PABLO PICASSO
Pablo Picasso (Malaga 1881 - Mougins 1973) è considerato il più grande artista del
Novecento e uno dei più importanti di sempre. Aveva un talento straordinario e una grande
versatilità: non si limitava alla pittura tradizionale, ma sperimentava tecniche nuove come il
collage, la scultura, la ceramica, la grafica, la stampa e la scenografia. La sua carriera è
segnata da un costante desiderio di superarsi. Non si è mai fermato a uno stile, ma ha
attraversato diverse correnti artistiche, vivendo ogni esperienza in profondità. La sua
produzione è vastissima e non si può racchiudere in uno stile solo. Picasso ha rivoluzionato
l’arte, aprendo nuove strade espressive, come fecero Giotto o Michelangelo nel loro tempo.
Alcune caratteristiche fondamentali del suo stile sono: -chiarezza ed equilibrio nelle
composizioni -forme e volumi solidi -grande senso del colore -potenza espressiva e
immediatezza dell'immagine
Vita. Nasce a Malaga, in Andalusia, il 25 ottobre 1881. Fin da piccolo viene educato all’arte
dal padre, pittore e insegnante. Studia alla scuola di Belle Arti di La Coruña e poi
all’Accademia di [Link] 1896 inizia a dipingere quadri realistici, spesso a tema
religioso. Verso il 1899 comincia a sperimentare, ispirato dal Modernismo catalano (come
Gaudí) e dal Postimpressionismo francese. Tra il 1900 e il 1901 si reca spesso a Parigi: qui
nasce il Periodo blu (1901-1904), caratterizzato da opere malinconiche e temi legati alla
solitudine e all’[Link] il 1904 e il 1906 inizia il Periodo rosa, più sereno e dai
toni caldi, con soggetti come acrobati e arlecchini. Dopo un viaggio a Gosol e l’incontro
con Matisse e l’arte africana, affronta una crisi personale che lo spinge verso il Cubismo.
Nel 1907 dipinge Les Demoiselles d’Avignon, opera rivoluzionaria. Con Georges Braque
sviluppa il Cubismo, partendo dal protocubismo, poi passando al cubismo analitico e infine
al cubismo sintetico, in cui usa anche il [Link] il 1917 e il 1924 vive il Periodo classico,
con opere più equilibrate e ispirate all’arte antica. Lavora anche nel teatro come
scenografo. Dal 1925 al 1937 attraversa l'età dei mostri, periodo in cui l’arte diventa più
espressiva e legata al suo impegno [Link] 1937 si avvicina al Surrealismo e realizza
Guernica, opera simbolo contro la guerra. Negli anni successivi è molto attivo: lavora alla
grafica, alla ceramica, alla scultura e realizza opere ispirate ai grandi maestri del passato. Si
dedica anche al tema del pittore e della modella. Muore a Parigi il 25 ottobre 1973, a 91
anni.
DEMOISELLES D'AVIGNON - olio su tela - 2,33 x 2,43 - MOMA, New York.
Il dipinto di Picasso, una delle prime opere del Cubismo, fu dipinto tra il 1906 e il 1907 a
Parigi. È collocato presso il Museo di Arte Moderna di New York, ed è considerato da tutti
gli esperti d'arte, come uno dei più importanti dipinti di tutto il XX secolo.
TECNICA. Picasso usa la tecnica a olio con libertà. Con il pennello traccia il disegno di
base, realizza campiture uniformi, sovrappone tratteggi, ridisegna parzialmente i contorni
delle figure.I colori sono stemperati sulla tavolozza o impastati direttamente sulla tela.
In base ai numerosi studi che ci sono rimasti, alle analisi condotte con l'uso di raggi X e alle
testimonianze dei contemporanei, sappiamo che è stato più volte rielaborato e ridipinto,
perché l'artista, affascinato da Cézanne e dalla scultura africana, provava e riprovava sulla
medesima tela le nuove idee che stava maturando (oggi lo chiameremmo "work in
progress").Il quadro non rappresenta perciò un risultato definitivo: a un certo punto Picasso
semplicemente smette di lavorarci e lo lascia nel suo studio per molti anni fino a quando, nel
1920, viene acquistato da un collezionista francese.
