Che cos'è il clima
Il tempo atmosferico è quello che vediamo ogni giorno (se piove, se c’è vento o se fa
caldo in un preciso momento). Il clima, invece, è la media di questi fenomeni calcolata
su un tempo molto lungo, almeno trent'anni. Per capire il clima di un posto si usano i
"climatogrammi", dei grafici che mostrano quanta pioggia cade e che temperature ci
sono in ogni mese dell’anno.
Da che cosa dipende il clima
Il clima non è uguale ovunque perché dipende da alcuni fattori naturali chiamati fattori
geografici. I più importanti sono:
• La latitudine: quanto un posto è lontano dall'Equatore (più sei vicino, più fa caldo).
• L’altitudine: quanto un posto è in alto (più sali in montagna, più fa freddo).
• La vicinanza al mare: l'acqua del mare trattiene il calore e rende gli inverni meno
gelidi e le estati meno afose.
• Le correnti marine e la vegetazione: anche i grandi movimenti d'acqua negli oceani e
la presenza di foreste possono cambiare la temperatura e l'umidità di una zona.
Il clima, il suolo e la vegetazione
Il clima influenza tantissimo l'ambiente. In base a quanto piove e quanto fa caldo, si
forma un certo tipo di suolo (la terra su cui camminiamo) e cresce una determinata
vegetazione. Il suolo è fatto di rocce sbriciolate, acqua, aria e "humus" (resti di piante
e animali decomposti). Più c'è humus, più la terra è scura e fertile. In base al clima, nel
mondo si formano i biomi, che sono grandi aree con piante e animali specifici (come
la foresta pluviale, il deserto o la savana).
I gruppi climatici nel mondo
Gli scienziati dividono il mondo in 5 grandi gruppi di climi:
[Link] caldi umidi: fa sempre caldo e piove molto (foreste e savane).
[Link] aridi: piove pochissimo e c'è molta differenza di temperatura tra giorno e notte
(deserti).
[Link] temperati: sono i climi più piacevoli, con stagioni ben distinte, come quello
Mediterraneo.
[Link] freddi: gli inverni sono lunghi e nevosi, qui troviamo le grandi foreste di pini
(taiga).
[Link] nivali: fa freddissimo tutto l'anno e il terreno è spesso coperto di ghiaccio o
muschi (tundra).
I climi del territorio italiano
L'Italia, pur essendo un Paese piccolo, ha climi diversi perché è allungata nel mare e
ha molte montagne. Si possono distinguere 6 zone principali:
• Zona alpina: sulle Alpi, con inverni lunghi e freddi e piogge in estate.
• Zona padana: in Pianura Padana, dove fa molto freddo d'inverno e molto caldo
d'estate.
• Zona appenninica: lungo la "spina dorsale" dell'Italia, con un clima che via via
diventa più mite scendendo verso sud.
• Zona tirrenica e zona adriatica: lungo le coste, dove il mare mitiga le temperature,
anche se l'Adriatico è un po' più fresco del Tirreno.
• Zona sud-orientale e delle isole: qui il clima è tipicamente mediterraneo, con estati
molto calde e secche e inverni brevi e piovosi.
La Paleoclimatologia e le oscillazioni del passato
Il clima della Terra è sempre cambiato, anche prima dell'arrivo dell'uomo. La scienza
che studia il clima del passato si chiama Paleoclimatologia. Poiché secoli fa non
c'erano i termometri, gli scienziati usano "indizi" naturali: scavano nel ghiaccio
profondo dell'Antartide per analizzare le bolle d'aria antichissime o studiano i resti di
piccoli organismi marini sui fondali degli oceani. Grazie a questi studi sappiamo che
ci sono state epoche calde e lunghe epoche fredde, chiamate ere glaciali.
Le cause naturali dei cambiamenti
Esistono fenomeni naturali che possono cambiare il clima. Alcuni sono lentissimi,
come i piccoli cambiamenti nel movimento della Terra intorno al Sole (chiamati moti
millenari), che possono causare le glaciazioni. Altri sono più improvvisi, come le
grandi eruzioni vulcaniche: i vulcani liberano così tante polveri nell'aria da creare uno
"scudo" che riflette la luce del Sole, raffreddando temporaneamente la Terra. Anche
l'attività del Sole stesso può variare nel tempo, influenzando le temperature.
Il riscaldamento globale attuale
Dalla metà dell'Ottocento, però, sta succedendo qualcosa di nuovo: la temperatura
della Terra ha iniziato a salire molto velocemente. Questo fenomeno si chiama
riscaldamento globale. Negli ultimi decenni, questo aumento è diventato così rapido
che non ha precedenti negli ultimi mille anni. Gli scienziati hanno notato che questo
riscaldamento coincide esattamente con l'aumento dei gas serra nell'aria.
Le cause umane (cause antropiche)
La causa principale del riscaldamento attuale è l'attività dell'uomo. Bruciando
combustibili fossili (come petrolio, carbone e gas naturale) per le fabbriche, le auto e
il riscaldamento, liberiamo tantissima anidride carbonica (CO_2). Questo gas agisce
come il vetro di una serra: trattiene il calore del Sole vicino alla superficie terrestre.
Anche il disboscamento (tagliare le foreste) peggiora la situazione, perché gli alberi
servirebbero proprio a ripulire l'aria dall'anidride carbonica.
Gli effetti del riscaldamento globale
Il calore eccessivo sta causando molti problemi visibili:
• Ritiro dei ghiacci: i ghiacciai in montagna e quelli ai poli si stanno sciogliendo
rapidamente.
• Innalzamento del livello del mare: sciogliendosi, il ghiaccio finisce nell'oceano e
l'acqua, scaldandosi, aumenta di volume, minacciando di allagare le città sulle coste e
le isole più basse.
• Eventi estremi: aumentano i periodi di forte siccità e, allo stesso tempo, le alluvioni e
gli uragani diventano più violenti.
• Danni alla natura: molte piante e animali non riescono ad adattarsi velocemente al
caldo e rischiano di sparire.
Cosa fare: ridurre le emissioni
Per evitare che il clima peggiori troppo, i governi di tutto il mondo cercano di mettersi
d'accordo, come è successo con il Protocollo di Kyoto o l'Accordo di Parigi.
L'obiettivo è passare alle energie rinnovabili (come il sole e il vento) che non
inquinano e non emettono gas serra. Viene usato il "principio di precauzione": anche
se non conosciamo ogni minimo dettaglio del futuro, dobbiamo agire subito per
proteggere le prossime generazioni.