Modello ICF
Modello ICF
ICF
L’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento,
della Disabilità e della Salute) è il nuovo strumento
elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
(OMS) per descrivere e misurare la salute e la disabilità ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ
della popolazione. Esso rappresenta la versione definitiva
e approvata a livello mondiale della Classificazione
Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità
e degli Handicap (ICIDH).
L’ICF consente di cogliere, descrivere e classificare ciò
che può verificarsi in associazione a una condizione di
salute, cioè le «compromissioni» della persona o, per
ICF
ICF
dell’economia, del lavoro, in ambito politico e legislativo,
e può essere utilizzato: come strumento educativo (per
la progettazione di curricula e l’identificazione dei bisogni
educativi); come strumento clinico (nell’assessment dei
bisogni, nella scelta dei trattamenti, nell’assessment
di orientamento, nella riabilitazione e nella valutazione
dei risultati); come strumento di politica sociale (per la
progettazione e la realizzazione di piani d’intervento e
servizi); come strumento di ricerca (per misurare i risultati
dei servizi sanitari); come strumento di raccolta
e registrazione di dati (in demografia, negli studi
su particolari popolazioni).
€ 37,00
OMS
ICF
L’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento,
della Disabilità e della Salute) è il nuovo strumento
elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
(OMS) per descrivere e misurare la salute e la disabilità ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ
della popolazione. Esso rappresenta la versione definitiva
e approvata a livello mondiale della Classificazione
Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità
e degli Handicap (ICIDH).
L’ICF consente di cogliere, descrivere e classificare ciò
che può verificarsi in associazione a una condizione di
salute, cioè le «compromissioni» della persona o, per
ICF
ICF
dell’economia, del lavoro, in ambito politico e legislativo,
e può essere utilizzato: come strumento educativo (per
la progettazione di curricula e l’identificazione dei bisogni
educativi); come strumento clinico (nell’assessment dei
bisogni, nella scelta dei trattamenti, nell’assessment
di orientamento, nella riabilitazione e nella valutazione
dei risultati); come strumento di politica sociale (per la
progettazione e la realizzazione di piani d’intervento e
servizi); come strumento di ricerca (per misurare i risultati
dei servizi sanitari); come strumento di raccolta
e registrazione di dati (in demografia, negli studi
su particolari popolazioni).
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Indice
A. Introduzione 9
1. Background 11
2. Scopi dell’ICF 13
3. Proprietà dell’ICF 14
4. Visione d’insieme delle componenti dell’ICF 16
5. Modello del Funzionamento e della Disabilità 22
6. Uso dell’ICF 24
B. Classificazione a un livello 29
E. Allegati 165
1. Problemi tassonomici e terminologici 167
2. Indicazioni per l’uso dei codici dell’ICF 173
3. Possibili utilizzi della componente Attività e Partecipazione 185
4. Casi esemplificativi 188
5. L’ICF e le persone con disabilità 191
6. Indicazioni etiche per l’utilizzo dell’ICF 193
7. Sintesi del processo di revisione 195
8. Orientamenti futuri per l’ICF 198
9. Elenco minimo di componenti dell’ICF da utilizzare 200
per effettuare studi di popolazione o costituire sistemi
informatici sanitari di base
10. Ringraziamenti 201
1. Background
1
Il testo rappresenta una revisione della Classificazione Internazionale delle Menomazioni, della Disabilità e degli Handicap
(ICIDH) che fu pubblicata per la prima volta nel 1980 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per scopi di sperimenta-
zione. Sviluppata nel corso degli ultimi cinque anni in seguito a sistematiche prove sul campo e consultazioni internazionali,
è stata approvata per l’uso a livello internazionale dalla 54 World Health Assembly il 22 maggio 2001 (risoluzione WHA54.21).
th
2
Un dominio è un insieme pratico e significativo di funzioni fisiologiche, strutture anatomiche, azioni, compiti, o aree di vita
correlate.
3
Questi termini, che sostituiscono quelli usati precedentemente — «menomazione», «disabilità» e «handicap» — ampliano la
prospettiva della classificazione permettendo la descrizione di elementi positivi. I nuovi termini verranno ulteriormente
definiti in questa introduzione e poi spiegati in maniera dettagliata all’interno della classificazione. Va tenuto presente che tali
termini sono impiegati con significati specifici che possono differire dal significato corrente.
4
Per la traduzione italiana del termine «functioning» si è optato per la parola «funzionamento», anche se semanticamente il
termine inglese avrebbe il valore neutro di «funzione/i». Si lascia aperto il campo per eventuali commenti e/o suggerimenti da
parte degli utilizzatori di questo strumento.
