| Universita` degli studi di Trento (DICAM) | Corso : Geotecnica | Docente : Dr Giuseppe Pedone
Contenuti
• Introduzione alla geotecnica
• Origine e classificazione dei terreni (mezzi multi-fase)
• Compattazione dei terreni
• Richiami di meccanica del continuo (per applicazioni geotecniche)
• Richiami di idraulica e filtrazione nei terreni
• Compressibilita` e resistenza al taglio dei terreni (parametri Skempton)
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Assial-simmetria e condizioni non drenate
Invarianti tensionali e deformativi in condizioni assial-simmetriche (Lezione 7)
(ad es. con la direzione principale massima ‘1’ coincidente con quella assiale
e le direzioni ‘2’ e ‘3’ coincidenti con due direzioni radiali → σ2=σ3 , ε2=ε3):
- Pressione media totale ed efficace: p=1/3·(σ1+2·σ3) ; p’=1/3·(σ’1+2·σ’3)
- Sforzo deviatorico: q=σ1-σ3=σ’1-σ’3
- Deformazione volumetrica: εvol=ε1+2·ε3
- Deformazione deviatorica: εs=2/3· (ε1-ε3)
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Assial-simmetria e condizioni non drenate
Assumiamo terreno elastico lineare isotropo al di sotto dell’inviluppo di rottura:
(Lezione 7)
εvol dipende solo da p’, εs dipende solo da q → risposta ‘disaccoppiata’
Quando raggiungiamo la rottura e si manifestano anche deformazioni plastiche:
εvol dipende da p’ e q:
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Assial-simmetria e condizioni non drenate
Richiami:
Introducendo la ‘consolidazione’ per terreni a grana fine (Lezione 17)
abbiamo parlato delle condizioni di ‘breve termine’ e ‘lungo termine’:
- ‘breve termine’ → Δσ genera una sovrappressione Δu e non si hanno εvol
poiche` l’acqua non ha tempo di drenare fuori dal terreno
- ‘lungo termine’ → l’acqua drena al di fuori del terreno e si dissipano le Δu
per cui il sovraccarico esterno Δσ si trasferisce sul terreno
La condizione di ‘breve termine’ e` anche definita ‘non drenata’ (con εvol=0)
e la condizione di ‘lungo termine’ e` anche definita ‘drenata’
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Assial-simmetria e condizioni non drenate
Tornando all’espressione precedente, possiamo osservare come una risposta del
terreno in condizioni ‘non drenate’, ovvero di ‘breve termine’, implichi:
da cui puo` ricavarsi la sovrappressione interstiziale:
che puo` scriversi come:
Correlazione fra variazioni di pressione dell’acqua e variazioni di tensione totale
(sotto l’ipotesi che il terreno sia totalmente saturo, ovvero S=100%)
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Assial-simmetria e condizioni non drenate
Ricordando che: p=1/3·(σ1+2·σ3) e che: q=σ1-σ3
la precedente equazione per il calcolo delle sovrappressioni puo` riscriversi
nella forma originariamente proposta da Skempton (1954):
in cui: A=a + 1/3
(A dipende dalla storia di carico
e dal percorso di carico applicato)
Skempton (1954) aveva anche esteso l’espressione al caso di terreno
parzialmente saturo (ovvero S<100%):
in cui: B≤1 (B=1 per S=100%)
A e B sono anche noti come ‘parametri di Skempton’
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Contenuti
• Introduzione alla geotecnica
• Origine e classificazione dei terreni (mezzi multi-fase)
• Compattazione dei terreni
• Richiami di meccanica del continuo (per applicazioni geotecniche)
• Richiami di idraulica e filtrazione nei terreni
• Compressibilita` e resistenza al taglio dei terreni (prova triassiale)
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Apparecchio triassiale
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Apparecchio triassiale
Il campione di terreno e` cilindrico
con rapporto altezza/diametro ≈2
σc
(ad es. d=38mm e h=76mm)
Il campione e` circondato da una
membrana in gomma e si trova
in una cella in plexiglas
Il contenitore e` riempito con acqua
che puo` essere mandata in pressione
→ si applica una ‘pressione di cella’ σcella
ovvero uno stato di sforzo isotropo p
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Apparecchio triassiale
Si puo` anche applicare un carico assiale P/A
ed incrementare la tensione assiale:
σc
σassiale = σcella + Carico(P)/Area(A)
con la tensione radiale che si mantiene
pari alla pressione di cella:
σradiale = σcella
Cosi` facendo si introduce uno sforzo
deviatorico q:
q = σassiale - σradiale
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Apparecchio triassiale
Poiche` sulle basi superiore ed inferiore P/A
non si impongono sforzi di taglio,
σc
come anche sulla superficie laterale,
