Eneide: le schede allegate qui su Classroom e fino a pag.
281 (autore,
opere, rapporto con Mecenate, struttura, modelli e trama Eneide; fabula e intreccio; narratore;
stile, mito e storia; l'eroe, i valori, la pietas; la figura e il ruolo di Didone; la discesa agli Inferi e
l'incontro con Anchise La poesia epica : Virgilio e l’ Eneide
> poesia/prosa > testi letterari> funzione poetica (messaggio/come viene detto qualcosa; valore
connotativo)
(no referenziale> referente, emotiva> emittente, persuasiva> destinatario,
fatica> canale, metalinguistica> codice> teoria della comunicazione di Jackobson)
Testi letterari in versi> epica (narrativa, oggettiva); lirica (soggettiva), drammatica (> dal greco
DRAO = fare, agire, poesia “agita” recitata >tragedia-commedia)
Poesia drammatica è un IPERONIMO di tragedia
Animale è iperonimo di felino che è iperonimo di gatto, leone Gatto è iponimo di felino Felino è
iponimo di animale Animale è iponimo di essere vivente.
● Epica da εποσ = parola, discorso in versi, poesia. E’ poesia in esametri (in latino o in greco) a
carattere narrativo o espositivo.(in italiano in endecasillabi)
● Caratteri dell’ epica greca antica (Omero VIII a.C): oralità, formularità, mito, elem. didascalico,
elem. diletto intrattenimento > narrazione + [Link], similitudini, descrizioni / digressioni,
[Link] scudo di Achille, ferita del cinghiale, topoi( luogo comune) concili degli dei,
interventi di divinità, cataloghi,elle navi, scene di battaglie, aristie, banchetti, giochi funebri.
L'influenza di Apollonio Rodio e dell'Ellenismo
Le Argonautiche di Apollonio Rodio (IV-III a.C.) segnano una svolta nell'epica, che Virgilio assimila
profondamente nel suo modo di scrivere.
● Brevità e cura formale: L'Eneide è un poema breve rispetto ai modelli omerici (12 libri
contro 24). La cura formale è maniacale (il labor limae), evidente nella perfezione stilistica ed
espressiva.
● Elemento eziologico ed erudizione: Virgilio, poeta dotto (doctus), inserisce continui miti
eziologici per spiegare l'origine di usanze, nomi e riti romani contemporanei (attualizzando il
mito). Ad esempio, i giochi funebri per Anchise spiegano le origini di cerimonie romane
future.
● La storia d'amore (Giasone e Medea): È il modello strutturale e psicologico per il IV libro
dell'Eneide, dedicato all'amore tragico tra Enea e Didone. Didone eredita da Medea la
passione devastante, il senso di abbandono e la furia distruttiva, anche se Virgilio eleva il
dramma a tragedia storica (l'eterna inimicizia tra Roma e Cartagine).
Le forme dell'Epica Minore e della Poesia Didattica
● L’epillio (episodi secondari e particolari sentimentali): Virgilio ne sfrutta la tecnica per
isolare ed approfondire momenti intensi e patetici all'interno della grande narrazione.
Pensiamo alla tragica ed emotiva storia d'amore e morte di Eurialo e Niso nel libro IX, o alla
figura di Camilla.
● Il Poema mitologico-cosmogonico (Esiodo e Ovidio): Nel libro VI, durante la discesa agli
Inferi, ma soprattutto nel libro I, durante il banchetto a Cartagine, il cantore Iopa intona un
canto cosmogonico sulla creazione del mondo, sul sole e sulla luna, che richiama direttamente
la Teogonia di Esiodo (modello che guiderà poi anche le Metamorfosi di Ovidio).
● Il Poema didascalico (Esiodo e Lucrezio): Sebbene l'Eneide sia un poema narrativo,
l'intento di Virgilio è profondamente "ammaestrante". Egli vuole esporre e celebrare i valori
fondanti di Roma (pietas, fides, giustizia). L'influenza di Lucrezio (De rerum natura) si
avverte nella precisione scientifica con cui descrive alcuni fenomeni naturali e nella riflessione
filosofico-provvidenziale sul destino dell'uomo.
