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Sofocle

Sofocle, nato a Colono nel V secolo a.C., fu un importante tragediografo e politico, noto per le sue opere che affrontano temi come l'onore, il fato e la giustizia. Tra le sue tragedie più celebri ci sono 'Aiace', 'Antigone', 'Edipo Re', 'Elettra', 'Le Trachinie', 'Filottete' ed 'Edipo a Colono', ognuna delle quali esplora conflitti morali e le conseguenze delle azioni umane. Sofocle è riconosciuto per la sua capacità di intrecciare la dimensione personale con questioni universali, rendendo le sue opere ancora attuali.

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Sofocle, nato a Colono nel V secolo a.C., fu un importante tragediografo e politico, noto per le sue opere che affrontano temi come l'onore, il fato e la giustizia. Tra le sue tragedie più celebri ci sono 'Aiace', 'Antigone', 'Edipo Re', 'Elettra', 'Le Trachinie', 'Filottete' ed 'Edipo a Colono', ognuna delle quali esplora conflitti morali e le conseguenze delle azioni umane. Sofocle è riconosciuto per la sua capacità di intrecciare la dimensione personale con questioni universali, rendendo le sue opere ancora attuali.

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Sofocle

Sofocle nacque a Colono (sobborgo di Atene in prossimità dell’accademia Platonica) all’inizio del V secolo
a.C- 496 a.C.: infatti aveva 17 anni quando guidò il coro del peana dopo la battaglia di Salamina secondo i
postumi. Iniziò la carriera da tragediografo sconfiggendo Eschilo: nel corso della carriera riportò 18
vittorie e non arrivò mai sotto il 2o posto. Ricoprì anche cariche politiche: fu uno dei 10 tesorieri e fu
stratego 2 volte - 1 di queste con Pericle. Infatti erano molto amici, era anche amico di Erodoto e di
Euripide (nonostante suo rivale, per la sua morte si vestì a lutto senza corona). La sua cultura era quindi
riconosciuta a livello politico. Si sposò con Nicostrata ed ebbe un nipote dal figlio avuto con un’amante:
Sofocle il giovane, divenne anch’egli tragediografo. Era molto religioso ed ebbe l’onore di ospitare la
statua di Asclepio in casa, onore concesso solo ai sacerdoti.

Ci sono rivenute 7 tragedie (e un dramma satiresco):

l’Aiace è giudicata essere la prima tragedia. Dopo la morte di Achille, le sue armi furono donate ad
Odisseo e non a lui: accecato dall’ira per l’onta subita, decide di uccidere gli Argivi. Atena lo offusca
con la follia e gli fa credere che questi siano il bestiame, che egli massacra. Tornato in sè, Aiace è
disperato e vergognato di ciò che è stato spinto a fare. Tecmessa, concubina e madre di suo figlio (
→ primo bambino in scena: elemento emotivo), apre la tenda e lo trova in mezzo al bestiame e
chiede di essere ucciso. Dopo essersi calmato, va in spiaggia, dove declama il suo ultimo monologo e
si suicida. La tragedia si conclude con lo scontro tra Teucro (fratellastro di Aiace) e Menelao e
Agamennone sulla dubbia sepoltura dell’eroe, che ha fine grazie ad Odisseo, che li spinge a provare
pietà per Aiace.

temi: l’onore e la vergogna; infatti per Aiace e la società della vergogna valeva più l’onore che la vita
stessa e la morte era l’unico rifugio ( → come per Foscolo)
l’Antigone (Αντιγονη: che si oppone) è la continuazione dei 7 contro Tebe di Eschilo. Dopo la morte
dei fratelli Eteocle e Polinice, Antigone informa la sorella Ismene della loro morte e sostiene che
entrambi debbano avere degna sepoltura. La legge però, vede Polinice come traditore dello stato:
infatti il nuovo re, loro zio Creonte, la vieta, e Ismene sostiene “sono solo una donna, come posso
oppormi?”. Antigone decide comunque di seppellirlo: scoperta, viene condotta davanti a Creonte
assieme alla sorella creduta colpevole per essere murata viva. Emeone, promesso sposo di Antigone,
si oppone, così come l’indovino Tiresia che dice che gli dei non sono favorevoli alle sue azioni.
Creonte si pente e decide di seppellire Polinice e poi va a riprendere Antigone: ma è troppo tardi, la
ragazza si è impiccata ed Emeone disperato cerca di uccidere il padre e poi si suicida. Anche la
moglie di Creonte è disperata; Creonte rimane solo e invoca la morte.

temi: le leggi divine vs le leggi umane. Cosa bisogna fare quando le leggi divine (per attualizzare, dello
stato) e le leggi che ci detta la nostra morale non coincidono? Dobbiamo obbedire allo stato o ribellarci
seguendo la nostra morale?
l’Edipo Re è l’inizio della storia di Edipo e della colpa della sua famiglia. Una profezia aveva
predetto che avrebbe sposato sua madre e ucciso suo padre, per evitare ciò se ne andò da Corinto
per evitare i genitori. ma durante la fuga aveva ucciso un uomo per strada ed arrivato a Tebe era
stato proclamato re dalla sfinge-per aver risolto il suo enigma- e aveva sposato la regina vedova
Giocasta. una volta scoperto che erano suo padre e sua madre (il pubblico lo sa prima del
protagonista), Giocasta si uccide ed Edipo si acceca dalla disperazione.

