PDF Rischio
PDF Rischio
I fattori di rischio
Tutti i fattori che possono generare un pericolo determinano un rischio
1. Tecniche specifiche usate per identificare i rischi nella fase di pianificazione e di progettazione.
• Gli studi sul rischio e sull’operatività (HAZOP), tecniche qualitative usate per identificare i rischi derivanti
da errori meccanici e da quelli umani.
• Analisi delle modalità d’errore e dei loro effetti (FMEA), tecniche induttive usate soprattutto per identificare
gli errori meccanici.
• Analisi delle mansioni (TASK ANALYSIS), una tecnica induttiva usata per identificare la sorgente probabile
dell’errore umano.
La definizione del livello di rischio da agenti chimici pericolosi deve avvenire per ogni sostanza utilizzata
nell’ambiente di lavoro, e la definizione di tale giudizio può avvenire utilizzando o meno modelli matematici.
Valutazione del livello di rischio
Metodi indiretti: basati su modelli (di comportamento o di calcolo) che prevedono la
identificazione di tutti i fattori di rischio (HAZARD), della loro variabilità e del loro
impatto sul rischio.
Sono di più facile applicazione e sono meno costosi. Richiedono minor
competenza chimica e in alcuni casi possono essere gestiti direttamente dal
lavoratore. Di contro i risultati sono molto più variabili e quindi meno affidabili.
Metodi diretti: basati sul confronto fra misure di valori ambientali o personali e
valori limite (TLV).
Le misure devono essere tempestive. Quindi valutazione e monitoraggio non possono essere sporadici.
Modelli di analisi preliminare del rischio
L’ algoritmo del rischio
La maggior parte dei metodi indiretti considera il rischio come probabilità che si
verifichi un evento indesiderato o un guasto. Esistono molti algoritmi possibili.
Tipicamente in forma matriciale. In generale:
A. E’ un solvente?
[Link] delle sostanze in base al grado di pericolosità
B. E’ un pesticida? Se sì si annota e si va direttamente al punto 5
[Link] delle sostanze in base al grado di pericolosità
C. Dalla etichetta individuare il grado di pericolosità
cute e occhi
2. Determinazione della quantità di sostanza
3. Stima della capacità di diffondere in aria (solidi e liquidi)
Se si lavora a T>298 K
4. Individuazione dei metodi di controllo: la matrice
5. Identificazione delle schede specifiche (Control Guidance Sheet) per la
prevenzione.
E’ un pesticida?
5. Identificazione delle schede specifiche (Control Guidance Sheet) per la
prevenzione.
Non è un pesticida
La situazione italiana
Rischio “lieve”, “moderato” o “irrilevante” ?
Nel passato il DL 25/02 ha introdotto il concetto di “rischio moderato”, e ciò ha creato confusione.
L’introduzione di questa soglia pone alcuni problemi per la sua determinazione, sia dal punto di vista
interpretativo della direttiva 98/24 CE che da quello tecnico e scientifico.
Per esempio nelle traduzioni degli altri paesi è stato definito chiaramente RISCHIO BASSO o LIEVE
Da una serie di considerazioni è stato ritenuto ragionevole nel passato interpretare il RISCHIO
MODERATO previsto dal [Link]. 25/02 come soglia al di sotto della quale il rischio è IRRILEVANTE per
la salute e BASSO per la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
Nel DL 81/08 si introduce esplicitamente il concetto di rischio IRRILEVANTE per la salute e BASSO per la
sicurezza, come “livello di rischio tale che l’esposizione di un lavoratore ad una certa sostanza non ha
effetti significativi sulla salute e sulla sicurezza”.
Modelli usati in Italia
Per la valutazione del rischio chimico sono stati proposti nel nostro paese numerosi algoritmi.
Essi traggono spunto dal sistema CB ma hanno lo scopo dichiarato di valutare solamente se il livello di
esposizione sia moderato o meno.
Il livello di rischio viene espresso come il prodotto fra la frequenza attesa (f) di un evento indesiderabile e la
grandezza (magnitudo, m) del danno che esso può causare:
IR (Indice di rischio) = f m
La grandezza del rischio, m, viene prima valutata sulla base delle frasi R.
Successivamente viene corretta da fattori tipo:
Questo modello, essendo tra i primi proposti, certamente ha avuto il merito di tentare di creare un
algoritmo per il calcolo del rischio, tuttavia presenta delle criticità
Le più rilevanti riguardano: il parametro che esprime la quantità di agente chimico pericoloso non è inserito
nell’algoritmo di calcolo, il modello inoltre considera nel calcolo del rischio anche i cancerogeni (per i quali non si
applica il concetto di irrilevante per la salute).
INFORISK (regione Piemonte)
Rischio = Gravità Frequenza Esposizione
limiti di INFORISK
Come gli autori del metodo riconoscono, la definizione delle classi si basa
su un concetto empirico, non fondato su specifici metodi di analisi statistico-epidemiologica.
E= Esposizione
( )
1/ 2
Rcumul = R 2
inal +R 2
cute
Pericolosità, P
Ad ogni Indicazione di pericolo è stato attribuito un punteggio (score) da 1 a 10 che tiene conto
dei criteri di classificazione delle sostanze e dei preparati pericolosi. Si ottiene così un indice
numerico di pericolo per ogni agente chimico pericoloso impiegato*
*fra le proprietà tossicologiche valutate non vi sono le proprietà cancerogene e/o mutagene
E’ stato attribuito un punteggio anche ai preparati non classificati pericolosi, ma che contengono
almeno una sostanza pericolosa in conc. ≥ 1% in peso, o ≥ 0,2% in volume, o che si possono
trasformare durante il processo in sostanze pericolose.
Esposizione, Einal
Einal = Intensità Distanza
Intensità = dipende dalle proprietà chimico-fisiche (volatilità, polverosità,..), dalla quantità, dalla tipologia di
uso e di controllo, dal tempo di esposizione.
Distanza D
Inferiore ad 1 m 1
Da 1 m a 3 m 0,75
Da 3 m a 5 m 0,50
Da 5 m a 10 m 0,25
Il tempo di esposizione è indipendente dalla frequenza d'uso. Anche nel caso dell’utilizzo di agenti chimici
per periodi temporali limitati (es. 2 mesi/anno o 1 gg/settimana) devono essere prese in considerazione,
relativamente al periodo temporale pari ad una giornata lavorativa (8 ore), le condizioni di maggiore
esposizione.
E’ un modello molto utilizzato per il quale sono stati forniti degli aggiornamenti che correggono in parte i limiti
[Link].D.E. (ver. 2.0)
Dotato della banca dati europea di classificazione delle sostanze pericolose secondo le direttive
comunitarie in vigore e gli ultimi adeguamenti al progresso tecnico.
Caratteristiche:
a. Banca dati costituita da circa 10.000 sostanze classificate.
b. Valutazione dei prodotti di processo classificati e non classificati.
c. Valutazione dell’esposizione a sostanze provenienti da più preparati, calcolando la concentrazione
reale nei diversi prodotti ricavando così la reale esposizione.
d. Non utilizza, come previsto dalla norma, le misure specifiche per calcolare il rischio quali ad esempio i
dispositivi di protezione individuale, la formazione, i sistemi di captazione alla fonte e la sorveglianza
sanitaria.
e. Distingue il giudizio di rischio per la salute e per la sicurezza.
f. Conforme al DL 81/08. 42
Struttura Atomica
1
Onde
Lunghezza
d’onda l
Ampiezza
2
Radiazione Elettromagnetica
Emax
Hmax
Elettroni:
hanno una massa praticamente
trascurabile rispetto a quella di protoni
e neutroni ed hanno carica negativa.
Ruotano intorno al nucleo.
4
Ma come si muovono gli elettroni?
Modello planetario
Gli elettroni in moto intorno al nucleo non sono stabili
per le leggi della fisica classica
attrazione Coulombiana
+
elettrone
-
forza centrifuga
5
Effetto fotoelettrico (1902)
6
I fotoni: quanti di luce
Albert Einstein
Ulm 14.3.1879 - Princeton 18.4.1955
Nobel per la Fisica 1921
7
I fotoni: quanti di luce
Albert Einstein
Ulm 14.3.1879 - Princeton 18.4.1955
Nobel per la Fisica 1921
8
I fotoni: quanti di luce
0
9
Frequenza
I fotoni: quanti di luce
hc h
Efotone = h = p=
l l
ENERGIA 3h
ENERGIA
2h
h
CLASSICA QUANTISTICA
E = h
Max Planck
Kiel 23.4.1858 - Gottingen 3.10.1947
Nobel per la Fisica 1918
costante 11
di Planck
hc
Efotone = h =
l
380 nm
Idrogeno
Mercurio
Neon
14
Spettro atomico: l’energia è quantizzata
15
Il modello atomico di Bohr (1913)
Stati stazionari
16
Natura ondulatoria della materia
h
l = mv
17
Dualismo onda-particella
Onde h
l = mv
o particelle ?
18
Principio di indeterminazione di Heisenberg
px
x
x px h
Werner Heisenberg
Würzburg 5.12.1901 - Monaco di Baviera 1976
Nobel per la Fisica 1932
19
Principio di indeterminazione
h
l = mv
h
p= p precisa, x sconosciuta
l
p h
xp
4
x
20
Principio di indeterminazione
fotone verde
h 6,626 10−34 Js
l = 5,3 10 m = x
−7
p = = − 29 -1
(
4x 4 5,3 10-7 m
9
)
,9 10 kg m s
m 9,11 10−31 kg
21
Equazione di Schrödinger
Per una particella che si muove
lungo la dimensione x, con
energia E e con potenziale V(x):
h 2 d2 ( x )
− + V(x)(x) = E(x)
8 m dx
2 2
Tuttavia:
(x) = P(x)
2
P(x) è la probabilita di
trovare la particella alla
coordinata x ([Link]) Max Born, 1882-1970
Nobel per la fisica 1954
23
L’atomo
di idrogeno
Secondo Bohr
= densità di probabilità
2
Secondo Born
24
L’equazione di Schrödinger è un’equazione
differenziale del second’ordine, la cui soluzione non è
un’unica funzione, (x), ma una famiglia di funzioni
d’onda che si distinguono per diversi valori di alcuni
parametri (numeri quantici), n,,m(x).
