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Modello ICF

L'ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) è uno strumento dell'OMS per descrivere e misurare la salute e la disabilità della popolazione, rappresentando una rivoluzione nella comprensione della disabilità. Esso è applicabile a tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni di salute, e fornisce un linguaggio standard per la comunicazione in ambito sanitario. L'ICF è utilizzato in vari settori, come quello educativo, clinico, sociale e della ricerca, per valutare e migliorare la salute e il funzionamento degli individui.

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L'ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) è uno strumento dell'OMS per descrivere e misurare la salute e la disabilità della popolazione, rappresentando una rivoluzione nella comprensione della disabilità. Esso è applicabile a tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni di salute, e fornisce un linguaggio standard per la comunicazione in ambito sanitario. L'ICF è utilizzato in vari settori, come quello educativo, clinico, sociale e della ricerca, per valutare e migliorare la salute e il funzionamento degli individui.

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OMS

ICF
L’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento,
della Disabilità e della Salute) è il nuovo strumento
elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
(OMS) per descrivere e misurare la salute e la disabilità ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ
della popolazione. Esso rappresenta la versione definitiva
e approvata a livello mondiale della Classificazione
Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità
e degli Handicap (ICIDH).
L’ICF consente di cogliere, descrivere e classificare ciò
che può verificarsi in associazione a una condizione di
salute, cioè le «compromissioni» della persona o, per
ICF

ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute


utilizzare un vocabolo neutro, il suo «funzionamento».
Non è una classificazione che riguarda soltanto le
condizioni di persone affette da particolari anomalie
fisiche o mentali, ma è applicabile a qualsiasi persona Classif icazione
Internazionale
che si trovi in qualunque condizione di salute, dove vi
sia la necessità di valutarne lo stato a livello corporeo,
personale o sociale. Si tratta inoltre di una vera e propria
rivoluzione della concettualizzazione della disabilità,
che tiene conto per la prima volta di fattori contestuali
del Funzionamento,
e ambientali.
L’ICF rappresenta uno strumento importante per i
della Disabilità
professionisti del campo sanitario e dei settori della
sicurezza sociale, delle assicurazioni, dell’istruzione, e della Salute

ICF
dell’economia, del lavoro, in ambito politico e legislativo,
e può essere utilizzato: come strumento educativo (per
la progettazione di curricula e l’identificazione dei bisogni
educativi); come strumento clinico (nell’assessment dei
bisogni, nella scelta dei trattamenti, nell’assessment
di orientamento, nella riabilitazione e nella valutazione
dei risultati); come strumento di politica sociale (per la
progettazione e la realizzazione di piani d’intervento e
servizi); come strumento di ricerca (per misurare i risultati
dei servizi sanitari); come strumento di raccolta
e registrazione di dati (in demografia, negli studi
su particolari popolazioni).

€ 37,00
OMS

ICF
L’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento,
della Disabilità e della Salute) è il nuovo strumento
elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
(OMS) per descrivere e misurare la salute e la disabilità ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ
della popolazione. Esso rappresenta la versione definitiva
e approvata a livello mondiale della Classificazione
Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità
e degli Handicap (ICIDH).
L’ICF consente di cogliere, descrivere e classificare ciò
che può verificarsi in associazione a una condizione di
salute, cioè le «compromissioni» della persona o, per
ICF

ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute


utilizzare un vocabolo neutro, il suo «funzionamento».
Non è una classificazione che riguarda soltanto le
condizioni di persone affette da particolari anomalie
fisiche o mentali, ma è applicabile a qualsiasi persona Classif icazione
Internazionale
che si trovi in qualunque condizione di salute, dove vi
sia la necessità di valutarne lo stato a livello corporeo,
personale o sociale. Si tratta inoltre di una vera e propria
rivoluzione della concettualizzazione della disabilità,
che tiene conto per la prima volta di fattori contestuali
del Funzionamento,
e ambientali.
L’ICF rappresenta uno strumento importante per i
della Disabilità
professionisti del campo sanitario e dei settori della
sicurezza sociale, delle assicurazioni, dell’istruzione, e della Salute

ICF
dell’economia, del lavoro, in ambito politico e legislativo,
e può essere utilizzato: come strumento educativo (per
la progettazione di curricula e l’identificazione dei bisogni
educativi); come strumento clinico (nell’assessment dei
bisogni, nella scelta dei trattamenti, nell’assessment
di orientamento, nella riabilitazione e nella valutazione
dei risultati); come strumento di politica sociale (per la
progettazione e la realizzazione di piani d’intervento e
servizi); come strumento di ricerca (per misurare i risultati
dei servizi sanitari); come strumento di raccolta
e registrazione di dati (in demografia, negli studi
su particolari popolazioni).

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Indice

A. Introduzione 9
1. Background 11
2. Scopi dell’ICF 13
3. Proprietà dell’ICF 14
4. Visione d’insieme delle componenti dell’ICF 16
5. Modello del Funzionamento e della Disabilità 22
6. Uso dell’ICF 24

B. Classificazione a un livello 29

C. Classificazione a due livelli 33

D. Classificazione dettagliata con definizioni 47


Funzioni Corporee 49
Strutture Corporee 89
Attività e Partecipazione 105
Fattori Ambientali 139

E. Allegati 165
1. Problemi tassonomici e terminologici 167
2. Indicazioni per l’uso dei codici dell’ICF 173
3. Possibili utilizzi della componente Attività e Partecipazione 185
4. Casi esemplificativi 188
5. L’ICF e le persone con disabilità 191
6. Indicazioni etiche per l’utilizzo dell’ICF 193
7. Sintesi del processo di revisione 195
8. Orientamenti futuri per l’ICF 198
9. Elenco minimo di componenti dell’ICF da utilizzare 200
per effettuare studi di popolazione o costituire sistemi
informatici sanitari di base
10. Ringraziamenti 201

F. Indice analitico 215


Introduzione 11

1. Background

In questo volume viene presentata la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della


Disabilità e della Salute, nota come ICF.1 Lo scopo generale della classificazione ICF è quello di fornire
un linguaggio standard e unificato che serva da modello di riferimento per la descrizione della salute
e degli stati ad essa correlati. Essa definisce le componenti della salute e alcune componenti ad essa
correlate (come l’istruzione e il lavoro). I domini2 contenuti nell’ICF possono, perciò, essere visti come
domini della salute e domini ad essa correlati. Questi domini sono descritti dal punto di vista corporeo,
individuale e sociale in due elenchi principali: (1) Funzioni e Strutture Corporee e (2) Attività e
Partecipazione.3 In quanto classificazione, l’ICF raggruppa in maniera sistematica diversi domini di
una persona in una data condizione di salute (ad es. quello che una persona con una malattia o un
disturbo fa o può fare).
Funzionamento4 è un termine ombrello che comprende tutte le funzioni corporee, le attività e la
partecipazione; allo stesso modo disabilità serve come termine ombrello per menomazioni, limitazioni
dell’attività o restrizioni della partecipazione. L’ICF elenca anche i fattori ambientali che interagiscono
con tutti questi costrutti. In questo modo esso permette all’utilizzatore di registrare degli utili profili del
funzionamento, della disabilità e della salute dell’individuo in vari domini.
L’ICF appartiene alla «famiglia» delle classificazioni internazionali sviluppate dall’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) in vista di una loro applicazione a vari aspetti della salute. La famiglia delle
classificazioni internazionali dell’OMS fornisce un modello di riferimento che permette di codificare
un’ampia gamma di informazioni relative alla salute (ad es. diagnosi, funzionamento e disabilità, ragioni del
contatto con i servizi sanitari) e usa un linguaggio comune standardizzato che permette la comunicazione in
materia di salute e di assistenza sanitaria in tutto il mondo, e tra varie scienze e discipline.
Nelle classificazioni internazionali dell’OMS le condizioni di salute in quanto tali (malattie, distur-
bi, lesioni, ecc.) vengono classificate principalmente nell’ICD-10 (acronimo di International Statistical
Classification of Diseases and Related Health Problems)5 che fornisce un modello di riferimento eziologico.
Nell’ICF, invece, vengono classificati il funzionamento e la disabilità associati alle condizioni di salute.
L’ICD-10 e l’ICF sono pertanto complementari,6 e dovrebbero essere utilizzati insieme. L’ICD-10
fornisce una «diagnosi» delle malattie, dei disturbi o di altri stati di salute e questa informazione si

1
Il testo rappresenta una revisione della Classificazione Internazionale delle Menomazioni, della Disabilità e degli Handicap
(ICIDH) che fu pubblicata per la prima volta nel 1980 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per scopi di sperimenta-
zione. Sviluppata nel corso degli ultimi cinque anni in seguito a sistematiche prove sul campo e consultazioni internazionali,
è stata approvata per l’uso a livello internazionale dalla 54 World Health Assembly il 22 maggio 2001 (risoluzione WHA54.21).
th

