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Il documento introduce la microeconomia come lo studio delle decisioni economiche individuali e delle interazioni di mercato, evidenziando l'importanza di modelli per analizzare fenomeni complessi. Viene spiegata la legge della domanda e dell'offerta, con focus sulle curve di domanda e offerta, e si discute il concetto di equilibrio di mercato. Infine, si affrontano le differenze tra analisi positiva e normativa, e il costo opportunità come elemento chiave nelle decisioni economiche.

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Il documento introduce la microeconomia come lo studio delle decisioni economiche individuali e delle interazioni di mercato, evidenziando l'importanza di modelli per analizzare fenomeni complessi. Viene spiegata la legge della domanda e dell'offerta, con focus sulle curve di domanda e offerta, e si discute il concetto di equilibrio di mercato. Infine, si affrontano le differenze tra analisi positiva e normativa, e il costo opportunità come elemento chiave nelle decisioni economiche.

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LEZIONE 1 – 27/02/24

INTRODUZIONE ALLA MICROECONOMIA


L’economia è…

• Lo studio del modo in cui gli agen� economici ges�scono le proprie risorse per soddisfare i
propri bisogni e migliorare il proprio benessere
• È una scienza sociale basata sui fa�, che intende costruire modelli che indicano tendenze
sulla cui base vengono fondate previsioni

Ai fini della spiegazione/ predizione dobbiamo impiegare una teoria che mostri qual è la natura
della relazione tra i fa� osserva�. In economia la teoria si fonda su determinate ipotesi.

MICROECONOMIA MACROECONOMIA
Ramo dell’economia che si occupa di: Ramo dell’economia che si occupa di grandezze
1) Comportamento di singoli agen� economiche aggregate, come il livello e il tasso
economici (consumatori, imprese, di crescita del prodoto interno lordo, dei tassi di
lavoratori e inves�tori) interesse, della disoccupazione e dell’inflazione.
2) Merca� che coordinano le loro decisioni
atraverso il meccanismo dei prezzi
3) Influenza delle scelte sulla società

La microeconomia rappresenta un tenta�vo di spiegare come funziona il mondo (soto il profilo


economico) considerato solo negli aspe� essenziali

• Elaborando "modelli " che descrivano la realtà in modo semplice ma appropriato, con cui
comprendere le cose non "visibili" a occhio
• È consentano di tratare i problemi in modo formale, con l’uso di strumen� matema�ci

→ Modelli = Rappresentazioni semplificate e astrate di un fenomeno che si desidera studiare,


sono formula� tramite equazioni e/o grafici che rappresentano le relazioni tra le variabili da
spiegare, dete:

• Variabili endogene = variabili da spiegare (es. prezzo e quan�tà)


• Variabili esogene = variabili assunte come date

Sta�s�ca comparata, è un metodo di analisi di un modello che consiste nello studiare come
variazioni delle variabili esogene si ripercuotono sulle variabili endogene
1.4 ANALISI POSITIVA E NORMATIVA
L’economia può aiutarci a valutare i risulta� delle poli�che pubbliche ma, in sé, non dimostra mai
che i risulta� siano buoni o ca�vi. (Es “è auspicabile aumentare il salario minimo?)

• Analisi posi�va: valutazione dei fenomeni atesi, si basa sulla logica ed è scien�fica
1. Si devono determinare gli EFFETTI QUALITATIVI del provvedimento: per esempio, come
esso influisce sull’occupazione dei lavoratori da parte delle imprese? I livelli di occupazione
aumentano o diminuiscono?
2. Si deve determinare la DIMENSIONE QUANTITATIVA dell’effeto: se il salario minimo porta
a una diminuzione dell’occupazione, qual è l'en�tà di questa diminuzione? Quan�
lavoratori perdono il posto e quan� lo mantengono al salario più alto?

• Analisi norma�va: giudizio di valore sogge�vo, non scien�fico. Produce avvertenze,


raccomandazioni su cosa si dovrebbe fare
3. Occorre dare un GIUDIZIO SULL’ AUSPICABILITÀ degli effe� di tale poli�ca; i benefici dei
lavoratori che restano impiega� superano i cos� dei lavoratori i cui pos� di lavoro sono sta�
taglia�?

1.5 ANALISI DI MERCATO, PREZZI REALI E PREZZI NOMINALI


La microeconomia riguarda per la maggior parte lo studio del funzionamento di singoli merca�.
Mercato: insieme degli acquiren� e dei venditori che, atraverso le loro interazioni effe�ve o
potenziali, determinano il prezzo di un prodoto o di un gruppo di prodo�
Il mercato:

• Luogo in cui comprare e vendere Tipi di mercato, classificazione in base a:


Luogo in cui le persone interagiscono • Ciò che vi è venduto
fisicamente (es., negozio, centro Merca� dei prodo�, merca� dei fatori di
commerciale, ecc.) o virtualmente (es., produzione, merca� finanziari, ecc.
Amazon, eBay, ecc.) per comprare e • Modo in cui sono determina� i prezzi
vendere beni Merca� concorrenziali (prezzo di mercato),
• Il mercato definito dalle categorie di all’asta, a contratazione, ecc
prodoto
Es: mercato immobiliare, mercato
azionario
• Mercato come sistema economico
Es. economia di mercato, libero mercato

Mercato perfetamente concorrenziale: mercato in cui operano mol� acquiren� e venditori in cui,
quindi, nessuno di essi, singolarmente, può influenzare in modo significa�vo il prezzo

Prezzo nominale: o prezzo assoluto, non si modifica rispeto alla variazione del valore della moneta

Prezzo reale: prezzo nominale, è adatato in modo da tener conto della variazione della moneta
1.6 IPOTESI FONDAMENTALI SUGLI AGENTI ECONOMICI

Gli economis� formulano tre ipotesi essenziali per quanto riguarda compratori e venditori:

1. Comportamento orientato all’obie�vo e razionale: comportamento del partecipante al


mercato interessato a raggiungere i propri obie�vi personali.
(Spesso viene fato coincidere con l’idea che gli individui siano egois�, ma ciò non implica
che possa esserci l’assunzione di comportamen� orienta� anche ad obie�vi altruis�ci)
2. Comportamento razionale: comportamento dei partecipan� al mercato basato su un
processo delibera�vo scrupoloso, valutando atentamente cos� e benefici
3. Risorse scarse (ipotesi più importante): disponibilità di tempo, denaro e altre risorse in
quan�tà insufficiente perché gli individui possano soddisfare tu� i loro desideri

Trade-Off: relazione tra due elemen� tra loro escluden�: un agente economico deve rinunciare
ad una quan�tà del primo per poter otenere una quan�tà aggiun�va dell’altro

• I consumatori percepiscono reddi� limita�, che possono spendere in un’ampia gamma di


beni e servizi, oppure risparmiare per il futuro
• I lavoratori devono affrontare vincoli e trade-off
 Le persone devono decidere se e quando entrare a far parte della forza lavoro;
 I lavoratori devono affrontare un trade-off nella scelta del posto di lavoro;
 I lavoratori devono decidere quante ore se�manali lavorare, ovvero devono
affrontare un trade-off tra lavoro e tempo libero
• Anche le imprese devono affrontare limitazioni rela�ve ai �pi di beni che possono produrre
e alle risorse disponibili per produrli

1.7 IL COSTO OPPORTUNITÀ

Cos� esplici� → risorse monetarie che sono usate nel perseguimento di un obie�vo, ma che
altrimen� avrebbero potuto essere spese per un obie�vo alterna�vo
Cos� implici� → cos� associa� all’uso da parte di un individuo del proprio tempo e di altre risorse
nel perseguimento di una par�colare a�vità, invece di a�vità alterna�ve. In altre parole, il valore
della migliore alterna�va possibile cui si rinuncia quando si compie una scelta

Costo economico o costo opportunità: somma dei cos� esplici� e implici�

Cos� sommersi (Sunk costs): cos� che sono già sta� sostenu� e che sono irrecuperabili
→ Anche se sono solitamente abbastanza eviden�, vanno ignora� quando si trata di prendere
decisioni economiche
LEZIONE 2 – 28/02/24

DOMANDA E OFFERTA
2.1 CURVE DI DOMANDA E DI OFFERTA

I merca� sono compos� da: venditori (imprese, persone che offrono le proprie prestazioni
lavora�ve, ecc.) e compratori (persone, famiglie, imprese che comprano provviste o materie prime,
ecc.)

L’analisi del comportamento dei:

• Compratori si basa sulle curve di domanda


• Le curve di offerta descrivono il comportamento dei venditori

• LA CURVA DI DOMANDA

Secondo la legge della domanda: più basso è il prezzo di un bene,


maggiore è la quan�tà di quel bene che i consumatori desiderano
acquistare.

Questa legge è accompagnata da una condizione → la relazione


sarà valida solo se gli altri fatori che influenzano il consumo (come
reddito e preferenze), non variano nello stesso momento in cui varia il prezzo del bene

Il prezzo e la quan�tà hanno una relazione nega�va (o inversa) lungo la curva della
domanda.

La curva di domanda è inclinata nega�vamente (è decrescente):


mantenendo costan� gli altri fatori, i consumatori saranno
dispos� ad acquistare maggiori quan�tà di un bene quando il
prezzo di quest’ul�mo diminuisce, vedi l’esempio →

La domanda individuale è la quan�tà domandata da uno specifico


consumatore.

La domanda di mercato (o aggregata) si o�ene aggregando


le domande individuali di ciascun consumatore nel mercato.

La curva della domanda iden�fica anche il prezzo che i consumatori pagherebbero per le
varie quan�tà (come dimostrato nell’esempio), ma per alcuni beni, come l’acqua il numero
di consumatori sarà lo stesso indipendentemente dal prezzo.
Determinan� della domanda diversi dal prezzo
I fatori che influenzano gli acquis� dei consumatori sono mol�, la curva di domanda si concentra
solo sugli effe� di variazioni del prezzo unitario di un prodoto, ipo�zzando che gli altri fatori
res�no costan�.

Consideriamo gli altri fatori al di là del prezzo del prodoto:

• Beni normali: quei beni il cui consumo aumenta all’aumento del reddito (es TV)
• Beni inferiori: beni il cui consumo diminuisce all’aumento del reddito (es bus)
• Beni correla�: comprendono due categorie di beni
o Beni complementari: beni che tendono ad essere consuma� insieme, per cui il
consumo di entrambi tende ad aumentare/cadere simultaneamente (caffè-
zucchero, pasta-sale…)
o Beni sos�tu�: beni che possono essere sos�tui� l’uno all’altro nel consumo, quindi
l’aumento di prezzo di uno dei due beni incrementerà la domanda dell’altro
(aumenta il prezzo del burro, compro margarina)
• Gus� o preferenze: sensazioni sogge�ve dei consumatori sulla desiderabilità di beni differen�
Spostamen� della curva di domanda e movimen� lungo la curva
• Variazioni lungo la curva di domanda
La variazione della quan�tà domandata è dovuta ad una variazione dei prezzi, mentre gli
altri fatori rimangono costan� → ceteris paribus (tuto il resto costante, a parità di altre
condizioni)

• Variazioni della curva di domanda


Spostamento dell’intera curva di domanda dovuta da una variazione di qualcosa diverso dal
prezzo → come reddito, preferenze, beni correla� ….
LEZIONE 3 – 29/02/24

• LA CURVA DI OFFERTA

Secondo la legge dell’offerta, più alto è il prezzo di un bene, più grande è


la quan�tà che le imprese offrono sul mercato

Legge valida solo se tu� gli altri fatori restano costan�

La quan�tà offerta in vendita dalle imprese dipende da mol� fatori,


compresi il know how tecnologico rela�vo alla produzione del bene, le
aspeta�ve, le relazioni tra il management e i dipenden�, gli obie�vi dei
proprietari delle imprese, ….