temi: l’ineluttabilità del fato, come per sfuggire da esso possiamo proprio portarci al suo compimento,
esattamente come è successo ad Edipo.

l’Elettra segue le vicende della trilogia Orestea di Eschilo, in particolare è una rivisitazione della
storia delle Coefore. Dopo la morte di Agamennone Oreste torna a casa sotto copertura per
vendicare il padre. È aspettato dalla sorella Elettra, che vive nella sofferenza di quello che succede in
casa, ma temuto dalla madre. per questo è sollevata quando Oreste le tende un inganno, dicendo di
essere un messaggero che annuncia la propria morte; si rivela solo ad Elettra. Egli uccide la madre e
l’amante. la tragedia quindi si conclude con la vendetta di Oreste ed Elettra, impuniti, a differenza
delle coefore dove Oreste macchiato dal sangue familiare viene tormentato dalle dee Eumenidi.

temi: vendetta e giustizia. È giusto vendicare un omicidio con un altro omicidio? ( → collegamento: Dei
delitti e delle pene, Cesare Beccaria)

Le Trachinie: Deianira attende il ritorno di Eracle dalle sue 10 fatiche. Egli torna, ma con la
concubina Iole: giovane e bella, le ricorda sè stessa alla sua età; prova gelosia e paura di essere
abbandonata ma allo stesso tempo pietà per la ragazza. Giustifica persino il marito reputandolo
vittima di Venere. decide quindi di utilizzare su di lui un filtro d’amore donatole dal centauro Nesso,
ucciso da Eracle stesso prima del loro matrimonio per salvare la giovane che aveva provato a
violentare. ma il filtro è in realtà un veleno, una vendetta da Nesso: l’eroe non fa una fine eroica,
come la profezia sosteneva che sarebbe stato ucciso da un essere già morto, e la moglie si trafigge
con una spada.

tema: la sofferenza non nasce dalla cattiveria, ma dall’ignoranza e dall’ingenuità. In questo caso, la
sofferenza di Deianira nasce dalla fiducia sbagliata che ha riposto nel centauro Nesso. Inoltre ha cercato
di cambiare il fato spinta da emozioni negative come la gelosia.

Durante il viaggio verso Troia, Filottete viene morso da un serpente che gli provoca una ferita di
un odore sgradevole. Per questo viene abbandonato dai suoi compagni, tra cui Odisseo, a Lemno. Lì
viene raggiunto da Odisseo stesso e Neottolemo (figlio di Achille) dopo 10 anni di guerra perché una
profezia aveva predetto che la guerra sarebbe stata vinta solo se in possesso dell’arco di Eracle, che
aveva Filottete. Odisseo architetta un piano ingannevole a cui Neottolemo si oppone: lui, come suo
padre, preferirebbe la violenza all’inganno. infatti quando vede la sofferenza di Filottete, prova pietà
e sceglie di essere sincero e restituirgli l’arco e di chiedergli di venire con lui. Filottete rifiuta e
Odisseo va su tutte le furie, ma alla fine discende il dio Eracle (grazie alla macchina del deus ex
machina) dicendo che tutte le azioni buone saranno premiate, come è successo a lui per le sue
fatiche e divinizzato.

tema: conflitto tra astuzia e integrità morale, dimostra che la vera grandezza è agire giustamente anche
quando costa conseguenze non comode per gli altri e l’importante è rimanere sempre ancorati alle
nostre scelte e alle nostre morali.
l’Edipo a Colono è il seguito dell’Edipo re. Dopo essersi accecato, Edipo si rifugia a Colono
accompagnato dalla figlia Antigone. Questa lo informa della guerra tra i due fratelli: il padre li
definisce donnicciole per il loro comportamento immaturo. Una profezia vuole che la città che avrà il
suo corpo dopo la sua morte avrà prosperità e buona fortuna; quindi Polinice lo richiede a Tebe, ma
lui rifiuta perché si è sentito tradito dalla sua città e dai suoi figli e gli predice la reciproca uccisione
con il fratello. Ad Atene il re Teseo è l’unico ad accoglierlo con rispetto: capisce che è vittima del fato,
non del suo peccato. Capisce che la sua fine è vicina per un tuono (presagio di morte) e si rifugia in
un bosco di Atene accompagnato da Teseo, a cui affida in protezione le sue figlie, promettendo buon
augurio alla città di Atene.

tema: redenzione con dignità: nonostante il peccato commesso inconsapevolmente, Edipo è riuscito a
purificarsi scegliendo azioni giuste, diventando una figura protettiva per Atene.

→ ordine delle tragedie del ciclo tebano:

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