2
Un dominio è un insieme pratico e significativo di funzioni fisiologiche, strutture anatomiche, azioni, compiti, o aree di vita
correlate.
3
Questi termini, che sostituiscono quelli usati precedentemente — «menomazione», «disabilità» e «handicap» — ampliano la
prospettiva della classificazione permettendo la descrizione di elementi positivi. I nuovi termini verranno ulteriormente
definiti in questa introduzione e poi spiegati in maniera dettagliata all’interno della classificazione. Va tenuto presente che tali
termini sono impiegati con significati specifici che possono differire dal significato corrente.
4
Per la traduzione italiana del termine «functioning» si è optato per la parola «funzionamento», anche se semanticamente il
termine inglese avrebbe il valore neutro di «funzione/i». Si lascia aperto il campo per eventuali commenti e/o suggerimenti da
parte degli utilizzatori di questo strumento.
5
International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems, 10° rev., voll. 1-3, Ginevra, Organizzazione
Mondiale della Sanità, 1992-1994.
6 È importante riconoscere le sovrapposizioni tra ICD-10 e ICF. Entrambe le classificazioni cominciano con i sistemi corporei.
Le menomazioni si riferiscono alle strutture e alle funzioni corporee, che generalmente sono elementi del «processo patolo-
gico» e quindi figurano anche nell’ICD-10; ciononostante, mentre l’ICD-10 considera le menomazioni (come i segni e
sintomi) in quanto elementi di una costellazione che costituisce una «malattia», o talvolta come motivi per contattare i servizi
sanitari, il sistema ICF considera le menomazioni come problemi delle funzioni e delle strutture corporee associate alle
condizioni di salute.
12 ICF

arricchisce delle informazioni aggiuntive offerte dall’ICF relative al funzionamento.7 Quindi, l’associa-
zione di informazioni sulla diagnosi e sul funzionamento fornisce un quadro più ampio e significativo
della salute delle persone o delle popolazioni, utilizzabile quando si tratta di prendere delle decisioni.
La famiglia delle classificazioni internazionali dell’OMS rappresenta un valido strumento per
descrivere e mettere a confronto la salute delle popolazioni in un contesto internazionale. Le informazioni
sulla mortalità (fornite dall’ICD-10) e sulle condizioni di salute (fornite dall’ICF) possono essere combi-
nate in una misurazione riassuntiva per controllare la salute delle popolazioni, e inoltre per valutare i
contributi delle diverse cause di mortalità e morbilità.
L’ICF non è più una classificazione delle «conseguenze delle malattie» (versione del 1980) ma è
diventata invece una classificazione delle «componenti della salute». Le «componenti della salute» iden-
tificano gli elementi costitutivi della salute, mentre le «conseguenze» si focalizzano sull’impatto delle
malattie o di altre condizioni di salute che ne possono derivare. L’ICF assume quindi una posizione
neutrale rispetto all’eziologia, permettendo ai ricercatori di fare inferenze causali utilizzando i metodi
scientifici appropriati. Questo approccio è diverso anche da un approccio sulle «cause determinanti della
salute» o sui «fattori di rischio». Per facilitare lo studio di questi fattori l’ICF include un elenco di fattori
ambientali che descrivono il contesto in cui gli individui vivono.

7 Due persone con la stessa malattia possono avere diversi livelli di funzionamento e due persone con lo stesso livello di
funzionamento non hanno necessariamente la stessa condizione di salute. Quindi l’utilizzo congiunto di ICD-10 e ICF
accresce la qualità dei dati. In ambito medico, non bisognerebbe utilizzare l’ICF senza effettuare le normali procedure
diagnostiche. Per altri impieghi l’ICF può essere utilizzato da solo.
Introduzione 13

2. Scopi dell’ICF

L’ICF è una classificazione che ha diversi scopi e può essere utilizzata in discipline e settori diversi.
I suoi scopi principali possono essere così sintetizzati:
• fornire una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute, delle condizioni, conseguenze
e cause determinanti ad essa correlate;
• stabilire un linguaggio comune per la descrizione della salute e delle condizioni ad essa correlate allo
scopo di migliorare la comunicazione fra i diversi utilizzatori, tra cui gli operatori sanitari, i ricercatori,
gli esponenti politici e la popolazione, incluse le persone con disabilità;
• rendere possibile il confronto fra dati raccolti in Paesi, discipline sanitarie, servizi e in periodi diversi;
• fornire uno schema di codifica sistematico per i sistemi informativi sanitari.
Questi scopi sono interrelati fra loro, dal momento che le esigenze che sono alla base dell’ICF e le
sue applicazioni richiedono la creazione o la disponibilità di un sistema significativo e pratico che possa
essere usato da vari consumatori per una politica sanitaria, una garanzia di qualità e una valutazione dei
risultati in culture diverse.

2.1 Applicazioni dell’ICF


Da quando è stato pubblicato nel 1980 solo come versione per la sperimentazione sul campo,
l’ICIDH è stato adoperato per vari propositi. Ad esempio:
• come strumento statistico: nella raccolta e nella registrazione di dati (per es. in demografia, negli studi
e nelle inchieste su popolazioni o nei sistemi informativi);
• come strumento di ricerca: per misurare i risultati, la qualità della vita o i fattori ambientali;
• come strumento clinico: nell’assessment dei bisogni, nell’abbinamento fra trattamenti e condizioni
specifiche, nell’assessment per l’orientamento, nella riabilitazione e nella valutazione dei risultati;
• come strumento di politica sociale: progettazione di previdenza sociale, sistemi di indennità, pianifica-
zione e realizzazione di progetti politici;
• come strumento educativo: programmazione di curricula e miglioramento della consapevolezza e delle
azioni sociali.
Dal momento che l’ICF rappresenta una classificazione della salute e degli stati ad essa correlati, esso
viene utilizzato anche in settori come quello assicurativo, della previdenza sociale, del lavoro, dell’istru-
zione, dell’economia, della legislazione e delle modificazioni ambientali. Così è stato accettato come una
delle classificazioni delle Nazioni Unite, e adotta le Standard Rules on the Equalization of Opportunities for
Persons with Disabilities.8 In quanto tale, l’ICF costituisce lo strumento adeguato per la realizzazione di
mandati internazionali a difesa dei diritti dell’uomo nonché di legislazioni nazionali.
L’ICF può essere utile per un’ampia gamma di applicazioni diverse, come per esempio, l’ambito
della previdenza sociale, della valutazione nell’assistenza sanitaria e delle ricerche statistiche su popola-
zioni a livello locale, nazionale e internazionale. Esso offre una struttura concettuale per l’organizzazio-
ne delle informazioni che è applicabile all’assistenza sanitaria personale — comprese la prevenzione e
la promozione della salute — e al miglioramento della partecipazione attraverso la rimozione o la
diminuzione degli ostacoli sociali e la promozione di supporto sociale e di facilitatori. È applicabile
altresì allo studio dei sistemi di assistenza sanitaria per la valutazione e la formulazione di politiche.

8 The Standard Rules on the Equalization of Opportunities for Persons with Disabilities, adottate dall’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite, in occasione della sua 48a sessione, il 20 dicembre 1993 (Risoluzione 48/96) e pubblicate nel 1994 dal United
Nations Department of Public Information, New York.
14 ICF

3. Proprietà dell’ICF

Una classificazione dovrebbe essere chiara riguardo a ciò che classifica: il suo universo, il suo scopo,
la sua estensione, le sue unità di classificazione, nonché l’organizzazione e la struttura interna. I paragrafi
seguenti servono a spiegare queste fondamentali proprietà dell’ICF.