La relazione tra il prezzo di mercato e la quan�tà offerta sul mercato viene definita una relazione
posi�va o direta: aumen� nel valore di una variabile (il prezzo) tendono ad essere associa� ad
aumen� nel valore di un’altra variabile (la quan�tà offerta)

L’offerta individuale è la quan�tà fornita da uno specifico venditore

L’offerta di mercato (o aggregata) è la quan�tà offerta da tu� i venditori sul mercato

La curva di offerta S mostra la quan�tà di TV a schermo


piato che le imprese saranno disposte a produrre a prezzi
alterna�vi. È generalmente inclinata posi�vamente,
indicando che un prezzo più alto si tradurrà in un output
maggiore.
LEZIONE 4 - 04/02/24

Spostamenti della curva di offerta e movimenti lungo la curva

• Variazione lungo la curva di offerta


È dovuta ad una variazione dei prezzi → come cambia la quantità offerta cambiando
solamente il prezzo ceteris paribus (“tutto il resto costante”, “a parità di altre condizioni”)
• Variazione della curva di offerta
Spostamento dell’intera curva di offerta quando cambia qualcosa che non sia il prezzo
LEZIONE 5 – 05/03/24

2.2 Determinazione di prezzo e quantità di equilibrio

La curva di domanda mostra ciò che i consumatori


desiderano acquistare ai vari prezzi

La curva di offerta mostra ciò che i produtori


desiderano vendere

Quando le due curve sono messe insieme, vediamo che esiste solo un prezzo al quale la quan�tà
che i consumatori desiderano acquistare eguaglia esatamente la quan�tà che le imprese
desiderano vendere → l’equilibrio

L’intersezione identifica il prezzo e la quantità di equilibrio nel mercato. Una volta raggiunto
l’equilibrio, prezzo e quantità resteranno immutate. Ovviamente, se la curva di domanda o la
curva di offerta si spostano, anche il punto di equilibrio cambierà.

Disequilibrio di mercato → situazione in cui la quan�tà domandata e la quan�tà offerta non sono
in equilibrio (la quan�tà domandata supera la quan�tà offerta)

Eccedenza di domanda, ossia scarsità/penuria/ carenza, la


quan�tà domandata supera la quan�tà offerta
I consumatori saranno dispos� a pagare un prezzo più alto per
otenere più quan�tà di beni, mentre le imprese saranno spinte ad
alzare il loro prezzo di vendita

Eccesso di offerta o SURPLUS, la quan�tà offerta supera la


quan�tà domandata → ad un prezzo più alto di quello d’equilibrio.
I beni invendu� si accumulano perciò le imprese piutosto che
accumulare scorte indesiderate, tagliano i prezzi e i consumatori
comprendono che per quel bene non è più necessario pagare un
prezzo elevato, quindi:

o Se il prezzo è troppo alto (eccedenza), ci sarà pressione al ribasso sui prezzi


o Se il prezzo è troppo basso (scarsità) ci sarà un rialzo dei prezzi

A quali livelli i prezzi si saranno quelli gius�?

La teoria dell'aggiustamento di mercato sos�ene che le forze di mercato, in assenza di interven�


pubblici, tenderanno a spostare il prezzo e la quan�tà verso il punto di equilibrio
2.3 L’aggiustamento a variazioni della domanda e dell’offerta

• Offerta

La figura mostra un incremento dell’offerta (in assenza di


variazioni della domanda)

Se supponiamo che un’innovazione tecnologica riduca i costi


di produzione delle TV questo causerà uno spostamento
verso destra della curva di offerta delle TV

Quindi, al prezzo iniziale di €300 le imprese ora desiderano


vendere più lettori di quanto i consumatori siano disposti ad
acquistare (surplus)

Di conseguenza il prezzo scenderà creando un nuovo equilibrio con un prezzo di


€250 e una quantità di 500000 tv

N.B.: notiamo che i maggiori acquisti da parte dei consumatori rispetto al nuovo equilibrio non
riguardano un incremento della domanda, ma ciò che aumentato in corrispondenza di un prezzo
più basso è la quantità domandata

Nuovo equilibrio E2:

• Diminuzione del prezzo di equilibrio


• Aumento della quan�tà di equilibrio
In sintesi

o Un aumento dell’offerta provoca una diminuzione del prezzo di equilibrio e un aumento


della quan�tà di equilibrio
o Una contrazione dell’offerta provoca un aumento del prezzo di equilibrio e una
diminuzione della quan�tà di equilibrio

• Domanda

La figura a mostra un incremento della domanda (in assenza di


variazioni dell’offerta)

Supponiamo che la domanda aumen� nel caso in cui un rapporto del


ministero della sanità abbia stabilito che guardare la TV per
almeno due ore al giorno riduca il rischio di infarto, di conseguenza si
sposterebbe la curva di domanda verso destra lasciando immutata la
curva di offerta

La curva di domanda si sposta, si manifesta una situazione di scarsità


al prezzo originario di €300: la quan�tà domandata (650.000) eccederà la quan�tà offerta
(475.000), di conseguenza verrà esercitata una pressione verso l’alto sul prezzo
Il prezzo e la quan�tà offerta saliranno mentre la quan�tà domandata scenderà finché non saranno
determina� un nuovo prezzo e una nuova quan�tà di equilibrio (€400 600.000 TV)

In sintesi:

o Un aumento della domanda porta a un


aumento sia del prezzo sia della quan�tà di
equilibrio
o Una diminuzione della domanda provoca una
riduzione sia del prezzo sia della quan�tà di
equilibrio

RICORDA

• Quando la curva di offerta si sposta, i cambi che ne derivano rela�vi al prezzo e alla
quan�tà di equilibrio vanno sempre in direzioni opposte
• Quando si sposta la curva di domanda, il prezzo e la quan�tà si spostano sempre nella
stessa direzione.

E se entrambe le curve si spostano allo stesso tempo?

Quando entrambe le curve si spostano possiamo


affermare in maniera inequivocabile
come cambierà una delle due variabili (prezzo o
quan�tà) ma non l’altra

L’impato neto su una variabile dipenderà


dall’importanza rela�va degli spostamen� delle
curve
VARIAZIONI DELL'EQUILIBRIO

Nella tabella si può osservare il quadro degli effetti di


cambiamenti simultanei di domanda (D) e offerta (O) su
quantità (Q) e prezzo (p) di equilibrio.

↑ Aumento
↓ Diminuzione
= Invariato
? Ambiguo

o Se le due curve si spostano nella stessa direzione, la variazione della quantità di equilibrio
è prevedibile ma non lo è quella del prezzo di equilibrio
o Se le curve si spostano in direzioni opposte, la variazione del prezzo di equilibrio è
prevedibile ma non lo è quella della quantità di equilibrio
o In caso di spostamento simultaneo di entrambe le curve, sulla quantità e sul prezzo di
equilibrio tende a prevalere l’effetto della curva che si sposta nella misura maggiore in
termini relativi

Uso del modello di domanda e offerta per spiegare gli esi� di mercato
Passi della spiegazione:

1. Determinare come in un dato mercato è cambiato l’equilibrio


2. Individuare se la causa dei cambiamen� è da ricercarsi nella domanda o nell’offerta
3. Ricerca dei fatori che hanno generato il cambiamento osservato
06/03/24
2.5 ELASTICITÀ

Come misuriamo la «rea�vità» della domanda e dell’offerta alle variazioni di prezzo?

ELASTICITÀ’:
• Misura (percentuale) del grado di sensibilità di una variabile (come la quan�tà domandata
o offerta) alle variazioni di altre variabili (come il prezzo o il reddito)
• In par�colare, è definita variazione percentuale di una variabile prodota dall’incremento di
un punto percentuale di un’altra variabile

Elas�cità della domanda rispeto al prezzo

• È una misura della sensibilità della quan�tà domandata a una variazione del prezzo del
prodoto
• Può essere definita come il rapporto tra la variazione percentuale della quan�tà domandata
e la variazione percentuale del prezzo:
𝐸𝐸𝑑𝑑,𝑃𝑃 = %∆𝑄𝑄
%∆𝑃𝑃
• Per ogni curva di domanda inclinata verso il basso, il quoziente sarà sempre nega�vo.
Per esempio, se un incremento di prezzo del 10% porta a una riduzione del 20% della
quan�tà domandata, l’elas�cità della domanda rispeto al prezzo sarà –20%/+10%, ossia –2
Solitamente gli economis�, sulla base del presupposto che il prezzo e la quan�tà
domandata si muovano sempre in direzioni opposte, trascurano il segno meno e
considerano il valore assoluto dell’elas�cità, in questo caso, 2

L’elasticità della domanda rispetto al prezzo fornisce una misura quantitativa della sensibilità della
quantità domandata al prezzo lungo una curva di domanda. Più alto è il valore numerico
dell’elasticità, più grande sarà l’effetto di una variazione di prezzo sulla quantità.

• Se l’elasticità è solo di 0,2, un aumento di prezzo del 10% ridurrà la quantità domandata
soltanto del 2% → 2% / 10% = 0,2
• Alternativamente, se l’elasticità è 4,0, un aumento di prezzo del 10% ridurrà la quantità
domandata del 40% → 40% / 10% = 4,0.
|𝑬𝑬𝑬𝑬, 𝑷𝑷| = 𝟏𝟏 → DOMANDA AD ELASTICITA’ UNITARIA

La domanda è a elas�cità unitaria: la variazione percentuale del


prezzo determina la stessa variazione percentuale della quan�tà
domandata

|𝑬𝑬𝑬𝑬, 𝑷𝑷| < 𝟏𝟏 → DOMANDA ANELASTICA O RIGIDA

La domanda è poco elastica: c’è una bassa variazione della


quantità domandata al cambiamento del prezzo

|𝑬𝑬𝑬𝑬, 𝑷𝑷|> 𝟏𝟏 → DOMANDA ELASTICA

La domanda è elas�ca: la variazione della quan�tà domandata è


maggiore a quella del prezzo

|𝑬𝑬𝑬𝑬, 𝑷𝑷| = 0 → DOMANDA COMPLETAMENTE ANELASTICA


(perfetamente RIGIDA)

La domanda è rigida (o perfetamente anelas�ca): la quan�tà


domandata del bene non cambia al variare del prezzo

|𝑬𝑬𝑬𝑬, 𝑷𝑷| = ∞ → DOMANDA INFINITAMENTE ELASTICA

La domanda è perfetamente elas�ca: la quan�tà domandata è


ipersensibile alle variazioni di prezzo
ELASTICITÀ PUNTUALE DELLA DOMANDA
(O elas�cità domanda rispeto al prezzo)

𝑬𝑬𝒅𝒅, 𝑷𝑷 = %∆𝑄𝑄𝐷𝐷 = ∆𝑄𝑄𝐷𝐷/𝑄𝑄 = 𝑃𝑃 · ∆𝑄𝑄𝐷𝐷 L’elas�cità della domanda rispeto al prezzo


%∆𝑃𝑃 ∆𝑃𝑃/𝑃𝑃 𝑄𝑄 ∆𝑃𝑃 dipende non solo dalla pendenza della curva
di domanda, ma anche dal prezzo e dalla
La pendenza della curva di domanda è: ∆𝑃𝑃 quan�tà.
∆𝑄𝑄
𝐸𝐸𝑑𝑑, 𝑃𝑃 = ⋯ = 𝑃𝑃 · ∆𝑄𝑄 = 𝑃𝑃 · 1 L’elas�cità, quindi, varia quando ci si sposta
𝑄𝑄 ∆𝑃𝑃 𝑄𝑄 ∆𝑃𝑃 lungo la curva, al variare del prezzo e della
∆𝑄𝑄 quan�tà
Usando il calcolo differenziale : 𝐸𝐸𝐸𝐸,𝑃𝑃 = 𝑃𝑃 · 𝑑𝑑𝑑𝑑
𝑄𝑄
𝑑𝑑𝑑𝑑

Esempio:

A causa di un’oscillazione del cambio, il prezzo delle biciclette prodotte negli Stati Uniti ha subito
un aumento, passando da 1.000 € a 1.250 €.