ICONOGRAFIA. Il dipinto di Picasso, una delle prime opere del Cubismo, si riferisce a una
delle più famose case di appuntamento di Barcellona, situata in via Avignone, e raffigura
cinque giovani donne nude: quattro apparentemente in piedi, poste di fronte, di tre quarti e
di profilo, e una seduta. Originariamente il quadro doveva intitolarsi Le bordel d'Avignon
e, in una prima stesura, erano previste anche due figure maschili, uno studente con un
pacchetto sotto il braccio e un uomo seduto al centro con un teschio in mano, poi scomparse
nelle modifiche successive.È rimasta la tenda rossa aperta come un sipario dalla figura
posta sulla sinistra. La composizione del gruppo è influenzata dalle opere di Cézanne, del
quale fu aperta una retrospettiva nel 1907 a Parigi, e in particolare dal quadro "Cinque
bagnanti" del [Link] delle donne ha un diverso atteggiamento, alcune indossano un
drappo, un velo, un lenzuolo. Le figure centrali sono rimaste simili ai primi schizzi, i loro
volti spagnoleggianti appaiono disegnati con estrema chiarezza, benché stilizzati. La
compresenza di occhi frontali e nasi di profilo, soprattutto nella figura a sinistra, richiama i
canoni rappresentativi dell'antico [Link] utilizza anche modelli iconografici classici e
rinascimentali: la figura centrale riprende la posa della Venere di Milo, con la gamba nuda
protesa in avanti e le spalle inclinate a completare l'[Link] altro riferimento è allo
"Schiavo morente" di. Michelangelo. Le donne con braccia dietro la testa e la presenza, in
primo piano, di una donna di schiena ricordano anche "Il bagno turco" e "La sorgente" di
Ingres. Le due figure a destra sono influenzate dall'incontro dell'artista con la scultura
africana. Il pittore fu conquistato dal carattere razionale di tale scultura, dal suo esprimere
mediante convenzioni figurative concetti spirituali pregnanti. L'arte africana parve dunque
come un'arte della mente e non degli occhi: come il cubismo essa esprime ciò che sa, non
ciò che appare ai [Link] riprende dal alcune maschere africane anche la
scarificazione del legno con tratteggi obliqui sui [Link] primi schizzi era già presente la
frutta in primo piano, un piccolo frammento di natura morta posto su un tavolino che
prosegue verso lo spettatore. La natura morta era un tema molto congeniale ai cubisti
perché permetteva di ridurre a forme geometriche semplici gli oggetti rappresentati, secondo
la lezione di Cé[Link] sono rappresentati una mela (storicamente simbolo del peccato),
una pera, un grappolo d'uva (simbolo di immortalità) e una fetta d'[Link] ultimo
elemento iconograficamente rilevante è la tenda rossa: unico residuo, insieme al tavolino in
primo piano, di un ambientazione tridimensionale è uno stratagemma pittorico di vecchia
data che, nei secoli, è servito per dare maestosità, teatralità o intimità ad una scena di
interni.
STILE. Lo stile pittorico è quello cubista, anche se il cubismo doveva ancora nascere. Si
può parlare, quindi, di protocubismo dato che gli elementi tipici dello stile che nacque nel
1908 ci sono già tutti: rappresentazione delle cose come sono e non come le si vedono
(concettualità); -fusione di più vedute simultanee da diversi punti di vista (dimensione
tempo); -disintegrazione della distinzione tra figura e sfondo e annullamento della profondità
prospettica; -geometrizzazione delle figure; -influenza dell'arte africana e primitiva; -influenza
dello stile di Paul Cézanne.
LINGUAGGIO. La linea è più che un contorno: spesso dipinta sopra le campiture
costruisce i volumi e rende solido lo spazio.I colori utilizzati sono essenzialmente
l'arancione e l'azzurro. Essendo complementari si rafforzano a vicenda apparendo più
corposi e [Link] "spazio" inteso tradizionalmente come il vuoto entro cui stanno le
figure non esiste più: esiste uno spazio solido che si incunea tra le figure e a tratti si fonde
con [Link] composizione ha un asse centrale verso cui convergono le membra delle
donne.
GUERNICA 1937,tempera su tela - 3,5 x 7,82 m - Madrid, Museo Nacional Reina Sofia.
È l'opera che meglio di ogni altra testimonia la partecipazione appassionata di Picasso alla
sofferenza umana e il suo furente giudizio morale sulla violenza sanguinaria. La grande tela
fu ispirata al tragico bombardamento (26/4/'37) dell'omonima cittadina basca durante la
guerra civile spagnola (1936-1939) ad opera dell'aviazione nazi-fascista. Come Goya
nella "Fucilazione del 3 maggio 1808" anche Picasso si schiera dalla parte degli oppressi.
Sei giorni dopo il bombardamento di Guernica Picasso iniziò a lavorare sul murale per il
padiglione spagnolo della Mostra Internazionale di Parigi, prevista per l'estate del 1937.
Picasso aveva accettato la commissione del Governo spagnolo ma nessun argomento era
stato deciso. I bombardamenti in aprile gli fornirono lo spunto. Il pittore, in appena un mese e
mezzo, spinto quasi da furore creativo, realizzò una cinquantina tra schizzi e bozzetti.
TECNICA. La tecnica, olio su tela, stavolta non è un work in progress in quanto
Picasso aveva una scadenza da rispettare e lavorò in modo febbrile completando in due
mesi l'opera e terminando il 4 giugno 1937. Il lavoro di Picasso è documentato da una serie
eccezionale di fotografie scattate dalla sua compagna Dora Maar, che seguono tutti i
mutamenti del progetto fino alla redazione finale. Gli elementi della composizione,sono
studiati singolarmente e poi assemblati.
