LA SUCCESSIONE A CAUSA DI MORTE
Quando una persona muore, alcuni diritti e obblighi di cui era titolare si estinguono; Altri diritti invece sono
trasmissibili ad altre persone come se evince dall’articolo 42 comma 4 della costituzione.
La successione a causa di morte (mortis causa), comporta il subentro di uno o più persone nella posizione
giuridica di altri. La successione a causa di morte in cui la persona defunta viene giuridicamente identificata
come de cuius si distingue in
-Successione legittima
- Successione testamentaria
- Successione necessaria
Queste tipologie si riferiscono alla successione a cui fa si fa ligiò in assenza di testamento, a quella
disciplinata da un testamento ed infine quella in cui pur in presenza di un testamento, determinati familiari
si vede in ogni caso riconosce diritti di natura patrimoniale.
Possono succedere ad altri per causa di morte le persone fisiche che siano giornate concepite il momento
dell’apertura della successione, cioè i nascituri. Sono esclusi dalla successione coloro che abbiano
commesso atti gravi contro il de cuius o i suoi parenti prossimi( omicidio, tentato omicidio, calunnia); le
persone riconosciuto indegna la successione possono essere riabilitato tramite una dichiarazione del de
cuius contenuta nel testamento o resa con atto pubblico.
La successione si apre la morte della persona nel luogo del suo ultimo domicilio: con l’apertura della
successione si apre la fase della delazione ereditaria che consiste nell’offerta delle ritualità a uno o più
soggetti. La successione a causa di morte può essere a titolo universale (erede),o a titolo
particolare(legatario). L’erede subentra l’intero patrimonio del de cuius, si assume la qualità di eredi con
l’accettazione dell’eredità. Si chiamato l’eredità accetta deve esprimere la propria volontà e può farlo in
modo espresso mediante atto pubblico scrittura privata o in modo tacito compiendo atti a cui si deduce la
volontà di accettare. Si diviene legatario indipendentemente da una citazione e non ti risponde dei debiti
ereditari. Sì legato cioè l’atto con cui si lascia un soggetto uno specifico bene, a progetto un bene
determinato è legato di specie il legatario acquista immediatamente la titolarità di esso; se invece per
oggetto una determinata quantità di beni come una somma di denaro è legato di genere in tal caso la
morte del testatore non produce il trasferimento del diritto a favore del legatario ma fa nascere l’obbligo a
carico dell’erede di attribuire il denaro o una quantità di beni alle legatario. chi viene chiamato a ricevere
un’eredità può accettarla o rifiutarla; se decide di rifiutarla lui realizza tramite una dichiarazione di volontà
resa con atto pubblico e corrisponde la rinuncia all’eredità; si tratta di un atto revocabile purché il diritto di
accettare sia caduto in prescrizione e purché le RIA non sia già stata accettata da altri che avevano diritto.
I casi di rinuncia all’eredità sono tipi di situazioni nelle quali il the cujus è stato un’auto malavitoso i suoi
beni solo quindi frutto di attività illecite.
Una particolare forma di accettazione è l’accettazione con beneficio di inventario, tramite la quale erede
chiede la distinzione del proprio patrimonio da quello del defunto e si assume gli obblighi che derivano da
eventuali debiti lasciati in eredità; l’accettazione con beneficio di inventario deve essere resa per atto
pubblico e deve essere preceduta e seguita dalla formazione dell’inventario; questo tipo di citazione
obbligatorio se si tratta di eredità devoluta a soggetti minorenni o a persone giuridiche.
SUCCESSIONE LEGITTIMA
quando una persona muore si avvia la procedura della successione ereditaria che può essere di due tipi:
legittima o testamentaria.
Sia successione legittima quando il de cuius e non ha ridato un testamento o a disposto per testamento
solo per una parte dei suoi beni. Quando una persona muore senza lasciare testamento la legge individua
nei suoi familiari i soggetti più idonei a ricevere l’eredità. Il codice civile indica nell’articolo 565 le categorie
dei successori llegittimi
1. il coniuge
2. I discendenti
3. Gli ascendenti
4. I fratelli e le sorelle
5. Gli altri parenti in linea con laterale fino al sesto grado
6. Lo Stato
Al defunto succede prima di tutti i coniugi concorre nell’eredità con i discendenti e ascendenti i fratelli e le
sorelle; seguono poi i discendenti quindi figli nipoti pronipoti che escludono tutte le altre persone che
avrebbero diritto alla successione i figli in particolare escluderei discendenti di gradi successivi; infine gli
ascendenti quindi genitori nonni bisnonni i fratelli e le sorelle concorrono nella misura indicata nel codice
civile con il coniuge sempre che non esistono discendenti.