3.1 Universo dell’ICF


L’ICF racchiude tutti gli aspetti della salute umana e alcune componenti del benessere rilevanti per
la salute e li descrive come domini della salute e domini ad essa correlati.9 La classificazione si riferisce
all’ampio contesto della salute e non copre circostanze che non sono ad essa correlate, come quelle causate
da fattori socioeconomici. Per esempio, le persone possono essere limitate nell’esecuzione di un compito
nel loro ambiente attuale a causa della razza, del sesso, della religione o di altre caratteristiche socioeco-
nomiche; non essendo queste limitazioni correlate alla salute, esse non vengono classificate nell’ICF.
Molto spesso si ritiene erroneamente che l’ICF riguardi soltanto le persone con disabilità; in realtà
esso riguarda tutti. Gli stati di salute e quelli ad essa correlati, associati a tutte le condizioni di salute
possono trovare la loro descrizione nell’ICF. In altre parole, l’ICF ha un’applicazione universale.10

3.2 Struttura dell’ICF


Le informazioni fornite dall’ICF sono una descrizione delle situazioni che riguardano il funziona-
mento umano e le sue restrizioni, e la classificazione serve da modello di riferimento per l’organizzazione
di queste informazioni, strutturandole in modo significativo, interrelato e facilmente accessibile.
L’ICF organizza le informazioni in due parti. La Parte 1 si occupa di Funzionamento e Disabilità,
mentre la Parte 2 riguarda i Fattori Contestuali. Ogni parte è composta da due componenti:

1. Componenti del Funzionamento e della Disabilità

La componente del Corpo comprende due classificazioni, una per le funzioni dei sistemi corporei e
una per le strutture corporee. I capitoli delle due classificazioni sono organizzati in base ai sistemi corporei.
La componente di Attività e Partecipazione comprende la gamma completa dei domini che indicano
gli aspetti del funzionamento da una prospettiva sia individuale che sociale.

2. Componenti dei Fattori Contestuali

La prima componente dei Fattori Contestuali è un elenco di Fattori Ambientali.


I fattori ambientali hanno un impatto su tutte le componenti del funzionamento e della disabilità
e sono organizzati secondo un ordine che va dall’ambiente più vicino alla persona a quello più generale.
Anche i Fattori Personali sono una componente dei Fattori Contestuali, ma non sono classificati
nell’ICF a causa della grande variabilità sociale e culturale ad essi associata.
Le componenti del Funzionamento e della Disabilità nella Parte 1 dell’ICF possono essere espresse
in due modi. Da un lato possono essere usate per indicare problemi (per es. menomazioni, limitazione
dell’attività o restrizione della partecipazione, raggruppati sotto il termine ombrello disabilità); dall’altro
possono indicare aspetti non problematici (neutri) della salute e degli stati ad essa correlati, raggruppati
sotto il termine ombrello funzionamento.

9 Esempi di domini della salute sono la vista, l’udito, il camminare, l’apprendere e il ricordare, mentre esempi di domini
correlati alla salute includono il trasporto, l’istruzione e le interazioni sociali.
10
J.E. Bickenbach, S. Chatterji, E.M. Badley e T.B. Üstün (1999), Models of disablement, universalism and the ICIDH, «Social
Science and Medicine», n. 48, pp. 1173-1187.
Introduzione 15

Queste componenti del funzionamento e della disabilità vengono interpretate attraverso quattro
costrutti separati ma correlati. Questi costrutti vengono resi operativi utilizzando i qualificatori. Le
funzioni e le strutture corporee possono essere classificate attraverso cambiamenti nei sistemi fisiologici
o in strutture anatomiche. Per la componente Attività e Partecipazione sono disponibili due costrutti:
capacità e performance (paragrafo 4.2 dell’Introduzione).
Il funzionamento e la disabilità di una persona sono concepiti come un’interazione dinamica11 tra le
condizioni di salute (malattie, disturbi, lesioni, traumi, ecc.) e i fattori contestuali. Come indicato in
precedenza, i Fattori Contestuali includono sia i fattori personali che quelli ambientali. L’ICF comprende
un elenco esauriente dei fattori ambientali in quanto componenti essenziali della classificazione. I fattori
ambientali interagiscono con tutte le componenti del funzionamento e della disabilità. Il costrutto di base
dei Fattori Ambientali è la funzione facilitante o ostacolante che il mondo fisico, sociale e degli atteggia-
menti può avere sulle persone.

3.3 Unità di classificazione


L’ICF classifica la salute e gli stati ad essa correlati. Le unità di classificazione sono, quindi, le categorie
interne ai domini della salute e degli stati ad essa correlati. È importante notare che le persone non sono
le unità di classificazione dell’ICF, ovvero che essa non classifica le persone, ma descrive la situazione di
ciascuna persona all’interno di una serie di domini della salute o degli stati ad essa correlati. La descrizione
viene inoltre sempre effettuata all’interno del contesto dei fattori ambientali e personali.

3.4 Presentazione dell’ICF


L’ICF è presentato in due versioni in modo da rispondere alle necessità dei diversi utilizzatori e ai
diversi livelli di approfondimento necessari.
La versione completa dell’ICF, contenuta in questo volume, fornisce una classificazione a quattro
livelli di approfondimento. Questi quattro livelli possono essere raggruppati in un sistema di classificazio-
ne di livello superiore che include tutti i domini in un secondo livello. Il sistema a due livelli è disponibile
nella versione ridotta dell’ICF.

11 Questa interazione può essere vista come un processo o come un risultato a seconda dell’utilizzatore.
16 ICF

4. Visione d’insieme delle componenti dell’ICF

DEFINIZIONI12
Nel contesto della salute:
Le funzioni corporee sono le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei (incluse le funzioni psicologiche).
Le strutture corporee sono le parti anatomiche del corpo, come gli organi, gli arti e le loro componenti.
Le menomazioni sono problemi nella funzione o nella struttura del corpo, intesi come una
deviazione o una perdita significative.
L’attività è l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo.
La partecipazione è il coinvolgimento in una situazione di vita.
Le limitazioni dell’attività sono le difficoltà che un individuo può incontrare nell’eseguire delle
attività.
Le restrizioni della partecipazione sono i problemi che un individuo può sperimentare nel
coinvolgimento nelle situazioni di vita.
I fattori ambientali costituiscono gli atteggiamenti, l’ambiente fisico e sociale in cui le persone
vivono e conducono la loro esistenza.

Un prospetto riassuntivo di questi concetti viene fornito nella tabella 4.1 ed essi saranno ulterior-
mente spiegati in termini operazionali nel paragrafo 5.1. Come indica la tabella:
• l’ICF può essere suddiviso in due parti, ognuna composta da due componenti:
Parte 1. Funzionamento e Disabilità
(a) Funzioni e Strutture Corporee
(b) Attività e Partecipazione
Parte 2. Fattori Contestuali
(c) Fattori Ambientali
(d) Fattori Personali
• ciascuna componente può essere espressa in termini sia positivi che negativi;
• ciascuna componente consiste di vari domini e, all’interno di ciascun dominio, di categorie, che sono
le unità di classificazione. Gli stati di salute e gli stati ad essa correlati di un individuo possono essere
registrati selezionando il codice o i codici di categoria appropriati e aggiungendovi i qualificatori, che
sono dei codici numerici che specificano l’estensione o la gravità del funzionamento o della disabilità
in quella categoria, o il grado in cui un fattore ambientale rappresenta un facilitatore o una barriera.

4.1 Funzioni e strutture del corpo


MENOMAZIONI
Definizioni: Le funzioni corporee sono le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei (incluse le funzioni
psicologiche).
Le strutture corporee sono le parti anatomiche del corpo, come gli organi, gli arti e le loro
componenti.
Le menomazioni sono problemi nella funzione o nella struttura del corpo, intesi come una
deviazione o una perdita significative.

12
Vedi anche allegato 1, Problemi tassonomici e terminologici.
Introduzione 17

1. Le funzioni corporee e le strutture corporee vengono classificate in due sezioni distinte. Queste due
classificazioni sono concepite per essere usate in parallelo: ad esempio, le funzioni corporee compren-
dono sensi umani fondamentali come le «funzioni della vista» e i loro correlati strutturali esistono
sotto forma di «occhio e strutture correlate».
2. Il termine «corpo» si riferisce all’organismo umano nella sua interezza, e quindi include il cervello e
le sue funzioni, ovvero la mente. Le funzioni mentali (o psicologiche) sono perciò classificate nelle
funzioni corporee.
3. Le funzioni e le strutture del corpo sono classificate secondo i sistemi corporei; di conseguenza, le
strutture corporee non vengono considerate come organi.13
4. Le menomazioni strutturali possono comprendere un’anomalia, un difetto, una perdita o un’altra
anormalità significativa nelle strutture corporee. La classificazione delle menomazioni è stata fatta
coerentemente con le conoscenze biologiche a livello dei tessuti o delle cellule, o a livello subcellulare
o molecolare; tuttavia, per ragioni pratiche, la classificazione non contempla questi livelli.14

TABELLA 4.1
Visione d’insieme dell’ICF

Parte 1: Funzionamento e disabilità Parte 2: Fattori contestuali

Componenti Funzioni e Strutture Attività Fattori Ambientali Fattori Personali


Corporee e Partecipazione

Domini Funzioni corporee Aree di vita Influenze esterne su Influenze interne su


(compiti, azioni) funzionamento funzionamento e
Strutture corporee e disabilità disabilità

Costrutti Cambiamento nelle Capacità Impatto facilitante o Impatto delle


funzioni corporee Eseguire compiti ostacolante delle caratteristiche della
(fisiologico) in un ambiente caratteristiche del persona
standard mondo fisico, sociale
e degli atteggiamenti
Cambiamento nelle Performance
strutture corporee Eseguire compiti
(anatomico) nell’ambiente attuale

Aspetto Integrità funzionale Attività Facilitatori non applicabile


positivo e strutturale Partecipazione

Funzionamento
Aspetto Menomazione Limitazione Barriere/ostacoli non applicabile
negativo dell’attività
Restrizione della
partecipazione

Disabilità

13 Sebbene la categoria degli organi fosse menzionata nella versione dell’ICIDH del 1980, la definizione di «organo» non è
chiara. L’occhio e l’orecchio sono tradizionalmente considerati come organi, ma rimane difficile identificare e definire i
confini delle estremità e degli organi interni. Al termine «organo» che implica l’esistenza di un’entità o di unità all’interno del
corpo, l’ICF preferisce il termine «struttura corporea».
14 Le menomazioni codificate utilizzando la versione completa dell’ICF dovrebbero essere individuabili o visibili da altri o dalla

persona interessata tramite osservazione diretta o tramite deduzione derivante dall’osservazione.


