e inala il fumo.

"Arrabbiato per cosa?"


"Essere presi in giro come gay."
"Perché prendi in giro un gay?"
"Merda", impreca e sputa sull'erba che spunta da una crepa sul suolo di cemento.
"Sai che questa è la Thailandia. Essere gay non è ampiamente accettato. Se i ragazzi sanno
che lo sei, potresti essere nei guai."
"Stai parlando come se io fossi davvero gay."
"Non lo so", mormora irritato. "Sto solo pensando."
"Perché non sono troppo entusiasta delle ragazze come te e i ragazzi?"
"Anche quello. Non sei così eccitato. Non lo so. Siamo in un'età selvaggia, dopotutto. Sai,
nonostante i tuoi comportamenti sgarbati e trasandati, sei così bello che potresti avere tutte
le ragazze che vuoi."
"Beh, adesso ho una relazione. Cosa vuoi di più?" Sorrido mentre il ragazzo, che sta cercando
di incastrarmi, fa un'altra lunga boccata.
"Dì quello che hai da dire."
"Sei tu quello che nasconde qualcosa", la voce di Gon è severa. I miei occhi sono fissi sulle
nuvole bianche sopra di noi. Si stanno muovendo incredibilmente lente. In un breve momento,
coprono completamente il sole, coprendoci dalla forte luce solare. "Sono venuto al tuo
appartamento l'altro giorno per usare il Wi-Fi. Ero lì e ho visto Pran prendere l'ascensore,
quindi mi sono nascosto e sono sgattaiolato via."
"Uh uh."
"Pensavo fosse una coincidenza, ma proprio adesso... non lo so. Ti sei chiuso in casa di recente.
Hai nascosto qualcuno lì?"
"Pran vive nello mio stesso condominio. Non nascondo nessuno nella mia stanza." Ma mi sto
nascondendo nella stanza di Pran. "Ne hai parlato con qualcuno?"
"È un segreto tanto quanto lo è il tuo Fragrant."
"Sì, grazie per non aver creato dei pettegolezzi."
"Beh, sei il mio migliore amico", dice Gon, facendo un ultimo tiro e gettando via la sigaretta.
Espira e cammina dritto per incontrare il mio sguardo. "Non è che non lo accetto. Ma sai le
conseguenze se tu e quel bastardo siete coinvolti in qualcosa."
"Pensavo che avreste smesso di litigare dopo l'avvertimento del professore."
"Non voglio, ma non possiamo semplicemente baciarci e fare pace con loro, no?"
"Stai blaterando sciocchezze, Gon."
"Sei piuttosto tranquillo e accomodante, ma non tutti sono come te, Pat."

Lo so già . Accidenti, non l'avrei tenuto segreto altrimenti.


"Te lo dico perchè sono preoccupato."
Inclino la testa, accettando la sua benevolenza. Butto la sigaretta per terra e la calpesto. Per
me è tutto a posto, grazie. È Pran che mi preoccupa.
Posso passare del tempo da solo con Pran dopo il tramonto. Ascolto il suono di una matita su
un pezzo di carta, fissando il profilo del ragazzo concentrato sul suo progetto.
Pran sembra così figo quando è concentrato sul suo lavoro in questo modo.
"Pran, vuoi una bibita?"
"Che cosa?"
"La tua faccia." Indico la sua fronte e Pran alza lo sguardo dalla planimetria. Ho iniziato a
imparare a stare con lui senza essere un fastidio. No, sarebbe meglio dire che ho iniziato a
imparare a stare con lui, mentre facevo del mio meglio per non essere un fastidio. "Sei
accigliato."
"Beh, sto lavorando."
"Vuoi qualcosa di dolce?"
"Un gelato."
"Te lo prendo io."
"Più tardi. Sporcherebbe la planimetria."
"Ti imboccherò, allora."
Salto giù dal divano e mi precipito al frigo, senza accettare rifiuti. Il frigorifero di medie
dimensioni di Pran contiene latte condensato, latte fresco, bottiglie di acqua e birra, frutta,
bevande energetiche e lattine di caffè, con del gelato nel congelatore superiore. Gli piaceva
da quando eravamo bambini, ma allora era troppo lento. Dovevo correre fuori e aspettare il
furgoncino dei gelati, poi litigavo con il venditore per prendere tempo finché Pran non si
presentava, ma alla fine mi sgridava e mi definiva un piantagrane. Che ingrato.
"Apri."
Prendo una cucchiaiata di morbido gelato dal contenitore di plastica ovale e la porgo al
padrone della stanza. Pran apre la bocca senza lamentarsi. Lo assaggio di tanto in tanto
mentre lo imbocco. La TV è rimasta accesa perché Pran non mi parlava. Fragrant è lì
vicino alla TV, le mie scarpe sono appoggiate alla porta e la mia camicia di ingegneria è
appesa nel suo armadio. Le mie cose sono state trasferite qui a poco a poco finché la stanza
di Pran è diventata la nostra.
"Non fa freddo?" Rifletto e alzo la temperatura dell'aria condizionata, poi ne metto un altro
cucchiaio tra labbra socchiuse e arrossate. Mi lecco la bocca, immaginando quanto si sarebbero
sentite fresche le nostre labbra quando avrei premuto le mie sulle sue. Il pensiero di baciare
Pran mi ossessiona dal bacio violento di quel giorno. Non è un ricordo fantastico e mi auguro
un'altra possibilità . Esilarante, continuo ad aspettare che arrivi l'occasione.
"Pran", chiamo e mi avvicino.
Mormora appena una risposta, gli occhi fissi sul progetto.
"Pran."
"Che cosa?"
"Pran."
Pran finalmente gira la testa alla terza chiamata e i nostri nasi si sfiorano. Sono ancora
immobile, contrariamente al mio cuore che batte forte. Abbassa lo sguardo sulle mie labbra,
mostrando le sue ciglia attraenti e lunghissime. Il profumo gradevole e delicato che proviene
da lui non ha eguali ed è mescolato con il dolce profumo del gelato e il freddo che sono
ancora sulle nostre labbra. Mi avvicino, sicuro che non si allontanerà . Quando mi avvicino per
un assaggio, qualcuno bussa alla porta. Pran si alza in piedi e si copre la bocca anche se in
realtà non ci siamo baciati.
"Dannazione a te, non posso mai abbassare la guardia."
"Cosa? Anche tu volevi baciarmi. Perché incolparmi?"
"Sei l'unico pieno di questi pensieri perversi."
"Perversi? Le relazioni richiedono sviluppo. Pensi che mi limiterei a tenerti la mano mentre
dormi? Assolutamente no."
"Merda, perché l'hai detto ad alta voce, Pat?"
"È la verità . Non dirmi che non mi hai mai pensato mentre ti masturbi. Devi averlo fatto
anche per un breve momento."
"Fottutamente disgustoso". "Tu..."
"Pran, chi altro c'è?" L'urlo proveniente da fuori interrompe la nostra conversazione. Il
proprietario della stanza chiude la bocca e serra le labbra. Chiudo anch’io la bocca.