le direzioni assiale e radiale coincidono
con le direzioni principali di tensione
Ipotizzando di eseguire una prova
con pressione di cella costante e
incremento graduale di carico assiale:
σassiale = σ1 ; σradiale = σ2 = σ3
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Apparecchio triassiale
Le basi superiore ed inferiore del campione
sono in contatto con due pietre porose
collegate all’esterno con tubi di drenaggio
La prova puo` essere condotta in due modi:
1) Tubi di drenaggio aperti → prova drenata:
non si possono accumulare Δu poiche`
l’acqua puo` fuoriuscire dal terreno
se terreno saturo, il volume di acqua
uscente ci fornisce la εvol del terreno
(si puo` misurare εvol)
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Apparecchio triassiale
Le basi superiore ed inferiore del campione
sono in contatto con due pietre porose
collegate all’esterno con tubi di drenaggio
La prova puo` essere condotta in due modi:
2) Drenaggio chiuso → prova non drenata:
si possono accumulare Δu poiche`
l’acqua non puo` uscire dal terreno
(si puo` misurare Δu)
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Apparecchio triassiale
Le direzioni assiale e radiale coincidono anche
con le direzioni principali di deformazione
La deformazione volumetrica εvol e` nota:
- Prova drenata: εvol=εa+2εr si misura
- Prova non drenata: εvol=εa+2εr=0
La deformazione assiale εa si calcola
grazie ad un trasduttore di spostamento
Si puo` derivare εr da εvol ed εa
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Apparecchio triassiale
Sintesi: Durante una prova triassiale
possiamo controllare sia lo stato tensionale
che lo stato deformativo in modo completo:
- Si conoscono le direzioni principali
di tensione e deformazione
- Si conoscono le tensioni principali
σassiale e σradiale e le deformazioni
principali εassiale e εradiale
- Si misura l’eventuale sovrappressione
Δu da cui poter derivare le tensioni
efficaci σ’assiale e σ’radiale
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Apparecchio triassiale
La prova triassiale e` divisa in fasi:
σc
- Fase 0: verificare totale saturazione
del campione da testare usando la
relazione di Skempton:
δu = B·[δσ3 + A·(δσ1 – δσ3)]
Se si opera a drenaggi chiusi e si
incrementa solo la pressione di cella:
δu = B·δσ3 = B·δσc
Se il terreno e` saturo B=1 e deve essere:
δu = δσc
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Apparecchio triassiale
Se il terreno non e` saturo B<1 e osservo:
δu < δσc σc
Nel caso di terreno non saturo, si procede
applicando una contropressione all’acqua
(nota come backpressure uBP) attraverso
i sistemi di drenaggio, in modo da favorire
lo scioglimento di aria e gas in acqua
Questa backpressure va considerata
nel calcolo dello stato tensionale
efficace che agisce sul terreno
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Apparecchio triassiale
La prova triassiale e` divisa in fasi:
σc
- Fase 1: si incrementa solo la pressione
di cella, ovvero si incrementa la pressione
media p agente sul terreno:
δp=1/3·(δσa+2·δσr)=1/3·(δσc+2·δσc)=δσc
Assumendo per semplicita` che la
backpressure sia nulla (u=0): δp=δσc=δp’
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Apparecchio triassiale
La prova triassiale e` divisa in fasi:
σc
- Fase 1: in questa fase si incrementa
p’ fino a raggiungere una pressione
media efficace rappresentativa di
quella che il terreno ha in sito
Questa e` una fase di consolidazione
isotropa, per cui la prova e` detta
Consolidata Isotropamente (CI)
(in alcune apparecchiature si puo`
eseguire questa fase di consolidazione
in condizioni anisotrope, ovvero CA)
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Apparecchio triassiale
La prova triassiale e` divisa in fasi: P/A
σc
- Fase 2: il provino e` portato a rottura
introducendo uno sforzo deviatorico
(tipicamente con pressione di cella
costante e incremento del carico assiale)
Questa fase puo` essere eseguita a
drenaggi aperti o chiusi, ovvero in
condizioni Drenate (D) oppure
Non drenate (U, ovvero ‘Undrained’)
Si parla cosi` di prove CI-D o CI-U
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Apparecchio triassiale
Osservazione:
- Fase 2: il provino e` portato a rottura
introducendo uno sforzo deviatorico
(tipicamente con pressione di cella
costante e incremento del carico assiale)
Lo sforzo deviatorico puo` essere anche
introdotto in maniera differente, dunque
seguendo diversi percorsi di carico