18 ICF

I fondamenti biologici delle menomazioni sono serviti da guida per la classificazione e questa può
essere estesa fino a comprendere i livelli cellulari o molecolari. Per gli utilizzatori in campo medico, va
rilevato che le menomazioni non coincidono con la patologia sottostante, ma sono le manifestazioni
di tale patologia.
5. Le menomazioni rappresentano una deviazione rispetto agli standard generalmente accettati nello
status biomedico del corpo e delle sue funzioni, e la definizione dei loro elementi costitutivi viene
intrapresa in primo luogo dalle persone qualificate a giudicare il funzionamento fisico e mentale
rispetto a questi standard.
6. Le menomazioni possono essere temporanee o permanenti; progressive, regressive o stabili; intermittenti
o continue. La deviazione dalla norma può essere lieve o grave e può fluttuare nel tempo. Queste
caratteristiche vengono rilevate nelle descrizioni ulteriori, principalmente nei codici, attraverso i
qualificatori dopo il punto.
7. Le menomazioni non sono contingenti all’eziologia o al modo in cui si sono sviluppate; per esempio,
la perdita della vista o di un arto può derivare da un’anomalia genetica o da una lesione. La presenza
di una menomazione implica necessariamente una causa, che può tuttavia non essere sufficiente a
spiegare tale menomazione. Inoltre, laddove c’è una menomazione, vi è anche una disfunzione nelle
funzioni o nelle strutture corporee, che però può essere correlata a qualsiasi altro disturbo, malattia o
stato psicologico.
8. Le menomazioni possono essere una parte o un’espressione di una condizione di salute, ma non
indicano necessariamente la presenza di una malattia o che l’individuo dovrebbe essere considerato
malato.
9. Il concetto di menomazione è più ampio e comprensivo rispetto a quello di disturbo o malattia; per
esempio, la perdita di una gamba è una menomazione della struttura corporea, non un disturbo o una
malattia.
10. Dalle menomazioni possono risultare altre menomazioni; ad esempio l’assenza di forza muscolare può
danneggiare le funzioni del movimento, le funzioni del cuore possono essere correlate a un deficit
nelle funzioni respiratorie, e una percezione deficitaria può essere correlata con le funzioni del
pensiero.
11. Alcune categorie della componente Funzioni e Strutture Corporee e le categorie dell’ICD-10 sembra-
no sovrapporsi, specialmente per quanto riguarda i sintomi e i segni. Tuttavia, le due classificazioni
hanno scopi diversi.
L’ICD-10 classifica i sintomi in capitoli speciali per documentare lo stato patologico o l’impiego di
servizi, laddove l’ICF li mostra come parte delle funzioni corporee, che possono essere utilizzate per
prevenire o identificare i bisogni dei pazienti. È importante ricordare che nell’ICF la classificazione
delle Funzioni e delle Strutture Corporee deve essere utilizzata insieme alle categorie di Attività e
Partecipazione.
12. Le menomazioni vengono classificate nelle categorie appropriate utilizzando criteri di identificazione
definiti (ad esempio, come presenti o assenti rispetto ai livelli di soglia). Questi criteri sono gli stessi
per le funzioni e le strutture corporee. Essi sono: (a) perdita o assenza, (b) riduzione, (c) aumento o
eccesso, (d) deviazione. Quando una menomazione è presente, è possibile specificarne la gravità
usando il qualificatore generico.
13. I fattori ambientali interagiscono con le funzioni corporee, come nelle interazioni tra qualità dell’aria
e respirazione, luce e vista, suoni e udito, stimoli distraenti e attenzione, conformazione del terreno
e equilibrio, e temperatura dell’ambiente e regolazione della temperatura corporea.
Introduzione 19

4.2 Attività e Partecipazione


LIMITAZIONI DELL’ATTIVITÀ E RESTRIZIONI DELLA PARTECIPAZIONE

Definizioni: L’attività è l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo.


La partecipazione è il coinvolgimento in una situazione di vita.
Le limitazioni dell’attività sono le difficoltà che un individuo può incontrare nell’eseguire
delle attività.
Le restrizioni della partecipazione sono i problemi che un individuo può sperimentare nel
coinvolgimento nelle situazioni di vita.

1. I domini per la componente Attività e Partecipazione sono presentati in un unico elenco che copre
l’intera gamma delle aree di vita (dall’«apprendimento basilare» o «guardare» a aree composte come le
«interazioni interpersonali» o «il lavoro»). La componente può essere usata per indicare attività (a) o
partecipazione (p) o entrambi. I domini di questa componente sono qualificati dai due qualificatori
performance e capacità. Quindi le informazioni raccolte dall’elenco forniscono una matrice di dati senza
sovrapposizioni o ripetizioni (tabella 4.2).
2. Il qualificatore performance descrive ciò che un individuo fa nel suo ambiente attuale. Dato che l’am-
biente attuale implica un contesto sociale, la performance può anche venire considerata come «coin-
volgimento in una situazione di vita» o «esperienza vissuta» delle persone nel contesto reale in cui
vivono.15 Questo contesto include i fattori ambientali — tutti gli aspetti del mondo fisico, sociale e degli
atteggiamenti che possono essere codificati utilizzando la componente Fattori Ambientali.
3. Il qualificatore capacità descrive l’abilità di un individuo di eseguire un compito o un’azione. Questo
costrutto ha lo scopo di indicare il più alto livello probabile di funzionamento che una persona può
raggiungere in un dato dominio, in uno specifico momento. Per valutare l’abilità complessiva dell’in-

TABELLA 4.2
Attività e Partecipazione: matrice d’informazione

Qualificatori
Domini
Performance Capacità
d1 Apprendimento e applicazione delle conoscenze
d2 Compiti e richieste generali
d3 Comunicazione
d4 Mobilità
d5 Cura della propria persona
d6 Vita domestica
d7 Interazioni e relazioni interpersonali
d8 Aree di vita fondamentali
d9 Vita sociale, civile e di comunità

15
La definizione di «partecipazione» introduce il concetto di coinvolgimento. Alcune tra le definizioni proposte di «coinvolgi-
mento» comprendono il prendere parte, l’essere inclusi o impegnarsi in un’area di vita, essere accettati o avere accesso alle
risorse necessarie. All’interno della matrice di informazione nella tabella 4.2 l’unico indice possibile di partecipazione è la
codifica attraverso la performance. Questo non significa che la partecipazione debba essere automaticamente equiparata alla
performance. Il concetto di coinvolgimento dovrebbe essere distinto dall’esperienza soggettiva di coinvolgimento (il senso di
«appartenenza»). Gli utilizzatori che desiderano codificare il coinvolgimento separatamente dovrebbero riferirsi alle indica-
zioni di codifica dell’allegato 2.
20 ICF

dividuo, sarebbe necessario utilizzare un ambiente «standardizzato», in modo da neutralizzare l’impat-