Numeri quantici:
n (principale) = 1, 2, 3, …
(azimutale) = 0, 1, … (n-1)
m (magnetico) = -, …, 0, …, +
25
Numero quantico principale, n
n = 1, 2, 3, ….
Definisce l’energia
dell’orbitale dove si trova
Energia
26
Numero quantico azimutale,
= 0, 1, … (n-1)
27
Numero quantico magnetico, m
m (magnetico) = -, …, 0, …, +
• = 0.
• Forma sferica
• Il raggio della sfera aumenta
con n
29
Orbitali s
Osservando la
probabilità di trovare
l’elettrone si nota che
gli orbitali s possiedono
n−1 nodi, regioni dove
c’è una probabilità 0 di
trovare l’elettrone.
30
Orbitali p
• = 1.
• Possiedono 2 lobi ed un nodo tra di essi
• Sono 3 px, py e pz (m = -1, 0, +1)
31
Orbitali d
• = 2.
• Hanno una forma
più complessa
• Sono 5:
m = -2, -1, 0, +1 +2
32
Energia degli Orbitali
• Per l’atomo di
idrogeno (1 elettrone)
gli orbitali con lo
stesso n hanno la
stessa energia.
• Si definiscono
degeneri in energia
33
Energia degli Orbitali
• Se il numero degli
elettroni è >1 le
repulsioni fra di essi
rimuovono la
degenerazione in
energia
34
Numero quantico di spin, s
Una particella
carica, che ruota
su se stessa,
genera un campo
magnetico.
36
Principio dell’ Aufbau
• Metodo per costruire
la configurazione
elettronica degli atomi
1 - Si “riempiono”
prima gli orbitali a più
bassa energia.
• Ogni quadrato
rappresenta un orbitale
• Le frecce sono gli
elettroni
• La direzione della freccia
indica lo spin
dell’elettrone.
38
Atomo di Idrogeno, H
1 elettrone
39
Atomo di Elio, He
2 elettroni
primo periodo
40
Atomo di Litio, Li
3 elettroni
elettrone di valenza
elettroni di core
41
Atomo di Berillio, Be
4 elettroni
blocco s
42
Atomo di Boro, B
5 elettroni
blocco p
43
Atomo di Carbonio, C
6 elettroni
massima
molteplicità
44
Atomo di Ossigeno, O
8 elettroni
45
Atomo di Neon, Ne
10 elettroni
blocco p
secondo periodo
(guscio chiuso)
46
Atomo di Sodio, Na
11 elettroni
elettrone di valenza
elettroni di core
47
Proprietà periodiche
degli Elementi
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Sviluppo della Tavola Periodica
• Gli elementi che
appartengono allo
stesso gruppo hanno
proprietà chimiche
simili.
• Il motivo è nella
configurazione
elettronica: essi
hanno gli stessi
elettroni di valenza Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Atomo di Litio, Li
3 elettroni
1 elettrone di valenza
11 elettroni
1 elettrone di valenza
elettroni di core
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Atomo di Potassio, K
19 elettroni
1 elettrone di valenza
elettroni di core
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Configurazione Elettronica
Guscio di valenza
• Distribuzione degli
elettroni di un atomo
• Consiste in
[Ar] – Numero che indica il
periodo (livello
energetico)
Guscio interno
(elettroni di core) Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Configurazione Elettronica
Guscio di valenza
• Distribuzione degli
elettroni di un atomo
• Consiste in
[Ar] – Numero che indica il
periodo (livello
energetico)
– Lettera che indica
Guscio interno l’orbitale occupato
(elettroni di core) Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Configurazione Elettronica
Guscio di valenza
• Distribuzione degli
elettroni di un atomo
• Consiste in
[Ar] – Numero che indica il
periodo (livello
energetico)
– Lettera che indica
Guscio interno l’orbitale occupato
(elettroni di core) – Un apice che indicaProprietà
gli elettroni presentiPeriodiche
degli
Elementi
Tabella Periodica
I differenti blocchi
corrispondono al blocco p
riempimento di
blocco d
differenti tipo di
orbitali (s, p, d,..)
blocco s
blocco f
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Anomalie
3p
3d
4s
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Anomalie
Per esempio il Cu
[Ar] 4s1 3d10
invece che
[Ar] 4s2 3d9.
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Anomalie
4f Lantanidi
Proprietà
5f Attinidi Periodiche
degli
Elementi
Energia di ionizzazione
di un atomo gassoso (o potenziale di ionizzazione):
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Energia di ionizzazione
Diminuisce scendendo
lungo un gruppo
Aumenta spostandosi
Proprietà
lungo un periodo Periodiche
degli
Elementi
Energia di ionizzazione
Metalli di transizione
(blocco d)
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Affinità elettronica
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Metalli, Nonmetalli e
Metalloidi
Carattere metallico crescente
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Metalli e Nonmetalli
• I metalli tendono a formare cationi.
• I nonmetalli tendono a formare anioni.
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Elettronegatività
Energia di Affinità
Elettronegatività +
ionizzazione elettronica
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Elettronegatività
Proprietà
Periodiche
degli
Elementi
Legame Chimico
L’energia del legame A-B è l’energia
necessaria per provocarne la
dissociazione, in pratica è il H del
processo:
elettronegativo dell’altro
elettronegatività > 2
+ -
Differenza di
Covalente-polare elettronegatività
compresa tra 0.4 e 2
Ionico Differenza di
elettronegatività > 2
Legame Ionico
Energetica del Legame Ionico
Per strappare un
elettrone ad un
atomo di sodio
occorre una energia
pari al suo
potenziale di
ionizzazione, ovvero
495 kJ/mol.
Energetica del Legame Ionico
Donando l’elettrone
ad un atomo di cloro
guadagnamo una
energia pari alla sua
affinità elettronica,
ovvero 349 kJ/mol.
Energetica del Legame Ionico
Q 1Q 2
Eel =
d
Repulsione
a corta distanza.
Q 1Q 2
Eel =
d
Epot Na+ + Cl-
deq=2,38 x 10-10 m deq distanza
Na + Cl
Eel = 582 kJ/mol
NaCl
Attrazione a
grande distanza.
Formazione di un legame ionico:
la molecola NaCl
prima si ha il salto dell’elettrone dall’atomo Na
all’atomo Cl
Na(g) + Cl(g) → Na+(g) + Cl-(g)
Energia di ionizzazione:
Na(g) → Na+(g) + e- H = 495 kJ mol-1
Affinità elettronica:
Cl-(g) → Cl(g) + e- H = 349 kJ mol-1
_
+ _ +
Q 1Q 2
_ Eel =
attrazione + attrazione
repulsione d
attrazione
_
Costante di Madelung
Energetica del Legame Ionico
Ciclo di Born-Haber
Legame Covalente
Legame covalente: H2
H 1s1 H 1s1
zona di
1s 1s
sovrapposizione
delle due funzioni
d’onda *
in antifase orbitale
antilegante
in fase orbitale
legante
Orbitali di Legame:
H H
1s1 1s1
elettroni di
legame
orbitale
legante
in fase
Ordine di Legame
H 1s1 H 1s1
n =1
Ordine di Legame: H2+
H 1s1 H+
n= 1
2
H2+ è una molecola legata
covalentemente
L’energia di legame è circa
la metà di quella di H2
Ordine di Legame: He2
He 1s2 He 1s2
n=0
non si forma legame chimico!
Ordine di Legame: He2+
n= 1
2
He2+ è una molecola legata
covalentemente
Ordine di Legame: He22+
n =1
* orbitale antilegante
in antifase
orbitale legante
in fase
2px1 2px1
* orbitale antilegante
in antifase
orbitale legante
in fase
2px1 2px1
* orbitale antilegante
in antifase
orbitale legante
in fase
2pz1 2pz1
*
orbitale
in antifase
antilegante
in fase orbitale
legante
2pz1 2pz1
*
orbitale
in antifase
antilegante
in fase orbitale
legante
Legame covalente: N2
ogni atomo N ha configurazione
elettronica 1s2 2s2 2p3
x
si formano un legame da un
orbitale tipo e due legami da n=3
orbitali tipo
Ordine di Legame: N2
*
*
2p3 2p3
N (1s22s22p3)
N (1s22s22p3)
*
2s2 2s2
n=3
*
1s2 1s2
Legame covalente polare: HCl
H 1s1 Cl … 3s2 3p5
H Cl
H Cl
H 1s1
3s 3p
S 1s2 2s2 2p6 3s2 3p4
1s
90°
Gli esperimenti
mostrano un
angolo di legame
1s di 92°
3p
Talvolta la geometria degli orbitali atomici non
è sufficiente a spiegare la geometria della
molecola
2s
sp
2p
sp
al momento della
formazione del legame,
la funzioni 2s e le tre
funzioni 2p danno
luogo ad una
combinazione lineare
formando quattro orbitali
identici (ibridi), sp3, a
109,5°.
