Storia dell’architettura 2 - n.
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Dal punto di vista della cultura era Parigi la capitale dell’800. Parigi è lo scenario di alcune
trasformazioni urbane, ed è poi diventato un modello per altre città.
Parigi non era mai stata una capitale. Era di fondazione romana. I capetingi spostano da
Aquisgrana a Parigi la capitale dei Franchi. Per secoli ha avuto la caratteristica di essere
molto densa, importante, capitale di un regno ma come città dal punto di vista di strutture
urbane era inadeguata.
Parigi del 600: città medievale, con stradine curve, buia… un paese importante come
quello della Francia aveva una città ridotta in questo modo, perché il re di Francia
risedeva a Versailles. A parte alcuni interventi puntuali come Place des Vosges, in cui c’è
un segno di un piano architettonico più completo.
Intorno al 600-700:
boulevard: derivazione di questa parola non è certa. La Francia diventa un paese
potenze, con una grande capitale, con ni ben de niti, e la difesa non è più della città, di
Parigi, ma della Francia. Le mura della città di Parigi diventano inutili e vengono convertiti
in dei viali alberati.
C’erano dei luoghi proibiti come molte rappresentazioni teatrali, che non potendo
avvenire dentro le mura della città nascono al di fuori molti teatri e di conseguenza nasce
anche la vita notturna.
Questo cambiamento della morfologia urbana, si sfondamento delle mura, non è
un’iniziativa dell’alto.
Condizioni di Parigi ancora come una città medievale, ma inizia a diventare un problema:
Voltaire, Les embellissements de Paris (1749): «Arrossiamo, con ragione, a vedere i
mercati pubblici stabiliti in vie strette, esibire sporcizia, spandere l’infezione, causare
continui disordini [...]. Il centro della città, oscuro, so ocato, informe, ritrae l’epoca della
più vergognosa barbarie [...]. Occorrono mercati pubblici, fontane che diano per davvero
l’acqua, crocicchi regolari, sale di spettacolo; bisogna slargare le strade strette e malsane,
portare la luce ai monumenti che non si vedono, e innalzarne altri che si possano vedere»
Intanto vengono introdotti i «passage», delle scade interne coperte da strutture di metallo
chiusure vetrate, costruite da vari commercianti per aumentare i guadagni. Una città com
Parigi, con cielo coperto e clima piovoso, voleva dire avere in qualsiasi momento
dell’anno avere del potenziale pubblico.
Persino Napoleone I, imperatore di Francia riesce a far poco a Parigi. Il suo intervento
principiale è Rue de Rivoli. È una strada. Ma ancora una volta è un intervento puntuale.
Parigi rimane una città densa, sporca, iper-popolata.
Charles Méryon, un incisore parigino rappresenta questa città medievale, con le strutture
in legno, a acciata sul ume molto diversa da quella che verrà pochi anni dopo.
La situazione diventa insostenibile: Parigi continua a crescere, popolazione cresce. Il
potere pubblico decide di intervenire. La goccia che fa traboccare il vaso è l’arrivo del
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treno in città. Non è la causa unica. Il che fa moltiplicare l’arrivo di merci e di persone in
città.
18.25 min
L’irruzione del passato: John Soane
In Occidente è una delle figure più importanti, insieme a Schinkel; Vive a Londra, figlio di
uno scalpellino, arriva alla professione in condizioni non particolarmente agevoli, diventa
professore alla Royal Academy, quindi una figura riconosciuta nella Londra di quel
periodo. Dal Disegno per una lezione alla Royal Academy si nota ancora un attaccamento
al passato, un passato classico, necessario come riferimento: la cultura greco romana è
ancora l’elemento principale, l’architetto, rappresentato su una scala, con in mano uno
strumento per misurare, rappresenta come osservare non è sufficiente, è necessario
conoscere, a livello anche tecnico, i prodotti architettonici classici utilizzati come
riferimento.
La sua opera più importante è in realtà scomparsa, la Bank of England, distrutta dagli
stessi inglesi negli anni successivi alla WWII, costruita tra il 1788 e il 1833, circa 45 anni in
cui si dedica quasi esclusivamente a questo progetto: quando questa istituzione, ai tempi
privata, aveva bisogno di un qualsiasi adattamento o aggiunta al complesso, Soane era il
responsabile, era quindi un lavoro continuativo per la stessa architettura. Dalla pianta si
comprende come la natura di questo incarico fosse molto impegnativa, la sua
progettazione è avvenuta “a pezzi”, per aggiunte quasi e per adattamenti.
