15 Freud
15 Freud
CENNI BIOGRAFICI
Di famiglia ebraica, nasce nel 1856 in una città della Moravia, oggi Repubblica Ceca ma allora
faceva parte dell’Impero Austriaco.
La famiglia di F. si trasferisce a Vienna quando lui è molto piccolo. Conduce i suoi studi a Vienna,
dove si laurea in medicina. Si forma e vive in un’atmosfera positivistica, si dedica allo studio dei
tessuti cerebrali, all’istologia.
Grazie a una borsa di studio che lo porta alla famosa clinica Salpêtrière di Parigi (grande ospedale
parigino in cui erano internati i malati mentali) entra in contatto con il grande psichiatra Charcot, il
quale utilizza l’ipnosi.
Tornato a Vienna, Freud utilizza il metodo dell’ipnosi condividendolo con il suo collega Josef
Breuer per la cura, in particolare, dell’isteria. Nel 1895 Freud pubblica insieme a Breuer gli Studi
sull’isteria, in questo testo viene presentata la nuova prospettiva nel trattamento dell’isteria.
La svolta si ha con l’opera L’interpretazione dei sogni del 1900; altre opere molto importanti sono
Psicopatologia della vita quotidiana (1901), Tre saggi sulla teoria sessuale (19051) opera che
suscita molto scandalo perché vi espone la sua concezione della sessualità infantile.
Molto importante è anche Introduzione alla psicoanalisi del 1917.
Nel ’33 ROGO NAZISTA DI LIBRI: vengono bruciati anche i suoi libri.
Dopo l’Anschluss del 1938, fugge a Londra.
Affetto da tempo da un cancro alla mandibola, muore l’anno successivo: essendo il dolore diventato
insopportabile, decise di assumere una dose di morfina tale da ucciderlo.
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È l’anno della pubblicazione dell’articolo di Freud sulla relatività ristretta.
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LA SCOPERTA DELL’INCONSCIO
Si è detto che Freud si forma e vive in un’atmosfera positivistica, infatti nel XIX secolo la medicina
ufficiale era legata a principi positivistici e materialistici e interpretava i disturbi della personalità
come effetti di lesioni organiche del cervello2. La psiche era considerata come coincidente con il
cervello e quindi con le funzioni fisiologiche del cervello.
Freud, dedicandosi allo studio dell’isteria, giunge però a una prospettiva diversa, secondo la quale i
sintomi delle patologie psichiche sono psicogeni, cioè non derivano da disturbi organici ma sono
generati dai conflitti sussistenti tra forze psichiche presenti appunto nella psiche del soggetto ma di
cui il soggetto è inconsapevole.
Abbiamo detto che Freud si interessa dell’isteria, che cos’è? L’isteria (“isteria” dal greco ystéra,
utero) era considerata una malattia psichica che pareva colpire soprattutto le donne e che
presentava una varietà di sintomi come afasia, paralisi degli arti, crisi epilettiche, cecità. Durante la
sua permanenza a Parigi, Freud ebbe l’occasione di osservare i metodi che Charcot, noto neurologo,
utilizzava per il trattamento di tale disturbo psichico. Charcot cercava di curare, o almeno ridurre, i
sintomi isterici tramite l’ipnosi e la suggestione.
Breuer, col quale Freud collabora una volta tornato a Vienna, utilizzava l’ipnosi per richiamare alla
memoria avvenimenti penosi che erano stati dimenticati. Ciò perché aveva notato che il ricordo di
questi fatti spiacevoli conduceva a una attenuazione o addirittura a una eliminazione delle cariche
emotive legate a quegli eventi.
Molto interessante risulta un caso seguito da Breuer, ossia il caso di Anna O. (nome fittizio della
scrittrice e attivista per i diritti femminili Berta Poppenheim) la quale presentava svariati sintomi
isterici tra cui paralisi motorie, afasia, e un’acuta fobia dell’acqua (idrofobia). Attraverso l’ipnosi
Anna aveva ricordato un episodio legato all’acqua avvenuto durante la sua infanzia e che aveva
completamente dimenticato. Quando Breuer portò alla coscienza della donna l’episodio
dell’infanzia mediante ipnosi, i sintomi legati alla fobia dell’acqua scomparvero.
Approfondendo questo caso, Breuer e Freud giunsero a elaborare il metodo catartico, consistente
nel provocare una scarica emotiva (o ab-reazione) nel malato in grado di liberare il malato dal
disturbo.
