Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni3 pagine

Mon Tale

Il documento analizza la poesia di Montale, evidenziando la sua polemica con Ungaretti e D'Annunzio, e la ricerca di una parola che esprima il mistero della realtà. Montale rifiuta l'idealizzazione della vita, accettando e vivendo il malessere umano, mentre nelle sue opere come 'I limoni' contrappone la semplicità della vita quotidiana alla grandiosità dei poeti laureati. La poesia di Montale si caratterizza per l'uso di figure retoriche e una metrica libera, riflettendo una condizione umana universale e non legata a eventi storici specifici.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni3 pagine

Mon Tale

Il documento analizza la poesia di Montale, evidenziando la sua polemica con Ungaretti e D'Annunzio, e la ricerca di una parola che esprima il mistero della realtà. Montale rifiuta l'idealizzazione della vita, accettando e vivendo il malessere umano, mentre nelle sue opere come 'I limoni' contrappone la semplicità della vita quotidiana alla grandiosità dei poeti laureati. La poesia di Montale si caratterizza per l'uso di figure retoriche e una metrica libera, riflettendo una condizione umana universale e non legata a eventi storici specifici.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

MONTALE

Ungaretti con parola pura e ricercata sente di esprimere il mistero della realtà. Montale→chiara
percezione che questa operazione di ricerca della parola per rivelare il mistero é impossibile→no
polemica nei confronti di Ungaretti.

Non chiederci la parola


Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
Perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,


agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti


sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

Polemica con parola dannunziana→contro poeta vate→atteggiamento negativo →d’Annunzio,


poeta vate, Pascoli “civile”. Poesia manifesto→insieme a Fiumi→apre "Ossi di seppia"→residui
calcarei→che si trovano sbattute a riva dal mare stesso. Ha molteplici signi cati:
• Ciò che è ridotto all’osso;
• Aridità interiore, illusione→male di vivere→inattitudine alla vita→male senza rimedio→poesia
esprime solo questo (no conoscenza profonda).
No mondo ideale, non sfugge al malessere→lo accetta, lo vive e lo esprime con la poesia.
Condizione negativa dell’uomo→non legata al momento storico. Mai pronuncia le parole di fedeltà
al fascismo→aderisce al manifesto contro il fascismo. Le situazioni riguardano l’esistenza
dell’uomo in generale e non legata al momento storico→condizione umana in se considerata→No
scambiare essenziale (generale condizione umana) con transitorio (avvenimenti storici che
passano. Al variare degli eventi storici, la sua poesia sarebbe stata uguale. D’armonia→no
armonia con quello che lo circonda.

Non→negativo. Prima e terza strofa simili (non chiederci, non domandarci). Inferno→animo non si
può rendere delineato. Lettere di fuoco→indelebili. Croco→ ore giallo→spicca→certezza
evidente. Strofa centrale→antitesi di quello che è. Svevo→certezze dei personaggi.
Inversione→anastrofe→”e l’ombra sua…scalcinato muro”→l’ombnra che ilm sole stampa sul
muro. Poeta si contrappone all’uomo sicuro che non si preoccupa neanche della sua ombra. Si
qualche storta sillaba→la sua sillaba è secca come un ramo. Correlativo oggettivo→esprime il
male concretizzandolo in degli oggetti. Qualche certezza c’é→ma in negativo→ciò che non siamo,
ciò che non vogliamo. Alcuni la interpretano con antifascismo→non per Montale→riferimento alla
poesia di D’Annunzio.

I limoni
Ascoltami, i poeti laureati →che hanno raggiunto la gloria→u ciali→D’Annunzio (“scaglie di mare”
→inventa da D’Annunzio), Pascoli, Carducci→ascoltami→apostrofe→pioggia nel pineto
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
fi
ffi
fi
MONTALE
discendono tra i ciu delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Contrapposizione tra poeti laureati (pretesa di svelare la realtà dell’esistenza con poesie
altisonanti) e io, per me (vicina al parlato, in contrasto all’altisonante)→cose di cui si può parlare,
concrete, strade che sboccano su fossi erbosi→mezze seccate→Aridità→sparuta→malessere.
Alberi dei limoni→importante

Meglio se le gazzarre degli uccelli


si spengono inghiottite dall’azzurro:
più chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest’odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
[Qui] (1) [delle divertite passioni] (3)
[per miracolo] (4) [tace la guerra] (2),
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.