to della variabilità dei diversi ambienti sull’abilità dell’individuo. Questo ambiente standardizzato può
essere: (a) un ambiente reale usato in genere per la valutazione di capacità nell’ambito di test di verifica;
(b) nei casi in cui questo non sia possibile, un ambiente predefinito che possa avere un impatto
uniforme sull’individuo. Questo tipo di ambiente può essere chiamato ambiente «uniforme» o «stan-
dard». Il costrutto di capacità riflette quindi l’abilità dell’individuo adattata all’ambiente. Questo
adattamento deve essere lo stesso per tutte le persone in tutti i Paesi, per permettere confronti a livello
internazionale, e le caratteristiche dell’ambiente uniforme o standard possono essere codificate usando
la classificazione dei Fattori Ambientali. Il divario tra capacità e performance riflette la differenza
d’impatto tra l’ambiente attuale e quello uniforme e quindi fornisce una guida utile riguardo alle
modifiche da attuare nell’ambiente dell’individuo per migliorare la sua performance.
4. Entrambi i qualificatori capacità e di performance possono essere utilizzati ulteriormente con e senza
ausili o assistenza personale. Anche se né gli ausili né l’assistenza personale possono eliminare le
menomazioni, essi possono eliminare le limitazioni nel funzionamento all’interno di domini specifici.
Questo tipo di codifica risulta particolarmente utile per identificare fino a che punto il funzionamento
dell’individuo sarebbe limitato senza gli ausili o l’assistenza (allegato 2, Indicazioni per la codifica).
5. Possono insorgere difficoltà o problemi in questi domini quando si verifica un cambiamento quantitativo
o qualitativo nel modo in cui l’individuo compie queste funzioni di dominio. Le limitazioni o le
restrizioni vengono valutate rispetto a una norma comunemente accettata. Lo standard o la norma ai
quali la capacità e la performance di un individuo vengono paragonate sono quelli di un individuo
senza una simile condizione di salute (malattia, disturbo o lesione, ecc.). La limitazione o restrizione
rappresenta la discordanza tra la performance osservata e quella attesa. La performance attesa è la
norma di popolazione, che rappresenta l’esperienza di persone senza la condizione di salute specifica.
La stessa norma viene utilizzata per il qualificatore capacità, in modo che sia possibile inferire le
modifiche da apportare all’ambiente dell’individuo per migliorare la performance.
6. Un problema con la performance può derivare direttamente dall’ambiente sociale, anche quando
l’individuo non presenta menomazioni. Ad esempio, un individuo che è sieropositivo per HIV senza
alcun sintomo o disturbo, o qualcuno con una predisposizione genetica verso una particolare malattia,
possono non presentare alcuna menomazione o possono avere capacità sufficienti per lavorare ma
nonostante questo non poterlo fare a causa del mancato accesso ai servizi, della discriminazione o della
stigmatizzazione.
7. È difficile distinguere tra «Attività» e «Partecipazione» basandosi sui domini nella componente Attività
e Partecipazione. Ugualmente non è possibile distinguere tra le prospettive «individuali» e «sociali»
sulla base dei domini a causa della variabilità internazionale e delle differenze negli approcci di contesti
professionali o teorici. Perciò l’ICF fornisce un unico elenco che può essere usato, se l’utilizzatore lo
desidera, per differenziare le attività e la partecipazione nei loro contesti operativi. Questo verrà
spiegato più approfonditamente nell’allegato 3. Ci sono quattro possibili modi per fare ciò:
(a) definire alcuni domini come attività e altri come partecipazione, senza alcuna sovrapposizione;
(b) come sopra (a), ma con una parziale sovrapposizione;
(c) definire tutti i domini dettagliati come attività e i titoli delle categorie generali come partecipazione;
(d) usare tutti i domini sia come attività che partecipazione.

4.4 Fattori Contestuali

I Fattori Contestuali rappresentano l’intero background della vita e della conduzione dell’esistenza
di un individuo. Essi includono due componenti: i Fattori Ambientali e i Fattori Personali — che possono
avere un impatto sull’individuo con una condizione di salute e sugli stati di salute e ad essa correlati di
quell’individuo.
Introduzione 21

I fattori ambientali comprendono l’ambiente fisico, sociale e degli atteggiamenti in cui le persone
vivono e conducono la loro esistenza. Questi fattori sono esterni agli individui e possono avere un’influen-
za positiva o negativa sulla partecipazione dell’individuo come membro della società, sulla capacità
dell’individuo di eseguire azioni o compiti, o sul suo funzionamento o sulla struttura del corpo.
1. I fattori ambientali sono organizzati nella classificazione in maniera da evidenziare due differenti livelli:
a) Individuale: l’ambiente personale dell’individuo, inclusi — ma non solo — la casa, il luogo di lavoro
e la scuola. Questo livello include le caratteristiche fisiche e materiali dell’ambiente in cui l’indivi-
duo si trova e in cui ha un contatto diretto con altre persone, quali i familiari, i conoscenti, i
compagni e gli estranei.
b) Sociale: le strutture sociali formali e informali, i servizi e le principali interazioni nella comunità o
nella società che hanno un impatto sugli individui. Questo livello include organizzazioni e servizi
correlati all’ambiente di lavoro, attività della comunità, servizi statali, servizi di comunicazione e
trasporto, reti sociali informali e leggi, regolamenti, regole formali e informali, atteggiamenti e
ideologie.
2. I fattori ambientali interagiscono con le componenti Funzioni e Strutture Corporee e Attività e
Partecipazione. Per ogni componente la natura e il grado dell’interazione potranno essere elaborati in
un futuro lavoro scientifico. La disabilità viene definita come la conseguenza o il risultato di una
complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali, e i fattori
ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l’individuo. A causa di questa relazione,
ambienti diversi possono avere un impatto molto diverso sullo stesso individuo con una certa condi-
zione di salute. Un ambiente con barriere, o senza facilitatori, limiterà la performance dell’individuo;
altri ambienti più facilitanti potranno invece favorirla. La società può ostacolare la performance di un
individuo sia creando delle barriere (ad es. edifici inaccessibili), sia non fornendo facilitatori (ad es.
mancata disponibilità di ausili).
I fattori personali sono il background personale della vita e dell’esistenza di un individuo, e rappre-
sentano quelle caratteristiche dell’individuo che non fanno parte della condizione di salute o degli stati di
salute. Questi fattori comprendono il sesso, la razza, l’età, altre condizioni di salute, la forma fisica, lo stile
di vita, le abitudini, l’educazione ricevuta, la capacità di adattamento, il background sociale, l’istruzione,
la professione e l’esperienza passata e attuale (eventi della vita passata e eventi contemporanei), modelli di
comportamento generali e stili caratteriali, che possono giocare un certo ruolo nella disabilità a qualsiasi
livello. I fattori personali non sono classificati nell’ICF. Sono stati comunque inclusi nella figura 5.1 per
mostrare il loro contributo, che può influire sull’esito di vari interventi.
126 ICF

CAPITOLO 6 VITA DOMESTICA

Questo capitolo riguarda l’adempimento di azioni e compiti domestici e quotidiani. Le aree della
vita domestica includono procurarsi un posto in cui vivere, cibo, vestiario e altri beni di prima necessità,
le pulizie della casa e sistemare e aver cura degli oggetti personali e di altri oggetti casalinghi, e assistere gli
altri.

Procurarsi i beni necessari (d610-d629)


d610 Procurarsi un posto in cui vivere
Comprare, prendere in affitto, arredare e sistemare una casa, un appartamento o un altro alloggio.
Inclusioni: comprare o prendere in affitto un posto in cui vivere e arredarlo
Esclusioni: procurarsi beni e servizi (d620); prendersi cura degli oggetti della casa (d650)

d6100 Comprare un posto in cui vivere


Prendere possesso di una casa, appartamento o altro alloggio.

d6101 Prendere in affitto un posto in cui vivere


Acquisire l’utilizzo di una casa, appartamento o altro alloggio che appartiene ad altri in cambio
di un pagamento.

d6102 Arredare un posto in cui vivere


Arredare e sistemare uno spazio vitale con mobili, impianti e altri articoli e decorare le stanze.

d6108 Procurarsi un posto in cui vivere, altro specificato

d6109 Procurarsi un posto in cui vivere, non specificato

d620 Procurarsi beni e servizi


Scegliere, procurarsi e trasportare tutti i beni e i servizi necessari per la vita quotidiana, come scegliere,
procurarsi, trasportare e riporre cibo, bevande, vestiario, materiali per la pulizia, combustibile,
articoli per la casa, utensili, padellame, utensili domestici e attrezzi; procurarsi comodità e altre cose
utili per la casa.
Inclusioni: comprare e procurarsi ciò che serve quotidianamente
Esclusione: procurarsi un posto in cui vivere (d610)

d6200 Fare compere, acquistare


Ottenere, in cambio di denaro, beni e servizi necessari per la vita di tutti i giorni (incluso istruire
e dirigere un intermediario per compiere gli acquisti), come scegliere cibo, bevande, materiali
per la pulizia, articoli per la casa o vestiario in un negozio o mercato; confrontare qualità e prezzo
degli articoli richiesti, negoziare e pagare per i beni o servizi scelti e trasportarli.

