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Pascal (Per Il Test)

Blaise Pascal, nato nel 1623, è un genio precoce che scrive opere significative come 'Lettere provinciali' e 'Pensieri', esplorando la condizione umana e la religione. Sostiene che l'uomo è un 're decaduto', oscillando tra miseria e grandezza, e propone che la vera conoscenza si ottiene attraverso il cuore piuttosto che solo con la ragione. La sua famosa 'scommessa' invita a credere in Dio, evidenziando che, nonostante le incertezze, è più vantaggioso scommettere sulla sua esistenza.

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Pascal (Per Il Test)

Blaise Pascal, nato nel 1623, è un genio precoce che scrive opere significative come 'Lettere provinciali' e 'Pensieri', esplorando la condizione umana e la religione. Sostiene che l'uomo è un 're decaduto', oscillando tra miseria e grandezza, e propone che la vera conoscenza si ottiene attraverso il cuore piuttosto che solo con la ragione. La sua famosa 'scommessa' invita a credere in Dio, evidenziando che, nonostante le incertezze, è più vantaggioso scommettere sulla sua esistenza.

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Pascal (1623-1662)

39 anni
- 1623 Nasce a Clemont-Ferrand da famiglia agiata;
- Quando ha soli tre anni muore la madre;
- La famiglia si trasferisce a Parigi e poi (1639) a Rouen;
- Fu un genio precoce, un enfant prodige
 A 17 anni scrive la sua prima opera, «Trattato sulle sezioni delle coniche» e a 19 anni
realizza una macchina calcolatrice, la «pascalina»;
- 1646 si interessa alla religione e comincia a frequentare i giansenisti Il
giansenismo proponeva una religione rigida, soprattutto nei suoi aspetti morali
Durante una malattia del padre si ha la prima conversione di Pascal al giansenismo
e iniziò a vivere assiduamente la religione.
- Intorno ai 24 anni cominciano i primi problemi di salute (acuti mal di testa) i
medici gli consigliano di riposarsi, di lasciare i libri e gli studi si diede un po’ ai
divertimenti dei salotti parigini, ma sempre in maniera virtuosa non riuscì a
sopportare a lungo questo stato di riposo perché sentì l’urgenza, la necessità, di
confrontarsi costantemente col proprio «niente», con il proprio stato di miseria.
- 23 Novembre 1654 (la «Notte di fuoco» ebbe un delirio, una crisi mistica,
un’illuminazione  seconda conversione, quella definitiva al giansenismo.
Opere
• Tutto quello che diremo sarà preso da due opere:
1) Lettere provinciali  in tale opera difende le rigorose tesi gianseniste
e attacca il lassismo dei gesuiti  L’opera viene condannata
dall’Inquisizione e messa all’Indice dei libri proibiti nel 1657;

2) Pensieri  è una raccolta di passi, frammenti, piccoli scritti che


avrebbero dovuto finire in una grande opera di difesa del cristianesimo
in realtà tali scritti saranno ordinati solo dopo la sua morte e
costituiranno il grande pensiero filosofico e religioso dell’autore
La condizione umana
• Cos’è l’uomo per Pascal?
È un «re decaduto» creato «ad immagine e somiglianza di Dio», padrone indiscusso del
Paradiso terrestre, dopo la caduta del peccato originale si trova a vivere una vita di miseria,
finitezza e condivide con gli altri esseri viventi un destino di morte.

L’uomo può conoscere il mondo e la propria situazione in due modi diversi:


1) Esprit de gèomètrie  spirito di geometria  è il modo di conoscere scientifico, tramite
osservazione dei fenomeni, misurazioni e esperimenti Tipico delle scienze matematiche e
naturali si usa la ragione calcolatrice per conoscere il mondo, si usa, insomma il
ragionamento dimostrativo e analitico Ma la scienza è comunque limitata, tramite essa non
si riesce a penetrare perfettamente nel mondo interiore dell’uomo.
 Occorre pure descrivere un altro limite della scienza: essa cerca di spiegare delle nozioni
fondamentali (spazio, tempo, movimento) che non sono dimostrabili, ma esclusivamente coglibili
tramite l’intuito.
1) Esprit de finesse spirito di finezza è il «cuore» a conoscere, non più la ragione tramite il
cuore (sensibilità emotiva) si conosce la natura più profonda dell’uomo, le sue ansie, le sue
angosce, i suoi bisogni; il cuore coglie tramite l’intuito gli aspetti più sottili dell’esistenza
umana «Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce» L’uomo può cogliere Dio
solo se si affida al cuore, la ragione non basta, è troppo limitata.
N.B. Pascal fu enormemente dotato di ambedue gli spiriti grande genio calcolatore e grande
matematico, ma anche sensibilissimo indagatore della condizione umana
La condizione umana/2
• L’uomo è un essere incomprensibile alla scienza, un’insalata di elementi diversi
difficilmente disgiungibili…
• Però tra questi elementi ne individuiamo due predominanti:
1) La miseria siamo nel tempo in cui il telescopio puntato in cielo scopre
l’infinitamente grande dell’universo e il microscopio (all’epoca chiamato «occhialino»)
scopre che c’è un mondo meraviglioso anche nell’infinitamente piccolo L’uomo è
una creatura sospesa fra l’universo e il Nulla, è una via di mezzo fra l’infinitamente
grande e l’infinitamente piccolo.
Però l’uomo è l’unica creatura che pensa e che riflette su tale condizione, e proprio il
fatto di pensarvi denota la sua grandezza…
1) La grandezza non si è totalmente perduta col peccato originale, ma ne portiamo
ancora adesso qualche segno soprattutto nel fatto che riusciamo a pensare con la
testa (spirito geometrico) e soprattutto col cuore (la finezza).
N.B. Il Cristianesimo si rivela come la religione più ragionevole in quanto riesce a spiegare
nello stesso momento gli elementi di miseria e di grandezza dell’uomo; la filosofia, invece,
si rivela troppo parziale in quanto a volte esalta la grandezza dell’uomo, a volte ne esalta la
miseria.
L’uomo come canna pensante
«L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna
pensante. Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo: un
vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma quand’anche
l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe pur sempre più nobile di chi lo
uccide, dal momento che egli sa di morire e il vantaggio che l’universo ha su di
lui; l’universo non sa nulla. Tutta la nostra dignità sta dunque nel pensiero».