Rami→limoni. Nota positiva→nel male che avverte→meglio sentire il sussurro dei Rami amici.
Odore→che invade tutto. Piove→Pioggia nel pineto. Qui delle divertite passioni per miracolo tace
la guerra→anastrofe, guerra→con itto delle passioni interne che si contrastano,
divertite→devertere→latinismo→portar fuori. Lui si mette tra i poveri→distingue l’oggetto (umile)
dal metodo (poetico ed letterario). L’odore dei limoni→riempie l’animo di ricchezza e dolcezza.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose


s’abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,
il lo da disbrogliare che nalmente ci metta
nel mezzo di una verità.

Vedi→apostrofe. Ultimo segreto→quasi tradito ma mai completamente. Incomunicabilità→mai lo


si trova.

Lo sguardo fruga d’intorno,


la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo


nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’a olta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
fi
ffi
fi
fl
ff
MONTALE
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.

Figure retoriche
Antitesi: v. 31: "indaga accorda disunisce" (l'atto di accordare si oppone a quello di disunire della
mente); Il contrasto generale tra i "poeti laureati" (v. 1) e il "noi" del poeta che ama le cose
semplici.
Metafore: v. 1: "poeti laureati" (i poeti u ciali, coronati d’alloro), vv. 27-29: "anello che non tiene",
" lo da disbrogliare", "punto morto del mondo" (rappresentano la ricerca della verità o del "varco"
nell’esistenza), vv. 47-49: "le trombe d'oro della solarità" (i limoni che portano luce e speranza).
Ossimori: v. 17: "dolcezza inquieta" (accosta un sentimento positivo a uno stato di ansia), v. 36:
"disturbata Divinità" (la divinità, solitamente perfetta e imperturbabile, qui è colta di sorpresa).
Sinestesie: vv. 48-49: "scrosciano / ... / le trombe d'oro" (unisce la sensazione uditiva dello
scroscio/trombe a quella visiva del colore oro/solarità).
Climax: Discendente: vv. 4-10 (dalle strade ai fossi, no alla pozzanghera e alla "sparuta anguilla”).
Ascendente: vv. 38-42 (descrive l'incupirsi dell'inverno: luce avara -> anima amara).

Figure di Parola e Ordine:

Chiasmo: v. 42: "la luce si fa avara – amara l’anima" (Soggetto-Verbo-Aggettivo / Aggettivo-


Soggetto)

Anafore e Ripetizioni: v. 23: "Silenzio" (ripetuto per enfatizzare l'attesa del miracolo), vv. 27-28:
Ripetizione dell'articolo "il" (il punto morto, l’anello, il lo), v. 46-47: Ripetizione della congiunzione
"e" (polisindeto: e il gelo... e in petto…).

Allitterazioni e Assonanze: Allitterazione: vv. 41-42 (ripetizione dei suoni aspri r, t, m in "terra",
"s'a olta", "morto", "avara", “amara"). Assonanza: vv. 1-3 (laureati / acanti); v. 42 (avara / amara -
che è anche una paronomasia). Consonanza: v. 3 (ligustri / acanti).

Metrica e RimeRime: La poesia è in versi liberi (prevalenza di endecasillabi e settenari), ma


presenta molte rime e quasi-rime: Rime al mezzo: laureati-usati (vv. 1-3), muove-piove (vv. 14-17),
indaga-dilaga (vv. 31-32). Rime baciate/alternate sparse: ciglioni-limoni (vv. 8-10), azzurro-sussurro
(vv. 12-13), sfa-solarità (vv. 46-49).
fi
ff
ffi
fi
fi

Potrebbero piacerti anche