5
International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems, 10° rev., voll. 1-3, Ginevra, Organizzazione
Mondiale della Sanità, 1992-1994.
6 È importante riconoscere le sovrapposizioni tra ICD-10 e ICF. Entrambe le classificazioni cominciano con i sistemi corporei.
Le menomazioni si riferiscono alle strutture e alle funzioni corporee, che generalmente sono elementi del «processo patolo-
gico» e quindi figurano anche nell’ICD-10; ciononostante, mentre l’ICD-10 considera le menomazioni (come i segni e
sintomi) in quanto elementi di una costellazione che costituisce una «malattia», o talvolta come motivi per contattare i servizi
sanitari, il sistema ICF considera le menomazioni come problemi delle funzioni e delle strutture corporee associate alle
condizioni di salute.
12 ICF
arricchisce delle informazioni aggiuntive offerte dall’ICF relative al funzionamento.7 Quindi, l’associa-
zione di informazioni sulla diagnosi e sul funzionamento fornisce un quadro più ampio e significativo
della salute delle persone o delle popolazioni, utilizzabile quando si tratta di prendere delle decisioni.
La famiglia delle classificazioni internazionali dell’OMS rappresenta un valido strumento per
descrivere e mettere a confronto la salute delle popolazioni in un contesto internazionale. Le informazioni
sulla mortalità (fornite dall’ICD-10) e sulle condizioni di salute (fornite dall’ICF) possono essere combi-
nate in una misurazione riassuntiva per controllare la salute delle popolazioni, e inoltre per valutare i
contributi delle diverse cause di mortalità e morbilità.
L’ICF non è più una classificazione delle «conseguenze delle malattie» (versione del 1980) ma è
diventata invece una classificazione delle «componenti della salute». Le «componenti della salute» iden-
tificano gli elementi costitutivi della salute, mentre le «conseguenze» si focalizzano sull’impatto delle
malattie o di altre condizioni di salute che ne possono derivare. L’ICF assume quindi una posizione
neutrale rispetto all’eziologia, permettendo ai ricercatori di fare inferenze causali utilizzando i metodi
scientifici appropriati. Questo approccio è diverso anche da un approccio sulle «cause determinanti della
salute» o sui «fattori di rischio». Per facilitare lo studio di questi fattori l’ICF include un elenco di fattori
ambientali che descrivono il contesto in cui gli individui vivono.
7 Due persone con la stessa malattia possono avere diversi livelli di funzionamento e due persone con lo stesso livello di
funzionamento non hanno necessariamente la stessa condizione di salute. Quindi l’utilizzo congiunto di ICD-10 e ICF
accresce la qualità dei dati. In ambito medico, non bisognerebbe utilizzare l’ICF senza effettuare le normali procedure
diagnostiche. Per altri impieghi l’ICF può essere utilizzato da solo.
Introduzione 13
2. Scopi dell’ICF
L’ICF è una classificazione che ha diversi scopi e può essere utilizzata in discipline e settori diversi.
I suoi scopi principali possono essere così sintetizzati:
• fornire una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute, delle condizioni, conseguenze
e cause determinanti ad essa correlate;
• stabilire un linguaggio comune per la descrizione della salute e delle condizioni ad essa correlate allo
scopo di migliorare la comunicazione fra i diversi utilizzatori, tra cui gli operatori sanitari, i ricercatori,
gli esponenti politici e la popolazione, incluse le persone con disabilità;
• rendere possibile il confronto fra dati raccolti in Paesi, discipline sanitarie, servizi e in periodi diversi;
• fornire uno schema di codifica sistematico per i sistemi informativi sanitari.
Questi scopi sono interrelati fra loro, dal momento che le esigenze che sono alla base dell’ICF e le
sue applicazioni richiedono la creazione o la disponibilità di un sistema significativo e pratico che possa
essere usato da vari consumatori per una politica sanitaria, una garanzia di qualità e una valutazione dei
risultati in culture diverse.
8 The Standard Rules on the Equalization of Opportunities for Persons with Disabilities, adottate dall’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite, in occasione della sua 48a sessione, il 20 dicembre 1993 (Risoluzione 48/96) e pubblicate nel 1994 dal United
Nations Department of Public Information, New York.