L’eredità dell’Epica Latina Arcaica
Virgilio non guarda solo alla Grecia, ma si inserisce consapevolmente nella tradizione patria,
nobilitandola.
● Livio Andronico (Odusia): Da lui Virgilio eredita il concetto di trasposizione culturale.
Come Andronico aveva "romanizzato" Odisseo, Virgilio non si limita a copiare Omero, ma
traduce la cultura greca in una sensibilità squisitamente romana, piegando il mito greco ai
valori del mos maiorum.
● Gneo Nevio (Bellum Poenicum): Nevio è il vero precursore dell'Eneide. È lui il primo a
fondere la realtà storica (la prima guerra punica) con le leggende primitive di Enea in fuga
da Troia. Virgilio riprende da Nevio proprio questa intuizione: legare il passato mitico alla
storia presente e, soprattutto, il senso provvidenziale della storia di Roma, nata per volere
divino.
● Quinto Ennio (Annales): Ennio aveva sostituito il saturnio con l'esametro, il metro che
Virgilio porterà alla massima perfezione. Come gli Annales celebravano la storia di Roma e le
gesta di uomini eroici (come Scipione), l'Eneide diventa un poema epico-storico. Pur
parlando del mitico Enea, Virgilio celebra in controluce la storia di Roma e la figura di
Augusto, l'eroe contemporaneo che realizza il destino di pace e grandezza voluto dagli dei.
Contesto storico-culturale (rapporto tra Augusto e i poeti> politica culturale, Mecenate) > biografia,
periodo storico (età augustea> celebrazione missione civilizzatrice e dell’impero come portatore di
pace), genere e modelli
Mecenate era un potentissimo consigliere e amico dell'imperatore Augusto. Gestiva un celebre
"circolo" di intellettuali e poeti (tra cui Virgilio e Orazio), offrendo loro protezione politica, stabilità
economica e supporto d'ogni tipo.
● Il suo ruolo nell'Eneide: Fu proprio Mecenate a introdurre Virgilio nella cerchia di Augusto
e a stimolarlo (insieme all'imperatore stesso) a scrivere un grande poema epico che celebrasse
le origini di Roma e la grandezza della dinastia Giulio-Claudia.
● La dedica: Sebbene l'opera sia un'esaltazione di Augusto, il legame con Mecenate è
profondo, tanto che Virgilio gli aveva già dedicato la sua opera precedente, le Georgiche.
Virgilio : ( 70 Mantova-19 [Link]). Bucoliche> vita di pastori, protagonista la natura (42-39);
Georgiche> lavoro dei contadini, lodi dell’Italia, dell’agricoltura (37_30); > temi: valore del lavoro,
della famiglia, dell’onestà.
Iliade> onore, gloria, coraggio, vendetta VIII secolo a.C.
Odissea> intelligenza/astuzia; versatilità, fedeltà, giustizia (vendetta), valore del lavoro e dell’onestà,
della famiglia.
Eneide (30-19)
Tema e struttura: non più tema storico, ma mitico, con intento celebrativo, esaltazione della missione
di Roma , culminata nell’ impero di Augusto. Tema è il viaggio-missione di Enea, ricerca dell’
“antica madre” destinatagli dal Fato> fede in un principio superiore buono (visione provvidenziale).
E’ articolata in due sezioni (sei libri sul viaggio e sei sulla guerra); due spazi e due co-protagonisti
diversi (Cartagine e Didone – Italia e Turno). Il libro VI centrale : incontro Enea –Anchise, addita a E.
la meta del suo soffrire e del suo vagare, è occasione per esporre la sua visione del mondo.
1. Tema e struttura: dal mito alla politica
A differenza di altri poemi latini precedenti (che raccontavano guerre storiche reali, come le guerre
puniche), Virgilio sceglie il mito (la storia di Enea, un eroe troiano).
Usa il mito per uno scopo ben preciso: esaltare l'impero di Augusto. Collegando la famiglia di
Augusto (la Gens Iulia) direttamente a Iulo (figlio di Enea) e quindi alla dea Venere, Virgilio dice ai
romani: "Il potere di Augusto non è un caso, ma è voluto dagli dei fin dall'inizio dei tempi".
