L'IMMAGINE DELL'AQUILA E LA SCALA
CELESTE
Il volto, gli occhi, il sorriso della sua guida celeste, Beatrice, erano infatti dive nuti ancora più
splendenti, e nuove luci si movevano ora intorno a Dante. Quelle luci si riunivano tutte a
formare successivamente varie lettere. Prima una «D» poi una «I» poi ancora una «L»... e
infine la successione delle lettere formò una frase di senso compiuto.....
«DILIGITE IUSTITIAM QUI IUDICATIS TERRAM»
cioè
«AMATE LA GIUSTIZIA VOI CHE GIUDICATE SULLA TERRA».
Dante contemplava stupefatto. Tutte quelle luci insieme formavano la figura di un'aquila
che cominciò a parlare......
O fiori dell'eterna Le menti umane
gioia.....vi prego, non possono
sciogliete un dubbio penetrare e
che da tanto tempo comprendere la
alberga nella mia giustizia di Dio,
mente. che è sempre
Voi che contemplando grandissimo!
Dio conoscete la
giustizia con cui Sappi che tutti
governa tutto gli spiriti eletti
l'universo, e premia e alla beatitudine
punisce le azioni degli Divina
uomini....ditemi... credevano in
perché chi è nato nei Cristo, anche
paesi lontani dove è prima che
ancora sconosciuto il venisse sulla
nome di Cristo, o chi terra, anche
è nato prima della sua lontano dai
nascita... paesi
non può ricevere il cristiani..!!
premio della
beatitudine celeste,
pur avendolo meritato
con le sue opere?
Così finì di parlare l'immagine dell'aquila, e Dante girò lo sguardo verso Beatrice che disse -
Siamo saliti al cielo di Saturno.......osserva quello che ora ti apparirà.
Una immensa scala si perdeva su verso
l'alto, dove gli occhi non potevano
arrivare, e lungo quella scala
scendevano migliaia di luci.
Una si fermò vicino a Dante, il quale
domandò...
- Chi sei? -
- Ero Pietro Damiano, e ho voluto
essere chiamato Pietro peccatore. Ero
già vecchio quando il papa mi fece
cardinale. Oh come son mutati i
tempi!...
Oggi i pastori della chiesa sono grassi
e ricchi, hanno bisogno di chi li regge
per montare a cavallo, e portano
ricchi e ampi mantelli che ricoprono
anche le cavalcature....... così sono due
le bestie che vanno sotto un solo
manto.
Oh pazienza divina che tanto
sopporti!
Mentre Pietro Damiano così parlava, una miriade di luci erano discese lungo la scala celeste e,
alla fine, emisero tutte insieme un grido così possente che Dante si impaurì e si volse quasi
tremando a Beatrice in cerca di aiuto.
-Dimentichi forse che tu sei in cielo - gli disse - e che tutto quello che succede è santo?
Guarda questi nuovi spiriti che ci circondano.
Più di cento spiriti lucenti si
erano raccolti intorno a Dante, e
tutti insieme, all’improvviso, come
un turbine di luce, disparvero
nell'alto. Quindi Beatrice disse allora
a Dante di seguirli, e andare su anche
lui per la scala che si perdeva nella
luminosità dell'Empireo. Dante
allora salì la scala, attratto dalla forza
dell'amore che regna in tutto il
Paradiso.
- Guarda giù - gli disse Beatrice -
guarda quanto ti sei salito dal
momento in cui hai staccato i piedi
dalla terra! -
E Dante guardò, e vide sotto di sé i
sette cieli per i quali era già salito, e
giù, in basso, il nostro mondo, come
una cosa piccola e misera. Tutto
poteva distinguere....... i monti, i mari,
i fiumi. Provò pena e disprezzo per gli
uomini che su quel granello di sabbia si
odiavano e si uccidevano, invece di
amarsi e di volgere l'animo a Dio.