Ibridazione degli orbitali
p sp p
s
180°
p sp2 p
s
120°
p sp3
s
109,5°
NH3:
l’azoto ha configurazione elettronica 1s2 2s2 2p3
sp3
lone pair
H2O:
l’ossigeno ha configurazione elettronica 1s2 2s2 2p4
sp3
Legame Metallico
E
cristallo con molti atomi
due atomi
banda di
antilegante conducibilità
1 +
gap di banda
2
legante
banda di
valenza
conduttori isolanti semiconduttori
COMBUSTIONE = reazione redox con ∆H<0
riducente ossidante
(di solito O2 dell’aria)
il combustibile si ossida
il comburente si riduce
Il comburente più comune è l’ossigeno dell’aria
Aria secca:
78% N2
21% O2
1% gas rari
Parametri importanti:
1. Potere calorifico
2. Aria necessaria per la combustione (aria teorica di combustione)
3. Volume e composizione dei fumi
4. Temperatura di fiamma (temperatura teorica di combustione)
5. Temperatura di ignizione e limiti di infiammabilità
Potere calorifico (Q):
quantità di calore sviluppata durante la
combustione completa di
1 kg 1 Nm3
di combustibile di combustibile
solido o liquido gassoso
Kcal/kg kJ/kg Kcal/Nm3 kJ/Nm3
1 Nm3 = quantità di gas che in c.n. (0°C e 1 atm) occupa un volume di 1m3
44,6 moli
Nella combustione completa
si suppone che:
C CO2
H H2O
S SO2
N N2
9H + U
Qs = Qi + 600
100
Per i combustibili di composizione chimica
nota, il potere calorifico può essere calcolato
dalle entalpie di reazione delle reazioni di
combustione dei componenti
572,4
Qs = 31,21 x 890,8 + 8,92 x = 30354,8 kJ/Nm3
2
Quando la composizione chimica del
combustibile non è nota, il potere calorifico
deve essere determinato sperimentalmente
Bomba calorimetrica di Berthelot-Mahler
(combustibili solidi – liquidi)
T ( P + A) 1
Qs =
p
∆T = aumento di temperatura
P = kg di H2O nel vaso calorimetrico
A = equivalente in acqua del calorimetro
1 = calore specifico di H2O (kcal kg-1 K-1)
p = kg di combustibile bruciato
Calorimetro di Junkers
(combustibili gassosi)
G (t 2 − t1 ) 1
Qs =
Vn
G (t2 − t1 ) 1 - A 600
Qi =
Vn
G = kg di H2O effluita durante la misura
t2 , t1 = temperature in uscita e in entrata dell’acqua
1 = calore specifico di H2O (kcal kg-1 K-1)
A = massa dell’acqua in condensa (kg)
Vn = volume di combustibile bruciato in Nm3
ARIA TEORICA DI COMBUSTIONE:
quantità di aria necessaria alla combustione
Composizione
volumetrica aria secca:
21% O2
78% N2 Si inglobano nell’azoto tutti i gas che
1% gas rari non partecipano alla combustione
79 parti in vol. di N2
21 parti in vol. di O2
79
= 3,8 Nell’aria, 1 molecola di O2 è
accompagnata da 3,8 molecole di N2
21
Considerando anche l’azoto,la reazione di combustione del metano è:
1 m3 di 2 m3 di 7,6 m3
anidride acqua di
carbonica vapore azoto
1 m3 2 m3 7,6 m3
di di di
metano ossigeno azoto
S + O2 SO2
0,04 kg
0,03 Nm3
C
potere calorifico Temperatura
fumi
Capacità termiche molari
(kJ mol-1 K-1)
Per tenere conto che le capacità termiche dei fumi aumentano
all’aumentare della temperatura, si usa la formula di Le Chatelier:
Calore di riscaldamento:
calore necessario per riscaldare
1 mole di gas da T1 a T2
T2 - T1 T22 - T12
QR = a 3
+b
10 106
vale 6,5 per
riscaldamenti varia con la natura del gas:
a P=cost di 0,6 per tutti i biatomici
qualunque gas 2,9 per il vapor d’acqua
che non sia 3,7 per l’anidride carbonica
monoatomico
Q
si traccia la curva che
dà la quantità di
calore necessaria a
portare i fumi alle
varie temperature Qi
Tfiamma T
un gas ad una
100 32 31 42 41 31 31 31 39
200 64 63 87 79 63 63 62 84
data T 300 97 94 136 118 94 94 93 136
400 132 126 188 157 127 127 124 194
calore necessario 500 167 159 242 197 161 160 154 257
per portare 1 600 203 193 298 238 194 194 188 325
Nm3 di gas da 0°C 700 239 227 356 281 229 229 220 400
alla temperatura 800 277 262 414 326 265 265 252 476
T indicata 900 315 298 473 371 301 301 284 557
1000 353 334 534 417 337 337 317 642
1100 392 371 596 465 374 374 351
1200 431 408 658 514 411 412 385
1300 471 445 720 563 447 450 420
1400 511 483 784 615 486 487 455
1500 549 520 847 666 524 525 489
1600 587 558 910 720 562 563 525
Calori sensibili 1700 627 597 974 772 600 602 561
a P = cost dei 1800 668 635 1039 826 639 641 598
principali gas 1900 709 673 1104 882 677 680 635
(kcal/Nm3) 2000 750 712 1168 936 716 718 672
2200 829 790 1298 1049 794 796 748
2400 914 866 1428 1164 871 874 823
2600 1001 946 1560 1279 952 954 902
2800 1084 1025 1691 1394 1030 1033 980
3000 1170 1107 1821 1512 1112 1113 1059
30% CO CO(g) + ½ O2(g) → CO2(g)
Q(kcal)
Per riscaldare i fumi a:
1600°C occorrono
0,35x910 + 1,22x558 = 999 kcal
Qi
1500°C occorrono
0,35x847 + 1,22x520 = 931 kcal
1400°C occorrono
0,35x784 + 1,22x483 = 589 kcal
1400 Tf=1468 1600 T(°C)
La temperatura di fiamma dipende dal tipo di comburente utilizzato
aria teorica
Q eccesso
di aria
ossigeno
Qi
T1 T2 T3 T
Temperature medie di fiamma di varie miscele stechiometriche
combustibile-comburente
2 CO2 → 2 CO + O2 ∆H = 565,7 kJ
2 H2O → 2 H2 + O2 ∆H = 483,7 kJ
La dissociazione è tanto più spinta quanto
più alta è la temperatura e più bassa la pressione
ndissociate
= = grado di dissociazione P = pressione totale
niniziali
Inoltre, Kp varia con la d ln K p H
temperatura secondo la ben nota
equazione di van’t Hoff:
= 2
dT RT
Conoscendo ∆H e Kp ad una qualsiasi T, è possibile calcolare con buona
approssimazione il valore di α a qualunque temperatura e pressione
Nella pratica si
fa uso di tabelle
o diagrammi dove
i valori di α sono
riportati in
funzione di T e P
Qi
T’f Tf T
di conseguenza, la temperatura teorica di combustione risulta più bassa di
quella calcolabile senza tenere conto dei fenomeni dissociativi.
A temperature superiori ai 3000°C e per pressioni usuali (~1atm)
CO2 e H2O decompongono quasi completamente formando anche
atomi di O, H e radicali OH
Cs(T) V bruciato
= fumi
Qi
Potere calorifico inferiore
(kcal/Nm3 – kcal/kg)
Per una valutazione approssimata della perdita al camino, sono
state proposte alcune formule empiriche, tra cui quella di
Assenstein:
t -
= a % di CO2 effettiva nei
fumi secchi
%CO2eff
combustibile a
parametro
dipendente dal Legno 0,86
tipo di Lignite xiloide 0,82
combustibile
Litantrace 0,66
Coke 0,74
Olio combustibile 0,53
Gas d’aria 1,10
Gas d’acqua 0,75
La reazione di combustione del metano con aria è:
fumi
grafici che danno la
Temperaturafumi
perdita di calore al
Temperatura
camino in funzione
%CO2 fumi secchi
della % di CO2 e
della T dei fumi
Ci nella miscela comburente-combustibile per
=1 raggiungere il limite inferiore di infiammabilità
componenti
Liinf
Limiti di infiammabilità inferiori di ciascun
combustibili
componente la miscela combustibile
POTENZIALE TERMICO (Pt):
quantità di calore che si sviluppa nella combustione
completa di 1 Nm3 di miscela in proporzioni
stechiometriche di combustibile gassoso o vaporizzato e
di aria di combustione con formazione di acqua vapore
Calore di vaporizzazione
Qi ( + Qv )
del combustibile
(entra in gioco solo nel
viene espresso
Pt = caso dei combustibili
Vc + Va
in kcal/Nm3 liquidi)
8530
Il suo potenziale termico è: Pt = = 805 kcal/Nm 3
1 + 9,6
legno
torba
lignite naturali
litantrace
antracite
coke artificiale
Polisaccaride (C6H10O5)n
cellulosa (condensazione di molecole di glucosio)
graduale perdita di
O, N, H e aumento Combustibili fossili solidi
del tenore di C
torba è il prodotto di formazione più recente: deriva
dalla carbonizzazione di vegetali erbacei o lacustri
20-25% di umidità e 8-10% di ceneri Qi ≈ 3500 kcal/kg
zolfo 0,3-1,5%
potere
calorifico 7000-8200 6000-8200 2500-5300 2000-4200 2400-3700
(kcal/kg)
Dai litantraci si produce il coke (residuo solido
ottenuto per riscaldamento a 900-1000°C in assenza di aria)
Essi vengono suddivisi in 5 categorie in base a due proprietà:
il potere cokificante e il tenore di sostanze volatili.
Classificazione dei litantraci secondo Grüner
% sostanze Aspetto del Potere
Tipo di litantrace
volatili coke cokificante
Qs (kcal/kg)
Magri a lunga
> 40 incoerente basso 7800-8200
fiamma
Grassi a lunga coerente
32 - 40 medio-alto 8200-8800
fiamma molto poroso
Grassi coerente
26 - 32 alto 8700-8900
propriamente detti poroso
Grassi a corta coerente
18 - 26 molto alto 8700-9000
fiamma poco poroso
Magri a corta
10 - 18 incoerente basso 8600-8900
fiamma
DETERMINAZIONE DELL’UMIDITÀ:
Si pone una quantità pesata di carbone polverizzato in stufa a 105°C sino a
costanza di peso. Per carboni particolarmente reattivi, si opera in ambiente inerte
(assenza di O2).