Di conseguenza, la vendita mensile media di un negozio che vende tali beni diminuisce da 30 a 18
pezzi.
*CURVA DI DOMANDA LINEARE Q = a – bP

Per questa curva di domanda lineare, la


pendenza è costante.
In prossimità dell’interceta ver�cale,
dove il prezzo è alto e la quan�tà bassa,
l’elas�cità è grande in valore assoluto,
mentre si riduce a mano a mano
che ci si sposta verso il basso lungo la curva.

Considerazioni:

• L’elas�cità della domanda rispeto al


prezzo è diversa in ogni punto della curva di
domanda
• Non è mai posi�va
• Relazione inversa con la pendenza della curva di domanda*

La sensibilità della domanda a variazioni di prezzo si può misurare anche ricorrendo alla pendenza
della curva di domanda.
Curva più inclinata (pendenza più alta) ⇒ meno sensibile alle variazioni di prezzo
Perché non usare pendenza, molto più
semplice da calcolare?

La pendenza della curva di domanda, a


differenza dell’elas�cità, risulta
par�colarmente sensibile
alle unità impiegate per misurare prezzo e
quan�tà

Fatori che influenzano l’elas�cità della domanda al prezzo:


• Disponibilità di beni sos�tu�
• Beni necessari e beni di lusso
• Definizione del mercato
• Porzione di reddito des�nata all’acquisto del bene
• Orizzonte temporale
Spesa totale, ricavo totale ed elas�cità della domanda al prezzo
• Ammontare complessivo pagato dai consumatori (spesa totale) = ricavo totale incassato
dai venditori
• L’effeto di una variazione del prezzo sulla spesa/ricavo dipende dall’elas�cità della
domanda al prezzo
• Se la domanda è elas�ca (anelas�ca), un aumento del prezzo causa una diminuzione
(aumento) della spesa totale

LEZIONE 07/03/24

• Effeto di prezzo: in conseguenza di un aumento di prezzo, ogni unità è venduta ad un


prezzo maggiore, e questo tende a far aumentare il ricavo
• Effeto di quan�tà: in conseguenza di un aumento di prezzo, la quan�tà venduta
diminuisce, e questo tende a far diminuire il ricavo

Quale sarà l’effeto complessivo sul ricavo totale?

• Se la domanda di un bene è elas�ca, un aumento del prezzo porta a una riduzione del
ricavo totale. In questo caso, l’effeto di quan�tà prevale sull’effeto di prezzo
• Se la domanda di un bene è anelas�ca, un aumento del prezzo provoca un aumento del
ricavo totale. In questo caso, l’effeto di prezzo prevale sull’effeto di quan�tà
• Se la domanda di un bene ha elas�cità unitaria, un aumento del prezzo lascia invariato il
ricavo totale. In questo caso, l’effeto di prezzo e l’effeto di quan�tà si compensano
perfetamente
• Nel caso di elas�cità unitaria lungo tuta la curva di domanda, ovvero nel caso in cui |Ed,p|
= 1 una variazione del prezzo comporta una variazione, di segno opposto, ma nella stessa
proporzione della domanda
• La curva di domanda si presenta come
un’iperbole equilatera
• Sia nel caso in cui il prezzo aumenta, che nel
caso in cui il prezzo diminuisce, la variazione
della domanda sarà di segno opposto, ma
della stessa misura della variazione del
prezzo; pertanto, la spesa totale non varia
ALTRI TIPI DI ELASTICITÀ DELLA DOMANDA

o Elas�cità della domanda rispeto al reddito


• Misura della sensibilità della quan�tà domandata di un certo bene a una variazione del
reddito, assumendo che il prezzo del bene res� invariato
• Definita come variazione percentuale della quan�tà domandata prodota da un incremento
di un punto percentuale del reddito

Beni normali: all’aumentare del reddito aumenta anche la quan�tà domandata (>0)

• domanda elas�ca al reddito, 𝐸𝐸𝐸𝐸,𝑅𝑅𝑅𝑅 >1 ⇒ beni di lusso


• domanda anelas�ca al reddito, 𝐸𝐸𝐸𝐸,𝑅𝑅𝑅𝑅 <1 ⇒ beni necessari

Beni inferiori: un aumento del reddito ne riduce la quan�tà domandata (<0)


o Elas�cità incrociata della domanda

Variazione percentuale della quan�tà domandata di un bene prodota dall’aumento di un punto


percentuale del prezzo di un bene correlato

• Può assumere segno nega�vo o posi�vo, a seconda che i due beni siano complementari o
sos�tu�
• Misura il grado di sos�tuibilità tra due beni
• Può aumentare nel tempo
o Elas�cità dell’offerta rispeto al prezzo
Variazione percentuale della quan�tà offerta prodota da un incremento di un punto
percentuale del prezzo.

• Misura la rea�vità, la sensibilità della quan�tà offerta alle variazioni del prezzo
• Dipende dalla flessibilità dei venditori nel modificare la quan�tà dei beni che producono
• Data la legge dell’offerta ha sempre segno posi�vo
• Può assumere qualsiasi valore ≥ 0: quanto più si avvicina allo 0 tanto più l’offerta è
anelas�ca; quanto più tende all’infinito tanto più l’offerta è elas�ca (𝐸𝐸𝐸𝐸, 𝑃𝑃 < 1, 𝐸𝐸𝐸𝐸, 𝑃𝑃 > 1,
𝐸𝐸𝐸𝐸, 𝑃𝑃 = 1)
L’elas�cità dell’offerta al prezzo e le sue determinan�

• Orizzonte temporale
L’offerta sarà più elas�ca nel lungo periodo (le imprese non riescono a adatare
rapidamente le dimensioni dei propri impian� a livelli di produzione diversi a quelli
pianifica� inizialmente, cosa che riusciranno a fare nel lungo periodo)
• Capacità produ�va dell’impresa
L’impresa opera in piena capacità produ�va o no?
Questo dipende dall’economia:
o Nei periodi di crescita significa�va magari l’impresa sta già u�lizzando la sua
capacità produ�va al massimo, quindi se ce una domanda dei beni con aumento
dei prezzi, non riesce ad aumentare rapidamente la sua capacità produ�va
o Nei periodi di crescita rallentata/rescissione l’impresa può reagire più rapidamente
in questo caso
• Dimensioni dell’impresa:
o Impresa di piccole dimensioni: se aumenta il prezzo del prodoto che vende; quindi,
si dovrà vendere più beni e quindi si dovrà acquistare più materie prime che non
subiranno un aumento del prezzo (in quanto l’impresa è piccola) e i suoi cos� di
produzione rimarranno invaria�. Più piccola è l’impresa più alta è l’elas�cità
o Impresa di grandi dimensioni: immaginiamo che sia un’impresa senza concorrenza,
ipo�zziamo che aumen� la domanda dei prodo� ed aumen� pure il prezzo,
l’impresa vorrà produrre di più e di conseguenza aumenterà la domanda di materia
prima che avrà un effeto anche nel mercato delle materie prime. Di conseguenza
per l’impresa costerà di più produrre ciascuna unita di produrre.
Quindi reagirà aumentando l’offerta ma in modo meno che proporzionale rispeto
alla piccola impresa. Più grande è l’impresa più bassa è l’elas�cità
• Mobilità dei fatori produ�vi: elas�cità aumenta
o Es contadino che ha un terreno per col�vare verdura, lui acquista il frumento che
però subisce un aumento di prezzo, ciò indurrà il contadino ad a iniziare a col�vare
lui stesso il frumento e potrà farlo perché la mobilità del frumento è alta
o Nel mercato del lavoro, se aumenta il salario dei lavoratori si cercherà di aumentare
il numero di medici specializza�
• Facilità di immagazzinamento: maggiore capacità di accumulare scorte→elas�cità più
elevata
Come varia l’elas�cità dell’offerta al prezzo

• A bassi livelli di quan�tà offerta, le imprese dispongono di


capacità produ�va inu�lizzata o sotou�lizzata, per cui
una piccola variazione del prezzo rende conveniente
sfrutare più intensamente gli impian� disponibili.
• All’aumentare della quan�tà offerta, le imprese si
avviano verso il pieno impiego della propria capacità
produ�va; una volta giunte al massimo della capacità, un
ulteriore aumento della produzione richiede la
costruzione di nuovi impian�.

Per indurre queste imprese ad affrontare le spese necessarie a questo fine, il prezzo deve crescere
in maniera sostanziale (offerta meno elas�ca)
LEZIONE 11/03/24 ma�na
ANALISI DEL BENESSERE: SURPLUS ED EFFICIENZA

• SURPLUS DEL CONSUMATORE

Massima disponibilità a pagare (prezzo di riserva): la somma massima che un consumatore


razionale pagherà per un determinato prodoto. Nell’economia del benessere il prezzo di riserva
dei consumatori rappresenta i benefici totali che essi si aspetano di otenere da un prodoto,
espresso in termini monetari

Prezzo di equilibrio/di mercato: prezzo unitario pagato effe�vamente da ciascun consumatore

Surplus del consumatore:

o differenza tra il prezzo che un compratore è disposto a pagare per l’acquisto di un bene ed il
prezzo che paga effe�vamente
o Misura il beneficio neto che i compratori traggono dal partecipare ad un mercato (un
acquisto)

Assumiamo un comportamento razionale, quindi chiunque non sia disposto o non sia in grado di
pagare il prezzo corrente non riceverà alcun surplus del consumatore

• Per ogni aumento della quan�tà di un’unità (cambiamento marginale), il corrispondente


punto sulla curva di domanda rappresenta il prezzo di riserva dell’individuo che ora è
disponibile a comprare una tazza di caffè
• I pun� su una curva di domanda indicano i benefici marginali, misura� in unità monetaria,
di ciascuna unità addizionale di prodoto per coloro che la richiedono
• Una curva di domanda è una curva dei benefici marginali, perché indica i benefici di
ciascuna unità addizionale venduta ai consumatori
Il surplus del consumatore in un mercato

Il surplus del consumatore è misurato dall’area compresa tra la curva di domanda (= valore del
bene per i consumatori disponibili a pagare un certo prezzo) e il livello del prezzo effe�vamente
pagato.

Una diminuzione del prezzo comporta un aumento del surplus del consumatore:
a) beneficio per i consumatori “nuovi” (che non avrebbero altrimen� acquistato)
b) beneficio aggiun�vo per i consumatori comunque già acquiren�.

• SURPLUS DEL PRODUTTORE

Surplus del produtore:

• differenza tra il prezzo incassato dal venditore ed il suo costo di produzione


• misura il beneficio di cui il venditore gode in virtù della sua partecipazione al
mercato

Il surplus del produtore è misurato dall’area compresa tra la curva di offerta (= prezzo al quale
le imprese sono disponibili a vendere) e il costo di produzione sostenuto

Un aumento del prezzo comporta un aumento del surplus del produtore:

a) beneficio per i “nuovi”


produtori (imprese che
non sarebbero altrimen�
state sul mercato)
b) beneficio aggiun�vo per
le imprese comunque già
operan�
L’ECONOMIA DEL BENESSERE E L’EFFICIENZA

Il beneficio per gli atori di un mercato è


misurato da:

1) surplus del consumatore (la differenza tra


il prezzo che un consumatore è disposto a
pagare e quello effe�vamente pagato);
2) surplus del produtore (la differenza tra il
prezzo incassato dal venditore e il costo di
produzione sostenuto).

Surplus totale = somma del surplus del consumatore e del surplus del produtore = valore per i
compratori – costo per i venditori.

Efficienza, inefficienza, equità

Un mercato è efficiente quando massimizza il surplus totale

Efficienza economica = Massimizzazione del surplus aggregato del consumatore e del produtore

Questo avviene quando vi è equilibrio


tra domanda e offerta: un prezzo diverso
da quello di equilibrio trasferisce surplus
da una categoria all’altra ma riduce il
surplus totale

Quando i merca� non sono efficien� si


parla di fallimento del mercato

L’efficienza inoltre può non coincidere


con l’equità (= distribuzione secondo
gius�zia della prosperità economica)
Questa dipende da giudizi di caratere
norma�vo
• Il benessere sociale �ene conto solo dei benefici aggrega� nel mercato, non della
distribuzione dei benefici. Quindi l’efficienza sociale mira solo a massimizzare i benefici
totali, indipendentemente dal fato che la maggior parte dei benefici tocchi ai venditori o ai
compratori. Questo approccio ignora l’obie�vo dell’equità.
• La differenza tra la curva di domanda (curva dei benefici marginali) e di offerta (curva dei
cos� marginali) in ciascun punto rappresenta il divario tra la massima disponibilità a pagare
dei consumatori e i cos� di produzione dei fornitori.
• Parte di questa differenza è «caturata» dai produtori, parte dai consumatori.