14 ICF
3. Proprietà dell’ICF
Una classificazione dovrebbe essere chiara riguardo a ciò che classifica: il suo universo, il suo scopo,
la sua estensione, le sue unità di classificazione, nonché l’organizzazione e la struttura interna. I paragrafi
seguenti servono a spiegare queste fondamentali proprietà dell’ICF.
La componente del Corpo comprende due classificazioni, una per le funzioni dei sistemi corporei e
una per le strutture corporee. I capitoli delle due classificazioni sono organizzati in base ai sistemi corporei.
La componente di Attività e Partecipazione comprende la gamma completa dei domini che indicano
gli aspetti del funzionamento da una prospettiva sia individuale che sociale.
9 Esempi di domini della salute sono la vista, l’udito, il camminare, l’apprendere e il ricordare, mentre esempi di domini
correlati alla salute includono il trasporto, l’istruzione e le interazioni sociali.
10
J.E. Bickenbach, S. Chatterji, E.M. Badley e T.B. Üstün (1999), Models of disablement, universalism and the ICIDH, «Social
Science and Medicine», n. 48, pp. 1173-1187.
Introduzione 15
Queste componenti del funzionamento e della disabilità vengono interpretate attraverso quattro
costrutti separati ma correlati. Questi costrutti vengono resi operativi utilizzando i qualificatori. Le
funzioni e le strutture corporee possono essere classificate attraverso cambiamenti nei sistemi fisiologici
o in strutture anatomiche. Per la componente Attività e Partecipazione sono disponibili due costrutti:
capacità e performance (paragrafo 4.2 dell’Introduzione).
Il funzionamento e la disabilità di una persona sono concepiti come un’interazione dinamica11 tra le
condizioni di salute (malattie, disturbi, lesioni, traumi, ecc.) e i fattori contestuali. Come indicato in
precedenza, i Fattori Contestuali includono sia i fattori personali che quelli ambientali. L’ICF comprende
un elenco esauriente dei fattori ambientali in quanto componenti essenziali della classificazione. I fattori
ambientali interagiscono con tutte le componenti del funzionamento e della disabilità. Il costrutto di base
dei Fattori Ambientali è la funzione facilitante o ostacolante che il mondo fisico, sociale e degli atteggia-
menti può avere sulle persone.
11 Questa interazione può essere vista come un processo o come un risultato a seconda dell’utilizzatore.
16 ICF
DEFINIZIONI12
Nel contesto della salute:
Le funzioni corporee sono le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei (incluse le funzioni psicologiche).
Le strutture corporee sono le parti anatomiche del corpo, come gli organi, gli arti e le loro componenti.
Le menomazioni sono problemi nella funzione o nella struttura del corpo, intesi come una
deviazione o una perdita significative.
L’attività è l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo.
La partecipazione è il coinvolgimento in una situazione di vita.
Le limitazioni dell’attività sono le difficoltà che un individuo può incontrare nell’eseguire delle
attività.
Le restrizioni della partecipazione sono i problemi che un individuo può sperimentare nel
coinvolgimento nelle situazioni di vita.
I fattori ambientali costituiscono gli atteggiamenti, l’ambiente fisico e sociale in cui le persone
vivono e conducono la loro esistenza.
Un prospetto riassuntivo di questi concetti viene fornito nella tabella 4.1 ed essi saranno ulterior-
mente spiegati in termini operazionali nel paragrafo 5.1. Come indica la tabella:
• l’ICF può essere suddiviso in due parti, ognuna composta da due componenti:
Parte 1. Funzionamento e Disabilità
(a) Funzioni e Strutture Corporee
(b) Attività e Partecipazione
Parte 2. Fattori Contestuali
(c) Fattori Ambientali
(d) Fattori Personali
• ciascuna componente può essere espressa in termini sia positivi che negativi;
• ciascuna componente consiste di vari domini e, all’interno di ciascun dominio, di categorie, che sono
le unità di classificazione. Gli stati di salute e gli stati ad essa correlati di un individuo possono essere
registrati selezionando il codice o i codici di categoria appropriati e aggiungendovi i qualificatori, che
sono dei codici numerici che specificano l’estensione o la gravità del funzionamento o della disabilità
in quella categoria, o il grado in cui un fattore ambientale rappresenta un facilitatore o una barriera.
12
Vedi anche allegato 1, Problemi tassonomici e terminologici.
Introduzione 17
1. Le funzioni corporee e le strutture corporee vengono classificate in due sezioni distinte. Queste due
classificazioni sono concepite per essere usate in parallelo: ad esempio, le funzioni corporee compren-
dono sensi umani fondamentali come le «funzioni della vista» e i loro correlati strutturali esistono
sotto forma di «occhio e strutture correlate».