Qs = 81 C + a V V’ a
5 145
10 130
Zolfo libero
Zolfo organico Zolfo combustibile
Zolfo da solfuri e disolfuri (FeS2) crea problemi di inquinamento
Zolfo da solfati (CaSO4) atmosferico
(formazione di SO2 e SO3 → piogge acide)
e per la corrosione di strutture metalliche
come distillato
come residuo catrame + gas combustibile
il coke
prima della distribuzione al consumo il gas
viene purificato per eliminare sostanze che
creano problemi (NH3, H2S, HCN, naftalina) o
preziose (C6H6) gas illuminante o di città
Idrocarburi
carbonio 83 – 87 %
idrogeno 11 – 12 % Composti ossigenati,
azotati e solforati
zolfo 0,05 – 8 %
ossigeno 0,05 – 3 % Composti metallo organici
azoto 0,05 – 1 %
Composti asfaltici
idrocarburi Sono il costituente fondamentale
del petrolio (fino a 97 – 98 %)
composti asfaltici
Sostanze organiche complesse
contenenti contemporaneamente
zolfo, ossigeno e azoto
Raffinazione del petrolio
operazioni eseguite sul grezzo, dopo averlo separato da acqua
e fanghiglia per decantazione in vasche, al fine di ottenere i
prodotti tecnologicamente desiderati
REFORMING
si lavora a ~ 500°C e 15-40 atm, con
catalizzatori a base di Pt (finemente
si esegue sugli oli leggeri ottenuti dal disperso su supporto di allumina
“topping” e trasforma gli idrocarburi attivata con alogeni) ad azione
paraffinici a basso numero di atomi di C e isomerizzante (da catena lineare a
a catena lineare in paraffine molto ramificata) e deidrogenante
ramificate o in idrocarburi aromatici (trasformazione di idrocarburi
naftenici in aromatici)
CH3
CH3-(CH2)5-CH3 CH3-C-CH2-CH-CH3
n-eptano
CH3 CH3
N.O. = 0 2, 2, 4 – trimetilpentano (isottano)
(detona con facilità) N.O. = 100
di origine naturale
CO 32-34%
N2 64-65% Qi = Qs ≈ 1000 kcal/Nm3
CO2 2-3%
C + O2 → CO2 ∆H = - 97 kcal
(T ≈ 1200-1250°C)
H2 48-50%
CO 38-42% Qi ≈ 2450 kcal/Nm3
CO2 5-7%
N2 4-5% Qs ≈ 2700 kcal/Nm3
Impianto produzione di gas d’acqua CH4 0,5-1%
N2 45-55%
CO 25-28% Qi ≈ 1150-1550 kcal/Nm3
H2 12-20%
CO2 4-6% Qs ≈ 1200-1650 kcal/Nm3
CH4 1-2%
H2 48-52%
CO 18-25%
CH4 (e omologhi) 12-15% Qi ≈ 3400 kcal/Nm3
olefine 2-4%
Qs ≈ 3800 kcal/Nm3
CO2 4-6%
N2 4-6%
TERRA
STRUTTURA VERTICALE DELL’ATMOSFERA: PRESSIONE
dP( z )
= − ( z) g equazione idrostatica
dz
Uguaglia la forza verso l’alto dovuta allo scambio di quantità
di moto lineare nelle collisioni (la pressione P) con la forza di
gravità diretta verso il basso, esercitata su un gas di densità
ρ e quantificata dalla accelerazione di gravità g.
M aria P (z )
(z ) = Maria = 28,97 g/mol
RT (z )
M g
P = P0 exp − aria z Assumendo T, g ed M costanti
RT
z
P = P0 exp − H = altezza di scala (8,5 km)
H P0 = pressione al livello del mare
P0 =
matm g
matm =
(
1,013x10 x 4 x 6,37x10
5
)
6 2
= 5,3x1018 kg
4R 2 9,807
VARIAZIONE DELLA PRESSIONE ATMOSFERICA
CON L’ALTEZZA
50% entro 7 Km
90% entro 15 Km
limite tra 200-400 Km
O2 e N2 uniformi
H2O entro 14 Km
O3 tra 10-30 Km
STRUTTURA VERTICALE DELL’ATMOSFERA: TEMPERATURA
Vengono assorbite da N2 e O2 le
radiazioni solari con λ<180nm
Vengono assorbite da O2 e O3 le
radiazioni solari con 180<λ<290nm
O3 + luce → O2 + O + calore
2. Stratosfera
• Fino ai 45 - 50 km
• Mescolamento lento
• Aumento di T con la quota (fotodissociazione di ozono)
3. Mesosfera
• Fino a 80 - 90 km
• Mescolamento rapido
• Diminuzione di T
4. Termosfera
• Alte temperature (fotodissociazione di O2 ed N2)
• Forte mescolamento
5. Esosfera
• Interfaccia con lo spazio
• Basse densità
• Fuga dalla atmosfera
COMPOSIZIONE (al suolo) MEDIA
DELL’ATMOSFERA TERRESTRE (secca)
(percentuale in volume)
Azoto N2 78,08
Componenti
Ossigeno O2 20,95
principali
Argon Ar 0,934
Anidride carbonica CO2 0,035
Neon Ne 0,0018
Elio He 0,0005
Metano CH4 0,0002
Kripton Kr 0,0001 Gas in tracce
Idrogeno H2 0,00005
Protossido d’azoto N2 O 0,00003
Monossido di carb. CO 0.00001
Xenon Xe 0,00001
Ozono O3 1-10 x 10-6
Bioss. di azoto NO2 2 x 10-6
Ammoniaca NH3 6 x 10-7
Bioss. Di zolfo SO2 2 x 10-7
L’acqua nell’atmosfera
Unica sostanza presente nelle tre fasi fisiche.
Le particelle solide più fini (con raggio tra 0,1 e 1 micron) registrano
un massimo di concentrazione intorno ai 18 km e costituiscono una
vera e propria fascia di polvere stratosferica
Breve storia della atmosfera terrestre
H2O
CO2, N2, HCl, SO2 ,...
Ma...
l’ossigeno,
come si e’
formato?
Fotochimica indotta
dalla luce solare
per esempio:
2 H2O + luce → 2 H2 + O2
Fotosintesi clorofilliana
6 H2O + 6 CO2 + luce →
C6H12O6 + 6 O2
CO2
O2
Siccome la
tropopausa è più
bassa ai poli e
più alta
all’equatore, alle
latitudini TROPOPAUSA
temperate ci
sono superfici
isoterme che
passano dalla
troposfera alla
stratosfera
favorendo il
mescolamento.
Alcuni aspetti dell’inquinamento
atmosferico
Smog fotochimico
100
90 Termosfera
80
70
Mesosfera
Altezza(km)
60
50
40
Stratosfera
30
20
10
Troposfera
0
0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2
Pressione (atm)
Composizione dell’atmosfera
azoto
78 %
ossigeno
21 %
argon 0,93 %
neon 0,00182 %
CO2, CH4, O3, H2O, ed altri,
molti dei quali in concentrazione
variabile
ORIGINE NATURALE
INQUINANTI ATMOSFERICI
ORIGINE ANTROPICA
Composizione dell’atmosfera
azoto
78 %
ossigeno
21 %
argon 0,93 %
neon 0,00182 %
CO2, CH4, O3, H2O, ed altri,
molti dei quali in concentrazione
variabile
PRIMARI
INQUINANTI ATMOSFERICI
SECONDARI
Smog fotochimico o “Los Angeles smog”
Reazione globale:
NOx
emissioni di autoveicoli che utilizzano combustibili fossili
combustione di legna e gas in stufe e cucine
incenerimento dei rifiuti
incendi boschivi
azione dei fulmini
vari processi microbiologici
Reazione tra azoto e ossigeno
(durante una combustione)
2
P NO
N2(g) + O2(g)
→ 2 NO(g) K 1= _________
PN2 PO2
P
NO(g) + ½ O2(g)
NO
_________
2
→ NO2(g) K 2= ½
PNO PO2
T(K) K1 K2 Ad alta
7,0×10-23 1,4×106
temperatura NO
300
500 2,7×10-18 4,9 predomina.
1000 7,5×10-9 0,11
2000 4,0×10-4 3,5×10-3
Meccanismo semplificato
NO + O3 → NO2 + O2 k3
d____
[O]
= k1 [NO2] [luce] – k2 [O] [O2] [M]
dt
d______
[NO]
= k1 [NO2] [luce] – k3 [NO] [O3]
dt
d____
[O] d____
[NO]
Allo stato stazionario si ha =0 e = 0 da cui si ottiene
dt dt
OH˙ + RH → R˙ + H2O
RCHO + luce → R˙ + HCO˙
H O
H O
I PAN sono tossici per la vegetazione, H N
c
irritanti per gli occhi umani c O O
O
Variabili implicate
Le precipitazioni atmosferiche diminuiscono
l’inquinamento per il dilavamento degli inquinanti
I venti possono trasportare lo smog in aree lontane e
rimpiazzare le masse d’aria inquinata con aria pulita
Le inversioni di temperatura possono aumentare la
criticità dei fenomeni di inquinamento da smog
fotochimico poiché gli inquinanti restano intrappolati
vicino alla superficie del suolo
La topografia è un altro importante fattore che
influenza notevolmente la gravità di un fenomeno di
smog fotochimico
La luce del sole: il maggiore irraggiamento estivo
provoca un acutizzarsi del fenomeno dello smog
fotochimico
0,6
0,5
Concentrazione ppm
idrocarburi
0,4
0,3 aldeidi
0,2 ozono
NO
0,1
NO2
4 6 8 10 12 14 16 18
mattino mezzogiorno pomeriggio
Come combattere lo “smog fotochimico”?