Occupa un grandissimo isolato di forma trapezoidale all’interno del quale, nell’arco di
molto tempo, attua diversi
cambiamenti.
Soane è un grande appassionato di Piranesi, e sulla base della sua ricostruzione Il Campo
Marzio dell’Antica Roma, esempio di una delle sue ricostruzioni forzate dell’antichità,
ricomposta in un ordine quasi impossibile e surreale, non realistico sicuramente; si può
notare come modelli il suo grande progetto architettonico su questa scia. All’interno di
questo isolato urbano si inseriscono numerosi riferimenti, provenienti da diverse epoche e
diverse tradizioni: per Soane la storia non è ordinabile. A differenza di Durand la
progettazione, soprattutto quella pubblica, non bastano pochi semplici elementi, anche se
complessi nella loro singolarità, per costruire l’architettura, questa deve essere
articolata.
I singoli elementi che compongono quel grande isolato sono delle rotonde, delle cupole,
degli elementi cupolari tra i quali
si inserisce un tessuto connettivo di uffici, corridoi, ognuna di queste cupole ha una
funzione diversa, dal punto di vista
proprio finanziario. Il rimando principale è quello al mondo romano, mentre i riferimenti
ornamentali derivano dal
mondo greco, gestito però con una grande libertà.
Questo complesso è ovviamente pensato “da dentro”
, progetta per spazi e per funzioni, ma in realtà l’esterno si affaccia sul
centro di Londra, si relazione in realtà il meno possibile col contesto, solo in un angolo si
presenta un pronao curvo, per il
resto è un muro molto lungo in cui Soane cerca di risolvere mille difficoltà: la necessità di
un accesso diretto a uno spazio
importante, senza però dover inserire troppe porte sui prospetti per mantenere un certo
ordine, i prospetti risultano
essere un tentativo di tenere insieme una serie di necessità, stabilendo un vago ordine di
elementi, tra aperture di vario
tipo, senza però mantenere uno schema e una griglia regolare. Mettere in secondo piano
l’aspetto esterno è un
comportamento singolare, se non unico, era abitudine utilizzare l’esterno per dare idea
dell’interno, per presentare un
edificio: qua avviene una totale separazione tra il dentro e il fuori, è però ovvio che si tenga
questo tipo di atteggiamento,
proprio per come è avvenuta la progettazione del complesso.
Nel dipinto di Gandy, A Bird’Eye-View of the Bank of England, questo complesso viene
rappresentato come se fossero
delle terme romane, questa analogia, ai tempi ancora più ovvia, è un modo per ancorare il
progetto a un passato specifico.
Non è chiaro se sia una prospettiva o un’assonometria, lo spigolo in basso a sinistra però
non ha il tetto: questa scelta così
strana rappresenta la volontà di voler far capire come funziona l’architettura, mostrare
l’essenza labirintica di questo
spazio, mostrando le rotonde e le corti interne. Contemporaneamente, rappresentando un
edificio del presente in maniera
romana, vuole rendere l’opera come degna di comprendere i principi dell’antichità, dargli
lustro. Proporre l’architettura
del presente in vista della sua rovina futura è un modo ulteriore di dimostrarne la
grandezza, nel senso che tra x anni
questa si dimostrerà nobile come una rovina romana è in quel momento, un memento
mori per l’architettura.
Nel Public and Private Buildings Executed by Sir John Soane di gandy, una sorta di opera
autopropagandistica, si
rappresentano tramite modelli le principali opere costruite di John Soane;
nell’Architectural Vision of Early Fancy
vengono inseriti gli edifici non costruiti.
Nel primo dipinti nell’angolo a sinistra si rappresenta anche la casa dell’architetto, tema
nuovo se ci si pensa, 12,13 & 14
Lincoln’s Inn Fields, London: è con Alberti che l’architettura diventa un'arte liberale, fino
al 1400 questa disciplina non
era ancora un’arte inteso in senso nobile, era legata alla manualità, innalzata poi al livello
delle altre arti proprio grazie al
Alberti. L’architetto come autore, che merita la stessa fama dell’autore di un quadro, arriva
dopo.
