Italiano
UGO FOSCOLO: IDEE DI BASE E POETICA
1 Il Materialismo e il Nulla Eterno: Influenzato dall'Illuminismo, Foscolo ha una visione
materialistica della realtà. L'uomo è fatto di materia e, con la morte, si dissolve completamente
nel "nulla eterno". Non crede in un'aldilà religioso.
2 La Religione delle Illusioni: Se tutto finisce con la morte, la vita rischia di perdere senso. Per
superare questo dramma, Foscolo teorizza le "illusioni": valori ideali (l'amore, la patria, la poesia,
la gloria, il ricordo dei propri cari) che, pur essendo astratti, danno un significato profondo
all'esistenza umana.
3 Il Neoclassicismo e il Romanticismo: Foscolo unisce la forma e l'aspirazione alla bellezza del
Neoclassicismo con l'intensità delle passioni, il tormento interiore e l'impegno politico tipici del
Romanticismo.
4 La Poesia Eternatrice: La poesia ha una funzione sacra: è l'unica forza capace di vincere il
tempo e la morte, rendendo immortali le imprese degli uomini grandi e i sentimenti più nobili.
ANALISI DEI BRANI E DELLE OPERE
1. Introduzione (Contesto e Poetica dei Sonetti)
I sonetti di Foscolo (A Zacinto, Alla sera, In morte del fratello Giovanni) uniscono una struttura
metrica classica e rigorosa a contenuti fortemente autobiografici e pre-romantici. I temi ricorrenti
in questa produzione sono l'esilio (visto come una condanna storica e personale), lo
sradicamento affettivo, la morte come porto di quiete e la ricerca di un legame eterno con la
propria terra e i propri cari attraverso la memoria.
2. Le ultime lettere di Jacopo Ortis
Contenuto: È il primo romanzo epistolare della letteratura italiana. Il protagonista, Jacopo Ortis,
è un giovane patriota che, dopo il Trattato di Campoformio (con cui Napoleone cede Venezia agli
austriaci), si ritrova profondamente deluso e senza patria. Si rifugia sui Colli Euganei, dove si
innamora di Teresa, la quale però è già promessa sposa a un uomo mediocre, Odoardo, per
ragioni economiche. Schiacciato dal doppio fallimento – quello politico (la patria perduta) e
quello amoroso (l'amore impossibile) – Jacopo decide di suicidarsi.
Temi principali: * La delusione storica e politica: Il crollo del mito di Napoleone "liberatore".
Il conflitto tra ideale e reale: L'impossibilità di vivere in un mondo che calpesta i valori più nobili.
Il suicidio: Non visto come un atto di viltà, ma come l'estrema ed eroica affermazione di libertà e
di rifiuto del compromesso.
3. A Zacinto
Contenuto: Un sonetto lirico e nostalgico dedicato a Zante (l'antica Zacinto), l'isola del Mar Ionio
dove il poeta è nato. Foscolo canta la bellezza della sua terra natale, bagnata dalle acque da cui
nacque la dea Venere, e paragona il proprio destino di esule a quello di Ulisse. C'è però una
differenza tragica: Ulisse riuscì a tornare alla sua Itaca, mentre Foscolo sa che non toccherà mai
più la sua terra e che riceverà una "unlacrimata sepoltura" (una tomba su cui nessuno potrà
piangere).
Temi principali:
L'esilio: La condizione dolorosa di essere strappato alle proprie radici.
Il mito classico: La figura di Ulisse e la nascita di Venere (simbolo di bellezza e armonia).
La tomba illacrimata: La paura di morire lontano da casa, privato del conforto del pianto dei
propri cari.
4. Alla sera
Contenuto: In questo sonetto, Foscolo si rivolge alla sera, considerandola l'immagine della "fatal
quiete", ovvero della morte. Il sopraggiungere della sera porta con sé la fine delle attività
quotidiane e placa i tormenti del poeta. Guardando la sera, il tempo scorre via e con esso si
dissolvono le preoccupazioni e la "ruggine" generata dalle lotte quotidiane, permettendo allo
spirito del poeta di trovare una pace temporanea.
Temi principali:
La Sera come metafora della Morte: La morte non è vista con terrore, ma come un momento di
pace e di totale annullamento delle sofferenze terrene (concetto materialista del "nulla eterno").
Lo scontro con la realtà: Lo "spirito guerrier" del poeta, costantemente in lotta con un'epoca
storica deludente e ostile.