marmitta
catalitica
Rh Pd
(rid) (ox)
Convertitore a tre vie (marmitta catalitica)
Gas provenienti dal motore
Camera di riduzione
H2O + combustibile → H2
2 H2 + 2 NO → N2 + 2 H2O
in presenza di catalizzatore di Rh
Camera di ossidazione
2 CO + O2 → CO2
Combustibile + O2 → CO2 + H2O
in presenza di catalizzatore di Pt/Pd
Gas dispersi nell’atmosfera
Effetti sull’uomo
L’esposizione prolungata ad alte concentrazioni
di smog può causare:
- asma, bronchiti, tosse e senso di oppressione al petto
- aumento della suscettibilità alle infezioni respiratorie
- diminuzione della funzionalità polmonare
- aumento del rischio di contrarre cancro ai polmoni
- fibrosi
- danneggiamento del tessuto polmonare
- mal di testa
Effetti sull’ambiente
Gli effetti ambientali dello smog fotochimico sono
particolarmente evidenti sui vegetali. Le sostanze presenti
nello smog fotochimico possono:
- bloccare la fotosintesi
- diminuire la velocità di crescita
- limitare la riproduzione
Piogge acide
Piogge acide
Ricaduta dall’atmosfera di particelle, gas
e precipitazioni acide
-deposizione umida
-deposizione secca
Le piogge acide sono causate essenzialmente dagli ossidi di
zolfo (SOx) e, in parte minore, dagli ossidi d'azoto (NOx),
presenti in atmosfera sia per cause naturali che per effetto
delle attività umane
OH+SO2+O2→SO3+HO2
HO2+HO2→H2O2+O2
SO2+H2O2→H2SO4
SO3+H2O →H2SO4
Effetto serra
Il 99,9% dell’energia viene dal sole
Raggio ≈ 6,96x105 km
75% H2 – 25% He
L’energia solare è prodotta nel
core della stella per reazioni di
fusione nucleare a ~ 108K
dB (T )
=0
B (T ) d
legge di Wien
m T = 2897,8 (mm K)
m
Flusso di radiazione totale di un corpo nero
F (T ) = B (T ) d
Fattore proveniente
dall’integrazione su tutto l’angolo
solido per un’emissione isotropa
F(T) in W m-2
Flusso di radiazione totale del Sole verso la Terra
Solo una piccola parte della radiazione emessa dal sole
su tutto l’angolo solido intercetta la terra
Costante solare
RS S0=1367 W/m2
sole
terra
Energia media che incide per unità di superficie = 1367 / 4 = 342 W/m2
Spettro di emissione del Sole e della Terra
SHORT LONG
WAVE WAVE
Fin = Fout
(1 − a )S 0
1/4
T r =
Temperatura di irraggiamento effettiva alla
4s
quale il sistema Terra-Atmosfera deve emettere
per mantenersi all’equilibrio termico
1/ 4
0,70 342 Wm -2
Tr = = 255 K = -18 C
5,67 10-8 Wm-2K - 4
255 K
Fout = Fsup – Fserra
Fserra = s Tsup4 - sTr4
288 K Fserra = s [2884 - 2554] =150 W/m2
Anidride carbonica
Metano CO2
CH4 Acqua
H2O
Protossido
D’azoto 288 K
N2 O
Acqua
H 2O
Assorbimento molecolare di radiazione IR
CO2
- + -
Stretching simmetrico
Stretching asimmetrico
rotazioni
15 mm
Bending
La molecola di acqua ha un forte momento di dipolo
-
H2O
+ +
Ed anche molti moti vibrazionali attivi nell’ IR
6,3 mm
I maggiori componenti della atmosfera sono molecole apolari
O2 N2
-4.5×109 y today
Global Temperature and Atmospheric CO2 over Geologic Time
Emissioni di CO2 (in rapporto alla popolazione)
Alte
Medie
Basse
Non ci sono dati
PROTOCOLLO DI KYOTO
È un documento adottato nel 1997, nel corso della Terza Sessione
della Conferenza delle Parti (COP) sul clima, istituita nell'ambito
della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni
Unite (UNFCCC).
Buco dell’ozono
100
90 Termosfera
80
70
Mesosfera
Altezza(km)
60
50
40
Stratosfera
30
20
10
Troposfera
0
0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2
Pressione (atm)
Un problema stratosferico:
l’ozono e i suoi buchi
Un po’ di storia:
come era composta l’atmosfera terrestre
nelle ere primordiali?
elettrodo
elettrodo
condensa
acqua
fiamma
Come si è formato l’ossigeno atmosferico?
2 H2O + h → 2 H2 + O2
2100
al di sopra dell’atmosfera
1800
Irradianza solare (W m-2 m-1)
1500
a livello del mare
1200
O3
900
H2O
600
H2O
O2 H2O e CO2 H2O e CO2
H2O e CO2
300
O3 H2O H2O
500 1000 1500 2000 2500
Lunghezza d’onda (nm)
Nelle ere
primordiali la vita
non si poteva
sviluppare sulle
terre emerse, ma
solo nel mare,
perché le radiazioni
ultraviolette
impedivano la
sintesi di molecole
complesse.
La sintesi
clorofilliana ha
portato
all’accumulo di
ossigeno nell’aria
e quindi alla
formazione di una
“fascia” di ozono
nella stratosfera.
Spettro d’assorbimento di O2
10-17
Assorbimento relativo
10-18
10-19
O + O + M → O2 + M
Formazione dell’ozono stratosferico
O + O2 + M → O3 + M
O3 + O → 2 O2
A quanto corrisponde una unità Dobson di ozono
stratosferico?
G.M. Dobson è stato il primo a studiare l’ozono
stratosferico con metodi spettroscopici (1924)
Area coperta
della colonna
Ossido nitrico
NO + O3 → NO2 + O2
NO2 + O → NO + O2
---------------------------
O + O3 → 2 O 2
Da dove viene il cloro stratosferico?
stratosfera
areosol
H2S,
SO2,
CO2,
piogge HCl,
ceneri etc.
troposfera
CFC (cloro-fluoro-carburi):
Furono sviluppati durante gli anni ‘30 e messi
in commercio con il nome di FREON. Si
cominciò ad usarli intensivamente durante la
seconda guerra mondiale e il loro uso si
intensificò enormemente nei decenni
successivi.
Particolato atmosferico
PARTICOLATO ATMOSFERICO
Particelle, solide o liquide, sospese nell’aria, di solito con
diametro inferiore a 100 m.
Ad esempio, per una particella del raggio di 1 µm e di densità pari a quella dell’acqua,
considerando che η = 170 x 10-6 g/cm s e g = 980 cm/s2 e assumendo la densità dell’aria
trascurabile rispetto a quella dell’acqua, si ha
v = 2 x 980 x (10-6 x 100)2 x 1 / 9 x 170 x 10-6 = 1,3 x 10-3 cm s-1
La particella sedimenta con una velocità pari a circa 0,01 cm/s, cioè circa 10 m/giorno. Il
tempo trascorso nell’aria da una particella aumenta rapidamente al diminuire del raggio
di questa.
Diffusione
Nell’aria pulita la concentrazione di particolato è dell’ordine
di 1-1,5 µg/m3
CLASSE
NOME FORMULA
MINERALOGICA
FILLOSILICATI
Crisotilo
SERPENTINO Mg3(Si2O5)(OH)4
(amianto bianco)
Silicati di Mg
CRISOTILO:abito fibroso Actinolite Ca2(MgFe2+)5Si8O22(OH)2
Amosite
(MgFe2+)7Si8O22(OH)2
(amianto bruno)
ANFIBOLI
Antofilite Silicati di Mg7(Si8O22)(OH)2
Ca e Mg
Crocidolite
Na2Fe3+(MgFe2+)3(Si8O22)(OH)2
(amianto blu)
Tremolite Ca2Mg5Si8O22(OH)2
AMOSITE:immagine al microscopio
L'amianto (o asbesto)
insieme di minerali del gruppo dei silicati, delle serie mineralogiche del serpentino e
degli anfiboli.
actinolite
amosite
crocidolite
Silicati
Natura fibrosa degli asbesti
PRODUZIONE
ESTRAZIONE DELLA ROCCIA MADRE
DA MINIERE A CIELO APERTO
FRANTUMAZIONE
Produzione mondiale anni 80=
5 milioni di tonnellate l’anno
FIBRE DI AMIANTO
MAGGIORI PRODUTTORI:
Canada
75% produzione mondiale
ex U.R.S.S.
Sud Africa
Fibre di amianto
PROPRIETÀ INDUSTRIA EDILIZIA
Resistenza al fuoco
Incombustibilità
Refrattarietà OLTRE 3500
Resistenza aggressione chimica
USI DIVERSI
Fonoassorbenza
Resistenza abrasione USI MEZZI DI
DOMESTICI TRASPORTO
Bassa densità
Lavorabilità (fibrosità)
DECENNIO CONSUMO U.S.A.
Resistenza a trazione 1890-1899 64.500
1900-1909 265.000
ECONOMICITÀ
1910-1919 986.000
1920-1929 1.995.500
GRANDE DIFFUSIONE DOPO LA 1930-1939 1.880.000
PRIMA GUERRA MONDIALE 1940-1949 4.654.000
1950-1959 7.417.000
1960-1969 7.561.000
Dove è stato utilizzato l’amianto
Nell'industria: produzione di manufatti e oggetti; come isolante termico
nei cicli industriali con alte temperature; come isolante termico nei cicli
industriali con basse temperature; come materiale fonoassorbente.
Tubazioni rivestite in
amianto
Lastre ondulate
Cassoni idrici
RILASCIO DI FIBRE
COMPATTI
MATERIALI DI AMIANTO
([Link]. 06/09/1994)
FRIABILI
Capello
= maggiore rilascio
in un cm si possono affiancare
250 capelli umani
Cause rilascio:
1300 fibre di nylon
Rivestimenti isolanti di tubazioni o Tutti i tipi di Elevato se non sono ricoperti con
caldaie amianto strato sigillante uniforme e intatto
Possibilità di rilascio quando vengono
Funi, corde e tessuti Solo Crisotilo immagazzinati grandi quantità di
materiale
Alto: soggetti a facili abrasioni ed
Cartoni, carte e prodotti affini Crisotilo 100%
a usure
ASBESTOSI
fibrosi con ispessimento e indurimento del tessuto polmonare, difficoltà di scambio di ossigeno
con il sangue (INSORGENZA:dopo 10-15 anni di elevata esposizione)
MESOTELIOMA
raro tumore delle membrane sierose del rivestimento polmonare (pleura) o dell’intestino
(peritoneo) (INSORGENZA:dopo 20-40 anni di bassa esposizione)
CARCINOMA POLMONARE
per fumatori ne aumenta di 50 volte il rischio di insorgenza
REGOLAMENTI U.S.A.