Se la curva di offerta è più alta


della curva di domanda, allora il
costo marginale eccede il
beneficio marginale, e se quella
unità fosse prodota e venduta la
società sarebbe in condizioni
peggiori. L’equilibrio di mercato è
la situazione che massimizza il
benessere sociale
LEZIONE 11/03/24 pomeriggio

ANALISI DEI MERCATI CONCORRENZIALI: GLI EFFETTI DI BENESSERE DI POLITICHE PUBBLICHE


• Valutazione di guadagni e perdite causa� dalle poli�che economiche pubbliche

U�lizziamo i conce� di surplus del consumatore e del produtore per studiare gli effe� di
benessere di una poli�ca pubblica.
Chi perde e chi guadagna grazie a tale poli�ca, e in quale misura?
Ci serviamo di ques� conce� anche per mostrare l’efficienza di un mercato concorrenziale.

Ripasso SURPLUS CONSUMATORE e PRODUTTORE


Il consumatore A sarebbe disposto a pagare €10 per un bene il cui prezzo di mercato è €5 e perciò
o�ene un beneficio di €5. Il consumatore B o�ene un beneficio pari a €2 e il consumatore
C, che valuta il bene esatamente al prezzo
di mercato, non o�ene alcun beneficio.

Il surplus del consumatore, che misura il


beneficio totale per
tu� i consumatori, è l’area colorata posta
tra la curva della
domanda e il prezzo di mercato.
Il surplus del produtore è il beneficio di cui
godono i produtori a basso costo vendendo
al prezzo di mercato, mostrato dall’area
compresa tra la curva di offerta e il prezzo di
mercato.
Insieme, i surplus del produtore e del
consumatore misurano il beneficio in termini di benessere di un mercato concorrenziale.
IL CONTROLLO DEI PREZZI: IL PREZZO MASSIMO
Prezzo massimo (prezzo controllato, calmiere, o teto di
prezzo, perché fissa un limite oltre il quale non è consen�to
andare) imposto per legge (avvantaggia i
consumatori)

Fissazione di un livello massimo del prezzo


inferiore al prezzo di equilibrio (altrimen� non
cos�tuirebbe un vincolo);
o determina una condizione di penuria
(scarsità, eccesso di domanda)
(prezzo e quan�tà inferiore a quella di un
mercato libero);
o comporta un sistema di razionamento: o
atraverso il sistema delle code o sulla base
di discriminazioni da parte dei venditori

Esempio = l’equo canone per le abitazioni, mascherine durante pandemia da Covid-19

Il prezzo di un bene è stato regolamentato in modo da non poter superare Pmax, che è inferiore al
prezzo di equilibrio del mercato P0

Il guadagno per i consumatori equivale alla differenza tra il retangolo A e triangolo B. La perdita
per i produtori equivale alla somma del retangolo A e il triangolo C

I triangoli B e C messi insieme misurano la


perdita secca derivante dalla regolamentazione
dei prezzi

Perdita secca = Perdita neta di surplus totale


(del consumatore e del produtore insieme)

Con un prezzo massimo imposto vengono


persegui� obie�vi di equità (con trasferimento
del surplus dai venditori ai compratori) ma a
prezzo di inefficienza (perdita secca di surplus)

Si possono produrre effe� secondari


indesidera�, ad es. creazione di un mercato nero
EFFETTI DELLA REGOLAMENTAZIONE DEI PREZZI
QUANDO LA DOMANDA È ANELASTICA

Se la domanda è sufficientemente anelas�ca, il


triangolo B può essere più grande del retangolo A.

In questo caso, la regolamentazione dei prezzi


provoca una perdita neta per i consumatori.

IL PREZZO MINIMO

Fissazione di un livello minimo del prezzo


superiore al prezzo di equilibrio (pavimento di
prezzo, altrimen� non cos�tuirebbe un vincolo)
(avvantaggia i produtori)

Il prezzo è regolamentato in modo che non sia


inferiore a Pmin

I produtori vorrebbero produrre la quan�tà Q2,


ma i consumatori sono dispos� a comprare
soltanto la quan�tà Q3. Si determina una
condizione di eccedenza (più offerta ma contenimento della domanda)

L’obie�vo può essere quello di contenere consumi indesidera� (sigarete, alcolici) Comporta però
inefficienza (perdita secca di surplus) e iniquità (aumento di prezzo per alcune fasce di
consumatori)

o Se si produce la quan�tà Q3, la perdita secca è data dalla somma dei triangoli B e C
o Se i produtori producono comunque Q2, la quan�tà Q2 − Q3 rimarrà invenduta e la variazione
del surplus del produtore sarà pari a A − C − D. In questo caso, i produtori nel loro complesso
potrebbero subire un peggioramento del benessere (la perdita secca sarebbe ancora più
elevata)
Esempio: IL SALARIO MINIMO

Il salario di equilibrio concorrenziale è W0, ma le


imprese non possono pagare meno di Wmin
Questo dà origine a disoccupazione per
l’equivalente di L2 – L1 e a una perdita secca
rappresentata dai triangoli di B e C.

Considerazioni
• I liberi merca� non regolamenta�, facendo incontrare gli egoismi di chi consuma e di chi
produce, possono produrre un risultato che è il migliore possibile per la società, dove per migliore
si intende quello che massimizza l’efficienza economica (vale a dire il benessere sociale, misurato
dal surplus dei consumatori più il surplus dei produtori).
• I sostenitori del laissez-faire credono quindi che l’intervento statale sui merca� dovrebbe essere
limitato solamente allo streto necessario affinché i merca� funzionino regolarmente (es.
proteggere il dirito alla proprietà privata)
• Vi sono numerosi altri obie�vi sociali quali l’equità, la sostenibilità ambientale, che possono
essere altretanto importan� o addiritura più importan� dell’efficienza.
• In alcuni casi i merca� liberi non sono efficien� (fallimen� del mercato) e l’intervento statale
potrebbe essere gius�ficato anche solo per aumentare l’efficienza economica
LEZIONE 12/03/2024

ESERCIZIO SU EXCEL

PREZZO MINIMO (al di soto del quale non si può andare es. salario minimo, prodo� agricoli)
Comporta un’eccesso di offerta, ECCEDENZA, quan�tà offerta sarà più alta della quan�tà
domandata
Se i produtori agiscono razionalmente produrranno soltanto la quan�tà che effe�vamente
venderanno sul mercato (Q1).

RIPASSO:
Impa� delle poli�che pubbliche nel benessere sociale:
Cosa succede quando lo Stato interviene regolamentando il mercato, imponendo un prezzo diverso
dato dall’equilibrio tra domanda e offerta, gius�ficato perché ri�ene che il prezzo di equilibrio non
sia equo per una delle due par�

Il mercato perfetamente concorrenziale permete di otenere migliori risulta� per partecipan� ma


in termini di efficienza = + alto benessere sociale =surplus complessivo della società che è
massimizzato
Efficienza non sempre coincide con equità, perché non sappiamo come i benefici vengono
distribui� tra i partecipan�, chi si avvantaggia di più e chi di meno
Efficiente ma non equo = interviene
La TASSA è un tributo applicato secondo il principio della controprestazione; è rela�va a un servizio di cui
ciascun contribuente può decidere se avvalersi o meno, e in generale, non è dipendente né dal reddito né
dal costo del servizio richiesto (es. tasse universitarie…)

L’IMPOSTA= tributo a cui non corrisponde una controprestazione specifica (lo svolgimento da
parte dell’ente pubblico di una par�colare a�vità o di un servizio), crea ge�to fiscale u�lizzato per
finanziare la spesa pubblica (altra forma di intervento dello Stato)
• Imposte direte
• Indirete

• Imposte sulla quan�tà (specifiche, somma di denaro versata allo Stato per ogni unità di
bene scambiata, es. accise)
• Imposte ad valorem (proporzionali, espresse in modo percentuale)

• Incidenza legale (chi, secondo la legge, deve materialmente versare l’imposta all’erario.
Può essere sulle vendite, produtori, oppure sugli acquis�, consumatori)
• Incidenza economica /o di fato (su chi grava effe�vamente l’imposta, l’onere ricade sia sui
compratori che venditori, perciò ci dice quanta parte grava su ognuno di essi)

IMPOSTA SULLE VENDITE t€


(Per ogni 1€ incassato deve versare 0,50 allo
Stato)

PD= nuovo prezzo che i consumatori pagano,


aumentato perché la quan�tà è più bassa

PS= prezzo che i venditori incassano

PS = P D - t

PD > PE (aumenta il prezzo per i consumatori)

PS < PE (ridoto guadagno per i venditori)

Qt < PE

GETTITO FISCALE= t x Qt
PE – PS < t
PERCENTUALE DELL’IMPOSTA
% a carico dei compratori=

% a carico dei venditori=

IMPOSTE SUGLI ACQUISTI

IMPOSTE SULLE VENDITE (curva di offerta che si sposta verso l’alto di un ammontare pari a t)
Sembra che in questo caso l’imposta sia divisa tra compratori e venditori in modo equo, non è
sempre così.

Esempio

In questo caso grava maggiormente l’onere dell’imposta sui


consumatori.
Curva di domanda è più rigida/anelas�ca rispeto alla curva di
offerta

|Ed| piccolo (rapporto tra elas�cità della domanda e quella


Es dell’offerta, numeratore < denominatore)

L’onere dell’imposta grava di più sui venditori


La curva di offerta è più rigida della curva di domanda

|Ed| Grande
Es

L’onere dell’imposta graverà di più sulla componente del mercato più rigida (- sensibile allle
variazioni del prezzo)

Esempio: accise su benzina

Gravano sulle imprese che si possono rivalere sui


consumatori aumentando il prezzo nella
medesima misura
• di una quota fissa nel caso delle imposte
specifiche
• di una quota percentuale nel caso delle imposte
ad valorem come l’IVA

L’imposta crea un divario tra il prezzo incassato dai venditori e quello pagato dai consumatori.
Effe� di UN’IMPOSTA SPECIFICA imposta espressa
come un determinato ammontare per unità venduta
• Quando l'imposta viene pagata dai compratori, la
curva di domanda si sposta verso il basso in misura
equivalente all'ammontare dell'imposta stessa
• Quando l'imposta grava sui venditori, la curva di
offerta si sposta verso l'alto nella stessa misura.
In entrambi i casi il prezzo pagato dai compratori
aumenta, quello incassato dai venditori diminuisce e,
alla fine, entrambi i gruppi condividono l'onere
dell'imposta, indipendentemente da chi dei due «mete mano al portafoglio».

Pd è il prezzo pagato dai compratori (> P0 )


PS è il prezzo che i venditori ricevono, meno l’imposta (< P0 )

Incidenza economica dell’imposta =


l’onere dell’imposta che si ripar�sce tra i
consumatori e i venditori (traslazione
dell’imposta)
L’onere fiscale grava in misura maggiore sulla componente con la curva meno elas�ca (che ha
meno alterna�ve e non può uscire dal mercato).

