Gianluca Cavalaglio – Impianti di condizionamento: dimensionamento terminali e
ventilatori
Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da
copyright. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e
per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).
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Indice
1. TERMINALI DI IMMISSIONE ...................................................................................................................... 3
2. GRIGLIA DI RIPRESA E DI TRANSITO ........................................................................................................ 6
3. DIMENSIONAMENTO DEI VENTILATORI .................................................................................................. 8
BIBLIOGRAFIA ................................................................................................................................................. 14
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1. Terminali di immissione
Come già visto per gran parte degli elementi da dimensionare negli impianti di
climatizzazione, il dato di partenza è sempre la portata d’aria di progetto in ciascun ambiente,
funzione dei carichi termici dei locali. Il dimensionamento dei terminali di immissione dell’aria
consiste nello stabilire il numero e il tipo dei terminali (bocchette o diffusori) per ciascun locale o
zona, ponendo attenzione ad alcuni fattori:
o velocità di mandata dell’aria, soprattutto in relazione al livello sonoro e all’eventuale
fastidio che può provocare sulle persone presenti negli ambienti;
o perdita di carico al terminale, in quanto perdite di carico eccessive riducono la pressione
statica disponibile al ventilatore e possono compromettere la corretta distribuzione
dell’aria;
o posizione dei carichi termici in ambiente: il flusso di aria deve essere diretto in modo da
compensare e neutralizzare fonti localizzate di calore;
o gittata o raggio di diffusione, scegliendo terminali con gittate pari a 0.75 volte la lunghezza
dell’ambiente, considerando che al termine della gittata la velocità dell’aria è ancora
sufficiente per provocare un’ulteriore diffusione, anche per effetto dei moti convettivi;
o posizione degli elementi di ripresa dell’aria, evitando situazioni in cui l’aria viene ripresa
prima di distribuirsi uniformemente in ambiente.
Bocchette di mandata
Le bocchette di mandata costituiscono il più vecchio sistema di diffusione dell’aria. Nelle
prime applicazioni esse erano dotate di alette per la distribuzione dell’aria di tipo fisso;
successivamente le alette divennero mobili e in seguito ancora le bocchette furono dotate di due
serie di alette mobili ortogonali tra loro, per consentire una migliore distribuzione dell’aria in
ambiente.
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La sezione effettiva di passaggio dell’aria attraverso una bocchetta è minore di quella
geometrica, a causa della presenza delle alette e della contrazione dei filetti fluidi; è correlata alla
sezione geometrica mediante la seguente relazione:
Aeff = Ageom · K (m2)
Dove:
o Aeff = area della sezione effettiva (m2);
o Ageom = area della sezione geometrica (m2);
o K = fattore di contrazione, funzione della forma geometrica dell’aletta, che può
assumere i valori K = 0.7÷0.9 per la mandata, K = 0.5÷0.8 per la ripresa.
La sezione effettiva influenza la velocità effettiva di lancio; infatti, se ci si riferisce alla sezione
geometrica, la velocità finale del lancio può risultare minore anche del 25 – 30 % rispetto a quella
effettiva.
La figura 1 mostra, sia per la ripresa che per la mandata, la differenza fra sezione effettiva e
sezione geometrica.
Figura 1: Rappresentazione grafica di lancio e caduta (o rialzo).
Il dimensionamento viene eseguito a partire dalla portata d’aria che deve essere immessa
in ambiente. Si definisce un valore per la velocità di efflusso mediante il quale si calcola la sezione
effettiva degli elementi terminali.
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Ottenuta la sezione effettiva, si determina la sezione geometrica con la formula
precedente che, a seconda del valore che assume, potrà essere assegnata ad un'unica
bocchetta o suddivisa tra un congruo numero di bocchette, in modo che l’aria introdotta sia
uniformemente distribuita in ambiente.
Per ottenere un buon effetto soffitto, che garantisce una migliore distribuzione dell’aria
nell’ambiente, bisogna prevedere le seguenti misure:
o bordo superiore della bocchetta 300 mm dal soffitto;
o per i diffusori, inclinazione del getto 40° rispetto all’orizzontale;
o velocità effettiva di lancio ≥2 m/s.
La tabella 1 mostra alcuni valori della velocità di uscita raccomandata per varie
applicazioni.
APPLICAZIONE VELOCITA’ (m/s)
Teatri 2.5 – 3.8
Cinema 5.0 – 6.0
Uffici 2.5 – 5.0
Abitazioni, camere d’albergo 2.5 – 3.8
Edifici industriali 7.5 – 10.0
Magazzini 7.5
Studi radiofonici e televisivi 1.5 – 2.5
Tabella 1: Velocità di uscita raccomandata per varie applicazioni.
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2. Griglia di ripresa e di transito
In ciascun locale o zona si deve stabilire se installare una sola o più griglie di ripresa o
transito, a seconda della portata d’aria da estrarre.
Il dimensionamento deve prendere in considerazione:
o La velocità dell’aria massima ammissibile nella zona occupata dalle persone per evitare
situazioni di potenziale malessere;
o La perdita di carico massima ammissibile per il passaggio dell’aria;
o Il rumore prodotto.
Il dimensionamento si effettua con le stesse modalità descritte per le bocchette di
mandata. L’aria si muove verso le griglie di ripresa da tutte le direzioni, cosicché la velocità della
stessa si riduce sensibilmente con la distanza; c’è la possibilità che si formino correnti fastidiose, ma
tale pericolo è limitato al caso di persone in prossimità delle griglie stesse (in questo caso la
velocità di attraversamento non deve superare 1.5 m/s).