2. Il viaggio-missione e la visione provvidenziale
Enea non viaggia per scelta o per spirito di avventura (come Ulisse). Il suo è un viaggio-missione.
● L'antica madre: È la terra d'origine degli antenati di Enea, cioè l'Italia, dove lui deve tornare
per fondare una nuova stirpe.
● Il Fato e la Provvidenza: Tutto il viaggio è guidato dal Destino (Fato). C'è una "visione
provvidenziale": la convinzione che esista un principio superiore e buono che guida la storia.
Le sofferenze di Enea hanno un senso, perché servono a far nascere Roma, che porterà la pace
nel mondo.
● Fuga da Troia: Enea non fugge perché è vile, ma è un atto che rispetta il volere divino, e il
matrimonio in Italia non sarà tradimento della memoria di Creusa ma presupposto di una
nuova stirpe. Sebbene la disgrazia, Enea sa attraversare il dolore come un vero eroe.
Ideologia e temi : celebrazione della grandezza di Roma e legittimazione del suo imperialismo;
i valori sono la pietas e la clementia ; la vita è vista come dovere, impegno; la vittoria e la vita stessa
comportano dolore e morte, pietà anche per i vinti; la passione amorosa è insania, furor, dementia
follia rovinosa.
Modelli : per i primi 6 libri l’ Odissea, per gli altri 6 l’ Iliade ; influenza della tragedia di Euripide e
del poema di Apollonio Rodio per la vicenda di Didone (Medea); supera Ennio e Nevio.
Personaggi e funzioni narrative : protagonista è Enea. Non è il personaggio epico tradizionale , che
era eroe orgoglioso e forte, senza incertezze, dubbi, ma è più complesso. E’ esule, capo politico,
guerriero, è padre, è uomo, è figli> personaggio a tutto tondo. Sua dote è la pietas, devozione verso gli
dei, la patria, la famiglia: le virtù romane originarie ( i valori che Augusto vuole restaurare, ma in cui
Virgilio crede).
Senso del dovere e della responsabilità, impegno per il bene comune in una visione religiosa. E’
simbolo di un popolo ma anche dell’uomo che fatica e soffre. Il suo eroismo non è nell’ affermazione
personale, ma nella dedizione a una causa; è problematico e tormentato, prova istintiva ripugnanza per
la violenza e compassione per gli infelici e i vinti, è spesso malinconico; deve limitare lo spazio delle
esigenze e delle reazioni personali e private.
Didone è co-protagonista nella prima parte: prima è regina che garantisce ospitalità a un esule. Poi è
donna innamorata: agisce secondo il codice dell’ amore, Enea ubbidisce al codice epico-eroico, poi è
donna abbandonata, oscilla tra la speranza e la disperazione, si abbandona all’ invettiva, al dolore e
poi alla maledizione . Nel finale del IV libro ritrova la sua grandezza di regina, consapevole dei propri
meriti.
Il Fato è il destinatore ( chi dall’ alto guida gli eventi) . La guerra e le sofferenze sono un mezzo per
giungere alla pace. Anche i vinti acquistano una loro dignità.
C’è anche un Virgilio-personaggio. Partecipa emotivamente e interviene a commentare, infrangendo
uno dei canoni dell’ epica. Empatia =si immedesima nei personaggi assumendo le loro reazioni
emotive (focalizzazione interna) . Simpatia = manifesta la propria commozione, giudica , interviene (
infelix Dido; v.I,11), le apostrofi ai personaggi.