"Pran!"
"Sì!" risponde gridando, mi spinge fuori sul balcone e chiude a chiave la porta dall'interno.
Tira la tenda e grida: "Aspetta un secondo!"
È come se fossi un fottuto adultero. Perché diavolo sono messo in questa situazione? Sbircio
attraverso la tenda. Una porta di vetro trasparente dietro la tenda oscurante è l'unica cosa
che divide il balcone e l'interno. Non è insonorizzato, quindi posso sentire tutto ciò che Pran
dice al suo amico, il che significa che devo anche essere il più silenzioso possibile.

"Cosa stavi facendo?"


Waiyakorn, figlio di puttana, perché vieni a trovare Pran così spesso? Ti mancano amore e
attenzioni o qualcosa del genere?
"Stavo tagliando il mio modello. Ero abbastanza preso."
"Ehi, perché mangi il gelato mentre tagli il modello? Si sporcherà ."
"Certo, lo so."
Waiyakorn scuote la testa e mette il coperchio sul gelato che si sta sciogliendo. "Ti piace così
tanto che lo conservi?"
"Sì. A proposito, cosa ti porta qui?"
"Oh, le nostre chiavi usb sono state scambiate." Prende la chiavetta nera dallo zaino.
Sembrano esattamente la stessa. Stai usando cose uguali? Dannazione, fottuta scimmia. "Devo
presentare il mio lavoro stasera. Ecco perché mi sono precipitato qui. Deve essere
sistemato."
"Vado a prendere la tua. Non avevo ancora guardato. È nel mio zaino."
"Hai comprato delle scarpe nuove?"
Puoi smettere di girovagare per la stanza di qualcun altro? Colpisce le mie scarpe con il piede.
Sono delle Adidas nuova di zecca, coglione.
"Pran, da quando hai un peluche?"
"È di un mio amico. Mettilo giù."
"Quale amico?" chiede.
Digli che appartiene al tuo ragazzo. Pran rimane in silenzio e lo porta via da Wai. "Ecco la tua
USB. Adesso vattene. Non hai fretta?"
"Non molta, in realtà . Sono appena arrivato. Fammi riposare un po'. Oh, hai un ospite? Ti ho
sentito parlare con qualcuno."
"Era la televisione." Non è affatto convincente. Pran distoglie lo sguardo dopo aver mentito.
Meno male che il suo amico è un idiota, quindi la beve. Mi sposto, cercando di avere la visuale
più libera, ma mi mancano ancora alcuni angoli. "La tua stanza è immacolata. La mia stanza
è un disastro."
"Sai che non mi piace che la mia stanza sia disordinata."
"Uh-huh, nemmeno a me, ma non pulisco la mia stanza tanto spesso quanto te. La tua lavatrice
è sul balcone?"
"Sì. Aspetta, cosa hai intenzione di fare?"
"Vado a guardare il panorama."
Merda! Che momento perfetto per essere vestito bene! I miei occhi scorrono avanti e indietro.
Non voglio che l'amico di Pran mi veda in questo stato. Che stato? Sono con il pigiama dell'orso
con le maniche e gambe lunghe.