I parenti fino al sesto grado escludono sullo Stato che subentra dunque quando ne eredità e vagante cioè
priva di familiari a cui poter essere destinata. Lo Stato subentra nell’eredità di diritto senza dover procedere
ad accettazione senza possibilità di rinuncia. L’eredita vacante (che comporta la successione a favore dello
Stato), non va confusa con l’eredità giacente. Mentre la prima corrisponde ad una situazione di certezza la
giacenza fa invece riferimento ad una realtà di incertezza sulla destinazione del patrimonio ereditario.
Durante la vita inoltre è possibile redigere un documento il testamento in cui si indicano le proprie volontà
per il tempo successivo alla morte; Si fa luogo appunto a successione testamentaria quando una persona
risponde tramite un testamento le sue volontà per il periodo successivo alla propria morte;
Il testamento è un atto revocabile con cui un soggetto dispone per il tempo in cui avrà cessato di vivere di
tutte o di parte delle proprie sostanze.
Il testamento si caratterizza per essere:
- Un atto strettamente personale che non ammette pertanto ricorso alla rappresentanza
- Un atto revocabile: il testatore può in qualunque momento annullare o modificare le disposizioni
precedenti.
- Ed è un atto formale, in quanto deve essere redatto in una delle forme previste dalla legge.
Il testamento può essere:
•OLOGRAFO: Documento scritto datato e sottoscritto a mano personalmente dal testatore con
l’indicazione della data di compilazione
•PUBBLICO: È un documento scritto da un notaio sulla base delle dichiarazioni a lui rese dal testatore
alla presenza di due testimoni e sottoscritto dal testatore dai testimoni e dal notaio.
•SEGRETO: È un documento che può essere scritto dal testatore o da altre persone facendo anche
ricorso a mezzi meccanici; deve poi essere consegnato ad un notaio in presenza di due testimoni.
L’esecutore testamentario è colui che ha il compito di amministrare il patrimonio ereditario e che alla
cessazione dei propri compiti deve presentare un rendiconto finale.
Il testamento può essere dichiarato inoltre invalido attraverso la nullità o l’annullabilità; Un testamento
può risultare nullo se contiene disposizioni illeciti e se non indica in modo certo l’erede o se presenta
difetti formali;
Il testamento è annullabile per difetti di forma non gravi, per incapacità di disporre di chi lo dirige o per
vizi della volontà.
Quando viene redatto un testamento il de cuius non ha la libertà assoluta per quanto riguarda la
devoluzione dei propri beni; la legge tutela l’interesse dei familiari più stretti a ricevere almeno una
parte dell’eredità indipendentemente dalle disposizioni del testatore. Si parla in questo caso di
successione necessaria.
Rigore la successione necessaria quando determinati soggetti, denominati legittimari, sono ammessi
per legge a beneficiare di una quota del patrimonio ereditario indipendentemente dalle disposizioni
contenute nel testamento.
Il legittimari sono il coniuge i figli e gli ascendenti legittimi; Qualora lo legittimare si ritenga leso nel
proprio diritto può intraprendere l’azione di riduzione, tramite cui chiede la reintegrazione nella parte
che gli spetta per legge.
È possibile che il de cuius abbia disposto tramite testamento a favore di più coeredi senza specificare la
quota che compete a ciascuno di essi. in questo caso si determina una situazione di comunione
ereditaria.
La comunione ereditaria e la situazione che si determina quando più persone succedono nella qualità di
eredi nel patrimonio di una persona defunta. In qualsiasi momento ogni coerede ha il diritto di chiedere
la divisione della comunione a meno che questa non sia stata espressamente vietata dal testatore per
un periodo però non superiore a 5 anni. La divisione ereditaria può essere consensuale o giudiziaria.
Consensuale quando viene realizzato secondo le condizioni accettate da tutti quei eredi; Giudiziale
quando viene disposta dal giudice in base alla legge se i coeredi non trovano un accordo,