Soggetto Odisseo / Enea Destinatario ( scopo ultimo) - / Roma
Oggetto La patria / una nuova p Oppositori divini Poseidone / Giunone
Destinatore Zeus / il fato Oppositori umani Proci/ Turno Aiutanti Atena/Venere
Aspetti formali : stile sublime, fruizione scritta e non orale> testo destinato a essere letto e non
ascoltato> + complesso) le similitudini con valore connotativo, emotivo e psicologico > non servono
a formularità e a interessare e avvicinare l’ascoltatore; formularità ( PIUS per imitazione di Omero e
per sottolineare aspetti essenziali; arte allusiva ed emulazione ; enjambements per ottenere tensione,
amplificazione e solennità; arcaismi (Ennio e Lucrezio); allitterazioni ( funzione di onomatopea,
descrittive, per dare solennità o pathos); pregnanza semantica e polisemia(“ sollevando sull’ omero la
gloria e i fati della stirpe “ VIII,731 = valore simbolico dell’ immagine; scudo+missione di fondatore)
1. Lo stile sublime e la fruizione scritta
● Destinato alla lettura: I poemi di Omero (Iliade e Odissea) erano nati per essere cantati da
cantastorie (aedi) davanti a un pubblico. L'Eneide, invece, nasce fin dall'inizio come un testo
scritto, destinato a una lettura privata o pubblica.
● Maggiore complessità: Poiché il lettore può soffermarsi sulla pagina, tornare indietro e
riflettere, Virgilio può permettersi una sintassi molto più elaborata, raffinata e complessa
rispetto a quella dell'epica orale. Lo stile è sublime, cioè alto, solenne, tragico e aristocratico.
2. Le similitudini: dall'illustrazione alla psicologia
Nisba formule fisse per far riposare la mente dell'ascoltatore. Nall'epica omerica, le similitudini
servivano spesso a rendere concreto un concetto (es. "combatterono come leoni").
In Virgilio, le similitudini hanno un valore connotativo, emotivo e psicologico. Non servono a far
riposare la mente del lettore, ma a scavare dentro i personaggi. Quando paragona Didone ferita
d'amore a una cerva colpita per errore da un cacciatore nei boschi, Virgilio non sta solo descrivendo
una scena: sta proiettando sulla natura lo stato d'animo disperato, l'ansia e il destino tragico della
regina.
3. Formularità, arte allusiva ed emulazione
● La formularità ridotta (Pius Eneas): Omero usava gli epiteti fissi (es. "Achille piè veloce",
"l'astuto Ulisse") per motivi metrici e di memoria legati all'oralità. Virgilio riduce
drasticamente queste formule. Quando usa l'epiteto fisso "Pius" per Enea, lo fa per
imitazione di Omero, ma soprattutto per sottolineare l'aspetto essenziale dell'eroe: la sua
devozione totale al dovere.
● Arte allusiva ed emulazione (Aemulatio): Virgilio non "copia" Omero o i poeti greci, ma fa
emulazione. Riprende intenzionalmente scene, parole o immagini dei modelli precedenti (arte
allusiva) per dialogare con essi, rielaborandoli e cercando di superarli in intensità e profondità.
Libro I: La tempesta e l'arrivo a Cartagine
Il poema si apre in medias res. Giunone, che odia i Troiani sia per il giudizio di Paride sia perché sa
che la loro stirpe distruggerà la sua amata Cartagine, convince il dio dei venti Eolo a scatenare una
tempesta contro la flotta di Enea. Il dio Nettuno placa le acque, permettendo ai sopravvissuti di
sbarcare sulle coste dell'Africa, nei pressi di Cartagine. Qui, la regina Didone accoglie calorosamente i
profughi. Venere, madre di Enea, per proteggere il figlio fa innamorare perdutamente Didone di lui
tramite Cupido. Durante un banchetto regale, la regina chiede a Enea di raccontare la fine di Troia.
!!! INVOCAZIONE ALLA MUSA !!!
● Il poeta è l'autore (non un tramite): Omero chiedeva alla Musa di cantare attraverso di lui
(«Canta, o Dea...»). Virgilio invece mette in primo piano il proprio "io" («Canto le armi e
l'uomo...»): è lui il creatore consapevole dell'opera.
● La Musa come "archivio": Virgilio la invoca («Musa, ricordami le cause...») non per farsi
possedere dall'ispirazione, ma come testimone onnisciente. Le chiede di fare da "banca dati"
della memoria per garantirgli la verità storica e mitologica dei fatti.
● Poesia razionale e politica: L'Eneide è un'opera colta, scritta a tavolino per celebrare
l'impero di Augusto. Un compito così delicato richiedeva il controllo razionale del poeta, non
il delirio mistico della tradizione arcaica.
In breve: La Musa ricorda i fatti, ma è Virgilio che li scrive e li interpreta.