Proseguendo autonomamente le sue riflessioni, Freud si convince che i sintomi delle patologie
psichiche siano psicogeni, cioè non derivino da disturbi organici ma da traversie interne alla stessa
psiche, e più precisamente da conflitti tra forze psichiche che operano al di là della sfera di
consapevolezza del soggetto3. Questo al di là, questo luogo della nostra psiche talmente profondo
da sfuggire alla coscienza è l’inconscio.
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Ricordiamoci per esempio di Compte.
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È l’autonomia della psiche. In questo senso F. aveva sì assunto la concezione materialistica della scienza medica, ma
si oppone al RIDUZIONISMO ORGANICISTICO in psicologia secondo cui tutti i mali psichici sono il sintomo di
lesioni o malformazioni organiche, cerebrali.
INVECE per F. lo psichico è sì strettamente connesso al livello fisico ma ha una sua AUTONOMIA
FUNZIONALE
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L’INCONSCIO
Freud giunge a ritenere che la nostra psiche sia perlopiù e fondamentalmente inconscia e che
la maggior parte della vita mentale si svolga fuori della coscienza, al di là della consapevolezza
del soggetto.
La psicoanalisi è psicologia del profondo, cioè psicologia dell’inconscio.
Famosissima è l’immagine dell’iceberg per rappresentare la psiche: quando noi osserviamo un
iceberg ne vediamo soltanto la punta, ossia la parte che emerge dall’acqua ma la maggior parte
dell’iceberg è sommersa e sfugge alla vista; allo stesso modo, di tutta la psiche noi “vediamo” solo
la parte conscia e crediamo che ciò sia l’intera psiche mentre nel profondo, nel sommerso c’è ben
altro.
L’iceberg è soprattutto sott’acqua, la psiche è soprattutto inconscia.
Quindi è la psiche inconscia che determina la psiche cosciente. Quando diciamo IO non sappiamo
di riferirci a una parte minoritaria della nostra psiche. L’essere umano non è padrone neppure di sé
stesso: la maggior parte della vita psichica si svolge fuori della coscienza, l’inconscio è la realtà
primaria della psiche, una realtà abissale, di cui il conscio è soltanto la manifestazione visibile.
Freud in un suo scritto intitolato “Una difficoltà della psicoanalisi” constata che la scienza moderna
ha inflitto tre umiliazioni al narcisismo4 da cui è affetta l’umanità.
I ferita: Copernico sostenendo che la Terra non era al centro del Cosmo
II ferita: Darwin sostenendo che l’uomo è soltanto uno dei tanti animali
III ferita: lo stesso Freud in base alla sua scoperta della pervasività dell’inconscio umilia
nuovamente l’essere umano in quanto L’IO NON È PIÙ PADRONE NEMMENO A CASA SUA
Cioè l’essere umano è stato spodestato dal centro del cosmo, è stato assimilato a un qualunque
animale e adesso non è più padrone neppure a casa sua. L’Io non è padrone della sua coscienza
perché padrone della sua coscienza è l’inconscio.
Cerchiamo di capire meglio la teoria psicoanalitica entrando più nel dettaglio e considerando quelle
che Freud chiama le due topiche della psiche.
TOPICA TOPOS = LUOGO5
È una sorta di mappa delle funzioni psichiche
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In termini approssimativi, possiamo definire il narcisismo come l’indiscriminata valorizzazione di sé e del gruppo di
appartenenza.
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In questo caso non in senso fisico
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PRIMA TOPICA
CONSCIO
PSICHE ARTICOLATA
IN TRE
PRECONSCIO
STRATI-FUNZIONI
INCONSCIO
Abbiamo:
- La sfera della coscienza, tutto ciò che è a me presente qui e ora.
- La sfera del preconscio, costituita da ricordi di mie esperienze interiori o esteriori che non
sono immediatamente presenti alla mia coscienza ma che, con uno sforzo di attenzione,
possono facilmente ritornare consci.
- La sfera dell’inconscio, che comprende elementi psichici che sono stabilmente inconsci,
che sono divenuti tali a causa di una forza detta di rimozione e che tali rimangono a causa
di un’altra forza detta “resistenza”; questa è la zona che Freud definisce “rimosso”, alla
quale si può accedere soltanto mediante apposite tecniche (terapia psicoanalitica).
SECONDA TOPICA
ES ---- It (inglese)
Id (latino)
APPARATO
PSICHICO Terza persona neutro (tedesco)
IO
SUPER IO
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codificate da Kant e ignora le leggi della logica, non segue il principio di non contraddizione e
infatti impulsi contraddittori sussistono l’uno accanto all’altro senza annullarsi a vicenda.
