IL MURO DI FUOCO
Dalla costa del monte uscivano alte e rosse fiamme, che invadevano tutto il settimo cammino, così
bisognava camminare tenendosi molto vicino alla parete di roccia.
- Tieni bene aperti gli occhi - disse Virgilio a Dante - e attento a non mettere il piede nel
posto sbagliato.
I tre poeti camminavano in fila indiana. Dopo un po' udirono cantare tra il muro di fiamme e videro
delle anime muoversi. Attratto dal canto, Dante teneva un occhio alla strada e un altro agli spiriti che
apparivano e sparivano nel fuoco.
E, avendo notato come il corpo di Dante facesse ombra, mormoravano fra loro.
Ma quello sembra una persona viva... O tu
che cammini dietro agli altri, dimmi
come fai ombra al sole.
O anime beate .......la morte non mi ha
ancora privato del mio corpo, e per grazia
divina io vado su per questo monte con la
carne con cui sono nato........Ma voi, ditemi,
chi siete?
Noi eravamo tutti peccatori carnali, e
come giù nel mondo siamo stati arsi dal
piacere dei sensi, così qui ci purifichiamo
nel fuoco....
Era stato il più bravo e delicato poeta della
scuola detta «Nuovo Stile», alla quale
apparteneva anche Dante. Sentendo quel nome,
si sarebbe slanciato verso colui che gli
parlava.... ma le fiamme lo paralizzavano.
Così continuò a parlare con quel poeta
sempre caro camminando sul limite della
cornice.
Di colpo gli apparve dinanzi un angelo. - O anime che volete salire - disse quel ministro divino -
entrate anche voi nel fuoco purificatore!
Tale invito, che era un ordine, atterrì Dante. Entrare in quelle terribili fiamme?... Come avrebbe
potuto? Restava immobile, muto, le mani giunte come per implorare pietà.
- Figliuolo - lo confortò Virgilio - in questo luogo santo può esserci tormento, ma non
morte. Non temere, dunque. Ricordati quanti brutti passi abbiamo superato visitando
l'Inferno. Fidati di me, se ti dico di non aver paura...
Ma Dante, fissando con orrore le fiamme, non era capace di avanzare un solo passo, restando
sordo alle repliche del suo maestro.
-Pensa-riprese Virgilio con parole più convincenti-che fra te e Beatrice c'è questo muro di
fuoco..... Non vorresti tu passarlo per poterla finalmente vedere ?
Allora, al nome di Beatrice, un improvviso coraggio aiutò Dante che passò dall’altra parte.
Virgilio, precedendolo, continuava a incoraggiarlo, e un canto che si udiva più avanti lo attirava
nonostante il tormento delle fiamme.
- Venite, o benedetti! - li invitò un angelo, indirizzandoli verso l'ultima scala.
La salita del sacro monte del Purgatorio ora ormai compiuta. Dante era giunto all'ultima meta
di quel viaggio, al Paradiso terrestre, che si trovava appunto sulla sommità della montagna. E si
avvicinava il momento di salutare Virgilio e incontrare Beatrice.
- Il tuo desiderio di felicità, nella pace di Dio, sta per compiersi - gli disse Virgilio - hai
visto le pene eterne dei dannati, giù nel tenebroso Inferno, e quelle degli spiriti già sicuri di
salire al cielo, su per questa luminosa montagna. Ormai non hai più bisogno della mia guida.
Vedi l'erba, i fiori, gli alberi pieni di foglie del Paradiso terrestre: va pure senza aspettare la
mia parola......... .........sei libero, ora, di fare quel che vuoi e come vuoi. Vai...