Giunone è Irata per: pag 254, Non vuole distruzione Cartagine, Banchetto Dee, Stirpe Troiana,
Ganimede.
Libro II: Il racconto di Enea – La caduta di Troia
Questo libro è un lungo flashback. Enea narra l'inganno del cavallo di legno, il tradimento di Sinone e
la tragica fine di Laocoonte. Durante la notte di fuoco, l'ombra di Ettore appare a Enea in sogno,
esortandolo a fuggire e a portare in salvo i Penati (gli dei protettori della patria). Nonostante i tentativi
di combattere, Enea assiste alla morte del re Priamo. Guidato da Venere, riesce infine a fuggire dalla
città in fiamme portando sulle spalle il vecchio padre Anchise, per mano il figlioletto Ascanio (Iulo) e
stringendo i Penati. Nella fuga perde la moglie Creusa, il cui fantasma gli profetizza un futuro regno e
una sposa regale in una terra lontana.
Libro III: Il racconto di Enea – Le peregrinazioni
Continua il flashback del viaggio. I Troiani costruiscono una flotta e partono alla ricerca della nuova
patria. Fanno diverse tappe errate: La Tracia: Enea fonda una prima città, ma la abbandona subito
dopo aver scoperto il fantasma di Polidoro (figlio di Priamo), tradito e ucciso dal re locale.
● L'oracolo di Delo: Il dio Apollo ordina di cercare l' "antica madre" della stirpe. Anchise
interpreta male il responso e convince il popolo a dirigersi verso Creta.
● Creta e l'errore: I Troiani tentano di stabilirsi sull'isola, ma vengono colpiti da una
pestilenza. Di notte, i Penati appaiono in sogno a Enea e rivelano la vera meta: l'Esperia
(l'Italia), terra d'origine dell'antenato Dardano.
● Le isole Strofadi: Attaccati dalle Arpie (mostri metà donne e metà uccelli), i Troiani
ricevono la sinistra profezia di Celeno: fonderanno la loro città in Italia solo dopo che una
terribile fame li avrà costretti a "mangiare le proprie mense".
● L'incontro a Butroto: In Epiro, Enea incontra il principe e indovino Èleno (figlio di Priamo)
e Andromaca (vedova di Ettore), che governano una città costruita a imitazione di Troia.
Èleno profetizza a Enea il percorso esatto: dovrà circumnavigare la Sicilia per evitare i mostri
Scilla e Cariddi, non sbarcare sulle coste pugliesi (piene di Greci) .
● La Sicilia e i Ciclopi: Scampati a Scilla e Cariddi, i Troiani sbarcano vicino all'Etna. Qui
traggono in salvo Achemenide, un compagno di Ulisse abbandonato per errore nella grotta
del ciclope Polifemo.
● La morte di Anchise: Arrivati a Drepano (Trapani), il vecchio e saggio Anchise muore. Per
Enea è la perdita della sua guida più importante.
Conclusione
Il libro si chiude ricongiungendosi al presente: ripartiti dalla Sicilia, i Troiani erano stati investiti dalla
tempesta che li aveva spinti a Cartagine, dove Enea sta parlando.
Libro IV: La tragedia di Didone
Il flashback è finito. Didone, consumata dalla passione, confida i suoi tormenti alla sorella Anna.
Durante una battuta di caccia, un temporale spinge Enea e Didone in una grotta, dove consumano la
loro unione, che la regina considera un matrimonio. La fama del loro amore giunge a Giove, il quale
invia Mercurio per ricordare a Enea i suoi doveri e il suo destino. Enea, pur soffrendo, decide di
obbedire agli dei e prepara la partenza in segreto. Scoperto il piano, Didone lo supplica e lo maledice.
Quando le navi troiane prendono il largo, la regina si trafigge con la spada di Enea su un rogo funebre,
profetizzando l'eterno odio tra Cartagine e Roma (giustificazione mitica delle guerre puniche).