IO è la parte organizzata della personalità che si trova a dover fare i conti con le
esigenze di quei tre padroni severi che sono l’Es, il Super-io e il mondo esterno. In altri termini,
l’Io è l’istanza che si trova a dover equilibrare mediante opportuni compromessi pressioni diverse e
perlopiù in contrasto tra loro:
Spinto dall’Es, stretto dal Super-io, respinto dalla realtà, l’Io lotta per venire a capo del suo
compito “economico” di stabilire l’armonia tra le forze e gli influssi che agiscono in lui e su di lui;
e noi comprendiamo perché tanto spesso non ci è possibile reprimere l’esclamazione “la vita non è
facile!”.
ES ---- l’inconscio
PSICHE6 IO ---- conscio e inconscio
SUPER IO ---- inconscio e conscio
Si ha una nevrosi quando l’Io non è in grado di conciliare, di trovare un equilibrio tra le spinte
dell’Es e del Super-io
IL RIMOSSO
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VEDERE ICEBERG SECONDA TOPICA!
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Ma approfondiamo il tema della patologia psichica perché la psicoanalisi è anche una terapia, lo
scopo è la cura.
Cosa c’è alla base delle patologie psichiche?
La rimozione
Il processo di rimozione: trasferimento dalla coscienza all’inconscio di eventi psichici traumatici. Il
trauma deriva da un conflitto emotivo, nel momento in cui si scatena una emozione negativa,
profonda, sconvolgente, l’Io cerca di attenuare il dolore, il malessere, obliando, rimuovendo il
malessere.
Da cosa nasce il conflitto emotivo?
Nasce dall’opposizione tra Es e Super-io, dall’incapacità dell’Io di conciliare le istanze dell’Es con
i divieti e i tabù del Super-Io.
Sentendosi incapace di armonizzare le forze conflittuali l’Io rimuove MA l’emozione, il grumo
emotivo rimosso non viene annullato. Rimane nell’inconscio e genera il sintomo nevrotico a
volte addirittura psicotico che funziona come una sorta di manifestazione distorta della pulsione
dell’Es che è stata negata dal Super-io
Può dunque accadere che l’Io non riesca a destreggiarsi tra le forze emotive che lo “schiacciano” da
ogni parte: “se da un lato le esigenze dell’Es sono eccessive, o se il Super-io è troppo debole, o
invece troppo rigoroso e poco duttile, allora le soluzioni pacifiche non sono più possibili. Può in tal
caso accadere che l’Es abbia il sopravvento e travolga un Super-io troppo debole, e l’Io è condotto
allora a comportamenti asociali o proibiti: il soggetto diventa un delinquente, oppure qualche volta
un perverso. Oppure può accadere che il Super-io troppo rigido provochi la rimozione, o altri
processi di difesa; le istanze dell’Es divenute inconsce si manifestano allora con sintomi nevrotici”
(Cesare Musatti).
Come curare le nevrosi? Con quali strumenti è possibile la cura? È necessario accedere
all’inconscio, al rimosso , poiché è li che la nevrosi affonda le proprie radici. Come?
Attraverso:
- Atti mancati (paraprassi) --- interpretazione
- Tecnica delle libere associazioni
- Sogni → interpretazione
lapsus
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Interruzioni momentanee della coscienza che consentono all’ES di emergere e quindi facciamo cose
irrazionali, bizzarre, delle cose contrarie alle nostre azioni.
LIBERE ASSOCIAZIONI
Tecnica che consiste nel chiedere al paziente, posto in una condizione di rilassatezza, di associare in
modo istantaneo, immediato (senza pensare) una parola a un’altra.
A partire da una parola particolare che il paziente può aver pronunciato nel corso della
comunicazione terapeutica.
L’immediatezza della risposta è fondamentale perché serve a indebolire la capacità dell’Io di
esercitare un controllo facendo così manifestare l’ES, il rimosso.
CONTENUTO MANIFESTO
SOGNO
CONTENUTO LATENTE
Il sogno per poter essere compreso va interpretato. Bisogna assumere che l’ES si manifesta con un
linguaggio che non è logico, è un linguaggio per immagini e, attraverso tali immagini, che
assumono una valenza simbolica, l’ES esprime un messaggio criptico che va decifrato.
Le immagini esprimono qualcosa di diverso, di segreto.