L’IMPATTO DI UN’IMPOSTA DIPENDE DALL’ELASTICITÀ DI DOMANDA E OFFERTA


(a) Se la domanda è molto anelas�ca rispeto all’offerta, il peso dell’imposta grava sopratuto sui
compratori
(b) Se la domanda è molto elas�ca rispeto all’offerta, l’onere dell’imposta grava sopratuto sui
venditori.
Usando la seguente “formula di traslazione”, possiamo calcolare la percentuale dell’imposta che
ricade sui compratori:

Frazione di traslazione =

Casi estremi: domanda/offerta perfetamente elas�ca/rigida

GLI EFFETTI DI UN’ IMPOSTA SUL BENESSERE


Sugli acquis� si sposterà la curva di domanda

14/03/24

Le determinan� della perdita secca di benessere

• Un'imposta genera una perdita secca di benessere perché induce i partecipan� al mercato
a modificare il proprio comportamento: accrescendo il prezzo di acquisto, spinge i
compratori ad acquistare meno; riducendo il prezzo di vendita, induce i venditori a
produrre meno.
• A causa di queste modifiche del comportamento la dimensione del mercato si riduce al di
soto del livello o�male.
• Le elas�cità (sensibilità alle variazioni dei prezzi) sono la misura precisa degli effe�
distorsivi delle imposte.
• Quanto maggiori sono i valori della elas�cità di domanda e offerta al prezzo tanto maggiore
è la perdita secca di benessere associata all’imposizione fiscale
I SUSSIDI

• I sussidi sono pagamen� corrispos� ai venditori o ai compratori allo scopo di sostenerne il


reddito o ridurre i cos� di produzione
• Il sussidio comporta non un ge�to fiscale per lo Stato ma una spesa
• Il sussidio è finalizzato non a ridurre ma ad ampliare il consumo (ritenuto meritevole) di un
certo bene e/o il livello di a�vità di un certo setore

I sussidi agiscono nel senso contrario rispeto a un’imposta, infa�:

Il sussidio riduce il prezzo di vendita

→ sposta a destra (verso il basso) la curva di offerta (se sulle vendite)


→ nuovo equilibrio = una maggior quan�tà venduta a un prezzo più basso
→aumento e non contrazione del surplus per compratori e venditori
→ Perdita di benessere sociale

Indipendentemente da incidenza legale, il beneficio


del sussidio viene ripar�to tra le due par� (ruolo
dell’elas�cità di domanda e offerta)
18/03/24 ma�na

TEORIA DEL COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE


Descrive come i consumatori distribuiscono i propri reddi� tra differen� beni e servizi per
massimizzare il proprio benessere

Gli individui dispongono generalmente di risorse finanziarie limitate e non possono acquistare
tuto ciò che desiderano. L’ipotesi standard è che il consumatore valu� i prezzi dei diversi beni
offer� in vendita e scelga un paniere di beni che, date le risorse di cui dispone, soddisfi al meglio i
propri bisogni e desideri.

Per meglio comprendere il comportamento del consumatore, è u�le procedere in tre passaggi

1. Preferenze del consumatore


2. Vincoli di bilancio
3. Scelte del consumatore

I consumatori scelgono la combinazione di beni migliore tra quelle che essi possono acquistare

Alcune ipotesi fondamentali sulle preferenze

Si assume che le scelte siano “coeren�”:

1. Completezza: si ipo�zza che le preferenze siano complete, ovvero che i consumatori siano
in grado di confrontare e valutare tu� i possibili panieri

Quindi, per qualsiasi coppia di panieri A e B, un consumatore potrà:

• preferire A a B (A≻B)
• preferire B ad A (B≻A)
• essere indifferente tra i due (A∼B)

Con il termine indifferente si intende indicare che una persona è ugualmente soddisfata dai due
panieri.

Si no� che queste preferenze sono indipenden� dai cos�

2. Riflessività: ogni paniere è desiderabile almeno tanto quanto sé stesso


A≽A

3. Transi�vità: le preferenze sono transi�ve. Ciò significa che, se un consumatore preferisce il


paniere A al paniere B e il paniere B al paniere C, allora preferirà A a C.
La transi�vità è di solito considerata necessaria per la coerenza del consumatore.
A≻BeB≻C⇒A≻C
Per descrivere in generale le preferenze, dobbiamo considerare preferenze che non siano
par�colari:

Preferenze regolari o «well-behaved»

1. Ipotesi di monotonicità delle preferenze (non sazietà):

Se A è un paniere di beni e B è un altro paniere che


con�ene almeno la stessa quan�tà di entrambi e una
quan�tà addizionale di uno solo, allora B ≻ A

«Più è meglio», quindi consideriamo beni e non mali

Si assume che i beni siano desiderabili, ovvero che


siano, appunto, dei beni. Di conseguenza, i
consumatori preferiranno sempre avere una maggior
quan�tà di un bene piutosto che una minore; di più è
sempre meglio, anche se solo di poco.
DESCRIVERE LE PREFERENZE INDIVIDUALI

Poiché quan�tà maggiori di ciascun bene sono


preferite a quan�tà minori, è possibile
confrontare i panieri che si trovano nelle aree
colorate. Il paniere A è chiaramente preferito al
paniere G, mentre E è chiaramente preferito ad
A. Il paniere A non può essere invece confrontato
con B, D e H in assenza di ulteriori informazioni.

Curva di indifferenza = Curva che rappresenta


tute le combinazioni di panieri che garan�scono
a un consumatore lo stesso livello di soddisfazione.

La curva di indifferenza U1 su cui si trova il paniere


A rappresenta tu� i panieri che procurano al
consumatore il medesimo livello di soddisfazione
fornito dal paniere A; tra ques�, i panieri B e D.

Il consumatore preferisce ad A il paniere E, che si


trova al di sopra di U1, mentre preferisce A ad H e
G, che si trovano al di soto di U1

Mappa di indifferenza = Grafico contenente un


insieme di curve di indifferenza, che rappresentano
panieri rispeto ai quali il consumatore è indifferente.

Una mappa di indifferenza è un insieme di curve di


indifferenza che descrive le preferenze di una
persona.

Tu� i panieri che si trovano sulla curva U3´, come il


paniere A, sono preferi� a ciascuno dei panieri che si
trovano sulla curva U2 come il paniere B, che a sua
volta è preferito a ciascuno dei panieri che si trovano
su U1´, come D.
Se le curve di indifferenza U1 e U2 si intersecassero,
verrebbe violata una delleipotesi della teoria del
consumatore.

• Le curve di indifferenza individuano DIVERSI livelli


di preferenze
• Nel grafico, tutavia B ∼ A e A ∼ D e per la
proprietà di transi�vità B ∼ D ma B ≻ D poiché D
giace soto la curva di indifferenza su cui si trova
B: questa è una contraddizione!

Le curve di indifferenza che corrispondono a livelli


diversi di preferenza NON possono intersecarsi

SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE

• Misura la pendenza (in valore assoluto) della curva di. indifferenza in un par�colare punto:

SMS = − ∆𝑉𝑉
∆𝐶𝐶 vestiario (unita per settimana)

• Rappresenta il saggio (rapporto) al quale il


consumatore è disposto a sos�tuire un bene con
l’altro mantenendo lo stesso grado di
soddisfazione; quan�tà massima di un bene a cui
un consumatore è disposto a rinunciare per
otenere in cambio una quan�tà in più di un altro
bene.

• Dipende dalla dotazione iniziale

• È decrescente lungo la curva di indifferenza


disponibilità sempre minore del consumatore a
rinunciare a qualche altro bene per otenere una
quan�tà ancora maggiore del primo bene Più un
bene è scarso rela�vamente all’altro, maggiore è
il suo valore rela�vo in termini dell’altro bene
LEZIONE 18/03/ POMERIGGIO

UTILITÀ E FUNZIONI DI UTIITÀ


Inizialmente UTILITÀ usata come misura del benessere di un individuo
Questo presenta mol� problemi:

• Come misurare l’u�lità in termini assolu� e fare comparazioni tra persone diverse?
• Di quanto cambierebbe l’u�lità (felicità) di un individuo se consumasse più pane o meno riso?

La moderna teoria del consumo usa piutosto l’u�lità come un mezzo per descrivere le preferenze
dei consumatori.

Ciò che conta è la possibilità di stabilire se un paniere possa offrire una u�lità (soddisfazione)
maggiore, non stabilire esatamente di quanto.

U�lità = Valore numerico che rappresenta la soddisfazione che un consumatore ricava da un


determinato paniere

Funzione di u�lità = Formula che assegna un livello di u�lità ai singoli panieri

Una funzione di u�lità è un modo per associare un numero a ogni paniere in modo che ai panieri
preferi� siano assegna� numeri più eleva�

(𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2)≻ (𝑦𝑦1, 𝑦𝑦2) ⟺ 𝑢𝑢(𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2 > 𝑢𝑢(𝑦𝑦1, 𝑦𝑦2)

Ciò che conta è la classifica dei panieri, non la grandezza della funzione di u�lità.
L’u�lità è perciò un conceto ORDINALE

Funzione di u�lità ordinale = Funzione di u�lità che genera una classificazione dei panieri,
disponendoli nell’ordine dal più al meno desiderato
Se invece fosse possibile assegnare un numero univoco e preciso ad ogni paniere avremmo
l’UTILITÀ CARDINALE

Funzione di u�lità cardinale = Funzione di u�lità che descrive di quanto un paniere è preferito a un
altro

Da una funzione di UTILITÀ ORDINALE è possibile derivarne altre per mezzo di trasformazioni
MONOTONE

o Una trasformazione monotona posi�va preserva l’ordinamento di partenza


o Se 𝑓𝑓 𝑢𝑢 è una trasformazione monotona di 𝑢𝑢, allora se 𝑢𝑢1 > 𝑢𝑢2 anche 𝑓𝑓(𝑢𝑢1) >𝑓𝑓(𝑢𝑢2)

Una trasformazione monotona di una funzione di u�lità corrisponde ad una funzione di u�lità che
rappresenta le stesse preferenze della funzione di u�lità di partenza

COME COSTRUIRE UNA FUNZIONE DI UTILITÀ

Data una funzione di u�lità, le curve di indifferenza sono curve di livello che rappresentano la
stessa u�lità.

Esempio:

Supponiamo che la funzione di u�lità sia: 𝑢𝑢(𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2)= 𝑥𝑥1· 𝑥𝑥2

Una curva di indifferenza è l’insieme delle combinazioni


dei due beni per cui
k = 𝑥𝑥1· 𝑥𝑥2 (k è un valore costante).

𝑥𝑥2 = k
𝑥𝑥1

Per diversi valori di k si o�ene il grafico seguente

• Perfe� sos�tu�: 𝑢𝑢(𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2) = 𝑎𝑎𝑎𝑎1 + 𝑏𝑏𝑏𝑏2

• Perfe� complemen�: 𝑢𝑢(𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2) = min[𝑎𝑎𝑎𝑎1; 𝑏𝑏𝑏𝑏2]

• Preferenze regolari: funzione di u�lità Cobb-Douglas 𝑢𝑢(𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2) = 𝑥𝑥1 𝑎𝑎𝑎𝑎2 𝑏𝑏, a>0, b>0
Come varia la reta di bilancio

• Variazioni del reddito


Aumento del reddito: la reta di bilancio si
sposta parallelamente (senza modificare
l’inclinazione) a destra
• Variazione dei prezzi
Aumenta il prezzo del bene 1: La reta di
bilancio diventa più inclinata. Si riduce il valore
dell’interceta orizzontale:

• In generale, un cambiamento nel prezzo di un


bene, a parità di reddito e di prezzo dell’altro
bene, produce una rotazione (in senso orario
o an�orario) della reta di bilancio intorno a
una delle intercete
LEZIONE 19/03/24
La scelta o�ma del consumatore

Scelta «o�ma» del consumatore: il consumatore sceglie il paniere preferito tra quelli
appartenen� al suo insieme di bilancio.