2. Il termine «corpo» si riferisce all’organismo umano nella sua interezza, e quindi include il cervello e
le sue funzioni, ovvero la mente. Le funzioni mentali (o psicologiche) sono perciò classificate nelle
funzioni corporee.
3. Le funzioni e le strutture del corpo sono classificate secondo i sistemi corporei; di conseguenza, le
strutture corporee non vengono considerate come organi.13
4. Le menomazioni strutturali possono comprendere un’anomalia, un difetto, una perdita o un’altra
anormalità significativa nelle strutture corporee. La classificazione delle menomazioni è stata fatta
coerentemente con le conoscenze biologiche a livello dei tessuti o delle cellule, o a livello subcellulare
o molecolare; tuttavia, per ragioni pratiche, la classificazione non contempla questi livelli.14
TABELLA 4.1
Visione d’insieme dell’ICF
Funzionamento
Aspetto Menomazione Limitazione Barriere/ostacoli non applicabile
negativo dell’attività
Restrizione della
partecipazione
Disabilità
13 Sebbene la categoria degli organi fosse menzionata nella versione dell’ICIDH del 1980, la definizione di «organo» non è
chiara. L’occhio e l’orecchio sono tradizionalmente considerati come organi, ma rimane difficile identificare e definire i
confini delle estremità e degli organi interni. Al termine «organo» che implica l’esistenza di un’entità o di unità all’interno del
corpo, l’ICF preferisce il termine «struttura corporea».
14 Le menomazioni codificate utilizzando la versione completa dell’ICF dovrebbero essere individuabili o visibili da altri o dalla
I fondamenti biologici delle menomazioni sono serviti da guida per la classificazione e questa può
essere estesa fino a comprendere i livelli cellulari o molecolari. Per gli utilizzatori in campo medico, va
rilevato che le menomazioni non coincidono con la patologia sottostante, ma sono le manifestazioni
di tale patologia.
5. Le menomazioni rappresentano una deviazione rispetto agli standard generalmente accettati nello
status biomedico del corpo e delle sue funzioni, e la definizione dei loro elementi costitutivi viene
intrapresa in primo luogo dalle persone qualificate a giudicare il funzionamento fisico e mentale
rispetto a questi standard.
6. Le menomazioni possono essere temporanee o permanenti; progressive, regressive o stabili; intermittenti
o continue. La deviazione dalla norma può essere lieve o grave e può fluttuare nel tempo. Queste
caratteristiche vengono rilevate nelle descrizioni ulteriori, principalmente nei codici, attraverso i
qualificatori dopo il punto.
7. Le menomazioni non sono contingenti all’eziologia o al modo in cui si sono sviluppate; per esempio,
la perdita della vista o di un arto può derivare da un’anomalia genetica o da una lesione. La presenza
di una menomazione implica necessariamente una causa, che può tuttavia non essere sufficiente a
spiegare tale menomazione. Inoltre, laddove c’è una menomazione, vi è anche una disfunzione nelle
funzioni o nelle strutture corporee, che però può essere correlata a qualsiasi altro disturbo, malattia o
stato psicologico.
8. Le menomazioni possono essere una parte o un’espressione di una condizione di salute, ma non
indicano necessariamente la presenza di una malattia o che l’individuo dovrebbe essere considerato
malato.
9. Il concetto di menomazione è più ampio e comprensivo rispetto a quello di disturbo o malattia; per
esempio, la perdita di una gamba è una menomazione della struttura corporea, non un disturbo o una
malattia.
10. Dalle menomazioni possono risultare altre menomazioni; ad esempio l’assenza di forza muscolare può
danneggiare le funzioni del movimento, le funzioni del cuore possono essere correlate a un deficit
nelle funzioni respiratorie, e una percezione deficitaria può essere correlata con le funzioni del
pensiero.
11. Alcune categorie della componente Funzioni e Strutture Corporee e le categorie dell’ICD-10 sembra-
no sovrapporsi, specialmente per quanto riguarda i sintomi e i segni. Tuttavia, le due classificazioni
hanno scopi diversi.
L’ICD-10 classifica i sintomi in capitoli speciali per documentare lo stato patologico o l’impiego di
servizi, laddove l’ICF li mostra come parte delle funzioni corporee, che possono essere utilizzate per
prevenire o identificare i bisogni dei pazienti. È importante ricordare che nell’ICF la classificazione
delle Funzioni e delle Strutture Corporee deve essere utilizzata insieme alle categorie di Attività e
Partecipazione.