Giulio Romano costruisce a Mantova la sua casa, è il primo caso in cui l’architetto si
mostra nobilitato, non si mostrava
alla città come un grande artista, prima di questo momento. Un altro esempio è la casa di
John Nash a Londra, importante
architetto di fine ‘700, costruì varie case, tutte studiate per dare una rappresentazione di sé
[Link] casa di Soane non è la prima, ma è tra le prime, soprattutto in Inghilterra, in cui
l'architetto si mostra sulla scena
urbana, è molto understated, ma si nota un certo tipo di intervento: si affaccia su un parco,
dove sono presenti una fila di
edifici, di mattoni, molto simili, molto educati e regolari, spicca quindi questo edificio, forti
ma non eccessive. La prima tra
queste è la scelta del materiale, il secondo è il metro di aggetto sul filo stradale, non
eccessivo, un passo avanti che in quel
contesto si fa notare molto più di quanto avrebbe fatto altrove. Già nella facciata,
apparentemente discreta, si impone
l’idea di gentleman che aveva di sé, si impegna dal 1792 al 1837, 45 anni di progetto che
conta tre numeri civici.
inizialmente si usa un simil lotto gotico, compra poi il retro, completa la seconda fascia e
ne compra successivamente una
terza, quando questa diventa troppo grande per lui solo ad abitarla, inizia quindi un
processo di vendita e
“spezzettamento” di questa. Già in quegli anni era una meta di formazione per architetti
come Schinkel.
Non era una casa così grande, in passo dei pilastri e dei muri è abbastanza stretto, tutto
progettato da Soane, è molto
interessante anche per la volontà di unione di passato e presente, per esempio utilizza tutti
e tre i sistemi di riscaldamento
disponibili all’epoca, inserisce la tecnologia in modo nuovo e originale per il momento
storico in cui si trovava.
Guardando la sezione longitudinale vediamo come possa avere un problema di
illuminazione, rispetto al terreno che
occupa, e avendo i muri laterali ciechi, risolto prendendo luce dall’alto, con cavedi e cupole
vetrate.
Essendo Soane un grande collezionista, si trovano molte opere anche di Hogarth, come il
Rake’s Progress, costruisce
addirittura un armadio dedicato alle sue opere d’arte, con delle guide che permettono di
estrarre singolarmente i dipinti
per osservarle con calma. Era una casa vissuta, ma anche un museo, un luogo di
esposizione, basti pensare al sarcofaco
egizio originale in cui seppellì il proprio cane: amava queste cose e il suo lavoro, spesso
faceva lezione agli studenti migliori
invitandoli a casa e guidandoli tra i propri oggetti.
Lo spazio più significativo è una corte interna a tutta altezza, la presenza del passato sotto
forma di tantissimi oggetti
diversi, il tono generale della casa può sembrare un po’ creepy, nei lacunari della volta di
una stanza sono presenti una
serie di specchi deformanti, è pieno di piccoli dettagli che lasciano interdetti, che lasciano
dubbi sulla dimensione pubblica
di museo, e quella privata di casa.
Tutte le sue opere sono un po’ definibili dei work in progress costanti, dove si avvertono
sempre le ondate del passato e del
destino a cui si arriverà, riprendendo il concetto del sublime: il godimento estremo
dall'esterno di eventi tragici, trovarsi
vicino al pericolo ma poterlo ammirare da fuori in sicurezza.
Pitzhanger Manor, Ealing, una villa di campagna con un edificio principale che cita
chiaramente i romani, fa capire
l’eccentricità del personaggio, che si rivela anche nella sua vita familiare, cerca di educare i
figli, inserendo anche false
rovine nella casa, cercando di spingere ed educare i figli a questa disciplina, fornendogli
una cultura erudita; venne alla
fine accusato pubblicamente dagli stessi figli, avranno un rapporto tremendo, causato dal
tentativo dell’architetto a
forzarli a questa professione.
Manhattan, New York
La storia degli USA è recentissima, tutta la west-coast nasce nella seconda metà dell’800;
nel ‘600 Nieuw Amsterdam
aveva l’aspetto di un piccolo borgo, la parte più densa è costituita da alberi, con il mulino e
la fortezza come landmark,
piccole costruzioni, orti, mura di protezione da indigeni. Col passaggio di proprietà ai
britannici si chiamerà New York;
quella statunitense è sempre stata una colonia marginale e mal organizzata, la potenza
coloniale del tempo era la Spagna,
il mondo coloniale governato con sicurezza era l’America Latina. La topografia accidentata
era l’origine di Manhattan, era
un terreno collinare e boschivo, una panisola in cui si intravedono costruzioni che non
invadono il territorio.