ICONOGRAFIA. La scena si svolge al buio in uno spazio aperto, la piazza della città
circondata da edifici in fiamme e presenta diversi elementi concatenati:
Toro, donna e bambino morto, Cavallo e lampada, Combattente caduto (a sinistra), Braccio
del combattente, Donna in fuga, Testa del cavallo, Donna con la lampada, Donna
caduta,Particolare del fiore.
Picasso, nel dipingere ogni figura reinterpreta opere del passato come l'Incendio di Borgo
di Raffaello, la Strage degli innocenti di Guido Reni e La fucilazione del 3 maggio 1808 di
Goya, e, secondo l'opinione di alcuni studiosi, nella figura del cavallo, denuncerebbe persino
la memoria del Trionfo della morte di Palazzo Sclafani, oggi conservata a Palazzo Abatellis a
Palermo (nel 1917 il pittore aveva fatto un viaggio in Italia, comprendente questa città).
STILE. Lo stile può essere definito ancora cubista, per via della visione simultanea di più
parti dell'oggetto, sebbene il cubismo non fosse un movimento "impegnato" dal punto di vista
politico.I corpi sono scomposti, semplificati, lo spazio deflagra con essi. I dettagli appaiono
disegnati con semplicità infantile in una riscoperta del candore espressivo perduto in secoli
di accademia e raffinatezza artistica.
LINGUAGGIO. Uno degli elementi linguistici più evidenti in Guernica è l'assenza di colore,
l'impiego esclusivo di toni di grigio: solo bianchi gessosi, nero-catrame e
[Link] suppone che tale soluzione sarebbe stata suggerita a Picasso dalle
fotografie in bianco e nero che documentavano l'infame impresa bellica. Non è da escludere.
Ma la scelta dell'artista è legata ad altre ragioni. La varietà dei colori è, nella consuetudine
naturalistica, indizio di vitalità, di contro il non-colore evoca la morte. La composizione,
apparentemente caotica, si appoggia invece sui canoni della tradizione. Come in un
polittico, e organizzata in tre fasce verticali, due laterali più strette, simmetriche,
contenenti a sinistra il toro e a destra la figura con le braccia alzate; le due parti estreme
fanno da quinta a quella centrale, più larga, dove è ammassato il maggior numero di
personaggi. Qui la composizione si organizza su una tradizionale struttura "a frontone":
nei frontoni dei templi greci si illustrava il trionfo della civiltà sulla barbarie, nel "frontone" di
Guernica, ironicamente, è la barbarie trionfatrice sulla civiltà. La luce è artificiale, proviene
solo dal lampadario che domina la scena e si riversa creando un taglio obliquo che
attraversa il quadro. Alla luce della lampada elettrica fa da contrappunto la lampada a
petrolio tenuta in mano da una donna. Lo spazio, dietro è assente, avvolto nel buio. La
scena è contemporaneamente interna (il lampadario è un arredo interno) ed esterna (si
vedono palazzi in fiamme). Questa contemporaneità di visione non è solo cubista, ma vuole
rendere con violento realismo la tragedia del bombardamento che all'improvviso sventra e
demolisce interi palazzi sparpagliando impietosamente all'aperto anche gli oggetti più intimi
di ogni [Link] spazio stesso sembra frantumarsi in schegge che s'incuneano tra figura e
figura. In questo spazio caotico e indifferenziato, uomini, donne e animali fuggono e urlano
come impazziti, sovrapponendosi e compenetrando, accomunati dallo stesso dolore e dalla
stessa violenza.
ICONOLOGIA. Guernica è la visione della morte in atto: il pittore non assiste al fatto con
terrore e pietà, ma è dentro il fatto, non commemora o commisera le vittime, ma è tra le
vittime. All'estrema sinistra una madre lancia al cielo il suo grido straziante mentre stringe
fra le mani il cadavere del figlioletto. A destra le fa eco l'urlo disperato di un altro
personaggio che tende le mani al cielo. Al centro un cavallo ferito, simbolo del popolo
spagnolo, nitrisce dolorosamente protendendo verso l'alto una lingua aguzza come una
scheggia di vetro. Ovunque sono morte e distruzione, sottolineate da un disegno duro e
quasi tagliente. Chi può cerca di fuggire, come la donna che, dall'angolo inferiore destro, si
slancia [Link] toro, all'angolo superiore sinistro, è simbolo di violenza e bestialità.
Un'altra donna si affaccia disperatamente a una finestra reggendo una lampada a petrolio,
un'allusione alla regressione alla quale la guerra inevitabilmente conduce. Al suolo, tra le
macerie, si assiste all'orrore dei cadaveri straziati.A sinistra una mano protesa, con la linea
della vita simbolicamente spezzata in minuti segmenti. Esattamente al centro del dipinto
un'altra mano serra ancora una spada spezzata, sullo sfondo di un fiore intatto: simbolo
della vita e della speranza che, nonostante tutto, avrà comunque la meglio sulla morte e
sulla barbarie.