12. Le menomazioni vengono classificate nelle categorie appropriate utilizzando criteri di identificazione
definiti (ad esempio, come presenti o assenti rispetto ai livelli di soglia). Questi criteri sono gli stessi
per le funzioni e le strutture corporee. Essi sono: (a) perdita o assenza, (b) riduzione, (c) aumento o
eccesso, (d) deviazione. Quando una menomazione è presente, è possibile specificarne la gravità
usando il qualificatore generico.
13. I fattori ambientali interagiscono con le funzioni corporee, come nelle interazioni tra qualità dell’aria
e respirazione, luce e vista, suoni e udito, stimoli distraenti e attenzione, conformazione del terreno
e equilibrio, e temperatura dell’ambiente e regolazione della temperatura corporea.
Introduzione 19
1. I domini per la componente Attività e Partecipazione sono presentati in un unico elenco che copre
l’intera gamma delle aree di vita (dall’«apprendimento basilare» o «guardare» a aree composte come le
«interazioni interpersonali» o «il lavoro»). La componente può essere usata per indicare attività (a) o
partecipazione (p) o entrambi. I domini di questa componente sono qualificati dai due qualificatori
performance e capacità. Quindi le informazioni raccolte dall’elenco forniscono una matrice di dati senza
sovrapposizioni o ripetizioni (tabella 4.2).
2. Il qualificatore performance descrive ciò che un individuo fa nel suo ambiente attuale. Dato che l’am-
biente attuale implica un contesto sociale, la performance può anche venire considerata come «coin-
volgimento in una situazione di vita» o «esperienza vissuta» delle persone nel contesto reale in cui
vivono.15 Questo contesto include i fattori ambientali — tutti gli aspetti del mondo fisico, sociale e degli
atteggiamenti che possono essere codificati utilizzando la componente Fattori Ambientali.
3. Il qualificatore capacità descrive l’abilità di un individuo di eseguire un compito o un’azione. Questo
costrutto ha lo scopo di indicare il più alto livello probabile di funzionamento che una persona può
raggiungere in un dato dominio, in uno specifico momento. Per valutare l’abilità complessiva dell’in-
TABELLA 4.2
Attività e Partecipazione: matrice d’informazione
Qualificatori
Domini
Performance Capacità
d1 Apprendimento e applicazione delle conoscenze
d2 Compiti e richieste generali
d3 Comunicazione
d4 Mobilità
d5 Cura della propria persona
d6 Vita domestica
d7 Interazioni e relazioni interpersonali
d8 Aree di vita fondamentali
d9 Vita sociale, civile e di comunità
15
La definizione di «partecipazione» introduce il concetto di coinvolgimento. Alcune tra le definizioni proposte di «coinvolgi-
mento» comprendono il prendere parte, l’essere inclusi o impegnarsi in un’area di vita, essere accettati o avere accesso alle
risorse necessarie. All’interno della matrice di informazione nella tabella 4.2 l’unico indice possibile di partecipazione è la
codifica attraverso la performance. Questo non significa che la partecipazione debba essere automaticamente equiparata alla
performance. Il concetto di coinvolgimento dovrebbe essere distinto dall’esperienza soggettiva di coinvolgimento (il senso di
«appartenenza»). Gli utilizzatori che desiderano codificare il coinvolgimento separatamente dovrebbero riferirsi alle indica-
zioni di codifica dell’allegato 2.
20 ICF
I Fattori Contestuali rappresentano l’intero background della vita e della conduzione dell’esistenza
di un individuo. Essi includono due componenti: i Fattori Ambientali e i Fattori Personali — che possono
avere un impatto sull’individuo con una condizione di salute e sugli stati di salute e ad essa correlati di
quell’individuo.
Introduzione 21
I fattori ambientali comprendono l’ambiente fisico, sociale e degli atteggiamenti in cui le persone
vivono e conducono la loro esistenza. Questi fattori sono esterni agli individui e possono avere un’influen-
za positiva o negativa sulla partecipazione dell’individuo come membro della società, sulla capacità
dell’individuo di eseguire azioni o compiti, o sul suo funzionamento o sulla struttura del corpo.