d6201 Procurarsi ciò che serve quotidianamente


Ottenere, senza scambio di denaro, beni e servizi richiesti per la vita di tutti i giorni (incluso
istruire e dirigere un intermediario per procurarsi ciò che serve quotidianamente), come
raccogliere verdure e frutti e procurarsi acqua e combustibile.

d6208 Procurarsi beni e servizi, altro specificato

d6209 Procurarsi beni e servizi, non specificato

d629 Procurarsi i beni necessari, altro specificato e non specificato


Attività e Partecipazione 127

Compiti casalinghi (d630-d649)


d630 Preparare pasti
Pianificare, organizzare, cucinare e servire pasti semplici o complessi per sé e per altri, come preparare
un menu, scegliere alimenti e bevande commestibili, mettere insieme gli ingredienti per preparare i
pasti, cuocere utilizzando una fonte di calore e preparare cibi e bevande freddi, e servire i cibi.
Inclusioni: preparare pasti semplici e complessi
Esclusioni: mangiare (d550); bere (d560); procurarsi beni e servizi (d620); fare i lavori di casa
(d640); prendersi cura degli oggetti della casa (d650); assistere gli altri (d660)

d6300 Preparare pasti semplici


Organizzare, cucinare e servire pasti composti da un numero ridotto di ingredienti che richie-
dono semplici modalità di preparazione e servizio, come preparare uno spuntino o un pasto
leggero, e trasformare gli ingredienti tagliando e mescolando, bollendo e riscaldando cibi come
il riso o le patate.

d6301 Preparare pasti complessi


Pianificare, organizzare, cucinare e servire pasti composti da un grande numero di ingredienti
che richiedono complesse modalità di preparazione e servizio, come pianificare un pasto con
diverse portate, e trasformare gli ingredienti mediante l’azione combinata di sbucciare, affetta-
re, mescolare, impastare, rimescolare, presentare e servire i cibi in un modo adeguato per
l’occasione e per la cultura.
Esclusione: utilizzare elettrodomestici (d6403)

d6308 Preparare pasti, altro specificato

d6309 Preparare pasti, non specificato

d640 Fare i lavori di casa


Gestire un contesto familiare pulendo la casa, lavando i vestiti, utilizzando elettrodomestici, riponen-
do i cibi e eliminando l’immondizia, come nello scopare, spazzare, lavare i ripiani, le pareti e altre
superfici; raccogliere ed eliminare l’immondizia di casa; riassettare le stanze, gli armadi e i cassetti;
raccogliere, lavare, asciugare, piegare e stirare gli indumenti; pulire le scarpe; utilizzare scope, spazzole
e aspirapolveri; utilizzare lavatrici, asciugatrici e ferri da stiro.
Inclusioni: lavare e asciugare abiti e indumenti; pulire l’area dove si cucina e gli utensili; pulire
l’abitazione; utilizzare elettrodomestici, riporre ciò che serve quotidianamente e eliminare
l’immondizia
Esclusioni: procurarsi un posto in cui vivere (d610); procurarsi beni e servizi (d620); preparare pasti
(d630); prendersi cura degli oggetti della casa (d650); assistere gli altri (d660)

d6400 Lavare e asciugare indumenti e abiti


Lavare a mano indumenti e abiti e stenderli per farli asciugare all’aria.

d6401 Pulire l’area dove si cucina e gli utensili


Rigovernare dopo aver cucinato, come nel lavare i piatti, padelle, pentole e utensili da cucina,
e pulire i tavoli e i pavimenti attorno all’area dove si mangia.

d6402 Pulire l’abitazione


Pulire le aree abitate della casa, come riassettare e spolverare, scopare, spazzare, pulire i pavimen-
ti con lo strofinaccio, lavare le finestre e le pareti, pulire i bagni e i gabinetti, pulire i mobili della
casa con lo strofinaccio.

d6403 Utilizzare elettrodomestici


Usare tutti i tipi di elettrodomestici, come lavatrici, asciugatrici, ferri da stiro, aspirapolveri e
lavastoviglie.
128 ICF

d6404 Riporre ciò che serve quotidianamente


Riporre cibi, bevande, vestiti e altri articoli per la casa necessari quotidianamente; preparare
alimenti per la conservazione inscatolando, salando o refrigerando, mantenendo il cibo fresco
e fuori dalla portata di animali.

d6405 Eliminare l’immondizia


Eliminare l’immondizia della casa, raccogliendo i rifiuti e la spazzatura intorno alla casa,
preparando i rifiuti per lo smaltimento, utilizzando tritarifiuti o bruciando l’immondizia.

d6408 Fare i lavori di casa, altro specificato

d6409 Fare i lavori di casa, non specificato

d649 Compiti casalinghi, altro specificato e non specificato

Prendersi cura degli oggetti della casa e assistere gli altri (d650-d669)
d650 Prendersi cura degli oggetti della casa
Mantenere e riparare oggetti della casa e altri oggetti personali, inclusi la casa e il suo contenuto, gli
indumenti, i veicoli e gli ausili, e accudire piante e animali, come imbiancare o tappezzare le stanze,
riparare i mobili, riparare l’impianto idraulico, controllare il buon funzionamento dei veicoli,
annaffiare le piante, accudire e nutrire animali domestici e da compagnia.
Inclusioni: confezionare e riparare gli indumenti; provvedere alla manutenzione della casa, dei mobili
e degli apparecchi domestici; provvedere alla manutenzione dei veicoli; provvedere alla
manutenzione degli ausili; prendersi cura delle piante (all’interno e all’esterno) e degli
animali
Esclusioni: procurarsi un posto in cui vivere (d610); procurarsi beni e servizi (d620); fare i lavori di
casa (d640); assistere gli altri (d660); lavoro retribuito (d850)

d6500 Confezionare e riparare gli indumenti


Confezionare e riparare gli indumenti, come cucire, fabbricare o rammendare indumenti; riat-
taccare bottoni e chiusure; stirare gli indumenti; aggiustare e lucidare le scarpe.
Esclusione: utilizzare elettrodomestici (d6403)

d6501 Provvedere alla manutenzione della casa e dei mobili


Riparare e prendersi cura dell’abitazione, del suo esterno, dei suoi interni e del suo contenuto,
come dipingere, aggiustare impianti e mobili, utilizzare gli strumenti necessari per le riparazioni.

d6502 Provvedere alla manutenzione degli apparecchi domestici


Riparare e prendersi cura di tutti gli apparecchi domestici, che servono a cucinare, pulire e
riparare, come oliare e riparare gli strumenti e occuparsi della manutenzione della lavatrice.

d6503 Provvedere alla manutenzione dei veicoli


Riparare e prendersi cura dei veicoli motorizzati e non motorizzati di uso personale, inclusi
biciclette, carri, automobili e barche.

d6504 Provvedere alla manutenzione degli ausili


Riparare e prendersi cura degli ausili, come protesi, tutori, strumenti e sussidi speciali per il
governo della casa e la cura personale; provvedere alla manutenzione e alla riparazione di sussidi
per la mobilità personale come bastoni, deambulatori, sedie a rotelle e sedie a rotelle elettriche
e provvedere alla manutenzione di ausili per la comunicazione e lo svago.

d6505 Prendersi cura delle piante, all’interno e all’esterno


Prendersi cura delle piante all’interno e all’esterno della casa, come piantare, innaffiare e
concimare le piante; fare del giardinaggio e coltivare frutta o verdura per cibarsene.
Attività e Partecipazione 129

d6506 Prendersi cura degli animali


Prendersi cura degli animali domestici e degli animali di compagnia, come nutrire, lavare,
strigliare e far fare del moto agli animali da compagnia; controllare la salute degli animali do-
mestici o da compagnia; programmare la cura degli animali domestici o da compagnia in caso
di propria assenza.

d6508 Prendersi cura degli oggetti della casa, altro specificato

d6509 Prendersi cura degli oggetti della casa, non specificato

d660 Assistere gli altri


Assistere i membri della famiglia e altri nel loro apprendimento, comunicazione, cura di sé, movi-
mento, dentro e fuori casa; preoccuparsi del benessere dei membri della famiglia e di altri.
Inclusioni: assistere gli altri nella cura della propria persona, nel movimento, nella comunicazione,
nelle relazioni interpersonali, nella nutrizione e nel mantenersi in salute
Esclusione: lavoro retribuito (d850)

d6600 Assistere gli altri nella cura della propria persona


Assistere i membri della famiglia e altri nella cura della propria persona, incluso aiutare gli al-
tri a mangiare, a fare il bagno e a vestirsi; occuparsi di bambini o membri della famiglia che sono
malati o hanno difficoltà a prendersi cura di loro stessi; aiutare gli altri nell’uso del gabinetto.