Il paniere che massimizza la soddisfazione deve rispetare due condizioni:

1. Deve trovarsi sulla reta di bilancio


2. Deve fornire al consumatore la combinazione più gradita di beni e servizi

SCELTA/OTTIMO/EQUILIBRIO DEL CONSUMATORE

• Preferenze: il consumatore vorrebbe un paniere che s�a sulla curva di indifferenza più alta
possibile
• Vincolo di bilancio: il consumatore può acquistare i panieri che stanno sulla reta di bilancio
o soto di essa

Quindi:

a. Il consumatore sceglierà quel paniere che gli permete di raggiungere la curva di


indifferenza più alta possibile, stando sulla reta di bilancio
b. Il paniere scelto è quello o�mo, nel senso che massimizza l’u�lità del consumatore
dato il vincolo di bilancio
c. Il paniere scelto è quello di equilibrio: se il consumatore sceglie un certo paniere
non ha incen�vo a modificare la sua scelta

TIPI DI SOLUZIONE PER L’EQUILIBRIO DEL CONSUMATORE

o Soluzioni interne: è il caso standard che si ha quando le curve di indifferenza sono


convesse (SMS decrescente)
o Soluzioni di fron�era: si hanno per i perfe� sos�tu�
o “Soluzioni di ver�ce”: si hanno per i perfe� complemen�

Nei 3 casi l’idea è la stessa: il consumatore si sposta sulla reta di bilancio in modo da raggiungere
la curva di indifferenza più alta possibile

ANALISI GRAFICA DELL’EQUILIBRIO (SOL. INTERNE)

Quale paniere sceglie il consumatore per massimizzare la sua


u�lità?

- Non il paniere «a»: fuori dall’insieme dei panieri accessibili


- Non «b»: da «b» può raggiungere una curva di indifferenza
più alta
- Non «c»: da «c» può raggiungere una curva di indifferenza
più alta

La scelta è in «e»: punto di tangenza tra curva di indifferenza e


la reta di bilancio
ANALISI MATEMATICA DELL’EQUILIBRIO

• NB: nel punto in cui una reta è tangente ad una curva, la reta e la curva hanno la stessa
pendenza

• In corrispondenza del paniere o�mo (punto di tangenza) la pendenza della reta di bilancio
coincide con quella della curva di indifferenza

 Pendenza della curva di indifferenza (in valore assoluto) = SMS


 Pendenza della reta di bilancio (in valore assoluto) = 𝑝𝑝1
𝑝𝑝2

Nel punto di equilibrio deve valere: 𝑺𝑺𝑺𝑺𝑺𝑺 = 𝒑𝒑𝒑𝒑


𝒑𝒑𝒑𝒑

(Condizione di equilibrio o di o�mo)

Quando le preferenze sono regolari, la sceltano�ma del


consumatore (𝑥𝑥1, 𝑥𝑥2) è data dal punto di tangenza tra la reta
di bilancio e una curva di indifferenza

Altri pun� sulla reta di bilancio sono panieri acquistabili ma


generano una u�lità inferiore.

La soddisfazione è massimizzata nel punto in cui:

Beneficio marginale = Beneficio derivante dal consumo di un’en�tà in più di un bene.

Costo marginale = Costo di un’unità in più di un bene


COSA ACCADE FUORI DALL’EQUILIBRIO?

Condizione di equilibrio o di o�mo: 𝑺𝑺𝑺𝑺𝑺𝑺 = 𝒑𝒑𝒑𝒑


𝒑𝒑𝒑𝒑

• SMS: rapporto a cui il consumatore è disposto sogge�vamente a scambiare x con y: per il


consumatore 1 unità di x vale SMS unità di y
• 𝑝𝑝𝑝𝑝/𝑝𝑝𝑝𝑝: rapporto a cui il consumatore può ogge�vamente scambiare x con y: sul mercato 1
unità di x vale 𝑝𝑝𝑝𝑝/ 𝑝𝑝𝑝𝑝 unità di y

 Se SMS > 𝒑𝒑𝒑𝒑/𝒑𝒑𝒑𝒑: per il consumatore 1 unità di x vale di più di quanto vale per il mercato

Es.: se SMS=4 e 𝑝𝑝𝑝𝑝 𝑝𝑝𝑝𝑝=1: Per 1 unità di x in più sono disposto a rinunciare a 4 unità di y.
Sul mercato per 1 unità di x in più, devo rinunciare solo a 1 unità di y

→ Cedo y, compro x: non sono in equilibrio

 Se SMS < 𝒑𝒑𝒑𝒑/𝒑𝒑𝒑𝒑: per il consumatore 1 unità di x vale meno di quanto vale per il mercato

Es.: se SMS = 1/3 e 𝑝𝑝𝑝𝑝/𝑝𝑝𝑝𝑝 =1. Sono disposto a rinunciare ad una unità di x per 1/3 di y in più. Sul
mercato, se rinuncio ad 1 unità di x otengo 1 unità di y in più

→ Rinuncio a x, compro y: non sono in equilibrio

Riassumendo

Se SMS ≠ 𝑝𝑝𝑝𝑝/𝑝𝑝𝑝𝑝 il consumatore non è in equilibrio, cioè, il consumatore non sta massimizzando la
sua u�lità

Nel punto di o�mo:

Principio di uguaglianza delle u�lità marginali ponderate Principio secondo cui l’u�lità è
massimizzata quando il consumatore uguaglia l’u�lità marginale per euro di spesa per tu� i beni

Nel punto di o�mo, l’u�lità marginale per euro speso nel bene x è uguale all’u�lità marginale per
euro speso nel bene y. In qualsiasi altro punto, il consumatore non si trova in una condizione di
equilibrio perché potrebbe incrementare la propria u�lità trasferendo parte della propria spesa dal
bene che offre una minore u�lità marginale per euro a quello che ne offre una maggiore
LEZIONE 20/03/24
LEZIONE 21/03/24

CATEGORIE DI BENI

Sos�tu� perfe�

• Al consumatore non interessa la


quan�tà posseduta dell’uno o
dell’altro bene, ma soltanto la
quan�tà complessiva dei due beni
• Beni che il consumatore è disposto a
sos�tuire l’uno all’altro ad un saggio
costante

Complemen� perfe�

• Due beni che vengono sempre


consuma� congiuntamente in
proporzioni fisse
• Le curve di indifferenza sono
ad angolo (ad L)

Neutrali

• Un consumatore è indifferente tra


consumarlo e non consumarlo

Male

• Bene che non piace al


consumatore, bene per il quale
una quan�tà minore è preferita
a una quan�tà maggiore

Bene

• Quando di più è preferito a di meno


QUINDI:
La forma delle curve di indifferenza dipende dalle preferenze dell’individuo

• Sono convesse se l’individuo preferisce consumare i due beni insieme


• Sono concave se l’individuo preferisce consumarli separatamente
• Sono lineari se l’individuo considera i due beni sos�tu� perfe�
• Sono a forma di L se l’individuo considera i due beni complemen� perfe�
Curva reddito-consumo (o sen�ero di espansione
del reddito) Curva formata dalle combinazioni di
due beni che massimizzano l’u�lità al variare del
reddito del consumatore.

EFFETTO DELLE VARIAZIONI DEL REDDITO

Un aumento del reddito, quando i prezzi dei beni


rimangono invaria�, fa sì che i consumatori
scelgano panieri differen�.

In (a), i panieri che massimizzano la soddisfazione


del consumatore in corrispondenza di diversi reddi�
(punto A, €10; B, €20; D, €30) formano la curva
reddito-consumo.

Lo spostamento verso destra della curva di


domanda in risposta all’aumento del reddito è
mostrato in (b) (i pun� E, G e H corrispondono ai
pun� A, B e D, rispe�vamente.)
Variazioni nel reddito e scelte di consumo
Curva di reddito-consumo curva che congiunge tu� i pun� di consumo o�mo genera� variando il
reddito

• Per beni normali


o La curva reddito-consumo è inclinata posi�vamente
o La curva di domanda si sposta verso destra all’aumentare del reddito
• Per beni inferiori
o La curva reddito-consumo è inclinata nega�vamente
o La curva di domanda si sposta a sinistra all’aumentare del reddito
Osservazioni sui beni inferiori
• Un bene può essere inferiore per un agente e normale per altri, dipende dalle
forme delle curve di indifferenza degli individui
• Un bene può essere normale per cer� livelli di reddito e inferiore per altri livelli di
reddito
• Un bene inferiore non deve essere confuso con i «mali» economici (meno è
preferito a più): curve di indifferenza di forma normale
• I beni inferiori tendono ad avere carateris�che comuni

In generale tu� i beni di qualità inferiore che possono essere sos�tui� con beni di
qualità superiore, quando il reddito cresce

UN BENE INFERIORE

L’aumento del reddito di una persona può


condurre a un minore consumo di uno dei
due beni acquista�.

In questo caso gli hamburger, che sono un


bene normale tra A e B, diventano un

bene inferiore quando la curva reddito-


consumo si piega all’indietro tra B e C.

A: RD=€10
B: RD=€20
C: RD=€30
Curva di Engel Curva che pone in relazione la quan�tà consumata di un bene e il reddito (a prezzi
fissi)

Il cibo è un bene normale e la curva di Engel è inclinata posi�vamente

<

Gli hamburger sono un bene normale per i reddi� mensili inferiori a €20 e un bene inferiore per i
reddi� mensili superiori a €20
LEZIONE 25/03/2024 ma�na

LA DOMANDA INDIVIDUALE
EFFETTO DELLE VARIAZIONI DI PREZZO

Una riduzione del prezzo del cibo, quando il reddito


e il prezzo del ves�ario rimangono invaria�, fa sì che
il consumatore scelga un paniere differente.

In (a), i panieri che massimizzano l’u�lità in


corrispondenza di vari prezzi del cibo (punto A, €2; B, €1;
D, €0,50) definiscono la curva prezzo-consumo.

In (b) è data la curva di domanda, che pone in relazione il


prezzo del cibo e la quan�tà domandata (i pun� E, G e H
corrispondono ai pun� A, B e D, rispe�vamente).

La curva prezzo-consumo Curva formata dalle


combinazioni di due beni che massimizzano l’u�lità al variare di uno dei prezzi.

Curva di domanda individuale Curva che esprime la relazione tra la quan�tà di un bene che un
singolo consumatore è disposto ad acquistare e il prezzo del bene
Ha due importan� proprietà:
1. Il livello di u�lità raggiungibile varia mentre ci si sposta lungo la curva.
2. In ogni punto della curva di domanda, il consumatore massimizza l’u�lità soddisfacendo la
condizione che il saggio marginale di sos�tuzione (SMS) tra il cibo e il ves�ario sia uguale al
rapporto tra i prezzi dei due beni.

⟹ SMS variabile lungo la curva di domanda: il valore rela�vo di X diminuisce


quando il consumatore ne acquista una quan�tà maggiore

EFFETTO DI REDDITO ED EFFETTO DI SOSTITUZIONE


La diminuzione del prezzo di un bene ha due effe�:
1. I consumatori tendono ad acquistare una maggiore quan�tà del bene divenuto più economico e
una minore quan�tà dei beni divenu� rela�vamente più costosi. Questa reazione alla variazione
dei prezzi rela�vi dei beni è deta effeto di sos�tuzione.
2. Poiché uno dei beni diventa meno costoso, i consumatori godono di un aumento del potere
d’acquisto reale. La variazione della domanda prodota da questa variazione del potere d’acquisto
è deta effeto di reddito.

Effeto di sos�tuzione Variazione del consumo di un bene associata a una variazione del suo
prezzo, a livello di u�lità invariato.

Effeto di reddito Variazione del consumo di un bene determinata da un incremento del potere
d’acquisto, a prezzi rela�vi invaria�.

L’effeto complessivo di una variazione del prezzo è dato teoricamente dalla somma dell’effeto di
sos�tuzione e dell’effeto di reddito:
Effeto complessivo (F1F2) = Effeto di sos�tuzione (F1E) + Effeto di reddito (EF2)

• L’effeto di sos�tuzione causa sempre una variazione della quan�tà acquistata di segno opposto
a quello della variazione di prezzo: quando il prezzo aumenta, la quan�tà domandata diminuisce; al
contrario, quando il prezzo diminuisce, la quan�tà domandata aumenta.
• La direzione dell’effeto di reddito dipende, invece, dalla �pologia del bene
• Se si trata di un bene normale, l’effeto di reddito opera nella stessa direzione dell’effeto
di sos�tuzione: al crescere (diminuire) del prezzo, diminuiscono (crescono) il potere
d’acquisto e la quan�tà domandata.
• Per i beni inferiori invece l’effeto di sos�tuzione e l’effeto di reddito vanno in direzioni
opposte.