1. I fattori ambientali sono organizzati nella classificazione in maniera da evidenziare due differenti livelli:
a) Individuale: l’ambiente personale dell’individuo, inclusi — ma non solo — la casa, il luogo di lavoro
e la scuola. Questo livello include le caratteristiche fisiche e materiali dell’ambiente in cui l’indivi-
duo si trova e in cui ha un contatto diretto con altre persone, quali i familiari, i conoscenti, i
compagni e gli estranei.
b) Sociale: le strutture sociali formali e informali, i servizi e le principali interazioni nella comunità o
nella società che hanno un impatto sugli individui. Questo livello include organizzazioni e servizi
correlati all’ambiente di lavoro, attività della comunità, servizi statali, servizi di comunicazione e
trasporto, reti sociali informali e leggi, regolamenti, regole formali e informali, atteggiamenti e
ideologie.
2. I fattori ambientali interagiscono con le componenti Funzioni e Strutture Corporee e Attività e
Partecipazione. Per ogni componente la natura e il grado dell’interazione potranno essere elaborati in
un futuro lavoro scientifico. La disabilità viene definita come la conseguenza o il risultato di una
complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali, e i fattori
ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l’individuo. A causa di questa relazione,
ambienti diversi possono avere un impatto molto diverso sullo stesso individuo con una certa condi-
zione di salute. Un ambiente con barriere, o senza facilitatori, limiterà la performance dell’individuo;
altri ambienti più facilitanti potranno invece favorirla. La società può ostacolare la performance di un
individuo sia creando delle barriere (ad es. edifici inaccessibili), sia non fornendo facilitatori (ad es.
mancata disponibilità di ausili).
I fattori personali sono il background personale della vita e dell’esistenza di un individuo, e rappre-
sentano quelle caratteristiche dell’individuo che non fanno parte della condizione di salute o degli stati di
salute. Questi fattori comprendono il sesso, la razza, l’età, altre condizioni di salute, la forma fisica, lo stile
di vita, le abitudini, l’educazione ricevuta, la capacità di adattamento, il background sociale, l’istruzione,
la professione e l’esperienza passata e attuale (eventi della vita passata e eventi contemporanei), modelli di
comportamento generali e stili caratteriali, che possono giocare un certo ruolo nella disabilità a qualsiasi
livello. I fattori personali non sono classificati nell’ICF. Sono stati comunque inclusi nella figura 5.1 per
mostrare il loro contributo, che può influire sull’esito di vari interventi.
126 ICF
Questo capitolo riguarda l’adempimento di azioni e compiti domestici e quotidiani. Le aree della
vita domestica includono procurarsi un posto in cui vivere, cibo, vestiario e altri beni di prima necessità,
le pulizie della casa e sistemare e aver cura degli oggetti personali e di altri oggetti casalinghi, e assistere gli
altri.
Prendersi cura degli oggetti della casa e assistere gli altri (d650-d669)
d650 Prendersi cura degli oggetti della casa
Mantenere e riparare oggetti della casa e altri oggetti personali, inclusi la casa e il suo contenuto, gli
indumenti, i veicoli e gli ausili, e accudire piante e animali, come imbiancare o tappezzare le stanze,
riparare i mobili, riparare l’impianto idraulico, controllare il buon funzionamento dei veicoli,
annaffiare le piante, accudire e nutrire animali domestici e da compagnia.
Inclusioni: confezionare e riparare gli indumenti; provvedere alla manutenzione della casa, dei mobili
e degli apparecchi domestici; provvedere alla manutenzione dei veicoli; provvedere alla
manutenzione degli ausili; prendersi cura delle piante (all’interno e all’esterno) e degli
animali
Esclusioni: procurarsi un posto in cui vivere (d610); procurarsi beni e servizi (d620); fare i lavori di
casa (d640); assistere gli altri (d660); lavoro retribuito (d850)
d669 Prendersi cura degli oggetti della casa e assistere gli altri, altro specificato e non specificato
Allegato 1
Problemi tassonomici e terminologici
La classificazione dell’ICF è organizzata in uno schema gerarchico che rispetta i seguenti principi
tassonomici standard:
– Le componenti (domini) Funzioni e Strutture Corporee, Attività e Partecipazione, Fattori Ambientali
sono state classificate in maniera indipendente l’una dall’altra. Pertanto un termine incluso in una di
queste componenti non è poi stato ripetuto in un’altra di esse.
– All’interno di ciascuna componente, le categorie sono organizzate in uno schema a grappolo, cosicché
una categoria di livello inferiore condivide gli attributi delle categorie di livello superiore di cui essa fa
parte.