5. I sepolcri (Dei sepolcri)
Contenuto: È un carme (un lungo componimento in versi sciolti) nato come risposta all'Editto di
Saint-Cloud di Napoleone, che imponeva di seppellire i morti fuori dalle mura cittadine e in tombe
tutte uguali per motivi igienici ed egualitari. Foscolo inizialmente concorda dal punto di vista
materialista (la morte distrugge tutto), ma poi ribalta la tesi: la tomba ha un valore immenso per i
vivi. Il carme si divide in quattro parti: l'utilità delle tombe per gli affetti privati; il valore civile e
politico delle tombe dei grandi (come in Santa Croce a Firenze); la storia del culto dei morti; e
infine la celebrazione della poesia che, come nel mito di Troia cantato da Omero, rende eterni gli
sconfitti e i vincitori.
Temi principali:
La corrispondenza d'amorosi sensi: La tomba permette un dialogo ideale che continua tra i vivi e
i morti attraverso il ricordo.
Il valore civile e politico: Le tombe dei grandi uomini (come Machiavelli, Michelangelo, Galileo)
devono ispirare le nuove generazioni a compiere grandi azioni e a lottare per la libertà della
patria.
La funzione eternatrice della poesia: Quando il tempo distruggerà persino le tombe di marmo,
sarà la poesia a conservare la memoria eterna degli eroi e della storia.
6. In morte del fratello Giovanni (Morte del fratello Giovanni)
Contenuto: Sonetto scritto in memoria del fratello minore Giovanni, morto suicida a Venezia
(probabilmente per debiti di gioco o disperazione esistenziale). Il poeta, anch'esso in esilio,
immagina di potersi un giorno sedere sulla sua tomba per piangere la giovinezza spezzata.
Descrive il dolore della madre, rimasta sola, che parla del figlio lontano (Foscolo) al corpo del
figlio morto. Il poeta comprende intimamente il gesto del fratello, sentendosi accomunato a lui
dallo stesso tormento, e spera che, se non potrà tornare in patria da vivo, almeno le nazioni
straniere restituiscano le sue spoglie al pianto della madre.
Temi principali:
Il dramma familiare e l'esilio: La dispersione del nucleo familiare a causa delle avversità storiche
e personali.
Il suicidio come tragico destino comune: Il senso di colpa e la profonda empatia verso il fratello.
La tomba come centro degli affetti: Il desiderio che la propria morte possa ricongiungerlo,
almeno idealmente, alla madre e alla terra natale.
Consiglio per l'interrogazione: Mostra sempre come Foscolo usi la bellezza della forma classica
per dare un ordine e un freno alle sue passioni travolgenti, e come la figura della tomba evolva:
da motivo di angoscia nei sonetti (paura della tomba senza pianto) a monumento di riscatto civile
e storico nei Sepolcri.
ALESSANDRO MANZONI: IDEE DI BASE E POETICA
Per l'interrogazione, tieni a mente i tre pilastri della letteratura manzoniana:
1 Il Vero per oggetto, l'Utile per iscopo, l'Interessante per mezzo: La letteratura non deve
inventare favole disconnesse dalla realtà, ma deve raccontare il vero storico e morale. Deve
essere utile alla società (educare i lettori) e usare argomenti interessanti (vicini all'esperienza
comune) per catturare l'attenzione.
2 La Conversione e la Provvidenza: Dopo la conversione al cattolicesimo (1810), la visione di
Manzoni diventa profondamente cristiana. La storia umana è piena di dolore e ingiustizie, ma è
guidata dalla Divina Provvidenza, un disegno divino che dà senso anche alle sofferenze dei più
deboli.
3 Il Rifiuto delle Unità Aristoteliche: Nel teatro, Manzoni rifiuta le regole classiche di unità di
tempo e di luogo (che costringevano l'azione a svolgersi in 24 ore e in un solo posto), perché le
ritiene artificiali e contrarie al "vero" storico.
ANALISI DEI BRANI E DELLE OPERE
1. Introduzione (Il Romanticismo Cristiano)
L'introduzione a Manzoni serve a spiegare il suo distacco dal Neoclassicismo. Manzoni rifiuta la
mitologia classica e i contenuti puramente decorativi. La sua è una poesia civile, storica e
religiosa, scritta con un linguaggio che cerca di essere il più possibile accessibile, chiaro e
comprensibile alla nascente borghesia italiana.
2. I Promessi Sposi
Contenuto: Ambientato nella Lombardia del Seicento sotto la dominazione spagnola, il romanzo
racconta le peripezie di due giovani filatori di seta, Renzo e Lucia, il cui matrimonio viene
impedito dal capriccio del prepotente don Rodrigo. Attraverso fughe, rapimenti (la monaca di
Monza, l'Innominato), la carestia, la guerra e la terribile epidemia di peste del 1630, i due
promessi sposi vengono separati ma riescono infine a ricongiungersi e a sposarsi, grazie alla
conversione dell'Innominato e alla morte di don Rodrigo.