VARIAZIONI DELLA DOMANDA AL VARIARE DEI PREZZI: BENI ORDINARI E DI GIFFEN

Beni ordinari: sono beni la cui domanda cresce al


diminuire del loro prezzo

Beni di GIFFEN: sono beni la cui domanda


DIMINUISCE al diminuire del loro prezzo
EFFETTI DI REDDITO E DI SOSTITUZIONE:

1. BENI NORMALI
La diminuzione del prezzo del cibo ha sia un effeto di reddito, sia un effeto di sos�tuzione.
• Il consumatore si trova inizialmente in A, sulla
reta di bilancio RS.
• Quando il prezzo del cibo diminuisce, il
consumo aumenta da F1 a F2 con il passaggio
del consumatore a B.
L’effeto di sos�tuzione F1E (associato a uno
spostamento da A a D) modifica i prezzi rela�vi
del cibo e del ves�ario ma man�ene costante il
reddito reale (soddisfazione).
L’effeto di reddito EF2 (associato a uno
spostamento da D a B) man�ene costan� i
prezzi
rela�vi ma incrementa il potere d’acquisto.
IN questo esempio il cibo è un bene normale
perché l’effeto di reddito EF2 è posi�vo.

2. BENI INFERIORI
• Il consumatore si trova inizialmente in A
sulla reta di bilancio RS.
• Con una diminuzione del prezzo del cibo, il
consumatore passa a B.
La risultante variazione della quan�tà di cibo
acquistata può essere scomposta in un effeto di
sos�tuzione, F1E (associato a uno spostamento
da A a D) e un effeto di reddito, EF2 (associato a
uno spostamento da D a B).
In questo caso, il cibo è un bene inferiore perché
l’effeto di reddito è nega�vo.
Tutavia, dal momento che l’effeto di
sos�tuzione supera l’effeto di reddito, la
diminuzione del prezzo del cibo conduce a un aumento della quan�tà di cibo domandata.
Un caso speciale: i beni di Giffen
Bene di Giffen Bene la cui curva di domanda è inclinata posi�vamente perché l’effeto di
reddito (nega�vo) è maggiore dell’effeto di sos�tuzione.

CURVA DI DOMANDA INCLINATA POSITIVAMENTE: I BENI DI GIFFEN


Quando il cibo è un bene inferiore, e quando l’effeto di reddito è grande tanto da
neutralizzare e superare l’effeto di
sos�tuzione, la curva di domanda è
inclinata posi�vamente.
Il consumatore si trova inizialmente nel
punto A, ma dopo la diminuzione del
prezzo del cibo passa a B e consuma
meno cibo.
Dato che l’effeto di reddito EF2 è
maggiore dell’effeto di sos�tuzione F1E
la diminuzione del prezzo comporta una
diminuzione della quan�tà domandata di
cibo

• Si ri�ene che il caso dei beni di Giffen sia di fato un evento piutosto raro.
• Infa�, l’ipotesi di un effeto reddito in grado di controbilanciare l’effeto sos�tuzione richiede
che gli effe� reddito siano quan�ta�vamente importan�, riguardino cioè una quota consistente
del bilancio, cosa che sembra improbabile per beni inferiori con mol� sos�tu�.
• D’altra parte, invece, proprio perché si trata di beni con una molteplicità di possibili sos�tu� di
qualità differen�, è probabile che abbiano effe� di sos�tuzione significa�vamente grandi

Se varia il prezzo del bene y?


L'effeto di una variazione di prezzo può
essere scomposto in un effeto di reddito e
un effeto di sos�tuzione. L'effeto di
sos�tuzione è quello provocato da una
variazione della pendenza del vincolo di
bilancio (ovvero dalla variazione del prezzo
rela�vo dei due beni) ed è rappresentato da
un movimento lungo la curva di indifferenza
1, dal punto A al punto B. L'effeto di reddito
è rappresentato da uno spostamento verso
una curva di indifferenza più elevata, cioè
come il passaggio dalla curva 1 alla curva 2 e, quindi, dal punto B al punto C
LEZIONE 25/03/24 Pomeriggio

SOMMA PER OTTENERE UNA CURVA DI DOMANDA DI MERCATO


La curva di domanda di mercato si o�ene
sommando le curve di domanda dei tre
consumatori, DA, DB e DC
A ciascun prezzo, la quan�tà di caffè domandata dal mercato è la somma delle quan�tà
domandate dai singoli consumatori
Al prezzo di €4, per esempio, la quan�tà domandata dal mercato (11 unità) è la somma delle
quan�tà domandate da A (zero unità), B (4 unità) e C (7 unità)

La procedura con la quale si fissa un


certo livello di prezzo e si sommano
le quan�tà individuali domandate a
quel prezzo si chiama somma
orizzontale
Quindi la curva di domanda di
mercato è la somma orizzontale
delle curve di domanda individuali

• Se tute le domande individuali sono inclinate nega�vamente, allora anche la domanda di


mercato è inclinata nega�vamente
• Se qualche curva di domanda individuale è inclinata posi�vamente, comunque, la domanda
di mercato potrebbe essere inclinata nega�vamente

Spesso due beni sono sufficien�


Con due beni è possibile analizzare tute le scelte di consumo
Il bene 2 è un bene composito che rappresenta ogni altra cosa il consumatore desideri consumare
oltre al bene 1.
Tale bene composito è misurato in termini di euro spesi per beni diversi dal bene 1
Rappresen�amo con 𝒙𝒙𝒙𝒙 la spesa in tu� i beni diversi da 1 (𝑝𝑝2 = 1):
𝒑𝒑𝒑𝒑· 𝒙𝒙𝒙𝒙+ 𝒙𝒙𝟐𝟐≤ 𝑹𝑹𝑹𝑹

Bene composito: confrontare un bene con l’insieme degli altri


• Interceta ver�cale: corrisponde alla spesa per tu� gli altri beni.
• Per semplicità consideriamo pari a 1 il prezzo del bene composito.
• L’inclinazione del vincolo di bilancio è quindi il prezzo del bene x.
• Si possono tracciare curve di indifferenza convesse. Bisogna ipo�zzare che i prezzi di tu� gli altri
beni siano costan�

LA SCELTA DEL LAVORATORE FRA CONSUMI/REDDITO E TEMPO LIBERO E LA FUNZIONE DI


OFFERTA DI LAVORO

Immaginate di avere trovato un’occupazione come barista, ed il salario che vi verrà


riconosciuto è di 15€/h.
Avete la possibilità di scegliere quante ore di lavoro svolgere in una se�mana. Supponete
di aver scelto di lavorare per 3 sere alla se�mana, ciascuna sera per 4 ore, quindi per un
totale di 12 ore alla se�mana. Il reddito da lavoro (se�manale) che otenete è quindi di
180€, con il quale potete finanziare le vostre spese di consumo se�manali.
Immaginate ora che il datore di lavoro, contento per la qualità del lavoro che svolgete, vi
riconosca un incremento di remunerazione, e vi proponga un salario orario di 20€,
lasciandovi sempre la possibilità di scegliere quante ore lavorare.
Di fronte alla nuova proposta, chiedereste di con�nuare a lavorare 12 ore alla se�mana,
oppure pensate che trovereste o�male lavorare più o meno ore?

In assenza di vincoli di legge, un incremento del salario orario comporta due diversi effe�:
• da un lato, risulta per il lavoratore più conveniente lavorare (anziché avere tempo libero o
fare altre a�vità): il costo opportunità del tempo libero aumenta; questo dovrebbe
portare il lavoratore a ritenere più conveniente incrementare il numero di ore lavorate;
• d’altro lato, però, l’incremento del salario orario consente di otenere lo stesso reddito con
un numero minore di ore lavorate, e questo dovrebbe portare a ridurre il numero di ore
lavorate.
La scelta su quanto lavorare e quante ore libere avere determina l’ammontare di reddito
disponibile per finanziare i consumi (reddito visto come variabile endogena, non esogena
come finora assunto)
Quale sarebbe l’allocazione o�male tra lavoro (che consente reddito e quindi consumo) e
tempo libero?
Immagineremo che il lavoratore possa scegliere effe�vamente e liberamente quanto lavorare

La scelta del lavoratore fra reddito e tempo libero


o Il reddito disponibile può essere interpretato come una variabile non più esogena, ma
endogena.
o Il tempo libero è assunto essere un bene; quindi, il lavoro, di per sé, è un male (l’individuo
trae u�lità dal tempo libero, e non dal lavoro). Tutavia, il lavoro consente di otenere un
reddito col quale finanziare i consumi. I consumi sono un bene.
o Ogni consumatore avrà dei “gus�” (ossia delle preferenze) rela�vamente alle possibili
combinazioni tra tempo libero e consumo. Le preferenze saranno rappresentate, come
sempre, da funzioni di u�lità
o La scelta o�male per un consumatore è rappresentata dalla combinazione tra tempo
libero e consumo che consente di raggiungere la massima u�lità possibile,
compa�bilmente con il rispeto di un vincolo

La scelta del lavoratore fra reddito e tempo libero


o Limite fisico: il tempo a disposizione di un individuo, da ripar�re tra tempo libero e lavoro, è
limitato:
𝑇𝑇 = 𝑅𝑅 + 𝐿𝐿
dove L è il tempo trascorso a lavorare, R è il tempo libero, T è il tempo complessivo

o Limite “di mercato”: la spesa per consumo deve essere non maggiore del reddito percepito
Se il consumatore non ha altri reddi� se non quello da lavoro vale:
𝑝𝑝 · 𝐶𝐶 = 𝑤𝑤 · 𝐿𝐿
dove il salario orario è 𝑤𝑤, mentre 𝑝𝑝 è il prezzo di un’unità di bene di consumo.
S�amo ipo�zzando che non ci sia risparmio

𝑝𝑝 · 𝐶𝐶 = 𝑤𝑤 · 𝐿𝐿 ⟶ 𝑝𝑝 · 𝐶𝐶 = 𝑤𝑤 · 𝑇𝑇 − 𝑅𝑅
𝑝𝑝 · 𝐶𝐶 + 𝑤𝑤 · 𝑅𝑅 = 𝑤𝑤 · 𝑇𝑇

o Il reddito potenziale massimo del consumatore è quello otenuto lavorando 𝑇𝑇 ore (e


guadagnando 𝑤𝑤 · 𝑇𝑇)
o Con questo reddito potenziale può “acquistare” consumo (che comporta la spesa 𝑝𝑝 · 𝐶𝐶) e
tempo libero (che comporta la spesa 𝑤𝑤 · 𝑅𝑅)
o il salario 𝑤𝑤, perciò, può essere anche interpretato come il prezzo del tempo libero e come
costo opportunità del tempo libero (ciò cui un individuo è disposto a rinunciare pur di avere
un’ora di tempo libero)

Il rapporto tra salario nominale (𝑤𝑤) e prezzo del bene di consumo (𝑝𝑝) prende il nome di "salario
reale": esso corrisponde al consumo acquistabile col salario 𝑤𝑤

• Interceta ver�cale: massimo ammontare di


consumo (numero di panieri di consumo
acquistabili) che l’individuo può avere, quando le
ore di tempo libero sono zero.
• Interceta orizzontale: massimo numero di ore
di tempo libero chel’individuo può avere, in
corrispondenza delle quali il consumo è zero
• Inclinazione: di quanto deve diminuire il
consumo se aumenta una unità di tempo libero,
da� il salario e il prezzo del bene di consumo

Effe� di variazioni del salario reale


Se il salario reale varia (per variazioni del salario nominale a parità di prezzi dei beni di consumo, o
per variazioni dei prezzi dei beni di consumo a parità di salario nominale), vuol dire che cambia la
costosità rela�va del tempo libero rispeto al bene di consumo.