A partire dal 1807, quando l’amministrazione comunale di NY decide di incaricare tre
signori di organizzare il futuro
sviluppo dell'insediamento, si ripensa allo sviluppo della grande città. L’impostazione
originale non ha un impianto nitido
e scandito da una griglia, come invece poteva avere Boston in quel momento, questo non
succede, si propone quindi una
suddivisione dell’intero territorio della penisola di Manhattan secondo una griglia regolare
che la copre interamente,
escludendo quella piccolissima area già edificata. Quella grande penisola presentava
numerosi ruscelli e torrenti, diverse
aree paludose, rilievi anche consistenti, secondo un rilievo del 1782 dell’esercito inglese.
Il primo tema è quello della griglia, il secondo è il modo in cui questa può essere realizzata
in questo posto: noi europei,
derivati da romani, tendiamo a pensare alla griglia romana sulla quale le città sono nate,
un ragionamento inconscio che
comprende anche i britannici; la colonizzazione degli Stati Uniti nasce da privati, non
c’erano eserciti e appoggi pubblici,
la gente arrivata in difficoltà e si ritrova in un territorio nuovo e sconosciuto, a causa della
sensazione di isolamento e di
ignoto che ne deriva, vengono rappresentate quindi delle mappe dove venivano tracciate
semplicemente i corsi d'acqua,
uniti a rappresentazioni schematiche degli insediamenti, che consistono semplicemente in
un grande recinto con semplici
edifici all’interno, tutto nasce quindi come avamposti militari. La griglia, per principio, è la
stessa, dall’insediamento
minimo alla grande Manhattan, adattandosi alla dimensione naturale del territorio
semplicemente allontanandosi dagli
elementi “difficili”
, finché non è necessario confrontarsi con gli elementi contingenti, e quindi ci si
dimensiona alla naturasolo se strettamente necessario. Si contano 2028 isolati, scanditi da
strade chiamate con numeri anziché nomi, la mappa
risulta quindi essere più un diagramma in cui l’isolato e l’elemento essenziale, un mondo a
sé indipendente dal resto,
tenute insieme al complesso dalle strade.
Vendendo i lotti, come succede nel 1853, si innesca una serie di investimenti per il futuro,
inizia così l’urbanizzazione
dell’intera penisola. Partendo dal layer “reale” della topografia, poi le preesistenze e i lotti,
Manhattan si articola su tre
livelli. Tutto quello che è strada diventa proprietà pubblica, il proprietario privato del lotto
deve cedere al pubblico, come
succede per esempio per Port Road, vengono sviluppati dei sistemi quindi per spostare gli
edifici per fare spazio.
Per entrare in possesso degli spazi che erano privati è necessario conoscere bene il
territorio: viene quindi attuato il piano
della griglia, e solo dopo fatto un approfondito rilievo, per sezioni delle avenues, per
conoscere le diverse situazioni
topografiche.
Dopo la griglia e il rilievo, il terzo elemento necessario a costruire Manhattan è stata la
polvere da sparo, necessaria a far
esplodere i blocchi di pietra che si trovano in mezzo alla griglia perfetta che si vuole
costruire con le strade. Il terreno di
pietra durissima è positivo perché può essere utilizzato come materiale da costruzione, ma
soprattutto si costruiscono le
fondazioni su una base solidissima.
Clement Clarke Moore: “The great principle is to reduce the surface on hearth as nearly as
possible to a dead level, these
are men who would have cut the seven hills of Rome”
Quello che avviene a livello urbano si sviluppa anche a livello territoriale: Thomas
Jefferson, prima di essere stato
presidente degli Stati Uniti è stato ambasciatore a Parigi, questo elemento è importante
perché se gli USA derivano dalla
cultura britannica (anche dopo la guerra recuperano i buoni rapporti e li mantengono in
tutte le grandi situazioni
mondiali), ma la Francia rivoluzionaria repubblicana rappresenta un modello importante,
soprattutto a livello politico;
egli era in realtà un architetto dilettante, è tra i progettisti principale del West Virginia, è la
principale ragione per cui si
diffonde l’idea della township, l’idea che porta alla suddivisione della Manhattan in realtà.
La distribuzione del territorio in questo modo conta una visione intrinsecamente
democratica, occupare il territorio e
costruire una grande città con l’intenzione di mantenere principi sani legati al territorio
originale.