– Le categorie si escludono a vicenda, ovvero non possono sussistere su uno stesso livello due categorie con
gli stessi identici attributi. Tuttavia questo non deve essere confuso con la possibilità di utilizzare più di
una categoria per classificare il funzionamento di un particolare individuo. Tale pratica è permessa, anzi
incoraggiata, qualora sia necessario.
Stati di salute e domini di salute: uno stato di salute è il livello di funzionamento all’interno di un dato
dominio di salute dell’ICF. I domini di salute indicano aree di vita che sono ritenute parte della nozione
di «salute», come quelle che, in ambito sanitario, possono essere definite la responsabilità principale del
sistema sanitario. L’ICF non traccia un confine invalicabile tra i domini di salute e i domini ad essa
correlati. Ci può essere una zona grigia a seconda delle diverse concettualizzazioni degli elementi della
salute e ad essa correlati che possono poi essere applicati ai domini dell’ICF.
Stati correlati alla salute e domini correlati alla salute: uno stato correlato alla salute è il livello di
funzionamento all’interno di un dato dominio correlato alla salute dell’ICF. I domini correlati alla salute
sono quelle aree del funzionamento che, anche se hanno un rapporto stretto con una condizione di salute,
molto difficilmente saranno responsabilità principale del sistema sanitario, ma piuttosto di altri sistemi
che contribuiscono al benessere generale. Nell’ICF vengono considerati solo quei domini del benessere
che sono correlati alla salute.
Condizione di salute: è il termine ombrello per malattia (acuta o cronica), disturbo, lesione o trauma.
Può inoltre comprendere altre circostanze come la gravidanza, l’invecchiamento, lo stress, un’anomalia
congenita o una predisposizione genetica. Le condizioni di salute vengono codificate usando l’ICD-10.
Funzionamento: è il termine ombrello per le funzioni corporee, le strutture corporee, attività e
partecipazione. Esso indica gli aspetti positivi dell’interazione tra un individuo (con una condizione di
salute) e i fattori contestuali di quell’individuo (fattori ambientali e personali).
Disabilità: è il termine ombrello per menomazioni, limitazioni dell’attività e restrizioni della (alla)
partecipazione. Esso indica gli aspetti negativi dell’interazione tra un individuo (con una condizione di
salute) e i fattori contestuali di quell’individuo (fattori ambientali e personali).
Funzioni corporee: sono le funzioni fisiologiche dei sistemi corporei, incluse quelle psicologiche.
«Corporeo» si riferisce all’organismo umano nella sua interezza, includendo così il cervello. Per questo le
funzioni mentali (o psicologiche) sono comprese nelle funzioni corporee. Gli standard per queste funzioni
sono quelli considerati come norme statistiche per gli esseri umani.
Strutture corporee: sono le parti strutturali o anatomiche del corpo come gli organi, gli arti e le loro
componenti classificate secondo i sistemi corporei. Gli standard per queste strutture sono quelli conside-
rati come norme statistiche per gli esseri umani.
Menomazione: è una perdita o una anormalità nella struttura del corpo o nella funzione fisiologica
(comprese le funzioni mentali). Qui il termine «anormalità» viene usato solo ed esclusivamente per
indicare uno scostamento significativo rispetto a norme statistiche stabilite (cioè come una deviazione da
una media di popolazione nell’ambito di norme standard misurate) e dovrebbe essere utilizzato soltanto
in questa accezione.
Attività: è l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo. Essa rappresenta la
prospettiva individuale del funzionamento.
Limitazioni dell’attività19: sono le difficoltà che un individuo può incontrare nell’eseguire delle
attività. Una limitazione dell’attività può essere una deviazione da lieve a grave, in termini quantitativi o
qualitativi, nello svolgimento dell’attività rispetto al modo o alla misura attesi da persone senza la
condizione di salute.
Partecipazione: è il coinvolgimento di una persona in una situazione di vita. Essa rappresenta la
prospettiva sociale del funzionamento.
Restrizioni della partecipazione20: sono problemi che un individuo può sperimentare nel coinvolgi-
mento nelle situazioni di vita. La presenza di una restrizione alla partecipazione viene determinata
19
«Limitazione dell’attività» sostituisce il termine «disabilità» usato nella versione dell’ICIDH del 1980.
20 «Restrizione della partecipazione» sostituisce il termine «handicap» usato nella versione dell’ICIDH del 1980.
Problemi tassonomici e terminologici 169
paragonando la partecipazione dell’individuo con quella che ci si aspetta da un individuo senza disabilità
in quella stessa cultura o società.