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Cfr. L’interpretazione dei sogni, 1900
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Il sogno non obbedisce alla consequenzialità logica
è analogico, si basa sulle somiglianze
I desideri da cui si generano i sogni sono desideri che il soggetto (o meglio il suo Super-io) giudica
inaccettabili e vengono “censurati”. Il contenuto manifesto dei sogni è quindi la forma elaborata e
“travestita”, per effetto della censura, in cui si presentano i desideri latenti. L’interpretazione
psicoanalitica dei sogni deve consistere nel ripercorrere a ritroso il processo di traslazione del
contenuto latente in quello manifesto, al fine di cogliere i messaggi segreti inviati dall’Es attraverso
le scene oniriche.
Ne L’interpretazione dei sogni: sogni
In Psicopatologia della vita quotidiana : prende in esame gli atti mancati
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LA CONCEZIONE DELLA SESSUALITÀ
Freud scopre che gli impulsi o desideri rimossi, che stanno alla base dei sintomi nevrotici,
sono di natura sessuale. La sessualità assume dunque una posizione centrale nella sua ricerca ed è
proprio la teoria della sessualità a costituire l’aspetto che è stato maggiormente contestato.
Prima di F la sessualità era sostanzialmente identificata con la sessualità adulta, con la genialità, in
particolare con il congiungimento di due individui di sesso diverso a fini riproduttivi.
Freud però rileva la presenza di ulteriori fenomeni riconducibili alla sessualità che non culminano
con il coito, come:
- la sessualità infantile
- le perversioni, ossia le attività sessuali che non mirano alla riproduzione ma soltanto al
piacere
- la sublimazione ossia il trasferimento della pulsione sessuale su oggetti non sessuali, come
la produzione artistica, la carriera, lo studio, ecc
Per rendere conto di questi fenomeni, F elabora una concezione della sessualità ampia e articolata,
che non si esaurisce nella sessualità genitale e formula il concetto di libido.
Libido è una parola latina che significa “desiderio sessuale”, “voglia irrefrenabile”. Il termine è
impiegato da Freud per indicare l’energia psichica che caratterizza le pulsioni sessuali e che può
indirizzarsi verso diverse mete, oggetti o organi. È una spinta energetica che si evolve e che nelle
varie fasi di sviluppo dell’individuo migra, localizzandosi di volta in volta in zone diverse del
corpo, che Freud chiama zone erogene ossia zone che generano piacere.
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La mia ricostruzione sarà molto sintetica, dunque in particolare per questa parte, si rimanda alla lezione di Galimberti
e al libro di testo .
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Nella fase fallica si colloca quello che Freud chiama complesso di Edipo, ossia l’attaccamento
libidico provato dal bambino per il genitore di sesso opposto, accompagnato da un sentimento di
avversione per il genitore dello stesso sesso verso il quale però si prova anche affetto. Attraverso il
complesso edipico e il suo superamento, l’individuo giunge a identificarsi con il genitore del
proprio sesso costruendo la propria identità di genere e impara a entrare in relazione con gli
individui dell’altro sesso. È comunque fondamentale per la futura strutturazione della personalità.
LA CONCEZIONE DELL’ARTE
Che cos’è l’arte per Freud? Freud concepisce la produzione artistica in stretta analogia con l’attività
onirica, con il sogno. La produzione onirica è una manifestazione dell’inconscio, sognando l’essere
umano soddisfa in modo mascherato un desiderio sessuale represso. Analogamente, attraverso
l’arte, l’essere umano esprime desideri proibiti e inconsci.
Nella creazione artistica, fondamentale è il processo della sublimazione mediante cui una pulsione
sessuale si sposta su oggetti non sessuali, l’arte è appunto una forma di sublimazione. Nell’adulto
non artista il super-io esercita censure che invece nell’artista vengono meno; l’artista ha in sé ancora
la creatività del bambino che va oltre i divieti e fa esprimere l’Es. L’arte è dunque un’attività che
consente di dare a desideri inconfessabili e a situazioni problematiche una forma visibile; con l’arte
è possibile tradurre le proprie pulsioni più profonde in qualcosa di socialmente accettabile ed anzi
apprezzato.
L’arte è una sorta di terapia utile non solo all’artista ma anche a colui che ne fruisce. L’arte
destabilizza, è perturbante perché attraverso l’opera d’arte è come se ci si guardasse allo specchio
entrando in contatto con qualcosa di sé che spaventa e al contempo attrae. L’arte non lascia
indifferenti, è una via di accesso a ciò che ciascuno è davvero.
Questo tema, ossia la strutturale compresenza nell’essere umano della pulsione erotica (di vita) e
di quella di morte, andrebbe messo in relazione con quello della guerra. A questo proposito si
legga la fotocopia “L’origine della guerra e le vie per la pace da Freud a noi”.
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