Libro V: I giochi funebri in Sicilia
I Troiani tornano in Sicilia, a Erice, a un anno esatto dalla morte di Anchise. Enea indice dei solenni
giochi funebri (gare di navi, corsa, pugilato e tiro con l'arco) per onorare il padre. Nel frattempo,
Giunone invia Iride a istigare le donne troiane, stanche del lungo viaggio, a dare fuoco alle navi. Enea
invoca Giove, che spegne l'incendio con una pioggia miracolosa. Su consiglio del vecchio Naute, Enea
decide di lasciare in Sicilia i più anziani e stanchi, fondando per loro la città di Acesta. La flotta riparte
verso l'Italia; durante la notte, il timoniere Palinuro cade in mare, vittima designata del dio Sonno
come sacrificio richiesto da Nettuno per garantire la sicurezza del viaggio.
Libro VI: La catabasi (La discesa agli Inferi)
Enea sbarca finalmente a Cuma, in Campania. Consulta la Sibilla che gli profetizza guerre sanguinose
nel Lazio. Dopo aver raccolto il ramo d'oro e sepolto il compagno Miseno, Enea, guidato dalla Sibilla,
compie la catabasi (la discesa nel regno dei morti). Nel cammino incontra diversi spettri: Palinuro,
che chiede sepoltura; Didone, che lo ignora sdegnosa tenendosi vicina al primo marito Sicheo; e i
guerrieri caduti a Troia. Raggiunti i Campi Elisi, Enea riabbraccia l'ombra del padre Anchise. Qui
avviene il momento culminante: Anchise mostra al figlio la rassegna delle anime destinate a
reincarnarsi nei futuri eroi e sovrani di Roma (da Romolo ad Augusto). Rinfrancato dalla visione della
futura grandezza della sua stirpe, Enea torna nel mondo dei vivi attraverso la porta d'avorio.
● 1. Origini e città latine: Dall'alto di un'altura, Anchise mostra a Enea le anime dei futuri
discendenti, a partire dal figlio Silvio (capostipite della dinastia di Alba Longa) fino ai
costruttori delle prime città della lega latina.
● 2. Romolo e Augusto: Appare Romolo, fondatore di Roma, seguito da un salto temporale che
introduce direttamente Cesare Augusto. Il principe viene celebrato come una figura divina
destinata a riportare l'età dell'oro e a estendere l'impero oltre i confini del mondo conosciuto.
● 3. Re ed eroi repubblicani: La rassegna torna all'ordine cronologico mostrando i successivi
re di Roma (Numa, Tullo, Anco Marzio e i Tarquini), i grandi difensori della patria (come
Bruto e Camillo) e i conquistatori storici. Include un doloroso monito contro la futura guerra
civile tra Cesare e Pompeo.
● 4. La missione di Roma: Anchise definisce il ruolo storico dei Romani: a differenza dei
Greci, eccellenti nelle arti e nelle scienze, il compito di Roma sarà governare i popoli,
imporre la pace, proteggere i deboli e sconfiggere i superbi.
● 5. Il pianto per Marcello: La sfilata si chiude tragicamente con l'apparizione del giovane
Marcello, nipote ed erede designato di Augusto, destinato a morire prematuramente. Il brano
si trasforma in un commovente lamento funebre.
Conclusione: Dopo aver infuso in Enea l'orgoglio per la gloria futura, Anchise gli fornisce le
istruzioni pratiche per affrontare e superare le imminenti guerre nel Lazio.
l'imitatio-aemulatio è il metodo con cui gli scrittori romani creavano le loro opere partendo dai
modelli greci. Non si trattava di copiare, ma di una vera e propria sfida artistica:
● Imitatio (Imitare): Adottare la struttura, il genere letterario e lo stile di un grande autore del
passato (il modello).
● Emulatio (Superare): Rielaborare quel modello per eguagliarlo e superarlo, inserendo
nuovi significati morali, filosofici e politici legati alla realtà di Roma.
L'esempio di Virgilio nell'Eneide:
Virgilio prende come modello Omero (Imitatio), ma lo reinventa (Emulatio): fonde Odissea e Iliade
in un solo poema, ma ne ribalta il senso. Il viaggio di Enea non è un ritorno a casa come quello di
Ulisse, ma un viaggio doloroso verso il futuro per fondare Roma e celebrare l'impero di Augusto.