Un aumento del salario reale comporta che il tempo libero diventa rela�vamente più costoso:
infa� “costerà più caro (in termini di rinuncia al consumo)” acquistare un’unità in più di tempo
libero.
Graficamente, la variazione del salario reale implica una modifica dell’inclinazione del vincolo di
bilancio
• A salari reali via via più eleva�, corrispondono vincoli di bilancio via via più ripidi, ossia con
inclinazione via via maggiore in valore assoluto
• Se il salario reale diminuisce, il vincolo di bilancio diventa più piato
Effe� della presenza di reddi� aggiun�vi, non derivan� da a�vità di lavoro
Immaginiamo che l’individuo possa contare su un reddito aggiun�vo pari a M: può essere un
regalo della nonna, oppure i proven� da inves�men� finanziari, oppure una vincita alla loteria,
ecc.

Dal punto di vista grafico, la presenza di un reddito aggiun�vo


fa traslare verso l’alto, in parallelo, il vincolo di bilancio
La funzione di offerta di lavoro
Nel problema di scelta o�male tra tempo libero e consumo, il consumatore esprime una domanda
di tempo libero e una domanda di consumo.

Sul mercato del lavoro, invece, l’individuo offre lavoro: egli ha a disposizione un tempo
complessivo e sceglie quanto offrirne sul mercato del lavoro.

Se varia il salario reale, varia l’inclinazione del vincolo di bilancio. Di conseguenza, varierà anche il
punto o�male, ossia la combinazione tra tempo libero e consumo; pertanto, varierà anche
l’ammontare o�male di tempo lavorato.

A seguito di un incremento del salario reale può succedere che:


• il tempo libero o�male diminuisce (e quindi il tempo o�male lavorato aumenta);
• il tempo libero o�male aumenta (e quindi il tempo o�male lavorato diminuisce);
• il tempo libero o�male rimane esatamente invariato (e quindi anche la quan�tà o�male di
tempo lavorato rimane invariata)
La funzione che lega l’ammontare o�male di lavoro offerto da un individuo e al salario reale
prende il nome di funzione di offerta di lavoro: essa ci dice, cioè, come varia la scelta o�male di
lavoro offerto al variare del salario reale

All’aumentare del salario reale, sono possibili i tre casi:


• aumenta l’offerta di lavoro (ossia, l’offerta di lavoro è una funzione crescente del salario reale);
• diminuisce l’offerta di lavoro (ossia, l’offerta di lavoro è una funzione decrescente del salario
reale)
• l’offerta di lavoro rimane costante (ossia, l’offerta di lavoro è una funzione costante del salario
reale)
La funzione di offerta di lavoro può anche avere tra� crescen� e tra� decrescen�

Se il salario reale è basso, un suo incremento


porta l’individuo a lavorare di più; questo
succede però soltanto fino ad un certo livello
soglia di salario; oltrepassato questo livello-
soglia, ulteriori aumen� del salario reale
inducono il lavoratore a reagire abbassando
l’offerta di lavoro
Come l’offerta di lavoro reagisce a variazioni del salario reale?
• Un aumento del salario reale vuol dire che il tempo libero diventa rela�vamente più costoso
(rispeto al consumo dei beni). L’effeto sos�tuzione porterà il consumatore a domandare meno
tempo libero e più bene di consumo (questo vuol dire che l’offerta di lavoro aumenta)
• Un aumento del salario comporta anche un “effeto reddito”, ed in par�colare un “effeto
reddito
da dotazione”: infa�, ogni individuo è dotato di 24 ore al giorno; il valore delle 24 ore di tempo
che il consumatore ha a disposizione aumenta se il salario reale aumenta: se entrambi i beni
(consumo e tempo libero) sono normali, allora il consumatore domanda una maggiore quan�tà sia
di consumo sia di tempo libero: ciò vuol dire che diminuisce l’offerta di lavoro

All’aumentare del salario reale:


• se prevale l’effeto di sos�tuzione, allora aumenta l’offerta di lavoro;
• se prevale l’effeto di reddito, allora diminuisce l’offerta di lavoro;
• se l’effeto reddito e l’effeto sos�tuzione si compensano perfetamente, allora l’offerta di lavoro
rimane immutata (in questo caso, si può anche dire che l’offerta di lavoro è totalmente inelas�ca al
salario reale)

Lezione 26/03/24

SCELTA INTERTEMPORALE (come decidere di u�lizzare il suo reddito nel tempo)


Il paniere deve essere sulla più alta curva di indifferenza, per garan�re il più alto livello di
soddisfazione, e accessibile (sulla reta di bilancio in modo da esaurire il reddito a disposizione)

La scelta del consumatore tra risparmiare e indebitarsi


Il �po di scelte che abbiamo esaminato finora comportava sempre dei trade-off tra alterna�ve
esisten� nel presente (modello atemporale), ma non abbiamo mai analizzato il caso di una scelta
nel presente che potesse influenzare le scelte in periodi futuri. Eppure, simili effe� intertemporali
rappresentano una carateris�ca cruciale di molte delle nostre decisioni più importan�.
Supponendo che il consumatore si compor� in modo razionale, come allocherà il suo consumo nel
tempo?

Studiamo la scelta del consumatore tra risparmiare e indebitarsi


• Risparmiare implica consumare meno del proprio reddito corrente per consumare di più
successivamente
• Contrarre un pres�to permete di consumare più del reddito corrente ma il consumo
futuro dovrà essere inferiore al reddito futuro per poter rimborsare il pres�to
Decidere di risparmiare o indebitarsi è quindi una decisione che riguarda la distribuzione
del consumo tra vari periodi di tempo
Periodo di riferimento corrente:

INCLINAZIONE a quante unità devo rinunciare in futuro (C2) per avere un’unità in più oggi (C1), o se
rinuncio oggi quante unità posso consumare in più in futuro.
Posso consumare una quan�tà maggiore al tasso di interesse, che si può vedere come il prezzo del
consumo corrente, è un costo opportunità
In termini del valore futuro: (es. tra 1 anno)

Studiamo il comportamento di un consumatore che alloca il consumo di un bene (bene composito


o un par�colare bene di consumo) in due periodi diversi.
Ipotesi:
• consideriamo due periodi: corrente (1) e futuro (2);
• 𝐶𝐶1 e 𝐶𝐶2 rappresentano il consumo rispe�vamente nel periodo 1 e 2;
• i prezzi in ciascun periodo sono, rispe�vamente, 𝑝𝑝1e 𝑝𝑝2;
• la quan�tà di moneta (reddito) di cui dispone il consumatore in ciascun periodo è 𝑚𝑚1 e 𝑚𝑚2
(dotazione iniziale)
Il problema:
Da� i reddi� 𝑚𝑚1 e 𝑚𝑚2, e da� i prezzi dei beni di consumo 𝑝𝑝1 e 𝑝𝑝2, qual è il paniere di consumo
intertemporale o�mo (𝐶𝐶1*, 𝐶𝐶2*)?
Per rispondere dobbiamo conoscere:
• il vincolo di bilancio intertemporale;
• le preferenze intertemporali di consumo.
Costruiamo innanzituto il vincolo di bilancio intertemporale
Ignoriamo per ora gli effe� dei prezzi assumendo che i prezzi in ciascun periodo, 𝑝𝑝1e 𝑝𝑝2, siano
uguali a 1

Valore atuale e valore futuro


Dato il tasso di interesse r
• il valore futuro fra un periodo di €m è m(1+r)
• il valore atuale di €m disponibile all’inizio del prossimo periodo è m/(1+r)

Il consumatore può prendere e dare a pres�to ad un tasso di interesse nominale 𝑟𝑟, che indica la
quan�tà di moneta addizionale che avrò in futuro se nel presente rinuncio ad una parte del mio
consumo
a) Il consumatore al tempo 1 decide di risparmiare: 𝑪𝑪𝑪𝑪 < 𝒎𝒎𝒎𝒎

Il consumo al tempo 2 è uguale alla dotazione iniziale, alla somma risparmiata e agli interessi
matura� su questa quan�tà
b) Il consumatore al tempo 1 prende a pres�to denaro: 𝑪𝑪𝑪𝑪 > 𝒎𝒎𝒎𝒎

Il consumo al tempo 2 è uguale alla quan�tà di moneta meno la somma presa a pres�to e gli
interessi matura� su questa somma
Vincolo di bilancio intertemporale (n termini del valore futuro):

O, equivalentemente (in termini del valore atuale)

Il consumatore può scegliere di consumare in ogni periodo esatamente un ammontare pari al suo
reddito in quel periodo.
Il paniere (𝑚𝑚1, 𝑚𝑚2) è quindi sicuramente un paniere ammissibile per il nostro consumatore

• Consideriamo le preferenze del consumatore, rappresentate dalle curve di indifferenza: la


loro forma descrive i gus� del consumatore in periodi diversi.
• Il caso più ragionevole è quello in cui le preferenze sono regolari. Il consumatore è disposto
a sos�tuire una certa quan�tà del consumo di oggi con il consumo di domani
Quindi esisterà una funzione di u�lità definita su 𝐶𝐶1 e 𝐶𝐶2 che rappresenta tali preferenze

Da� il vincolo di bilancio di un consumatore e le sue preferenze in ciascun periodo, possiamo


studiarne la scelta o�ma di consumo
Una variazione nella dotazione inziale può essere dovuta a
• Variazione nel reddito presente
• Variazione nel reddito futuro

In tu� e due i casi si determinerà uno


spostamento della reta di bilancio verso
l’esterno o l’interno.
Risparmio e consumo non dipendono più
dal reddito corrente ma sono influenzate
anche dai guadagni atesi futuri (dal tasso
di interesse). Un guadagno ateso futuro
elevato indurrà a trasferire reddito dal
futuro al presente e viceversa.

Variazioni del tasso di interesse


Un incremento del tasso di interesse:
• rende più ripida la reta di bilancio
• l’acquisto della dotazione iniziale è sempre possibile quindi la reta ruoterà intorno al
punto corrispondente alla dotazione stessa

Come si modifica la scelta tra dare e prendere a pres�to al variare del tasso di interesse?
• il consumatore inizialmente dà a pres�to
• il consumatore inizialmente prende a pres�to
Se il consumatore dà a pres�to…se il tasso di interesse aumenta con�nuerà a dare a pres�to
Se il consumatore prende a pres�to…se il tasso di interesse diminuisce con�nuerà a prendere a
pres�to
REAZIONE: Come nel caso di una variazione di prezzo, anche in seguito ad una variazione del tasso
di interesse reale vi sarà un effeto di reddito ed un effeto di sos�tuzione.

Come sempre accade, l’effeto sos�tuzione agisce nella direzione opposta a quella della
variazione del prezzo. Se aumenta il tasso di interesse (il prezzo del consumo nel periodo 1
aumenta; costo opportunità degli interessi a cui si rinuncia quando il reddito viene
consumato anziché risparmiato) l’effeto di sos�tuzione determina un minor consumo nel
periodo corrente (il risparmio aumenta).

L’effeto di reddito dipende dalla condizione di partenza (risparmiatore/debitore): con un


tasso di interesse più alto, i risparmiatori diventano più ricchi (riceveranno un interesse
maggiore sui loro risparmi) e i debitori più poveri (dovranno pagare un interesse maggiore
sul debito).

Effetto sui debitori


Un aumento del tasso d’interesse implica una perdita di reddito per un consumatore che
originariamente era un debitore.
Quindi, se il bene "consumo oggi" è un bene normale anche l’effeto reddito di un aumento del
tasso d’interesse deve essere nega�vo.
Nel caso di un debitore, entrambi gli effe� di una variazione del prezzo sulla domanda di 𝐶𝐶1 vanno
nella stessa direzione. Di conseguenza, in seguito a un aumento del tasso di interesse, il debitore
riduce il consumo nel periodo 1 e riduce l’indebitamento.

Effetto sui risparmiatori


Il reddito complessivo di un individuo che sta risparmiando aumenta in seguito all’aumento del
tasso d’interesse e l’effeto di reddito è posi�vo e la domanda per il bene ‘consumo nel periodo
1’(bene normale) aumenta e quindi il risparmio si riduce. L’effeto complessivo dipende da quale
effeto prevalga, se l’effeto reddito o sos�tuzione.

Riduzione del tasso di interesse

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