Significato del brano:


L’uomo è debole come una canna martoriata dal vento, in balia della natura.
Può essere schiacciato, piegato, sradicato in ogni momento.
Eppure pensa e in ciò sta la sua nobiltà che lo nobilita anche nei confronti
dell’universo.
L’universo è infatti infinitamente grande, ma inconsapevole, senza pensiero.
Divertissement
• Lo potremmo tradurre con «divertimento», anche se si tratta di una traduzione limitante
• L’uomo sente il bisogno costante di dimenticare la sua condizione esistenziale, misera,
finita, caduca, alcuni ne sono semplicemente indifferenti, e ciò per Pascal è
semplicemente mostruoso
Si dà allora ai divertimenti dal latino «devertere» che significa «prendere un’altra
strada»
Gioco, caccia, cavalcate, ma anche il lavoro, le mille occupazioni quotidiane, i passatempi
gli servono per dimenticare la sua condizione originaria e non confrontarsi con essa…
Eppure ciò è sbagliato per Pascal l’uomo deve rinunciare ai divertissement per
saggiare, toccare con mano la sua condizione e conoscere ciò che è;
Il dolore, le sofferenze fisiche, le esperienze traumatiche ci aprono le porte alla
conoscenza profonda delle cose, mentre chi vive in salute una vita intera sarà costretto a
vivere una «vita ignorante»
N.B.  Pascal visse una vita intera in preda a sofferenze fisiche tanto da morirne a soli 39
anni
La ricerca di Dio
• I Pensieri, come s’è detto sarebbero dovuti confluire in un’opera unica che fosse
un’apologia (difesa) del cristianesimo…
• Obiettivo dell’autore era quello di difendere il cristianesimo e presentarlo come la
religione migliore da:
1) La religione islamica con l’Impero ottomano che s’ingrandiva e da decenni era
in uno scontro perenne con l’Europa cristiana;
2) La Riforma protestante con le sue varianti che aveva frammentato il
cristianesimo e che aveva causato le guerre di religione (prima fra tutte, «la
guerra dei trent’anni»);
3) Il dio dei filosofi totalmente diverso da quello cristiano…
- Per Cartesio un Dio creatore che diede la prima spinta al mondo ma che poi non
intervenne più;
- Il Dio di Hobbes che se esiste è solo corpo;
- Il Dio di Spinoza che è tutto ciò che esiste.
Dio come scommessa
• Con Pascal torniamo al vecchio dio tradizionale, quello che ha le caratteristiche bibliche.
• Pascal sente però che si tratta di un dio assolutamente nascosto (deus absconditus) che non potremo mai
comprendere appieno e che la nostra ragione non basta per dimostrarlo Dio, dunque, rimane nascosto,
non se ne può dimostrare l’esistenza e se si tenta di farlo, come tentò Cartesio, si giunge solo ad un Dio
astratto, un Dio impersonale, filosofico, lontano dalle esigenze dell’uomo Il Dio di Pascal, è dunque un dio
nascosto che non si manifesta a tutti, ma solo a pochi, ovvero a chi riceve la grazia da Dio stesso.
• La fede non è un dono per tutti, alcuni vivranno senza fede per tutta la vita, si limiteranno a ragionare, non
riusciranno a fare questo salto al di sopra della ragione chi non riesce a credere, comunque ha il compito
di ascoltare il cuore, raffinarlo tramite gli atti esteriori della fede (non basta assumere una morale filosofica
per vivere virtuosamente: essa varia troppo da luogo a luogo, fra tempi e luoghi diversi).
• L’ateo ha dunque la possibilità di attuare gli atti esteriori della fede (andare a messa, segnarsi con l'acqua
santa, inginocchiarsi), instupidirsi un po’ («vous abêtira»), far diventare la fede un abitudine per spegnere
l’orgoglio e far diminuire i dubbi della ragione.
Pascal invita l’uomo a scommettere sull’esistenza di Dio, in quanto conveniente.
L’uomo, per Pascal, ha due opzioni
1)Opzione 1 L’uomo scommette che Dio non esiste guadagna le gioie del mondo a cui può dedicarsi
totalmente --> ma se perde rinuncerà per sempre alla beatitudine e alla salvezza solo per un guadagno misero
e fuggevole (i piaceri della vita);
2) Opzione 2  L’uomo scommette che Dio esiste rinuncerà allora alle gioie del mondo e ai piaceri terreni
volgendosi in vita verso una realtà superiore  Se vince, vince Dio, se perde non avrà poi perso tanto, solo
qualche misero piacere della vita mondana.
Pascal così dimostra che la posta in palio è altissima e che conviene comunque puntare sull’esistenza di Dio.

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