Fattori contestuali: sono i fattori che nell’insieme costituiscono l’intero contesto della vita di un
individuo, e in particolare il background in cui nell’ICF sono classificati gli stati di salute. Ci sono due
componenti dei fattori contestuali: i Fattori Ambientali e i Fattori Personali.
Fattori ambientali: costituiscono una componente dell’ICF, e si riferiscono a tutti gli aspetti del
mondo esterno ed estrinseco che formano il contesto della vita di un individuo e, come tali, hanno un
impatto sul funzionamento della persona. I fattori ambientali includono l’ambiente fisico e le sue
caratteristiche, il mondo fisico creato dall’uomo, altre persone in diverse relazioni e ruoli, atteggiamenti
e valori, sistemi sociali e servizi, e politiche, regole e leggi.
Fattori personali: sono fattori contestuali correlati all’individuo quali l’età, il sesso, la classe sociale,
le esperienze di vita e così via, che non sono attualmente classificati nell’ICF, ma che gli utilizzatori
possono inserire nelle loro applicazioni della classificazione.
Facilitatori: nell’ambito dei fattori ambientali di una persona, sono dei fattori che, mediante la loro
assenza o presenza, migliorano il funzionamento e riducono la disabilità. Essi includono aspetti come un
ambiente fisico accessibile, la disponibilità di una rilevante tecnologia d’assistenza o di ausili e gli
atteggiamenti positivi delle persone verso la disabilità, e includono anche servizi, sistemi e politiche che
sono rivolti a incrementare il coinvolgimento di tutte le persone con una condizione di salute in tutte le
aree di vita. L’assenza di un fattore può anche essere facilitante, come ad esempio l’assenza di stigmatizzazione
o di atteggiamenti negativi. I facilitatori possono evitare che una menomazione o una limitazione
dell’attività divengano una restrizione della partecipazione, dato che migliorano la performance di
un’azione, nonostante il problema di capacità della persona.
Barriere: sono dei fattori nell’ambiente di una persona che, mediante la loro assenza o presenza,
limitano il funzionamento e creano disabilità. Essi includono aspetti come un ambiente fisico inaccessi-
bile, la mancanza di tecnologia d’assistenza rilevante e gli atteggiamenti negativi delle persone verso la
disabilità, e anche servizi, sistemi e politiche inesistenti o che ostacolano il coinvolgimento delle persone
con una condizione di salute in tutte le aree di vita.
Capacità: è un qualificatore ed è un costrutto che indica il più alto livello probabile di funzionamento
che una persona può raggiungere in un momento determinato in un dominio nella lista di Attività e
Partecipazione. La capacità viene misurata in un ambiente considerato come standard o uniforme, e
riflette quindi l’abilità dell’individuo adattata all’ambiente. La componente Fattori Ambientali può essere
usata per descrivere le caratteristiche di questo ambiente uniforme o standard.
Performance: è un qualificatore ed è un costrutto che descrive quello che l’individuo fa nel suo
ambiente attuale/reale, e quindi introduce l’aspetto del coinvolgimento di una persona nelle situazioni di
vita. L’ambiente attuale è descritto anche utilizzando la componente Fattori Ambientali.
170 ICF
• non dovrebbero essere circolari, cioè il termine stesso o un suo sinonimo non dovrebbe comparire nella
definizione, né includere un termine definito altrove;
• dove appropriato, dovrebbero fare riferimento ai possibili fattori eziologici o intercorrenti;
• devono concordare con gli attributi dei termini di livello superiore (ad es., un termine di terzo livello
dovrebbe comprendere le caratteristiche generali della categoria di secondo livello alla quale appartie-
ne);
• devono essere coerenti con gli attributi dei termini subordinati (ad es., gli attributi di un termine di
secondo livello non possono contraddire quelli dei termini inferiori di terzo livello);
• non devono essere figurate o metaforiche, bensì operative;
• dovrebbero fare affermazioni empiriche che si riferiscono a qualcosa di osservabile, verificabile o
deducibile attraverso mezzi indiretti;
• dovrebbero essere espresse in termini neutri nei limiti del possibile, senza connotazioni negative
indebite;
• dovrebbero essere brevi e, dove possibile, evitare i termini tecnici (con l’eccezione di alcuni termini delle
Funzioni e Strutture del corpo);
• dovrebbero contenere termini di inclusione che forniscono sinonimi ed esempi che tengono conto della
varietà e delle diversità culturali esistenti;
• dovrebbero contenere termini di esclusione per avvisare gli utilizzatori del rischio di confusione con
termini simili o correlati.