"Aspetta."
"Come mai?"
"È disordinato là fuori", Pran cerca di prendere tempo, mentre io devo scappare. Giusto! Devo
scappare! Allungo il collo oltre la recinzione del balcone. È alta dieci piani. Porca puttana, il
mio corpo sarà irriconoscibile se cado.
"Va tutto bene. La mia stanza è molto più disordinata della tua. Dai, sono piuttosto stressato.
La tua stanza sembra avere una bella vista."
"Tu..." Il tentativo del proprietario della stanza è inutile. La porta si apre nell'istante in cui
salto sul balcone del mio appartamento e mi nascondo dietro la ventola del condizionatore. Il
tonfo del mio peso raggiunge Par, che sta giocando con il telefono nella sua stanza. Si alza e
viene verso di me e io le faccio segno di fermarsi. Sbircia sul balcone accanto. L'amico di Pran
appoggia le braccia sulla ringhiera e guarda dritto davanti a sé.

Fottuto relax!
"Entra lentamente, Pat."
"Cazzo, mi fa male il piede."
"Ti sei slogato la caviglia? Fammi vedere."
Allungo la gamba perché mia sorella gli dia un'occhiata. Par sospira e preme le dita sui miei
muscoli, accigliata. "Sembra che tu abbia preso una distorsione. Come hai potuto saltare qui?
È pericoloso. Cosa potrei dire a papà e mamma se cadessi?"
"Sono un uomo, Par. Sceglierei la morte piuttosto che essere guardato dall’alto in basso. Ne
hai mai sentito parlare?"
"Sì, ma non ho idea di chi ti abbia guardato dall'alto in basso. Avevi paura che l'amico di Pran
ti picchiasse? Ti avevo detto di non litigare. Vedi? Ora sei amico di Pran e devi ancora evitare i
suoi amici."
"Non si tratta di risse."
Credi che abbia paura di lui? Wai è piccolo come un insetto. Posso schiacciarlo con pochi colpi.
Par prende il kit di pronto soccorso contenente unguento e bende elastiche. Sopravviverò
stanotte.
"Dobbiamo usare un impacco freddo prima di fasciarti la caviglia?"
"Fai qualsiasi cosa. Ho una partita di basket contro Pran e i suoi amici tra due settimane."
"Pensi che darei loro un vantaggio? Ingegneria batte architettura ogni anno.�
Non ho bisogno di aggiungere commenti.

Mia sorella si alza per mettere del ghiaccio in un piccolo panno, poi me lo preme delicatamente
sulla caviglia. Dopo un momento, scoppia in una risata che mi fa alzare lo sguardo. Un sorriso
beffardo è stampato sul suo viso.
"Penso di aver capito ora cosa intendevi per farti guardare dall'alto in basso."
"Che cosa?"
"Il pigiama dell'orso che ti ho comprato. Non volevi essere preso in giro, eh? È carino."

Faccio una smorfia, senza rispondere. Se non fosse stata Par, qualsiasi altro ragazzo mi avesse
fatto questo sarebbe stato spedito sul letto di morte. Ok, il pigiama è morbido e comodo, ma
mi irrita pensare che ho dovuto saltare dal balcone per nascondermi dall'amico del mio ragazzo
per questo motivo.
"Non ti ho mai obbligato a indossarli. Li ho solo comprati come regalo. Non fare il broncio
quando sei stato tu a mettertelo."
"Il tessuto è morbido", affermo e Pran non lo nega. Ma Pran non mi ha prestato attenzione
anche se mi sono messo questo. Avrei dovuto indossare una normale maglietta e pantaloncini
da calcio come al solito. La ragazza che ha comprato questo regalo è raggiante. Mi applica un
unguento sulla caviglia dopo aver premuto l'impacco freddo finché la mia caviglia non è
diventata insensibile.
"Sei un tesoro, Pat."
"E bellissimo."
"Sì, bellissimo e stupido. Mi diverti."
I nostri tre anni di differenza non significano nulla per la mia unica sorella. Par mi fascia la
caviglia con una benda elastica, un sorriso gentile ancora sospeso sulle sue labbra.
"Va bene, domani andrà meglio. Vai a letto."
"Aspetta."
"Oh, hai dimenticato Fragrant lì, vero? Posso andare a prenderlo."
"Non ce n'è bisogno", mi oppongo e mi alzo lentamente. Posso zoppicare nella stanza di Pran,
ma dovrei sedermi e riposare per un po'. "Dormirò lì."
"Da quando avete fatto pace, non hai più dormito nella tua stanza", scherza Par. Sento il
calore che mi sale alle orecchie. Meno male che la luce nella sua stanza è arancione. Non se
ne accorgerà .
"Zitta. Vai a controllare se il suo amico se n'è andato."

Par ride e si dirige verso il balcone. Allunga il collo e torna indietro. "È ancora lì.
Ricontrollerò tra cinque minuti."
Sì, è così che dovrebbe comportarsi una sorella, maledetta ragazzina.

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