National Primary Drinking Water Regulations (NPDWRs or primary standards)
Analisi condotte su MCLG
campioni prelevati e Potenziali effetti sulla
Contaminante Maximum Contaminant
conservati a 4°C in salute
Level Goal
contenitori plastici o
di vetro per max 48 Aumento del
ASBESTO 7 MILIONI DI
ore FIBRE PER LITRO
rischio di tumori
(FIBRE > 10μm)
all’intestino
Valori medi del contenuto di fibre di amianto determinati con SEM su campioni di acque
prelevate dalla rete del Consorzio Acquedotto ADIGE
Nel Nord-Italia, i materiali per edilizia e altri manufatti contenenti amianto sono
ancor molto diffusi. La Spezia è da venti anni la città italiana con il più alto tasso di
morti per mesotelioma pleurico.
Visti i lunghi periodi che intercorrono tra l'esposizione e lo sviluppo della malattia, è
probabile che nel prossimo futuro aumentino i casi di mesotelioma e delle altre
malattie dovute al minerale.
Caratteristiche lastre in cemento-amianto:
•buona dispersione delle fibre: impasto omogeneo, presenza di fibre in
tutte le direzioni;
•buona ritenzione delle particelle cementizie, alto peso specifico e,
conseguentemente, buona resistenza meccanica.
I manufatti
all'interno degli manufatti utilizzati
edifici e per coperture o per
inaccessibili rivestimento e in
all'uomo opera da circa 10-20
anni
- Lastre curve in amianto-cemento
fessurate
- Amianto-cemento alterato
con le fibre di amianto
affioranti in superficie.
- pulitura superficie
-trattamento preventivo della copertura con prodotti impregnanti
- posa in opera dei pannelli metallici (acciaio, alluminio, rame) accoppiati ad
uno strato di materiale coibente (poliuretano, polistirene)
PRECIPITAZIONE
1 ppm 0,10 °F
1 °F 10 ppm
DUREZZA TEMPORANEA
dovuta ai carbonati acidi HCO3-
DUREZZA PERMANENTE
dovuta a tutti gli altri sali solubili di calcio e
magnesio
DUREZZA TOTALE = TEMPORANEA + PERMANENTE
SEDIMENTAZIONE
Deposizione spontanea, dovuta alla gravità, delle
particelle solide sospese
g accelerazione di gravità
viscosità del liquido (diminuisce all’aumentare della temperatura)
R raggio delle particelle (supposte sferiche)
d2 densità delle particelle
d1 densità del liquido
La sedimentazione può avvenire con acqua immobile
(metodo non efficace; tempi lunghi) o in modo continuo
con vasche a flusso continuo orizzontale o verticale
Legge di Henry: x2 = P2 / kH
Se P2 piccola piccola x2
bassa la solubilità del gas nell’acqua
Se il gas da eliminare è O2 (acqua per alimentazione di
caldaie ad alta pressione) l’acqua è polverizzata in
ambienti sotto vuoto (legge di Henry)
Degasazione termica
La solubilità dei gas nei liquidi diminuisce all’aumentare
della temperatura e si annulla a T di ebollizione
(processo costoso)
Degasazione chimica
Per eliminare O2 si aggiungono riducenti quali solfito
sodico o idrazina
Na2SO3 + ½ O2 → Na2SO4
N2H4 + O2 → N2 + 2H2O
DOLCIFICAZIONE
Eliminazione della durezza
acque troppo dure creano problemi
Durezza temporanea
Ca(HCO3)2 + Ca(OH)2 → 2CaCO3 + 2H2O
Organolettico
Un’acqua potabile deve essere fresca, limpida, inodore e
di gusto gradevole
Chimico
Un’acqua potabile deve essere priva di sostanze
velenose (metalli pesanti), deve contenere quantità
limitate di solfati, cloruri e ioni Mg2+, non deve essere
particolarmente dura
Batteriologico
Un’acqua potabile non deve contenere germi patogeni
Saggi chimici di potabilità
Saggi chimici che devono essere effettuati per stabilire
se un’acqua è potabile
Determinazione di
ammoniaca
nitriti
nitrati
sostanze organiche disciolte
Sedimentazione e coagulazione
Filtrazione
Sterilizzazione
distillazione
ebollizione
per via chimica
O3 → O2 + O
L’azione sterilizzante è esplicata dall’ossigeno nascente
Disinfezione dell’acqua
Metilciclopentadienilmanganesetricarbonile, MMT
105
107
108
La materia mostra
caratteristiche ondulatorie
CHIMICA 109
Processi nucleari PARTICELLE λ = h / mv (L. de Broglie)
NUCLEARE SUBATOMICHE
Equivalenza materia-energia-luce
L’effetto primario è la
ionizzazione
Radiazione + H2O → H2O+ + e-
veloci
Neutroni n + 14N → 12C + 3H
nell’alta
atmosfera n + 14N → 14C + 1H
lenti
Unità di misura SI per la radioattività
Radioattività (A) Bequerel 1 Bq = 1 s-1
(decadimenti nell’unità di tempo)
E= w H
tutti i
T T
tessuti
Dose equivalente in un
certo tessuto T
Gonadi wT=0,20
ad esempio:
238
92 U → 234
90 Th + 4
2 He 2+
Disintegrazione α
Disintegrazione dell’americio-241
DECADIMENTI RADIOATTIVI
ad esempio: 234
90 Th → 234
91 Pa + -10 − +
Disintegrazione β
Sorgente: nuclidi carenti di protoni e con massa inferiore a quella del Bismuto (Z=83).
Potere ionizzante: medio-basso; con 3 MeV di energia producono 400 coppie di ioni per
cm di aria percorsa (tragitto complessivo di circa 1 metro a tale energia).
Grado di pericolosità: elevato per sorgenti interne al corpo umano ma limitato se esterne.
DECADIMENTI RADIOATTIVI
• Emissione β+: positroni emessi dal nucleo a seguito della
trasformazione di un protone in un neutrone.
1
1 p → n + +
+ 1
0
0
1
+ A
Z X→ A
Y + 10 + +
(Z −1)
ad esempio: 11
6 C → 11
5 B + 10 + +
Disintegrazione β+: emisione di un positrone
Potere ionizzante: medio-basso; con 3 MeV di energia producono 400 coppie di ioni per
cm di aria percorsa (tragitto complessivo di circa 1 metro a tale energia).
Grado di pericolosità: elevato per sorgenti interne al corpo umano ma limitato se esterne.
DECADIMENTI RADIOATTIVI
1
1 p + e → n +
+ 0 -
-1
1
0
A
Z X + -01e - → A
Y +
(Z −1)
ad esempio: 231
92 U + -01e- → 231
91 Pa +
Cattura K
89% β+
22 22
11 Na 11% C.E.
10 Ne
Disintegrazione del
RADIAZIONE γ cobalto-60
α di 4,13 Mev
α di 4,18 Mev
stato eccitato
234
ϒ di 0,05 Mev Th
90
stato fondamentale
RADIAZIONE γ
Ha origine elettromagnetica ed è legata ai campi elettrici dovuti ai
protoni nucleari.
Energia: a partire da circa 10 keV fino a circa 7 MeV (con 10-11m ≤ λ ≤ 10-14m).
Potere penetrante: forte (100 volte maggiore dei raggi β); qualche centimetro di piombo
ne diminuisce l’intensità di un fattore 2.
Potere ionizzante: basso; producono 30 coppie di ioni per cm di aria percorsa;
ionizzazione indiretta dell’aria per mezzo di elettroni (effetto fotoelettrico).
Grado di pericolosità: elevato, sia per sorgenti interne che esterne al corpo umano.
POTERE PENETRANTE
DELLE RADIAZIONI IONIZZANTI
Radiazione α
Radiazione β
Raggi X
Radiazione γ
β-
β+ - cattura K
Dove:
N0 = numero di atomi iniziali
N = numero di atomi al tempo t
λ = costante di decadimento specifica
= probabilità per unità di tempo che un nuclide decada
Dato un certo numero di nuclei, essi non decadono tutti nello stesso
momento; per ciascun nucleo si può solo parlare della probabilità che
esso decada entro un certo tempo.
TEMPO DI DIMEZZAMENTO o EMIVITA
Di norma si caratterizza l’Attività dei nuclidi radioattivi mediante il loro
periodo (o tempo) di dimezzamento, τ1/2, che corrisponde
all’intervallo di tempo necessario affinché i nuclidi presenti si siano
ridotti alla metà del loro valore iniziale.
ln2 0,693
1/2 = =
235U
α (4,35 – 4,37 MeV e altri);
(+ figli) 7,04x108
γ (0,184 – 0,143 MeV e altri)
238U (+ figli) 4,47x109 α (4,19 MeV); γ (0,05 MeV – 1< c.i.<10)
LE FAMIGLIE o SERIE NATURALI
Quasi tutti i nuclidi radioattivi esistenti in natura hanno Z>80 e appartengono
a tre famiglie o serie naturali che prendono il nome dal nuclide genitore
capostipite (che ha τ1/2 maggiore dei nuclidi figli).