Temi principali:
Il Romanzo dei Nuovi e degli Umili: I protagonisti non sono re o cavalieri, ma persone del popolo.
La Provvidenza: Dio interviene nella storia non eliminando il male, ma aiutando i giusti a
superarlo e a maturare moralmente.
Il Realismo Storico: La peste e la società del '600 sono documentate con estrema precisione
scientifica e storica.
3. Coro dell'Atto III - Adelchi ("Dagli atri muscosi, dai Fori caduti")
Contenuto: Questo coro descrive la situazione del popolo italiano (i "volghi dispersi") durante la
guerra tra i Longobardi (i dominatori attuali) e i Franchi di Carlo Magno (chiamati dal Papa). Gli
italiani, schiavi senza nome, sperano che i Franchi arrivino come "liberatori". Manzoni interviene
direttamente per ammonirli: i Franchi non sono venuti a liberarli, ma solo a sostituirsi ai
Longobardi come nuovi padroni. I due popoli oppressori faranno la pace spartendosi le terre,
lasciando gli italiani nella stessa miseria.
Temi principali:
Il Riscatto Nazionale: Un chiaro messaggio ai contemporanei del Risorgimento: l'Italia deve
liberarsi da sola, senza sperare nell'aiuto delle potenze straniere (Francia o Austria).
La Storia degli Invisibili: Il focus è sulla massa anonima dei vinti, calpestata dai grandi della terra.
4. Coro dell'Atto IV - Adelchi (La morte di Ermengarda)
Contenuto: Ermengarda, figlia del re longobardo Desiderio e ripudiata dal marito Carlo Magno,
muore di dolore nel monastero di San Salvatore a Brescia. Il coro descrive la sua agonia e il suo
tormento amoroso. Manzoni colloca la sua sofferenza in una dimensione provvidenziale:
Ermengarda, appartenente a una stirpe di oppressori (i Longobardi), attraverso il dolore viene
purificata e inserita tra i "vinti". La sofferenza le permette di morire santa e di essere accolta da
Dio.
Temi principali:
La Provvida Sventura: La sofferenza terrena non è una condanna ingiusta, ma un dono divino
(provvidenziale) che riscatta l'anima e la purifica dalle colpe.
Il Conflitto Interiore: Il contrasto tra il desiderio di dimenticare il marito e l'amore terreno che
ancora la stringe sul letto di morte.
5. Il Cinque Maggio
Contenuto: È un'ode civile scritta di getto alla notizia della morte di Napoleone Bonaparte in
esilio a Sant'Elena (avvenuta il 5 maggio 1821). Manzoni non vuole fare l'elogio politico del
conquistatore, ma riflettere sulla sua parabola umana. Descrive la grandezza fulminea delle sue
imprese, il crollo improvviso, la solitudine disperata dell'esilio e, infine, il soccorso della Fede
cristiana, che scende dal cielo per raccogliere il grande uomo e portarlo a una gloria eterna,
infinitamente superiore a quella terrena.
Temi principali:
La Fragilità della Gloria Terrena: Davanti all'eternità, le conquiste militari e il potere politico
svaniscono.
La Grazia e il Perdono: Dio si manifesta sulla spiaggia deserta di Sant'Elena per salvare l'anima
di un uomo che si credeva un dio in terra.
6. Le Resurrezione / Le Inni Sacri (In particolare: Pentecoste)
Contenuto: La Pentecoste fa parte del progetto degli Inni Sacri, volti a celebrare le festività della
Chiesa cattolica. Questo testo celebra la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, evento che
segna la nascita della Chiesa universale. Lo Spirito Santo scende non per i potenti, ma per
consolare gli afflitti, i poveri e gli schiavi, portando un messaggio di uguaglianza, libertà e
fratellanza spirituale a tutta l'umanità.
Temi principali:
La Chiesa come Comunità dei Fedeli: Un'istituzione che abbatte le barriere sociali e unisce i
popoli.
Democrazia Cristiana: L'uguaglianza di tutti gli uomini davanti a Dio, un valore religioso che
diventa anche un forte messaggio sociale.
7. Lettera a Monsieur Chauvet (Lettre à M. Chauvet sur l'unité de temps et de lieu dans la
tragédie)
Contenuto: Scritta in francese nel 1820 per rispondere alle critiche del classicista Chauvet, in
questa lettera Manzoni difende la sua scelta di non rispettare le unità aristoteliche di tempo e di
luogo nell' Il Conte di Carmagnola. Manzoni spiega che costringere i fatti storici dentro i limiti
artificiali delle 24 ore distorce il "vero" e falsifica la psicologia dei personaggi.