Una configurazione tipica di molte applicazioni reali consiste nel realizzare la mandata
dell’aria con bocchette poste in alto e la ripresa dell’aria mediante bocchette poste in basso, dal
lato opposto, in modo tale che il flusso d’aria sia uniforme in tutto l’ambiente.
La tabella 2 mostra valori consigliati di velocità massima dell’aria (m/s) attraverso le griglie
di ripresa e di transito.
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APPLICAZIONE VELOCITA’ (m/s)
Griglie di ripresa
Ambienti industriali > 4.0
Ambienti residenziali 2.0
Ambienti commerciali:
sopra la zona occupata
4.0
entro la zona occupata, lontano da
3.5
posti a sedere
1.5
entro la zona occupata, vicino ai posti
a sedere
Griglie di transito
Pressione statica a monte di 60 Pa 1.5
Pressione statica a monte di 12.5 Pa 2.0
Pressione statica a monte di 25.0 Pa 2.5
Tabella 2: Velocità massima dell’aria (m/s) attraverso le griglie di ripresa e di transito.
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3. Dimensionamento dei ventilatori
Calcolo delle perdite di carico totali
Per dimensionare il ventilatore occorre calcolare le perdite di carico dell’interno percorso
compiuto dall’aria per essere immessa nell’ambiente interno da condizionare, in particolare:
o perdita di carico complessiva calcolata sul tratto più sfavorito sommando perdite di carico
distribuite e concentrate;
o perdita di carico all’interno dell’UTA;
o perdite di carico in corrispondenza dei diffusori.
Le perdite di carico complessive del circuito più sfavorito P, misurate in Pascal, si calcolano
pertanto seconda la seguente formula:
P = Pd + Pc + Pdif f + PUTA
Dove:
o P = perdita di carico totale del circuito più sfavorito (Pa);
o Pd = perdite di carico distribuite;
o Pc = perdite di carico concentrate;
o Pdiff = perdite di carico dovute ai diffusori;
o PUTA = perdite di carico nell’unità di trattamento aria.
La perdita di carico distribuita Pd si calcola diversamente a seconda del metodo di
dimensionamento adottato per il circuito. Di seguito le tre metodologie adottate per valutare la
perdita di carica distribuita.
Metodo a perdita di carico costante: si moltiplica la lunghezza del circuito più sfavorito (L)
per il valore costante che è stato assegnato alla perdita di carico continua unitaria Pd,unit:
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ΔPd = L ΔPd,unit (Pa)
Metodo a riduzione di velocità: si sommano le perdite di carico continue che competono
ai singoli tratti del circuito più gravoso, Pd,i, considerando che Pd,i, per il tratto i-esimo, è pari al
prodotto della lunghezza Li del tronco considerato per la perdita di carico unitaria ricavata per
esso Pd,unit-i:
n
Pd = Pd,unit − i L i
i =1
Metodo a recupero di pressione statica: poiché nei tratti successivi alla prima derivazione le
perdite di carico sono compensate dall’aumento della pressione statica, la perdita di carico
distribuita Pd lungo il circuito più sfavorito è solo quella che si genera nel tratto compreso tra il
ventilatore e la prima diramazione.
Pertanto Pd si calcola moltiplicando la lunghezza di tale tratto (Liniz)per il valore della
perdita unitaria ad esso relativa:
ΔPd = Liniz ΔPd,unit (Pa)
Le perdite di carico concentrate Pc, si calcolano mediante la seguente relazione:
n v 2j
Pc = j
j =1 2
Dove:
n = numero di discontinuità;
j = coeff. delle perdite localizzate della j-esima discontinuità (Coef. Darcy);
= densità dell’aria in condizioni standard (kg/m3);
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vj = velocità dell’aria nella j-esima discontinuità (m/s).
Le figure 2 e 3 mostrano valori tipici di nei canali circolari e nei canali rettangolari.
Figura 2: Valori di nei canali circolari.
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Figura 3: Valori di nei canali rettangolari.
Le perdite di carico localizzate Pdiff che si verificano in corrispondenza dei diffusori sono
fornite dai costruttori nelle schede tecniche.
Le perdite di carico concentrate PUTA sono quelle che si verificano all’interno dell’UTA; per
queste perdite di carico sono di solito forniti dei valori per la singola sezione dell’UTA attraversata
dall’aria.
Generalmente questi valori sono molto elevati e si possono trovare nelle schede tecniche
fornite dagli stessi costruttori dei componenti.
La tabella 3 mostra alcuni valori tipici delle perdite di carico nelle sezioni dell’UTA, mentre le
figure 4 e 5 la curva caratteristica di un ventilatore ed un’immagine della sezione dell’UTA in cui è
posizionato il ventilatore.
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DISCONTINUITA’ CADUTA DI PRESSIONE (Pa)
CAMERA DI MISCELA 20 Pa
FILTRI PIANI 60 Pa
FILTRI AD ANGOLO 40 Pa
FILTRI A RULLO 50 Pa
FILTRI A TASCHE 80 Pa
SEZIONE UMIDIFICANTE 20 Pa
SEPARATORE DI GOCCE 30 Pa
FILTRI ASSOLUTI 500 Pa
BATTERIE DI RISCALDAMENTO 25 Pa per rango
70 Pa (2 ranghi)
80 Pa (3 ranghi)
BATTERIE DI RAFFREDDAMENTO
100 Pa (4 ranghi)
140 Pa (6 ranghi)
Tabella 3: Perdite di carico tipiche nelle sezioni dell’UTA.
Figura 4: Curva caratteristica di un ventilatore.
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Figura 5: Ventilatore all’interno di un’UTA.
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Bibliografia
• Cinzia Buratti, “Impianti di climatizzazione e condizionamento” – Seconda
Edizione (Settembre 2015), Morlacchi Editore.
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