• 4n, serie del torio, che comincia con 232Th (τ½=1,41·1010 anni) ed attraverso 6
decadimenti α e 4 β arriva al nuclide stabile 208Pb. L’intermedio a vita più lunga è il 228Ra
• 4n + 1, serie del nettunio, che comincia con 237Np (τ½=2,14·106 anni) ed attraverso 7
decadimenti α e 4 β arriva al nuclide stabile 209Bi. Considerando che la vita media è di tre
ordini di grandezza inferiore alla presunta età della terra, il nettunio primordiale si è
praticamente estinto così come la sua famiglia. In ogni caso il nettunio è stato
individuato nello spettro di alcune stelle.
LE FAMIGLIE o SERIE NATURALI
Le tre serie radioattive naturali terminano tutte con un isotopo stabile del Piombo
per cui la composizione isotopica di questo elemento in natura, e quindi il suo peso
atomico, necessariamente vengono a dipendere dalle percentuali di Uranio e Torio
presenti nei minerali dai quali il Piombo si estrae.
Z
IL DECADIMENTO A CATENA
Il decadimento a catena è un processo che prende in considerazione il
decadimento del nuclide iniziale e dei nuclidi figli. Per il caso di una catena
composta da tre nuclidi:
N A (t ) = N A (0) e − A t
A
NB (t ) = N A (0) (e − t − e − t )
A B
B − A
1 − B t − A t
N C (t ) = N A (0) 1 + (A e − B e )
B − A
L’EQUILIBRIO SECOLARE
Nel caso in cui la costante di decadimento λB della sostanza figlia sia molto più
grande della costante λA della sostanza padre, si raggiunge un equilibrio tra il
numero di nuclei delle due sostanze detto equilibrio secolare perché viene
raggiunto in un intervallo di tempo molto grande.
→ equilibrio secolare
DATAZIONE DELLE ROCCE
Nello stato di equilibrio secolare tutti i nuclidi radioattivi della famiglia decadono
con la stessa velocità del capostipite: -dN/dt = λN = λ0N0
Quindi il numero di atomi N di un generico nuclide è dipendente dal numero
N0 di nuclidi del capostipite e dai loro rispettivi tempi di dimezzamento:
N = N0λ0/λ = N0τ1/2/τ1/2(0)
Per i componenti più pesanti delle tre famiglie radioattive naturali, fino al
Radon, si può assumere che si trovino in condizioni di equilibrio secolare
nelle rocce, determinando una caratteristica e più o meno intensa
emissione γ da parte di ogni materiale edilizio.
Torio-234 β- (0,19 - 0,10 MeV); γ (0,029 – 0,063 – 0,091 MeV) 24,1 giorni
Uranio-234 α (4,768 – 4,717 MeV); γ (0,053 MeV – c.i.>10); γ (inferiore al 10%) 2,446x105 anni
Torio-230 α (4,682 – 4,615 MeV); γ (0,068 MeV – c.i.>10); γ (inferiore al 10%) 7,5x104 anni
Bismuto-214 β- (1,51 – 1,0 – 3,18 MeV); γ (0,61 – 2,42 MeV); α (inferiore al 10%) 19,7 minuti
Torio-231 β- (0,299 - 0,218 – 0,134 MeV); γ (0,017 fino a 0,230 MeV) 25,6 ore
Protoattinio-231 α (5,001 – 4,938 – 5,018 – 4,724 MeV); γ (0,027 fino a 0,383 MeV) 3,27x104 anni
Radon-219 α (6,813 – 6,547 MeV e altri); γ (0,272 MeV e altri) 3,92 secondi
Bismuto-211 α (6,617 – 6,272 MeV); γ (0,353 MeV); β- (inferiore al 10%) 2,16 minuti
Torio-228 α (5,421 – 5,338 MeV); γ (0,084 MeV – c.i.>10); γ (inferiore al 10%) 1,913x103 anni
Bismuto-212 β- (2,250 MeV); α (6,049 – 6,088 MeV e altri); γ (0,040 – 2,20 MeV) 69,5 minuti
Tallio-208 β- (1,79 – 1,25 – 1,6 MeV); γ (2,61 – 0,58 – 0,51 – 0,86 MeV e altri) 3,1 minuti
Tutti e tre gli isotopi del Radon provenienti dalle famiglie radioattive naturali,
222Rn, 220Rn e 219Rn, sono γ emettitori così come lo sono quasi tutti i
nuclidi prodotti dalla loro disintegrazione α.
IL RADON E L’AMBIENTE COSTRUITO
40K è molto diffuso in natura, sia nelle rocce che nei terreni e costituisce un
elemento essenziale dei processi vitali: è il più abbondante nuclide
radioattivo di basso peso atomico presente in natura.
È il principale responsabile del fondo radioattivo interno del corpo umano,
particolarmente abbondante nei muscoli, dato che in essi circa lo 0,3% in
massa è costituito da elemento potassio.
IL POTASSIO-40 nelle rocce
Abbondanza Abbondanza nelle Concentrazione
Radionuclide Emivita (anni)
isotopica (%) rocce (ppm) nelle rocce (pCi/g)
Potassio-40 1,26X109 0,0118 2,09x104 17
Vanadio-50 6X1016 0,25 135 4x10-7
Rubidio-87 4,8X1010 27,85 90 2
Cadmio-113 >1,3X1015 12,26 0,2 <6x10-8
Indio-115 6X1014 95,77 0,1 5x10-7
Tellurio-123 1,2X1013 0,87 0,002 4x10-9
Lantanio-138 1,12X1011 0,089 30 6x10-4
Cerio-142 >5X1016 11,07 60 <3x10-7
Neodimio-144 1,4X1015 23,87 28 7x10-8
Samario-147 1,05X1011 15,07 6,0 0,02
Gadolinio-152 1,1X1014 0,20 5,4 2x10-7
Afnio-174 2,0X1015 0,163 3 5x10-9
Lutezio-176 2,2X1010 2,60 0,50 0,001
Renio-187 4,3X1010 62,93 0,001 3x10-5
Platino-190 6,9X1011 0,0127 0,005 2x10-9
Platino-192 1X1015 0,78 0,005 7x10-8
Bismuto-209 >2X1018 100 0,17 <1x10-10
Composizione del corpo umano:
Ossigeno (65%)
Carbonio (18%)
Idrogeno (10%)
Azoto (3%)
Calcio (1.5%)
Fosforo (1.0%)
Potassio (0.35%)
Zolfo (0.25%)
Sodio (0.15%)
Magnesio (0.05%)
Rame, Zinco, Selenio, Molibdeno, Fluoro, Cloro, Iodio,
Manganese, Cobalto, Ferro (0.70%)
Litio, Stronzio, Alluminio, Silicio, Piombo,
Vanadio, Arsenico, Bromo (in tracce)
Un uomo di 80 kg, contiene 0,35% di potassio, che corrispondono a
280 g di potassio.
Il potassio naturale contiene lo 0,0118% di 40K, che è radioattivo, con
t½=1,28×109 anni.
ln2
Attività = N = N
t1
2
N è il numero di atomi di 40K in 280 g di potassio:
•Dose totale di una persona prima del trentesimo anno d’età: 50 rem (500 mSv)
•Dose totale di una persona in tutta la vita: 200 rem (2 Sv)
•Dose massima settimanale per un periodo complessivo di 13 settimane: 0,3 rem (3 mSv)
•Dose massima per lavoratori professionalmente esposti: 20 mSv per anno solare
•Dose massima per la popolazione (esclusi usi medicali e fondo naturale): 1 mSv/anno
Radiazioni ionizzanti:
- da sorgenti artificiali
(radiografie, vicinanza con acceleratori di particelle,
dispositivi particolari, etc. )
India(3 Events)
Pakistan (2 Events)
Unknown (1 Event)
Esplosione di armi nucleari
Hiroshima e Nagasaki 1945
(4×1016 Bq, prodotti di fissione e attinidi)
Esperimenti nell’atmosfera (vietati dal 1990)
(2×1020 Bq, prodotti di fissione e attinidi)
Quel giorno si stava facendo una prova tecnica, per vedere il comportamento di un sistema di
sicurezza in condizioni critiche.
Erano stati quindi esclusi i sistemi sia di spegnimento automatico che di raffreddamento di
emergenza del nocciolo.
2 Dicembre 1942
University of Chicago
Ma c’è un reattore nucleare molto più antico
di quello di Chicago fatto da Enrico Fermi.
Nella miniera di OKLO una reazione
a catena spontanea di fissione
dell’235U ha funzionato, per 106 anni,
circa 2 miliardi di anni fa.
L’analisi della distribuzione degli isotopi nella miniera di OKLO ha indicato
che molti degli elementi presenti erano stati prodotti dalla reazione di
fissione dell’235U.
Natural neodymium
Uranio naturale:
235U
= 0,007202 + 0,00006
238U
235U
A Oklo si è trovato = 0,00717
238U
La miniera di Oklo rappresenta un caso interessante
di scorie nucleari sepolte per 2 miliardi di anni.
Prodotti di
235U
fissione
238U
Pu
Smaltimento delle scorie di centrali nucleari
(la composizione delle scorie varia molto con il tipo di reattore e con il tipo di
combustibile)
Il trattamento dovrà:
•recuperare il combustibile ancora utilizzabile
•separare i prodotti di fissione
Vantaggi:
•diminuzione dei problemi di smaltimento
•separarazione del plutonio
Svantaggi:
•costi maggiori
•maggiori rischi
PROCEDIMENTO PUREX (PLUTONIUM URANIUM EXTRACTION)
1. Triturazione
2. Aggressione con acidi forti
3. Estrazione frazionata con solventi organici
Soluzione
acquosa di
due soluti,
uno più
solubile in
solvente
organico
Stoccaggio delle scorie nucleari
Sono state fatte diverse proposte, tra le quali:
•Stabilità geologica
•Infiltrazione trascurabile
Le rocce che meglio si prestano alla collocazione di
scorie sono:
argilla ~ 600 m
Le ultime
rilevazioni
geologiche a
salgemma ~ 250 m Scanzano
risalgono a 25
anni fa!
argilla
Incidenti rilevanti in impianti industriali chimici
Incidente rilevante (major accident)
Incendio alla Sandoz (Basilea) - Enorme sversamento di sostanze organiche tossiche e mercurio nel fiume Reno
Toulouse accident, 2001
esaclorofene
Sabato 10 luglio 1976, alle ore 12,37 dal reattore B fuoriesce una nube che il vento propaga velocemente nel territorio circostante,
densamente abitato. Già il 14 luglio gli effetti dell’esposizione alla nube cominciano ad essere avvertiti dalla popolazione: si segnalano
casi di intossicazione, seguiti da ricoveri di emergenza e dalla moria di molti animali.