Temi principali:
Il Vero Storico vs l'Invenzione: La storia fornisce già drammi perfetti; il compito del poeta non è
inventare i fatti, ma indagare i sentimenti profondi, i pensieri e i motivi psicologici che hanno
spinto i personaggi storici ad agire.
8. Lettera sul Romanticismo (Lettera al Marchese Cesare d'Azeglio)
Contenuto: Scritta nel 1823, è il vero manifesto del Romanticismo italiano. Manzoni sintetizza i
punti deboli del Classicismo (l'uso sterile della mitologia, l'imitazione pedante degli antichi) e
definisce gli scopi della nuova letteratura romantica.
Temi principali:
La celebre formula della poetica manzoniana: «Il sistema romantico [...] si propone: il vero per
oggetto, l'utile per iscopo, l'interessante per mezzo». La poesia deve essere ancorata alla realtà
(vero), deve avere un fine morale ed educativo (utile) e deve trattare argomenti attuali e
comprensibili (interessante).
Consiglio per l'interrogazione: Crea un parallelismo con Foscolo se il professore te lo chiede.
Mentre Foscolo cerca il riscatto dalla morte attraverso le "illusioni" umane (la poesia, la tomba),
Manzoni trova la risposta al dolore del mondo solo nella Fede cristiana e nella storia reale,
rifiutando i miti ideali per concentrarsi sulla vita degli umili.
Fermo e Lucia vs Promessi sposi:
Fermo e Lucia è la prima minuta (la prima bozza) del romanzo, scritta tra il 1821 e il 1823 ma mai
pubblicata dall'autore.
Renzo e Lucia (che diventerà poi il titolo definitivo I Promessi Sposi) rappresenta la
rielaborazione dell'opera, pubblicata prima nel 1827 (la "ventisettana") e poi nella versione
definitiva del 1840 (la "quarantana").
Le differenze principali si possono dividere in tre grandi categorie: la lingua, i personaggi e la
struttura della narrazione.
1. La lingua e lo stile
Fermo e Lucia: La lingua è un "composto indigesto" (definizione dello stesso Manzoni). È un mix
sperimentale di italiano letterario, espressioni lombarde, francesismi e latinismi. Il tono è spesso
aspro, saggistico e polemico.
Renzo e Lucia: Manzoni attua la celebre "risciacquatura dei panni in Arno". Sceglie come lingua il
fiorentino parlato dalle persone colte, creando una lingua agile, omogenea, limpida e accessibile
a tutti, che getterà le basi per l'italiano moderno.
2. I nomi e la psicologia dei personaggi
Nel passaggio alla versione definitiva, Manzoni cambia i nomi e attenua i toni troppo netti o i
contrasti eccessivi, rendendo i personaggi psicologicamente più complessi e umani:
Il protagonista maschile: Passa da Fermo Spolino a Renzo Tramaglino. Fermo è un personaggio
più impulsivo, a tratti rozzo e incline alla protesta violenta. Renzo, pur mantenendo la sua
impulsività, è più ingenuo, buono e guidato da una profonda bussola morale.
L'Innominato: Nel Fermo e Lucia si chiama Il Conte del Sagrato. È un criminale sadico, la cui
malvagità viene descritta con tinte gotiche, macabre e quasi mostruose. Nei Promessi Sposi
diventa l'Innominato: un uomo potente e tormentato da una profonda crisi esistenziale ben prima
dell'incontro con Lucia. La sua conversione risulta così molto più psicologica e credibile.
La Monaca di Monza: Nella prima bozza si chiama Gertrude (come nel testo finale), ma la sua
storia di peccato e il legame con l'amante (l'Egidio dei Promessi Sposi) occupano moltissimo
spazio, con dettagli scandalistici e il racconto di un brutale omicidio. Nei Promessi Sposi,
Manzoni taglia le scene più morbose e riassume la colpa della monaca con la celeberrima e
potentissima frase ellittica: «La sventurata rispose».
3. La struttura e il tono del romanzo
Fermo e Lucia: Ha una struttura a blocchi separati. Le digressioni storiche o le storie dei
personaggi secondari (come Gertrude) sono dei veri e propri "romanzi nel romanzo" che
interrompono bruscamente la trama principale. Il tono generale è cupo, pessimista, e prevale una
forte sdegno moralistico contro le ingiustizie del Seicento.
Renzo e Lucia: La narrazione diventa fluida e armoniosa. Le vicende storiche (la peste, la
carestia) e le storie personali si intrecciano perfettamente con i viaggi dei due protagonisti. Lo
sdegno cede il passo all'ironia manzoniana, uno strumento che l'autore usa per guardare alle
debolezze umane con distacco critico ma anche con profonda compassione cristiana.i e