d6601 Assistere gli altri nel movimento


Assistere i membri della famiglia e altri nei movimenti e nel muoversi all’esterno della casa,
come nel vicinato o in città, nel percorso da casa a scuola, al posto di lavoro o ad altra
destinazione.

d6602 Assistere gli altri nella comunicazione


Assistere i membri della famiglia e altri nella comunicazione, come nell’aiutarli a parlare,
scrivere o leggere.

d6603 Assistere gli altri nelle relazioni interpersonali


Assistere i membri della famiglia e altri nelle relazioni interpersonali, come nell’aiutarli a
iniziare, mantenere o terminare relazioni.

d6604 Assistere gli altri nella nutrizione


Assistere i membri della famiglia e altri nella nutrizione, come nell’aiutarli a preparare e
mangiare i pasti.

d6605 Assistere gli altri nel mantenersi in salute


Assistere i membri della famiglia e altri nella cura formale e informale della propria salute, come
nell’assicurarsi che un bambino venga sottoposto a controlli medici regolari o che un parente
anziano assuma i farmaci necessari.

d6608 Assistere gli altri, altro specificato

d6609 Assistere gli altri, non specificato

d669 Prendersi cura degli oggetti della casa e assistere gli altri, altro specificato e non specificato

d698 Vita domestica, altro specificato

d699 Vita domestica, non specificato


Problemi tassonomici e terminologici 167

Allegato 1
Problemi tassonomici e terminologici

La classificazione dell’ICF è organizzata in uno schema gerarchico che rispetta i seguenti principi
tassonomici standard:
– Le componenti (domini) Funzioni e Strutture Corporee, Attività e Partecipazione, Fattori Ambientali
sono state classificate in maniera indipendente l’una dall’altra. Pertanto un termine incluso in una di
queste componenti non è poi stato ripetuto in un’altra di esse.
– All’interno di ciascuna componente, le categorie sono organizzate in uno schema a grappolo, cosicché
una categoria di livello inferiore condivide gli attributi delle categorie di livello superiore di cui essa fa
parte.
– Le categorie si escludono a vicenda, ovvero non possono sussistere su uno stesso livello due categorie con
gli stessi identici attributi. Tuttavia questo non deve essere confuso con la possibilità di utilizzare più di
una categoria per classificare il funzionamento di un particolare individuo. Tale pratica è permessa, anzi
incoraggiata, qualora sia necessario.

1. Termini per le categorie dell’ICF


I termini sono la designazione di concetti definiti mediante espressioni linguistiche particolari, come
parole o locuzioni. La maggior parte dei termini su cui può nascere confusione viene usata nel discorso e
nella scrittura di tutti i giorni con significati attribuiti dal senso comune. Per esempio, menomazione,
disabilità e handicap vengono spesso usati in modo intercambiabile nel contesto quotidiano, anche se la
versione dell’ICIDH del 1980 ha stabilito delle definizioni che hanno dato a queste parole un significato
preciso. Durante il processo di revisione, il termine «handicap» è stato abbandonato ed è stato scelto
«disabilità» come termine ombrello per tutte e tre le prospettive — corpo, individuo e società. Chiarezza
e precisione rimangono caratteristiche fondamentali in modo da poter scegliere i termini appropriati per
esprimere in modo non ambiguo ciascuno dei concetti sottostanti. Ciò risulta particolarmente importan-
te perché l’ICF è una classificazione scritta che quindi sarà tradotta in molte lingue. Oltre a una comune
comprensione dei concetti, è essenziale trovare un accordo sul termine che riflette meglio il contenuto in
ogni lingua; possono esserci molte alternative, e le decisioni devono essere prese basandosi sull’accuratez-
za, l’accettabilità e l’utilità complessiva. Ci auguriamo che l’utilità dell’ICF vada di pari passo con la sua
chiarezza.
A questo proposito, riportiamo di seguito alcune note sui termini utilizzati nell’ICF:
Benessere è un termine generale che racchiude tutto l’universo dei domini della vita umana, inclusi
aspetti fisici, mentali e sociali, che costituiscono quella che può essere chiamata una «buona vita». I domini
della salute sono un sottoinsieme di domini che costituiscono l’universo completo della vita umana.
Questo rapporto è illustrato nel diagramma seguente, che rappresenta il benessere (figura 1).

Altri domini Domini del benessere


del benessere relativi alla salute
• Educazione • Vedere
• Lavoro • Parlare
• Ambiente • Ricordare
• Ecc.
• Ecc.

Fig. 1 L’universo del benessere.


168 ICF

Stati di salute e domini di salute: uno stato di salute è il livello di funzionamento all’interno di un dato
dominio di salute dell’ICF. I domini di salute indicano aree di vita che sono ritenute parte della nozione
di «salute», come quelle che, in ambito sanitario, possono essere definite la responsabilità principale del
sistema sanitario. L’ICF non traccia un confine invalicabile tra i domini di salute e i domini ad essa
correlati. Ci può essere una zona grigia a seconda delle diverse concettualizzazioni degli elementi della
salute e ad essa correlati che possono poi essere applicati ai domini dell’ICF.
Stati correlati alla salute e domini correlati alla salute: uno stato correlato alla salute è il livello di
funzionamento all’interno di un dato dominio correlato alla salute dell’ICF. I domini correlati alla salute
sono quelle aree del funzionamento che, anche se hanno un rapporto stretto con una condizione di salute,
molto difficilmente saranno responsabilità principale del sistema sanitario, ma piuttosto di altri sistemi
che contribuiscono al benessere generale. Nell’ICF vengono considerati solo quei domini del benessere
che sono correlati alla salute.
Condizione di salute: è il termine ombrello per malattia (acuta o cronica), disturbo, lesione o trauma.
Può inoltre comprendere altre circostanze come la gravidanza, l’invecchiamento, lo stress, un’anomalia
congenita o una predisposizione genetica. Le condizioni di salute vengono codificate usando l’ICD-10.
Funzionamento: è il termine ombrello per le funzioni corporee, le strutture corporee, attività e
partecipazione. Esso indica gli aspetti positivi dell’interazione tra un individuo (con una condizione di
salute) e i fattori contestuali di quell’individuo (fattori ambientali e personali).
Disabilità: è il termine ombrello per menomazioni, limitazioni dell’attività e restrizioni della (alla)
partecipazione. Esso indica gli aspetti negativi dell’interazione tra un individuo (con una condizione di
salute) e i fattori contestuali di quell’individuo (fattori ambientali e personali).
Funzioni corporee: sono le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei, incluse quelle psicologiche.
«Corporeo» si riferisce all’organismo umano nella sua interezza, includendo così il cervello. Per questo le
funzioni mentali (o psicologiche) sono comprese nelle funzioni corporee. Gli standard per queste funzioni
sono quelli considerati come norme statistiche per gli esseri umani.
Strutture corporee: sono le parti strutturali o anatomiche del corpo come gli organi, gli arti e le loro
componenti classificate secondo i sistemi corporei. Gli standard per queste strutture sono quelli conside-
rati come norme statistiche per gli esseri umani.
Menomazione: è una perdita o una anormalità nella struttura del corpo o nella funzione fisiologica
(comprese le funzioni mentali). Qui il termine «anormalità» viene usato solo ed esclusivamente per
indicare uno scostamento significativo rispetto a norme statistiche stabilite (cioè come una deviazione da
una media di popolazione nell’ambito di norme standard misurate) e dovrebbe essere utilizzato soltanto
in questa accezione.
Attività: è l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo. Essa rappresenta la
prospettiva individuale del funzionamento.
Limitazioni dell’attività19: sono le difficoltà che un individuo può incontrare nell’eseguire delle
attività. Una limitazione dell’attività può essere una deviazione da lieve a grave, in termini quantitativi o
qualitativi, nello svolgimento dell’attività rispetto al modo o alla misura attesi da persone senza la
condizione di salute.
Partecipazione: è il coinvolgimento di una persona in una situazione di vita. Essa rappresenta la
prospettiva sociale del funzionamento.
Restrizioni della partecipazione20: sono problemi che un individuo può sperimentare nel coinvolgi-
mento nelle situazioni di vita. La presenza di una restrizione alla partecipazione viene determinata