Il 20 luglio, nei laboratori dello stabilimento Givaudan di Zurigo si riesce ad identificare la sostanza
chimica fuoriuscita con l’incidente: si tratta di TCDD (2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina), una
sostanza chimica altamente tossica e cancerogena, capace di provocare innumerevoli disturbi alla
natura ed all’uomo.
Passano altri quattro giorni prima che finalmente si decida, il 24 luglio, di evacuare un’area di quindici
ettari, che viene cinta con reticolati, militarizzata e suddivisa in tre zone a seconda del grado di
tossicità raggiunto. Il 25 luglio, settecento persone vengono fatte sfollare, mentre l’allarme si
estende anche ad altri undici comuni limitrofi.
Successivamente, l’ICMESA verrà demolita, insieme alle abitazioni della zona più contaminata.
Tonnellate di terreno inquinato dalla diossina verranno inoltre rimosse, all’interno di un processo di
bonifica delle aree colpite.
La diossina rilasciata dalla ICMESA di Seveso non era stata introdotta nell’impianto, ma era
stata prodotta accidentalmente come composto secondario ed emesso dall’impianto per il
guasto ad una valvola di sicurezza.
Carbaryl:
1-Naphthyl N-methylcarbamate
C12H11NO2
Spruzzo d’acqua
Avrebbe dovuto impedire la
dispersione del gas, ma la pressione
dell’acqua era troppo bassa.
Contenitori di
metil-isocianato
E610 conteneva 40 tonnellate, E611 ne
conteneva 15, mentre E619 era vuoto.
Dell’acqua penetrò nell’E610 e la reazione,
esotermica, provocò surriscaldamento e Refrigeratore
quindi esplosione. Avrebbe dovuto raffreddare i
contenitori, ma era spento per
risparmiare.
Dopo più di trent’anni, nessuno ha mai pagato
penalmente per la catastrofe. Inoltre la zona non è
stata ancora bonificata.
Rischio Chimico
“…come molte altre cose i prodotti di sintesi creano un rischio per la salute umana, ma nel contempo
servono ad eliminare un numero molto superiore di altri rischi, ed hanno consentito lo sviluppo della società
moderna…”
Comunque si pone il problema di una gestione/valutazione del rischio associato all’uso ed allo smaltimento
di queste sostanze, che deve essere basato su strategie scientificamente corrette e possa permettere
anche una graduale riduzione del rischio stesso.
il paradigma del rischio
chimica valutazione epidemiologia
Per Agenti Chimici Pericolosi si intendono le sostanze ed i preparati che, in base alle
loro caratteristiche chimiche, chimico-fisiche, e tossicologiche, sono classificati nelle
categorie di pericolo.
Articoli : oggetti composti da una o più sostanze o preparati la cui forma o disegno
determina la loro funzione di uso finale in misura maggiore della sua composizione
chimica
Normative in vigore
La normativa è in continua evoluzione, attualmente facciamo riferimento a:
[Link] [Link]
regolamento REACH (1907/2006/CE)
[Link]
Allo scopo di facilitare l'adozione del sistema GHS nei diversi Paesi e nei vari settori
lavorativi, è stato introdotto il concetto del building block approach che consente
l'adozione anche parziale delle categorie di pericolo: l'armonizzazione è intesa come
adozione di elementi uguali per tutti, anche se non vengono trasposti nella totalità.
Campo di applicazione
Esclusioni
I prodotti chimici sono etichettati allo scopo di informarci sui rischi a cui siamo esposti
e sui danni a cui possiamo andare incontro per la nostra salute, per l’ambiente e per i
nostri beni.
Vantaggi
1. semplificare e ridurre il numero di direttive
2. sistema armonizzato per tutti i preparati
3. garantire livello adeguato di protezione
4. agevolare il commercio
Limiti
1. La pericolosità si valuta o con esperimenti o con metodi teorici
2. Non esistono informazioni esaustive su tutti i prodotti
3. In particolare non sono sempre chiari gli effetti a lungo termine,
di inquinanti persistenti e della bioaccumulazione.
Chi deve effettuare l'etichettatura?
I fabbricanti, gli importatori, gli utilizzatori a valle (compresi i formulatori) o i
distributori (compresi i rivenditori al dettaglio) devono etichettare ogni sostanza o
miscela che richieda un'etichettatura e sia contenuta in un imballaggio, prima
dell'immissione sul mercato. Questo vale anche per i produttori e gli importatori di
articoli esplosivi.
Il Chemical Abstract Service (CAS), una divisione della American Chemical Society,
assegna questi identificativi ad ogni sostanza chimica descritta in letteratura.
Ulteriori pericoli
Vecchie categorie di pericolo
Confronto
categorie di pericolo
classi di pericolo
Principali cambiamenti apportati dal CLP
▪ Le frasi di rischio (frasi R) vengono sostituite con indicazioni di pericolo
(Hazard statements). Ad ogni indicazione di pericolo corrisponde un codice
alfanumerico composto da una lettera H seguita da 3 numeri, il primo numero
indica un tipo di pericolo (H2=pericoli chimico-fisici, H3=pericoli per la salute,
H4=pericoli per l’ambiente), i due numeri successivi corrispondono all’ordine
sequenziale di definizione. L’Unione Europea si è riservata di inserire frasi
supplementari che non avrebbero avuto eguali nel sistema GSH. Esse sono
composte da EUH seguito da un numero a tre cifre.
Scheda di sicurezza:
I più autorevoli sono i Threshold Limit Value (TLV) - Valore limite di soglia,
elaborati dalla Conferenza Americana degli Igienisti Industriali (ACGIH).
Sono la soglia di concentrazione (ppm) al di sotto della quale vi è sicurezza per
"quasi tutte" le persone esposte, che non si verifichino effetti patologici.
TLV
TLV-TWA (time-weighed average): valore massimo consentito per
un'esposizione prolungata - 8 ore al giorno e/o 40 ore a settimana. Viene
comunemente indicato semplicemente come TLV, sottintendendo l'altro termine.
TLV-STEL (short-term exposure limit): valore massimo consentito per esposizioni
brevi - non oltre 15 minuti - ed occasionali - non oltre quattro esposizioni nelle 24
ore, intervallate almeno ad un'ora di distanza l'una dall'altra.
TLV-C (ceiling): valore limite che non deve essere mai oltrepassato in nessun
caso.
Esempio: aldeide formica H2CO
Sostanza Aldeide formica
CAS No. 50-00-0
Valore limite – a 8 ore Valore limite – a breve termine
ppm mg/m3 ppm mg/m3
Austria 0,5 0,6 0,5 0,6
Canada – Quebec 2 3
Danimarca 0,3 0,4 0,3 0,4
Francia 0,5 1
Germania 0,3 0,37 0,6 0,74
Ungheria 0,6 0,6
Spagna 0,3 0,37
Svezia 0,5 0,6 1 1,2
Svizzera 0,3 0,37 0,6 0,74
Olanda 0,15 0,5
USA 0,75 2
UK 2 2,5 2 2,5
In Italia…
Sono disponibili anche altri indicatori di effetto o di rischio, quali ad esempio:
VLE - i valori limite di esposizione professionale – cioè il limite della concentrazione media,
ponderata nel tempo, dell’agente chimico nell’aria respirata da un lavoratore; (di fatto TLV-TWA)
VLB - i Valori Limite Biologici, ossia il limite della concentrazione dell’agente, di un suo
metabolita, o di un indicatore di effetto, nell’appropriato mezzo biologico, ad esempio nel sangue.
La normativa è in evoluzione (a ruota della CE) e fino di recente erano solo poche le sostanze
per le quali è definito un VLE.
La nuova direttiva unica DL 81/08 ha fornito un elenco più esaustivo che di fatto recepisce anche
i criteri dei TLV
[Link]. 81/08
Parametri tossicologici: dose letale
DL50 (LD50 - Lethal Dose 50%)
dose di un materiale, somministrato in una volta sola, in grado di uccidere il 50% di un popolazione
campione di cavie (generalmente ratti, ma anche altri mammiferi come cani, quando il test riguarda la
tossicità nell'uomo).
Modalità di contatto: cutanea o orale (ingestione) (effetti acuti = tempi brevi)
guanti: classe 1-6 a seconda del tempo di permeazione (10 min-480 min)
filtri antigas: filtri A, B, E, K (a seconda del gas) di classe 1,2,3 (a seconda della capacità)
proprietà chimico-fisiche
2 20 40 30-56.2
3 2 4 5-8
proprietà chimico-fisiche quantitative
3. pH - al momento della fornitura (se soluzione acquosa specificare
concentrazione % m/m o v/v
4. massa molecolare (PM) (per i polimeri valor medio)
5. punto o intervallo di ebollizione
6. punto o intervallo di fusione
a. diametro: polveri fini sono più infiammabili ed hanno limite inferiore più basso;
9. Proprietà esplosive
10. Tempo di combustione
11. Proprietà comburenti
12. Proprietà ossidanti
proprietà chimico-fisiche
13. Pressione di vapore
14. Densità relativa
15. Solubilità
16. Coefficiente di ripartizione n-ottanolo/acqua
17. Misciblità
18. Conducibilità
[Link] superficiale
20. Velocità di evaporazione
21. Viscosità
Incompatibilità fra sostanze
Vanno riportate nella scheda di sicurezza.
acidi e basi
acidi forti e acqua
anidridi e acqua
acidi forti e polveri
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