19
«Limitazione dell’attività» sostituisce il termine «disabilità» usato nella versione dell’ICIDH del 1980.
20 «Restrizione della partecipazione» sostituisce il termine «handicap» usato nella versione dell’ICIDH del 1980.
Problemi tassonomici e terminologici 169

paragonando la partecipazione dell’individuo con quella che ci si aspetta da un individuo senza disabilità
in quella stessa cultura o società.
Fattori contestuali: sono i fattori che nell’insieme costituiscono l’intero contesto della vita di un
individuo, e in particolare il background in cui nell’ICF sono classificati gli stati di salute. Ci sono due
componenti dei fattori contestuali: i Fattori Ambientali e i Fattori Personali.
Fattori ambientali: costituiscono una componente dell’ICF, e si riferiscono a tutti gli aspetti del
mondo esterno ed estrinseco che formano il contesto della vita di un individuo e, come tali, hanno un
impatto sul funzionamento della persona. I fattori ambientali includono l’ambiente fisico e le sue
caratteristiche, il mondo fisico creato dall’uomo, altre persone in diverse relazioni e ruoli, atteggiamenti
e valori, sistemi sociali e servizi, e politiche, regole e leggi.
Fattori personali: sono fattori contestuali correlati all’individuo quali l’età, il sesso, la classe sociale,
le esperienze di vita e così via, che non sono attualmente classificati nell’ICF, ma che gli utilizzatori
possono inserire nelle loro applicazioni della classificazione.
Facilitatori: nell’ambito dei fattori ambientali di una persona, sono dei fattori che, mediante la loro
assenza o presenza, migliorano il funzionamento e riducono la disabilità. Essi includono aspetti come un
ambiente fisico accessibile, la disponibilità di una rilevante tecnologia d’assistenza o di ausili e gli
atteggiamenti positivi delle persone verso la disabilità, e includono anche servizi, sistemi e politiche che
sono rivolti a incrementare il coinvolgimento di tutte le persone con una condizione di salute in tutte le
aree di vita. L’assenza di un fattore può anche essere facilitante, come ad esempio l’assenza di stigmatizzazione
o di atteggiamenti negativi. I facilitatori possono evitare che una menomazione o una limitazione
dell’attività divengano una restrizione della partecipazione, dato che migliorano la performance di
un’azione, nonostante il problema di capacità della persona.
Barriere: sono dei fattori nell’ambiente di una persona che, mediante la loro assenza o presenza,
limitano il funzionamento e creano disabilità. Essi includono aspetti come un ambiente fisico inaccessi-
bile, la mancanza di tecnologia d’assistenza rilevante e gli atteggiamenti negativi delle persone verso la
disabilità, e anche servizi, sistemi e politiche inesistenti o che ostacolano il coinvolgimento delle persone
con una condizione di salute in tutte le aree di vita.
Capacità: è un qualificatore ed è un costrutto che indica il più alto livello probabile di funzionamento
che una persona può raggiungere in un momento determinato in un dominio nella lista di Attività e
Partecipazione. La capacità viene misurata in un ambiente considerato come standard o uniforme, e
riflette quindi l’abilità dell’individuo adattata all’ambiente. La componente Fattori Ambientali può essere
usata per descrivere le caratteristiche di questo ambiente uniforme o standard.
Performance: è un qualificatore ed è un costrutto che descrive quello che l’individuo fa nel suo
ambiente attuale/reale, e quindi introduce l’aspetto del coinvolgimento di una persona nelle situazioni di
vita. L’ambiente attuale è descritto anche utilizzando la componente Fattori Ambientali.
170 ICF

2. L’ICF come classificazione


Per comprendere la classificazione generale dell’ICF, è importante capirne la struttura. Essa si
rispecchia nelle definizioni dei seguenti termini ed è illustrata in figura 2.
La classificazione è la struttura e l’universo generale dell’ICF. Nella gerarchia essa è il termine
superiore.
Le parti della classificazione sono ciascuna delle due principali suddivisioni della classificazione.
• la Parte 1 comprende Funzionamento e Disabilità
• la Parte 2 comprende i Fattori Contestuali
Le componenti sono ciascuna delle due principali suddivisioni delle parti.
Le componenti della Parte 1 sono:
• Funzioni e Strutture Corporee
• Attività e Partecipazione
Le componenti della Parte 2 sono:
• Fattori Ambientali
• Fattori Personali (non classificati nell’ICF)
I costrutti vengono definiti mediante l’uso di qualificatori con codici rilevanti.
Ci sono quattro costrutti per la Parte 1 e uno per la Parte 2.
I costrutti della Parte 1 sono:
• Cambiamento nella funzione corporea
• Cambiamento nella struttura corporea
• Capacità
• Performance
I costrutti della Parte 2 sono:
• Facilitatori o barriere nei fattori ambientali
I domini sono insiemi significativi di funzioni fisiologiche, strutture anatomiche, azioni, compiti o
aree di vita correlate fra loro. I domini costituiscono i diversi capitoli e i blocchi all’interno di ciascuna
componente.
Le categorie sono classi e sottoclassi all’interno del dominio di una componente, ovvero le unità di
classificazione.
I livelli costituiscono l’ordine gerarchico, fornendo indicazioni relativamente al dettaglio delle
categorie. Il primo livello comprende tutti gli item del secondo e così via.

3. Definizioni delle categorie dell’ICF


Le definizioni sono affermazioni che descrivono gli attributi essenziali (cioè le qualità, le proprietà
o le relazioni) del concetto designato dalla categoria. Una definizione specifica quello che il termine indica
e, in maniera operativa, nota come esso differisca dalle altre cose o dai fenomeni correlati.
Durante l’elaborazione delle definizioni delle categorie dell’ICF sono state tenute presenti le
seguenti caratteristiche ideali delle definizioni operative, comprese le inclusioni e le esclusioni:
• le definizioni dovrebbero essere eloquenti e logicamente coerenti;
• devono identificare unicamente il concetto a cui si riferisce la categoria;
• devono presentare attributi essenziali del concetto, sia impliciti (quello che il concetto significa
intrinsecamente) che espliciti (gli oggetti o i fenomeni a cui esso si riferisce);
• dovrebbero essere precise, chiare e comprendere il significato completo del termine;
• dovrebbero essere espresse in termini operativi (ad es., in termini di gravità, durata, importanza relativa,
possibili associazioni);
Problemi tassonomici e terminologici 171

Fig. 2 Struttura dell’ICF.


172 ICF

• non dovrebbero essere circolari, cioè il termine stesso o un suo sinonimo non dovrebbe comparire nella
definizione, né includere un termine definito altrove;
• dove appropriato, dovrebbero fare riferimento ai possibili fattori eziologici o intercorrenti;
• devono concordare con gli attributi dei termini di livello superiore (ad es., un termine di terzo livello
dovrebbe comprendere le caratteristiche generali della categoria di secondo livello alla quale appartie-
ne);
• devono essere coerenti con gli attributi dei termini subordinati (ad es., gli attributi di un termine di
secondo livello non possono contraddire quelli dei termini inferiori di terzo livello);
• non devono essere figurate o metaforiche, bensì operative;
• dovrebbero fare affermazioni empiriche che si riferiscono a qualcosa di osservabile, verificabile o
deducibile attraverso mezzi indiretti;
• dovrebbero essere espresse in termini neutri nei limiti del possibile, senza connotazioni negative
indebite;
• dovrebbero essere brevi e, dove possibile, evitare i termini tecnici (con l’eccezione di alcuni termini delle
Funzioni e Strutture del corpo);
• dovrebbero contenere termini di inclusione che forniscono sinonimi ed esempi che tengono conto della
varietà e delle diversità culturali esistenti;
• dovrebbero contenere termini di esclusione per avvisare gli utilizzatori del rischio di confusione con
termini simili o correlati.

4. Nota aggiuntiva sulla terminologia


Alla base della terminologia di ogni classificazione c’è la fondamentale distinzione tra i fenomeni che
vengono classificati e la struttura della classificazione stessa. In generale, è importante distinguere tra il
mondo e i termini che usiamo per descriverlo. Ad esempio, i termini «dimensione» o «dominio» possono
essere definiti in modo preciso per riferirsi al mondo e «componente» e «categoria» definiti per riferirsi
esclusivamente alla classificazione.
Allo stesso tempo c’è una corrispondenza (una funzione equivalente) tra questi termini ed è possibile
che un ampio numero di utilizzatori li usino in maniera intercambiabile. Per contesti maggiormente
specializzati, per la costruzione di database e per modelli di ricerca è essenziale che gli utilizzatori
identifichino separatamente, e con una terminologia specifica, gli elementi del modello concettuale e
quelli della struttura della classificazione. Si è ritenuto però che la precisione e la purezza garantite da un
approccio di questo genere non valgono il prezzo da pagare per la presenza di un livello di astrazione che
potrebbe indebolire l’utilità dell’ICF o, cosa più importante, limitare la gamma di potenziali utilizzatori
di questa classificazione.

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